Piantelli

Il brevetto Piantelli

Avevo deciso di tenermi fuori dal brevetto Piantelli considerando che si tratta di una iniziativa privata di scarso interesse come quella di Rossi e soprattutto per non entrare in un altro ginepraio ff, quando Luca mi provoca scrivendo (21 gennaio, 1:18 pm):

Ho appena letto su EA questa dichiarazione, fatta con impeccabile “à plomb”, dal portavoce del gruppo.
http://www.energeticambiente.it/sistemi-idrogeno-nikel/14742857-novita-cella-piantelli-10.html#post119405527

Eroyka infatti scrive: “Per quanto riguarda la teoria e il lavoro di Piantelli, non vi è alcuna fisica nuova.”
Forse non c’è una fisica nuova, ma la chimica è nuova di zecca e assai sconcertante.
Vediamo insieme. Piantelli scrive:

im.1

Con i metalli di transizione l’idrogeno molecolare non si comporta come crede Piantelli, non forma ioni H-. Il passo che segue descrive ciò che avviene:

im. 2

Quindi il sistema Ni-H ha le caratteristiche di una lega a carattere interstiziale dove a un reticolo costituito da ioni positivi fa da controparte negativa un gas di elettroni (per la precisione si tratta di un “gas degenere”). Quando l’idrogeno è assorbito nel reticolo di un metallo di transizione si comporta come un metallo legante. Esso contribuisce a formare il gas di elettroni, quindi si manifesta come protone H+ dotato di notevole mobilità. Le considerazioni potrebbero chiudersi a questo punto, ma divertiamoci a vedere dove intende portarci Piantelli.

im. 3

Nel sistema Nickel-Idrogeno non si formano composti intermetallici né idruri. Si tratta di una lega interstiziale rappresentabile con un diagramma di stato.

im. 4
im. 5.

Non esistendo lo ione H-, tutto il meccanismo descritto è privo di significato.
Qua c’è anche un aspetto buffo: siccome lo ione H- è più pesante dell’elettrone, tende a sprofondare nel bulk del nickel come un sommozzatore zavorrato. Chissà come gli è venuto in mente.

im. 6

Finalmente siamo arrivati al nucleare. Il metal-hydrogen complex atom non si accontenta, ma vuole andare oltre. Il metal core – che sta per nucleo ma non bisogna scriverlo – assorbe H- e cambia natura. Si ha una reazione nucleare tra uno ione negativo di idrogeno e un nucleo di nickel. Piantelli rilancia alla grande l’ipotesi nucleare del mammozio, che era passata in sordina da Rossi per non preoccupare il customer.
Impressiona l’ipotesi di un nucleo che assorbe uno ione negativo solo perché i due oggetti sono di carica opposta; si tratta di una sorta di centauro, un accoppiamento contro natura inventato per i creduloni.
Bisognerebbe chiedere a Eroyka in quale trattato di fisica ha letto che un nucleo può inghiottire uno ione negativo, visto che è convinto che si tratta di fisica ordinaria.
Bisognerebbe anche chiedergli dove ha letto che l’idrogeno interstiziale porta una carica negativa.

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263 risposte a Piantelli

  1. Valerio Peralta ha detto:

    @ Camillo,

    mi pare che qui la fisica sia nuova di zecca come la chimica. Si tenta di mimare la fusione catalizzata da muoni, senza muoni (da dove potrebbero venire? Non diamo suggerimenti).
    Fatto sta che neanche il muone in un muo-atomo precipita sul nucleo. Gli unici casi a mia conoscenza che possono presentare un comportamento simile sono gli stati legati tra particella ed antiparticella (il positronio, e+ legato ad e-, e gli effimeri stati legati tra p e p-, non so se ha un nome specifico).
    L’esistenza della fisica piantelliana aprirebbe scenari inquietanti: non è che a volte nel cloruro di sodio, lo ione Cl- precipita sullo ione Na+, formando Ni?

    Saluti

    • mW ha detto:

      “non è che a volte nel cloruro di sodio, lo ione Cl- precipita sullo ione Na+, formando Ni”
      questo è essere divulgativi!

      • Valerio Peralta ha detto:

        @ mW,

        ammetto che l’esempio non è proprio calzante, ma l’idruro di litio lo avevamo già usato l’altro giorno…

        Saluti

        • mW ha detto:

          @Valerio,
          non me ne intendo.
          se l’esempio è calzante o meno, come possibile implicazione assurda di ipotesi non verificata, puoi dirlo solo tu.
          A me piaceva.

  2. Dahlgren ha detto:

    Scusate, ma non capisco:
    http://www.energeticambiente.it/sistemi-idrogeno-nikel/14742857-novita-cella-piantelli-10.html#post119405547

    Cito Eroyka:
    “Si, ha le prove. Ma le ha ottenute con celle ora non più attive. Ha avuto 2 celle in eccessi energetici di cui una per svariati mesi (circa 1 anno) e anche senza alcuna alimentazione esterna.” […] “Quindi attualmente non c’è UNA cella su cui fare prove calorimetriche.”

    Quindi facciamo così: immaginiamo che io abbia uno scatolotto che caccia più energia di quella che riceve, per anche 1 anno di fila (!) e che faccio? Non è che lo mostro a tutti, vinco il Nobel, acquisisco fama, rispetto e, perché no? anche denaro, salvo l’umanità, ecc… NO! Lo smonto in modo da tener salvo il segreto (anche a me stesso) e mi riduco a chiedere un po’ di elemosina allo Stato e su un forum promettendo di essere in grado di rifarlo, senza prove, desiderando che gli altri mi seguano così, per fede. Brillante! Davvero, senza scherzi, una mossa da maestro.

    • Renato ha detto:

      “Se potete aiutarci donando qualche euro…”, da
      http://www.energeticambiente.it/speciale-m-e-g/243124-un-aiuto-per-andare-avanti.html#post2859386

      “E’ da almeno due anni che la fusione fredda, oltre a funzionare, è perfettamente riproducibile, controllabile e, soprattutto, capita e spiegata”
      “con una “pila” a fusione fredda della grandezza di un’unghia posta su ogni rubinetto di casa mia […] potrò avere acqua calda quando e quanta ne voglio!”
      – da http://www.disinformazione.it/energia.htm (senza data).
      Ovviamente il gomblotto delle multinazionali eccetera.

      Non so quanto sia efficace, per quanto giusto e forse doveroso, cercare di svegliare la gente dai sogni; penso che gran parte di chi metterebbe soldi in queste faccende, anche se dissuaso dalla FF, comprerà il Tubo Tucker o un Talismano della Fortuna.
      E poi sono troppi, e a volte si risentono pure; l’ utilità delle confutazioni che si sviluppano qui la trovo nell’ imparare (o almeno nel sentire parlare di) un sacco di cose interessanti, alle quali non ho altro accesso.

      Saluti

      • Cimpy ha detto:

        Non essere di parte, cita bene quel che c’è scritto in quella pagina:

        Il rendimento che si ottiene è di circa il 1.000 %. (avete letto bene!).
        In questo modo si ricava calore da fusione nucleare a temperatura ambiente con strumenti e conoscenze utilizzabili quasi da chiunque poiché il materiale che si usa è quello di un semplice laboratorio chimico. Inoltre il costo è veramente irrisorio poiché si parla di cifre intorno ai 300 euro per ottenere circa 10 Kw/h per ben 500 anni!
        E il tutto senza produrre nessun residuo nucleare, radiazioni nocive o qualsivoglia inquinamento.
        Ma c’è di più. Infatti se la scoperta è stata frutto del caso, gli studi effettuati per spiegare il perché di questa energia osservata ha portato allo sviluppo di un’intera nuova branca della fisica quantistica. La teoria sviluppata si chiama Elettrodinamica Quantistica Coerente (QED coerente), ed è stata sviluppata qui in Italia dal Professor Giuliano Preparata ed Emilio Del Giudice dell’INFN di Milano. Questa nuova teoria, che va ad unire la fisica quantistica con la chimica, sta aprendo delle strade inaspettate e sta spiegando molti fenomeni che fino ad adesso erano rimasti dei misteri per la scienza.
        Quindi abbiamo una scoperta assolutamente scientifica, riproducibile e che funziona

        Comunque secondo me non l’ha scritto Roy, Se anche l’ha scritto Roy, non lo ha scritto lo stesso Roy che ci avvisa che con le celle di Piantelli (almeno) per il monento (e forse per i prossimi anni) non si riesce a riprodurre il fenomeno.

        • FermiGas ha detto:

          Che roba sono i Kw/h???

        • Valerio Peralta ha detto:

          @ Cimpy,

          fantastico il
          che va ad unire la fisica quantistica con la chimica!

          A me risultava che la chimica moderna fosse sostanzialmente meccanica quantistica applicata…
          Se ne sentono sempre di nuove.

          saluti

          @ Tutti
          ottimo lavoro

    • Renato ha detto:

      “Scusate, ma non capisco”

      Mettiamola così, abbiamo un novello Rossi, e un nuovo Vate; e ci divertiremo un sacco anche stavolta.

      “E’ da almeno due anni che la fusione fredda, oltre a funzionare, è perfettamente riproducibile, controllabile e, soprattutto, capita e spiegata”
      “con una “pila” a fusione fredda della grandezza di un’unghia posta su ogni rubinetto di casa mia […] potrò avere acqua calda quando e quanta ne voglio!”
      – da http://www.disinformazione.it/energia.htm (senza data).
      Ovviamente il gomblotto delle multinazionali eccetera.

      Non so quanto sia efficace, per quanto giusto e forse doveroso, cercare di svegliare la gente dai sogni; penso che gran parte di chi metterebbe soldi in queste faccende, anche se dissuaso dalla FF, comprerà il Tubo Tucker o un Talismano della Fortuna.
      E poi sono troppi, e a volte si risentono pure; l’ utilità delle confutazioni che si sviluppano qui la trovo nell’ imparare (o almeno nel sentire parlare di) tante cose interessanti, alle quali non ho altro accesso.

      Saluti

      • Camillo Franchini ha detto:

        Renato,

        ho recuperato i Suoi due ultimi messaggi dallo spam. Chissà che cosa sa di Lei WordPress. Sarà mica un Trojan?
        Saluti

        • Cimpy ha detto:

          Sarà mica un Trojan? mi si passi l’OT, c’ha più la faccia del PinBall

        • Renato ha detto:

          Grazie del recupero, mi è successa contemporaneamente la stessa cosa in un altro blog, può darsi che debba migliorare le mie procedure di sicurezza; al momento sono una sola, fuorviare i cacciatori di accenti sbagliati sbagliandoli (gli accenti) appostà.
          mW ne sa qualcosa.

          Per WordPress e Trojan, praticamente so solo che esistono e che Trojan = no buono.

          R

  3. antonio ha detto:

    http://www.apretoscana.org/axmedis/164/00000-16470d75-d97a-44d9-8597-fd2bb3670f43/2/~saved-on-db-16470d75-d97a-44d9-8597-fd2bb3670f43.pdf

    sarebbe interessante saperne di più su questo progetto NTLA di nichenergy srl coadiuvata da infn e unisiena e finanziata con fondi pubblici.

    • Giancarlo ha detto:

      @antonio
      La cosa mi ha abbastanza innervosito. Tutti imprenditori con i soldi nostri (di Camillo in particolare, visto che la regione è la sua).

      • Camillo Franchini ha detto:

        Giancarlo

        ora mi spiego perché l’Università di Siena è in gravissime difficoltà economiche. Se si permettono il lusso di finanziare anche la ff di Piantelli mancano i soldi per le cose serie.
        Risulta che il più innocuo di tutti è il bravo Rossi, che non ha mai mirato a finanziamenti pubblici. Piantelli impari da lui e investa soldi di famiglia.

        • Giancarlo ha detto:

          @Camillo
          No, è la tua regione che finanzia parzialente tutti, compresa università di Siena e INFN.
          E’ uno dei soliti piani regionali della ricerca in cui vengono attribuiti fondi parzialmente a fondo perduto.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Giancarlo

          Mi convinco sempre più che i fondi per la ricerca sono spesi male, perché gli amministratori non ci capiscono una mazza. Forse queste cose le sa meglio di tutti Ocasapiens.
          Ho sbagliato a scrivere che il lavoro di Alfred Cohen mi è stato gentilmente spedito da Ubaldo Mastromatteo, la gentilezza mi è stata fatta invece da Flavio Fontana.

          Alfredo Coehn
          Dimostrazione della presenza di protoni all’interno di metalli
          Zeitschrift fuer Elektrochemie, 35, 676 (1929)
          Il metallo usato per la dimostrazione era palladio.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Antonio

      Sarebbe davvero interessante saperne di più. Sono belle cifre che Università di Siena a INFN (INFN è onnipresente, non si fermano mai) investono nel nickel nucleare; siamo obbligati a tener d’occhio Piantelli come Celani.

      • Barney ha detto:

        Franchini,
        come hanno gia’ scritto altri chi e’ da tener d’occhio in questo caso e’ solo la Regione Toscana, che ha messo a disposizione di Nichenergy, UniSI, INFN e due piccole imprese (una che fa quadri elettrici e sistemi di controllo, l’altra e’ una vetreria) quasi un milione di Euro per (cito Roy Virgilio) replicare la cella di Piantelli. Sulla base di NESSUNA pubblicazione, NESSUNA cella attualmente attiva e NESSUNA misura indipendente.

        Ho gia’ scritto su EA che la cosa dipende moltissimo da come vengono assegnati questi fondi (che sono in ultima analisi europei): quasi sempre a livello regionale la review tecnica delle proposte e’ in mano a UN solo esperto per progetto (in genere un esperto maneggia piu’ progetti), perche’ l’ente pubblico non ha i soldi per pagare la procedura UE (tre reviewer anonimi che revisionano da casa usando un sistema informatico della Commissione, poi un meeting di consenso in cui c’e’ un rapporteur esterno che NON puo’ valutare ma serve a dirimere i problemi, un rappresentante della UE che guida la discussione, e un esperto esterno che puo’ intervenire a suo piacimento.Ovviamente, tutte queste persone van pagate…).

        La differenza tra il processo UE e quello italiano di valutazione meriterebbe un post apposito, cosi’ come un apposito post ci vorrebbe per descrivere dall’interno alcune delle dinamiche che -almeno fino a dieci anni fa- vigevano in molte amministrazioni regionali. Per rimanere in topic, posso dire che il bando che ha premiato Nichenergy prevedeva una valutazione in 3 mesi. La Regione ce ne ha messi quasi nove (?!!!), le graduatorie preliminari di ammissione alla valutazione tecnica sono state impugnate da una decina di aziende che erano state escluse; queste aziende hanno “vinto il ricorso”, e piu’ della meta’ di queste aziende ha poi “vinto” il finanziamento. Nichenergy NON era tra le ricorrenti.

        Stavo cercando quel decreto dirigenziale, quando mi sono imbattuto in quest’altro documento. Io ve lo linko, attenzione a non smoccolare troppo: http://snipr.com/2671xon [www_regione_toscana_it]

        Se qualcuno e’ sopravvissuto, puo’ per favore spiegarmi come si fa a pubblicare quel decreto PRIMA di avere tirato fuori le graduatorie dei vincitori (un mese esatto dal primo decreto)?

        Barney

        • Giancarlo ha detto:

          @Barney
          Temo di non aver capito. Qual è il problema con la nomina della commissione di esperti?
          Ne conosco personalmente un paio e sono persone serie. Magari non sono proprio del campo, questo sì. Il fatto è che bisognerebbe fare una commissione per stabilire come debba essere composta la commissione.

        • Barney Panofsky ha detto:

          Rispondo qua a Giancarlo.
          E’ praticamente impossibile avere un panel di valutazione che riesca a essere competente in tutto, e meno male, aggiungo :-). Il problema non e’ certo la competenza dei professori elencati, quindi.
          Secondo me il punto e’ un altro: a un mese dalla conclusione della valutazione, l’universo mondo sa chi ha in mano la sua proposta (basta fare una ricerca sui nomi, verificare le competenze e si indovina con approssimazione veramente bassa). Siccome siamo in Italia, sono certo che qualcuno avra’ telefonato a qualcun altro, per perorare la propria causa e azzoppare la causa altrui.

          A livello di valutazione, secondo me chi valuta deve rimanere nell’ombra almeno fino alla conclusione del processo. Poi, se si vuole pubblicare l’elenco, lo si puo’ fare, ma DOPO che le graduatorie sono state emesse, non prima.

          Non so se da altre parti funziona cosi’: certamente non in Europa (nessuno sa chi valuta la tua proposta). A me pare del tutto anormale.

          Barney

        • Camillo Franchini ha detto:

          Barney,

          Lei dispone di materiale per mettere in piedi il prossimo post. Ci sta?
          Su EA Roy si sta prodigando con santa pazienza per dimostrare a un Cimpy recalcitrante che la fama di Pntll è così chiara da non avere bisogno di pezze d’appoggio scritte e recensite per ottenere il finanziamento delle ricerche sul suo mammozio dalla CE. Chissà come sarà contento il contadino povero della Ostpommern di contribuire così allo sviluppo della scienza e dell tecnica in Europa.
          Ora si capisce perché Pntll se ne stava quatto quatto lemme lemme; sembrava lodevole discrezione, in realtà temeva che qualcuno gli rompesse le uova nel paniere.

        • Giancarlo ha detto:

          @Barney
          Non so se da altre parti funziona cosi’: certamente non in Europa (nessuno sa chi valuta la tua proposta). A me pare del tutto anormale.

          Io faccio il valutatore in Europa da una quindicina di anni. Su questo punto è probabile che ci siano abitudini differenti nei vari panel, nel mio è diritto dei valutandi ricusare i valutatori (soprattutto nelle review di progetto), quindi la lista è pubblica da prima. Chiaramente in Europa non ti telefona nessuno prima della valutazione, mentre in Italia, la sola volta che mi è capitato, ho riscoperto un mucchio di amici.

        • Barney Panofsky ha detto:

          @Franchini: non sono in grado di scrivere qua, sono un umile commerciale :-). Purtroppo (o per fortuna) poi il mio attuale lavoro e’ proprio quello di scrivere proposte in risposta a bandi e a gare d’appalto, quindi meno parlo dei miei possibili clienti pubblici e meglio e’.

          @Giancarlo: pure io valuto progetti da una decina d’anni (ma forse anche di piu’) in Italia e in Europa (FP7), ma francamente non m’e’ mai passato per il cervello che i membri dei team che ho valutato abbiano saputo che ero io a dare i voti. Nei progetti di ricerca industriale, a mio modestissimo avviso, e’ cruciale che non vi sia alcuna possibilita’ di “inciucio” tra valutatore e valutato, e infatti quando si accetta di fare il valutatore per la Commissione Europea si firma un contratto molto chiaro su questo punto: no conflitti di interesse a nessun livello, no divulgazione del proprio ruolo di valutatore ne’ prima, ne’ durante, ne’ dopo. Come si possa mantenere questa “terzieta’” se l’elenco e’ pubblico, mi sfugge.
          Le dico: a me pare del tutto simile a quando si presenta un lavoro ad una rivista. A me non interessa chi giudica, a me interessa che capisca della materia e che sia imparziale.
          Devo fidarmi del sistema, e il sistema europeo (o le gare ESA cui partecipiamo come azienda) per adesso s’e’ dimostrato fair. Quello italiano (a tutti i livelli) molto meno, sia come rispetto dei tempi, sia -come nel caso in specie- per quel che riguarda la trasparenza del processo tutto.
          Certo, purtroppo molti dei problemi derivano non dal sistema, ma da come esso viene declinato dagli italiani. Ma proprio per questo (perche’ come popolo siamo molto poco educati all’essere giudicati) la valutazione, IMVHO, deve essere tetragona a qualsiasi possibilita’ di inquinamento.
          Un’ultima considerazione: al contrario dell’Europa, nell’elenco della Regione Toscana non v’e’ alcun valutatore che proviene dal mondo dell’industria. Ecco, siccome si tratta di progetti industriali, avere tutti valutatori che vengono dall’Universita’ e’ un’altra cosa da cambiare. Ancora una volta preferisco il modello UE, in cui si mischiano competenze “competenti” e non si guarda al titolo universitario.

          Saluti,
          B.

        • mW ha detto:

          @barney,
          giusto per assumermi la responsabilità di scrivere qualcosa che forse non stà ne in cielo ne in terra, ma chisse ne importa;
          è possibile che il fatto che tutti i valutatori siano universitari
          dipenda dal fatto che in Italia l’Università è il luogo principale dove si fa ricerca e ha quindi un ruolo particolare?
          A volte fantastico pensando che in italia si faccia ricerca solo all’università, mentre altrove si fa anche presso i privati.
          Questo genera una situazione che fa comodo sia a una certa classe universitaria che ha un enorme potere (o fai ricerca da loro o te ne vai all’estero) sia a una classe imprenditoriale che non ha tanta voglia di fare ricerca, e se la fa, paga il biglietto all’Università, fa giusto la sua ricerca, e il resto del tempo e dei costi lo paga lo stato.

          Pretendo di avere ragione perchè non sono un lacchè e ho fatto il phd assieme a Crodino.

        • Barney Panofsky ha detto:

          @mW: la riflessione e’ sensata. E probabilmente “peggiora” la situazione, visto che di ricerca _applicata_ all’Universita’ se ne fa molto meno che da altre parti (mi viene in mente la Francia, ma anche i tedeschi non scherzano). Anche la mentalita’ tipica del ricercatore italiano (“pubblica o muori”) non e’ che vada molto d’accordo con le logiche aziendali che tendono a proteggere tutto il proteggibile. Forse questo e’ un altro dei motivi per i quali stiamo lentamente scivolando in posizioni defilate, come sistema paese, e forse questo e’ uno dei motivi per i quali moltissimi laureati tecnici se ne vanno all’estero…

        • mikecas ha detto:

          e in ogni caso sembra che ne’ la Regione Toscana ne’ il gruppo di valutatori nominato sia composto solo da fanatici della Scienza Patologica:
          http://www.energeticambiente.it/sistemi-idrogeno-nikel/14742857-novita-cella-piantelli-11.html#post119406377
          😛

        • Barney Panofsky ha detto:

          @mikecas. Visto:la Regione ha finanziato uno studio su “nuovi MATERIALI”, non sulla cella Piantelli. Ancora una volta si impara qualcosa: MAI fidarsi di un fusionista freddo, quando afferma qualcosa ;->

      • Cimpy ha detto:

        E’ la Regione che finanzia, ma nello specifico di INFN e di Università di Siena, Roy dichiara che sarà la NIckelEnergy (ovvero Piantelli) a pagare INFN e UnSi per materiali e laboratori :

        http://www.energeticambiente.it/sistemi-idrogeno-nikel/14742857-novita-cella-piantelli-11.html#post119405801
        e

        http://www.energeticambiente.it/sistemi-idrogeno-nikel/14742857-novita-cella-piantelli-11.html#post119405876

        • Alessio L. ha detto:

          Quello che sinceramente non comprendo è, come mai, assicuratosi questo sostanzioso finanziamento EU/Regione Toscana, ci si voglia complicare la vita con iniziative di Azionariato Popolare, MetalEnergy ecc.. per raccogliere una cifra che tutto sommato è un’esile frazione di quella già all’attivo. Spero, ed è giusto che lo faccia, che il promotore/i di tale iniziativa facciano sentire anche la loro campana su questo blog.

  4. Darwinista ha detto:

    come sopra

  5. Giancarlo ha detto:

    @Camillo
    Non sono molto d’accordo con la formazione di H+ in un idruro interstiziale. Anche la tua citazione parla di cessione PARZIALE della carica. Io sono portato a ritenere che questo sia proprio quello che accade e che la condizione più vicina alla realtà sia quella di un atomo neutro di H. Molti autori parlano di legame covalente che è quello che stabilizza l’H+. Purtroppo la situazione non è chiarissima e il dipendere dalle elettronegatività reciproche la rende ancora meno schematizzabile. Una cosa però mi pare intuitiva: se nella lega esistessero H+ o H- così come li intendiamo comunemente, nel filo di Celani o in ogni altro esperimento “elettrolitico”, lo ione idrogeno migrerebbe verso una estremità sotto l’influenza del campo elettrico presente e gorgoglierebbe. Non mi pare che accada. Questo è quello che accade ad esempio nelle PEM, in cui H+ si muove nella membrana (non metallica!) sotto l’influenza del campo (celle a combustibile). Poi i danni da idrogeno sono in parte procurati dalla ricombinazione in H2, che avviene proprio perché l’idrogeno è in uno stato quasi-atomico puro.
    Per cui vedi che in una botta sola facciamo fuori i prodromi di Piantelli, Focardi e Srivastava.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Giancarlo

      Non sono molto d’accordo con la formazione di H+ in un idruro interstiziale.

      Non saprei. E’ quello che è scritto nel testo francese del post.
      Il Silvestroni riporta:
      Con i metalli di transizione l’idrogeno dà leghe con proprietà essenzialmente metalliche, nelle quali [l’idrogeno] si ritiene sia presente allo stato atomico.
      La descrizione di queste leghe è quella tipica del legame metallico:
      Metallic hydrides essentially consist of protons (positive hydrogen ions, H+) and metal atoms in an electron sea.
      La presenza di ioni H+ in una lega metallo-idrogeno è stata accertata in un lavoro di Cohen del 1928, che gentilmente Mastromatteo mi fece avere e che ho certamente in archivio. Fece proprio una misura di conducibilità elettrica. Certamente si deve distinguere caso per caso. Con i metalli di transizione è probabile che si abbia a una polarizzazione dell’atomo di idrogeno molto simile a quello che avviene in chimica organica, dove esistono molti stati intermedi tra atomo neutro e atomo ionizzato.
      Il caso del nickel è certamente descritto in qualche libro di chimica inorganica.
      Vedrò di approfondire.
      Ti saluto

      • sandro75k ha detto:

        @Franchini

        “Con i metalli di transizione è probabile che si abbia a una polarizzazione dell’atomo di idrogeno molto simile a quello che avviene in chimica organica, dove esistono molti stati intermedi tra atomo neutro e atomo ionizzato.”

        Quoto al 100% e credo di ricordare che parecchi metalli di transizione fungano da catalizzatori nelle reazioni organiche proprio perchè vadano a daterminare tale polarizzazione nelle reazioni di idrogenazione degli idrocarburi…

      • mW ha detto:

        @Sandro75k e Franchini
        Sandro, sei un perito chimico, quindi?
        Però vedete che quando si cerca di parlare di scienza, e semplicemente di capire come stanno le cose, tutti insieme, si va più d’accordo?
        Questo è sicuramente un vantaggio umano del metodo scientifico.

        • Camillo Franchini ha detto:

          mW

          Secondo me mettere insieme tante competenze e tanta buona volontà ha portato a risultati eccezionali. Pensa al contributo di Barney, importante e imprevedibile.
          Aggiungo anche che la nostra gioiosa macchina da guerra ha messo in evidenza la potenza singolare della sfiga passerina: qualche giorno dopo avere saputo del brevetto Piantelli su 22 passi, è risultato che la ricerca sul nuovo mammozio è finanziata dal coltivatore di patate della Pomerania e da me.
          Il contadino e io protestiamo; la prossima volta portino un chimico in commissione.
          Pare che Pntll sia bravissimo a studiare gli spermatozoi di bestiole piccolissime; perché ha smesso?

        • sandro75k ha detto:

          Qundi? Quindi niente… Perchè tanta meraviglia?

        • mW ha detto:

          @Sandro75k,
          ho impropriamente messo il “quindi” alla fine della frase, che pertanto risultava di difficile comprensione. Avrei potuto scrivere:
          “Allora sei un perito chimico?”
          Si capisce meglio?
          Non saprei, forse era una istintiva solidarietà con i pluririmandati come me…

        • sandro75k ha detto:

          @Mw
          adesso va meglio, le virgole non sono il tuo forte 🙂

    • Marco DL ha detto:

      @Giancarlo:
      Non ritengo che in un metallo si possa avere una migrazione elettrolitica degli ioni H- o H+ come in una soluzione elettrolitica perchè:
      – Nella soluzione elettrolitica il vettore dominante della corrente sono gli ioni stessi (infatti, se l’acqua è pura, di corrente ne passa pochissima).
      – Nel metallo invece, il vettore predominante della corrente sono gli elettroni (un mare di elettroni…), l’equilibrio viene facilmente raggiunto grazie alla migrazione degli agili elettroni senza scomodare gli ingombranti ioni H+ o H-
      Saluti
      Marco

      • Giancarlo ha detto:

        @Marco DL
        Può darsi che tu abbia ragione, ma se non ricordo male nel processo di anodizzazione, ancora non pienamente compreso, si sovrappongono, nell’ossido superficiale una corrente ionica dal metallo attraverso l’ossido e una corrente elettronica dall’elettrolito verso il metallo attraverso l’ossido. E’ chiaro che come dici tu gli elettroni sono di più e più mobili, ma questo impatta sui valori delle due correnti. In altre parole, essendo l’idrogeno mobilissimo (diffonde da solo ad alta velocità anche senza campo) chi lo terrebbe fermo sotto l’influenza di un campo?

  6. Giancarlo ha detto:

    Ho trovato questo lavoro abbastanza dettagliato, tanto da dare tutti i valori caratteristici metallo per metallo (di transizione). Lo scaricate qui .
    Sembra dare ragione alle mie perplessità, se ho capito bene 🙂
    L’idrogeno forma un legame covalente tramite il suo elettrone e un elettrone di valenza del metallo ospite. Non sembrano esserci ioni o protoni in giro.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Lo scaricate qui .

      Non riesco a scaricare il lavoro, scusa.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Giancarlo

      Ho trovato questo lavoro abbastanza dettagliato

      Non sembrano esserci ioni o protoni in giro

      Però è quello che si legge nei trattati. Il legame metallico si forma per mezzo di elettroni delocalizzati. Cito il Silvestroni:

      La quanto-meccanica dimostra che alla formazione del legame metallico corrisponde una diminuzione di energia, ovverosia che il contenuto di energia di un cristallo metallico costituito da N atomi è minore della somma delle energie degli N atomi separati. Di conseguenza nella formazione del cristallo metallico si ha cessione di energia da parte del sistema, ed è a questa energia che si deve la ionizzazione iniziale degli atomi di metallo, la formazione del gas degenere di elettroni, e quindi la formazione del cristallo metallico stesso.

      L’idrogeno disperso nei metalli di transizione si comporta a tutti gli effetti come un metallo, quindi partecipa alla formazione del legame protonizzandosi (un termine che non significa ionizzazione totale).
      Preferisco trarre la mie informazioni dai trattati, che forniscono informazioni più robuste rispetto al pulviscolo sfavillante di singoli articoli.

  7. Giancarlo ha detto:

    Penso che Cimpy mi manderà dietro la lavagna per aver bucato il tag html relativo all’indirizzo nel commento sopra.
    https://dl.dropbox.com/u/66642475/MetalHydrides.pdf

    @Marco
    I niobati e i tungstanati di terra rara hanno correnti protoniche. Anche il plasma ovviamente.

  8. Pingback: A fondo perduto » Ocasapiens - Blog - Repubblica.it

  9. Cimpy ha detto:

    chiedo scusa: ho visto un test di Massa su uno strumento di Mistero su youtube, ma non ho capito quali risultati abbia ottenuto. Quakcuno me lo può spiegare ?

    • Cimpy ha detto:

      oppsss, mi sa che è un gruppom di video:

      Ma non ho capito lo stesso (corro subito dietro la lavagna!)

      • Dumah Brazorf ha detto:

        I risultati non sono stati pubblicati. MM ha mandato il resoconto a Mistero (l’affare è suo ci stà che sia il primo a leggere e chiedere chiarimenti) e Passerini. Si suppone vengano pubblicati, altrimenti MM non avrebbe mantenuto anche quei video in forma privata.

        • Luca ha detto:

          Si suppone vengano pubblicati,
          Questo sarà un chiaro indicatore della tanto decantata onestà intellettuale in contrapposizione al disonesto cospirazionismo che si respira in questo blog (smile)

      • mW ha detto:

        ciao Mario,
        complimenti!
        quanti litri d’acqua ci sono nella vasca?

  10. Giancarlo ha detto:

    Qualcosa si muove
    http://www.repubblica.it/politica/2013/01/22/news/decreto_legislativo_anti-corruzione_nelle_pubbliche_amministrazioni-51061127/

    @Barney
    Probabilmente si usano prassi differenti. In ICT, durante l’ultima fase, quella degli hearing, i proponenti sono convocati a Bruxelles per essere interrogati sul progetto de visu

    @Camillo
    Non mi hai convinto. Cerco su qualche trattato di chimica più moderno del Silvestroni (mW, ti chiedo scusa in anticipo). Io continuo a puntare su un legame covalente in cui gli elettroni liberi non prendono parte. Mi riesce difficile immaginare un idrogeno metallico in quelle condizioni.

    • mW ha detto:

      @Giancarlo,
      veramente, non c’è nulla di cui ti debba scusare.
      Anzi se vuoi scusarti davvero, trovami un Chiorboli in pdf.
      ciao.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Giancarlo

      Io continuo a puntare su un legame covalente in cui gli elettroni liberi non prendono parte.

      Se consideri la posizione dell’idrogeno nel sistema periodico, lo puoi definire capofila del gruppo dei metalli alcalini.
      Shriver & Atkins considerano metallici alcuni idruri, intendendo che in essi l’idrogeno si comporta come un metallo legante. Il nickel forma appunto un idruro metallico; ferro e cobalto, suoi parenti stretti, non lo fanno.

      metal hydrides

      Shriver & Atkins’ Inorganic Chemistry, W. H. Freeman & Company, 2010.

      Soltanto i metalli alcalini e alcalino terrosi, tranne il berillio, riescono a conferire una carica negativa all’atomo di idrogeno.
      Saluti

  11. AC/DC ha detto:

    Riporto di seguito la reazione di Peter Gluck alle critiche mosse da Stremmenos nei confronti di Piantelli:

    http://egooutpeters.blogspot.ro/2013/01/the-anomalous-overreaction-of-prof.html

    • Giancarlo ha detto:

      @AC/DC
      Purtroppo il conflitto di interessi sta facendo fare un mucchio di passi falsi al Prof. Stremmenos. La sua lettera è completamente priva di senso. Le intromissioni del figlio lo mettono in una posizione che definire familismo amorale è dire poco.

  12. renato ha detto:

    http://22passi.blogspot.com/2013/01/open-power-autoremistero.html?showComment=1358959762242&m=1#c2183825586166671741
    ” gli atomi non sono “tondi” ma hanno […] una bocca ed un didietro, e la risposta a come si superano le forze di coulomb ho gia’ suggerito possa essere la stessa della strada attraverso cui il nucleo “sputa” la radiazione alfa”

    Ma quello sputa è un eufemismo, oppure va inteso in senso letterale?

    • FermiGas ha detto:

      Ma di là, ma l’avranno studiata un po’ di fisica alle scuole superiori? Ma la fissazione per il superamento della barriera coulombiana, chi gliel’ha messa in testa? Avranno mai sentito nominare, per dire, la funzione d’onda o, equivalentemente, hanno mai studiato un minimo di chimica alle superiori?

      • Valerio Peralta ha detto:

        @ FermiGas,

        quoto completamente. Solita boutade masochistica dei nostri: per quanto riguarda la sola barriera Coulombiana dove è il problema, per una particella positiva in uscita ?

        Saluti

  13. Giancarlo ha detto:

    The IEEE P1588™ Study Group (SG) announces a Call for Participation (CFP) to develop a Project Authorization Request (PAR) for the revision of IEEE 1588™ -2008, Standard for a Precision Clock Synchronization Protocol for Networked Measurement and Control Systems.

    IEEE P1588 SG is sponsored by the Instrumentation and Measurement Society (IMS)/TC-9. IEEE 1588-2008 is also published as International Standard IEC/IEEE 61588, which was processed through subcommittee 65C: Industrial networks, of IEC technical committee 65: Industrial-process measurement, control and automation.

    Dedicato a chi si lamenta delle attività INRIM di misurazione del tempo ritenendole perdite di tempo

    • Barney Panofsky ha detto:

      Sottoscrivo.E magari la stessa gente non s’e’ mai chiesta come fa a funzionare il GPS, oppure come riescono a generare codici casuali per le transazioni online con la chiavetta che ha dato loro la banca.

      Come se misurare il tempo fosse una sciocchezza, rispetto alla rispettabile e fondamentale attivita’ di spaccar granito con le presse (avendo cura di piazzare un paio di rivelatori di neutroni a caso nella stanza, per far figura).

      • Giancarlo ha detto:

        @Barney
        Possiamo suggerire a qualche giovanotto in vena di esperimenti che abbia un c/c su banca intesa di effettuare una transazione online con un codice o-key generato tre minuti prima e vedere l’effetto che fa. Poi ripetere più volte diminuendo i tre minuti di 5 secondi alla volta. Il risultato pubblicato qui sarà molto apprezzato dal sottoscritto.

  14. neutrino ha detto:

    Atto Finale:

    PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE
    SULL’ATTO DEL GOVERNO N. 531

    La Commissione, esaminato, ai sensi dell’articolo 1, comma 5, della legge 27 settembre 2007, n. 165, lo schema di decreto in titolo,

    considerato che nella terzultima premessa e all’articolo 1, comma 2, è palesemente occorso un errore materiale, sicchè è stato indicato il professor Riccardo Zich in luogo del professor Rodolfo Zich, la cui indicazione risulta invece assai chiara sia dalla lettera di trasmissione del Ministro per i rapporti con il Parlamento, professor Giarda, sia dalla lettera di accompagnamento del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, professor Profumo, nonché dal curriculum allegato allo schema di decreto,

    esprime parere favorevole a condizione che, nella terzultima premessa e all’articolo 1, comma 2, sia corretto il predetto errore materiale, sostituendo le parole: “professor Riccardo Zich” con le seguenti: “professor Rodolfo Zich”.

    • Cimpy ha detto:

      Grazie.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Neutrino

      Grazie per la tempestività.
      A questo punto però bisogna rendere grandi onori a Ocasapiens che è riuscita a pubblicare la notizia della caduta di Carpinteri già il 24 dicembre scorso, come ricorda il solerte contasecondi di 22 passi.
      Capisco che Ocasapiens tenesse d’occhio Carpinteri con particolare attenzione per motivi personali, ma lo scoop resta eccezionale; ha anticipato l’evento di un bel mese.
      Ha anticipato anche il Secolo XIX.
      Complimenti alla sua abilità di giornalista.
      Vediamo se i complimenti arriveranno anche da Passerini, Mistero e Tobia. Se sono sono sportivi non mancheranno.

  15. Camillo Franchini ha detto:

    @Livio Varalta

    Mi ricordo della badante ukraina chimica di casa tua che osservò acutamente che il sistema nickel/ idrogeno è oggetto di studio da parte di chimici e ingegneri chimici da almeno metà ottocento e nessuno si è accorto che produceva energia spontaneamente.
    Infatti è così, se si esclude la produzione di ammoniaca che usa altri catalizzatori, praticamente tutte le idrogenazioni sono catalizzate da nickel e quel sistema è studiato ossessivamente.
    Io credo che la parte teorica del brevetto di Piantelli entrerà nei testi che descrivono la scienza patologica. Segnalo il brevetto a Silvano Fuso, autore del bel libro “I nemici della Scienza”, edizioni Dedalo, 2009, nel caso volesse aggiornare il suo lavoro, le nuove bufale non mancano.
    Anche la convinzione di Eroyka che “tutto va bene madama la marchesa” merita di essere segnalata come esempio di disinformazione, quanto inconsapevole non saprei dire.
    Mi chiedo se il Rettore dell’Università di Siena prenderà posizione. Io credo possibile che mandi Piantelli dietro la lavagna al posto di Cimpy. Ci sarà anche in Italia una legge che tutela l’onorabilità di una Università.
    Buon lavoro

    • Livio Varalta ha detto:

      La badante è bulgara, visto da qui cambia poco ma lei ci tiene.

      Anche la convinzione di Eroyka che “tutto va bene madama la marchesa” merita di essere segnalata come esempio di disinformazione, quanto inconsapevole non saprei dire.
      quanto maliziosa” lo aggiungo io…
      Rilinko: Renato, grazie.
      http://www.energeticambiente.it/speciale-m-e-g/243124-un-aiuto-per-andare-avanti.html#post2859386
      Sempre Marlboro e clementine…

      • Valerio Peralta ha detto:

        @ Livio Varalta,

        grazie per la segnalazione del progetto meg. Non sapevo che mi avessero fatto studiare solo le equazioni di Maxwell censurate, senza componente longitudinale! Una vergogna cui bisogna reagire.
        Suggerisco di modificare il progetto meg, sintonizzando l’oscillatore sui 50 Hz (60 per i lettori USA). Funziona veramente! Si trova tutto sulla rubrica “scienza in casa” di un vecchio numero di Le Scienze, per chi interessa darò il riferimento preciso questa sera.

        Saluti

        • FermiGas ha detto:

          I modi TE o i TM o gl’ibridi hanno componenti non nulle nel verso di propagazione. Niente di misterioso… Un bel corso di Campi Elettromagnetici farebbe loro bene, ma non penso che lo reggerebbero, dal punto di vista della difficoltà. Perlomeno questa volta mostrano la loro ignoranza su argomenti universitari, anziché su materie note dalle scuole superiori.

        • Valerio Peralta ha detto:

          @ FermiGas,

          TM e TE sono comunque soluzioni delle equazioni “censurate”, penso intendano “componente” in un senso diverso…

          Saluti

        • Giancarlo ha detto:

          @FermiGas
          Piccola precisazione. I modi TM o TE per definizione hanno componenti non nulle solo nella direzione trasversa a quella di propagazione. Per i TEM le condizioni valgono contemporaneamente. Non esistono modi TEM nelle guide cave (per via di quel bastardo di Maxwell) ma solo nei cavi coassiali. I modi HE o HM possiedono invece componente longitudinale. Quando la componente longitudinale, per condizioni al contorno, è molto piccola, si approssima la soluzione delle equazioni di Maxwell con modi TE o TM.

        • Valerio Peralta ha detto:

          @ Giancarlo, FermiGas,

          scusate, sono io che ho riportato in modo non corretto il termine usato nella descrizione del progetto meg; trattasi di “parte” e non di “componente” (deformazione professionale?)

          Saluti

        • FermiGas ha detto:

          Sì, Giancarlo, citavo i TM e i TE perché mi ricordo – ma sono passati diversi anni dalla fine dell’università – che i TE prevedano non nulla la componente del campo magnetico nella direzione di propagazione (detti per l’appunto anche “modi H”); analogamente i TM hanno non nulla la componente longitudinale del campo elettrico, pertanto anche detti “modi E”.

        • Valerio Peralta ha detto:

          come promesso:
          Le Scienze n. 165, maggio 1982, p. 62.
          Saluti

    • Livio Varalta ha detto:

      Dimenticavo:
      Mi chiedo se il Rettore dell’Università di Siena prenderà posizione.
      Spero che qualcuno infiocchetti un bel pacchetto e glielo mandi.
      http://www.unisi.it/rettore
      Lo farei io ma, per fortuna, il lavoro si prolunga, e poi sono una testa dura, per scrivere un solo A4 decente ci metto una settimana.
      Un saluto a Tutti Voi Meravigliosi.

      Considerazione:
      Il Count Up è sparito velocemente, come le medaglie di cardone…

  16. giovanni ha detto:

    Leggervi spesso è come alle volte ascoltare radio 3, mi sento meravigliosamente ignorante e grato (un giorno la dodecafonica avrà un senso anche per me?).
    Credo sia un sentimento eguale et opposto a quel che provo nel visitar i 22. Ove ancora una volta ho ceduto alla tentazione di comunicare, inutilmente.
    (Confiteor vobis,
    quia peccavi
    nimis cogitatione, verbo et opere:
    mea culpa,
    mea culpa,
    mea maxima culpa)

    • Alessio L. ha detto:

      Raccapricciante ma divertente. Chissà perchè il passero bertoldo mi ricorda tanto “I mostri” di Dino Risi. La sua presenza è uno dei pochi motivi che mi spinge ogni tanto a dare una sbirciata nel blog di Passerini.

  17. Hermano Tobia ha detto:

    Vedo che ultimamente le discussioni languono un po’ e si soffermano su aspetti secondari … quindi vi porto qualche “cattiva” notizia: è appena uscito un libro di Hidetsugu Ikegami e S. Kullander relativo alle cosiddette “Chemonuclear chain reaction”, relativo all’influenza dell’ambiente chimico sulla sezione d’urto delle reazioni nucleari (classiche). E qui non si parla di variazioni di qualche % ma di svariati ordini di grandezza. Alcuni estratti:


    – “forming compressed united atoms” [ miniatomi ?]
    – “induce enormous rate enhancement”
    – “rate enhancement of 2x10e44 is expected”
    – “Chemonuclear fusion releases a power over one million times as dense as the solar interior”
    – “1-mole NiH system is capable of some kW output”

    Qui i link: http://lenrnews.eu/?p=981

    Cercando il nome dell’autore (Ikegami) nella banca dati del BNL (dove lo stesso Ikegami è ricercatore) si ottiene un errore, in quanto i suoi lavori catalogati sono troppi e quindi viene proposto di restringere la ricerca.

    About the Author: DSC. Kyoto University, Tokyo University, Brookhaven National Laboratory, Oak Ridge National Laboratory, Tokyo Institute of Technology, Director of the Research Center for Nuclear Physics at Osaka University, The Founder of RCNP Ring Cyclotron Facilities, Honorable Citizen of Tennessee State, Honorable Doctor of Uppsala University.

    Se n’è parlato anche su vortex, dove si discute quali siano i legami del fenomeno descritto con la cosiddetta fusione fredda.

    http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg75744.html

    Buona lettura.

    • Giancarlo ha detto:

      @Hermano
      Caro Hermano, è un piacere rivederti. Alle ore 13:13 pasca, al secolo Pasquale De Sanctis, ha postato un link. Alle 13:23 hai risposto di aver scritto il commento sopra, il cui orario è in linea più o meno (vedi l’importanza dell’INRIM?). Immagino che tu abbia speso i 10 minuti di intervallo per leggere le circa 150 pagine dei documenti. Perché non ce le illustri dettagliatamente? Fa un po’ di sforzo e fatti aiutare da Pasquale per i dettagli, tipo dirci quanti gradi sono 25 keV.
      Poi ti consiglio di leggere il lavoro originale di misura (postato da Nevanlinna su Cobraf). Lì con una corrente di deuterio di 1 microampere producono circa 1.000.000 di alfa al secondo, in media da 15 MeV. Fatti aiutare anche da gio, questa volta, a calcolare il rendimento.
      Poi, certo, gli autori dicono che portando l’energia incidente da 25 keV a 100 keV la reazione, per via dell’enhancement da te citato, diviene over-unity. Questo nel 2004. Ma quanti anni ci vogliono per girare la manopola di uno strumento di ion implantation?
      Pensa che già noi nei primi ’90 ci divertivamo a trasmutare elementi a 3MeV…

      Poi una chicca:General speaking, the fractional change of reaction rate is exactly proportional to the entropy change in the universe [8].
      Questo è davvero pensare in grande.

      • Emilio ha detto:

        Giancarlo, ma tu pensi davvero che li leggano i sensazionali paper che puntualmente vi sottopongono? La faticaccia purtroppo ve la lasciano tutta quanta. Mi sembra il gioco della pentolaccia: tirare furiose mazzate ad occhi bendati sperando prima o poi, tra tutte quelle che vanno a vuoto o si prendono sulla zucca, di spaccare la pentola con il premio invece di quella piena di coriandoli o acqua gelata. E’ dai tempi degli scoop con la NASA che studia la FF che il gioco va avanti senza varizioni di sorta. Meno male che nessuno si stanca.

      • Giancarlo ha detto:

        @Emilio
        Io su Hermano un po’ ci contavo, ma chi va con lo zoppo…

        • Hermano Tobia ha detto:

          @Giancarlo, @Emilio
          Come spesso accade qui, vi perdete nei dettagli senza cogliere la parte importante: è vero o no che l’ambiente chimico può influenzare, e di molto, la sezione d’urto delle reazioni nucleari classiche (perché è di questo che parla l’articolo, non di fusione fredda o di altro, e mi sembra di averlo esplicitato chiaramente, se io ci ho messo 10 minuti a leggerlo, voi mi sa qualche microsecondo … ), contrariamente a quanto si è sempre pensato ? Si o no ?

          Tempo fa se n’era discusso a lungo con gli articoli di Czerski e Huke ed altri, dove però l’aumento era molto più modesto rispetto a quello riportato da Ikegami.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Hermano

          vi perdete nei dettagli senza cogliere la parte importante

          I dettagli sono utilissimi per capire il livello di preparazione dell’uomo.
          Provi a rovesciare le parti. Se le sezioni d’urto fossero significativamente dipendenti dalla natura chimica della matrice, crede che dobbiamo aspettare il buon Hidetsugu per saperlo? Tutta la chimica nucleare è basata sulle sezioni d’urto; mi pare che abbia funzionato, nessuno si lamenta.
          Hidetsugu dimentica un dettaglio: le sezioni d’urto sono sperimentali, empiriche. Lui invece scrive:

          Though the present theory is rather simple, predicted enhancements seem to be reliable because they are evaluated empirically based on the thermodynamic data.

          Dati termodinamici non possono dare alcuna indicazione sulla velocità di una reazione; in termodinamica la variabile tempo è assente.
          Se vuole fare delle misure di sezione d’urto deve fare come tutti, pagare qualche ora di uso dell’acceleratore e procedere a determinazioni sperimentali. Non ci sono alternative, meno che mai alternative termodinamiche.
          Credo che il lavoro di Hidetsugu non si troverà nemmeno nella banca dati aggiornata.
          Ma dove li trovate questi personaggi?

        • Giancarlo ha detto:

          @Hermano
          Tu hai riportato quanto scritto di seguito e te ne assumi la responsabilità. Non rigirare la frittata come siete soliti fare.
          “Chemonuclear fusion releases a power over one million times as dense as the solar interior”
          – “1-mole NiH system is capable of some kW output”

          Me li spieghi e mi dici quando li hanno misurati? Mi spieghi la frase sull’entropia?
          Mi spieghi perché se per ottenere l’enhancement era sufficiente portare l’energia incidente a 100 keV non l’hanno fatto in 9 anni? Oppure, come dice Occam, l’hanno fatto e non ha funzionato? Perché parli di sezione d’urto modificata se c’è solo la teoria e manca l’esperimento evidente? Quando hanno misurato l’enhancement?
          Pagina e riga, per cortesia, della misura oltre al relativo diagramma. Le affermazioni non mi bastano più dai tempi delle medie, quando ho scoperto che quasi tutti i professori sapevano la matematica e la fisica peggio di me (mi dice mio figlio che non è poi cambiata tanto la situazione).
          Puoi avvisare pasca e gio?

    • Camillo Franchini ha detto:

      Hermano

      Ben tornato in partibus infidelium.
      Ho provato a leggere Ikegami, ma mi sono fermato perché ho trovato delle considerazioni di chimica che mi hanno scoraggiato.

      enormously large rate enhancement

      I. introduce il concetto “rate enhancement”. I chimici conoscono il l’espressione “reaction rate”, che può essere modificata da variazioni di temperatura o da catalizzatori; ma qui non si capisce che cosa intenda: rate enhancement rispetto a cosa?
      Inoltre afferma:

      The ionic reaction takes place with the large enhancement irrespective of kinds of solvents.

      Mica tanto, per fare precipitare solfato di calcio da una soluzione acquosa non troppo concentrata basta aggiungere un po’ di alcohol etilico; in soluzione idroalcolica il solfato di calcio è meno solubile che in acqua. Varia il prodotto di solubilità, quindi variano tutti i parametri termodinamici del sale. Esiste una chimica dell’ammoniaca liquida molto affascinante, completamente diversa dalla chimica in soluzione acquosa. Il tipo di solvente (o la sua assenza) modifica il comportamento chimico di una sostanza. Io ho lavorato con plutonio in soluzione di dimetilsulfossido; perché non ho usato acqua? Perché no.
      Posso chiedere se Ikegami è un chimico o solo un appassionato?
      Ora cerco se il suo lavoro si trova su BNL.
      Se non c’è, la chiudo qui.
      Saluti, resti con noi.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Hermano

      Cercando il nome dell’autore (Ikegami) nella banca dati del BNL (dove lo stesso Ikegami è ricercatore) si ottiene un errore, in quanto i suoi lavori catalogati sono troppi e quindi viene proposto di restringere la ricerca.

      Ho avuto la pazienza di scorrere i titoli della 153 pubblicazioni cui ha partecipato H.Ikegami dal 1980 al 2044 (ultimo lavoro: Enormous Entropy Enhancement Revealed in Linked Nuclear and Atomic Li + D Fusion in Metallic Li Liquid, Prog.Theor.Phys.(Kyoto), Suppl. 154, 251 (2004).
      Non c’è il lavoro che lei ha proposto alla nostra attenzione, datato 2012.
      Database version of January 23, 2013.
      Qua le date potrebbero accavallarsi, se fosse stato pubblicato nella seconda metà dell’anno.
      Saluti

    • AC/DC ha detto:

      Riporto un interessante estratto da THE NATURE OF THE CHEMONUCLEAR TRANSITION:

      13. Comparison between Chemonuclear Fusion Theory and Bologna Experiment

      Due to the lack of detailed information on the Bologna experiment, it is not possible
      to compare rigorously the present prediction and the experimental results. Nevertheless, the observation results of Bologna group seem to be suggestive some coincidences of the prediction in Section 12 [29-33].

      1) In Bologna, no 5.5 MeV gamma ray was observed as prediction i). Instead later, the
      0.511 MeV annihilation gamma ray might be detected and correspond to the occurence
      of the reaction Eq.(8).

      2) The observed power output of the Bologna device charging some tens gram Ni and
      ordinary hydrogen gas might be some kW. This is consistent with prediction ii), iii)
      and iv).

      3) The Bologna data on the power output is said to be gained through supplying D2-gas,
      which correspond to prediction iii).

      4) Corresponding to prediction ii), iii), iv) and vi), a very small percent fraction of Ni
      might be transmuted into Cu during a few months continued operation of device. A
      small part of annihilation gamma rays observed might be due to the positron decay
      of 60Cu produced in the 58Ni(3He; p)60Cu reaction.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Hermano

      Cercando il nome dell’autore (Ikegami) nella banca dati del BNL (dove lo stesso Ikegami è ricercatore) si ottiene un errore, in quanto i suoi lavori catalogati sono troppi e quindi viene proposto di restringere la ricerca.

      Perché si ottiene un errore? Tutti gli articoli di Ikegami sono elencati.

      @Giancarlo

      Incuriosito dalla tua richiesta sulla Li+d, ho letto la mezza paginetta (articolo?) di Ikegami:

      Enormous entropy enhancement revealed in linked nuclear and atomic Li + D fusion in metallic Li liquid

      Ho isolato solo una frase:

      In any irreversible process, the reaction rate is proportional to the rate of entropy increase.

      Ikegami dimostra di non conoscere né termodinamica né cinetica.
      Solo in un sistema isolato la velocità di una trasformazione termodinamica è correlabile con la velocità di aumento dell’entropia. Nei sistemi chiusi e aperti, una trasformazione può avvenire con grande velocità anche se l’entropia del sistema diminuisce. Un caso tipico è rappresentato dal vivente.
      In realtà esiste un solo sistema isolato, l’Universo, quindi non si sa quando si possa applicare la sua affermazione.
      I. deve avere un debole per la termodinamica, ma è la seconda volta che si fa cogliere in castagna. Due volte su due articoli: troppo.
      Non sono stato a leggere il resto, adesso Hermano mi sgrida.

      • mW ha detto:

        Si, uno dei 25 enunciati equivalenti del secondo principio della termodinamica dice proprio che l’entropia di un sistema isolato è in aumento. Oggi mi ricordo solo questo.
        Credo sia un po’ come dire che il secondo principio si applica solo ai sistemi isolati (i pomodori solo alla fine, grazie) oppure che se voglio applicarlo, devo sempre considerare il mio sistema e il suo ambiente, che insieme formano un sistema isolato.

        Nel caso del vivente, l’entropia del sistema si riduce, ma quella dell’ambiente aumenta, come possiamo constatare tutti, quando quotidianamente gettiamo la spazzatura dalla finestra. In totale, l’entropia del quartiere è aumentata di più di quanto si sia ridotta quella del vostro appartamento, quindi l’entropia del sistema isolato è aumentata.

        Se poi impongo delle condizioni particolari agli scambi di energia tra l’ambiente e il sistema, come ad esempio temperatura e pressione ambiente costante, allora posso considerare solo parametri interni del sistema.
        Ma attenzione, non sto ignorando l’ambiente. Semplicemente me ne sono già occupato.

        Adesso potete partire con gli ortaggi.

        • Camillo Franchini ha detto:

          mW

          Credo sia un po’ come dire che il secondo principio si applica solo ai sistemi isolati (i pomodori solo alla fine, grazie) oppure che se se voglio applicarlo, devo sempre considerare il mio sistema e il suo ambiente, che insieme formano un sistema isolato.

          Infatti è così. Se uno si occupa di un sistema isolato, può affidarsi solo all’entropia e non sbaglia; se uno si occupa di un sistema chiuso o aperto, l’entropia diventa una funzione di stato non in grado da sola di descrivere lo stato termodinamico del sistema. Siccome i sistemi di cui ci occupiamo non sono quasi mai isolati, l’entropia deve essere associata all’entalpia. Il sistema isolato è una rarità, non dimentichiamolo. Secondo me solo l’Universo è un sistema isolato. Al massimo ci si avvicina una navetta spaziale, che però tanto isolata non è, essendo illuminata dal Sole.

          Nel caso del vivente, l’entropia del sistema si riduce, ma quella dell’ambiente aumenta, come possiamo constatare tutti, quando quotidianamente gettiamo la spazzatura dalla finestra. In totale, l’entropia del quartiere è aumentata di più di quanto si sia ridotta quella del vostro appartamento, quindi l’entropia del sistema isolato è aumentata.

          Perfetto!

          Se poi impongo delle condizioni particolari agli scambi di energia tra l’ambiente e il sistema, come ad esempio temperatura e pressione ambiente costante, allora posso considerare solo parametri interni del sistema.
          Ma attenzione, non sto ignorando l’ambiente. Semplicemente me ne sono già occupato.

          Ancora perfetto. Hanno capito tutti? Attenzione, la termodinamica chimica è sdrucciolevole, basta un misunderstanding per trovarsi fuori pista.

          mW bravissimo, La saluto.

        • mW ha detto:

          Franchini,
          allora posso NON lavarle la macchina, oggi?

        • Camillo Franchini ha detto:

          mW

          Al solito, dai un dito e ti prendono la mano.

      • FermiGas ha detto:

        Camillo Franchini scrive:
        In realtà esiste un solo sistema isolato, l’Universo

        Cito una considerazione del Rosati interessante, tratta dal suo testo Fisica Generale I che – a suo tempo – studiai. La prendo un po’ larga… In grassetto la parte “clou”.

        Legge dell’accrescimento dell’entropia.
        In un sistema termicamente isolato l’entropia cresce, o al limite resta costante se tutte le trasformazioni che avvengono nel sistema sono reversibili.

        Tale legge ha un campo di applicazioni assai vasto perché un qualunque processo può considerarsi adiabatico purché s’includano nel sistema termodinamico tutti i corpi che intervengono nel processo con scambi di calore; l’insieme costituito dal sistema termodinamico così allargato viene spesso indicato col nome di universo termodinamico e può compiere soltanto trasformazioni adiabatiche, in corrispondenza alle quali si ha ΔS > 0.
        Si potrebbe applicare quanto ottenuto all’Universo reale che, come sistema termicamente isolato, possiede un’entropia totale sempre crescente nel tempo: in particolare, poiché l’entropia non può riassumere lo stesso valore, l’Universo non passerà mai due volte nello stesso stato.
        Tuttavia, la precedente considerazione non ha particolare significato fisico: infatti, non è stato provato né che l’Universo sia finito né che sia infinito e neanche che costituisca un sistema isolato.

        • Camillo Franchini ha detto:

          FermiGas

          Tuttavia, la precedente considerazione non ha particolare significato fisico: infatti, non è stato provato né che l’Universo sia finito né che sia infinito e neanche che costituisca un sistema isolato.

          Io non starei a preoccuparmi e mi comporterei come fanno correntemente chimici e biologi, i quali calcolano l’aumento di entropia dell’ambiente usando la relazione DeltaS = DeltaH/T, considerando implicitamente che l’ambiente mantiene costante la sua temperatura. L’ambiente termodinamico per un pomodoro è proprio l’ambiente in cui cresce 🙂 .
          Ovviamente non si può fare la stessa cosa con il sistema, cioè non si può collegare la sua variazione di entropia con la variazione di entalpia, pena essere uccisi sul posto. E’ l’errore che ha fatto Hagelstein per il quale non è mai stato perdonato. Bravo a costruire laser, asino in termodinamica.

      • Valerio Peralta ha detto:

        @ Camillo, mW,

        non condivido la vostra analisi termodinamica della frase di Ikegami:

        in any irreversible process, the reaction rate is proportional to the rate of entropy increase.

        Penso abbia (quasi) ragione. Interpreto la frase incriminata, matematicamente, come:
        dS/dt [proporzionale] v, dove la v=dX/dt, X è il grado di avanzamento della reazione e v è la velocità di reazione; dS/dt è la funzione “produzione di entropia”. Esiste anche una “dinamica della termodinamica”, ovvero la termodinamica dei processi irreversibili, che tratta questi casi considerando valida l’ipotesi dell’equilibrio locale, ovvero: in un sistema globalmente lontano dall’equilibrio (anche non isolato), è possibile individuare regioni infinitesime localmente in equilibrio. La formulazione è dovuta a De Donder e si trova a pag. 31 e seguenti di “Introduzione alla Termodinamica dei processi irreversibili” di I. Prigogine, Leonardo Edizioni scientifiche Roma, 1971.
        Risulta che dS/dt=(A*v)/T; “A” è l’affinità chimica, a sua volta funzione (lineare) dei potenziali chimici e dei coefficienti stechiometrici dei reagenti e dei prodotti che compaiono nella reazione. “A” (attraverso i potenziali chimici) dipende in generale dalla velocità di reazione stessa; nei sistemi “vicini all’equilibrio”, “A” dipende linearmente dalla velocità (quindi l’affermazione di Ikegami non è corretta; la proporzionalità non è diretta). Se il sistema è molto lontano dall’equilibrio, la dipendenza lineare non è assicurata.
        Ovviamente tutto questo è applicato in generale alle reazioni chimiche, ma la formulazione termodinamica mi sembra abbastanza generale da poter essere applicata anche alle reazioni nucleari.

        Saluti

        • Camillo Franchini ha detto:

          Valerio, mW

          L’errore di Ikegami sta in una paroletta: any.
          Esistono processi chimici in cui la velocità di reazione è del tutto indipendente dalla variazione di entropia, che può anche diminuire. La termodinamica non impedisce che in un processo spontaneo l’entropia di un sistema diminuisca. Aumenta fatalmente solo se il sistema è isolato.
          L’errore di Ikegami è molto tipico e l’ho già riportato: spesso non si tiene conto dell’energia di legame, che può manifestarsi come legame chimico o come legame tra nucleoni.
          Ikegami affida tutto all’entropia, dimenticandosi dell’entalpia.
          Nemmeno così è sufficiente, perché la termodinamica può stabilire che un processo è favorito, ma può procedere lentamente per ragioni cinetiche. In chimica nucleare la situazione è controllata dalla sezione d’urto. La differenza tra la fissione neutronica di 235U e 238U non è termodinamica ma esclusivamente cinetica, è una questione di sezione d’urto.
          Se i ff non si mettono in testa di misurare sperimentalmente le sezioni d’urto delle loro reazioni a 10 o 15 eV, non produrranno mai niente di scientificamente convincente.
          Saluti

        • Camillo Franchini ha detto:

          Valerio

          Io proporrei di mantenerci nell’ambito di un buon testo universitario di termodinamica chimica, tipo Klotz.
          Prigogine lo lascerei perdere perché a me fa venire il nervoso.
          Chiedo a Ugo Bardi se i testi di Prigogine sono davvero adottati nelle università o solo citati nelle bibliografie.
          Saluti

        • Valerio Peralta ha detto:

          @ Camillo,

          Il testo che ho citato è precedente all’epoca “oscura” di Prigogine, e riporta risultati consolidati di altri (per esempio De Donder ed Onsager). Ci sono formulazioni alternative della termodinamica di non equilibrio, ma questi risultati mi sembrano condivisi – si deducono facilmente dalla termodinamica e dall’ipotesi di equilibrio locale. Se lo ritiene utile, cerco qualche riferimento tra autori che non appartengano alla scuola di Bruxelles (anche se per questi sviluppi Prigogine ha guadagnato il nobel).

          Saluti

        • Valerio Peralta ha detto:

          @ Camillo,

          La formulazione teorica dei processi irreversibili secondo la scuola di Bruxelles è ripresa (in modo critico) nella “Termodinamica” di Sergio Carrà, ma mi pare non svolga i calcoli per il caso delle reazioni chimiche.

          Saluti

        • Camillo Franchini ha detto:

          Valerio

          Mi fa piacere che Lei conosca bene la termodinamica di Prigogine. Io mi sono sempre perso a metà strada, anche perché disponevo di altri ottimi testi. A me è servito molto il Frederick Rossini “Chemical Thermodynamics”, Wiley, perché le tabelle JANAF di cui avevo bisogno riportavano dati free-energy function (da non confondere con l’energia libera G) ben trattate da Rossini, invece appena accennate su altri testi.
          E’ singolare che la più ricca raccolta di dati termodinamici sui composti sia stata promossa da un ente militare (JANAF = Joint Army, Navy, Air Force). Non è difficile capire perché. Chissà, oggi sarà stata digitalizzata.
          Saluti

        • Camillo Franchini ha detto:

          Valerio

          Sergio Carrà mi piace, ho usato suoi testi per fare esercitazioni di calcoli chimici a fisici e ingegneri.
          Di suo ho anche “Struttura e stabilità” introduzione alla termodinamica dei materiali – EST Mondadori.

          mi pare non svolga i calcoli per il caso delle reazioni chimiche.

          No, i testi di termodinamica fisica non portano mai esempi di chimica, dove si studiano modifiche nella forza dei legami, atomici o nucleari. Bisogna passare decisamente alla termodinamica chimica. Ho guardato anche sul Rosati, peraltro un testo ottimo. Forse è bene che sia così per motivi didattici.
          Questo però crea qualche complicazione se in termodinamica si confrontano fisici e chimici.
          Saluti

      • Valerio Peralta ha detto:

        @ Camillo,

        tutto questo è assolutamente corretto, ma non mi sembra interpretare la frase incriminata. Se ho tradotto correttamente Ikegami, e quindi applichiamo la formula di De Donder, il significato è: il contributo di una reazione alla produzione di entropia istantanea è proporzionale alla velocità di reazione istantanea. Non importa quale sia la differenza tra l’entropia totale iniziale e finale (come evidenzia lei, può anche essere negativa); se la reazione sta avvenendo, causa un contributo alla produzione di entropia più che proporzionale alla velocità istantanea. All’equilibrio, l’affinità è nulla e la produzione di entropia è nulla.

        Saluti

        • mW ha detto:

          @Valerio,
          devo chiarire che non intendevo commentare l’articolo di Ikegami perchè sinceramente non ne avrei i mezzi. Mi sono solo divertito a fare un esercizietto di divulgazione liceale prendendo spunto dal post di Franchini. Quindi lascio a voi la discussione, perchè a me basta leggere “Prigogine” per spaventarmi.
          Ti faccio una domanda un po’ a orecchio, senza riflettere, perciò puoi non rispondere.
          Circa questa frase: “se la reazione sta avvenendo, causa un contributo alla produzione di entropia più che proporzionale alla velocità istantanea”. (1)
          secondo te la (1) è compatibile col fatto che l’entropia sia una funzione di stato?

          Adesso scappo a lavare la macchina di Franchini.
          Prima di firmare un contratto con Areva, leggetelo bene.

        • Valerio Peralta ha detto:

          @ mW,

          Se la velocità di reazione è definita correttamente come il grado di avanzamento della reazione per unità di tempo, sì, poichè la relazione è ricavata a partire dalla definizione ordinaria di entropia. La produzione di entropia (dS/dt) non è una funzione di stato (è nulla per definizione in corrispondenza di stati di equilibrio)

          Saluti

        • Camillo Franchini ha detto:

          Valerio

          il contributo di una reazione alla produzione di entropia istantanea è proporzionale alla velocità di reazione istantanea.

          Trattandosi di grandezze differenziali non può essere che così.
          Però non capisco perché in trasformazioni termodinamiche che comportano variazioni di energia di legami atomici o nucleari, cioè variazioni di entalpia, venga considerata solo l’entropia.

        • Valerio Peralta ha detto:

          @ Camillo,

          Trattandosi di grandezze differenziali non può essere che così.
          Però non capisco perché in trasformazioni termodinamiche che comportano variazioni di energia di legami atomici o nucleari, cioè variazioni di entalpia, venga considerata solo l’entropia.

          La funzione produzione di entropia, come da lei implicitamente evidenziato, ha significato solo quando si consideri l’andamento temporale dei processi, in particolare quelli irreversibili. Viene presa in considerazione (solo) l’entropia – a mio parere – perché i fisici sono “tarati” su quella funzione, come avevamo già avuto modo di discutere. Nel libro di Prigogine sono presi in considerazione anche gli altri potenziali, in particolare l’entalpia per meglio trattare le reazioni esotermiche. Le descrizioni sono equivalenti, proprio grazie alla potenza della geometria differenziale. Dando una ripassatina al Carrà, ho visto che si potrebbe facilmente estendere il formalismo all’energia libera di Gibbs, introducendo una funzione “perdita di energia libera” dG/dt (negativa per i processi irreversibili e nulla all’equilibrio). Le formule sono ancora più semplici, perché non compaiono le affinità! Se non ho sbagliato i calcoli, la perdita di energia libera di Gibbs è effettivamente proporzionale alla velocità di reazione (definita in base al grado di avanzamento). Non si fidi di questo risultato; non è riportato dal Carrà.

          Saluti

        • Camillo Franchini ha detto:

          Valerio

          Le formule sono ancora più semplici, perché non compaiono le affinità!

          L’affinità è un termine storico della chimica; sono anni che non lo incontro, mi fa piacere vederlo reintegrato.
          Io ragiono come FermiGas: è difficile capire da quel guazzabuglio come Hidetsuku sia riuscito a collegare una sezione d’urto alla matrice chimica. Hermano dice che il valore della sezione d’urto è aumentato di parecchio. Sarebbe un bel colpo per Hidetsuku.
          Resta la domanda: come fa H. a realizzare la Li+d a bassa energia di impatto, visti i valori prossimi a zero della sezione d’urto?
          E’ un tipico détour provocato dai navigatori; per buona educazione non ci si può esimere dal commentare.
          Saluti

        • Valerio Peralta ha detto:

          @ Camillo,

          Ops, dimenticato un termine! Non si possono bypassare le affinità! Anche per la perdita di energia libera, vicino all’equilibrio, si ottiene una forma quadratica della velocità…

          Saluti

        • Camillo Franchini ha detto:

          Valerio

          Non si possono bypassare le affinità!

          Certo, non in quel contesto. Volevo solo dire che il termine “affinità” riporta a vecchi testi di chimica; ora non si usa più. Almeno mi pare. Sono anni che non lo vedo scritto.
          Saluti

        • Valerio Peralta ha detto:

          @ Camillo,

          i miei testi di chimica sono un po’ datati!
          Mi avete incuriosito, sospendo la lettura delle conquiste di Proton21 e passo alle reazioni chemonucleari! Non posso dare un contributo significativo alla discussione perché non sono esperto di fisica nucleare. Però, non c’è veramente tregua! La fantasia FF è sconfinata!
          Saluti

        • Valerio Peralta ha detto:

          @ Camillo, FermiGas,

          leggendo i documenti sulle reazioni “chemonuclear”, mi sono sorti i dubbi seguenti:
          1) esiste in letteratura il concetto di “quasi-atomo”?
          2) che idea vi siete fatti dell’esperimento di “implantation”? Gli ioni incidenti sono deuteroni (D+) o ioni D-?
          3) E’ possibile accelerare a 30 keV degli ioni D-? Possono mantenere la loro identità anche dopo la penetrazione nel Li liquido? Se si tratta di D+, non vedo come possano esistere stati legati con gli “ioni” Li+ del liquido.

          Saluti

        • Camillo Franchini ha detto:

          Valerio

          1) esiste in letteratura il concetto di “quasi-atomo”?

          Esiste una letteratura abbondante (Dufour, Vigier, Daddi in Italia). Tutta letteratura non archiviata, beyond the border line (per quello che ne so).

          2) che idea vi siete fatti dell’esperimento di “implantation”? Gli ioni incidenti sono deuteroni (D+) o ioni D-?

          Il processo di “ion implantation” non si può fare con un liquido, che io sappia. Ma certamente ci sono qui persone che possono rispondere meglio di me.

          Ikegami è spesso associato a una quantità di AA. Ecco un esempio:

          R.Bilger, M.Blom, D.Bogoslawsky, A.Bondar, W.Brodowski, H.Calen, B.Chernyshev, I.Chuvilo, H.Clement, S.Dahlgren, V.Dunin, C.Ekstrom, C.-J.Friden, K.Fransson, M.Gornov, Y.Gurov, L.Gustafsson, H.Hirabayashi, S.Haggstrom, B.Hoistad, H.Ikegami, A.Jansson, A.Johansson, T.Johansson, K.Kilian, G.Kolachev, M.Komogorov, L.Komogorova, S.Kullander, A.Kupsc, A.Kuzmin, A.Kuznetsov, P.Marciniewski, A.Martemyanov, Y.Mizuno, B.Morosov, J.Moehn, A.Nawrot, W.Oelert, Z.Pawlowski, A.Povtorejko, T.Purlatz, D.Reistad, R.Ruber, S.Sandukovsky, R.Shafigullin, B.Shwartz, V.Sidorov, V.Sopov, J.Stepaniak, A.Sukhanov, A.Sukhanov, V.Tchernyshev, V.Tikhomirov, A.Turowiecki, G.Wagner, Z.Wilhelmi, A.Yamamoto, A.Yamaoka, Y.Yuasa, J.Zabierowski, A.Zernov, J.Zlomanczuk

          CELSIUS as an η Factory

          Vediamo al prossimo aggiornamento della banca dati.

          Saluti

        • Camillo Franchini ha detto:

          Valerio

          E’ arrivato l’aggiornamento al 29 gennaio 2013.
          C’è il lavoro di Ikegami:

          H.Ikegami, R.Pettersson, L.Einarsson

          Enormous Entropy Enhancement Revealed in Linked Nuclear and Atomic Li + D Fusion in Metallic Li Liquid

          Prog.Theor.Phys.(Kyoto), Suppl. 154, 251 (2004)

          NUCLEAR REACTIONS 7Li(d, n), E=25 keV; measured Eα following residual nucleus decay; deduced enhanced cross section.

  18. Giancarlo ha detto:

    @Camillo
    Dovresti avere un post di fratello Hermano Tobia in moderazione. Potresti sbloccarlo che oggi mi sento un po’ bastardo?

  19. Giancarlo ha detto:

    @Camillo
    Mi puoi trovare la sezione d’urto del Li bombardato con D+ a 25 keV?
    Grazie.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Giancarlo

      Ho scelto 7Li e una reazione a caso; si formano due nuclei di 4He e un neutrone; puoi però indicare la reazione che hai mente; non c’è che l’imbarazzo della scelta.
      Ciao.
      deuterio litio

      • Giancarlo ha detto:

        @Camillo
        Grazie. La reazione che mi interessa è quella in cui 7Li+d produce Berillio, 1 neutrone e due alfa.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Giancarlo

          7Li+d vogliono dire 5 neutroni e 4 protoni a disposizione: non si può ottenere la roba che richiedi. Dovresti scrivere l’equazione e io ti fornisco tutti i dati che si possono reperire.

        • Giancarlo ha detto:

          @Camillo
          Scusa ho letto male, il Be è solo un prodotto intermedio
          Deuterons of some tens keV energy have been implanted on a surface of metallic
          Li liquid. Alpha particles produced in the fusion reaction 7Li + d →8Be + n → 2α
          + n were identified using a Si surface barrier detector (SSD) and thin foil energy
          loss method.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Giancarlo

          Questa è la reazione che trasforma il litio in berillio bombardandolo con deuterio. 8Be ha una vita media di 10^-17 s e decade producendo due alfa da 92 keV.

          X4R28768_x4

          M.A.Hofstee, A.K.Pallone, F.E.Cecil, J.A.Mcneil, C.S.Galovich

          Measurement of low energy (d,n) reactions on light nuclei important to astrophysics

          Nuclear Physics, Section A Vol.688, p.527, 2001

        • Sal ha detto:

          Non so se ho cercato bene, ma il database mi restituisce solo una reazione con Be come prodotto, ma si parla di 6Li+d e non di 7Li+d.
          Comunque a 25keV siamo sui 10-8 barn.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Sal

          Io ho trovato questi dati relativi alla 6Li (d,n) 7Be
          Ciao

          X4R28800_x4a

        • Sal ha detto:

          Una reazione 7Li+d a produrre He4 siamo sui 5*10-9 barn.

    • sessantaquattresimo ha detto:

      Buonasera. Mi permetto di riproporre quanto Le avevo risposto in merito agli ascensori del Gran Sasso, qualora Le sia sfuggito. Buona serata.

      Salve.
      Le pagine finali, in inglese, non sono numerate e includono due versioni, la A e la B. Riporto di seguito il titolo della “B”. (Il documento consente la ricerca del testo con Ctrl + F. Comunque quart’ultima pagina prima della bibliografia).

      VERSION B: A NON-EXPLOITATION TREATY
      TREATY ON THE PROHIBITION OF NANOTECHNOLOGICAL EXPLORATION AND ENGINEERING OF INNER (ATOMIC AND MOLECULAR) SPACE

      Non ho alcun riscontro sulla veridicità del documento né so se abbia condotto a un esito né, così come Lei, desidererei metabolizzarlo integralmente. Ma se ne vale la pena lo fò. Magari a rate.

  20. sessantaquattresimo ha detto:

    Gentili Signori buonasera.
    Dal precedente argomento di discussione LENR, probabilmente a causa di un difetto del sistema, non riesco a ritrovare il commento del Prof. Franchini e la mia risposta. Di entrambi facevo gran tesoro. Cortesemente chiedo se sia possibile rintracciarli. Grazie e cordiali saluti.

  21. Camillo Franchini ha detto:

    @Per i + frivoli

    Se il medico vi ha suggerito di fare quattro risate intelligenti/day, vi consiglio di aprire su Ocasapiens e di leggere nei commenti gli interventi di Rutiliano (era un gotico che progettava cattedrali per i Papi?).
    Non vi pentirete, anche se spesso R. dissacra la ff. Sapete, non si può avere tutto.

  22. Pingback: Speculazioni sul generatore di Piantelli - Pagina 2

  23. Camillo Franchini ha detto:

    @Tutti

    Oltre a firmare compulsivamente interrogazioni parlamentari in favore di campi di ricerca da promuovere perché di transavanguardia quindi necessariamente degni di attenzione e di generosi finaziamenti, i Radicali Transnazionali e Transpartito si esibiscono anche in duelli verbali. Sentiteli in un confronto con Luca Pardi.

    http://sovrappopolazione.blogspot.it/2013/01/la-fusione-fredda-fa-litigare-i.html

    Dal commento finale:

    Nessuno dice di condividere le affermazioni di Fleishman, Hagelstein, Arata, Rossi e tanti altri, ma solo di lasciar fare ricerca senza veti preconcetti. Se le ricerche dimostreranno l’inconsistenza del fenomeno denominato Lenr ne prenderemo atto.

    Lo sconosciuto commentatore mi sembra il bello addormentato nel bosco. Ha dormito per 23 anni; il 24 marzo 2013 bisogna che De Ninno lo risvegli con un casto bacio, inizia il 25° anno di ff.
    Come si chiama questo innocente?

  24. Giancarlo ha detto:

    Volevo segnalare la polemica tra Stemmenos e Peter Gluck, con il Prof. che ha sbarellato di brutto perché Gluck lo ha etichettato seguace di Rossi e lui deve aver capito nudista. Francamente Stemmenos nudista dopo essere stato ambasciatore proprio non riesco a immaginarmelo. Di questi tempi e con questo freddo non riesco neppure a immaginare la spiaggia, a dire il vero. Fatto sta che tutto questo livore verso i competitori di Rossi (Defkalion, Piantelli) e chi li appoggia (il ragazzo Gluck) non lo capisco proprio. Manco stesse in affari con Rossi. Non riesco a capire neppure se con Rossi abbiano inventato il Nichel Raney (non crederete mica che abbia davvero speso soldi per nichel nanometrico) o direttamente il Nichel. Io nel frattempo sto brevettando il fullerenato di polonio. Per sterminare un’intera città com pochi mg è l’ideale.
    Speriamo non mi rubi l’idea S.R. e avveleni i meravigliosi mari dell’estremo oriente, solo per far spazio.

  25. Camillo Franchini ha detto:

    @Valerio, FermiGas

    Hidetsugu scrive:

    Deuterons in the energy range 10 – 30 keV have been implanted on a surface of metallic Li liquid just above the melting point (181C).

    Ci si chiede come H. possa ottenere 8Be, se la sezione d’urto della reazione 7Li+d alle energie considerate è praticamente zero.

    X4R29183_x4

    • FermiGas ha detto:

      Io non ce la faccio a leggere lavori del genere. Quattro cose mi disturbano quel tanto che basta per non proseguire oltre poche pagine.

      1) Come può un ΔG di qualche eV incrementare di QUARANTA o CINQUANTA ordini di grandezza una sezione d’urto che è ancora piccola a centinaia di keV ???

      2) Perché voler applicare il regime picnonucleare a un liquido ordinario quando invece si sa che detto regime si manifesta per densità dell’ordine di 10^9 ÷ 10^10 g/cm^3 ???

      3) Se proprio si volesse impropriamente applicare il modello di Arrhenius alle reazioni nucleari, perché non si usa – come energia d’attivazione – un valore dell’ordine della barriera coulombiana? Così ci ritroveremmo giustamente un fattore exp(-1 MeV/26 meV) = exp(-40E6), perché le barriere nucleari son ben diverse da quelle chimiche.

      4) Mi sembra che nello scritto ci sia un’incomprensione di fondo: una reazione può avere anche un ΔG enormemente negativo tuttavia una cinetica lentissima tanto da non far avvenire praticamente la reazione. Ma dove sta scritto che una reazione spontanea deve per forza avvenire in pochissimo tempo???

      • Camillo Franchini ha detto:

        Fermigas

        Mi sembra che nello scritto ci sia un’incomprensione di fondo: una reazione può avere anche un ΔG enormemente negativo tuttavia una cinetica lentissima tanto da non far avvenire praticamente la reazione. Ma dove sta scritto che una reazione spontanea deve per forza avvenire in pochissimo tempo???

        Questo punto è importantissimo e deve essere capito da tutti.
        Per questa ragione tutte le reazioni nucleari sono accompagnate dalla loro sezione d’urto che gli gnomi dei laboratori preparano per i teorici e per altri gnomi. La termodinamica senza la cinetica è zoppa; la cinetica senza la termodinamica è cieca (o viceversa).
        Nei loro articoli Focardi e Piantelli ci spiegano che la Ni+H può produrre energia, ma si fermano lì, non ti mostrano un diagramma di sezioni d’urto che faccia vedere con che probabilità la reazione alle varie energie di impatto. Deludente come un coitus interruptus. I ff non sono mai stati capaci di produrre una sezione d’urto delle loro reazioni. Forse perché si sono sempre solo ossessivamente occupati di calorimetria.
        La prima cosa che ho fatto prima di scrivere l’articolo per il CICAP su Rossi è di andare a controllare sul BNL l’andamento delle sezioni d’urto dei vari isotopi di Ni, per riportarle alla vista di tutti.
        Su questo punto non ho mai letto un commento; per molti le sezioni d’urto sono un optionale. Se Capiluppi si fosse affidato alle sezioni d’urto, avrebbe respinto con fermezza l’invenzione di Rossi, sarebbe bastato un lavoro da scrivania, tenuto conto che le reazioni nucleari non sono catalizzabili.
        Del nostro amico Hidetsugu mi spiazzano anche certe espressioni, come:

        Deuterons in the energy range 10 – 30 keV have been implanted on a surface of metallic Li liquid just above the melting point (181C).

        Io per implantation ho in mente una cosa precisa, diversa da quella che appare qui. Che cosa ha fatto esattamente Hidetsugu? Non riesco a immaginare l’esperimento.
        Io non ce la faccio a leggere lavori del genere.
        Se poi mi rimandano ai testi misterici di Prigogine mi viene l’orticaria.
        I vecchi dei paesi dicono che essere troppo intelligenti fa male.
        Saluti

        • Henry Dagousset ha detto:

          “Forse perché si sono sempre solo ossessivamente occupati di calorimetria.”
          Si ma quando la calorimetria diventa appena più precisa tutto sparisce come neve al sole:
          http://data.hugnetlab.com/

        • Camillo Franchini ha detto:

          Henry,

          Bravissimo, ma che roba è?
          Non mi nomini Celani che ha preferito affidare un test calorimetrico a Mastromatteo, fisico esperto di microprocessori, piuttosto che a Mario Massa, ingegnere esperto di misure calorimetriche. Lo fa per fare dispetto; dovrebbe essere schiaffeggiato con una focaccina.
          Ci spiega che cosa riporta in quel sito? Grazie

        • Henry Dagousset ha detto:

          @Franchini:
          Il sito riporta, in real time, i dati di alcuni esperimenti di fusione fredda.
          Da diverse ore la cella riporta un eccesso di potenza negativo di circa -1W.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Henry

          Da diverse ore la cella riporta un eccesso di potenza negativo di circa -1W.

          Non è un dato incoraggiante, trattandosi di celle costruite 24 anni dopo la paleocella di F&P. Basteranno altri 25 anni per fare una cella ff che funzioni?

        • Valerio Peralta ha detto:

          @ Camillo,

          “Se poi mi rimandano ai testi misterici di Prigogine mi viene l’orticaria.”

          devo precisare che non ho letto l’articolo Ikegami, mi sono limitato a dare un’interpretazione della frase da lei riportata. Non so se Ikegami citi o meno in bibliografia Prigogine. I risultati che ho riportato sono antecedenti al periodo “mistico”, e riguardano regimi in cui la teoria dei processi irreversibili funziona. Sergio Carrà è piuttosto critico sulla portata generale che Prigogine voleva attribuirgli, ma alcuni risultati sono pura geometria differenziale, come deve essere la termodinamica.

          Saluti

        • FermiGas ha detto:

          Per approfondire il punto 4) che ho precedentemente scritto, basta usare le conoscenze acquisite dal corso di Chimica Generale (1° anno d’ingegneria, Hermano). A mio avviso, l’autore confonde la costante d’equilibrio Keq con la costante cinetica diretta kd. Errore da non farsi se si vuole superare l’esame! Nel corso di Chimica Generale si dimostra che:

          1) Keq = exp(-ΔG°/(R T)) ;

          2) Keq = kd / ki = (Ad/Ai) exp( -(Ed-Ei)/(R T) ) ;

          dove Ed è l’energia d’attivazione della reazione diretta (ovvero l’altezza della barriera per la formazione del complesso attivato).

          Domanda: “È possibile avere contemporaneamente Keq molto grande (cioè una reazione spontanea) e kd molto piccola (cioè una cinetica lentissima, a causa dell’alta barriera per giungere al complesso attivato)?”

          Risposta: “Sì, è possibile.” Vediamo un esempio numerico, tralasciando per semplicità le unità di misura, giusto per capire.

          Se ΔG°/(R T) fosse -102,3 allora Keq varrebbe 268E42, ovvero la reazione è spontanea e completamente sbilanciata verso i prodotti. Ciò però non toglie che possa avere una cinetica diretta assurdamente lenta, con kd = 10*exp(-100) = 372E-45 che, combinato con un ki = 1*exp(-200), dà proprio la Keq anzidetta.
          Poiché la sezione d’urto riguarda la cinetica, non ha nessuna logica moltiplicarla per la Keq che invece riguarda l’equilibrio, ovvero la termochimica.

        • Camillo Franchini ha detto:

          FermiGas

          Poiché la sezione d’urto riguarda la cinetica, non ha nessuna logica moltiplicarla per la Keq che invece riguarda l’equilibrio, ovvero la termochimica.

          Considerazione ineccepibile. Però non dobbiamo semplificare troppo: il rapporto tra le costanti di velocità diretta e inversa è uguale alla costante di equilibrio. Inoltre l’equazione di Eyring consente di calcolare la costante di velocità netta attraverso considerazioni di termodinamica statistica.
          Resta però vero come Lei dice che una reazione termodinamicamente favorita può arrivare all’equilibrio in un tempo lunghissimo o mai. Astutamente la termodinamica rinuncia alla variabile tempo.
          Il mondo è bello perché è complicato. La termodinamica è bella perché non si conosce mai abbastanza. Capire tutto quello che hanno scritto Prigogine e Onsager è veramente da teste fini.

        • sandro75k ha detto:

          ed infatti i catalizzatori servono per aumentare le velocità di reazione, nn per renderle possibili…

        • Camillo Franchini ha detto:

          sandro

          ed infatti i catalizzatori servono per aumentare le velocità di reazione, nn per renderle possibili…

          Sacrosanto. E’ un concetto che va ribadito, perché qualcuno non venga indotto in tentazione.

      • Henry Dagousset ha detto:

        @Camillo Franchini,
        Che ne pensa di una eventuale proposta per affidare a gruppi non controllati politicamente e formati da personalità scientifiche di alto profilo come il gruppo Jason
        il controllo ultimo delle attività di ricerca in Italia ?

        http://en.wikipedia.org/wiki/JASON_%28advisory_group%29

        • Henry Dagousset ha detto:

          @Franchini

          Cosa ne pensa di un eventuale ritorno al nucleare in Italia ed in particolare della possibilità di riprendere le ricerche sui reattori veloci e autofertilizzanti ? Una volta passato lo shock emotivo che ha portato ai risultati del referendum penso che il tema potrebbe essere ripreso, anche facendo leva sulla assoluta necessità del rispetto dei parametri di Kyoto.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Henry

          Non ho idea se esista un’abitudine diffusa di proporre studi su argomenti bizzarri o sterili per ottenere un finanziamento dallo Stato. Mi auguro di no. Io sono venuto a conoscenza della ff nelle sue varie declinazioni solo perché i protagonisti si sono adoperati in tutti i modi per farsi conoscere anche presso il pubblico generico. Esistono altri casi simili? Non saprei dirlo. Trattandosi di denaro pubblico, quindi da tutelare, sarei propenso a essere molto esigente nella valutazioni di merito, quindi ritengo che un comitato di personalità eccellenti potrebbe aiutare. Se Jason funziona, perché un ente simile non dovrebbe funzionare anche in Italia?
          Circa il nucleare non mi espongo perché sono in pieno conflitto di interessi. Io appartengo alla generazione dei riconvertiti. A me è andata bene; a molti è andata peggio. Sono stati perfino chiusi Istituti universitari.
          Non mi lamento, ma non intendo farmi massacrare dalle polemiche. nel frattempo è avanzata una nuova generazione, anzi, una generazione e mezzo. Io sarei comunque obsoleto anche per dare suggerimenti.
          Grazie per l’attenzione.
          Cordiali saluti

  26. robi ha detto:

    Signor Henry
    lo shock emotivo su Fukushima non è su quello che è stato
    è su quello che ogni giorno ,giorno per giorno, viene alla luce

    • Cimpy ha detto:

      Chiedo scusa in anticipo a Franchini, e se vuole moderare ab eterno capirò, ma “la Curva” non vede l’ora di suonarle (virtualmente) a Henry Dagousset…

      Fukushima è il più recente, ma dalle nostre parti è impossibile dimenticare Chernobyl: si parlò e si parla di “incidente” , accaduto durante una “normale procedura di test” (“The accident occurred during an experiment scheduled to test a potential safety emergency core cooling feature, which took place during a normal shutdown procedure.”).

      Ai tempi ricordo che “per strada” si irrideva l’incompetenza di quello che si diceva essere il “terzo mondo tecnologico”, sostenendo la tesi dell’errore umano. Ma c’era anche chi (almeno dalle mie parti, a prescindere dal colore politico) notava come quell’impianto fosse considerato sicuro e i tecnici preparati. Non ho più riferimenti, ma durante il tentativo di reintrodurre il nucleare in Italia in barba ad un referendum dove il popolo italiano per una volta si è espresso a larga maggioranza, ho un ricordo vago di discorsi negazionistici circa i danni prodotti da quell’ “incidente”. Davvero si può sostenere che fosse tutta una barzelletta? Possibile che la centrale di Chernobyl non avesse i documenti in regola? Possibile che tecnici e dotti di allora abbiano commesso un (banale?) errore? Possibile che in Italia una cosa del genere proprio non sarebbe potuta succedere allora?

      Sento sostenere che, grazie all’ “assoluta necessità del rispetto dei parametri di Kyoto” e allo sviluppo tecnologico di questi anni, le centrali di ultima generazione sarebbero a prova di “incidente”. Ho sentito anche dire che non si può citare quanto accaduto a Fukushima per l’Italia: mica siamo a rischio tzunami, noi. E poi, vuoi mettere l’ “assoluta necessità del rispetto dei parametri di Kyoto”? Mica stiamo parlando della polvere sottile che esce (o non esce) da una marmitta catalitica qualsiasi – in Italia, per certificare che i parametri siano rispettati non basterà mica la firma di un garagista qualsiasi, ci vorrà perlomeno quella di un Brlscn o un Crpntr – magari addirittura tutt’e due insieme, e forse anche quello della sigra Mrkl…

      Allora vorrei sapere dove sarebbe da costruire una centrale nucleare in Italia. Poi, dopo che ciascuno ha scritto su un foglietto la sua risposta, vorrei che si rileggesse i commenti sulla prevedibilità dei terremoti, che desse un’occhiata alle cartine sismografiche aggiornate del nostro paese, buttasse l’occhio sulle cronache relative ai vari “scandali” legati al settore delle costruzioni e a quelli sullo stoccaggio e smaltimento dei rifiuti speciali.

      Poi vorrei che ciascuno rileggesse il suo biglietto e pensasse a dove farebbe abitare (posto che ne abbia) i suoi figli e i suoi nipoti. Il costo dei terreni e delle abitazioni nei pressi delle località indicate su quei foglietti potrebbe essere estremamente vantaggioso.

      Sentivo anche un altro bel discorso: c’era chi sosteneva che tanto l’Italia è circondata da centrali, e quindi abbiamo i rischi senza avere i benefici. A parte che vorrei sapere come si fa a sostenere che le centrali di “ultima” (fino alla prossima) generazione sono arcisicure, che ci sono tutte le garanzie per uno stoccaggio sicuro delle scorie, e contemporaneamente parlare di rischi (!a parlare sono le stesse persone!), non riesco a togliermi dalla mente l’immagine di una folla che si reca allo stadio – passando uno fa i suoi bisogni nell’androne di un condominio e pertanto -visto che ormai è fatta – tutti si mettano a farla nei pressi. Siccome a farlo sono davvero in tanti allora qualcuno cerca di convincere anche i condomini a farla davanti e dietro alla porta di casa loro. Non fa una grinza…

      • Camillo Franchini ha detto:

        Cimpy
        L’argomento è importante e merita una digressione OT. Ormai ci conosciamo e non è male se ci esprimiamo anche sul nucleare convenzionale, quello che produce davvero elettricità e che ha a disposizione quantità pressoché illimitate di combustibile, se si ricorre al torio e alle scorte di materiale fertile di origine militare. Anche il materiale fissile proveniente dalla dismissione di armi nucleari potrebbe essere indirizzato a un uso civile.
        Dopo i due incidenti nucleari però le considerazioni cambiano rispetto agli anni 70, come Lei mette giustamente in evidenza.

        Allora vorrei sapere dove sarebbe da costruire una centrale nucleare in Italia.

        Questo è il punto. Perfino in Finlandia, fino a Fukushima nuclearisti convinti, i piani di produzione totale di energia elettrica dal nucleare sono stati sospesi.
        In Italia il nucleare non ripartirà mai perché nessuno vuole una centrale o un deposito di scorie nella propria provincia. La gente si mobilita in tempi rapidissimi e blocca tutto.
        Intanto si va avanti a gettare in ambiente le ceneri e i gas dei combustibili fossili.
        Ugo Bardi ne sa più di tutti: come ne usciremo?

        • mW ha detto:

          Secondo me la vera frontiera degli studi sul nucleare è cosa fare delle scorie.
          Se non siamo in grado di dire qualcosa al riguardo, non vedo perchè occuparci del resto.
          Chi è in grado di fare il punto della situazione?

        • Marco DL ha detto:

          Le scorie sono il cavallo di battaglia del nucleare a Torio

  27. Camillo Franchini ha detto:

    @Tutti

    Vi invito a leggere questo commento:
    http://22passi.blogspot.com/2013/01/alle-oche-piace-vendere-la-pelle.html?showComment=1359140571947#c2476125412416979469

    Il commento rappresenta bene il disorientamento che le Università e gli Enti di ricerca che praticano ff possono provocare in chi non ha strumenti culturali per difendersi.
    Notate che il confronto è tra “neutrino”, un fisico molto qualificato, e un blogger di Daniele che, per come si affida ai personaggi che elenca, non ha alcuna qualificazione.
    La cosa non avrebbe importanza se i tifosi come Spat non si organizzassero a gruppo di pressione che arriva al Parlamento attraverso Silly Potti e altri parlamentari del suo livello.

    • Ascoli65 ha detto:

      @Camillo,
      Il commento rappresenta bene il disorientamento che le Università e gli Enti di ricerca che praticano ff possono provocare in chi non ha strumenti culturali per difendersi.
      Parole sante. E’ proprio questo il problema principale. Però non sarei critico nei confronti di Spat. Non so su quale preparazione tecnico-scientifica possa contare, ma una cosa è certa la sua, improperi a parte, è una posizione di buon senso. Anzi attualmente è l’unico su quel sito che esprime un giudizio ragionevole nel merito della questione bolognese. E non mi sembra affatto disorientato. Lui dice semplicemente che la sua assoluta fiducia nella realtà della FF si basa sulle valutazioni di svariati professori del DF, e quindi su quella del DF stesso. Cosa altro dovrebbe dire? Dorebbe forse ritenere che un manipolo di scettici e negazionisti che scrivono su questo o quell’altro sito abbiano maggiore credibilità di una prestigiosa università? Potremmo considerarlo un successo, un progresso per la nostra società?

      Spat esprime, nel modo più lineare possibile, un pensiero molto diffuso tra i numerosi italiani di buon senso, ma non ferrati in materie tecnico-scientifiche, che sono venuti a conoscenza della faccenda. Queste migliaia, forse milioni, di persone non sono tifosi, nell’accezione negativa che penso tu voglia attribuire al termine, sono semplicemente persone che credono, si illudono, di vivere in un Paese normale, dove le Università si impegnano per divulgare la verità. Io spero veramente che formino un vasto movimento di opinione che chieda ufficalmente al governo di prendere provvedimenti in linea con quanto affermato dai professori bolognesi. Vediamo poi se dall’Alma Mater risponderanno ancora con i comunìcati elusivi che ben conosciamo.

      • Camillo Franchini ha detto:

        Ascoli

        Però non sarei critico nei confronti di Spat.

        Non sono critico nei confronti di Spat. Io Spat lo capisco. Ho messo in evidenza la sua posizione perché essa emerge di tanto in tanto in tutti i blog sulla ff. Tutti hanno perfettamente ragione, quindi non si possono definire tifosi, come osservi giustamente; è gente che fa due + due a modo suo.
        Per converso emerge la responsabilità degli accademici e dei ricercatori che hanno avallato con il prestigio che deriva dalla carica le varie iniziative italiane sulla ff. Hanno usato perfino il logo dell’istituzione cui appartengono.
        Se sfortunatamente qualcuno si è spinto a investire, la cosa rischia di finire alla maniera di Wanna Marchi. Se appartenessi all’elenco di sapientoni riportato da Spat non sarei tranquillo.

        Io spero veramente che formino un vasto movimento di opinione che chieda ufficialmente al governo di prendere provvedimenti in linea con quanto affermato dai professori bolognesi.

        Infatti, bisognerebbe fare blocco come si è fatto con Crpntr. Non è escluso che presto a tardi l’esempio di INRIM si diffonda.

  28. Henry Dagousset ha detto:

    Franchini,
    “Circa il nucleare non mi espongo perché sono in pieno conflitto di interessi”.
    Mi scusi sig. Franchini, ma cosa c’entra un eventuale “conflitto d’interessi” con la capacità della scelta nucleare di rispondere ai parametri di Kyoto e di rispondere al grave problema del costo dell’energia in Italia. Il costo dell’energia è direttamente collegato alla competitività del sistema paese. La competitività è legata a sua volta alla crescita e all’occupazione. Temi su cui tutti dibattono, specialmente adesso in piena campagna elettorale, e a cui nessuno prova a dare risposte concrete. Prendersela con i quattro gatti che corrono dietro al miraggio della fusione fredda non penso sia urgente come un dibattito sulle scelte energetiche e strategiche del sistema Italia. In Francia la maggior parte dell’energia è fornita da centrali nucleari.
    La scelta nucleare in Italia credo dovrebbe essere accolta molto favorevolmente in Francia e più in generale in Europa.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Henry Dagousset

      Prendersela con i quattro gatti che corrono dietro al miraggio della fusione fredda non penso sia urgente come un dibattito sulle scelte energetiche e strategiche del sistema Italia.

      Per me è facile occuparmi di ff, perché mi limito (vorrei dire “mi diverto”) a mettere in evidenza le sue contraddizioni rispetto alla chimica nucleare. Per esempio affermare che i ff non sono mai riusciti a produrre una sezione d’urto delle reazioni fredde che propongono è facile per chiunque.
      Il nucleare duro è altra cosa. Ai miei tempi rappresentava una tecnologia di avanguardia; io rifiutai due proposte di ingresso all’università come assistente (allora si chiamavano così) per seguire il mito del nucleare all’estero, poi in Italia. Ecco dove sta il conflitto di interessi: io ci ho creduto e ho patito quando tutto è stato abbandonato. Credo che nessuno darebbe peso alle mie opinioni, perché “ho conosciuto il peccato”.
      In ogni modo sono favorevole all’apertura di un confronto tra noi. Sono presenti importanti professionalità che certamente sono in grado di offrire un contributo originale.
      Tenga anche conto che ormai ho assunto l’atteggiamento del vecchietto che si sente fuori di tutto. Non sarei in grado di assistere a un rilancio del nucleare.
      La saluto molto cordialmente e La ringrazio per partecipare alle nostre conversazioni.

    • Cimpy ha detto:

      Ora, per noialtri comuni mortali ,il primo problema del nucleare sono le persone che dovrebbero gestirne centrali e scorie. Lei ha presente Franchini, ma nel settore gestionale può trovare un parente di SilliPotti, e in quello delle scorie uno di Rossoli. Non c’è accordo o carta bollata (giapponese, americana, russa o europea) che tenga.
      Ci pensi su.

  29. Henry Dagousset ha detto:

    @Franchini
    “Non sarei in grado di assistere a un rilancio del nucleare”

    Nell’improbabile ma non impossibile eventualità di farle cambiare idea propongo a lei e ai lettori del blog i seguenti link:
    http://www-pub.iaea.org/mtcd/publications/pdf/te_1450_web.pdf
    http://www.guardian.co.uk/environment/2011/nov/01/india-thorium-nuclear-plant
    http://www.world-nuclear-news.org/ENF-Thorium_use_in_Candu_units_to_be_assessed-1507095.html
    Parafrasando un politico nostrano si potrebbe affermare che “un altro nucleare è possibile” ?

    • Camillo Franchini ha detto:

      Henry

      Non sarei in grado di assistere a un rilancio del nucleare

      Cos’ha capito Henry, voglio solo dire che prima che il nucleare riparta con tutti i timbri giusti ego in pulverem versus ero (il latino scarica a terra la jella).
      Del nucleare mi è sempre piaciuto una cosa, la concentrazione di ottime professionalità ottimamente guidate. In quel mondo si era molto esigenti. Un mammozio stagnolato di forma informe non si sarebbe mai visto in un laboratorio nucleare. Nemmeno uno con il microfono in mano che te lo presenta come un DJ del sabato notte. Nemmeno uno come Crpntr che lascia immaginare su Leonardo (TG3) che spaccando granito di Luserna, chissà, un giorno si può ricavare energia sarebbe stato concepibile.
      Il nucleare duro era molto serio.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Henry,

      Ho letto gli articoli che ci ha proposto, tutti molto interessanti. La realizzazione di reattori al torio è più che possibile e renderebbe praticamente illimitata la disponibilità di energia nucleare. La soluzione è oltremodo seducente, bisogna ammetterlo. Personalmente ritengo che sia tecnicamente più facile condizionare le scorie nucleari che l’anidride carbonica e i gas solforosi prodotti dall’uso di combustibili fossili. Il carbone è abbondante, ma il suo impiego porta alla catastrofe ambientale.
      Devo ammettere che sono dalla Sua parte, anche se l’obiezione di Cimpy mi sembra seria. Pensi che Crdn è responsabile della discarica nucleare di Monte San Cosimo. Si sente tranquillo?
      Cordiali saluti

      • Livio Varalta ha detto:

        … poi ci sono gli appalti, la mafia ed il calcestruzzo Caltagirone: imprescindibili in Italia…

        • Camillo Franchini ha detto:

          Livio,

          quando Papi rilanciò il nucleare la mia massima preoccupazione riguardava le persone che avrebbero dovuto occuparsene. Quali università preparano gli ingegneri, i fisici, i chimici che servono? Ricominciare tutto da zero è molto difficile e rischioso, a meno di non affidarsi ai francesi. E’ stata malamente spezzata una continuità di impegno tecnologico che avevamo sviluppato in comune con gli altri europei.
          Poi l’idea che tutto sarebbe stato gestito da amici di Papi era agghiacciante. E’ come affidarsi alla Minetti, che almeno parla inglese lato madre.
          Se la conduzione politica cambia qualche garanzia in più forse c’è.

        • Valerio Peralta ha detto:

          @ Livio

          … e i laudatores di Crdn in Ansaldo Nucleare…

        • Valerio Peralta ha detto:

          @ Livio,

          … nonché del Centro Ricerche Enea della Casaccia (E. Santoro)…

  30. indopama ha detto:

    visto che sembra esserci del tempo libero, cosa ne pensate?
    http://altrogiornale.org/news.php?extend.8326

  31. Pingback: Metadone » Ocasapiens - Blog - Repubblica.it

  32. Camillo Franchini ha detto:

    @Henry Dagousset

    Cosa ne pensa di un eventuale ritorno al nucleare in Italia ed in particolare della possibilità di riprendere le ricerche sui reattori veloci e autofertilizzanti ?

    A parte che la mia opinione conta poco, credo che la ripresa delle ricerche sui reattori veloci e autofertilizzanti sarebbe una buona iniziativa, associandosi ai francesi che in questo settore sono all’avanguardia. Studiare e sperimentare è sempre utile, quando esistono i supporti teorici necessari. Purtroppo i reattori veloci sono tecnicamente molto complessi, quindi intrinsecamente meno sicuri dei reattori a neutroni termici.
    Comunque ha ragione Cimpy, l’opinione pubblica è ormai polarizzata e non si torna più all’ottimismo degli anni 70.

    • mW ha detto:

      Buongiorno Franchini,
      mi correga se sbaglio, ma mi pare che il processo delle centrali al torio sia stato integralmente teorizzato nella notte dei tempi (50? 60 anni fà?). Qualcuno mi ha detto che visti i suoi enormi vantaggi, gli americani abbiano fatto di tutto per realizzarlo, ma poi abbiano abbandonato la cosa.
      Da profano, mi viene da pensare che sia una cosa ancora più difficile di ITER.

    • Marco DL ha detto:

      Io un posto sicuro dove mettere le centrali lo avrei: offshore, vicino alle fabbriche automatizzate di Rossi.
      Immaginate una centrale (a Torio chiaramente) completamente sommergibile, ancorata al fondo ma non appoggiata, a 20 miglia dalla costa, controllata completamente da terra, che viene portata in emersione solo per la manutenzione.
      Progettata per usare passivamente acqua di mare per raffreddare le barre in caso di catastrofe (spegnimento della centrale con malfunzionamento del raffreddamento).
      Posizionata In area interdetta alla navigazione (che comunque risulta rischiosa solo quando la centrale è emersa)
      In questo modo si mitigano anche i rischi di atti terroristici e di terremoti

      Il problema rimane sempre la debolezza etica del nostro paese, che piazza incompetenti a pioggia in posti chiave.

      • Cimpy ha detto:

        Il mare è un posto sicuro?
        Una centrale subaquea?

        Al di là di discorsi di stampo ecologico, ma ti sembra?!?

      • Henry Dagousset ha detto:

        @Varalta:
        “Hanno lo stesso scopo ?”
        Non ho la più pallida idea sul secondo link da lei postato.
        Il primo link http://energyfromthorium.com/contribute/ è stato scelto per le sue caratteristiche di tutorial divulgativo adatto al grande pubblico.
        Se lei è ha altre informazioni, per favore, ci faccia sapere

        • Livio Varalta ha detto:

          @Henry Dagousset,
          non capisco la correzione, la funzione del sito non è quella di rassicurare, rendere competenti e convincere il gran numero di massaie di Voghera a contribuire? Nella “Home” il “Donate” è scritto in rosso in alto a destra, basta cliccare…
          Il primo link http://energyfromthorium.com/contribute/ è stato scelto per le sue caratteristiche di tutorial divulgativo adatto al grande pubblico.
          Ho navigato nel sito, concordo: “tutorial divulgativo per il grande pubblico”.
          Se lei è ha altre informazioni, per favore, ci faccia sapere
          Le informazioni, nello stile di tanti altri proponenti la salvezza energetica dell’umanità, le dà il sito stesso.
          Lei pensa sia necessario che il “grande pubblico” “contribuisca” alla divulgazione della tecnologia Torio dopo i decenni di studi fatti, come è emerso anche in questo dibattito?
          Questo signore è un Premio Nobel:

          penso quindi che, chi ha le competenze per occuparsi del Torio, se ne stia occupando.
          Eventualmente, se Lei pensa ancora sia utile il “contribute” della massaia di Voghera, può invitare i curatori ad integrare il filmato di Rubbia nel sito, diverrebbe ancora più persuasivo.

          Concludendo.
          Siti simili, in ormai due anni di mia partecipazione alla “salvezza energetica dell’umanità”, ne ho visti diversi.
          Il sito in argomento, per quanto ne possa capire io, mi sembra assolutamente nella legalità, come tanti altri…

          Questo sito, http://www.hyperionpowergeneration.com/product.html , mi aveva fatto arrabbiare ai primi di luglio del 2011 (centrali nucleari ad Uranio da mettere sotto casa); l’ho segnalato alla Food and Drug Administration, dopo poco tempo è sparito,non ho riscontri oggettivi sull’utilità della mia segnalazione, ma Wikipedia dice che hanno semplicemente cambiato nome: http://en.wikipedia.org/wiki/Gen4_Energy
          Tutto il mondo è paese…

        • Henry Dagousset ha detto:

          @Varalta
          anche questo link mi sembra interessante per una prima introduzione alla tecnologia del torio:
          https://sites.google.com/site/jasonchronicles/articles/green-technologies/advantages-of-thorium-reactors
          Consideri anche che in Italia dopo il referendum la probabilità di un rilancio del nucleare tradizionale (basato sull’uranio) sono vicine allo zero!

        • Henry Dagousset ha detto:

          @Varalta
          So, what’s your point ?

          Mi era sembrato che Franchini fosse interessato al tema delle centrali al torio.
          Forse le è sfuggito che in Italia c’è stato un referendum in cui un certo “numero di massaie di Voghera” ha contribuito ha determinare il risultato.
          Forse le è anche sfuggita la mia affermazione che dopo il referendum un ritorno al nucleare basato sull’uranio è (IMO) praticamente impossibile.

        • Livio Varalta ha detto:

          @Henry Dagousset,
          So, what’s your point ?
          La mia posizione è:
          – Il genere umano deve convincersi che deve stare in questo pianeta con il minimo impatto ambientale possibile.
          – Deve anteporre all’interesse economico la salvaguardia sua e dell’ambiente in cui vive.
          – Trovo sciocca la polemica: il riscaldamento globale dipende dall’opera dell’uomo oppure no? e polemiche simili. Il comportamento dell’umanità deve essere a minimo impatto ambientale a prescindere, come insegna la natura.
          – In linea di principio non sono contrario a nessuna tecnologia di produzione di energia comprese quelle che usano Uranio o Torio.
          – Qualsiasi tecnologia ha un impatto ambientale, bisogna scegliere il male minore.
          – Il grande pubblico non è in grado di produrre corrette valutazioni di impatto ambientale, ne certamente il sottoscritto. Nemmeno gli scienziati ed i tecnologi riescono facilmente a mettersi d’accordo.
          – A questo punto del ragionamento entrano la politica, le pressioni dei poteri, l’opinione pubblica e tutte le valutazioni, già difficili, vanno a remengo.

          – Ai referendum ho votato contro il nucleare, non per motivi tecnologici ma per come è messa l’Italia, vedi i miei post precedenti.
          – Camillo, in questo blog, è interessato alla tecnologia del Torio, non alla promozione della stessa, lui preciserà meglio.
          – Sono ancora convinto che alcuni dei siti, da Lei evidenziati, servano solo a spillare soldi ai donatori.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Livio

          Camillo, in questo blog, è interessato alla tecnologia del Torio, non alla promozione della stessa, lui preciserà meglio.

          E’ così; cosa vuoi che sappia di più degli amici che partecipano a questo confronto.
          Io ho fiducia in Ugo Bardi, che mi sembra si occupi di questioni energetiche da molti anni (vi siete ricordati di comperare “La terra svuotata”? Costa solo 16 €).
          Mi fido molto anche di Ocasapiens, che sempre più dimostra di essere documentata sugli argomenti che tratta.
          Morire lentamente appestati dai combustibili fossili o rischiare con il nucleare? Più che un problema di tecnologia sembra una questione di gusto, di orientamento filosofico. Per non finire come l’asino di buridano, ammetto di avere una discreta simpatia per la soluzione nucleare.
          Continuate a scrivere, almeno raccoglieremo informazioni.
          Buona serata a tutti

        • Cimpy ha detto:

          “Morire lentamente appestati dai combustibili fossili o rischiare con il nucleare?”
          La frase andrebbe completata:
          “… o rischiare con il nucleare” di far morire più o meno lentamente per qualche migliaio di anni (ad essere buoni)(*) qualsiasi forma di vita più evoluta di uno scarafaggio che finisca per stanziarsi stabilmente lì ?….
          Ecco, non me ne voglia, io piuttosto inizio a pedalare.

          ps:
          (*)
          Che dovrebbero essere di più, ma fpssero pure solo le successive 30 generazioni, da noi umani, specie in Italia, che ogni meno di 5 anni si dimostra di non avere memoria di nulla, sarebbe sufficiente ad avere almeno 29 generazioni la cui vita si accorcia stranamente

        • Cimpy ha detto:

          @LV

          La folla di Voghera s’inchini per Varalta,
          di fronte al nostro Livio, il pubblico si alza.

          [da queste parti abbiamo fatto la Hola]

        • Cimpy ha detto:

          la mia affermazione che dopo il referendum un ritorno al nucleare basato sull’uranio è (IMO) praticamente impossibile.

          Illuso.
          Ascolta la voce dell’ignoranza: la differenza tra un ritorno al nucleare basato sull’uranio e un ritorno al nucleare basato su qualsiasi altra cosa, dal Torio alla brace di mia nonna in salamoia comporterebbe, in caso di referendum una differenza di voti contro pari a quella che potrebbe passare tra un ritorno al nucleare e un ritorno al nucleare .
          Una cosa hai detti bene: è praticamente impossibile. In tutti i casi.

        • mW ha detto:

          Una volta ascoltai una conferenza di uno che forse era Romano Toschi, forse no, non ricordo. Saremo stati in 20.
          In particolare doveva parlare della fusione. Ma toccò tanti argomenti, e in particolare il “problema del cartello”. Disse che uno dei primi problemi che si posero gli scienziati che lavoravano ai reattori nucleari, fu il problema del cartello.
          Come costruire un cartello che avvisasse chi passava che sotto il cartello erano sepolte scorie nucleari?
          Quel cartello avrebbe dovuto essere in grado di resitere svariate centinaia di migliaia di anni.
          Confrontate questi scienziati, e il loro elementare buon senso, con tutte le discussioni che avete sentito in questi anni.

      • oca sapiens ha detto:

        Marco,
        ottimo per le fioriture d’alghe, le attività portuali e il turismo.
        Secondo quelli di EGO-VIRGO, il posto meno sismico è la pianura vicino a Pisa.
        Per fortuna che Camillo non legge l’oca, i francesi son fritti. Toshiba e Bill Gates hanno pronto un modellino a uranio impoverito a bassa potenza, però senza ricambio di combustibile per 30-40 anni. Primo cliente: il governo canadese, per produrre il vapore per estrarre il bitume dal suolo dell’Alberta e non sprecare il metano locale..

        • Camillo Franchini ha detto:

          Ocasapiens

          il governo canadese, per produrre il vapore per estrarre il bitume dal suolo dell’Alberta e non sprecare il metano locale..

          Avranno fatto i loro calcoli. Per sciogliere il bitume servono quantità colossali di vapore. Un reattore nucleare è innanzitutto un produttore di energia termica. Se i conti economici tornano, il progetto è sensato. Però torniamo al punto di partenza: conviene accettare i rischi del nucleare?

        • Marco DL ha detto:

          Oca,
          Il territorio meno sismico è la Sardegna http://csi.rm.ingv.it/.
          La pianura vicino Pisa risente principalmente del rischio di terremoti maggiori in Garfagnana, Forse nel collocare EGO-VIRGO hanno valutato prioritariamente la qualità della vita ed hanno chiesto un consiglio a Camillo 🙂
          Per le fioriture d’alghe e altre piaghe bibliche penso che sostituire la centrale termica di Civitavecchia (2GW a carbone) con una centrale nucleare a 20 miglia dalla costa possa solo migliorare la situazione attuale sotto tutti i profili.
          Se poi abbiamo una soluzione realistica per sostituire queste centrali con fonti di energia rinnovabile sono felicissimo, ma non sembra che questo sia possibile per il momento.
          Buona giornata
          Marco

        • oca sapiens ha detto:

          Camillo,
          scusa, non so rispondere sotto il tuo commento
          Sarebbe sensato se là il prezzo del gas non calasse da anni, salvo rialzo invernale quando in Alberta è tutto fermo. Per gli economisti, sarebbe una sovvenzione enorme eppure mascherata ai bitumieri/petrolieri.
          Un giorno dai un’occhiata alla tecnologia “travelling wave”? Conosco uno che ci conta e ne dice bene, ma è un fisico dell’atmosfera (pacifista e un “avanzo di galera”, simpatico).

          Marco,
          vero, ma la Sardegna è un’isola e non ha molte industrie, molti treni ad alta velocità ecc.

          Livio V.
          Hyperion: la famosa start-up di Los Alamos! Non penso che volesse vendere reattori da condominio. Mi sembra che siano per operazioni temporanee in posti “off the grid” – anche militari.

  33. Giancarlo ha detto:

    @sessantaquattresimo
    Ho letto la sua lamentela su Cobraf perché non Le è stata data risposta sul suo quesito relativo al trattato tra stati per l’esplorazione dell’inner space (laggiù, come disse Feynman).
    Converrà che il documento in questione è un vero mattone, seppure ben fatto. E’ opera dell’Istituto Reale Studi Difesa (Belgio); in esso si paventano possibili usi militari delle nanotecnologie e si propone un trattato di non proliferazione. Questi sono i fatti, come pure fatto è che nessuno gli ha dato retta. Tutti i governi occidentali hanno (avevano) anzi avviato programmi di ricerca in tal senso e aperto appositi centri. Anche in Italia. EU finanzia una marea di attività di ricerca con programmi appositi. E’ notizia fresca quella di un paio di miliardi per grafene e cervello (legga il sole oggi e il corriere ieri, o forse era repubblica).
    Ora mi pare di capire che a Lei, che così facendo assume un atteggiamento complottista, il tutto sembra sospetto. Forse nel suo inconscio, pensa pure che tutto questo studio in realtà mirasse a bloccare l’utilizzo delle nanotecnologie per la FF. Mi auguro non sia così (nel documento non c’è traccia di tutto ciò); se lo fosse non vorrei essere al suo posto, onestamente.
    In definitiva, definire trattato tra stati (lasciando intendere che ci fossero almeno due stati consenzienti) il documento mi pare estremamente fuorviante: un gruppo di persone, autorevoli nel loro campo, quello della difesa, ha fatto una proposta. Bocciata senza esitazione, anzi non presa in considerazione. Eppure pensi che io nutro le stesse preoccupazioni, alcune nanopolveri potrebbero avere effetti nefasti sulla salute umana ed essere usate come arma impropria. Pensi a un bel sacchetto di nanopolveri tossiche pronte ad essere inalate in un’affollata stazione metro. Del resto mica può comprare liberamente l’arsina, o no?
    Tutto ciò che non è propriamente naturale comporta rischi per la salute umana e a me non dispisce che qualcuno se ne occupi anche se i divieti assoluti mi innervosiscono. Forse sono fuorviato dal non essere FF.

    Quanto al testone sotto il sassone, tutti i buoni esperimenti trovano la loro buona strada, se non la trovano è perché non sono buoni esperimenti. Siamo a Febbraio a gingillarci col filo di Celani in replica e gli esiti non appaiono incoraggianti. Sono passati mesi e non succede nulla. Per chi come me ha passato una vita in laboratorio la conclusione non può che essere una.
    Mario Massa da solo ha effettuato un test recente dedicandoci pochi giorni, credo. Siamo in attesa febbrile della divulgazione dei risultati ad opera di Daniele ed Andrea, così potremo discuterli a lungo. Lei no?
    Saluti.

    • sessantaquattresimo ha detto:

      Buonasera.
      Ringrazio per la cortese e articolata risposta.

      Del documento sulle nanotecnologie avevo trovato sorprendente che a qualcuno fosse venuto in testa di redigerlo. Per non essere fuorviante avevo aggiunto:

      “Non ho alcun riscontro sulla veridicità del documento né so se abbia condotto a un esito …”.

      Non pensavo ad un complotto ma trovavo incredibile quello che pareva il tentativo di vietare il disvelamento delle cose del “laggiù” di Feynmann. (Non pensavo alle nanopolveri tossiche, a proposito delle quali condivido il Suo approccio).
      Quanto al non voler essere al mio posto nel caso in cui io facessi supposizioni che Lei non approva, apprezzo lo spirito di onestà che la anima ma personalmente trovo l’espressione una stonatura rispetto al contesto, non essendo il mio posto in questione.

      Per il test del Gran Sasso, accadde che io, già sorpreso di P&F (e, pur adulto e graduaten, non in grado di giudicare) conobbi lo scienziato che, perplesso e senza capire, aveva riscontrato effetti inspiegati (mi pare di riscaldamento): trovavo divertente la cosa e dopo oltre 20 anni mi ero permesso di farne cenno, niente affatto temendo di esserne schernito.

      Infine per quanto riguarda Celani, Rossi e gli altri, che ancora siamo a discutere su misure di calore e che qualcuno voglia far intendere di aver misurato il titolo del vapore coll’igrometro, mah, diciamo che dispiace assai.
      Speriamo in un po’ di chiarezza.
      Cordialità.

      PS
      La invito cortesemente a verificare Sua di data 30/01 h 01:27 pm: 2 g di H2 = 1 mole, anziché 2 moli.

      • Giancarlo ha detto:

        @sessantaquattresimo
        La invito cortesemente a verificare Sua di data 30/01 h 01:27 pm: 2 g di H2 = 1 mole, anziché 2 moli.
        La ringrazio per il suo rilievo formalmente corretto, sono stato impreciso. Quello che volevo dire è che passando l’idrogeno nel Ni in forma atomica, occorre considerare il doppio del numero di Avogadro per calcolare il numero dei protoni consumabili. Potrà ricontrollare che tale numero, a 10 MeV per protone, fornisce appunto 1,92 TJ.
        Se prendiamo per buoni i 10 kW di Rossi, ogni secondo (nel primo secondo, per essere più precisi) si bruciano 6,25E15 protoni. Il tasso protoni bruciati/protoni disponibili è pari a 5,21E-9. Questo, secondo gli standard correnti, è un numero elevatissimo. Poi ognuno crede a quello che vuole, ovviamente. La cosa si aggrava considerando che in realtà all’inizio ci saranno dentro protoni pari a 0,8 volte (e sono stato sovrastimante) il numero di atomi di nichel (50 grammi, circa una mole). Ma siccome siamo lontani molti ordini di grandezza, un ordine in più o in meno non fa molta deifferenza.

  34. Giancarlo ha detto:

    Nell’intendo di fare cosa utile a molti riporto l’informazione seguente

    Disclaimer ufficiale da aggiungere alla fine di mail aziendali e private

    Sul sito internet del governo italiano è disponibile il testo del disclaimer da aggiungere a fondo mail, secondo le recenti normative di legge, per tutelare la privacy del mittente e del destinatario di tutte le comunicazioni via posta elettronica.

    Il testo, che andrebbe scritto su tutte le mail di carattere aziendale, ma anche privato, è lungo 162 cartelle, ma per brevità ne è stata scritta anche una versione ridotta che vi riportiamo, e che potete aggiungere come firma elettronica sulla vostra mail aziendale.

    Questa e-mail, ed i suoi eventuali allegati, contengono informazioni confidenziali e riservate.
    Se avete ricevuto questa comunicazione per errore non utilizzatene il contenuto e non portatelo a conoscenza di alcuno, sia esso persona fisica, giuridica o animale domestico.
    Siete inoltre pregati di eliminarla dalla vostra casella e avvisare il mittente.
    Dovete inoltre svuotare la cache affinché non rimangano tracce sulla memoria a breve termine del computer, procedere con un defrag del sistema e successivamente formattare il disco fisso con una formattazione di basso livello; successivamente dovete procedere alla rimozione della stessa dal vostro inconscio, per evitare che ne parliate durante il sonno. Nel caso, rivolgetevi ad un ipnotista specializzato.

    E’ da rilevare inoltre che l’attuale infrastruttura tecnologica non può garantire l’autenticità del mittente, né tantomeno l’integrità dei contenuti, quindi questa mail potrebbe essere comunque stata inviata per errore o contenere elementi che non dovreste conoscere. Siete dunque pregati di dar fuoco a voi o alla vostra postazione nel caso voi o qualcuno di vostra conoscenza possa utilizzare questa mail senza autorizzazione.

    Opinioni, conclusioni ed altre informazioni contenute nel messaggio possono rappresentare punti di vista personali a meno di diversa esplicita indicazione autorizzata. Può inoltre darsi che in questa mail ci sia scritto qualcosa, ma non tenetene conto per nessun motivo. Inoltre chi vi ha inviato questa mail potrebbe non esistere.

  35. Giancarlo ha detto:

    Sezione d’urto
    Caro Camillo, ogni tanto ti chiedi perché i nostri FF non misurino mai una sezione d’urto, anzi evitino accuratamente di parlarne come se non ci avessero mai pensato. Come al solito è Occam che ci aiuta e ci dice che secondo lui non solo ci hanno pensato ma hanno pure deciso di ignorare volutamente la cosa perché i numeri sono impietosi e la FF si sgonfia immediatamente. Spero che HT da bravo ingegnere ci legga ancora. L’unico che parla di reaction rate (che è direttamente collegabile alla sezione d’urto) è Srivastava che ci dà numeri superiori a quelli reali, ma comunque devastanti per la parte ingegneristica: ma lui è un fisico teorico e non se ne cura, gli basta l’aver evocato l’interazione debole. Ripeto alcuni concetti per i diversamente fisici.
    Faccio riferimento (a puro titolo di esempio ma vale anche per Srivastava) alla reazione di Focardi, quella che produce i 10 kW di potenza di eccesso.
    Tale reazione ci dice che un protone scompare dando luogo a una catena di reazioni riportate nelle apposite tabelle del Rossi-Focardi paper. Da notare in quelle tabelle che per ogni protone che scompare non vengono generati mai più di 10 MeV (Focardi dixit) che è una stima superiore. Immaginiamo pure che ci sia un meccanismo che abbatta la barriera coulombiana, così li facciamo tutti felici e contenti; immaginiamo poi una situazione tipo ogni colpo una tacca per cui ogni protone (atomo di idrogeno) genera i 10 MeV. E’ facile convincersi che quando tutto l’idrogeno si sarà consumato (assumendo che ce ne siano 2 g, dati Rossi, = 2 moli) saranno stati generati 1,92 TJ. Con una generazione continua di 10 kW di calore in eccesso (HT non fare il pignolo ci interessano gli ordini di grandezza, non correggere a 8,4), l’idrogeno si consumerà in 2220 giorni, ossia 6 anni.
    E qui finisce la favoletta, perché nessuna persona dotata di buon senso può ritenere che lo scenario di efficienza descritto possa essere reale: una reaction rate pari a 1 non sta né in cielo né in terra, da nessuna parte nel creato, figuriamoci nella macchina in questione.
    Nessun reattore nucleare poi riesce a consumare tutto il combustibile, questa è storia. Se non ricordo male per l’uranio il fattore è 1/1000 (2,20 giorni di funzionamento del gatto).
    Ora, per di più, introduciamo la reaction rate; penso sia inferiore a 10 alla -15 (chiedere a Srivastava) e il risultato è devastante.
    Controllando qui https://groups.nscl.msu.edu/jina/reaclib/db/search.php si trova che ci vuole un protone a 100 MK per avere 10^-14 fusioni al secondo per cc per mole. A Bologna i protoni sono assai meno energetici. Ma si sa che questi del database sono pagati da Areva.
    Ricapitolando: i miracoli in ingresso (quelli in uscita sono già noti, niente gamma né neutroni) sono almeno due: annullamento della barriera coulombiana e reaction rate (sezioni d’urto) altissime.
    Se ci metto il valore sopra riportato il calore prodotto non può superare qualche nanowatt. Chi ha orecchie per intendere…
    Quando ho tempo mi faccio i conti per il Rapporto41. La fisica è possibilista, l’ingegneria è implacabile, sempre che non abbia sbagliato i conti; cosa abbastanza probabile.

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Giancarlo

      i miracoli in ingresso (quelli in uscita sono già noti, niente gamma né neutroni) sono almeno due: annullamento della barriera coulombiana e reaction rate (sezioni d’urto) altissime.

      Hai fatto un’analisi molto corretta.
      I ff trattano le reazioni nucleari come fossero reazioni chimiche a elevata energia libera negativa, tipo combustione della benzina nelle loro auto. E’ un errore non solo di Rossi ma anche di fior di laureati, credo perfino di Hermano Tobia, che non è condizionato da anni di attività ff come Focardi e Piantelli. O forse nemmeno lui sa a che cosa servono le sezioni d’urto nelle reazioni nucleari.
      A questo punto le considerazioni sul nucleare sviluppate in questi ultimi giorni nel nostro blog devono tener conto anche della preparazione media del laureato tecnico/scientifico in Italia. Solo a Bologna si sono concentrate le negatività? O al PoliTO, a Siena, Perugia, INFN?
      La professionalità nucleare in Italia sembra essere in totale abbandono. Che centrali nucleari sicure possono essere progettate se uno degli esperti di scorie nucleari è Crdn? Credo che perfino Crpntr sia un ingegnere nucleare e si è visto che figura ha fatto.
      E’ una opinione che sostenni anche al tempo del secondo referendum nucleare: in Italia il nucleare è stato abbandonato da troppo tempo; mancano tecnici preparati; personaggi ambiziosi e senza scrupoli, estremamente pericolosi, si improvvisano esperti. Non possiamo fidarci.
      Ritorno alle mie vecchie posizioni e mi schiero contro il nucleare italiano. I Francesi, che non hanno mai mollato, mi sembrano invece affidabili.
      Mi piacerebbe sentire l’opinione di Henry su questo aspetto. Che idea si è fatto sulla competenza nucleare degli Italiani, il solo Paese dove si parla ff?
      Saluti

      • Giancarlo ha detto:

        @Camillo
        Mi sono divertito a fare conti anche per il filo di costantana che come è noto pesa circa 300 mg. Lì dentro ci sono, quando va bene (x=0,8), 2,5E21 protoni. Per produrre i 5 W strombazzati, occorre che di questi 1 su un milardo entri nel nichel ogni secondo (rate 1E-9). In genere le rate stanno parecchi ordini di grandezza più in basso.
        Ma tanto ormai la moda è che la reazione sia di altro tipo (non precisato).

      • sandro75k ha detto:

        @Camillo

        Perchè 2 miracoli? Le sezioni d’urto non dipendono direttamente anche dalla barriera coulombiana? Se per “miracolo” potessimo abbattere la barriera coulombiana la probabilità di reazione (sezione d’urto) sarebbe la stessa? Io avevo capito di no ma sarei grato se spiegasse la cosa ai non fisici come il sottoscritto. Grazie

        • Camillo Franchini ha detto:

          Sandro

          Le sezioni d’urto non dipendono direttamente anche dalla barriera coulombiana?

          Non mi pare che le sezioni d’urto dipendano dalla barriera coulombiana. Per esempio per le (n,*) e le (g,*) non esiste barriera coulombiana, eppure la sezione d’urto di quelle reazioni varia in modo enorme da nuclide a nuclide. La barriera coulombiana rappresenta una quantità calcolabile, a differenza dalle sezioni d’urto che sono grandezze esclusivamente sperimentali.
          Lei faccia riferimento a un buon testo di chimica nucleare e risolverà i Suoi dubbi. Non può affidare tutto a domandine isolate. Prima studi, poi si confronti. Rinunci a leggere articoli prima di essersi fatto una buona cultura di base; l’informazione ottenuta attraverso gli articoli può portare a fraintendimenti.

      • Cimpy ha detto:

        Che idea si è fatto sulla competenza nucleare degli Italiani, il solo Paese dove si parla ff?

        Battutaccia:
        Non ti scordare degli “Svedesi” cari ad alcuni seguaci di Rossi, della Nasa, di almeno un senatore degli Usa (o la sua carica era un’altra?), di alcuni (?) Indiani (dell’India), dei Greci,… (ma forse son tutte persone e istituzioni che di ff parlano solo in Italia…)

        • Camillo Franchini ha detto:

          Cimpy,

          Non ti scordare degli “Svedesi” cari ad alcuni seguaci di Rossi, della Nasa,

          Battutaccia: non sono stato io a dire che la ff parla italiano, è stato nientemeno J. Rothwell, che se intende. Avrà fatto i suoi conti. Tra enti e università italiani si fa una bella insalata di sigle.

      • Valerio Peralta ha detto:

        @ Camillo,

        sono d’accordo sul fatto che i due lavori proposti da HT contengano un’insalata di teorie/equazioni senza un reale filo logico. Queste reazioni “chemonucleari” sembrano un alias per “non abbiamo idea di cosa succeda”. Dopo le varie disquisizioni su entropia/energia libera, velocità di reazione e costanti di equilibrio, si ritorna alla solita “coerenza” che in modo miracoloso ed inspiegato rende possibili fenomeni mai osservati. A mio avviso, l’unico aspetto interessante è la descrizione dell’esperimento contenuta in:

        H.Ikegami, R.Pettersson, L.Einarsson

        Enormous Entropy Enhancement Revealed in Linked Nuclear and Atomic Li + D Fusion in Metallic Li Liquid

        Prog.Theor.Phys.(Kyoto), Suppl. 154, 251 (2004)

        NUCLEAR REACTIONS 7Li(d, n), E=25 keV; measured Eα following residual nucleus decay; deduced enhanced cross section.

        da lei trovato nella banca dati e liberamente scaricabile dal sito della rivista. Gli autori dicono di aver osservato (abbondante) produzione di particelle alfa bombardando Li liquido con deuteroni da qualche decina di keV. Il Li solido non mostra alcun effetto; il prolungarsi del bombardamento provoca la formazione di deuteruro di Li che pare fermare anche la produzione di alfa. Dicono di avere la possibilità, tramite la spettrometria di massa, di distinguere tra alfa, nuclei di 3He e T, per cui la spiegazione più elementare sembra esclusa. Non sono abbastanza esperto per tentare una spiegazione delle osservazioni basata su fenomeni convenzionali. Lei cosa ne pensa?

        Saluti

        • Camillo Franchini ha detto:

          Valerio

          … da lei trovato nella banca dati e liberamente scaricabile dal sito della rivista.

          Siccome la lettura di quel lavoro mi ha procurato forti perplessità sulle modalità di screening della banca dati BNL, ho chiesto chiarimenti al suo gestore. Questa è la risposta che ho ricevuto:

          Our official scope is low- and intermediate-energy nuclear physics. In recent years, we include about 3,800 articles per year. Several journals such Phys.Rev.C, Nucl.Phys.A and Nuclear Data Sheets articles are added without any review. From some journals such as Phys.Rev.Lett. and Eur.Phys.J. we select all articles are added from the “Nuclear Physics” chapters. All other journals are periodically scanned for nuclear physics related content. You may read more about our policies in “NIM A 640, 213 (2011) “.
          We have a very diverse user base and we are trying to accommodate their needs. Our main goal is not to miss the nuclear physics content and this may result in “extra articles”. Some users may find them unrelated, however, others would strongly advocate for the broad inclusion policies. Consequently, we would prefer to have a little bit more references and let users to choose.

          Bisogna accontentarsi di quello che il convento passa. L’ultima istanza della valutazione di qualità di un articolo scientifico spetta a chi legge. Tutto in definitiva dipende dalla preparazione dell’utente. Si possono trovare anche articoli in cui si dimostra che gli asini volano. Il nostro è un mestiere difficile.
          Saluti

        • Valerio Peralta ha detto:

          @ Camillo,

          Il lavoro in oggetto è piuttosto datato; insospettisce il fatto che nessuno (per quanto ne sappiamo) abbia ripetuto l’esperimento, abbastanza semplice se si dispone delle apparecchiature adatte. Gli autori confermano che i proiettili sono deuteroni, quindi la formazione di “quasi-atomi” (qualsiasi cosa significhi) mi pare del tutto campata in aria…

          Saluti

        • Giancarlo ha detto:

          @Valerio Peralta
          Concordo con la sua analisi sulla mancata replica. Avevo invitato a soffermarsi sulla figura 2 in cui si vede che a 100 keV l’efficienza numerica diviene addirittura unitaria, ogni colpo una tacca. A quel punto il COP (come amano chiamarlo altrove) sarebbe 150. Perché non hanno girato la manopola della macchina di ion implantation? Non dovevano fare altro. Invece quella figura riporta una curva teorica con tre punti sperimentali sovrapposti all’inizio della stessa.

        • Valerio Peralta ha detto:

          @ Giancarlo,

          In effetti l’articolo sembra presentato come una sorta di “lavoro preliminare”; però, come aveva giustamente fatto notare lei, cosa ci vuole a girare la manopola?
          Se però si torna ai lavori proposti da HT, in particolare il report patrocinato dalla SEA, si nota che il fenomeno descritto pare essere affetto dalla solita “difficile riproducibilità”. Il sistema presenta una instabilità dovuta alla competizione con la reazione CHIMICA di formazione dell’LiD (è possibile una circostanza del genere, stando ai trattati di chimica nucleare?). Soluzione proposta dagli autori? Bombardare con ioni Li al posto dei deuteroni. Anche qui sorge spontanea la sua stessa obiezione: cosa ci vuole per fare la prova, in un laboratorio attrezzato per questo tipo di esperimenti?
          Ho la sensazione che ci troviamo di fronte ad un caso analogo a quello dei “neutrini superluminali”, ma mi posso sbagliare…

          Saluti

    • Mario Massa ha detto:

      @Giancarlo
      “Nessun reattore nucleare poi riesce a consumare tutto il combustibile, questa è storia. Se non ricordo male per l’uranio il fattore è 1/1000 (2,20 giorni di funzionamento del gatto).”
      Giancarlo i tuoi conti sono giusti, ma per l’uranio il problema è la comparsa di prodotti di reazione che “avvelenano” il reattore. Qui può darsi che non ci sia il problema e il dispositivo si beva (quasi) tutto l’idrogeno. Utilizzando il 10% la durata sarebbe 6 mesi che mi pare sia la durata dichiarata da Rossi. (così ho anticipato Hermano).

      • Giancarlo ha detto:

        @Mario Massa
        Mario il consumo del combustibile (protoni) era solo un argomento collaterale. In realtà il punto è che nessuno mette in conto la rate di reazione dando quasi per scontato che le reazioni avvengano solo per il fatto che siano possibili. Hai visto che Sandro fa confusione tra sezione d’urto (rate) e barriera coulombiana. Ora faccio un esempio dedicato ai meno esperti: ho un bersaglio e un fucile. La barriera coulombiana è la distanza dal bersaglio: occorre che la carica della pallottola sia sufficiente per raggiungere il bersaglio. I FF dicono che per qualche misteriosa ragione il bersaglio è molto vicino al fucile. La sezione d’urto è la grandezza del bersaglio o in maniera equivalente la probabilità di fare centro. Quindi è distinta dalla distanza. Ora il protone deve essere accelerato verso il nucleo di nichel, ma non è detto che lo colpisca e riesca a penetrare. Quante volte succede? I dati sperimentali parlano di tassi inferiori a 10^-20 o giù di lì; i conti teorici (che non piacciono a Camillo) trovano risultati analoghi. Con un po’ di reverse engineering puoi trovare le reaction rate a partire dai 5 W di Celani o i 10 kW di Rossi. Le rate calcolate sono ordini di grandezza più elevate: ecco che i miracoli sono diventati due. E bada bene che nel filo di Celani assumo che ogni protone che raggiunge il bersaglio sia immediatamente rimpiazzato dall’idrogeno nella cella.
        Se le rate fossero così elevate la reazione di Focardi si potrebbe realizzare in maniera efficiente anche in aria: il problema invece è che devi usare moltissimi proiettili da 0,7 MeV per ottenere 10 MeV ogni tanto. Spero di essere stato più chiaro.
        Se poi Sandro ci pensa è la stessa ragione per cui un materiale radioattivo non decade tutto assieme ma un po’ alla volta. La possibilità per un nucleo di decadere spontaneamente emettendo energia (reazione favorita), non vuol dire che lo faccia all’istante. E’ il discorso di Camillo sulla differenza con la benzina che invece brucia immediatamente.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Giancarlo

          Per chiarire (non a te, ma agli appassionati di cose nucleari).
          La sezione d’urto si applica alle reazioni nucleari. Una reazione può rispettare il principio di conservazione dell’energia, ma può non avvenire in pratica. Per dire, la p + e ha sezione d’urto di 10^-38 cm^2 (Ereditato). La sezione d’urto si applica anche per reazioni dove non c’è l’interdizione di una barriera coulombiana, come le (g,*) e le (n,*).
          I decadimenti radioattivi sono invece descritti dalla costante di decadimento, che può variare entro intervalli siderali. In cinetica si dice che si tratta di una reazione di primo ordine, fa tutto da sè.
          Senza fornire dati sulle sezioni d’urto delle loro fantomatiche reazioni, i ff saranno sempre considerati dei superficiali. Per me si accaniscono sulla calorimetria perché non sanno fare altro.

        • Livio Varalta ha detto:

          Per me si accaniscono sulla “calorimetria” perché non sanno fare altro.
          Nel senso: non sanno fare altro che “accanirsi”… mW, Ascoli65, scusate l’anticipo…

        • Camillo Franchini ha detto:

          Livio

          Nel senso: non sanno fare altro che “accanirsi”… mW, Ascoli65, scusate l’anticipo…

          Giusta precisazione, anche se dopo i dotti interventi dei nostri esperti sapevamo in che pasticci si sono messi i ff improvvisati esperti “calorimetri”.

        • mW ha detto:

          “…dopo i dotti interventi”
          grazie per il complimento, ma sono interventi “scolastici”, ecco, non di più.

        • sandro75k ha detto:

          Giancarlo, sei stato chiarissimo… grazie mille. Non è che non avessi proprio capito nulla… Se ci fai caso mi chiedevo se la “probabilità di fare centro” aumentasse diminuendo la distanza del bersaglio… Pensavo :” Se aumento il numero di proiettili “papabili”, non aumentano tali probabilità”? Quello che davvero non sapevo e ignoravo è che le sezioni d’urto si calcolassero con soli “proiettili efficaci” (a breve di stanza)
          …mi cominciano a tremare le gambe!

  36. Camillo Franchini ha detto:

    @tutti

    ho dovuto rimettere una moderazione stretta, perché qualcuno scrive messaggi usando il mio nome.
    Scusate l’ignoranza: cos’è un tubo di Tucker?

    • Barney Panofsky ha detto:

      Un tubo Tucker e’ un device che dovrebbe servire a risparmiare sul consumo della benzina di un’auto. L’apparecchio si doveva inserire prima del carburatore, e per magia/magnetismo/simpatia la benzina che vi passava dentro bruciava meglio, piu’ efficacemente e producendo poco o nulla CO2. Magari anche profumo di violette…

      “Fuffa”, insomma.

      Ma siccome al peggio non c’e’ mai fine, io consiglio caldamente di passare direttamente al “Quadro Tracker”: http://barneypanofsky.wordpress.com/2011/03/18/una-storia-incredibile/

      Attenzione, che la storia sembra falsa ma e’ drammaticamente vera, inclusa la parte in cui James Randi racconta che l’inventore ha fatto letteralmente MILIONI di Dollari con questa truffa.

      • Camillo Franchini ha detto:

        Barney

        Grazie Barney. L’impegno che la gente mette per fare soldi è smisurato.

      • Emilio ha detto:

        Anche se la sostanza non cambia, io ero rimasto all’applicazione sulle caldaie a gas. Non sapevo dell’impiego nel campo “automotive”. In quest’ultimo campo sapevo invece delle miracolose pastiglie da mettere insieme al carburante per far abbassare i consumi anche del 40% (abbattendo naturalmente anche la carica inquinante e ringiovanendo propulsor stanchi)
        Per queste pastiglie ho anche rovinato una vecchia amicizia. L’ amico, dopo un incontro da qualche parte ne era entusiasticamente convinto e ne aveva comprato una importante quantità tramite un organizzazione di vendita (piramidale naturalmente). Mi diceva di averlo verificato personalmente con la sua auto. Si è offeso a morte davanti al mio sarcasmo e conseguente rifiuto di acquistargliene qualche stecca. Scusate la divagazione. Una brutta storia che mi fa ancora male ricordare.

        • Darwinista ha detto:

          tanto per rimanere nella fantachimica ricordiamoci anche del magnagas e delle sue magnamolecole e perché no anche del miracoloso HHO.
          Adesso Andrea Rampado mi magna…

  37. Camillo Franchini ha detto:

    @Sandro75k

    Se aumento il numero di proiettili “papabili”, non aumentano tali probabilità?

    Certo che aumentano le probabilità, ma questo è indipendente dalla sezione d’urto, che è una costante.

    Un esempio elegante della natura e della funzione della sezione d’urto si trova nella formula nell’analisi per attivazione neutronica (NAA), uno strumento di analisi chimica molto di moda quando erano in funzione i reattori a piscina.

    NAA

    Come vede σ è una costante, distinta dal flusso Φ. t rappresenta il tempo di irraggiamento.
    t1/2 rappresenta il semiperiodo del nuclide che si forma per somma di un neutrone. Spesso è un gamma emittente puro, reazione (n,γ).
    Se vuole può esplicitare sigma, che diventa funzione delle altre grandezze.
    La natura della matrice chimica non figura nella formula. Si trovano di fronte solo un neutrone e il nucleo bersaglio; ciò che sta intorno è indifferente.
    Aggiungo che le sezioni d’urto si riferiscono a una interazione specifica. Se lo desidera, può costruirsi anche la sezione d’urto della divisione simmetrica di un nucleo di ferro ad opera di un fotone da 45 MeV. Sarà come sparare su un piatto e sperare che si divida in due parti uguali, ma esiste certamente un numero che descrive quella probabilità. I chimici sono abituati a numeri molto piccoli: Lei conosce i prodotti di solubilità.
    Buon fine settimana.

    • Giancarlo ha detto:

      @Camillo e Sandro
      Vorrei evitare di far passare il fine settimana a Sandro facendo conti, anche perché mi auguro che abbia il ristorante pieno. Anche se non è una frantumazione e teoricamente è altra cosa, lo inviterei a visionare la curva di fissione dell’uranio su wikipedia, dove potrà notare che la distribuzione dei prodotti assume il minimo proprio in corrispondenza di una fissione simmetrica. Penso che allo stesso modo si potrebbe dimostrare che la reazione simmetrica del piezonucleare è proprio la più improbabile; comunque deve esserci una curva di distribuzione che farebbe impallidire tutte le strampalate teorie sulla formazione della crosta terrreste presentate in quell’ambito.
      Spero che le gambe non ti tremino ancora di più, Sandro.

      • sandro75k ha detto:

        @Camillo e Giancarlo

        Grazie mille ad entrambi. Sono riuscito ad aggiungere un altro tassello.

        • mW ha detto:

          @Sandro,
          onestamente io non saprei se scrivo una cosa che sai già benissimo. Spero di non offendere.
          La sezione d’urto è solo un modo per esprimere la probabilità di un qualsiasi evento che scaturisca dall’interazione di due famiglie di particelle.
          Prendi la famiglia 1, con densità n1 [1/mc]
          Prendi la famiglia 2, con densità n2 [1/mc]
          Immagina che la velocità relativa tra le due famiglie sia pari a V [m/s]
          Vogliamo scrivere quanti eventi capitano al secondo e al metro cubo.
          Ora, siamo d’accordo che se le particelle stanno ferme non succede nulla, quindi ci mettiamo la V, inoltre prendiamo per buono che se raddoppio la densità di una delle due famiglie, mi si raddoppieranno gli eventi, perchè si raddoppiano le interazioni.
          Allora posso scrivere:
          R=n1 x n2 x V x Q(V)
          questa espressione mi descrive gli eventi al metro cubo e al secondo.
          Perchè il primo membro e il secondo abbiano la stessa dimensione, occorre che Q sia proprio una superficie. Questo è un semplice calcolo che puoi fare.
          Quando faccio gli esperimenti, ho tutto tranne che Q. Provo tante velocità relative, misuro le varie R e trovo Q in funzione di V.
          Questa Q è detta sezione d’urto del mio evento, e mi fornisce la probabilità del mio evento. Mentre n1, n2, V, aumentano direttamente il numero delle interazioni possibili, senza alcuna distinzione tra un evento che ne possa scaturire, Q(V) mi da proprio una idea della probabilità vera e propria del mio evento.
          L’evento, è un qualsiasi evento che io posso scegliere.
          Es. una popolazione di elettroni sul piano va a zuccare frontalmente contro un’altra popolazione di elettroni. Quandi elettroni al metro cubo al secondo ne escono deflessi di un angolo tra i 5 e i 7 gradi?
          Spero di non avere fatto ulteriore confusione.

  38. Camillo Franchini ha detto:

    @mW

    ma sono interventi “scolastici”

    Sono quelli che apprezzo di più. Da sempre i miei sono solo interventi scolastici. A nessun costo desidero essere un creativo.
    Saluti

  39. Camillo Franchini ha detto:

    Sandro75k

    A conferma di quello che ho appena scritto, aggiungo:

    The neutron cross section, and therefore the probability of an interaction, depends on:

    _ the target type (hydrogen, uranium…),
    _ the type of nuclear reaction (scattering, fission…).
    _ the incident particle energy, also called speed or temperature (thermal, fast…),

    and, to a lesser extent, of:
    _ its relative angle between the incident neutron and the target nuclide,
    _ the target nuclide temperature.

    Correzioni minori possono avvenire in particolari condizioni sperimentali ma se non sono ninnoli sono nannoli (Le piace questa espressione regionale?)
    Saluti

  40. Camillo Franchini ha detto:

    @Tutti

    In mancanza di argomentazioni tecnico scientifiche la buttano in caciara. Ancora una volta se la prendono in modo particolare con Sylvie Coyaud. Secondo me è anche una questione di genere; per molti le donne dovrebbero essere schive e riservate.
    Vedete qui:

    http://rimedioevo.blogspot.it/2013/02/e-proprio-vero-che-ritorna-il-medio-evo.html

  41. Giancarlo ha detto:

    @Camillo, Mario Massa, Valerio Peralta
    Mi rivolgo a voi in particolare ma anche a chiunque possa darmi una mano a controllare un conto. Parlo del famoso Rapporto 41, il caposaldo dei FF cospirazionisti che in esso individuano la prova che la FF è stata ostacolata dai poteri forti.
    Il punto chiave è la descrizione del banco di misura.

    A simplified block diagram of our experimental lay-out is shown in Fig. 1. It basically consist of a small (8.5 cm3) electrolytic cell (Fig. 2a) whose electrodes, kept 5 mm apart, are an anode made of a Platinum sheet and a cathode made of a Pd stripe sputtered on an inert surface, wound in the so-called “bustrophedic”1 geometry (Fig. 2b). The stripe is typically 100 cm long, 50 μm wide and 2 μm thick and, when empty, has an electrical resistance R0 of about 3KΩ at room temperature. The cell is filled with 5.5 ml of 10-4 M LiOD solution…

    Camillo dice sempre che contro i lavori sperimentali non si può dire nulla se non si vuole rischiare una denuncia. Io dico che spesso i lavori affrettati si incartano da soli, coi propri dati. Per questo cerco inconsistenze ma spesso nella fretta sbaglio i conti, quindi vi chiederei di ricontrollare.

    Il catodo pesa 1,2 mg e contiene 6,8E+18 atomi di palladio.
    La soluzione contiene 5,5E-7 moli di LiOD, ossia 3,31E+17 atomi di D.

    In queste condizioni, come si raggiunge e si supera il rapporto x=1 tra atomi di deuterio e atomi di Pd? Se tutto il D entra nel Pd il rapporto è 1:20 circa. E poi mi pare difficile, onestamente, che entri proprio tutto.

    • Giancarlo ha detto:

      PS. Mi aspetto due possibili risposte, se i conti non sono errati.

    • sandro75k ha detto:

      Il rapporto 41 non meriterebbe un post a parte?

      • Giancarlo ha detto:

        @sandro75k
        Se i conti sono giusti secondo me sì, anche perché la linearità della produzione dell’elio è concettualmente errata. Ma viene dopo. Mi chiedo che a che cosa pensassero i revisori.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Giancarlo

          Mi chiedo che a che cosa pensassero i revisori.

          I revisori hanno pensato giusto. Il lavoro fu presentato a cinque riviste e cinque riviste lo respinsero.
          Il grottesco è che sia De Ninno sia Del Giudice hanno avuto il coraggio di lamentarsi dalla Gabanelli.
          Il Rapporto 41 è rimasto un rapporto interno ENEA. Scommetto che si può recuperare da 22 passi, perché Daniele ama le situazioni difficili.
          Nel 2002 le riviste erano già esigenti sulla ff.

      • Camillo Franchini ha detto:

        Sandro

        Il rapporto 41 non meriterebbe un post a parte?

        Io ha già scritto su richiesta un articoletto sul Rapporto 41. Mi sembra però che la risposta sia implicita nel fatto che nessuno ha voluto pubblicare quella roba.
        Si tratta di un lavoro di oltre 10 anni fa; che senso ha riesumarlo? Se avesse offerto spunti interessanti, tutto il mondo della ricerca nucleare avrebbe seguito la traccia. Secondo me la De Ninno è stata messa da parte perché coautrice. Requiescat in pace, ne abbiamo già scritto abbastanza male.
        Se però Giancarlo e altri vogliono infierire ulteriormente (o riabilitare), qui c’è spazio. C’è spazio anche per un post.

    • Mario Massa ha detto:

      Giancarlo per me i conti sono giusti. Le due possibili risposte potrebbero essere: 1 – i dati sono errati; 2 – il deuterio non diffonde in tutto il volume. Poi ovviamente si possono dare risposte più cattive.

      • Giancarlo ha detto:

        @Mario Massa
        Complimenti. La seconda è assolutamente giusta però sposta solo il problema perché la densità volumetrica di potenza nello strato superficiale (debbo pensare a come impostare i conti) a naso salirebbe a livelli insostenibili (i 2 micron di spessore dovrebbero scendere a nanometri, che piacciono a tutti, ma non tutti riescono a capire che vuol dire a livello di stress del materiale). La prima risposta io la vedo leggermente differente: semplicemente ignorano la definizione di molarità e magari intendono dire che nei 5 ml ci sono 10E(-4) moli. Ma anche molriplicando per 200 non cambia molto. Ma la cosa che più mi turba è l’ignorare completamente che non è possibile che tutti i D che decidono di fondersi ci riescano. Il tasso di reazione è cosa ignorata. Guardando la figura del rapporto la crescita dell’elio è lineare, senza curarsi del fatto che a mano a mano che il D si consuma la reazione diviene sempre meno probabile. In sostanza fanno affidamento su una serie di miracoli concomitanti che avvengono tutti nel verso positivo. Neppure un inconveniente. Poi francamente non capisco perché si siano fermati a pochi nanogrammi di elio.

  42. Mario Massa ha detto:

    Scusate l’OT, ma vi riporto un mio commento di qualche giorno fa su 22Passi dove la mia affermazione non ha stupito nessuno. Eppure mi pare molto istruttivo, per cui lo propongo a voi (bastano i primi 15 minuti).
    —————————————-
    Conoscete Joseph Newman?
    Se non lo conoscete e avete un’ora da perdere (la colonna sonora è piacevole) guardate questo:

    Alla fine ditemi dove vedete grosse differenze con il caso Rossi (a parte il fatto che alla fine questo vi chiede 100 dollari per salvare l’umanità dai cattivi Power Brokers!). Ci sono i test, i giornalisti, congressi, ci sono i fisici di università, ci sono gli ingegneri, ci sono le interpellanze al congresso. Il suo motore ha COP 8 (esce già energia meccanica).

    Forse vi stupirà questa mia affermazione: i test che fa vedere sono veri: non ci sono batterie nascoste e non sta imbrogliando. Però non funziona.

    La cosa si trascina dal 1987: più vecchia della FF! Per chi spera in una rapida soluzione del caso Rossi un invito a mettersi il cuore in pace.
    —————————————

    • Franco Morici ha detto:

      Ciao Mario e un cordiale saluto a tutti,
      avevo visionato il filmato. Qualche informazione tecnica addizionale la si può trovare qui.

    • Giancarlo ha detto:

      @Mario Massa
      Magari se misurasse la corrente con uno strumento un po’ più serio si accorgerebbe che la potenza in ingresso è 8 volte più alta…
      Perché non manda il motore in autosostentamento? Sarebbe la prova decisiva.
      Su 22passi Pasquale De Santis qualche giorno fa ha detto che preferisce essere rappresentato da Del Giudice o Abundo che guardano al futuro con ottimismo e non si sente rappresentato da Camillo o da me (ma quando mai avrei chiesto di rappresentarlo, di grazia?) che miriamo solo a distruggere. Posso immaginare quanto abbia odiato l’amico che gli ha detto per primo che Babbo Natale non esiste.
      Monti in campagna elettorale sta dicendo che è ora di abbassare quelle tasse che ha innalzato fino a un mese fa. Il problema non sono le tasse che in questo momento sono necessarie, il problema è che la gente ci crede e lo voterà per questo.

      • Mario Massa ha detto:

        Ciao Franco, Travis Norman ha fatto la giusta analisi (anche se in modo ridicolo considera la possibilità di rendimento superiore a 1): pompare tutta quell’acqua e muovere un rotore che pesa quintali fa impressione e sembra richiedere chissà quale potenza (infatti Newman parla di 10Hp e chiaramente qui mente) . Anche mettendo in conto attriti e rendimenti se fai le cose bene la potenza necessaria è meno di 20W per cui 50 pile da 9V possono mantenere il tutto in funzione per 2 ore senza trucchi. Ovviamente la scelta di una pompa a membrana a biella-manovella è essenziale, presentando un rendimento superiore al 90%. In pratica il suo motore non ha nulla di speciale e il tutto si sarebbe potuto realizzare anche con un normalissimo motorino per biciclette elettriche purchè accoppiato a un volano sufficiente dato che la pompa assorbe potenza in modo pulsato.

        Quello che mi impressiona è che nel filmato fisici emeriti e ingegneri dichiarino che è la dimostrazione che il principio di conservazione dell’energia è falso. Ovviamente la richiesta di mettere un generatore al posto della pompa e mettere il tutto in auto sostentamento come dice Giancarlo a loro non è venuta in mente e così la cosa si trascina dal 1987! Noi ci lamentiamo dei fisici di Bologna, ma mi pare che in America stiano peggio.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Mario

          Noi ci lamentiamo dei fisici di Bologna, ma mi pare che in America stiano peggio.

          Nel video che ci hai proposto figura anche l’ammirata approvazione di un fisico della NASA.
          In tutte queste panoramiche su miraggi di fonti di energia non convenzionale mi pare che solo la Germania sia rimasta saldamente ancorata alle conoscenze tecnico scientifiche tradizionali. Tutti i Paesi hanno i loro Celani; meno che da noi, ma qualcuno c’è.

        • Ascoli65 ha detto:

          @Mario, Camillo
          Quello che mi impressiona è che nel filmato fisici emeriti e ingegneri dichiarino che è la dimostrazione che il principio di conservazione dell’energia è falso.
          Non ho scorso l’intero filmato, ma se la persona a cui ci si riferisce è il baffuto Dr Alvin Swimmer, che viene presentato come ”professore emerito associato” dell’Università dell’Arizona (11:10), risulta che egli non sia affatto un fisico, bensì un matematico.

          E’ inoltre molto interessante quanto viene detto su di lui qui: http://y-pod.us/technology.htm. Vien da pensare che le varie burle della “free energy” si inquadrino in un gioco molto più ampio e serio. Come ha notato Camillo a proposito della NASA, le istituzioni che sembrano appoggiarle (e che forse le promuovono e le finanziano) sembra siano sempre le stesse.

          Noi ci lamentiamo dei fisici di Bologna, ma mi pare che in America stiano peggio.
          Non sarei molto d’accordo. Credo che un “parterre” (anche nel senso letterale del termine) di fisici plaudenti come quello che ha assistito alla dimostrazione del 14 gennaio 2011, costituisca di gran lunga un record mondiale per quanto riguarda l’entità del coinvolgimento accademico in un happening di Fisica Farlocca. Record che difficilmente potrà essere superato in futuro.

  43. Camillo Franchini ha detto:

    @Tutti

    Con 261 interventi, credo che il post “Piantelli” abbia avuto un buon successo e possa essere chiuso. Ora proviamo con “Rapporto41”, un argomento non meno scottante. C’è materia per tutti, per i nucleari e per gli esperti di calorimetria.
    Spero che qualche buon contributo venga dalla “scuola” di Daniele, che si è battuto come un leone per il riconoscimento di quel lavoro mai pubblicato.

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