Mastromatteo 1

Stralci del Mastromatteo pensiero tratti dal blog 22 Passi
http://22passi.blogspot.it/2013/08/l-elettrocomica-di-chi-nega-la.html#comment-form

In fondo bastava la tesi di Giannetti per stabilire che il meccanismo che pilota tutto è l’enorme pressione al catodo per effetto della sovratensione (Nernst, appunto).

Tra le tre situazioni non c’è alcuna differenza dal punto di vista elettrochimico: è sempre l’enorme pressione sulla superficie del catodo generata per sovratensione ad attivare il movimento dell’idrogeno dalla soluzione all’interno del catodo.

Sullo stesso argomento un elettrochimico e un ingegnere la pensano in modo diverso:

Generally these methods [RF-discharge; electrochemical discharge of H+] do not lead to a meaningful measurements of the hydrogen chemical potential in the solid because a true equilibrium does not exist between the solid and the gaseous phases. The hydrogen chemical potential within the solid will be governed by kinetic and not thermodynamic factors, i.e. The relative rate of the recombination reaction compared to the chemisorbed → absorbed transition. It should be emphasized that the overpotential applied during electrolysis cannot be converted to a meaningful hydrogen pressure. [if the electrolysis is interrupted and stationary electrode potentials are established, the electrochemical approach can provide equilibrium data for hydrogen contents equivalent to hydrogen pressures ≤ 1 bar ]

… no special surface treatments are needed to obtain equilibrium between the gaseous and solid phases.

Wang, Louie & Cohen found that H-H interactions is more repulsive inside Pd than in the free H2 molecule.

Ted B. Flanagan
Chemistry Department, University of Vermont

W. A. Oates
Department of Mechanical Materials Engineering, Newcastle University, Australia

The Palladium-Hydrogen System
Annu. Rev. Mater. Sci. 1991, 21:269-304

La tesi Giannetti e le opinioni di Mastromatteo non reggono di fronte all’approccio elettrochimico del sistema H-Pd. Particolarmente grave è la convinzione che una sovratensione di scarica possa tradursi in un aumento della pressione gassosa. La sovratensione è una grandezza cinetica, non termodinamica; la sovratensione serve a superare resistenze e inerzie, difficoltà nei meccanismi di combinazione dell’idrogeno, qualora esistano per avvelenamento della superficie del palladio.
Se mi passate la similitudine, è come credere che la spinta in più sui pedali di una bicicletta arrugginita contribuisca ad aumentare la velocità del veicolo; serve solo a vincere le resistenze. In cinetica elettrochimica la sovratensione serve solo per vincere resistenze, inerzie di varia natura.
Assegnare un significato termodinamico a una grandezza tipicamente cinetica come la sovratensione è un errore che nessun chimico può accettare.

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360 risposte a Mastromatteo 1

  1. Giancarlo ha detto:

    @Camillo
    @Ascoli65

    Non pensavo che saremmo arrivati a discutere così aspramente su questa storia. La cosa che mi rammarica è che non riesco a spiegare bene quello che penso. Ci provo di nuovo.
    Cominciamo dai diagrammi si Ascoli che Camillo chiede di confutare.

    Secondo me in tutti e 3 i sottotipi di celle il valore di Pi segue da vicino quello di Pe, dato che la lamina del Palladio, che costituisce il catodo, è estremamente permeabile all’H.

    Scusa Ascoli ma allora di che cosa stiamo parlando? Se fosse vera questa affermazione è chiaro che non si può avere compressione in una cella aperta, ma stiamo discutendo del fatto che questo sia o meno vero. Stiamo discutendo del fatto che la pressione all’esterno si mantenga a 1 bar e quella all’interno salga (secondo me fino ai valori corrispondenti a X= 0,72 per il D e X=0,81 per l’idrogeno). Se tu le disegni sempre pari a un bar che discutiamo a fare?

    Può darsi che io mi sbagli, non ho formule da usare (molte di quelle che si trovano non reggono ad analisi critica) ma solo il buon senso fisico; a me pare che il vostro errore sia quello di pensare ad un sistema all’equilibrio termodinamico. Secondo me sulla faccia bagnata il sistema è completamente fuori equilibrio (ad elettrolisi accesa, ovviamente) mentre sulla faccia asciutta il sistema è quasi all’equilibrio. Detto in altre parole, voi negate la possibilità di un qualsiasi caricamento elettrolitico del Pd (o di un qualsiasi altro metallo) al di sopra del livello corrispondente a 1 bar e alla temperatura del bagno elettrolitico. Camillo, non sto dicendo che si raggiungano i valori dei FF (X>1), non sono pazzo; semplicemente penso che si possano invece raggiungere valori più bassi. Contro di voi c’è tutta una letteratura di non FF. Si va da Valentini (in verità per l’acciaio), citato molto tempo fa da MM, fino a questo lavoro
    http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/0013468691853425.
    Loro non sono FF.

    Io personalmente, non ho argomenti elettrochimici per giustificare questa affermazione, non è il mio mestiere. Per il momento mi fido di loro a meno che voi non mi dimostriate il contrario, sempre considerando che il sistema è fuori equilibrio; non parlate di equilibrio termodinamico altrimenti mi ritiro in buon ordine.

    Immaginiamo che effettivamente si raggiunga X=0,81. Nel diagramma di Pitre a 50-70°C questo corrisponde a circa 100 bar (ossia sono necessari 100 bar per far entrare altro idrogeno).
    Qualunque pressione ci sia ora nel catodo cavo inizialmente vuoto, io lo porto, eventualmente immettendo idrogeno, a 50 bar. Converrete che l’idrogeno rimane lì, non può entrare perché X=0,81. In questo momento fuori c’è 1 bar e dentro 50. Dov’è il mio errore? Alla faccia della membrana trasparente e della simmetria del sistema.
    Il possibile errore concettuale che vedo, lo ripeto, è che il caricamento elettrolitico fuori equilibrio termodinamico non sia attuabile. Siccome gli esperimenti dimostrano il contrario bisogna provarlo.

    Spero vivamente nell’esperimento di MM. I brevetti e i depliant commerciali sono indizi, non prove.

    • Cimpy ha detto:

      Spero vivamente nell’esperimento di MM. I brevetti e i depliant commerciali sono indizi, non prove

      Ecco, questo è lo spirito che ci accomuna: si può sperare quel che si vuole, ma se non c’è accordo, vogluamo il film. E senza “effetti speciali”.
      I sottotitoli li mettiamo dopo.

    • Camillo Franchini ha detto:

      @giancarlo

      non parlate di equilibrio termodinamico altrimenti mi ritiro in buon ordine.

      E’ Mastromatteo che si affida all’equazione termodinamica di Nernst, non io.
      Io constato che non c’è rispetto della elettrochimica standard nel lavoro di Giannetti e lo contesto per questo.
      Per definizione l’elettrolisi è un fenomeno che deve essere descritto con le leggi della cinetica elettrochimica. Si tratta di situazioni sempre lontane dall’equilibrio; sostenere che aumentare il flusso di bolle di idrogeno equivale ad aumentare la pressione esercitata sulla faccia umida della bombolina è una bestemmia. Questo è in pratica ciò che si afferma, che Mastromatteo afferma fuori dai denti, senza precauzioni.
      Noi dobbiamo verificare quei valori con strumenti di analisi chimica convenzionali, come un leco. Se si raggiungono i valori di X che riporti, hai ragione da vendere. Prima di un’analisi chimica certificata, mai fatta, bisogna credere che a pressione atmosferica corrisponda una carica “atmosferica”.
      Capisco bene la tua posizione affidata ai valori di X che riporti; infatti il mio contrasto non è con te. Il mio contrasto è con Mastromatteo. Se hai la pazienza di scorrere i suoi interventi, ti accorgerai che egli afferma che ad un aumento dello sviluppo delle bolle corrisponde un aumento della pressione esercitata dall’idrogeno sul palladio. E’ come dire che un elettrodo reversibile all’idrogeno è sensibile alla quantità di idrogeno che gli gorgoglia intorno.
      Ciao, a presto

      • Cimpy ha detto:

        Non c’è niente da fare: secondo i believers, 100 psig o 60 psig sarebbero equivalenti molto prossimi alle 50 atmosfere di Celani, non alle 10 di Massa (figurarsi alle 1 o 2 di Franchini).
        Poi si capisce perché, con tali abilità di trasmutazioni pressorie, quei 100 psig secondo loro possono equivalere pure alle millantamila…E insistono che non serve far la prova. A posto così, secondo loro, sulla fiducia.
        Ma quale fiducia? S-t-i-c-a, ripassa le “trasmutazioni” pressorie da un sistema all’altro. Poi caccia 10 euro, che vediamo il bluff delle 1000 100 50 atmosfere. Guarda che con quelle si riabilita solo Celani, però, e solo sulla compressione elettrochimica. Per McKubre e Arata, ne mancano ancora così.

        • Cimpy ha detto:

          nel senso che a Celani si rende il buon nome (piò sbagliare ma non inventa bubbole), e gli si riconosce che, sulla compressione fino a 50 bar, ha ragione.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Cimpy

          E insistono che non serve far la prova. A posto così, secondo loro, sulla fiducia.

          Credo bene che non vogliono che si faccia la prova, a cominciare da Mastromatteo. Che gentili, si preoccupano dei soldi e del lavoro altrui. Un prova negativa metterebbe in imbarazzo un bel gruppone di ff. Diranno che manca l’ingrediente che fa gonfiare la bombolina.
          Se Massa mi manda in privato il codice IBAN contribuisco alle sue spese.
          Sono modesto, non mi serve arrivare al bombolino di Arata che fonde freddo; 10 bar mi bastano. Non voglio scoraggiare gli sforzi di Mario, anche se i 1000 bar “misurati” di McKubre e i 2000 di Arata andrebbero pretesi, se i due non vogliono essere considerati fanfaroni irresponsabili.
          Non serve la collaborazione di Celani, perché per definizione un brevetto deve contenere le informazioni per la costruzione della bombolina.
          Come al solito la badante bulgara di Livio ha ragione: nella ricerca la grandezza tempo ha molta importanza; se in un anno non hai ottenuto quello che hai previsto nella proposta scritta di ricerca, devi metterti a disposizione della Direzione Scientifica. Se addirittura in 25 anni non cavi dal buco un ragno bello grosso, devi offrire le dimissioni e cedere il posto a chi siede in attesa da anni in panchina. Credo che abbia funzionato così da Pirelli Labs; dopo qualche anno di briglia sciolta la Direzione ha deciso che non valeva la pena di continuare. Ecco perché Gamberale ha cambiato datore di lavoro e Fontana pure. Garbelli? Non so niente del suo destino. Anche lui era un preparatino confesso.
          L’INFN deve essere un posto ben strano, se sono così tolleranti. A meno che non intervengano santi politici protettori in paradiso per molti di loro.

  2. Hermano Tobia ha detto:

    @Camillo
    a questo articolo si può opporre l’altro tratto da
    Journal of Power Sources:

    “If the cathode compartment is hermetically sealed, the formation of hydrogen at the cathode results in the increase of the pressure.”

    Se l’artilcolo da lei citato è questo:
    http://h2.base33.net/bibliografia/03_Eletrolise/02_PEMEC/2002%20-%20H2Compression%20in%20PEM.pdf

    Mi sembra si tratti di un compressore PEM senza catodo cavo di Pd, quindi poco attinente ai nostri ragionamenti.

    L’articolo che ho citato proveniva da un riferimento a quest’altro:

    Anal. Chem., 1970, 42 (9): http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/ac60291a014?journalCode=ancham

    Giancarlo l’ha “recensito”, secondo me, un po’ superficialmente (da qui la mia “punzecchiatura”) in quanto è vero che descrive un apparato a cella chiusa, ma la parte importante è questa:

    There is no complete description of the physical process by which hydrogen liberated at the cathode surface is transferred against a pressure gradient to the inner space of the hollow cathode tube.

    Il gradiente di pressione non dovrebbe esserci nè in cella chiusa nè in cella aperta. In quest’ultima tale gradiente è il responsabile del funzionamento della bombolina.

    Giancarlo però si è ampiamente riscattato indicando la strada per capire il da dove venga questo gradiente che nell’articolo del 70 non trova completa spiegazione: https://fusionefredda.wordpress.com/2013/08/14/mckubre/#comment-25910

    Il lavoro da lui citato, infatti, mostra some una parte della sovratensione si traduce in una “pressione equivalente” che insiste sulla superficie del catodo. Se ho ben capito, secondo tale teoria, sviluppata anche in questo articolo citato da Nevanlinna:

    Journal of Electroanalytical Chemistry, 357 1-2: http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/002207289380374Q

    Tale “pressione equivalente” in catodi di Pd+Ag può raggiungere, in determinate condizioni, valori fino 10^6 atm.

    @Cimpy
    Scrivevi sull’articolo da me linkato:
    Fa piacere, comunque, vedere che Google ti funziona sempre e che non hai perso l’abitudine di linkare lavori di altri che poco o nulla hanno a che fare col nocciolo di quel che si dibatte.

    Ocasapiens, che capisce sempre tutto al volo, scriveva a proposito di tale articolo:
    ’esperimento riguarda il compressore costruito da Celani … non uno di quelli in commercio da mezzo secolo

    Camillo, invece, a proposito, scrive:
    Non mi sembra certamente il caso di impiccarci a un articolo di Analytical Chemistry. Non credo che ne sappiamo meno.

    Credo che ogni commento sia superfluo. Magari qualche scusa no, però …

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Hermano Tobia

      Mi sembra si tratti di un compressore PEM senza catodo cavo di Pd, quindi poco attinente ai nostri ragionamenti.

      Studiandoci, mi sono reso conto che le esigenze dei due tipi di celle sono identiche.

      Credo che ogni commento sia superfluo.

      Intendo: non dobbiamo affidarci a un singolo articolo, peraltro vecchio di mezzo secolo. Non si fa mai.

    • Giancarlo ha detto:

      @Camillo
      Se hai la pazienza di scorrere i suoi interventi, ti accorgerai che egli afferma che ad un aumento dello sviluppo delle bolle corrisponde un aumento della pressione esercitata dall’idrogeno sul palladio.

      Concordo che questo è completamente privo di senso. Per dirla con gli autori del lavoro da me precedentemente citato:
      These measurements of D/Pd stoichiometries indicate that interfacial parameters, current density, pD, charging time and surface purity have negligible effect on the maximum deuterium concentration within Pd electrodes.

    • Giancarlo ha detto:

      @Hermano Tobia
      There is no complete description of the physical process by which hydrogen liberated at the cathode surface is transferred against a pressure gradient to the inner space of the hollow cathode tube.

      Ora ho capito finalmente la punzecchiatura. Nella mia visione non c’è nessun gradiente di pressione. C’è una pressione equivalente o meglio virtuale che fa entrare l’idrogeno nel Pd; dopo la diffusione avviene perché l’H si va a sistemare negli interstizi vuoti liberando energia.

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Giancarlo

        Nella mia visione non c’è nessun gradiente di pressione.

        Infatti non esiste gradiente di pressione come si vaneggia da Giannetti:

        La composizione di PdDx che si ottiene, invece, tramite elettrolisi, dipende dal
        sovrapotenziale catodico (η) che determina la fugacità di D 2

        Giannetti non sa che il sovrapotenziale (più noto come sovratensione) catodico sul palladio è praticamente zero. Un catodo di palladio si comporta in modo reversibile anche quando nella cella passa una discreta corrente netta. Sembra impossibile, ma il palladio riserva queste sorprese.
        Il mio vecchio trattato scolastico di elettrochimica

        Samuel Glasstone
        An Introduction to Electrochemistry, pagg 557
        D. Van Nostrand Company, Inc., 1956

        riporta i valori delle sovratensioni per vari metalli. Come vedi per il palladio è zero, come per lo Charlot che ho già citato. Non si capisce dove Giannetti abbia preso il valore di 0,5 V.

        Overvoltage

        dopo la diffusione avviene perché l’H si va a sistemare negli interstizi vuoti liberando energia.

        E’ questa liberazione di energia che conferisce stabilità agli insediamenti di idrogeno in palladio. Un pezzo di palladio “contaminato” con idrogeno non può più essere riportato vergine. Eliminare le ultime tracce di idrogeno dal reticolo del palladio è praticamente impossibile.

    • Sacha ha detto:

      valori fino 10^6 atm.

      Cimpy, era come dicevo io!
      altro che millantamila, mille volte millantamila!

      • Cimpy ha detto:

        Certo Sacha, per riabilitare un Arata fusionista, si dovrebbe provare ad arrivare su Plutone.
        Magari fra tremila anni. Per adesso, ci siamo accontentati di molto meno: vedere le carte tra Franchini – Massa/Giancarlo – Celani, che questo si potrebbe fare.

        Abbiamo anche stabilito tre altri punti fermi:

        1)
        La maggior parte dei passeracbelievers preferisce una macchia scura nel nome di Celani piuttosto che accettare un qualsiasi rischio (negato con forza solo a parole) di dare maggior corpo al fatto che il medesimo abbia bluffato (magari fidandosi di altri che, prima di lui, avevano fatto altrettanto). Se non si dimostra che AleD, sotto sotto è un True Believer,o che Mistero sgancerà davvero a Massa quei 15 euro risparmiati al cinema, possiamo sotituire “la maggior parte” con “la totalità”.

        2)
        A nolialtri piacciono i film, vada come vada, e la Scienza, quella vera, adora di questi film, specie quando a farli non è Defkalion, ma qualcuno che non si serve di effetti speciali.

        3)
        HT linka (anche quando in tema, sia detto per evitare che si offenda) lavori che, più spesso che no, si rivelano veri boomerang. Oppure può dimostrarci empiricamente le mille millanta mila. Ma forse è meglio di no, vero HT? Che già preferisci non arrivare a vedere se si raggiunge quota 50 bar…

  3. Hermano Tobia ha detto:

    @Camillo
    Intendo: non dobbiamo affidarci a un singolo articolo, peraltro vecchio di mezzo secolo. Non si fa mai.

    Non mi riferivo certo alla sua posizione, ma alle sparate di Cimpy e Ocasapiens nei miei confronti.

    • Cimpy ha detto:

      (…)alle sparate di Cimpy e Ocasapiens(…)
      (…)Se ho ben capito, secondo tale teoria, sviluppata anche in questo articolo citato da Nevanlinna:

      Journal of Electroanalytical Chemistry, 357 1-2: http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/002207289380374Q

      Tale “pressione equivalente” in catodi di Pd+Ag può raggiungere, in determinate condizioni, valori fino 10^6 atm.(…)

      Ma bravo HT. Nevanlinna lo leggevo giusto ieri mentre cercavo di aggiornarrmi – e non ho ancora finito: sai, a differenza di te io cerco anche di capire.
      E proprio ieri ho trovato questo suo simpatico commento:

      Sembra che il palladio NON debba esser saldato ad argento, pena la perdita della permeabilità. Prevedo che il non funzionamento del catodo del Pontifex genererà polemiche roventi per i prossimi sei mesi.

      Ripeti un po’, catodi di che? Pd+Ag?
      Allora, Nevanlinna ha buttatp lì una scusa a caso per dire che se non funziona è colpa della cattiveria o dell’impreparazione del nostro “Pontifex” Massa, oppure in quell’articolo c’è qualcosa che non va?
      Spiegati pure con calma .

      • Sacha ha detto:

        Cimpy
        Questi discorsi sulla cella Celani/Arata non vi hanno stufato ?

        Non per cambiare argomento ma girano voci che l'”effetto Rossi” si possa forse ottenere con normali catalizzatori, basta “esperire” opportunamente.
        Documenti segreti dell’area 51 ?

        • Cimpy ha detto:

          Noi siamo per il film.
          Non ci importa se “perdiamo”, perché noi non si “perde” davvero se la scienza dirime dubbi e ambiguità.Se “perdiamo”, impariamo qualcosa. E se “vinciamo”, potremmo anche non infierire. Vabbè, magari qualcun altro, non io, che ho proprio un caratteraccio. Però poi quando esagero milliWatt mi sequestra la fionda e mi lega alla sedia dietro la lavagna…
          🙂

      • Sylvie Coyaud ha detto:

        @HT
        “Ocasapiens, che capisce sempre tutto al volo”
        Appena Camillo, Mario Massa, mW, Ascoli65, GabriChan, Cimpy, Giancarlo, Indopama (omissis) confermano che non parlavano di una verifica dell’esperimento Celani con cella APERTA modello Arata, le porgo qui le mie scuse “sopra un piatto d’argento”

        @Camillo, Mario Massa (omissis)
        anche a voi, ovviamente.

        @Cimpy
        non scoraggerei HT, magari scova i paper* in cui Celani et al. descrivono l’esperimento con cella APERTA modello ecc.
        * peer-reviewed su rivista non crackpot.

        • Hermano Tobia ha detto:

          @ocasapiens
          Proviamo un passetto alla volta, forse così ci arriva anche lei. L’articolo in questione, citato più volte, è sempre questo, Anal. Chem., 1965:

          http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/ac60221a055

          a) La cella è aperta o chiusa ?
          b) il catodo come è fatto ?
          c) che differenza c’è con cella “dell’esperimento Celani con cella APERTA modello Arata”?
          d) come mai se l’articolo si riferisce a tutt’altro, Camillo ha detto che secondo lui non basta un solo articolo a smentire le sue ipotesi ?

          Risposte precise e puntuali, oppure, come al solito, sarà dimostrato che lei ciancia a vanvera di cose che non capisce. Le sue scuse poi se le può anche tenere.

        • Cimpy ha detto:

          se sia aperta o chiusa lo hai già detto tu mentre lo citavi per la (?)prima volta

          “L’articolo è paywalled e dalla pagina disponibile non è chiaro (o non ho trovato) se si tratta di cella aperta o chiusa”

          Non sapevi, ma l’hai citato lo stesso. Metti che ci hai imbroccato…Capisci cosa intendo?

          D’altronde basta guardare cosa scrivi di veramente tuo:

          “come mai se l’articolo si riferisce a tutt’altro, Camillo ha detto che secondo lui non basta un solo articolo a smentire le sue ipotesi ?”

          Eh certo, se il Franchini non te lo cassa al volo, allora deve essere buono per forza, il Cimpy non potrà dire che non c’entra. Meno male che Franchini ti avalla qualcosa ogni tanto, sennò vivresti in un’eterna incertezza.Capisci cosa intendo?
          Dì un po’, vuoi alzare la posta ai valori descritti in quell’articolo? Tanto Franchini te l’ha fatto passare, quindi sicuramente ci si può arrivare…Capisci cosa intendo?

          Poi una un po’ così, tanto per farti il verso – hai presente? Quando dici “non capisci niente”, “parli a vanvera” a me o (ma non ti verhgogni?) a Sylvie; o anche solo per il “prende le sue cantonate” detto da te (!!) al Franchini o al Giancarlo. Come se uno che sta seduto tutto il giorno e non fosse in grado di fare un piano di scale a piedi senza un sostegno dicesse con sufficienza “Bolt? Sì, corricchia…” :

          che differenza c’è con cella “dell’esperimento Celani con cella APERTA modello Arata”?

          Allora è aperta? Sei siccuro sicuro? Te l’ha detto il Giancarlo? Perché se no non vale sai? Aspetta, sei sicuro perché è lo stesso barattolo che usava il Celani, che gliel’ha passato l’Arata e lo hanno usato anche lì, giusto?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Hermano Tobia

          come mai se l’articolo si riferisce a tutt’altro, Camillo ha detto che secondo lui non basta un solo articolo a smentire le sue ipotesi ?

          Le ragioni che si oppongono all’articolo di Analytical Chemistry e al seguito delle Sue considerazioni sono di natura elettrochimica e di varia umanità. Le riassumo.
          “It should be emphasized that the overpotential applied during electrolysis cannot be converted to a meaningful hydrogen pressure”. Questo risulta incontestabile da chiunque abbia studiato elettrochimica. Nec plus ultra, potremmo fermarci qui.
          L’articolo di Giannetti cui fa convinto riferimento Mastromatteo contiene un errore che ne ridicolizza completamente il contenuto. La critica Morici è mortale.
          McKubre dichiara di avere misurato 1000 atmosfere, chiaramente una balla.
          Giancarlo ha dimostrato che anche il brevetto di Arata contiene una balla patente.
          Il brevetto di Arata non ha avuto seguito; non si conosce un solo compressore elettrochimico di idrogeno a cella aperta.
          Celani si sottrae a ogni confronto, quando potrebbe cancellarci tutti dalla faccia della terra con un grandioso colpo di scena. Il suo silenzio è un’ammissione di impotenza.
          All’articolo di Analytical Chemistry non seguono informazioni su compressori basati sul metodo descritto.
          Lei ci ha fornito solo una pagina dell’articolo; Le basta per smantellare nozioni di elettrochimica consolidate?
          Ripeto: disponiamo di conoscenze di elettrochimica sufficienti per non preoccuparci di un singolo articolo scritto mezzo secolo fa. Con tutto il rispetto per Jacobsen, non ci ha paralizzato.
          Questa notte le mostrerò come l’overvoltage su palladio, che per Giannetti e i suoi tutori ammonta a 0,5 volt, sia in realtà zero. Il dato non viene da un articolo, ma dal trattato di Elettrochimica che ho usato da studente.
          Siamo nell’imminenza della verifica sperimentale della cella Arata: Lei si comporta come Mastromatteo che considera la questione chiusa nel 2006 o considera importante il lavoro di Mario Massa?

        • Hermano Tobia ha detto:

          @Camillo
          La questione è molto più semplice. Ocasapiens e Cimpy pensano che l’articolo di Jacobsen sia relativo a tutt’altro (non ho capito bene cosa). Glielo spiega lei che invece riguarda compressione elettrochimica con catodo cavo in Pd, come il caso di cui si sta discutendo, così chiudiamo la polemica ?

          Sul contenuto si può discutere, ma quanto detto da Giancarlo nella discussione precedente e che ho riassunto all’inizio di questo thread mi sembra confermato oltre ogni ragionevole dubbio.

          @Cimpy
          Vedo che non sai neanche leggere. L’articolo a cella aperta è quello di Jacobsen, ed è chiaro anche dalla prima pagina.

        • Cimpy ha detto:

          Fammi capire, HT, non gai scritto tu quel post in cui scrivevi che non sapevi se la cella cui si riferisce la paginetta stinfia è aperta o chiusa? Come la chiameresti q i ela citazione alla cieca?
          E adesso che Franchini ti bastona sui tuoi riferimenti blasonati che fai, ripeti la mossa all’infinito? Ahi ahi… Vedi cosa vuol dire fare i galli con le palle degli altri? Dammi retta, la prossima volta che vuoi citare un lavoro, prima chiedi ai tuoi suggeritori di illustrartelo bene e per intero: esordire con “non so se c’entra, ma c’entrasse sarebbe bello” non fa una buona impressione. Non so come spiegartelo: anche se indovini per sbaglio, non la sai più lunga. Sei nel posto sbagliato per metterti in cattedra. Ma capisci?

        • Hermano Tobia ha detto:

          @Camillo
          ““It should be emphasized that the overpotential applied during electrolysis cannot be converted to a meaningful hydrogen pressure”.

          Infatti l’articolo linkato da Giancarlo (ce ne sono decine sull’argomento) parla di “pressione equivalente”. Ma l’effetto pratico è lo stesso. Sono ricerche di metà degli anni 90.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Hermano Tobia

          Infatti l’articolo linkato da Giancarlo (ce ne sono decine sull’argomento) parla di “pressione equivalente”.

          Non è “pressione equivalente” (per quello che può significare), è pressione reale. Legga quello che scrive Mastromatteo, riportato anche in questo post.

          In fondo bastava la tesi di Giannetti per stabilire che il meccanismo che pilota tutto è l’enorme pressione al catodo per effetto della sovratensione (Nernst, appunto).

          Tra le tre situazioni non c’è alcuna differenza dal punto di vista elettrochimico: è sempre l’enorme pressione sulla superficie del catodo generata per sovratensione ad attivare il movimento dell’idrogeno dalla soluzione all’interno del catodo.

          Le cose invece stanno così:

          It should be emphasized that the overpotential applied during electrolysis cannot be converted to a meaningful hydrogen pressure.

          Sound electrochemistry, chap, quella che si impara a scuola. Questo è un punto fermo inviolabile, se non volete la guerra.
          Ho l’impressione che di là abbiate soggezione di Mastromatteo come fosse un assistente di Celani. Fate male, chi sa si faccia sotto senza timidezze.

      • Sacha ha detto:

        @Cimpy
        “E se l’effetto Rossi [gamma rays in the range 100-200 KeV] si presentasse anche in letti catalitici convenzionali, e fosse inesperito?”

        Cimpy credo che tu sia la persona più adatta a rispondere a questa interessante domanda.
        La domanda viene da qualcuno che parla da solo in un blog frequentato dai peggiori creduloni. Forse non si è accorto che il piedistallo da cui emette sentenze non è molto robusto.

  4. Hermano Tobia ha detto:

    @Cimpy
    Guarda che il catodo di Celani è di Pd+Ag anche quello …

    Per il primo esperimento … è stato utilizzato un tubo di Pd-Ag (75-25%)

  5. Hermano Tobia ha detto:

    @Cimpy
    Fa piacere, comunque, vedere che Google ti funziona sempre e che non hai perso l’abitudine di linkare lavori di altri che poco o nulla hanno a che fare col nocciolo di quel che si dibatte.

    Ti faccio presente che stiamo ancora aspettando la tua dotta spiegazione sul perchè l’articolo da me linkato non c’entra. O non vorrai che crediamo che sei un ignorante che scrive a vanvera di cose che non capisce ?

    • Cimpy ha detto:

      Hermano, sei più lento di un bradipo.

      Il nocciolo della questione è la compressione in cella aperta come da dichiarazioni di Celani che avrebbe seguito l’Arata antecedente al 1995.
      Tu hai linkato non un articolo ma una serie di lavori, brevetti e quant’altro al 99% riferiti a tutt’altro (cioè, prima che tu capisca ancora “roma per toma”, non a compressione elettrochimica in cella APERTA come da modello Arata).

      Che poi, tra le tante cose da te citate, Nevanlinna o chi per lui te ne abbia fornita anche qualcuna attinente, non ci piove: di solito, è quando pensi di poter fare da solo, che ti metti davvero nei guai. Per fortuna, succede raramente, visto che di norma ti appoggi sempre a qualcun altro. E’ che, ad esempio, con la storia delle palle hai veramente stabilito un record, ma non è l’unico caso, hai dato il meglio di te più di una volta, tra Defkalion (ci sei arrivato, adesso? Aspetti che te lo dica Nevanlinna? Leggilo con più attenzione, lui l’ha già detto. E anche da un po’, mi pare), Rossi (dalla sua ha solo che non si fa agguantare, ma dimmi che ti ha mostrato qualcosa di valido. A proposito, come vanno i depositi di rame?), Cardone (dài, dillo: “il piezonucleare non sta in piedi”. Non è difficile, prova), Celani (ma te lo devo ripetere ancora? Non farmi infierire su Celani, siamo qui a vedere se possiamo riabilitarlo, nonostante la tua ferma opposizione), Levi (mi dici se ha certificato il falso oppure no? Sa leggere un manometro? Sa scrivere un report? ) .
      Te lo chiedo anche di qui: vuoi che continui?

      • Hermano Tobia ha detto:

        @Cimpy
        Perchè non aiuti la tua amica ocasapiens a rispondere alle domande facili facili di cui sopra, visto che, non paga della lezione di ieri, prendendo spunto dalle scemenze che hai scritto si appresta a prenderne un’altra anche oggi ?

        • Sylvie Coyaud ha detto:

          @HT
          Alle domande di Cimpy rispondo dal gennaio 2011 con il tag bufala che manda lei in bestia.
          si appresta a prenderne un’altra anche oggi”
          Benvenuto nei crononauti, mi ha letto nel pensiero alle 16.30 o alle 18?

        • Hermano Tobia ha detto:

          @ocasapiens
          Vede, continuo nella polemica affinchè gli altri partecipanti al forum si rendano finalmente conto una volta per tutte del suo livello di competenza tecnica e giornalistica.

          Riproviamoci, le domande sono queste:
          L’articolo in questione, citato più volte, è sempre questo, Anal. Chem., 1965:

          http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/ac60221a055

          a) La cella è aperta o chiusa ?
          b) il catodo come è fatto ?
          c) che differenza c’è con cella “dell’esperimento Celani con cella APERTA modello Arata”?
          d) come mai se l’articolo si riferisce a tutt’altro, Camillo ha detto che secondo lui non basta un solo articolo a smentire le sue ipotesi ?

          Attendo riscontro.

        • Sylvie Coyaud ha detto:

          @HT
          quale delle lezioni che continua a impartirmi, con grande successo di pubblico?
          scemenze“: grazie di ammettere che è da scemi credere ai crononauti.

          @Cimpy
          Avrei bisogno di un altro favore. Aiuterebbe Hermano Tobia a leggere qui le bufale/scemenze che dovevo prendere oggi?

        • Cimpy ha detto:

          Signora Sylvie,
          ritiene che HT abbia bisogno di una spintarella alla lettura perché “sembrerebbe capace ma non si applica” (come si diceva una volta alle mamme degli scolaretti dai voti altalenanti per non offendere nessuno) ?
          HT, lo sai che sei citato, in quel viaggetto? Anche più di una volta.

          Abbocherà ?

  6. Andrea ha detto:

    @Giancarlo
    Questi signori, insomma, hanno un’automobile capace di correre 8 ore a 125 km/h con un pacco batterie di 200 kWh. L’auto pesa 2,2 t e loro la muovono confortevolmente a quella velocità con 25 kW, praticamente meno di una Panda anteguerra.
    Con la ricarica batterie si superano, infatti ricaricano il pacco in 10 minuti. Il che vuol dire un inverter media tensione, seguendo il ragionamento tutta fuffa riportato sopra, da 1,2 MW.

    Ciao, i tuoi commenti al riguardo sono molto simili ai commenti di molti ingegneri che scrivevano in merito alla Tesla Roadster nel 2006-2007-2008:
    http://www.energeticambiente.it/categoria-m1-es-auto-elettriche/7269959-tesla-motors-2.html

    Anche la Rimac dichiara prestazioni simili http://www.rimac-automobili.com/
    In merito alla ricarica in 10 minuti non sono convinto che si tratti di semplici batterie a ioni di litio, ho avuto immediatamente i tuoi stessi dubbi, ma ho pensato che forse utilizzano dei supercapacitori.

    Ho telefonato al rappresentante italiano e mi ha promesso che mi invierà maggiori dettagli tecnici, appena li ricevo te li giro.

    • Giancarlo ha detto:

      @Andrea
      Ti possono scrivere quello che vogliono, ma indipendentemente dal mezzo che immagazzina l’energia, se vuoi immagazzinare 200 kWh in 10 primi serve una sorgente da 1,2 MW. E’ una semplice divisione, nulla di più. Hai una cisterna da 100 litri e la vuoi riempire in 10 secondi: servono 10 litri al secondo, di che cosa è fatta la cisterna non importa.
      1,2 MW è una sottostazione elettrica di piccole dimensioni. A Roma negli anni trenta con 1 MW illuminavano tutta la città (vedere museo centrale Montemartini).
      La storia del connettore è comica davvero.

      • Andrea ha detto:

        Ok Giancarlo sono d’accordo, ne riparliamo tra un paio d’anni, la stessa cosa che scrissi nel 2006 in merito alla Tesla Roadster.

        • Cimpy ha detto:

          Quindi è tra un paio d’anni che potremo comprare la prima auto elettrica e anche funzionante? Quelli che finora ne hanno comprata una, lo sanno?

    • Sylvie Coyaud ha detto:

      @HT
      “Ocasapiens, che capisce sempre tutto al volo”
      Appena Camillo, Mario Massa, mW, Ascoli65, GabriChan, Cimpy, Giancarlo, Indopama (omissis) confermano che non parlavano di una verifica dell’esperimento Celani con cella APERTA modello Arata 1995, le porgo qui le mie scuse “sopra un piatto d’argento”

      @Camillo, Mario Massa (omissis)
      anche a voi, ovviamente.

      @Cimpy
      non scoraggerei HT, magari riesce a scoprire i paper* in cui Celani et al. descrivono l’esperimento con la cella APERTA ecc.
      * peer-reviewed su rivista non crackpot.

      @Andrea
      “molti ingegneri”
      quelli che scrivevano su EA erano poco informati, si vede.
      Nel resto del mondo erano entusiasti, nel 2006 la premiavano Best Green Product, nel 2006, nel 2007 il tech hunter dell’Economist ci faceva un giro e ne era entusiasta pure lui.
      Forse perché a differenza della Chreos, la Tesla non era virtuale…

      • Hermano Tobia ha detto:

        @ocasapiens
        Sto aspettando le risposte alle semplici domande che le ho fatto sopra. Non vorrà mica dare l’impressione, come Cimpy, di essere un’ignorante che parla a vanvera di cose che non conosce, vero ?

        • Cimpy ha detto:

          Secondo me non ti conviene proprio insistere: non hai i numeri. Davvero.

        • Sylvie Coyaud ha detto:

          @HT
          Oltre a leggermi nel pensiero, dovrebbe provare a leggere il mio blog sotto Hyst e il techunter sic, per es.

          @Andrea
          Verità nessuna, mi confonde con i creazionisti e con se stesso.
          A differenza di lei, non “assicuro” a chi s’informa su un forum che l’HHO, il reattore ad antimateria (omissis) “funziona”.

          “anche i suoi amici hanno paura”: i nomi o prendiamo nota di un altro suo tentativo di intimorirmi (credo che tocchi a Giancarlo fare da notaio).

          “da oggi anch’io” : magari, così smetterebbe di promuovere la spirulina che cura la malaria in 5 ore e l’AIDS.

      • Andrea ha detto:

        @Sylvie
        Ho linkato EA perché conosco il forum fin dalla sua nascita.
        Ci sono altri forum di discussione non solo italiani, utilizzi San Google.
        Il 99% delle persone o tecnici che intervengono nei forum di discussione o blog intervengono proprio perché sono “poco informati” cercando appunto di approfondire, informarsi, condividere, confrontarsi.
        Altri come lei invece convinti di avere la verità assoluta prendono in giro (è un eufemismo nel suo caso) chi cerca d’informarsi, di confrontarsi e di condividere; sguazza nell’ignoranza come i batteri sguazzano nelle deiezioni (con tutto rispetto per i batteri).
        Insinuazioni, illazioni, decontestualizzazioni, diffamazioni, queste sono le uniche cose che veramente sa fare, anche i suoi amici lo dicono ma hanno paura, da oggi anch’io.

        • Cimpy ha detto:

          Ommioddio, da che pulpito!
          Era (appunto) dai tempi di EA che non leggevo “Insinuazioni, illazioni, decontestualizzazioni, diffamazioni” tutti uno dietro l’altro, e subito dopo che tu avessi fatto tutt’e tre le cose insieme…Mi sa che hai preso la DeLorean pure tu e ti sei dato una ripassata veloce per recuperare lo stile classico. Noto anche un po’ di milliWattite, ma ti va male: in questi giorni è in vacanza.
          Che fai, recuperi col prossimo post, minacciando nuove querele?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Andrea

          Insinuazioni, illazioni, decontestualizzazioni, diffamazioni, queste sono le uniche cose che veramente sa fare, anche i suoi amici lo dicono ma hanno paura, da oggi anch’io.

          Le solite lamentale dei ff, sembra di sentire Passerini. Non sono mai contenti di come affronti un tema. Per un ff il massimo di obiettività di informazione è fornito da Melis.
          Ha visto come è finita con Krivit? Finché si è interessato di ff era pane e ciccia con Daniele; quando ha cominciato a criticare Rossi è diventato snake.

        • Andrea ha detto:

          @Sylvie
          Verità nessuna, mi confonde con i creazionisti e con se stesso.
          Non sostengo i creazionisti, sostengo il confronto e la ricerca.

          A differenza di lei, non “assicuro”
          Tutto documentato in rete glielo assicuro; ogni progetto che seguo è ben documentato gratuitamente in rete, chiunque può tentare delle repliche.

          i nomi o prendiamo nota
          Intimidazione?

          magari, così smetterebbe di promuovere la spirulina che cura la malaria in 5 ore e l’AIDS.
          Magari qualcuno inizia ad indagare, a fare delle domande, a pretendere delle risposte, a rompere le scatole, me lo auguro sempre.

        • Cimpy ha detto:

          Andrea,

          Se uno promuove una cura che non è una cura, non se la cava dicendo “ma io lo facevo per convincere ad indagare”.

          Sarebbe come se, dopo aver dettto per anni che le maccchine del moto perpetuo potrebbero funzionare, e aver mostrato foto di oggetti di cui quell’uno, per anni, va in giro a dire che costerebbero troppo per essere fuffa (o che sarebbero troppi al mondo a farlo per essere tutti fuffari, o che si dovrebbero comunque testare tutti gli ordigni a prescindere – metti che uno funzioni come l’E-Cat, per dire), all’improvviso se ne uscisse dicendo qualcosa come “io non ho mai creduto al moto perpetuo, volevo solo avviare delle discussioni intelligenti”

          No c’è bisogno che ti spieghi che la scusa di voler avviare qualcosa di intelligente sostenendo l’assurdo non sta proprio in piedi.

          Quando poi c’è di mezzo la salute, propagandare una cura che non è una cura, è parecchio ignobile. Sono certo che anche dall’altra parte del fiume questo sia un concetto cndiviso. Ovviamente mi aspetto due eccezioni: chi fa soldi con quegli yougurt (e non è, per dire, la Parmalat) e un paio di squilibrati mentali.

          Sono certo che tu non appartieni a nessuna di queste due categorie. Sono anche certo che stari ben alla larga almeno dal primo di quei due gruppi.

  7. Giancarlo ha detto:

    @Camillo
    Mi pare che le beghe personali stiano contaminando il blog. Occorre ristabilire un minimo di ordine.

  8. gabrichan ha detto:

    @Franchini, dal disegno https://fusionefredda.files.wordpress.com/2013/08/proton.jpeg
    che Lei propone si nota che sul lato ossigeno la pressione è quella atmosferica “vent”, e quindi in realtà è una cella aperta,la pompa serve solo a far circolare l’elettrolita nei 2 lati della cella, avendo una configurazione planare.
    La cosa che si nota è la differenza sul lato chiuso dove la parte di alta pressione viene gestita con l’elettrolita inserendo poi una tanc di espansione dove viene separato il gas dall’acqua che viene recuperata tramite una valvola di drain, ed è come se fosse l’interno della bombolina.
    Lo dice anche il nome del progetto dove viene specificato che non c’è nessun sistema meccanico di compressione, ma la compressione è quella elettrolitica data dalla PEM, sul lato ossigeno infatti è aperta con uno sfogo a pressione atmosferica, chiedo agli ingegneri, Mario, Giamcarlo, ho sbagliato qualcosa nell’interpretazione dello schema?

    • Camillo Franchini ha detto:

      @gabrichan

      Mi associo alla Sua richiesta. Mi piacerebbe sapere come funziona quel compressore.
      Lo sfiato dell’ossigeno lascia qualche perplessità.
      Grazie in anticipo a Giancarlo e a Mario.

    • mario massa ha detto:

      @gabrichan
      @Camillo

      La mia interpretazione dello schema è il seguente:
      1 – la pompetta centrifuga fa circolare acqua demineralizzata sulla faccia anodica della PEM. La circolazione è a pressione praticamente ambiente e nel serbatoio di deposito dell’acqua si ha la separazione dell’ossigeno che si libera dall’anodo.

      2 – l’idrogeno liberato dall’acqua è spinto dal campo elettrico all’interno della PEM verso il catodo dove fuoriesce vincendo la pressione qui presente (pressione di accumulo idrogeno dichiarata di 165 bar).

      3 – insieme all’idrogeno una piccola quantità di acqua attraversa la PEM (direi per la tensione di vapore e legge di Dalton) e viene separata nel serbatoio di accumulo mediante uno scaricatore automatico di liquido che la rimanda all’accumulo dell’acqua.

      4 – sulla tubazione che collega la faccia catodica della PEM e il serbatoio di accumulo sono posizionate una valvola di sicurezza e una valvola automatica per il drenaggio dell’aria iniziale e la depressurizzazione rapida a fine utilizzo.

      5 – sulla parte alta del serbatoio di accumulo è presente la tubazione di mandata all’utilizzo dotata di valvola riduttrice di pressione (disegnata al contrario per errore).

      In sostanza mi sembra un “normale” compressore a PEM dove si ricava l’idrogeno per scissione dell’acqua direttamente sulla faccia anodica.

      Qui un compressore ove la cella PEM per la separazione dell’idrogeno dall’ossigeno è separata dal compressore PEM vero e proprio:
      http://perso.ensem.inpl-nancy.fr/Olivier.Lottin/FDFC08/CD/Contributions/Grigoriev(res130).pdf

      • Camillo Franchini ha detto:

        @mario massa

        Grazie molte per la spiegazione puntuale, Mario. Ci voleva un ingegnere!

      • gabrichan ha detto:

        Grazie Mario per la spiegazione, precisa e dettagliata da ingegnere.
        Una domanda secondo te nel Pd percorso da una certa corrente elettrica lo ione H+ si potrebbe comportare come nelle PEM, ?
        In fin dei conti ha una carica elettrica positiva e si dovrebbe comportare come un elettrone, pero lui va verso il polo negativo.
        Ha che punto sei con il test?
        Stavo pensando alla saldatura con la pasta d’argento, non è che si espande sulla superficie interna della lastrina di Pd, hai pensato ad un modo per evitare la cosa?

  9. Camillo Franchini ha detto:

    @ocasapiens
    @giancarlo
    @mario massa
    @franco morici
    @ascoli65
    @cimpy
    @mastromatteo
    @gabrichan
    @hermano tobia

    Mi sembra che il confronto sulla bombolina proceda con ottimi risultati. Sono emerse due linee di pensiero ben definite e ben documentate. Anche HT, pur essendo di altra cultura, fornisce ottimi contributi, magari sotto forma di una sferzata sulla groppa. Non ci lascia certo cadere in un sonno dogmatico. Nemmeno Cimpy. Meglio così.
    E’ chiaro che se il valore di X è quello che ha trovato Giancarlo su una rivista autorevole venisse confermato si andrebbe ben oltre la bombolina; la cosa avrebbe un significato teorico enorme. Significherebbe che esiste uno stato metastabile nel diagramma di stato H-Pd, mai messo prima in evidenza nei testi di chimica e negli articoli molto autorevoli dedicati a quel sistema (Manchester, Flanagan). La cosa sarebbe singolare, perché l’idrogeno è molto mobile nel reticolo del palladio. L’austenite dell’acciaio può restare nel suo stato metastabile per secoli ma, se si procede a un rinvenimento, in pochi minuti decade negli stati stabili ferrite, perlite, cementite secondaria. E il carbonio ha certamente più difficoltà dell’idrogeno a partecipare a smistamenti di fase!
    Qualcuno sa se esistono aree di metastabilità nel diagramma H-Pd? A me non risulta, almeno per ora.
    Come vedete, le mie convinzioni (certezze?) da chimico tetragano derivano da ciò che non si trova nei testi, più che da ciò che si trova, tipo “E’ noto [1] come, applicando una sufficiente differenza di potenziale tra anodo e catodo, si possano ottenere dei caricamenti elevati fino a x≅1.” (Giannetti). Un chimico inorganico non potrà mai accettare una affermazione simile senza che gli si alleghino i denti.
    Ho notato che nel gruppo Giannetti, considerate anche le persone consultate, compaiono solo fisici, mettendosi in una situazione di “rischio monocultura” enorme. Difetto storico delle nostre Università, dove tutti sono gelosi del proprio cadreghino. Capitò anche a Fermi di non avere un Hahn nel gruppo.
    Come diceva la saggia badante bulgara al servizio di Livio “se la cosa fosse vera si saprebbe da almeno un secolo”. Non è un teorema, ma a volte il buon senso può sostituire un teorema.
    Io faccio riferimento alla chimica; la maggior parte di voi alla fisica. Alla fine si vedrà.
    Buon lavoro a tutti quelli che sono appassionati alla bombolina e grazie per gli sforzi che fate per farci capire qualcosa di più sul piano teorico, che non è certo meno interessante della compressione.

    • Hermano Tobia ha detto:

      @Camillo
      Anche HT, pur essendo di altra cultura, fornisce ottimi contributi
      Grazie del complimento, che però giro subito a Giancarlo il quale, come sempre, è quello che si è speso di più per cercare di andare a fondo alle questione.

    • Livio Varalta ha detto:

      Camillo,
      Come diceva la saggia badante bulgara al servizio di Livio “se la cosa fosse vera si saprebbe da almeno un secolo”.
      La badante ringrazia per la citazione e conferma; poi aggiunge: “pò djavolite, ma sei ancora adrio a ‘ste cose?!”. Linguisticamente è migliorata.

      Fisici che si cimentano in chimica. La badante bulgara, perito chimico, è venuta in Italia allo sbaraglio, come tante altre. Appena ha potuto ha frequentato i corsi OSS…

      Non scrivo praticamente più perché, fortunatamente, ho del lavoro, eventualmente vorrei scrivere al livello di Ascoli, Massa, Giancarlo ma dovrei studiare otto ore al giorno.
      Vi seguo però, complimenti!
      Poi c’è Cimpy che, mediamente, scrive quello che penso io, grazie.

      Bombolina:
      Ho seguito con non molta attenzione, chiedo: dopo aver creato il vuoto dentro la bombolina la immergo in un recipiente contenente idrogeno a pressione atmosferica, cosa succede all’interno della stessa? Mi indicate un testo, di comune uso universitario o equivalente, ove posso leggere che se l’idrogeno, all’esterno della bombolina, è prodotto, a pressione atmosferica, da una reazione chimica od elettrochimica succede qualcosa di diverso all’interno della bombolina stessa?

      Buon fine settimana a tutti.

    • gabrichan ha detto:

      @Franchini, per me non esiste nessun nuovo stato del Pd più semplicemente credo abbia ragione Giancarlo, se con l’elettrolisi si ottiene un caricamento del H/Pd maggiore di quello che si avrebbe con l’equivalente pressione dell’idrogeno all’interno della bombolina, questo non riesce ad uscire perché si troverebbe una barriera energetica più alta da superare, come dice si dovrebbe comunque arrivare ad un punto di equilibrio ad una data pressione, molto molto alta, ma non dovrebbe aumentare all’infinito come nei grafici proposti, che a certi livelli credo siano delle semplici estrapolazioni numeriche.

      • Camillo Franchini ha detto:

        @gabrichan

        questo non riesce ad uscire perché si troverebbe una barriera energetica più alta da superare,

        Qui starebbe l’anomalia. Esisterebbe un’asimmetria tra idrogeno in entrata e idrogeno in uscita. In questo senso uso il termine “stato metastabile”, identico a quello che mantiene la struttura austenitica dell’acciaio (gli esempi di metastabilità sono numerosi, uso quello noto a tutti). Il reticolo del palladio lascia entrare e uscire l’idrogeno con pari facilità, non esistono anisotropie. Se il fenomeno esistesse sarebbe vistoso e sarebbe descritto. Per questo ho affermato che conta più quello che non è scritto di quello che è scritto. Non credo a queste scoperte vistose dell’ultimo giorno, fatte apposta per essere utili ai ff. E’ come la storia della termalizzazione dei gamma, che torna di grande comodo ai ff, ma non è descritta da nessuna parte.
        In ogni caso se Massa (o Lei stesso) trovasse un effetto bombolina di 10 bar ci sarebbe da riflettere sui diagrammi di stato Pd-H. Pensi ai 1000 bar di quell’esagerato di McKubre. Dovrebbero essere riportate aree di metastabilità. Lei dirà: “Jacobsen”. Non è sufficiente un articolo per una rivoluzione così profonda.
        Qua ci vorrebbe il punto di vista sempre meditato di Ascoli. E’ probabile che stia preparando qualcosa, aspettiamo.
        Saluti e buon lavoro.

      • Cimpy ha detto:

        @GabriChan
        (…)
        Guarda che questo tuo ragionamento si può ribaltare anche su Voi, su M.M.
        (…)

        GabriChan, da quando sei “dei nostri”? O il “Voi” è un refuso e Piero41 intendeva quel tal “VoA” che lo ha fatto tanto penare?
        Oppure non si riferiva all’insieme degli scettici, ma al gruppo di chi vuole fare Scienza passando dalla sperimentazione?
        Ommioddìo, che cosa orribile! Sperimentazione…Mannò, non scherziamo, è tutto già scritto e dimostrato, arrenditi all’evidenza, accidenti!

        Che se poi non funziona come dicono loro, gli rimane solo da puntare sulla malafede di noialtri, che come briscola è un po’ logora, anche perché sono anni (almeno tre, ma nel caso di Celani anche 24) che si battono perché a loro si creda sulla parola, appoggiandosi di volta in volta ad autorità più alte (nipponiche, ma anche americane, come con la NASA) e contemporaneamente ricordando come i “poteri forti” lavorano contro, pagando gente come noialtri per gettare il discredito su di loro e sui loro beniamini.

        Tu pensa che addirittura, scrive Piero41, noialtri si arriva a sfruttare il povero Daniele per far fare brutta figura ai prof a livello mondiale. Hai capito bene, mondiale.

        Che 22 passi alla NASA lo tengono d’occhio, sai? Lo sanno bene anche loro (come lo sa l’ENEA, il MIT, le univeristà italiane e svedesi, l’intera Russia e tutto il Giappone) che la prossima rivoluzione scientifica sarà pubblicata in anteprima su 22 Passi…

        GabriChan, di là ti danno del Voi, com’è sto fatto?

        Ah, già: sacrificabile

  10. Sacha ha detto:

    @Franchini
    Il sistema PdH come il sistema NiH è tra i più studiati e più presenti nella letteratura scientifica da almeno un secolo. Come lei stesso sostiene, utilizzando il semplice buon senso si deduce che se ci fosse uno strano stato metastabile sarebbe già stato scoperto da tempo. Scusate se insisto quindi nell’invitare tutti a cambiare argomento ed evitare, in tempi di crisi, inutili perdite di tempo e di denaro con esperimenti poco interessanti.

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Sacha

      se ci fosse uno strano stato metastabile sarebbe già stato scoperto da tempo.

      Questo è quello che penso io, ma Giancarlo pensa che esista. Il costo dell’esperimento è minimo, è poco più del puro costo del palladio; le nostre conoscenze si arricchirebbero enormemente, ne uscirebbero delle pubblicazioni. Giancarlo ha segnalato un articolo che attribuisce a X valori talmente elevati che non si può resistere alla tentazione di un controllo. Purché non tirino fuori di nuovo quel vecchio arnese di Baranowski. Devono usare strumenti standard noti a tutti, per esempio un leco.

      • Sylvie Coyaud ha detto:

        @Giancarlo
        “ordine”: pur di non fare da notaio…

        @Camillo
        temo di essere inclusa nei filo-compressori per sbaglio, vorrei solo sapere quanta energia in eccesso – e da FF – è prodotta nella bombolina.

        • Cimpy ha detto:

          Buon giorno, Sylvie.
          Come va con HT, in coda all’argenteria di famiglia? Certo che quell’uomo è un bel tipo: prima viene qui a scusarsi con Franchini, poi passa da lei a dire che il dottore sbaglia…
          Com’era? “Forte con chi crede debole e debole con chi crede forte”. O qualcosa del genere.
          D’altronde, HT le palle se le deve far prestare…

  11. Renato ha detto:

    Invece secondo me non c’è nulla come un bello scoppio per convincere della pressione accumulata.
    Se il problema sono i quattrini, ci metto duecento euro anche io.

    R

  12. Giancarlo ha detto:

    @Andrea
    Ok Giancarlo sono d’accordo, ne riparliamo tra un paio d’anni, la stessa cosa che scrissi nel 2006 in merito alla Tesla Roadster.

    Sono d’accordo pure io a riparlarne tra 2-4-8-16 anni. C’è sempre la possibilità che cambino l’aritmetica in questo tempo e sia possibile ricaricare una batteria da 200 kWh dalla presa del box a 3 kW in meno di 70 ore (200kWh/3kW).
    Oppure che servano meno di 1,2 MW per caricarle in 10 primi. (200kWh / (1/6h)).

    Per inciso 1,2 MW è il consumo di 400 famiglie al picco di assorbimento (400 x 3 kW).
    Paragonabile al consumo di un treno TAV quando non va al massimo (6-10 MW).
    Poi con una tensione di 12 kV (se qualcuno ha voglia di connettere 12 kV ad un’automobile di metallo) fanno 100 A. Con 1,2 kV fanno 1000 A. E’ chiaro che il connettore va studiato a fondo per evitare di usare un pantografo.

    Comunque ne riparliamo tra 2 anni.

  13. Giancarlo ha detto:

    CELANI 3.0 — Il teorico

    Non vorrei distogliere l’attenzione dalla bombolina di Arata o ancora peggio dalla demo DGT che spero proprio si rianimi a settembre quando tutti i protagonisti torneranno dalle vacanze, ma avendo letto il Celani nuovo, il teorico che ha presentato le slide a ICCF-18, [dopo il Celani 1.0 (Pd) e 2.0 (Ni o costantana)] è passato alla teoria. Non riesco a trattenermi proprio dal fargli i complimenti.
    Intanto per aver trovato la sintesi tra le teorie anarmoniche di Fermi e Ahern, per cui può succedere che l’energia non si equiripartisca, e quelle di Prevenslik, in cui i fotoni hanno tutti la stessa energia e si sommano secondo un meccanismo troppo complicato per poterlo riportare in un lavoro.
    Conciliare i due approcci nello stesso gruppo di slide deve essere stato non facile. Complimenti anche ai co-autori. Sono rimasto davvero impressionato dalle nuove teorie di Prevenslik che mantiene il sito nanoqed.org
    Il lavoro è quello riportato da Celani in bibliografia
    QED induced cold fusion — Thomas Prevenslik — QED Radiations — Discovery Bay, Hong Kong, China http://www.nanoqed.org/resources/2011/Bologna.pdf

    Sono quattro pagine veramente dense. Di errori concettuali e materiali, ovviamente. Se ne conteranno almeno una ventina. Però fatto coi sacri crismi, si ha una teoria (del piffero) e la si confronta con l’esperimento di Rossi. Non esageriamo, con quello che racconta Rossi, insomma.
    Il nocciolo è che se ho un miscuglio di polvere di Ni in cui parte è costituita da nanopolveri, queste ultime non aumentano di temperatura ma l’energia che viene loro ceduta dai vicini di dimensioni maggiori si tramuta come per incanto in fotoni. Questi aumentano di numero e quando la somma delle loro energie è superiore a 2,6 MeV avviene la fusione che tramuta il Ni in Cu. Il ruolo dell’H in tutto questo è per l’autore al momento sconosciuto ma non dispera di sistemarlo con la nuova release (testuali affermazioni). Anche per il resto delle affermazioni penso di dovermi documentare meglio.

    Io non vorrei lanciarmi in critiche avventate, perché HT sostiene che ogni tanto prendo delle belle cantonate e non vorrei proprio che fosse questo il caso; per cui solleciterei l’interesse di qualche valente fisico più di là che di qua. Tra l’altro Prevenslik piace molto a Melchior che nel passato lo ha osannato. Forse lo ha consigliato lui a Celani. aspettiamo che torni dalle vacanze. Intanto mi avvantaggio.

    Il mio giudizio è che Prevenslik sia un vero deficiente che non sa di che cosa sta parlando, commette banali errori di fisica, misura il numero di particelle in Hertz e così via.

    Mi limito ad un esempio tratto da una sottoequazione dell’equazione 1.
    Prevenslik deve calcolare l’energia del fotone che risuona all’interno di una nanoparticella di dimensione D e scrive la condizione di risonanza così:
    lambda = 2nD
    dove n è l’idice di rifrazione del Ni che successivamente specifica in n=1,08.

    Sembra quasi incredibile, ma in quella semplice formuletta è riuscito a ficcarci tre errori.

    Buona serata. Prevenslik è stato fortunato, sono riuscito a riparare il Geberit che perdeva e sono molto contento.

    • Sacha ha detto:

      Caro Giancarlo
      di che si meraviglia? Personaggi del “calibro” di Nevanlinna e Melchior si divertono su cobraf con queste baggianate:

      “Mi può indicare dei riferimenti aggiornati? La ringrazio.

      Quindi io in realtà sono riuscito a far sì che da moltissimi fotoni di bassissima energia potessi ottenere un numero minore, ma pur sempre alto, di fotoni di energia maggiore. Ho solo dovuto passare per un meccanismo di trasformazione.
      Nel caso dei fononi non saprei come fare, ma lasci che le dica che sarei stupito se non potesse esistere un meccanismo del genere, sempre passando attraverso le cariche elettriche, poichè anche i fononi si basano su una struttura elettromagnetica”

      post di Nevanlinna dell’ 11 Aprile 2013 08:56 su cobraf:
      http://67.228.178.26/forum/PostPrintView.php?postid=123521118&type=p

      per intenderci è lo stesso Nevanlinna che da patenti di fetenti, imbecilli, “intellettualmente disonesti” con molta disinvoltura

      Caro Cimpy
      e se l’effetto Rossi (o Carpinteri?) si verificasse nel mio accendino piezoelettrico e fosse
      inesperito” ?

      • Cimpy ha detto:

        Egregio Sacha,
        presto! un NDA per quell’accendino, prima che la scoperta caschi in mani più capac più rapaci meno oneste delle nostre!
        Qua, compagno caavaliere, andiamo insieme anche presso l’ufficio brevetti, prima che altri osino esperire…

        ps
        Senti, Sacha supponiamo che ti volessi mandare un messaggio in privato?
        Franchini, potrebbe intercedere e far avere a Sacha un indirizzo?

        • Sacha ha detto:

          Cimpy,
          Chieda a Giancarlo e Franchini dovrebbero avere già il mio e-mail! Naturalmente non mi conoscono come “Sacha”!

        • Sacha ha detto:

          Cimpy, anche io ogni tanto sento “le voci”. Mi hanno rivelato telepaticamente che vorresti rivelarmi alcune “liasons cachées” su cui sono già al corrente.

        • Cimpy ha detto:

          Le voci non han saputo leggere bene nel mio pensiero.
          Non avevo e non ho dubbi che non avessi, io, niente da raccontare che di lì non si sapesse già.
          Era solo per un’altra cartolina da mandare, nei pressi di Natale.
          Forse, però, chissà…può anche darsi che sia meglio di no: sono nervosetto quasi sempre, in questi ultimi millecinquecento giorni, sia mai che per un pochino (un pochino) volasse un “si senta pure dispiaciuto”.
          Chiedi a GdM (magari lunedì) se serve una spiega.

        • Sacha ha detto:

          Cimpy,

          Sbaglio o ci vorrebbero delle scuse pubbliche nei confronti di chi già da molto tempo si è accorto dei palloni sgonfi ed è stato coperto di improperi ?

          Penso che anche delle scuse in tedesco o in latino andrebbero bene.

          Comunque meglio tardi che mai!

        • Cimpy ha detto:

          ?
          Ho visto un post simile su cobraf (forse).
          Ti riferivi a quello?
          Sai, non conosco il tedesco, per dire.
          Mi pare che uno di quelli dietro la lavagna lo conosca, vedremo se io o un altro potrà chiederglielo.
          Però a me non torna: perché io? O lo dicevi qui per “farlo sentire alla nuora dicendolo alla suocera”?

  14. Camillo Franchini ha detto:

    @nemo

    Ho notato invece con piacere che Giancarlo ha saputo distinguersi.

    Infatti Giancarlo si è distinto nella demolizione di Celani.

    https://fusionefredda.wordpress.com/2013/08/22/mastromatteo-1/#comment-26224

    Nemo è però contento. Forse Celani è già considerato perso per la causa. Morto un papa fatto un altro. Fra qualche giorno rilanceranno alla grande Rossi o Defkalion o Carpinteri, vedrete.

    • Cimpy ha detto:

      Rilanceranno Rossi o Defkalion o Carpinteri

      Non vedo l’ora: mi piace prenderli tutti per i fondelli. Qualcuno poi, lo insulto anche volentieri. Specie chi crede che gli angeli si preoccupino di fare fusioni, ma anche chi pensa che l’E-Cat sia roba buona, più di quella greca.

      Defkalion??
      Va bene tenere gli occhi ben chiusi e le orecchie serrate, come vorrebbe Caggia, ma in giro si è detto tutto, anzi, qualcuno ha scritto addirittura che la fonte dei “rumors” era proprio il sito 22 passi. Per dire che persino gli aficionados hanno scaricato l’ “Hypercoso”.
      Poi, quell’ultima intervista del Melis con Gamberale: e chi non ha capito?

      Facciamo una prova, due nomi a caso:

      Pagnini, Bertoldo, voi avete capito? È difendibile Defkalion?

  15. Stefano ha detto:

    Premetto che sono abbastanza estraneo a/ignorante su tutto questo… la mia è una curiosità più “generale” vedo dinamiche umane, litigate su blog, ecc, che non comprendo bene e vi chiedo quindi lumi.

    Io tutta questa discussione sulla “bomboletta” onestamente non la capisco, soprattutto alla luce dell’esempio dei prodotti della Parker. Mi sembra assolutamente interessante discutere su quale possa essere il meccanismo, su come cavolo possa funzionare la cosa, ammesso che funzioni… ma tutta l’evoluzione della diatriba a parole sull’esistenza o meno del fenomeno mi sembra sorprendente. Ma qualcuno ha poi almeno verificato con la ditta se la loro cella è aperta o chiusa? Perché se fosse aperta mi pare che la questione sarebbe già risolta… a meno che non si pensi che una ditta come la Parker venda patacche (dubito, ma al limite si può comprare questo coso).

    Riferimento: http://richmondscientific.com/manuals/gen030manual.pdf

    So che la cosa è già stata affrontata da vecchi post ma mi pare che la conclusione sia semplicemente stata che deve essere per forza una cella chiusa, ermetica. Ma in base a che? A me sembra che se si vuole fare un test sull’esistenza di qualcosa, sia poco logico partire assumendo che quel qualcosa non esiste: ma allora che senso ha fare il test? Tanto vale non farlo e dire “non esiste”. Io qui vedo un oggetto che *pare* progettato per funzionare di continuo (vedere sezione “Temporary Shutdown”) e sembra avere un tappo di refill abbastanza banale (fig.3)… come può la cella intera essere sotto pressione?! Andrebbe spento tutto ad ogni refill! Altrimenti se apri il tappo ti fa il botto, o quantomeno l’acqua non ci entra se non a pressione. Insomma: a me sembra un po’ strano….

    Ovviamente quel che ho scritto sopra non prova assolutamente nulla e magari quel coso è ermetico davvero, ma la cosa a me sembra quantomeno poco chiara: io una verifica la farei… c’è il numero di telefono, basta chiamare, dubito fortemente che sia un segreto industriale. Perché tante discussioni se basta alzare la cornetta? Mi sembra poco pragmatico, vien voglia a me di chiamare 🙂 Anzi, magari uno di questi giorni lo faccio e vi racconto.

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Stefano

      Perché tante discussioni se basta alzare la cornetta?

      Io non ho alzato la cornetta, ma il 19 agosto ho scritto. Anche un altro del blog ha scritto. Io non ho avuto risposta. Stica scrive perentoriamente:
      “catodo cavo di Palladio in cella elettrolitica a pressione ambiente,”
      Però non spiega se ha scritto o telefonato o forzato la situazione per poter scrivere un bel pistolotto retorico genere piangina, di quelli che piacciono a Daniele.
      Per me, conoscendo il soggetto, è la terza che ho detto.

      • Stefano ha detto:

        Ah ok!

        Beh, vedremo che rispondono: mi sembra una informazione preziosa a basso costo. Poi magari un test è utile lo stesso, eh… che non si dica che scrivo per evitare che si faccia. Io non ho chiamato, ma magari lo faccio, in questo caso vi aggiorno. Su “stica” non ho idea…

        Se mi permettete di sbilanciarmi in un commento da “osservatore esterno” dell’ultim’ora (quindi evidentemente della domenica, visto il giorno!), a me colpisce vedere come qualsiasi cosa che tocchi anche solo all’ordine n la ff generi spesso e volentieri scintille, con discussioni un po’ da derby calcistico, prese di posizione sperticate, attacchi, derisioni, accuse incrociate, ecc… insomma, un derby che butta un poco sul falloso :), spesso su entrambe i fronti! Ma è proprio necessario? Non sembra neanche molto funzionale a capire dove sta il confine fra quel che vero è quel che è falso (anzi…). Per non parlare del fatto che in teoria a differenza del derby qui l’idea è capire come stanno le cose davvero e vincere tutti…

        Boh, probabilmente alcune cose mi risultano poco comprensibili perché mi manca un po’ di prospettiva storica…

        Saluti S

        • Cimpy ha detto:

          Sai, di qua come di là ci stanno i saggi, i prof, gli amatori, i facinorosi, gli ignavi,…
          È che, nel flusso generale, a volte gli umorali si sentono di più, anche se dovrebbero contare di meno.
          Prendi HT, per esempio, che è andato dall’Oca a spalmare un po’ di insulti ammantati da una patina pseudoscientifica.
          Ti pare che un Cimpy potesse starsene tranquillo coi pop-corn in mano?
          Glieli ho tirati in faccia, e gli ho anche versato la cola sulle sue sfere nuove.
          Così impara.
          Ecco, vedi? Adesso magari un discorso così passa sopra al fatto che hai detto una bella cosa, tipo che non sei contro alla replica di Massa e GabriChan, o che un po’ di savoir faire in più non guasterebbe.
          È che anche noialtri ci si vuole divertire, mica siam disposti a lasciare i cori solo a Mistero e ai suoi amici…

        • Stefano ha detto:

          @Cimpy in risposta – simpatica questa immagine dei pop corn e coca :):) rende bene l’idea dell’umore

          Sulla replica: ma sì, perché essere contro… secondo me, tempo e soldi permettendo, è sempre meglio un check in più che uno in meno!

        • Cimpy ha detto:

          Pop-corn: ho una cerfta esperienza, è un sacco che ne preparo qui dietro.
          Check: esatto, perché no, tempo e soldi permettendo? Tra l’altro, mi sembra anche di capire che sarebbe la prima prova avallata dagli scettici. I believers dovrebbero essere tutti sugli spalti coi binocoli in mano. E’ che pare viaggino ad ufo, neanche i pop-corn comprano…

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Cimpy

          I believers dovrebbero essere tutti sugli spalti coi binocoli in mano.

          Non si rendono conto che l’esito positivo della prova potrebbe rilanciare Celani per altri 25 anni. Se poi si arrivasse ai valori di Arata che usa la bombolina per farci ff, sarebbe un trionfo.
          Sembrano intimiditi, disorientati; citano nevanlinna, frenano disperatamente, sgridano gabrichan, chiedono di cambiare argomento. Bisogna che abbiano il loro sfogo, passerà.

        • Cimpy ha detto:

          Dottore, sarà come dice lei.
          A me sembra strizza nera che qualcuno veda veramente le carte.

    • Cimpy ha detto:

      Mamma che fretta di evitare l’esperimento.
      Hai già deciso che Franchini ha torto marcio, che le celle in commercio sono aperte, che quelle due indicate da s-t-i-c-a dimostrano inequivocabilmente che 100 psig corrispondono a 50 bar.
      Noialtri invece vogliamo proprio vedere non solo se il fenomeno in cella aperta si verifica ma, se del caso, anche a quanto arrivi. Sai, c’è stato uno che in un vasetto di conserva ha millantato 50 atmosfere.
      Poi un altro ne ha millantate 1000, non si sa se in vasetto analogo, e un altro, prima, molte di più.
      Siamo qui anche a vedere almeno il primo, se era un bluff o una cosa seria.

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Cimpy

        Mamma che fretta di evitare l’esperimento.

        Ma di là ammettono che McKubre con i suoi 1000 bar “misurati” è un millantatore, in francese cacciaballe?
        Non so se McKubre sia contento che Daniele abbia diffuso una lettera riservata a un gruppo ristretto. In una lettera si può cazzeggiare; in una nota internet si deve essere più cauti. Contenti loro.

        • Cimpy ha detto:

          Le pare che gente che crede che Rossi faccia fusione fredda perché lo ha detto lui , che se gli mostrano la foto di un container credono che l’impianto da 1MW sia stato non solo realizzato, ma anche venduto a “secret customer”, che basta una spilla su una maglietta e “la NASA conferma”, che gli fan vedere lo sbuffo di una vaporella e credono anche al “coop 200″…Gente così perché non dovrebbe credere che le “millanta” bar siano state realmente misurate?
          Non lo vede che a loro basta una foto? Anche tipo quelle che ritraggono un ufo o Nessie, per dire. Ma solo per i più mal fidati, eh, che ai true believers basta la parola.
          Se poi prendono per buona quella di Rossi, con tutte le balle che ha cacciato finora, come può pretendere che non credano sulla parola al McKubre, che ne ha sparate solo un paio?

    • Renato ha detto:

      “… qualcuno ha poi almeno verificato con la ditta se la loro cella è aperta o chiusa? …
      Sì, scritto giorno 20, nessuna risposta.

      “…che senso ha fare il test? Tanto vale non farlo e dire “non esiste” …”
      Se ancora se ne discute, vuol dire che ci sono dei dubbi; dato che con poche migliaia di euro è possibile scioglierli, e visto che non si può contare sulla GAS che taglia i fondi, ci stiamo quotando per fare l’ esperimento in proprio, per mano di persone stimatissime ed esperte.

      Dopodiché, alcuni dubbi saranno chiariti – la famosa base di dati certi.

      Saluti

      R

    • gabrichan ha detto:

      hahahah a me va su una pagina dove una bella donzella la da via gratis e anzi ti paga pure un caffè 🙂 fossero sempre così le notizie scientifiche 🙂

    • Hermano Tobia ha detto:

      Se è consentito un ulteriore OT, volevo segnalare che a volte nel giro dei “fusionisti” c’è gente un po’ strana … Qui ad esempio per dimostrare che la “real cold fusion” funziona, viene proposto un esperimento di elettrolisi un po’ singolare se non altro per la possibile scelta della soluzione elettrolitica da usare … mi sa che questa volta mi terrò il dubbio

      http://www.drboblog.com/how-to-make-a-cold-fusion-reactor/

  16. Camillo Franchini ha detto:

    @s.t.i.c.a.

    scusa se non mi presento per ora, ma dato il livore di certe persone preferisco mantenere l’anonimato.

    Non è chiaro il collegamento tra il livore di certe persone e l’anonimato che Lei preferisce tenere. Ha paura che il livore si trasformi in agguati sotto casa?

    lì ho scoperto che citavano alcuni miei commenti, senza peraltro venire dove erano stati scritti ad argomentare;

    In italiano corrente:
    “senza peraltro argomentare nel blog dove erano stati scritti”. Si faccia aiutare da Daniele.

    Da tempo Daniele e i tifosi ff leggono questo blog; da tempo noi facciamo altrettanto. Per questo preferisco rispondere qui; se si sviluppa una discussione vorrei gestirla io.
    Se le fa piacere può esporre le Sue opinioni anche in questo blog. Ogni tanto è bene cambiare compagnia. Da noi si maltrattano solo i ff operativi che lavorano per lo Stato, non i loro tifosi.
    Qui gabrichan è trattato con il massimo rispetto, perché è un operativo appassionato di scienza e sa come comportarsi. Chi lavora e/o studia ha diritto al massimo rispetto.
    Le piace l’idea di replicare la cella aperta di Arata da parte di un gruppo di esperti riconosciuti dalle due parti?

    • Cimpy ha detto:

      Da che GC si è messo a lavorare su questa cosa per davvero, si è guadagnato anche il rispetto dei tifosi (insomma, abbastanza, ecco).

      Però nel gruppo di quelli da maltrattare includerei chi tifa per Defkalion o per Rossi, anche se non lavorano per lo Stato.
      Sa come siamo fatti noi tifosi…

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Cimpy

        Però nel gruppo di quelli da maltrattare includerei chi tifa per Defkalion o per Rossi, anche se non lavorano per lo Stato.

        Giusto. Quando si decide di essere cattivi, meglio esagerare che trattenersi.
        A me piacerebbe occuparmi di Gamberale, che mi sembra un vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro. Possibile che non abbia ancora capito con chi si è messo? Dice che c’è un’altra intervista di Melis. Bisogna che la cerchi.
        Letta la nota di accompagnamento di Daniele al post di stica? Nel più puro stile bolso-piangina, da antologia.

        • Cimpy ha detto:

          Un’altra intervista? successiva a quella in cui dichiarava che l’Hypercoso, come testato da Lewan in quelle famose 10 ore per un pubblico più esperto, non lo aveva convinto (per usare un eufemismo anch’io)?

  17. Camillo Franchini ha detto:

    @s.t.i.c.a.

    un grafico partorito di sana pianta da un’altra fervida mente (e assunto prontamente come base di discussione)

    Lei è evidentemente abituato al blog di Daniele frequentato da tifosi rumoreggianti.
    Se continua a farci l’onore di visitare questo blog si accorgerà che è frequentato da professionisti di altissimo livello, in grado di partorire di sana pianta grafici e altro.
    Se la sente di discutere sul grafico di Ascoli? A noi farebbe piacere, perché può darsi che contenga un difetto che è sfuggito a tutti. Se non può farlo ne approfitti per imparare qualcosa di nuovo.
    Se Lei nota, la curva CLa rappresenta graficamente la mia convinzione che sulla faccia bagnata della bombolina insiste idrogeno a pressione unitaria. Non mi sembra un grafico partorito di sana pianta. La sola novità è data dalla CLs, che io non ho mai considerato e che comunque è ricavata dalle foto che Celani ha distribuito.
    Di che cosa si meraviglia, stica?

  18. Giancarlo ha detto:

    Si chiedono in molti, da Daniele, di che cosa si parli qui da giorni visto che i compressori in cella aperta sono in vendita da tempo. Visto che molti non riescono neppure a capire che cosa sia una cella aperta e perché cambi molto rispetto alla cella chiusa, volevo fare alcune considerazioni.

    Intanto qui si può discutere di cose anche in contrasto col padrone di casa: si sono formate tre scuole di pensiero e molti hanno detto la loro. Il blog non è stato chiuso per 24 ore e non è stata introdotta la moderazione. Non si proibisce ad AleD o a Patrol di dire la loro sul disastro di Fukushima.
    Anche la derisione scientifica, in cui modestamente sono maestro, è riservata a chi esagera con la dabbenaggine e si beve tutto quello che gli raccontano in maniera completamente acritica in quanto riferito dal parroco.

    La discussione sulla cella di Arata è molto importante perché due delle tre posizioni che si sono delineate costituirebbero la fine di un mucchio di balle sul caricamento elettrolitico spinto che sono state raccontate negli ultimi 25 anni.
    Come dice Camillo può darsi che la pressione nel catodo cavo non salga affatto; come diciamo noi possibilisti, può darsi che salga poco (alcune decine di bar); come dicono o sperano gli irriducibili (GabriChan) sale a migliaia di bar come affermato da Arata o McKubre: questo è l’unico caso che salverebbe i FF perché indice di quei caricamenti necessari per avviare la reazione.

    Per rispondere a GC che ci spera, gli dico che nel nostro sistema ci sono 4 pressioni: due reali e due equivalenti. C’è la pressione di 1 bar all’esterno, c’è quella da W bar all’interno. Poi c’è la pressione equivalente di ingresso dell’idrogeno e la pressione equivalente dell’idrogeno nel reticolo a concentrazione X. La pressione equivalente in ingresso (costante) spinge dentro l’idrogeno e aumenta la concentrazione e quindi la pressione resistente, mentre dell’idrogeno fluisce fino alla parete interna e gorgoglia. Tutto dipende dalle radici quadrate di queste pressioni. Ci vuole davvero una bella fortuna o una grande faccia tosta per dire che la pressione interna sale a 200 bar linearmente nel tempo. Arata la faccia tosta ce l’ha e lo scrive sul brevetto. Questo mi ha convinto che lui l’esperimento non lo ha in realtà mai fatto e Celani ha replicato (bravo) un esperimento mai fatto, salvo fermarsi a 8,5 bar o giù di lì.
    Poi ci sono le due pressioni vere e quella interna molto più alta tende a far esplodere la bombolina. Le pressioni equivalenti non offrono resistenza meccanica. Sarà proprio sicuro McKubre di aver replicato quelle altissime pressioni?
    Quindi ci sono due ostacoli al raggiungimento delle pressioni stratosferiche che GC ritiene possibili; la concentrazione reale (non quella spannometrica ottenuta col metodo resistometrico) e lo stress meccanico cui la bombolina è sottoposta. Nel calcolo dello stress occorre tenere in considerazione i parametri di resistenza del Pd infragilito dall’H, non quelli del Pd puro.

    A HT che cita Enyo voglio solo dire che il milione di bar da Enyo è calcolato supponendo la concentrazione elevatissima che misura appunto come sopra. Peccato originale di tutti i FF.
    Siamo ancora in attesa del depliant di un compressore commerciale in cella aperta da qualche decina di bar. Non dovrebbe essere poi così difficile trovarli.

    • Sacha ha detto:

      Giancarlo ho una interessante domanda per lei,

      “E se l’effetto Rossi [gamma rays in the range 100-200 KeV] si presentasse anche in letti catalitici convenzionali, e fosse inesperito?”

      • Marco DL ha detto:

        @Sacha,
        Quando Rossi ha fatto la sua uscita iniziale ho contattato un mio carissimo amico che è nel business dei catalizzatori per il petrolchimico (desolforazione, aumento ottani, eliminazione aromatici,…). Il Nichel è uno dei catalizzatori più usati ed è studiato fin nei minimi particolari.
        La risposta è NO, anche a pressioni molto elevate ed in presenza di molto idrogeno.
        L’analisi approfondita del catalizzatore esausto rileverebbe subito la presenza di rame o altro presenti in quantità anomale non coerenti con l’apporto dato dal petrolio trattato.
        Inoltre, nessuno ha mai rilevato gamma in prossimità di questi catalizzatori (in laboratorio gli operatori sono molto vicini al letto di reazione e non hanno schermi in grado di fermare i gamma).

        • Sacha ha detto:

          Grazie Marco DL,

          pensavo fosse evidente il tono provocatorio e canzonatorio della domanda, che evidentemente non meritava una risposta seria. All’autore originale della domanda non piace essere ripagato con la sua stessa moneta. Anzi, sicuramente qui nessuno ha mai utilizzato insulti infantili e stilato classifiche con l’aggiunta di disegnini goliardici.
          Speravo rispondesse Giancarlo, che scrive ‘anche la derisione scientifica, in cui modestamente sono maestro, è riservata a chi esagera con la dabbenaggine’

        • Cimpy ha detto:

          Da bravo, non istigare. Per quello ci sono io
          Mi perdoni, Franchini, ma ancora non ho capito come linkare il singolo post da Cobraf

          Nevanlinna 25 Agosto 2013 21:09
          (…)Dunque, i goliardi fetènti dovrebbero imparare, astenendosi per un attimo dal “moraretur in cellula” dei Carmina Burana [perché a far quello – e a vent’anni – son buoni tutti], a citare la fonte per esteso. Mi ripeto, in modo da cancellare le mende altrui:

          “…”The combination of hot spot and carbon nanofilament formation led to the complete destruction of the body shape of the alumina-based catalyst.”

          E se “l’effetto Rossi” [gamma rays in the range 100-200 KeV] si presentasse anche in letti catalitici convenzionali, e fosse inesperito?”

          Questa è una buona domanda, come sanno a Bhopal e a Seveso.

          Incidentalmente, non capisco perché non cercare un generatore d’idrogeno secondo Serfass di seconda mano – dovrebbe costare sui 1700 US Dollars o giù di lì [escluso spedizione e custom tax] e rivendendo il palladio dopo la prova ci si potrebbe guadagnare.

          Questi “rigorossisimi” chimici sembrano di braccino corto, anzi rattrappito.
          “SE mi manda l’IBAN” … quante volte l’ho sentito dire: ma un bel wire transfer in America, e la macchina due giorni dopo alla porta di casa, spedizione UPS, dogana Orio al Serio, perché no?
          Senza aspettare l’IBAN dell’amico – e in un colpo solo via Francesco, via il Tenno, via lo Scozzese. Con 2000 Euri sai quante soddisfazioni. Ma dubito che succeda: meglio aspettare la risposta alla mail della ditta – col computer si risparmia anche sul francobollo [e sulla leccata].

        • Cimpy ha detto:

          Dunque, signor Nevanlinna, secondo lei siamo noialtri ad avere il braccino corto? Lei per questa prova ha fatto una donazione? E qualcuno degli assertori della compressione elettrochimica in cella aperta a millantamillemila ha donato qualcosa? E di quelli che credono, sempre in cella aperta, alle millanta del McKubre? E tra i numerosissimi seguaci del Celani, nessuno dei due dona niente? Son solo 50 bar, un’inezia rispetto alle “Aratate galattiche”…
          Eppure tutto tace, signor Nevanlinna. Le dispiace spiegarmi com’è che solo Mistero gioca 150 millantamila paperdollarieuro, ma non scuce uno “sgheo” per vedere le carte di Celani? E com’è che Celani non fa neanche una telefonata piccola piccola, o magari non manda una mail, che costa anche meno, al povero GabriChan per svelargli il segreto del suo successo?
          Lo sa il Celani che GabriChan ci crede? Cosa vorrebbe dire, che chi ci crede è abbandonato se poi insiste a voler toccare con mano?
          Scenda giù, signor Nevanlinna. Scenda e apra il portafogli: dimostri lei per primo di non avere quel braccino corto che dice abbiano quelli che invece il portafogli lo aprono.
          O lei fa come il fusionista medio, che dice agli altri per primo quello che non vuole gli si dica, così gli altri restano senza parole?
          Scenda dài: per l’occasione metto via la cerbottana e resto a guardarla dal banco. Attento alla puntina quando si siede, però.

        • Sacha ha detto:

          Cimpy
          vediamo chi è che istiga ?

          “in rapporto a imbecilli di tale magnitudo”
          “guitti del brevetto buffo”
          “vecchio sdentato”
          “vicino a una parte anatomica importante ma non nobile [indicata con “h” nella sezione di oloturia allegata].”
          “caratura umana degli attori della buffonata”
          “sembra che i cretini costituiscano un sottoinsieme ovunque denso dell’insieme degli italiani”
          “Fetènte”, dal latino foetens [-entis]”
          il tutto però infiocchettato con elegante prosa e dotte citazioni in tedesco

        • Cimpy ha detto:

          Su, Sacha, non eccedere. Quello tanto qui non scende, che ha da fare: deve istruire HT. Non è mica un compito facile, sai?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Sacha

          il tutto però infiocchettato con elegante prosa e dotte citazioni in tedesco

          Sono incuriosito, dove legge quella prosa? Con chi se la prendono?

        • Cimpy ha detto:

          Franchini, è Nevanlinna su Cobraf.com
          E’ un soggetto particolare, sto ancora cercando di capire bene cosa cerca di sostenere: da un lato dice chiaramente che Rossi è un contaballe, dall’altro crede fermamente che abbia fatto la scoperta del secolo. Contemporaneamente mi pare creda alla compressione in cella aperta fino alle millantamila atmosfere di Arata e di McKubre, e passa dritte ad HT.
          Ha un bel caratterino, sembrerebbe, anche se bisogna essere poliglotti e abituati alla rubrica “strano ma vero” della settimana enigmistica per riuscire a leggerlo.

        • Sacha ha detto:

          Cimpy

          ‘sto ancora cercando di capire bene cosa cerca di sostenere: da un lato dice chiaramente che Rossi è un contaballe, dall’altro crede fermamente che abbia fatto la scoperta del secolo’

          dipende dallo stato del suo flip flop interno, il cui stato può essere deciso dall’interlocutore:

          ‘Pensi che dopo un anno non ho ancora raggiunto ciò che volevo – la certezza INTERNA [perché una cosa sono le parole dette, altra quelle credute] – della realtà o meno dell'”effetto Rossi”. Sapessi di no, abbozzeri. Sapessi di sì, cercherei la chiave fuori dal forum. Questa è la furbizia del truffatore/scopritore [il flip-flop lo faccia scattare Lei come crede]’

          chiaro no ?
          O lei al posto dei flip flop utilizza ancora i vecchi e obsoleti neuroni ?

        • Cimpy ha detto:

          (Scusate l’OT)

          Sacha,
          Ne parlerei volentieri in privato con entrambi, perché quando (ieri? L’altro ieri? ) ho letto quel pezzo, ho capito che era incerto.

          Ma che lasciasse il “comando” alla persona con cui stava parlando secondo me era una forma di cortesia, sapendo che quello (era GoKatto, no?) non sembra proprio un believer (anzi, direi, anche se ultimamenre si è un po’ “Nevanlinizzato” e scrive come se fossimo nel 1400 o giù di lì).

          Insomma, secondo me erano due “strani” che di parlavano. Tolte le cortesie, seconfo me da un lato resta solo speranza senza fede e dall’altro fede ed incertezza.
          Poi magari avrò anche sbagliato tutto : a capirli tutti e due mi sto ancora esercitando.

      • Hermano Tobia ha detto:

        Per chi è interessato, l’articolo a cui si fa riferimento è questo:

        http://www2.bakersfieldcollege.edu/bmadani/publipox.pdf

        Si tratta di un esperimento in cui viene confrontata l’efficienza di due letti catalitici, uno di carburo di silicio ed uno di allumina caricati con Ni, nell’ossidazione parziale del metano. Si conclude che il primo è promettente mentre il secondo viene “completamente distrutto” dalla “combination of hot spot and carbon nanofilament formation”, lasciando solo una polvere fine. Nevanlinna pone l’accento su quest’ultimo risultato ottenuto.

        Ambasciator non porta pena nè proprie interpretazioni: materia per me oscura.

    • Sylvie Coyaud ha detto:

      @Giancarlo
      quarta posizione: atmosfere quanto basta per la fusione dell’idrogeno a temperatura ambiente. E senza distruggere la casa di Gabrichan e di Mario Massa e atolli circostanti, come una bomba Mike.

    • Hermano Tobia ha detto:

      @Giancarlo

      Se ti può interessare, in questo testo (“Electrochemical Society Proceedings”, pag 410 – 416)

      http://books.google.it/books?id=e5F8M4VI4JAC&lpg=PA75&ots=lphTC5O8Vm

      Vengono riportati due esperimenti, uno che raggiunge i limiti del setup sperimentale (250 atm) ed un altro che viene fermato dopo 30gg a 230 atm (“impratically slow”), stimando che per raggiungere le 10^4 atm servirebbero circa 4 anni. Non si parla di limiti sulla pressione ottenibile, da quel che ho capito; purtroppo nell’anteprima di google mancano delle pagine, quindi non ci sono tutti i dettagli.

      L’incremento di pressione sembrerebbe lineare col tempo, in linea con quanto dichiara Arata nel suo brevetto: “experimental value of dp/dt id approximately 7 atm/day”

      • Cimpy ha detto:

        purtroppo nell’anteprima di google mancano delle pagine, quindi non ci sono tutti i dettagli.

        Nel senso che a te basta l’anteprima o te lo sei letto altrove ma purtroppo qui puoi mostrare solo l’anteprima? Dì, com’è la cella? Io vedo solo indice, indice analitico e riferimenti. Ah sì, c’è anche il titolo.

        Ma accendere la Tv ogni tanto, no?
        Poi ti lamenti e dici che gli altri parlano a vanvera…HT, tu giri con un bel cartello sulla schiena con scritto sopra a caratteri cubitali: “KICK ME”

    • gabrichan ha detto:

      Giancarlo, che a quelle pressioni non ci siano mai arrivati mi sembra di averlo già scritto da qualche parte, non sono un inriducibile, cerco di usare quel po di cervello che mi rimane per capire, sinceramente non credo neppure a quei valori di pressione esterna di scarica sul catodo, sono teorici non pratico, una bolla che si forma ha la pressione di 1 Atm a cella aperta, quello che si dovrebbe discute è se esiste un principio fisico che può portare a questo delta di pressione tra interno ed eterno.
      Per me il funzionamento è pari pari come un conduttore, quando lo ione H+ entra nel metallo quello si comporta come una carica qualsiasi, e si sposta verso il polo negativo, se poi nella sua strada trova un buco “catodo cavo” ci casca dentro e si ricombina in gas, non riesce ad uscire perché se si ricombina in H+ ritorna soggetto alla FEM applicata alla cella, per me la spiegazione è quella, tu che ne pensi?

      • Camillo Franchini ha detto:

        @gabrichan

        quando lo ione H+ entra nel metallo quello si comporta come una carica qualsiasi, e si sposta verso il polo negativo, se poi nella sua strada trova un buco “catodo cavo” ci casca dentro e si ricombina in gas, non riesce ad uscire perché se si ricombina in H+ ritorna soggetto alla FEM applicata alla cella,

        In soluzione alcalina la reazione catodica è la seguente:

        4 H2O + 4e —> 4 H + 4 OH-

        In soluzione acida la reazione è questa:

        4 H3O+ + 4e —> 4 H + 4 H2O

        Alla fine la situazione è la stessa.
        La reazione avviene all’ interfaccia elettrodo/soluzione. L’idrogeno atomico è ricco di energia chimica (non cinetica!) e si trasforma in idrogeno molecolare con cessione di energia termica per azione catalitica del palladio. In pratica sulla faccia bagnata della bombolina insiste solo idrogeno molecolare e, in frazione modestissima, idrogeno atomico neutro.
        Tenga presente che non esiste una ddp tra una faccia e l’altra della bombolina, trattandosi di un metallo. Non si illuda di trovare un campo elettrico nel palladio. Nel palladio l’idrogeno può esistere solo essere allo stato neutro o, meglio, con gli elettroni delocalizzati come un un normale legame metallico, poiché si tratta di una vera e propria lega.
        Bisogna farsi un modello accurato delle reazioni e dei meccanismi di reazione, altrimenti si rischia di cadere in errori sperimentali.
        Se serve questa notte torno sull’argomento per aggiungere chiarimenti. Chieda tutto quello che Le serve per fare l’esperimento; tra tutti forniremo un’informazione completa.
        E’ molto apprezzabile che dia una sistemazione teorica a quello che fa.
        Buon lavoro

  19. Hermano Tobia ha detto:

    @Giancarlo
    Anche la derisione scientifica, in cui modestamente sono maestro

    Maestro sommo ed indiscusso.

    A HT che cita Enyo voglio solo dire che il milione di bar da Enyo è calcolato supponendo la concentrazione elevatissima che misura appunto come sopra. Peccato originale di tutti i FF.

    A parte il fatto che Enyo non mi risulta FF, c’è da dire che Jacobsen parla di pressioni “well over 1000psi [70 atm]”, quindi immagino si vada oltre le 100 atm, e che “The maximum pressure obtainable apperas to be limited only by the strength of the catode tubes”.

    Visto che pressioni ultra-alte non hanno utilizzi pratici, l’argomento non penso sia stato sviluppato da altri. Non credo che in ogni caso l’esperimento in corso potrà dirimere tra le situazioni 2 e 3, quindi penso che il dubbio rimarrà.

    A mio avviso invece il punto importante, ovvero questa vicenda mostra come a volte quello che si sa, o si crede si sapere, può essere di ostacolo allo sviluppo di nuove conoscenze.

    • Cimpy ha detto:

      A parte il fatto che Enyo non mi risulta FF

      Capisce, signora maestra? Non ho mica copiato il compito da Giannino Fusionista! Io ho copiato da Marchino Somaro, è tutta un’altra storia! Non mi venga a dire che l’ottimo – a mio avviso – Marchino si è inventato che “2+3=23, 00” da cui discende, per il principio di Giovannino detto il Mobile, che – essendo la virgola di tipo termalizzato, come conferma anche Levi nel suo TPR -2+3=2300.

      Non fa una grinza.
      L’importante è trovare uno che l’abbia sparata grossa da citare; meglio se non è fusionista – che sennò poi ti dicono “soliti conti da somaro FF”.
      Invece così sono costretti a dirti “soliti conti da somaro”. Fa tutto un altro effetto.
      Poi non importa che il conto in sè sia assurdo, conta che si possa dire che c’è più d’uno che, partecipando al Guinness per la sparata più grossa, ha scritto la sua nero su bianco. Tipo la “millantamila” del McKubre : è passato prima Arata e ha detto “millemillantamila”. Al confronto, McKubre è affidabile.
      E chi può dubitare di Celani? Lui si è fernato a 50. Deve essere vero per forza, a che serve replicare? Che poi magari si scopre che Franchini ha torto, ma giunti a 10 bar si rompe tutto comunque.
      Che si fa, allora? Si prova con più palladio? E se poi si scopre che a prescindere si rompe lo stesso a 10 atm? Accidenti, qui se anche Franchini avesse torto, Celani resterebbe un contaballe…Caspita, è peggio. Presto, si impedisca la replica, si eviti di partecipare, Celani se ne stia ben lontano, si dimostri che è già stato fatto, si dica che la cella non funzionerà perché il “Pontifex” ci ha messo l’argento, – anzi no, che l’ha fatto anche il Celani, mannaggia! Ah ecco, si dica che non funzionerà perché il Pontifex la farà fallire.
      Per GabriChan, pazienza: si tratta di danni collaterali, lui è sacrificabile. Si dirà che non è capace. Mica si chiama McKubre, lui.

      • gabrichan ha detto:

        Grazie per la considerazione, infatti lasci andare avanti Mario Massa 🙂

        • Cimpy ha detto:

          infatti lasci andare avanti Mario Massa

          o era “infatti lascio andare avanti Mario Massa” ?

          Comunque non avevo capito che eravate in parallelo. Rinnovo la stima, anche se farà più male a te dall’altra parte del fiume, che a me di qui.

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Hermano Tobia
      @Cimpy

      questa vicenda mostra come a volte quello che si sa, o si crede si sapere, può essere di ostacolo allo sviluppo di nuove conoscenze.

      Questa vicenda dimostra come il desiderio di fare carriera, in sé legittimo, porti a stravolgere conoscenze GA. Se non si sta in guardia succede quello che ha messo in evidenza Cimpy con acutezza:

      Sarebbe come se, dopo aver detto per anni che le maccchine del moto perpetuo potrebbero funzionare, e aver mostrato foto di oggetti di cui quell’uno, per anni, va in giro a dire che costerebbero troppo per essere fuffa (o che sarebbero troppi al mondo a farlo per essere tutti fuffari, o che si dovrebbero comunque testare tutti gli ordigni a prescindere – metti che uno funzioni come l’E-Cat, per dire), all’improvviso se ne uscisse dicendo qualcosa come “io non ho mai creduto al moto perpetuo, volevo solo avviare delle discussioni intelligenti”

      Considero del tutto scorretto avere concesso tanto tempo e tanto denaro pubblico a Celani solo perché avrebbe potuto fare scoperte interessanti. La ricerca non è un tiro al bersaglio. La ricerca costa; se non costasse si potrebbe lasciare briglia sciolta a tutti i Celani d’Italia; però non ce lo possiamo permettere. E’ tempo che Celani e quelli come lui chiudano bottega. 25 anni sono troppo per qualsiasi ricerca, si trattasse anche della costruzione della lampada di Aladino. Lo scrivo senza soddisfazione perché si tratta di una sconfitta per tutti: il tempo è stato galantuomo.
      Celani dovrebbe fare come Fleischmann che, dopo essere stato cacciato dall’Università di Salt Lake City, si affidò a uno sponsor privato. Celani è giusto maturo per il privato.

  20. Cimpy ha detto:

    Se Massa mi manda in privato il codice IBAN contribuisco alle sue spese

    Tre cose:

    Massa, a proposito, l’IBAN? O dobbiamo fare davvero il passaparola? Guarda che poi chissà dove finiscono i soldi, eh?…

    GabriCHan, ma tu lavori con lui o fai una replica per conto tuo? Serve un finanziamento anche a te?

    AleD, hai letto?

  21. Camillo Franchini ha detto:

    @Daniele

    Chiediti il motivo per cui fino al 23 marzo 2006 Franchini considerava (giustamente) McKubre un esperto di elettrochimica e poi ha ribaltato la propria opinione. Il motivo vero intendo.

    La ragione è semplice: quando ho letto che nella sua bombolina misurava 1000 bar e che Arata arrivava a 2000, ho capito di trovarmi di fronte a un fanfarone e che non valeva la pena di continuare il confronto. Gli avevo concesso un credito che non meritava.
    Non so se hai seguito il duro confronto tra McKubre e Krivit. Anche lì si tratta di credibilità della persona.
    A me dispiace perché McKubre ha dimostrato di essere un chimico assai poco tetragono. Ma lasciamo perdere, occupiamoci direttamente di Arata e del suo pupillo Celani.
    Ti dico direttamente che, secondo me, hai fatto male a mettere in rete la sua lettera. Non è corretto. Tu stesso non appartenevi al gruppo di studio, quindi l’hai avuta come leak. Ora va di moda.

  22. mario massa ha detto:

    Ciao Camillo,
    1) nell’articolo del 1963 relativo a un elettrolizzatore che avevo postato tempo fa leggo: ” it was shown tht the diffused hydrogen was catalystically very active. It would, for example, react quantitatively with oxygen at room temperature and convert cyclohexene to cyclohexane.”
    Cosa significa idrogeno “attivo”: l’idrogeno non è idrogeno? A temperatura ambiente e qualche bar non mi pare possa esistere idrogeno atomico, quindi cosa significa?

    2) nello stesso articolo si evidenzia che i tubetti di palladio erano saldati con oro puro: c’è qualche ragione per non utilizzare una più comune saldatura ad argento qualcuno ha detto che l’argento non va bene)? Forse perchè in quel caso utilizzavano elettrolita con acido solforico (io userei NaOh).

    3) nell’elettrolizzatore della Parker utilizzano l’anodo di nichel: vedi qualche controindicazione? (ho nichel puro per anodi per deposito galvanico)

    • Cimpy ha detto:

      Per la due:
      Nevanlinna ha detto che l’argento aumenterebbe la resistenza del palladio ma ne ridurrebbe la permeabilità all’idrogeno.
      Però qui qualcuno ha ricordato che Celani ha usato una lega di palladio e argento dove quest’ultimo era addirittura al 25%
      Quel che mi piacerebbe sapere è se Celani avrebbe usato quella lega per raggiungere i “suoi” famosi 50 bar e se sì, cosa significherebbe una “diminuzione di permeabilità”, che la pressione aumenterebbe più lentamente? se non ho capito male quel che scriveva, Nevanlinna ipotizzava il fallimento dell’esperimento anche solo usando giunture (?saldature?) d’argento.
      Certo, se quanto citato da Nevanlinna corrispondesse al vero, Celani avrebbe qualche problema in più ad essere creduto sulla parola.
      Quando si dice “guardasi dagli amici”…

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Cimpy

        Nevanlinna ha detto che l’argento aumenterebbe la resistenza del palladio ma ne ridurrebbe la permeabilità all’idrogeno.

        Celani si sta incartando con molta determinazione. Del resto ho letto interventi dove si afferma che la bombolina potrebbe essere anche di nickel, ormai diventato il palladio del povero.

      • Franco Morici ha detto:

        Nevanlinna ha detto che l’argento aumenterebbe la resistenza del palladio ma ne ridurrebbe la permeabilità all’idrogeno.
        Però qui qualcuno ha ricordato che Celani ha usato una lega di palladio e argento dove quest’ultimo era addirittura al 25%

        Secondo quanto riportato in questa tesi di dottorato relativa alla Caratterizzazione di membrane inorganiche per la separazione di idrogeno da gas di reforming:
        l’aggiunta di argento al palladio fa aumentare il potenziale della transizione α-β (con diminuzione del parametro di reticolo α) fino ad annullare la transizione per una percentuale di Ag nel Pd pari a 30% alla temperatura di prova.
        Una lega Pd-Ag23% risulta essere il miglior compromesso per assicurare una buona stabilità meccanica senza penalizzarne eccessivamente la permeabilità (e il flusso di idrogeno).

    • Camillo Franchini ha detto:

      @mario massa

      1) it was shown that the diffused hydrogen was catalytically very active.

      L'”idrogeno nascente” è molto più reattivo dell’idrogeno molecolare. La differenza di reattività è definita dal calore di che si svolge quando l’idrogeno nascente diventa idrogeno molecolare.
      In certe condizioni, per esempio su un catodo di piombo, l’idrogeno persiste a lungo come idrogeno atomico. La natura chimica del catodo ha un’enorme importanza sulle reazioni all’interfaccia elettrodo/soluzione.
      Non riesco a interpretare l’espressione “the diffused hydrogen was catalytically very active”. Idrogeno cataliticamente attivo? Forse intendeva palladio cataliticamente attivo.

      2) Non credo che ci sia una controindicazione all’uso dell’argento, se la saldatura non viene immersa nella soluzione.

      3) L’anodo di nickel è certamente adatto se viene usato dalla Parker. Io non dispongo di tabelle sul comportamento anodico del nickel, ma mi fiderei senz’altro.

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Mario Massa

        Concorderai con me che se la cosa è risolta vuol dire che è stata anche spiegata teoricamente in modo condiviso dalla comunità degli elettrochimici (dato che parliamo di un fenomeno elettrochimico).

        Posso assicurare che per l’elettrochimica le cose sono ben descritte da Flanagan e dai tre grafici di Ascoli65.
        I tentativi di Giannetti di trattare l’argomento sono stati demoliti da Morici. Nessun testo riporta valori di sovrapotenziale di scarica dell’idrogeno su palladio di 0,5 V come fa Giannetti. Quella è invenzione pura. Credo che tutti ormai sappiano che il palladio è un eccellente catalizzatore di idrogenazioni, quindi la sovratensione alla scarica dell’idrogeno deve essere prossima a zero. La depolarizzazione del catodo da parte dell’acqua avviene con grande efficacia.
        Io non voglio mettermi in contrasto diretto con Malatesta, ma lo ha fatto Giancarlo.
        McKubre non è chiaramente credibile quando afferma di avere misurato 1000 bar nella sua bombolina.
        Gli argomenti di Mastromatteo, che parla di pressione tremenda di idrogeno sulla faccia bagnata dell’elettrodo, sono contraddetti da Flanagan e, più recentemente, da Gabrichan, che sta affrontando con impegno l’argomento da un punto di vista teorico.

        Flanagan:
        It should be emphasized that the overpotential applied during electrolysis cannot be converted to a meaningful hydrogen pressure. [if the electrolysis is interrupted and stationary electrode potentials are established, the electrochemical approach can provide equilibrium data for hydrogen contents equivalent to hydrogen pressures ≤ 1 bar]

        Non capisco perché HT sia contro un esperimento che potrebbe rivalutare 25 anni di lavoro di Celani. Sono certo che neutrino ci legge e aspetta come tutti noi l’esito dell’esperimento tuo e di gabrichan. Se l’esperimento è condotto secondo i suggerimenti del brevetto sarebbe dirimente e darebbe un contributo storico alla vicenda ff che dura in modo inconcludente da un quarto di secolo. Sono coinvolti molti nomi importanti; è un’occasione da non perdere. E’ la prima volta che a dati sperimentali, addirittura coperti da brevetto, si risponde con altri dati sperimentali tratti dal brevetto stesso.
        C’è un clima da “serrate i ranghi” da Daniele. Ho notato un richiamo all’ordine perfino di una persona fidata come AleD. Che sta succedendo? Qua ci vorrebbe un dietrologo. Credo che Cimpy sia in grado di fornirci qualche informazione utile.

        • Cimpy ha detto:

          C’è un clima da “serrate i ranghi” da Daniele. Ho notato un richiamo all’ordine perfino di una persona fidata come AleD. Che sta succedendo? Qua ci vorrebbe un dietrologo. Credo che Cimpy sia in grado di fornirci qualche informazione utile.

          Se insiste, io le dico quel che penso:

          Non capisco perché HT sia contro un esperimento che potrebbe rivalutare 25 anni di lavoro di Celani.

          Così, eh, spassionatamente e per puro amore di discussione (alla Mistero).
          Ipotizziamo che,se anche avesse ragione Massa (10 bar max) o Giancarlo (qualche decina di bar), lo pensi anche qualcuno di loro, che gli parlano direttamente, che Celani non si è mai neanche avvicinato a 50 bar (figuriamoci McKubre a millanta, o Arata a millanta mila)?
          Supponiamo che un esperimento come questo – dico per dire, eh? – dimostrasse davvero che una certa compressione si raggiunge (facciamo 4 bar?) ma oltre non ci sia verso di andare. Lei avrebbe un po’ di torto, certamente: ha detto 1 (e rotti), se se ne trovano ben 4, un po’ di torto ce l’ha. E il loro grande Celani, invece? Di lui si potrebbe dire che è scientificamente onesto, o si ammasserebbero nuovi dubbi e ombre sul suo nome? Che poi, la famosa bombolina rinforzata che avrebbe usato, com’era fatta? C’era l’argento? Com’è che 50 o 60 anni fa c’era chi scriveva che l’argento era da evitare?
          E poi: non è che, se si dovessero trovare ben 4,9 bar (quattro virgola nove, per dire, eh? A caso, eh?) e poi vien fuori che Celani legge i manometri come Levi? Certo, si capirebbe da chi ha imparato Levi, sia a leggere contatori che a certificare cose. Però pensi che figura…

          Comunque, visto che HT continua ad minchiam, glielo chiedo ancora: com’era la cella da 200-250 bar (o erano anche di più?) , nel lavoro che ha linkato? Vogliamo vedere quelle invece delle 50 di Celani? O preferisce andare secco alle 1000 di McKubre, così ci togliamo il pensiero in un botto (è proprio il caso di dirlo) solo?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Cimpy

          ha detto 1 (e rotti)

          Ho scritto che è possibile qualche effetto di asimmetria, che non può superare qualche atmosfera.
          L’ho anche scritto a Malatesta; conservo la lettera a testimonianza sempiterna.
          Se si raggiungono le 50 atmosfere dichiarate da Celani, riconosco che la mia elettrochimica è insufficiente e che devo rimettermi a studiare.
          Niente di tragico, ma mi seccherebbe molto essere corretto in elettrochimica da un ingegnere giapponese esperto in saldature e da un fisico di formazione elettronica. Una bella batosta sul piano professionale, che però un filosofo non può escludere.

        • Cimpy ha detto:

          Grazie, mi scuso, era più un’iperbole, che lo so anch’io che una (piccola) asimmetria lei la ammette.
          D’altronde, delle famose prove di Celani in cella “in vaso di nutella” sono state pubblicate delle foto con manometri che indicavano 4 bar.
          A quelle foto io son disposto a credere: a 4 bar ci si potrebbe anche arrivare. Sono abbastanza certo, comunque sia, che QUATTRO continuerà ad essere più vicino a UNO che a CINQUANTA (o MILLE o MILLANTA PER MILLE) nonostante tutte le firme dei vari Celani, McKubre e Arata (e magari anche di Levi, che in questo gioco delle firme è esperto garantito) o tutti i sillogismi e i giochi di parole di Mistero o di Caggia (per dirne due, non si sentano sviliti gli altri), che potranno sicuramente dimostrare, dati e libri (astrali) in mano che quattro è (e-s-a-t-t-e-v-o-l-m-e-n-t-e) uguale a quattromila. Bar, s’intende; di quelli dove si prendono anche gli aperitivi, magari.

          Sono altresì convinto che lo sappiano pure di là dal fiume – tranne HT, che insiste che lui, in cella aperta, ne può documentare 250 senza problemi. Basta che non gli si chieda il documento per intero, che poi gli tocca spendere degli euro per comprarlo, e magari ha capito male, sa com’è, può anche succedere (a volte eh?).

          Chissà se Nevanlinna, dall’alto del suo Olimpo guardi giù verso il povero HT; magari gli consegnerà qualche altro bel papiro, forse Inca o forse Atzeco, in cui sia chiaro come il sole che i disiegni raffigurati dimostrino i-n-e-q-u-i-v-o-c-a-b-i-l-m-e-n-t-e (come mi piace il suo modo di scrivere, Nevanlinna, Spero di riuscire presto ad emularla. Faccia fare una prova: “Razza di vipere”! Mmm, no, non suona uguale, devo migliorare…) che gli ufo sono tra noi e che sfruttano motori a cella aperta (modello Arata, con fusione incorporata, funzionano senzaltro!).

          Si tratta solo di saper interpretare bene le tavole. D’altronde di là gli aruspici non mancano, come già Ascoli65 aveva fatto notare a proposito di un certo anomometro a tubo (oh, HT, l’hai capito adesso che non funziona quella roba? Guarda che Celani ha annunciato che cambia giocattolo, che quello è proprio logoro. Sicuro di voler difendere ancora quel coso?).

          Lo sanno dottore, che quattro non è quattromila più di quanto non sia mille e neppure cinquanta, neppure se si volesse confrontare con uno. Lo sanno e, nonostante tutte le grida (anni di grida) contro i complotti che volevano soffocare le evidenze sperimentali (chiare e lampanti e dirimenti, ovviamente!), contro i libri dei tetragoni (vili e testardi e chiusi al nuovo, i tetragoni e anche i loro libri!), adesso giocano il gioco dell’ “inutile provare”, del “già scritto” del “ohi, che spreco”. Ma come, se lo fanno loro non è “inutile spreco, ripetizione di quanto già scritto”? E loro l’hanno fatto (per giunta!) con soldi di altri – o Celani ha usato i suoi, come stanno facendo GabriChan (stima) e Mario Massa (grande)?

        • Cimpy ha detto:

          Guardi che cosa curiosa, dottore:

          è da un sacco di tempo che le dicono che lei è un tetragono chiuso in un mondo di libri obsoleti e ammuffiti inequivocabilmente smentiti e superati da esperimenti sul campo di personaggi geniali, denigrati ad arte esibendo vecchi papiri.

          Poi arrivano Massa e Gabrichan, ciascuno da una riva opposta del fiume, entrambi che sono giunti fino a metà dello stesso per fare qualcosa per tutti, e cioè proprio uno di quegli esperimenti sul campo che sono il cavallo di battaglia dei fusionisti, che abbatterebbero qualsiasi vecchio libro ammuffito.

          E che succede? Succede che buona parte degli scettici dicono “Bella idea, vediamo!” e buona parte dei credenti dicono “Ah no, non sia mai, non serve: è già tutto scritto nei libri”.
          Poi di libri (ma non erano tutti vecchi e ammuffiti?) che trattano il caso specifico (cella aperta, ricordiamolo, quella di Arata, come replicata da Celani in vasetto di nutella) non se ne trovano.

          Di qui si insiste (a parte un paio, come Sacha, per dire): “Proviamo! Facciamo anche colletta!” (e sono proprio i più poveri a offrire per primi i loro risparmi); di là anche: “Non serve, abbiamo le prove: guarda quante patenti abbiamo, anche anteriori agli anni ’60” (ma come, non era tutta roba vecchia, ammuffita e tetragona?). E di qui si continua: “No, non reali, non l’han mai fatto davvero. Proviamo!”. E di là : “Non serve, giù le mani dagli esperimenti, sono inutili, sono già stati fatti! Guardate: c’è una ditta che vende macchine che fan quella roba, in cella aperta, arriva ben a 50 psig, anzi a 100 anzi a 4000”. Si attende con ansia che HT scopra una noticina nelle specifiche che in sanscrito reciti “nella nostra cella [aperta, lo giuriamo!] si arriva anche a mill(anta) volte mila”. Bar, ovviamente. Ma anche Tesla, sissì, due, quattro, cento Tesla! Nero su bianco, davvero, tanto non è mica fisicamente impossibile, basta essere nel posto giusto. Non c’entra niente, ma HT ne sarebbe ben contento. Salvo poi scoprire che la cella di cui sopra l’han provata direttamente al centro di un bel buco nero, ma questo magari non lo si dice, vero HT, che è solo parlare a vanvera.

          Duecento (e anche cinquanta, si capisce!) atmosfere in cella aperta, come no.
          Basta non cercar di fare quel che di là si dice di aver fatto per anni per dimostrare di aver catturato una stella in una lanterna, di aver fatto volare ben altro che renne, di aver scaldato tubi con fili sottili come un capello ma stratificati a mano per 700 volte, di aver ringiovanito vesti vecchie di (secondo alcuni) 2000 anni spaccando pietre con preghiere e grida da banshee,…

          Non sia mai, che gli unici a poter fare esperimenti concreti sono loro. Possibilmente una volta. Ma anche due. Purché solo loro. Mi raccomando, eh? Che se qualcuno di là si prova a dar corda a qualcuno di qua, lo buttano nel fiume dove non si tocca dopo avergli riempito le tasche di pietre.
          Per dire, GabriChan che fai, passeggi col nemico? Va che non la puoi mica fare franca sai? I dogmi non si toccano.

          Sacrificabile.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Cimpy

          lo buttano nel fiume dove non si tocca dopo avergli riempito le tasche di pietre.

          E’ la prima volta che si oppone un esperimento a un brevetto, dove per legge tutto dovrebbe così ben spiegato da consentire la riproduzione dell’oggetto fino ai minimi dettagli. Forse ricordo male, ma mi pare che Arata non abbia usato una lega di palladio/argento 75/25. Se Celani non vuole collaborare non resta che il brevetto.
          Mi sa che di là abbiano una paura barbina. Ci sono troppo persone coinvolte, non si tratta solo di Celani, che ormai è diventato una sorta di stanco punching ball.
          La ff è arrivata a una svolta storica.
          Qualunque sia il risultato, mi fa piacere che l’arbitro sia Mario Massa, che nessuno, da Rossi ad Abundo, ha mai voluto considerare come esperto autorevole e indipendente. Nei momenti topici ha sempre offerto la sua disponibilità; nessuno l’ha mai considerato.
          Ora Massa il credito lo trova, e tanto, da un’altra parte.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Cimpy

          è da un sacco di tempo che le dicono che lei è un tetragono chiuso in un mondo di libri obsoleti e ammuffiti

          Non so se le cose stanno come le descrive Lei, ma mi meraviglia che i miei critici non siano al corrente che la chimica è una scienza dinamica sempre aggiornata, anche nei trattati di chimica nucleare.
          A proposito, la banca dati BNL è aggiornata al 23 agosto 2013. Non mi pare che siano riportate novità ff.

        • Cimpy ha detto:

          Non l’hanno fermata le prime righe, vero?
          🙂
          Comunque, dottore, qui dietro noialtri abbiamo fiducia in quelle banche dati e nel loro essere costantemente aggiornate.

        • Cimpy ha detto:

          Mi scusi, mi era sfuggito il suo commento di questa mattina.

        • Marco DL ha detto:

          @Camillo:
          Non serve un dietrologo, basta Benedetto Croce: “Fino a diciotto anni tutti scrivono poesie; dopo, possono continuare a farlo solo due categorie di persone: i poeti e i cretini”

  23. sandro75k ha detto:

    Potremmo anche sederci su queste strutture cicliche… finalmente sono venute fuori le reazioni di Idrogenazione.. mi siedo ed ascolto/riascolto il meccanismo bifase.

    • Camillo Franchini ha detto:

      @sandro75k

      finalmente sono venute fuori le reazioni di Idrogenazione

      Questa non l’ho capita. Qua si tratta solo di trasformare idrogeno atomico in idrogeno molecolare. Ci vuoi spiegare a che cosa miri con il “meccanismo bifase”?

      • sandro75k ha detto:

        Bifase è davvero il termine sbagliato, ovviamente mi riferivo al meccanismo a doppio passaggio/stadio delle reazioni di idrogenazione sui doppi legami C=C. Il meccanismo di attacco dei 2 H che secondo quello che ricordo avviene attraverso la formazione di un intermedio e solo in un secondo momento viene prelevato il secondo H rimasto spaiato. http://www.chemgapedia.de/vsengine/media/vsc/en/ch/12/oc/alkene/hydrierungen/katalysator.gif

        Quando dici che il catalizzatore ricombina gli H atomici in H2 qual è esattamente il meccanismo? Non ho bisogno pure in questo caso costantemente di idrogeno molecolare “attivato” ed attaccato/ospitato sulla superficie del metallo? A “sfuggire” come H2 sono solo le molecole di neoformazione( H+ che incontrano H-H attivato)???
        Oppure in questo caso è tutto più semplice ed ho semplicemente ricombinazione di H ed allontanamento di H2? Questa seconda ipotesi non mi garba tanto…
        Se ci spendi 5 minuti a rinfrescarmi la memoria te ne sarei grato perché ho le idee un po’ confuse sul meccanismo ricombinazione di idrogeno attraverso il catalizzatore…

        Ps: ricambio il “TU” antiberlusconiano ma vista la differenza di età se dovessi usare sporadicamente la terza persona sarebbe solo per educazione.spontanea e naturale…

        • Camillo Franchini ha detto:

          @sandro75k

          Se ci spendi 5 minuti a rinfrescarmi la memoria te ne sarei grato perché ho le idee un po’ confuse sul meccanismo ricombinazione di idrogeno attraverso il catalizzatore…

          Io non ne so più di te. Il catalizzatore abbassa l’energia di attivazione nei due sensi di reazione, per cui l’equilibrio viene raggiunto più rapidamente. Il catalizzatore ha solo questa funzione, non modifica il valore della costante di equilibrio. La molecola di idrogeno possiede meno energia dell’atomo, per cui la sua formazione viene fortemente favorita; l’equilibrio è quindi spostato verso l’idrogeno molecolare. Non so se esiste un modello che descriva la formazione di idrogeno molecolare da idrogeno atomico; io non l’ho mai visto. Posso dare un’occhiata ai miei testi di chimica fisica. Ho però l’impressione che la rappresentazione dei meccanismi di reazioni non sia sempre possibile, perché ciò porta a descrivere il comportamento del singolo atomo/molecola in presenza di un altro atomo/molecola, oggetti che sfuggono a una descrizione intuitiva. A noi basta rilevare che macroscopicamente il palladio è un catalizzatore di idrogenazione, di tutte le idrogenazioni. Dobbiamo anche escludere che il palladio favorisca la decomposizione dell’idrogeno molecolare, perché si tratta di reazione termodinamicamente “in salita”, per usare un gergo da chimici.
          Ciao.

        • sandro75k ha detto:

          @Camillo

          E’ vero che il catalizzatore non lo decompone l’H2 ma a me pare di ricordare che lo “attiva” ovvero lo rende “attaccabile” (non solo dal punto di vista geometrico) tant’è che in alcuni testi (che non ritrovo e non ho tempo di andare a cercare visto il lavoro “augusteo”) è scritto che il legame è chiaramente indebolito. Come spiegheresti altrimenti il meccanismo a 2 stadi se il legame ad idrogeno fosse ancora ben saldo? E come si formerebbe la lega/idruro se non avessimo a disposizione idrogeni atomci liberi e/o spaiati?
          Mi sto facendo un film complesso, me ne rendo conto, però secondo me bisogna ragionare bene sulla teoria del complesso attivato e capire esattamente cosa succede.
          Bisognerebbe procurarsi un testo abbastanza recente.
          Se esco da questo tunnel mi sarà tutto più chiaro!

        • sandro75k ha detto:

          @Camillo

          L’equilibrio complessivo della reazione è sempre spostato verso l’H2 come dici tu ma non l’equilibrio sulla superficie del catalizzatore…
          Mi dispiace se non riesco a spigarmi bene, riconosco il limite e mi scuso con chi non riuscisse a comprendere!

  24. mario massa ha detto:

    @Hermano Tobia
    Ciao Hermano,
    ti rispondo qui perchè Daniele ha pubblicamente deciso di tenermi in moderazione i commenti in attesa di una mia risposta che gli ho appena inviato su EMail che è legata a quanto ti scrivo sotto.

    Scrivi: “Con tutta la stima che ho per Mario, ritengo però che l’esperimento sia inutile, perchè la questione è stata risolta già da tempo”

    Sai che anch’io penso che Camillo sia in errore. Ma “penso” non vuol dire averne la certezza. Tu dici che la cosa è risolta da tempo. Concorderai con me che se la cosa è risolta vuol dire che è stata anche spiegata teoricamente in modo condiviso dalla comunità degli elettrochimici (dato che parliamo di un fenomeno elettrochimico).

    Se è così concorderai con me che la cosa deve comparire in testi per studenti universitari. Sei in grado di pubblicare qui la pagina di un testo universitario (immagino per laurea in chimica o chimica industriale o ingegneria chimica o magari fisica dello stato solido) che tratti la cosa dandone una spiegazione teorica accertata?
    Come dice lo stesso Camillo, se la cosa risultasse vera e non ve n’è traccia sui libri occorre che qualcuno cominci ad occuparsene sul lato teorico. Non sei d’accordo?

    • Cimpy ha detto:

      C’ho preso io: è strizza nera, nascosta sotto un velo di sicumera.

      Scusate la rima involontaria. Che poi nel caso di HT (un esame di chimica generale e lezioni gratis per tutti, lo racconta lui dall’Oca) più che “un velo” è proprio “una coltre”.

      • Sacha ha detto:

        Considero inutile la prova per motivi opposti ai vari fusionisti freddi:
        Cito il prof. Bardi, Chimico (https://it.wikipedia.org/wiki/Ugo_Bardi)
        “Arata, infatti, il potenziale è costretto a metterlo in un elettrodo esterno, ma non sembra rendersi conto che quello che ha ottenuto non è e non può essere una pompa elettrolitica. Non c’è nessun campo elettrico all’interno del palladio e gli ioni migrano liberamente all’interno in tutte le direzioni. Non ci sono sensi unici in un reticolo atomico.”
        http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2012/07/09/arata-nel-paese-delle-meraviglie-ovvero-la-fusione-fredda-oltre-lo-specchio/

        • Cimpy ha detto:

          Non avevo dubbi.
          Come non ne ho che i due (o tre ? O era uno solo?) che, dall’altra parte lo volessero vedere, saprebbero dirti che son già convinti che avrebbe da funzionare di sicuro.
          Dài, guardiamo il film. Pop-corn gratis per tutti.

        • Renato ha detto:

          Parole, Mina, 1972

          Meno discorsi, volere vedere bombolina scoppiare.

        • Cimpy ha detto:

          Galleria: 10 euro
          Balconata : 5 euro

          pop corn e cola gratis

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Sacha

          Citando Ugo Bardi:

          Non c’è nessun campo elettrico all’interno del palladio e gli ioni migrano liberamente all’interno in tutte le direzioni. Non ci sono sensi unici in un reticolo atomico.”

          Ieri 26 agosto, ore 11:14 ho scritto a Gabrichan:

          Tenga presente che non esiste una ddp tra una faccia e l’altra della bombolina, trattandosi di un metallo. Non si illuda di trovare un campo elettrico nel palladio.

          Com’è naturale i chimici sono in perfetto accordo (tranne quelli che si vantano di realizzare 1000 bar di idrogeno in una bombolina di palladio).

        • Sacha ha detto:

          “Electrodics in Chemistry, Engineering, Biology and Environmental Science”
          “Testo universitario [molto universitario]”
          molto universitario forse, ma non facilmente citabile

          dalla pagina ufficiale di wikipedia:

          http://en.wikipedia.org/wiki/John_Bockris

          “The work published under the title Cold Fusion or in its modern title, “Condensed Matter Nuclear Reactions” gave rise to a series of attacks upon Bockris and his work which began in 1992 and continued through 1995. Nuclear reactions involving deuterons were dismissed as due to fraud.[23]”

      • Hermano Tobia ha detto:

        @Camillo
        I recenti interventi di mvit su 22p contribuiscono a spiegare perchè la bombolina funziona come dicono Celani ed Arata (e tutti gli altri), e che si tratta di elettrochimica nota fin dagli anni 70. Ci sono anche riferimenti bibliografici precisi. E’ inutile insistere.

        http://22passi.blogspot.it/2013/08/l-elettrocomica-di-chi-nega-la_24.html?showComment=1377599804499#c4763644744262458236

        Le notizie che arrivano da GabriChan sulle prime prove, seppur parziali, non mi sembrano affatto confortanti (per lei).

        • Cimpy ha detto:

          Voglio provare a cercare un modo neutro per dire quel che penso.

          Io invece credo che l’esperimento sia interessante sotto molti punti di vista e vorrei vedere che succede a farlo.
          Mi fido di Massa e anche di GabriChan in questa replica.
          Ho un sacco di pop-corn. Perché non ne approfitti e vieni a vedere il film con noi?
          Prometto di non metterti schifezze nella cola.

        • Renato ha detto:

          Basta ruminazioni, lèggere manometro.
          E attenti alla posizione della virgola.

        • Cimpy ha detto:

          Tranquillo, Levi aspetta fuori.
          😀

        • studiobps ha detto:

          Ho scritto su 22p per salvare il povero Celani dall’impallinamento di rimbalzo a cui lo stanno/state sottoponendo. Mi sa che Daniele non ha capito, allora provo qui.

          OK. Diamo per buona che sia inutile insistere. Ha ragione lei, HT(/Mastromatteo/mvit/stica/…). E’ acclarato che esistono numerose, diffuse e universalmente accettate prove della compressione elettrochimica in cella aperta in stile Celani/Arata: brevetti, articoli su riviste prestigiose, prodotti in commercio da decenni, persino capitoli su libri di testo.

          Se ne deduce che Franchini è incompetente e Massa e gabrichan due perditempo che sprecano denaro ed energie per replicare l’acqua calda. Ottimo.

          E però… Celani? Se Celani ha replicato anche lui l’acqua calda (senza evidentemente sapere che lo fosse), invitando pure urbe et orbi alla magnifica dimostrazione, spendendo tempo e denaro pubblici; cos’è Celani secondo voi? A me manca un aggettivo che assommi l’incompetenza di Franchini con la palese inutilità dei due malcapitati sperimentatori.

          Con il livore di chi ha solo intenzione di distruggere l’avversario, non vi accorgete che, seguendo questa via, state buttando giù Celani con Franchini (il bambino con l’acqua sporca). Se lo merita Celani? Se cade l’autorevolezza e la credibilità di Celani, cosa (vi) resta?

          Come si dice? Dagli amici mi guardi iddio ché dai nemici mi guardo io…

          Baci;
          Matteo

        • Sacha ha detto:

          Caro “studiobps”

          a lei perché interessa la reputazione di Celani ?

          Non è sufficiente che dopo un quarto di secolo abbia ottenuto, forse, nella migliore delle ipotesi qualche rachitico watt di di eccesso di calore ?
          La bombolina in questo contesto è irrilevante.

        • Cimpy ha detto:

          Dico la mia, ormai ci ho o reso gusto.

          Che Celani abbia passato anni a cercare qualcosa che non ha mai trovato davvero, mi pare indubbio.

          Che sia anche un autentico contaballe, però, lo pensano solo quelli malfidati come me, gli altri pensano che abbia inseguito qualche errore o qualche illusione molto intensa.

          La terza è meglio della seconda, che fa a pugni con la prima e vince con un piccolo scarto tra chi preferisce i “poveri ma onesti” ai “furbi e ricchi”.

          La prova provata della bombolina è un passo che porra a capire se ci può essere comunque qualcosa che non sappiamo (e quindi il sogno da inseguire, e il dottor Franchini che si inchina), se ci può stare un (piccolo! ) errore di misura (si va “ai punti”) o se i malfidati possono intonare cori.

          Allora, li mangiamo i pop corn?

        • Sacha ha detto:

          Cimpy,

          Il dottor Franchini non deve inchinarsi proprio a nessuno. Da una parte abbiamo il dott. Franchini, il prof. Bardi, il semplice buon senso (non esistono sensi unici nel palladio!) e l’immensa letteratura scientifica seria sul sistema PdH.
          Dall’altra abbiamo Celani, Arata, i “fusionisti” e qualche brevetto.
          E’ come prevedere il risultato di una ipotetica partita del Real Madrid contro la Nazionale Cantanti.

        • Cimpy ha detto:

          Sacha, lo so.

          Spiegavo cosa significa la prova con la bombolina come la vedo io e anche altri, se ho capito bene tutto quello che ne abbiamo detto tutti quanti.
          Io guardo il film. Come alcuni che lo guardano con me, non posso essere certo in assoluto del risulato finale, ma voto (per 4 bar. Massa e Giancarlo mi stanno simpatici, ma 10 bar sono troppe, figuriamici qualche decina. Però io posso permettermi qualsiasi cosa, mica sono un elettrochimico.
          Qui ci sono persone erudite che dicono numeri diversi. La cosa simpatica è che alcuni dicono numeri molto diversi.
          Adesso lascio un attimo da parte HT e i suoi amici (vado a dirgli qualcosa poi, ma solo per il modo fine, educato oserei dire finanche rispettoso con cui si esprime quando parla con persone che non hanno bisogno di copiare dalle anteprime di libri trovati con Google)

          Comiciamo con Celani.

          Celani ha detto 50.

          Bene. Vedo.

  25. Hermano Tobia ha detto:

    @Mario Massa

    Caro Mario, ti ho risposto su 22p.

  26. Pingback: O’s digest – Ocasapiens - Blog - Repubblica.it

  27. Giancarlo ha detto:

    @Hermano Tobia
    Non so se hai visto il libro di Bockris citato da Nevanlinna e la figura ivi riportata (sul libro e su cobraf). La figura mostra inequivocabilmente la saturazione di cui parlo da tempo. Questo dimostra inequivocabilmente che Arata l’esperimento non lo ha mai fatto, sia per la linearità sia per i tempi, e corrobora la mia tesi vecchia sulla presenza di vari imbroglioni nel campo FF. Poi un giorno ci dedichiamo ai batteri spariti nel nulla.

    Questo è Bockris:
    However, the existence of void pressures of thousands of atmospheres (as predicted by the equations in Table 12.6) is not proven by this direct approach because of the long time needed to reach equilibrium between the outside surface of the electrode in contact with the solution through the relatively thick electrode walls (Minevski, 1998).

    E poi la nota che dovrebbe far riflettere Mastromatteo e gli altri:
    26 The super-high pressures that arise by application of the equations in Table 12.6 are fugacities. The difference between the fugacity of a gas and its pressure occurs because of the deviation from the ideal (PV=nRT) behavior of gases, which happens increasingly when the gas pressure exceeds ~100 atm. Thus, a super-high fugacity ( 10E10 atm, for example) may be equivalent to a pressure several orders of magnitude smaller.
    Ora rispondete a Cimpy quando vi chiede dei milioni di bar.

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Giancarlo

      Bockris:

      Thus, a super-high fugacity ( 10E10 atm, for example) may be equivalent to a pressure several orders of magnitude smaller.

      A me risulta il contrario, che la fugacità corrisponde alla pressione moltiplicata per un coefficiente costantemente < 1.
      Per usare lo schema di Bockris: "a super-high fugacity may be equivalent to a pressure several orders of magnitude higher".
      Chi ha le traveggole: io o Bockris?

      Sono sconcertato, tutti i chimici della mia età conoscono il Kortum-Bockris “Textbook of Electrochemistry”. Forse sbaglio io, scusami.

      • Sylvie Coyaud ha detto:

        @Camillo/Sandro75k
        a proposito di H-H – non in bombolina – forse può servirvi questa rassegna?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Sylvie Coyaud
          @Franco Morici

          a proposito di H-H – non in bombolina…

          Certo che può servire, ma io resto dell’opinione che il sistema Pd-H debba essere considerato come una lega binaria. Non è un caso che figuri come materiale legante nel trattato “Binary Alloys” di Max Hansen. Nel Sistema Periodico l’idrogeno figura tra i metalli. Se si accetta questo, sappiamo come l’elettrone dell’idrogeno partecipa al legame metallico.

          …sembrerebbe che quello che diffonde nella parte solida del Palladio sia l’Idrogeno atomico neutro (non ioni H+) ed è questo che interessava valutare.

          Secondo me né l’uno né l’altro; l’elettrone resta delocalizzato come in un comune legame metallico. Intendiamoci, io non sono uno specialista, faccio solo riferimento al mio esame di Scienza dei Metalli.
          Se l’argomento è considerato importante per l’esperimento, basta consultare lo Smithells “Metals Reference Book” o, meglio, telefonare a un Istituto di Scienza dei Metalli. Io a Pisa sono amico del Prof Renzo Valentini di Ingegneria Nucleare. Puoi telefonare a mio nome.

        • sandro75k ha detto:

          @Camillo

          Tutto giusto quello che dici ma secondo me, invece, è interessante l’articolo postato da Sylvie per capire esattamente quello che succede sulla superficie del catalizzatore dove sussiste tutto un altro equilibrio e non all’interno dove credo tu abbia descritto perfettamente la situazione. Credo che Sylvie abbia letto molto attentamente quello che avevo scritto l’altro ieri. Entro oggi spero di riuscire a studiarlo meglio….

        • Camillo Franchini ha detto:

          @sandro75k

          è interessante l’articolo postato da Sylvie

          Fa tutte le considerazioni che ritieni più opportune, ma tu sai meglio di che un catalizzatore eterogeneo lavoro solo di superficie. Sul catalizzatore esistono punti attivi che formano legami labili con le molecole da trasformare. La catalisi eterogenea è un tipico fenomeno di superficie.
          Però non vedo dove nel nostro caso stia l’applicazione di questi concetti. Qualcuno dubita che il palladio favorisca la formazione di molecole di idrogeno? Facciano un confronto con il mercurio, che presenta una sovratensione alla scarica dell’idrogeno molto elevata – la più elevata tra tutti i metalli – e l’ordine di scarica si inverte; il sodio si scarica prima dell’idrogeno. Mi accorgo che i ff hanno scarsa dimestichezza con questi argomenti. Vedi la tesi Giannetti, che Mastromatteo ha lasciato passare, anzi, l’ha citata per fini ff.
          Ciao

        • giorjen ha detto:

          Nel Sistema Periodico l’idrogeno figura tra i metalli. Se si accetta questo, sappiamo come l’elettrone dell’idrogeno partecipa al legame metallico.

          l’idrogeno non è un metallo, anzi nel sistema periodico figura tra i nonmetalli, o sbaglio?
          g

        • Camillo Franchini ha detto:

          @giorjen

          l’idrogeno non è un metallo, anzi nel sistema periodico figura tra i nonmetalli, o sbaglio?

          Sbaglia, sta nel gruppo del litio, sodio, potassio…
          E’ riducente come un metallo alcalino.

        • giorjen ha detto:

          Mi scuserà se insisto.
          Capisco onorare la fusione fredda con un intero blog, però voler cambiare le regole della chimica di base (delle superiori, non universitaria) mi sembra un’ambizione grossa.

          che l’idrogeno sia un riducente non lo metto in dubbio, però sicuramente NON è un metallo, o almeno così insegnano ovunque al primo anno di chimica.
          Immagino che ai suoi tempi le tavole periodiche erano in bianco e nero, percui forse non si è accorto che l’idrogeno non fa tecnicamente parte affatto del primo gruppo
          http://it.wikipedia.org/wiki/Elementi_del_gruppo_1

          tanto che nella mia tavola periodica (e immagino in quella di tanti altri) fa gruppo a se.

          viceversa è un non metallo
          http://it.wikipedia.org/wiki/Non_metallo

          detto questo, magari non essendo nelle banche dati è difficile da dimostrare, però si potrebbe chiedere a Mario Massa di fare un test: quando otterrà pressioni di millemila atmosfere potrà vedere se l’idrogeno diventando un metallo

          senza la pretesa di volerle insegnare gniente, ovviamente, anche perchè non saprei proprio da dove partire
          g

    • Hermano Tobia ha detto:

      @Giancarlo

      Fammi capire: confermi che alle 300 atm ci si può arrivare ? Glielo spieghi tu a Camillo ? Mi spieghi inoltre a che cosa serve l’esperimento ?

      Non hai nessun commento da fare sull’articolo di Bardi di un anno fa nel quale sostiene che una “membrana di palladio non accumula niente” e che si tratta di “materia da primo anno di università” ? Che c’è, quando si tratta dei vostri amici ti manca la parola ?

      Questo dimostra inequivocabilmente che Arata l’esperimento non lo ha mai fatto.

      Questo dimostra inequivocabilmente che non bisogna lanciare accuse a vanvera: probabilmente ti è sfuggito il mio commento precedente (del 25 agosto 2013 – 10:47 pm) nel quale Bockris (autore mi sembra di oltre 25 trattati di elettrochimica) arriva sperimentalmente a 250 atm e stima un andamento lineare della pressione nel tempo fino a 10^4 atm, ovvero 10 volte il limite di Arata (pag 415) ? Questo come lo spieghi ?

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Hermano Tobia

        Questo come lo spieghi ?

        Lo spiego con il fatto che Bockris è IgNobel 1997 per la chimica, con questa motivazione:
        for his achievements in cold fusion, in the transmutation of base elements into gold.

        • Hermano Tobia ha detto:

          @Camillo
          A parte il fatto che Bockris è stato citato da Giancarlo, ha per caso provato a cercare “JOM Bockris” su google scholar ? Oltre 6000 riferimenti. Il suo testo “Modern electrochemistry: an introduction to an interdisciplinary area”, considerato la Bibbia dell’elettrochimica moderna, ha 4400 citazioni. E’ autore di oltre 700 articoli e 25 libri sull’argomento. Come molti è stato crocifisso perchè ha osato interessarsi di FF.

          In ogni caso l’esperimento riportato è con Pd e H, elettrochimica pura, nessuna fusione. Giusto per sapere, lei quanti libri di elettrochimica ha scritto ? Quante pubblicazioni ha ? Su google scholar non ho trovato niente …

          Infine la teoria che spiega perchè la bombolina funziona, l’ha scritta nel 1970 (come spiega mvit su 22passi, citando riferimenti precisi), quando non era ancora stato “infettato” dal virus fusionista.

          Perchè non risponde nel merito invece del solito fango ?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Hermano Tobia

          Come molti è stato crocifisso perchè ha osato interessarsi di FF.

          Credo che tutti quelli che si sono interessati di ff siano stati crocifissi. A cominciare da Fleischmann e Pons.
          Poteva essere altrimenti? La scienza è una cosa seria.
          Guardi che Bockris è molto noto come elettrochimico, non deve ricordarcelo. Però è incappato in un incidente nucleare, che di elettrochimico ha molto poco. Inconvenienti delle superspecializzazioni. Si è bravissimi in uno spicchio di sapere; si è capre nel resto. E’ successo a Carpinteri, bravissimo a costruire ponti sullo Stretto e completamente impreparato in reazioni nucleari. Certamente anche Lei avrà il suo spicchio di sapere in cui fa faville.

        • Cimpy ha detto:

          Si che ce l’ha.

          Mi dia 5 minuti che glielo ricordo. Ad HT, intendo.

          Magari mi metta subito in moderazione, che se esagero mi potrà sempre chiedere di andarci più leggero.

          HT, ce l’hai dietro il paradenti?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Hermano Tobia

          Perchè non risponde nel merito invece del solito fango ?

          Non si alteri, per favore. E’ Lei che si espone citando un IgNobel (1997). E’ Bockris che afferma di avere fatto delle trasmutazioni nucleari partendo dall’elettrochimica, non io.

        • Sacha ha detto:

          Cimpy

          Quanto è affidabile quindi qualcuno che stilando questa classifica ha messo un premio IgNobel al secondo posto ?

          “B. E. Conway > J. O’M. Bockris > E. Yeager > M. Enyo> F. Malatesta >>> XXX”

          Franchini
          temo che la XXX la riguardi

        • Cimpy ha detto:

          Fosse l’unico svarione che ha preso, quel tipo.
          Anche la storia dell’argento che, usato per le giunture, avrebbe impedito la replica dell’esperimento di Celani (che ne ha riempito la bombola al 25%, magari concentrato verso il collo in alto, vicino allo sfiato?) non era male.

        • Sylvie Coyaud ha detto:

          @Camillo
          Anch’io, la motivazione “extended” era di William Lipscomb, idrogeno compreso…

          @Hermano Tobia
          Non sembra come dice lei. Le citazioni sono per i libri, ma 4.000 per una “Bibbia” sono pochine; quelle per i papers sono modeste e declinano per 40 anni. Ho cercato, ma all’AMS non risulta un necrologio da confrontare con wiki. Lei sa per che cosa è stato autorevole Bockris, dal 1972 in poi?

      • Cimpy ha detto:

        Ho fatto uno sforzo per cercare di essere il più gentile possibile.

        Forse te la cavi anche senza paradenti.
        Il caschetto, però mettilo: i tuoi amici non saranno contenti.

        Con te.

        Fammi capire: confermi che alle 300 atm ci si può arrivare ?

        No, sei tu che confermi che non lo sai (cvd) e che cerchi sempre qualcuno che ti dica se quello che speri è possibile o meno.

        Così per dire, due o tre cosette che so persino io: sai cos’è la resilienza? Sai che succcede al palladio quando viene attraversato dall’idrogeno? Sai perché di celle aperte che superino i 4 bar in giro non ce ne sono?
        E le avete cerate per giorni, tu e altri.
        Ma sei convinto di averle trovate, dico bene? Costano tanto HT? Ma sono a cella aperta? Sicuro? Ne avete ordinata una di là?

        Mi spieghi inoltre a che cosa serve l’esperimento ?

        A farlo capire a te e anche a me, ma pure ad un sacco di altra gente, quanto bene funziona. Hai paura di scorpirlo? Io no.
        A quanto sembra tu invece sì.

        E’ strano, sai? Non sono proprio questi gli esperimenti che dovrebbero ribaltare il mondo?
        Com’è che combatti con tutto quello che riesci a trovare per cercare di fermare Massa e GabriChan ?
        Che fai se non si fermano, li denunci per “esperimento non autorizzato”? Li quereli per “tentativo di infranginento di principi fusionisti”?
        Se sei tanto convinto che le celle aperte arrivino a 250 atm, loro starebbero lavorando per la tua squadra del cuore: 50 le raggiungerebbero in scioltezza.

        Non hai nessun commento da fare sull’articolo di Bardi di un anno fa nel quale sostiene che una “membrana di palladio non accumula niente” e che si tratta di “materia da primo anno di università” ? Che c’è, quando si tratta dei vostri amici ti manca la parola ?

        Aspetta, vuoi dire che ci sono altri che ti hanno dettto che forse (forse, eh?) le cose potrebbero non stare come quel tuo FANTASTICO autore ti a scritto che stanno secondo lui?

        Io al tuo posto un piccolo dubbio lo avrei.
        Guarda, si fa questo esperimento, poi si vede se c’è da parlare con Bardi o con quello che ti passa le dispense o che ne ha scritte. Dov’è il problema? Poi insisto, dovresti vincere facile no?

        Questo dimostra inequivocabilmente che non bisogna lanciare accuse a vanvera:

        Accuse.

        A vanvera.

        Ti piacciono queste due parole HT? A me non tanto.

        Facciamo un ripassino:

        Accusare= attribuire una colpa, muovere un’accusa. Nota l’accezione negativa: uno dei due ha torto marcio, non sappiamo ancora chi.
        A vanvera= senza riflettere e senza stare attenti a quanto si dice o si fa, a casaccio, come viene viene.

        Quindi accuse a casaccio, HT? Ti pare che Franchini, Massa o Giancarlo ti abbiano lanciato accuse a casaccio?

        Perché, dopo aver setacciato tutto lo scibile possibile presente in rete sull’argomento – per quanto tempo HT? Tu e quanti altri? – sei riuscito a trovare UN autore (certo, poi parecchio criticato da tutti gli altri tranne i fusionisti. Ma per carità, era poi, per altre bubbole ben più grosse, che questa al confronto è una pinzillacchera di cui fregava niente a nessuno – a parte un gruppetto convinto di poter trasmutare in vaporella), dico UNO, che scrive che a lui funzionerebbe – a proposito, lo ha anche fatto, l’esperimento, o ha solo scritto le cose a penna e facendo i conti a mente?

        Ma per sapere, HT, mentre svolgevi questa ricerca,non hai trovato proprio nessuno che dicesse il contrario? Solo per sapere.

        Sai se l’unico che ha scritto di queste cose (al di fuori del giro dei fusionisti) è quell’unico che hai trovato tu, che neanche a farlo apposta è diventato fusionista poi, questo esperimento sarebbe proprio da fare al più presto: che sono anni che lo si attende.

        Dico, un esperimento con l’imprimatur di gente che, per dire, non trasmuta nella pancia delle galline per cessione di protoni e non ringiovanisce abiti facendo ruotare le pietre dei sepolcri. Tu mi capisci HT?

        Dovresti essere quello che espone gli striscioni più sgargianti e vistosi a favore di questo esperimento.

        Il tuo FANTASTICO riferimento bibliografico ti ha detto che non può fallire. E quindi perché vorresti evitare la partita? Ce l’hai tu il Real Madrid, noialtri si gioca con la squadretta dell’oratorio.

        E tu pensa che l’allenatore ti lancia pure accuse a vanvera. Per non parlare del massaggiatore. Attento, che sugli spalti ci sono i tifosi che mangiando pop-corn, magari fanno pure rumore. Rigorosamente a vanvera, s’intende.

        probabilmente ti è sfuggito il mio commento precedente (del 25 agosto 2013 – 10:47 pm) nel quale Bockris (autore mi sembra di oltre 25 trattati di elettrochimica) arriva sperimentalmente a 250 atm e stima un andamento lineare della pressione nel tempo fino a 10^4 atm, ovvero 10 volte il limite di Arata (pag 415) ? Questo come lo spieghi ?

        Guarda HT, hai perfettamente ragione tu. Lasciamo stare le misere 50 atmosfere di Celani (che roba, dichiarare così poco! Viene proprio da pensare che non abbia studiato bene i lavori precedenti e si sia lanciato in esperimenti un po’ “a vanvera”. Gielo dici tu a Celani, HT? ).

        Invece facciamo cosi: vedo le tue 250 atm in cella aperta.
        Quando vuoi, mostramele.
        Non ce le hai? Chiedi con fiducia al tipo dietro. Neanche lui? Chiediamo se ce le hanno GabriChan e Massa?
        Non era meglio cercarne solo 50?
        Contento tu…

      • Sacha ha detto:

        Hermano Tobia
        Ugo Bardi nel suo blog ha chiarito molti, se non tutti, i dubbi sulla compressione dell’idrogeno in una cella aperta con bombola i palladio

        alcune semplici osservazioni tratte da:

        http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2012/07/09/arata-nel-paese-delle-meraviglie-ovvero-la-fusione-fredda-oltre-lo-specchio/

        “A differenza dei solidi ionici, il palladio è un buon conduttore elettronico. Ne consegue che il meccanismo della pompa non funziona: se metti una differenza di potenziale ai due lati di una membrana di palladio, hai un passaggio di elettroni, non di ioni.”

        “Non c’è nessun campo elettrico all’interno del palladio e gli ioni migrano liberamente all’interno in tutte le direzioni. Non ci sono sensi unici in un reticolo atomico.”

        “Questa dei potenziali chimici è una cosa elementare che si studia al primo anno di chimica fisica. Se un mio studente ragionasse come ragiona Arata, non passerebbe l’esame”

        “volevo solo illustrarvi come certi sostenitori della “fusione fredda” sembrano vivere nel mondo di Alice del Paese delle Meraviglie dove, apparentemente, non importa conoscere le leggi della fisica del nostro mondo.”

        “Chissà, forse dall’altra parte dello specchio la fusione fredda funziona. Il mondo reale, però, è un’altra cosa.”

        • Hermano Tobia ha detto:

          @Sacha
          Ti invito a leggere il commento che ha fatto ieri mvit ( che la chimica la sa ) su 22p relativamente alle perle di Bardi che hai citato.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Hermano Tobia

          mvit ( che la chimica la sa )

          Se mvit sapesse la chimica non avrebbe scritto che la Chimica Nucleare è un ossimoro. La chimica la sa solo chi è laureato in chimica. Ci sono abbastanza chimici veri per dover ricorrere a un succedaneo.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Hermano Tobia

          Da tetragono, considero che l’opinione del Prof Ugo Bardi, docente di Chimica Fisica presso l’Università di Firenze, quindi esperto di Elettrochimica e, indirettamente, di Scienza dei Metalli, sia decisiva in questo confronto.
          Se Ugo è così gentile da leggerci, gli chiederei se è anche esperto in Scienza dei Metalli. Bardi ha la laurea giusta e l’incarico giusto. Che cosa serve di più? Dobbiamo affidarci al solito laureato in fisica creativo?

        • giorjen ha detto:

          “Non ci sono sensi unici in un reticolo atomico.”

          questa affermazione mi sembra un po’ forte. Non sono un chimico, però se fossi un elettronico mi verrebbero subito in mente i semiconduttori, dove, mi pare, nel reticolo cristallino la corrente viaggia a senso unico

          g

        • Sacha ha detto:

          giorjen
          Anche in un semiconduttore non ci sono sensi unici. Probabilmente la sua memoria fa riferimento alle giunzioni PN (diodi).

        • giorjen ha detto:

          Esatto, proprio la giunzione Pn. Si tratta se non erro di 2 reticoli cristallini confinanti? cosa succede se si mette un reticolo cristallino con un eccesso di lacune a confinare con un liquido con un eccesso di elettroni?
          g

        • Sacha ha detto:

          giorjen
          non succede nulla di particolare, si crea una giunzione resistiva (ohmic junction).

          Comunque il palladio non è certo un semiconduttore!

        • Sacha ha detto:

          Hermano Tobia
          Non so quanta chimica sappia “mvit” ma certamente Ugo Bardi non è da meno.

          fonte wikipedia:
          “Ugo Bardi (Firenze, 23 maggio 1952[1]) è un chimico italiano. È docente dal 1992 presso l’Università di Firenze, autore di molteplici contributi in vari campi della scienza, divulgatore scientifico, nonché blogger assai attivo in tale ambito: il suo blog (Blog “Effetto Cassandra”, di cui esiste anche una versione in lingua Inglese: “Cassandra’s legacy”) è uno dei più letti tra i blog scientifici in lingua italiana[2].”

  28. Camillo Franchini ha detto:

    @nevanlinna

    adesso riscappa fuori Arata [che è meglio lasciar perdere]

    Arata è al centro del nostro interesse, non possiamo lasciarlo perdere; Celani si è ripromesso di replicare il brevetto di Arata, basta leggere i continui riferimenti al Giapponese presenti in molti suoi rapporti di lavoro.
    Scopo dei miei interventi sono di dimostrare che Arata, Celani, Mastromatteo, McKubre appartengono allo stesso brodo di coltura. Caduto Arata e con lui Celani, caduta la ff che “parla italiano”. Non si tratta solo di ragionare di compressione elettrolitica; il bersaglio è molto più grande, è la fusione fredda.

    • Sacha ha detto:

      @Franchini
      La FF che parla italiano si sta estinguendo. La De Ninno non fa più ricerche da anni.
      Di Piantelli non se ne sente più parlare, mentre Rossi è ormai “americano”. A Celani hanno chiuso il laboratorio. E’ rimasto Violante, ma questo non credo sia un problema. Tutto sommato mi sembra che tra i fusionisti sia la persona più affidabile, in grado di tenere sotto controllo le ricerche nel “settore”.

  29. Ascoli65 ha detto:

    @Giancarlo,
    rispondo alle tue gradite obiezioni di inizio post (*) riguardanti il diagramma che ho proposto, scusandomi per il forte ritardo, dovuto ad un periodo pieno di impegni.

    Cominciamo dai diagrammi di Ascoli che Camillo chiede di confutare… di che cosa stiamo parlando?
    Camillo li cita spesso per sostenere la sua posizione. Ciò mi fa piacere. Immagino però che lo faccia solo perché visualizzano adeguatamente la sua posizione, non certo per dimostrarne la correttezza.

    Stiamo discutendo del fatto che la pressione all’esterno si mantenga a 1 bar e quella all’interno salga …. Se tu le disegni sempre pari a un bar che discutiamo a fare?
    Non è proprio così. Ti inviterei ad osservare meglio gli schemi che ho postato. Nella prima versione (i), con le sole CL, le 2 linee rosse tratteggiate, che divergono tra loro, rappresentano proprio la situazione di una ipotetica CLa in grado di pressurizzare un catodo cavo. Lo stesso vale per la seconda versione (ii), in questo caso sono le curve rosse continue relative alla CS a rappresentare il comportamento dell’ipotetica CLa comprimente.

    La questione centrale posta da quegli schemi è che gli andamenti delle curve presentate da Celani assomigliano di più alle curve nere di una CLs, piuttosto che alle curve rosse di una ipotetica CLa comprimente. Come puoi vedere la differenza riguarda la parte discendente delle curve, la fase di scarica del catodo. Su questo punto cui mi piacerebbe proprio avere un tuo parere. Ritieni possibile che un eventuale catodo cavo pressurizzato impieghi tutti quei giorni per depressurizzarsi? Cosa ti aspetta che avvenga quando viene interrotta la corrente di elettrolisi?

    … voi negate la possibilità di un qualsiasi caricamento elettrolitico del Pd
    Guarda, io non ho le conoscenze elettrochimiche necessarie per negare categoricamente alcunchè. Mi attengo alle dichiarazioni degli esperti della materia. Tra queste mi piace molto quella dei 2 esperti elettrochimici cofirmatari del report INFN, che affermano (3): Sembra infatti inammissibile che, operando in cella aperta con H2 che si sviluppa al catodo a pressione atmosferica, sia possibile stipare in una cavità contenuta nel catodo, H2 a pressioni anche di poco superiori ad un’atmosfera.. Questa posizione, ben descritta nella prima pagina e derivante dalle loro conoscenze di base, viene poi ribaltata nel seguito della loro nota solo in virtù di presunte evidenze sperimentali raccolte in ambito FF. Ma sappiamo tutti quanto poco affidabili siano i dati raccolti in questo ambito.

    Contro di voi c’è tutta una letteratura di non FF.
    Tra questa letteratura, tu proponi di prendere seriamente in considerazione il lavoro di Lawson. Ne ho trovata una versione integrale disponibile in rete (4). Risulta essere un lavoro commissionato all’Università del Texas dall’Office of Naval Research, due istituzioni che si sono spese molto per la FF.

    Tuttavia, trascurando questo aspetto ed entrando nel merito, mi sembra che quel documento sia poco adatto a sostenere l’ipotesi di comprimibilità in una CLa. Innanzitutto non parla mai di pressioni ma solo di concentrazioni D/Pd, stimata in circa 0,72. Sul diagramma di stato che avevi proposto tempo fa (iii) questa concentrazione corrisponde ad una pressione compresa tra 1 e 10 bar a temperatura ambiente, in una zona in cui bastano pochi % di differenza nel valore di X per cambiare la P di un OdG. Considera anche che il modo con cui viene determinato il caricamento del Pd mi sembra troppo approssimativo per poter sostenere che si raggiungano valori corrispondenti a pressioni superiori a quella atmosferica. Le stesse considerazioni valgono per il caricamento di H, per il quale ci si limita a dire, spannometricamente, che si raggiungono valori di X del 10% superiori a quelli raggiunti con il deuterio.

    Considera anche che lo sfiato della piccola cella utilizzata è affidato ad un ago infilato nel tappo, che potrebbe ostruirsi facilmente trasformando quella che sulla carta è una CLa, in una CLs.

    Veramente basi il tuo possibilismo circa la capacità di comprimere l’H con una CLa su quel documento soltanto?

    Detto ciò ammetto, come pure ha fatto già Camillo, che se veramente in quei test fossero stati raggiunti caricamenti corrispondenti a P di 100 atm nel filo pieno di Pd (senza ostruzione dello sfiato), allora sarebbe posssibile arrivare agli stessi livelli anche in un catodo cavo immerso in una CLa. Ma quel documento è troppo vago per convincermi di questa possibilità.

    In conclusione vorrei far notare come, a mio avviso, si stia creando un automatismo troppo stretto tra l’eventuale possibilità di comprimere l’H2 nel catodo cavo di una CLa ed il fatto che le curve del report INFN siano state ottenute con la cella in assetto aperto. Le 2 questioni sono disgiunte. La prova bombolina, sicuramente interessante per verificare un fenomeno che potrebbe smentire l’ipotesi di Camillo ed altri (e che io appoggio), dice poco su come si siano svolti realmente i test del 2006 all’INFN. Credo che per farsene un’idea quanto più realistica possibile è necessario analizzare con cura le curve dei grafici che abbiamo a disposizione.

    (*) https://fusionefredda.wordpress.com/2013/08/22/mastromatteo-1/#comment-26100
    (i) https://fusionefredda.wordpress.com/2013/08/14/mckubre/#comment-25749
    (ii) https://fusionefredda.wordpress.com/2013/08/14/mckubre/#comment-26024
    (iii) https://fusionefredda.wordpress.com/2012/02/21/cardone2/#comment-3865

    (1) http://www.netl.doe.gov/technologies/coalpower/gasification/projects/gas-sep/docs/03Jan%20JMS%20Pd%20memb.pdf
    (2) http://www.lnf.infn.it/sis/preprint/detail.php?id=4994
    (3) http://www.22passi.it/downloads/Arata@Marini&di%20Stefano.pdf
    (4) http://www.dtic.mil/dtic/tr/fulltext/u2/a229759.pdf

    • Ascoli65 ha detto:

      Errata-Corrige

      Opss, scusate, in (*) ho scritto: “… gli andamenti delle curve presentate da Celani assomiglianodi più alle curve verdi di una CLa, piuttosto che alle curve rosse di una ipotetica CLa comprimente.”

      La frase corretta è invece: “… gli andamenti delle curve presentate da Celani assomigliano di più alle curve nere di una CLs, piuttosto che alle curve rosse di una ipotetica CLa comprimente.”

      Inoltre non ho citato nel testo i riferimenti (1), il report INFN, e (2), un articolo che riporta la formula per il calcolo della portata di H2 permeata attraverso una lamina di Pd dalla differenza di pressione parziale di H2 tra le 2 facce.

      (*) https://fusionefredda.wordpress.com/2013/08/22/mastromatteo-1/#comment-26377

    • Giancarlo ha detto:

      @Ascoli65
      Veramente basi il tuo possibilismo circa la capacità di comprimere l’H con una CLa su quel documento soltanto?

      Grazie per il commento lunghissimo in gran parte condivisibile. Quel documento (Lawson et al.) con la compressione elettrochimica non c’entra nulla. E’ un documento sul caricamento elettrochimico e mi pare molto ben fatto. Misurano il caricamento con due metodi diversi e ottengono gli stessi valori all’interno dell’errore sperimentale di 2 parti su cento. Caricano per mesi elettrodi di varia foggia e ottengono sempre gli stessi risultati. Misurano interrompendo l’elettrolisi e contando il deuterio che riesce dall’elettrodo atomo per atomo. Oppure pesano il catodo caricato (cosa mi pare suggerita da Camillo) e ottengono per differenza la concentrazione. I valori, come detto, coincidono.

      I tuoi sospetti col collateralismo FF sono mal posti: quel documento è una mazzata tremenda per la FF anche se, oltre a me, se ne è accorto solo Nevanlinna.
      27 Agosto Last but not least, la questione del caricamento nella fusione del deuterio: che sia reale o fittizio è indifferente; si può dire, molto semplicemente, che condizione necessaria per il fenomeno è che certe misure di resistenza dell’elettrodo di palladio [attribuite dai fusionisti a caricamenti elevatissimi del metallo] devono stare al di sopra una soglia ben definita.
      E’ immediatamente corso a mettere una pezza come è solito fare con l’ecat di Rossi modulando la realtà la fisica. Chi se ne frega se i caricamenti sono infimi, basta misurare la decrescita della resistività. La De Ninno, e Preparata di là, saranno contenti? E Celani? E Collis?

      Inoltre, nel lavoro si dice che l’apparecchiatura è stata recuperata da un esperimento precedente che doveva misurare la fusione del D e il T prodotto: mai osservato un accidente, concludono.

      La fattibilità della compressione elettrochimica, non avendo trovato trattazioni adeguate (anche Bockris nel volume 2B riporta solo un esperimento non una teoria), me la sono ricavata da solo, in perfetta autonomia in base a semplici considerazioni di termodinamica. Le ho già fatte in due modi diversi ma evidentemente te le sei perse, per cui riporto un terzo modo.

      Prendo un catodo pieno e lo carico. Secondo Lawson posso ingegnarmi come voglio ma per l’H arrivo a X=0,80, nulla di più dopo circa sei mesi.
      A questo punto faccio un foro nel catodo, asporto il materiale e faccio il vuoto. L’drogeno sulla faccia interna è fuori equilibrio termodinamico e si sposta all’interno del catodo con velocità maggiore di quella con cui rientra. L’asimmetria della membrana è fornita dal caricamento interno che favorisce l’uscita e ostacolo l’ingresso. Dall’altro lato l’elettrolisi riprende a pompare idrogeno per ristabilire X=0,80. Il tutto va avanti finché la pressione interna è pari a quella necessaria a riportare in equilibrio lo scambio superficie-interno.
      Dal mio punto di vista questa è la fine dei giochi.

      Questo corrisponde a una pressione teorica massima per H (X=0,80 50°C) di circa 100 atmosfere (ordine di grandezza, il diagramma PCT che possiedo è molto poco dettagliato) e per D (X=0,72 50°C) di una decina di atmosfere.

      In realtà questo è Pd puro per cui le 100 atmosfere lo fanno esplodere per difetto strutturale se è una lamina, oppure, esperimento dell collega di Bockris, se prendo una matita da 6 millimetri con foro da 1 millimetro mi ci vogliono mesi.
      Il milione di atmosfere è come il milione di posti di lavoro.

      Nessuno dei FF ha mai attribuito la variazione di resistività alla diversità che esiste tra l’adsorbimento e l’assorbimento e a loro rapporto, oppure al cambiamento di fase. Tutti alla concentrazione, ma mi pare che non abbiano mai considerato la misura gravitometrica.

      Gli andamenti lineari della pressione in funzione del tempo, qualunque sia la configurazione di cella, in presenza di almeno 7 meccanismi concorrenti e dinamici di reazione dell’idrogeno alle varie interfacce, mi provoca l’orticaria.

      • Cimpy ha detto:

        Questo corrisponde a una pressione teorica massima per H (X=0,80 50°C) di circa 100 atmosfere

        100 atmosfere?
        Le 50 (concrete) di Celani dovrebbero essere una barzelletta da raggiungere.
        Poi vediamo le tue 100 (teoriche)
        Poi le 250 di HT (teoriche)
        Poi le 1000 di McKubre (concrete)

        Mi piacerebbe capire quanto dovrebbe essere spessa la bombolina per sopravvivere a quelle pressioni e quali sarebbero i tempi di caricamento.
        Che sia lì il segreto per cui Celani si è limitato a misurarne “solo” 49?
        L’importante chè che, a fine esperimento, si riesca ad escludere che fossero solo 4 virgola 9 ma che nella trascrizione fosse scomparsa la virgola – insomma che si arrivi davvero vicino a quel valore.
        Quanto tempo potrebbe volerci (posto che ci si arrivi) ?

        Io comunque resto dalle parti dei 4 bar. D’altronde le macchine che ci mostrano di là (che caricano sotto pressione e aprono la cella solo poi, la cosa non è indifferente!) si dice arrivino persino a 5 virgola 5.

        Non vedo l’ora di poter vedere il film. Certo, a fare il caricamento come si deve (e quindi senza mettere in pressione la cella, che è barare per metà), non ci si può aspettare che si veda in due giorni (a meno che non sia chiaro da subito che funziona invece come dicono Franchini e Bardi, cioè ben poco)

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Giancarlo

        Secondo Lawson posso ingegnarmi come voglio ma per l’H arrivo a X=0,80, nulla di più dopo circa sei mesi.

        Dai per scontato ciò che scontato non è, cioè un caricamento X = 0,80, ottenuto con idrogeno molecolare che preme sulla faccia umida a 1 atmosfera (grafico Ascoli).
        Tutto dipende dalla determinazione di X. Se usano la curva di Baranowski, devono spiegare come hanno misurato le concentrazioni in ascissa di tale curva. In ogni modo usare la curva di Baranowski è antiscientifico.
        Nel tuo ragionamento non capisco da dove ricavi X = 0,80. Hanno usato un leco, una bilancia a torsione, un altro metodo di misura assoluto? Se non si riportano questi dettagli sperimentali, si può scrivere X=0,80 o addirittura X=1 (Preparata lo considerava possibile!) senza nessuna fatica.
        Si deve concentrare l’attenzione sul metodo di misura di X.

        Questo corrisponde a una pressione teorica massima per H (X=0,80 50°C) di circa 100 atmosfere

        Valore molto distante da quelli riportati da McKubre e da Arata, che considerano illimitata la pressione che può essere raggiunta, come se operassero in cella chiusa. Il loro approccio teorico è diverso dal tuo.

        • Giancarlo ha detto:

          @Camillo
          Mi pare di averlo già scritto come fanno la misura. Il lavoro di Lawson è disponibile integralmente, segui il link di Ascoli.
          Niente Baranowvski, non ci avrei perso tempo. Caricano e poi durante la scarica misurano il D emesso. Caricano galvanostaticamente e scaricano potenziostaticamente. Come raffronto pesano il catodo carico dopo averlo asciugato a puntino. Continuano a pesarlo per giorni finché il peso non rimane costante. Leggilo. A me sembra un buon lavoro.
          http://www.dtic.mil/dtic/tr/fulltext/u2/a229759.pdf

          Il loro approccio teorico è diverso dal tuo.
          Sono FF e dànno per scontato che quello che hanno misurato male per decenni (la X) sia il vero. Niente X=1 niente migliaia di bar. Elementare.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Giancarlo

          A me sembra un buon lavoro.

          Grazie, non l’avevo ancora letto.
          Misurano x = 0,73, a temperatura ambiente, un valore del tutto insufficiente per le “condizioni Preparata”.
          Il lavoro è stato fatto 24 anni fa; ora esistono strumenti dedicati a quelle misure. Basta avere la pazienza di rivolgersi a un Istituto di Scienza dei Metalli. Misure molto fini vengono fatte a Pisa presso il Dipartimento di Ingegneria Nucleare, dove la determinazione del contenuto di idrogeno delle leghe è uno studio cruciale.
          Al CAMEN veniva usata una pompa Toepler.
          I ff si affidano testardamente a Baranowski, a cominciare da Celani, che non sembra conoscere altro, finendo per dare i numeri.
          Grazie per la segnalazione a te e ad Ascoli.
          E’ un bel lavoro adatto per l’Istituto di Ugo Bardi.

      • Ascoli65 ha detto:

        @Giancarlo,
        Quel documento (Lawson et al.) con la compressione elettrochimica non c’entra nulla.
        Non direttamente. Ma, se non sbaglio, tu basi sui risultati lì esposti il tuo possibilismo sulla pressurizzazione elettrochimica del catodo cavo di palladio.

        I tuoi sospetti col collateralismo FF sono mal posti
        Ho solo fatto notare che il report proviene da quell’ambiente. Ciò non vuol dire che non sia degno di attenzione, ma solo che i suoi risultati vanno valutati con molta circospezione.

        … basta misurare la decrescita della resistività
        Lasciamo stare la variazione di resistività. L’idea che me ne sono fatto, seguendo le esperienze sul filo di costantana, è che in molti casi essa dipenda più che altro dallo stato di ossidazione intergranulare del filo, e non dal caricamento di H/D al suo interno.

        La fattibilità della compressione elettrochimica, … me la sono ricavata da solo, … in base a semplici considerazioni di termodinamica. Le ho già fatte in due modi diversi ma evidentemente te le sei perse, per cui riporto un terzo modo.
        Grazie, ma credo di aver capito anche dai precedenti modi quale sia la tua tesi, lo riassumo: se il Pd (o una sua lega) arriva a rapporti H(D)/Pd corrispondenti ad una certa P allora, anche le cavità interne (piccole nel caso di Bockris o grandi per Arata-Celani) accumuleranno H2(D2), portandosi con il tempo (molto tempo) allo stesso valore di P. Ho già detto che questo sillogismo mi trova d’accordo. Ciò che mi lascia perplesso è che, nel caso di cella aperta, quel P possa superare l’atmosfera.

        I dati sperimentali presentati nel documento di Lawson sono troppo incerti per associare il D/Pd misurato ad una pressione tramite dei diagrammi di stato poco precisi e con una variabilità locale enorme, soprattutto con la T. Ad esempio come fai a dire che il filo è a 50°C? Nel documento non c’è scritto. Anzi in fondo a pagina 12 dicono che hanno provato a riprodurre l’effetto del riscaldamento resistivo senza riuscire ad osservare questo fenomeno, quindi nessun riscaldamento apprezzabile. Ora, dal grafico di fig.3.2 della tesi (1) segnalataci oggi da Franco Morici puoi vedere che 0,8 H/Pd a 20°C corrispondono a 10 bar (non 100) e che per avere 1 bar è sufficiente che l’H/Pd sia 0,73. Lawson dichiara un errore di 0,02. Siamo sicuri che l’errore non sia maggiore?

        Io faccio proprio fatica a concepire come la P equivalente nel Pd possa essere maggiore di quella minore presente ad una delle due facce, in assenza di un potenziale elettrico o di pressione applicato TRA di esse. Ma ammettiamo pure, per ipotesi, che il caricamento di H/Pd corrisponda a pressioni interne molto elevate. Bisognerà pure immaginarsi una causa che lo induca. Secondo te qual è? Io finora ho sentito parlare solo di un meccanismo che spiegherebbe questo caricamento: quello esposto da McKubre nella sua mail a Camillo (2) e descritto molto più minuziosamente da Malatesta nella sua ritrattazione (3). Questa spiegazione mi sembra analoga alla tua pressione equivalente (ma non reale) di cui parlavi qui sopra (4). Ho capito male?

        Ora, il documento di Lawson smentisce il meccanismo McKubre-Malatesta. Infatti quest’ultimo prevede che gli atomi H siano forzati a penetrare nel Pd a causa dell’inibizione a formare molecole H2 sulla superficie bagnata, inibizione provocata dall’avvelenamento della superficie causato da Pb o Hg. Lo stesso fenomeno è stato indagato da Lawson (pag.13) utilizzando tiourea e arsenico, ma non ha trovato alcuna indicazione di concentrazioni anomale.

        Inoltre, McKubre-Malatesta sostengono che il surplus di H sulla superficie bagnata, e quindi la tendenza a stiparsi nel Pd, dipenda da elevati valori di densità di currente. Anche questo punto cruciale è smentito da Lawson (pag.12, 2° capoverso) per il quale il rapporto D/Pd è indipendente dall’entità della densità di carica.

        Quindi se si prendessero per buoni i valori di caricamento riportati nel report Lawson, con il relativo margine di errore, il livello corrispondente di P nel filo di palladio sarebbe di pochi bar, comunque meno di 10, ma allo stesso tempo quanto riferito in quel report smonta la spiegazione, l’unica finora avanzata, di McKubre-Malatesta del meccanismo che potrebbe provocare questo caricamento anomalo.

        Comunque sia i nostri amici sperimentatori ci diranno di più su questo fenomeno, se esiste. Ciò che ribadisco, però, e che l’esito delle prove non chiarirà la questione dell’assetto della cella durante i test INFN del 2006. A questo proposito vorrei chiederti ancora, scusandomi per l’insistenza, cosa pensi a proposito della lenta depressurizzazione del catodo cavo mostrata nei 2 cicli raffigurati in fig,4 del report INFN.

        (1) http://amsdottorato.cib.unibo.it/904/1/Tesi_Pizzi_Diego.pdf
        (2) http://22passi.blogspot.it/2013/08/l-elettrocomica-di-chi-nega-la.html#comment-form
        (3) http://www.vglobale.it/pub/Allegato/Malatesta_Arata.pdf
        (4) https://fusionefredda.wordpress.com/2013/08/22/mastromatteo-1/#comment-26267

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Ascoli65

          Ciò che mi lascia perplesso è che, nel caso di cella aperta, quel P possa superare l’atmosfera.

          Infatti il punto critico della posizione di Giancarlo sta lì.

          Malatesta scrive:

          In assenza di corrente imposta, e saturando di idrogeno a pressione parziale P l’elettrolita esterno, lentamente la reazione H2(molec) → 2H°Pd fa crescere la concentrazione dell’idrogeno atomico disciolto nel palladio fino a raggiungere il valore “di equilibrio” al quale la velocità della opposta reazione 2H°Pd → H2(molec) pareggia quello della reazione H2(molec) → 2H°Pd.

          Malatesta non tiene conto che la reazione 2H°Pd → H2(molec) è fortemente esoergica e che quindi la reazione opposta H2(molec) → 2H°Pd non può essere presa in considerazione.

          Comunque sia i nostri amici sperimentatori ci diranno di più su questo fenomeno, se esiste.

          Infatti il brevetto Arata si confronterà una volta per tutte con un test indipendente.

        • sandro75k ha detto:

          @Giancarlo
          @Camillo
          @Ascoli65

          Se non ho capito male il De Marchis , (Giancarlo uccidimi pure) la pressione che contrasta la l’H2 all’interno del catodo cavo è quella relativa al caricamento di H nel palladio. La massima pressione possibile coinciderebbe col massimo caricamento possibile… La pressione atm non c’entra nulla! E’ un po’ come nella pressione osmotica. La pressione all’equilibrio di H2 del catodo cavo è quella che pareggia la pressione di caricamento di H nel corpo di palladio. Se ho interpretato male, mi dolgo e torno a studiare… 🙂

        • Ascoli65 ha detto:

          @gabrichan,
          guarda, che abbiamo capito tutti la stessa cosa, anche Camillo (che mi correggerà se lo interpreto male). Il discorso di Giancarlo è chiaro e condivisibile: se il caricamento corrisponde a P>>1 bar allora anche le cavità interne si portano a P>>1 bar. Il dubbio mio, e anche di Camillo, è nella premessa. Secondo me il caricamento in cella aperta non può discostarsi significativamente da 1 bar e le evidenze sperimentali e documentali finora mostrate da chi sostiene P>>1 non mi convincono. Comunque posso benissimo essere in torto io, non sono un elettrochimico.

          Tuttavia, qualunque siano le P raggiungibili in un catodo cavo di Pd in una CLa, la mia obiezione sui test di Celani e che l’andamento della depressurizzazione (vedi fig.4 del report INFN) è troppo lento per riferirsi ad una cella CLa, in quanto i tempi caratteristici di un cilindro di Pd-Ag con quelle dimensioni sono di pochi minuti. Tu come lo spieghi quell’andamento?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Ascoli65
          @gabrichan

          Secondo me il caricamento in cella aperta non può discostarsi significativamente da 1 bar e le evidenze sperimentali e documentali finora mostrate da chi sostiene P>>1 non mi convincono.

          E’ così anche per me; mi sembra una ipotesi ad hoc, tipo miracoli di Preparata.
          Devo dire che nemmeno la spiegazione di Malatesta mi convince, avendo introdotto la reazione di dissociazione dell’idrogeno molecolare. E’ come immaginare che nella marmitta catalitica l’anidride carbonica può trasformarsi in ossido di carbonio e ossigeno.
          Ma non voglio entrare in polemica con Malatesta.
          Possiamo tenere conto di tutti gli effetti si asimmetria che vogliamo, ma non possiamo mica abusarne.
          Ho trovato buffo il personaggio Nevanlinna; mi sembra faccia un mestiere molto diverso dal nostro, però ami presentarsi come esperto. Non è il primo.

        • sandro75k ha detto:

          ok ma io non sono Gabrichan!

        • Ascoli65 ha detto:

          @sandro75k,
          mi scuso con te e gabrichan per avervi scambiati.
          L’OK vale anche per l’obiezione riguardante la depressurizzazione di fig.4?

  30. Camillo Franchini ha detto:

    Anni fa ho letto su un librone intitolato “Environmental Chemistry” un capitolo di Bockris intitolato “The hydrogren economy”. A me sembrò che affidasse all’idrogeno compiti straordinari ed eccessivi, dato che l’idrogeno è solo un vettore di energia, non una fonte primaria. Secondo me testi del genere creano solo illusioni costose. Jeremy Rifkin ne ha subito approfittato.
    Bockris era troppo vulcanico, troppo poco tetragono.

  31. Camillo Franchini ha detto:

    @ocasapiens
    @Cimpy

    Vite parallele.

    John Bockris (IgNobel):
    In retirement, Bockris authored a book “The New Paradigm,” (2005). This 505 page book considers to what extent Physics has to be modified to react to new phenomena which seem to be established under the title “Paranormal Phenomena,” (e.g., telepathy, far-viewing, precognition.)

    Brian Josephson (Nobel):
    Josephson directed the Mind–Matter Unification Project,…

    In 2005, Josephson said that “parapsychology should now have become a conventional field of research, and yet parapsychology’s claims are still not generally accepted”.

    Josephson contends that some scientists feel uncomfortable about ideas such as telepathy and that their emotions sometimes get in the way.

  32. Franco Morici ha detto:

    Nemo e Mastromatteo sostengono che nel Palladio diffonda lo ione H+ (non Idrogeno atomico).

    Celani in questo Paper invece scrive chiaramente (pagina 3) che nel Palladio diffondono atomi neutri di Idrogeno.

    A me pare logico, considerando che il Palladio è un metallo buon conduttore elettrico, che gli elettroni liberi in banda di conduzione possono con facilità neutralizzare gli ioni H+ appena in contatto con la superficie e vorrei sollecitare qualche altro parere/considerazione sull’argomento.
    Grazie.

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Franco Morici

      vorrei sollecitare qualche altro parere/considerazione sull’argomento.

      Se un campione di lega Pd/H viene sollecitato da un campo elettrico, immagino che l’idrogeno si comporti come H+.
      In assenza di campo elettrico il sistema Pd/H si comporta come una tranquilla lega metallica binaria, con l’idrogeno impegnato in un comune legame metallico.
      Questi argomenti vanno però lasciati agli esperti di Scienza dei Metalli. Celani e Mastromatteo sono dei generici che sanno quello che possono. Non sono le persone giuste per occuparsi di questi argomenti.

      • Franco Morici ha detto:

        Se un campione di lega Pd/H viene sollecitato da un campo elettrico, immagino che l’idrogeno si comporti come H+.

        Il Paper di Celani che avevo linkato tratta una elettrolisi H2O nella quale, pur in presenza di un campo elettrico, non si riporta nella reazione scritta l’Idrogeno come ione H+.

        Il mio precedente commento:
        “gli elettroni liberi in banda di conduzione possono con facilità neutralizzare gli ioni H+”
        si riferisce in particolare alla figura 1B del brevetto Arata US5647970.
        Rispetto a questa figura, fatta eccezione per una zona prossima alla superficie, sembrerebbe che quello che diffonde nella parte solida del Palladio sia l’Idrogeno atomico neutro (non ioni H+) ed è questo che interessava valutare.

  33. Sylvie Coyaud ha detto:

    @Camillo
    figurati io, che non so leggere, ha ragione Hermano Tobia. Ma è come per il vostro compressore: a me bastano i risultati, che la Josephson junction faccia funzionare gli squid e una risonanza non frigga le sinapsi.

  34. sandro75k ha detto:

    @Camillo

    Il fratello della fornaia del paese (la mia fornitrice di pane casereccio) è ingegnere nucleare e sta lì a Pisa presso l’Università. Devo parlarci e coinvolgerlo nei casini correnti… il mondo è piccolo!

  35. Camillo Franchini ha detto:

    @mvit

    Ma non diceva di essere un chimico nucleare, cioè un ossimoro vivente?

    Dove vive? Ossimoro vivente sono Lei e una persona informata.
    A Bologna esiste un corso di Chimica Nucleare. A Pisa esisteva; fu chiuso perché la Chimica Nucleare è demonizzata essendo associata alle reazioni nucleari e ai processi di ritrattamento dei combustibili esausti. Immagino che esistano istituti di Chimica Nucleare presso altre università. Alla Casaccia vicino a Roma si praticava ottima chimica nucleare. Uno molto buono esisteva a Pavia. Ottimo quello di Modena e Reggio Emilia. Al Camen (Pisa) esisteva un Laboratorio di Radiochimica, con una cella (laboratorio completo) dedicata al plutonio.
    Otto Hahn, Fritz Strassmann, Glenn Seaborg, John Huizenga furono e sono (Huizenga) chimici nucleari famosi.
    Dov’è l’ossimoro?

  36. Camillo Franchini ha detto:

    @mvit

    Bockris un profeta

    Non si esponga a battute obbligate.
    Nemo propheta in patria.
    Infatti Bockris è un profeta così poco apprezzato dai colleghi accademici che gli hanno affibbiato un IgNobel proprio in ff. C’è qualcosa che possiamo imparare da Bockris in ff? Dica Lei.
    Mi pare di capire che Lei spera che chi La legge sia poco informato e che non conosca la triste deriva di Bockris.
    Lo lasci riposare in pace.

    • giorgio rossignoli ha detto:

      Lei forse non sa bene cosa sono i premi IgNobel.
      Tra i vincitori vi è anche il premio Nobel per la fisica 2010; l’inventore giapponese Yoshiro Nakamatsu; il professor Henry Stuart Waldgrave; il milionario Robert Klark Graham; Il fisico “dottor stranamore” edward teller; il vice presidente degli stati uniti Dan quayle; il matematico Lakshminarayanan Mahadevan; e così via tanta gente autorevole a dir poco

      tanto per chiarirle il concetto, quello della chimica del 95 è andato ad un “sarto” per un profumo…quello della medicina del 2007 al mangiatore di spade dan meyer; etc…

      il mio preferito (forse immeritatamente) lo cito anche se non fa testo in questo post, Cecil Jacobson

      g.

      • Cimpy ha detto:

        E mi dica: sente le voci anche lei?

      • Camillo Franchini ha detto:

        @giorgio rossignoli

        Lei forse non sa bene cosa sono i premi IgNobel.

        Tutti sappiamo tutto, non si preoccupi.

        Le motivazioni per l’assegnazione dell’IgNobel a Bockris sono:

        per i suoi studi sulla fusione fredda, la trasformazione degli elementi in oro e per l’incenerimento elettrochimico della spazzatura domestica.

        Il mondo accademico ne ha ridicolizzato uno per ridicolizzarne 200, tutti i ff del mondo.
        Negli ultimi anni della sua vita J. B. si è dedicato al paranormale (telepathy, far-viewing, precognition). Una deriva della tarda maturità che è meglio dimenticare.

        • oca sapiens ha detto:

          @Camillo, Sig. Rossignoli
          Scusatemi, ma difendere il buon nome dell’IgNobel fa parte dei miei doveri istituzionali.
          Ci sono due motivazioni, una fa ridere e pensare, l’altra fa anche cascare le braccia.
          Nel 1° caso, il premiato viene (a proprie spese) a Harvard e magari torna (a proprie spese) a dare una mano dopo avere ricevuto un Nobel, come Andre Geim.
          Nel 2° caso – quello di Bockris, Teller, Chirac, il Vaticano ecc. – non si presenta e il pubblico lo bombarda in absentia con aeroplani di carta.

          “Chimica ’95”: Sig. Rossignoli, per favore! Non erano sarti.

        • giorjen ha detto:

          @Oca sapiens
          mi dispiace ma la seconda motivazione se la sta inventando

          Are you ridiculing science? No. We are honoring achievements that make people laugh, then think. Good achievements can also be odd, funny, and even absurd; So can bad achievements. A lot of good science gets attacked because of its absurdity. A lot of bad science gets revered despite its absurdity. – See more at: http://www.improbable.com/ig/#sthash.8W7Q1llG.dpuf

          NON SOLO, sul sito UFFICIALE del IgNobel si linka (http://www.improbable.com/ig/ig-pastwinners.html#ig1991), al nome Bockris:
          http://www.padrak.com/ine/NEN_5_2_6.html

          il quale documento tutto sembra fuorché volersi prendere gioco della persona!!! Tra l’altro una storia che come risaputo si ripete anche oggi…

          su Bijan Pakzad io non saprei come definirlo, è una specie di Armani, se non è un sarto cosa è? uno stilista? parlo di cose che non so, mi limito a leggere quello che non so…

          MA soprattutto su Teller, mi sta a cuore, se non fa ridere (poco) e riflettere quella nomination c’è qualcosa che non va… ma sicuramente non inficia la autorevolezza scientifica di un grande fisico teorico, così come non la inficia il male che è derivato dalle sue ricerche. E’ forse proprio questa la forza dei premi IgNobel…
          g

        • Camillo Franchini ha detto:

          @giorjen

          MA soprattutto su Teller, mi sta a cuore, se non fa ridere (poco) e riflettere quella nomination c’è qualcosa che non va…

          Va tutto bene, non si preoccupi, se Teller si è interessato alle modalità di produzione di mozzarella di bufala sulla Luna, merita un IgNobel.
          Bockris si è occupato di ff e di trasmutazione nucleari improprie, per quello lo hanno premiato.
          Legga le motivazioni e capirà la filosofia dell’IgNobel.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @giorjen

          Insiste ancora con Bockris? Bockris ha avuto l’IgNobel per questo motivo:

          per i suoi studi sulla fusione fredda, la trasformazione degli elementi in oro e per l’incenerimento elettrochimico della spazzatura domestica

          Teller ha vinto il premio IgNobel per la Pace con questa motivazione:

          per aver dedicato la vita al cambiamento del concetto di pace quale era stato inteso sinora.

          L’IgNobel mette in evidenza le scoperte sconcertanti e divertenti. Teller è sempre stato considerato un maniaco della bomba a fusione quindi merita un premio IgNobel per la pace. Bockris si è dedicato alla ff e per questo merita il suo IgNobel. E’ tutto normale. A me sembra che Bockris rappresenti tutti i 200 ff sparsi per il mondo. Pertanto l’IgNobel è dedicato a tutti i ff.

        • giorjen ha detto:

          certamente, e lo è in positivo!!
          legga il documento ufficiale sul sito ufficiale dell’IgNobel, invece di insistere a voler dare interpretazioni!!! le ho allegato tutti i link!
          Si tratta quasi di un atto di scuse da parte della scienza per non aver dato rispetto a queste ricerche, al di la del fatto che siano accettate o meno, ma stiamo parlando di semplice rispetto.
          Quando si impedisce a Bockris di tenere un seminario presso una università ci pensa l’IgNobel a rispatibilire il rispetto… E lo pubblica chiaramente, senza bisogno di interpretazioni! si sta dando la zappa sui piedi! Legga i link ufficiali che ho allegato al mio post precedente
          g

        • Cimpy ha detto:

          Dunque è così: lei sente le voci.

          E mi dica, conosce per caso un certo Melchior?

          Sogna spesso di essere re?

          Ci vuole parlare del suo problema?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @giorjen

          La motivazione dell’assegnazione dell’IgNobel che conosco è questa:

          John Bockris of Texas A&M University, for his wide-ranging achievements in cold fusion, in the transmutation of base elements into gold, and in the electrochemical incineration of domestic rubbish.

          Non possono esistere due motivazioni diverse. Del resto tutti sappiamo che Bockris era ff. Le torna strano che la comunità scientifica abbia respinto l’attività ff di Bockris? Nessuno dei suoi lavori ff è riportato nelle banche dati. E’ semplicemente ignorato come tutti gli altri. Come si dice, non si si tratta di GAS. A noi interessa vedere se la ff entra, anche di straforo, nel GAS. L’aggiornamento arriva al 23 agosto 2013.
          Perché si affanna tanto su Bockris? E’ un ff particolarmente importante?

        • Cimpy ha detto:

          l’ IgNobel ricorda il “tapiro d’oro” che imperversa(va) e raggiungeva personaggi vari, anche ottimi volendo, ma per i loro svarioni e le loro corbellerie, non certo per dar loro un lustro maggiore. Anzi, il tapiro era tanto più odiato da questi personaggi quanto più la corbelleria era evidente e la loro fama diffusa.

          Bockris un ff particolarmente importante? Solo in merito a questa discussione: si è dichiarato per la FF (e il paranormale) solo in seguito, quindi, secondo quelli, sarebbe un buon candidato da spacciare come “non fusionista” nella vicenda della compressione elettrochimica.

          Chi ci prova dovrebbe sapere che i tordi volano altrove, e che pertanto qui i gadget cari alla fusione fredda (dalle virgole mobili e a scomparsa, alla citazione di letteratura mistica) non funzionano.

        • giorjen ha detto:

          @Camillo
          è la stessa motivazione, solo che sul sito ufficiale dell’IgNobel, la scritta COLD FUSION é UN LINK, il link che le ho copiato già due volte, ed è autoesplicativo!!!
          g

        • giorjen ha detto:

          Perché si affanna tanto su Bockris? E’ un ff particolarmente importante?

          è una questione di metodo. Vorrei che vi rendeste conto che se anche è VERO che la comunità scientifica non riconosce i risultati delle ricerche sulla fusione fredda, essa considera rispettabili le persone che le fanno. Così rispettabili da tributargli un IgNobel riabilitativo dopo che questi sono stati cacciati da una università. In modo che faccia ridere e pensare chi li ha cacciati!!!!
          g

        • Camillo Franchini ha detto:

          @giorjen

          un IgNobel riabilitativo

          Esistono IgNobel riabilitativi? Quando è stato applicato a Bockris?
          Io conosco solo questo:
          John Bockris of Texas A&M University, for his wide-ranging achievements in cold fusion, in the transmutation of base elements into gold, and in the electrochemical incineration of domestic rubbish.
          Dove si legge che ha ricevuto un IgNobel riabilitativo?
          Non esistono IgNobel riabilitativi.
          Legga i due relativi a Jacques Benveniste che conosciamo un po’ tutti e capirà che è gente che si diverte a scovare curiosità e bizzarrie. Senza cattiveria, spesso con la collaborazione degli interessati.
          Se poi a Lei piacciono le realizzazioni ff e telepatiche di Bockris è un altro affare.

        • Cimpy ha detto:

          la comunità scientifica
          (…)non riconosce i risultati delle ricerche sulla fusione fredda
          (…)considera rispettabili le persone che le fanno
          (…)dopo che questi sono stati cacciati da una università

          A parte che tutti restano rispettabili finché non risulti ad esempio che

          -abbiano o stiano ottenendo risultati attraverso strumenti palesemente truccati
          -abbiano o stiano certificando il falso (come l’uso di strumenti che non stiano usando)
          -abbiano o stiano inventando dati che dichiarano invece di aver realmente ottenuto

          mentre finché si resta all’interno dell’ambito teorico e speculativo, salvo voli extrasensoriali (o raggi N, per dire), salvo proporre qualcosa che non integri anche il già assodato ma anzi lo percuota fino a rendero impossibile – come dire che si fornisce una teoria che spiegherebbe fenomeni la cui esistenza stessa è in dubbio, e però, contemporaneamente, per essa i ponti (per dire) non potrebbero più stare in piedi, o si teorizzano fasci di gamma spezzando pietre con ultrasuoni, ma nessuno degli astanti viene colpito da quelli quando ci si provi –

          lei mi dovrebbe spiegare cosa intende per “comunità scientifica”:
          Se una Università mi caccia, a me viene da pensare che in quella comunità una parte, e proprio quella che mi conosce bene, non mi apprezza; che poi qualcuno pensi di riabilitarmi facendomi partecipare ad un programma che vuole essere prima di tutto comico, non mi farebbe ridere affatto.

          Lei invece? Sarebbe contento?
          Non è che, per caso, l’hanno già invitata?

        • giorjen ha detto:

          Esistono IgNobel riabilitativi? Quando è stato applicato a Bockris?
          Io conosco solo questo:
          John Bockris of Texas A&M University, for his wide-ranging achievements in cold fusion, in the transmutation of base elements into gold, and in the electrochemical incineration of domestic rubbish.

          stiamo parlando della stessa cosa, solo che io sono andato a verificare alla fonte, lo faccia anche lei e capirà:
          http://www.improbable.com/ig/ig-pastwinners.html#ig1991
          sulla motivazione vedrà che le parole COLD FUSION sono azzurre, cioè sono un link
          questo link la porterà qui:
          http://www.padrak.com/ine/NEN_5_2_6.html

          questo documento è autoesplicativo

          spero sia chiaro

        • Cimpy ha detto:

          A seguire il suo link si fanno scoperte interessanti.

          Ci sono due lettere di solidarietà al suo beneamino. La seconda non è firmata (la scrisse lei? O è stato Arata?)
          La prima è di Dr. Patrick G. Bailey, President, Institute for New Energy
          ed è datata April 16, 1997

          in essa si legge (tra l’altro) un passo decisamente illuminante:

          If you want to see what is happening in the area of “cold-fusion,” where Japan has over 200 active patents and is doing repeatable over-unity (new potential energy) research,

          Quindi, nel 1997, in Giappone c’erano già più di 200 brevetti attivi in relazione alla fusione fredda e si ottenevano risultati over-unity ripetibili.

          Deve essere per questo che, nel 2013 (cioè 16 anni dopo quella lettera) il Giappone si accorge di non avere centrali nucleari a fusione fredda. Pare non abbia neanche caldaie a gatto freddo o caldo. Si dice che purei ferri da stiro siano convenzionali.

          Non sarà che il Dr. Patrick G. Bailey allora aveva sentito delle voci e gli aveva dato retta?
          O lei sostiene che il Giappone, terra promessa allora per la fusione, l’aveva eccome, nel 1997, ma poi se l’è persa per strada? Dice che gliel’ha soffiata l’Italia?

          Mi spiega dove sarebbe la riabilitazione? Nel fatto che il seminario di quel tale sarebbe stato accettato da un’altra istituzione come il “St. Mary’s Catholic Student Center”? O nel fatto che siano arrivate lettere (saranno state ben più di due di sicuro. Quelle erano le più autorevoli?) di believers a offrire solidarietà a quel tale?

      • Giancarlo ha detto:

        @giorjen
        Mi fa tenerezza la sua tesi sulla positività degli IgNobel. Lei deve essere davvero uno sprovveduto. Provi a leggere questo ISBN 88-11-60022-7, di Marc Abrahams. Ne trova pure qualche brano parziale in rete. Se vuole posso aiutarla ed intercedere presso Sylvie Coyaud per fargliene avere una copia a prezzo scontato, con dedica.

        Ho visto che si interessa di elettronica e di semiconduttori; mi interesserebbe un suo parere. Secondo Lei, la Silex maltese riuscirà nel giro di un paio di anni a realizzare l’alimentatore per ricaricare le batterie da 200 kWh del suo nuovo veicolo elettrico in 10 minuti primi netti?
        Lei come lo concepirebbe un alimentatore simile, ha una qualche idea? La ringrazio in anticipo.

        • giorjen ha detto:

          la ringrazio per la fiducia, sicuramente immeritata.

          sulla chimica mi limito a leggere la pagina ufficiale degli IgNobel, ripeto il link, lì, e non altrove, riguardo alla fusione fredda è autoesplicativo:
          http://www.padrak.com/ine/NEN_5_2_6.html

          sulla polemica sull’alimentatore, che avevo letto ma, come per l’offset DC nel famosi report sull’ecat, ho preferito soprassedere. Visto che insiste, il problema non è certo l’alimentatore bensì la batteria, che come le ha già detto Andrea, potrebbe essere un supercondensatore. Perchè di caricare una batteria in 3 minuti non se ne parla, di sicuro non con le mie conoscenze. Le fly wheel per ora sono troppo ingombranti.
          Per l’alimentatore invece è materia mia, e non ci sono problemi, un raddrizzatore da 1,6MVA non è neanche grande, sta tranquillamente in 90x180x200, e non vedo neanche grossi problemi per l’attacco, sono 4 corde da 90mm a 700V. La pompa di benzina, per paragone, sarà un singolo da 240 più o meno. In realtà se si pensa che il tempo di carica è così breve, poichè il ciclo di lavoro (e quindi di riscaldamento) diventa a bassa intensità, si potrebbe valutare anche di fare 2 corde sole, tanto tra il tempo di pagare, andar via e parcheggiare l’auto dopo si va a un duty cicle del 50-60% scarso.
          C’è qualche altro problema che le viene in mente? Ero in Cina la settimana scorsa, li censurano il vostro blog e quindi mi sono perso il resto della polemica…

          Però non conosco l’azienda in questione e non sono un particolare fan delle auto elettriche (nè degli ingegneri maltesi, a onor del vero)
          se un tale alimentatore lo chiede alla multinazionale per la quale lavoro lo facciamo in meno di 6 mesi. L’aggancio è un problema a se in quanto c’è da pensare ad una standardizzazione. Ammettendo un sistema proprietario (che sarebbe imho follia), anche li si sta dentro i 6 mesi (non aggiuntivi). Però oggettivamente noi abbiamo mezzi abbastanza cospicui, non è proprio da tutti.
          g

        • Libero ha detto:

          Mi per metto di intervenire sulla questione, pur non essendo un esperto o un operatore del settore, anzi direi proprio per questo.
          Mi spiego: non sapendo nulla dell’ IgNobel e leggendo pareri contrastanti, molto contrastanti, sono andato alla fonte e ho fatto un collage delle parti nelle quali gli organizzatori descrivono cosa significhi questo premio.
          La mia conclusione è che di per sé la sua assegnazione non sia né infamante né prestigiosa, ma voglia solo indurre a ridere prima, ma soprattutto a riflettere dopo.
          Ecco il collage, ognuno lo valuti come crede o vada alla fonte per trovare altre chiavi interpretative.

          The Ig Nobel Prizes honor achievements that first make people laugh, and then make them think. The prizes are intended to celebrate the unusual, honor the imaginative — and spur people’s interest in science, medicine, and technology.

          Are you ridiculing science?
          No. We are honoring achievements that make people laugh, then think. Good achievements can also be odd, funny, and even absurd; So can bad achievements. A lot of good science gets attacked because of its absurdity. A lot of bad science gets revered despite its absurdity.

          Why We Do It
          Our goal is to make people laugh, then make them think. We also hope to spur people’s curiosity, and to raise the question: How do you decide what’s important and what’s not, and what’s real and what’s not — in science and everywhere else?

          “The most exciting phrase to hear in science, the one that heralds new discoveries, is not ‘Eureka!’ but, ‘That’s funny…” —Isaac Asimov

        • Giancarlo ha detto:

          @giorjen
          Visto che insiste, il problema non è certo l’alimentatore bensì la batteria, che come le ha già detto Andrea, potrebbe essere un supercondensatore.

          In effetti il supercondensatore non lo avevo considerato proprio. Grazie del suggerimento. Dunque, 200 kWh fanno 720MJ. Considerando che la tensione massima dei supercondensatori attuali è pari a 6 Volt necessita una capacità, se non ho sbagliato i conti, pari a 40 MF (megafarad). Ora io guardo sul catalogo RS, Lei magari calcoli il peso e l’ingombro che io non sono capace. Con condensatori da 5 kF l’uno ne servono 8.000 soltanto.
          Occorre poi prevedere un inverter che riporti i 6 V alla tensione di funzionamento dei motori, ma la sua azienda penso sia specializzata. Quanto pesa e quanto ingombra per 100 kW?
          Oppure, in alternativa, innalziamo la tensione mettendoli a gruppi di 40 in serie/parallelo.

          Altra cosa, supponendo che la “pompa” abbia un’efficienza dell’85% dobbiamo dissipare nell’armadio di cui parlava prima circa 180 kW. Potremmo riscaldarci una piscina così il guidatore si prende pure una pausa.

          Per l’alimentatore invece è materia mia, e non ci sono problemi, un raddrizzatore da 1,6MVA non è neanche grande, sta tranquillamente in 90x180x200, e non vedo neanche grossi problemi per l’attacco, sono 4 corde da 90mm a 700V.
          Scusi, perché si limita a un raddrizzatore. Per 1,2 MW le arriva una media tensione compresa tra 8,4 kV (a Roma, per esempio) e 20 kV. Lei deve prendere questi e trasformarli in una bassa tensione (per esempio i 700 V da Lei ipotizzati) da connettere alla vettura. Mica vorrà mandare 8,4 kV in prossimità della scocca! Quindi serve un apparato un po’ più complesso. Poi dovrà prevere un alimentatore intelligente in cui la corrente vari con lo stato di carica delle batterie. La vedo complicata.

        • Emilio ha detto:


          Giancarlo, forse i maltesi hanno in mente un sistema del genere. Economico con il solo difetto di dipendere dai capricci del meteo.

        • giorjen ha detto:

          non capisco bene le argomentazioni sulla tensione nominale dei condensatori, ma anche le altre, non è assolutamente un problema ovviamente, basta metterli in serie abbastanza a piacimento.
          ma ripeto che non è il mio campo specifico
          noi avevamo guardato nel 2012 questi http://skeletontech.com/, poi lasciammo perdere quel tipo di applicazione per i quali avrebbero potuto interessarci. La mia azienda è piuttosto fredda alle innovazioni, per mia fortuna.

          riguardo all’inverter: tutte le auto elettriche che io sappia funzionano con IGBT che convertono la DC in AC, esattamente come facciamo anche noi, non è niente di che.
          La carica delle batterie si fa in DC, quindi l’alimentatore per la loro carica è in DC. Ripeto la mia azienda (che poi ovviamente non è mia in quanto di mia proprietà) non si occupa di auto elettriche ma più di alimentatori (in realtà e la numero uno in quel campo, probabilmente la metà di voi in questo momento senza saperlo ha un computer alimentato da un suo smps…). per sua informazione l’efficienza di un inverter arriva facile al 97%, quella di un UPS per esempio è sui 95 a mezzo carico.

          riguardo all’alimentatore non vedo bene dove voglia arrivare, non c’è bisogno affatto di prendere la media, a quello ci pensano i trasformatori banalissimi, 1,2MW non giustificano l’uso della media in ingresso. Abbiamo tantissime applicazioni dove si va su ben altre potenze, anche singoli sistemi da oltre 6MW e non parte dalla media… magari non è evidente per un chimico o per un ottico (non so se si dice così, poi l’oca mi sgrida) ma è così. Un raddrizzatore (che poi in realtà io pensavo comunque ad un converter, cioè un inverter) è una applicazione banale, ripeto che non è quello il problema per caricare una “batteria” in tempi brevi, ma è piuttosto la “batteria” stessa. Dubito che esista un prodotto maturo sul mercato per questo scopo, anche se pure TESLA recentemente ha fatto dichiarazioni in questo senso, e loro hanno ben più credito di una ditta qualsiasi. Se ne parlava recentemente su usenet.
          g

        • giorjen ha detto:

          Poi dovrà prevere un alimentatore intelligente in cui la corrente vari con lo stato di carica delle batterie. La vedo complicata.

          si chiama limitazione di corrente, lo fa un qualsiasi ups ovviamente.
          scusi ma lei si occupa di sistemi di puntamento di missili e si fa impressionare da cose così semplici??

          mi sembra come Franchini che dice che l’idrogeno è un metallo
          g

        • oca sapiens ha detto:

          @giorjen
          La smetta di diffamarci, per favore. Non siamo il Sant’Uffizio e non “riabilitiamo” mai.

          @Libero
          A Sant’Uffizio, dobbiamo aggiungere uno smiley o l’assurdità si vede anche senza?

          @Giancarlo
          Grazie di difendere 23 anni di duro lavoro. C’è un biglietto omaggio a tuo nome, due se vuoi invitare un techunter. Ci sarà la prima di “The Blonsky Device”, mini-opera lirica basata sull’US patent #3216423.
          RSVP

          mi sembra come Franchini che dice che l’idrogeno è un metallo
          Small world.. Un complimento così vale un autografo di Dunning & Kruger.

        • indopama ha detto:

          Giancarlo, cosi’ a occhio direi che e’ la batteria a dover essere speciale, deve avere uno “switch” per usare le celle a gruppi in serie e per caricarle invece in parallelo. poi il connettore sara’ appunto parecchio multipolare… poi anche io non ci vedo in una stazione fissa il problema inverter, col po’ che scalda di fianco ci fai un lavaggio auto. 🙂

        • Giancarlo ha detto:

          @indopama e giorjen
          tre anni fa il gruppo alimentazione 6 MW di Osmannoro (RFI) è stato aggiudicato a 15 milioni di euro. Questo è da 1,2 MW. Facciamo 1 milione di euro. Poi giorjen ci ha appena detto che lui lo alimenterebbe trifase in BT. 400 kW a fase, correnti da 1.000 A dalla sottostazione Enel fino alla stazione di servizio. Sarà contenta l’ENEL? A lui non lo spaventano neppure 8000 supercondensatori da 5 kF 6V. Qualche milione di euro.

          PS: io amministro una società che fa parte di un gruppo che progetta, costruisce e manutiene inverter di grossa taglia (20-150 kW). Usiamo non solo IGBT ma anche GTO e trasformatori da noi brevettati con le spire su stampato. Siamo i secondi in Italia per cui immagino che Lei lavori a Pistoia, presso i primi. Oppure non è il primo. Oppure stiamo conteggiando in modo diverso.
          Gli OCEM da 23 kW di cui stiamo curando la revisione per conto TI pesano 600 kg e sono 80x80x200. Posso mandarle le foto quando torno in ditta. Per quanto moltiplichiamo il peso per arrivare a 1,2 MW, ossia 60 volte di più? Per 10 Le va bene? Mi darebbe la descrizione del 6 MW che producete? Uno di noi due sta sbagliando gli ordini di grandezza.

  37. Camillo Franchini ha detto:

    @gabrichan

    il fenomeno è innegabile la fusione
    16O + 16O :=: 32S c’è ed è anche nelle banche dati

    Scusi, ha controllato anche la sezione d’urto della reazione?

    X4R757_x4

    La reazione è stata studiata per energie di collisione tra 30 e 60 MeV.
    Non faccia come Focardi e Piantelli, che propongono reazioni a capocchia senza accompagnarle delle sezioni d’urto relative. In quel modo la maggior parte delle reazioni nucleari è possibile. Così hanno messo di mezzo il povero Rossi, che forse non sa nemmeno che cosa sia la sezione d’urto di una reazione nucleare.

  38. Camillo Franchini ha detto:

    @Cimpy

    Il 24 agosto alle 16:54 Silvio Caggia ha lanciato da Daniele l’esalogo di come deve comportarsi il tifoso perfetto. Merita di essere letto.
    http://www.blogger.com/profile/10961080501940811656

    • Cimpy ha detto:

      Il post relativo al gioco “non guardo, non sento e con voi non ci parlo, ma volgo la mente e (soprattutto) il cuore solo all’immagine di Rossi (o anche di Arata) nostro Signore”?
      No no, non l’ho mica visto. Non ne ho nemmeno sentito parlare. Non saprei che dire. Mi scusi, mi scappa da pregare.
      😀

  39. tobianero ha detto:

    maglietta a righe orizzontali e pantaloni lunghi color marrone.

  40. oca sapiens ha detto:

    @giorjen
    la sua citazione e i suoi link dimostrano che non ho “inventato”: l’assurdità apparente (1° motiv.) o reale (2°) è un prerequisito, perciò Edward Teller ha ricevuto il Premio per la Pace e non per la Fisica di Stanislaw Ulam e Richard Garwin.
    Inoltre non prendiamo “in giro” né le Persone né gli Stati, all’eccezione degli Stati Uniti, dei Politici e dei Brutti Ceffi che il Primo Emendamento considera fair game.

    @Camillo
    scusa le maiuscole, fan parte dei miei Doveri Istituzionali.

  41. Giancarlo ha detto:

    @Hermano Tobia
    Non hai nessun commento da fare sull’articolo di Bardi di un anno fa nel quale sostiene che una “membrana di palladio non accumula niente” e che si tratta di “materia da primo anno di università” ? Che c’è, quando si tratta dei vostri amici ti manca la parola ?

    In attesa del resto ti rispondo su questo, che mi pare il punto più importante. In effetti mi pare di aver già detto da un anno a questa parte, che Camillo e Ugo, secondo la mia interpretazione del fenomeno, stanno sbagliando. In particolare la storia dei sensi unici è errata perché Ugo ha ragione a dire che H in Pd migra random in tutte le direzioni, ma non tiene conto dell’asimmetria esistente sulla faccia interna, che è inizialmente fuori equilibrio termodinamico sul diagramma PCT per cui la quantità di idrogeno che entra nella cavità è assai maggiore di quella che poi rientra in senso inverso nel Pd. Questo fino a quando non si ristabilisce l’equilibrio termodinamico raggiunto alla pressione interna corrispondente a quella temperatura e a quella concentrazione; questa è la massima compressione ottenibile.

    Con questo penso di aver dato prova della mia onestà intellettuale, mi aspetto che tu ora faccia lo stesso nei confronti dei tuoi amici FF.

    1) Secondo te, il batterio frascatano radiodurans del 2006 sparito nel nulla è reale? Se la risposta è dovresti chiedere a Celani copia delle analisi rilasciata da laboratorio competente e mostrarcela. Così smentiamo le strane voci che girano in INFN. Puoi farti aiutare da mvit che la chimica la sa davvero.

    2) Questa affermazione riportata sull’elettrocomica I:
    Esempio: una mole di H2 a pressione atmosferica occupa 22.4 litri; se di questa mole di idrogeno ne “carichiamo” la metà dentro una mole di palladio (assorbimento fino al rapporto 1/1 di H/Pd), l’equivalente aumento di pressione è dato dal rapporto tra 11.2 l e il volume occupato da una mole di palladio pari a 8.56 cm3 ( volume molare); quindi, considerato che 1 l = 1000 cm3, la pressione diventa 11200/8.56 = 1308 atmosfere.
    è verosimile o follia allo stato puro derivante da eccessivo consumo serale di peperoni? Se fosse follia, avvisi tu l’autore? Ti puoi far aiutare da mvit.

    3) Secondo te, il lavoro di Prevenslik citato da Celani nelle slide ICCF-18, Celani lo ha letto? Lo condivide? Prova a chiederglielo.

    4) Celani sostiene che rimuovendo col fuoco l’isolante della costantana si sono formati dei diamantoidi allo stato nanometrico che nel prossimo anno ci terranno impegnati col water splitting miracoloso. Tu, a questa consueta e opportuna botta di culo, ci credi? Ti fai dare da Celani le analisi chimiche di un laboratorio accreditato? Puoi farti aiutare da mvit anche qui.

    Per il momento mi fermo qui. Non vale dire che uno non se ne intende, non ti intendi neppure di elettrochimica eppure questo non ti impedisce di fare commenti sarcastici. Mi aspetto risposte dettagliate come quella che ti ho dato sopra.

    Se hai finito le vacanze ti consiglio la lettura del lavoro di Prevenslik.

    • Sacha ha detto:

      Giancarlo,
      questo è niente pare che l’intero universo non si stia espandendo!
      Legga questo articolo:

    • Sacha ha detto:

      A proposito di nanodiamanti, volete regalare alla vosta fidanzata milioni di piccoli diamanti, senza spendere molto ? Ecco una idea:

      http://phys.org/news/2011-08-candle-flames-millions-tiny-diamonds.html

      Non mi prendo nessuna responsabilità sulle eventuali conseguenze del “regalo”.

    • Terzilio ha detto:

      @Giancarlo
      Il batterio radiodurans esiste ed è presente nelle banche dati.
      http://it.wikipedia.org/wiki/Deinococcus_radiodurans

      Scoperto nel 1956, la sua sequenza è stata pubblicata nel 1999.
      http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10567266

      Il batterio radiodurans come molte altre specie è in grado di assimilare i metalli pesanti compresi i radionuclidi.
      http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10625398
      http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1694275/
      http://scholar.google.it/scholar?q=radiodurans+es+nuclear+remediation&hl=it&as_sdt=0&as_vis=1&oi=scholart&sa=X&ei=QKAgUqygAYarhQfOmIHwAw&ved=0CDAQgQMwAA

      Molto utile per le acque di Fokushima, anche Puppin da retta alle voci visto che non lo cita tra i rimedi possibili?
      In questo caso (come per la bombolina) Celani ha riscoperto l’acqua calda (comunque un pioniere in Italia), il fatto che girano voci contrarie mi lascia interdetto e basito. All’INFN vengono pagati per mettere in giro voci fasulle o per verificare le “voci”?
      Ottusi ed invidiosi.

      • Sacha ha detto:

        Grazie Terzilio, ma a noi interessa la versione nazionale “tusculanensis”

        • Terzilio ha detto:

          Ho già risposto, Celani ha riscoperto l’acqua calda, una banale ricerca bibliografica che non è stata fatta avrebbe evitato questo imbarazzo.

      • oca sapiens ha detto:

        @Terzilio
        è molto gentile da parte sua spiegare a Giancarlo et al.i che a Genova c’è il mare, ma una ralstonia alla Celani & C. non è un deinococco. Men che meno un D. radiodurans che tra l’altro detesta il sale e a eliminare la radioattività nel Pacifico non ci pensa proprio.

        “nuclear remediation” nel senso che da morto potrebbe “bioprecipitare” radionuclidi così sarebbero più facili da asportare. Non nel senso che ci entra cesio ed escono carboidrati. Comunque non ci sta. E se tentano di obbligarlo inserendoci altri geni, fa sciopero della riproduzione.

        “pioniere in Italia”: forse. All’estero risultano chiamarsi De Rosa e Gambacorta.

        @Camillo
        scusa lo sfogo/sfoggio, semmai cancella – ma
        a) il D. radiodurans è il mio totem;
        b) il mito della tuscolanense che ci salverà dalle scorie radioattive commence à me courir sérieusemen sur le haricot;
        c) Agata Gambacorta è una bravissima ;
        d) no, torno a festeggiare un’altra bravissima, hips burp brup

        • Terzilio ha detto:

          Oca sapiens, immagino biologa?
          Sono intervenuto solo perché tra le tantissime cose interessanti che leggo da circa un anno in questo blog ho trovato scritto dal sig. Giancarlo (immagino ingegnere dal modo pomposo di scrivere) che “batterio frascatano radiodurans” non esiste.
          Anch’io sono un fan di questo batterio per motivi che non sto qui a spiegare, questa affermazione mi è sembrata una sparata senza senso. Lei giustamente da biologa ha corretto il mio intervento e indirettamente quello del sig. Giancarlo specificando che il nome del batterio è “tusculanense”. Mai sentito. Ho fatto una breve ricerca e mi riprometto di approfondire interrogando le banche dati centralizzate e anche quelle non centralizzate. Ho trovato solo una parziale codifica del DNA, per il momento risulta classificato in Giappone e Spagna, anche in Russia ma sul biologico non li ritengo molto attendibili.

        • neutrino ha detto:

          @terzilio

          se le puo’ essere utile

          [1] D’ Agostaro, G.A.F., Celani, F.J.V .A., (……) and Nakamura, M. National Centre Biology Information:
          LOCUS AF280433; 1537 bp DNA linear BCT 19-JAN-2002 DEFINITION Ralstonia detusculanense
          ORGANISM Ralstonia detusculanense
          Bacteria; Proteobacteria; beta subdivision; Ralstonia group; Ralstonia. Submitted (20-JUN-2000)
          http://www.ncbi.nlm.nih.gov
          [2] D’ Agostaro, G.A.F., Celani, F.J.V .A., (…. ) and Nakamura, M. National Centre Biology Information:
          LOCUS AF280434; 535 bp DNA linear BCT 19-JAN-2002 DEFINITION Stenotrophomonas detusculanense
          ORGANISM Stenotrophomonas detusculanense
          Bacteria; Proteobacteria; gamma subdivision; Xanthomonas group; Stenotrophomonas. Submitted (20-JUN-2000)
          http://www.ncbi.nlm.nih.gov

          in realta’ i batteri sono due e non uno

          un po di info in
          http://wwwsis.lnf.infn.it/pub/LNF-01-025(IR).pdf

          pag 148

        • Terzilio ha detto:

          Grazie sig. neutrino, fisico dal nome.
          Purtroppo gli indirizzi da lei riportati non si aprono.
          Il b atterio esiste “ralstonia detusculanense”, anche la biologa ha riportato il nome in modo errato. Il genoma è stato decodificato completamente in un centro avanzato, non ci sono documenti in internet. Ora cerco “tenotrophomonas detusculanense”, per lunedì verso sera avrò tutte le risposte.
          Signora Oac sapiens, ha scritto che il batterio radioduran detesta il sale, ne è sicura? Una biologa non scriverebbe mai una cosa del genere. Anche lei sostiene che questo baterio proviene da Marte come alcuni scienziati russi? Molti biologi per motivi che a me sfuggono credono che tutto su questa terra sia di origine extraterrestre, io sono propenso a condividere l’origine terrestre (mi fermo a Miller). Per la sua origine molto antica si inserisce ovviamente in acqua salata. Nelle varie selezioni si è forse specializzato ma la sua natura è ancora codificata nel DNA, basta una selezione di un paio di mesi.
          Se posso permettermi in cosa si è specializzata?

        • neutrino ha detto:

          @terzilio

          Faccia un cut della stringa dell’ultimo link (compreso.pdf) e poi paste in un browser.
          Per ragioni che non capisco WP chiude prima del punto.

        • Renato ha detto:

          Terzilio scrive:
          … Anche lei sostiene che questo baterio proviene da Marte come alcuni scienziati russi? …“.

          Non capisco, alcuni scienziati russi proverrebbero da Marte?
          Ma è straordinario, dove lo ha trovato, su Peswiki?

          Secondo me c’è troppa confusione con questo batterio. E poi siamo sicuri/e che è proprio un batterio? Magari è una battèria.

          R,

    • Hermano Tobia ha detto:

      @Giancarlo
      In attesa del resto ti rispondo su questo, che mi pare il punto più importante.

      Ci tengo a sottolineare che non ho mai dubitato della tua onestà intellettuale. Il punto è un altro: siccome su ogni errore dei cosiddetti “FF” scrivi delle simpatiche “poesie”, sulla questione della bombolina avresti potuto (secondo me) dare vita ad un capolavoro tipo “Divina Commedia” ed invece hai scritto un temino da 6– …

      il batterio frascatano radiodurans del 2006
      Non avevo mai sentito parlare di tale batterio, e non ho trovato nulla in rete … hai riferimenti più precisi ?

      una mole di H2 a pressione atmosferica …
      Concordo che non si può trattare un sistema complesso Pd/H come fosse una pentola a pressione in miniatura.

      Prevenslik
      Secondo me bisognerebbe evitare di citare lavori teorici o sperimentali non autorevoli; inoltre, e fui uno dei primi a dirlo, è meglio non pubblicare affatto piuttosto che pubblicare su una rivista elencata nella lista di Bealls.

      Diamantoidi
      Troppo poco materiale per giudicare

      Il mio sarcasmo non era rivolto agli svarioni di elettrochimica, ma a chi nega l’evidenza oltre ogni ragionevole limite, mostrando come il pregiudizio sia talmente elevato da impedire qualsiasi forma di obiettività.

      Comunque se estendiamo il discorso oltre la bombolina, mi viene, ad esempio, in mente questo, che nessuno dei “vostri” si è azzardato a commentare:

      http://spectrum.ieee.org/tech-talk/energy/nuclear/bubble-fusion-bubbles-up-again

      • oca sapiens ha detto:

        @Hermano Tobia a Giancarlo
        “invece hai scritto un temino da 6–”
        Ecco il temino – non di Giancarlo,ovviamente

        “hai riferimenti più precisi”
        già forniti. Bis: il batterio non esiste nelle banche dati, ha solo un ID provvisorio, il motivo è spiegato qui.

        @Hermano Tobia all’oca s
        “Iter è un dead project walking”
        Al contrario di lei, per correttezza ho messo il link all’intera discussione e non solo alle sue bufale – sui “miliardi buttati”, il “modello econometrico” ecc. ecc. – visto che intervenivano anche Camillo e altri.
        ITER non mi entusiasma, ma se chiude l’Italia e le sue industrie high-tech*** ci rimettono più di tutti. Ricca sfondata com’è, le conviene ammazzarlo subito e pagare la cassa integrazione.

        *** quelle vere.

        • Terzilio ha detto:

          Chiedo scusa signora Oca sapiens, forse ho dato un giusdizio troppo frettoloso sulla sua qualifica, chiarmaente non è una biologa. Saprebbe che cosa è un id provvisorio e le motivazioni (di certo non quelle da lei riportate nell’indirizzo ricopiato), brevetti e segreti industriali.
          Perché poi scrive che i soldi spesi per il progetto ITER sono soldi buttati? Ma lei ha un’idea delle ricadute tecnologiche? Dell’indotto economico e sociale che si è sviluppato solo nell’ultimo mezo secolo?

        • Hermano Tobia ha detto:

          @ocasapiens
          ma se chiude l’Italia e le sue industrie Hugh Tech

          Ragionamento intelligente, come sua abitudine. Ma allora perché non aiutiamo l’industria delle costruzioni in crisi e facciamo scavare un bel tunnel fra il Gran Sasso ed il CERN ? Magari i neutrini non saranno comunque superluminali ma dagli scavi forse viene fuori qualche cosa di interessante no ?

        • Terzilio ha detto:

          chiedo scusa per gli errori, ho disabilitato il corettore del cellulare e scrivendo senza rileggere sfugge sempre qualcosa. Un’ultima cosa che mi era sfuggita, oca sapiens lei scrive “ci entra cesio ed escono carboidrati”, questa è un’ulteriore prova che non è biologa, non ho mai sentito in vita mia di batteri che producono carboidrati dal cesio, come la storia del pazzo francese con le galline dalle uova d’oro per caso è ingegnere anche lei?
          Neutrino sicuramente è più bravo di me in queste cose, ho scritto le citazioni tra le virgolette ma non mi escono, può essere un but?

        • Cimpy ha detto:

          Terzilio,
          Lascia perdere, fidati: Oca NON è la “gallina” che alcuni (di solito i meno istruiti e i più boriosi) credono, è competente. Di sicuro più competente di tanti quando si parli di batteri.

        • Terzilio ha detto:

          Signor cimpi si risparmi con me le sue leccatine, è un anno che vi seguo e lei qui dentro è il meno considerato probabilmente evitato.
          Il webmaster di questo bellissimo blog infatti leggo sotto non la menziona come anche la signora oca sapiens:
          “@Mario Massa
          @Giancarlo
          @Franco Morici
          @Ascoli65
          @Gabrichan
          @Ugo Bardi
          @Sylvie Coyaud
          @AleD:

          crea solo confusione ilarità ed è sempre fuori discussione, forse semplicemente fuori, età ed ormoni sballati. ho qualche anno sicuramente più di lei mi creda (da più di 40 anni in Brasile) e questa moda internet per far colpo sulle donne proprio non la capisco. Lasci perdere il pc (se utilizzato male fa perfdere la vista) ed esca una birreria o un mescola pidocchi al fine settimana le darà più soddisfazione e minori sorprese a volte dietro un nome apparente femminile si celano sorprese dolorose.
          Ma come fa a scrivere che la signora oca sapiens (il dubbio è legittimo senza offesa) è competente quando scrive che il cesio si trasforma in carboidrati?
          Cosa non si è disposti a scrivere per un pelino virtuale.

        • Cimpy ha detto:

          Ma tu pensa, non l’avrei mai detto: è venuto a trovarci Bertoldo in persona.

        • oca sapiens ha detto:

          @Terzilio
          ITER = soldi buttati: mi confonde con Hermano Tobia

          tuscolanense, “nome sbagliato”: vedo che ha bisogno delle faccine sorridenti anche lei

          D. radiodurans: non è un alofilo (1), perciò escludevo che Ezio Puppin lo suggerisse per sistemare il Pacifico.E al ritmo al quale si divide (2) passa un secolo prima che recuperi e riattivi geni da marinaio.(3)

          R. detusc “il genoma è stato decodificato”: era ora, dov’è depositato? (4) L’ho vista citata un paio di anni fa (4) senza consensus tag della 136s rRNA gene libr, indistinguibile da altre ralstonie. Dopo 10 anni le sembra normale? (5)

          (1) Non è un batterio e lei “non è un biologo, immagino”.
          (2) Il D. rad, mica Ezio, preciso prima che m’arrivi una querela (3)
          (3) Inserire faccine sorridenti
          (4) Ah già, “brevetti” e segreti industriali! Che non esistono per organismi esistenti in natura
          (5) nel microbiota intestinale di neonati con coliti necrotizzanti credo. Posso controllare se serve a qualcuno
          (6) Per un genoma così bastano due ore (7)
          (7) Scusa Camillo

        • Terzilio ha detto:

          cimpi, buffone è lei basta leggere cosa scrive e come scrive e pure cacasenno.
          Arch. Terzilio Bonfanti classe 1935

        • Cimpy ha detto:

          Signor architetto, per favore, non offenda Bertoldo: è un pazient utente che segue Daniele in 22 passi.
          Poi io a lui ho chiesto scusa.

  42. Giancarlo ha detto:

    @mario massa e gabrichan

    Secondo me potete usare la saldatura che volete. L’importante è che il palladio sia totalmente immerso nella soluzione affinché non sfiati e la saldatura sia ricopetta di teflon perché non interferisca con l’elettrolisi. Nei lavori più convincenti che ho letto si faceva così.

    • mario massa ha detto:

      @Giancarlo
      E’ esattamente quanto mi prefiggo di fare (utilizzerò una resina epossidica anzichè teflon molto difficile da applicare). In realtà non è nemmeno necessario a mio avviso proteggere la saldatura: argento al catodo emetterà idrogeno che andrà perso, ma non dovrebbe creare alcun problema. Se invece anche una piccola parte del bordo del palladio finisse sotto il teflon sarebbe un punto di sfiato e l’idrogeno da lì gorgoglierebbe impedendo la salita della pressione.
      In definitiva a mio parere meglio isolare la maggior parte possibile di metallo immerso che non è palladio, ma solo per evitare dissoluzione di ioni metallici e un eccessiva diffusione di idrogeno in ambiente (che considerando la dimensione della piastrina è comunque una quantità esigua).

        • Giancarlo ha detto:

          @gabrichan
          Giancarlo come le giustifichi queste pressioni?

          Ma ci fai o ci sei? Uno è un multistadio, l’altro è a membrana PEM, che accidente c’entrano con la cella di Arata? Hai da farmi perdere tempo?
          Riprovaci e con me hai chiuso.

        • gabrichan ha detto:

          @Giancarlo, non ti è venuto il dubbio che il Pd nell’elettrolisi si comporti come una PEM considerato che varia la sua resistenza con il variare del caricamento H/Pd e quindi c’è una caduta di potenziale.
          2 domande e poi ti lascio in pace a risposta secca.
          1) Per te il valore di caricamento H/Pd varia dal lato umido fino all’interno del catodo cavo?
          2) Il valore di 0,8 di caricamento H/Pd è un valore medio?
          Se rispondi No,Si abbiamo già smesso di discutere.

        • mario massa ha detto:

          @gabrichan
          Ciao gabrichan, sto scrivendo il progetto del test mentre aspetto che mi saldino il palladio (entro la prossima settimana). Dalla laminetta che mi ha procurato Franco dovrebbero ricavarmi due catodi: uno per pressioni più basse e maggiore superficie, l’altro con superficie utile piccolissima (circa 15mm2) che dovrebbe sopportare pressioni decisamente più alte (ma tempi di caricamento biblici). Purtroppo il mio progetto (di cui avevo pubblicato qui uno schizzo) prevedeva una configurazione a cupola del palladio per permettere le variazioni dimensionali senza eccessive sollecitazioni sulla saldatura, ma mi hanno detto che con una lamina così piccola non riescono, per cui le lasceranno piane. Mi aspetto che le saldature a un certo punto si tranceranno per taglio a seguito della dilatazione del palladio. Speriamo che avvenga a una pressione significativa per gli scopi del test. In ogni caso il laboratorio orafo preferisce effettuare la saldatura ad oro, perchè dice che ad argento è meno resistente.
          Per l’anodo ho definitivamente optato per il nichel puro, dato che lo usa la Parcher e anche Camillo pensa vada bene. Per l’elettrolita userò soluzione di NaOH (penso intorno al 10%). Spurgherò entrambi mediante elettrolisi per un’ora con anodo e catodo di nichel come suggerito dal brevetto US3448035 linkato da mvit su 22passi (eventuale colorazione verdognola dell’elettrolita indicherà che, contrariamente a quanto asserito dal brevetto, il nichel non è adatto perchè rilascia ioni).
          Per la densità di corrente catodica devo ancora verificare, ma penso sarà intorno a 150mA/cm2. Dai dati degli elettrolizzatori sembra che le prestazioni migliorino con l’aumentare della temperatura del bagno (perchè la permeabilità del palladio aumenta leggermente con la temperatura o forse semplicemente perchè aumenta la conducibilità elettrica dell’elettrolita?). Se il miglioramento è consistente prevederò una resistenza di termostatazione sotto il contenitore in vetro.
          Prima di effettuare il test vero è proprio collauderò le saldature dei due catodi con aria compressa a 30 bar (per semplice osservazione in acqua come per la camera d’aria della bicicletta), poi misurerò la permeabilità all’idrogeno a bassa pressione (5 bar) misurando il tempo di attraversamento di un volume noto (100cc): questo dovrebbe garantire che nell’operazione di saldatura non si è alterata la superficie della lamina.
          In ogni caso prima di iniziare pubblicherò il progetto completo del test: i setup prima si progettano, poi si realizzano con le inevitabili modifiche “pratiche”, poi si esegue il test documentandolo per immagini, poi si pubblicano i risultati e la relativa analisi. Dilettanti (come dice Nevanlinna), ma non pasticcioni (speriamo).
          E’ chiaro che nessuno di noi due può replicare esattamente l’esperimento di Celani non avendo noi a disposizione che pezzetti di palladio e non una “bombolina”, e in questo ha certamente ragione Nevanlinna, ma se anche tu riuscirai a effettuare un test magari un po’ diverso dal mio soprattuto sul modo di fissare il palladio (e probabilmente anche sulla sua conformazione), potremo incrociare i dati.

        • Cimpy ha detto:

          “Dilettanti” che possono dar lezione ad alcuni “professionisti”.

        • gabrichan ha detto:

          @Mario, Complimenti per il metodo, di solito io non scrivo nulla, mi visualizzo in mente come deve essere il testo e cosa mi serve e poi vado, con i dovuti adattamenti del caso.
          Per la saldatura io le faccio sul bordo esterno tra Pd e giunto con dello stagno, ho circa 1..2mm di bordo e dovrebbe essere più che sufficiente a garantire una tenuta di 10..12Bar è quello il mio traguardo, prima testerò la tenuta con aria compressa ed in acqua come si fa per le camere d’aria della bicicletta, per la corrente circolante credo userò qualcosa di un po più allegro circa 300..500 mA/Cm^2. i tempi biblici vanno bene, ma devo ammettere che non sono una persona molto paziente e se voglio misurare e documentare il test nelle sue fasi credo che più di 12..15 ore siano il mio limite.
          Per l’anodo userò una piastra in accia 316 già fatta spurgare, al limite rilascerà un po di ioni Fe ma non dovrebbero influire sull’anodo, come elettrolita userò acqua demineralizzata e bicarbonato di potassio, la percentuale di questo la adatterò per stare nei parametri di corrente che mi sono prefissato.

          Per il nichel come anodo credo si ossidi, se uni una soluzione basica, diventando nero ma non dovrebbe rilasciare ioni, e dovrebbe comunque mantenere una discreta conducibilità.

      • Sacha ha detto:

        In effetti non avevo considerato il valore politico dell’esperimento.
        Quando ci si accorgerà che non è possibile superare pochi bar in una cella aperta, neanche imprecando in swahili, allora la fusione fredda che parla italiano sarà definitivamente seppellita.
        Comunque se malauguratamente l’europa sotto pressione politica dovesse stanziare finanziamenti sulle “LENR” (Le Esperimentazioni Notoriamente Ridicole), spero che Violante possa comunque fare in modo che questi soldi non vadano sprecati.
        Per una persona sana di mente sfidare progetti multi-miliardari di alto profilo come ITER utilizzando fili di costantana o banale polvere di nickel sarebbe sommamente assurdo, ma i fusionisti hanno perso totalmente il senso del ridicolo, li salva la legge 180.
        Non mi meraviglierei se qualcuno cominciasse a vedere fusioni nucleari anche nel proprio barbecue. Nevanlinna di cobraf con il suo impagabile “e se fosse inesperito ?” docet.

        • oca sapiens ha detto:

          @Sacha
          “sfidare ITER”: ottima idea. Se vince Violante, l’Italia ci rimette 50 milioni di euro/anno – e relativi posti di lavoro. Così fa contenti i francesi eHermano Tobia.

        • gabrichan ha detto:

          @Oca Lei che è informata quanti € vengono dati dall’italia per ITER?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Sacha

          la fusione fredda che parla italiano sarà definitivamente seppellita.

          Sarà certamente seppellita la ff di Stato. Quella privata continuerà finché anche Rossi andrà in pensione. Se Rossi si stanca, di questa avventura resterà traccia solo nei libri di scienza patologica.

          spero che Violante possa comunque fare in modo che questi soldi non vadano sprecati.

          Dubito che un ingegnere chimico possa scoprire qualcosa di valido a 25 anni da F&P. Siamo ampiamente fuori tempo. Se VV avesse avuto qualche buona idea, l’ENEA avrebbe presentato da tempo un qualche prototipo.

        • Sacha ha detto:

          @Franchini
          Forse mi sono spiegato male, la “fusione fredda” di Rossi, ammesso e assolutamente non concesso che esista, ormai parla “americano”.
          Per quanto riguarda Violante intendevo dire che, nel caso in cui -disgraziatamente- dovessero essere stanziati soldi per la FF, considerando l’affidabilità della persona e degli ambienti che lo sostengono, potevano forse essere interessanti le ricadute secondarie (ricerche interazioni metallo-idrogeno, posti di lavoro etc.) , non certo le potenziali possibilità di successo.
          Dopo 25 anni Celani nella migliore delle ipotesi ha forse ottenuto pochissimi ridicoli watt in eccesso.
          Celani comunque non è più un problema perché a breve il suo laboratorio verrà chiuso.

  43. sandro75k ha detto:

    invece di rilassarci in discorsi “trastulleschi” vogliamo dare una occhiata seria al documento che avevo postato sopra? Ci vedo attinenza col discorso che fa Giancarlo ma lo sto ancora “adsorbendo”! https://corsi.chem.polimi.it/scotti/Chimica%20Fisici/Cinetica%20e%20catalisi/Materiale%20teorico/Cinetica_%20Catalisi%20e%20isoterme%20Cap%2010.pdf

    • gabrichan ha detto:

      Sandro Tra le letture rilassanti c’è anche questa:
      http://veprints.unica.it/617/1/PhD_Paolo_Villani.pdf

      • oca sapiens ha detto:

        @Gabrichan
        “quanti € vengono dati dall’Italia per ITER?quanti € vengono dati dall’Italia per ITER?”
        110 mio €/anno e 60 mio€/anno al 90% in natura, media fino al 2012.

        “informata”
        non più della media dei francesi, alcuni dei quali s’inc… come per Bartali.

      • gabrichan ha detto:

        Come sospettavo ci mettiamo più soldi di quelli che ci ritornano come benefit, però sono convinto che comunque questo tipo di ricerca deve andare avanti, anche se ho il forte sospetto che non funzionerà, credo però che l’impegno a risolvere determinati problemi ingegneristici porterà comunque portare dei benefici a tutti.

        • Cimpy ha detto:

          Porterà vantaggi a tutti qualunque sarà il risultato finale: voi “dilettanti” state insegnando con che spirito si fa la ricerca sperimentale. Sono convinto che un bel po’ di persone dovrebbero prendere appunti.

        • oca sapiens ha detto:

          @gabrichan
          scusi la distrazione, avevo risposto alle sue domande in ordine inverso.
          errata corrige : l’Italia versa 60 mio€/anno e riceve 110 mio €/anno . Per le fonti, rif. la discussione dall’oca con Hermano Tobia

        • oca sapiens ha detto:

          @gabrichan
          scusi la distrazione, ho risposto alle sue domande all’incontrario!Errata corrige: l’Italia riceve 110 milione e ne versa 60. Trova le fonti nella discussione dall’oca con Hermano Tobia (link sopra).

          Strano che Hermano Tobia non mi abbia corretta…

  44. Camillo Franchini ha detto:

    @Mario Massa
    @Giancarlo
    @Franco Morici
    @Ascoli65
    @Gabrichan
    @Ugo Bardi
    @Sylvie Coyaud
    @AleD

    Ho ricevuto questa risposta da Parkin:

    Inside of the cell, the hydrogen and oxygen atoms are separated at the palladium rods. When palladium reaches 450C it allows the hydrogen molecules to pass through its walls and keeps all other (larger) molecules out. The H2 is carried through while the rest is vented away. Hope this helps.

    In pratica il palladio serve solo come filtro per i gas diversi da idrogeno, ossigeno compreso. Mi pare si fosse già visto per un compressore segnalato da Mario, dove c’era una batteria di canne di palladio che funzionavano come descritto.
    Se qualcuno vuole informazioni più dettagliate, penso io a contattare Iris.
    Scrivetemi il testo da trasmettere.

    • Ascoli65 ha detto:

      @Camillo,
      grazie per averci informato della risposta della Parker. Tuttavia mi sembra che la loro risposta non sia sufficiente per dirimere la questione. Presa alla lettera, essa suggerirebbe che all’esterno dei tubicini di palladio transiti un flusso di H2 e O2 allo stato gassoso, gia separati precedentemente. Questo però non corrisponderebbe al loro disegno (1) che mostra i tubicini di Pd immersi nella soluzione elettrolitica. Comunque sia resta sempre da capire qual è la forza che spinge l’idrogeno all’interno dei tubicini. Occorrerebbe che chiarissero se è in pressione anche la capsula che alloggia i tubicini e se il “vent” dell’O2 è in pressione.

      (1) http://www.parker.com/literature/Balston%20Filter/AGS/AGS%20Technical%20Articles/PDFs/In_House_Hydrogen_Generation_for_Headspace_Chromatography.pdf

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Ascoli

        resta sempre da capire qual è la forza che spinge l’idrogeno all’interno dei tubicini.

        In una cella chiusa basta aumentare di qualche decimo di volt la tensione minima di scarica per mandare la cella in pressione. Se il catodo è formato da un tubo (o tubi) di palladio, nel tubo entro solo l’idrogeno, che viene convogliato all’utenza sotto pressione. L’ossigeno in pressione resta nella cella e viene scaricato a parte.

    • gabrichan ha detto:

      @Franchini anche io ho l’impressione che sia la descrizione del funzionamento di un filtro al palladio, mi insospettisce sopratutto la temperatura a 450°C, Le può chiedere in dettaglio la pressione sul lato anodico dell’ossigeno se è quella atmosferica?

  45. oca sapiens ha detto:

    @Terzilio
    lasci perdere, con lei non bastano le faccine!

    @Cimpy
    oddìo il rimmel…

    • Cimpy ha detto:

      oddìo il rimmel

      Qui noialtri ci si rotola: abbiamo rovesciato quintalate di pop-corn…È proprio vero che ignorare le cose porta a fare figure da cioccolatai… Povero, quasi mi rincresce di avergli dato del Bertoldo, sarà meglio che io chieda subito scusa…

      Bertoldo, scusa: so che non sei tu quel tizio tanto sprovveduto.

  46. Camillo Franchini ha detto:

    @Marco Morici

    Nevanlinna non è fortunato con le sue citazioni

    Guarda le equazioni 1 e 2.

    @nevanlinna

    Nevanlinna, in quelle equazioni è assente l’omogeneità dimensionale, sa di che si tratta?
    Può fornirci i riferimenti bibliografici dell’articolo che ha citato? Grazie.

    • Sacha ha detto:

      @Franchini,
      Temo si tratti di una citazione del lavoro di un premio IgNobel, fusionista freddo e esperto di parapsicologia.

    • Franco Morici ha detto:

      L’intero articolo di Bockris e Minevski è scaricabile per $31.50 al link:
      http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0360319997001596

      Oltre agli errori dimensionali di base delle formule 1 e 2 (spero che Walther Nernst ci perdoni) mi chiedo il senso di riportare una pressione pH2 stimata in 10^33 atmosfere! Batte persino il record della “tesi Giannetti” (quella di Mastromatteo) che riportava solo (si fa per dire) 10^16 bar.
      La pressione all’interno della Terra è stimata in alcuni milioni di atmosfere (liquefazione del ferro) ma qui saremmo nell’ordine di milioni di miliardi di miliardi di miliardi di atmosfere. Non è un po’ tanto?

      • Cimpy ha detto:

        qui saremmo nell’ordine di 100 milioni di miliardi di miliardi di miliardi di atmosfere. Non è un po’ tanto?

        Mannò, è regolamentare, si tratta del noto principio detto “della virgola mobile”, che stabilisce che uno, nei numeri, la virgola la mette un po’ dove gli pare, o non le mette proprio, per dire….

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Cimpy

          Da ragazzi si giocava a chi sapeva dire il numero più grande. Se al posto di η = 1, avessero messo η = 2 avrebbero ottenuto valori anche più strabilianti. Che cos’è un volt in più, nulla.
          Poi si lamentano perché gli tocca l’IgNobel.

  47. Pingback: O’s digest del venerdì – Ocasapiens - Blog - Repubblica.it

  48. Sacha ha detto:

    “The excess temperature = K*((excess power – 22.5)^2). ”

    Mi spiegate che senso ha questa equazione ?
    L’unico valore sensato per K è 0! 😉

    https://docs.google.com/file/d/0B3Ui1N6AwE6ncHdidzN0bUU0WFE/edit?pli=1

    • Franco Morici ha detto:

      Sembrerebbe una funzione quadratica, creata ad hoc, del tipo:
      y = k*[(x-x0)^2]
      con un k posto come valore a circa 0.04 e valida nell’intervallo x>22.5 e x<38.
      Quello che però continuo a non capire è:

      a) da dove traggono/rilevano/misurano i valori della x, cioè il presunto "excess power"[Spero non dal solito sistema delle calibrazioni…]

      b) che significa un "excess temperature"?
      [è l'energia che va dimostarta in eccesso, non la temperatura o mi sbaglio?]

      • Sacha ha detto:

        @Morici
        Sembra si tratta di una sistema differenziale: due celle identiche, una con filo “attivo” e l’altra con filo “standard”. Si inventano di tutto tranne quello che serve: un banale calorimetro!

    • Sacha ha detto:

      Cimpy,
      chi è il pappagallo ?
      Avevo già postato il link!

    • Ascoli65 ha detto:

      @Cimpy,
      cosa pensare? Mi dà un senso di tristezza. Una comunicazione messa lì così, sola soletta, senza una di quelle belle ed evocative immagini che accompagnano tutti i post del blog ospitante. Eravamo anche abituati a leggere 2 righe di accompagnamento (1) per sottolinearne la valenza e la portata storica, e invece niente. Solo un titolo fiacco “Some results …”, niente a che fare con quelli guasconi (2) di appena un anno fa.

      C’è aria di scetticismo. E’ comprensibile. Quel SEMBRA in maiuscolo che apre la comunicazione, raffredda subito gli animi e le aspettative dei più fiduciosi. E’ un anno che i volonterosi ragazzi dello HUG Team costruiscono tubi e raccolgono montagne dati e ora ci mostrano una curva che riporta la differenza di delta T tra 2 tubi al variare della potenza applicata, accompagnata dalle solite elucubrazioni sul comportamento della resistività del filo nanostrutturato. Un po’ pochino.

      I conti? Se ti riferisci a quelli sui dati raccolti, non credo valga neppure più la pena di perderci tempo ad esaminarli. D’altronde, se lo HUG Team si convincerà che quei risultati sono “realmente significativi riguardo la realtà delle anomalie termiche” avvierà finalmente, come si erano proposti di fare fin dall’inizio, la produzione in piccola scala di quegli apparati sperimentali per distribuirli in giro per il mondo alle università interessate a testarli. Aspettiamo che siano loro a rifare i conti.

      Se parli invece di conti espressi in Euro o in Dollari, quelli possono essere avviati da subito, anzi avrebbero dovuto già essere fatti da tempo. Ma anche in questo caso lasciamo a chi di dovere l’onere di occuparsene.

      (1) http://22passi.blogspot.it/2012/01/ancora-cortesi-precisazioni-da-celani.html
      (2) http://22passi.blogspot.it/2012/08/gli-abbiamo-sfondato-il-coulomb.html

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Cimpy

      Io credo che Celani avrebbe dovuto fare esaminare i suoi prodotti da una parte indipendente, anzi, da più parti indipendenti. Così si procede in giudizio.

  49. Cimpy ha detto:

    Ah, era questo?
    Potevi scrivere una parola per la fonte (tipo “Celani”, o “22 Passi”), e dire anche “OT” (o l’avevi fatto?), che qui quei fili sono fuori luogo.
    Attento alle scarpe.
    Saluti.

  50. Sacha ha detto:

    Cimpy
    “che qui quei fili sono fuori luogo”
    … mmmh
    se non sbaglio il tema attuale è “Mastromatteo 1”.
    Mastromatteo credo che con quei fili ci abbia giocato un po’, o sbaglio ?
    Ho anche segnalato le incongruenze che si trovano già nella prima formula.
    P.S.
    Ricordati comunque che sono un tuo ammiratore.

    • Cimpy ha detto:

      ricordati comunque…

      Lo terrò presente.

      • CacciaTroll ha detto:

        Ma vai a cagare coglione.
        Cesare Imperiali sei un imbecille senza senso.

        • Sacha ha detto:

          Mi scusi “CacciaTroll”
          intravedo delle analogie tra il suo invito e quello appena più velato del sig. Nevanlinna su cobraf:

          http://www.cobraf.com/forum/PostPrintView.php?postid=123533072&type=p

          o mi sbaglio ?

        • Cimpy ha detto:

          Nevanlinna però non perde tempo con me.
          Sarà il Bertoldo (o analogo) che, disobbedendo all’ esalogo di Caggia, ha guadato il fiume, rischiando pesanti contaminazioni ralstoniane

        • Sacha ha detto:

          Gentile sig CacciaTroll,

          Il “senza senso” a cui lei fa riferimento nel suo invito è in realtà una manifestazione dello spirito para-dadaista di Cimpy, che non sempre è facile comprendere in tutte le sue sfumature.

          “Gli artisti dada erano volutamente irrispettosi, stravaganti, provavano disgusto nei confronti delle usanze del passato”
          estratto da:
          DADAISMO, IL NONSENSE DELL’ERA MODERNA

          http://worldapart.forumfree.it/?t=59472496
          ………………
          Comunque anche io sto cercando di comprendere l’essenza più profonda del pensiero Cimpyano e il relativo ruolo nel blog.

          Inoltre mi piacerebbe che fosse un po’ più coraggioso nella critica di alcuni personaggi che da altri lidi lanciano frecciate e frecciatine contro i principali protagonisti del blog.
          I miei “assist” non sono serviti a molto

        • Cimpy ha detto:

          un po’ più coraggioso nella critica di alcuni personaggi che da altri lidi lanciano frecciate e frecciatine contro i principali protagonisti del blog. I miei “assist” non sono serviti a molto.

          Non è questione di “coraggio”, è che prima delle frecciate e frecciatine ad personam vengono le cannonate contro logica e ragione.

          Per gli “assist”, è vero che sono un po’ rissoso e anche polemico, ma è tutta roba genuina, non commissinoanta. Al limite, poi, per educazione saresti dovuto passare dietro la lavagna prima, a mangiarti due pop-corn, e poi chiedere se si poteva fare una partita a biliardino insieme…

          In generale, comunque, ad alcune “frecciatine leggiadre” neanche rispondo: se uno dice “sei un …” o “vai a…” o “mi stai su…” potrei suggerire ai suoi colleghi di rimettergli la museruola, o magari parlare della sua finezza espressiva o dei suoi ragionamenti cristallini, per dire, ma non me ne curo più diu tanto, che si scredita da solo.

          Nevanlinna è un caso a sé, secondo me.
          Intanto ha uno stile tutto suo, bisogna riconoscerglielo, e a me pare che, a parte la storia della compressione, bastoni un po’ tutti. Poi (involontariamente, forse?) suggerisce argomenti ai passer ai tordi, che spesso sono troppo ostici per loro, finendo per fare un favore a noi altri…
          Insomma, adesso non è che sappia tutto quello che ha scritto, ho solo visto qualche paginetta durante il mio ripasso dopo le ferie, qundi potrei anche sbagliare a pensare che si sia disegnato così, e non che sia davvero un caratteriale.. Però comunque tende (quasi sempre) ad avere un certo stile. Poi ogni tanto cade nel water anche lui, è umano che ci vuoi fare.

          In generale, comunque, per il Cimpy_pensiero ( da cui una strana forma di contagio: la “cimpìte”, che la ralstonia “tuscula” le fa un baffo, ma ne parliamo un’alta volta) rispondere direttamente agli insulti ha poco senso, non fa molto signorile, aumenta solo la confusione. Meglio, ove possibile, una citazione leggera, un’iperbole, una metafora, una storia. Tranne che con HT, con lui va bene andarci anche pesante, tanto c’ha due palle così.
          Tre, contando anche quella di Keshe…
          😉

        • Livio Varalta ha detto:

          E’ implosa una bolla nucleare?

        • Luca ha detto:

          Concordo con Cimpy. Stile e la raffinatezza (tipiche di usenet) son tutte del Bertoldo. Mi perdoni se stavolta non è colpevole ma i suoi numerosi peccati in tal senso ne fanno una vittima. Come il povero pregiudicato che viene puntualmente incolpato di tutto per definizione, portato in caserma, pesantemente strapazzato e poi rilasciato se proprio riesce a dimostrare di essere innocente.
          Non credo proprio possa trattarsi del professore che scrive su cobraf. Sarebbe una profonda delusione.
          Brutto commento da cancellarlo che avrebbe figurato tranquillamente “di là” ma credo che Camillo possa lasciarlo per testimoniare a quali bassezze si sottopongono certe persone con così poco amor proprio.

  51. Camillo Franchini ha detto:

    “Mastromatteo 1” ha raggiunto la quota rispettabile di 341 commenti. E’ tempo di cominciare il mese di settembre con un post nuovo che dedico a Bockris, recentemente oggetto della nostra attenzione.

  52. Pingback: Il tonfo della R. detusculanense – Ocasapiens - Blog - Repubblica.it

  53. Pingback: O’s digest – Ocasapiens - Blog - Repubblica.it

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