Oca

Quis custodiet ipsos custodes? Chi fa debunking ai debunkers?
Il 2 agosto 2014 ocasapiens uscì con il post:

L’oca riceve e volentieri pubblica

dove, tra considerazioni estive di dubbio interesse, incappa in questa osservazione del Dr «Wegener» Giorgio Masiero che scatena il suo sarcasmo bretone.

Tra qualche altro milione di anni, le Dolomiti saranno completamente franate…
Così tutte le montagne della Terra sono destinate a sparire.
E’ la seconda legge della termodinamica.


Un capolavoro!
La scienza distrutta dalle fondamenta

esclama oca scandalizzata. Alcuni ocaboys le fanno eco con entusiasmo, tranne mW, che commenta spiritosamente:

Si, è verissimo.
E’ vero nei viventi, è vero nelle montagne. Addirittura è vero nel mio solito frigorifero, dove l’entropia dell’interno del frigorifero si riduce, e quella della mia cucina aumenta.

A questo punto non serve spiegare pedantemente la termodinamica a oca, che per il suo standard culturale deve essere materia antiquata da riservare alle macchine a vapore, basta limitarsi ad alcune citazioni.
La più espressiva è forse quella di Paul Davis, tratta da «Gli ultimi tre minuti»:

L’Universo del lontanissimo futuro sarà un miscuglio straordinariamente diluito di fotoni, di neutrini, e di un numero decrescente di elettroni e positroni i quali, con lentezza, si allontaneranno sempre più gli uni dagli altri.

Molto brillante mi sembra questa descrizione di Douglas C. Giancoli

Douglas C. Giancoli
Physik
Pearson (2006)

Infine, siccome tre è il numero perfetto, cito John E. Schmitz:

Natural processes such as running water and wind continuously erode tiny particles from the rock, eventually rendering it to sand. This is why mountains slowly disappear and why older mountain chains have lost their sharper edges while younger chains are much more defined – and all of it dictated by the Second Law!
John E. Schmitz
The Second Law of Life-Energy…
WAP (2006)

Ma l’argomento è trattato in quasi tutti i testi chimica fisica; di tanto in tanto ne proporrò qualcuno.

Con tipica sensibilità femminile, l’oca si è presa a cuore il destino delle Dolomiti, per cui, trascorsi tre anni dal primo attacco al perfido Masiero, il 27 maggio scrive:

mikecas,
giusto, il chimico era digiuno di geologia anche lui.

Non è geologia ocainsipiens, è la 2^a Legge delle Termodinamica. Non è nemmeno necessario sapere come le Dolomiti spariranno; potrebbe essere una squadra di picconatori, potrebbe essere l’erosione. La termodinamica può prescindere da questi dettagli.
Non paga, il 19 luglio scorso ocainsipiens posta:

Paul Davies postula la mucca sferica

che inizia con queste parole:

Il cosmologo Paul Davies intrattiene spesso la stampa americana denunciando l’inettitudine di altri scienziati sopratutto se non credono in un Dio/Progettista Intelligente dell’universo. È un fautore del principio antropico forte infatti, come “l’ottimo Masiero” (ed è preso anche lui per il Vangelo dal credulo F***i, che combinazione).

Chissà perché F***i non può essere esplicitato in Franchini. Forse per pudore femminile, una signora non scrive parolacce nel suo blog.
Anche Paul Davies mi sembra venga trattato male, non so che cosa ha combinato questa volta per farla arrabbiare. Non è decisamente il suo tipo.
Giustamente si scherza un po’, ma in realtà si resta perplessi di fronte a gente che fa divulgazione con tanta leggerezza. E’ perfino prodotto di importazione. Non c’era di meglio tra i locali?

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Paragone

Gianluigi Paragone fa una citazione autorevole:

In una lettera all’amico Max Born, altro fisico premio Nobel, Albert Einstein scriveva: “Nessuna quantità di esperimenti potrà dimostrare che ho ragione. Un unico esperimento potrà dimostrare che ho sbagliato“.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/07/09/vaccini-obbligatori-i-dubbi-della-piazza-contro-larroganza-del-governo/3718118/

e commenta:
Il seme del dubbio ha portato avanti la scienza, in ogni sua componente.
Nel suo caso il seme del dubbio si innesta nella polemica sulla obbligatorietà della inoculazione dei vaccini.
Siamo sicuri che quella affermazione di Einstein sia correttamente interpretata?.
Si applichi all’ipotesi di Einstein che esista un bosone vettore della forza gravitazionale. La sua esistenza è stata recentemente più volte confermata dagli esperimenti LIGO e, spero, VIRGO. Si può concepire un esperimento che nega l’esistenza del gravitone? Il concetto di dimostrazione in negativo ha significato? Che installazione sperimentale diversa da quella adottata in LIGO e VIRGO deve essere concepita? Attualmente in quegli ambienti avviene esattamente il contrario di quanto sostenuto nella frase citata: tra molti eventi di esito negativo, si mette in evidenza e si festeggia il raro evento positivo.
A prima vista l’esperimento di Michelson-Morley potrebbe essere considerato una dimostrazione in negativo, ma non è così. L’inesistenza dell’etere è il risultato di una ricerca, non diversa dalla ricerca del gravitone. La situazione è simmetrica. In entrambi i casi i metodi di indagine sono considerati ineccepibili da tutta la comunità scientifica. Avere scoperto una non-esistenza è altrettanto valido che avere scoperto una esistenza.
A parte l’autorevolezza di Einstein, personalmente considero molto più valida e più utile da un punto di vista operativo quest’altra affermazione riferita alla ff, fatta da un perito DoE nel 2004:

It is impossible to prove a negative: that cold fusion does not occur at any level.

In tutta la storia della ff nessuno ha mai progettato un esperimento per dimostrare che la ff non può esistere, semplicemente perché non può essere concepito. Tutta la critica alla ff si basa sull’inesistenza di esperimenti ff con esito positivo accertati, riconosciuti, archiviati nelle banche dati. Nel reticolo del palladio la DD può avvenire, dal momento che non viola alcuna legge di conservazione. Essa però avviene con una frequenza non misurabile. L’ignoto perito DoE però avverte che sarebbe scorretto progettare un esperimento per dimostrare che la ff non può avvenire.
Cosa dire a Paragone. Che non deve abusare dell’utilità del seme del dubbio, ammesso che in scienza esista in quella forma. Approfondire le conoscenze non significa ricorrere al dubbio sistematico cartesiano, che aveva un significato molto diverso, invitava a liberarsi delle conoscenze non dimostrabili.
Paragone dovrebbe anche considerare che il seme del dubbio non è un bene di cui tutti possono far uso; a discutere di vaccini devono essere gli specialisti ai quali noi cittadini deleghiamo la nostra sicurezza sanitaria. Il dubbio di qualche medico fa parte della dispersione statistica dei dati. Il disaccordo tra medici è accentuato anche dal fatto che esistono medicine alternative. Il medico convenzionale può trasformarsi in omeopata senza violazione del codice etico medico.
Meno che mai il dubbio deve cogliere Paragone o me, che facciamo altri mestieri.
Noi non siamo in grado di portare avanti la scienza medica con il seme del dubbio: evitiamo di dare una patetica dimostrazione di ignoranza e di presunzione.
Ne ultra crepidam, sutor!

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CERN

Al termine della generosa presentazione sulla ff di A. Polosa e R. Faccini presso il CERN del 16.01.2014
http://cds.cern.ch/record/1643476,
Faccini riceve in faccia una secchiata di acqua fredda da un partecipante che, dato l’ambiente, doveva essere un fisico come lui. Tempo 1:12:37.

The problem is it will go on forever: without a collaboration between skeptics and believers with an agreed arbitrator so that the results would then be published without being discussed again, this will continue forever; every twenty years there will be another discussion, the same exact discussion as twenty years earlier.

Continua ancora per qualche minuto sullo stesso concetto, mettendo in evidenza che il lavoro di Faccini era serio, ecc., ma di scarsa rilevanza, perché in contrasto con altri di significato opposto.

Insomma, tutto il lavoro sperimentale di Faccini viene annullato da uno che commenta: «va beh, tu non sei riuscito a fondere e a trasmutare ma altri, non meno bravi di te, dicono di esserci riusciti. Cosa credi, di essere più capace di loro? Di questo passo non farete che litigare per altri venti anni».
L’ignoto commentatore dimostrò quello che si è affermato qui più volte: le repliche sperimentali con esito negativo servono a nulla, perché basta che qualsiasi pischello affermi di avere trovato risultati incoraggianti che tutto viene rimesso in discussione.
Il confronto tra sperimentali ff è sempre andato esattamente come descrive con serena brutalità l’ignoto interlocutore di Faccini.
Sentite Violante, 3 giugno 2013, Parlamento di Bruxelles:

Results with signals well above the measurement uncertainties are confirming the anomalous production of excess of power during electrochemical loading of Palladium with Deuterium.

By applying the scientific method future work should be oriented towards the definition of the effect rather than its demonstration.

Non un dubbio, solo certezze. Quanti se la sentono di approvare le certezze di Violante esposte in un ambiente formale come il Parlamento Europeo? Sarebbe stato certamente più cauto se avesse dovuto spiegare in base a quali leggi di fisica e chimica le reazioni ff avvengono. Sbattere risultati in faccia alla gente è sempre facile, specie se si parla stando dietro un tavolo. Qualche difficoltà in più incontrò infatti Luca Gamberale che si trovava in un laboratorio in presenza di testimoni.
Al disprezzo degli esiti sperimentali altrui l’uomo del CERN associa la richiesta di fare gruppi misti di ricerca, sempre presente al termine delle comunicazioni ff, secondo il concetto work’s in progress, ragazzi servono altri soldi.
Pazienza se c’è da spendere ancora alla grande, ma si sa, la ricerca costa e molti risultati sperimentali sono incoraggianti, ecc. Una storia che non si ripete ogni vent’anni, ma ogni mese. Non si può avere ff povera con investimenti da piccola fiammiferaia, disse il bolognese Loris Ferrari. Si ha idea di quanto si sarebbe speso se Focardi fosse rimasto in vita e Rossi in Italia?

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DF

La responsabilità del DF di UniBO su origine e sviluppo della vicenda Focardi/Rossi è sempre rimasta incombente nel corso dei nostri confronti qui e altrove dopo la demo del 14 gennaio 2011, svolta in presenza di docenti del DF e di altre persone prive di responsabilità accademica (a parte Stremmenos, ff i cui rapporti con Rossi non sono noti).

Il Prof. Loris Ferrari del DF distribuisce con precisione i vari ruoli:

http://forum.corriere.it/ambiente_e_clima/21-02-2011/fusione-fredda-1703915.html

L’invenzione del metodo (denominato “catalizzatore di energia”) è dell’ing. Andrea Rossi, mentre le misure e gli studi teorici sono stati effettuati dallo staff diretto dal prof. Sergio Focardi, coordinato dal prof. Giuseppe Levi, entrambi del Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna, con la collaborazione della Sezione INFN di Bologna.

Il 26 aprile 2015 Mario Massa ricostruisce la vicenda in modo completamente diverso, come volesse minimizzare il coinvolgimento del DF, chiaramente descritto da Ferrari.

https://fusionefredda.wordpress.com/2015/03/15/iccf-19/#comment-49463

@Ascoli65
non scherzo, sono convinto che l’università agì senza porsi più di tanto il problema dell’effettivo funzionamento del marchingegno. Sarebbe scandaloso se avessero poi dichiarato il falso, ma cerchiamo di essere pratici: se un imprenditore ti chiede una indagine ed è disposto a pagare bene, perchè non farla?
@Stefano
“ti pago 500.000 per vedere le mie ricchezze e testimoniarle di fronte al mondo intero…Perchè l’università di Bologna non sentì quindi puzza di bruciato?”
Non mi risulta che le cose andarono così.
Rossi cercò Focardi, non l’università di Bologna. Con Focardi portò avanti le esperienze a Bondeno. Con Focardi, che in nessun modo partecipò allo sviluppo o perfezionamento del marchingegno, scrisse il noto paper. Fino a quel momento l’università (ufficialmente) non ne sapeva nulla: Focardi era professore emerito.
Convinto (secondo me in modo truffaldino) Focardi, Rossi propose la ricerca all’università. Prima del contratto Levi fece delle verifiche che secondo me sbagliò per sua incapacità assieme a furbizia di Rossi, e la cosa andò avanti. Tale ricerca non doveva essere pubblicizzata, era un contratto di ricerca tra un imprenditore e un’università come se ne fanno tanti. Fu Rossi a pubblicizzarla: evidentemente gli conveniva. Il prezzo non lo propose Rossi (che avrebbe dovuto pagare), ma Focardi. Infatti (questo forse non lo sa nemmeno Rossi) l’università si sarebbe accontentata della metà ma fu Focardi che consigliò di raddoppiare la cifra perchè “c’era molto da indagare e Rossi se lo poteva permettere”.
Evidentemente l’università firmò il contratto perchè si fidò di Focardi e di Levi. Gli altri ricercatori ebbero un ruolo del tutto marginale anche se nella fase iniziale si sentirono in dovere di appoggiare il maestro e il collega.

Questa interpretazione dei fatti impone qualche commento.
sono convinto che l’università agì senza porsi più di tanto il problema dell’effettivo funzionamento del marchingegno
Sbagliato. L’effettivo funzionamento del marchingegno venne rilevato da uno staff diretto dal Prof. Sergio Focardi e coordinato dal Prof. Giuseppe Levi. Se studi teorici e determinazioni sperimentali risultarono sbagliati dipende dalla impreparazione teorica e pratica del gruppo di lavoro.
Rossi cercò Focardi, non l’università di Bologna. Con Focardi portò avanti le esperienze a Bondeno. Con Focardi, che in nessun modo partecipò allo sviluppo o perfezionamento del marchingegno, scrisse il noto paper. Fino a quel momento l’università (ufficialmente) non ne sapeva nulla: Focardi era professore emerito.

Inutile tentativo di disgiungere le responsabilità. Il DF era un ambiente dove si praticava ff dai tempi di F&P. Lo staff cui accenna Ferrari non era un corpo estraneo e sconosciuto del Dipartimento. Campari e Levi erano stati allievi di Focardi. Letteratura ff di riferimento, strumenti di misura, misure sono meticolosamente riportati nella richiesta di brevetto Pascucci. Tutto ambito bolognese.
Convinto (secondo me in modo truffaldino) Focardi, Rossi propose la ricerca all’università.
Convincere Focardi in modo truffaldino? Focardi era alla ricerca disperata di qualcuno che realizzasse il suo sogno scientifico prima di morire. Per Focardi Rossi rappresentava l’uomo del destino e in realtà lo è stato perché è tuttora determinato a realizzare il progetto del suo socio scomparso.
I rapporti erano vantaggiosi per entrambi: Rossi poteva sviluppare una ciofeca in un ambito universitario protettivo; Focardi poteva vedere realizzato il sogno della vita.
Secondo Passerini la vicenda si svolse in modo completamente diverso da quanto descritto da MM:

http://22passi.blogspot.it/2011/06/accadde-il-21-aprile.html

il Direttore del Dipartimento, Paolo Capiluppi, firmò il contratto e lo inviò alla moglie di Rossi, Maddalena Pascucci, socio di maggioranza della EFA srl.
Dopo circa un mese il contratto è stato controfirmato e rimandato al Dipartimento di Fisica.

Il tentativo da parte di MM di dissociare Rossi dal DF di UniBO e perfino da Focardi è molto evidente. Questo ha reso molto difficile cercare di ottenere una dichiarazione di chiara dissociazione dalla ff da parte del DF di UniBO. Riterranno che fin che c’è solidarietà c’è speranza di passare inosservati. Non hanno fatto i conti con la natura coriacea di Rossi che insisterà sulla versione focardiana della ff fino all’ultimo dollaro da spendere in avvocati. Questo è stato un vantaggio per i critici della ff nelle sue varie confessioni, perché hanno avuto a disposizione molto tempo per seguire il caso e in generale la ff. Per adesso il DF di UniBO (Baloney per alcuni) preferisce restare sulla graticola.
Qualcuno scriva su UNIBO Magazine che la ff è falsa scienza e ogni problema di immagine verrà risolto per oblio. Altrimenti molti saranno autorizzati a credere che Levi pratica ancora ff coram populo e la insegna ai suoi sfortunati studenti.

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Tifo

Zorro72 scrive:

http://cobraf.com/forum/member/profile/32587/

…in realtà gli scettici non se la prendono tanto, ad esempio il non voto in Italia non genera odio verso il governo. Allora vi, tutti quelli contro, ha fregato Rossi? Perchè altrimenti non capisco la vostra applicazione alla faccenda. Quindi o vi ha fregato Rossi o siete prezzolati.

Dal punto di vista di un tifoso, il ragionamento non fa una piega: se uno non crede nell’esistenza dellE-Cat e nemmeno nella possibilità che possa esistere, perché se ne occupa appassionatamente?
La risposta è importante e deve essere fornita perché è stata formulata in altre occasioni ed è valida per tutte le discipline scientifiche: Zorro, non esistono solo i tifosi; chi ha conoscenze in una materia scientifica – intendo conoscenze garantite da adeguati studi universitari – ha l’obbligo sociale di esprimersi con i mezzi che ha a disposizione (anche servendosi di un blog!) per diffondere conoscenze e correggere errori, assumendosi i rischi insiti nelle posizioni che assume.
Su questo obbligo si esprime in modo efficace, e secondo me definitivo, il fisico svedese Stefan Pomp:

Given the additional fact that the E-Cat-story, since it began to come to public attention in January 2011, involves people from Uppsala University, it is clear that it would be wrong for me not to honor a university teacher’s duty within the so-called 3rd task. This 3rd task means that I should not only teach and do research within the walls of the university, but also actively spread scientific knowledge to society. The latter very much includes to take part in discussions about science and scientific reasoning in general and to defend science.

Se qualcuno afferma che una certa reazione nucleare è possibile e io non trovo un riscontro adeguato nelle mie conoscenze e, soprattutto, nelle banche dati che riportano tutte le reazioni nucleari di cui l’uomo si è occupato, devo comunicarlo.

Mi pare che lo stesso senso di responsabilità sia dimostrata dal medico Salvo Di Grazia, di cui ho apprezzato il blog Medbunker portato alla mia conoscenza da beppe, che ringrazio. In particolare in quel blog sarebbe opportuno che non scrivessero tifosi, perché si parla della nostra salute e la nostra salute può essere affidata solo ai medici.
Di mio aggiungo che la ricerca scientifica è costosa e non può essere consentita a persone che dimostrano di essere incapaci o che alterano deliberatamente i risultati delle loro ricerche.
In Italia la Prof. Elena Cattaneo fa un egregio lavoro di diffusione delle conoscenze di cui è portatrice e di allerta nei confronti della falsa scienza. Il suo esempio dovrebbe essere seguito da altre persone di scienza.

Un atteggiamento affine alla tifoseria è quello della minimizzazione, di cui ocasapiens offre un esempio molto istruttivo:

https://fusionefredda.wordpress.com/2013/05/29/levi/#comment-22325

Per es. dicono che Capiluppi non era nemmeno invitato alla demo, Focardi ha dovuto uscire e chiedere alle guardie di farlo passare (ci sono testimoni). Zoccoli è un ex e i 5 erano sia il “core” che il gruppo. Del gruppo resta solo Levi e solo perché una ditta – squattrinata? – ha commissionato all’Elforsk un test al risparmio.

Qui il problema è che i personaggi che oca cita sono/erano docenti universitari. A differenza di Rossi, che al massimo rimette in gioco la sua fama di sceicco della Brianza, i docenti universitari hanno enormi responsabilità nei confronti dei loro studenti. I docenti presenti alla demo del 14 gennaio 2011 e in passato coinvolti in ricerche ff, che tipo di insegnamento sono in grado di fornire ai loro studenti? In quell’ambiente si continua ad assegnare tesi di laurea ff?
Zorro72, spero di averLa convinto che in ambito scientifico non servono tifosi e nemmeno giornalisti che stiracchiano a proprio piacimento le responsabilità di chi pratica scienza spazzatura. Servono persone preparate che abbiano rispetto verso i mezzi che la collettività gli mette a disposizione. Se poi la ricerca scientifica porta a manifestazioni di tifo, poco male, purché non rechino disturbo.

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GSVIT/Rapporto 41

L’analisi del noto Rapporto 41 fornita dal gruppo GSVIT il 25 marzo 2017 è altamente apprezzabile, tenuto conto dei reiterati tentativi della D.ssa Antonella De Ninno e, fin che potè, dal Dr Emilio Del Giudice di conferire autorevolezza a un esperimento costato 1,5 miliardi di lire, durato tre anni, rifiutato da quattro o cinque riviste verosimilmente per la sua inconsistenza sperimentale e scientifica.
A complemento dell’accurato lavoro svolto dagli esperti dello GSVIT, allargare e modificare la Nota 4 per farla meglio corrispondere allo stato delle ordinarie conoscenze in materia nucleare può essere di aiuto alla comprensione di alcune tematiche.
Il corsivo appartiene al rapporto GSVIT.

(Nota 4) L’Elio 4 è la forma comune dell’Elio.
Sul Sole 4He si forma soprattutto attraverso la reazione:


Esso può essere formato mediante fusione nucleare di due atomi di Deuterio, sebbene questa reazione in laboratorio sembri essere molto improbabile, dato che, come indicato anche dagli autori nell’appendice teorica del documento, la probabilità che la fusione di due atomi di Deuterio dia origine ad un atomo di Elio 4 è un milione di volte inferiore rispetto alla probabilità di dare origine a Elio 3 più un neutrone o a Trizio più un protone.
Corretto; infatti sul Sole, quindi in natura, 4He si forma direttamente solo in piccolissima quantità; si deve passare attraverso reazioni intermedie.
La reazione, ottenuta in acceleratore al di fuori di un reticolo metallico, produce oltre al 4He un raggio gamma molto energetico (28.3 MeV) e nessun altro prodotto di reazione.
Affermazione errata, che corrisponde all’analoga contenuta nel Rapporto 41.

The difference between the fusion in vacuo and in condensed matter then becomes clear. In
vacuo, because of the absence of a connecting medium as the e.m. field, the DD compound
nucleus can only break into fragments according to (A3) and (A4). The probability that the 4He nucleus does not break (by releasing its energy to a very hard γ –ray) is very small.

Questo è un punto critico: non esiste differenza tra fusione del deuterio in materia condensata e in vacuo. David Goodstein (On Fact and Fraud, 2010) lo spiega con esemplare chiarezza:

Is it plausible that nuclear reactions might be altered radically when they occur among the atoms in a metal rather than in the rarefied atmosphere of hot plasma? The answer, quite simply, is no. For one thing, compared to the distances between atoms in a metal, the atomic nucleus is so small that for all practical purposes it always occupies a near vacuum. For another thing, events occur so rapidly in the fusion reaction that metal is simply unable to respond. If you like orders of magnitude, the fastest that anything can happen in a metallic crystal is nine orders of magnitude (that is, 10 9 times) slower than the typical time it takes for two deuterium nuclei to fuse into a single entity and break up. In other words, compared to the lightning speed with which the nucleus does its thing, the atoms of the crystal are far away and frozen in time. Finally, the energy released in the nuclear reaction is so large that the metallic crystal has no means to absorb it unless that energy spreads out instantaneously, over vast distances, by some unknown mechanism. (Presumably, the same mechanism would have to account for the absence of any gamma ray emissions.) In short, according to everything we know about the behavior of matter and nuclei, cold fusion cannot exist.

La ragione di questo comportamento fu codificata negli anni ’30 da Niels Bohr, che cerco di interpretare.

La fusione DD avviene in due stadi separati. Nel primo stadio i reagenti interagiscono formando un nucleo intermedio eccitato [4He*], identificato come “nucleo composto di Bohr”. Nella seconda fase il nucleo eccitato rilassa dando luogo a prodotti. La proprietà più importante del nucleo composto di Bohr è di avere una vita sufficientemente lunga da poter tenere separati i due stadi della reazione. Per questa ragione il decadimento del nucleo composto è del tutto indipendente da come è stato ottenuto. La reazione è stata studiata per un ampio intervallo di energie di impatto, ma sorvolo. Bohr dimostrò anche che la forma più probabile di decadimento era quella particellare, con formazione di protoni e neutroni. Di fatto la fusione del deuterio produce approssimativamente lo stesso numero di neutroni di 2,35 MeV e protoni di 3,02 MeV con relativo accompagnamento di 3He e Trizio che portano via la loro quota di energia cinetica e di massa.
Per inciso, la situazione descritta da Bohr è molto comune in chimica, dove in ogni reazione si forma il cosiddetto “complesso attivato” che decade secondo leggi termodinamiche di minima energia: è favorita la formazione di aggregati molecolari che presentano minima energia.
La fusione avviene in due stadi: nel primo stadio si forma un nucleo intermedio eccitato [4He*], nella seconda fase il nucleo eccitato rilassa, nel caso in discussione, emettendo gamma.
dd
Una volta su un milione di eventi il decadimento è radiativo. Normalmente 4He rilassa emettendo con pari probabilità un neutrone o un protone, accompagnati dalle particelle che consentano di conservare carica e massa.
I sostenitori della fusione fredda pensano che la stessa cosa possa accadere in particolari circostanze anche all’interno del reticolo del Palladio e che anzi in quel caso questa sia la reazione grandemente favorita. Inoltre in questo caso suppongono che il raggio gamma non abbandoni il reticolo come sarebbe logico aspettarsi, ma ceda immediatamente la sua energia al reticolo stesso trasformandosi in calore.
I sostenitori della ff ritengono erroneamente che il rilassamento via emissione gamma sia privilegiato rispetto al rilassamento a particelle materiali. In nessuna condizione sperimentale il decadimento del nucleo composto di Bohr avviene per emissione di un gamma.
Un’ultima osservazione riguarda la totale assenza di raggi gamma nell’esperimento descritto nel Rapporto 41. Anche se il rilassamento gamma fosse il canale esclusivo, il loro assorbimento non potrebbe essere totale. I gamma che sfuggono all’assorbimento sarebbero immediatamente rivelati.

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Merkel

Ci sono passati anche i Tedeschi, addirittura la Cancelliera Merkel. Un certo Herr Klaus Dosch rimase impressionato dal Third Party Report del 2013 e pensò bene di rivolgersi direttamente alla Merkel affinché sostenesse la ff. Non ebbe soddisfazione. Le date sono quelle di Realacci. I Tedeschi risolsero la questione in tre settimane; Realacci aspetta ancora sulla graticola.

Fa piacere leggere che anche per i Tedeschi l’assenza di radiazione gamma è condizione sufficiente per escludere una reazione nucleare. In questo blog il concetto è stato un Leitmotiv sempre messo in evidenza.

http://www.direktzu.de/kanzlerin/messages/kalte-fusion-validiert-forschungsaufgabe-fuer-die-bam-47493

Am 22. Juli 2013

Sehr geehrte Frau Bundeskanzlerin,
ich würde Ihnen gern eine Frage stellen.
am 23. Mai 2012 haben Sie auf eine Anfrage eines Herrn Schulz zur Kalten Fusion eines Nickel-62 Isotops mit Wasserstoff mitgeteilt, dass dieses aus physikalischen Gründen unmöglich ist.
Nunmehr wurde durch Wissenschaftler der Universitäten Uppsala und Bologna sowie des königlich schwedischen Instituts für Technologie eine unabhängige Validierung durchgeführt. (Link: http://arxiv.org/abs/1305.3913) Die Forscher kommen zu dem Ergebnis, dass in dem von Dr. Rossi konstruierten Apparat eine Enegrieerzeugung stattfindet, für die es keine chemische Erklärung gibt.
Dr. Rossi bietet mittlerweile eine 1 MW – Anlage an, die mit einem COP von 6 betrieben wird, sie liefert also 6 mal mehr Energie, als in sie hineingesteckt wird.
Sollte diese Technologie nicht einer Validierung, beispielsweise durch die Bundesanstalt für Materialprüfung, unterzogen werden, um schlussendlich nachzuweisen, ob an dieser Technologie “etwas dran” ist oder sie risikofrei zu betreiben ist?
Die Kosten hierfür wären im Vergleich zu den Risiken, in Deutschland eine potenziell revolutionäre Technologie zu verschlafen, sicher sehr gering.
Die Aussage, diese Fusion sei wegen der Coulombschen Wirkungsbarriere physikalisch unmöglich, würde ich relativieren wollen: Letztlich ist unser Wissen eine Funktion der Zeit: Vor 500 Jahren war das anthropozentrische Weltbild gesicherte Wissenschaft, vor 100 Jahren war Alfred Wegener mit seiner Kontinentalverschiebung ein Spinner. Heute ist das Erste Beispiel widerlegt und das Zweite herrschende Lehrmeinung.
Über Ihre baldige Antwort würde ich mich freuen.
Mit freundlichen Grüßen,
Klaus Dosch

Il 22 luglio 2013

Molto stimata Signora Cancelliera federale,

Le porrei volentieri una domanda.
Il 23 maggio 2012 in merito a una richiesta di un certo Signor Schulz sulla fusione fredda dell’isotopo Nickel-62 con idrogeno, Lei comunicò che essa non è possibile su basi fisiche.  Ora è stata effettuata una validazione indipendente da parte di scienziati dell’Università di Uppsala e di Bologna così come del Reale Istituto di Tecnologia Svedese. (Link: http://arxiv.org/abs/1305.3913). I ricercatori hanno stabilito che nell’apparecchio costruito dal Dr. Rossi avviene una produzione di energia, per la quale non esiste una spiegazione chimica.
Nel frattempo il Dr. Rossi presenta un’apparecchiatura che funziona con un COP 6, ossia produce 6 volte più energia di quanta sia stata immessa.
Questa tecnologia non dovrebbe essere sottoposta a validazione, per esempio da parte dell’Istituto Federale per la Prova dei Materiali, per determinare definitivamente se in essa “c’è qualcosa dentro” o se può essere gestita senza rischio?
Certo i costi sarebbero molto modesti se confrontati con i rischi di soffocare in Germania una tecnologia rivoluzionaria.
Vorrei relativizzare l’affermazione che la fusione sarebbe fisicamente impossibile a causa della presenza della barriera coulombiana: in fondo il nostro sapere è una funzione del tempo: 500 anni fa l’immagine antropocentrica del mondo era scienza certa, 100 anni fa Wegener con la sua deriva dei continenti era considerato uno svitato. Oggi il primo esempio è respinto e il secondo è materia di insegnamento.
Una sua sollecita risposta mi farebbe piacere.
Cordiali saluti
Klaus Dosch

Antwort
im Auftrag der Bundeskanzlerin am 19. August 2013
Sehr geehrter Herr Dosch,
vielen Dank für Ihre Frage, die wir im Auftrag der Bundeskanzlerin beantworten.
Zur Sicherung unserer Energieversorgung sind selbstverständlich alle neuen Energiequellen intensiv zu erforschen. Geeignete Forschungseinrichtungen verfolgen daher im Auftrag der Bundesregierung neue Entwicklungen, sofern sie wissenschaftlich sinnvoll sind. Dazu zählen auch die Beobachtungen zur kalten Fusion, die die Chemiker Martin Fleischmann und Stanley Pons 1989 beschrieben haben. Sie sind allerdings bisher nicht durch unabhängige Dritte bestätigt worden.
Auch kennen Forschungseinrichtungen und das Bundesforschungsministerium das von Ihnen angesprochene Experiment. Es ist bislang aber nur in einem Online-Portal dokumentiert. Dabei fand keine Begutachtung durch unabhängige Wissenschaftler statt. Der Artikel berichtet über eine Wärmeentwicklung, gibt aber keine Hinweise auf Fusionsreaktionen – zum Beispiel durch Messung der zu erwartenden Gammastrahlung. Vollständige Informationen über den Aufbau des Experiments und die Messergebnisse liegen nicht vor. Das wäre für eine Validierung, also für eine Reproduktion des Experiments, als erstem Schritt für eine wissenschaftliche Bestätigung notwendig.
Auch Rossi hat seine Ergebnisse bisher nicht offengelegt. Deshalb ist eine Überprüfung der Details nach den Maßstäben wissenschaftlicher Praxis nicht möglich. Die Bundesregierung sieht daher derzeit keine hinreichende Grundlage, um die Validierung des Demonstrationsversuchs mit öffentlichen Mitteln zu fördern.
Mit freundlichen Grüßen
Ihr Presse- und Informationsamt der Bundesregierung

 

Su disposizione della Cancelliera, 13 agosto 2013

Egregio Sig. Dosch,
Grazie per la sua richiesta, alla quale rispondiamo su incarico della Cancelliera federale.
Per garantire il nostro approvvigionamento di energia, tutte le sorgenti di energia nuove devono naturalmente essere prese in considerazione con grande attenzione.
Centri di ricerca adeguati perseguono nuovi sviluppi su incarico del Governo federale, purché siano scientificamente sensati [sinnvoll]. Tra questi sono comprese anche le osservazioni sulla fusione fredda che i chimici Martin Fleischmann e Stanley Pons hanno descritto nel 1989. Però esse non sono state confermate da terzi indipendenti.
Anche i Centri di ricerca e il Ministero Federale della Ricerca conoscono i dati da Lei riportati. Tuttavia finora sono riportati solo in un portale online. Non esiste alcuna valutazione da parte di scienziati indipendenti. L’articolo informa su uno sviluppo di calore, ma non fornisce indizi di reazioni di fusione, per esempio attraverso la determinazione dei raggi gamma che dovrebbero essere presenti. Non esistono informazioni complete sul dispositivo sperimentale e sui risultati delle misure. Questo sarebbe necessario per una validazione dell’esperimento, quindi per la sua riproduzione, primo passo verso un riconoscimento scientifico.
Anche Rossi non ha finora reso pubblici i suoi risultati. Pertanto una valutazione dei dettagli secondo la prassi scientifica non è possibile. Il Governo federale non vede oggi alcuna motivazione sufficiente per promuovere con mezzi pubblici la validazione dell’esperimento dimostrativo.
Cordiali saluti
Suo Ufficio Stampa e Informazione del Governo Federale.

 

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