Cardone2

Data la profondità e la completezza della trattazione, la nota odierna del Prof. Alessio Guglielmi sul piezonucleare merita il risalto di un articolo-guida. La sua consultazione diventa immediata e sarà agevole aggiungere un commento da parte dei colleghi chiamati in causa e di chiunque sia appassionato al tema.
La nota ha la forma di una lettera e comincia da qui.

Date: Tue, 21 Feb 2012 10:34:26 +0000
To: Fabio Cardone,
Giovanni Cherubini,
Roberto Mignani,
Walter Perconti,
Eliano Pessa,
Andrea Petrucci,
Francesca Rosetto,
Guido Spera
From: Alessio Guglielmi
Subject: A proposito di `Nota breve sulla cavitazione piezonucleare’
Cc: Ugo Bardi,
Camillo Franchini,
Daniele Passerini

Cari colleghi,

vi scrivo a seguito della vostra nota pubblicata ieri da Daniele Passerini sul suo blog, intitolata “Nota breve sulla cavitazione piezonucleare”.

Camillo Franchini e Daniele Passerini sono in copia, perché spero che vogliano pubblicare questa lettera e la vostra risposta sui loro blog, che si sono entrambi occupati del fenomeno piezonucleare. Ugo Bardi è in copia come esperto di energie alternative, bloggista e ricercatore professionista (e ben venga una pubblicazione di questa lettera sul suo blog, naturalmente).

Questa è una lettera abbastanza dura e anche difficile da scrivere, ma credo che la prenderete con spirito costruttivo, perché il mio unico intento è fare chiarezza.

Innanzitutto mi presento, e mi qualifico come un ricercatore che con fatica ma alla fine con successo è riuscito a vincere il conservatorismo accademico. Sono un ex direttore di ricerca dell’INRIA (ente nazionale di ricerca francese), recentemente spostatosi all’università di Bath come reader (cioè professore straordinario) in un gruppo leader mondiale nella semantica della computazione. Mi occupo di logica matematica e sono l’autore di una teoria inizialmente molto controversa (chiamata deep inference) che mette in discussione alcuni “dogmi” molto ben radicati della logica. Questa teoria ha incontrato grande ostilità e molta derisione per cinque/sette anni, ma si è poi imposta, al punto che negli ultimi cinque anni abbiamo avuto finanziamenti, per canali competitivi normali, per quasi cinque milioni di euro. Questo è notevole per una ricerca di matematica pura, che non ha bisogno di attrezzature di alcun genere. Dalle stalle alle stelle, per così dire. Naturalmente, anche come conseguenza della mia esperienza, non mi ritengo un conservatore. Mi sono semplicemente convinto che le dure regole del gioco scientifico fortifichino anche chi si ribella ai dogmi, e quindi, pur contestando a volte il merito, accetto sempre il metodo scientifico e l’etica che ne consegue.

Da un anno mi interesso alla storia della fusione fredda di Rossi, e più recentemente anche di piezonucleare. Non essendo un esperto di queste materie, non entro nel merito delle questioni scientifiche, e mi limito ad osservare gli aspetti metodologici. Con grandissima sorpresa, ho notato che scienziati professionisti regolarmente inquadrati in organismi di ricerca pubblici indulgono in pratiche tipiche della scienza patologica. Mi riferisco soprattutto al caso Rossi, ma non vi sfuggirà che anche il piezonucleare viene visto con sospetto (e non viene aiutato in questo senso da certe dichiarazioni di Carpinteri sull’arroganza della scienza ufficiale). Ho quindi molto apprezzato l’inizio della vostra nota, che rivendica, si direbbe con orgoglio, la pubblicazione dei vostri risultati su riviste perfettamente ortodosse e rispettate.

Tuttavia, proprio a questo proposito, noto un’apparente, grave deviazione dalla normale etica scientifica, per cui spero di ottenere da voi una risposta che chiarisca tutti i dubbi.

La vostra nota cita i tre articoli di F. Cardone, R. Mignani e A. Petrucci:

[1] Piezonuclear decay of thorium
Physics Letters A 373 (2009) 1956-1958

[2] Reply to “Comment on ‘Piezonuclear decay of thorium’”
Physics Letters A 373 (2009) 3797-3800

[3] Reply to “Comment on ‘Piezonuclear decay of thorium’”
Physics Letters A 374 (2010) 698-700

Gli articoli [2] e [3] sono risposte a critiche ricevute da [1] in due altri articoli, uno di G. Ericsson, S. Pomp, H. Sjöstrand ed E. Traneus, e l’altro di L. Kowalski, tutti pubblicati da Physics Letter A.

Il problema è che esiste un altro articolo, immediatamente successivo a tutti questi, che è critico del vostro lavoro [1] in modo devastante, e a cui non sembra abbiate mai dato una risposta. L’articolo è
[4] G. Ericsson, S. Pomp, H. Sjöstrand, E. Traneus
Piezonuclear reactions – do they really exist?
Physics Letters A 374 (2010) 750-753
http://arxiv.org/pdf/0910.3501v1.pdf

In aggiunta alle molte critiche di natura scientifica, in questo articolo si ipotizza addirittura una manipolazione dei dati sperimentali in [1], poi ripetuta in [2]. La conclusione dell’articolo di Ericsson et al. è la seguente:

————–

“To summarize, we have shown that the claim by Cardone et al. of accelerated (and since the Reply even gamma-less) “transformation” of thorium due to cavitation is not substantiated by the experimental evidence presented. We have also shown that the experimental procedures and the treatment of data are below the standards normally accepted by the physics community. Furthermore, we have even discovered serious errors and shortcomings in the presented data. Under these circumstances we must conclude that the claims made in papers [1] and [2] should be considered as mere speculation on the part of the authors.”

Mia traduzione:

“Per riassumere, abbiamo dimostrato che l’affermazione di Cardone et al. di “trasformazione” accelerata del torio dovuta a cavitazione (e dal momento della Reply anche senza gamma) non è supportata dall’evidenza sperimentale presentata. Abbiamo anche dimostrato che le procedure sperimentali e di trattamento dei dati sono al di sotto degli standard normalmente accettati dalla comunità della fisica. Inoltre, abbiamo scoperto seri errori e mancanze nei dati presentati. In queste circostanze dobbiamo concludere che i risultati rivendicati negli articoli [1] e [2] devono essere considerati come semplici speculazioni da parte degli autori.”

————–

Mi sarei aspettato che nella vostra nota inviata a Passerini comparisse una replica anche all’articolo [4], che è di gran lunga il più critico del vostro lavoro. Perché avete replicato alle altre critiche ma non a questa? Non dovrebbe essere difficile ottenere la pubblicazione di una replica da Physics Letters A (anche considerando che tutti gli articoli qui menzionati sono stati trattati e accettati da Franco Porcelli, editor di Physics Letters A, afferente al Politecnico di Torino come Alberto Carpinteri). In ogni caso, avreste potuto pubblicare la vostra replica in proprio.

Si fa fatica a capire come possiate ignorare l’articolo [4]. La normale etica scientifica impone che, nel caso non si possa replicare a una critica, l’articolo criticato venga ritirato, e non venga più utilizzato come riferimento sia per ulteriore ricerca sia per l’ottenimento di fondi. Insomma, vi sarei molto grato se poteste spiegare questa situazione all’apparenza molto spiacevole, e poteste quindi rassicurarci sul fatto che il metodo scientifico, e in questo caso la semplice ragionevolezza, sono da voi perseguiti fino in fondo.

Vorrei aggiungere, dal momento che questa lettera sarà probabilmente divulgata a un pubblico di non specialisti, che questa mia richiesta non deve essere interpretata come un attacco personale. Non lo è, si tratta semplicemente della richiesta di adesione all’etica scientifica cui siamo tutti chiamati.

Nella speranza di ottenere un chiarimento esaustivo e puntuale, faccio a tutti voi i miei migliori auguri di ottenere i risultati che perseguite, e che sarebbero importantissimi per noi tutti.

Cordialmente,

Alessio Guglielmi
University of Bath
http://alessio.guglielmi.name/

Oggi 24 febbraio 2012 aggiungo la risposta del Dr Andrea Petrucci e quella successiva del Prof. Guglielmi, per dare risalto a un confronto che mi sembra fondamentale per il piezonucleare. Lascio però nel corpo del blog le due lettere, per conservare la successione temporale dei vari interventi.

Risposta breve al commento di Alessio Guglielmi.
Spero utile.

Caro collega,

non posso dare ora un chiarimento puntuale su quanto da te rilevato.
Ti riporto come sono andati i fatti riguardanti la pubblicazione su PLA.
Abbiamo risposto alle prime due critiche degli svedesi con gli articoli
che ho riportato nella nota qui sotto e l’editor di PLA ha permesso che le
nostre reply venissero pubblicate subito dopo i remarks. Per quanto
riguarda il terzo articolo degli svedesi, abbiamo preferito non
rispondere perchè i loro remarks non erano altro che iterazioni più
dettagliate di quanto riportato nei primi due articoli. Non abbiamo voluto
continuare nello scambio di botta e risposta un po’ sterile che si era
instaurato visto che gli svedesi non presentavano nessun ulteriore
risultato.

Quando poi è stato pubblicato l’articolo dei canadesi, pubblicato su PLA,
in cui si diceva che era stato ripetuto l’esperimento del Torio e che i
risultati non erano compatibili con i nostri, abbiamo scritto un articolo
di risposta sul quale PLA ha detto semplicemente che l’argomento
piezonucleare, dopo essere stato “pubblicizzato” da loro, doveva ora
essere indirizzato a riviste specializzate (se non le ho cestinate, ma
penso di no, posso podurre le email).

Questo articolo si trova su Arxiv con il seguenti id:

arXiv:1001.5391v2 [physics.gen-ph]

Con questi articoletto si spiega il perchè l’esperimento canadese non ha
nulla a che fare con il nostro, cosa che per altro ho ribadito nella nota,
e si danno dei commenti e consigli su come ripetere questi esperimenti
piezonucleari. Questo articolo troppo specificatamente legato agli altri
pubblicati su PLA non è stato per ora sottomesso ad alcuna rivista.

Credo che sia stato abbastanza chiaro nella nota sul senso da dare
all’esperimento sul Torio, e penso che la cosa da fare sia quella di
sperimentare perchè tante sono ancora le domande da porre alla Natura e
tante sono le risposte che si dovranno, con umiltà, interpretare.

Grazie per l’interessamento che hai nelle nostre ricerche.

Un saluto cordiale.
Andrea Petrucci

Date: Thu, 23 Feb 2012 10:58:51 +0000
To: Fabio Cardone
Giovanni Cherubini
Roberto Mignani
Walter Perconti
Eliano Pessa
Andrea Petrucci
Francesca Rosetto
Guido Spera
From: Alessio Guglielmi
Subject: Re: A proposito di `Nota breve sulla cavitazione piezonucleare´
Cc: Ugo Bardi
Camillo Franchini

Caro Andrea,

ti ringrazio molto della risposta tempestiva. Nel frattempo Ugo Bardi (docente di fisica a Firenze e scrittore) e Camillo Franchini (chimico nucleare ex-direttore del reattore del CAMEN) hanno deciso di pubblicare la mia lettera e la tua risposta sui loro blog, agli indirizzi

https://fusionefredda.wordpress.com/2012/02/21/cardone2/

http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2012/02/22/sulla-necessita-di-rigore-nella-ricerca-di-nuove-fonti-di-energia/

Come tu ammetti, il tuo chiarimento non può essere puntuale, e infatti mi rimangono molte perplessità. Per brevità, mi concentro su due aspetti che mi sembrano tra i più significativi. Continuo a mandare le mie riflessioni sia agli altri autori della nota pubblicata da Passerini, che potranno forse rispondere in modo puntuale e soddisfacente, sia a Bardi e Franchini, nel caso volessero diffondere questa lettera.

1) Concentriamoci sulle critiche degli svedesi, e facciamo quindi riferimento ai quattro articoli in sequenza:

[1] F. Cardone, R. Mignani e A. Petrucci
Piezonuclear decay of thorium
Physics Letters A 373 (2009) 1956-1958

[2] G. Ericsson, S. Pomp, H. Sjöstrand, E. Traneus
Comment on “Piezonuclear decay of thorium”
Physics Letters A 373 (2009) 3795-3796
http://arxiv.org/pdf/0907.0623v1.pdf

[3] F. Cardone, R. Mignani e A. Petrucci
Reply to “Comment on ‘Piezonuclear decay of thorium'”
Physics Letters A 373 (2009) 3797-3800

[4] G. Ericsson, S. Pomp, H. Sjöstrand, E. Traneus
Piezonuclear reactions – do they really exist?
Physics Letters A 374 (2010) 750-753
http://arxiv.org/pdf/0910.3501v1.pdf

Non è vero, come tu affermi, che nell’articolo [4] si trovino solo osservazioni già presenti in [2] ma più dettagliate (altrimenti che senso avrebbe avuto pubblicare il nuovo articolo?). Infatti ci sono delle osservazioni nuove e importanti, e in particolare una, grave, del tutto assente in [2] perché fatta proprio a seguito di [3], cioè la vostra risposta a [2].

Ericsson et al. osservano che una delle immagini in [3], che dovrebbe rappresentare una misura di background e che voi portate a supporto della vostra meticolosità sperimentale, era stata da voi presentata in [1] come misura della reazione. La stessa identica immagine viene presentata sia per il segnale sia per il background, cosa ovviamente assurda. E questo avviene proprio nell’articolo che dovrebbe affermare la vostra accuratezza, messa così duramente in discussione in [2]. E c’è persino di più: lo stesso errore era stato commesso anche nel libro `Deformed Spacetime´ di Cardone e Mignani.

Quindi la domanda viene spontanea: come si spiega una tale trascuratezza nel momento in cui si annunciano dei risultati straordinari?

Ci sono molte altre accuse in [4], e in particolare c’è l’accusa di non aver risposto ai rilievi mossi in [2], a parte alcuni punti minori. Uno si aspetterebbe che almeno alle questioni tecniche e formali sia data ampia risposta, ma apparentemente non lo avete fatto, e non si vede come aspetti così sostanziali per la credibilità del vostro lavoro possano essere liquidati come fai tu come `botta e risposta sterili´.

Il risultato della mancata risposta sembra essere che avete sì pubblicato un articolo su una buona rivista, ma poi questo è stato seppellito da una valanga di accuse puntuali e comprensibili persino ai profani (come la figura impossibile), alle quali non avete risposto, nonostante vi sia stato dato lo spazio. Per di più, i tentativi di replica sono falliti, e adesso voi avete poco gioco nel sostenere che le repliche devono essere fatte in un modo speciale e accuratissimo, visto che voi per primi avete usato metodi sperimentali molto al di sotto degli standard.

Dove sbaglio? Se c’è una spiegazione, cosa aspettate a scrivere una nota e metterla su arXiv? Ovviamente, mi auguro che abbiate un’ottima risposta, ma converrete che queste domande vanno fatte.

2) Nella vostra nota sostenete che, dal momento che alcuni vostri articoli sono stati pubblicati, alcuni esaminatori li hanno trovati convincenti. Questo è senz’altro vero, ma, in quanto ricercatori professionisti, voi sapete bene che il test da superare non sono i recensori, ma l’ottenere citazioni positive da parte di gruppi indipendenti dal vostro. Allora, vediamo su Google Scholar cosa hanno ottenuto i due articoli su Physics Letters A, cioè le due pubblicazioni più prestigiose che presentate nella nota.

L’articolo `Piezonuclear decay of thorium´ (2009), a parte una manciata di citazioni da autori del vostro gruppo, è stato citato dagli articoli che lo hanno pesantemente criticato, riportati sopra, e dai canadesi che non sono riusciti a replicare l’esperimento. Inoltre ha avuto una citazione `neutra´ da Spallone, Calamai e Tripodi, in un articolo su Physics Letters A 374 (2010) 3957-3959 che però demolisce un altro articolo di Cardone, Carpinteri e Lacidogna sui neutroni da frattura. Ha avuto poi una citazione da Urutskoev e Filippov sul modesto Journal of Modern Physics e una da Taleyarkhan, uno scienziato molto controverso che è stato riconosciuto colpevole di frode scientifica.

L’articolo `Piezonuclear neutrons´ (2009) non risulta citato da nessun articolo pubblicato da autore indipendente dal vostro gruppo su rivista con recensione.

Insomma, a più di due anni dalla pubblicazione, questi articoli non sono stati apprezzati in modo significativo, e sono stati invece o largamente ignorati o demoliti clamorosamente. Se fossimo tra di noi ricercatori, questa mia sarebbe un’osservazione di cattivo gusto che terrei per me. Tuttavia il problema, secondo me importante, è che la vostra nota è stata pubblicata su un sito web molto frequentato da entusiasti profani della ricerca.

http://22passi.blogspot.com/

Daniele Passerini, che gestisce il sito, è un funzionario comunale laureato in scienze politiche, e sul suo blog tratta di esoterismo, numerologia, poesia, scie chimiche, omeopatia, complotti, e si è fatto instancabile promotore dell’avventura di Rossi. Il sito ha un vasto pubblico, che visualizza le sue pagine quasi 200.000 volte al mese (stando a un contatore sulla sua pagina web). Dobbiamo presumere che la stragrande maggioranza di queste persone, a partire da Passerini stesso, che nemmeno parla inglese, non sia minimamente in grado di valutare l’attendibilità delle affermazioni nella vostra nota e di difendersi da un eventuale eccesso di entusiasmo.

Certo, voi dite: `Comunque, il soggetto della nostra ricerca è assolutamente nuovo e come ogni novità (sopratutto in fisica) incontra più obiezioni che approvazioni´. Ma qui non si tratta solo di obiezioni a qualcosa di innovativo e apparentemente impossibile per le teorie note. Si tratta soprattutto di accuse devastanti e nessuna approvazione dei vostri metodi sperimentali, che proprio perché il soggetto è controverso teoricamente sarebbero dovuti essere impeccabili. Insomma, ritenete di aver presentato la vostra ricerca in modo obiettivo, responsabile e adeguato a un pubblico di non esperti?

Naturalmente anche su questo spero di sbagliarmi. Vi faccio quindi un’ultima domanda. Esiste almeno una replica indipendente di qualche esperimento piezonucleare, che sia stata pubblicata da una rivista recensita? Se così non fosse, per quale motivo annunciate ricerche a uno stadio molto preliminare, e però già così controverse, a un pubblico particolarmente vulnerabile ai messaggi di speranza e ai sogni della scienza patologica? Non ritenete che questo possa danneggiare voi, la vostra ricerca e in fin dei conti tutti noi ricercatori?

Cordialmente,

Alessio Guglielmi
University of Bath
http://alessio.guglielmi.name/

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205 risposte a Cardone2

  1. Livio Varalta ha detto:

    Ottimo, Alessio!

    Mi manca tanto Pinco Palla…

  2. Livio Varalta ha detto:

    Oh Cavolo!
    Ho riletto la “Nota Breve”…
    http://22passi.blogspot.com/2012/02/nota-breve-sulla-cavitazione.html
    … non c’e scritto: il professor Cardone risponderà con piacere alle vostre domande!
    Ma?! Ero convito di averlo letto!! Sono sicuro!!! Sto invecchiando??!!
    Nessuno, ma non l’avevi letto anche tu? Hai posto quesiti chiarissimi senza sapere se avresti ottenuto risposta?! Non posso crederlo!
    Vi giuro che l’ho letto: Cardone risponderà…
    Ha scritto molto educatamente anche Francesco. No, Francesco non è fesso, senz’altro l’ha letto anche lui…
    No?!, Non era mai stato scritto? Solo Pubblicità??!! Ma no… Ma va… Non posso crederlo…

    • Camillo Franchini ha detto:

      Livio, mi hai anticipato.
      Forse pretendiamo troppo, Cardone deve riflettere prima di rispondere, diamogli un altro giorno.
      Accanto alle tre domande di Marco De Leonardis aggiungo due osservazioni critiche di Thieberger:

      1) The endothermic nature of the proposed reactions makes them entirely implausible in the absence of any credible mechanism to couple in the required energy.
      2) The suggested gravitational coupling is too weak by a large number of orders of magnitude due to the values of the various coupling constants and to the nuclear dimensions (rivolto a Carpinteri, ma Cardone è il teorico, quindi va bene).

      Se Cardone, dopo legittima riflessione, non risponde a Marco De Leonardis saremo autorizzati a considerare pubblicità la sua nota, pura propaganda, non decorosa in ambiente scientifico. Avrebbe potuto scegliere il blog di Bardi, di altissimo livello scientifico. Ha preferito Daniele, un poeta. Le strade che conducono alla ff sono infinite. Ha capito che in quell’ambiente lo avrebbero applaudito. Forse glielo ha suggerito Mistero, che sempre più si presenta come pugnace scudiero di Cardone.
      Speriamo che non affidi a Mistero l’aspetto teorico della sua ricerca. Mistero ha già cominciato a fornire le sue ipotesi. Secondo me vuole vendergli i suoi sonotrodi. Va bene, purché se li paghi Cardone con la paghetta settimanale.
      Scommetti che Daniele darà uno strizzotto MAIUSCOLO a Nessuno?

  3. Camillo Franchini ha detto:

    @Giancarlo

    Grazie per le informazioni su lavoro della NASA del 1989 che, secondo Celani, avrebbe potuto rappresentare il punto di svolta per la ff. A parte che fu abbandonato in un cassetto, quindi non fu considerato per niente, mi sembra un lavoro di puro approccio, un tentativo poco convinto.
    Fralick (vecchia conoscenza) e i suoi sembrano meravigliarsi della diversità di comportamento di idrogeno e deuterio confinati in un reticolo di palladio. Si si considerano i due diagrammi di stato si vede che sono significativamente diversi, quindi sono significativamente diverse le entalpie di assorbimento. Tutto qui. Meraviglia che non ci abbiano pensato. Meraviglia meno che non ci abbia pensato Celani.
    Buona giornata a tutti.

    • Max Altana ha detto:

      mi faccia indovinare: il solito problema di non essere chimico?

      • Camillo Franchini ha detto:

        Infatti.
        Se Celani avesse avuto modo di confrontarsi con un chimico non si sarebbe meravigliato di fronte ai fenomeni rilevati da Fralick e compagnia. A me non risulta che i fisici abbiano esperienza di Scienza dei Metalli e che quella disciplina faccia parte del loro piano di studi. Forse YM potrà correggermi, se vuole. Il gusto di dividersi in conventicole isolate come monadi gioca di questi scherzi. Un tempo Celani aveva un chimico, Marini, sicuramente bravo, probabilmente in posizione subordinata, quindi sostanzialmente inutile. I gruppi di lavoro devono essere costruiti con cura maniacale e devono essere misti.
        Al CAMEN erano rappresentate tutte le facoltà scientifiche e vi assicuro che funzionava. C’era perfino una farmacista. L’infn di Celani sarà formato solo da fisici. Non possono uscire da campi di ricerca ristrettissimi, è fatale.
        La vivacità del nostro blog dipende proprio dal fatto che qui si incontrano competenze diverse elevatissime, a giudicare dagli interventi. Noi potremmo formare un ottimo gruppo di lavoro.

      • Camillo Franchini ha detto:

        Siccome il filosofo dice che tutto ciò che è reale è razionale, cerco di capire perché sabato scorso Celani ha dato tanto risalto a quel vecchio documento della NASA senza pretese, verosimilmente abbandonato perché appunto senza pretese.
        Voleva sparigliare i giochi? Fare intendere che il suo indirizzo di ricerca cambia su suggerimento di quel documento? Si muove come un attore consumato che tira fuori il coniglio dal cappello per divertire gli astanti? Gusto retrò?
        Sarebbe interessante raccogliere qualche opinione su quell’uscita imprevista (o imprevista solo da me).

    • GIANCARLO ha detto:

      Ma tu lo fai apposta a cambiare le carte in tavola…
      I diagrammi presentano temperature e pressioni invertite rispetto a quelli che abbiamo visto in precedenza e le curve alfa mi avevano procurato un colpo al cuore perché avevano la concavità invertita. Mi ero riproposto di ragionare un po’ sugli analoghi diagrammi dinamici che presentano cicli di isteresi (caricamenti e scaricamenti alternati) che potrebbero spiegare molte stranezze misurate. Ho perso un link all’università di Pavia dove i diagrammi erano illustrati molto bene. Lo avevo passato a tia che ora che è stato bannato su 22passi magari ha tempo di restituirmelo.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Per evitare cattive interpretazioni, ricordo che le due campane che figurano nei due diagrammi non rappresentano punti sperimentali, ma isolano le aree in cui le molecole di idrogeno o di deuterio sono assorbiti a pressione costante e a temperatura costante, con emissione di calore. Sotto la campana tutto l’idrogeno (o il deuterio) che si presenta trova facile allocazione nel reticolo del palladio; a temperatura costante la pressione non aumenta. Nelle altre aree, per allocare altro idrogeno si deve o abbassare la temperatura o aumentare la pressione. A mio parere il diagramma di stato in testa a fusionefredda3 è di lettura più agevole. E’ questione di farci l’abitudine.

  4. Marco DL ha detto:

    Riporto direttamente questa osservazione così poi nessuno è autorizzato a pensare che io mi sia contaminato mandando mail a Franchini (faccina che fa l’occhiolino):

    Una ulteriore importante osservazione riguarda la dinamica del collasso delle bolle di cavitazione.
    Limitiamo l’osservazione ad un caso ideale di bolla sferica in un liquido omogeneo. Approssimiamo le molecole del liquido con delle sfere di diametro D e esaminiamo una sezione planare di una di queste bolle immaginando una corona di sfere contigue all’interfaccia liquido vapore (il confine della bolla).
    E’ chiaro che man mano che il raggio della bolla si riduce, questa corona deve perdere alcune sfere. Per ogni riduzione del raggio r di un valore D (da r a r-D) dovremmo perderci circa 6 sfere (attenzione! stiamo esaminando una sezione planare).
    Se questo numero fa ridere quando la bolla è grande (r>>D), quando il collasso si avvicina alla fine, la “perdita” di sfere diventa dominante.
    Dove vanno a finire queste sfere (molecole)?
    Sicuramente questo fenomeno di ristrutturazione della superficie della bolla genera un trasporto di materia (in tutte le direzioni) che entropizza la bolla, facendo perdere simmetria, forma ed energia (il fluido ha un viscosità non nulla).
    In pratica, il caos prende il sopravvento sulla geometria sferica.
    In queste condizioni, è utopico pensare che la bolla collassi fino alla fine mantenendo la simmetria e generando uno scontro convergente tra i pochi atomi superstiti.
    Questo dovrebbe essere il motivo per cui la sonoluminescenza non cresce (in termini di energia dei fotoni generati) al crescere della energia di cavitazione. (domanda numero tre)

    La domanda è: è stato mai considerato questo aspetto?

    • Camillo Franchini ha detto:

      Cosa ho appena scritto a Max? Noi potremmo formare un eccellente gruppo di lavoro. Io ci vorrei dentro anche Alessio, perché ormai si sa che i matematici sono i catalizzatori di ogni attività, forse i promotori.
      Sapete perché questo è un blog a numero ristretto di componenti? Perché sono pochi quelli che saprebbero interagire utilmente.
      A me sembra che le Sue osservazioni siano ineccepibili. Se va in testa a Cardone1 vede otto ioni di ferro che si concentrano in un punto come pecore spinte da tergo da cani da pastore. Lei ha dimostrato che quel modello è inverosimile. Oltretutto dovrebbero essere molecole di acqua a scontrarsi; perché ioni di ferro, presenti lì per caso, solvatati nell’acqua?

  5. Andrea Petrucci ha detto:

    Risposta breve al commento di Alessio Guglielmi.
    Spero utile.

    Caro collega,

    non posso dare ora un chiarimento puntuale su quanto da te rilevato.
    Ti riporto come sono andati i fatti riguardanti la pubblicazione su PLA.
    Abbiamo risposto alle prime due critiche degli svedesi con gli articoli
    che ho riportato nella nota qui sotto e l’editor di PLA ha permesso che le
    nostre reply venissero pubblicate subito dopo i remarks. Per quanto
    riguarda il terzo articolo degli svedesi, abbiamo preferito non
    rispondere perchè i loro remarks non erano altro che iterazioni più
    dettagliate di quanto riportato nei primi due articoli. Non abbiamo voluto
    continuare nello scambio di botta e risposta un po’ sterile che si era
    instaurato visto che gli svedesi non presentavano nessun ulteriore
    risultato.

    Quando poi è stato pubblicato l’articolo dei canadesi, pubblicato su PLA,
    in cui si diceva che era stato ripetuto l’esperimento del Torio e che i
    risultati non erano compatibili con i nostri, abbiamo scritto un articolo
    di risposta sul quale PLA ha detto semplicemente che l’argomento
    piezonucleare, dopo essere stato “pubblicizzato” da loro, doveva ora
    essere indirizzato a riviste specializzate (se non le ho cestinate, ma
    penso di no, posso podurre le email).

    Questo articolo si trova su Arxiv con il seguenti id:

    arXiv:1001.5391v2 [physics.gen-ph]

    Con questi articoletto si spiega il perchè l’esperimento canadese non ha
    nulla a che fare con il nostro, cosa che per altro ho ribadito nella nota,
    e si danno dei commenti e consigli su come ripetere questi esperimenti
    piezonucleari. Questo articolo troppo specificatamente legato agli altri
    pubblicati su PLA non è stato per ora sottomesso ad alcuna rivista.

    Credo che sia stato abbastanza chiaro nella nota sul senso da dare
    all’esperimento sul Torio, e penso che la cosa da fare sia quella di
    sperimentare perchè tante sono ancora le domande da porre alla Natura e
    tante sono le risposte che si dovranno, con umiltà, interpretare.

    Grazie per l’interessamento che hai nelle nostre ricerche.

    Un saluto cordiale.
    Andrea Petrucci

    • Max Altana ha detto:

      beh, che dire, mi rimangio tutto, felice di essermi sbagliato (avevo creduto che la lettera di Guglielmi sarebbe stata ignorata). Felicissimo di leggere la sua replica, Petrucci, e spero davvero che questo sia l’inizio di un dibattito proficuo. Lo dico egoisticamente, perchè qui ho ricordato e ripassato e soprattutto imparato moltissimo, e mi piacerebbe andare avanti così. Non sono il padrone di casa ma le dò il benvenuto lo stesso.

    • Marco DL ha detto:

      Gentile Petrucci,
      Con alcuni appassionati stiamo cercando di capire meglio la teoria esposta nel libro DST ed in generale il tema piezonucleare.
      Ho formulato 5 domande rivolte al prof. Cardone nel blog di Passerini (22passi) sfruttando l’apertura della nota da lui inviata.
      Potrebbe aiutarci a trovare una risposta? Molti di questi temi sono di sua specifica competenza.
      La ringrazio in anticipo
      Marco De Leonardis

      1) Quale è il meccanismo attraverso il quale l’energia viene trasmessa al nucleo atomico per generarne la spallazione? In natura questa avviene per mezzo di raggi gamma che hanno la giusta energia/frequenza per essere assorbiti dai nuclei.
      2) Ipotizzando che solo una frazione dei nuclei energizzati (con il precedente meccanismo) vada incontro a spallazione, i rimanenti nuclei dovrebbero rilassare attraverso emissione di raggi gamma. Perchè non si evidenziano emissioni gamma in questi esperimenti?

      3) Al crescere della energia delle onde di pressione dobbiamo aspettarci che il guscio elettronico venga progressivamente “sbucciato” durante il collasso finale delle bolle a partire dagli strati elettronici esterni.
      Quando questo processo inizia, molto probabilmente si ha il fenomeno di sonoluminescenza coinvolgendo gli elettroni più esterni (e più facili da rimuovere). Parallelamente dobbiamo aspettarci emissione di fotoni sempre più energetici dagli ultravioletti fino ai raggi x fino ad arrivare al collasso dei nuclei per il quale si ha la descritta fusione.
      Tralasciando questo estremo per il quale mi aspetto (magari scorrettamente) emissione di raggi gamma, sperimentalmente parlando, avete notato questo fenomeno di aumento della energia dei fotoni da sonoluminescenza oppure esiste un limite oltre il quale aumentando l’energia del sonotrodo non si ottiene un aumento energetico di questi fotoni?

      4) Una ulteriore importante osservazione riguarda la dinamica del collasso delle bolle di cavitazione.
      Limitiamo l’osservazione ad un caso ideale di bolla sferica in un liquido omogeneo. Approssimiamo le molecole del liquido con delle sfere di diametro D e esaminiamo una sezione planare di una di queste bolle immaginando una corona di sfere contigue all’interfaccia liquido vapore (il confine della bolla). Questo è il modello presente in DST.
      E’ chiaro che man mano che il raggio della bolla si riduce, questa corona deve perdere alcune sfere per rimanere una corona. Per ogni riduzione del raggio r di un valore D (da r a r-D) dovremmo perderci circa 6 sfere (stiamo esaminando una sezione planare).
      Se questo numero fa ridere quando la bolla è grande (r>>D), quando il collasso si avvicina alla fine, la “perdita” di sfere diventa dominante.
      Dove vanno a finire queste sfere (molecole)?
      Sicuramente questo fenomeno di ristrutturazione della superficie della bolla genera un trasporto di materia che entropizza la bolla, facendo perdere simmetria, forma ed energia (il fluido ha un viscosità non nulla).
      In pratica, il caos prende il sopravvento sulla geometria sferica.
      In queste condizioni, è utopico pensare che la bolla collassi fino alla fine mantenendo la simmetria sferica e generando uno scontro convergente tra i pochi atomi superstiti.
      Questo dovrebbe essere il motivo per cui la sonoluminescenza non cresce (in termini di energia dei fotoni generati) al crescere della energia di cavitazione. (domanda numero tre)
      La domanda: è stato mai considerato questo aspetto? Ritiene corretta l’osservazione?

      5)Che lo spazio-tempo sia deformato dal campo gravitazionale è oramai un dato di fatto, lo ha scoperto Einstein e lo ha formalizzato con la teoria della relatività generale. Noi vediamo tutti i giorni gli effetti di questa deformazione e ne teniamo conto per esempio per far funzionare i nostri cari GPS. Ma queste sono piccole deformazioni. Le grandi deformazioni le vediamo in prossimità dei buchi neri. In quei posti la materia viene inghiottita in condizioni di deformazione estrema. Questa materia emette enormi getti di raggi gamma.
      Un altro caso molto più simile a quanto viene descritto nelle interpretazioni del prof. Cardone è quello degli acceleratori di particelle. I nuclei vengono accelerati per poi scontrarsi ad alta velocità. In termini di deformazione spazio temporale siamo in condizioni molto più elevate rispetto agli esperimenti che stiamo analizzando (dentro LHC tra qualche anno dovremmo addirittura generare dei piccoli buchi neri al raggiungimento di una soglia di “deformazione”). In queste condizioni la materia emette sempre raggi gamma (e tanto altro). Tutte le evidenze (oltre alla teoria) ci dicono che lo spazio-tempo deformato non divora/assorbe queste emissioni elettromagnetiche.
      Nel libro DST viene spiegato che:
      “in the deformed space–time produced by the over-threshold hadronic condition, the excess energy after fusion goes in deforming the space–time region, thus leaving the son nucleus (produced by the fusion of the two parent nuclei) in a low-excited
      (or even unexcited) state ………. This explains why no emission of radiation was observed in the first cavitation experiment”
      Sulla base della mia conoscenza (molto limitata), l’unica deformazione dello spazio-tempo in grado di assorbire fotoni che vanno a rinforzare/sostenere la deformazione stessa, è chiamata buco nero. Stiamo dicendo che il collasso delle bolle da cavitazione produce dei microscopici buchi neri?
      Se la risposta è no, è possibile descrivere meglio queste deformazioni dello spazio tempo che assorbono raggi gamma? Questi oggetti esistono in natura al di fuori di questi esperimenti di cavitazione?

    • Camillo Franchini ha detto:

      Trasmetto la risposta del Prof. Alessio Guglielmi al Dr Andrea Petrucci.

      Date: Thu, 23 Feb 2012 10:58:51 +0000
      To: Fabio Cardone
      Giovanni Cherubini
      Roberto Mignani
      Walter Perconti
      Eliano Pessa
      Andrea Petrucci
      Francesca Rosetto
      Guido Spera
      From: Alessio Guglielmi
      Subject: Re: A proposito di `Nota breve sulla cavitazione piezonucleare´
      Cc: Ugo Bardi
      Camillo Franchini

      Caro Andrea,

      ti ringrazio molto della risposta tempestiva. Nel frattempo Ugo Bardi (docente di fisica a Firenze e scrittore) e Camillo Franchini (chimico nucleare ex-direttore del reattore del CAMEN) hanno deciso di pubblicare la mia lettera e la tua risposta sui loro blog, agli indirizzi

      https://fusionefredda.wordpress.com/2012/02/21/cardone2/

      http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2012/02/22/sulla-necessita-di-rigore-nella-ricerca-di-nuove-fonti-di-energia/

      Come tu ammetti, il tuo chiarimento non può essere puntuale, e infatti mi rimangono molte perplessità. Per brevità, mi concentro su due aspetti che mi sembrano tra i più significativi. Continuo a mandare le mie riflessioni sia agli altri autori della nota pubblicata da Passerini, che potranno forse rispondere in modo puntuale e soddisfacente, sia a Bardi e Franchini, nel caso volessero diffondere questa lettera.

      1) Concentriamoci sulle critiche degli svedesi, e facciamo quindi riferimento ai quattro articoli in sequenza:

      [1] F. Cardone, R. Mignani e A. Petrucci
      Piezonuclear decay of thorium
      Physics Letters A 373 (2009) 1956-1958

      [2] G. Ericsson, S. Pomp, H. Sjöstrand, E. Traneus
      Comment on “Piezonuclear decay of thorium”
      Physics Letters A 373 (2009) 3795-3796
      http://arxiv.org/pdf/0907.0623v1.pdf

      [3] F. Cardone, R. Mignani e A. Petrucci
      Reply to “Comment on ‘Piezonuclear decay of thorium'”
      Physics Letters A 373 (2009) 3797-3800

      [4] G. Ericsson, S. Pomp, H. Sjöstrand, E. Traneus
      Piezonuclear reactions – do they really exist?
      Physics Letters A 374 (2010) 750-753
      http://arxiv.org/pdf/0910.3501v1.pdf

      Non è vero, come tu affermi, che nell’articolo [4] si trovino solo osservazioni già presenti in [2] ma più dettagliate (altrimenti che senso avrebbe avuto pubblicare il nuovo articolo?). Infatti ci sono delle osservazioni nuove e importanti, e in particolare una, grave, del tutto assente in [2] perché fatta proprio a seguito di [3], cioè la vostra risposta a [2].

      Ericsson et al. osservano che una delle immagini in [3], che dovrebbe rappresentare una misura di background e che voi portate a supporto della vostra meticolosità sperimentale, era stata da voi presentata in [1] come misura della reazione. La stessa identica immagine viene presentata sia per il segnale sia per il background, cosa ovviamente assurda. E questo avviene proprio nell’articolo che dovrebbe affermare la vostra accuratezza, messa così duramente in discussione in [2]. E c’è persino di più: lo stesso errore era stato commesso anche nel libro `Deformed Spacetime´ di Cardone e Mignani.

      Quindi la domanda viene spontanea: come si spiega una tale trascuratezza nel momento in cui si annunciano dei risultati straordinari?

      Ci sono molte altre accuse in [4], e in particolare c’è l’accusa di non aver risposto ai rilievi mossi in [2], a parte alcuni punti minori. Uno si aspetterebbe che almeno alle questioni tecniche e formali sia data ampia risposta, ma apparentemente non lo avete fatto, e non si vede come aspetti così sostanziali per la credibilità del vostro lavoro possano essere liquidati come fai tu come `botta e risposta sterili´.

      Il risultato della mancata risposta sembra essere che avete sì pubblicato un articolo su una buona rivista, ma poi questo è stato seppellito da una valanga di accuse puntuali e comprensibili persino ai profani (come la figura impossibile), alle quali non avete risposto, nonostante vi sia stato dato lo spazio. Per di più, i tentativi di replica sono falliti, e adesso voi avete poco gioco nel sostenere che le repliche devono essere fatte in un modo speciale e accuratissimo, visto che voi per primi avete usato metodi sperimentali molto al di sotto degli standard.

      Dove sbaglio? Se c’è una spiegazione, cosa aspettate a scrivere una nota e metterla su arXiv? Ovviamente, mi auguro che abbiate un’ottima risposta, ma converrete che queste domande vanno fatte.

      2) Nella vostra nota sostenete che, dal momento che alcuni vostri articoli sono stati pubblicati, alcuni esaminatori li hanno trovati convincenti. Questo è senz’altro vero, ma, in quanto ricercatori professionisti, voi sapete bene che il test da superare non sono i recensori, ma l’ottenere citazioni positive da parte di gruppi indipendenti dal vostro. Allora, vediamo su Google Scholar cosa hanno ottenuto i due articoli su Physics Letters A, cioè le due pubblicazioni più prestigiose che presentate nella nota.

      L’articolo `Piezonuclear decay of thorium´ (2009), a parte una manciata di citazioni da autori del vostro gruppo, è stato citato dagli articoli che lo hanno pesantemente criticato, riportati sopra, e dai canadesi che non sono riusciti a replicare l’esperimento. Inoltre ha avuto una citazione `neutra´ da Spallone, Calamai e Tripodi, in un articolo su Physics Letters A 374 (2010) 3957-3959 che però demolisce un altro articolo di Cardone, Carpinteri e Lacidogna sui neutroni da frattura. Ha avuto poi una citazione da Urutskoev e Filippov sul modesto Journal of Modern Physics e una da Taleyarkhan, uno scienziato molto controverso che è stato riconosciuto colpevole di frode scientifica.

      L’articolo `Piezonuclear neutrons´ (2009) non risulta citato da nessun articolo pubblicato da autore indipendente dal vostro gruppo su rivista con recensione.

      Insomma, a più di due anni dalla pubblicazione, questi articoli non sono stati apprezzati in modo significativo, e sono stati invece o largamente ignorati o demoliti clamorosamente. Se fossimo tra di noi ricercatori, questa mia sarebbe un’osservazione di cattivo gusto che terrei per me. Tuttavia il problema, secondo me importante, è che la vostra nota è stata pubblicata su un sito web molto frequentato da entusiasti profani della ricerca.

      http://22passi.blogspot.com/

      Daniele Passerini, che gestisce il sito, è un funzionario comunale laureato in scienze politiche, e sul suo blog tratta di esoterismo, numerologia, poesia, scie chimiche, omeopatia, complotti, e si è fatto instancabile promotore dell’avventura di Rossi. Il sito ha un vasto pubblico, che visualizza le sue pagine quasi 200.000 volte al mese (stando a un contatore sulla sua pagina web). Dobbiamo presumere che la stragrande maggioranza di queste persone, a partire da Passerini stesso, che nemmeno parla inglese, non sia minimamente in grado di valutare l’attendibilità delle affermazioni nella vostra nota e di difendersi da un eventuale eccesso di entusiasmo.

      Certo, voi dite: `Comunque, il soggetto della nostra ricerca è assolutamente nuovo e come ogni novità (sopratutto in fisica) incontra più obiezioni che approvazioni´. Ma qui non si tratta solo di obiezioni a qualcosa di innovativo e apparentemente impossibile per le teorie note. Si tratta soprattutto di accuse devastanti e nessuna approvazione dei vostri metodi sperimentali, che proprio perché il soggetto è controverso teoricamente sarebbero dovuti essere impeccabili. Insomma, ritenete di aver presentato la vostra ricerca in modo obiettivo, responsabile e adeguato a un pubblico di non esperti?

      Naturalmente anche su questo spero di sbagliarmi. Vi faccio quindi un’ultima domanda. Esiste almeno una replica indipendente di qualche esperimento piezonucleare, che sia stata pubblicata da una rivista recensita? Se così non fosse, per quale motivo annunciate ricerche a uno stadio molto preliminare, e però già così controverse, a un pubblico particolarmente vulnerabile ai messaggi di speranza e ai sogni della scienza patologica? Non ritenete che questo possa danneggiare voi, la vostra ricerca e in fin dei conti tutti noi ricercatori?

      Cordialmente,

      Alessio Guglielmi
      University of Bath
      http://alessio.guglielmi.name/

      • Andrea Rampado ha detto:

        >Tuttavia il problema, secondo me importante, è che la vostra nota è stata pubblicata su un sito web molto frequentato da entusiasti profani della ricerca.

        Caro Alessio, sono stato io che ho inviato questa nota a Daniele, ho preferito il suo blog perché è molto più incline a tematiche di questo tipo con una visione più ampia e corretta, sia sul piano dell’educazione sia sul piano etico, l’intervento non era propriamente scientifico.
        Se ti duole che questo non sia avvenuto qui, sai con chi devi prendertela, troppe battute offensive, troppo sarcasmo, troppe offese e denigrazioni; di certo non scienza ne confronto scientifico, ma solo una mediocre critica quando si leggono dei tentativi di scienza al contrario di quando tu non ti sdoppi nel tuo alter ego, il blog prende punti, ma sei il solo in un oceano di …..

        • Livio Varalta ha detto:

          From: Livio Varalta
          To: info@ilvaschione.it
          Sent: Tuesday, February 21, 2012 8:28 AM
          Subject: Cardone

          Buondì

          Vi segnalo un blog interessante, utile ad approfondire l’argomento Cavitazione.
          ———
          From: Livio Varalta
          To: fabio.cardone@ismn.cnr.it
          Cc: cardone@fis.uniroma3.it
          Sent: Tuesday, February 21, 2012 8:39 AM
          Subject: Fw: Cardone

          Buongiorno Professore,

          le sembra una buona pubblicità?
          —–
          http://22passi.blogspot.com/2012/02/nota-breve-sulla-cavitazione.html

          MISTERO ha detto…
          @Nessuno, prego.
          Il mio intervento precedente è sparito nello spam purtroppo, anche se la risposta sei riuscito a leggerla.
          Come puoi leggere nel fanghificio, dopo la pubblicazione di questo post, sono passate ben 9 ore e qualche minuto prima che venisse riportato questo 3D, ne deduco che ci sia stato uno scambio di mail intense e colorite in mp.
          E’ solo un caso che hanno riportato solo le tue 2 domande?

          Mi permetto di rispondere nuovamente a te e quindi al fanghificio, con riserva per chi potrebbe rispondere a maggior diritto;
          Deformed Spacetime, un mattone di oltre 500 pagine buono per fermare le porte, ma buono anche per le risposte. (se vuoi basta cercare in rete, esistono file scaricabili, ma io non ne so nulla)

          Da ignorante quale sono, non mi interessa dove sono finiti i gamma, mi interessano di più i risultati, mi interessano di più i fatti, riproducibili, verificabili e molto probabilmente migliorabili; troppo facile la posizione BNL, e il progresso, la scoperta, l’innovazione, dove ca**o sono?

          Se nel fanghificio, e per te che lo segui, ritenete più importante credere che la terra è piatta nonostante l’evidenza, ne prendo atto, ma è solo una questione di tempo, l’acqua passata non macina più.

          E’ inutile cercar battaglia con gli idioti nello loro terreno, sono talmente idioti che rischiamo di perdere.

          21 febbraio 2012 02:59
          Nota: MISTERO è notoriamente uno dei pseudonimi con cui si presenta Andrea Rampado
          Cordiali Saluti
          Livio Varalta
          ————————————
          From: Livio Varalta
          To: fabio.cardone@ismn.cnr.it
          Cc: giovanni.cherubini@arpalazio.it ; mignani@fis.uniroma3.it ; walter.perconti@ismn.cnr.it ; eliano.pessa@unipv.it ; petruccia@fis.uniroma3.it ; francesca.rosetto@arpalazio.it ; g.spera@ispave.it ; alberto.carpinteri@polito.it
          Sent: Wednesday, February 22, 2012 8:50 AM
          Subject: Piezonucleare

          Buondì, egregi professori,
          pensate che questo “entusiasta” Vi faccia buona pubblicità?
          —————
          http://22passi.blogspot.com/2012/02/nota-breve-sulla-cavitazione.html

          MISTERO ha detto… [pseudonimo con cui si presenta Andrea Rampado]
          @Nessuno
          >Aggiungo un’altra domanda (la terza) per il prof Cardone:

          Quindi alle prime due ti sei risposto da solo?
          :-))))
          Scherzo, ma visto che le domande aumentano e in questo momento il prof. ha altro da pensare, io stesso a dire il vero mi sono collegato solo ora ma sono più giovane e in forza, provo a darti uno spunto da approfondire; ho citato il filmato proprio perché il prof. fa un gesto chiaro con le mani, rappresenta un nucleo con la mano sinistra e lo spazio con la mano destra.
          Lo spazio si deforma (energia nel tempo e nel volume), questa deformazione permette un nuovo tipo di reazioni nucleari, ma al tempo stesso, la nuova reazione e quindi la trasformazione del nucleo è energivora e questa fame di energia è proprio il gamma mancante, il nuovo nucleo raggiunta la stabilità (il neutrone che esce) non può emettere altra energia perché l’ha utilizzata per la nuova stabilità.

          Almeno ho il coraggio di spare stronzate no?
          Colpite al cuore e non al volto, grazie.
          21 febbraio 2012 23:30
          ————-
          Cordiali Saluti
          Livio Varalta

        • Camillo Franchini ha detto:

          Se ti duole che questo non sia avvenuto qui, sai con chi devi prendertela, troppe battute offensive, troppo sarcasmo, troppe offese e denigrazioni;

          Quanto siete delicati e piagnucolosi voi ff; sempre a lamentarvi degli sgarbi che vi fanno. Su col morale, che sta per cominciare la primavera.

  6. cataflic ha detto:

    Melis, Mr Kw stasera su radio 24 :
    “Fusione Fredda: la notizia che non c’è
    Centinaia di esperimenti ne hanno dimostrato l’esistenza, ma pochi osano parlarne come di una cosa seria. Persino chi, come la NASA, ci sta lavorando”

  7. Camillo Franchini ha detto:

    @Giancarlo

    Quest’altro diagramma, anche se non so leggerlo bene, mette in evidenza la differenza di comportamento tra idrogeno e deuterio nel reticolo del palladio.
    A noi in realtà non serve altro per capire le differenze rilevate da Fralick. Si potrà valutare con maggiore o minore finezza l’entità di questa differenza di comportamento tra idrogeno e deuterio, ma la differenza esiste.

    Sarà interessante vedere che cosa ci procura Mattia Rizzi.

  8. Camillo Franchini ha detto:

    @Osservatore Anonimo

    ma no, problema risolto, stanno già dicendo che Forbes è la bibbia del Sionismo Internazionale.

    ogni tanto bisogna passare da Passerini: la ragazzona olista è convinta che la contesa tra Hitler e gli Ebrei sia stata un derby appassionante, dall’esito ancora incerto.

    • Ale ha detto:

      “la ragazzona olista è convinta che la contesa tra Hitler e gli Ebrei sia stata un derby appassionante, dall’esito ancora incerto.”

      confermo, agghiacciante. Per non parlare della censura che si subisce su quel blog nel tentativo di fare chiarezza e/o di chiedere scadenze ‘a breve termine’.

      Altrimenti tra due anni saremo ancora qui con le sezioni d’urto e i gamma termalizzanti…Rossi che sforna contratti e UniBo col tubo del vapore in mano.

      Ci sono pericolosi parallelismi con le scie chimiche, “i Sionisti” ed altre teorie del complotto insulse e smontate piu` volte da chi e` veramente competente…Rimangono in rete, vive anche dopo essere state controdimostrate per una sorta di ‘effetto eco’.

      Scommetto che la` fuori c’e` ancora qualcuno che crede a John Titor

  9. Camillo Franchini ha detto:

    @Giancarlo

    Ho fotocopiato un altro documento che dimostra che il comportamento di idrogeno e deuterio nel reticolo del palladio è sensibilmente diverso e che quindi gli effetti termici segnalati da Fralick et al. sono di origine puramente chimica.
    Spero che anche Celani si convinca che ha in mano un documento vecchio, abbandonato, oggi di nessun valore pratico.

    Il testo è un classico:

    Max Hansen; Rodney P Elliott; Francis A Shunk
    Constitution of binary alloys
    New York, McGraw-Hill, 1958

  10. Livio Varalta ha detto:

    Ho trovato una tesi
    sites.google.com/site/andreabaldi/Tesi.pdf
    A pagina 16.
    Servira?

    • Livio Varalta ha detto:

      Pagina 30
      2.5 Elettrotrasporto
      Celani dovrebbe aver studiato qui…

    • Camillo Franchini ha detto:

      Grazie per la segnalazione, un lavoro superbo. Per adesso l’ho solo scorso. Finalmente viene usato il potenziale chimico mi, uno strumento molto potente della termodinamica chimica.
      Credo che questo lavoro piacerà molto al Prof. Ugo Bardi.
      Credo che molti lavori interessanti si trovino sotto forma di tesi, difficilmente rintracciabili. Una tesi altrettanto bella sul sistema idrogeno-palladio è quella di Michael Maxelon, dell’Università di Gottinga. Però è scritta in tedesco.
      Forse il Dr Baldi avrebbe potuto usare un diagramma di stato più recente.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Nella tesi viene confermato quanto scritto da Manchester, San-Martin, Pitre che la curva di Baranowski non è adatta per calcolare il fattore di caricamento. Baldi non la cita proprio (Pag. 39)! (A meno che mi sia sfuggito, devo leggere bene tutto).
      In Italia tutti i ff usanola curva di Baranowski per calcolare il fattore di caricamento. Anche nel Rapporto 41.
      Su questo punto anni fa ho avuto un duro confronto con Celani.
      Insomma, bisogna leggere tutto con comodo.
      Non sono sicuro che capirò tutto, come sempre accade quando si leggono lavori altrui. Pazienza.

  11. Camillo Franchini ha detto:

    Andrea Rossi
    February 22nd, 2012 at 6:33 AM
    The amount of electric power in kWe necessary to the E-Cat is 1/6 of the thermal enrgy in kWt produced.
    Warm Regards,
    A.R.

    Qua Rossi o si è sbagliato per la fretta o si è dato la picconata sul piede.
    Se le cose stanno come scrive, l’E-Cat non serve a nulla, a meno che uno non sia abituato a scaldarsi l’appartamento con energia elettrica comprata allo hard discount.
    Comunque sia, il valore dell’energia termica dipende dalla temperatura alla quale viene fornita; se si tratta della solita sfiatella vale davvero poco (gli ingegneri chimici la definiscono “calore a basso valore entalpico”).
    Dove trova i clienti se le cose stanno così?
    Vediamo se corregge il tiro.

    • Livio Varalta ha detto:

      Camillo,
      Rossi ha comperato la laurea in ingegneria ai mercatini, non puoi pretendere. Intendeva sicuramente che è come se avessi a disposizione una stufetta elettrica da 1(uno)kW che, in realtà, scalda come una stufetta elettrica da 6(sei)kW. I 5(cinque)kW di differenza vengono prodotti dalla reazione Ni+H accelerata dal catalizzatore segreto. Sii comprensivo Camillo!

      Quello che io non ho ancora capito è la funzione, in quel contesto, dell’apparecchiatura, a sinistra nella foto, indicata con la freccia rossa:
      http://ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it/2012/02/09/brrr-brrr/
      …chi mi traduce dall’inglese?

      • Camillo Franchini ha detto:

        Livio,

        Si tratta di un bruciatore di GPL, di quelli che vengono normalmente usati nelle chiese.
        Il cappello che sta sopra è un radiatore che irradia il calore verso la gente.
        “Rossi sta usando un normale riscaldatore spaziale a GPL, per scaldare la fabbrica e il laboratorio di Ricerca e Sviluppo”.

        Rossi sembra non sapere che il flusso termico, espresso in Joule, calorie, eV, Kwh, l’unità che preferisce, deve essere accompagnato dalla temperatura del fluido che trasporta il calore e dal suo calore specifico. A noi interessa il rapporto Q/T che, vedi caso, ha le dimensioni dell’entropia. Più piccolo è il rapporto, tanto migliore è la qualità del calore. Il calore non ha una qualità termodinamica costante.
        Se nessuno gliele chiede, lui si guarda bene dal fornire quel dato, dato che per ora fornisce solo sfiatelle di vapore, buone solo per scaldare la stanza.

        • Livio Varalta ha detto:

          Camillo,
          riguardo al riscaldatore a GPL per dehors di bar e pizzerie, devo ricordarmi di mettere più spesso: (faccina che sorride). La spiegazione sarà stata comunque utile a qualcuno, specie “di la”.

          Vorrei invece una conferma. Una stufetta elettrica da 1kW scalda come una stufetta elettrica da 1kW; Una stufetta elettrica da 6kW scalda come una stufetta elettrica da 6kW. Rossi dichiara che un E-Cat, avente una resistenza elettrica di innesco da 1kW, scalda come una stufetta elettrica da 6kW. Qual’è il problema?

  12. Camillo Franchini ha detto:

    Mitch Swartz s’e’ laureato e addottorato al MIT.

    Non è corretto: Mitchell Swartz, il collega di Hagelstein, è un medico prestato alla ff, come Hagelstein è un ingegnere elettrico prestato alla ff.
    Sono solo due appassionati.
    Almeno io la so così; accetto volentieri una smentita.
    E’ importante saperlo, perché si sa che cosa ci si può aspettare da loro.

  13. OTC ha detto:

    Avevo deciso di non intervenire più su questo blog perché, come ho scritto, non condivido i metodi usati e soprattutto la faciloneria giocosa con cui si danno le patenti di ignorante / falsario / scienziato patologico a destra e a manca; non serve ricordare che tale faciloneria in passato ha portato ad imbarazzanti “cappellate” …

    Questa volta voglio fare un’eccezione, se infatti si dedicasse più tempo a capire i fenomeni e gli articoli proposti invece che distrarsi con tali rischiose (per la credibilità di chi le fa) ed indisponenti facezie, probabilmente si farebbe un servizio migliore al dibattito e si eviterebbero ulteriori possibili imbarazzi e cappellate.

    Nel caso in questione, in particolare, sarebbe stato meglio approfondire con maggiore attenzione l’anomalia riscontrata dalla NASA e ripresa da Celani, magari seguendo il suo interessante intervento all’enoteca. Se si fosse fatto così, ci si sarebbe accorti che il fulcro di tale anomalia non riguarda semplicisticamente il diverso comportamento tra deuterio ed idrogeno nel palladio, ma un effetto particolare, replicabile ed apparentemente non spiegabile in maniera convenzionale che accade soltanto nel caso di deuterio.

    A Celani l’articolo NASA è sfuggito fino al 2010, ma a dei sui colleghi cinesi no: riporto infatti due studi (di cui il secondo pubblicato con tutti i crismi su Pys. Lett. D, importante rivista peer-reviewed) che spiega meglio le cose:

    http://newenergytimes.com/v2/library/2006/2006LiuB-ExessHeat.pdf

    http://www.lenr-canr.org/acrobat/LiXZcorrelatio.pdf

    Il primo lavoro mette bene in evidenza l’anomalia riscontrata:
    “The absorption of deuterium gas into palladium is an exothermic process. Hence, the degassing of deuterium from the palladium is supposed to be an endothermic process.”

    Ed infatti:
    “We were supposed to observe the temperature drop when we started pumping. This was true, when the data acquisition system was able to catch that short temperature drop just after the starting point of pumping. It was caused by both the endothermic degassing and the adiabatic expansion. However, this short drop in temperature was always followed by a temperature rising which was correspondingto the correlation between heat and deuterium flux”

    Celani, a dimostrazione della serietà della ricerca in un ambito così “di frontiera” , nel suo intervento ha detto che quando viene riscontrato un fenomeno anomalo vengono prima indagate tutte le possibili cause “convenzionali”: e così infatti hanno fatto i cinesi.

    Il secondo studio (dove l’esperimento è un po’ diverso e viene utilizzato un calorimetro ad altissima precisione) prende in esame tutte le possibili cause “convenzionali” (reazioni chimiche ed effetto Joule–Thomson) di questo flusso anomalo di colore non riuscendo però a trovare una spiegazione convincente, ed anzi riscontrando ulteriori anomalie nel processo di diffusione. Per inciso, nella bibliografia di questo studio sono citati molti libri simili a quelli riportati nel blog.

    Ricordo che il degasamento e l’espansione adiabatica di un gas sono argomenti di fisica da liceo.

    Magari l’effetto riscontrato ha delle spiegazioni convenzionali (gli studi pubblicati dimostrano che si tratta di un’anomalia difficilmente spiegabile), o magari no: in ogni caso lo scopo di questo intervento è sottolineare, ancora una volta, che il pregiudizio, la superficialità e la presunzione di omniscienza non sono utili a nessuno, se non a creare inutili tensioni e, nel caso specifico, ad ignorare un’anomalia che invece merita di essere approfondita.

    • GIANCARLO ha detto:

      @OTC
      Ieri sera avevo a cena un amico che ripara frigoriferi e gli ho chiesto consiglio ( 🙂 non ho cominciato io!).
      Penso che la materia sia complicata e tu non abbia tutti i torti a porti dei quesiti. Intanto nell’esperimento di Fralick, che dimostra in maniera inequivocabile che non vengono prodotti neutroni (questo molti se lo scordano) non ci sono dati a supporto delle osservazioni, ma solo la constatazione che per un breve intervallo aumenta la temperatura. Inutile ripetere che temperatura e calore (energia) sono due concetti diversi, lo sappiamo tutti. Il primo esperimento cinese segue la stessa strada. Prima di passare al secondo esperimento cinese vorrei illustrare brevemente a me stesso e a chi non lo ha chiaro, il significato delle curve di caricamento del PD con H o D.
      I valori dei parametri riportati sono chiari a tutti. Quello che non è riportato sono i tempi necessari per ottenere tali curve: mi pare di ricordare che Baranowski nel 1974 ci abbia messo 100 giorni. Questo perché quelle sono curve all’equilibrio termodinamico e se mantengo il tutto a una data temperatura e pressione il processo cambia molto lentamente. La cosa più importane in quel diagramma è la curva a campana, a me misteriosa fino a qualche settimana fa. La curva separa la fase alfa (a sinistra) in cui nel Pd è disciolto solo H2 o D2, da quella alfa+beta, in cui H e D mono atomici si mischiano alla parte molecolare, e infine la fase beta, a destra, in cui c’è solo H o D monoatomico. Negli esperimenti il diagramma viene percorso molto velocemente nei due sensi; concentriamoci nel verso destra-sinistra, scaricamento. Questa è una reazione tipicamente endotermica per cui dovrei osservare una diminuzione di temperatura per via del calore sottratto. Qui il secondo esperimento cinese è in contrasto, se ho capito bene, con gli altrì due perché effettivamente la discesa di temperatura c’è ed è monotona. Il fenomeno che nessuno dei tre considera è che la ricombinazione dell’H monoatomico sotto la campana è un fenomeno esotermico, per cui il calore sottratto diminuisce e questo in un certo istante (concentrazione nel PD) può essere l’effetto scatenante della temperatura che risale per un tempo breve o dell’eccesso temporaneo di calore misurato.
      Un esperimento che volesse verificare il tutto dovrebbe fare l’integrale del calore per tutte le 10 ore che dura l’esperimento e verificare se effettivamente si produce calore in eccesso alla fine del ciclo. Per questo parlavo pure di isteresi, che c’è ed è documentata sia nelle tesi sia mi pare su quel sito dell’università di Pavia. Quello che dico è che la diffusione dell’H produce energia: la misuro e la rimuovo. Poi fornisco energia e l’H esce: gliene dò necessariamente di più di quanta ne ho misurata prima; dove finisce l’eccesso di energia fornita? Non è che si scalda un po’ il Pd?
      Chiedo scusa se ho detto bestialità, ma è un tentativo da parte di un non credente di spiegare che forse l’eccesso di calore non c’è. Contro di me c’è il fatto che H si comporta diversamente da D: non chiedetemi perché, non lo so, ma lo imputo alla differente energia o alla differente velocità di ricombinazione che mascherano l’effetto (breve).

      P.S. L’idrogeno disciolto spontaneamente nei metalli che si ricombina in H2 produce conseguenze drammatiche, chiedere a chi si occupa di metallurgia.

      • Camillo Franchini ha detto:

        Dici bene.
        Il lavoro di Fralick è stato dimenticato, quindi i suoi stessi colleghi non l’hanno considerato. E’ ingenuo pensare che si tratti di un incidente, un cassetto rimasto chiuso per una ventina di anni.
        Fralick indica la reazione corretta.
        I neutroni sono assenti.
        Il comportamento termico del sistema Pd-H è diverso da quello Pd-D.
        Mettendo tutto insieme, le evidenze sperimentali di Fralick hanno una spiegazione semplice.
        Sarebbe interessante che Celani ci spiegasse, possibilmente non tramite Nichi, perché considera quel lavoro un giro di boa storico della ff à la Preparata.
        Sabato scorso ha voluto vivacizzare l’ambiente o c’è altro?

    • Camillo Franchini ha detto:

      Avevo deciso di non intervenire più su questo blog perché, come ho scritto, non non … non condivido i metodi usati e soprattutto la faciloneria giocosa con cui si danno le patenti di ignorante / falsario / scienziato patologico a destra e a manca; non serve ricordare che tale faciloneria in passato ha portato ad imbarazzanti “cappellate”

      Non è un incipit incoraggiante, quindi la chiudo qui.
      Lascio però il Suo messaggio a disposizione per chi è appassionato della scoperta di Celani, perché vedo che si tratta di questo.

    • Miglietto ha detto:

      Avevo deciso di non intervenire più su questo blog perché, come ho scritto, non condivido i metodi usati e soprattutto la faciloneria giocosa …
      Non è che è la totale e patologica mancanza di senso dell’umorismo il problema alla base di tutto?
      Il senso dell’umorismo a me sembra essere totalmente incompatibile col diventare fedele seguace dei pifferai della scienza.
      Ne approfitto, se Camillo me lo consente, per lanciare un appello all’ OSSERVATORE ANONIMO. Solo per una questione di principio. Vorrei gentilmente chiedergli se gli è possibile, in qualche modo, di darmi una mano ad estirpare dal tenero e inoocente capino di alcuni passerotti che si tratta di persona differente da me. Se ci si riesce bene, altrimento pazienza. Campo lo stesso anche così.
      P.S. Avviso ai passerotti arrabbiati. Non passerò più da quelle parti se non per leggere le amenità e le facezie più gustose che verrannno di volta in vota segnalate qui o altrove. Ho cancellato ogni feed e notifica per cui non affannatevi a insultarmi li.
      Lo scopo principale che mi tratteneva da voi era quello di rimanere aggiornato sulla saga di Rossi, ma, avendo capito finalmente che non c’è più trippa per gatti, levo le tende altrimenti rischio di farmi coinvolgere in nuove avventure che, sinceramente, non sono lontanamente in grado di farmi divertire tanto come quella Bolognese.
      Buona giornata!

      • Camillo Franchini ha detto:

        Buona giornata anche a Lei (e a tutti!)
        Trovi il tempo per scrivere le Sue impressioni, di tanto in tanto.
        Le idee si svegliano se stimolate, quindi qualsiasi contributo è utile, anche una battuta scherzosa.

      • Osservatore Anonimo ha detto:

        eccomi. Col permesso di Franchini, al quale giustamente questa cosa fregherà meno di niente, approfitto dello spazio e porgo le mie scuse al povero signor Miglietto. Dichiaro ufficialmente di non essere lui. In effetti non sono nessuno che abbiano mai incontrato: sono uno che ha sempre “lurkato” come si dice in gergo internettesco. Ma che ci vuol fare, Miglietto, i complottisti vedono complotti ovunque, sono sempre alla ricerca di puzzle da risolvere anche dove non ce n’è, e poi fanno danni collaterali tipo rompere le scatole a lei, che non centra nulla. Loro non chiederanno mai scusa perchè tanto io e lei facciamo parte dello stesso Club Sionista, quindi lo faccio io.
        Visto che ci sono, saluto ulixes che è affascinato da me, e mi consiglia la visione di pregevoli video su youtube. Lo ringrazio e gli consiglio di leggere libri di Storia anzichè prendere per oro colato montaggi di 5-6 diversi discorsi decontestualizzati e riarrangiati ad arte (basta ascoltare i “salti” della qualità audio, suvvia) per far credere ai boccaloni che JFK credeva nel Complottone Cosmico.
        Lo sa a cosa pensava JFK veramente, prima che gli facessero saltare le cervella, poveraccio? Alla figa. Pensava alla figa in continuazione. Per questo era un democratico ed un moderato. Le consiglio di fare lo stesso.
        Alla Signora Valeria, che si è incazzata perchè le ho dato della nazista (mia cara, io parlavo a nuora perchè suocera intendesse: non ha funzionato perchè mi sa che la suocera è irrecuperabile e sta diventando Nazi pure lei senza nemmeno rendersene conto, proprio come accadde ai disgraziati tedeschi negli anni ’30), voglio fare un regalo che la manderà in sollucchero: visto che vuole sapere il mio nome, faccio di più, le dico che il mio cognome è uno di questi: buona caccia.
        http://holywar.org/italy/txt/cogno.htm

  14. mW ha detto:

    Se COP=6 fosse vero non sarebbe malaccio:
    Mi si permetta l’espressione grossolana:
    2,5J dalla combustione del metano in centrale elettrica
    mi forniscono 1J di energia elettrica
    dal quale tramite l’ecat otterrei 6J di calore.
    Se bruciassi lo stesso metano nella caldaia di casa mia otterrei 2,5J per scaldarmi.
    E’ un discorso simile a quello delle pompe di calore.

    @Marco DL il discorso che hai fatto sulle sfere può riassumersi col fatto che tutto è un po’ come “spaccare” a carambola?

    • Marco DL ha detto:

      @mW: non so giocare a carambola!
      Provo a spiegare in modo diverso: Il fenomeno è massimo sulla superficie della bolla, ma è presente anche nella fase liquida retrostante in misura decrescente allontanandosi dal centro.
      Per questo motivo, limitiamo l’osservazione sulla interfaccia.
      La materia presente all’interfaccia della bolla di cavitazione, deve diminuire al diminuire del raggio della bolla.
      Se non lo facesse, la bolla “cristallizzerebbe” arrestando la contrazione.
      Parte della materia deve essere espulsa dall’interfaccia per consentire il collasso.
      O in altri termini, l’interfaccia deve cambiare forma ripiegandosi per mantenere costante la sua superficie durante il collasso.

      Questo cambiamento di forma ritengo generi dei getti accelerati verso l’interno rispetto al fronte della bolla, andando a realizzare una situazione caotica entropizzante/dispersiva molto prima che la bolla raggiunga la fine (utopica) del suo collasso.
      La bolla si frammenta quindi in più bolle come una morula (tipo sviluppo embrionale).
      Questo è utilissimo se vogliamo miscelare finemente un gas con un liquido, se non succedesse, la cavitazione sarebbe inutile per moltissimi attuali usi.

      Probabilmente si raggiungono velocità ultrasoniche dei getti, ma queste sono un limite e non un punto di partenza per raggiungere velocità ancora maggiori.

      • Hermes ha detto:

        Marco DL, qui hai un’osservazione in micro-gravità relativa alla dinamica di una bolla di cavitazione provocata con elettrodo.

        • Marco DL ha detto:

          Ho visto ed è coerente con l’osservazione che ho fatto.
          Ma senza un esperto di fluidodinamica non possiamo andare oltre la dimostrazione che il collasso a simmetria sferica è impossibile.
          Sarebbe già tanto per capire che la teoria esposta su DST è sbagliata
          Saluti

    • Livio Varalta ha detto:

      L’ho schivata per un pelo, non avevo considerato che l’energia elettrica bisogna produrla!

      Comunque, regalo a Rossi un’evoluzione tecnologica.
      La reazione parte a 60°C.
      La NI od il Nuovo Fornitore hanno Sonde e Regolatori.
      Basta deviare parte del fluido caldo in uscita farlo passare attraverso il regolatore ed immetterlo in entrata “in parallelo” alla resistenza.
      Una volta raggiunta la stabilità si diminuisce la tensione alla resistenza fino a spegnerla.
      A questo punto l’E-Cat va da solo usando il fluido caldo riciclato come stabilizzatore.
      Beh, ho detto gratis, ma il milionesimo E-Cat potrebbe regalarlo Rossi a me.

    • tia ha detto:

      Il discorso quanto fosse conveniente era saltato fuori con il reattore da 1MW. In quel caso non è affatto conveniente, tenuto conto della spesa (milioni di dollari) e del COP garantito di 6 con ingresso in energia elettrica. Senza poi trascurare il fatto che era un dispositivo sperimentale. Infatti è rimasto a Bologna.
      Sull’e-cat domestico non mi pronuncio visto che Rossi continua a cambiare specifiche, tempo fa diceva che sarebbe andato per la maggior parte del tempo in autosostentamento, e ora dice che nel lungo periodo è come se avesse un “COP” di 6.
      Il fatto realmente importante, e mai sottolineato dai vari belivers, è che Rossi sta vendendo le licenze, non gli e-cat. E le licenze le sta vendendo prima ancora di dimostastrare che l’e-cat funziona, quindi in pratica le sta svendendo.
      Penso che uno che ha in mano una miniera d’oro non invia una richiesta di pagamento a personaggi come Sol Millin, che vanno a procacciare i soldi chiedendo la beneficienza, come Sol Millin ha fatto con Dick Smith.

      • tia ha detto:

        Nota: per “conveniente” intendo dal punto di vista di una utenza finale (cosi come rossi aveva detto, final customer).

      • tia ha detto:

        In pratica gli unici che comprerebbero il 1MW sarebbero quelli interessati alla tecnologia che ci sta dietro piu che ad avere una centrale termica, e questo significa vendere de facto i tuoi segreti per un niente, visto che se funziona vale certamente di piu di un paio di milioni di euro/dollari.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Le considerazione da fare sono più complesse.
      Si deve sempre associare il calore alla temperatura.
      2,5 J a 1000 °C sono in grado di produrre elettricità con un rendimento prossimo al 40%; gli stessi 2,5 J a 100°C sono solo in grado di scaldare le stanze. La loro trasformazione in elettricità avverrebbe con un rendimento bassissimo.
      Anche ragionando in termini di riscaldamento, 2,5 J a 800 °C “scaldano” di più di 2,5 J a 100°C.
      La qualità del calore è data dalla temperatura alla quale si può utilizzare.

      • mW ha detto:

        Buongiorno dott. Franchini.
        conosco il secondo principio della termodinamica e quindi sono d’accordo con lei per quanto attiene al legame tra rendimento di conversione e temperatura delle sorgenti calda e fredda.

        Diversissimo è il discorso del riscaldamento.
        Qui io devo riscaldare un ambiente a 20°, e questa è la tragica fine che farà il calore di cui dispongo, volente o nolente.
        Che io ottenga questo risultato banalizzando preziosi 2,5J a 800°C oppure usando il caloraccio a 30°C di una pompa di calore mi è abbastanza indifferente. Cambiano solo gli scambiatori.
        La scelta è ottenere lo stesso risultato usando 2,5J di metano oppure 6J di metano.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Fermiamoci al calore, senza altre pretese.
          Secondo me 2,5 J termici a 800 °C scaldano di più di 6 J termici a 30 °C.
          Possiamo pensare di trasformarli in energia elettrica e usare l’energia elettrica per scaldare. La differenza si vedrebbe, perché nel secondo caso disporremmo di meno energia.
          Ma forse questo passaggio non è lecito. Mi sono annodato? E’ possibile, anzi, probabile.
          Livio, Ugo, aiuto!

  15. Niki ha detto:

    Curiosando in rete sul tema del documento NASA citato da Celani ho trovato questo documento, secondo me di estremo interesse:

    http://www.vglobale.it/pub/Allegato/Malatesta_Arata.pdf [ndr, link al pdf con la lettera integrale]

    Il Prof. Francesco Malatesta (professore di Chimica presso l’Università degli Studi di Pisa) fu con Franchini uno dei più feroci critici di Celani in occasione della replica dell’esperimento di Arata, e quella linkata è la sua lettera di scuse:

    Le lettere del collega Francesco Celani del 22 marzo e quella di McKubre del 23/3/2006 mi costringono a rivedere criticamente la questione della cella di Arata e le posizioni che in buona fede, ma erroneamente, avevo negli ultimi tempi sostenuto.È spiacevole sconfessare convinzioni raggiunte, razionalizzate, sposate (e purtroppo diffuse, sfortunatamente anche abbastanza al di là di quanto fosse volontà mia [chissà a chi si riferisce qui il prof Malatesta …]) come definitive ed inoppugnabili, scoprendo che invece erano sbagliate.

    Ed ancora:

    Pertanto, l’effetto di compressione elettrochimica era perfettamente plausibile, e avrei dovuto essere capace di rendermene conto, o quanto meno, di ammettere la mia ignoranza ed essere più umile e prudente, prima di escluderne categoricamente l’esistenza e addirittura sospettare che si trattasse di una mistificazione.

    E la frecciata:

    Spero che il linguaggio usato nelle presenti spiegazioni sia tale da poter essere parimenti compreso sia dai chimici sia dai fisici (ammesso che queste suddivisioni abbiano senso).

    Dal fanghificio si può uscire 🙂

    Onore al prof Malatesta, il suo comportamento ammirevole non è da tutti specialmente in ambito accademico.

    Lo stesso non si può certo dire del suo ex-sodale [ndr, Camillo Franchini], che dovrebbe solo prendere esempio ed invece è tuttora impegnato a spargere fango a tutto spiano.

    • tia ha detto:

      Fa piacere che ci si scusi per un proprio errore, del resto tutti li commettono.
      Fa meno piacere che questo gesto venga messo in vetrina da Passerini, quando lui stesso non è capace di ammettere i propri errori, quando chi gleili fa notare è il sottoscritto (o altri “negazionisti”), come ad esempio sull’ultima sua sparata sulla fattura falsa che era vera. Prima di fare da portabandiera per i gesti degli altri sarebbe bene guardarsi allo specchio.

      • tia ha detto:

        Naturalmente la sua sparata è stata accompagnata con la sua solita sbruffoneria:
        Per coerenza mi aspetto da oggi di vedere Tia, mwatt, Nessuno, Shine convertirsi a credere a tutte le “teorie del complotto” esistenti… anzi, devo dire che rispetto a questa della “fattura” taroccata da Krivit (o chi per lui, magari un italiano di quelli che scrivono qui dentro) l’ipotesi del missile contro il pentagono e della “demolizione controllata” delle torri gemelle sono infinitamente più consistenti e credibili! :))

      • Ale ha detto:

        “Shine convertirsi a credere a tutte le “teorie del complotto” esistenti… ”

        Shine sono io, e piuttosto di convertirmi alle teorie del complotto e ai missili contro il pentagono cambio religione e inizio ad adorare il Bifidus ActiRegularis, la Marcuzzi ed il grande fratello.

      • mW ha detto:

        @Tia,
        per quanto riguarda me, ho postato precisazione proprio a scanso di equivoci. Il seguito non lo conosco.
        ciao,
        mW

    • Camillo Franchini ha detto:

      La vicenda è stata opportunamente drammatizzata, ma è banale. Nel 2007 si trattava di controllare la verosimiglianza di un brevetto di Arata per ottenere pressioni elevatissime di deuterio o di altri gas in un contenitore preliminare di palladio.

      In a first embodiment, there is disclosed a method of producing an ultrahigh pressure gas which employs a the container made of palladium and used as a cathode.

      http://www.google.com/patents/US5647970.pdf

      L’inverosimiglianza dell’invenzione mi parve così evidente che diventò materia di aspro confronto con Celani.
      Il prof. Malatesta dell’Università di Pisa si schierò legittimamente con Celani, tutto qui.
      Se aveste tempo e voglia dovreste leggere il brevetto o almeno scorrerlo.
      Ricordate che il palladio è permeabile all’idrogeno come un cesto di vimini all’acqua.

      Onore al prof Malatesta, il suo comportamento ammirevole non è da tutti specialmente in ambito accademico.

      Non vedo che cosa c’entri l’onore in un normale confronto scientifico. L’onore di Malatesta risiede nel ritenere che il brevetto di Arata funziona? Io che sono dissidente, sono disonorato?

    • Gherardo Gentzen ha detto:

      Niki scrive:

      Lo stesso non si può certo dire del suo ex-sodale [ndr, Camillo Franchini], che dovrebbe solo prendere esempio ed invece è tuttora impegnato a spargere fango a tutto spiano.

      Cara Niki, è normale avere opinioni diverse sulle faccende scientifiche non dimostrate. Talvolta è ammirevole cambiare opinione, talvolta è ammirevole mantenerla, non c’è una regola generale, in genere si ammira a posteriori chi aveva avuto ragione.

      Se lei vuole sostenere che Franchini dovrebbe assolutamente cambiare opinione, produca allora dei documenti un po’ più forti che non la lettera di un collega che ha cambiato opinione. Per esempio, ci mostri articoli pubblicati su buone riviste di repliche dell’esperimento di Arata. In presenza di tali documenti, un’opinione contraria sarebbe più difficile da mantenere.

      Le faccio anche notare che quello che lei chiama `spargere fango´ è la normale dialettica scientifica, che è necessaria per arrivare a conclusioni valide. Se non ci fosse un robusto contraddittorio saremmo ancora all’epoca in cui la ricerca la facevano gli alchimisti favoriti dal re, che dava il laboratorio a chi gli prometteva più oro.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Lo stesso non si può certo dire del suo ex-sodale [ndr, Camillo Franchini], che dovrebbe solo prendere esempio ed invece è tuttora impegnato a spargere fango a tutto spiano.

      Signor Niki, se non essere d’accordo con Passerini sulle modeste vicende di cui ci occupiamo è “spargere fango”, vuol dire che Passerini ha una ben alta opinione di sé e delle sue fedi.
      Niki, guardi che stiamo solo cercando di impedire che una barca di soldi venga spesa in progetti che alcuni considerano fasulli. Libero Lei di considerarli degni di attenzione. Sono mesi che si considerano pubblicazioni, video e radiomessaggi, dichiarazioni di ogni genere di certe persone. Chi fa i progetti li esibisce in tutti i modi concepibili; è normale che vengano giudicati; non ci si deve meravigliare se il giudizio non corrisponde alle aspettative. Capita e capiterà ancora ad altri.
      Scomodare parole importanti come “onore” solo perché non si crede in una realizzazione di Arata, mi sembra francamente fuori luogo. Oppure ho interpretato male quello che intende, perché non credo che Passerini, Arata o Celani si considerino tanto importanti. Di questo passo si arriva alla lesa maestà.
      Spero che molti leggano il brevetto che è materia del confronto. Vediamo se altri sono disposti a perdere il loro onore.

    • Livio Varalta ha detto:

      Niki,
      …un link “di la” a quanto si dice qua? No?
      Link che suggerisco mettere dopo questo:
      “Lo stesso non si può certo dire del suo ex-sodale [ndr, Camillo Franchini], che dovrebbe solo prendere esempio ed invece è tuttora impegnato a spargere fango a tutto spiano.”
      Che dici?
      Non tutti quelli che leggono di la conoscono questo momoblog…
      O ti va bene l’informazione a senso unico?

      • Yuz ha detto:

        Mi pare che qui il bue stia dando del cornuto all’asino!
        Ieri avevo lasciato una replica al commento di Franchini delle 10:16 del 23 febbraio e risulta ancora in moderazione.
        Che tipo di informazione pensate di dare voi in questo momoblog (ma non era monoblog…) se non accettate neanche le critiche costruttive?
        Buona giornata!

    • Camillo Franchini ha detto:

      Lo stesso non si può certo dire del suo ex-sodale [ndr, Camillo Franchini], che dovrebbe solo prendere esempio ed invece è tuttora impegnato a spargere fango a tutto spiano.

      Non è carino per Malatesta che io sia indicato come suo sodale, cioè qualcosa come compagno di merenda, durante le sue malefatte prima del pentimento.
      Sarebbe più appropriato scrivere che Malatesta è mio ex-sodale. Io sono rimasto cattivo, lui si è riscattato. Le torna?
      Anche la forma vuole la sua parte.

      Non oso immaginare che cosa Daniele può avere scritto di là. Ora è tutto per Celani, un abbraccio soffocante che finirà per portargli sfiga. Fossi Celani starei alla larga dai passeri.

  16. mW ha detto:

    I fatti dell’e-cat:
    1_non c’è una prova del funzionamento.
    2_la Leonardo stà vendendo licenze commerciali.
    3_a supporto della vendita di licenze viene presentato il report di Essen e Kullander, che non ha alcun valore.
    Addirittura gli svedesi hanno successivamente ammesso di non essere esperti in calorimetria, e si sono defilati dalla scena.
    4_la pubblica sfida della Skeptics Society (di cui fà parte anche Levi) è stata rigettata.
    5_secondo National instruments, Rossi non è un loro cliente, ma è stato solo in discussione con NI per l’eventuale uso dei loro strumenti. Rossi ha tratto pubblicità e prestigio dalla cosa.
    7_ufficialmente, UNIBO non ha più alcun rapporto con Rossi. Dei rapporti precedentemente intercorsi, si sà per certo siano stati abbondantemente usati da Rossi a fini pubblicitari e di legittimazione scientifica. si ignora cosa abbiano prodotto in concreto.

    Questi sono i fatti a noi noti fino ad ora e che non richiedono atti di fede.
    Il che non è sufficiente a dimostrare nulla, ma delinea un certo contesto.

    • Ale ha detto:

      per essere onesti e fare anche gli avvocati del diavolo, sappiamo che:

      – Rossi ha diversi collaboratori, da lui pagati
      – Rossi fa avanti e indietro dagli states spesso
      – Rossi ha costruito sicuramente piu` di 200 gatti, diversi riposano in via dell’elettricista
      – Rossi non dice sempre la verita`, ma nemmeno si comporta da truffatore patentato
      – qualche gamma fuori dal gatto e` stato visto
      – Rossi usa dei ‘funghi’ a gas per scaldare il capannone in Via dell’elettricista
      – A Bologna non avevo mai visto cosi` tanta neve, quest’anno ha fatto molto freddo

      • Miglietto ha detto:

        Ale, se permette, aggiungerei un paio di postille al punto 4
        L’esperienza ci insegna che chi mente una volta, lo fa sempre.
        Nessuno qui dice che sia un truffatore.

      • Max Altana ha detto:

        “qualche gamma fuori dal gatto e` stato visto”

        ohibò, Ale, questa è nuova. Ci puoi dire qualcos’altro?

      • mW ha detto:

        @Ale,
        mi hai sfidato: allora io, per essere ancora più onesto, aggiungo che :

        8_”Tuttavia, il Dipartimento di Fisica si è reso disponibile con la sua esperienza e le sue strumentazioni per svolgere autonome misurazioni sulla produzione di calore da parte dell’apparecchiatura denominata E-cat al fine di fornire una risposta all’intera comunità scientifica e all’opinione pubblica in merito al fenomeno. I risultati delle misure saranno pubblicati.”

        A differenza delle proposizioni da 1 a 7, però, questa non sò proprio in concreto cosa significhi, nel senso che la (8) è vera resterà vera anche se per 10 anni non succedesse assolutamente nulla, quindi non ci aiuta. La (8) si inoltre poteva riferire pari pari anche a MIT, NASA, Josephson, Celani, etc.etc. quindi la avevo inizialmente omessa, ma è giusto riportare tutti i fatti.
        mW

  17. Giancarlo ha detto:

    Pare che l’onestà intellettuale debba essere appannaggio ed obbligo esclusivo di noi miscredenti. I credenti, forse in quanto tali, questo è ricorrennte in molti ambiti, ne sono esentati.
    Faccio un esempio stupido: il Prof. Celani in un incontro recentissimo ha ripetuto ciò che già aveva affermato per iscritto tempo fa, ossia che la NASA avrebbe occultato un documento importantissimo per le sorti della FF tenendolo celato 20 anni nei propri cassetti. Il Prof. Celani, per caso, lo avrebbe rintracciato e poi visto sparire nuovamente (forse la NASA si era accorta che lui lo aveva rintracciato). Sono seguiti applausi.
    Molti dei credenti sanno bene che questo non corrisponde a verità, tanto che del documento esiste persino una copia messa in bella da Jed Rothwell nel lontano 2005 e, se non ricordo male, a ICCF11 o come diavolo si chiama un francese assai noto fece riferimento a tale esperimento e documento. il Prof. Celani forse non andò. Quanti tra i fedeli hanno avvisato pubblicamente il Prof. Celani di aver preso una piccola cantonata, soprattutto per l’intento complottista della NASA ché il documento poi non dice granché? Mi pare nessuno.
    Lancio una sfida per coloro che penso siano in grado di accettarla: trovare le differenze sostanziali tra l’esperimento di Arata e la replica del Prof. Celani. Per chi ha deciso che 20 kHz sono molto diversi da 44 kHz per produrre l’implosione di una bolla da 1 micron, non dovrebbe essere difficile trovare qualche differenza tra i due esperimenti in questione e dire pubblicamente se la considerano una replica o no.

  18. mW ha detto:

    Buongiorno,
    vi sottopongo questo divertente intervento sulle difficoltà pratiche della commercializzazione dell’e-cat domestico:
    http://croniche.blogspot.com/2012/02/uno-dei-motivi-per-cui-l-non-puo-essere.html

    • Camillo Franchini ha detto:

      Impressionante.
      Rossi non avrebbe assolutamente potuto fare le sue dimostrazioni, in quanto la reazione nickel + protone è una (p,gamma). Controllate, se non ci credete.
      Bianchini e Villa avrebbero dovuto impedire l’ingresso a chiunque.
      Altra infrazione sta nelle bombole di idrogeno lasciate all’interno del capannone, libere di cadere. Devono stare all’esterno in una rampa gas costruita apposta e collaudata. Non è veniale, è penale.
      A Celani anni fa chiusero il laboratorio per motivi di sicurezza, vi ricordate?
      Se penso che a Bologna erano presenti anche Capiluppi e Zoccoli, c’è da nascondere la faccia tra le mani per la vergogna.
      Invece erano tutti contenti a mangiare mortadella e a festeggiare.
      Bologna gode di particolari franchige?
      Anche questo è fango?

  19. Camillo Franchini ha detto:

    @Niki

    Il Prof. Malatesta non è solo quello che risulta dal documento che Lei ha citato.
    Mi dispiace che l’abbiate tirato in ballo un po’ brutalmente, ma io devo cercare di dare una dimensione più equilibrata all’episodio cui vi riferite e alla posizione di Franco. Mi ci tirate per i capelli. Ho controllato che il testo sia abbastanza neutro per essere pubblicabile. Credo che Franco lo sottoscriverebbe anche oggi, perché non riguarda Arata. Quelli su Arata preferisco non diffonderli, per non rilanciare il tema.
    Non siamo in grado di ragionare tra noi, senza ricorrere a documenti tanto lontani nel tempo e a persone che non partecipano al nostro confronto ?
    (Nel testo che cito, si parla della mia posizone al CAMEN che non corrisponde alla realtà, ma in questa sede non serve precisare).
    Pochi giorni prima di quella nota Franco scriveva:

    Il discorso di Iwamura è un discorso lungo; Franchini vi è stato a suo
    tempo coinvolto come esperto in campo nucleare (ha diretto in passato l’ex
    CAMEN, poi CRESAM o come cavolo si chiama ora) e si è reso conto che c’era
    un gruppo di persone con fortissimi agganci politici (incidentalmente: nel
    campo di centro destra; questo non per dire che dalla parte opposta siano
    tutti delle oneste mammolette) che stava per mettere le mani su fondi
    pubblici per una trentina di milioni di euro per un altisonante programma
    italo-giapponese che ad una analisi un minimo attenta appariva
    completamente inconsistente (almeno in base alla documentazione che mi è
    stata fornita al riguardo sia dall’oppositore, Franchini, sia da chi
    propugnava il progetto da parte italiana, in particolare Celani; perché
    anche io, coinvolto da Franchini, ho finito per interessarmi un po’ alla
    questione). Il progetto consisteva nel distruggere i radionuclidi cattivi
    depositandoli su una sorta di wafer a base di strati di Pd e di CaO (se
    ricordo ancora bene) e facendo attraversare il wafer stesso da una
    corrente di deuterio gassoso da una camera esterna continuamente rifornita
    di deuterio a una interna continuamente evacuata. In queste situazioni
    Iwamura sosteneva che i vari nuclidi radiattivi che ha testato (del cesio,
    dello stronzio, del bario se ricordo bene, e vari altri che ora non
    ricordo; scrivo da casa e non ho accesso alla memoria del mio computer
    dell’istituto) si trasformano così facendo in nuclidi innocui assorbendo
    ciascuno, se la mia memoria non falla, non uno solo ma anche quattro
    nuclei di deuterio per volta ciascuno, senza contemporanea emissione di
    radiazioni dure o neutroni o altri inconvenienti collaterali. Il toccasana
    per le scorie nucleari. Per grazia del Signore, inoltre, ai nuclei stabili
    presenti (calcio e palladio inclusi) non succederebbe invece niente di
    male, ossia non addizionerebbero deuterio a loro volta trasformandosi in
    possibile robaccia. A parte la difficoltà di credere, tra l’altro, a
    reazioni che procedono a velocità finita con meccanismo pentamolecolare,
    nel descrivere le esperienze eseguite Iwamura affermava candidamente che
    il cesio come pure il bario venivano depositati sul wafer per elettrolisi,
    ed almeno nel caso del cesio ricordo che faceva un’elettrolisi impiegando
    tra gli elettrodi (uno era evidentemente il wafer, l’altro non era
    specificato) una tensione di 1 V, al fine di non decomporre l’acqua
    presente. Il tutto, ti dico la verità, puzzava tanto di esperienza
    inventata di sana pianta e con dati falsificati. La cosa non mi stupisce
    più di tanto; mi è capitato più volte di dover fare da referee per riviste
    scientifiche anche molto serie cui vengono ogni tanto inviati lavori che a
    un’analisi attenta si rivelano falsificati, anche se mai con ingenuità
    così marchiane; pazienza, non mi sarebbe interessato più di altre
    baggianate che ho letto, ma qui era in gioco un finanziamento gigantesco,
    se messo a confrinto con la miseria che l’Italia destina alla ricerca
    scientifica… Basta, col cadere del centro destra e relative protezioni
    politiche quel programma è caduto. (Ora avremo per controparte da lottare
    coi sicofanti di Pecoraro Scanio che sostengono che il problema
    dell’energia si risolve con l’idrogeno … dimenticando che per
    “sbruciare” l’idrogeno bruciato onde poi ribruciarlo il bilancio
    energetico è in passivo… ma tanto la gente ci crede e si riempie la
    bocca di ecologismo a parole; basta che non gli tolgano la partita di
    calcio…)
    Bene, si vede che sto diventando vecchio per davvero e non mi va più bene
    niente.

    Mi piacerebbe farti leggere, ma è roba lunga e frammentaria, le varie polemiche in cui mio malgrado ho finito per farmi coinvolgere, per esempio in relazione a un fantomatico
    gas (che ha il peso molecolare medio dell’attesa miscela CO + H2) ottenuto
    facendo scoccare un arco elettrico subacqueo tra due elettrodi di carbone,
    e che invece è stato brevettato in America con un nome che ora non ti dico
    (si ha a che fare con interessi finanziari forti e con marpioni “di
    avvocato facile”) come un gas costituito da solo idrogeno in una sorta di
    forma polimerica in cui gli atomi sono tenuti insieme da forze magnetiche
    (gli altri atomi non si sa che fine abbiano fatto). Franchini, se glielo chiedi, ti potrà mettere a conoscenza di caterve di simili pseudoinvenzioni scientifiche dietro le quali si celano interessi
    economici abbastanza forti.

  20. Caracolla ha detto:

    Il blog dei 22 medioevi e` diventato ormai inutile. Un ribollire squallido-acido dei soliti quattro gatti che urlano l’avvento imminente del nuovo ordine energetico/spirituale universale. A quei pochissimi che erano rimasti sani di mente veniva richiesto il pentimento immediato. La sanita` mentale e` una colpa grave nel mondo newage. Quel blog (ma sarebbe piu` giusto dire Quelo Blog) non si riesce piu` a leggere ma nemmeno a guardare distrattamente. Non e` piu` divertente e` solamente noioso. L’accusa massima che veniva lanciata a Franchini era il tetragono resistere ad ogni millimetrica deviazione dai sacri testi della scienza ufficiale. Ebbene la nemesi si compie: oggi questo blog e` divertente, istruttivo, ed anni luce piu` pluralista del loro.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Non posso fingere di non essere lusingato da questo riconoscimento, che va esteso a tutti i partecipanti, compreso Caracolla. Fu Ant0p a lanciare la definizione di blog tetragono. Non si sente più. Nemmeno Gwon, che ha lanciato il piezo. Hanno cambiato nick o si sono stufati?
      Colgo l’occasione per dare il benvenuto al Dr Andrea Petrucci, anche se prima di me l’ha fatto Max. Allora doppio benvenuto.
      Grazie e buon pomeriggio

  21. Giancarlo ha detto:

    Dall’intervista di Peter Hagelstein a Maurizio Melis:
    L’apparato è stato fatto funzionare per 23 giorni e secondo Hagelstein in questo periodo è rimasto acceso più o meno il 40% del tempo. Il professore ha anche precisato che, cito testualmente, “l’energia prodotta dal dispositivo eccedeva la scala chimica in meno di
    un’ora”. Che cosa vuol dire? Che, dopo meno di un’ora dall’accensione, l’energia prodotta
    dall’apparato risultava superiore a quella che sarebbe stato in grado di produrre un
    qualunque apparato delle stesse dimensioni, alimentato da una fonte di energia chimica,
    inclusa la più potente.
    ……..Inoltre il dispositivo dimostrativo ha una potenza ridottissima, solo 1/10 di watt.

    Nel tempo e con la potenza riportate l’apparato ha prodotto 79.488 Joule. La stessa energia (gli abbuono anche l’energia di innesco) prodotta da una piccola batteria 12V 1,84Ah. Le dimensioni dell’apparato dimostrato sono visibili nelle foto che si trovano sul web. Mi pare che non tornino neppure i numeri diffusi nei primi giorni (migliori per loro!), ma onestamente non ho voglia di controllare.

    Sono senza parole. E’ difficile pareggiare il brevetto di Zawodni (ha brevettato tre nuvolette) ma c’è una corsa a toccare il fondo irrefrenabile. Ma forse i fessi siamo noi che ci ostiniamo a lavorare seriamente. “Melis, per caso ci legge? Ce l’ha un amico elettricista?”

  22. Camillo Franchini ha detto:

    @mW

    Scusate ancora per il fuori tema.

    L’Olocausto non è mai fuori tema.
    Ho visitato molti campi di concentramento nazisti: Dachau, Oranienburg, Risiera di San Sabba, Sachsenhausen. Ho visitato il Museo Ebraico di Berlino, il Memoriale Ebraico ancora a Berlino.
    Ho visitato il cimitero ebraico di Praga.
    Da piccolo ho conosciuto una famiglia di ebrei che viveva nascosta presso una famiglia vicina; mi ricordo di una ragazzina della mia età che si chiamava Lia, molto fine e riservata . Un’altra bambina ebrea venne mandata da sola da Roma e anch’essa fu ospitata da una famiglia del paese. Anche un ragazzo. La ragazzina finì per sposare uno del luogo.
    Insomma, quei fatti lontani mi hanno in qualche misura toccato di persona.
    Per questo mi prende l’angoscia quando la ragazzona olistica scarica fiele sugli Ebrei. E’ una strana donna, che finirà per spegnere il blog di Daniele.

    • Miglietto ha detto:

      Più che spegnerlo, direi che lo sta animando come non mai. Daniele può anche ritirarsi in pensione e lasciare tutta la bottega in mano sua. Con la raffinatezza di un pescatore scozzese ubriaco e i modi materni di una kapò con i travagli della menopausa lo ha trasformato nel mercato del pesce di Mazara del Vallo. La furia che la travolge nella maggior parte dei suoi deliranti commenti farebbe impallidire e scappare a zampe levate anche l’Idra di Lerna. Se Ulisse avesse avuto la fortuna di averla come membro del suo equipaggio, sarebbe tornato a Itaca ad abbracciare la sua Penelope in 20 giorni invece che vent’anni. 🙂
      Mi spiace ma se l’è cercata. Ora non voglio più abusare di questo spazio per mie ripicche personali e se Camillo, decide di non pubblicare questo mio sfogo, lo capisco e lo accetto volentieri.
      Buona serata.

    • mW ha detto:

      La ringrazio per lo spazio che mi ha dato. E’ triste che io abbia potuto scrivere solo qui.
      Sono stato bannato mentre tentavo di postare ciò che ho postato qui, in risposta agli interventi che ho linkato, sul sito dove sono apparsi.
      Sono stato bannato solo per questo.
      Non sono stato bannato per questioni inerenti all’e-cat.
      E’ bastata una piccola ricerca per dimostrare come quegli interventi siano menzogne e calunnie copiate ed incollate da un sito negazionista privo di ogni credito.
      Per non parlare poi delle continue riproposizioni di links a un documento infame come i Protocolli dei savi di Sion, pubblicati senza alcun problema sullo stesso sito.
      Ognuno risponde di ciò che scrive.
      Ma nel momento in cui si dà la completa libertà alle peggiori menzogne dei negazionisti dell’Olocausto, e contemporaneamente si censurano e bannano coloro che tentano di rispondere, si fà una scelta editoriale, che come tale è legittima.
      Tale scelta comporta però oggettivamente una scelta di campo molto precisa.
      Si sceglie di diventare un sito negazionista dell’Olocausto, un sito che pubblica senza fiatare i links ai Protocolli.
      Sono assolutamente sicuro che responsabile di quel sito non si renda affatto conto di cosa stia capitando, ma non posso continuare a chiedermi cosa abbia in testa.
      Non credo lo saprò più.

      • Camillo Franchini ha detto:

        Anche se su Passerini scherziamo in molti e lui giustamente ricambia, non lo ritenevo capace di bandire una persona che tenta di ristabilire la verità sull’Olocausto. E’ sicuro che si tratta solo di questo? Non avrà offeso qualcuno?
        Qui questo argomento non sarà mai OT.
        Lei scriva tutto quello che desidera sull’Olocausto, prenda tutto lo spazio che Le serve.
        Io mi commuoverò con Lei, come se avessi dei sensi di colpa.

        • mW ha detto:

          No, è tutto documentato.
          Non stia lì a commuoversi. Non ho subito nulla.
          Ho solo studiato qualche libro.
          Si fà quel che si ritiene giusto, finchè non si rischia troppo.
          Io dovevo scrivere queste cose e l’ho fatto.
          grazie.

        • mW ha detto:

          Mi scusi ancora,
          molto più realisticamente, sono stato bannato perchè cercavo di replicare alla ragazzona.
          Non posso immaginarmi che Passerini sia un negazionista. Non me lo posso immaginare.
          Ma se si sceglie (senza rendersene conto, continuo a sottolinearlo) di difendere una persona anche quando dice l’indifendibile, allora ci si assumono grosse responsabilità.
          Non credo che per l’e-cat ne valga la pena.
          Forse nemmeno per la relatività.

  23. Yuz ha detto:

    Camillo Franchini scrive:
    febbraio 23, 2012 alle 10:16 am

    Andrea Rossi
    February 22nd, 2012 at 6:33 AM
    The amount of electric power in kWe necessary to the E-Cat is 1/6 of the thermal enrgy in kWt produced.
    Warm Regards,
    A.R.

    Qua Rossi o si è sbagliato per la fretta o si è dato la picconata sul piede.
    Se le cose stanno come scrive, l’E-Cat non serve a nulla, a meno che uno non sia abituato a scaldarsi l’appartamento con energia elettrica comprata allo hard discount.
    Comunque sia, il valore dell’energia termica dipende dalla temperatura alla quale viene fornita; se si tratta della solita sfiatella vale davvero poco (gli ingegneri chimici la definiscono “calore a basso valore entalpico”).
    Dove trova i clienti se le cose stanno così?
    Vediamo se corregge il tiro.

    Di seguito il mio commento di ieri.

    Qua Rossi o si è sbagliato per la fretta o si è dato la picconata sul piede.
    Se le cose stanno come scrive, l’E-Cat non serve a nulla, a meno che uno non sia abituato a scaldarsi l’appartamento con energia elettrica comprata allo hard discount

    Dispiace, ma le impressioni riportate restano tali, cioè di nessun valore economico e ancora meno scientifico.
    Trarre delle conclusioni senza il supporto dei numeri è come minimo imprudente e l’intuizione può portare a considerazioni errate.
    L’energia elettrica costa circa 0,20 euro/kWh e un COP = 6 permette di ottenere energia termica a un sesto del costo: 0,20/6 euro/kWh = 0,033 euro/kWh.
    Tenendo conto dei ricambi semestrali pari a 0,001 euro/kWh il prezzo sale a 0,034 euro/kWh.
    A questo prezzo l’energia termica prodotta dall’E-cat è più economica di quella ottenuta dalla combustione della legna che al momento viene ritenuta una tra le fonti caloriche più economiche. L’energia termica ottenuta bruciando legna ha un costo di 0,038 euro/kWh a cui va aggiunto l’onere della manutenzione ordinaria (rimozione giornaliera della cenere) e straordinaria (pulizia annuale della canna fumaria).

    Comunque sia, il valore dell’energia termica dipende dalla temperatura alla quale viene fornita; se si tratta della solita sfiatella vale davvero poco (gli ingegneri chimici la definiscono “calore a basso valore entalpico”).
    Dove trova i clienti se le cose stanno così?

    Se viene usato per il riscaldamento domestico, il calore a 100°C pur di basso valore entalpico, è ottimale (100°C sono perfino troppi!).
    In ogni caso Rossi dichiara di raggiungere temperature operative anche di 400°C, cioè di entalpia non elevatissima ma sicuramente non bassa, sufficiente peraltro ad alimentare un eventuale motore a combustione esterna che con un rendimento del 17% almeno, permetterebbe l’auto sostentamento elettrico del’E-Cat.
    L’energia termica prodotta diventerebbe gratuita e resterebbero scoperti solo i costi dell’impianto.

    Vediamo se corregge il tiro.

    Penso che il tiro sia qualcun’altro a doverlo correggere.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Penso che il tiro sia qualcun’altro a doverlo correggere.

      Ripropongo a Lei le considerazioni che ho fatto a mW, anzi le copio proprio.
      Immagino che Lei abbia seguito lo scambio tra mW e me. E’ su questo thread.

      Fermiamoci al calore, senza altre pretese.
      Secondo me 2,5 J termici a 800 °C scaldano (restituiscono più calore) di 6 J termici a 30 °C.
      Possiamo pensare di trasformarli in energia elettrica e usare l’energia elettrica per scaldare. La differenza si vedrebbe, perché nel secondo caso disporremmo di meno energia.
      Ma forse questo passaggio non è lecito. Mi sono annodato?

      • mW ha detto:

        Per semplificare, consideriamo la stessa quantità di calore:1J
        Ho un serbatoio a 800°C e uno a 30°C.
        Decido di riscaldare il mio ambiente a 20° prelevando un J da uno dei due serbatoi.
        Immagino quindi di avere un serbatoio a 20°.
        In entrambi i casi è possibile trasmettere quella quantità di calore. Nel caso del serbatoio a 30°, ciò richiederà molto più tempo, oppure uno scambiatore molto grande.
        Qualora io trasformi il J a 800° in energia elettrica tramite una macchina ciclica operante tra il serbatoio a 800°C e quello a 20° otterrò una quantità di energia elettrica enormemente superiore a quella che otterrei con la stessa trasformazione ma effettuata tra il serbatoio a 30° e quello a 20° (si dimostra partendo da qua: -Qh/Th+(Qh-L)/Tc>0, l’entropia di un sistema isolato è in aumento ).
        Ma se poi la uso per scaldare una resistenza e infine riscaldare la mia casa a 20° che vantaggio ne ho?
        Alla fine la somma del calore di scarto a 20° e dell’energia elettrica trasformata in calore è uguale a 1J in entrambi i casi, e tutto si trasforma in calore a 20°C

        Certo, se scaldo la mia casa prendendo calore da un serbatoio a 800°, l’incremento di entropia del sistema (serbatoio+casa mia) è molto più spiccato che se mi scaldo prelevando faticosamente calore da un serbatoio a 30°. Insomma è un peccato.
        Questo mi porta a pensare che potrei fare di meglio.

        Potrei usare il joule a 800° per produrre energia elettrica, ottenendo 0,4J elettrici, poi con una pompa di calore potrei ottenere 1,6J a bassa temperatura, diciamo 40°C, con cui scaldare la mia casa.
        Quindi, ai fini del riscaldamento domestico, dalla combustione in centrale di 1J di metano, ottengo 1,6J di calore utile.
        Per avere lo stesso effetto con una caldaia a metano in casa mia, avrei dovuto bruciare 1,6J di metano.
        E non ho conteggiato il teleriscaldamento!
        Buona notte .

        • Camillo Franchini ha detto:

          Se io dispongo di un mattone di 1 kg alla temperatura di 800 °C ottengo lo stesso effetto di riscaldamento dell’ambiente a 20°C che se io avessi 9,75 mattoni a 100 °C.
          La quantità di calore ceduta all’ambiente è la stessa, però il mio mattone a 800 °C lavora con maggiore efficienza, dispone di un calore più pregiato perché ha una temperatura più elevata; infatti, un solo mattone a 800 °C è equivalente a 9,75 mattoni a 100 °C.
          Domani guardo nei dettagli le Sue argomentazioni.
          Buona notte

        • Yuz ha detto:

          @Camillo

          L’esempio dei mattoni che ha proposto non è adatto per spiegare la differenza fra 2,5J di calore a 800°C e 2,5J di calore a 30°C.
          Il suo ragionamento tira in ballo la capacità termica (CT) di un corpo che è una grandezza fisica diversa dall’energia termica (ET).
          Essa è infatti la quantità di energia termica per unità di temperatura (si esprime in J/°C o anche J/K).
          Passando al caso pratico, se la temperatura di un corpo si abbassa di 10°C, la quantità di energia termica liberata risulta

          ET = CT * 10°C

          L’equazione applicata al suo esempio mostra che un mattone a 800°C possiede più calore di un mattone a 100°C.

          Buona notte

      • Yuz ha detto:

        L’energia termica è una forma molto particolare di energia.
        Si trasferisce spontaneamente da un punto più caldo a un punto più freddo.
        Nel trasferimento è possibile convertire una parte del calore in energia meccanica con un motore termico; l’efficienza di conversione ha il suo limite massimo nel rendimento di Carnot.
        Da qui la diversa potenzialità del calore a 800°C e del calore a 30°C.
        Mentre con calore a 30°C non è possibile far funzionare una macchina termica con rendimenti utili (a meno che non ci si trovi al polo nord), con calore a 800°C l’opportunità diventa molto appetibile anche alle nostre latitudini.
        Con il lavoro ottenuto dalla macchina poi è possibile far funzionare una pompa di calore e in questo modo dai 2,5J iniziali a 800°C si può amplificare di n-volte il calore disponibile a 30°C.

        Ribadisco che per il riscaldamento domestico, ed è questo l’uso previsto per l’E-cat, i 100°C sono anche troppi. Non ha senso pretendere di avere calore a 800°C.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Ribadisco che per il riscaldamento domestico, ed è questo l’uso previsto per l’E-cat, i 100°C sono anche troppi. Non ha senso pretendere di avere calore a 800°C.

          E’ vero, ma l’E-Cat funziona con energia elettrica, che deve essere prodotta con metano, secondo un rendimento che può sfiorare al massimo il 40 %.
          L’E-Cat restituisce in energia termica 6 e riceve 1 in energia elettrica.
          Io affermo solo che che per riscaldare conviene bruciare metano, che produce una fiamma di quasi 1000 °C, piuttosto che passare per l’E-Cat, con il suo modesto rapporto 1/6. L’E-Cat ha inoltre un costo iniziale importante, per quello che si sa.
          Si tratta di entrare nei dettagli dei costi del metano e dell’energia elettrica, come ha fatto giustamente Lei, ma quel rapporto 1/6 incoraggia poco.
          Se ho tempo faccio due calcoli, ma credo che siamo anticipati da Livio.

  24. ulixes ha detto:

    “..Per questo mi prende l’angoscia quando ……………… scarica fiele sugli Ebrei. E’ una strana donna, che finirà per spegnere il blog di Daniele.”

    Avrei lasciato correre.
    Ma la coscienza mi impone di non tacere.
    Ritengo che lei non abbia ben capito i concetti esposti molto chiaramente dalla Signora Valeria.
    Oppure abbia fatto finta di non capire.
    Nel secondo caso il suo comportamento la collocherebbe nella non nobilissima categoria dei “mistificatori”.

    Cordiali saluti

    • Camillo Franchini ha detto:

      Mi collochi pure nella categoria che preferisce.
      Ho capito da tempo che aria tira da quelle parti: destra estrema, cattolicesimo radicale, antievoluzionismo, negazione dell’effetto serra, sciachimisti, antisemitismo camuffato dal più presentabile antisionismo, negazionismo, esoterismi di vario genere, tendenza alla scienza patologica, lotta allo “scientismo”, olismo. Forse (ma non sono sicuro) tracce di New Age e di Brian Josephson ultimi anni.
      La ragazzona olista dà semplicemente una voce stentorea e infantile a tutte queste forme di talebanismo intellettuale, che finirà per travolgere lo stesso Passerini.
      E’ solo più esplicita di altri, ma il magma dove si muove è quello.
      Finita nel ridicolo la saga Rossi, si tratta di sapere dove scaricare le energie residue. Non sono sicuro che Passerini trovi fisiologica la deriva a destra del suo blog.
      Cordiali saluti

    • oca sapiens ha detto:

      @Camillo – visto che l’argomento non è OT, mW ha ragione. E non immaginavo nemmeno io.

      @ulixes

      non nobilissima categoria dei “mistificatori”

      Non so a quale categoria lei appartiene, ma “Valeria” è stata molto chiara nell’esporre una forma estrema di negazionismo.
      Ognuno più constatarlo di persona – link per stomaci forti – chiedo scusa, ma fa vedere la reazione di D. Passerini alla protesta di mW.

      • Camillo Franchini ha detto:

        Mi rendo conto che dovrei dedicare più tempo a scorrere il blog di Passerini. Nel link citato la ragazzona olista imperversa come poche altre volte, ma anche il passero non è da meno.
        In mancanza di buona ciccia, tengono affilati i coltelli per altre battaglie. Speriamo che Celani se la cavi a Ginevra, altrimenti cominceranno le spedizioni punitive. Teniamoci pronti a rifiutare caffè da loro.
        Confermo: qua l’Olocausto non sarà mai OT; i negazionisti saranno però scartati in moderazione. Su questo argomento sono smaccatamente partigiano.

        • Ale ha detto:

          “Mi rendo conto che dovrei dedicare più tempo a scorrere il blog di Passerini. ”

          NO, Camillo NO!!! La prego, non lo faccia. Il degrado intellettuale e le cazzate granitiche giornaliere contribuiscono a formare una sorta di perversa dipendenza.

          Molto meglio se lei continua ad investire il suo tempo sul Web a istruire seriamente come fatto finora, secondo me.

          I blog come quello di Passerini e` giusto rimangano frequentati da cerchie di esaltati alla Bertoldo, che contribuiscono a rendere subito chiaro il target dei post parascientifici ed il livello medio dei lettori di quel blog fogna.
          Fanghificio?

          Il fango puo` anche curare, ha effetti benefici. La mer*a, che io sappia, no.
          (mi scuso per questa sortita stile Valeriona, come vede nove mesi su quel blog mi hanno peggorato)

  25. Livio Varalta ha detto:

    Camillo Franchini scrive:
    febbraio 24, 2012 alle 12:20 pm
    Fermiamoci al calore, senza altre pretese.
    Secondo me 2,5 J termici a 800 °C scaldano di più di 6 J termici a 30 °C.
    Possiamo pensare di trasformarli in energia elettrica e usare l’energia elettrica per scaldare. La differenza si vedrebbe, perché nel secondo caso disporremmo di meno energia.
    Ma forse questo passaggio non è lecito. Mi sono annodato? E’ possibile, anzi, probabile.
    Livio, Ugo, aiuto!

    Camillo,
    “Mi sono annodato?” Mi sa di si, o quello che presupponi e sottintendi tu non è lo stesso per tuoi interlocutori. Se immetto la stessa energia nello stesso ambiente in quell’ambiente sarà immagazzinata la stessa energia. Non capisco perché, se l’energia immessa si presenta a temperature diverse, l’ambiente dovrebbe immagazzinarne quantità diverse. L’unica diversità è il tempo. Maggiore è la differenza di temperatura minore è il tempo necessario a trasferire la stessa energia. Tutto un’altro discorso è la conversione dell’energia da un tipo ed un altro.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Il calore non ha significato da solo, deve sempre essere definito da una temperatura. La qualità di una sorgente termica è definita dal rapporto Q/T.
      Facciamo riferimento a una stanza da portare a 20 °C.
      Due sorgenti di calore, una che arriva a 1000 °C, una che arriva a 100 °C.
      Per ottenere lo stesso effetto di riscaldamento, per ogni caloria prodotta a 1000 °C devo produrre 1* 980/80 = 12,25 calorie a 100 °C.
      Come ho scritto prima, un mattone a 1000 °C riversa in ambiente tanto calore quanto 12,25 mattoni scaldati a 100 °C. Mattoni identici, con la stessa capacità termica.
      Ancora annodato? Livio, porta pazienza.

      • Livio Varalta ha detto:

        Prima di risponderti mi faccio un bel ripasso di Termodinamica, il tuo ragionamento è elementare, mi sa che ho dimenticato dei concetti di base.
        Il tuo concetto è diverso dal seguente, ma io non lo capisco:
        Nei quadri elettrici, per evitare la condensa si mettono delle scaldiglie (da 100W per es.). Si presentano come dei grossi radiatori in alluminio per apparecchiature elettroniche, raggiungono la temperatura di 50°C, grosso modo.
        Se al posto della scaldiglia metto una lampada ad incandescenza da 100W, ove la temperatura del filamento va ben oltre i 1000°C, ipotizzando che anche tutta l’energia della lampadina vada a finire nell’aria, l’ambiente quadro elettrico non viene mantenuto nel tempo alla stessa temperatura che lo mantiene la scaldiglia da 100W?

        • GIANCARLO ha detto:

          E’ chiaro che, invece, nel caso di un termosifone la temperatura è molto importante: la quantità di calore ceduta all’ambiente, a flusso costante, dipende dal salto termico ingresso/uscita dell’acqua. Questo salto termico è tanto più elevato quanto più elevata è la differenza tra la temperatura d’ingresso dell’acqua e temperatura della stanza; questo è equivalente a dire, come già detto da altri, che l’efficienza dello scambiatore aumenta col deltaT; di nuovo è la velocità con cui il calore viene ceduto all’ambiente che influisce sul risultato. Il tuo discorso sui mattoni a 800°C o 100°C vale solo se i mattoni transitano nella stanza su una carriola; altrimenti 2,5 Joule sono sempre 2,5 Joule.

        • GIANCARLO ha detto:

          @Varalta
          Certo che sì… 🙂

      • GIANCARLO ha detto:

        Mi sa che ti sei annodato. Il calore (energia), a qualunque temperatura si trovi, alla fine, in un ambiente adiabatico porta il tutto sempre alla stessa temperatura. La temperatura influisce sul tempo in cui questo scambio avviene e sull’efficienza con cui posso convertire il calore in altra forma di energia. Nei vari cicli termodinamici la temperatura compare sempre, qualche volta alla quarta potenza per cui si può immaginare quanto influisca sulle trasformazioni.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Bisogna che ci studi.
          A parte la questione cinetica, volevo sfruttare il fattore di qualità Q/T.
          A temperatura ambiente una certa quantità di calore contiene energia zero; a 10 gradi sopra la temperatura ambiente la stessa quantità di calore contiene una certa quantità di energia sfruttabile; a 1000 °C sopra la temperatura ambiente contiene molta più energia.
          2,5 Joule sono sempre 2,5 Joule solo per l’ambiente per chi li riceve. Ma per la sorgente? Per la sorgente interviene il fattore di qualità.
          Purtroppo non più il testo di fisica tecnica (Trevissoi), prestato e mai restituito, come un quinto dei miei libri. Ora però ho smesso.
          Bisogna che oggi ci studi.
          Buon fine settimana

        • GIANCARLO ha detto:

          Se ad energia sfruttabile aggiungi per eventuale conversione in energia più nobile hai sciolto il nodo.

        • Camillo Franchini ha detto:

          100 W elettrici in entrata; 100 W termici in uscita nei due casi. Se l’ambiente è chiuso e non scappa energia luminosa, la situazione dovrebbe essere identica e dovresti avere lo stesso effetto.
          Nel caso di Rossi le cose sono diverse, perché si sono più passaggi. Il metano produce energia elettrica; l’energia elettrica va in ingresso all’E-Cat; l’E-Cat restituisce 6 volte tanto come energia temica a 100 °C.
          Riferendoci all’energia contenuta in un metro cubo di metano ci si chiede: è meglio bruciare direttamente il metano che produce gas di combustione a 800 °C o è meglio utilizzare il calore dell’E-Cat, 6 volte superiore all’energia elettrica in entrata ma fornito alla temperatura di solo 100 °C?
          E’ lecito ignorare il rapporto Q/T?
          E’ solo questione di tempo di cessione del calore?

        • martinezrr ha detto:

          @ Franchini
          “è meglio bruciare direttamente il metano che produce gas di combustione a 800 °C o è meglio utilizzare il calore dell’E-Cat, 6 volte superiore all’energia elettrica in entrata ma fornito alla temperatura di solo 100 °C?”

          A volte stupisce come una persona tanto dotta possa incartarsi in certi ragionamenti facendo fatica a venirne fuori.
          Ragioni considerando la sua caldaia a gas e il suo impianto di riscaldamento a termosifoni. Faccia i conti considerando i costi del metano e dell’energia elettrica a casa sua con le temperature che ha a casa sua. Vedrà che ne uscirà fuori brillantemente.
          E’ proprio vero: “a ognuno il suo lavoro”. Uscire dai binari spesso provoca deragliamenti.

  26. ant0p. ha detto:

    camillo franchini:
    —-Fu Ant0p a lanciare la definizione di blog tetragono. Non si sente più. Nemmeno Gwon, che ha lanciato il piezo. Hanno cambiato nick o si sono stufati?—–

    la seconda che ha detto, volevo solo cercare di capire se l’e-cat funziona o no. probabilmente no, ma di prove facili e inequivocabili non ce ne sono ancora state. e probabilmente non ce ne saranno mai, andrà a finire come la blp o la steorn, qualche riccone disposto a buttarci un po’ di soldi a fondo perso si trova sempre e non si rischia nemmeno di essere accusati di truffa se la cosa non funziona come dovrebbe. a parte il tono drammatico/moralista sono sostanzialmente d’accordo con tia sul discorso della vendita delle licenze, probabilmente sarà il modo che rossi userà per uscire senza troppi danni dal buco in cui si è cacciato, tirando su un po’ di soldi senza rischiare troppo. il df si è già parato il culo con la rescissione del contatto e la porta lasciata socchiusa, basta lasciar passare il tempo e tra un anno o due tutti si saranno dimenticati di tutto. rimarranno solo gli annosi scontri tra olisti e tetragoni e chi come me era interessato più all’aspetto pratico che a quello teorico/ideologico avrà già salutato tutti da un pezzo..anzi saluto tutti già adesso a meno di sviluppi imprevisti rispetto a quello che si sta profilando. è stato interessante finché e durato, ma senza riscontri reali per adesso è ora di basta:))

    • Camillo Franchini ha detto:

      Mi pare che lo sviluppo dei fatti abbia dimostrato che un atteggiamento tetragono avrebbe risparmiato lo spettacolo di Levi che fa lo speaker di Rossi, di Villa che dichiara a Passerini di ricavare calore sensibile dai gamma, di Capiluppi in prima fila in un ambiente che, se le cose fossero andate come sperava Rossi, avrebbe ucciso tutti con i gamma di Villa che scaldano l’acqua ma ammazzano anche i cristiani. E soprattutto lo spettacolo di Focardi che va in giro a tenere conferenze illudendo la povera gente.
      Non sempre lo spirito galileiano impone di andare in giro con la Nikon a controllare quello che dicono di avere visto i guardiani di asini.
      Bastava che i bolognesi avessero spolverato i libri della loro biblioteca prima di affidarsi a Rossi, uomini e laboratori.
      Bologna – Baloney suona troppo bene perché l’espressione sia dimenticata presto.
      Comunque, piacere di averLa conosciuto (grammaticalmente corretto?).
      Buon fine settimana.

  27. Camillo Franchini ha detto:

    @mW

    2,5J dalla combustione del metano in centrale elettrica
    mi forniscono 1J di energia elettrica
    dal quale tramite l’ecat otterrei 6J di calore.
    Se bruciassi lo stesso metano nella caldaia di casa mia otterrei 2,5J per scaldarmi.

    Anche Lei non tiene conto che da una parte ha 6 J di calore a 100 °C, dall’altra ha 2,5 J a 800 °C. Il calore del metano è più pregiato di quello fornito dall’E-Cat non solo dal punto di vista dell’energia elettrica che se ne può ricavare, ma anche per scaldare un ambiente.
    A me sembra, ma posso sbagliare.
    Cordiali saluti

    • Yuz ha detto:

      @Camillo Franchini
      mW presuppone giustamente un rendimento di conversione a energia elettrica del 40% (1J da 2,5J).
      Ma esistono centrali termoelettriche in cui il metano viene usato per azionare una turbina a combustione interna (turbogas) e il calore dei fumi di scarico serve per alimentare una turbina a vapore. In queste centrali il rendimento sfiora il 60%.
      Dai 2,5J del metano si arriva a 1,5J elettrici che dall’E-cat vengono amplificati a 9J.

      Mi permetto di darle un consiglio: lasci perdere l’E-cat e sposti l’attenzione alla stupidità di bruciare un combustibile nobile come il metano solo per scaldarsi.

      • Camillo Franchini ha detto:

        Mi permetto di darle un consiglio: lasci perdere l’E-cat e sposti l’attenzione alla stupidità di bruciare un combustibile nobile come il metano solo per scaldarsi.

        Non posso lasciare perdere l’E-Cat, dopo l’uscita 1/6 di Rossi. Altrimenti cosa stiamo qua a fare?

        Ho spostato l’attenzione, ma qua si ragiona d’altro. E’ mW che vuole a rutti i costi bruciare metano, non io.

        @Livio

        A scanso di equivoci: per la stanza tutte le calorie sono uguali; il produttore di calorie deve invece tenere conto della temperatura alla quale le produce. Non per niente la combustione deve essere regolata in modo da raggiungere la massima temperatura dei gas di combustione. Farebbe lo stesso anche Rossi, nei limiti delle sue possibilità, anche se vuole solo scaldare casa.

  28. GIANCARLO ha detto:

    Da Passerini è comparso un intervento del Prof. Stremmenos. Il Professore ha l’effetto di indurmi spesso in perplessità. Cita un suo lavoro del 1999, in cui, in testa alla pagina 363 dice: il caricamento di H2/D2 in Ni è un processo endotermico e quindi favorito ad alte temperature con tutto ciò che consegue.
    Professore è sicuro? Ci sta dicendo che tutti i diagrammi di assorbimento che si trovano in giro sono sbagliati? Che quelli che stanno costruendo accumulatori energetici ad assorbimento/desorbimento di idrogeno hanno sbagliato mestiere?
    Nella lettera invece dice:
    Rossi ha intuito anche che i bassi redimenti energetici (5-15 watt) in tutti gli esperimenti della F.F. erano dovuti alla scarsa concentrazione dei idrogeno atomico, facilmente solubile e interagente col metallo. Predominava l’idrogeno o deuterio molecolare (H2, D2) estremamente stabili e insolubili alle temperature dei processi sia elettrolitico che diffusivo (incominciano a dissociarsi sopra i 2100 °C), quindi ha introdotto a mio parere, un catalizzatore chimico (?) che abbassa il livello termico della dissociazione del H2 in questo caso, creando abbondanza di idrogeno atomico facilmente interagente con il nichel.
    Mi pareva che l’idrogeno atomico sia solubilissimo nel Nickel e in tutti i metalli e che quello che entra nel Nickel diventi monoatomico di sua spontanea volontà, senza alcun catalizzatore; mi sbaglio? L’idrogeno entra dappertutto da solo senza nessun catalizzatore. Chiedere a chi posa cavi sottomarini sottoposti a 300 atmosfere che precauzioni debbono prendere per evitare di buttarli dopo pochi anni.
    Una domanda per tutti: ma perché Rossi riscalda il reattore invece di congelarlo? Non sarebbe meglio aumentare la concentrazione dell’idrogeno a parità di condizioni di pressione?

    • GIANCARLO ha detto:

      Leggasi:
      mi pareva che l’idrogeno molecolare sia solubilissimo

    • Camillo Franchini ha detto:

      il caricamento di H2/D2 in Ni è un processo endotermico e quindi favorito ad alte temperature con tutto ciò che consegue.

      E’ un errore marchiano. Depressione e riscaldamento tendono ad allontanare i gas da qualsiasi metallo, come risulta dai digrammi di stato. Questo significa che l’assorbimento è esotermico. Allo stato di piccoli cristalli si possono avere arroventamenti. Quasi sempre le polveri di metalli sono sature di gas assorbiti, che è impossibile allontanare del tutto. Tutti conoscono l’embrittlent da idrogeno, lo spauracchio degli ingegneri nucleari. L’idrogeno si infila dappertutto, scombina reticoli metallici, è una peste. Al CAMEN l’Agip Nucleare ha studiato a lungo l’infragilimento da polifenili dello zircaloy.

      un catalizzatore chimico (?) che abbassa il livello termico della dissociazione del H2 in questo caso, creando abbondanza di idrogeno atomico facilmente interagente con il nichel.

      Un catalizzatore interviene solo sulla velocità di raggiungimento dell’equilibrio, non sulla costante di equilibrio. La dissociazione di idrogeno e deuterio avviene solo se si fornisce alle molecole la necessaria energia di dissociazione. E’ però vero che il reticolo del metallo può scegliere se accogliere molecole o atomi; la scelta avviene in relazione alla diminuzione di energia libera: se l’energia libera reticolare si abbassa di più in presenza di atomi, le molecole di idrogeno o deuterio si dissociano e sono presenti come atomi. Ma nel reticolo non interviene il catalizzatore chimico; diventerebbe parte della lega.

      Una domanda per tutti: ma perché Rossi riscalda il reattore invece di congelarlo? Non sarebbe meglio aumentare la concentrazione dell’idrogeno a parità di condizioni di pressione?

      Non solo sarebbe meglio, ma il riscaldamento conseguente alla reazione nucleare dovrebbe allontanare l’idrogeno dal reticolo cristallino e arrestare la reazione. Ecco perché Stremmenos dice che l’assorbimento è endotermico. Però ha contro i diagrammi di stato.

      Io una volta ho scritto a Stremmenos; mi ha risposto con alterigia come se fosse ancora ambasciatore di Grecia. O gli dai retta, o si sente offeso, nemmeno fosse Passerini.

  29. mW ha detto:

    Dott.Franchini,
    non stò più seguendo la situazione.
    Mi limito a dire che ho avuto personalmente (e sempre documentatamente) scambi con Passerini su altri argomenti, e mi è sembrato persona molto informata e del tutto differente dallo stereotipo del negazionista, tutt’altro.
    A mente lucida, mi si passi il termine, posso solo pensare che sia “succube” della ragazzona.
    L’alternativa è che Passerini sia uno che legge e crede a siti negazionisti come la ragazzona.
    Per quanto sò di lui, questa alternativa mi è del tutto inconcepibile.
    A questo punto chiedo di chiudere l’argomento, perchè ciò che si doveva dire è stato detto, e mi sembra solo un accanirsi contro Passerini, e non mi và neppure questo.
    Spero che tutto questo trambusto porti consiglio.

    • Camillo Franchini ha detto:

      A questo punto chiedo di chiudere l’argomento

      L’argomento non può essere chiuso, dopo la segnalazione di Oca Sapiens del sito dove si farnetica. Sarà perché sono entrato impreparato, ma sono rimasto sconvolto dalla mercanzia che circola da quelle parti. Volendo, potrebbero essere denunciati.
      Non si capisce perché siano così clamorosamente usciti di tema, loro che cinguettavano tanto volentieri su Rossi, Levi e Celani, pieni di speranze energetiche. La ragazzona ha preso una cotta per Celani. Non accettano contrasti, obiezioni, richiesta di chiarimenti; bandiscono chi non ci sta.
      L’OT su questo argomento rimane quindi aperto; chiuso ai negazionisti e agli antisemiti in genere. Mi stanno sulle scatole per default.

      • Osservatore Anonimo ha detto:

        io mi sono fatto una stampa ed un quadretto di queste righe, pregevolissime:

        “Le radici del sionismo risalgono ad Attila, il feroce re degli Unni.
        Il suo esercito di legionari di ogni provenienza fu convertito alla religione ebraica e la impose nei territori che invadeva con feroce violenza. La sua conquista fu veloce e immensa, Leone I si genuflesse a baciare i suoi piedi per chiedergli di non distruggere le cattedrali della cristianità.
        Le discendenze di queste famiglie, nell’attuale Russia, Ucraina, Ungheria (soprattutto) Austria, ma anche Spagna dove si unirono ai Sefarditi, furono quelle che poi migrarono verso Israele dopo la concessione dei territori da parte del Regno Unito.”

        c’è dentro un po’ di tutto, è un delizioso distillato di pseudostoria xenofobica.
        e mi perdoni, Franchini, questi studiano la storia su youtube, quindi non resisto alla tentazione di fornire le mie fonti storiografiche:

        • Camillo Franchini ha detto:

          I giudizi storici sono relativi; per noi Attila era il “feroce re degli Unni”; per gli Ungheresi era un conquistatore abile e coraggioso. Attila è un nome comune in Ungheria. Un famoso chimico nucleare si chiama Attila Vértes. Non bisogna lasciarsi impressionare.

  30. Gherardo Gentzen ha detto:

    Caracolla:

    Il blog dei 22 medioevi e` diventato ormai inutile.

    Dipende. Penso che sia invece interessante per gli psicologi sociali. Ugo Bardi parlava su Cassandra, qualche giorno fa, dei seekers di Chicago, una setta esoterica che ricorda i 22 passeri, e che fu infiltrata per essere studiata:

    http://cassandralegacy.blogspot.com/2012/02/seekers-effect-why-we-keep-seeking.html

    Oggi la vita è più comoda, per studiare la psicologia di una setta basta Firefox.

    Oppure consideri la cosa da un punto di vista artistico. Abbiamo a che fare con persone convinte che i propri sogni (e incubi) siano realtà, e in fondo l’unico criterio che le tiene unite è proprio questo. Hanno mandato via i realisti e per un po’ scorrazzeranno indisturbati nelle proprie fantasie. Forse Andrei Tarkovsky avrebbe potuto tirarne fuori qualcosa.

    A me piacerebbe avere la cultura per capire questa bolla che sta implodendo al rallentatore davanti ai nostri occhi. Alla fine della contrazione, ci sarà spazio per tutti, o litigheranno e sarà emesso qualche neutrone?

  31. Gherardo Gentzen ha detto:

    Andrea Rampado:

    Caro Alessio, sono stato io che ho inviato questa nota a Daniele, ho preferito il suo blog perché è molto più incline a tematiche di questo tipo con una visione più ampia e corretta, sia sul piano dell’educazione sia sul piano etico, l’intervento non era propriamente scientifico.

    Secondo me la scelta di mandare in pasto a un pubblico non accademico un documento semi-accademico e poco accurato è molto discutibile. Siccome il documento non sembra essere apparso da qualche altra parte, devo presumere che gli autori lo abbiano scritto apposta per il pubblico di Passerini, oppure che non si siano curati della sua destinazione.

    Dico che il documento è semi-accademico perché, sebbene non sia tecnico, contiene citazioni ad articoli specialistici. I motivi per cui penso che sia poco accurato sono spiegati nelle mie lettere agli autori, riportate sopra.

    Consideri che il costo di ogni articolo su Physics Letters A, per chi non vi ha accesso tramite una biblioteca universitaria, è di $31.50. Possiamo ragionevolmente supporre che l’utente medio di Passerini si prenda la briga di comprarsi gli articoli? Io penso di no, lei che dice? E se anche qualcuno lo facesse, sarebbe in grado di leggerli? Un ostacolo è l’inglese, l’altro ostacolo è che occorre essere allenati al gergo scientifico, a come le cose vengono dette. Conta il modo e conta anche quello che non si dice. E poi, quanti sanno fare una ricerca bibliografica, specialmente per gli articoli che il documento non cita, e che invece sarebbero dovuti essere citati?

    A me questo sembra un documento di propaganda per un pubblico facilmente suggestionabile. Fornisce una versione molto rosea di una vicenda che invece è molto più controversa. Il mio scambio con gli autori, riportato sopra, lo dimostra, almeno per il momento e in mancanza di ulteriori precisazioni da parte loro, di cui rimango in attesa. Spero che questa cosa non la offenda, la mia critica non è rivolta a lei, che, in quanto non ricercatore, non è tenuto a un codice etico in tema di comunicazione dei risultati della ricerca.

    • Giancarlo ha detto:

      Mi spiace che il Dottor o Professor Petrucci sia scomparso. Mi sarebbe piaciuto sapere da lui, considerate le ppb di Alluminio da loro misurate, prima e dopo la cavitazione, e riportate negli articoli, come mai hanno intercettato solo 100 neutroni dei 10 alla 12 neutroni prodotti dalla cavitazione (che poi sono i numeri citati nel famoso documento Startec). Se sono stati inghiottiti anche loro dalle deformazioni spazio temporali, occorre immediatamente un Decreto Legge che blocchi questi esperimenti. Ricordate il panico suscitato dall’annuncio CERN che riportava come si volesse produrre in laboratorio un buco nero? Nella cavitazione mi pare avvenga normalmente. Poi si sa, piccoli buchi neri crescono…

  32. Ale ha detto:

    3 domande che mi rimbalzano da un paio di settimane:

    1)Reimond Zreick di Focus che dice? Si e` arreso?
    2)Il bel biondo Lewan? Come sopra?
    3)perche non si parla piu` del catalizzatore segreto?

    grazie a chi avesse qualche info in piu`

    • Camillo Franchini ha detto:

      3 domande che mi rimbalzano da un paio di settimane:

      Rossi? E’ come con le donne, lontano da Bologna lontano dal cuore. Se scalda le case degli americani, che beneficio ne abbiamo? Rossi è come Marchionne, ingrato ed esterofilo.
      4) Defkalion (Defekalion, secondo una versione irriverente) che fine ha fatto?
      5) Levi è sempre impegnato a costruire caffettiere advanced o si occupa di ff?

      In genere ci pensavano Krivit e Passerini a fornire materiale di studio.
      Ora sono in stanca tutti e due. Non resta che buttarci sul reperto archeologico di Celani.

    • Max Altana ha detto:

      Ale tu invece che ci dici di questi gamma che non sono ZERO come io credevo?

  33. Giancarlo ha detto:

    Non mi ero accorto che la lettera del Prof. Stremmenos continuava. Se ne avete voglia (vi avviso che è tempo perso) leggete da qua Credo che queste caratteristiche spettrali siano legate, come ragionevolmente si può supporre, a stati vibrazionali quantici discreti del sistema…
    a qua: quindi creare le condizioni di “fusione fredda” di questo isotopo dell’idrogeno ingabbiato nel palladio, con conseguente produzione di He4 + 24 MeV di energia.
    Quel Credo è assolutamente fuori luogo, del Raman si sa tutto da decine e decine di anni.
    Io stesso con la spettrografia Raman e con l’effetto Raman stimolato ci ho giocato una quindicina di anni. Mi pare che il Prof. abbia scambiato la causa con l’effetto e al solito fatto confusione con gli ordini di grandezza. Nell’intervista di Melis, Hagelstein parla di due fotoni rossi che in un cristallo si combinano in un fotone verde: non è vero ma mi è chiaro che Melis ha capito male, i fotoni sono vicino IR (1,064 micron) e il fotone verde ha frequenza esattamente doppia (0,532 micron); Hagelstein è specialista di queste cose e coi laser è molto più bravo di me. Nel caso del Prof. Stremmenos leggo e rileggo ma non comprendo proprio il significato di quello che dice (a proposito i modi fondamentali di vibrazione in una molecola sono 6, altro che oscillatore armonico) salvo che alla fine arriva a parlare del SERS (Surface Enhanced Raman Scattering). Vorrei che qualcuno che frequenta questo blog ed è vicino alle cose di ottica desse una letta e ci facesse conoscere il suo parere, così magari ci possiamo confrontare. Potrebbe provarci Pinco Pallo/Mahler.
    A Roma è primavera e la neve di 10 giorni fa un simpatico ricordo. Vado a farmi una passeggiata.

  34. alessandropepe ha detto:

    Gentile Professor Franchini,

    è la prima volta che scrivo in questo blog e sono un assiduo frequentatore del sito di Daniele Passerini. Ho anche organizzato insieme ad altri l’incontro con il professor Celani. Ho assistito in questi mesi ad una ‘guerra’ senza esclusione di colpi e più studio la questione (da un punto di vista socio culturale ed epistemologico, non scientifico) e più la questione si fa confusa. Le devo dire che non apprezzo quando sian in questo blog che in quello di Daniele si scade nell’insulto personale, nella derisione o peggio nella calunnia. A me interessa capire se la ricerca sulle LENR ha senso di esistere e se esistono forze da ambo le parti che cercano di ostacolarla od osannarla per motivi non prettamente scientifici. Allego qui sotto un commento che ho appena lasciato sul sito di Daniele. Non è mia intenzione cercare di unire due mondi cosi distanti tra loro ma vorrei capire, e secondo me tanti altri insieme a me, cosa c’è in tutte queste discussioni di non strumentale alla denigrazione di un supposto ‘avversario’.

    un saluto e grazie per l’ospitalità

    alessandro pepe ha detto sul sito di 22passi…

    @gdmaster
    giuro che non è una provocazione. ma cosa ti ha riportato da queste parti?

    se mi posso permettere, nel mio lento e sconnesso studio delle persone, dei commenti e delle valutazioni sulla fusione fredda e affini comprendendo tutto l’arco costituzionale da Franchini a Daniele, mi è parso di notare che vi siano due mondi distinti e separati: chi ha fiducia nella ricerca sulle LENR e chi le considera una bufala totale. Mi pare di notare inoltre che coloro che più sono preparati nel campo della fisica nucleare sono i più scettici (non è questo necessariamente un elemento probante di invalidazione delle stesse). Vorrei sapere dove ti collochi tu e nel caso tu sia convinto dell’assurdità di una reazione nucleare a bassa energia cosa ti porta a commentare in questo blog? ripeto, non è una provocazione, ma il tentativo disperato di trovare un linguaggio comune tra ‘apocalittici e integrati’ perchè penso che solo così la discussione all’interno di questo ed altri blog può assumere un significato più esteso e costruttivo della sindrome da appartenenza di squadra (se non sindromi peggiori).

    @Daniele
    apprezzo molto la tua precisazione e presa di posizione. forse sai che ogni volta che si toccano determinati temi i rischi di fraintendimento sono alti, come forse sai che il web brulica di siti che con la scusa di un complotto finiscono per parlare di negazione dell’olocausto, savi di Sion e quant’altro. Per quanto mi riguarda sposo il principio della totale libertà di espressione ma al contempo ritengo saggio da parte di un gestore di un blog limitare ogni deriva strumentalizzabile in senso estremo. Infine mi permetto di suggerire che se si vuole dare spazio, voce e conforto alla ricerca sulle LENR, l’unica via è provare ad interagire con chi è più competente anche se nutre uno scetticismo in buona fede.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Benvenuto.
      Rispondo per la parte che mi compete.
      A me interessa capire se la ricerca sulle LENR ha senso di esistere e se esistono forze da ambo le parti che cercano di ostacolarla od osannarla per motivi non prettamente scientifici.
      Il solo approccio scientifico al suo desiderio di conoscere come stanno le cose con le LENR è usare le banche dati aggiornate. Se le LENR sono riportate, esistono, altrimenti sono solo ipotesi fantasiose. Le banche dati rappresentano la scienza generalmente accettata. Esiste una scienza di altro tipo? Non lo so e francamente non me ne importa. C’è chi cura le malattie con cristalli, con soluzioni diluitissime, l’imposizione delle mani. Facciano, se ci credono…
      La stessa risposta dò a Max Altana, che chiede ad Ale:
      Ale tu invece che ci dici di questi gamma che non sono ZERO come io credevo?
      Lo strumento per saperlo esiste, è una banca dati. Per inciso io stesso ho già fornito la risposta al quesito di Max, se si riferisce alle reazioni di Focardi. Non è una mia invenzione o deduzione, ovvio, ma la citazione di una voce di una banca dati.
      Se dovesse scrivere una tesi sulle LENR, dovrebbe fare come Le ho suggerito, non ci sono alternative. Diventare espertissimo nel porre queries alle banche dati ed estrarre ogni sorta di informazione utile al caso che affronta.
      Deve essere impegno di chi si occupa di LENR scrivere articoli che reggano la peer review, per entrare nelle banche dati.
      Nessun ricercatore ha il tempo di inseguire tutte le suggestioni; deve per forza affidarsi alla letteratura dei centri di raccolta dati internazionali, tipo BNL o IAEA o centri analoghi francesi, giapponesi, russi, cinesi.
      E’ possibile alimentare per anni un blog sulle LENR o su altri items di scienza al limite, ma l’iniziativa non è seguita dai professionisti, perché i professionisti sanno che i blog sono alimentati da fans, non da esperti. Questo è forse il solo blog che raccoglie esperti in varie materie scientifiche, per cui si è creato uno scambio virtuoso di interazioni: io ho imparato molto da Giancarlo, Bardi, Guglielmi, Varalta, Marco DL, Luca, Tia, Caracolla, Cataflic, per citare solo pochi nomi. Ci è voluto un po’ di tempo a raccogliere le persone adatte, ma ha funzionato.
      Io non intendo parlar male di 22passi; è stata scelta un politica editoriale precisa e riconoscibile, del tutto legittima (a parte l’antisemitismo). Se funziona, significa che merita di funzionare. E viceversa.
      Segua il caso Celani a Ginevra; sarà istruttivo sia per Lei sia per me. Celani va là apposta. Manca meno di un mese. Se lo ascoltano con interesse, significa che ho preso un granchio colossale.
      Riprenderemo il discorso al suo ritorno.
      Grazie per la pazienza e cordiali saluti.

      • alessandropepe ha detto:

        Gentile Professor Franchini,

        grazie per l’ esaustiva e pronta risposta. Mi riprometto di risponderle appena avrò elaborato il suo punto di vista.

        • mW ha detto:

          ciao Alessandro Pepe,
          io credo che il problema si ponga in termini molto semplici:
          In questa discussione si è fatto riferimento a fatti molto precisi,
          cui ti rimando:
          https://fusionefredda.wordpress.com/2012/02/21/cardone2/#comment-3946
          Mi sei sembrato persona portata allo studio attento e quindi prenditi pure il tempo per darmi una tua opinione su questi fatti e sulla mia analisi.
          Per me, quello che ho linkato è negazionismo dell’Olocausto, per te?
          E’ su questi fatti moto precisi che ci si aspetta una presa di posizione chiara.
          Bastano pochissime parole, ed è folle che non vengano dette.
          Tutto il resto è inattinente e non precisa proprio nulla.
          Scusami, ho un modo di fare nervoso, non è colpa tua.
          Ciao, Buonanotte.

    • Giancarlo ha detto:

      @Alessandro
      Io mi diverto, questa è la ragione che mi porta a frequentare vari blog sulle LENR invece di lavorare. Perché sono tornato su 22passi? Lo continuo a leggere per curiosità. Perché ospita lettere bislacche di Stremmenos che scrive cose incomprensibili e non si sa perché, ma non ci dice mai se ancora frequenta Defkalion. Oggi nella fattispecie Nemo ha fatto una domanda strana, incomprensibile a prima lettura, che io ho capito invece benissimo per aver lavorato anni fa su un problema analogo. E siccome mi è sempre piaciuto fare divulgazione scientifica con parole semplici, ho risposto.
      Credo nelle LENR? Di principio no; ho creduto in F&P all’inizio, le notizie viaggiavano molto più lentamente all’epoca. Recuperai con fatica i lavori di S. Jones sulle anomalie del Palladio. I miei colleghi fisici mi convinsero che gli esperimenti erano stati condotti male. In fisica tutto può succedere: se qualcuno mi dicesse che a 5 Kelvin una lega NiH irrorata da un campo a 7 THz genera neutroni e gamma lo starei a sentire. Se qualcuno mi dice che scaldando la stessa lega con un catalizzatore segreto a temperatura ambiente ottiene molta energia ma niente gamma e neutroni penso che mi stia prendendo in giro, a meno che non mi dimostri il contrario con evidenza sperimentale. Le LENR fanno acqua da tutte le parti: Celani e W&L dicono cose incompatibili tra di loro, però vanno al CERN come rappresentanti dello stesso filone. NiH e PdD sono sistemi diversissimi, però tutti pensano che l’uno provi l’altro. Per farla breve una reazione LENR sarebbe figlia di un miracolo, dire che ci sono 22 miracoli in contemporanea al mondo mi pare incredibile. Mi pare incredibile che Hagelstein dica che dopo un’ora di produzione di un decimo di Watt è esclusa ogni origine chimica: ma non lo ricoverano? Perché lo sberleffo? Perché Hagelstein dei laser è un fior di scienziato che ha appena detto una bestialità; non è la signora Pina del piano di sopra.
      Per concludere questo sproloquio, non voglio sentir parlare di violazione dei principi di conservazione, specie quando sono più di uno in contemporanea ad essere violati.
      Oltre a questo detesto il razzismo, comunque mascherato.
      Ciao, prima o poi ti passo a trovare. Mi porto Luca Maroni.

    • Camillo Franchini ha detto:

      giuro che non è una provocazione. ma cosa ti ha riportato da queste parti?

      Mi spiega che differenza fa scrivere le proprie opinioni su un blog piuttosto che su un altro?
      Passerini e io non gareggiamo mica a chi ha più partecipanti.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Mi pare di notare inoltre che coloro che più sono preparati nel campo della fisica nucleare sono i più scettici (non è questo necessariamente un elemento probante di invalidazione delle stesse).

      Qual è un elemento probante, se non la competenza in materia?
      Se io voglio avere informazioni sulle caratteristiche dell’aoristo medio passivo, vado da un professore di greco, mica di ginnastica. Se non si è specialisti, ci si rivolge a specialisti e via. E’ un comportamento che pratichiamo ogni giorno nella vita comune.
      Veda se nel suo giro di conoscenze c’è un fisico o un chimico preparato; gli ponga domande e veda cosa risponde. Non ci vuole mica un blog dove, a causa degli pseudonimi, rischia di affidarsi all’opinione di un geologo o di un biologo marino.

    • Camillo Franchini ha detto:

      A me interessa capire se la ricerca sulle LENR ha senso di esistere e se esistono forze da ambo le parti che cercano di ostacolarla od osannarla per motivi non prettamente scientifici.

      La mia posizione è semplice: per quello che so come preparazione personale, considero le LENR falsa scienza che non merita finanziamenti pubblici.
      Consideri che lo studio delle LENR è cominciato nel 1989 e i risultati non sono riportati nelle banche dati; quindi si può affermare tranquillamente che non esistono risultati accertati e descritti.
      Negli Stati Uniti, lo SPAWAR ha chiuso con l’attività LENR; il DoE sconsigliò il governo di finanziare la ff; questa è la tendenza.

      Siccome La vedo molto interessata, proponga 5 LENR e dedicheremo una settimana ad esaminarle. Vedrà che a un attento esame perdono consistenza, si sfarinano. A Lei la scelta delle reazioni.

  35. robi ha detto:

    Sior Franchini
    l antisemitismo continua a mettercelo Lei.
    Se si diverte a dir bugie su 22p.riguardo al razzismo La prego di informarsi.
    Altrimenti si potrebbe pensare che a Lei fa comodo inveire su altri senza la dovuta certezza

    • Camillo Franchini ha detto:

      La prego di informarsi
      Mi ha informato Oca Sapiens, indicandomi questo sito, che Le suggerisco di visitare:

      http://22passi.blogspot.com/2012/02/il-lustro-di-22-passi-episodio-48366.html?commentPage=3

      E’ un link per stomaci forti, scrive Oca Sapiens. Controlli Lei stesso e riscriva, se Le fa piacere.

      • mW ha detto:

        Buonasera Dott. Franchini,

        le pongo un problema di terminologia:
        “antisemitismo” è cosa opinabile.
        “negazionismo dell’Olocausto” è un fatto.
        E’ un fatto per cui in Germania, Francia e molti altri paesi si và IN GALERA
        E’ un fatto che corrisponde perfettamente alla documentazione lei e oca sapiens avete vostro malgrado esaminato.

        Io e Oca Sapiens abbiamo usato il termine “negazionismo dell’Olocausto”, senza addentrarci nella psiche delle persone per sapere se nutrono o meno simpatia verso gli ebrei. E’ una perdita di tempo.
        Si potrebbe discutere in realtà se una persona che insiste a postare links ai protocolli dei Savi di Sion sia antisemita o meno.
        http://22passi.blogspot.com/2012/01/il-lustro-di-22-passi-episodio-8366.html?showComment=1326405992312#c7977219922310897153
        qui trova il post col link ai protocolli.
        PS troverà una voce di wiki cui ho aggiunto un dettaglio palesemente inverosimile.

        Buona lettura.

        • Camillo Franchini ha detto:

          A volte la storia è giusta. Perseguitando gli ebrei, Hitler ha costretto alla fuga i chimici e i fisici ebrei tedeschi (quelli che hanno potuto; gli altri sono stati assassinati), lasciando chimica e fisica in mano agli ariani della Deutsche Physik che non riuscirono a cavare un ragno dal buco in campo nucleare, per manifesta impreparazione.
          Per capire come fossero impreparati, legga l’interessantissimo “Il Club dell’uranio di Hitler”.
          http://www.sironieditore.it/libri/libri.php?ID_libro=978-88-518-0051-2
          Il corso della storia sarebbe cambiato se Hitler avesse avuto a disposizione gli scienziati ebrei tedeschi che lavorarono al Progetto Manhattan.
          Quos perdere vult Deus dementat.

        • Marco DL ha detto:

          Oggi ho postato il mio ultimo inutile messaggio da Passerini.
          Di fronte a commenti come questo:
          “…io ti posso solo dire che dato il numero dei superstiti, autodefinitisi tali (enorme), dato il fatto che nell’esercito del Terzo Reich c’erano 200mila soldati di religione ebrea, dato il fatto che ai vertici del partito nazional socialista prima e della Repubblica di Weimer c’erano tantissimi tedeschi e austriaci di religione ebraica, dato il fatto che durante i rastrellamenti venivano selezionati gli ebrei tra anti-sionisti (e via nei campi di sterminio) e filo-sionisti e via a servire l’esercito o nei servizi….beh, con queste e con molte altre deduzioni LOGICHE, ti posso dire che chi si adopera per il revisionismo storico e documentale della Shoah non fa bene, fa benissimo!”
          La pazienza e la tolleranza sono sinonimi di codardia e connivenza.
          In pratica, secondo il commento, Anna Frank e tutti gli altri bambini imprigionati ed uccisi metodicamente, sarebbero stati degli anti-sionisti.
          Daniele ha una struttura etica a sensi unici alternati, prima o poi capirà il messaggio contenuto nel commento, quando il semaforo invertirà il flusso dei pensieri.
          Intanto gli consiglio di leggere (o rileggere) con calma “La banalità del male” di Hannah Arendt.
          La tesi è che il male perpetrato da Eichmann – come dalla maggior parte dei tedeschi che si resero corresponsabili della Shoah – fosse dovuto non ad un’indole maligna radicata nell’anima quanto piuttosto ad una completa inconsapevolezza di cosa significassero le proprie azioni.

        • Gherardo Gentzen ha detto:

          Marco DL:

          Oggi ho postato il mio ultimo inutile messaggio da Passerini.

          Inutile è la parola giusta. Ha senso discutere solo con chi sa di cosa parla. Pensare di saperlo non è abbastanza.

          Riempirsi gli scaffali di libri illude la gente di sapere qualcosa, ma senza una buona scuola che selezioni i libri da leggere tra l’infinita scelta e senza l’esperienza sul campo, i libri non valgono nulla.

        • mW ha detto:

          @Marco DL
          consiglio anche una lettura di Norman Finkelstein, giusto per capire che razza di scorrettezza compie nei suoi confronti chi lo cita in un contesto negazionista.
          Ho usato il termine scorrettezza perchè non sono esperto in campo legale, e più in là non voglio andare.

          @ULIXES consiglio “La distruzione degli ebrei in Europa” di Hilberg, che lo stesso Finkelstein elogia e cita 100 volte.
          http://www.einaudi.it/libro/scheda/%28isbn%29/978880615191/
          poi, Ulixes, potrai leggere tutto quello che vuoi, ma prima ti studi per bene questo.

          Ripeto, definire Finkelstein storico revisionista e usare le sue parole a supporto di tesi negazioniste/riduzioniste è scorretto e non escludo sia reato anche in Italia.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Le ho censurato l’ultimo messaggio perché ha usato il vocativo “Sior Franchini”.
      Per evitare malintesi e per puntualizzare, ammetto che non si tratta di antisemitismo, ma di antisionismo.
      Vada al sito indicato da Oca Sapiens, legga gli interventi che hanno portato all’esclusione di mW e si renderà conto. Sempre che nel frattempo non siano stati cancellati. In diversi paesi d’Europa la negazione dell’Olocausto porta in galera.

  36. Ugo Bardi ha detto:

    Io di questa cosa avevo giurato e stragiurato a me stesso di non perderci più tempo; però vengono fuori cose talmente assurde che bisogna che qualcuno le dica. Panofsky ha fatto un paio di ottimi post sull’argomento, uno l’ho riprodotto sul “Nuove Tecnologie Energetiche”

    http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2012/02/25/e-cat-la-versione-di-panofsky/

    • Camillo Franchini ha detto:

      Ecco, la versione di Panofsky potrebbe essere l’epitaffio al mammozio di Rossi: qui giace…
      E’ difficile che dopo quell’articolo ci sia un seguito, a meno che non si entri nel penale, ambito familiare al nostro inventore. A quel punto però non si avrebbe più voglia di scherzare o di infierire.

  37. cataflic ha detto:

    Caro Camillo, direi che il giorno volga al desio, così come riassunto sinteticamente da Panofsky, che in poche righe ha sintetizzato 1 anno di blog.
    Penso che invece sarà molto più difficile che altre situazioni sperimentali vengano incasellate così facilmente, un po’ perchè in realtà i fatti si snodano in tempi più lunghi e meno circoscritti, un po’ perchè, nonostante i protagonisti alla fine siano una manciata, le loro sedi operative sfuggono ad un possibile confronto come da par suo ha permesso il nostro beneamato Rossi nazionale.
    ah….i bei tempi delle calorimetrie e dei gusci neutronici….

  38. Caracolla ha detto:

    Nel blog di Panofsky ho trovato un link ad una teoria strabiliante che spiega con dimostrazione inattaccabile molte delle tipologie/patologie del frequentatore quadratico medio di community del tipo 22 pazzi. Ecco il link al blog dell’autore (Uriel Fanelli):
    http://tinyurl.com/76k8fjn
    Articolo illuminante da leggere senza interruzioni. In particolare la sezione sulla rabbia sembra descrivere con precisione millimetrica la figura della ragazzona.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Di Uriel Fanelli non conoscevo nemmeno l’esistenza; ora bisogna che cerchi almeno uno dei suoi libri. Il suo pezzo è acuto e divertente.
      un idiota puo’ produrre piu’ merda di quanta tu non possa spalarne.
      Geniale, è termodinamica pura. L’entropia che porta a morte l’Universo.
      Come fate a trovare tanta roba?

    • Gherardo Gentzen ha detto:

      Un idiota può produrre piu’ merda di quanta tu non possa spalarne.

      Proprio così, è una sintesi perfetta di quello che avviene con i crackpot, per esempio gli appassionati (e anche qualche professionista) che dimostrano P = NP. Per ogni errore che tu trovi, quelli complicano la loro teoria di dieci volte. Non si stancano mai. Alla fine uno desiste e impara che è meglio ignorarli, anzi dargli ragione.

      Per questo è importante sapere quali sono le qualifiche di un interlocutore, specialmente nei blog con gli anonimi. Perché uno vorrebbe valutare in anticipo se il dialogo può essere costruttivo o se va a finire che si finisce sommersi. In quel caso meglio non cominciare proprio.

  39. Camillo Franchini ha detto:

    @Alessandropepe

    Ieri La consigliavo di rivolgersi a persone esperte per avere informazioni su LENR, fusione fredda e simili argomenti di pseudo scienza.
    Oggi ho trovato un sito che sintetizza la posizione di alcuni personaggi importanti, tre dei quali premi Nobel (Lederman, Seaborg, Gell-Mann; Seaborg ha scoperto il plutonio, è stato protagonista del Progetto Manhattan e per molti anni Presidente dell’Atomic Energy Commission USA; Lederman ha scoperto che i neutrini sono “mancini”; Gell-Mann ha inventato i quark. Persone fondamentali della scienza moderna).
    http://forum.mind-energy.net/62532-post19.html
    Legga voce per voce il giudizio che quelle persone danno della ff. Uno per tutti, Gell-Mann:
    “It’s a bunch of baloney. Cold fusion is theoretically impossible, and there are no experimental findings that indicate it exists.”
    Non si tratta di argomentazioni scientifiche, ma solo di giudizi finali. Quelli enunciati dai tre Nobel e da Maddox dovrebbero far riflettere.
    Legga per confronto ciò che scrive in calce Eugene Mallove, che tutti conosciamo.
    Mallove peraltro non era né chimico, né fisico, ma ingegnere, quindi la sua era solo “competenza riflessa”. Desiderava però esibire la sua competenza riflessa, un po’ come Hagelstein e Swartz.

    • Gherardo Gentzen ha detto:

      Penso che sia un errore affidare il giudizio alle citazioni tranchant dei premi Nobel. Nel mio settore il Nobel non si dà, ma ci sono ugualmente un buon numero di geni molto riveriti che, passati un po’ di anni dai loro giorni di gloria, cominciano a tromboneggiare, e spesso non ci beccano. Uno di questi, potentissimo, mi ha ostacolato la deep inference (e quindi la carriera) per anni, anche lui con frasi tranchant, ma alla fine ho dimostrato di avere ragione io.

      Mi affiderei invece al giudizio sereno e democratico di tutta la comunità, cioè dei revisori di articoli e progetti. Questo meccanismo non è immune da errori, per esempio tende a formare delle `mode´, e può sbagliare anche a lungo, ma è senz’altro più affidabile delle opinioni dei singoli, per quanto autorevoli. Per dire, tra i miei amici fisici io non ho incontrato una ostilità di principio alla fusione fredda, essenzialmente mi dicono `molto improbabile ma sarebbe carina´.

      Nella pratica quotidiana dei fusionisti freddi, quello che conta è comunque il secondo tipo di giudizio, quello della comunità, non sono i Nobel e il CSI gli avversari da battere, ma i loro anonimi colleghi revisori.

      • Camillo Franchini ha detto:

        Mi affiderei invece al giudizio sereno e democratico di tutta la comunità, cioè dei revisori di articoli e progetti.

        Leggo su Repubblica (Elena Busi, 24 febbraio 2012).

        Il vaccino che la scienza usa per difendere se stessa da frodi e sbagli si chiama “peer review”, ed è un filtro usato dalle riviste per pubblicare solo studi a prova di errore. Prima di essere stampate, le bozze degli esperimenti vengono inviate a due o tre esperti (i “referee”9 che anonimamente e gratuitamente scrivono la loro valutazione.
        “E un compito che viene preso molto sul serio – spiega Paolo Giubellino, fisico del CERN e dell’INFN che ha svolto il ruolo di referee per diverse riviste – e comporta due o tre giorni di lavoro. Non basta leggere la bozza dell’articolo, bisogna assicurarsi che anche il metodo sia corretto. Quanto a riprodurre i risultati, però, quello è oggettivamente impossibile“.

        Giubellino conferma che la recensione di un articolo è fatta esclusivamente sull’articolo, non si può richiedere che il revisore riproduca l’esperimento. L’articolo deve essere self-sustaining, i dati sperimentali devono essere forniti in modo da non essere contestabili. Il problema dei falsi scientifici, in grande aumento, si concentra sui dati, che possono (e qualche volta capita) essere abilmente “aiutati”.
        Il caso scoperto da Ericsson e messo in evidenza da te è stato un formidabile colpo di fortuna; è molto raro beccare furbate sui dati. Io ci ho provato solo sul Rapporto 41, ma posso solo immaginare che i revisori abbiano fatto le mie considerazioni, dal momento che è stato bocciato da cinque riviste.
        Odifreddi riporta una frase di Einstein:
        La scienza non è una repubblica delle banane, in cui si succedono rivoluzioni ogni sei mesi.
        Lo stesso Odifreddi scrive:
        Il pubblico si appassiona sempre ai cambiamenti epocali, ma forse nella scienza è più utile concentrarsi sugli aspetti ormai assodati, sui risultati acquisiti, che non sulle nuove idee che ancora attendono conferme e verifiche.
        Odifreddi tetragono conservatore?

        • Osservatore Anonimo ha detto:

          Franchini, lei è un troll. Lo sa benissimo che Odifreddi è un campione dell’ateismo, il Dawkins de’noantri. Il suo profilo aquilino e grifagno, senza dubbio semitico, mette subito l’antisionista sul chivalà. Odifreddi si sveglia la mattina e distrugge cinque o sei motori free-energy. Di pomeriggio cospira contro la Verità, celandola con mille disinformazioni. Di notte controlla i suoi grigi libri nei quali conta il denaro che ha usurato. Poi va a letto e sogna di essere Attila e aprire sinagoghe in franchising.

          NB: siccome ormai questo blog è ben indicizzato da google, si avvisa chi dovesse leggere queste righe, decontestualizzate, che le informazioni di cui sopra sono di natura grottesca e sarcastica. kthxbye.

        • Gherardo Gentzen ha detto:

          Forse nella scienza è più utile concentrarsi sugli aspetti ormai assodati, sui risultati acquisiti, che non sulle nuove idee che ancora attendono conferme e verifiche.

          Non capisco cosa significhi. Non so da quale contesto questa frase derivi, ma l’idea di ricerca è cercare cose nuove, mica ribadire quelle vecchie, quindi non capisco.

      • Camillo Franchini ha detto:

        Penso che sia un errore affidare il giudizio alle citazioni tranchant dei premi Nobel.

        Non posso non farlo, perché sono d’accordo con loro. Seaborg è, insieme a Huizenga, il chimico nucleare di riferimento per tutti i chimici; Gell-Mann, introducendo i quark, ha consentito di capire come funzionano i decadimenti beta e la forza debole; Lederman ha aiutato a capire certe caratteristiche dei neutrini, legati al decadimento beta. Contributi senza i quali molti di noi non saprebbero che cosa fare per guadagnarsi la vita.
        Provino altri, non io, a dimostrare che hanno fatto affermazioni azzardate sulla ff. Sono anni che dico le stesse cose. Fa piacere trovare conforto così in alto.
        Un chimico è abituato a jurare in verba magistri. Per esempio, come potrei fare chimica senza affidarmi a Willard Gibbs?
        Dall’altra parte c’è il premio Nobel Brian Josephson, che dirige il Mind-Matter Unification Project. Si interessa di argomenti completamente estranei al nostro ambito, più adatti agli spiritualisti-olisti che frequentano Passerini che a questo blog. Non ha importanza se si schiera pro o contro la ff, perché non si è mai occupato di reazioni nucleari. Quelli di sopra sì.

        • Gherardo Gentzen ha detto:

          Certo, tu giudichi come ti pare, come ognuno, ci mancherebbe. Intendevo dire che è un bene che il giudizio sulla ricerca, specialmente i finanziamenti, sia affidato, in generale e in media, a un peer reviewing il più possibile indipendente dall’opinione dei notabili. In particolare, è bene lasciar esprimere i giovani, quelli che i premi non li hanno ancora vinti e che mantengono una sana insicurezza delle proprie opinioni.

  40. Gherardo Gentzen ha detto:

    Caro Sig. Pepe, aggiungo la mia opinione sulla sua lettera. Quello che vorrei dirle è che non esiste nessuna guerra. Le lotte planetarie sui brevetti, i complotti, gli insabbiamenti sono tutte fantasie dei delusi, siano essi sognatori del pubblico o ricercatori frustrati da anni di insuccessi. Sono fantasie basate su `indizi´ che non reggono al minimo esame critico.

    La situazione in realtà è molto chiara, anzi è trasparente. In molte istituzioni nel mondo, incluse alcune prestigiose come l’MIT o anche solo famose come la NASA, esistono ricercatori che in piena libertà si dedicano alla fusione fredda o altre forme esotiche di reazioni nucleari. Siccome non hanno finora ottenuto risultati sufficientemente incoraggianti, le loro ricerche non attirano i migliori giovani scienziati e talvolta faticano a trovare fondi, ma sono proseguite per ben 23 anni. Questi ricercatori continueranno indisturbati se si affideranno ai normali canali di finanziamento e si atterranno alle normali regole della deontologia scientifica.

    Come può vedere anche leggendo qui sopra, i lavori sul nucleare esotico vengono pubblicati anche da riviste prestigiose. Peccato che il lavoro sul piezonucleare su cui discutiamo qui abbia sprecato la sua occasione e gli siano stati contestati errori clamorosi. Però non si può certo dire che la colpa di questo sia dell’ostracismo della comunità scientifica o addirittura di una guerra in atto, e infatti gli autori stessi del lavoro non lo fanno.

    Noi non ci conosciamo e quindi non le chiedo di fidarsi di me, vorrei solo invitarla a chiedere le opinioni di altri ricercatori di cui lei possa fidarsi e che non si occupino di nucleare, cioè che non siano in conflitto di interessi. Vedrà che le diranno le stesse cose.

    Quello che lei vede in questo blog, a parte qualche ironia (mai cattiva) sugli incrollabili fedeli, sono critiche motivate e argomentate, e sottolineo motivate e argomentate, al lavoro e alla condotta professionale di alcuni ricercatori. Non si tratta di una guerra, si tratta di normale dialettica scientifica e deontologica, che avviene nel contesto irrituale di un blog semplicemente perché sui blog è nata la faccenda Rossi.

  41. mW ha detto:

    Caro Alessandro Pepe,
    sperando di esserti d’aiuto nello studio dei fatti, ho caricato in rete
    le stampe in formato pdf della documentazione di cui stiamo parlando.
    Questa è la discussione:
    http://www.mediafire.com/?6niqwy1bguv733a
    questo invece è il sito negazionista che riporta esattamente le stesse argomentazioni dell’utente Valeria. La somiglianza è impressionante e rasenta il copia incolla.
    http://www.mediafire.com/?tx6503lebfdo9sd

    Io vorrei che tutti e anche tu, si esprimessero su questi fatti e solo su questi.
    Devi pensare che io ho letto il libro di Finkelstein citato, e proprio grazie
    a lui ho conosciuto l’Opera di Roul Hilberg, che reputa, nello stesso libro, un capolavoro.

    Io ho visto l’utente Valeria definire Finkelstein “uno storico ebreo revisionista”
    e usare le parole di sua madre fuori contesto per supportare tesi negazioniste.
    Immagina come mi sono sentito.

    Ma ho mantenuto la calma, e ho iniziato a provocare l’utente Valeria, fingendo financo di non conoscere Finkelstein per vedere la sua reazione.
    Come hai già valutato ampiamente, sono stato il primo a scrivere la verità su di lui.
    Chi lo ha difeso?
    Chi lo ha diffamato?

    Alessandro, io apprezzo i tuoi modi e le tue intenzioni, e ti dico che a tutto questo vi è soluzione semplicissima.
    Poi tutti ci scorderemo il passato.
    Ma questa situazione non possiamo risolverla ne io ne tu.
    Attendo una tua risposta e resto a disposizione per qualsiasi chiarimento io ti possa dare.
    ciao,
    a presto.

  42. Camillo Franchini ha detto:

    @Gherardo Gentzen

    Forse nella scienza è più utile concentrarsi sugli aspetti ormai assodati, sui risultati acquisiti, che non sulle nuove idee che ancora attendono conferme e verifiche.

    Anch’io sono rimasto perplesso, infatti ho commentato “Odifreddi tetragono conservatore?” Siccome so che non è così, significa che qualche volta anche Omero sbaglia. Oppure si esprime male.
    Contestualizzando, Odifreddi forse intendeva: siccome la relatività di Einstein è alla base della scienza moderna ed è ampiamente dimostrata (noi stessi la stiamo utilizzando ogni volta che stabiliamo se una reazione nucleare è endo o esoergica), le idee che tendono a demolire la relatività devono essere trattate con grande cautela e gli esperimenti che sembrano convalidarle devono essere ripetuti in più sedi e in diverse condizioni sperimentali, prima di essere esposte in forma di scoop. Se Antonio Ereditato avesse aspettato fino al 24 febbraio 2012 prima di indire una conferenza stampa, sarebbe stato meglio per tutti, non solo per loro. Uscire con l’ipotesi dei neutrini superluminali è stato spaventosamente impegnativo. Non so chi altri l’avrebbe fatto.
    Spero che Odifreddi intendesse questo.

  43. Gherardo Gentzen ha detto:

    Camillo:

    Se Antonio Ereditato avesse aspettato fino al 24 febbraio 2012 prima di indire una conferenza stampa, sarebbe stato meglio per tutti, non solo per loro.

    Mi sembra difficile riuscire ad aspettare a parlare con la stampa in un caso così clamoroso, con centinaia di persone coinvolte negli esperimenti, un talk al CERN, eccetera. Credo che l’unica opzione realistica in questo caso sia di fare tutto con rigore e alla luce del sole e far ben presente che si tratta di risultati da verificare. Mi sembra che abbiano fatto tutto per bene.

    Tra l’altro la cosa fornisce un esempio perfetto di come si deve annunciare un caso di scienza clamorosa e mostra ancora meglio gli errori che Levi e UniBO hanno fatto nel caso Rossi. Tra l’altro i neutrini veloci sono molto meno importanti della fusione fredda per il destino immediato del pianeta.

    Sia Ereditato sia Levi hanno detto: abbiamo visto qualcosa che sconvolge la fisica nota, bisogna indagare meglio. Però Ereditato ha lavorato con rigore per mesi, con centinaia di persone nei loro laboratori, e ha messo a disposizione un articolo dettagliatissimo e molto difficilmente attaccabile, per cui tutti hanno potuto iniziare la replica dell’esperimento. Invece Levi ha scritto tutto solo soletto un rapportino sgangherato e pieno di errori, su un oggetto di cui non ha mai potuto disporre, e che scaricava chissà cosa in un cesso di uno spoglio capannone, per di più basato su un componente dichiaratamente segreto, quindi non riproducibile per definizione. Poi Focardi è andato alla tele a dire che quella era l’invenzione più importante nella storia dell’umanità. Grottesco, no? Infatti Bologna è diventata Baloney.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Credo che l’unica opzione realistica in questo caso sia di fare tutto con rigore e alla luce del sole e far ben presente che si tratta di risultati da verificare.

      Se davvero il problema è consistito in uno manicotto male avvitato, si ha l’impressione che loro siano stati più veloci dei neutrini più veloci della luce. Fisici superluminali.
      Se fosse stato vero, si sarebbe trattato di smantellare e ricostruire la fisica di un secolo, ci hanno pensato?
      Il confronto con Levi è impossibile, perché il video che mostra Levi che spiega con sussiego come funziona l’informe zampone di modena avvolto nella carta stagnola per non perdere l’aroma è diventato un pezzo di cinema storico, da conservare per edificare i nipoti più piccoli.
      E’ entrato in azione il fanghificio?

  44. Gherardo Gentzen ha detto:

    Se fosse stato vero, si sarebbe trattato di smantellare e ricostruire la fisica di un secolo, ci hanno pensato?

    Ma certo. Ma non è forse quello che molti fisici si aspettano? Io ci spero, così capiterà ai vecchi fisici quello che capiterà a me. Anzi, che mi sta già capitando. Mal comune mezzo gaudio.

    Nel mio piccolissimo, e a parecchio meno di cinquant’anni, vedo che gran parte delle convinzioni che mi ero fatto sul futuro della teoria della dimostrazione sono false, che il mio modo di vedere è ormai troppo condizionato in parte dalle vecchie teorie (di Gentzen) e in parte dalle mie. I miei ultimi due studenti, un matematico di Bath e uno di Oxford, entrambi bravissimi, hanno completamente ribaltato il mio modo di vedere le cose. Spesso io arrivo con una congettura e loro me la smontano e poi me la rimontano in modo illuminante ma per me imprevedibile. Poi magari non sanno mettere insieme una dimostrazione inattaccabile, e quello glielo insegno, ma la parte creativa è sempre più nelle loro mani. Vedo che le cose stanno così un po’ per tutti i colleghi coetanei, ma vanno peggio per i più colti. Più sanno e meno inventano. Sono contento di non aver mai studiato troppo, un po’ di ignoranza ci mantiene elastici (non troppa eh?).

    • Camillo Franchini ha detto:

      Bella forza, sei un matematico! Prova a suggerire a un ingegnere di fare altrettanto. O a un chimico. La mia massima preoccupazione non è di essere creativo, ma di conoscere tutto quel che c’è da sapere per fare bene il mio mestiere. La mia idea è che la chimica che si conosce supera di 1000 volte quella che conosco io. Con questa consapevolezza non mi viene certo la voglia di fare il creativo. Il comportamento di un insegnante di latino è necessariamente diverso da quello di un insegnante di filosofia. Per esercitare bene il nostro mestiere dobbiamo conoscere e accettare il nostro marchio personale. Per esempio, le considerazioni che Malatesta ha fatto in merito alla scarica di idrogeno su una parete di palladio sono diverse da quelle che ho fatto io. Sembra una sciocchezza, sembra che tutti e due dovremmo arrivare alle stesse conclusioni. Invece non è successo, certamente perché abbiamo letto libri diversi. La versione di Malatesta ha reso felice Passerini; la mia versione ha reso felice me. Nei due casi non abbiamo usato la fantasia, abbiamo usato libri, non si poteva fare altro. La differenza con Passerini è che Franco e io siamo rimasti in ottimi rapporti; non abbiamo nemmeno preso più in considerazione la cosa. Franco e Camillo locuti sunt. Non c’era altro da aggiungere e saggiamente non abbiamo aggiunto altro.

      • Gherardo Gentzen ha detto:

        Non sono sicuro di capirti bene. Forse intendi dire che la matematica offre più spazi per la creatività di quanti non ne offrano le scienze fisiche? Forse questo è vero, in un certo senso che andrebbe precisato bene, ma sarebbe un discorso lungo.

        Volevo solo dire che la nozione di dover riscrivere la fisica di un secolo non mi sembra tabù per i fisici, e questo richiede creatività, il superamento delle nozioni che già stanno nei libri. È chiaro che quanto più ci si sposta verso la realtà quotidiana, per esempio le reazioni chimiche normali o la costruzione di un ponte, tanto più i libri di testo resistono al tempo. Ma se si parla di fenomeni sfuggenti ed esotici, il discorso cambia, no?

        Mi ha fatto piacere che tu abbia detto che sei in buoni rapporti con Malatesta. A volte mi sembra che chi è poco pratico di discussioni accademiche si faccia l’idea che si litighi perché il linguaggio usato sembra violento. Non è così, il linguaggio viene usato come uno strumento tecnico, senza fronzoli, si va al punto senza convenevoli. La cosa diventa interessante nelle famiglie di ricercatori, come la mia, dove andiamo tutti d’amore e d’accordo, ma agli osservatori esterni sembra che ci si scambi continuamente accuse durissime. I nonni, di formazione umanistica, rimangono sbigottiti di fronte alla durezza del sarcasmo delle mie figlie, che invece intendono solo cazzeggiare amabilmente.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Volevo solo dire che la nozione di dover riscrivere la fisica di un secolo non mi sembra tabù per i fisici, e questo richiede creatività, il superamento delle nozioni che già stanno nei libri.

          Non si tratta di tabù, si tratta proprio di impossibilità, perché la validità della relatività è dimostrata, se non non altro dall’esistenza delle bombe a fissione e a fusione. Era molto più facile ritenere che Ereditato si fosse sbagliato; si sarebbe solo voluto che Ereditato si prendesse i tre, quattro mesi di tempo necessari per rifare con comodo l’esperimento. Quello che gli si può rimproverare è la fretta, sempre cattiva consigliera, e il desidero di uscire in pubblico, desiderio molto moderno. In realtà quasi nessuno ci ha creduto, perché si sa che non sempre i dati sperimentali sono trancianti; possono essere sbagliati o male interpretati. Vanno usati con una cautela estrema. Mi ricordo che una volta, lavorando in elettrochimica con il radicale di Fremy, le cose andavano come se la carica dell’elettrone non fosse unitaria. Raffinando l’esperimento le cose tornarono a posto.
          Se poi Ereditato avesse avuto ragione, non credo che i fisici si sarebbero disperati; si sarebbero rimessi al pezzo con freddezza per riparare il guasto e le conoscenze sarebbero progredite.

          Mi ha fatto piacere che tu abbia detto che sei in buoni rapporti con Malatesta. A volte mi sembra che chi è poco pratico di discussioni accademiche si faccia l’idea che si litighi perché il linguaggio usato sembra violento. Non è così, il linguaggio viene usato come uno strumento tecnico, senza fronzoli, si va al punto senza convenevoli.

          Ti dirò di più: Franco mi ha spedito il messaggio che ha reso pubblico con qualche giorno di anticipo. Posso anche aggiungere che il cambiamento di opinione è stato provocato da Michael McKubre dello SRI, che qualche giorno prima aveva scritto di essere riuscito ad applicare il brevetto di Arata. A questo punto l’esito sperimentale lo ha indotto a cercare a posteriori le giustificazioni teoriche. Non se l’aspettava. E’ stato un atto di fiducia personale verso McKubre. Speriamo che McKubre meriti quella fiducia. Io ho continuato a dare retta alla teoria.
          Ho conservato tutta la documentazione, so quello che scrivo.
          Io stimo molto Malatesta, non per niente lo ho coinvolto come elettrochimico terzo.

        • Gherardo Gentzen ha detto:

          Camillo:

          Era molto più facile ritenere che Ereditato si fosse sbagliato

          Credo che proprio questo sia quello che quasi tutti i fisici hanno fatto, ma è difficile concludere, solo da questo, che Ereditato si doveva prendere più tempo. La decisione di annunciare è stata controversa, ma sono stati in tanti ad essere d’accordo, quindi non credo che l’errore, se presente, sia stato banale.

          Considera anche che molti sono al lavoro per replicare l’esperimento. Wikipedia cita cinque gruppi, che non è poco per un esperimento così complesso. Evidentemente non hanno preso Ereditato e i suoi per baloney.

          Comunque non so nulla di neutrini, non è il mio campo e non dirò altro. Ho usato la cosa solo come esempio per dire che quando si pensa di avere tra le mani una scoperta importante, si usa il massimo rigore e la si annuncia alla stampa con l’enfasi che merita, e si fa questo quando esiste la possibilità di verifica da parte di tutti. Cioè, non si fa come i bolognesi, che fanno i conti della scoperta del secolo sulla carta del formaggio, mettono i filmini su Youtube e dicono `dovete fidarvi di noi perché il catalizzatore è segreto´.

  45. Camillo Franchini ha detto:

    @Gherardo Gentzen

    Considera anche che molti sono al lavoro per replicare l’esperimento. Wikipedia cita cinque gruppi, che non è poco per un esperimento così complesso. Evidentemente non hanno preso Ereditato e i suoi per baloney.

    Questo gran numero di laboratori attivi nel campo fa sospettare che la superluminarità dei neutrini sia nell’aria.
    Oppure, e sarebbe peggio, che quei laboratori si sono lanciati dopo l’annuncio di Ereditato, alla ricerca di una conferma.
    Ma non vale la pena insistere su una vicenda chiusa.

    Il confronto con i bolognesi serve per capire che gli esperimenti non devono mai avere una parte segreta. Se esiste per motivi di sfruttamento economico non può entrare nel giro accademico, che usa una logica diversa. Negli articoli scientifici si scrive tutto; non si dice, come ha fatto ripetutamente Focardi, che lui per discrezione non vuole nemmeno sapere com’è fatto il catalizzatore. La scienza accademica è tipicamente indiscreta, perché è pubblica e neutra.
    Rossi, se voleva presentare pubblicamente la sua invenzione, non avrebbe dovuto rivolgersi all’Università, ma alla Camera di Commercio. Essendo andata così, Capiluppi avrebbe dovuto pretendere di vederci chiaro fin dall’inizio, fin dal giorno che ha concesso a Rossi l’uso di personale e attrezzature dei suoi laboratori. Così ha messo in piedi una sorta di deplorevole comunella, catalizzata da Levi, il personaggio chiave di tutta la vicenda.

    • LT ha detto:

      @Franchini
      Lei ha scritto:
      “Questo gran numero di laboratori attivi nel campo fa sospettare che la superluminarità dei neutrini sia nell’aria.
      Oppure, e sarebbe peggio, che quei laboratori si sono lanciati dopo l’annuncio di Ereditato, alla ricerca di una conferma.
      Ma non vale la pena insistere su una vicenda chiusa.”

      Come chiusa? Ma Lei da dove le prende le informazioni? Perché in realtà il comunicato ufficiale di Cern/OPERA dice qualcosa di diverso.

      http://press.web.cern.ch/press/PressReleases/Releases2011/PR19.11E.html

      OPERA experiment reports anomaly in flight time of neutrinos from CERN to Gran Sasso
      UPDATE 23 February 2012

      The OPERA collaboration has informed its funding agencies and host laboratories that it has identified two possible effects that could have an influence on its neutrino timing measurement. These both require further tests with a short pulsed beam. If confirmed, one would increase the size of the measured effect, the other would diminish it. The first possible effect concerns an oscillator used to provide the time stamps for GPS synchronizations. It could have led to an overestimate of the neutrino’s time of flight. The second concerns the optical fibre connector that brings the external GPS signal to the OPERA master clock, which may not have been functioning correctly when the measurements were taken. If this is the case, it could have led to an underestimate of the time of flight of the neutrinos. The potential extent of these two effects is being studied by the OPERA collaboration. New measurements with short pulsed beams are scheduled for May.

      • Camillo Franchini ha detto:

        Giusto, la vicenda non sarebbe chiusa, se cinque laboratori continuano a cercare.
        Quindi non hanno preso un granchio, il dubbio rimane.
        Lasciamo queste cose agli specialisti; io non posso nemmeno immaginare che razza di esperimenti facciano. Questa è materia per fisici.

  46. Camillo Franchini ha detto:

    @Marco DL

    Intanto gli consiglio di leggere (o rileggere) con calma “La banalità del male” di Hannah Arendt.

    Se ha voglia di uscire da quel verminaio, Passerini dovrebbe anche leggere

    D. J. Goldhagen
    I volonterosi carnefici di Hitler
    Mondadori, 1997

    che va molto bene con il libro della Arendt.
    Ma ha ragione Alessio: perché i libri servano, serve avere una buona testa.
    Saluti

  47. Camillo Franchini ha detto:

    Se ad energia sfruttabile aggiungi per eventuale conversione in energia più nobile hai sciolto il nodo.

    Infatti: per chi deve scaldare la casa è indifferente affidarsi a un solo mattone molto caldo o a 12 mattoni tiepidi.
    Resta il fatto che il calore dell’E-Cat sarà sempre a basso valore entalpico, quindi è trasformabile in energia nobile con basso rendimento. Un aumento di temperatura scaccia l’idrogeno dal reticolo e la reazione rallenta.
    Si ragiona sempre come se il mammozio funzionasse.
    Stessa cosa per la fusione nobile dd in palladio. Più il pezzo scalda, meno l’idrogeno si trova a suo agio nel reticolo del metallo ospitante.
    Sono fenomeni a retroazione negativa.
    L’avevi rilevato tu stesso molto tempo fa.

    • mW ha detto:

      “per chi deve scaldare la casa è indifferente affidarsi a un solo mattone molto caldo o a 12 mattoni tiepidi.” (1)
      Bella questa idea dei mattoni, almeno non passo come quello che vuole bruciare per forza il metano come sostiene il Franchini.
      La (1) è vera se lascio raffreddare i mattoni nella carriola in salotto.
      Diciamo che però con mattone molto caldo, una macchina ciclica, e una pompa di calore, posso ottenere il risultato non di 12 ma di 25 (è un ordine di grandezza buttato lì…) mattoni tiepidi.
      Con 12 mattoni tiepidi non posso ottenere tale risultato usando questo metodo, ma posso solo lasciarli raffreddare nella carriola.
      Quando faccio considerazioni di carattere entropico, mi piace cercare sempre le implicazioni di carattere energetico:
      Quanti mattoni caldi mi servono per il mio obiettivo?
      Se in Russia fà freddo, su quanti mattoni al giorno posso contare?

      • Yuz ha detto:

        Una pompa di calore non può restituire più calorie di quelle che impiega per alimentare la macchina ciclica. 10 kcal a 800 °C, anche se alimentano una macchina ciclica, non posso rendere più calore di 10 kcal a 800 °C.
        Resta il fatto che l’E-Cat, dovesse funzionare, può solo produrre calore che non si presta alla sua trasformazione in energia pregiata.

        Ancora una volta si concretizza il proverbio “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.
        Evidentemente le mie spiegazioni e quelle di mW o sono troppo banali o sono troppo complesse.
        L’E-cat con COP 1/6 è già un asino che vola.
        E il futuro ci potrebbe riservare mirabili sorprese.

  48. mW ha detto:

    “Una pompa di calore non può restituire più calorie di quelle che impiega per alimentare la macchina ciclica.”
    Invece è proprio così.
    Però 3 calorie su quattro le ruba al serbatoio freddo, se vogliamo essere onesti.
    Occorre un po’ di energia meccanica perchè queste cose da sole in natura non capitano.
    Stupidaggini a parte, in questo caso vale [-Qc/Tc+(Qc+L)/Th>0]
    e uno può calcolarsi il COP, ossia (Qc+L)/L
    c=serbatoio freddo
    h=serbatoio caldo
    Per questo la gente compra le pompe di calore.

    Ma concordo con lei che è un gran peccato usare del calore preso da una fonte a 800° per scaldarsi direttamente. Sicuramente il calore ad alta temperatura è più “nobile” perchè posso produrre energia meccanica e fare tante cose.
    Con l’esempio dei mattoni e della pompa di calore noi abbiamo “quantificato” questa nobiltà.
    In certe applicazioni devo scegliere se avere molto calore mediocre o meno calore più nobile, rispetto a una temperatura di riferimento, allora devo introdurre una grandezza detta exergia (è una parente delle energie libere) che mi permette di quantificare e scegliere.

    Mi dovrà scusare dott. Franchini se devo quantificare tutto ma è un periodo che gli aggettivi mi danno un po’ noia.

    • Giancarlo ha detto:

      @mwatt
      Vorrei che facessimo un po’ di chiarezza, per parlare tutti la stessa lingua. Chiarezza tra COP e rendimento. Il COP misura una prestazione ed è comunemente usato per le pompe di calore (o in maniera simile per l’inverso). Il COP mi dice quanta energia devo consumare per muovere energia da una sorgente fredda ad una calda. Se dico che l’ecat ha un COP 6 sto dicendo che usa 1 Joule per spostarne 6 da un corpo più freddo ad uno più caldo. Quando tolgo l’energia in ingresso e lascio raffreddare ottengo (von Clausius non fa sconti a nessuno) non più del Joule originario, qualunque mezzo io impieghi. Siccome l’ecat è -allegedly- un generatore di energia, si dovrebbe dire che ha rendimento 6, ossia genera 6 Joule per ogni Joule in ingresso. Se questi 6 Joule fossero così nobili da restituirmi più di un Joule elettrico dopo la conversione avrei riscaldato l’ambiente e sarei in autoproduzione, potrei sconnettermi da mamma Enel.
      Rendimento è la parola magica. Se decidessi di acquistare un ecat, vorrei che mi fosse garantito rendimento 6, non COP 6.

  49. tia ha detto:

    Interessante quello che scrive Passerini:
    Ovviamente non sto dicendo che ingegneri, chimici, matematici ecc. non rendano servizio all’umanità, tutt’altro: il mondo ha senz’altro bisogno e fame di persone in grado di progettare edifici, ponti, macchine, materiali, formule, chip, software, metodi, sistemi, teorie; il guaio accade quando queste persone si auto-convincono che avere acquisito tali competenze corrisponda necessariamente ad avere raggiunto una comprensione più completa del mondo, come se artisti, filosofi, mistici non servissero a questo quanto gli scienziati, ma fossero solo un orpello.

    A parte che non ricordo che qualcuno abbia detto che solo gli scienziati abbiano la prerogativa sulla comprensione “del mondo”, forse sta confondendo gli ambiti tra “comprensione del mondo su base umanistica” e “comprensione del mondo su base scientifica”. Personalmente penso che servano entrambi ed in entrambi i casi serva intelletto e creatività.
    Diversa è invece l’opinione della ragazzona:
    La differenza sostanziale con le facoltà che insegnano materie umanistiche o filosofiche è proprio questa…
    ti forniscono il sapere, ma non ti bloccano i neuroni…

    […]
    L’Arte, la Letteratura, la Poesi e la Musica hanno tutte delle regole precise, ma il bello della loro unicità e soggettività è che l’obiettivo è inventarne sempre di nuove e farsi corrompere da esse..

    Il resto è Dottrina, è Fede, è sonno della Ragione creativa…non mi interessa affatto e lo trovo limitante per chi ha migliori capacità intellettive.

    Passerini, apri gli occhi.

    • Camillo Franchini ha detto:

      @22passi

      artisti, filosofi, mistici non servissero a questo quanto gli scienziati, ma fossero solo un orpello.

      Quelle brave persone sono un orpello, sono perfettamente inutili se il tema è: la ff di Focardi e quella di Preparata esistono?

    • mW ha detto:

      @Tia et al,
      ho sempre sentito dire che fosse brutto considerare gli uomini dei numeri.
      Oggi ho pensato che è sempre meglio che considerarli degli aggettivi.

    • Ale ha detto:

      Passerini ha proprio sbroccato. Gli ho lasciato un commento, senza rancore, per dirgli che non ce l’ho con lui e che “inaudita campagna denigratoria e mistificatoria” mi pare un tantino esagerato…

      (notare il pensiero complottista in background: la campagna mistificatoria sull’olocausto, secondo 22passi, sarebbe una “cortina fumogena per distogliere l’attenzione dalla lettera del prof. Francesco Malatesta” … Fate vobis)

  50. Camillo Franchini ha detto:

    @mW

    Facciamo qualche calcolo.
    Supponiamo di disporre di una pompa di calore che lavora in condizioni ideali. Supponiamo di dover trasferire 1000 J termici da un ambiente a 0 °C in un ambiente a 20 °C.
    Servono 67 J elettrici.
    Il congegno di Rossi trasforma 67 J elettrici in 67 x 6 = 402 W termici
    Conviene la pompa di calore.
    Mi sono annodato?

    • Giancarlo ha detto:

      @Camillo
      No, non ti sei annodato, solo che la macchina di Carnot inversa non la trovi da comprare (una pompa di calore che lavora in condizioni ideali) e quindi il COP 15 non è facile da raggiungere. E’ chiaro che qualunque pompa di calore con COP maggiore di 6 è meglio dell’ecat, se devi riscaldare semplicemente. Se invece vuoi farne altro uso, oltre al COP conta pure la temperatura del fluido in uscita.

    • Yuz ha detto:

      Facciamo qualche calcolo.
      Supponiamo di disporre di una pompa di calore che lavora in condizioni ideali. Supponiamo di dover trasferire 1000 J termici da un ambiente a 0 °C in un ambiente a 20 °C.
      Servono 67 J elettrici.

      Il COP massimo teorico di una pompa di calore è dato da

      COP max = Tcalda / ( Tcalda – Tfredda)

      con le temperature espresse in Kelvin.
      Con Tfredda=0°C=273,15K e Tcalda=20°C=293,15K si ottiene COP max = 14,7.

      Prima domanda: esistono in commercio pompe di calore con queste prestazioni? Risposta: NO, NON ESISTONO.
      Una pompa di calore con COP 4,5 ha un costo almeno doppio rispetto all’E-cat.

      Il confronto che propone regge pertanto solo a livello teorico e NON a livello pratico.

      Ma se vogliamo restare su un livello teorico facciamolo bene.
      Poichè l’E-cat non produce calore a 20°C, ma almeno a 100°C, a livello teorico potrei sfruttare una macchina termica con rendimento ideale che lavori fra 100°C e 20°C. Il rendimento ideale è quello di Carnot ed è pari al 21,4%.
      Con un consumo di 67J l’E-cat produce 402J termici a 100°C.
      Dei 402J termici a 100°C, il 21,4% (86J) vengono convertiti in energia elettrica. Quelli che avanzano (402J-86J=316J) sono calore disponibile a 20°C.
      Gli 86J di energia elettrica prodotta alimenteranno la pompa termica ideale che lavora fra 0°C e 20°C, ottenendo una quantità di calore a 20°C pari a 86J*14,7=1264J.
      Questa quantità va sommata alla precedente e si ottiene 1264J+402J=1666J.

      Il congegno di Rossi trasforma 67 J elettrici in 67 x 6 = 402 W termici
      Conviene la pompa di calore.

      La sua pompa termica consuma 67J di energia elettrica per generare 1000J di calore a 20°C, il sistema E-cat + motore termico + pompa termica consuma 67J di energia elettrica per generare 1666J di calore a 20°C.

      L’E-cat conviene rispetto alla pompa di calore anche limitando il confronto a un livello puramente teorico.

    • Miglietto ha detto:

      Qui bisogna mettersi d’accordo sul vocabolario. Da Vortex dicono che la lingua inglese non si è mai arricchita così tanto di neologismi da quando è stato inaugurato il JoNP.
      Per il partner, penso che per lui basti una chiaccherata con un venditore, per parlare di partnership. Quando gli farà visita il piazzista del Folletto, dichiarerà l’inizio di una proficua collaborazione con il colosso tedesco di Wuppertal ?

  51. Caracolla ha detto:

    @MISTERO
    “Nel cap. 14 mi sembra che ci sia una dimostrazione sperimentale dell’esistenza dell’etere”

    Alla fine metti una faccina. Quindi, possibile che stessi scherzando. Nel caso contrario dovresti sapere che ci hanno provato grandi cervelli del XX secolo a resistere alla “scomparsa” dell’etere e si sono dovuti arrendere. Capisco che sia di moda, in certi ambienti, cercare in tutti i modi di scalfire il lavoro di Einstein. Ma (ammesso che ti sembri correttamente) agli estensori di quel capitolo 14 sara` sfuggita la relativita`? O la ritengono superata?

    @Passerini
    “…Io invece sarei disperato, perché dovrei buttare via tutti i miei libri. Sarebbe come un gioco del domino, dove tutto finisce per cadere, compreso il principio di esclusione di Pauli. Una catastrofe alla quale non saprei far fronte. Chiedo rispetto per gli anziani”

    Passerini, non ti si e` attivato il sensore di ironia su questo scritto di Franchini? Da come l’hai riportato mi pare di no. Per cui ti chiedo: e` onesto riportarlo come affermazione corrispondente al vero?

  52. Giancarlo ha detto:

    E di Stremmenos, Hagelstein, fononi e risonanze.

    Recentemente 22passi ha ospitato una lettera del Professor Stremmenos che ha portato alla nostra conoscenza le sue idee su possibili evoluzioni dei sistemi NiH e PdD.
    Poichè queste idee tornano periodicamente alla ribalta, Hagelstein non è immune all’utilizzo dei laser nella FF e i fononi qui sono andati di moda per un bel po’ di giorni, ci ho ragionato un po’ sopra per riunire le mie idee su tali aspetti, idee non certezze, benvenuto il contraddittorio se dirò stupidaggini.
    Dice Stremmenos: Credo che queste caratteristiche spettrali siano legate, come ragionevolmente si può supporre, a stati vibrazionali quantici discreti del sistema e possono essere sfruttate tramite la RISONANZA ELETTROMAGNETICA COERENTE per potenziare e controllare le già esistenti “anomalie termiche” e quindi potenziare e controllare l’energia prodotta.
    Poiché l’elongazione del “oscillatore armonico” (modello schematico di riferimento), ha la stessa espressione sia dal punto di vista classico che quantomeccanico, quindi campi elettromagnetici coerenti di intensità regolabile (laser) e “sintonizzabili” alle frequenze spettrali Raman osservate, potrebbero indurre per risonanza (n.b: i tempi sono assai lunghi rispetto i tempi delle reazioni nucleari), una forte compressione del reticolo cristallino oscillante (in modo coerente) che ospita i nuclei del deuterio in modo da ravvicinarli al punto di superare (statisticamente) la barriera repulsiva di Coulomb e quindi creare le condizioni di “fusione fredda” di questo isotopo dell’idrogeno ingabbiato nel palladio, con conseguente produzione di He4 + 24 MeV di energia.

    Il Professore non si deve limitare a credere, deve essere sicuro che lo spettro Raman è legato alle transizioni rotovibrazionali dell’idrogeno o del deuterio, è così dal 1928, molto prima del laser. Un fotone che attraversa tali materiali può fare varie cose: la più probabile (la fisica delle interazioni è sempre statistica) è proseguire inalterato. Poi, nell’ordine, subire una diffusione naturale (scattering di Rayleigh) o un urto anelastico con variazione della sua energia (diffusione Raman). La diffusione naturale è il fenomeno più bello, perché colora il cielo di azzurro. Nel caso del Raman, un fotone porta l’atomo in uno stato eccitato a partire dallo stato di riposo (piano terra). Siccome lo stato è metastabile, segue poi un decadimento con riemissione del fotone: se l’atomo si porta su uno stato eccitato (per esempio primo piano) il fotone emesso avrà energia (frequenza) minore e l’idrogeno emetterà un fonone pari alla differenza tra il primo piano e il piano terra. Gli effetti vibrazionali sono almeno 6 ed ognuno avviene ad una frequenza diversa e quindi sottrae energia diversa al fotone (hv). Nello spettro Raman, questo corrisponderà a dei picchi che ci dicono di quanto è variata l’energia del fotone in uscita; inoltre la posizione dei picchi dipenderà dal materiale. E’ chiaro, togliamo un altro dubbio a Stremmenos, che maggiore è la concentrazione dell’idrogeno maggiori saranno le collisioni e quindi l’ampiezza dei picchi (sempre la statistica, ricordiamolo). Che fine fanno le vibrazioni e i fononi corrispondenti? Dopo un po’ decadono e riscaldano il materiale. Altre volte il fotone interagisce con un livello eccitato (fonone), raggiunge uno stato energetico virtuale più elevato e poi salta al piano terra: il fotone emesso avrà energia (frequenza) maggiore di quello incidente (anti-stokes).
    Da buoni ingegneri mettiamoci un po’ di numeri, così capiamo meglio che cosa sta succedendo. Prendiamo un laser standard a 1,5 micron, 200 THz: l’energia del fotone è circa 1 eV (0,8 per la precisione); e i fononi? da qualche decina a qualche centinaio di meV (milli). Prendiamo la riga dell’idrogeno a 800 cm a meno uno (i fisici sono tutti matti con queste unità di misura): fanno 95 meV, circa 20 THz, un ordine di grandezza in meno. Ora esaminiamo quello che dice Stremmenos. Laser di intensità regolabile: variando l’intensità varia il numero di fotoni al secondo, quindi il numero di fononi al secondo generati (ampiezza dei picchi); non mi pare che si possano scatenate apocalissi. Laser sintonizzabili: che vuol dire? laser a 10 THz? Bene, così diamo una bella scaldata all’idrogeno e il fotone è interamente assorbito. E le risonanze? Le risonanze sono un cavallo di battaglia dei FF, e qui confesso che c’è qualcosa che non capisco, mi sfugge. Immaginiamo di avere un Raman risonante con qualche laser speciale; quello che mi aspetto è che si formino una marea di fononi ai piani superiori dell’edificio roto-vibrazionale. Una sorta di inversione di popolazione fononica. Quello che mi aspetto poi è che un evento esterno possa scatenate un decadimento indotto coerente; badate bene che i fononi sono particelle e mantengono la loro individualità, un milione di fononi da 100 meV mica diventano un gamma da 100 keV. La combinazione di due fotoni necessita di un mezzo non lineare, così come una sinusoide da 1 kHz diventa da 2 kHz solo se attraversa un diodo. Fategli attraversare una resistenza e non cambierà mai frequenza (in Acustic Research lo sapevano benissimo). Le risonanze producono accumulo di energia in un certo modo del sistema ma solo tramite accumulo di intensità (ampiezza) mica tramire cambio di frequenza. Stemmenos in effetti non parla di particelle di energia elevata, ma parla del reticolo cristallino oscillante in maniera coerente. Un’oscillazione coerente porta due o più pendoli a sincronizzarsi e occupare la stessa posizione relativa al proprio punto di sospensione nello stesso istante. E’ proprio il contrario di quello che si vorrebbe per avvicinare i due nuclei di deuterio e fargli superare la barriera di Coulomb.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Questa è una vera lectio magistralis. Senza volere si è costituito un gruppo di lavoro dove ognuno porta un contributo. Il risultato è molto di più della somma dei contributi.
      Complimenti alla tua sapienza e alla chiarezza con cui la offri.
      Speriamo che Stremmenos venga a conoscenza del tuo commento e che risponda.
      E’ molto orgoglioso, non lo farà.

  53. Camillo Franchini ha detto:

    Si passa a Pompa di calore!
    Buona giornata a tutti e buon divertimento

  54. Gherardo Gentzen ha detto:

    Visto che Franchini ha chiuso questa discussione, vorrei segnalare, a mo’ di conclusione personale, che nei giorni scorsi ho avuto uno scambio di email molto cortese con Roberto Mignani, uno degli autori della nota pubblicata da Passerini e discussa sopra.

    Mignani ha preferito non inviare direttamente qui la sua risposta, perché è contrario all’uso dei blog per discussioni scientifiche, e mi ha detto che infatti la nota da Passerini era stata inviata a sua insaputa (!). Considero questa un’implicita adesione a una delle mie critiche, e cioè che non è appropriato rifilare un documento semi-accademico dal contenuto discutibile a un pubblico non accademico e che non è in grado di discuterlo.

    Mignani ammette anche le debolezze dell’articolo sul torio apparso su Physics Letters A. Non si lamenta delle critiche, ma della generalizzazione che è stata fatta, e cioè del passare dal rifiuto di un singolo lavoro debole al rifiuto di tutta la ricerca sul piezonucleare. Mi ha ribadito di credere fortemente nelle reazioni piezonucleari, per le quali, in dieci anni, ha avuto moltissimi riscontri. Io non ho alcun motivo di dubitare delle parole di Mignani, tanto più che è d’accordo con le mie critiche, e gli ho fatto i miei migliori auguri.

    Non vorrei che qualcuno pensasse che io mi diverta a fare le pulci ai colleghi, oppure che lo faccia per sfidare Andrea Rampado, che mi aveva dato del testa di cazzo per aver posto la questione della manipolazione dei dati. Non è così, l’ho fatto perché mi sembra preoccupante questo fenomeno di banalizzazione della ricerca, la riduzione di questioni complesse a semplificazioni grottescamente imprecise, buone per un tifo acritico e per un pubblico incompetente e distratto. Trovo pericoloso che ricercatori professionisti producano documenti scadenti, pieni di falle clamorose, e che cerchino l’applauso del pubblico dei blog e di Youtube facendo promesse che, come loro dovrebbero ben sapere, non sono ancora supportate da dati incontrovertibili o anche semplicemente plausibili. L’effetto di false speranze potrebbe ben essere quello di ostacolare ricerche vitali. Tra l’altro, si è visto già molte volte che l’opinione pubblica non prende decisioni razionali, specialmente in tema di energia. È pericoloso.

    Stando più terra-terra, si è visto che la trascuratezza di alcuni ricercatori ha portato, nel caso Rossi, al discredito dell’università di Bologna, per fortuna abbastanza limitato (per ora almeno) grazie alla cautela di quasi tutta la grande stampa. Spero che si eviti di ripetere questa storiaccia nel caso del piezonucleare, e che il prossimo articolo sia su Nature, sia inattaccabile, sia annunciato da una bella conferenza stampa in mondovisione, e procuri un premio Nobel ai suoi autori.

  55. massimo ha detto:

    Per ottenere lo stesso effetto di riscaldamento, per ogni caloria prodotta a 1000 °C devo produrre 1* 980/80 = 12,25 calorie a 100 °C.
    Come ho scritto prima, un mattone a 1000 °C riversa in ambiente tanto calore quanto 12,25 mattoni scaldati a 100 °C. Mattoni identici, con la stessa capacità termica.
    Ancora annodato? Livio, porta pazienza.

    Oddio, dio mio!
    Ma Lei sa cosa ha scritto?????
    Mio Dio!

  56. massimo ha detto:

    @ franchini

    Facciamo qualche calcolo.
    Supponiamo di disporre di una pompa di calore che lavora in condizioni ideali. Supponiamo di dover trasferire 1000 J termici da un ambiente a 0 °C in un ambiente a 20 °C.
    Servono 67 J elettrici.
    Il congegno di Rossi trasforma 67 J elettrici in 67 x 6 = 402 W termici
    Conviene la pompa di calore.
    Mi sono annodato?

    Mi permetto di notare che stiamo confrontando 2 diversi ambiti. La pompa di calore non genera energia, quindi non “moltiplica” la quantità di energia disponibile ma la trasferisce da un livello più basso ad uno più alto.
    La ff, se potesse funzionare, genererebbe energia, “moltiplicando” di fatto la quantità di energia disponibile, a spese di minime quantità di materia, per giunta di reperibilità pressochè illimitata. E non è detto che la temperatura alla quale tale energia potrebbe esser resa disponibile debba essere 100 °C: si legge (per quel che può valere nella incertezza nella quale ci muoviamo) di 500°C ed oltre: produrre Energia Elettrica sarebbe possibile, anzi facile. Quindi, p. es. da 1 kWh elettrico si otterrebbero 6 kWh elettrici: questo la pompa di calore tradizionale non può farlo.

  57. Camillo Franchini ha detto:

    @martinezrr

    “è meglio bruciare direttamente il metano che produce gas di combustione a 800 °C o è meglio utilizzare il calore dell’E-Cat, 6 volte superiore all’energia elettrica in entrata ma fornito alla temperatura di solo 100 °C?”

    Noi non ci occupiamo di questo confronto, affermiamo invece che E-Cat non può funzionare.
    saluti.

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