fusionefredda2

Sezione d'urto 62Ni - protone

Non si tratta di un nuovo argomento ma di una nuova pagina, dato che il precedente articolo “fusionefredda1” conteneva oltre 700 commenti e pertanto era diventato di difficile gestione.

Come immagine di testa ho riportate l’andamento della sezione d’urto della reazione che Rossi ha indicato come la più importante per il funzionamento dell’E-Cat, la 62Ni/protone. La sua consultazione diventa pressoché immediata.

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372 risposte a fusionefredda2

  1. Camillo ha detto:

    Ma che nella sua attrezzatura culturale ci sia anche un po’ di paragnosi?
    A questo punto potrebbe associarsi con il mago Randi.
    Ops…che sbadato ma lei già lo è…

    Se Lei è un appassionato di paragnosi, troverà soddisfazione tra i lavori di Giuliano Preparata e del preparatino Emilio Del Giudice, coautori del Rapporto 41, che a Lei piace tanto.
    Nel suo libro autobiografico “Dai quark ai cristalli” Preparata sostiene che l’acqua possiede memoria. Fa un’appassionata difesa di Benveniste.
    In altra sede fa affermazioni paragnostiche tipo:
    La coerenza é appunto questa realizzazione della teoria quantistica dei campi, un “Avatar”, inteso come “incarnazione”, matrice, epifania del divino.
    Del Giudice non è da meno:
    Il campo elettromagnetico intrappolato ha con sé un compagno inseparabile, il “potenziale vettore”, quantità totalmente non misurabile nell’ambito della fisica classica,…
    Ho notato che l’omeopatia fila bene con ff, non so attraverso quali canali nascosti. Mi piacerebbe che qualcuno sapesse cogliere la causa di questa affinità.
    E’ in quel mondo che deve cercare i paragnosti, non tra i razionalisti.

  2. Claudio ha detto:

    Ma lo sapete che Rossi ha consegnato il rpimo assegno all’unibo?
    http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2011/23-novembre-2011/fusione-fredda-svolta-o-bluff-cat-sotto-esame-ateneo-1902274913518.shtml

    Commento: a Livio181052
    …pronta a svolgere esperimenti sull’apparato E-Cat non appena il contratto siglato con la EFA SrL (la società italiana di Andrea Rossi) sarà reso attivo: a questo scopo erano presenti agli esperimenti, in qualità di osservatori, i ricercatori dell’Università di Bologna. L’Ateneo continua a seguire con grande attenzione l’evolversi della situazione.

    Gentile lettore, questa nota dell’Università, come lei scrive, è del 5 novembre. Nel frattempo l’Ateneo ha siglato l’accordo di cui si parla: lo conferma – come scritto nell’articolo – il direttore del dipartimento.La Redazione

    • Miglietto ha detto:

      Caro Claudio
      ma dove l’ha letta questa cosa ? Io vedo solo verbi declinati al futuro.
      La prego mi faccia capire, sarebbe una notiziona.

      P.S. I rumors su vortex-l dicono che i test (se si faranno) con UniBO si svolgeranno in via dell’Elettricista … sarebbe davvero il colmo. I nostri intrepidi scenziati bolognesi dovranno appostarsi in mezzo ai capannoni industriali per fotografare la slitta di Babbo Natale trainata dalle renne volanti ?

      • Miglietto ha detto:

        Mi ero dimenticato di mettere un check all’invio delle notifiche.

      • Claudio ha detto:

        Che i test li avrebbero fatti in via dell’elettricista era una cosa ovvia. Ma secondo lei perché uno dovrebbe consegnare un aggeggio che contiene degli elementi non dichiarati ad una istituzione nei cui laboratori potrebbe entrarci chiunque?
        Ma se domani arriva all’unibo una delegazione del ministero od altro ente governativo e chiede di visonare l’oggetto lei ce lo vede al rettore rispondere “mi spiace non è possibile”?
        Rossi vuole mantenere il segreto industriale. Io non credo che gli sia utile ma avrà pure il diritto di crederci.
        Se l’accordo è: permetto ad un ente esterno(univ) di fare delle misure indipendenti in un area da me stabilita, dov’è il problema?
        Volete scoprire se l’e-gatto funziona o no?
        Non credo che Rossi sarà presente ai test (che dureranno mesi). In fondo non è poi molto diverso da quello che molti scettici chiedevano. Cambia solo l’area in cui si svolgeranno le misure.
        Io sarei più che soddisfatto di avere conferma di nuove misure svolte da un team dell’unibo (in assenza di Andrea Rossi) che confermassero i dati dei mesi precedenti.

    • Livio Varalta ha detto:

      Claudio, il commento a cui ti riferisci è rimasto in moderazione per 24 ore. Ho dovuto scrivere direttamente alla redazione per farlo sbloccare. La Redazione si è decisa a pubblicare il Comunicato UniBO aggiungendovi la postilla finale… Ora ho un commento di richiesta chiarimenti simili ai tuoi in moderazione da 3 giorni…
      ERGO:
      – Il Corriere di Bologna non fa informazione ma GOSSIP…
      – … lascio perdere… non si può fare la guerra con il mondo intero… cosa mi metto a fare? Far emergere che i Corriere scrive notizie a vanvera? Dimostrare che non c’è unità di vedute tra il DF e il Prorettore, che il Comunicato UniBO è stato voluto solo dal Prorettore? Che la giornalista è una incapace o una tirasera…
      La vicenda E-Cat mi ha fatto chiarire le idee sul livello di affidabilità dell’informazione su qualsiasi supporto o canale… non avrei mai pensato proprio così basso…
      Con un’informazione a questo livello è automatico che avvengano le truffe; secondo me con responsabilità precisa dell’informazione stessa…
      Quando Rossi abbasserà un altro po’ i prezzi ed deciderà che è arrivato il momento di iniziare ad incassare, con quale preparazione affronteranno le loro scelte i commentatori:

      Finalmente!
      24.11|12:49
      bruto2000

      Finalmente !
      23.11|12:20
      Alessandro52.gg

      • Valeria ha detto:

        Signor Livio
        per amore di cronaca, mi preme sottolineare che, in riferimento ai due post da lei copiati qui con lo stesso titolo “Finalmente!” a firma di bruto2000 e di Alessandro52.gg
        è stata da Lei omessa la parte densa di significato, relativa al testo dei post in questione

        bruto2000
        “Concordo con Alessandro. Rossi potrebbe essere un grande truffatore o un novello prometo ma l’assoluto disinteresse con cui la stampa ha trattato la vicenda ha dell’incredibile. Sono grato al Corriere che inizia a dare informazioni. Mi auguro che possiate continuare e che vengano date notizie anche a livello nazionale.”

        Alessandro52.gg
        Spero che cominciate ad interessarvene con maggiore frequenza, obiettività e serenetità di giudizio. Senza pregiudizi dettati dal passato di Rossi e senza cedere alle pressioni delle lobby (petrolieri e industrie di fonti energetiche alternative). Alessandro

        • Livio Varalta ha detto:

          Gentile Valeria, Lei scrive,
          “””è stata da Lei omessa la parte densa di significato, relativa al testo dei post in questione”””
          Sinceramente, dei 2 commenti, avevo letto solo i “Finalmente” ed li ho interpretati proprio nel modo che Lei sospetta… è emersa un po’ della mia miseria umana…
          La ringrazio per avermi sollecitato a leggere meglio, cosi mi posso unire a Bruto ed Alessandro nel chiedere più e migliore informazione. Maggiore informazione costringerebbe i giornalisti ad essere più corretti e completi; costringerebbe sopratutto gli interessati (Rossi, UniBO) ad uscire allo scoperto ed a prendere decisioni solerti e definitive.
          Intanto al Corriere c’è ancora un mio commento, con semplici richieste di chiarimenti, in moderazione… lunedì si riprende a lavorare, rimango in attesa…

  3. tia ha detto:

    Claudio, se l’italiano non è una opinione, nella nota della redazione scrivono:
    1) Che il contratto è stato siglato
    MIO COMMENTO: giusto, è stato siglato a fine giugno
    2) La conferma di ciò è scritta nell’articolo ed è detta dal capo dip.
    MIO COMMENTO: è evidente che si riferiscano alla siglatura del contratto, visto che nell’articolo il capo dip. parla solo di questo.
    Non parla di versamenti già fatti.

    Cerchiamo di leggere le notizie altrimenti davvero non si capisce piu niente.

    • Claudio ha detto:

      Probabilmente hai ragione tu. Non è un gran che come notizia e non dice nulla di più di quanto non si sapesse già. L’entusiasmo a volte fa brutti scherzi e tende a farci vedere cose che non vediamo.
      Ho sbagliato.

  4. Camillo ha detto:

    @Francesco

    Ho maggiore dimestichezza con il peer-review, per motivi lavorativi, e ho più volte detto che è uno strumento necessario.
    Non solo è necessario ma è molto più utile delle banche dati per valutare la bontà di una “novità” scientifica. E questo solo perché, come è logico che sia, le banche dati raccolgono solo quello che è già passato, probabilmente più volte nel caso di una “grossa novità”, per il peer-review.

    Mi permetto di dubitare che Lei abbia capito come funziona una banca dati.
    Allora mi spiego con un esempio.
    Nella banca BNL trovo informazioni su questo lavoro, scelto del tutto a caso:

    W. Loveland, A. M. Vinodkumar
    Synthesis of heavy nuclei using damped collisions: A test
    Phys. Rev. C 83, 044610 (2011) [6 pages]
    Pubblicato il 14 aprile 2011 (non cento anni fa).

    Questo lavoro si trova nella banca dati del BNL perché è stato redatto conformemente ai criteri previsti dalla peer review. Altrimenti non sarebbe lì, anche se i due avessero scoperto la ff.
    La qualità del lavoro è del tutto irrilevante, in ogni caso non può essere rilevata dall’omino che cura la banca dati; è sufficiente che il lavoro abbia superato la peer review. Eventualmente il pericolo è opposto a quello che teme Lei: può filtrare un lavoro che non ha tutte le qualità necessarie, perché quel giorno il revisore era particolarmente in buona o perché voleva evitare di mettere i bastoni tra le ruote a un collega.
    Lei scelga qualsiasi lavoro dall’elenco di Jed Rothwell, recente o vecchio di 23 anni, e mi dica se riesce a trovarne traccia nelle banche dati di cui ho fornito un elenco. Se ci riesce prenderò atto con piacere. Dentro di me non escludo che trovi qualcosa, guardi.
    Tutto quello che Lei può opporci è Jed Rothwell, che elenca alla brava, come viene viene.
    I ff sono assenti dalle banche dati. Non voglio dire niente più di questo. Può darsi che qualche buon demone faccia emergere qualche autore, ma per adesso la letteratura ff è samizdat.
    So che la cosa non La turba, perché ritiene comunque che si tratti di lavori importanti e avveniristici.
    Nessuno la critica se raccoglie informazioni dove preferisce. Mi limito a dire la mia su questo punto, che considero importante.

  5. Francesco ha detto:

    @Franchini
    Solo un commento veloce al suo ultimo post, visto che stasera niente pizza ma forse un bel piatto di cucina etnica.
    Come al solito rimango allibito dalla sua capacità di ribaltare le cose pur non dicendo nulla che le ribalta davvero.
    Ma davvero mi esprimo così male che non si intende il senso di quello che scrivo?

    Io avevo semplicemente detto che non reputo le banche dati così importanti nell’analisi di un fenomeno “nuovo”, ancora controverso e non accettato. Mi sembra qualcosa di lapalissiano, incontestabile.
    E avevo infatti aggiunto che questo dipende dal fatto, cosa che conferma(!) lei stesso mentre scrive che non ho capito un tubo :O, prima di entrare in una banca dati un qualunque articolo deve passare attraverso il peer-review.

    Fatta questa precisazione di scarso interesse ma che serve solo per sfogarmi (è fastidioso leggere le proprie parole stravolte dall’interlocutore), la saluto.
    Un’altra volta magari le dico perché non ritengo la FF cibo per i vermi e tutti i ricercatori che la studiano dei poveri tonti, studiosi di emmental lunare e di aerodinamica dei ciuchi, come invece fa lei.
    E le spiego anche perché mi piace così tanto il rapporto 41.

    Buon fine settimana.

    P.S.:
    Anche se non ho una moglie e dei figli ma “solo” una fidanzata, non sono un pischelletto :).
    Un saluto a Giancarlo e un ringraziamento per la sua stima immotivata :).

    • Camillo ha detto:

      @Francesco

      Io avevo semplicemente detto che non reputo le banche dati così importanti nell’analisi di un fenomeno “nuovo”, ancora controverso e non accettato. Mi sembra qualcosa di lapalissiano, incontestabile.

      La ff un fenomeno nuovo? Se ne parla e scrive da un quarto di secolo. Chi è Francesco, il Bello Addormentato nel Bosco, che si sveglia solo dopo un bacio della Bella?

      La ff era già considerata vecchia e superata a dicembre 1989, quando uscì il primo rapporto DoE.
      Se Lei considera nuova un’idea nata ventitre anni fa, è uno che sa aspettare con santa pazienza. Io la mollai definitivamente appena ho saputo che non c’erano neutroni. Ma anche prima mi era sembrata inverosimile.
      Anche Focardi non scherza con la sua “fusione povera”. Ci è invecchiato. Anche lui presenta la stessa idea come una novità da 23 anni. Si vede che è costume.
      Di sabato sera vado per la pizza, più piccante è meglio è.
      Mi piace anche l’etnico.
      Buona serata e buon fine settimana

      • Francesco ha detto:

        @Franchini
        “La ff era già considerata vecchia e superata a dicembre 1989, quando uscì il primo rapporto DoE.”

        Già….meditate gente…,meditate…

        • Camillo ha detto:

          Già….meditate gente…,meditate…

          Spero che i ff abbiano apprezzato che Bush senior abbia deciso di affidare a un panel DoE la ff di F&P. Non l’avesse fatto, avremmo rischiato di sentire le loro lamentale per ventitre anni di fila.
          Meno male che i ff se ne sono fatti una ragione e hanno smesso di pensarci. Quando un panel ci vuole, ci vuole.

    • Camillo ha detto:

      E avevo infatti aggiunto che questo dipende dal fatto, cosa che conferma(!) lei stesso mentre scrive che non ho capito un tubo :O, prima di entrare in una banca dati un qualunque articolo deve passare attraverso il peer-review.

      :O. Che cos’è questa roba? Un errore di stampa? un emoticon mal riuscito?

      Posso interpretare?
      E avevo infatti aggiunto che questo dipende dal fatto che, prima di entrare in una banca dati, un qualunque articolo deve passare attraverso il peer-review.
      Corollario: quelli che non superano la peer review, come i ff, non entrano nella banca dati.
      Elementare, Watson.

    • Camillo ha detto:

      Anche se non ho una moglie e dei figli ma “solo” una fidanzata, non sono un pischelletto.
      Un saluto a Giancarlo e un ringraziamento per la sua stima immotivata.

      Ha fatto bene a chiarire, perché io ho sempre creduto che quelli che non trasformano velocemente le fidanzate in mogli sono dei pischelletti (dalla mie parti si dice pirlotti, ma credo che si tratti di un solecismo: meglio pischelletto).
      Si sposi e sarà più autorevole.

  6. cataflic ha detto:

    @Francesco
    un muto dice ad un sordo che c’è un cieco che li spia…..
    tu parli di scienza dei materiali e di fenomeni elettromagnetici vari nei materiali, mentre Franchini parla delle reazioni a livello di particelle nucleari.
    Tu parli di legami e reazioni chimiche e parli della nuvola di elettroni che gira intorno al nucleo, mentre Camillo parla del nucleo.
    Sono qualitativamente e quantitativamente processi che lavorano a diversi ordini di grandezza.
    Esistono condizioni naturali o indotte che utilizzando reazioni e legami chimici hanno energia sufficientemente concentrata per “raggiungere” i nuclei e attivare le reazioni nucleari delle banche dati?
    Per ora nessuno lo ha provato…ma ci hanno provato? sì per 23 anni!
    quelli che dicono che ci sono riusciti sono credibili?…no perchè per autogiustificarsi hanno inventato teorie strampalate e in collisione con la “normalità” fisica appurata ogni giorno da miloni di ricercatori nel mondo.
    Non ci si riuscirà mai? questo io non lo so ed è l’unico motivo perchè mi appassioni a questi argomenti.
    Chissà, magari riusciranno a mettere insieme effetti magneto-chimico-cinetici precisi al nanosecondo per realizzare lampi concentrati di energia efficienti e fondere deuterio, ma sentir palare di trasmutazioni di elementi, neanche fossimo al medioevo mi fa spavento.

    • Camillo ha detto:

      tu parli di scienza dei materiali e di fenomeni elettromagnetici vari nei materiali, mentre Franchini parla delle reazioni a livello di particelle nucleari.

      La differenza sta tutta lì.
      Per modificare un nucleo ci vogliono particelle piccole come il nucleo, comprese le radiazioni elettromagnetiche, che in quel caso si chiamano gamma.
      Se non si tiene presente questa esigenza del nucleare si sbarella. Per questo il sononucleare è pura invenzione. Da dove escono le particelle di dimensioni nucleari? In che cosa consistono?
      Bisogna avere il coraggio di ammettere che molti dati “sperimentali” sono fasulli o male interpretati. Come si può conciliare l’affermazione di Focardi che i protoni vengono “assorbiti” dal nickel (ultima intervista), con l’andamento della sezione d’urto della reazione riportata qui in testa? Su questo si dovrebbe concentrare l’attenzione di quanti si interessano agli aspetti teorici dell’E-Cat.
      Se Francesco, che forse è un fisico, non si convince che per interagire con il nucleo bisogna ricorrere a “sonde” di dimensioni nucleari ci scambieremo messaggi per mesi senza costrutto.
      A me va bene, non mi stanco mai, come lui, che mi sembra tenace.
      Comunque un confronto tra un chimico e un fisico è sempre interessante. Ho letto qualcosa di Piantelli, biofisico, su cui vale la pena di fermarsi. Il chimico digrigna i denti.

  7. Camillo ha detto:

    Mi convinco sempre più che Rossi non farà esaminare il mammozio e nemmeno lo venderà, anche se dice di avere un gran numero di clienti. Si trova in una situazione di stallo da cui non può muoversi, pena guai di ogni genere.
    Si ferma al punto in cui è ora, quando nessuno può fargli male.

  8. Francesco ha detto:

    @cataflic
    “un muto dice ad un sordo che c’è un cieco che li spia….”

    Considerando che a sordi e ciechi state già al completo, più volte mi ero proposto per il ruolo di muto. Poi invece mi ritrovo sempre con una bella parlantina, anche se proprio non mi capacito del motivo. Purtroppo è difficile intendersi a parole scritte o verbali con ciechi e sordi.

    Adesso è tardi, mi travesto da muto.

    Buon sonno.

  9. Ugo Bardi ha detto:

    Ohi…. ragazzi! Vedo che ci siete ancora tutti! Sono ripassato da queste parti ora che ho un attimo di tempo libero dopo che il mio ultimo libro “La Terra Svuotata” è uscito. Scusate se uso vilmente questo thread per farmi un po’ di pubblicità, ma credo che a molti di voi possa interessare. E’ pubblicato da Editori Riuniti e lo dovreste poter trovare in libreria, anche se non credo che lo metteranno in vetrina insieme a quelli di Vittorio Sgarbi

    Con un zinzino di tempo a disposizione, mi sono fatto un giro fra i vari siti sull’E-Cat. E’ stupendo, ragazzi, è una vera saga dell’incompetenza, dell’idiozia, della supponenza e anche dell’umana disperazione. Da quello che leggo, mi sembra di capire che l’E-Cat abbia raggiunto il suo massimo di popolarità in questo periodo. A meno che Rossi non riesca a tirar fuori dal cappello un altra pseudo-dimostrazione o chissà cosa, da qui in poi, non c’è che l’oblio.

    Un paio di commenti su delle cosette che ho letto in giro; una è che Passerini ha gentilmente fornito una nuova dimostrazione della mia teoria dell’incompetenza. Sostengo da tempo che il vero incompetente non è mai incompetente su una cosa sola: è incompetente “a tutto campo”. Così, il buon Passerini, oltre ad essere incompetente su tutto quello che riguarda l’energia nucleare, si è sentito in dovere di dimostrare la sua incompetenza anche nella scienza del clima pubblicando un post dove inneggia all’imbroglio che ci viene propinato sotto il nome di “climategate-2”. Una delle cose che mi fanno impressione di come possa funzionare male il cervello umano è il fatto che certa gente ritenga seriamente che migliaia di climatologi in tutto il mondo si siano segretamente messi d’accordo per imbrogliarci, mentre invece credono sinceramente che il sig. Andrea Rossi sia un benefattore dell’umanità. (Per non parlare di quelli che, nei commenti, hanno sostenuto che il clima si può cambiare per mezzo di un singolo radar chiamato Haarp, non so dove, mentre i fantastilioni di tonnellate di CO2 che abbiamo buttato nell’atmosfera in un paio di secoli non hanno nessun effetto. )

    Un’altra cosa che ho notato è l’apparizione di un personaggio che si firma con il nome di “Valeria” e che infesta molteplici liste. Vedo che qualcuno le (?) sta dando anche retta, ma a me puzza di imbroglio. Questo personaggio è talmente fuori dalle righe che suona decisamente falso. Ho il forte dubbio che “Valeria” si faccia la barba tutte le mattine e faccia la pipì stando in piedi. Ma, chissà……

    La saga continua! Se posso, cercherò di continuare a seguirla.

    • Valeria ha detto:

      Camillo, non dargli retta…ma che ne sa questo?!

      P.s.: sono andata dal parrucchiere ieri….ho una capigliatura magnifica….

      • Valeria ha detto:

        Piuttosto, Camillo, fai leggere questo al tuo amico, così che lo possa riportare nel suo blog,
        Il prof. Muller, l’ex-AGW-scettico impenitente e ora pentito, che ha preso bei soldoni da Koch (con le prove) ed è emarginato anche dai suoi colleghi in America, non è riuscito neanche a convincere Padron Murdoch (che invece avrebbe dovuto fare salti di gioia) con il BEST di Berkeley. E’ stato relegato alla sola edizione on line e l’articolo sulle presunte conferme dell’innalzamento di “1 grado celsius negli ultimi 50 anni” (roba da Mario Tozzi con relativa picozza in mano!) …E dire che nel giornalismo la prima regola è “se un uomo morde un cane è da prima pagina”…qui nemmeno un trafiletto…

        Organizziamoci per Durban: pop corn a profusione
        L’AGW, oltrettutto, è una carta che in un momento di crisi planetaria come questo, nessun Governo minimamente “accorto” avrà mai l’ardire di giocarsi….e viva Dio: le bugie, in un modo o nell’altro, hanno sempre le gambe corte!

        Saluti
        http://www.cjr.org/the_observatory/wsj_marginalizes_muller.php

        • Valeria ha detto:

          It looks that, after being scrutinized by many respected climate scientists, especially by Muller’s own colleague in BEST, Dr. Judith Curry, Dr. Muller’s conclusions have been placed in the “scientific garbage” drawer

          WSJ is taking an excellent step by not contributing to misinformation on the already full of garbage field of climate science.

          Ops…..fatto male?!

        • Valeria ha detto:

          Dimenticavo lo studio del CERN…pubblicato su Nature…63 scienziati affermano che il sole sia la causa del GW

          Godzillas anche questi?

          http://www.eutimes.net/2011/09/cern-the-sun-causes-global-warming/

        • Giancarlo ha detto:

          Non conosco a fondo il problema e non so esprimermi. Immagino che l’aspetto economico sia predominante. Però vedo che qui il concetto di “scienza spazzatura” lo accetti. Perché in altri campi no, anche se le misure da effettuare per togliersi lo sfizio sono molto più semplici?

      • Camillo ha detto:

        ho una capigliatura magnifica

        C’è modo di vederla? I capelli delle donne mi hanno sempre incantato, più di un filo di perle. Cosa Le costa farsi vedere?

      • Valeria ha detto:

        Caro Giancarlo,
        il concetto di “Scienza spazzatura” lo accetto quando la stessa non è in grado di dimostrarmi il contrario di quanto asserisce.

        All’occorrente, nel caso di specie necessitano:
        1 – Dimostrare chiaramente che esista un innalzamento delle medie temperature in un periodo accettabile (non 50 anni!) e paragonato ad un periodo equipollente in era precedente. (senza trucchi, non gioco a hockey come Phil Jones, il pupazzo)
        2 – Dimostrare in modo incontrorvertibile che esista una inequivocabile correlazione tra le emissioni antropiche di gas serra, segnatamente CO2, e l’innalzamento della temperatura media negli ultimi 200 anni, ovviamente evidenziandone l’eventuale costante progressione, in parallelo con l’inurbamento, lo sviluppo antropico e degli insediamenti industriali.
        3 – Dimostrare che l'”eventuale” innalzamento NON sia correlabile in alcun modo ad naturali andamenti ciclici di riscaldamento e/o modificazione climatica, avvenuti, noti e ampiamente registrati in epoche precedenti alla nostra. (straripante letteratura in merito)
        4 – Escludere, sempre in modo inoppugnabile che l’attività solare degli ultimi 10 anni (registrata da ogni autorevole osservatorio AL MONDO deputato a questo tipo di osservazione) NON sia in alcun modo correlata alle mutazioni climatiche terrestri.
        5 – Spiegare gli evidenti cambiamenti geo-magnetici del campo di forze del nostro pianeta, come in relazione all’attività solare o MENO (i fattori di cui al punto 4 e 5 sono indissolubili tra loro e vanno analizzati ed eventualmente esclusi INSIEME)
        6 – Escludere che l’innalzamento delle temperature medie di superficie di TUTTI I PIANETI del nostro sistema solare, NONCHE’ DEL NOSTRO SATELLITE, esistano e in caso contrario (premesso che sono tutte registrate in modo unanime tra gli 0,5 -1,5 C°) spiegare perchè SOLO LA TERRA è immune da questo influsso e invece subisca quello antropico (le concause tra le due azioni non sono ammesse…o una, o l’altra. Finora la Scienza dell’AGW se ne è altamente fregata di esaminare la causa ciclica ad origine solare e adesso NON può cavalcare la tigre per soluzione di comodo)
        6 – Ripassarsi il ciclo della C2 in natura (quello che esiste dalla nascita del PIaneta)

        Nota: noi Umani non paghiamo per “danni naturali” da Sole, neanche con la franchigia del 20%. Il nostro contratto non lo prevede, altrimenti dovremmo indennizzare tutti i malati o i deceduti in seguito a melanoma. Ne avrebbero più diritto.

        Nel. caso dell’E-Cat, vale la stessa norma: si attende, si valuta, oppure si compra, si smonta, si verifica…e se si rimane al freddo in casa dopo 5 ore di utilizzo….si sbatte il mostro in prima pagina con relativa denuncia.
        In alternativa, si aspetta ancora: l’invenzione è sua e Rossi ne fa quello che vuole e se UniBo lo supporta e sigla contratti, avrà i suoi bravi convincimenti, che non deve certo spiegare ad una pletora di astanti, inferociti dall’attesa.
        Forse si è persa di vista la reale caratura di questo dispositivo in un momento di congiuntura come questo e mi fa specie che lo faccia chi di idrocarburi ci campa (o forse no?)
        In ultima analisi, a prioristicamente vale la regola del GW, dimostratemi perchè l’E-Cat non funziona e/o escludetemi che esista la possibilità di una lettura diversa del primo principio della termodinamica.
        Ma se poi esistesse…..?

        • Valeria ha detto:

          Manca il punto 7) alla controprova dell’AGW, scusate:

          7- Dimostrare perchè tutte le proiezioni di riscaldamento a 10 anni siano state completamente smentite. In poche parole, siamo al 2012, almeno una rosolatina dorata a quest’ora avremmo dovuto averla, no?

          Durban si apre lunedì…l’ennesimo teatrino.
          Non so se faranno in tempo a completare lo studio. Anche il Papa (!!) ha chiesto una “prova certa e univoca”. Voglio proprio sentire che s’inventeranno adesso.
          Fortuna che tra poco la carbon tax non sapranno proprio a ci chiederla!

  10. Camillo ha detto:

    Il titolo “Terra svuotata” mi piace, l’autore anche, quindi compro il libro, con minaccia di commento pubblico, qui.
    Passerini Testa d’Uovo è un ragazzo globale, universale: poeta, filofusore freddo, preparatino, omeopata, paragnosta, Yin e Yang, climatologo e chissà cosa altro. E’ l’Uomo che fa la fortuna del CICAP, la sintesi,la sinossi, la summa, il bignami, il concentrato della scienza voodoo.
    Senza Passerini non si parte nemmeno, non c’è antagonismo, resistenza. Siamo fortunati che ci legge e spesso commenta.
    Valeria.
    Valeria esiste ed è anche una bella donna, accidenti. Conosco il suo segreto perché dispongo del suo indirizzo di posta elettronica. Su di lei c’è un filmato. Non posso diffonderlo, perché violerei il suo diritto alla riservatezza. Se però lei si piace… posso lanciarla, avrà successo.
    Può darsi che faccia la pipì in piedi, ma si bagnerebbe le cosce.
    Ho dovuto frenarla, perché tende a debordare nel numero di messaggi.
    Non si ha idea in che cosa sia esperta.

  11. Alessio Guglielmi ha detto:

    Caro Ugo, mi sembra di capire che ti diverta sguazzare in questo fango, forse perché per te è materia di studio. Il mio bilancio è meno positivo, sono piuttosto arrabbiato con me stesso. Con il tempo che ho perso dietro questa storia avrei potuto scrivere un grant e, se andava bene, offrire un lavoro a un post-doc. Ne valeva la pena?

    L’unica cosa che abbiamo ottenuto con Bologna è stato un comunicatino e la consegna del silenzio a Levi, proibizione cui lui ha rimediato vestendosi da uccello del paradiso e facendone le danze rituali a favore di telecamera. È stato anche carino sfottere Passerini e vederlo contorcersi, per un po’. Ma poi? Se anche avessimo 1000 lettori, sono nulla in confronto a quelli dei media che si sono occupati della vicenda. Mi sembra poi che ognuno si sia tenuto l’opinione che aveva all’inizio, perché quelli svegli vedono la realtà senza il nostro aiuto e i sognatori non vogliono vederla a priori. Perché intervenire, commentare, scrivere lettere? Mi sembra tempo quasi del tutto perso.

    Forse è meglio rimanere nella propria `torre d’avorio´, che poi non è d’avorio e non è nemmeno una torre, e lasciar perdere i blog. Non questo di Franchini, lo dico a scanso di equivoci, né il tuo, che però parla d’altro. È ora, per me, di smettere di espormi al Passersera, a Krivit, a Vortex, a Bologna, a Focus, al Cicap, a NyTeknik e a tutte queste radiazioni idiotizzanti. Spero di non aver ricevuto danni biologici permanenti.

    Non è solo che voglio fare lo snob, mi sembra anche che la storia sia comunque avviata verso una fine calante. Bologna ormai aspetterà i soldi fino a gennaio e da lì non si schioda. Rossi pagherà solo se avrà bisogno di approfittare ancora per qualche mese della pubblicità gentilmente offerta da Bologna, altrimenti invocherà una scusa e non pagherà. Se anche i clienti esistono, non saranno comunque ansiosi di farci sapere quanto incauti siano stati i loro acquisti. Grazie a Bologna, Rossi ha avuto tutto quello che voleva, non poteva sperare di più. E poi, non mi sembra che ci siano i motivi scatenanti per una teoria del complotto, visto che Bologna ha fatto di tutto per assecondare il folle genio e che altre instituzioni hanno mostrato disponibilità verso il fuoco del nuovo millennio. Il solo divertimento sarà forse scoprire cosa penserà Pensierini per dire qualche messa nei lenti mesi che ha davanti, quali mirabolanti patacche o segretissime confidenze di screditatissimo ricercatore tirerà fuori.

    Perché non ti metti con un bravo sociologo e non scrivete un libro sui millenaristi scientifici della free energy? Magari organizzate anche una beffa alla Sokal (indovina ai danni di chi), così il sociologo vendica la categoria e ci divertiamo tutti un po’. Ho appena prenotato il tuo ultimo libro da Amazon.it, insieme con Storia Petrolifera del Bel Paese (ultima copia!).

  12. Camillo ha detto:

    @Giancarlo

    Sto cercando di vedere qual’è la posizione di Piantelli quanto a brevetti.

    1. Una richiesta di brevetto italiana IT 1266073 (B1), depositata a Milano il 26 marzo 1992, non ebbe esito positivo.
    2. Brevetto italiano ottenuto nel 2004
    3. Brevetto italiano ottenuto nel 2008
    4. Richiesta di brevetto in Canada (27 maggio 2010). Non “issued”.
    5. L’ufficio brevetti italiano ha registrato due richieste di brevetto, datate 26 aprile e 14 luglio 2011.

    Mi pare allora che la posizione brevettuale di Piantelli non sia diversa da quella di Rossi.
    Anche Piantelli ricorre a teorie a dir poco esotiche, come la formazione di uno ione negativo H- nel reticolo cristallino del nickel.
    Sarà difficile convincere un esperto di Scienza dei Metalli che nel nickel l’idrogeno è presente allo stato atomico come ione negativo.
    Piantelli ha avuto il buon senso di sentire il titolare di Scienza dei Metalli di Siena, prima di lanciare un’ipotesi del genere? Il solito viziaccio di fare da soli. Alle Università sono delle monadi; a stento si conoscono tra loro.
    Piantelli si presenta come biofisico; è laureato in biologia o in fisica, che si sappia?
    Nell’uno e nell’altro caso, non credo sappia molto del sistema Ni-H. Ci sono specialisti su queste cose. Non basta una laurea in materia scientifica.
    Ho conosciuto Piantelli nel 2005; una persona estremamente schiva e discreta. A quell’epoca credevo fosse biologo. Non potevo immaginare che si sarebbe lanciato in questa impresa.

  13. Ugo Bardi ha detto:

    Caro Alessio, il modo per evitare di farsi il fegato amaro su queste cose e non entrarci messaggio per messaggio. Io ogni tanto ci faccio una passata globale, per vedere come vanno le cose. Quello che mi ha fatto comunque un po’ arrabbiare stavolta è l’ulteriore dimostrazione da parte di Passerini, con il suo post sul clima, del principio di Dunning Kruger, ovvero che gli incompetenti non si rendono conto di esserlo – anzi fanno sfoggio della loro incompetenza convinti che non lo sia.

    Ora, tempo fa avevo detto che bisognava lasciare Rossi a bollire tutta l’acqua che vuole. In effetti, Rossi non fa nessun danno se non alla reputazione dell’Università di Bologna e – di riflesso – a tutti noi ricercatori. Ma dopo la Gelmini e la Carlucci, credo che difficilmente si possa fare di peggio; sopravviveremo anche all’E-Cat. Invece, c’è un tipo di incompetenza che definisco criminale; ovvero che fa danni seri a tutti quanti. Questi qui che parlano di scienza del clima come se ne sapessero qualcosa sono altrettanto pericolosi (anzi, molto di più) di un dentista che si mettesse a progettare e costruire un aereo passeggeri.

    Con il post su “Climategate” credo che Passerini e la sua banda abbiano veramente traboccato – finche parlavano di bollitori d’acqua si potevano divertire quanto volevano. Ma il troppo è troppo. Questi non si rendono conto che esiste un mondo reale e che non basta scrivere post per trasformarlo nel loro mondo immaginario. Il mondo reale non legge post e quando uno si trova a scontrarsi con la realtà è poco probabile che sia la realtà a farsi male.

  14. Camillo ha detto:

    @Valeria

    Valeria, se Lei continua così, tra una settimana devo lanciare “fusionefredda3”. Meglio filtrarLa. Non sono sicuro che le Sue spiritosaggini piacciano a tutti. Non si offenda; cerchiamo di incontrarci a metà strada.

    • Valeria ha detto:

      Se tu mi menzioni….(O MEGLIO DIRE MINZIONI?)
      Devi darmi modo di replicare e pubblicare i miei commenti, altrimenti tu e i tuoi lettori siete diffidati formalmente dal nominarmi, specie con riferimenti di dubbio gusto e, questi sì, altamente offensivi.

      Se tu e i tuoi amichetti non nominate me, io me ne sto fuori e continuerò a scrivere esattamente quello che più mi aggrada altrove, come peraltro ho fatto finora.
      Mi sembra un buon patto, che dici?

      P.s. non crediate che la gente che legge post sui temi scientifici sia così poca…..state nettamente sottovalutando il problema, vi assicuro

  15. Ugo Bardi ha detto:

    Comunque, Andrea Rossi si fa trattare da peracottaro anche dal blog negazionista di Anthony Watts

    http://wattsupwiththat.com/2011/11/27/andrea-rossi-and-the-magic-coffee-pot-reactor/

    Che riprende dal blog di pseudo-fisica di Lubos Motl, che anche lui dice peste e corna dell’esperimento di Rossi.

    http://motls.blogspot.com/2011/11/andrea-rossi-pressure-and-boiling-point.html

    Ben gli sta a Passerini che il suo eroe viene preso a pesci in faccia anche dai suoi colleghi negazionisti. Anche in quella banda, evidentemente, c’è una graduatoria di intelligenza. Si può far di peggio di Anthony Watts, il che è veramente qualcosa.

    • Camillo ha detto:


      «Il nostro interesse è fortissimo — dichiara Paolo Capiluppi, direttore del dipartimento —

      «Dovremmo partire a breve, tra qualche settimana — confida Enrico Campari, docente di fisica sperimentale e responsabile scientifico della ricerca con Giuseppe Levi —, in estate si potrebbero avere i primi report scientifici dei risultati ottenuti che divulgheremo alle riviste scientifiche».

      Qua ci vorrebbe un commento di Anthony Watts. A Bologna non hanno ancora capito nulla.
      Campari confida che in estate divulgheranno i report scientifici alle riviste scientifiche. Grottesco. Nemmeno Passerini è capace di tanto.

  16. Ugo Bardi ha detto:

    Beh, Santo, se uno si vuol divertire in cantina a trasformare il piombo in oro, non fa danni a nessuno.

  17. Alessio Guglielmi ha detto:

    Caro Ugo, non mi sono fatto il fegato amaro, tutto sommato questa storia è divertente. Certo, anche se non ha intaccato il fegato, l’amarezza per come si sono comportati i bolognesi è reale, non avrei mai pensato che persone con la responsabilità della politica universitaria facessero passare comportamenti così dilettanteschi. Mi sorprende un po’ che tu pensi che Pensierini possa fare più danni di loro. Probabilmente non capisco un granché delle dinamiche della comunicazione, di come si formano le idee e, alla fin fine, di come la gente vada a votare, che è poi quello che conta. Boh?

    Certo, viene voglia di lasciar perdere le maniere civili, di star qui a cercare di dialogare con pazienza. Forse bisogna passare alla manipolazione cinica e brutale. Uno come Passerini è manovrabilissimo, perché non è in grado di verificare nulla, non ne ha i mezzi, non la mentalità, e soprattutto non ne ha la voglia. Basta dargli qualcosa che lo faccia sentire protagonista e profetico per i suoi fedeli e lui te lo pubblica felice. Se non sbaglio è successo così con il post sul climategate: è apparso un personaggio che non ha dato subito l’impressione di farsi ben volere. (Giusto, altrimenti il volatile si insospettisce.) Poi costei ha tirato due bricioline al passero, con nonchalance, e quello ha voluto tutta la michetta avvelenata, felice di aver stretto una nuova amicizia. È facile, non serve aver studiato alla scuola del KGB.

    Coraggio Bardi, quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare sporco. Ti tocca. Buttati nel fango.

  18. Ugo Bardi ha detto:

    Alessio, i responsabili di UniBo stanno facendo danni più che altro a se stessi. Sul clima, se non riusciamo a fare qualcosa in tempi brevi per fermare le emissioni, stiamo rischiando la pelle nostra e dei nostri figli. E’ questo il guaio dell’ondata di incompetenza che sta travolgendo il dibattito sull’argomento. Il problema di un Passerini è che, come tanti altri incompetenti come lui in materia, si sente in grado di dare lezioni sull’argomento. Si rinforzano a vicenda, alla fine trovano il modo di confondere il pubblico e così fanno danni.

    Fra le altre cose, Anthony Watts, che è un criminale ma è molto più furbo di Passerini, ha messo le mani avanti avendo capito benissimo che il patatrac che farà l’E-Cat a breve potrebbe causare dei grossi danni alla sua credibilità di negazionista climatico. E, infatti, è passato direttamente a massacrare Rossi (da notare che il blog di Watts è uno di quei blog planetari super-cliccati – la reputazione di Rossi ne finirà frantumata). Ora, se Passerini fosse altrettanto furbo di Watts, cambierebbe rotta anche lui – ma non credo che lo farà.

    Quanto a manipolare certe persone, probabilmente è possibile, ma uno non dovrebbe
    avere altre cose da fare. E poi, a che pro? Scrivere un libro sulla manipolabilità di certe persone, invece, sarebbe una cosa interessante. Ma, anche li’, bisognerebbe non avere altro da fare…..

    • Alessio Guglielmi ha detto:

      Sulla manipolazione scherzavo eh? Vedo che un pensierino però glielo avevi fatto.

      Forse ho capito quello che vuoi dire: il problema non è tanto Passerini (che in fondo lo leggono in pochi) ma quelli come lui. Ma non si dovrà mica combatterli uno per uno, spero. Uno naif come me direbbe: se questo problema esiste, creiamo un’organizzazione che si doti di mezzi adeguati. Che non faccia come il Cicap con Bologna, però.

  19. Ugo Bardi ha detto:

    Scusa, mi manca qualcosa. Cosa ha fatto il Cicap con Bologna?

    • Alessio Guglielmi ha detto:

      Da quello che ho capito, poco o niente, quando invece, secondo me, avrebbero potuto perlomeno pretendere la normale ortodossia nella comunicazione alla stampa. Si sono occupati molto dell’affare Rossi, ma non hanno osato contraddire l’università di Bologna. Franchini ti può dire nel dettaglio, lui è del Cicap.

      • Camillo ha detto:

        Il CICAP è grosso, dovrebbe avere personale competente in ogni campo.
        Per ragioni che ignoro, si è allineato sulla posizione di Bologna; aspetta con umiltà e pazienza certosina che Bologna locuta sit.
        La conseguenza è che alcuni soci si sono messi in proprio: Simone Angioni, Paolo Attivissimo, io stesso.
        Ne risulterà un danno di immagine non indifferente.
        La storia Rossi/Focardi/bolognesi avrebbe dovuto essere una ghiottoneria per il CICAP, alle prese con casi modesti come crop circles e magie varie. Un argomento di risonanza mediatica e scientifica mondiale come questo non li ha coinvolti a sufficienza.

  20. cataflic ha detto:

    Il Cicap non ha avuto coraggio, ma non sono sicuro che avesse la competenza per dirimere la questione, per quanto il caso sembrasse di semplice soluzione.Si è limitato a proporre un disclaimer.
    E’ altrettanto vero che su argomenti complessi come il clima e la genetica siamo ancora in una attivissima fase di studio i cui risultati assomigliano un po’ come affidabilità ai consigli della nonna.
    Ho la netta impressione che i modelli di studio attuali non prendano in considerazione una miriade di variabili che potrebbero essere totalmente ininfuenti o importantissime.
    Di sicuro è importantissimo proporre il massimo sforzo per approfondire al massimo queste tematiche ed evitare di ridurre tutto a dei disclaimer.

    • Alessio Guglielmi ha detto:

      La competenza per dirimere la questione, no, il Cicap non l’ha. Però la competenza per richiamare i ricercatori che non applicano il metodo e l’etica scientifici, direi di sì.

    • Camillo ha detto:

      A Bologna c’è un’ottima docente di Chimica Nucleare e Radiochimica. Il CICAP avrebbe dovuto quanto meno intervistarla.
      Davvero è incomprensibile che il CICAP sia sia allineato passivamente al DF e non abbia sentito altre voci, altri pareri.

      • Camillo ha detto:

        Intendo la Prof. Laura Tositti.
        Il CICAP potrebbe contattarla ed eventualmente intervistarla.
        Non può restare appeso a Capiluppi e al suo gruppo. Ci sono specialisti che possono aiutare a capire, a prendere una posizione ragionata.

  21. Camillo ha detto:

    Da questo momento non citiamo più Valeria. Chi tiene alla sua opinione, può leggere i suoi messaggi da Passerini. E’ troppo complicato gestirla in un blog come il nostro, fatto di persone più tranquille. E’ stimolante, ma alla fine uno si stufa.

    • Valeria ha detto:

      Non è una tua gentile concessione, è una mia ferma richiesta di ieri….
      che tu non hai approvato dalla moderazione.
      Direi che per alcuni qui mancano le premesse fondamentali per il dialogo: rispetto, rispetto e anche rispetto.
      Queste poco velate risatine continue sull’ignoranza grassa, la dabbenaggine e la presunta “manipolazione” che mi riguardano, mi stanno spingendo ad incontrare di persona Bardi, dato che ho da tempo rapporti con latri dipartimenti di UniFi.
      Magari lo cerco, una di queste volte che vado su….

      Sappiate che la gente fuori dalla vostra schiera ha occhi, orecchie e cervello…Non dimenticatelo dall’alto della vostra “collinetta” Olimpo

  22. Camillo ha detto:

    @Bardi
    @Giancarlo
    @cataflic

    A leggere il brevetto di Francesco Piantelli, ho avuto l’impressione che egli descriva la sua fusione (o reazione protonica, come preferisce chiamarla) come una sorta di fusione fredda muonica (qui la definizione è corretta, è usata dal Lieser “Nuclear and Radiochemistry”, pag. 93), usando H- come vicariante del muone.
    Come al solito vengono fatte forzature tremende senza che l’autore se ne renda conto e spenda una parola di giustificazione. O forse se ne rende conto e butta là una spiegazione qualsiasi a scopo brevetto; se viene accettata, bene; se non viene accettata, pazienza. Qualcosa bisogna pur scrivere per i funzionari dell’Ufficio Brevetti.
    La prima forzatura è pretendere che l’idrogeno sia presente nella lega Ni-H sotto forma di ione negativo H-.
    La seconda forzatura è considerare un barione vicariante con un leptone. Un po’ come mettere una cavalla al posto di Ruby Rubacuori e cercare di convincerci che è la stessa cosa.
    Se le cose stessero come crede Piantelli, sarebbe questa la vera scoperta, non la reazione protonica.
    Questo è quello che mi sembra di avere capito dalla lettura del brevetto Piantelli. Spero in un vostro aiuto a capire meglio.
    Se fosse come ho capito io, l’invenzione non sarebbe meno outrageous di quella di Rossi.
    Con l’aggravante che Piantelli è laureato in materia scientifica.

  23. Camillo ha detto:

    @Bardi
    @Giancarlo
    @Cataflic

    Ancora a proposito dell’idrogeno negativo di Piantelli.
    Vorrei ricordare che l’idrogeno è negativo solo negli idruri, composti daltonici, come l’idruro di sodio NaH.
    Nel nickel l’idrogeno è presente come componente di una lega, quindi mantiene inalterate le sue caratteristiche di elemento. Bisogna distinguere tra idruri e leghe metallo-idrogeno. A dimostrazione, basta verificare che esiste il diagramma di stato Ni-H.
    Secondo me bisogna fare attenzione alle definizioni commerciali di idruro, che non fanno tante distinzioni. Spesso definiscono idruro una comune lega con tanto di diagramma di stato.
    Nelle leghe esistono anche i composti intermetallici, ma non serve complicare le cose in questa sede.
    Credo che Bardi la sappia lunga su questo argomento. Se avesse voglia di intervenire…

    • cataflic ha detto:

      mah ?? pensare che H- “diventi” come un elettrone e trascini giù le distanze degli orbitali dal nucleo mi sembre una aberrazione fisica…a questo punto perchè non usare un bell’anione di un metallo più pesante e fare un mix, se è così semplice?

  24. Giancarlo ha detto:

    @Camillo
    Ti ringrazio per i tuoi insegnamenti. Io sto cercando di documentarmi facendo appello a concetti appresi 40 anni or sono e lasciati poi nei cassetti del cervello. Non è facile e penso di sbagliarmi molto spesso. Quello sulle leghe è un concetto che ho rivisitato, anche perché si trova molta bibliografia interessante ad esempio sulle leghe MgH con catalizzatore nichel (!) utilizzate per immagazzinare calore ad alta temperatura e restituirlo quando la sorgente non c’è più. in alcune situazioni somiglia molto ad un ecat non schermato, ma non si lamentano ancora morti.

    • Camillo ha detto:

      Giancarlo, anche i miei sono tutti concetti rivisitati! Io sono fermo al Cottrell, più o meno.
      Credo che il solo che disponga di concetti freschi sia Bardi.
      Piantelli farebbe bene a consultarsi con i suoi colleghi di Siena esperti di Scienza dei Metalli. Il suo modello di ione idrogeno negativo deve essere assolutamente riconsiderato. Va bene per un composto tipo idruro di litio e alluminio, ma non per una lega, che varia di composizione con continuità.
      Ma io non sono certo che la cosa lo interessi più di tanto. Va avanti con le sue richieste di brevetti, che francamente mi sembrano compulsive.

  25. Francesco ha detto:

    @Franchini

    Salve, nell’ottica di una mia “ricerca” personale, potrebbe darmi una sua valutazione della “bontà” scientifica di questi 2 articoli?
    In particolare per ciò che concerne l’attendibilità delle riviste che li pubblicano (Eur Phys. Journal e Physics letter A) e quindi se possano essere considerati “attendibili” avendo superato il peer-review.

    Evidence for a host-material dependence of the n/p branching
    ratio of low-energy d+d reactions within metallic environments

    Anomalous effects in charging of Pd powders with high density hydrogen isotopes

    Grazie.

    • Camillo ha detto:

      Risposta fulminea, perché ora non ho tempo.
      Il primo articolo si trova nelle banche dati.
      Il secondo non l’ho trovato nelle banche dati. Sicuro che sia stato recensito?
      Ho trovato un commento al secondo articolo qui:
      http://sti.srs.gov/fulltext/SRNL-STI-2009-00616.pdf
      Appena posso, guardiamo insieme il primo articolo.
      Mi sembra che abbiamo trovato un buon modo di procedere.
      Con il Suo aiuto possiamo esaminare insieme una quantità di materiale.
      A presto.

    • Camillo ha detto:

      Per il secondo:
      Physics Letters A, Volume 373, Issue 35, p. 3109-3112.
      Bene, lo leggerò.

    • Camillo ha detto:

      An Official Web Site of the United States Government
      http://green.sba.gov/comments-anomalous-effects-charging-pd-powders-high-density-hydrogen-isotopes
      afferma che si tratta di un lavoro da considerare con cautela.
      Thus the claim to have proven that cold fusion is occurring in these systems is both premature and unlikely.

      Forse i recensori sono stati di manica larga, se un sito ufficiale del governo degli Stati Uniti e le banche dati sono sul negativo spinto. Purtroppo non sarebbe la prima volta che i recensori toppano per generosità. L’ho anche scritto.
      Poi uno può considerare che l’articolo rappresenti un contributo fondamentale all’avanzamento della scienza. Niente di male. Nessuno obbliga nessuno.

    • Camillo ha detto:

      Il primo articolo è estremamente interessante per questa affermazione:

      There is multiple evidence that the physical environment where the nucleus is embedded can influence nuclear interactions,

      Questo è in contrasto con quello che trovo scritto in uno dei miei libri (Huizenga):

      … the effect of the chemical enironment on nuclear reactions is essentially negligible except for very small effects associated with reactions involving the atomic electrons.
      … These effects are understood quantitatively. Extremely minor changes in the D + D branching ratio of the reaction … may result from the Oppenheimer-Phillips process…

      Il Lieser dedica tutto il 10° Capitolo a “Influence of Chemical Bonding on Nuclear Properties”, ma anche lì viene messa in evidenza l’esiguità del fenomeno.

      Va però detto che anche una variazione significativa del branching ratio non esclude la formazione di neutroni e la presenza di gamma. Variazione non significa stravolgimento o addirittura annullamento di un fenomeno.
      Preparata considera la sua razione “aneutronica” e “agamma” con tanta convinzione che non considera opportuno cercare neutroni e gamma nell’esperimento descritto nel Rapporto 41.
      Il lavoro di Huke è più che meritorio, ma anche una variazione di qualche percentuale del branching ratio non cambia nulla.
      I neutroni devono essere sempre presenti.
      Cordialmente

    • Camillo ha detto:

      Concludendo.
      Il primo articolo è certamente interessante e, se la dipendenza netta dalla matrice chimica della sezione d’urto di una reazione nucleare è confermata, è un risultato degno di essere citato in una banca dati, come è avvenuto.
      Variazione non significa che reazione di Preparata debba essere esclusiva, quindi i neutroni devono essere sempre presenti nella DD, qualunque sia la matrice, qualunque sia l’energia di impatto dei reattivi.
      Il secondo articolo non compare nelle banche dati, ed è duramente criticato. Credo che per il momento vada lasciato perdere.
      Evidentemente il fatto che abbia superato la peer review non è condizione sufficiente per entrare nelle banche dati. Probabilmente esiste uno scrutinio di secondo livello, più severo.
      Senza essere cattivi, siamo sicuri che tutti gli articoli che passa il Nuovo Cimento sia roba di qualità?
      Il confronto con un fisico non può essere che utile, conviene continuare.
      Buona serata.

  26. Giancarlo ha detto:

    @Camillo se vuoi risparmiare i 39$ dell’acquisto o i 3,99$ del noleggio questa è una copia:

    http://lenr-canr.org/acrobat/KitamuraAanomalouse.pdf

    Il lavoro da te citato, che lo critica abbastanza, non è andato oltre il manoscritto. Era destinato alla stessa rivista come commento: non mi risulta a tutt’oggi pubblicato, quindi può essere considerato come spunto soltanto per le proprie critiche.

    • Camillo ha detto:

      Non riesco a caricare l’articolo. Provo più tardi. Grazie.
      Riesci a trovare materiale adatto per Francesco sul Trattato di Chimica Nucleare che hai appena comperato?
      Sarebbe interessante vedere l’entità dell’effetto matrice, sempre segnalato, mai misurato. Scrivere che si tratta di variazioni “esigue” dice poco. Ogni autore gli dà l’importanza che crede.
      Nella pratica (p.e. Analisi per attivazione neutronica) non si tiene mai conto dell’effetto matrice sulle sezioni d’urto. Si tiene conto del’assorbimento della matrice ma, quando si può, si usano standard interni che annullano il fenomeno.

  27. Giancarlo ha detto:

    @Francesco
    Sono contento di rivederti; spero la pizza fosse molto buona; comunque, con la propria ragazza anche le pizze non riuscite diventano buone.
    Qui non siamo molto cattivi; a me, per esempio, secca solo che ogni tentativo di demolire una storia che non sta in piedi venga visto come diffamazione, intimidazione o altro. Poi ognuno ha i suoi modi che possono sembrare più o meno bruschi, ma vedi, ora Camillo di fronte a due lavori accettati su riviste di prestigio cercherà di capire se ci sono bachi o se invece va accettata l’evidenza (solo per quello che significa ovviamente). Io purtroppo non sono in grado di giudicarli, altrimenti li leggerei volentieri. Tu sei molto legato a UniBo e alle persone (miti) che si espongono con Rossi. A mio parere debbono avere prove certe che il tutto funzioni altrimenti l’evidenza sperimentale mostrata a noi spettatori passivi dovrebbe far loro scattare un campanello di allarme. Oppure vanno fatti ragionare; l’idrogeno il 28 ottobre Rossi sembra non avercelo messo ma il rapporto dice che tutto ha funzionato alla perfezione con enormi energie prodotte.
    La logica conduce a un numero ridotto di ipotesi. Te ne elenco un paio: la macchina funziona e Rossi fa finta di fare misure e presenta una teoria nucleare finta. La macchina non funziona ma Rossi spera di farla funzionare perché convinto che la reazione ci sia. Ne rimane qualcun’altra ma sei un ragazzo sveglio e le puoi trovare da solo.
    Se fallisce non si parlerà più di ff in Italia per decenni.

    P.S. Pensa a un atomo di Fe56 che col piezonucleare diventa 2x Al28 , calcola il difetto di massa prima e dopo e cerca di capire da dove possono arrivare i 27 MeV che mancano all’appello, ammesso che la reazione sia possibile. Eppure è un’ipotesi prospettata come possibile e chi si oppone viene invitato a fare, invece che parlare comodamente seduto sul divano; è questo atteggiamento antiscientifico che viene criticato. Le parole affabulanti (Berlusconi docet) per fabbricare una realtà virtuale anche in campo scientifico.

    • Alessio Guglielmi ha detto:

      Sei troppo buono Giancarlo. L’Università di Bologna è stata screditata, adesso la chiamano Baloney, questo è un fatto. Un altro fatto è che finora non ha guadagnato nulla da questa storia, ha solo pagato in termini di reputazione.

      Non credi che qualcuno dovrebbe pagare a sua volta, non dico con il posto di lavoro, ma magari solo con la carica che ricopre? In UK sarebbero stati licenziati tutti quelli coinvolti.

      Anche ammettendo che Rossi abbia ragione, che senso ha avuto per l’università andare ai suoi teatrini e mettersi nelle sue mani per parecchi mesi? Su quello che loro stessi hanno ammesso essere un atto di fede! Le prove certe non le hanno per loro stessa ammissione. Ma se proprio ci volevano credere, non potevano farlo in privato e venirsene fuori con l’annuncio del mondo nuovo quando fossero sicuri? Eh no, troppo semplice, troppo anglosassone, quelli vanno a mortadella e lambrusco.

      Tu hai mai visto una cosa così grottesca? Io no. Più ci penso e più divento cattivo. Devo sfogarmi, stasera meno le figlie.

    • Camillo ha detto:

      l’idrogeno il 28 ottobre Rossi sembra non avercelo messo

      Oddio, davvero?
      I bolognesi vogliono soldi e mesi di tempo quando basterebbe una prova banalissima. Con un esperimento a “cieco semplice” basterebbe sostituire l’idrogeno con azoto o argon. Se il mammozio diventa una caldaia solo con l’idrogeno è successo trionfale con distribuzione di mortadella e lambrusco a tutti i presenti.
      Meglio se si fa sotto Natale, con le decorazioni di rito.
      Bolognesi, ci siete? Fate così, facendo risparmiare soldi al povero Rossi che, a furia di costruire mammozi, si sta svenando.

      • Giancarlo ha detto:

        Dal report Rossi-Fioravanti: meno di due grammi di idrogeno per 107 ecat. Stessa quantità circa che per uno solo. Potrebbe aver caricato, per risparmiare sulle perdite attacca-stacca, con un unico tubo: nei video non mi è parso di vederlo questo tubo ad alta pressione che corre nel container. Potrebbe averlo smontato subito dopo la carica: penso ci volesse tempo. 15 atmosfere sono incompatibili con questa quantità. Il consumo semestrale (Rossi blog) è stato quantificato in 18.000 grammi. 1,7 grammi per 10 ore sono incompatibili con questo consumo. I numeri ballano sempre: forse è una danza orchestrata per sbaragliare gli avversari.

  28. Ale ha detto:

    Buonasera signori,

    seguo con interesse gli sviluppi su questo blog. Intervengo poco perche` con il DF ho purtroppo in comune solo la facolta`, non il dipartimento.

    Ho partecipato per qualche tempo sul blog 22 passi, ora mi sono stancato dei minestroni tra fusione fredda, clima e teorie del complotto (si arrivano a sfiorare le schie chimiche e l’11 settembre tsk)..Pur non essendo un fisico nucleare so riconoscere le baggianate, quelle grosse almeno (COP infinito, gamma termalizzanti, ecc.)

    Spero ospiterete volentieri qualche mio intervento, perche` come molti altri sono incuriosito dagli sviluppi dell’Edison de noantri, senza adottare un punto di vista paragnosta e fideistico come Passerini.

    Per ora mi limito a segnalare che, sul blog della Defkalion, hanno annunciato che il prossimo comunicato al pubblico sara` dopodomani. Personalmente ritengo che, al di la` della possibilita` teorica della FF/LENR, su cui ripeto non entro in merito, la societa` greca abbia finora lavorato in silenzio giungendo a qualche risultato tecnico sicuramente superiore alle stagnole ed ai tubi che perdono di Rossi, almeno a giudicare dalle foto dell’ultimo comunicato stampa.

    Come voi (?) sono convinto che Rossi non paghera` MAI uniBo, la cui credibilita` accademica e` probabilmente gia stata intaccata da questa controversa vicenda.

    Cordiali saluti.

    • Alessio Guglielmi ha detto:

      Potrebbe invece pagare: 150,000 EUR non sono tanti per qualche mese di pubblicità in più. Perché i cari bolognesi non è che ci metterebbero solo una settimana o due a convincersi che il coso non va. Cercherebbero in tutti i modi, per mesi, di trovare l’attimo fuggente in cui modulare di fino la corrente alla resistenza di innesco. Rossi può strizzare le palle a tutti loro ancora per parecchi mesi. Vorrei essere al suo posto, a me piace pigliare per i fondelli gente superba come Levi & co.

      • Ale ha detto:

        scusi se mi permetto, ma non basterebbe una semplice prova calorimetrica, o un test in bianco, per capire se scalda ? Piu che i soldi secondo me Rossi non vuole sganciare il bagaglio.

        • Alessio Guglielmi ha detto:

          Certo, un semplice test basterebbe, ma tu pensi che sia quello che farebbero i bolognesi, dopo essersi esposti così tanto, e soprattutto dopo non averlo fatto né richiesto fino ad ora? Qualunque cosa facciano, molto probabilmente non otterranno quello che sperano, e quindi penso che continueranno a provare per mesi, per non dover ammettere l’abbaglio. Rossi dirà loro che non sono abbastanza bravi nella tecnica d’accensione. Ritenta che sarai più fortunato.

          Mi dispiace essere così cattivo nei loro confronti, ma non si sono degnati nemmeno di rispondere a qualche semplice domanda, mi hanno detto che mi rispondono `nelle sedi opportune´. E poi Levi non ha dato i dati a Krivit, pur dicendo di averli, per esempio. Il disprezzo se lo meritano tutto, perché dei ricercatori degni di questo nome non si comportano così, alle domande rispondono, sia a quelle dei colleghi sia a quelle dei giornalisti. Vergogna.

          (Possiamo darci del tu, immagino, visto che siamo colleghi.)

          Vado a fare pasta ai broccoli e stilton, a dopo.

        • Livio Varalta ha detto:

          Benvenuto Ale!
          “”ma non basterebbe una semplice prova calorimetrica, o un test in bianco, per capire se scalda?””
          Beata Innocenza! Davanti all’E-Cat non son ammessi i Semplici ed i Puri di Cuore. (tutte le faccine che sorridono che vuoi…)

          Alessio,
          L’esito positivo di questa semplice prova non sarebbe uno degli elementi minimi che una commissione universitaria richiederebbe prima di destinare (in questo caso, accettare) finanziamenti per continuare la ricerca?
          Tu hai penato un bel po’ per far accettare la tua ipotesi di ricerca. Al tempo in cui finalmente sei stato preso in considerazione, le tue ipotesi erano al livello dell’E-Cat?

        • Alessio Guglielmi ha detto:

          Livio, sì, penso che un’università si dovrebbe accertare con mezzi ragionevoli che i partner d’affari siano rispettabili. Nel caso di Rossi un semplice test calorimetrico condotto sotto il completo controllo dell’università, alla presenza di Rossi, senza alcuna pubblicità e senza compromettere il segreto industriale sembrerebbe un mezzo del tutto ragionevole. Penso che il primo errore dei bolognesi sia stato non pretendere il controllo e fidarsi dei test controllati da Rossi, e da lì in poi sono stati travolti.

          È vero che ho penato per la mia ricerca, ma si tratta di una cosa non comparabile con la fusione fredda se non per un aspetto (che era quello per cui ho portato l’esempio). E cioè: molte idee innovative si scontrano con un certo conservatorismo accademico, che in generale è una buona cosa perché costringe a controlli rigorosi e mantiene l’integrità della struttura della ricerca. In casi come il mio, che sono comuni e di diversi ordini di grandezza meno importanti della fusione fredda, l’unica strategia è quella di insistere a cercare di superare il peer reviewing, cioè bisogna giocare seguendo le regole del gioco. È dura, o anche durissima, ma se le idee sono buone alla fine si viene premiati. Se questo vale per le patatine come me, a maggior ragione deve valere per chi pensa di fare rivoluzioni epocali.

          Mi rendo conto che un discorso di questo genera suona conservatore, un po’ del genere che un sergente che urla negli occhi forma dei buoni marines. Lo so, fa un po’ schifo, a me per primo. Però da molti decenni non si possono più ottenere risultati scientifici senza assoluto rigore e senza superare la barriera del peer reviewing, purtroppo il tempo dei dilettanti è finito, i frutti sui rami bassi sono già stati colti tutti.

  29. Ale ha detto:

    Concordo pienamente sulla scarsa correttezza del loro comportamento, non riesco in qualunque caso a giustificarla. Sia che funzioni, che nel caso opposto. Credo che a questo punto sara` difficile cavare ragni dal buco, e che convenga sperare nella maggior trasparenza da parte di altri “concorrenti”…Rossi continuera` con il suo insopportabile oscurantismo anche a fronte di quesiti “banali” (vedi pubblicazione dei risultati calorimetrici, per cui Levi aveva dato delle garanzie a luglio).

    Mi sono incattivito anche io, al punto di sperare che, se funziona, i greci siano riusciti a carpire il segreto (a mio avviso di Pulcinella, una cosa piu` semplice del previsto) e a sfruttarlo industrialmente come dio comanda, e non chiamando Mario Bros per le tubature e ingegneri dal passato semisconosciuto per la validazione.

    Temo che se Defkalion dopodomani, e Ahern il 7 dicembre faranno buchi nell’acqua, ci tocchera` sorbirci le minchiate di Rossi ancora per un po` prima di scoprire la verita` su questa rivoluzione farlocca.

  30. Camillo ha detto:

    @Montali
    @Italo Bianchi

    Scrive Lorenzo Montali, Direttore di Query:

    Per fare un esempio che spero chiarisca: anche sulla (ipotetica) maga Giovanna noi raccontiamo le sue gesta, le chiediamo di darci delle prove di quel che dice, e le diciamo che le prove che ha dato sinora sono insufficienti. E’ esattamente cio’ che stiamo facendo da tempo sulla storia dell’e-cat.

    L’esempio è scelto bene.
    La maga Giovanna deve mostrare i risultati delle sue operazioni magiche, dato che con lei non si può ragionare alla pari di impossibilità teorica. Non puoi scoraggiare la maga Giovanna raccontandole che la levitazione è impossibile perché viola la forza di gravità. Ti guarda basita e continua nei suoi imbrogli.
    Diverso è il caso di Rossi e degli uomini del DF che lavorano con lui.
    Rossi, Levi, Focardi forniscono un articolo e un brevetto che fanno riferimento a leggi scientifiche; desiderano essere considerati uomini di scienza non eccentrici. Affidano alla scienza l’esame critico del loro operato.
    Purtroppo anche a un esame superficiale risulta che articolo e brevetto sono scienza patologica, oggetto degli interessi e delle attività istituzionali del CICAP.
    Perfino arXiv ha rifiutato l’articolo di Focardi&Rossi, su candida ammissione dello stesso Focardi. Non fanno riferimento all’andamento della sezione d’urto con l’energia di collisione, per cui non si spiega per quale ragione il protone sarebbe “assorbito”, termine usato da Focardi in una delle tante esternazioni filmate.
    Osservazioni pertinenti sull’articolo e sul brevetto sono state pubblicate in varie occasioni, senza ottenere risposta. Come osserva Guglielmi, forse cercavano la sede adatta per farlo. Come Capiluppi, che fin dall’inizio si è rifiutato sdegnosamente di confrontarsi con i critici.
    Il CICAP avrebbe dovuto mettere in evidenza questo aspetto di non conformità alla scienza nucleare consolidata fin dalle prime battute e lasciare al DF, con i suoi rappresentanti Focardi Levi, Ferrari e quanti altri, di incartarsi con prove sperimentali a tempo indeterminato e di esporsi agli scherni del restante mondo accademico.
    Il CICAP avrebbe dovuto coinvolgere Capiluppi, respingendo la sua lettera con un commento adeguato.
    Bologna Baloney, ecco a cosa sono arrivati.
    Il CICAP avrebbe dovuto distinguersi per dottrina dai bolognesi, alcuni dei quali mettono le ali al somaro, altri sono pronti a scattare le foto del suo volo, a pagamento per di più. Altri forse stanno in disparte per soggezione.
    Il CICAP si presenta ora con le parole sconsolate e disarmanti di Bagnasco: “Mattia, che cosa dovremmo fare?”, provocando la reazione di Mattia:
    Non capisco se la domanda è retorica/sarcastica
    Come minimo il CICAP dovrebbe anticipare il giudizio dei bolognesi, che arriverà chissà quando, se arriverà.

  31. cataflic ha detto:

    @Camillo
    @Francesco
    interessante l’articolo sulla branching ratio.
    Qui per le mie conoscenze, siamo un po’ troppo nello specifico per poterlo giudicare.
    Comunque le reazioni sono poi sempre quelle con gli stessi prodotti, quindi se è confermato è ininfluente per i sistemi fantomatici oggetto di discussione e ci si muove comunque con vari KeV , ben lontano dalle condizioni “cold”.

    • Camillo Franchini ha detto:

      ben lontano dalle condizioni “cold”.

      Non solo, ma un conto è trovare che il branching ratio per la reazione di Preparata è più favorevole per certe matrici, un altro scrivere, come fa Preparata, che la sua reazione avviene al 100%, per cui i neutroni sono assenti.
      Per completare la frittata, resta la pretesa della termalizzazione dei gamma.
      Come si vede, gli articoli buoni passano e vengono messi a disposizione di tutti; quelli farlocchi sono messi nel cestino.
      Il sistema funziona egregiamente.
      Speriamo che la sagacia di Francesco trovi altri esempi da studiare insieme. Il carciofo va mangiato una foglia alla volta. Un tempo c’era un certo Giulio che proponeva l’analisi di articoli. Speriamo che torni a lavorare con noi.
      Non so quale resistenza psicologica Francesco incontri per indurlo a giudicare importante un articolo respinto da cinque riviste e dove si termalizzano i gamma. Basta uno spunto, un errore evidente perché un articolo sia giudicato trash.
      E’ stato allievo di Preparata? Chi lo sa.

  32. Camillo Franchini ha detto:

    @Giancarlo

    L’articolo di K. L. Shanahan (lavora a Savannah River, dove si produce plutonio) sul lavoro di Kitamura sembra fatto apposta per te.
    Cito:
    The high reported loadings [di deuyterio in palladio] are inconsistent with known Pd chemistry.

    The Figure also illustrates that hydrogen content decreases with increasing temperature.

    If Kitamura actually exposed their samples at the bakeout temperatures, expected loadings
    would be 0.78 would require either cooling below nominal
    room temperature, which is not indicated in the paper, or much higher loading pressures.

    Erano considerazioni che tu stesso avevi fatto, esaminando il diagramma di stato di Pitre e Manchester che avevo proposto qualche giorno fa.
    E’ interessante vedere come il governo americano reagisce botta per botta alle rivendicazioni dei ff.
    Ci sarà certamente chi pensa a una congiura dei poteri forti.
    Ho l’impressione che i ff più sbracati siano quelli giapponesi; alcuni arrivano perfino a proporre una elettrodeposizione di cesio e stronzio da soluzione acquosa, un affronto all’elettrochimica.
    I soliti fisici che non si accontentano di essere fisici.

  33. Camillo Franchini ha detto:

    @Giancarlo

    Ancora K. L. Shanahan:

    The Kitamura paper represents an archetype of cold fusion research results, with poor understanding of the related chemistry and directed assumption-making aimed at confirming unlikely explanations as the norm. As well, the idea that any anomalous result confirms another, even when grossly different in behavior, is a rampant problem in cold fusion research.

    Io ho sempre messo in evidenza la scarsa comprensione della chimica che sta dietro agli esperimenti di ff, sostanzialmente praticata dai fisici, almeno in Italia. Mi fa piacere di non essere solo ad affermarlo.
    Qualcuno conosce un chimico nucleare che si sia mai dedicato alla ff?

  34. Camillo Franchini ha detto:

    Di là Daniele si dà un gran da fare per fornire un’immagine rispettabile di Andrea Rossi.
    La sua opinione però è contrastata da quella di Angelo Saso, giornalista di RAI News 24.
    Il 4 maggio scrive a Daniele:

    Io ho cercato di evitare opinioni e limitarmi ai fatti.
    E tra i fatti ci sono le condanne e ci sono le decine di milioni di euro che i cittadini italiani hanno pagato (e pagheranno ancora) per la bonifica. Tra l’altro forse non sai che una causa civile è ANCORA IN CORSO (!!) altro che vicende passate!

    Io ho visto le carte con i miei occhi e presto avrò le copie che poi ti darò con molto piacere.
    Sono sicuro che avrai capito che non ho nulla contro Rossi né tanto meno contro l’E-Cat, anzi! Spero davvero che la “rivoluzione” abbia luogo,
    Ma nel raccontare la sua storia a un pubblico “non tecnico” avrei commesso una grave omissione se avessi tralasciato la storia Petroldragon.

  35. Livio Varalta ha detto:

    This field is required…
    penso che non si tratta dell’indirizzo web ma di:
    Le notifiche sono attive. “Configura notifiche”.
    Io devo cliccare su “Configura notifiche” prima di inviare il commento, altrimenti mi appare “This field is required”. Non occorre fare niente, basta ritornare alla pagina dei commenti ed inviare.
    ——————-
    Nel frattempo ho copiato su QOL il tuo commento:
    Camillo scrive:
    novembre 28, 2011 alle 11:06 pm
    ——————–
    ho chiesto anche che mi venga comunicata la mai di Piero Angela…
    Il commento è in moderazione automatica: più di 2 link…
    ———————–
    Sono stato di la:

    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-decc5089-7e52-4577-8d6d-c87cc3c9b559-tgr.html#p=0

    Intorno al min. 18:10 la giornalista riporta le considerazioni della Hack sull’energia: “Occorre sviluppare il nucleare da fusione, ancora costoso, e la fusione fredda.”

    Non sono a conoscenza di prese di posizione precedenti della Hack, sempre che sia una sua dichiarazione e non una “licenza giornalistica”…

    • Camillo Franchini ha detto:

      Intorno al min. 18:10 la giornalista riporta le considerazioni della Hack sull’energia: “Occorre sviluppare il nucleare da fusione, ancora costoso, e la fusione fredda.”

      Sai che non fido per niente dei fisici che hanno tutti il vizio di uscire dal loro campo di competenza, incappando nella legge di Murphy.

  36. Camillo Franchini ha detto:

    Non è necessario essere ingegnere petrolchimico per capire che la storia Petroldragon sarebbe finita male.

    Tecnicamente gli oli minerali di scarto possono essere considerati materia prima come il petrolio che sgorga dalla terra quindi potrebbero essere riconvertiti in prodotti petroliferi nobili.
    Tecnicamente.
    Da un punto di vista economico l’iniziativa sarebbe disastrosa, perché la sua redditività dipende dalla massa di materiale che si tratta. E’ difficile competere con la quantità di grezzo che una petroliera può fornire a una raffineria.
    Inoltre una raffineria di petrolio è una “macchina” estremamente complessa, che non può essere gestita da un singolo specialista; è una somma di competenze estremamente varie.
    Il giovane filosofo Andrea Rossi in stivaloni che accenna con orgoglio al suo mammozio petrolchimico è un’immagine patetica. Rossi passa la vita a superare se stesso, con iniziative sempre spropositate, la più grande delle quali è di avere messo nel sacco un bel po’ di bolognesi.
    Il mammozio petrolchimico assomiglia al mammozio nucleare, avete notato? Tutti e due sembrano incartati per non essere copiati.

  37. Alby ha detto:

    @FRANCHINI
    Faccia clic due volte sul bottone “invia commento” senza inserire niente nel campo indirizzo web, il messaggio verrà inoltrato lo stesso.

  38. Livio Varalta ha detto:

    Mi sono ritrovato in rete:
    http://www.queryonline.it/2011/06/23/e-cat-intervista-a-giuseppe-levi/

    Alberto R.
    Postato luglio 1, 2011 alle 21:57
    @ Livio
    Galantini ha effettuato la misura con uno strumento platealmente non adatto (serve per fare misure di RH INDOOR, non certo misure della frazione di vapore in emissioni calde).
    Quindi è come minimo un incompetente e le sue misure non hanno valore. Gli svedesi avevano usato uno strumento della Testo analogo.
    Quello che consegue è che anche Levi è come minimo un incompetente, ma dal suo atteggiamento direi che è anche qualcosa in più.
    ——-
    Livio Varalta

    Il tuo commento è sotto moderazione. (Query)

    Postato luglio 1, 2011 alle 23:10
    “”””@Alberto R.
    Quello che consegue è che anche Levi è come minimo un incompetente, ma dal suo atteggiamento direi che è anche qualcosa in più.”””

    Babbeo?

  39. Giancarlo ha detto:

    Sul blog di Krivit
    http://newenergytimes.com/v2/sr/RossiECat/A-Conversation-With-Thomas-Blakeslee.shtml
    c’è uno scambio di corrispondenza con Blakeslee abbastanza interessante da leggere per vedere come ci si possa incartare su questioni “filosofiche” andando avanti a discutere per mesi.
    La disputa è tra prestazioni e regolazioni intenzionali.

    La cosa che mi ha colpito è questa frase che parrebbe riportare un’affermazione di Levi (chi cita è Blakeslee più autorevole di Krivit per i believers):

    The decision to operate the e-cat at a conservative gain of six came just after Levi was left alone with the unit at night during the 18 hour test and reported very high energy gains. He said, “Initially, the temperature of the inflowing water was seven degrees Celsius and for a while the outlet temperature was 40 degrees Celsius. A flow rate of about one liter per second, equates to a peak power of 130 kilowatts. The power output was later stabilized at 15 to 20 kilowatts.”

    Ho rifatto i conti e sono giusti, in realtà i kW sarebbero 138 con 1 l/s ma Levi dice circa e quindi ci siamo. La frase potrebbe solo essere buttata là, tipo “d’estate fa caldo” ossia non contenere informazione utile. Oppure potrebbe rappresentare la situazione che li porta ad abbassare la potenza resa e questo mi sorprende un po’, è la prima volta che leggo l’affermazione.
    La mia sorpresa è questa: UN LITRO AL SECONDO. Una decina di volte quello che esce dal rubinetto della mia cucina quando decido di schizzare tutto intorno. CINQUE volte la portata utilizzata nell’impiando da 1MW con quattro pompe di tutto rispetto. QUARANTA CHILOMETRI L’ORA in un tubo da 1/2″ senza perdite da turbolenza. Chi mi spiega dove sbaglio?

    • renato ha detto:

      Questo “dato” è verosimile, l’ ho potuto determinare perché la mia abitazione è servita da un acquedotto che nelle ore notturne fornisce acqua alla pressione di circa cinque atmosfere. Il condotto principale è collegato alla abitazione da un tubo (in ferro) da tre quarti di pollice, raccordato con tre gomiti, lungo circa 50 metri, che prosegue fino al rubinetto con un tubo anch’ esso in ferro) da tre ottavi di pollice, raccordato con quattro gomiti, lungo circa dieci metri.
      Usando un secchio graduato della capacità di dodici litri e misurando il tempo con il cronometro del telefonino ho verificato che il secchio si riempie in circa quindici secondi.

      Aggiungo che questo è l’ unico “dato” che mi sembri verosimile e che io possa verificare in tutta la faccenda.

      R

      • Giancarlo ha detto:

        Hai detto 5 atmosfere, confermo che a casa mia arrivo anche a 7. Nessuna delle pompe di Rossi ha 5 atmosfere. quella peristaltica 15 l/h 2,5 atmosfere. quelle del 28 nemmeno, anche se cito a memoria. Certo, potrebbero aver fatto un allaccio diretto buttando via 3600×18 litri d’acqua. Io però ne faccio una questione di metodo: non si aspettano i 130 kW che sono una sorpresa, devono misurare il massimo deltaT possibile per questioni di precisione e ci mandano 3600 l/h quando nel MW sono molti meno?

  40. Camillo Franchini ha detto:

    @Montali

    Quanto all’università di Bologna: se un giorno si arrivera’ a condurre dei test, cosa che sinora è mancata e non certo per responsabilita’ di quell’istituzione, ci sembra un luogo che offra garanzie adeguate a tutti.

    Lorenzo, mi dispiace contraddirti.
    Se il titolo di Professore emerito conferito a Focardi ha un significato di appartenenza, non solo il DF di Bologna ha già condotto i test, ma è uno degli agenti dell’iniziativa Rossi.
    Focardi (DF) ha elaborato la teoria, l’ipotesi di lavoro; Rossi l’ho solo lanciata come iniziativa industriale, introducendo, a suo dire, un catalizzatore chimico di reazione nucleare (!). Serve per distinguersi da Focardi. Speaker del test del 14 gennaio era Levi (DF); Bianchini e Villa (DF) erano collaboratori di Rossi; Capiluppi ha chiesto manifestamente di essere presentato nel corso dell’esibizione per ostentare interesse per l’iniziativa, un interesse confermato anche recentemente.
    La situazione si è complicata con il contratto Rossi/UniBO, che non avrebbe ragione di esistere, dato il coinvolgimento di Focardi: Focardi e Levi dovrebbero contraddire se stessi?
    Sappiamo quello che può accadere: i bolognesi fingeranno di avere di fronte un test difficilissimo e di lunga durata per giustificare i soldi che ricevono da Rossi; oppure tutto resterà fermo come ora. Per me è la seconda che ho detto.
    La “garanzie” che può offrire l’UniBO sono simili a quelle che può offrire la volpe dentro il pollaio.
    Almeno cerchiamo di non apparire ingenui. Vogliamo che il CICAP si copra di ridicolo come i bolognesi?

  41. Luca ha detto:

    @tutti
    Conssglio di preparare birra e pop-corn (o lambrusco e mortadella) per la puntata di domani.
    Alcune anticipazioni di Defklion faranno probabilmente infuriare il nostro very very sanguigno inventor.
    Da http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3353181.ece
    Xanthoulis, CEO della B.Bassotti l’ha tira fuori veramente grossa
    “Let’s say I have the formula of Rossi, but I’m not saying it officially. My scientists found a way to make it. They need three months.”
    “I know what he’s got in the reactor, I know everything. It was a spectroscopy made by the University of Siena. (…) They tried his reactor without him understanding what they did,” he continued. […]

    Se non è una balla colossale sarà un terremoto.

    • Ale ha detto:

      vi dicevo che dai greci ne avremo sentite delle belle.

      Se è vero ciò che dicono, Rossi si troverà con un pugno di mosche, NON potendo dimostrare che l’invenzione è “sua”, visto che ha rifiutato qualunque test autorevole che avrebbe, tra le altre cose, garantito la paternità dell’invenzione e di brevetti validi ancora non ne ha.

      Attenzione perchè il “three months” è stato detto in una telefonata di agosto, e 8+3 fa nnovembre.

      • Luca ha detto:

        Dire di più. L’università di Siena starà zitta ? A dar credito a questi claims, non vorrei azzardare ma, nolenti o dolenti, dovranno anche loro fronteggiare l’ uragano E-catterina

  42. Francesco ha detto:

    @Franchini
    “catalizzatore chimico di reazione nucleare (!)”

    Solo un flash perché ora non ho tempo.
    Mi scusi da cosa deduce che il catalizzatore è “chimico”?
    Avrei voluto chiederglielo già tempo fa.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Lo deduco dalle parole di Rossi:
      nickel powder contains catalyzer materials

      • Francesco ha detto:

        Capisco, ma Rossi ha detto finora tutto e il contrario di tutto e questo potrebbe essere sia la dimostrazione che non ha capito cosa succede, sia che non succede nulla, sia che vuole nascondere più informazioni possibili.
        In tal caso il “catalizzatore” potrebbe molto più probabilmente essere un “processo” o un trattamento del nickel o anche tutt’altro.

        • Camillo Franchini ha detto:

          No, significa che la polvere di nickel è mischiata a qualche diavoleria. Se non fosse così avrebbe usato altre espressioni. Concediamogli di sapere scrivere, essendo un filosofo.

  43. Camillo Franchini ha detto:

    @Montali

    non ha senso proporgli come argomento che una certa cosa contrasta con dei principi consolidati e verificati: non è un argomento sbagliato, è, per come lo vediamo noi, un argomento che non ha alcuna presa.

    Ha perfettamente senso se la nostra controparte si pone come soggetto dotato di competenza scientifica.

    Se Focardi&Rossi si fossero presentati come anonimi cittadini che lanciano una loro invenzione, ci saremmo comportati come di fronte alla maga Giovanna, privilegiando l’osservazione, il test, senza scomodare leggi di natura, che Focardi&Rossi non avrebbero capito.

    Nel momento in cui la controparte si presenta in forma di uomini di scienza, noi rispondiamo come uomini di scienza, spiegando perché certe ipotesi di lavoro sono da respingere. Addirittura Focardi appartiene al mondo dei fisici bolognesi, in quell’ambiente è considerato un’autorità, lo è stato fino a poco tempo fa. Rappresenta in modo perfetto le conoscenze nucleari del DF dell’UniBO. Se non fosse così, perché sarebbe stato nominato Professore emerito?

    E’ chiaro che a questo punto il registro cambia. Siamo obbligati a metterci sul loro piano e a contestare ogni singola virgola di quello che affermano, se è contestabile.

    Credo che quelli che seguono le attività del CICAP apprezzino questa flessibilità di comportamento. Con Capiluppi ci si comporta in un modo; con la maga Giovanna in un modo diverso.

    Capiluppi mette le sue conoscenze di fisico, io quelle di chimico.

    Se non ci comportiamo così, Capiluppi scriverà in qualche altra occasione la lettera che ha scritto e che non avuto risposta dal CICAP (perché nessuno di voi ha risposto a Capiluppi? L’ho fatto io, semplice socio). Si nasconde dietro la carica, più che alla competenza. Finirà anche per fare la parte del chimico, a dargli spago.

    Non dubito che un fisico sia indotto a ragionare come Focardi, Capiluppi, Levi, ma il mondo è molto più vasto.

    Se solo avesse dato un’occhiata a qualche banca dati nucleare, come umilmente facciamo Alby e io, avrebbe capito di che cosa soffrono Focardi e Rossi.

  44. Camillo Franchini ha detto:

    @Montali

    Scrivi:

    Quanto all’università di Bologna: se un giorno si arrivera’ a condurre dei test, cosa che sinora è mancata e non certo per responsabilita’ di quell’istituzione, ci sembra un luogo che offra garanzie adeguate a tutti.

    L’UniBO non può offrire alcuna garanzia, dal momento che il DF figura perfino nel brevetto di Rossi.

    Pressure gauge: Elaborazione – Dipartimento di Fisica – Università degli Studi di Bologna

    Neutron measuring device : Elaborazione – Dipartimento di Fisica – Università degli Studi di Bologna

    Chemical-physical analyses: Dipartimento di Fisica – Università di Bologna

    Rossi si è affidato alla collaborazione dei bolognesi, che gli hanno offerto ogni supporto. Secondo te ha senso inserirli nel testo del brevetto?

    Anche Campari, che dovrebbe essere uno dei periti, figura in bibliografia con Focardi. Insieme hanno presentato un intervento all’8^a Conferenza sulla Fusione Fredda del 2000.
    Rossi e Università di Bologna sono in totale sintonia.

    Sono in grado i bolognesi di fornire un test indipendente? Non è credibile.
    Non sarebbe stato più corretto che, visto il loro coinvolgimento, i bolognesi avessero declinato l’offerta dei 500000 euro di Rossi, invitandolo ad affidare l’incarico a un altro ente?

    Esigiamo almeno che il mammozio sia studiato lontano da Bologna 250 km almeno, se proprio si deve accertare sperimentalmente che l’asino non vola.

  45. Francesco ha detto:

    @Franchini
    “No, significa che la polvere di nickel è mischiata a qualche diavoleria. Se non fosse così avrebbe usato altre espressioni. Concediamogli di sapere scrivere, essendo un filosofo.”

    Come al solito riconosce solo quello che le fa comodo.
    Su questo si da credito alle affermazioni di Rossi solo perché aiuta a confermare la sua tesi.
    Ok, ognuno ragiona come meglio crede, l’importante è farlo in buona fede.
    Comunque è poco importante ancora una volta, poiché prima o poi ogni cosa sarà svelata in un modo o nell’altro.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Come al solito riconosce solo quello che le fa comodo.
      Su questo si da credito alle affermazioni di Rossi solo perché aiuta a confermare la sua tesi.

      Lo sa che è un bel tipo? Se non lo sa Rossi che cos’è il catalizzatore chi deve saperlo, Lei?
      Se Rossi scrive:
      nickel powder contains catalyzer materials
      io capisco che la polvere di nickel contiene materiali catalizzatori.
      Lei invece che cosa ha in mente?

  46. Francesco ha detto:

    Torniamo ad argomenti più interessanti rispetto ad illazioni e congetture varie.

    Premetto che anche io come altri non sono in grado di entrare completamente nell’argomento dell’articolo che ho citato. Per questo ho chiesto il parere di Franchini, che pare abbia ne abbia riconosciuto la validità, e mi rifaccio principalmente alle conclusioni che gli autori fanno.

    Cito dal testo del’articolo.
    “There is multiple evidence that the physical environment where the nucleus is embedded can infuence nuclear interactions, e.g. this is employed in nuclear condensed matter physics.”

    e ancora

    “We presented a first experimental evidence for an alteration of the branching ratios in the d+d fusion reactions obtained in an accelerator experiment which can be theoretically explained by polarization of the reacting deuterons in the crystal lattice. Several other conceivable but rather trivial causes could be excluded. Albeit the deeper reason for the deuteron polarization on its part is still unknown.”

    Queste due frasi in realtà contengono qualcosa di più profondo di quello che Franchini e cataflic attribuiscono al senso dell’articolo.

    @Franchini
    “Il primo articolo è certamente interessante e, se la dipendenza netta dalla matrice chimica della sezione d’urto di una reazione nucleare è confermata, è un risultato degno di essere citato in una banca dati, come è avvenuto.
    Variazione non significa che reazione di Preparata debba essere esclusiva, quindi i neutroni devono essere sempre presenti nella DD, qualunque sia la matrice, qualunque sia l’energia di impatto dei reattivi.”

    e cataflic

    “Comunque le reazioni sono poi sempre quelle con gli stessi prodotti, quindi se è confermato è ininfluente per i sistemi fantomatici oggetto di discussione e ci si muove comunque con vari KeV , ben lontano dalle condizioni “cold”.”

    Quello che dite è certamente vero, ma minimizzate il significato di quello che gli autori mostrano con questo articolo.

    Dimostrando che la sezione d’urto è influenzata da fattori che non si pensava potessero in alcun modo alterarla (come la struttura cristallina di un metallo e l’orbitale delocalizzato presente in tali elementi allo stato solido), riaprono a mio parere una pagina che per gli oppositori convinti della FF sembrava essere chiusa completamente e definitivamente.

    Dovrei andare in giro per i post a ritrovare affermazioni nelle quali mi si ricordava (e si ricordava anche ad altri con una certa saccenza) che le interazioni nucleari non potevano in alcun modo essere influenzate da “quello che c’è intorno” a livello “macroscopico”
    Ma non credo importi molto, non sono uno che se le lega al dito, mi importa più il miglioramento delle mie conoscenze.

    L’importanza di questo articolo, a mio parere sta proprio in questo, e cioè aprire la scienza mainstream alla possibilità che le sezioni d’urto non necessariamente sono degli invarianti rispetto all’“ambiente”.

    Le vostre rimostranze riguardo al fatto che non si ottengono neanche lontanamente le sezioni d’urto dichiarate dai FF non sono pertinenti in questa discussione, in quanto l’articolo ha un set-up sperimentale molto diverso da quello della FF e prevede comunque una fusione “per impatto”.
    Inoltre anche la rimostranza rispetto alla energia non proprio “fredda” utilizzata non è pertinente. Ho chiesto più volte di dirmi come valutate la “densità di energia” che sarebbe utilizzata in un esperimento di FF. Non è così direttamente valutabile poiché in quei set-up sperimentali non c’è una energia di impatto.

    Inoltre l’articolo mostra a mio parere un altro aspetto molto importante.
    Gli autori dicono We presented a first experimental evidence …” e l’articolo è del 2006.
    Quindi vuol dire che fino ad allora non si erano “cercati” questi aspetti che essi hanno evidenziato, cioè la possibilità di dipendenza della sezione d’urto dall’ambiente in cui la fusione avviene.
    Ciò assesta, secondo me, un duro colpo alle affermazioni di Franchini riguardo la morte e sepoltura della FF già nel 1989, mostrando come i fenomeni di interazione nucleare sono ben lungi dall’essere compresi fino in fondo.

    Quindi leggendo questi risultati, seppur preliminari, sembra meno improponibile la possibilità di esistenza della FF sia per la possibilità che il “muro di Coulomb” si faccia più “sottile” in alcune condizioni, sia poiché potrebbe cambiare l’energia “locale” che permette il superamento di questa barriera, grazie per esempio a fenomeni di “risonanza”.

    • cataflic ha detto:

      per la verità la novità dell’articolo è proprio che per la prima volta si misura una variazione nella branching ratio adoperando per proiettili e bersagli comuni materiali come composti di idrogeno o leghe, bersagliati con deuterio.
      Cioè gli stessi esperimenti che prima non avevano evidenziato nulla, questa volta danno luogo a differenze.
      Di per se comunque l’articolo non cambia le sezioni d’urto per le quali la barriera di Coulomb rimane come prima, ma solo i rapporti percentuali delle tipiche reazioni che avvengono.

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Francesco

      Cataflic scrive:

      Di per se comunque l’articolo non cambia le sezioni d’urto per le quali la barriera di Coulomb rimane come prima, ma solo i rapporti percentuali delle tipiche reazioni che avvengono.

      Concordo.
      Mi pare di capire che lei non sa che Preparata nega la produzioni di neutroni nella DD fredda.
      Questo avverrebbe solo se il branching ratio a favore della reazione di Preparata passasse da 10 E -5 % a 100 %.
      Lei sostiene che questo è quanto viene affermato da Huke?
      Vedo che non ha notato che Kitamura è un seguace di Arata e che la critica al suo articolo è una critica ad Arata.

  47. Francesco ha detto:

    Ritornando un secondo all’e-cat, mi collego al discorso della quantità di idrogeno usato nella prova di ottobre dell’e-cattone da 1MW.

    Ricordo che fui uno dei primi a segnalare questa anomalia sia nel blog di Daniele che sul sito di Rossi.
    Devo ammettere che Rossi mi rispose e anche tramite Daniele ottenni un chiarimento, anche se entrambi inizialmente non mi convinsero completamente.

    La possibile spiegazione potrebbe essere la seguente.
    Questa ipotesi naturalmente deve avere come premessa il fatto che l’e-cat non sia una bufala, ma funzioni davvero, (come e quanto non importa), e che quindi gran parte della confusione che regna intorno a questa faccenda sia principalmente dovuta ad una strategia di depistaggio adottata da Rossi, (quanto avveduta e necessaria ancora una volta non importa).

    In pratica Rossi avrebbe caricato subito prima della prova l’e-cattone solo della quantità necessaria a portare la pressione al livello voluto. Quindi i condotti erano già pieni di idrogeno ma ad una pressione minore di quella necessaria alla reazione. La quantità che è stata fatta entrare e che quindi è stata misurata, sarebbe molto minore di quella che invece era presente nel sistema.
    Ciò naturalmente implica che non è possibile sapere quanto idrogeno c’era nell’e-cattone e anche quanto ce ne fosse negli e-cat dei test precedenti, se fosse stata usata la stessa metodologia.

    Quindi come al solito esiste sempre una interpretazione che ci (almeno mi) rende impossibile fare una ipotesi definitiva, sia in un verso che nell’altro, sull’effettiva realtà o meno dell’aggeggio di Rossi.

    @Giancarlo
    “Sono contento di rivederti; spero la pizza fosse molto buona; comunque, con la propria ragazza anche le pizze non riuscite diventano buone.”

    Grazie. La pizza è andata bene sotto tutti i punti di vista.
    Qui a Napoli abbiamo diversi problemi anche molto seri, ma il clima alcuni scorci paesaggistici, alcuni siti di grande interesse culturale, e la pizza specialmente se sai dove andare a mangiarla, spesso riconciliano con l'”ambiente”.

    Per il resto volevo dirti che non sono in alcun modo legato a UNIBO, solo che, come a te infastidisce che ogni tentativo di demolire una storia che non sta in piedi venga visto come diffamazione, intimidazione o altro”, a me infastidiscono altre cose.
    In particolare la saccenza, l’arroganza culturale, e la presunzione con la quale a volte si crede di poter sapere così tanto di “certe questioni” che si è certi che non ci sia più nulla da scoprire.
    Mi infastidisce che UNIBO venga trattata alla stregua di una banda di ignoranti e stupidotti senza tener conto del fatto che invece le cose potrebbe stare in modo completamente diverso.

    Se davvero la FF non è una “assurdità colossale”, stile asino volante come l’ha finora dipinta Franchini, la volontà di studiarla non deve essere vista come sinonimo di ignoranza e approssimazione, anzi.
    E se fosse vero questo, anche la decisione di rendersi disponibili, tra l’altro dietro lauto compenso, a testare e studiare un aggeggio che potrebbe risolvere gran parte dei problemi energetici di questa società, assume un significato completamente diverso da quello che viene fuori leggendo alcuni in questo blog o ascoltando interviste a prestigiatori e/o giornalisti.

    Io sono dell’opinione che bisogna attendere le mosse che UNIBO farà da qui in avanti per tirare veramente le somme.
    Bisogna aspettare di vedere come si comporterà se Rossi non rispetterà gli accordi contrattuali e ancora di più che farà se potrà studiare l’e-cat, qualunque sia l’esito.

    E in questa attesa credo sia più che mai necessario difendere la credibilità di UNIBO, piuttosto che contribuire ad attaccarla, chiarendo che finora non ha ancora commesso errori imperdonabili e che una università ha tutto il diritto di seguire strade di ricerca anche e specialmente “di confine”.
    L’importante è che lo faccia nel rispetto della deontologia scientifica, e come ricorda Braga intendono farlo con tutti i crismi richiesti da una ricerca scientifica seria, e nel rispetto delle risorse che la società mette loro a disposizione.

    Per quanto mi riguarda non mi sento al momento defraudato di nulla, né ritengo che UNIBO abbia fatto errori strategici, almeno per quanto riguarda le dichiarazioni ufficiali.
    Anzi da privato cittadino sono contento che una università si muova verso ricerche anche un po’ controverse ma che potrebbero avere ricadute enormi per la società. Spesso questo non accade e alcuni progressi scientifici potrebbero ritardare o addirittura svanire, per motivi diversi non necessariamente legati ad enormi complotti, come spesso si vuole far intendere.

    Forse UNIBO poteva cercare di restare un po’ più “coperta” ma, sempre nell’ottica di difendere la sua credibilità, bisogna ricordare che fino ad ora sono stati i singoli a scoprirsi maggiormente e che voler a tutti i costi legare “imprudenze” o eventuali sbagli dei singoli a tutta UNIBO secondo me non è corretto, almeno fino ad ora.

    • Giancarlo ha detto:

      @Francesco
      Per formazione culturale mi trovo meglio a discutere di numeri che di UniBo. Avendo frequentato a lungo ambienti universitari ho anche una certa dimestichezza con tipi differenti di professori e di modi di intendere l’insegnamento. Non conosco Focardi se non tramite i suoi libri che ho sfogliato per curiosità, non conosco Levi se non tramite quanto riportato dalle inerviste varie. Come giudizio generale mi sembrano abbastanza incauti, a meno che non sappiano cose che non dicono. Quelle che dicono mi sembrano dirle male.

      Idrogeno
      Mi pare non ci sia un tubo comune nei video, lo ripeto. Il peso della bombola all’inizio è esattamente (a meno di 0,4 g, perdita in 22 giorni?) quello dopo la prova del 6 ottobre. Vedi rapporti Lewan. Certo, potrebbe aver usato una bombola differente per la precarica, ma come vedi ci si deve sempre arrampicare sugli specchi per trovare una giustificazione buttando alle ortiche il rasoio di Occam.
      Guarda il 50 db(A) messo lì non si sa bene perché nel rapporto Fioravanti (ti pare la cosa più necessaria da misurare?). Guarda su Wikipedia a che intensità sonora corrisponde e ti farai una bella risata. I numeri ballano sempre. Potrei essere portato a pensare addirittura che ecat funzioni e che tutto il resto è teatro e presa in giro degli spettatori paganti e non paganti e Rossi sarebbe un genio. Francamente non lo penso.

      • Francesco ha detto:

        @Giancarlo
        Anche io preferisco parlare di fatti più che di dietrologia.
        Sul comportamento di Focardi e Levi si possono fare degli appunti certamente, come ho già detto, ma concorda su quello che dico riguardo UNIBO?

        Per quanto riguarda l’idrogeno del test di ottobre, e anche molte altre questioni, concordo con lei che ci sono molte “stranezze” che come dice lei potrebbero essere comunque spiegate facendo qualche ipotesi “trapezistica” e tutto questo lascia anche me molto perplesso. Soltanto io cerco di rimanere il più distaccato possibile prima di esprimere un parere definitivo poiché penso che prima o poi tutti i nodi dovranno venire al pettine e al momento, per quanto mi bruci che la situazione vada avanti in questo modo incomprensibile, non sono ancora in procinto di dover scegliere se acquistare o meno un e-cat, fortunatamente\sfortunatamente.

    • Alessio Guglielmi ha detto:

      Francesco, l’università di Bologna, come istituzione, ha coperto e incoraggiato comportamenti contrari alla deontologia professionale dei ricercatori, ed è responsabile del discredito che questo atteggiamento ha generato e che continua a generare, per sé e per tutta la ricerca italiana. Questo è un fatto, bisognerà che se ne faccia una ragione. Se mi sbaglio, mi faccia allora un esempio di istituzione di simile rango che abbia fatto qualcosa di simile. Questo non c’entra nulla, ma nemmeno lontanamente, con la libertà e l’opportunità di fare ricerche esotiche. Se ne fanno un po’ dappertutto senza creare alcuno scandalo e senza farsi dare dei baloney.

      • Alessio Guglielmi ha detto:

        Francesco, si legga anche quello che ha appena scritto Italo Bianchi su Query Online. Bologna è indifendibile. È meglio essere chiari e chiamare le cose come stanno, per salvare il salvabile: a Bologna si sono comportati in modo grottesco.

    • Camillo Franchini ha detto:

      In particolare la saccenza, l’arroganza culturale, e la presunzione con la quale a volte si crede di poter sapere così tanto di “certe questioni” che si è certi che non ci sia più nulla da scoprire.
      Mi infastidisce che UNIBO venga trattata alla stregua di una banda di ignoranti e stupidotti senza tener conto del fatto che invece le cose potrebbe stare in modo completamente diverso.

      A parte l’introduzione degli aggettivi “ignoranti e stupidotti”, che passo solo perché sono molto paziente, cerchi di dimostrare che i bolognesi non hanno già lavorato in stretta collaborazione con Rossi, al punto che Rossi li ha ricordati perfino nel brevetto, colto da un empito di gratitudine.
      In questo momento conta solo sapere se i bolognesi sono in grado di dissociarsi da Rossi.
      Per quanto riguarda la loro preparazione nucleare, ci sarà tempo per esaminare tutte le esternazioni provenienti da quell’ambiente: scritte, radio e televisive.
      Più nulla da scoprire? Chi ha mai sostenuto che non ci sia più nulla da scoprire. Al massimo si può ritenere che Rossi e Focardi non saranno ricordati per avere fatto scoperte degne di attenzione. Ma si tratta solo di due persone. Il mondo della ricerca non si limita mica al DF di UniBO.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Forse UNIBO poteva cercare di restare un po’ più “coperta” ma, sempre nell’ottica di difendere la sua credibilità, bisogna ricordare che fino ad ora sono stati i singoli a scoprirsi maggiormente e che voler a tutti i costi legare “imprudenze” o eventuali sbagli dei singoli a tutta UNIBO secondo me non è corretto, almeno fino ad ora.

      Intende dire che formalmente il contratto con Rossi non riguarda tutta la struttura amministrativa e scientifica dell’UniBO, ma solo il DF?
      Anche se fosse, esiste un Consiglio di Dipartimento dove si vota. Constato che il Prorettore Dario Braga non si dissocia, come risulta dall’intervista televisiva che ha rilasciato. Capiluppi ha confermato il suo grande interesse per l’invenzione. Rossi ha usato strutture e personale del DF, come risulta dal suo brevetto.
      A questo punto non mi sembra azzardato affermare che tutta UniBO è coinvolta, non soltanto il DF che trae vantaggio diretto dal contratto, qualunque cosa faccia.
      Di fatto, chi si è chiaramente e pubblicamente dissociato in quell’Università?
      Del resto la gente non fa distinzioni sottili e poco comprensibili: Bologna baloney, c’è poco da rimediare ormai.
      Rilegga i messaggi di Italo Bianchi e di Alessio Guglielmi, che lavora all’estero, e si accorgerà che il biasimo e il ridicolo si estendono a tutta l’Università.
      Se fossi campanilista ne sarei compiaciuto, ma non sono campanilista.
      L’onda lunga del discredito si può estendere a tutta l’Università italiana. Non dico che succederà, ma le disgrazie non fanno bene a nessuno.

  48. Alby ha detto:

    Sembra che questo gruppo di ricerca
    http://www.festkoerper-kernphysik.de/about, del quale avevo segnalato una cross section del 2006 diversi post fa, (aveva la particolarità di avvenire ad energia di un ordine di grandezza inferiore a tutte le altre presenti nel database) sia orientato… alla FF ?!
    Certo dal 2006 ad oggi ci sono state ulteriori pubblicazioni e studi
    http://www.festkoerper-kernphysik.de/publications
    però nessun altra presenza nei db aiea.

  49. Camillo Franchini ha detto:

    Su questo si da credito alle affermazioni di Rossi solo perché aiuta a confermare la sua tesi.

    Rossi ci racconta semplicemente che il catalizzatore è una qualche sostanza che mischia alla polvere di nickel. Lei mi ha chiesto come faccio a saperlo, io le ho risposto che si trova nel brevetto. Cosa avrei dovuto rispondere per farLa felice?
    Non capisco il Suo rovello.

  50. Francesco ha detto:

    @Franchini
    “A parte l’introduzione degli aggettivi “ignoranti e stupidotti”, che passo solo perché sono molto paziente, cerchi di dimostrare che i bolognesi non hanno già lavorato in stretta collaborazione con Rossi, al punto che Rossi li ha ricordati perfino nel brevetto, colto da un empito di gratitudine.”

    Legga bene, io non ho dato dell’ignorante e stupidotto a nessuno, sono stati altri a farlo.
    Comunque per tornare nel merito.
    Nei miei lunghi post precedenti avevo cercato proprio di specificare la distinzione che bisogna fare tra la firma del contratto tra UNIBO e Rossi, a mio parere lecita e addirittura auspicabile per un ente di ricerca, e la questione di quei singoli che hanno già collaborato con Rossi e si sono probabilmente fatti trasportare da un eccessivo entusianso esponendosi forse un po’ troppo prima del tempo.
    Fossilizzarsi ad associare un ente (UNIBO o anche il DF) con il comportamento dei singoli è quello che porta discredito a UNIBO. Sottolineare come faccio io che i singoli possono sbagliare ma è l’istituzione che alla lunga deve mantenere un contegno corretto, e finora ritengo che sia tale, è necessario proprio per cercare di non legittimare l’irritante associazione Bologna-baloney, che a mio parere è al momento assolutamente fuori luogo, anche se è portata avanti da un famoso prestigiatore.

    Ma credo che difficilmente ci accorderemo su questo punto.
    Spero, anche se ne dubito fortemente, che nel mondo accademico si riesca a considerare quello che cerco di dire da mesi, piuttosto che attuare un ragionamento tanto superficiale.
    E si abbia l’accortezza di aspettare di aver tirato le somme prima di sparare a zero, anche se a quanto sembra già non lo si è fatto. Speriamo sia prerogativa solo di prestigiatori, giornalisti e pochi altri e non della maggioranza della comunità scientifica.

    Sulla questione dell’articolo di Huke mi riservo di aver un po’ più di tempo per rispondere.

    • Alessio Guglielmi ha detto:

      Vede Francesco, di quello che pensa lei, così come di quello che penso io, non importa quasi niente a quasi nessuno. È inutile mettersi a fare distinzioni di fino come fa lei. Cosa intende fare, scrivere un pistolotto sulla responsabilità individuale a Fox News?

      Le fini intenzioni non contano, piuttosto contano i grossolani risultati sui media, e i risultati sono che decine di milioni di persone (se non addirittura centinaia di milioni) hanno visto associare l’Università di Bologna alle parole truffa e baloney. Questo è accaduto senza alcuna contropartita, l’unico che si è giovato della situazione è Rossi. Siccome i comportamenti che hanno portato a questa disfatta sono contro la deontologia professionale, ce n’è abbastanza per tirare le somme. Eccome: non si tratta di sfortuna, si tratta di incapacità.

      Le posso chiedere che mestiere fa? Mi interessa per cercare di capire da dove deriva il blocco che le impedisce di vedere una cosa che a me sembra banalmente evidente.

      E se lei per caso pensasse (come capisco da quello che aveva scritto in precedenza) che tanto il pubblico di Fox News è di bocca buona e chi se ne importa di loro, sbaglierebbe di nuovo. Infatti non importa che questa notizia stia su Fox piuttosto che sul Guardian, la notizia è che a Bologna ci sono ricercatori fanfaroni, e quindi Bologna diventa un’università da evitare, da guardare dall’alto in basso, ridacchiando sotto i baffi, anche per i sofisticati lettori del Guardian. Se fosse del mestiere capirebbe. Visto che non lo è, si sforzi di immaginare, oppure si fidi.

      E se ha poca immaginazione e non vuole fidarsi, allora noti come sono proprio i fusionisti freddi a prendere le distanze: hanno capito che anche loro verranno danneggiati, e con loro anche la sua causa, cioè veder proseguire le ricerche sulla fusione fredda. Infatti (e scusi se dico un’ovvietà) tanto più un campo di ricerca è controverso, tanto più rigore è necessario nel presentarne i risultati. In altre parole, si fa un favore alla fusione fredda a insistere per il rigore e stigmatizzare Bologna per la sua sciatteria. Su questo possiamo essere d’accordo, vero? (Ovviamente questo concetto è molto al di là dell’orizzonte dei passerotti, inutile provare a indicarglielo, dovrebbero superare montagne troppo alte per arrivarci.)

  51. tia ha detto:

    Francesco, lo posto di qui visto che su 22pazzi non si capisce niente.

    >-un prof. emerito di fisica che ha studiato quella stessa reazione per 20 anni con evidenze molto minori,

    Focardi era certo che il reattore del 1994 funzionasse. Rossi l’ha presentato come un miglioramento di un reattore che lui (focardi) sapeva già che funzionasse

    >-qualche altro fisico bolognese e svedese i quali hanno assistito ai test e sono certi che il fenomeno sia reale oppure quantomeno non sono così certi che sia una burla

    Com’è che i suddetti fisici non siano riusciti a produrre insieme a Rossi un setup di misura convincente?
    Inoltre, molti degli scienziati non erano affatto competenti in materia di misure termodinamiche con acqua. Cosa che hanno dimostrato ad esempio gli Svedesi.
    Esempio:
    DOMANDA:”Was the outlet steam flow rate measured? For example, by condensing steam only and measuring the weight of the resulting water?” Randall wrote. “If not, how did you validate the assumption that all of the input water was converted to steam?”

    Essén replied:
    “Since there was no other path for the water than straight through the device in a single hose-pipe-hose track, we concluded that all the water must become steam,” Essén wrote.

    Come vedi, è una risposta errata.

    Io sto cercando ancora di capire come mai Levi a giugno non abbia detto una parola di fronte alla “sfiatella”. A te invece torna?

    • Caracolla ha detto:

      A proposito di sfiatella, bisognerebbe fare un monumento a Krivit per aver filmato quella giornata. Con le parole e le dichiarazioni ci si puo` giocare e tirarle disonestamente da una parte o dall’altra. Quel video dimostra come un macigno cosa stava realmente producendo l’aggeggio. Mettendo insieme il video e le parole pronunciate dal puppeter ci si rende immediatamente conto di ogni cosa. Era sufficiente fermarsi al 14 Giugno per capire quello che c’era da capire di tutta questa vicenda. E`, comunque, divertente ed istruttivo analizzare l’abominio logico che pervade le menti dei credenti. Ci sarebbe veramente da fare uno studio sociologico su questi fenomi. Anche se piu` che studio sociologico dovrebbe essere condotta un’indagine psichiatrica.
      La teoria del complotto infatti attecchisce facilmente sulle menti paranoiche.
      Non a caso periodicamente saltano fuori assieme a questa vicenda anche i classici come Tesla, FreeEnergy, UndiciSettembre ecc.

  52. Giancarlo ha detto:

    @Mattia
    Questo è Focardi nel libro curato da Sergio Martellucci (Enea) sulla FF in Italia:

    Nel corso delle sperimentazioni, protrattesi per oltre quindici anni, sono
    stati osservati diversi fenomeni che testimoniano il verificarsi di reazioni
    nucleari all’interno dei campioni di Ni in atmosfera di H. Una delle celle
    sperimentali, quella che produsse circa 900 MJ, mentre stava producendo
    energia, emise per alcuni giorni neutroni che furono osservati con due
    differenti tecniche, utilizzando contatori per neutroni a He3 e la tecnica di
    attivazione dell’oro (Fig. 3a). Quest’ultima (R3) permise di valutare il
    flusso di neutroni emessi dalla cella sperimentale in 10 neutroni/cm2s,
    pari a 1000 volte la stima del flusso dei neutroni contenuti nella
    radiazione cosmica.

    Come si fa a ragionare con neutroni che vanno e vengono?

    • Camillo Franchini ha detto:

      Quest’ultima (R3) permise di valutare il flusso di neutroni emessi dalla cella sperimentale in 10 neutroni/cm2s,

      E’ tipico che non si scriva mai una reazione. Da quale reazione verrebbero quei neutroni? Non ci sarà mai una risposta.
      Why? Because.

  53. Ugo Bardi ha detto:

    Mi dice il collega Antonio Turiel che ha tradotto in inglese il suo post in spagnolo sull’E-Cat e che appare ora su “EnergyBulletin” in una versione aggiornata. Ve lo segnalo

    http://www.energybulletin.net/stories/2011-11-30/no-miracles-science-story-energy-catalyzer

  54. Camillo Franchini ha detto:

    @Ugo Bardi

    Scrive Turiel:

    That is nearly impossible almost anywhere in the universe, except in stars, with two protons fusing together in particular conditions and with the intervention of a further element which is the weak nuclear force which transforms one of the two protons into a neutron while emitting a positron

    Alby ha visto di persona come sia impossibile realizzare la pp come avviene sulle stelle; in pratica l’uomo non è in grado di evocare la forza debole, non ci sono santi. La pp avviene ad altissime energie di collisione con formazione di pioni positivi, quindi senza scomodare la forza debole. Alby l’ha dimostrato con eleganza. Immagino che si interessi ancora di quella reazione.
    Per la stessa ragione anche la p + e —> n è una reazione “impossibile”. Infatti Alby non l’ha trovata realizzata e registrata nei data base. Quella è la miglior pietra di paragone. Se qualcuno l’avesse ottenuta, l’avrebbero segnalata, state tranquilli. Sarebbe una leccornia per tutti i nucleari, che farebbero festa in tutto il mondo.
    Questo significa che tutta la ff trattata da Widom, Larsen, Bushnell non ha esistenza, non ha riscontro sperimentale, è scienza farlocca.
    Lo ripeto da mesi come un mantra, perché entri nella testa di tutti.
    Ora proseguo la lettura che ci hai opportunamente proposto, ma ho voluto fare questa sosta su un punto che considero di estrema importanza, quindi:
    Quando qualcuno vi dice che ha realizzato una interazione debole, non credetegli, è un emerito cacciaballe.

  55. claudio puosi ha detto:

    @tutti
    qualche imprecisione ma dettagliato!!!!!!!!!
    http://www.defkalion-energy.com/files/HyperionSpecsSheetNovember2011.pdf

    • cataflic ha detto:

      vabbè, a compilare un pdf con le figurine ci arrivano tutti, ma tanto rimaniamo nel vago come al solito…un altro piccolo calcio alla palla che rotola, ma non si sa neanche a che gioco stiamo giocando!

    • Ale ha detto:

      .Chemical composition:
      Carbon, Sulphur, Oxygen, Nitrogen, Iron, Cobalt, Nickel, others

      Quindi cobalto sarebbe il segreto di pulcinella?

      Maximum pressure: 150bar
      Compatibile?

      Gamma shielding: ECOMASS compound Polyether Block Amide

      La schermatura di questo materiale e` sempre statistica?

      • Giancarlo ha detto:

        Le schermature sono sempre statistiche; quando diciamo che un filtro attenua la luce di 10 dB, intendiamo dire che la probabilità di un fotone di attraversare il filtro è 1:10. Applicato a N fotoni INDIPENDENTI ci dice che il numero di quelli che attraversano il filtro è N/10, ossia l’intensità è ridotta ad 1/10. Sul singolo fotone (gamma) è sempre una probabilità.

  56. Camillo Franchini ha detto:

    @Ugo Bardi

    Un articolo che descrive un’interazione debole prodotta dall’uomo (e da una donna, la Romano) è riportato da Jed Rothwell, un giornalista impegnato da anni a promuovere la ff.
    Gli AA appartengono al Dipartimento di Ingegneria Nucleare dell’Università di Palermo.

    Agelao, G. and M.C. Romano,
    Heat and helium production during exothermic reactions
    between gases through palladium geometrical elements loaded with hydrogen.
    Fusion Technol., 2000. 38: p. 224.

    In questo articolo si legge:

    fusion reactions of hydrogen atoms that produce helium during their stay inside the palladium sample.

    Come ho cercato di fare capire a Francesco, fuori dalle banche dati riconosciute dalla comunità scientifica si trova una quantità sconcertante di letteratura scientifica fasulla. Uno è stato riportato dallo stesso Francesco, il lavoro di Kitamura et al.
    E’ verosimile che nessuno degli AA riportati da Rothwell abbia riscontro nelle banche dati. Varrebbe la pena spendere un giorno per controllare.

  57. cataflic ha detto:

    @Alessio Guglielmi
    io, nonostante tutto, rimango dell’idea che siano davvero quattro i “gatti” che si occupano di sta cosa e pensare che ci sia un impatto così importante sulla reputazione di Bologna, mi pare eccessivo.
    Ovviamente spero di avere ragione e poichè non conosco dal di dentro i meccanismi referenziali universitari mi auguro che facciano il paio con i lobbismi e i baronati su cui tutto passa senza intaccare una virgola…

    La Defkalion se ne è venuta fuori con l’ennesimo mammozio e devo dire che hanno imparato bene dal loro mentore….molto, molto bene!
    Tempi, contenuti, prospettive…tutto come da copione…una faccia una razza!

    • Alessio Guglielmi ha detto:

      Spero che lei abbia ragione nella sostanza, cioè che alla fine l’impatto sia piccolo, però intanto i lettori e spettatori combinati dei vari media che hanno dato la notizia sono decine di milioni, e questa non è certo passata inosservata nelle università. E poi bisogna anche preoccuparsi di cosa può ancora succedere.

      Quello che mi preoccupa di più è l’atteggiamento degli enti finanziatori. Quelli grossi non sono in mano ai baroni, semmai a certe lobby, comunque abbastanza trasparenti, e non sono in Italia. Le faccio un esempio: un grande ente finanziatore della ricerca in matematica e fisica in UK (centinaia di milioni di budget) ha deciso di non finanziare più progetti di scambio con l’Italia perché alcuni si sono lamentati della burocrazia italiana. Non dico qual è l’ente perché la decisione che ha preso non è ufficiale, ma solo ufficiosa e la si tramanda solo per via orale, io l’ho saputa da uno dei loro revisori. Volevo mettere in piedi un progetto con dei colleghi torinesi, e mi hanno detto che è inutile provarci. L’ente ha deciso così, dall’oggi al domani, sulla base di lamentele episodiche. Il punto è che un eventuale progetto con un’istituzione italiana non viene nemmeno valutato, ma subito scartato da un impiegato e nemmeno passato ai revisori. Un giudizio basato sul pregiudizio, diciamo.

      In queste faccende la reputazione conta molto e può fare danni non indifferenti. Si immagini il rush finale di una tornata di finanziamenti europei: c’è un progetto di Bologna in bilico, alla pari con un altro progetto di una qualche università tedesca poco estroversa, serissima, di quelle che non mandano gli esperimenti su Youtube. Se uno solo può entrare, la reputazione fa la differenza, anche semplicemente a livello psicologico. Le lobby possono fare poco una volta che un progetto è stato valutato. Bologna? Baloney! Croce sopra e passano i tedeschi.

      • Livio Varalta ha detto:

        Alessio, quello che hai scritto qui sopra non può rimanere solo qui… giralo a Bologna, che meditino…

        Il “Contatto” mi ha girato questo link:
        http://blog.newenergytimes.com/2011/12/01/university-of-bologna-clarifies-relationship-with-rossi/
        “””Braga wrote. “There is nothing we can do to prevent our scientists from attending outside demonstrations at a private location or to prevent them from providing their own opinions as researchers on a scientific experiment. These behaviors are not illicit and do not carry any formal or informal implication on the level of involvement of the University of Bologna on the matter.”””

        Ricorda a Bologna che Levi in UK sarebbe già stato licenziato per il suo comportamento.

        • Alessio Guglielmi ha detto:

          Ricorda a Bologna che Levi in UK sarebbe già stato licenziato per il suo comportamento.

          Mi risponderebbe cha la civiltà bolognese è superiore a quella britannica. È il suo ruolo, farebbe bene a rispondermi così, lo farei anch’io al suo posto. Nell’ultima risposta che mi ha mandato (e che ti ho inviato) ha ribadito la posizione di Bologna, che è quella che ha detto a Krivit. È l’unica posizione compatibile con il mantenimento del contratto in corso, non ha più motivo di cambiarla fino a gennaio.

  58. Luca ha detto:

    Quel serpentello di Krivit, ha ripreso l’intervista di Braga di quelche giorno fa a 7Gold TV
    http://blog.newenergytimes.com/2011/12/01/university-of-bologna-clarifies-relationship-with-rossi/
    Dice di aver anche telefonato di persona al promagnifico prorettore ed aver avuto dettagli più precisi sulla deadline del contratto con Rossi.
    Notare la tiratina di orecchie pure a Bianchini (stuednte ?) che a quanto pare sia statop pagato da Rossi per la consulenza, ma che non avrebbe dovuto coinvolgere l’istituto (e tantomeno usarne le attrezzature, dico io, se si è fatto pagare)

  59. Camillo Franchini ha detto:

    Braga explained why the university considers its scientists not to have “carried out” any E-Cat experiments and why they have only “attended as observers to E-Cat experiments.”

    Con che coraggio? Speriamo che Krivit abbia capito male.
    La partecipazione dell’Università di Bologna figura perfino nel brevetto di Rossi.
    Focardi, l’iniziatore di tutta la baracca, non è più professore emerito dell’Università di Bologna? Insegnava a Praga?
    E Levi?
    Campari partecipa perfino a congressi sulla ff.
    Lasciamo perdere Bianchini, se è solo studente. Ecco che cosa insegnano agli studenti in quel Dipartimento.
    Possibile che Dario Braga non conosca le attività dei vari dipartimenti scientifici dell’UniBO?
    Ma forse Krivit ha capito male.

  60. Alessio Guglielmi ha detto:

    Braga scrive a Krivit:

    Faculty of the University of Bologna are not part of the Rossi device evaluation until the university can start with its own experiments. There is nothing we can do to prevent our scientists from attending outside demonstrations at a private location or to prevent them from providing their own opinions as researchers on a scientific experiment. These behaviors are not illicit and do not carry any formal or informal implication on the level of involvement of the University of Bologna on the matter.

    Questa è una spettacolare e fallimentare arrampicata sugli specchi. Sul piano legale non mi pronuncio, ma sul piano etico qui ci sono due problemi:

    1) È falso che le attività extra-universitarie di un ricercatore non comportino un coinvolgimento dell’università di appartenenza ed è falso che l’università non possa cercare di impedirlo. Si immagini un matematico dell’università di Bologna che pubblicamente sostenga che 2 + 2 fa 5, lo scriva dappertutto e si faccia intervistare in proposito, seppure nel suo tempo libero e senza mai usare il sigillo dell’università. Sarebbe contento Braga che questo matematico insegnasse corsi e facesse ricerca per conto dell’università di Bologna? Possiamo stare certi che gli chiederebbe di smettere, o perlomeno di esporre le sue teorie in pubblico.

    Nel caso in questione Levi e compagnia sostengono teorie borderline e usano il nome dell’università di Bologna. Questa attività ha un impatto su Bologna che lo si voglia o no, e la dirigenza dell’università può chiedere in qualunque momento di cessare questi comportamenti in pubblico (sebbene non in privato). Infatti a un certo punto è stato chiesto a Levi di tacere e lui lo ha fatto.

    2) Nel caso specifico la situazione è complicata dall’esistenza di un contratto tra Rossi e l’università. Questa cosa non può essere ignorata, come invece sembra fare il prorettore. Braga delinea il caso di un Levi che lavora con Rossi privatamente fino a che il contratto non venga attivato, e poi per conto dell’università qualora il contratto venisse attivato. Come può pretendere che esista la distinzione? Non è come se Levi facesse per hobby il pompiere volontario: la sua attività con Rossi, che è già un partner dell’università, si sovrappone con la sua attività istituzionale di ricerca per l’università, e quindi coinvolge l’università eccome.

  61. Francesco ha detto:

    @Guglielmi
    Le posso chiedere che mestiere fa? Mi interessa per cercare di capire da dove deriva il blocco che le impedisce di vedere una cosa che a me sembra banalmente evidente.

    Ho sempre pensato che non conta il “mestiere” né la “cultura” ma bisognerebbe valutare la correttezza delle affermazioni senza preclusioni e pregiudizi.
    Comunque se proprio insiste le posso dire che sono ingegnere e mi occupo di ricerca in ambito para-universitario. Quindi una idea, seppur lontana di quello che sto dicendo, ce l’ho.

    Vede Francesco, di quello che pensa lei, così come di quello che penso io, non importa quasi niente a quasi nessuno. È inutile mettersi a fare distinzioni di fino come fa lei. Cosa intende fare, scrivere un pistolotto sulla responsabilità individuale a Fox News?

    Le fini intenzioni non contano, piuttosto contano i grossolani risultati sui media, e i risultati sono che decine di milioni di persone (se non addirittura centinaia di milioni) hanno visto associare l’Università di Bologna alle parole truffa e baloney. Questo è accaduto senza alcuna contropartita, l’unico che si è giovato della situazione è Rossi. Siccome i comportamenti che hanno portato a questa disfatta sono contro la deontologia professionale, ce n’è abbastanza per tirare le somme. Eccome: non si tratta di sfortuna, si tratta di incapacità.”

    Se avesse letto con maggior attenzione il mio post avrebbe notato infatti che non mi riferisco assolutamente al “grande pubblico” anche perché il grande pubblico non si fa certo condizionare da queste sottigliezza, al più segue a secondo delle inclinazione le dichiarazioni dell’uno o dell’altro senza grande spirito critico.

    La mia speranza è che la distinzione di cui parlo riuscissero a farla, non certo i mass media, ma proprio gli addetti ai lavori, quelli che dovrebbero riuscire a comprendere ciò che per lei è una sottigliezza mentre per me è il modo corretto di ragionare, gli stessi che determinano veramente la reputazione di UNIBO.
    Di certo è più importante conservare la credibilità in ambito accademico che rispetto all’opinione pubblica che, si sa, è volubile, superficiale e facilmente influenzabile.
    Quindi io capisco perfettamente quello che lei dice riguardo l’importanza di preservare la reputazione di una università per mantenere intatte le possibilità di ottenere credito, sotto tutti i punti di vista. E proprio per questo io spero che il mondo accademico sappia guardare nel modo giusto la situazione che si è creata finora intorno alla questione e-cat\UNIBO.

    Le dichiarazioni di Braga vanno proprio in questa direzione infatti.
    Al momento quelli che possono “vantare” una vera collaborazione con Rossi sono dei singoli appartenenti ad UNIBO, ma solo mettendo in gioco la propria reputazione.
    L’università non può impedire ciò, o almeno non lo può fare in “democrazia”.

    Il vero coinvolgimento di UNIBO con Rossi riguarda il contratto che hanno firmato e che ancora non è in essere ed è su questo che va valutato il comportamento dell’università, sia se il contratto sarà attivato sia se sarà scisso.
    Questa semplice considerazione è la “finezza” della quale lei si “lamenta”.

    Il fatto che l’università non possa interferire con il comportamento dei propri affiliati per ciò che concerne la personale attività professionale è un fatto acclarato e per quanto mi riguarda anche giustissimo.
    Solo in questo modo la ricerca può mantenersi almeno un po’ libera da condizionamenti, quegli stessi condizionamenti delle lobby e dei “baronati” di cui spesso ci lamentiamo.
    Anche la questione Bianchini deve essere vista in quest’ottica.
    Un qualunque ricercatore di una università può prestare entro certi limiti la propria attività professionale e può addirittura farlo sfruttando le attrezzature fornite dall’ente, dovendo però riconoscere all’istituzione di provenienza una percentuale dei proventi.
    Se tale ricercatore dovesse uscire fuori dai limiti stabiliti, per esempio sfruttando il nome dell’ente in modo scorretto, l’ente è tenuto ad intervenire, e come dice Braga stanno indagando su ciò che è successo finora intorno alle relazioni tra i propri ricercatori e Rossi.

    Perciò continuo a ripetere che bisogna attendere per poter valutare correttamente il comportamento di UNIBO come istituzione.

    Comunque non ho ben capito dove volesse andare a parare Krivit nel suo articolo. A sembra che le dichiarazioni di Braga siano perfettamente in linea con quello che è successo.
    E cioè che UNIBO non è ancora coinvolta in alcuna validazione dell’e-cat non avendo partecipato in alcun modo alle dimostrazioni di Rossi, ma è solo interessata a studiarlo quando ne avrà la possibilità e inoltre intende farlo con tutti i crismi scientifici.
    Aggiunge inoltre che stanno investigando su eventuali errori commessi dai proprio affiliati.
    Se qualcuno approfitta di UNIBO per farsi pubblicità anche questo può essere impedito a norma di legge.

    Quindi Krivit ha ottenuto da Braga esattamente la descrizione della situazione così come io la sto dipingendo da mesi e che rispecchia effettivamente la realtà dei fatti, dichiarazioni di prestigiatori e pseudo-giornalisti o meno.

  62. Max Altana ha detto:

    Volevo solo dire che la discussione si è un po’ ingrigita, con le questioni burocratico/deontologiche Universitarie… macchisenefrega?

    Era più bello quando Franchini sculacciava a destra e sinistra sui Miracoli di Preparata e sui gamma termalizzanti (a ben pensare, i gamma termalizzanti ce li aveva Goldrake, nel 1979, ben prima della FF).

    magari posso darvi uno spunto?
    http://www.defkalion-energy.com/files/HyperionSpecsSheetNovember2011.pdf
    l’ultima pagina è succosa.

    • Giancarlo ha detto:

      La cosa che vorrei comprare da loro è il circuito di controllo che funziona a 10mW (dicono 10mWh di energia ma immagino non lo spengano dopo 3 minuti). Ma forse si alimenta col campo e.m. dei gamma che rimangono intrappolati nel lattice per favorire l’abbattimento della barriera di Coulomb.
      Ma un bel calendario di Charlize Theron lo puoi postare?

  63. newbrain ha detto:

    @Max:
    Beh, la pagina più succosa è la [4], mi chiedo chetipo di sensore abbiano usato in basso a destra…

    • Giancarlo ha detto:

      Hanno già corretto, mi aspetto correggano le altre stupidaggini rapidamente.
      Piuttosto:
      Ni powder
      Handled, processed and stored in vacuum within Hyperion product.
      If material exposed to no-controlled conditions:
      Hazards Identification
      R40 – Limited evidence of a carcinogenic effect.
      R43 – May cause sensitization by skin contact.

      Ma quando Rossi scarica l’idrogeno per terminare la reazione non è che esce un po’ di polvere di Nichel?

      • Camillo Franchini ha detto:

        Non ci avevo pensato. Rossi ce l’ha il chimico che gli tratta la polvere di nickel? Sa che roba è per i medici? Può ruzzare con i neutroni-che-non-ci-sono, ma dovrebbe stare attento con la polvere di nickel. Il fido Leonardi è esperto anche di chimica e di manipolazione di prodotti tossici e nocivi?
        Rossi dovrebbe anche sapere che se lo beccano con una bombola di idrogeno in mezzo a un capannone lo prendono e lo mandano a Miami con il primo cargo.
        Nel filmato del 7 novembre (giusta la data?) Focardi ci ha fatto vedere della roba da fuoco. Probabilmente non ha mai lavorato in un laboratorio e non conosce come sono stringenti le norme di sicurezza. Si può anche andare in galera per attentato alla salute pubblica.
        Attenti a quei due.

  64. Giancarlo ha detto:

    Se avete da perdere qualche minuto leggete questo

    The Natural Origin of Excess Heat
    Irvin Dardik
    Energetics Technologies, P.O Box 3026, Omer Industrial Park, OMER (Israel)
    The major focus in the production of excess heat at Energetics Technologies LLC has been
    experiments using SuperWaveTM excitation in electrolytic cells. The successful results of
    Energetics and the replication by SRI and ENEA have been made possible by a new principle
    for understanding natural phenomena. This new principle, which I call SuperWavesTM,
    predicted and is responsible for the generation of excess heat. Historically, from the scientific
    perspective, attempts to understand the production of excess heat have been in the context of
    non-life, i.e. from the material and mathematical perspective of the atomic hypothesis. This
    micro world of quantum mechanics is considered to initiate the fusion of protons and higher Z
    nuclei believed to exist as discrete objects within the macro scale universe of general relativity
    and gravity. Coming from the perspective of non-life, these two worlds of different scales
    remain irreconcilable and often contradictory. In stark contrast, coming from life, the most
    complex phenomenon we know of, I will present the explanation of excess heat through a new
    and simple understanding of wave motion as “waves waving.” The pattern of SuperWaves is
    the ultimate commonality of nature that is responsible for its predictable character, explaining
    how the cyclic metabolism of life is the same as what is perceived as the ubiquitous flux of
    “energy” in non-life. This universal reality redefines our concept of energy, matter, space and
    time, and the laws of physics, including the laws of thermodynamics. This is nature’s hidden
    blueprint which mathematicians and physicists have long sought to describe. SuperWaveTM
    reality enables us, for the first time, to explain and access both the inner world of the atom and
    what lies at the heart of the sun as an inherent continuum. SuperWavesTM is the natural origin
    of excess heat generation and dispersion throughout the universe. This is the true nature of
    nature.

    Pubblicato nei Proceedings di ICCF-15 ENEA 2009. Senza parole. Eppure molti lo condividerebbero.

  65. Giancarlo ha detto:

    @tia
    @max
    Come vanno le scommesse?

  66. Camillo Franchini ha detto:

    Volevo solo dire che la discussione si è un po’ ingrigita, con le questioni burocratico/deontologiche Universitarie… macchisenefrega?

    Francamente a me di Rossi frega piuttosto poco. E’ il solito inventore.
    Mi impressiona molto di più l'”ignoranza” (detto in modo bonario, perdonate) dei bolognesi, che non hanno saputo vedere nel brevetto un documento farlocchissimo e nel paper Focardi/Rossi un documento nemmeno buono per arXiv. Mi impressiona la loro incapacità di difendersi dalle lusinghe di Rossi e di accogliere suggerimenti tecnici e di comportamento che nel corso di un anno sono venuti da molte parti.
    Sono in qualche modo degli isolati, a quanto pare isolati perfino da Dario Braga, che non sa che il DF ha collaborato con uomini e mezzi con Rossi.
    Max Altana, il DF dell’UniBO è un po’ più importante dell’inventore Rossi, o no?

  67. Alessio Guglielmi ha detto:

    Caro Francesco,

    Ho sempre pensato che non conta il “mestiere” né la “cultura” ma bisognerebbe valutare la correttezza delle affermazioni senza preclusioni e pregiudizi.

    Certo, ma il contesto conta, l’informazione isolata vale meno. Sapere che lei ha un’educazione tecnica mi permette di prendere più sul serio le sue affermazioni tecniche di quanto farei se lei fosse un poeta o un impiegato comunale. Infatti è impossibile valutare la correttezza di ogni affermazione, è più comodo e veloce potersi fidare. Comunque le avevo chiesto che mestiere fa solo per curiosità.

    Torniamo a bomba. Non ho a portata di mano contratti di lavoro italiani, quindi uso il mio, per dimostrarle che la critica che io e altri facciamo all’università di Bologna non è affatto peregrina, e che questa sua idea di separare i singoli dall’istituzione non ha senso. Il mio datore di lavoro, l’università di Bath, adotta il contratto di lavoro e le procedure standard delle università di ricerca del Regno Unito, e quello che le mostrerò è del tutto comune.

    1) Si può licenziare in tronco un docente per `gross misconduct´, che comprende i casi:

    a) Bringing the University into serious disrepute;

    b) Serious abuse of research ethics.

    Il documento integrale è a

    http://www.bath.ac.uk/hr/staff/performancemanagement/disciplinary.html

    2) Si può ritirare il titolo di professore emerito a chi `has acted in such a way as to bring the University into disrepute´, sezione 23 del documento a

    http://www.bath.ac.uk/hr/recruitment/honorary.html

    3) Cosa costituisca `research ethics´ è aperto all’interpretazione, ma noti i seguenti punti del codice adottato in UK e sostenuto dal ministero. Un ricercatore deve, tra l’altro:

    c) Act with skill and care in all scientific work.

    d) Present and review scientific evidence, theory or interpretation honestly and accurately.

    Il documento è a

    http://www.bis.gov.uk/assets/bispartners/goscience/docs/u/universal-ethical-code-scientists.pdf

    Quello che dice lei, cioè che l’università non può lamentarsi delle attività private dei propri afferenti, è giustissimo. Il problema però è che qui le attività sono pubbliche, non private, e quindi lei si sbaglia di grosso. Anche se Levi, Focardi, Capiluppi e gli altri fossero andati da Rossi nel loro tempo libero, lo hanno fatto portandosi orgogliosamente dietro i loro titoli e la loro affiliazione, esibendoli su internet, su documenti col marchio dell’università e in televisione.

    Queste sono attività pubbliche, che tra l’altro infrangono i punti (c) e (d) del codice etico menzionato sopra, e che quindi costituiscono un caso di (b): abuso dell’etica della ricerca. Che poi queste attività abbiano nuociuto alla reputazione dell’università è un fatto provato dalle notizie negative che milioni di persone hanno ricevuto su vari media, e quindi anche il caso (a) si applica.

    È evidente che questo ragionamento non si può formalmente applicare a Bologna, visto che si basa su codici inglesi, ma glielo faccio solo per dimostrare velocemente il mio punto con i dati che ho sotto mano. Mi aspetterei che lo stesso giochino si potesse fare anche con le procedure italiane, con lo stesso risultato, ma non le conosco e non ho né il tempo né la voglia di mettermi a cercare nella burocrazia italiana.

    Quello che conta veramente, comunque, è l’opinione dei colleghi. Qui lei può sentire quella di Bardi, Franchini e la mia (e credo anche Giancarlo?), e mi sembrano unanimi. Io ho chiesto molti pareri in giro su questa cosa, tra l’altro anche a colleghi di Bologna, e anche, giusto un’ora fa, al capo del mio dipartimento, e ho sempre ottenuto la stessa risposta: il comportamento di Bologna è eticamente riprovevole. Faccia l’esperimento anche lei, chieda ad accademici e poi faccia la media.

    • cataflic ha detto:

      non ne sono a conoscenza diretta, perchè non ho un contratto quadro universitario in mano, ma sono pronto a scommettere che qualcosa di simile sia scritto anche nei nostri, solo che…non viene mai messo in pratica, a meno che il soggetto non abbia cornificato il magnifico rettore!
      Se ad esempio leggo il mio, che è in campo bancario, praticamente mi potrebbero cacciare fuori anche perchè scrivo su questo blog! E’ il “legalese” dei contratti, mentre ben diversa è l’etica e la ponderazione con cui vengono applicati, che sono sicuro, in UK è ben diversa!
      E’ chiaro che ne sto facendo solo uno spunto di riflessione, perchè in linea di principio concordo pienamente con lei e lo faccio solo perché mi interessa capire se la mia sensazione che l’affare Rossi sia una pagliuzza confronto alle schifezze che girano per i dipartimenti sia giusta o invece non riesca a capire i meccanismi universitari come sembra dalle sue parole.

    • Giancarlo ha detto:

      @Alessio
      Ti confermo che anche io sono d’accordo che UniBo non stia facendo una gran bella figura. Però io penso che sia più l’Istituzione a doversi coprire il capo di cenere che le singole persone, le quali prese dall’entusiasmo hanno mostrato comportamenti non ineccepibili. I report su carta intestata ne sono la prova. Però spetterebbe alla Dirigenza cercare di capire i termini del problema e dire chiaramente quali sono le percentuali di credibilità dell’affare Rossi. Mi aspetterei che siano state fatte riunioni abbastanza lunghe per capire se UniBo deve ancora puntare al contratto (500 k€ sono una cifra estremamente rilevante) o se invece conviene sfilarsi del tutto. Umanamente capisco il comportamento dei “ragazzi”: di fronte a quella che potrebbe essere la “scoperta”, la prudenza normale si allenta un po’. Ora la frittata è fatta, immagino pure che un paio di protagonisti non stiano molto tranquilli, anche perché se dovesse arrivare la resa dei conti si sa come funziona.

  68. Camillo ha detto:

    @Francesco

    Braga:

    There is nothing we can do to prevent our scientists from attending outside demonstrations at a private location or to prevent them from providing their own opinions as researchers on a scientific experiment. These behaviors are not illicit and do not carry any formal or informal implication on the level of involvement of the University of Bologna on the matter.

    Braga sembra ignorare che personale e attrezzature dell’Università di Bologna sono state usate da Rossi per mettere a punto il reattore.
    E’ credibile che ancora oggi Braga non conosca il grado di coinvolgimento del DF nell’iniziativa di Rossi? Ignora che Rossi utilizzava i laboratori del DF?

    Bianchini is not an employee of our university but a student and should not have used the Department of Physics as his affiliation in writing the safety report. We are investigating this matter further.

    Se Braga investiga la materia further, scoprirà che Bianchini è a libro paga dell’Università come “Tecnico Esperto in materia di Radioprotezione”. Un cosidetto Tecnico laureato, come ce ne sono tanti all’Università.
    Bianchini è meno roccioso di Levi, non toccherà mica a lui di fare da capro espiatorio?
    L’accenno di Braga a Bianchini è decisamente poco elegante. Fa bene a investigare further, ma dovrebbe cercare più in alto.

    It must be understood that the period can be a few weeks, maybe a few months, but for sure not years

    Bella definizione di tempo, da few weeks a years. Un anno e 11 mesi rientrebbe nei termini. Sarebbe più corretto dire che non sa niente.
    Non sa nemmeno che Rossi ha già venduto un impianto da 1MW e ne sta preparando altri per altri clienti. Ha ragione Rossi, sono i clienti a decretare la bontà dell’invenzione. E i bolognesi sono sempre fermi al contratto. Come se servisse un contratto con Ciro il meccanico per testare se la mia Bianchi funziona come mezzo di trasporto.
    Mentalità da funzionario diplomatico, costantemente in ritardo sui fatti.

  69. Susan ha detto:

    Piccolo aggiornamento di cronaca
    Mentre la banda DGT avanza proposte commerciali sempre più audaci (mammozio greco da 45KW a 5000$) e Stremmenos eleva al cielo i suoi indignati e tetri lamenti, Focardi non si ferma più partecipando come prima donna ad un altro convegno per rassicurare anche l’ordine degli Ingegneri di Bologna di essere “riusciti a produrre energia e pure in grande quantita’. Una forma pulita, illimitata, nobile, perche’ non inquinante derivata dalla fusione di nichele, idrogeno ed energia termica”.
    http://www.agi.it/bologna/notizie/201112011854-cro-rt10212-fusione_fredda_bologna_gli_ingegneri_ne_discutono_con_focardi

    • Camillo ha detto:

      Aggiornamento molto istruttivo.
      Dove si vede un fisico, professore emerito dell’Università di Bologna, che presenta a un gruppo di ingegneri l’invenzione di Rossi.
      Gli ingegneri non sanno ovviamente distinguere un neutrone da un neurone e dimostrano entusiasmo di maniera, facendo finta di capire e conoscere tutto, per non apparire arretrati. Dichiarazioni di incoraggiamento e tutto il pon pon del caso. Focardi scrive per loro la formula lanciata con successo a Viareggio Ni + H —> Cu.
      Alla fine, mortadella e lambrusco a volontà.
      Tutti vanno a casa felici e contenti, convinti di essere stati testimoni di una comunicazione scientifica memorabile.

      Intanto Braga sta a guardare e a meravigliarsi di come Bologna Baloney sia diventato un accoppiamento obbligato.
      Porca miseria, possibile che tutto debba succederee a Bologna?
      Dopo gli ingegneri, a chi toccherà? Mi conforta sapere che non toccherà certamente ai chimici, storicamente resistenti alla ff.

      • Susan ha detto:

        Guardi Camillo che dopo gli ingegneri, se seguiamo la scala evolutiva, ci sarebber gli architetti. Se li immagina, trasognati dopo un Focardi show, già a fantasticare su nuove costruzioni e complessi pubblici e civili mammoz-ready ?

        P.S. Oggi i Defkalion boy, sul loro forum, hanno promesso un “writing” in risposta agli ultimi capricci di Stremmennos.
        P.P.S Devo andare dal pizzicagnolo a far scorta di mais da pop-corn.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Per ragioni di pari opportunità, dopo gli architetti metterei le dame del Soroptimist, le quali apprezzeranno molto il modo bonario e cattivante con cui Focardi presenta gli E-Cat in versione sportiva o per uso famiglia, con gli sbuffi di vapore controllati per evitare che fischino in modo sconveniente.

      • Il Santo ha detto:

        Ovviamente noi ingegneri non siamo certo i migliori per valutare castronerie nucleari, ma voglio sperare che i colleghi sappiano valutare la bontà di una prova calorimetrica.

  70. Camillo ha detto:

    @Francesco

    In questo sito si trova un documento su carta intestata Alma Mater Studiorum

    http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Levi,%20Bianchini%20and%20Villa%20Reports.pdf

    Impariamo che:
    – Levi, Villa e Bianchini hanno lavorato per Rossi prima della entrata in vigore del contratto con UniBO. Si presume con mezzi e strumenti scientifici dell’Università.
    – Bianchini non è studente, è laureato in fisica (2001 -2006) ed è dipendente del Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna. Se è studente di filosofia per prendersi un’altra laurea, auguri.

    Confronti questi dati con quanto risulta in questo sito

    http://blog.newenergytimes.com/2011/12/01/university-of-bologna-clarifies-relationship-with-rossi/

    e dica se non c’è da essere indignati dalla disinvoltura dei bolognesi.
    Poi si lamentano perché tagliano i fondi della ricerca.

  71. cataflic ha detto:

    dice Stremmenos:”Caro Mats Lewan
    In merito ai recenti comunicati di Defkalion GT, dichiaro in termini anche di ripercussioni in una svolta legale, quanto segue:
    1. La mia totale estraneità a qualsiasi contributo di carattere scientifico o tecnologico alla presunta evoluzione della tecnologia che Defkalion GT sostiene di avere portato avanti dopo la rottura del contrato Con l’EFA (..Rossi..)
    2. Per motivi etici, non ho nessun rapporto personale con la suddetta società da circa un semestre.
    3. L’adozione da parte loro di qualsiasi eventuale mio suggerimento o ipotesi di lavoro discussa serenamente a livello scientifico culturale prima della “breach contrat” con Rossi, costituisce violazione dei miei diritti di PROPRIETA INTELETUALLE .
    4. Posso assicurare che la tecnologia E-cat del cuore del reattore non è stata concessa dal Ing. Rossi e tanto meno da me che non la conosco..!.
    Credo che per quello che mi riguarda, di aver fornito sufficienti elementi per dirimere eventualità antideodologiche di trasferimento della tecnologia Rossi a Defkalion GT …..Per il resto no COMMENT…!”

    Ho l’impressione che questo giro di valzer sia fatto a bell’apposta per il pubblico…

  72. Camillo ha detto:

    @Francesco

    Ho letto il lavoro di Huke et al.
    Hanno misurato come varia il rapporto tra le sezioni d’urto delle due reazioni specchio che portano alla formazione di 3He e di 3H. La reazione di Preparata che porta alla formazione di 4He non viene influenzata dalla variazione del rapporto tra le sezioni d’urto delle due reazioni principali e non viene considerata nell’approccio sperimentale.
    La reazione di Preparata resta quindi “impossibile”, con il suo contributo di 10E-7.
    Il litio favorisce la formazione di neutroni in 5 casi su 6. Un risultato interessante. Gli altri metalli cambiano poco il rapporto. Se si fa una media, direi nulla.
    In ogni caso le reazioni non sono fredde, come ha già fatto notare Cataflic. Lavorano con un acceleratore.
    Cordialmente

    • cataflic ha detto:

      @Camillo
      hai ragione, Preparata resta in soffitta!
      Però mi sembra notevole il fatto che si dimostri una relazione tra la matrice e la branching ratio.
      Evidentemente nei test esiste una qualche forma di direzionalità a favore di una delle due reazioni o per lo meno nella rilevazione delle stesse…
      Poichè se ci fosse un errore non sarei certo in grado di giudicarlo, lascio la palla volentieri a qualche esperto di fisica delle particelle!
      Visti i tempi bui è meglio dedicare tempo al lavoro piuttosto che far riaffiorare ricordi sbiaditi di gluoni, quark strange e charm…
      ad maiora!

      • Camillo ha detto:

        Però mi sembra notevole il fatto che si dimostri una relazione tra la matrice e la branching ratio.

        In realtà l’evidenza si ferma al litio.
        Per il tantalio il rapporto medio è di 1,0074. Per lo Stronzio è di 0,9826. Si tratta veramente di reazioni specchio.
        Si può tranquillamente lavorare considerando le sezioni d’urto indipendenti dalla matrice.

      • Camillo ha detto:

        hai ragione, Preparata resta in soffitta!

        Huke e colleghi non si sono nemmeno preoccupati della reazione di Preparata, data per “impossibile” con il suo 10E-7.
        Il principio di minima azione non viene violato.
        Hanno considerato le due reazioni specchio e hanno confermato che avvengono con il 50 % di probabilità. Metà neutroni, metà protoni.
        Chissà come è potuto venire in mente a Preparata che il 100% della DD avrebbe prodotto 4He. Un cantonata inspiegabile in un laureato in fisica.

  73. Giugual ha detto:

    Noo..anche la NASA è stata presa per il NASO !

    h-ttp://www.ecatplanet.net/content.php?123-LENR-Presentation-by-Dennis-Bushnell-Chief-Scientist-NASA-Langley

    • Livio Varalta ha detto:

      http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg57864.html

      I believe, Bushnell is not an active chief scientist anymore but a former chief scientist.
      He is growing old and at NASA they gave him a jester’s license.
      They did this with many other merited old scientists when they started to develop strange theories about aliens and UFO’s in the past.

      • Max Altana ha detto:

        beninteso, potrebbe anche avere ragione, ma chi sarebbe il signor Peter Heckert?

        francamente, senza nessun riferimento, questo è puro gossip, non crede?

        • Camillo ha detto:

          Non è puro gossip, perché in questo blog, e forse anche con Bardi, ci siamo occupati di Bushnell molte volte. Il meno che si possa dire è che più eccentrico di Widom e Larsen. Nessuno dei loro lavori è stato preso sul serio. Fanno parte dell’ala estremista della ff, che è già fuorilegge. E’ l’ala che si rivolge alle interazioni deboli.
          Se serve possiamo leggere qualche lavoro di Bushnell, che sarà stato conservato da Rothwell. Forse Francesco può trovare qualcosa.
          E’ molto probabile che le cose stiano come le descrive Giugual. Personaggi fuori standard che creano imbarazzo agli enti che li ha assunti con mansioni diverse dalla loro vera passione. Anche Mallove ebbe difficoltà al MIT, che lo allontanò (se ricordo bene).
          E’ possibile che anche Focardi sia considerato con imbarazzo dall’UniBO, anche se i bolognesi mi sembrano molto più distratti. Non sanno nemmeno che cosa fa di bello Bianchini per guadagnarsi la vita o se è studente.

        • Livio Varalta ha detto:

          Max, ho riportato affermazione e link senza commento…
          “”ma chi sarebbe il signor Peter Heckert?””
          Al volo, sembra uno scettico che scrive molto…

          Anche che l’E-Cat scaldi è puro gossip, non crede?
          Ma chi sarebbe il signor Andrea Rossi?

  74. Francesco ha detto:

    @Franchini
    “Anche Mallove ebbe difficoltà al MIT, che lo allontanò (se ricordo bene)”

    Un flash al volo, poi se riesco più tardi due parole sul lavoro di Huke et al.
    Non so se ricorda bene o male, ma io riguardo Mallowe ho letto qualcosa di diverso anche se no so che attendibilità possa avere queste notizie.
    In pratica sembrerebbe che Mallowe si allontanò dal MIT denunciando che aveva scoperto una manipolazione dei dati ottenuti per la replica dell’esperimento di F&P, manipolazione che poi pare sia stata anche “provata”. Ripeto ho letto qualcosa a riguardo ma no so se la notizia è attendibile, proverò a ritrovarne le fonti.

    Inoltre Mallowe fu ucciso anni dopo e non si sono mai scoperti i colpevoli finora.

    • Camillo ha detto:

      Mallove taught science journalism at MIT and Boston University and was chief science writer at MIT’s news office, a position he left as part of a dispute with the school over cold fusion.

      Questo è quello che ho letto. I rapporti con il MIT si ruppero e Mallove fondò Infinite Energy.
      Non mi sembra un personaggio importante, dato che era un ingegnere aeronautico e astronautico, tipo Bushnell.

  75. Livio Varalta ha detto:

    Sfruttando spunti evidenziati da Camillo ho scritto ora al “Contatto”.

    Carissimo…
    Le sottopongo alcune considerazioni sul coinvolgimento dell’Università:
    A parte i filmati con il prof Levi, che declama il “cantagallo”, ed il prof Ferrari che nell’articolo, Energia da Matti, dichiara trionfante ” In pratica, si è passati dall’Evento al Fatto, dal “si dice” al “si misura”…. di cui Lei è a conoscenza da mesi,
    è a conocsenza che esite un Brevetto:

    http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Patent_WO-2009-125444.pdf

    dove viene richiamata e risulta coinvolta l’Università di Bologna?

    Pag 2 da riga 20 a riga 37 (Siena è pur sempre un’Università)
    Prof Sergio Focardi ( Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna)

    Pag 12 da riga 21 a riga 26
    electronic microscope of Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna

    Pag 14 da riga 31 a riga 32
    Pressure gauge: Elaborazione – Dipartimento di Fisica – Università degli Studi di Bologna

    Pag 15 da riga 1 a riga 5
    Neutron measuring device : Elaborazione – Dipartimento di Fisica – Università degli Studi di Bologna
    Chemical-physical analyses: Dipartimento di Fisica – Università di Bologna

    L’uso dei laboratori, della strumentazione e del personale è avvenuto nel rispetto dei regolamenti UniBO?

    Sfido chiunque, di buon senso, a dimostrare la non appartenenza sostanziale ad UniBO del professore emerito Sergio Focardi.
    Questa la teoria che nessuna rivista a voluto recensire, nemmeno arXiv.org.
    http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf
    A new energy source from nuclear fusion
    S. Focardi
    Physics Department Bologna University and INFN Bologna Section
    and A. Rossi
    Leonardo Corp. (USA) – Inventor of the Patent
    March 22, 2010

    Anche Campari, che dovrebbe essere uno dei periti, figura in bibliografia, del brevetto, con Focardi. Insieme hanno presentato un intervento all’8^a Conferenza sulla Fusione Fredda del 2000.

    Questi documenti sono stati prodotti da osservatori o da coinvolti? Nelle ultime pagine c’è anche Bianchini… con la strumentazione di UniBO?
    http://pesn.com/2011/01/27/9501752_Italian_cold_fusion_saga_continues_with_new_papers_released/LeviGreportonhe.pdf

    Tutto materiale prodotto prima del famoso contratto…

    Dopo aver prodotto tutti questi documenti, come potrà UniBO dichiarare che “NON SCALDA”?

    Cordiali Saluti
    Livio Varalta

    • Caracolla ha detto:

      Complimenti e grazie, bisogna pur far qualcosa per intralciare l’operato dell’insopportabile furbetto venditore di scaldabagni.

    • Camillo ha detto:

      Livio,
      Vediamo se con il rapporto diretto con il “contatto” che sei riuscito a stabilire si riesce a uscire da questa situazione di ambiguità insopportabile.
      Io mi aspetto che Dario Braga scriva una lettera di chiarimento a Krivit, se non vuole restare nel tritacarne.

  76. Max Altana ha detto:

    @livio

    senza alcun dubbio, il caldo dell’ecat è puro Gossip. Spesso chiedo ai fans di Rossi quale sia esattamente la funzione di JONP, per quale motivo l’uomo che avrebbe scoperto il fuoco di Prometeo dovrebbe perder tempo a rispondere a domande cretine o a pubblicare i deliri di Guglinsky (che consiglio caldamente a Franchini… è meglio di Paolo Villaggio dei tempi d’oro!).

    Tuttavia, non credo di comprendere i tentativi di “character assassination” del povero Bushnell.
    Da quello che posso vedere il suo è un curriculum di rispetto, ma mi riprometto di scoprirne di più al proposito.

    La cosa interessante è che a quanto pare la Nasa ha pagato le spese per il brevetto di Zawodny (anche lui di Langley) per la produzione dei famosi elettroni spp, primo step nella reazione multipla teorizzata da W&L.

    La Nasa ha visto drasticamente ridurre il budget in questi ultimi vent’anni. (Adesso è pure a rischio il magnifico James Webb Telescope, erede dell’Hubble, e questo mi intristisce oltre ogni dire) Possibile che perdano tempo e denaro dietro ad una teoria senza alcuna speranza?

    • Camillo ha detto:

      Tuttavia, non credo di comprendere i tentativi di “character assassination” del povero Bushnell.

      Nessun “character assassination”.
      Bushnell è un ingegnere meccanico che si considera contemporaneamente esperto di reazioni nucleari e fa pubbliche dichiarazioni sulla ff.
      Chiunque ha il diritto di commentare quello che dice.

    • Livio Varalta ha detto:

      @Max

      di persone in gamba e che hanno ottenuto ottimi risultati nel loro campo ce ne sono tantissime, e ringraziamo il cielo!
      E’ quando escono dal loro campo che gli in gamba combinano guai se non si aggiornano.
      Compresi i Premi Nobel. Esempio lampante è http://it.wikipedia.org/wiki/Brian_Josephson, Chi si converte ad una muova “religione” deve avere l’umiltà di studiarsela per bene prima di predicarla.
      Chiedo conferma a Camillo, credo di poter affermare che le critiche che lo stesso Camillo fa ai convertiti non è solo sulle favolose novità che gli stessi reclamano, ma sopratutto l’ignoranza che dimostrano sull’argomento…

      • Camillo ha detto:

        Per quello che vale la mia opinione, confermo senz’altro.
        Nel corso di questi confronti amichevoli, ho avuto l’impressione che molti non si rendano conto della differenza che intercorre tra una reazione chimica, che interessa la corteccia elettronica degli atomi, e una reazione nucleare; credono che si possa passare con continuità dall’una all’altra. Altri credono che la violazione di una legge naturale, fisica o chimica, sia un evento in cui ci si può imbattere mentre si lavora, una sorta di incontro imprevisto, non sorprendente. Altri ritengono che l’uso delle banche dati sia riservato ai pigri, a quelli che non si possono concedere un atteggiamento creativo.
        Se ci fai caso, sono tutti atteggiamenti da convertiti.

  77. roberto ha detto:

    max
    l uomo dai due volti

  78. Francesco ha detto:

    Provate a dare una occhiata a questo report, in particolare a pagina 12 alla quale vengono mostrati i grafici di calorimetria senza eccesso di calore pubblicati dal MIT e quelli non pubblicati che mostrerebbero invece un evidente seppur piccolo calore prodotto.

    In questa breve a ref =”http://www.youtube.com/watch?v=rVeqMoUFwZo&feature=player_embedded”>video intervista a Mallowe, egli afferma che il MIT aveva manipolato i dati di calorimetria mostrando un risultato negativo mentre i veri risultati pur non dimostrando la FF avevano invece ottenuto un risultato positivo.

    Ad ognuno la propria interpretazione.

  79. tia ha detto:

    @Francesco

    Perchè non mi rispondi?
    Lo riposto:

    >Avrebbe dovuto ingannare: -un prof. emerito di fisica che ha studiato quella stessa reazione per 20 anni con evidenze molto minori,

    Focardi era certo che il reattore del 1994 funzionasse. Rossi l’ha presentato come un miglioramento di un reattore che lui (focardi) sapeva già che funzionasse

    >-qualche altro fisico bolognese e svedese i quali hanno assistito ai test e sono certi che il fenomeno sia reale oppure quantomeno non sono così certi che sia una burla

    Com’è che i suddetti fisici non siano riusciti a produrre insieme a Rossi un setup di misura convincente?
    Inoltre, molti degli scienziati non erano affatto competenti in materia di misure termodinamiche con acqua. Cosa che hanno dimostrato ad esempio gli Svedesi.
    Esempio:
    DOMANDA:”Was the outlet steam flow rate measured? For example, by condensing steam only and measuring the weight of the resulting water?” Randall wrote. “If not, how did you validate the assumption that all of the input water was converted to steam?”

    Essén replied:
    “Since there was no other path for the water than straight through the device in a single hose-pipe-hose track, we concluded that all the water must become steam,” Essén wrote.

    Come vedi, è una risposta errata.

    Io sto cercando ancora di capire come mai Levi a giugno non abbia detto una parola di fronte alla “sfiatella”. A te invece torna?

    • Francesco ha detto:

      @tia
      Già ti dissi una volta che non ho il tempo di disquisire su tutto, quindi seleziono le cose che ritengo più interessanti.
      Cosa dovrei risponderti? Hai capito il senso del mio post dal quale hai estratto quelle parti?

      • tia ha detto:

        Ho capito il senso del tuo post: Rossi non può aver fregato tutti i vari scienziati.
        Il punto è che ti ho ribattutto su quelle obiezioni.

  80. Alby ha detto:

    Voglio postare un’intervista di qualche anno fa della giornalista Gabanelli al defunto Giuliano Preparata.

    • Camillo ha detto:

      Grazie Alby.
      Mi sembra la solita tirata retorica contro la scienza accademica, la scienza generalmente accettata, ecc. Una banalità dopo l’altra.
      Serviva organizzare una trasmissione televisiva per una roba del genere?

  81. roberto ha detto:

    grazie Alby 8 minuti dicono quel che possono.
    non chiedo se qualcuno è interessato a sviluppare il discorso…..8 minuti son stati anche troppi.

  82. Giancarlo ha detto:

    Ho visto il video di Preparata e debbo dire che lui è esattamente come lo ricordavo; alle volte il tempo passato induce a pensare che l’elaborazione delle proprie idee abbia sostituito la realtà, invece in questo caso ricordavo bene.
    Quello che colpisce in queste persone, sicuramente di livello elevato, è la naturale propensione a strafare. Non basta impantanarsi nella FF e dover far ricorso a teorie di complotti vari (notare che Preparata era pagato da Moratti e Tronchetti Provera quindi la sua ricerca era più che sostenuta) ma c’è sempre qualche altro argomento da affiancare: la memoria dell’acqua, energia gratis dal plasma freddo impulsato, l’orgone (energia cosmica primordiale). Tutto ciò è molto sospetto e non depone a favore.

  83. Camillo Franchini ha detto:

    @Max Altana

    Mi scuso, ma solo ora ho dato un’occhiata al sito:

    http://www.ecatplanet.net/content.php?123-LENR-Presentation-by-Dennis-Bushnell-Chief-Scientist-NASA-Langley

    Dove Bushnell, chief scientist della NASA, descrive le mirabolanti possibilità delle LENR. Non c’è che l’imbarazzo della scelta.

    – Theories since 2006 indicate is probably weak interactions/ beta decay, NOT “Fusion”
    – Watts-to-Kilowatts also produced in Piantelli and Patterson Experiments
    – Enables VTOL and PAVE both economical and QUIET

    Non credo che sia gossip o character assassination affermare che Bushnell sta dando di matto. Non credo sia nell’interesse dei ff fare affidamento su un personaggio così pittoresco.

  84. Camillo Franchini ha detto:

    @Livio Varalta

    Mentre cercavo informazioni sulle attività recenti di B. Josephson, mi sono imbattuto in questa notizia:

    Unusually, the administrators of the physics archive at arXiv.org rapidly deleted a paper successfully deposited in the archive, perhaps as a reflex response to the fact that the paper concerned reviewed research in cold fusion.

    Evidentemente anche arXiv ha cambiato politica sulla ff. La letteratura fredda è sempre più samizdat.

    • Livio Varalta ha detto:

      arXiv = puppeteers, clowns and snakes, è già stato detto?

      • Camillo ha detto:

        Focardi è stato graziato. Avrebbe fatto carte false per vedere pubblicato il suo articolo almeno da arXiv.
        Livio, e se succedesse come quando rifiutarono l’esposizione dei quadri degli Impressionisti?
        arXiv come una giacimento nascosto di lavori di qualità, sarebbe un bello scherzo.
        Poco probabile: la maggior parte dei ff sono vecchietti della mia età o peggio. Gli impressionisti si affermarono più giovani.

        • Livio Varalta ha detto:

          “”Gli Impressionisti si affermarono più giovani.”” Ed anche al maggior parte degli scienziati hanno prodotto il meglio da giovani… da Einstein ai Ragazzi di via Panisperna fino a Brian David Josephson, Nobel a 33 anni.

          Più che le opere dei vecchietti ff, fanno impressione, allibire, loro stessi. L’esempio più eclatante è Focardi che ha ribadito più volte: “non lo so e non mi interessa quello che c’e dentro l’E-Cat”. Una umiliazione di se stesso impressionante, appunto…

  85. Camillo Franchini ha detto:

    @Livio Varalta

    Josephson si interessa anche a questo argomento:

    relationships between quantum mechanics and the paranormal

    Ragazzi, siamo circondati.

    • Livio Varalta ha detto:

      “….paranormal” …è il motivo per il quale l’ho preso ad esempio…

      Mi è tornato in mente un “fuori tema” sia come E-Cat che come “paranormal” che avrei voluto lanciare in diversi momenti:
      Vi sembra che la scienza in generale sia stata invasa dall’apparire al posto dell’essere, dal sensazionalismo al posto del rigore, dal “arriva LUI e ci risolve i problemi”, dalla scienza Kazzenger…
      Voglio dire, il vero problema non è l’ignoranza e la superficialità degli scienziati novelli ma quanto ho detto sopra.
      Probabilmente il problema è creato più dai tempi attuali e da chi parla di scienza che dagli scienziati stessi, che cascano, quindi, nei “cantagalli”…
      Spero di leggere te, Alessio, Giancarlo e gli altri commentatori di buon senso…

      • Camillo ha detto:

        Probabilmente il problema è creato più dai tempi attuali e da chi parla di scienza che dagli scienziati stessi,

        Assolutamente d’accordo. E’ la facilità con cui si possono diffondere idee e proposte che induce molti in tentazione irresistibile.
        Mi convinco sempre più che conviene fare riferimento esclusivo alle banche dati, almeno per quanto riguarda il mio mestiere, la chimica.
        Solo i poeti possono farne a meno.

        • Susan ha detto:

          Solo i poeti possono farne a meno.
          Non è poi tanto vero nemmeno questo. Se non ne avessero una, chi li proteggerebbe per esempio dall’oblio o dal plagio ?

      • Cataflic ha detto:

        Io penso che manchino alcuni capisaldi teorici e religiosi, per cui quello che non è più presentabile come “mistero della fede” oggi lo si va a cercare altrove e allora l’energia cosmica diventa un buon candidato!
        È il naturale bisogno dell’uomo di credere in qualcosa che sfugge al suo controllo…

  86. Francesco ha detto:

    tia
    “Ho capito il senso del tuo post: Rossi non può aver fregato tutti i vari scienziati.”

    Forse invece non hai capito il senso del mio post.
    Poiché si parlava di probabilità dissi solo che nel valutare le probabilità delle diverse opzioni bisogna inserire anche quelle considerazioni. Se per te è semplice pensare che un prof emerito che ha studiato un sistema simile per 20 anni confonda i pochi watt che egli misurava con i kW di Rossi, che altri professori e testimoni si facciano ingannare con trucchetti da prestigiatore da recita scolastica, non una ma decine di volte, etc., continua a pensarla come credi.
    Io non ho mai detto che queste considerazioni spostano completamente l’ago della bilancia verso la totale veridicità del fenomeno e-cat, ho solo detto che controbilanciano in una certa misura le considerazioni che mi fanno invece dubitare, creando quella situazione di sospensione di giudizio nella quale mi trovo al momento.

    P.S.:
    Considerando che sei così insistente nel richiedere una risposta ai tuoi post, potresti almeno impegnarti un po’ di più nel cercare di capire quello che viene detto in modo da evitare agli altri di doverti anche ripetere cose già dette.
    Se limitassi un po’ i tuoi interventi forse riusciresti in questo intento e non dovresti anche ammettere che non sempre sei in grado di verificare quello che scrivi per evidente mancanza di tempo, visto la quantità di post che sforni ogni giorno.

    • tia ha detto:

      >Poiché si parlava di probabilità dissi solo che nel valutare le probabilità delle diverse opzioni bisogna inserire anche quelle considerazioni

      Appunto.
      Ed io ti sto dicendo che le tue obiezioni non sono poi cosi pesanti da controbilanciare il tutto.
      Come ti ho già detto, Focardi è convinto che nel 1994 il suo reattore funzionava, nonostante quelli del CERN conclusero il fenomeno anomalo come un errore nella msiura caloriemtrica (sembra un deja-vu).
      Rossi è andato da Focardi dicendogli che il suo lavoro era una evoluzione del suo vecchio lavoro. Ti pare che sia stato a cercare il “trucco”?
      Quando poi parli degli altri scienziati, beh bisogna vedere chi sono.
      Ti ho appena fatto vedere il grado di impreparazione degli Svedesi, che già da solo basta a ridurre di un fattore 6 le misure che hanno preso.
      Levi poi, che mi dici di lui? Anche a te torna quella “sfiatella”? Che dire poi della famosa sonda di temperatura infilata nella black-box a Febbraio, che mi ricordo che è stata giustificata con un: se la mettevo 50cm dopo misuravo una temperatura minore.
      Come se riuscissi a dissipare 10kW di calore in 50cm di tubo isolato.
      A te pare cosi improbabile che Rossi non sia riuscito a fregare queste persone?

      • Francesco ha detto:

        @tia
        “A te pare cosi improbabile che Rossi non sia riuscito a fregare queste persone?”

        Dici bene a me pare improbabile, non certamente impossibile, perché a differenza tua non sono così presuntuoso da pensare che:
        -Focardi sia un tale “boccalone” che pur sapendo della difficoltà di tirar fuori kW da una reazione che aveva studiato per decenni, di fronte al primo che dice di riuscirci con la facilità di uno che accende una caldaia a gas, si fida senza cercare di “cautelarsi” il più possibile.
        -che Levi pur scettico in partenza sulle LENR, si faccia infinocchiare tanto semplicemente pur avendo la possibilità di controllare una gran parte delle misure effettuate (ricordarsi anche del test di febbraio non pubblico alla quale ha preso parte per 12 ore)
        -che due fisici di una certa fama nonché appartenenti alla “sceptic society” siano più sprovveduti di una banda di bambini dell’asilo e che tu dall’esterno e dall’alto della tua enciclopedica cultura ne capisca più di loro.
        etc…

        Che poi la questione non sia chiarissima e che queste considerazioni non mi permettano comunque di arrivare ad una idea conclusiva sulla faccenda, è un’altra storia.

        • tia ha detto:

          >-Focardi sia un tale “boccalone” che pur sapendo della difficoltà di tirar fuori kW da una reazione che aveva studiato per decenni, di fronte al primo che dice di riuscirci con la facilità di uno che accende una caldaia a gas, si fida senza cercare di “cautelarsi” il più possibile.

          Non ho detto che è un boccalone. Scusa ma tu non hai mai subito un gioco di prestigio?
          Io sarò tardo, ma pur sapendo che era un trucco spesso non riuscivo a capire cos’era.
          E sinceramente ingannare una persona che sapeva che il proprio lavoro funzionava non è poi così difficile.

          >-(ricordarsi anche del test di febbraio non pubblico alla quale ha preso parte per 12 ore)

          Appunto, il test in cui ha messo la sonda di temperatura dentro l’apparato di Rossi, invece che metterla FUORI, e a precisa domanda aveva risposto che se la metteva fuori misurava una temperatura inferiore.
          Tu quando vuoi fare una misura in cui NON TI FIDI del “Rossi” di turno, infili la sonda in quel modo? A me pare evidente che già a febbraio Levi si fidasse.

          >-che due fisici di una certa fama nonché appartenenti alla “sceptic society” siano più sprovveduti di una banda di bambini dell’asilo e che tu dall’esterno e dall’alto della tua enciclopedica cultura ne capisca più di loro.
          etc…

          Franceso, ma tu i miei post li leggi o li prendi solo come una scusa ma per attaccarmi personalemente?
          Hai visto le risposte degli Svedesi sulla calorimetria? Lo stesso Essén ha detto “I’m new at steam, unfortunately”
          E adesso mi accusi di “siano più sprovveduti di una banda di bambini dell’asilo e che tu dall’esterno e dall’alto della tua enciclopedica cultura ne capisca più di loro.”?
          Gli Svedesi non sono esperti in termodinamica, punto. Già questo riduce di un fattore 6 le loro misurazioni.
          Ora, io ti rispondo con DOCUMENTAZIONE e tu con ACCUSE GRATUITE.

        • tia ha detto:

          Per completezza:
          http://newenergytimes.com/v2/news/2011/37/3705report3.shtm

          Qui trovi le dichiarazioni di Essen

  87. Gigi ha detto:

    Deve essere proprio un pazzo questo Duncan a chiedere uno “sforzo nazionale” perchè gli Usa studino la fusione fredda:
    http://www.columbiatribune.com/news/2011/dec/03/mu-research-chief-wants-cold-fusion-puzzle-solved/
    Per nostra sfortuna in Italia ci siete voi, i guardiani dell’ortodossia, i “talebaloney”: e meno male che nel nostro paese esiste ancora libertà di ricerca e la libertà di impresa, almeno secondo la nostra Costituzione. A proposito, visto che vi fregiate di titoli, ricordate che oltre agli onori ci sono gli oneri: ed esiste anche il reato di diffamazione…

    • Camillo ha detto:

      Duncan non è il primo a richiedere uno sforzo nazionale.
      Subito dopo l’uscita di F&P fu messa in piedi una commissione di inchiesta, affidata al DoE. Cinque anni dopo l’inchiesta fu ripetuta. Lei vorrebbe proporre un terza istanza? In base a quali nuove risultanze?
      Per nostra sfortuna in Italia ci siete voi, i guardiani dell’ortodossia, i “talebaloney”
      Qui si dà spazio a tutte le opinioni.
      Se Le fa piacere esprimere la Sua opinione sulla ff, può scrivere in totale libertà.
      Lei è benvenuto, più siamo, più le opinioni si incrociano e si affinano.

    • Livio Varalta ha detto:

      @Gigi,
      “ed esiste anche il reato di diffamazione…” Ci spieghi dove abbiamo diffamato, affinché ci possiamo scusare, o ci aspetti direttamente in tribunale?

    • Giancarlo ha detto:

      @Gigi
      Della diffamazione e della critica…
      In particolare, i diritti di cronaca e critica trovano fondamento nell’articolo 21 della Costituzione, che sancisce che Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Per risolvere la presunta antinomia di norme fra l’articolo 21 della Costituzione e gli articoli 594 e 595 del codice penale (norme che tutelano anch’esse un bene di rango costituzionale quale l’onore, espressione della personalità umana tutelata dall’articolo 2 della stessa Costituzione) si fa generalmente riferimento alla nozione di limite del diritto.

      In particolare, la giurisprudenza, con una lunga opera di interpretazione, ha elaborato dettagliatamente i limiti di operatività del diritto di cronaca; le condizioni, cioè, necessarie affinché il reato di diffamazione venga scriminato dalla causa di giustificazione in discorso. In sintesi, perché operi la scriminante, è necessario: a) che vi sia un interesse pubblico alla notizia; b) che i fatti narrati corrispondano a verità; c) che l’esposizione dei fatti sia corretta e serena, secondo il principio della continenza.

      Vedi, nel diritto di critica la cosa più importante è che i fatti siano veri. Quindi se dico che Focardi ai tempi di Piantelli mostrava diagrammi con le misure dei neutroni e ora, allineandosi con Rossi, dice che non ci sono più, dov’è la diffamazione? Se Rossi dice che il suo “mammozzo massimo” consuma 100 grammi di idrogeno al giorno e poi ce ne mette 1,7 per la demo del 28/10, dov’è la diffamazione? Chiamare noi snake, puppets, puppeteers, talebalooney è diffamazione o no? Poi, perché buttare sempre la palla fuori campo? ai numeri falsi si risponde con i numeri veri, alle formule false con quelle vere. Le critiche infondate si smontano. Poi dimmi, ma Rossi con la ff che c’entra?

      • Camillo Franchini ha detto:

        Giancarlo, non mi confondere. Se per ff intendiamo una reazione nucleare tra due particelle che avviene a bassa energia di collisione, quella di Rossi è una ff. Stessa cosa per la DD di Preparata.
        La condizione da rispettare è che l’energia di collisione sia bassa e che ci siano due particelle che interagiscono. Specificare che l’interazione non sia debole è superfluo, perché in nessuna delle due reazioni sono presenti neutrini. Lì almeno sono stati più prudenti di Bushnell, che vede interazioni deboli dappertutto.
        Io classificherei tutto sotto il termine generale, ormai storico, di ff.
        Carpinteri pratica invece una fissione, dove non viene specificata la natura della particella che scatena il cataclisma.

        • Giancarlo ha detto:

          @Camillo

          Quella di Rossi è una ff? Camillo ma sei passato dalla sua parte? Stai dando segni di sfinimento? E io che pensavo fosse un sano ciclo di adsorbimento-desorbimento mal misurato…
          Camillo era un po’ ironia, che cosa c’entra Rossi con F&P, Preparata, Hagelstein ? E’ come dire che io potrei essere considerato un fusionista freddo se solo raccontassi un esperimento virtuale e mi rifiutassi di darne prova.

          Carpinteri pratica invece una fissione, dove non viene specificata la natura della particella che scatena il cataclisma.
          Qualunque cosa la scateni mi pare che ci si perda energia e mi sfugge il fine, a parte eventualmente generare neutroni in maniera poco portatile.

        • Camillo ha detto:

          Giancarlo, niente paura, si chiamano tutte ff o LENR, par dare un nome a ciò su cui discutiamo da mesi. Per alcuni (Rossi, Preparata, F&P, Hagelstein) sono una realtà, per gli estensori delle banche dati no, non sono nemmeno citate. Ovviamente nemmeno per me esistono. Se vogliamo parlare dell’ippogrifo dobbiamo usare quel nome, anche se sappiamo che dietro c’è solo la fantasia di un bravo poeta.

  88. Camillo ha detto:

    @Livio Varalta

    L’esempio più eclatante è Focardi che ha ribadito più volte: “non lo so e non mi interessa quello che c’e dentro l’E-Cat”. Una umiliazione di se stesso impressionante, appunto…

    Focardi è indifferente al contenuto del mammozio; gli esegeti invece si arrovellano a interpretare le parole di Rossi:

    nickel powder contains catalyzer materials

    Qualcuno ha stiracchiato queste poche parole fino a proporre che “i materiali catalizzatori mischiati alla polvere di nickel” siano una qualche radiazione elettromagnetica. Se questa non è buona volontà… Ce la mettono tutta, a differenza di Focardi, sereno nella sua indifferenza.

  89. cataflic ha detto:

    @Tutti
    a parte tutti i filosofeggiamenti mi pare che per ora l’unico report degno di merito sia quello di Huke.
    Così come sarebbe altrettanto degno un qualsiasi report di test condotto con perizia e moderazione che riportasse una qualsiasi evidenza di reazioni al di fuori della norma.
    Visto che la calorimetria pare sia una scienza incredibilmente difficile da governare, consiglierei di misurare le particelle nucleari…

    • Camillo ha detto:

      mi pare che per ora l’unico report degno di merito sia quello di Huke.

      Se si entra nei dettagli, mi sembra che anche questo studio non cambi la situazione, se si eccettua il comportamento del litio, forse mai segnalato prima.
      Huizenga scrive che the effect of the chemical environment on nuclear reactions is “essentiallly negligible”; Huke trova per il tantalio un valore medio del rapporto p/n = 1,0074 e per lo stronzio = 0,9826. Nessuna osservazione sul contributo della reazione di Preparata. Huke non se ne occupa proprio, quindi accetta che sia trascurabile.
      C’è differenza tra le posizioni di Huke e di Huizenga? Secondo me no. Si tratta della struttura fine di una legge che può tranquillamente essere espressa con le parole di Huizenga.
      Anche Haissinsky (La chimie Nucléaire et ses applications, Masson) scrive:
      les réactions nucléaires sont en principe indépendantes de la forme chimique sous laquelle un nucléide donné est soumis à l’action des particules ou des photons.

      Visto che la calorimetria pare sia una scienza incredibilmente difficile da governare, consiglierei di misurare le particelle nucleari…

      Lo dico fin da febbraio. Una misura nucleare è la più semplice e la più diretta. Anche la sostituzione dell’idrogeno con un altro gas fornirebbe una risposta non contestabile.
      Mi meraviglia che il CICAP non ci abbia insistito, visto che Bagnasco dà del tu a Capiluppi. Bianchini ha scritto che non ha rivelato traccia di gamma, ma non è stato creduto, forse perché ha l’aria di un bambino. Sostituiscano Bianchini con una persona di cui tutti si fidano e non serve spendere soldi per la prima rata a Capiluppi. Basta sostare cinque minuti con uno strumento accanto al mammozio.
      Non capiscono che i set sperimentali devono essere semplici il più possibile. Non servirebbe più ragionare sul tasso di umidità del vapore che sfiatella.

  90. Alessio Guglielmi ha detto:

    Caro Livio, a me sembra che la scienza in generale vada nel senso opposto a quello che tu paventi, e cioè si stanno privilegiando sempre di più gli aspetti tecnici e i risultati immediati. Questo va a discapito della ricerca `blue sky´, come la chiamano gli anglosassoni, cioè quella dei sognatori che cercano di capire fenomeni non ovviamente utili nell’immediato.

    C’è una correlazione tra conservatori al governo e tentativi di imbrigliare la ricerca verso risultati `concreti´. Per esempio, qui in UK è appena stato introdotto il parametro dell’`impatto´ nei progetti di ricerca. Questo significa che circa un terzo di ogni proposta di progetto deve stimare quale possa essere l’impatto sull’economia e la società della ricerca proposta, e viene valutata anche su questo. A prima vista non c’è niente di male, ma il tentativo scoperto del governo è quello di cercare di spremere economicamente la ricerca il più possibile, e indirizzarla su temi poco avventurosi. Questa politica fa contenta la classe dei bottegai ignoranti da cui proviene la Thatcher (che ha iniziato questa deriva, abolendo la tenure), ma è dimostrabilmente inefficace sul piano economico: ottiene l’effetto contrario. Infatti gli USA, per una volta, guardano all’UK con paternalismo sconsolato.

    Come ho già detto molte volte, secondo me la ricerca deve dare spazio anche alle menti più eccentriche. La probabilità che una di loro produca qualcosa di buono è molto bassa, ma quando questo avviene il ritorno è enorme. Si tratta di un classico meccanismo grande rischio/grande beneficio. Se ora dessimo lavoro solo ai tecnici, tra quarant’anni ci ritroveremmo con gli stessi aggeggi di ora, perfezionatissimi, ma nessuna novità sostanziale. Invece di novità abbiamo bisogno, mi pare.

    Bisogna però stare attenti a un particolare, fondamentale, che sfugge totalmente ai passerini. Non basta essere dei creativissimi sognatori per avere una chance di fare una grande scoperta. Bisogna anche padroneggiare ai massimi livelli tutta la ricerca passata e la matematica che si porta dietro. È una competenza che richiede due ingredienti, entrambi necessari: 1) talento e grande applicazione individuale, 2) appartenenza a un’istituzione universitaria di eccellenza. I passerini pensano che un po’ di talento basti, ma si sbagliano, il talento serve tutto, con lo studio, e poi serve essere nel posto giusto, circondati da colleghi competenti che aiutano a filtrare e indirizzare.

    Purtroppo c’è un grave problema di comunicazione tra ricerca e grande pubblico: è diventato estremamente difficile divulgare certe materie, per esempio la fisica, perché sono diventate troppo astratte o troppo complesse. Quando ero ragazzino leggevo il Scientific American e riuscivo a farmi un’idea intuitiva di molti argomenti. Adesso invece, nonostante sia un po’ più colto, faccio una gran fatica e non ci riesco quasi mai, mi devo accontentare di qualche pillola di saggezza appiccicata alla bell’e meglio. Mi sembra evidente che questa polarizzazione tra sapienza e ignoranza favorisca l’emergere dei passerini e di tutti quelli affetti da sindrome di Dunning-Kruger. Questi pensano di capire, anche se non capiscono nulla, e ci costruiscono castelli sopra, ci fanno i blog, aggregano gli stormi e cinguettano all’unisono. Se possano fare danni seri, non saprei. Certo, votano anche loro, e forse un giorno potranno fare come i bottegai ed eleggere la loro Thatcher. Non lo so. Mi sembra che Bardi abbia delle idee al proposito, ma per me questo è un fenomeno nuovo, che non capisco.

  91. Francesco ha detto:

    @Franchini
    “La mia interpretazione è che la vicenda, che risale al 1989, non ha avuto seguito.
    Le vicende che non hanno avuto seguito devono essere dimenticate.
    La storia delle ff è piena di ingegneri affascinati dalle reazioni nucleari. E’ curioso.”

    Quello che è veramente curioso, anzi più che curioso stupefacente, è la facilità (sarebbe meglio dire superficialità) con la quale lei è solito dimenticare, archiviare, superare, smontare (solo nella sua mente fortunatamente), tanti fatti, evidenze sperimentali e notizie di una certa rilevanza.

    Ricapitoliamo per un istante la questione Mallowe.
    Nei reports che ho postato, versione originale e a href=”http://www.scienzaperlamore.it/allegati/mitcfreport_ita.pdf”>versione tradotta in italiano, è riportata l’indagine condotta da Mallowe riguardo l’operato del MIT nelle prime fasi dopo l’annuncio di F&P specialmente per ciò che concerne lo svolgimento dell’esperimento di replica.
    Questo report è corredato di una quantità di documenti, lettere private tra i vari protagonisti, i grafici di calorimetria originali non trattati (quelli che lei ritiene fondamentali in un articolo scientifico) e non pubblicati e quelli pubblicati “addomesticati” per minimizzare (anzi far scomparire) l’eccesso di energia misurato.
    Dall’analisi di questi documenti, io ieri ho letto quasi tutto, risulta evidente sia il pregiudizio nei confronti di F&P, addirittura la volontà di dipingerli come truffatori, e la cattiva gestione dell’esperimento di replica condotto dal MIT.
    Già una volta dissi che, anche se fossero stati condotti senza pregiudizio, i primi esperimenti di verifica dei claims di F&P non avrebbero dovuto portare subito alla convinzione che fossero fasulli per il semplice motivo che la difficile replicabilità del fenomeno avrebbe richiesto una grande accuratezza, che non necessariamente fu usata.
    Specialmente poi se ciò è seguito da 22 anni di grandi progressi in termini di comprensione del fenomeno e di replicabilità dello stesso, che lei bellamente ignora.

    E’ veramente curioso che, mentre attinge a piene mani dal passato convinto che già “22 anni fa fu celebrato il funerale della FF (in tutta fretta aggiungo io)”, poi quando si mostra che la correttezza di quegli epitaffi fu pregiudicata da approssimazione e pregiudizio (per non dire peggio), afferma che il passato è passato e non andrebbe tirato fuori.

    Ricordiamo invece che, contrariamente a quanto lei afferma, Mallowe non fu allontanato dal MIT, ma andò via disgustato ed intristito dal comportamento di una istituzione che evidentemente stimava ed amava. Ed andò via non in sordina ma pestando molto i piedi, cercando di ottenere quella che per lui era giustizia, e non ottenendola continuò la sua battaglia per la verità per anni ed anni fino alla sua morte (2004), avvenuta in circostanze poco chiare e tuttora non ancora chiarite.

    Se per lei tutto questo può essere archiviato perché vecchio per me non lo è assolutamente e credo non lo sia per chiunque guardi la questione delle LENR senza pregiudizi e in buona fede.

    Ed è davvero curioso, per non dire altro, come facilmente (sarebbe sempre meglio dire superficialmente), archivia l’articolo di Huke et al., che stavamo analizzando.
    Prima riconosce che l’articolo di Huke mostra una influenza dell’”ambiente” sullo svolgimento di una reazione nucleare, cosa che già da sola dovrebbe sconvolgerla considerando che finora lo aveva escluso oltre ogni ragionevole dubbio e utilizzava questa sua “certezza” come uno degli strumenti più potenti per lo “smontaggio” a priori della possibilità di esistenza di qualunque LENR.
    Poi lascia passare apparentemente senza batter ciglio questa piccola ”rivoluzione” e cerca di gettare tutto in “caciara” mettendosi a parlare di Preparata.
    Anche questo è “curioso” visto che mi accusa spesso di avere una sorta di fissazione per le sue ricerche, e poi un volta che non ne parlo e discuto su tutta altra questione, cerca in tutti i modi di riportare il discorso su quello che lei crede di aver già “smontato”.
    Onestamente non mi sembra l’atteggiamento “aperto” e senza pregiudizi che dovrebbe tenere chi davvero cerca la verità.
    Davanti ad una tale nuova evidenza bisognerebbe piuttosto interrogarsi sulle implicazioni che potrebbe avere, piuttosto che fossilizzarsi su quello che invece non può dimostrare.
    Possiamo facilmente concordare che l’articolo di Huke non da alcun contributo alla eventuale accettazione del rapporto 41 di Preparata, ed infatti io, che pur sono solo un povero ingegnere lo avevo capito da solo e infatti non lo avevo per nulla messo in discussione.
    Bisogna però sottolineare che è vero che quell’articolo non sposta le possibilità di esistenza della reazione di Preparata, ma neanche ci prova perché non è pensato per quello.
    Inoltre non è realizzato neanche nelle condizioni dei classici esperimenti LENR, poiché utilizza comunque un set-up della fusione classica che comporta l’utilizzo di un fascio incidente.

    L’importanza di quell’articolo, e chiunque in buona fede anche senza particolari conoscenze in materia se ne può rendere conto, riguarda il fatto che per la prima volta è stata verificata l’influenza di alcuni parametri mai considerati sullo svolgimento di una reazione nucleare.
    Questo aspetto pur non dimostrando in alcun modo la sussistenza della reazione di Preparata né di alcuna altra LENR, apre però un portone alla possibilità che quello che i fusori freddi misurano da 20epiù anni non siano allucinazioni. Infatti, in particolari condizioni, questa “influenza” potrebbe essere molto maggiore e anche di “diversa” natura.
    Queste particolari condizioni potrebbero essere proprio quelle che con difficoltà cercano di ottenere i fusori freddi, senza l’utilizzo di una fascio incidente ma con l’aiuto di fenomeni particolari che potrebbero avvenire in modo completamente diverso all’interno della materia condensata.
    Ricordiamo che Huke non considera assolutamente il “caricamento” dell’idrogeno nei metalli utilizzati, parametro che invece sembrerebbe essere molto influente nelle esperienze di chi sperimenta le LENR. E questo bisogna tenerlo in conto quando si mette in relazione quei risultati con quelli dei FF.

    Anche l’obiezione secondo la quale le “basse energie” utilizzate da Huke siano comunque molto superiori di quelle utilizzate nelle LENR, e abbastanza pretestuosa a meno che non mi spieghiate quello che chiedo da molto senza ottenere risposta.
    Se nell’esperimento di Huke e in tutti quelli della fusione “classica” è relativamente semplice valutare l’energia necessaria alla fusione, come la valutate nelle reazioni LENR che non utilizzano un fascio incidente?
    Solo se mi spiegate questo e fate una valutazione della energia di cui sarebbe dotato il singolo atomo che fonderebbe in un esperimento LENR, potete affermare che tale energia è molto minore di quella necessaria. E inoltre anche se lo faceste, potreste escludere con sufficiente certezza che in certe condizioni non si possano verificare fenomeni “tipo risonanza” che amplifichino tale energia?

    Sono certo che questo mio discorso sarà come al solito stravolto, ma spero sempre di essere smentito anche su questo.
    Ad ogni modo mi interessa relativamente poiché il lungo confronto che ho avuto con lei e marginalmente con altri, mi ha permesso di approfondire molte questioni e mi ha portato a maturare una certa sicurezza che i fenomeni LENR siano assolutamente reali.
    Di certo non so se siano davvero delle fusioni nucleari e non riesco a stabilire se esista ancora un abbozzo di teoria che li possa interpretare, ma sono abbastanza sicuro che non sono solo allucinazione ed errori grossolani quello che decine e decine di ricercatori misurano da 2 decenni.
    E prima o poi questo verrà fuori in modo così evidente che sarà difficile chiudere gli occhi e le orecchie e negarlo.
    Non so se sarà Rossi con il suo e-cat e il suo discutibile e confusionario comportamento, a portare il mondo di fronte all’evidenza di questo fenomeno, ma credo che siamo comunque vicini al momento della resa dei conti.
    Potrebbe anche darsi che resterà per sempre un fenomeno non utilizzabile per la produzione di energia, questo non so dirlo, ma credo fermamente che presto si renderanno necessarie parecchie scuse, purtroppo, in alcuni casi, postume.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Quello che è veramente curioso, anzi più che curioso stupefacente, è la facilità (sarebbe meglio dire superficialità) con la quale lei è solito dimenticare, archiviare, superare, smontare (solo nella sua mente fortunatamente), tanti fatti, evidenze sperimentali e notizie di una certa rilevanza.

      Quello che conta è che di quell’episodio, che risale al 1989, non è rimasta traccia. Il MIT non si è lanciato a praticare ff; il nome di Hagelstein non figura in nessuna banca dati.
      Mallove era un ingegnere che si occupava di divulgazione scientifica, quindi meno di niente.
      Il solito rumore di fondo che si presenta in tutti gli enti e in tutti i tempi.
      Non Le conviene emozionarsi per Mallove.
      Appena posso, leggo il resto del Suo messaggio e Le rispondo. Spero che non sia dedicato tutto a Mallove!
      Ma non si stracci le vesti come fa qua sopra.
      Non sarà mica diventato lamentoso come i ff?

    • Camillo ha detto:

      Poi lascia passare apparentemente senza batter ciglio questa piccola ”rivoluzione” e cerca di gettare tutto in “caciara” mettendosi a parlare di Preparata.

      Non si tratta di una piccola rivoluzione, dal momento che i dati che interessano la dd in metalli più pesanti del Litio restano inalterati e corrispondono a quanto si sapeva già da 70 anni. Il confronto deve essere fatto tra Huke e Preparata. Preparata era convinto che la fusione radiativa rappresentasse il 100 del branching ratio. Huke ha dimostrato che resta impossibile, anche modificando la matrice metallica.
      Ma credo che a questo punto non capisca il confronto, dal momento che Le sembra caciara.
      Più di così su Huke non posso fare; veda Lei da solo se le LENR figurano su qualche banca dati. Non posso mettermi a disposizione di una sola persona che, mi scusi, dimostra di non capire.

    • Camillo Franchini ha detto:

      @ Francesco

      E inoltre anche se lo faceste, potreste escludere con sufficiente certezza che in certe condizioni non si possano verificare fenomeni “tipo risonanza” che amplifichino tale energia?

      Le sezioni d’urto hanno un andamento così irregolare proprio perché esistono importanti fenomeni di risonanza. La cosa è arcinota a chi si occupa di reazioni nucleari. Per questo ho sempre scritto che le sezioni d’urto sono tipiche grandezze che si ottengono per via sperimentale.
      Non basta però affermare che possono esistere risonanze a basse energie, è necessario che siano dimostrate per le reazioni che interessano. Per questo insisto: mi faccia leggere un articolo su risonanze a bassa energia della reazione di Preparata (o di Rossi, come preferisce). Se non si trovano cenni del fenomeno in letteratura, si fa come con l’araba fenice.
      I ff devono convincersi che devono produrre delle sezioni d’urto negli intervalli di energia che li interessano. Lei fa riferimento a fenomeni che fanno legittimamente parte delle reazioni nucleari, le risonanze. Quando si va a controllare, non si trovano informazioni su di esse per le reazioni LENR.
      Siamo alle solite, manca la letteratura; mancano gli esperimenti, gli studi che producono letteratura.
      Chiuso con le risonanze.
      Per Preparata non basta affatto; si deve dimostrare che il branching ratio esclude le due reazioni specchio a vantaggio della reazione radiativa. Huke ha dimostrato che le reazioni specchio possono variare nel loro rapporto di pochissimo, ma non trova che la reazione radiativa sia avvantaggiata.

  92. Camillo ha detto:

    @Francesco

    Prima riconosce che l’articolo di Huke mostra una influenza dell’”ambiente” sullo svolgimento di una reazione nucleare, cosa che già da sola dovrebbe sconvolgerla considerando che finora lo aveva escluso oltre ogni ragionevole dubbio e utilizzava questa sua “certezza” come uno degli strumenti più potenti per lo “smontaggio” a priori della possibilità di esistenza di qualunque LENR.

    Scherzi della nidificazione dei messaggi.
    Io ho già letto e commentato Huke diverse volte.

    Le riporto i messaggi qua sotto, per Sua comodità.
    Forse Le conviene rintracciarli nel contesto.

    Ho letto il lavoro di Huke et al.
    Hanno misurato come varia il rapporto tra le sezioni d’urto delle due reazioni specchio che portano alla formazione di 3He e di 3H. La reazione di Preparata che porta alla formazione di 4He non viene influenzata dalla variazione del rapporto tra le sezioni d’urto delle due reazioni principali e non viene considerata nell’approccio sperimentale.
    La reazione di Preparata resta quindi “impossibile”, con il suo contributo di 10E-7.
    Il litio favorisce la formazione di neutroni in 5 casi su 6. Un risultato interessante. Gli altri metalli cambiano poco il rapporto. Se si fa una media, direi nulla.
    In ogni caso le reazioni non sono fredde, come ha già fatto notare Cataflic. Lavorano con un acceleratore.

    Però mi sembra notevole il fatto che si dimostri una relazione tra la matrice e la branching ratio.[Cataflic]

    In realtà l’evidenza si ferma al litio.
    Per il tantalio il rapporto medio è di 1,0074. Per lo Stronzio è di 0,9826. Si tratta veramente di reazioni specchio.
    Si può tranquillamente lavorare considerando le sezioni d’urto indipendenti dalla matrice.

    hai ragione, Preparata resta in soffitta! [Cataflic]

    Huke e colleghi non si sono nemmeno preoccupati della reazione di Preparata, data per “impossibile” con il suo 10E-7.
    Il principio di minima azione non viene violato.
    Hanno considerato le due reazioni specchio e hanno confermato che avvengono con il 50 % di probabilità. Metà neutroni, metà protoni.
    Chissà come è potuto venire in mente a Preparata che il 100% della DD avrebbe prodotto 4He. Un cantonata inspiegabile in un laureato in fisica.

    Se si entra nei dettagli, mi sembra che anche questo studio non cambi la situazione, se si eccettua il comportamento del litio, forse mai segnalato prima.
    Huizenga scrive che the effect of the chemical environment on nuclear reactions is “essentiallly negligible”; Huke trova per il tantalio un valore medio del rapporto p/n = 1,0074 e per lo stronzio = 0,9826. Nessuna osservazione sul contributo della reazione di Preparata. Huke non se ne occupa proprio, quindi accetta che sia trascurabile.
    C’è differenza tra le posizioni di Huke e di Huizenga? Secondo me no. Si tratta della struttura fine di una legge che può tranquillamente essere espressa con le parole di Huizenga.
    Anche Haissinsky (La chimie Nucléaire et ses applications, Masson) scrive:
    les réactions nucléaires sont en principe indépendantes de la forme chimique sous laquelle un nucléide donné est soumis à l’action des particules ou des photons.

  93. tia ha detto:

    (OT)
    Ormai su 22passi non c’è piu nemmono il pudore di far passare la loro fede per qualcosa di vagamente razionale:
    “@Tia
    Io in Chiesa non vado a dire che con molta probabilità la Madonna non era vergine… lo dico se me lo chiedono ma poi lascio a tutti la propria opinione, giusta o sbagliata che sia….”

  94. tia ha detto:

    (detto da uno dei tanti belivers)

  95. Camillo ha detto:

    @Francesco

    Lascio a Lei l’iniziativa: che cosa nell’articolo di Huke ha trovato a sostegno della reazione di Preparata?
    Le viene il dubbio che, se usa il reticolo del Litio per imprigionare deuterio, la reazione di Preparata venga favorita? Huke ha scoperto che per il Litio le due reazioni che producono neutroni e protoni non sono strettamente specchio come avviene per i nuclei più pesanti. Tutto qua. Dal momento che Preparata lavora con il palladio, cosa Le importa come si comporta il Litio? Che importanza ha per Lei se il rapporto tra neutroni e protoni nel litio è diverso da 1?
    In ogni caso non ci stiamo occupando di reazioni fredde, ma di reazioni che richiedono un acceleratore.
    Prima il Rapporto 41, ora Huke. Cosa Le succede?

    • Francesco ha detto:

      Noto con piacere (sic!) che il mio timore non era infondato e che non sono stato smentito quando temevo che al mio post sarebbe stato, come spesso accade, risposto fischi per fiaschi.
      E il suo ultimo post lo testimonia meglio di qualunque cosa possa scrivere io.

      Sarei proprio curioso sentire l’opinione di qualcuno che leggesse in sequenza il mio post e la sua risposta, in particolare questo suo ultimo post.
      Ma dubito che su questo blog qualcuno osi tanto…

      Poco importa, per quanto mi riguarda sono sempre più convinto che manchi veramente poco al momento che anche la scienza mainstream dovrà ricredersi riguardo la realtà del fenomeno LENR, non so in che forma, ma almeno che il fenomeno esista.
      Forse neanche allora Franchini si ricrederà, sarà probabilmente l’alter ego di quegli studiosi che continuarono a negare la giustezza della relatività di Einstein anche dopo 30 anni. Gli ultimi baluardi del vecchiume che tardava ad abbandonare la fisica dell”800.

      Buona Notte……
      Saluti 🙂

      • Alessio Guglielmi ha detto:

        Caro Francesco, a me sembra che Camillo le abbia risposto: quello che lei valuta un sostanziale cambio di paradigma è stato valutato da Camillo come una ulteriore conferma che le reazioni nucleari non sono influenzate dall’ambiente in modo significativo, data l’esiguità del fenomeno. Questo ho capito da una lettura molto veloce del vostro scambio.

        Ho capito male? In ogni caso, mi sembra che Camillo le abbia risposto. Se non è così, faccia una domanda alla volta e sia conciso, sarà così più difficile intendersi male.

        Trovo offensiva la sua insinuazione che io, tra gli altri, non osi contraddire Camillo. È indicativa di una brutta mentalità, forse anche un po’ complottista.

      • tia ha detto:

        Ti ricordo che un poco piu sopra c’è un post in attesa di risposta

        • Francesco ha detto:

          @tia
          Visto che ci tieni tanto, provo a risponderti di nuovo.
          Per prima cosa dovresti spiegarmi perché dici che ti offendo.
          Ho solo detto che il tuo modo di discutere mi sembra presuntuoso, è una mia opinione non un’offesa.

          Comunque, ricapitoliamo.

          La posizione di Focardi, secondo te sarebbe quella di uno che è convinto già della realtà del fenomeno e sarebbe quindi facilmente influenzabile con un giochetto di prestigio.
          Io invece credo che un ricercatore che per 20 anni sperimenta la difficoltà di ottenere pochi watt da una certa reazione, nel momento in cui uno sconosciuto se ne viene con un aggeggio che con estrema facilità tira fuori svariati kW, non sia così predisposto a cascare in un gioco di prestigio.
          Poi tutto può accadere.

          Per quanto riguarda Levi, penso più o meno lo stesso.
          Oppure pensi che soltanto gli “scettici” (ricordiamo che Levi in principio lo era tra l’altro) riescano a vedere le varie incongruenze del comportamento di Rossi e a notare i dubbi che le dimostrazioni fin qui effettuate hanno lasciato? Non credi invece che chi ha potuto osservare da vicino la situazione abbia una visione un po’ più precisa della tua e della nostra?
          Anche qui tutto è possibile, ma si parlava di probabilità

          E per finire la posizione degli “svedesi”.
          Affermi, giustamente come essi stessi dichiarano, che non si ritengono degli esperti di misure calorimetriche e di vapore, ma pensi che per poter notare la non completa attendibilità dei dati fin qui presentati bisogna necessariamente essere degli esperti?
          Tu lo sei? Non credo e neanche io lo sono, eppure ci riusciamo.
          Inoltre anche se non sono riusciti a fare delle misure a prova di bomba, successivamente hanno potuto ampiamente informarsi e leggere le critiche agli esperimenti. Ma nonostante questo, pur restando in attesa di dati inoppugnabili non mi sembra che abbiano ribaltato le proprie posizioni.
          Eppure sarebbe l’atteggiamento più comodo, più semplice, considerando anche la loro posizione di scettici e la scomodità di essere in questo momento a favore della FF in ambito accademico.
          Certo tutti possono essere degli sprovveduti autolesionisti, ma stiamo ragionando di probabilità.

          Se non fosse così avrei detto che queste considerazioni mi portano ad essere convinto della realtà dell’e-cat, mentre io ho solo affermato che contribuiscono soltanto a bilanciare in una certa parte le falle di ciò che finora ho potuto osservare.

          Se per te invece queste considerazioni non servono a nulla, pace, sono sono opinioni.

      • Camillo ha detto:

        Francamente non so come fare con Lei. Apprezzo la sua passione per le reazioni nucleari, ma è molto difficile superare la Sua diffidenza.
        Ho trattato l’argomento Huke più volte, dialogando con Cataflic, non con Lei; ho cercato di mettere insieme le risposte per facilitarLe la lettura.
        C’è qualcosa di specifico cui posso rispondere? Lei ha la sensazione che la reazione di Preparata possa avvenire o no, dopo avere letto Huke? Ha la sensazione che le piccole variazioni sulle reazioni specchio avvantaggino la reazione di Preparata? Se ha qualche idea personale la esponga, altrimenti diventa querulo come un bambino.

      • cataflic ha detto:

        @Francesco
        “Poco importa, per quanto mi riguarda sono sempre più convinto che manchi veramente poco al momento che anche la scienza mainstream dovrà ricredersi riguardo la realtà del fenomeno LENR, non so in che forma, ma almeno che il fenomeno esista”
        Lo vedi che ne sei già convinto, nonostante basi la tua convinzione solo sulle parole e non sui fatti?
        Io mi limito a guardare con spirito critico e posso dire che di tutto quello che ho visto fino ad oggi, non c’è niente di lontanamente plausibile e ogni volta che sento parlare un ff mi sembra di essere a kazzenger a discutere su un puntino luminoso sfocato che invece che un brustullo sull’obiettivo dovrebbe essere una astronave di vulcaniani…

  96. Camillo ha detto:

    @Francesco

    Ricominciamo da tre.
    Mi proponga una LENR, quella che preferisce, e vediamo come viene considerata nel mondo dei nucleari sapienti. Io faccio da guida discreta. Credo sia un esercizio utile per tutti.

  97. Francesco ha detto:

    @Guglielmi
    Quando ho scritto osare, non intendevo in termini di paura di contraddire Franchini, ma rispetto alla “apertura mentale” necessaria per comprendere davvero quello che ho scritto.
    E infatti la sua “lettura veloce” evidentemente non ha permesso di notare quello che invece sarebbe dovuto essere evidente.
    Vediamo.

    Nel mio post avevo scritto:
    “Possiamo facilmente concordare che l’articolo di Huke non da alcun contributo alla eventuale accettazione del rapporto 41 di Preparata, ed infatti io, che pur sono solo un povero ingegnere lo avevo capito da solo e infatti non lo avevo per nulla messo in discussione.”

    Nei successivi post Franchini risponde:
    1)“Il confronto deve essere fatto tra Huke e Preparata. Preparata era convinto che la fusione radiativa rappresentasse il 100 del branching ratio. Huke ha dimostrato che resta impossibile, anche modificando la matrice metallica.”

    2)“Hanno misurato come varia il rapporto tra le sezioni d’urto delle due reazioni specchio che portano alla formazione di 3He e di 3H. La reazione di Preparata che porta alla formazione di 4He non viene influenzata dalla variazione del rapporto tra le sezioni d’urto delle due reazioni principali e non viene considerata nell’approccio sperimentale.
    La reazione di Preparata resta quindi “impossibile”, con il suo contributo di 10E-7.”

    3)“Huke e colleghi non si sono nemmeno preoccupati della reazione di Preparata, data per “impossibile” con il suo 10E-7.
    Il principio di minima azione non viene violato.
    Hanno considerato le due reazioni specchio e hanno confermato che avvengono con il 50 % di probabilità. Metà neutroni, metà protoni.
    Chissà come è potuto venire in mente a Preparata che il 100% della DD avrebbe prodotto 4He. Un cantonata inspiegabile in un laureato in fisica.

    4)“Lascio a Lei l’iniziativa: che cosa nell’articolo di Huke ha trovato a sostegno della reazione di Preparata?
    Le viene il dubbio che, se usa il reticolo del Litio per imprigionare deuterio, la reazione di Preparata venga favorita? Huke ha scoperto che per il Litio le due reazioni che producono neutroni e protoni non sono strettamente specchio come avviene per i nuclei più pesanti. Tutto qua. Dal momento che Preparata lavora con il palladio, cosa Le importa come si comporta il Litio? Che importanza ha per Lei se il rapporto tra neutroni e protoni nel litio è diverso da 1?”

    Ora chiedo, sono io che strepito come un bambino, oppure effettivamente io scrivo fischi e Franchini risponde fiaschi (4volte almeno)?

    E infatti io dal basso delle mie non-conoscenze in materia avevo tratto dall’articolo di Huke solo questa considerazione che nulla ha a che fare con un confronto con la reazione di Preparata:
    “L’importanza di quell’articolo, e chiunque in buona fede anche senza particolari conoscenze in materia se ne può rendere conto, riguarda il fatto che per la prima volta è stata verificata l’influenza di alcuni parametri mai considerati sullo svolgimento di una reazione nucleare.
    Questo aspetto pur non dimostrando in alcun modo la sussistenza della reazione di Preparata né di alcuna altra LENR, apre però un portone alla possibilità che quello che i fusori freddi misurano da 20epiù anni non siano allucinazioni. Infatti, in particolari condizioni, questa “influenza” potrebbe essere molto maggiore e anche di “diversa” natura.”

    Addiritura lo stesso cataflic aveva scritto:“Però mi sembra notevole il fatto che si dimostri una relazione tra la matrice e la branching ratio.

    Eppure Franchini banalizza il tutto focalizzandosi non su quella unica condizione nella quale le reazioni nucleari sembrano influenzate dalla matrice, ma su quelle che invece non lo sono o quasi:
    Franchini: “Se si entra nei dettagli, mi sembra che anche questo studio non cambi la situazione, se si eccettua il comportamento del litio, forse mai segnalato prima.
    Huizenga scrive che the effect of the chemical environment on nuclear reactions is “essentiallly negligible”; Huke trova per il tantalio un valore medio del rapporto p/n = 1,0074 e per lo stronzio = 0,9826. Nessuna osservazione sul contributo della reazione di Preparata. Huke non se ne occupa proprio, quindi accetta che sia trascurabile.”

    Riduce tutto a tantalio, stronzio e….Preparata di nuovo.

    Senza tener conto che tutti gli esperimenti di fusione riconosciuti non si avvicinano neanche lontanamente alle condizioni che i fusori freddi tentano di realizzare, in quanto prevedono sempre, anche per Huke, un fascio incidente e non considerano il caricamento dell’idrogeno nel reticolo. Senza tener conto, come ho dimostrato, non stavamo parlando di Preparata.

    E così invece di esclamare:“Cribbio, ma sti qua pur non facendo tutti gli “sforzi” che fanno i fusori freddi si sono trovati che in un caso l’effetto della matrice metallica sulla reazione nucleare è evidente e misurabile. Ma vuoi vedere che possa esistere un fenomeno non ancora compreso che cambi veramente le regole del “gioco nucleare”?”.
    Viene sottolineato soltanto:”E vabbè ma alla fin fine è solo un caso, in tutti gli altri non succede nulla”.

    Se questo è l’atteggiamento di chi cerca la verità….

    Ma non finisce qui.
    Passiamo alla questione dell’energia. Io scrivevo:
    “Anche l’obiezione secondo la quale le “basse energie” utilizzate da Huke siano comunque molto superiori di quelle utilizzate nelle LENR, è abbastanza pretestuosa a meno che non mi spieghiate quello che chiedo da molto senza ottenere risposta.
    Se nell’esperimento di Huke e in tutti quelli della fusione “classica” è relativamente semplice valutare l’energia necessaria alla fusione, come la valutate nelle reazioni LENR che non utilizzano un fascio incidente?
    Solo se mi spiegate questo e fate una valutazione della energia di cui sarebbe dotato il singolo atomo che fonderebbe in un esperimento LENR, potete affermare che tale energia è molto minore di quella necessaria.”

    Questa è l’unica risposta di Franchini:
    “In ogni caso non ci stiamo occupando di reazioni fredde, ma di reazioni che richiedono un acceleratore.”

    Sono io che non capisco, oppure non c’è stata risposta, anzi si è continuato ad usare una argomentazione, senza giustificarla?
    Argomentazione che, tra l’altro, potrebbe anche essere usata a “sostegno” delle LENR più che a confutazione considerando che proprio il set-up completamente differente potrebbe favorire l’insorgenza di fenomeni fin qui non osservati dai fusori tradizionali.

    Per non parlare della questione della risonanza.
    @Franchini
    “Le sezioni d’urto hanno un andamento così irregolare proprio perché esistono importanti fenomeni di risonanza. La cosa è arcinota a chi si occupa di reazioni nucleari. Per questo ho sempre scritto che le sezioni d’urto sono tipiche grandezze che si ottengono per via sperimentale.”
    Appunto, le risonanze, che come lei dice sono fondamentali nello svolgimento delle reazioni nucleari, sono fenomeni che sono dipendenti in modo sostanziale dal “sistema”. Ma lei, pur sapendo questo, fa finta di non capire che i set-up enormemente differenti tra fusori tradizionali e freddi potrebbero portare a fenomeni di risonanza completamente diversi.

    Per finire:
    @Franchini
    “I ff devono convincersi che devono produrre delle sezioni d’urto negli intervalli di energia che li interessano. “
    Si usa la pretestuosa obiezione che i fusori freddi dovrebbero presentare le sezioni d’urto, ma come è possibile fare una tale affermazione se non sono ancora riusciti neanche a far accettare alla comunità scientifica la realtà del fenomeno nonostante i grandi passi in avanti specialmente sulla riproducibilità?.
    Se la FF è reale è certamente un fenomeno nuovo e non compreso, non credo che le sezioni d’urto sono state ricavate all’istante neanche per la fusione nucleare tradizionale che pur aveva una buona base teorica. Si studia da 70 anni mentre la FF da 20 e di certo tre mille difficoltà accademiche ed economiche.
    Come si può pretendere questo ed usarlo a dimostrazione che la FF non può essere un fenomeno reale? E’ davvero assurdo.

    Mi devo fermare qui anche perché altrimenti risulterei veramente troppo prolisso. Anche se stavolta la lettura dovrebbe risultare molto più semplice per come ho impostato il post.
    Speriamo. Anche se….vabbè la speranza è l’ultima a morire, altrimenti avrei smesso di discutere qui da molto tempo.

    Dovrei affrontare anche la questione Mallowe, ma richiede un post a parte.

    P.S.:
    Guglielmi, la prego, può leggere questo post un po’ meno rapidamente dell’altro e dirmi se ho veramente le allucinazioni?
    E’ apprezzata l’opinione di qualunque altro lettore, non solo nel merito del post ma sul “modus rispondendi” di Franchini.
    Grazie in anticipo.

    • Marco DL ha detto:

      Quello che oggi conosciamo della fisica, fra 1000 anni apparterrà alla preistoria. Ritengo ci siano ancora moltissime cose da scoprire e alcune “anomalie” di oggi potrebbero benissimo essere le tracce che qualche genio sfrutterà per aprire un altro sentiero. Guardiamo a cosa raccontano nel 2001 i premi nobel per la fisica Cornell e Wieman. I condensati di Bose-Einstein potrebbero essere lo strumento per oltrepassare la barriera coulombiana? Si verificano anche a temperature elevate per gas intrappolati nei reticoli metallici? Se la risposta fosse si, allora il concetto di sezione d’urto sarebbe completamente inutile, nel loro caso.
      Purtroppo ancora non lo sappiamo e tutto si limita al campo della fantasia e dell’intuito, fase fondamentale per la creatività umana, ma che troppo spesso viene confusa con una reale visione della realtà.
      Diciamo che mi trovo completamente allineato alle posizioni espresse da Alessio.

      • Giancarlo ha detto:

        Concordo con te che ci siano moltissime cose che non sappiamo di fisica. Ti dirò di più, la fisica odierna (particelle et similia) è così complessa e artificiosa che si stenta a credere che possa essere davvero vicina a fornire l’interpretazione della realtà. Pensa solo che cosa accadrebbe se non trovassero il bosone di Higgs, e probabilmente non lo troveranno perché non esiste oppure ha una massa talmente elevata che non si riesce a produrlo. E poi le nuove particelle che vengono introdotte ogni volta che la teoria non torna. Tra 1000 anni ne riparleremo. Intanto la maggior parte delle cose continua a funzionare.
        Se però dai un’occhiata alle nuove scoperte classificabili come sconvolgenti, si producono sempre in condizioni estreme. Sono condizioni talmente particolari che oggi si possono definire una ventina di stati della materia essendo partiti dai classici tre + plasma: non funziona, c’è qualcosa di concettuale che non va. Quindi concordo che ci possano essere delle condizioni in cui la sezione d’urto perde di significato, però prima occorre arrivarci con metodi scientifici. Ogni passo di una nuova teoria andrebbe messo alla prova dell’esperimento. Invece si prendono scorciatoie e si pensa che i miracoli possano avvenire in condizioni normali: l’idrogeno che entra nei metalli a formare leghe è una condizione naturale; che la lega si scaldi è una condizione naturale (e l’idrogeno esce!); che io sappia, ma non sono un esperto, non ci sono minerali misti nichel-rame che possano far pensare ad una reazione naturale di trasmutazione, per altro nel verso sbagliato. E’ difficile pensare che non ci siano mai state le condizioni di temperatura e pressione che Rossi ricrea nella sua magic box.
        Legare tra di loro cose diverse come il PdH, il NiH o il piezonucleare è un artificio che mette incomune solo una cosa: essere abbastabnza poco probabile, non impossibile.
        Rallentare la luce a 1 m/s sembra impossibile, invece si fa, quindi occorre essere aperti a tutto, purché dimostrato con evidenze sperimentali e non con le parole o astruse teorie (basta farsi un giro sul Journal of Nuclear Physics o su Vortex: tutti gli autori pensano di incarnare il verbo divino; ieri mi sono divertito con un lavoro che partiva dalla relazione di Eulero, poi ad un certo punto lo stomaco si ribella).

        • Camillo Franchini ha detto:

          l’idrogeno che entra nei metalli a formare leghe è una condizione naturale; che la lega si scaldi è una condizione naturale (e l’idrogeno esce!)

          A questo proposito tutti i ff in cui mi sono imbattuto si incartano.
          Se si osserva un diagramma di stato metallo-idrogeno, si vede che se aumenta la temperatura del metallo la quantità di idrogeno che può essere trattenuta nel reticolo diminuisce, a parità di pressione, come tu stesso metti in evidenza. L’espulsione di idrogeno comporta ovviamente l’arresto della ff.
          Preparata afferma che condizione necessaria affinché la ff del deuterio in palladio avvenga è data dalla condizione: rapporto atomico Pd/H = 1. I ff lo chiamano pomposamente “effetto Preparata”. Poi si scopre dal diagramma di stato che tale condizioni non si verifica mai. Ma non è tutto. La concentrazione di idrogeno in palladio si calcola con la curva di Baranowski. Il problema è che la curva di Baranowski deve essere costruita per pesata con bilancia a torsione a filo di quarzo. Siccome la quantità di idrogeno che può stare nel reticolo è determinata dal diagramma di stato, vengono a mancare i punti alle alte concentrazioni, quelle che interessano i ff.
          Bisognerebbe inoltre chiedere ai ff che usano nanoparticelle come fanno a impedire che l’idrogeno scappi dal reticolo quando la cella si scalda. Con le nanoparticelle l’equilibrio viene prontamente raggiunto, non c’è isteresi. Come pretendono di uscire dalle condizioni definite dal diagramma di stato?

    • Camillo ha detto:

      L’importanza di quell’articolo, e chiunque in buona fede anche senza particolari conoscenze in materia se ne può rendere conto, riguarda il fatto che per la prima volta è stata verificata l’influenza di alcuni parametri mai considerati sullo svolgimento di una reazione nucleare.

      E’ vero il contrario. Quell’articolo conferma che il branching ratio varia in misura minima con la natura della matrice. Solo con il litio c’è una variazione più consistente, forse prevedibile per il fatto che si tratta del metallo più leggero del sistema periodico. Si tratta pur sempre di una variazione di poco conto.
      Una variazione minima è prevista da tutti i testi che ho sottomano, tre dei quali ho anche citato. Tutto un capitolo del Lieser è dedicato all’effetto matrice. Si tratta di struttura fine di leggi fondamentali (leggi statistiche, come sempre nel mondo nucleare). Se fosse davvero importante nessun chimico darebbe tanta importanza alla sezione d’urto, che è considerata funzione esclusiva delle particelle che interagiscono, da un punto di vista operativo, quello dello sperimentale.
      Huke e i suoi hanno fatto un lavoro raffinato e si sono premurati di vedere la struttura fine delle tre sezioni d’urto della reazione dd in funzione della matrice. Hanno lavorato bene e ne è uscito un risultato interessante, quello relativo al litio. Per me è altrettanto interessante la conferma che le sezioni d’urto non variano con le altri matrici metalliche.
      Non immagini che Huke abbia rivoluzionato la chimica nucleare. Lei si è innamorato di un’idea e cerca di sostenerla fino a conseguenze paradossali.
      Se Lei crede che i chimici debbano modificare le loro conoscenze sulle sezioni d’urto si fa delle grandi illusioni. Al contrario, Huke ci ha aiutato a confermarle in modo stringente per i metalli diversi dal litio.
      Spero che avrà apprezzato che il lavoro di Huke è entrato nelle banche dati. Su questo non ha speso una parola di riconoscimento.
      Quando i lavori sono ben fatti passano, non abbia dubbi.

  98. tia ha detto:

    @Francesco

    >-Focardi sia un tale “boccalone” che pur sapendo della difficoltà di tirar fuori kW da una reazione che aveva studiato per decenni, di fronte al primo che dice di riuscirci con la facilità di uno che accende una caldaia a gas, si fida senza cercare di “cautelarsi” il più possibile.

    Non ho detto che è un boccalone. Scusa ma tu non hai mai subito un gioco di prestigio?
    Io sarò tardo, ma pur sapendo che era un trucco spesso non riuscivo a capire cos’era.
    E sinceramente ingannare una persona che sapeva che il proprio lavoro funzionava non è poi così difficile.

    >-(ricordarsi anche del test di febbraio non pubblico alla quale ha preso parte per 12 ore)

    Appunto, il test in cui ha messo la sonda di temperatura dentro l’apparato di Rossi, invece che metterla FUORI, e a precisa domanda aveva risposto che se la metteva fuori misurava una temperatura inferiore.
    Tu quando vuoi fare una misura in cui NON TI FIDI del “Rossi” di turno, infili la sonda in quel modo? A me pare evidente che già a febbraio Levi si fidasse.

    >-che due fisici di una certa fama nonché appartenenti alla “sceptic society” siano più sprovveduti di una banda di bambini dell’asilo e che tu dall’esterno e dall’alto della tua enciclopedica cultura ne capisca più di loro.
    etc…

    Franceso, ma tu i miei post li leggi o li prendi solo come una scusa ma per attaccarmi personalemente?
    Hai visto le risposte degli Svedesi sulla calorimetria? Lo stesso Essén ha detto “I’m new at steam, unfortunately”
    E adesso mi accusi di “siano più sprovveduti di una banda di bambini dell’asilo e che tu dall’esterno e dall’alto della tua enciclopedica cultura ne capisca più di loro.”?
    Gli Svedesi non sono esperti in termodinamica, punto. Già questo riduce di un fattore 6 le loro misurazioni.
    Ora, io ti rispondo con DOCUMENTAZIONE e tu con ACCUSE GRATUITE.

    Per completezza:
    http://newenergytimes.com/v2/news/2011/37/3705report3.shtm

    Qui trovi le dichiarazioni di Essen

  99. Alessio Guglielmi ha detto:

    Caro Francesco, lei pensa di essere incompreso, ma secondo me è ben compreso invece, anche quando scrive `osare´, che ho interpretato in tutti i suoi significati, e non me ne sta bene nemmeno uno. Le confermo che oso affermare la mia opinione e che penso di avere l’apertura mentale di comprendere quello che lei scrive. Se poi ho anche l’apertura mentale di accettarlo è irrilevante perché non sono del mestiere.

    Da quello che lei scrive, capisco che lei non vuole confrontare Huke e Preparata, e che invece Camillo pensa che si debba farlo, e sulla base di questa premessa le risposte di Camillo mi sembrano coerenti. Di nuovo, se lo siano veramente, non posso dire perché non sono del mestiere. Non può stabilire lei le premesse del discorso di Camillo, mi pare. Per questo motivo le ho detto, e le ripeto, che a me sembra che lei non si accontenterà finché non si sentirà dire quello che vuole sentirsi dire.

    C’è anche un fatto da tenere in considerazione: le discussioni tecniche non hanno un grande significato se uno degli interlocutori è incompetente. Infatti esistono moltissimi fattori impliciti, che l’esperto usa e l’inesperto non conosce e non sospetta nemmeno. Per cui l’inesperto va avanti a sillogismi elementari, mentre l’esperto usa una struttura implicita molto più complessa. In questa situazione è facile per l’inesperto convincersi di incomprensioni e contraddizioni, che sono invece il risultato di parametri nascosti usati dall’esperto. Per esempio, lei dice cose del tipo: si è visto un effetto della matrice, allora la fusione fredda è forse possibile, andrebbe studiata. Ma la cosa non si può ridurre a un banale sillogismo qualitativo come questo (l’unica forma di pensiero accessibile ai passeri). Bisognerà pur tenere conto delle grandezze in gioco e di una miriade di altri fattori, o no? Lei li conosce? Ha fatto i conti? Se no, come fa a dire che Camillo `fa finta di non capire´? A me sembra più probabile che sia lei che non capisca.

    Lo so che questo discorso suona un po’ arrogante, ma è così, che ci possiamo fare? Faccia come me: io, da Bardi, a Camillo ho fatto delle domande molto simili alle sue, senza la sua presunzione, e ho cercato di capire quello che mi diceva, e qualcosa penso di aver capito. Alla prima occasione farò le stesse domande a un altro esperto, magari qualcuno più possibilista sulla fusione fredda. Non ho la presunzione di saper trovare contraddizioni e chiusure mentali in esperti di materie a me ignote, il meglio che posso fare è confrontarli tra loro.

    Insomma, il suo problema mi sembra questo: lei pensa che Camillo dovrebbe esclamare qualcosa tipo `cribbio la matrice conta più di quel che pensassi, qui si spalanca un portone!´. Lei poi pensa che questo non succeda per chiusura mentale. Io, che non me ne intendo, prendo in considerazione due fattori. 1) Che lei sopravvaluti il fenomeno, tanto più che non cade nel suo ambito di competenze: chi l’ha detto che si tratta di un portone? 2) Che se fosse una tale sorprendente scoperta, molti ricercatori del ramo, in aggiunta a cataflic, avrebbero esclamato molti cribbi e la cosa si sarebbe sviluppata.

    Di più non posso dirle, a parte che, quando dico che leggo i suoi messaggi molto velocemente, non intendo distrattamente, intendo che non mi metto ad approfondire i dettagli di faccende tecniche per cui non ho competenza.

  100. Francesco ha detto:

    @Guglielmi
    “Insomma, il suo problema mi sembra questo: lei pensa che Camillo dovrebbe esclamare qualcosa tipo `cribbio la matrice conta più di quel che pensassi, qui si spalanca un portone!´. Lei poi pensa che questo non succeda per chiusura mentale. “

    No, io penso che se qualcuno dinanzi a qualcosa che non aveva mai visto, invece di prendere in considerazione le implicazioni più ampie che potrebbe avere, sposta il discorso su quelle che non ha, (che tra l’altro il suo interlocutore ha già ammesso), e su altre che non hanno quelle implicazioni, a mio parere sta facendo solo ostruzionismo.
    Ma naturalmente anche in questo caso sono solo opinioni.

    La ratio del mio discorso fin dal principio è stata sempre e solo quella di capire quanto siano forti le obiezioni di coloro che chiudono a priori qualsiasi porta alla possibilità che i fusori freddi nei loro esperimenti stiano osservando qualcosa di più che semplici errori o allucinazioni.
    Non ho mai avuto la presunzione di stabilire qui a tavolino se la fusione fredda esista o meno, questo credo di averlo sempre messo bene in evidenza.

    E questo mio sforzo, in verità molto personale (non mi importa se qualcuno possa convincersi o meno di quello che sto “ricercando”), è giustificato dal fatto che da 20 anni ci sono un manipolo di ricercatori che continuano ad affermare che in alcune condizioni “fredde” si ottengono diverse anomalie probabilmente nucleari, tra cui la produzione di energia, di raggi gamma, di neutroni e la trasmutazione di elementi.

    Il metodo scientifico in realtà prevederebbe prima l’analisi delle evidenze sperimentali e solo successivamente la ricerca di una spiegazione teorica.
    Nel caso della fusione fredda, dopo tutto il materiale che ho potuto analizzare e le lunghe discussione con Franchini et altri, mi sembra che in realtà è avvenuto esattamente l’opposto.
    La verifica dei claims sperimentali dei fusori freddi non è avvenuta o è avvenuta in modo dubbio, probabilmente per un misto di difficoltà nella replicabilità degli esperimenti e di preclusione che nasce dalle violazioni della teoria che tali esperimenti implicherebbero.

    Questo fatto ha portato ad uno stallo nella possibilità dei fusori freddi di far accettare le evidenze sperimentali e all’ansia di cercare prima del tempo, probabilmente, una spiegazione teorica. Con conseguenti imprecisioni che hanno a loro volta mantenuto alto il livello di scetticismo nei confronti di tale materia.

    La mia personale ricerca dicevo, tendeva proprio a capire la forza delle obiezioni aprioristiche degli scettici in relazione alla debolezza delle evidenze fin qui presentate dai fusori freddi.
    Probabilmente è una ricerca che non potrà evidentemente portarmi ad una conclusione definitiva per evidenti limiti di tempo e di conoscenze personali.

    Però posso dire che se le obiezioni sono quelle di Franchini e considerando le sempre più frequenti novità nel campo delle LENR, per quanto mi riguarda sono sempre più convinto che più prima che poi la scienza mainstream dovrà riconoscere la realtà del fenomeno, almeno in termini di anomalia.
    Naturalmente è solo una opinione personale, non ho nessuna intenzione di convincere alcuno.

    Quindi, anche se il confronto finora non è stato secondo me caratterizzato dalla massima apertura mentale, devo dire che mi è stato utile anche se solo in parte, meno di quanto avrebbe potuto essere.

    Concludendo posso perciò solo dirvi, parafrasando Michael A. Nelson nella sua recente presentazione al NASA Glenn Research Center on Sept. 22, 2011, “Stay tuned… these next few months will be interesting”.

    • Camillo ha detto:

      cribbio la matrice conta più di quel che pensassi, qui si spalanca un portone!

      Il mio commento dovrebbe essere più propriamente:

      cribbio, la matrice conta davvero poco, le sezioni d’urto restano la più importante fonte di informazione sulle reazioni nucleari!

      Per fare questa affermazione mi basta escludere il litio, il metallo più leggero. In scienza si fa spesso. Per esempio per un chimico e per un esperto di Scienza dei Metalli, l’idrogeno è un metallo, però è gassoso.
      Dovremmo rinunciare a quanto si sa sull’indipendenza delle sezioni d’urto dalla matrice, solo perché il litio si scosta di poco dal comportamento degli altri metalli?
      In tutte le leggi ricavate dall’esperimento si trovano episodi border line. Anche la legge dei gas reali è diversa da quella dei gas perfetti. L’attività è diversa dalla concentrazione. La fugacità è diversa dalla pressione. La chimica è stata definita come la scienza dei coefficienti correttivi.
      Tutte le scienze sperimentali fanno uso di coefficienti correttivi, ingegneria compresa.
      Ringraziamo Huke di averci fornito la prova sperimentale che per il Tantalio, più vicino al Palladio del Litio, le sezioni d’urto di due reazioni specchio rimangono identiche a quelle riscontrate nel Palladio.
      Quello che a me appare notevole è la sostanziale indipendenza della sezione d’urto dalle matrici. In questo modo diventano uno strumento di lavoro molto potente. E’ la ragione per cui i combustibili nucleari possono assumere la configurazione chimica più opportuna. La sezione d’urto di fissione rimane inalterata, assolutamente indipendente dalla composizione chimica del combustibile.
      Huke ce ne dà conferma, per le matrici che ha considerato, escluso il litio. Che cosa si può chiedere di più, visto che il lavoro è stato condotto bene.

  101. Francesco ha detto:

    P.S.:
    Faccio per una volta io uso di un po’ di paragnosi.
    I tempi saranno più brevi dei 1000 anni ipotizzati da Giancarlo e Marco DL. 🙂

    • Giancarlo ha detto:

      Mi riferivo alla fisica in generale, non alle LENR né tanto meno a Rossi. Si può capire meglio leggendo il commento precedente di Marco DL.

  102. cataflic ha detto:

    Francesco dice “La verifica dei claims sperimentali dei fusori freddi non è avvenuta o è avvenuta in modo dubbio, probabilmente per un misto di difficoltà nella replicabilità degli esperimenti e di preclusione che nasce dalle violazioni della teoria che tali esperimenti implicherebbero”

    hai centrato il problema!
    è perchè ogni volta non si riesce a replicare gli esperimenti
    e perchè la teoria non lo permette
    ma allora mi chiedo….di cosa stiamo parlando?

    non so che specialità ingegneristica tu abbia studiato, ma se i calcoli ti dicono che il ponte con una campata di 200 m non sta su con i mattoni, tu ti metti a discutere con uno che pretende di aver provato che sta su con i grissini?

    • Camillo ha detto:

      perchè ogni volta non si riesce a replicare gli esperimenti e perchè la teoria non lo permette

      E’ come se qualcuno volesse produrre Chanel N. 5 pestando in mortaio aglio e cipolla. L’aspetto teorico è curato da Hagelstein, un ingegnere elettrico. Rossi è laureato in filosofia. Carpinteri è docente di scienza delle costruzioni.
      Possibile che oggi lo sviluppo della scienza avvenga attraverso scorciatoie e colpi di mano? In campi diversi dalla ff questa accozzaglia di competenze non si riscontra; per esempio la chimica è saldamente controllata dai chimici.

      • Camillo ha detto:

        In uno scambio con Peter Heckert, Peter mi fa notare:
        His [Bushnell’s] qualification are not in nuclear science, but in mechanical engineering.

        Dove si racconta di un ingegnere meccanico che va in giro a tenere dotte lectures di scienza nucleare. Gli appassionati (in Toscana li chiamano “passionisti”) fanno danni che i professionisti devono rimediare. Spero che non capiti anche in medicina.

    • Francesco ha detto:

      @cataflic
      “è perchè ogni volta non si riesce a replicare gli esperimenti”

      Solo una domanda, senza polemica, hai mai letto qualcosa riguardo la FF? Intendo qualcosa che purtroppo non è ancora accettata dalle riviste mainstream?
      Hai guardato quel video che segnalai tempo fa riguardo quello scienziato scettico che dopo aver partecipato ad un esperimento di FF è diventato un suo sostenitore convinto?
      Su cosa basi la convinzione che non si riesce mai a replicare nessun esperimento?
      Hai mai letto che alcuni laboratori hanno raggiunto una ripetibilità del 50% (ENEA) e altri addirittura del 70%?

      “non so che specialità ingegneristica tu abbia studiato, ma se i calcoli ti dicono che il ponte con una campata di 200 m non sta su con i mattoni, tu ti metti a discutere con uno che pretende di aver provato che sta su con i grissini?”

      Già, ma in questo caso c’è una “piccola” differenza e cioè che ci sono molti ricercatori che da 20 anni, non sempre ma sempre più spesso, osservano grissini “speciali” con una resistenza pari a quella dell’acciaio.
      A me incuriosirebbe e vorrei vederci chiaro, non è un solo pazzoide a dirlo, ma decine e decine di ricercatori, anche seri, anche appartenenti ad enti di ricerca seri, che lo affermano da 22 anni.

      • Francesco ha detto:

        P.S.:
        Hai letto la documentazione raccolta da Mallove che ho segnalato poco tempo fa?
        Che idea ti sei fatto?
        O anche tu pensi che poiché è una cosa vecchia vada dimenticata?

      • Camillo ha detto:

        Solo una domanda, senza polemica, hai mai letto qualcosa riguardo la FF? Intendo qualcosa che purtroppo non è ancora accettata dalle riviste mainstream?

        Le sembra un dettaglio di poco valore che la scienza mainstream respinga la ff?
        Legga da solo il Rapporto 41 e mi dica se non fa un salto sulla sedia quando legge che i gamma si termalizzano e che non si trovano neutroni, perché il branching ratio si sposta sul 100 % della reazione radiativa, senza che si veda un neutrone. Anche se ci fosse questo shift straordinario, Lei sa che in natura il 100 % non esiste. Però i Nostri rinunciano a cercare neutroni e gamma, forse per non cadere in tentazione.
        Tutta la letteratura ff si mantiene su quel livello. Consideri inoltre che gli AA del Rapporto 41 sono tutti laureati in fisica. Se prendono cantonate loro, si immagini gli altri.
        Colgo l’occasione del suggerimento che rivolge a cataflic per chiederLe di propormi qualche testo che l’abbia particolarmente impressionato.

      • Camillo Franchini ha detto:

        decine e decine di ricercatori, anche seri, anche appartenenti ad enti di ricerca seri, che lo affermano da 22 anni.

        In questa materia non vale la legge d’azione di massa.
        Trattandosi di materia nucleare, per avere peso bisogna entrare nella banca dati nucleare. Quelli che non ci sono riusciti non l’hanno meritato. Scusi la brutalità della posizione, ma è il modo più efficace per non fare perdere tempo alla gente costringendola a leggere dieci articoli per trovarne uno su cui valga la pena di fermarsi.
        Vedo che Lei stesso ha difficoltà a scegliere, perché non mi ha ancora proposto un articolo che meriti di essere letto.
        Non la sollecito, intendiamoci, ma ho la sensazione che la scelta comporti qualche ddifficoltà.

  103. tia ha detto:

    @Max altana

    Puoi contattarmi via mail?
    mattia.rizzi@gmail.com
    Ciao

  104. cataflic ha detto:

    @Francesco
    Per quanto mi riguarda ho presentato fusione e fissione nucleare all’esame di quinta elementare come argomento a piacere, davanti agli occhi sbigottiti della maestra che ovviamente non sapeva di cosa stessi parlando…e ti assicuro che mi sono interessato della cosa sin dal 1989 leggendo e comprando libercoli sull’argomento e a seguire cercando informazioni su internet.
    Poichè ho una formazione simile alla tua, non sono un fisico nucleare(ahimè, colpa (o merito??ahah)dei referendum…) e quindi sono in grado di giudicare solo sommariamente dei report presentati in grazia di Dio ed onestà.
    La letteratura a riguardo è fatta di “anomalie” e strani eventi, fino ad arrivare a pompose dichiarazioni sulla rivoluzione della relatività, ma sempre(ogni volta che ho voluto approfondire una notizia a riguardo) quando si passa dalle dichiarazioni e dai racconti ai dati di fatto c’è qualcosa che non quadra.
    Il principio di “accumulo” non funziona in questo campo….100 report e test farlocchi hanno risultato pari a zero e come ben sai alla faccia dell’oscurantismo ne sono stati fatti moltissimi!
    Non penso tuttavia che ogni cosa sia stata spiegata(trovata) dalla scienza attuale, così come appare dagli studi su alcune nanoparticelle e sulle proprietà di alcuni materiali, perciò mi interessa approfondire le novità più interessanti e alla fine è il solo motivo per cui sto qui.
    Mi è chiaro ad esempio che ogni nuova scoperta avviene in situazioni limite, per grandezza, campi elettromagnetici applicati, temperature prossime allo zero o altissime, superconduttività, etc…siamo su un asintoto di complessità! perciò quando sento dire che uno scaldabagno(o simili) fa fondere nuclei metallici contro ogni legge mi vien da pensare male….che vuoi, son fatto così!

  105. Francesco ha detto:

    @cataflic
    “Il principio di “accumulo” non funziona in questo campo….100 report e test farlocchi hanno risultato pari a zero e come ben sai alla faccia dell’oscurantismo ne sono stati fatti moltissimi!”

    Assolutamente d’accordo sul fatto che il principio di accumulo non serve a nulla, zero anche sommato milioni di volte fa sempre zero.
    D’altro canto, quindi, sono aperto anche ad, al limite, una sola anomalia che possa, se confermata, cambiare un certo paradigma fino a quel momento accettato.
    Ti ho fatto quella domanda solo perché ero curioso di capire se effettivamente avessi una idea della quantità di ricercatori che seguono la FF e di “anomalie” che dal 1989 ad oggi sono state secondo alcuni misurate, secondo altri immaginate. Ed ero interessato a capire se avessi fatto una ricerca personale oppure fossi rimasto (anche giustamente, poiché non ci si può informare su tutto) un po’ più in superficie “fidandoti” di giudizi altrui o (meglio, ma a mio parere non in modo completamente risolutivo) del peer-review.
    A parte questo, per curiosità, hai letto qualcosa a riguardo di Mallove? Se sì, che idea ti sei fatto?

    @Franchini
    “Colgo l’occasione del suggerimento che rivolge a cataflic per chiederLe di propormi qualche testo che l’abbia particolarmente impressionato.

    Il problema di questo approccio che ho pure cercato di seguire è che:
    1)Lei (giustamente solo in parte, a mio parere) non vuole considerare alcun articolo che non abbia superato il peer-review.
    2)Partiamo da presupposti molto diversi, io cerco di trovare una evidenza che mostri che le LENR non siano solo una allucinazione collettiva e lei invece, convinto oltre ogni ragionevole dubbio che studiare la FF sia uguale ad interessarsi alla dinamica del volo degli asini, cerca solo di smontare ogni piccola possibile evidenza del fenomeno.

    Questa differenza tra noi potrebbe essere più che una limitazione, un vantaggio, se entrambi discutessimo senza preconcetti, poiché permetterebbe di sviscerare al meglio la questione.
    Ed è per questo che finora ci ho provato, e testardo come sono, ci riprovo anche ora.

    Ho trovato, in verità non è così complicato poiché molti sono riportati su new energy times, qualche articolo che ad occhio e croce sembra promettente.

    1) Observation of cold nuclear fusion in condensed matter, S. E. JONES*, E. P. PALMER*, J. B. CZIRR*, D. L. DECKER*, G. L. JENSEN*, J. M. THORNE*, S. F. TAYLOR* & J. RAFELSKI†, Nature 338, 737 – 740 (27 April 1989)
    In verità è un articolo molto vecchio e che tra l’altro è stato “attaccato” sempre su Nature da Upper limits on neutron and γ-ray emission from cold fusion, M. GAI*, S. L. RUGARI*, R. H. FRANCE*, B. J. LUND*, Z. ZHAO*, A. J. DAVENPORT†, H. S. ISAACS† & K. G. LYNN‡, Nature 340, 29 – 34 (06 July 1989) che “confuta” anche l’esperimento di F&P del 1989.

    Io non ho accesso a Nature e probabilmente non avrei neanche le conoscenze per poter discernere quale tra i due articoli è “corretto”. Ad ogni modo, accettando che la FF degli esordi (e in parte tuttora) fosse difficilmente ripetibile, si potrebbe anche ipotizzare che Jones et al. fossero riusciti nella replica, mentre Gai et al. no.

    Ad ogni modo sembrerebbe che Jones avesse misurato già allora dei neutroni nella cella di F&P. Inoltre ha continuato i suoi studi, ma non so quanto le possa interessare poiché non ho trovato nulla su riviste di un certo peso. Cercherò meglio.

    2) The 2H(d, p) 3H reaction in metallic media at very low energies, Europhys. Lett., 68 (3), pp. 363–369 (2004) del nostro “amico” Huke, sembra essere interessante perchè tenta di dare anche una spiegazione teorica ai fenomeni studiati ed afferma, nella prima parte dell’abstract:
    ” Nuclear reaction rates at very low projectile energies, far below the Coulomb barrier, are sensitive to the electronic properties of target material”

    3) Use of combined NAA and SIMS analyses for impurity level isotope detection, G. H. Miley, G. Narne, T. Woo, Journal of Radioanalytical and Nuclear Chemistry, Vol. 263, No. 3 (2005) 691-696, nel quale tecniche avanzate di rilevamento della frazione isotopica sono state utilizzate in un esperimento di elettrolisi con elettrodi sottili di titanio. Sembrerebbero rilevare una variazione evidente rispetto alla composizione isotopica naturale di alcuni elementi.

    4) Comparison of Pd/D co-deposition and DT neutron generated triple tracks observed in CR-39 detector, P.A. Mosier-Boss et al., Eur. Phys. J. Appl. Phys. 51, 20901 (2010), un articolo molto recente nel quale avrebbero misurato l’emissione di neutroni in un classico esperimento di FF DP-D, usando rilevator CR-39 e comparando i dati con una sorgente di neutroni a D-T.

    5)Large excess heat production in Ni-H systems, dei conosciutissimi Focardi e Piantellipurtroppo pubblicato solo su “Il Nuovo Cimento”, non so se vorrà leggerlo.
    Comunque sembra molto interessante poiché tratta di una calorimetria, ad occhio ben condotta anche per tempi molto lunghi, nel sistema tipo e-cat, con risultati molto ma molto inferiori a Rossi ma abbastanza netti, sembrerebbe.

    6) Condensed matter nuclear science (cold fusion): an update, Jean-Paul Biberian , Int. J. Nuclear Energy Science and Technology, Vol. 3, No. 1, 2007 una review relativamente recente (2007) e non troppo tediosa nella quale sono presentati diversi risultati, dalla calorimetria alla misura di He, trizio, neutroni e trasmutazioni nucleari in reazioni “fredde”.

    Per finire un aneddoto, Measurement of anomalous nuclear reaction in deuterium-loaded metal”un articolo pubblicato su una rivista di fisica nucleare cinese nel quali gli autori sperimentano la FF che avverrebbe tra deuterio e titanio addirittura per giustificare la produzione di 3He naturale attraverso reazioni di FF nelle profondità della terra.

    C’è un po’ di materiale da guardare per ingannare il tempo in attesa delle nuove notizie da parte Rossi.

    Saluti.

  106. Francesco ha detto:

    @Franchini
    Ho un commento in attesa di moderazione che è affetto però da diversi errori nei collegamenti ipertestuali.
    Se fosse possibile cancellarlo potrei reinserirlo in modo corretto.
    Aspetto in modo da non duplicare i post.
    Grazie.

  107. Luca ha detto:

    … per ingannare il tempo in attesa delle nuove notizie da parte Rossi.
    Non so, ho come una strana sensazione che stavolta siamo arrivato alla fase finale e Rossi, con la scusa di coccolare il “secret customer” stia pian piano cercando di infilarsi dietro il sipario e scomparire alla chetichella dalle scene.
    Lo so che bisognerebbe pazientare ancora fino a Gennaio prima di azzardare qualsiasi conclusione ma questo silenzio mi fa pensare che una volta abbassato il polverone, del circo troveremo solo l’erba calpestata nel prato e qualche carta di caramelle.
    In compenso ci siamo magari un po’ illusi ma sicuramente divertiti per tutto il 2011

    • Caracolla ha detto:

      Perfettamente d’accordo. Vedrete che se salterà il contratto “ancora da attivare”, cosa molto probabile, daranno la colpa a chi si e` premurato di informare i “distratti” dirigenti. Questo blog verrà preso per il covo di cospiratori e attori principali del complotto contro i non allineati che a colpi di sfiatella vogliono salvare l’umanità. O più prosaicamente vogliono fare un po` di soldi. Mi rimane l’ultima curiosità. Leggere le giustificazioni dei seguaci, di coloro che erano sicuri perché avevano informazioni che non potevano essere svelate. Ma piuttosto che ammettere di essere nel torto, credo faranno finta di niente o continueranno ad aspettare che questo o il prossimo incantatore di serpenti gli sganci un’altra illusione. Per loro qualsiasi cosa andra` bene tranne, ovviamente, crescere ed affrontare la realtà.

      • Camillo Franchini ha detto:

        Bella intuizione, Caracolla, andrà certamente così.
        Conosco una persona che ha sottoscritto il mammozio, mettendosi tra i 10 000 che ha richiesto Rossi. L’ho invitato a non versare un centesimo prima di avere parlato con me. La considera una scommessa a basso rischio e questo mi sembra un atteggiamento tranquillizzante.
        Ho già scritto che io sospetto che il Nostro si faccia un buon numero di anticipi e scappi con il malloppo.
        Ora è fermo, perché non gli restano altre mosse da fare. Oppure gli fa comodo per scomparire di scena, visto che è caduto sotto l’attenzione dei media. Sembra che i bolognesi e gli emiliani in genere siano in attesa di sviluppi clamorosi. Il cosiddetto effetto Levi e Focardi.

  108. Francesco ha detto:

    @cataflic
    “Il principio di “accumulo” non funziona in questo campo….100 report e test farlocchi hanno risultato pari a zero e come ben sai alla faccia dell’oscurantismo ne sono stati fatti moltissimi!”

    Assolutamente d’accordo sul fatto che il principio di accumulo non serve a nulla, zero anche sommato milioni di volte fa sempre zero.
    D’altro canto, quindi, sono aperto anche ad, al limite, una sola anomalia che possa, se confermata, cambiare un certo paradigma fino a quel momento accettato.
    Ti ho fatto quella domanda solo perché ero curioso di capire se effettivamente avessi una idea della quantità di ricercatori che seguono la FF e di “anomalie” che dal 1989 ad oggi sono state secondo alcuni misurate, secondo altri immaginate. Ed ero interessato a capire se avessi fatto una ricerca personale oppure fossi rimasto (anche giustamente, poiché non ci si può informare su tutto) un po’ più in superficie “fidandoti” di giudizi altrui o (meglio, ma a mio parere non in modo completamente risolutivo) del peer-review.
    A parte questo, per curiosità, hai letto qualcosa a riguardo di Mallove? Se sì, che idea ti sei fatto?
    E hai guardato quel video della CBS nel quale si mostra la “conversione” di uno scienziato “scettico” che cambia opinione dopo aver partecipato ad un esperimento di FF? Che ne pensi?

  109. Francesco ha detto:

    @Franchini
    “Colgo l’occasione del suggerimento che rivolge a cataflic per chiederLe di propormi qualche testo che l’abbia particolarmente impressionato.

    I problemi di questo approccio che ho pure cercato di seguire è che:
    1)Lei (giustamente ma solo in parte, a mio parere) non vuole considerare alcun articolo che non abbia superato il peer-review.
    2)Partiamo da presupposti molto diversi, io cerco di trovare una evidenza che mostri che le LENR non siano solo una allucinazione collettiva e lei invece, convinto oltre ogni ragionevole dubbio che studiare la FF sia uguale ad interessarsi alla dinamica del volo degli asini, cerca solo di smontare ogni piccola possibile evidenza del fenomeno.

    Queste differenze tra noi potrebbero essere una risorsa piuttosto che una limitazione se entrambi discutessimo senza preconcetti, poiché permetterebbero di sviscerare al meglio la questione.
    Ed è per questo che finora ci ho provato, e testardo come sono, ci riprovo anche ora.

    Ho trovato, in verità non è così complicato poiché molti sono riportati su new energy times, qualche articolo che ad occhio e croce sembra promettente.

    1) Observation of cold nuclear fusion in condensed matter, S. E. JONES*, E. P. PALMER*, J. B. CZIRR*, D. L. DECKER*, G. L. JENSEN*, J. M. THORNE*, S. F. TAYLOR* & J. RAFELSKI†, Nature 338, 737 – 740 (27 April 1989)
    In verità è un articolo molto vecchio e che tra l’altro è stato “attaccato” sempre su Nature da href=”http://www.nature.com/nature/journal/v340/n6228/abs/340029a0.html”>Upper limits on neutron and γ-ray emission from cold fusion” M. GAI*, S. L. RUGARI*, R. H. FRANCE*, B. J. LUND*, Z. ZHAO*, A. J. DAVENPORT†, H. S. ISAACS† & K. G. LYNN‡, Nature 340, 29 – 34 (06 July 1989) che “confuta” anche l’esperimento di F&P del 1989.

    Io non ho accesso a Nature e probabilmente non avrei neanche le capacità per poter discernere quale tra i due articoli è “corretto”. Ad ogni modo, accettando che la FF degli esordi (e in parte tuttora) fosse difficilmente ripetibile, si potrebbe anche ipotizzare che Jones et altri fossero riusciti nella replica, mentre Gai et altri no.

    Ad ogni modo sembrerebbe che Jones avesse misurato già allora dei neutroni nella cella di F&P. Inoltre ha continuato i suoi studi, ma non so quanto le possa interessare poiché non ho trovato nulla su riviste di un certo peso. Cercherò meglio.

    2) The 2H(d, p) 3H reaction in metallic media at very low energies, Europhys. Lett., 68 (3), pp. 363–369 (2004) e Experimental and theoretical screening energies for the 2H(d; p) 3H reaction in metallic environments, Eur. Phys. J. A 27, s01, 83-88 (2006) del nostro “amico” Huke, sembrano essere interessanti perché tentano di dare anche una spiegazione teorica ai fenomeni studiati.

    3) Use of combined NAA and SIMS analyses for impurity level isotope detection, G. H. Miley, G. Narne, T. Woo, Journal of Radioanalytical and Nuclear Chemistry, Vol. 263, No. 3 (2005) 691-696, nel quale tecniche di rilevamento della frazione isotopica sono state utilizzate in un esperimento di elettrolisi con elettrodi sottili di titanio. Sembrerebbero rilevare una variazione evidente rispetto alla composizione isotopica naturale di alcuni elementi.

    4) Comparison of Pd/D co-deposition and DT neutron generated triple tracks observed in CR-39 detector, P.A. Mosier-Boss et al., Eur. Phys. J. Appl. Phys. 51, 20901 (2010), un articolo molto recente nel quale avrebbero misurato l’emissione di neutroni in un classico esperimento di Pd-D fredda, usando rilevator CR-39 e comparando i dati con una sorgente di neutroni nota.

    5) Large excess heat production in Ni-H systems, dei conosciutissimi Focardi e Piantelli purtroppo pubblicato solo su “Il Nuovo Cimento”, non so se vorrà leggerlo.
    Comunque sembra molto interessante poiché tratta di una calorimetria, ad occhio ben condotta anche per tempi molto lunghi, nel sistema tipo e-cat, con risultati molto ma molto inferiori ai claims di Rossi ma abbastanza netti, sembrerebbe.

    6) Condensed matter nuclear science (cold fusion): an update, Jean-Paul Biberian , Int. J. Nuclear Energy Science and Technology, Vol. 3, No. 1, 2007 una review relativamente recente (2007) e non troppo tediosa nella quale sono presentati diversi risultati dalla calorimetria alla misura di He, trizio, neutroni e trasmutazioni nucleari.

    Per finire un “aneddoto”, Measurement of anomalous nuclear reaction in deuterium-loaded metal”un articolo “cinese” pubblicato su una rivista di fisica nucleare cinese nel quale gli autori sperimentano la FF che avverrebbe tra deuterio e titanio addirittura per giustificare la produzione di 3He naturale attraverso reazioni di FF nelle profondità della terra.

    C’è un po’ di materiale da guardare per ingannare il tempo in attesa delle nuove da parte Rossi, sperando non accada come profetizza Luca ma che, in un modo o nell’altro, si faccia chiarezza, per il bene della scienza e di UNIBO.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Grazie per l’abbondante materiale che ci ha procurato.

      Come ha scritto Lei, il primo articolo è stato contraddetto dal secondo, gli AA del quale concludono:

      The estimated neutron flux in this experiment is at least a factor of 50 times smaller than that reported by Jones et al. and about one million times smaller than that reported by Fleischmann et al. The results suggest that a significant fraction of the observed neutron events are associated with cosmic rays.

      E’ interessante notare che Jones e coll. hanno preso in considerazione le due reazioni specchio, non quella di Preparata, che esclude la presenza di neutroni.
      Siamo all’archeologia della ff.

      • Francesco ha detto:

        @Franchini
        “The estimated neutron flux in this experiment is at least a factor of 50 times smaller than that reported by Jones et al. and about one million times smaller than that reported by Fleischmann et al. The results suggest that a significant fraction of the observed neutron events are associated with cosmic rays.”

        Avevo letto questi risultati che sono espressi nell’abstract e per l’appunto avevo scritto queste considerazioni:
        “Ad ogni modo, accettando che la FF degli esordi (e in parte tuttora) fosse difficilmente ripetibile, si potrebbe anche ipotizzare che Jones et altri fossero riusciti nella replica, mentre Gai et altri no.”

        Il fatto che Jones et al. misurassero un flusso di neutroni, seppur inferiore a quello di F&P, molto maggiore (50 volte) potrebbe far pensare che Jones fosse riuscito replicare l’esperienza di F&P mentre Gai no, come dicevo.
        Per cercare di capirlo bisognerebbe leggere entrambi gli articoli, in particolare quello di Jones, per accertarsi che la misura abbia seguito uno standard sufficientemente preciso, tenendo conto dei “cosmic rays”.

        Al momento sono riuscito a trovare la scansione in pdf dell’articolo originale di Jones pubblicato su Nature. Lei che è molto più esperto in materia di me, sarebbe in grado di valutare la bontà della misura di Jones?
        Inoltre come dicevo Jones ha continuato i suoi studi in materia e tra le altre cose ha pubblicato Reproducible neutron emission measurements from Ti metal in pressurized D2 gas nel quale ha utilizzato anche una schermatura che avrebbe permesso una misura più accurata. Gli AA dichiarano anche di aver misurato, con una buona ripetibilità ma mancando di predittività, un livello di emissione di neutroni superiore al background naturale da un sistema titanio-deuterio pressurizzato.

        • Camillo ha detto:

          Erano i mesi frenetici in cui tutti trovavano tutto e tutti si precipitavano a brevettare. Scaramuzzi in Italia trovò neutroni lavorando a secco. Fu sentito in Parlamento. Sembrava un bengodi. Poi il polverone cominciò a diradarsi e apparve sempre più chiaro che i neutroni erano ostinatamente assenti. Preparata spiegò a posteriori che era giusto che fossero assenti. Fu così che sia da noi, sia all’Istituto di Radiochimica dell’Università di Pisa si decise che non era il caso di perderci tempo e denaro.
          I neutroni di Jones non furono mai visti da F&P e da Preparata. Non se ne è mai più parlato.
          Se vuole il mio parere, i risultati sperimentali di allora furono l’esito di incoercibili Wunschgedanken, wishful thinking o come li vuole chiamare. E’ come con gli UFO, se uno ci crede, li vede. A interessarsi di ff non furono nucleari esperti, ma gente riconvertita da altre attività. E’ il caso clamoroso di Hagelstein, Bockris (IgNobel, trasmutatore della materia), Takahashi, Arata, Mizuno, Iwamura.
          I neutroni nella ff scomparvero per sempre con Jones. Nel Rapporto 41 non sono nemmeno stati cercati.
          Meglio dimenticare quei tempi frenetici, dove tanti vollero essere protagonisti. Jones litigò con F&P per questioni di priorità. Del Giudice si lamentò in televisione di non essere stato pubblicato. Preparata denunciò la Repubblica che aveva pubblicato che la ff era una patacca.
          Un momentaccio in cui la scienza venne umiliata da arrivisti con una preparazione nucleare abborracciata per l’occasione.

  110. Francesco ha detto:

    @Franchini
    Mi scuso ancora ma i collegamenti del post precedente sono ancora errati, non ne capisco il motivo.
    Nel secondo articolo di Nature ho mancato una “a” nel codice <a href, ma gli altri collegamenti mi sembravano corretti eppure non funzionano, come se venisse aggiunto un " alla fine del collegamento che risulta così non funzionante.
    Per poterlo utilizzare, nel momento in cui si apre la pagina non funzionante si dovrebbe cancellare l'apice che chiude il collegamento e ricaricare la pagina.

    Nel frattempo volevo rispondere ad un suo post che ho notato solo adesso, come direbbe lei a causa degli scherzi della nidificazione dei messaggi.

    “In tutte le leggi ricavate dall’esperimento si trovano episodi border line. Anche la legge dei gas reali è diversa da quella dei gas perfetti. L’attività è diversa dalla concentrazione. La fugacità è diversa dalla pressione. La chimica è stata definita come la scienza dei coefficienti correttivi.
    Tutte le scienze sperimentali fanno uso di coefficienti correttivi, ingegneria compresa.”

    Perfetto! E’ quello che ho detto diverse volte finora durante i nostri scambi.
    Il fatto che tutte le scienze facciano ricorso a coefficienti correttivi è solamente la conseguenza del fatto che ogni legge scientifica conosciuta non descrive la realtà, ma solamente un modello della realtà. Modello che funziona bene solo in un certo ambito ben definito e determinato dalle ipotesi di lavoro, e comunque fornisce sempre e solo una approssimazione della realtà stessa.
    Il modello è corretto quando l’approssimazione è inferiore a quella ritenuta accettabile per le applicazioni pratiche per la quale il modello è stato costruito. Queste considerazioni, comuni in tutti gli ambiti della scienza, sono importantissime per non confondere il modello con la realtà, ed sono alla base specialmente dell’ingegneria che fa della “approssimazione accettabile” il suo strumento più importante, probabilmente.

    Avendo ben presente questo concetto, risulta chiaro che l’anomalia (quando è reale naturalmente) è soltanto la manifestazione evidente della imperfezione del modello fino a quel momento utilizzato per descrivere una certa “realtà”.
    L’anomalia quindi “viola” non la realtà ma solo il modello della realtà che fino a quel momento è stato utilizzato, e rende necessario non riscrivere tutti i testi conosciuti, ma integrarli con un modello più fine o diverso perché riferito a “realtà” diverse.
    Esattamente come è avvenuto quando un secolo fa fu introdotta la teoria della relatività.
    Pur modificando in modo sostanziale i concetti cardine della fisica del tempo e in particolare la seconda legge di Newton, tale legge è tuttora utilizzata e “funziona” perfettamente nella stragrande quantità dei casi trattati della “fisica macroscopica”.

    E’ con questa ottica che ho cercato di commentare sin dall’inizio i risultati di Huke.
    Sottolineare che non ha trovato anomalie evidenti nel comportamento di diversi elementi è superfluo ai nostri scopi. E quello che già si conosceva, non serviva l’esperimento di Huke, come Franchini ha sempre affermato tra l’altro.

    L’anomalia rappresentata dal litio invece dovrebbe far pensare, perché potrebbe mostrare che i modelli fin qui utilizzati, pur funzionando perfettamente in certi ambiti anche molto ampi, necessitino di un ampliamento per poter descrivere anche altre condizioni finora poco sperimentate e comprese.
    Anche se ciò accadesse, i modelli utilizzati tuttora non verrebbero a crollare ma varrebbero in moltissime condizioni e continuerebbero ad essere usati esattamente come la seconda legge di Newton.

    E’ questo che cerco di dire da mesi discutendo con Franchini, non bisogna dimenticarsi che qualunque teoria è un modello, una schematizzazione approssimata della realtà, e perciò non è inviolabile anche se tutti i giorni la verifichiamo e la utilizziamo senza alcun problema.
    Potrebbero esistere delle condizioni, non ancora considerate dalla teoria, per le quali le approssimazioni sicuramente presenti nel modello, sono troppo grandi rendendolo inutilizzabile al fine di comprendere e prevedere il comportamento del sistema in un preciso ambito.

    Ecco perché lamentavo l’inutilità dei commenti di Franchini che sottolineavano l’aderenza ai principi fin qui conosciuta da parte degli altri metalli sperimentati da Huke.
    A pensarci bene, nel’ottica che ho detto, anche le piccolissime discrepanze misurate per tali metalli, dovrebbero indurre a tener sempre presente che il modello è approssimato e se anche funziona bene in certe condizioni potrebbe fallire completamente le previsioni in altre.
    Esattamente come la legge di Newton continua a descrivere esattamente il moto di tantissimi sistemi nei quali non è necessario tener conto degli effetti relativistici poiché molto inferiori alla precisione necessaria per quelle applicazioni. Mentre fallirebbe se fosse utilizzata per esempio nel calcolo della posizione mediante GPS satellitare.

    Spero che la “prolissità” di questo mio post, resa possibile da un fastidioso raffreddore, non infici la chiarezza del mio discorso.

    • Camillo Franchini ha detto:

      A pensarci bene, nel’ottica che ho detto, anche le piccolissime discrepanze misurate per tali metalli, dovrebbero indurre a tener sempre presente che il modello è approssimato e se anche funziona bene in certe condizioni potrebbe fallire completamente le previsioni in altre.

      Senza scomodare la relatività, la termodinamica non impedisce che il profumo di violetta che emana da un flacone rientri nel flacone. E’ solo una questione di probabilità.
      Se 20 000 esperimenti hanno portato a concludere che le sezioni d’urto sono sostanzialmente indipendenti dalla matrice chimica, e la gente lavora forte di questa convinzione, siamo autorizzati a dare rilevanza statistica a questo numero? Direi che possiamo stare tranquilii.
      Tenga presente che la chimica nucleare è una scienza sperimentale: Nelle scienze sperimentali la gente non sta a lambiccarsi il cervello a ipotizzare che le leggi possono essere sbagliate, anche se sanno che tutto può accadere. Se qualcuno trova che c’è una correzione da fare, ne prendono atto con soddisfazione.
      Per adesso possiamo dire che fusioni nucleari fredde non sono considerate dalla chimica nucleare, nonostante l’articolo di Huke o di altri. Vuole insegnare ai chimici come devono comportarsi?
      L’espressione è dura, ma dobbiamo evitare di darci a masturbazioni intellettuali.
      Quando un fusione fredda entrerà nel patrimonio del National Nuclear Data Center degli Stati Uniti, ne riparleremo. Se Alby ne trova una, sarò il primo a gridare “cribbio”.
      Non si può vivere di ipotesi di possibili rivoluzioni scientifiche. La ff sarebbe una tremenda rivoluzione scientifica. Pensi solo ai tre miracoli necessari alla reazione di Preparata.
      Guardi che non considero sbagliate le Sue considerazioni, nel senso che accetto che Lei si affidi alla probabilità, quindi non posso darle tecnicamente torto, come se affermasse che c’è una località dove la legge di gravità è violata. Ma in campo nucleare i numeri in gioco sono tali per cui mlte volte i termini “improbabilità” e “impossibilità” coincidono. Questo avviene ogni volta che si afferma: l’Uomo non può provocare un’interazione debole. Anche questa è un’apprssimazione, ma di che ordine!
      Nel momento in cui lo scrivo puà darsi che un neutrino stia cambiando sapore a un quark di questa tastiera. e provocare una trasmutazione nucleare.
      In ogni caso le specialità devono essere lasciate agli specialisti. Che un ingegnere meccanico come Bushnell affermi a ogni piè sospinto che le LENR sono gestite dalla forza debole è parecchio irritante. E’ un abuso della libertà che la rete concede; è disinformazione sui giovani, il vero peccato mortale di questi tempi.

  111. Camillo ha detto:

    A pensarci bene, nel’ottica che ho detto, anche le piccolissime discrepanze misurate per tali metalli, dovrebbero indurre a tener sempre presente che il modello è approssimato e se anche funziona bene in certe condizioni potrebbe fallire completamente le previsioni in altre.

    Si ci occupiamo della ricerca di strutture fini, mi potrebbe andar bene. All’esame di Fisica II mi fu chiesto l’effetto Zeeman anomalo, che tanto anomalo in realtà non è, ma insomma non è effetto Zeeman.
    Però devo ricordarLe che in questo blog ci occupiamo della fusione di Preparata e di quella di Rossi, due casi specifici, molto concreti. Confrontiamo quello che dicono di avere trovato con quello che sappiamo e su questo abbiamo impostato dei blog. Anche gli altri blog, perfino quello di Passerini, si occupa di questo. Lo facciamo perché alcuni prevedono di estrarre energia da determinate reazioni nucleari fredde.
    In linea di principio nulla è vietato che non sia specificamente vietato dai principi di esclusione. Nulla impedisce la fusione dei due nuclei di deuterio contenuti nell’acqua pesante. Si tratta di vedere quanti ne fondono in una tonnellata. Quando va male, viene sempre in soccorso l’effetto tunnel. Quindi Lei ha probabilmente ragione di aspettarsi una quantità di reazioni fredde mai verificate prima. Io però ho scelto di accontentarmi dei quasi 20 000 esperimenti accuratamente riportati dalle banche dati. 70 anni di reazioni nucleari mi accontentano. Se voglio altro, aspetto un aggiornamento e leggo quello che mi può divertire.
    Che informazione utile alla reazione di Preparata ricaviamo dal fatto che le due reazioni specchio dd sono un po’ diverse nel Litio rispetto al Tantalio? Secondo me assolutamente nessuna. Si tratta comunque di un’informazione interessante, ottenuta con notevole abilità sperimentale. Nel nostro contesto però non serve.
    Se vogliamo ragionare su ciò che ancora non è e che potrebbe essere, sulla chimica e sulla fisica che conosceranno i nostri pronipoti fra 1000 anni, usciamo decisamente dal “topic”, che resta: in quali difficoltà incorrono i claims di Arata, di Rossi e degli altri ff? Che possibilità hanno di non essere contestati sulla carta, la sola cosa che possiamo fare?
    L’altro tema, correlato al primo, è: è sempre necessario affidarsi al fatto sperimentale, anche quando viene descritto un asino che vola (o energia dal vuoto, moto perpetuo, quello che vuole)? Si deve sempre guardare dentro il cannocchiale o qualche volta possiamo risparmiare il nostro tempo, che non è infinito?
    Su questo punto mi è piaciuta la posizione di Alessio, che però non riesco a rintracciare, pena l’impiego di tempo prezioso.
    Auguri per il raffreddore.

  112. Francesco ha detto:

    @Franchini
    “Che informazione utile alla reazione di Preparata ricaviamo dal fatto che le due reazioni specchio dd sono un po’ diverse nel Litio rispetto al Tantalio?”
    Mi scusi, prima di andare avanti sarebbe da chiarire una questione.
    Stiamo discutendo su Preparata oppure stiamo cercando di capire se c’è qualche evidenza di una qualunque LENR?
    Se è così perché torna sempre su quello?

    “Secondo me assolutamente nessuna. Si tratta comunque di un’informazione interessante, ottenuta con notevole abilità sperimentale. Nel nostro contesto però non serve.”
    E invece io ho cercato di mostrare perché secondo me serve.
    Serve a capire che i modelli fin qui studiati ed accettati per le reazioni nucleari potrebbero necessitare di ulteriore comprensione e ampliamento poiché, pur funzionando per la stragrande maggioranza dei casi studiati, potrebbe non funzionare per altri, tra cui la FF.
    Il litio di Huke, così come qualsiasi altro esperimento di FF confermato, dovrebbe mostrare proprio questo in primis. Dovrebbe rappresentare per la fusione nucleare “fredda” quello che l’esperimento di Michelson e Morley rappresentò per la relatività.
    Se all’epoca avessero detto: “Ma che ci frega che in un esperimento la velocità della luce è invariante, tutte le altre velocità che misuriamo non lo sono….”, non avremmo ancora la relatività.

    Anzi prima di tutto dovrebbe mostrare che forse paragonare la FF agli asini che volano non è corretto.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Mi scusi, prima di andare avanti sarebbe da chiarire una questione.
      Stiamo discutendo su Preparata oppure stiamo cercando di capire se c’è qualche evidenza di una qualunque LENR?
      Se è così perché torna sempre su quello?

      Osservazione opportuna. Il blog sarebbe dedicato a Rossi e a Preparata.
      Ma non importa se qualche altra reazione fredda viene proposta. Finora io ho distinto tra ff “ricca”, palladio e deuterio, e ff “povera”, metalli pesanti poco costosi e idrogeno.
      Tutte le ff comportano la presenza di deuterio o idrogeno e di un metallo pesante con cui essi formano una lega.
      Finora non ho incontrato altre LENR. Un caso? Se sbaglio mi corregga.
      Per questa ragione Preparata e Rossi riassumono e rappresentano tutto il mondo ff. Salvo contestazione con relativo rimbrotto, che io acccetterò volentieri come stimolo per occuparmi di altre reazioni.

    • Camillo ha detto:

      Il litio di Huke, così come qualsiasi altro esperimento di FF confermato, dovrebbe mostrare proprio questo in primis. Dovrebbe rappresentare per la fusione nucleare “fredda” quello che l’esperimento di Michelson e Morley rappresentò per la relatività.

      E’ una bella ambizione! Il Litio di Huke non rappresenta una violazione di ciò che si conosce; è un esperimento perfettamente assorbibile, non turba e non ha turbato nessuno. L’esperimento di M&M non poteva trovare un inquadramento nella fisica dell’epoca. Infatti la fisica velocemente si adeguò. Ha l’impressione che il litio di Huke rappresenti un evento che modifica le conoscenze della chimica nucleare? Non credo che nessuna legge imponga che le reazioni specchio debbano essere necessariamente 50/50. La massa del neutrone e del protone sono diverse; può essere che la piccola massa del litio amplifichi tale differenza. Non c’è da turbarsi e infatti nessuno si è turbato. Il problema si presenta solo quando si scopre qualcosa di completamente inatteso e non spiegabile con gli strumenti culturali disponibili al momento. Questo non accade con Huke, ne converrà. Se ogni volta che qualcosa di nuovo salta fuori – e ogni pubblicazione presenta qualcosa di nuovo – dovessimo metterci a gridare cribbio saremmo paralizzati.
      Magari qualcuno ha spiegato il comportamento del litio. Francamente non intendo occuparmene, non c’è alcun interesse a farlo, dato che Preparata usa solo il palladio. Il giorno in cui si farà ff sul litio, vedremo come comportarci.
      Tenga presente che la ff è quella di Preparata e di Rossi. Occupiamoci di loro e saremo felici.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Il litio di Huke, così come qualsiasi altro esperimento di FF confermato, dovrebbe mostrare proprio questo in primis. Dovrebbe rappresentare per la fusione nucleare “fredda” quello che l’esperimento di Michelson e Morley rappresentò per la relatività.

      Dovrebbe? Mamma mia.
      Si affidi agli esperti nucleari.
      Se il Litio di Huke fosse un breakthrough come l’esperimento di Michelson Morley, l’avrebbero già segnalato e metabolizzato. L’articolo di Huke si trova nelle banche dati a disposizione del mondo. Pensa che i nucleari si siano distratti e si sveglino solo leggendo il nostro blog? Ruhe.

  113. Camillo Franchini ha detto:

    @Tutti

    Qua si può leggere una severa critica dell’E-Cat formulata da un astrofisico, con la collaborazione di un fisico del Brookhaven National Laboratory.

    http://scienceblogs.com/startswithabang/2011/12/the_nuclear_physics_of_why_we.php

    • Livio Varalta ha detto:

      @Tutti
      Passerini, giorni fa, ha dichiarato che non sarebbe più venuto qui a visitarci se non su sollecitazione di qualcuno. Visto il periodo di “fiacca”, chi gli fa notare il link, postato qui sopra da Camillo, con il suggerimento di utilizzarlo per lanciare un nuovo Thread?
      Non occorre neanche tradurlo, Google lo traduce molto bene, come tutti i testi ben scritti…

    • Ugo Bardi ha detto:

      Molto bello l’articolo di Siegel, da Brookhaven. Guglielmo, hai notato il trucco che loro propongono per far sembrare che l’E-Cat funziona in “self sustained” mode? Un po’ diverso da quello che avevo proposto io, ma simile. Ci sono molti modi per spellare un gatto, so to say…..

      Il bello è che io credo che Rossi non sia nemmeno capace di inventarsi dei trucchi così semplici; altrimenti, avremmo visto il coso funzionare in self sustained mode per una settimana.

      • Luca ha detto:

        Il bello è che io credo che Rossi non sia nemmeno capace di inventarsi dei trucchi così semplici;
        Proabilmente si affida ai consigli del suo bel-tenebroso plumber (chissà se gli avrà saldato tutte le fatture)
        Non so perchè ma a me, la prova del 6 Ottobre, ricorda tanto le nonne che si portavano a letto il mattone scaldato nel camino e avvolto nella pezza, quando le stanze da letto ancora non avevano il risacldamento.

        • Giancarlo ha detto:

          In effetti dai conti fatti e i dati di alimentazione disponibili, all’inizio sparisce un bel po’ di energia (il riscaldamento dell’acqua ne richiede meno) che viene immagazzinata da qualche parte. Questo avviene anche il 28 ottobre se si prendono per buoni i dati riportati. Quello che non si capisce è dove viene accumulata: la quantità di metallo presente dovrebbe portarsi a 1000°C il che mi appare improbabile; oppure dovrebbe trasformarsi in energia chimica estraendo idrogeno dal nichel (i sistemi di accumulo di calore funzionano così): in questo caso però è insufficiente la quantità di idrogeno presente. Forse una combinazione delle due cose o qualche altro marchingegno. Lo schemino di alimentazione presentato nell’articolo del link sembrerebbe da escludere in quanto l’alimentazione venne misurata da Lewan direttamente sui fili destinati alla resistenza.

  114. Alessio Guglielmi ha detto:

    E’ un abuso della libertà che la rete concede; è disinformazione sui giovani, il vero peccato mortale di questi tempi.

    Ben detto, Camillo. I disinformatori fanno come i pedofili, che prima erano isolati, e poi con Internet si sono potuti organizzare e quindi diventare più pericolosi. Beware of small sparrows, kids, they fuck with your mind.

  115. cataflic ha detto:

    L’articolo di Siegel riassume tutti i dubbi sul fenomeno e-cat egregiamente.D’altro canto si sa che se partiamo dal punto di vista della frode, penso ci siano mille modi per falsificare i risultati…
    Dire invece che il fenomeno è impossibile dal punto di vista fisico-chimico è un salto di qualità ed è in questo campo che ci si accapiglia.

    @Francesco (non ce l’ho con te assolutamente, ma lo stile è sarcastico per enfatizzare i concetti)
    ti ririspondo visto che un post si è disperso…Mallove lo conoscevo , ma è stato uno dei classici giornalisti alla Giacobbo, che puntano sul mistero per attrarre la massa verso tematiche scientifiche e penso proprio avesse trovato la più “efficiente” battaglia da combattere…per equiparare i dati statistici sulle morti degli scienziati, mettiamoci anche tutti gli altri scienziati morti in campo mondiale negli ultimi 20 anni e vedrai che non ci sarà nulla di strano!(magari si dovrebbe pensare che una lobby internazionale voleva nascondere una ricerca sulle ghiandole del topo)
    Lo scienziato convertito alla ff parla sempre delle solite cose, come il calore in eccesso…ma come al solito i neutroni ed altri amenicoli sono assenti o risibili rispetto al fondo naturale ed ininfluenti per il fenomeno studiato e rimaniamo sul “mi hanno detto che”, mentre se uno di quegli studi fosse fatto decentemente sarebbe in letteratura.
    Alla fine nessuno potrà mai toglierti il dubbio che magari miliardi di cicli di risonanza di non so che si concentrino per sprigionare tutto quel che hanno da dare in un picosecondo proprio accanendosi sul povero deuterio, o che si crei una matrice in entaglement o un condensato di B-H in cui la luce viaggia a 30 m/s e come una lente gravitazionale concentra tutti i fotoni in un punto (sempre sulla crapa del povero deuterio!).
    Le evidenze naturali le ha riassunte anche Siegel ed è qui che secondo me si manifesta la debolezza delle tesi ff.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Dire invece che il fenomeno è impossibile dal punto di vista fisico-chimico è un salto di qualità ed è in questo campo che ci si accapiglia.

      Non so cosa pensano gli altri, ma per me è chiaro che l’impossibilità di tali reazioni è solo pratica. Nessuno dei principi di conservazione viene violato, e questo basta e avanza.
      L’impossibilità delle reazioni che consideriamo è solo statistica.
      Noi ci accapigliamo sulle sezioni d’urto, appunto su questioni di probabilità.
      Almeno a me pare che in questo blog la natura statistica dei fenomeni nucleari sia accettata da tutti.
      Francesco è convinto che ci sia un grande margine per intervenire sulle sezioni d’urto. Francesco parla di futuro, io mi fermo a ciò che conosciamo ora.
      Francamente spero che i nostri nipoti non aumentino significativamente la sezione d’urto delle interazioni deboli. Avremmo delle trasmutazioni da un elemento a un altro, situazione pericolosa. Il nostro corpo si modificherebbe nella sua chimica. Angosciante. Ci si potrebbe imbastire un film di fantascienza: lo scienziato pazzo che modifica la sezione d’urto delle interazioni deboli.

  116. claudio puosi ha detto:

    @tutti
    CS_Fusione Fredda.pdf (35.8 KB)
    Fusione fredda a COHERENCE 2011 2.pdf (78.8 KB);

  117. Francesco ha detto:

    @Franchini
    “Francesco è convinto che ci sia un grande margine per intervenire sulle sezioni d’urto. Francesco parla di futuro, io mi fermo a ciò che conosciamo ora.”

    A dire il vero non è proprio così.
    Mi permetta di correggerla.
    Lei non si ferma a ciò che conosciamo ora ma va oltre quando afferma che studiare la fusione fredda è come osservare il volo degli asini e che non c’è alcun bisogno in questo caso di “guardare nel cannocchiale”.
    Se dicesse soltanto che al momento nessuna reazione di fusione nucleare fredda è stata riconosciuta dalla scienza mainstream io non sarei neanche qui a discutere con lei, poiché su questo già concordiamo.

    Io non sono convinto che ci sia un grande margine per intervenire sulle sezioni d’urto.
    Soltanto ho il dubbio che sia molto improbabile che tutti i ricercatori che da 22 anni osservano e misurano eventi che sembrano collegati a reazioni nucleari, in sistemi dove tali reazioni non dovrebbero avvenire, siano sotto l’effetto di sostanze stupefacenti psicotrope oppure siano incompetenti o nella peggiore delle ipotesi dei truffatori.
    Quindi ritengo che probabilmente sia il caso di “guardare nel cannocchiale” poiché quello che si potrebbe vedere potrebbero non essere degli asini volanti.

    • Marco DL ha detto:

      Francesco,
      In questo momento la vera domanda è “Le affermazioni di Rossi sono vere o false” ?
      Se sono false, getteranno un tale discredito sul mondo della FF che le ricerche a lei care si estingueranno per un altro secolo (se escludiamo i soliti “cantinari” che però di solito, purtroppo, non arrivano a niente). Fossi in lei mi accanirei su Rossi e su chi gli garantisce copertura mediatica incondizionata qualsiasi stupidaggine dica o faccia.
      Provi a chiedersi il perchè di questi comportamenti.
      Sono sicuro che se sul tavolo fosse stato messo un solo dato di fatto nuovo, Franchini avrebbe approcciato diversamente il caso.
      Sarebbe bastato un campione di “ceneri” con rame isotopicamente coerente.
      Ma forse basterebbe del Nickel arricchito, giusto per dimostrare che Rossi non ci sta prendendo per i fondelli, almeno su questo.
      Oppure una misura indipendente di raggi gamma emessi dal mammozzio.
      Ed invece non c’è niente di niente, come da manuale dei migliori raggiri.

      • Francesco ha detto:

        @Marco DL
        Mi scusi, ma nel discorso che sto facendo con Franchini, adesso che centra Rossi?

        Io fui uno dei primi a “preoccuparmi” del discredito che la vicenda e-cat, se si verificasse un fiasco, porterebbe alle ricerche sulla FF.
        Anzi scherzando ipotizzai addirittura che poteva essere una macchinazione di coloro che potrebbero voler bloccare queste ricerche. 🙂

        Quindi mi permetta di dirle che non centra molto il suo intervento, anche perché non mi pare proprio di poter essere considerato un sostenitore “a priori” di Rossi, visto che ho più volte affermato che al momento non riesco a sviluppare una opinione conclusiva sulla faccenda ma sono bloccato su un possibilismo speranzoso più che concreto.

        • Marco DL ha detto:

          Sono sinceramente stupito dall’impegno che sta profondendo nel cercare di strappare un commento possibilista a Franchini, rispetto al mancato tentativo di far ragionare il popolo dei seguaci di Rossi.
          Non riuscire a farsi una opinione, soprattutto in merito ai comportamenti di Rossi, non è un buon biglietto da visita se si pretende di discriminare il vero dal falso (in un verso o nell’altro), Questo è il collegamento.
          Se però questa è la sua priorità, è un piacere continuare a leggere questa sfida.

    • Camillo ha detto:

      @Francesco

      Lei non si ferma a ciò che conosciamo ora ma va oltre quando afferma che studiare la fusione fredda è come osservare il volo degli asini e che non c’è alcun bisogno in questo caso di “guardare nel cannocchiale”.

      E’ esattamente quello che ha fatto il panel del DoE nel 2004. I periti non hanno voluto né controllare gli esperimenti, né tantomeno cercare di riprodurli in proprio. Si sono limitati a esaminare i documenti che McKubre, Hagelstein e altri due ff hanno selezionato. Per me questo significa considerare superfluo guardare nel cannocchiale.
      La faccenda dell’asino che vola l’ho applicata ai bolognesi; io ho sempre ritenuto che un giudizio sull’E-Cat emerge dal semplice esame del brevetto di Rossi e delle pubblicazioni di Focardi. Il resto è eccesso di riguardo nei confronti di Rossi e Focardi.
      Anche l’analisi di Siegel e Thieberger è puramente teorica. Così funziona le peer review. Ce lo vede un revisore prendere su e andare nel laboratorio di Celani o di Del Giudice o di Rossi, per vedere come funziona un loro set sperimentale?
      In realtà non usa guardare nel cannocchiale. E’ necessario che i lavori siano scritti come si deve. L’esempio del Rapporto 41 è estremamente istruttivo. Nessuno ha chiesto di controllare di persona la determinazione di 4He o se erano presenti gamma e neutroni.

      Quindi ritengo che probabilmente sia il caso di “guardare nel cannocchiale” poiché quello che si potrebbe vedere potrebbero non essere degli asini volanti.

      Dove trova qualcuno disposto a scomodarsi per visitare il laboratorio di Celani ?
      Lei mi ricorda Diego che invitava a togliere il sedere dalla sedia e recarsi in laboratorio. Se a lui piace, si accomodi.

  118. Francesco ha detto:

    @Franchini
    “Nelle scienze sperimentali la gente non sta a lambiccarsi il cervello a ipotizzare che le leggi possono essere sbagliate, anche se sanno che tutto può accadere. Se qualcuno trova che c’è una correzione da fare, ne prendono atto con soddisfazione.”

    Certo, ma in tutte le discipline scientifiche c’è una parte di scienziati che utilizzano le conoscenze note in modo impeccabile producendo una molteplicità di applicazioni pratiche molto importanti.
    Un’altra parte invece, partendo dalla considerazione che la conoscenza scientifica vada sempre e comunque migliorata essendo una schematizzazione imperfetta della realtà, si interessano delle “piccole anomalie” e provando a spiegarle tentano di comprendere ancor più nel profondo il funzionamento della Natura.

    Entrambe le tipologie sono necessarie e nessuna più importante dell’altra, anche se i secondi hanno molte più probabilità dei primi di apportare vera innovazione.

  119. Francesco ha detto:

    “Mallove lo conoscevo , ma è stato uno dei classici giornalisti alla Giacobbo, che puntano sul mistero per attrarre la massa verso tematiche scientifiche e penso proprio avesse trovato la più “efficiente” battaglia da combattere…per equiparare i dati statistici sulle morti degli scienziati, mettiamoci anche tutti gli altri scienziati morti in campo mondiale negli ultimi 20 anni e vedrai che non ci sarà nulla di strano!(magari si dovrebbe pensare che una lobby internazionale voleva nascondere una ricerca sulle ghiandole del topo)

    Quando ti ho chiesto di Malowe non volevo assolutamente fare dietrologia o complottismo, te l’ho chiesto nel merito dei “fatti” del 1989 e successivi e non della sua uccisione.
    Che ne pensi della sua indagine che avrebbe dimostrato come il MIT all’epoca dei primi tentativi di replica dell’esperimento di F&P avesse “addomesticato” i dati per “cancellare” l’eccesso di calore?
    Hai letto di come avessero organizzato una “veglia funebre” per la FF, a cui Franchini avrà partecipato probabilmente, ancor prima di analizzare i dati?
    Hai letto le intercettazioni telefoniche nelle quali gli autori della replica spingessero la stampa, non solo a divulgare il fallimento di replica (nonostante non fosse stato un completo fallimento), ma presentando la cosa in modo da far pensare che F&P fossero degli imbroglioni?

    E invece della “conversione” di Rob Duncan raccontata dalla CBS che ho postato tempo fa?
    Proprio non ti ha un po’ incuriosito vedere la trasmissione?

    “Lo scienziato convertito alla ff parla sempre delle solite cose, come il calore in eccesso…ma come al solito i neutroni ed altri amenicoli sono assenti o risibili rispetto al fondo naturale ed ininfluenti per il fenomeno studiato e rimaniamo sul “mi hanno detto che”, mentre se uno di quegli studi fosse fatto decentemente sarebbe in letteratura.

    In realtà di esperimenti e report non calorimetrici ma che si occupano della misura di “sottoprodotti nucleari” i fusori freddi ne hanno fatto e ne fanno parecchi.
    Hai letto qualcosa di quello che ho postato per Franchini? Sono quasi tutti di “letteratura”, a parte quello di Focardi e Piantelli che forse non considererete tale poiché è del “Nuovo Cimento”.

    • Cataflic ha detto:

      @ Francesco
      In tre parole hai, anzi , abbiamo sintetizzato la classica situazione da ff: si esamina un caso come Duncan, il quale parla di altri, i quali trovano evidenti alterazioni calorimetriche seguendo protocolli sconosciuti e quando metto in risalto questo aspetto, mi rispondi che peró ce ne sono altri che dicono di aver trovato altre alterazioni su isotopi od elementi.
      Si gira sempre a vuoto intorno ad eventi dubbi attaccandosi ad altri eventi dubbi.
      Sarebbe meglio un singolo esperimento descritto nei minimi particolari, con i nomi dei responsabili del setup e delle misure e la peer review per decidere se ha un senso.
      Pensare a dei ricercatori che da 20 anni sciappinano su una celletta continuando a ripetere che c’è un axcess return, non mi fa una gran buona impressione! Meglio Rossi allora che si butta nella mischia!

  120. Francesco ha detto:

    @Franchini
    “Per questa ragione Preparata e Rossi riassumono e rappresentano tutto il mondo ff. Salvo contestazione con relativo rimbrotto, che io acccetterò volentieri come stimolo per occuparmi di altre reazioni.”.

    Vede che in fondo se la aspettava la contestazione con rimbrotto, evidentemente sapeva che stava scrivendo qualcosa di riduttivo ;).

    Una cosa è dire che le LERN finora considerate riguardano sempre l’idrogeno (o deuterio) e un metallo (costoso o meno), un’altra che tutti gli studi e le interpretazioni si possono ridurre a Preparata e Rossi.
    Su, lei è evidentemente una persona competente, intelligente e linguisticamente preparata, non si riduca ad usare questi mezzucci “scambiando” l’intelligenza con la furbizia verbale.:)

    • Camillo Franchini ha detto:

      Una cosa è dire che le LERN finora considerate riguardano sempre l’idrogeno (o deuterio) e un metallo (costoso o meno), un’altra che tutti gli studi e le interpretazioni si possono ridurre a Preparata e Rossi.

      La Sua osservazione mi fa venire in mente che quando lessi per la prima volta il lavoro di Focardi e Piantelli, pensai che i due, non essendo abbastanza ricchi da permettersi l’acqua pesante e il palladio, avevano ripiegato sull’idrogeno e sul nickel, molto meno costosi. Se il deuterio è chimicamente un vicariante del protio, può esserlo anche dal punto di vista nucleare. E’ una bestemmia, ma non importa; tentare non nuoce, per quel che costa…
      Indubbiamente basare un’economia energetica sul palladio appare un po’ impegnativo, dati la rarità e il costo di quel metallo.

      le LERN finora considerate

      Mi tolga una curiosità: quali altre LENR conosce? io resco a contare solo fino a due. Frantumano nickel e palladio, lavorano con nanocristalli, striscioline bustrofediche (Preparata), rods (Piantelli), ma siamo sempre lì.

      • Francesco ha detto:

        @Franchini

        Una cosa è dire che le LERN finora considerate riguardano sempre l’idrogeno (o deuterio) e un metallo (costoso o meno), un’altra che tutti gli studi e le interpretazioni si possono ridurre a Preparata e Rossi.
        Su, lei è evidentemente una persona competente, intelligente e linguisticamente preparata, non si riduca ad usare questi mezzucci “scambiando” l’intelligenza con la furbizia verbale.:)

  121. Camillo Franchini ha detto:

    @Francesco

    Mi farebbe la cortesia di inviarmi di nuovo l’indirizzo del filmato di Duncan?
    Grazie.

    • Francesco ha detto:

      @Franchini
      Trasmissione CBS, intervista a Mc Krube, nella quale viene raccontata l’esperienza di Rob Duncan.
      Parte 1
      Parte 2
      La parte relativa a Duncan è nel video 1 a partire dal minuto 7:15, ma consiglio di vederlo tutto, ci sono diversi spunti interessanti.
      E’ istruttiva anche la posizione di Richard Garwin, fisico famoso nel campo della fusione nucleare per aver partecipato alla costruzione della bomba H, probabilmente lei si troverà concorde con lui.

      • cataflic ha detto:

        ci sono anche gli altri filmati delle conferenze sulla ff all’università…

      • Camillo Franchini ha detto:

        A parte la fama acquistata nel campo della H, Richard Garwin è stato uno dei 24 esperti del DoE incaricati di formulare un giudizio sulla ff nel 1989. Egli non apparteneva all’ERAB, fu convocato espressamente per la sua competenza in campo nucleare. Ha una storia lunga sulla ff; ha partecipato anche al convegno di Erice organizzato da Zichichi.
        Dall’intervista appare che Duncan si sia interessato alla ff per caso, senza avere una particolare competenza. Posso sbagliare, intendiamoci, può darsi che Duncan sia un esperto di reazioni nucleari, ma non risulta, come invece risulta la specifica competenza di R. Garwin. Se uno è interessato, può informarsi su Duncan, su quello che sa come professionista. Non è detto che sia un esperto di reazioni nucleari.
        Personalmente non sono interessato ad ascoltare le opinioni di chi assiste ad esperimenti altrui, poi va in giro a parlarne. Troppe volte ho sentito la tiritera: “ero scettico poi, dopo aver guardato da vicino, mi sono convertito”. Anche Celani lo ha detto. A me i convertiti piacciono poco, dopo aver visto le esibizioni di Giuliano Ferrara.

  122. Camillo Franchini ha detto:

    @Tutti

    Un certo Hank Mills se la prende con Antonio Turiel, definito “scettico patologico”, secondo la fortunata definizione di Josephson, a sua volta definito da altri “credulone patologico”.
    Questo Mills è davvero molto seccato, non lasciatevi impressionare.

    http://pesn.com/2011/12/02/9601971_Scientific_Cultist_Antonio_Turiel_Bashes_the_E-Cat/

    • Luca ha detto:

      Beh, sembra la solita tiritera dei fanboy che tirano in ballo l’esempio degli increduli del primo volo per salvare i gatti di Rossi con tutta la barca FF
      A proposito, di là, sull altro canale UHF22 il nostro eroico Tia si sta tirando addosso fior di poco velati insulti dalla prolissa e omniscente Valeria aka “Brigliadori la vendetta 2”
      Mi aspetto che tra non poco tirino in ballo, tra un esplosione stellare, il complotto del GW, la reazione Fe+Fe (buona questa) e altre verità nascoste, anche qualche lezione di urinoterapia 🙂
      A proposito a destra della rezione Fe+Fe che ci mettiamo ? Fe2 (doppio fero de borgata) o Fefè (abbreviativo di Fernando o Federico)

      • Giancarlo ha detto:

        @Luca
        Inutile consigliare di leggere articoli seri di persone che queste cose le hanno studiate da tempo. La fisica fai-da-te ha un appealing maggiore. La cosa che mi sconvolge è che mentre questi sono naive, alcuni scrivono pomposi articoli partendo da concetti inventati da loro qualche articolo prima e dati per scontati e risaputi anche se non hanno avuto alcun seguace o commento positivo. E gli articoli paiono quasi veri. Viviamo in un mondo di pazzi.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Viviamo in un mondo di pazzi.

          Sì, si ha questa impressione.
          Se qualcuno vuole rendersi conto di come i ff sperimentali sentano il bisogno di affidarsi a qualsiasi teoria per acquistare status di ricercatori mainstream legga questo abstract di un lavoro di Takahashi, il Presidente della ISCMNS.
          http://blog.newenergytimes.com/2011/12/07/takahashi-now-includes-weak-interactions-in-lenr-theory-2/
          Accanto alla interazione debole p/e, figura una bella reazione nucleare multibody.
          I pioni carichi sono considerati bosoni vettori virtuali, senza considerare che sono adroni con carattere bosonico.
          Poi c’è la TSC theory, un acronimo inventato da Takahashi per suo uso personale.
          Fisica nucleare rivisitata da un ingegnere presuntuoso (Francesco, nel senso positivo del termine :-)).
          Ma c’è di peggio, Hagelstein ha formulato 120 teorie che spiegano la ff.
          Di un autore letterario particolarmente produttivo si disse che era più prolifico di un ragno.
          Per fermare Hagelstein bisogna abbatterlo a fucilate mentre sta scrivendo.

  123. Francesco ha detto:

    @cataflic
    “In tre parole hai, anzi , abbiamo sintetizzato la classica situazione da ff: si esamina un caso come Duncan, il quale parla di altri, i quali trovano evidenti alterazioni calorimetriche seguendo protocolli sconosciuti “

    Sicuro di aver seguito bene la storia di Duncan?
    Egli non parla di altri, egli è andato, pur scettico convinto sulla FF, in un laboratorio dove dicevano di ottenere eccesso di energia in un sistema tipo FF.
    Ha partecipato in prima persona alle misure mettendo a frutto la sua specializzazione, cioè proprio le misure termodinamiche, e verificando un eccesso di calore anomalo.
    Da allora si è convinto che in quel sistema accada qualcosa di non spiegabile con le conoscenze fin qui acquisite.
    Niente eventi dubbi ma misure. Non credo che nelle altre branche di ricerca ogni esperimento misuri tutto il misurabile ogni volta.
    Qualcuno si occupa di qualcosa, altri di altre cose, è normalissimo questo, e poi Duncan si è avvicinato per la prima volta al fenomeno in quella occasione, che avrebbero dovuto dimostrargli, tutto lo scibile umano?

    @Marco DL
    “Sono sinceramente stupito dall’impegno che sta profondendo nel cercare di strappare un commento possibilista a Franchini, rispetto al mancato tentativo di far ragionare il popolo dei seguaci di Rossi.”

    Io invece sono stupito dalla sua capacità di riuscire ad includere due “imprecisioni” nella stessa frase.

    Primo, il mio scopo non è strappare un commento possibilista a Franchini, ma solo soppesare la forza delle affermazioni di coloro che ritengono la FF tutta una baggianata inesistente, quando non fraudolenta.
    E lo faccio perché in questo modo cerco, con l’aiuto di chi ne sa più di me, di pesare anche le affermazioni di chi ritiene la FF una realtà, in modo da provare a farmi una idea personale.
    Non ho alcun interesse a “convertire” chicchessia.

    Secondo, non ho alcun motivo neanche per far, come dice lei, ragionare il popolo di Rossi.
    Questo perché, in primis, non avendo io certezze in merito non ho la presunzione di cercare di convincere altri. In secundis, rispetto alla faccenda e-cat, ho sempre espresso il mio parere in buona fede, anche sottolineando quello che per me ancora non torna, quindi non vedo dove il mio comportamento non sia coerente.

    “Non riuscire a farsi una opinione, soprattutto in merito ai comportamenti di Rossi, non è un buon biglietto da visita se si pretende di discriminare il vero dal falso (in un verso o nell’altro), Questo è il collegamento.”
    Certo, questa è l’opinione di chi ha la certezza che l’e-cat sia una bufala e che ciò sia talmente evidente che chi non se ne rende conto è nel migliore dei casi uno sprovveduto.
    Bisogna vedere quanto questa convinzione sia corretta e se non è viziata da una buona dose di presunzione.
    Che poi l’e-cat funzioni o meno, questa è un’altra storia.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Bisogna vedere quanto questa convinzione sia corretta e se non è viziata da una buona dose di presunzione.

      Se per “presunzione” intende supposizione, congettura, mi sembra che tutti noi siamo qualche volta presuntuosi. I peer reviewers sono i più presuntuosi di tutti, perché sovrappongono le loro conoscenze a quelle di uno sperimentale. Sono le cose che più seccano Diego e quanti pretendono che la gente vada in giro per laboratori altrui a guardare nei cannocchiali.
      Sia presuntuso e qualche volta Le andrà bene.

  124. Giancarlo ha detto:

    C’è qualcuno che ha letto i lavori di questo Prof. e si è fatto un’idea delle sue affermazioni sui sistemi Pd/H e NiH M-H? Mi risparmierei un bel po’ di studio 🙂

    http://www.physics.purdue.edu/people/faculty/yekim.shtml

  125. cataflic ha detto:

    @Francesco
    “Ha partecipato in prima persona alle misure mettendo a frutto la sua specializzazione, cioè proprio le misure termodinamiche, e verificando un eccesso di calore anomalo……..
    Niente eventi dubbi ma misure. Non credo che nelle altre branche di ricerca ogni esperimento misuri tutto il misurabile ogni volta” cioè è andato lì, gli hanno detto “secondo noi è così”, lui ha dato una guardata ai tubi, ai collegamenti elettrici, al modo di prendere le temperature e ha dato un suo parere.
    Ma ritorniamo al punto di partenza… per fare un bilancio energetico preciso, servono condizioni sperimentali precise e se fossero precise non ci sarebbero dubbi.
    Invece si trovano a fare misurazioni su tempi di giorni e giorni in ambienti stracarichi di apparecchiature, che anche nella migliore delle ipotesi penso che da soli farebbero da efficientissimo riscaldamento…per non parlare dei million joule…(calore di fusione Palladio 17,6 kJ/mol ..)
    Cioè il setup deve essere a prova di bomba e finora non lo è mai stato.
    Tra l’altro nel sito degli sperimentanti compaiono cenni inquietanti di “gravity control” …boh?

  126. OTC ha detto:

    Mi inserisco nell’interessante discussione, anche se la mancanza di tempo mi consente solo sporadici interventi.

    Volendo partire dalle “origini” delle LENR, si possono distinguere quattro “filoni”, in ordine di tempo:
    a) Fusione catalizzata da muoni
    b) Cluster Impact Fusion
    c) Fusione alla Fleishmann e Pons (elettrochimica)
    d) Celle Ni-H

    Tutte queste quattro tecniche hanno in comune un obiettivo: aumentare notevolmente la sezione d’urto della reazione nucleare, in modo da renderla pratica a basse energie.

    La fusione catalizzata da muoni è completamente “mainstream”, riproducible, peer-reviewed e compresa completamente dal punto di vista teorico. Si basa sui muoni (chiamati “volgarmente” elettroni pesanti) che in particolari condizioni vanno a “sostituire” l’elettrone negli isotopi di H rendendo l’atomo “muonico” molto più compatto ed aumentando enormemente la sezione d’urto della reazione di fusione (normalmente D-T o D-D).

    Tale tecnica, nota fin dagli anni 60, non ha ancora raggiunto il pareggio energetico (a fronte di un’energia pari a 100 necessaria per produrre i muoni tramite un acceleratore, si ottiene circa 60 dalla fusione catalizzata), tuttavia rispetto alla fusione calda tipo ITER (autentico esempio di “tecnologia patologica”, http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/8103557.stm ), siamo parecchio avanti. Vi sono molti centri di ricerca che cercano di ottimizzare il processo per renderlo sfruttabile industrialmente ( http://www.rikenresearch.riken.jp/eng/frontline/5976 ).

    Quindi è possibile aumentare la sezione d’urto delle reazioni nucleari per renderle possibili a bassa energia. Come ho avuto occasione di chiedere a Franchini in passato, la fusione muonica (universalmente accettata e riproducibile al 100%), NON è presente nelle banche dati, quindi forse la presenza nelle banche dati non dovrebbe essere assunto come criterio discriminante per dare un giudizio sulle LENR.

    La cosiddetta “Cluster Impact Fusion” fu una tecnica proposta dal Brookhaven National Library: si trattava di accelerare piccoli “cluster” di acqua pesante verso un bersaglio di titanio deuterato; secondo i calcoli teorici in questo modo si sarebbe aumentata di molto la sezione d’urto. I primi dati furono incoraggianti, ma un esperimento fatto al MIT mostrò un errore di misura dovuto a contaminazione. E la cosa finì lì. Attualmente, dopo il caso Mallove, qualche studioso si chiede se non sia il caso di riprendere gli studi sull’argomento.

    Sulla fusione elettrochimica la situazione è più o meno la seguente: dal punto di vista sperimentale sono stati osservati i seguenti effetti:
    1) produzione anomala di calore
    2) presenza di tritio
    3) emissione di neutroni
    4) presenza di prodotti di fusione (3He, 4He)

    Proprio Mallove nel suo libro catalogò oltre 90 fra pubblicazioni, presentazioni, articoli, ecc. che riportavano questi effetti: http://lenr-canr.org/acrobat/WillFGgroupsrepo.pdf

    Fra questi elenco di articoli (che arrivano fino al 1991, da allora ce ne sono stati molti altri) è particolarmente interessante quello di James McBreede, ricercatore del succitato Brookhaven National Library, che pur avendo riprodotto eccesso di calore e trizio in una cella elettrolitica alla F&P, era titubante a esporre i risultati perchè la cosiddetta “fusione fredda” era diventata un argomento da evitare: http://www.deseretnews.com/article/82992/CHEMIST-HEDGES-ON-FUSION.html

    C’è una interessante presentazione di un ricercatore dell’Università di Bologna che riassume i possibili tipi di fusione (calda e fredda), con l’indicazione di ulteriori studi che hanno rilevato effetti anomali: http://www.die.ing.unibo.it/pers/borghi/Ip-pdf-2011/ip-2011-8.pdf

    Dal punto di vista teorico, quello che accade nelle celle elettrolitiche (ed in quelle Ni-H) non lo sa nessuno. Alcuni hanno proposto delle teorie (la più nota è quella di Widom-Larsen, che chiama in causa l’interazione debole ed assegna ai neutroni lentissimi che si formano sulla superficie metallica il ruolo di “catalizzatori” simile a quello dei muoni), ma si tratta solo di un’ipotesi.

    A mio modesto parere, per indagare in maniera seria la fusione elettrochimica (ed anche le celle Ni-H), è inutile criticare le teorie: come detto non è chiaro a nessuno quello che succede, ed in queste situazioni le “cantonate” di chi azzarda una teoria sono quasi una certezza.

    Non è sufficiente, secondo me, nemmeno trincerarsi nell’assenza dalle banche dati visto che lì non c’è nemmeno la fusione muonica.

    Bisognerebbe a mio avviso selezionare i lavori sperimentali migliori che segnalano effetti anomali (tipo i 4 che ho riportato prima) e capire se:

    – si tratta di errori di misura ?
    – contaminazioni ?
    – effetti non spiegabili ma non riproducibili ?
    – effetti non considerati spiegabili con conoscenze già note ?

    Sinceramente mi sembra improbabile che gli studi sperimentali che hanno rivelato effetti anomali possano tutti ricadere nei casi precedenti, ma d’altra parte le LENR sono ancora un argomento controverso, quindi è sull’aspetto sperimentale che va concentrata l’attenzione.

    E, come diceva qualcuno che di “indagini” se ne intendeva, “quando hai eliminato tutto quello che è impossibile, quello che rimane, per quanto improbabile, deve essere la verità”.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Prima di leggere il Suo intervento, Le dò un cordiale benvenuto, perché ho già avuto modo di apprezzare la Sua competenza.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Come ho avuto occasione di chiedere a Franchini in passato, la fusione muonica (universalmente accettata e riproducibile al 100%), NON è presente nelle banche dati, quindi forse la presenza nelle banche dati non dovrebbe essere assunto come criterio discriminante per dare un giudizio sulle LENR.

      La fusione muonica è certamente mainstream. Si trova da tempo nei trattati per studenti, perché ha un notevole interesse scientifico e mette in evidenza in modo elegante la differenza tra elettrone e muone. Insomma, si studia a scuola.

      Pag. 93 di
      Karl Heinrich Lieser
      Nuclear and Radiochemistry
      Wiley -VCH (2001)

      E’ la seconda edizione; possibile che fosse trattata anche nella prima edizione del 1997.
      L’assenza delle LENR nelle banche dati a rigore può non essere un criterio discriminante, ma è certamente un segno preoccupante. Se si pensa al numero di articoli dedicati alla ff in 23 anni, qualcuno sarebbe dovuto filtrare, se non altro per disattenzione. La situazione è anche più dura per i brevetti.
      La fusione muonica è relativamente fredda, il Lieser dice che avviene a 1000 °K e per essa usa curiosamente l’espressione “cold fusion”, che tanto successo ha avuto in altro ambito.
      Eviterei però di usare la fusione muonica per contrabbandare la ff quale è correntemente intesa, un’interazione a bassa energia tra due nuclei, di cui uno appartenente a un atomo gassoso.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Vi sono molti centri di ricerca che cercano di ottimizzare il processo per renderlo sfruttabile industrialmente (http://www.rikenresearch.riken.jp/eng/frontline/5976 ).

      Sapevo che Lei avrebbe portato un contributo importante. Grazie per la segnalazione, molto interessante. Chissà che non si raggiunga la parità energetica.
      Sono amico di un ingegnere nucleare che lavora ai magneti del CERN. Dice che in quegli ambienti sono imbufaliti contro la fusione calda, ITER e congeneri. Sono buchi neri distruttori di fondi.

    • Camillo Franchini ha detto:

      C’è una interessante presentazione di un ricercatore dell’Università di Bologna che riassume i possibili tipi di fusione (calda e fredda), con l’indicazione di ulteriori studi che hanno rilevato effetti anomali: http://www.die.ing.unibo.it/pers/borghi/Ip-pdf-2011/ip-2011-8.pdf

      Proprio un ingegnere elettrico deve occuparsi di cose nucleari? I bolognesi sono sempre sorprendenti.
      L’esposizione è modesta, la diapositiva 7 è scorretta.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Sinceramente mi sembra improbabile che gli studi sperimentali che hanno rivelato effetti anomali possano tutti ricadere nei casi precedenti, ma d’altra parte le LENR sono ancora un argomento controverso, quindi è sull’aspetto sperimentale che va concentrata l’attenzione.

      Per quanti ancora dovremo concentrare l’attenzione sull’aspetto sperimentale? Il Progetto Manhattan durò 4 anni. Qua ne sono trascorsi quasi 23, con una massiccia produzione di letteratura non riconosciuta. Focardi non riesce a farsi accettare nemmeno da arXiv e lo dice lamentandosene, come Del Giudice e De Ninno a Reporter.
      Io lascerei perdere una volta per tutte. Quando mancano in modo così evidente ipotesi di lavoro serie, non ha senso continuare. Ora viene perfino scomodata l’interazione debole, mai realizzata su questa Terra, se si esclude la fisica delle altissime energie, CERN, Rubbia, Gran Sasso, dove sono contenti quando registrano un evento al giorno.
      Scomodare l’interazione debole è un segno di disperazione. Esaurita quella moda, a che cosa si rivolgeranno, alla kryptonite?

    • Camillo Franchini ha detto:

      Quindi è possibile aumentare la sezione d’urto delle reazioni nucleari per renderle possibili a bassa energia.

      Questa è veramente un’affermazione impegnativa. La fusione elettronica è una cosa, quella muonica un’altra. Ogni tipo di reazione è da considerarsi in modo indipendente. Ognuna ha la sua sezione d’urto. La fusione muonica non rappresenta un “miglioramento” di quella elettronica, infatti cambiano gli attori che interagiscono.
      Le sezioni d’urto riguardano l’interazione di due particelle. Se una particella viene sostituita da un’altra, la sezione d’urto cambia.
      Non si può assolutamente affermare che l’interazione protone/muone mimica l’interazione protone/elettrone, altrimenti facciamo l’errore di Focardi/Piantelli, e più recentemente di Bushnell, che credono di poter trasferire al nucleare la sostanziale identità di comportamento chimico del protio e del deuterio. Dal punto di vista nucleare sono bestie diverse. I reattori CANDU marciano con acqua pesante; con acqua leggera sarebbero stabili come un sasso.
      Non vorrei che si facesse strada l’idea che la fusione muonica è un miglioramento geniale di quelle elettronica. Un miglioramento magari scoperto da ff, anche se Steve Jones ci ha fatto sopra un bel lavoro. Qua i ff non c’entrano proprio.
      Per favore, teniamo separate le sezioni d’urto.
      Per la dd ce ne sono addirittura tre, tutte riportate in questo blog.
      E’ banale ricordarlo, ma anche le banalità a volte servono.

  127. Camillo Franchini ha detto:

    @Francesco

    Krivit si occupa di Duncan, lamentando che ha reso un pessimo servizio a Rossi.
    Quando si parla del diavolo…

    http://blog.newenergytimes.com/2011/12/09/duncans-promotion-of-rossi-a-tremendous-disservice/

  128. cataflic ha detto:

    Sempre più la ff o lenr mi ricorda il film “Il mistero dei templari” dove si sviluppa una di quelle cacce al tesoro che corre di indizio in indizio, pensando ogni volta di essere arrivati al tesoro e trovando invece ogni volta solo un nuovo indizio.

  129. Camillo Franchini ha detto:

    Se volete essere informati sulle intenzioni di Rossi, andate a questo indirizzo, commento di Mattia Rizzi, in fondo:

    http://www.queryonline.it/2011/10/27/e-cat-la-saga-continua/

    Una beffa perfetta ai danni dei bolognesi. Sono trattati peggio dei bidelli. Scommetto che nemmeno in questo caso batteranno ciglio. Lasciano che passi ‘a nuttata.
    Vi ricordate la comunicazione concordata col bilancino da Braga e Capiluppi?
    Praticamente Rossi fa quello che gli pare e piace, in modo spregiudicato.

    • Caracolla ha detto:

      La deadline di Gennaio e` prossima. Entro 40gg questa grottesca vicenda sara` (de)finita. Secondo me al furbetto gli e` andata proprio male. Ha sbagliato i calcoli, poteva avere qualche possibilita` in tempi remoti. Oggi come oggi il paese e` (sempre piu`) piccolo e la gente, si sa, mormora.

    • Livio Varalta ha detto:

      Ho girato al “contatto” UniBO quanto evidenziato da Mattia, con questa mia considerazione (sempre la solita alla fine…):

      Le tre domande essenziali sull’aggeggio sono: Scalda? Quanto Scalda? Perché Scalda?
      Alla prima domanda (Scalda?) si può rispodere in massimo 15 giorni, compreso la stesura del rapporto.

      Se mai vi accingerete ad eseguire i test e NON inizierete dalla prima domanda (Scalda?) con relativa risposta entro 15 giorni, La prego di NON farmelo sapere, la mia stima sull’intero DF UniBO e nei Suoi confronti sarebbero azzerate.

      Presso UniBO, lavora un Perito Termotecnico iscritto all’Albo dei Periti di Bologna. Suggerisco di affidare allo stesso i test calorimetrici. L'”osservatore” prof. Levi ha osservato, senza battere ciglio, l’ing. Galantini, iscritto all’Albo dei Chimici di Ferrara, misurare la Qualità del Vapore con una Sonda di Umidità Ambiente…

      Cordiali Saluti
      Livio Varalta

  130. Camillo Franchini ha detto:

    Ricevo da un fisico del Brookhaven National Laboratory, con cui scambio messaggi, il seguente appunto:

    Yes Camillo, I don’t understand much either [si tratta di Takahashi]. TSC theory stands for Tetrahedral Symmetric Configuration, a theory developed by Takahashi in which he predicts that the nuclei can somehow come together much closer than normal. It sounds as crazy as the famous shrinking hydrinos. If I am not mistaken, this is pure at-hoc crackpot nonsense.

    Hydrini, neutroni virtuali, erano cavalli di battaglia di Daddi; non so se ci pensa ancora. Credo che se ne trovi traccia in qualche articolo del Journal of Nuclear Physics, il blog di Rossi.
    Il mio corrispondente dà un’idea vivace di come la pensano i fisici mainstream sulle invenzioni teoriche elaborate dai ff.

  131. Camillo Franchini ha detto:

    Nel luglio scorso William Collis, segretario esecutivo dell’ISCMNS, scrive una lettera a Brian Josephson esponendogli il “catalogo” delle disavventure giudiziarie di Andrea Rossi.
    Mi pare di ricordare che Collis vive ad Asti e conosce molto bene l’italiano, anche se scrive La Corriere della Sera
    Qualcosa di simile ha fatto anche Passerini; sarebbe interessante vedere se i due elenchi concordano.

    http://newenergytimes.com/v2/news/2011/37/3741appendix36.shtml

    • Luca ha detto:

      Non si preoccupi Livio. Il suo valente “informatic” risolverà presto il problema di sforamento di banda e/o di spazio concesso dall’ hosting.
      Ah, dimenticavo, questi malfunzionamenti, lui li chiama attacchi hacker 🙂

  132. ePode ha detto:

    “L’idrogeno metallico è la pietra filosofale della scienza: si trova a questo stato solamente nei nuclei delle stelle”

    Eppure ci sono riusciti !

    http://www.blitzquotidiano.it/scienza-e-tecnologia/idrogeno-trasformato-metallo-rivoluzione-superconduttore-1020523/

    • Giancarlo ha detto:

      Eppure ci sono riusciti !

      Si è bastato portarlo a -400°C e 260 GPa… 🙂
      ma le leggete pure le notizie che postate, oppure pubblicare il link è frutto di un raptus? (scusami se era un post ironico e non l’ho capito).
      Si ottengono 260 GPa con la pompa della bicicletta?
      Internet è un dramma dal punto di vista della veridicità delle notizie. Che poi l’esperimento sia notevole, i numeri non siano quelli e gli usi possano essere molteplici (non a casa nostra verosimilmente) è un altro discorso.
      Ormai si cita un blog, che ne cita un altro, che ne cita un altro, che ne cita…
      Dopo un po’ di passaggi le stupidaggini assurgono a notizia sensazionale. Immagina quelli che assumono farmaci letti su Internet.
      Quello che poi non capisco è usare tali link a mo’ di clava: chi è il bersaglio?

    • Caracolla ha detto:

      “…Abbassando la temperatura a -400 gradi celsius”
      Va bene che non ci si capisce piu` nienete con le stagioni, ma non pensavo fossimo gia` al primo di Aprile 🙂

    • cataflic ha detto:

      a me sembrava che ci fossero riusciti già molti anni fa al Livermore…!?!
      Sarebbe interessante sapere nel caso quale tipo di struttura sia prevista.

    • Andrea Rampado ha detto:

      Penso che difficilmente abbiano raggiunto i -400° Celsius.

  133. ePode ha detto:

    In Svedese…
    http://www.nyteknik.se/nyheter/innovation/forskning_utveckling/article3355090.ece

    Tradotto da Google…
    http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=sv&tl=it&u=http%3A%2F%2Fwww.nyteknik.se%2Fnyheter%2Finnovation%2Fforskning_utveckling%2Farticle3355090.ece

    L’avevo letto da qui… Ma che rabbia che avete addosso… Mi sa che qualcuno ne ha davvero bisogno di farmaci…. e anche di un terapeuta bravo….

  134. Luca ha detto:

    Se non è Fuffa è (F)an bagnato… eheheh
    A parte gli scherzi … serve a dare supporto a LERN FF o Rossi&C ?

  135. Giancarlo ha detto:

    Molecular hydrogen is expected to exhibit metallic properties under megabar pressures. This metal is predicted to be superconducting with a very high critical temperature, Tc, of 200–400 K (ref. 1), and it may acquire a new quantum state as a metallic superfluid and a superconducting superfluid2. It may potentially be recovered metastably at ambient pressures3. However, experiments carried out at low temperatures, T<100 K (refs 4, 5), showed that at record pressures of 300 GPa, hydrogen remains in the molecular insulating state. Here we report on the transformation of normal molecular hydrogen at room temperature (295 K) to a conductive and metallic state. At 200 GPa the Raman frequency of the molecular vibron strongly decreased and the spectral width increased, evidencing a strong interaction between molecules. Deuterium behaved similarly. Above 220 GPa, hydrogen became opaque and electrically conductive. At 260–270 GPa, hydrogen transformed into a metal as the conductance of hydrogen sharply increased and changed little on further pressurizing up to 300 GPa or cooling to at least 30 K; and the sample reflected light well. The metallic phase transformed back at 295 K into molecular hydrogen at 200 GPa. This significant hysteresis indicates that the transformation of molecular hydrogen into a metal is accompanied by a first-order structural transition presumably into a monatomic liquid state. Our findings open an avenue for detailed and comprehensive studies of metallic hydrogen.

  136. Andrea Rampado ha detto:

    Scusa ePode avevo capito che la traduzione dell’articolo non era corretta, ma come spiegheresti i 30 K dentro una stella?

  137. Livio Varalta ha detto:

    A seguito di:
    Camillo Franchini scrive:
    dicembre 10, 2011 alle 6:49 pm

    avevo postato
    Livio Varalta scrive:
    dicembre 10, 2011 alle 9:21 pm

    Il “contatto” mi ha risposto:
    “”tra l’azienda della signora Rossi e il dipartimento di fisica c’è un regolare contratto che stabilisce anche le condizioni di condivisione della proprietà intellettuale. Poi, quello che accadrà se e quando il contratto diverrà mai operativo sarà seguito dal nostro ufficio legale.”””

    Figo!! Sarà l’Ufficio Legale dell’UniBO a fare i Test!!??
    Praticamente Rossi tiene UniBO per le palle… stringe ed allenta secondo le proprie esigenze…

    continua il contatto:
    “”Per quanto riguarda la segnalazione del dipartimento di Ing Elettrica, mi sembra solo che quella su focardi e rossi sia una sorta di rassegna stampa che prende atto in maniera giornalistica passiva””
    Gli avevo segnalato questo:
    http://www.die.ing.unibo.it/pers/borghi/Ip-pdf-2011/ip-2011-8.pdf
    Rassegna stampa?! Un Dipartimento Universitario fa rassegne stampa? Su argomenti controversi e non attinenti agli studi del Dipartimento stesso?!

    • Caracolla ha detto:

      “quello che accadrà se e quando il contratto diverrà mai operativo sarà seguito dal nostro ufficio legale.”
      1) Il tuo contatto non crede che verra` mai versato un centesimo. Anzi spera propio di no cosi` la exit strategy dalla ridicola vicenda non sara` a carico loro come ulteriore perdita di immagine (per quanto possibile).
      2) Secondo me (almeno lui) ne ha abbastanza delle umiliazioni che hanno subito.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Livio, a me il tuo contatto sembra Leone Svicolone che anni fa divertiva mia figlia nella televisione per ragazzi.
      Il gioco è completamente in mano a Rossi, che diventa sempre più insolente. I bolognesi non sanno più che pesci pigliare. Anzi, il pesce l’hanno già pigliato. Ora si mobilitano goffamente perfino altri dipartimenti. Saranno per caso tarantolati?
      Query on Line titola “E-Cat, la saga continua”; sarebbe più appropriato scrivere “la farsa continua”.
      Se Focardi invece di fare interventi qua e là scrivesse una bella nota, due pagine per dire, e spiegasse la fisica dell’invenzione di Rossi tenendo conto delle osservazioni che si sono accumulate in un anno in vari blog, darebbe prova di serietà e di senso di responsabilità nei confronti di UniBO.
      Si conoscono gli obblighi di un prof. emerito? Può parlare in totale libertà o in qualche misura rappresenta ancora la sua università? Forse ce lo possono dire gli accademici.
      Il contatto sembra ignorare Focardi, il motore immobile di tutta la vicenda. Non ti sembra?

      • Livio Varalta ha detto:

        @Caracolla
        @Camillo
        A conferma delle nostre considerazioni vi posto la prima riga della risposta del contatto che avevo omesso per “pudicizia”:
        “””mi scusi il silenzio [non aveva risposto a due mie precedenti lettere] e grazie come sempre -“”

        Dopo questo:
        Livio Varalta scrive:
        dicembre 3, 2011 alle 2:38 pm

        ….e questo:
        Livio Varalta scrive:
        dicembre 10, 2011 alle 9:21 pm

        ….mi sarei aspettato un incipit molto meno “tenero”, tipo quello di qualche tempo fa: ” Varalta, lei sottovaluta un po’ UniBo…non ci sono sprovveduti qui e su questa cosa
        dal primo giorno ci stiamo muovendo con grande attenzione”
        Direi che la situazione sta diventando imbarazzante…
        Ancora più imbarazzante perché a Bologna si devono salvare “capre e cavoli”… non siamo in Uk, le “capre” non si possono allontanare…

        Per quanto riguarda Focardi è ora di dire che “il re è nudo”… non tutti invecchiano allo stesso modo… è tempo che qualcuno abbia carità cristiana e che a Focardi venga assegnata una badante…

  138. Giancarlo ha detto:

    Divertente vedere come i dati sugli esperimenti LENR possano alle volte cambiare negli anni per adattarsi alle mode.

    http://blog.newenergytimes.com/2011/12/10/mckubre-responds-to-krivit-interview-for-iarpa/

    Del resto anche nel NiH qualche anno fa i neutroni c’erano e ora non ci sono più anche se le persone somo ancora lì…

    • Camillo Franchini ha detto:

      McKubre e Hagelstein, una bella coppia. Krivit li ha colti con le mani nel sacco. La documentazione a colori che fornisce è spietata. McKubre ha capito che non si può tenere testa a un giornalista “che compra l’inchiostra a galloni”; è un po’ intimidito, fa appello alla propria maggior competenza.
      OTC ha fatto notare che i neutroni sono tornati timidamente alla ribalta, anche se ci sono sacche di resistenza, di cui McKubre, Hagelstein e tutti i preparatini italiani fanno parte. Ci hanno messo degli anni a farsi vedere, i neutroni. Come al solito si tratta di sbuffi, zampilli, fiotti sporadici, che saltano fuori a tradimento di notte, dopo giorni di elettrolisi, quando lo scienziato ha sonno.

      • cataflic ha detto:

        E’ quel che si dice sempre! Il fatto è che ci vuole qualcuno che abbia voglia di mettersi lì a fare due calcoli e controllare macroscopicamente il tutto.
        Dopo il giornalismo informativo ben fatto, la peer review serve proprio a questo.
        Spesso si pensa che le cose siano tanto complesse ed inesplicabili, ma in realtà sono semplici e lineari.
        E da par mio, se vai avanti 20 anni a far calcoli e test su una celletta, c’è qualcosa che tocca!
        @Francesco
        ipse dixit

        • Francesco ha detto:

          @cataflic
          ipse dixit

          Cioè?

          Comunque, leggendo la “diatriba” tra McKrube e Krivit, appare evidente un’altra cosa oltre al fatto che probabilmente i dati raccolti non sono utilizzabili per accreditare le teorie di Hagelstein.
          Da 10 anni Mc Krube misura eccessi di energia e, ancor più significativo, produzione di 4He. Che i dati non siano in perfetto accordo con le teorie di Hagelstein ci può anche stare, anche se McKrube tenta di dare anche una interpretazione a questa discrepanza, condivisibile o meno.
          Ma non vi rendete conto che state utilizzando, per “smontare” la FF, dati che invece proverebbero in modo inequivocabile che essa avviene ?

          Per tornare per un attimo poi alla questione di Rob Duncan, cataflic scriveva:
          “cioè è andato lì, gli hanno detto “secondo noi è così”, lui ha dato una guardata ai tubi, ai collegamenti elettrici, al modo di prendere le temperature e ha dato un suo parere.
          Ma ritorniamo al punto di partenza… per fare un bilancio energetico preciso, servono condizioni sperimentali precise e se fossero precise non ci sarebbero dubbi.
          Invece si trovano a fare misurazioni su tempi di giorni e giorni in ambienti stracarichi di apparecchiature, che anche nella migliore delle ipotesi penso che da soli farebbero da efficientissimo riscaldamento…per non parlare dei million joule…

          Certamente ognuno può credere ciò che vuole, anche di capirne più di un esperto di misure energetiche, anche che tale esperto, pur scettico e prevenuto sulla FF, vada in un laboratorio dove la praticano e si convinca facendosi raccontare due frottole.
          Anzi si convinca così tanto da andare in giro a raccontare la sua esperienza e afferma di essere certo che il fenomeno esiste pur sapendo che quello è un argomento “carrier killer”, come dice lo stesso Franchini.
          Ripeto ognuno può credere ciò che vuole, io invece credo che la probabilità che ciò accada sia bassissima, bassa almeno quanto la probabilità di fusione del deuterio nel palladio a temperatura ambiente.

          Probabilmente per far aumentare tale probabilità dovrei seguire il consiglio di Franchini e diventare più presuntuoso, credere di avere maggiore discernimento di un esperto del settore che ha visto direttamente il fenomeno, ma è più forte di me non ci riesco.
          Sarà che mio padre mi ha cresciuto a pane e buoni principi.
          Uno che si adatta molto bene alla situazione e che mi è rimasto particolarmente impresso è di derivazione Socratica:
          “La presunzione è figlia e allo stesso tempo madre dell’ignoranza”

  139. cataflic ha detto:

    @Francesco
    Hai ragione sulla presunzione ed infatti qui si “presume” che i tecnici facciano il loro lavoro in maniera accurata e priva di maneggiamenti.
    E’ proprio questa sfiducia che si sono meritati gli ff negli anni a far diventare l’approccio simile a quello che si avrebbe davanti ad un impiegato di banca che ti vuol vendere il prodotto del mese.
    Sembra di aver di fronte dei venditori, non degli scienziati.
    Non è con la sicumera nell’eloquio da un palco che si dimostra qualcosa, ché anche i venditori di enciclopedie ce l’avevano nelle loro oceaniche convention e non è un valore scientifico!
    Insomma, stiamo parlando di cellette con elettrodi dentro, tubi di metallo con polverine… possibile che sia così complesso poter dire..SI o NO ?
    invece si rimane in balia di misurazioni che vanno, vengono, a volte ritornano…

  140. Camillo ha detto:

    @Francesco
    Scusi se La correggo.
    McKrube —> McKubre
    carrier killer —> career killer
    Il carrier killer è uno che ammazza i corrieri, che hanno il diritto di stare al mondo come noi.
    Correggo perché si tratta di errori ricorrenti, rischiano di consolidarsi.
    La presunzione è figlia e allo stesso tempo madre dell’ignoranza
    Cosa fa, il maestro di comportamento come i preti?
    A me pare che Lei consideri presuntuosi quelli che non la pensano come Lei o i ff.
    La parola “presunzione” ricorre spesso nei Suoi commenti. Devo metterla tra le parole che richiedono moderazione? Lei usa la parola per offendere, quindi devo invitarLa a non abusarne. Può usarla al massimo una volta/settimana. Stessa cosa per “arroganza”.

    @cataflic
    E’ curioso che anche Fleischmann sia ricorso a una correzione di dati. A questo proposito ci fu un bel confronto a Erice il 12 aprile 1989 tra Fleischmann e Garwin (quello del filmato segnalato da Francesco) sul picco a 2,2 o 2,5 MeV, sull’altezza del picco e sulla sua forma. Non riporto l’episodio per non farla lunga.
    Anche il primo articolo di F&P su J. of Electroanalytical Chemistry dovette essere corretto.
    Sul piano sperimentale i ff non hanno avuto molta fortuna, manca ancora l’experimentum crucis, quello che decapita il toro. Sul piano teorico hanno Hagelstein, ingegnere elettrico.

  141. Camillo ha detto:

    @Tutti
    La discussione continua in fusionefredda3.

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