Mario Massa

Mi permetto di citare Mario Massa dal blog di Daniele Passerini, dove è in corso un interessante confronto sul secondo principio della termodinamica.

http://22passi.blogspot.com/2014/04/mai-dire-impossibile-dimensione.html?showComment=1396778970170#c1548384067313762094

E’ chiaro che un sasso è molto più grande e i fenomeni quantistici sono praticamente nulli, ma l’affermazione di Daniele in via di principio non può dichiararsi falsa e, se interpreto bene il suo pensiero, vuole solo rimarcare che la MQ ci ha mostrato un mondo diverso da come veniva immaginato un secolo fa e ciò l’autorizza a pensare che certi eventi che ancora oggi riteniamo impossibili (funzionamento dell’E-CAT) possano essere reali. E’ per questo che credo impossibile convincere i “believers” con argomentazioni teoriche come fa Camillo: solo dimostrando pazientemente in laboratorio, uno dopo l’altro, che gli eccessi di calore dichiarati dai vari sperimentatori sono frutto di errori le persone ragionevoli si arrenderanno al fatto che BabboNatale non esiste. Chi crederebbe alla realtà della FF se si dimostrasse in laboratorio che Piantelli, Celani, Arata, Cravens, Swartz, Mizuno hanno preso un abbaglio?

Mario Massa sembra non tenere conto della scala delle dimensioni alla quale si applica la MQ, che non è nemmeno la scala nano tanto di modo di moda presso i ff, ma quella delle dimensioni sub atomiche dove effettivamente l’effetto tunnel e fluttuazioni di natura energetica e materiale sono una realtà. Possono perfino avvenire creazioni di coppie, purché avvengano entro i limiti imposti dal principio di indeterminazione. Basta vedere la complessità di certi diagrammi di Feynman per capire come il mondo delle particelle sia complesso e tumultuoso.
A questi fenomeni deve essere associato un principio: in tanta complessità non resta nulla di netto, né creazione di materia, né creazione di energia.
Scrivere che l’affermazione di Daniele “in via di principio non può dichiararsi falsa” è corretta sul piano filosofico, ma può essere fuorviante e generare illusioni, come si è visto con F. Celani e B. Ahern; la violazione del secondo principio della termodinamica, che non fa parte delle leggi di conservazione che si applicano alle reazioni nucleari, e l’indeterminazione non sono valide nel mondo macroscopico di chi afferma di ottenere una produzione netta di calore con certi reattori. Il mondo macroscopico fa uso di leggi deterministiche come quello di Newton e di leggi statistiche applicate su grandi numeri.
Nel 2004 il DoE ci ha insegnato che la ff può essere studiata anche solo esaminando i documenti più significativi che sono stati prodotti, non servono approcci sperimentali.
Stesso comportamento ha Sean P. Burke del USPTO che non si perita di scrivere:

Note that the reaction 58N(p,γ)59Cu is known and has been experimentally observed, it is in context of an accelerated proton beam into a nickel target. The element of acceleration is necessary in this matter – it is the only way for the proton to overcome the basic Coulomb repulsion between the proton and the nickel nuclei.

Ciò non esclude che nella vita dell’universo un protone sia entrato nel nucleo di un atomo di nickel e ne sia stato assorbito. Si tratta semplicemente di rispettare le scale.
“Solo dimostrando pazientemente in laboratorio…” può essere una scelta rispettabile, purché alla comunità non costi un euro; rischia però di essere considerata la scelta di chi vuole fotografare l’asino che vola.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

228 risposte a Mario Massa

  1. Livio Varalta ha detto:

    Cimpy ha detto:
    8 aprile 2014 alle 6:53 am

    E’ quello che penso anch’io…

  2. Camillo Franchini ha detto:

    @Cimpy
    @Livio Varalta
    Quando avete tempo fateci sapere come la pensate.

    • Cimpy ha detto:

      Giornata densa, per cui è molto difficile seguire con attenzione qualcosa. Però mi sento di quotare il seguente passaggio:

      la violazione del secondo principio della termodinamica, che non fa parte delle leggi di conservazione che si applicano alle reazioni nucleari, e l’indeterminazione non sono valide nel mondo macroscopico di chi afferma di ottenere una produzione netta di calore con certi reattori. Il mondo macroscopico fa uso di leggi deterministiche come quello di Newton e di leggi statistiche applicate su grandi numeri.

      Aggiungo che l’unico Principio di Indeterminazione con certe ricerche è ben rappresentato dalle parole pronunciate da uno di quei ricercatori che le fanno, che nel 2006 dichiarava:

      “nel giro di un paio d’anni riusciremo ad avere anche una possibilità di sviluppo, in potenziale, di tutte le promesse di questo esperimento; che per ora sono solo promesse”.

    • Livio Varalta ha detto:

      mario massa ha detto…
      Omissis…
      Chi crederebbe alla realtà della FF se si dimostrasse in laboratorio che Piantelli, Celani, Arata, Cravens, Swartz, Mizuno hanno preso un abbaglio?
      Omissis…
      06 aprile 2014 12:09
      http://22passi.blogspot.com/2014/04/mai-dire-impossibile-dimensione.html?showComment=1396778970170#c1548384067313762094

      Mario,
      chi? La Deputata Sciampista di 5* in compagnia di quelli che attualmente credono che Piantelli, Celani, Arata, Cravens, Swartz, Mizuno abbiano dimostrato qualcosa…

      Mario,
      la Fede dei Poveri di Spirito è incrollabile.

  3. Ugo Bardi ha detto:

    Solo per abbonarsi ai nuovi commenti. Saluti a tutti!

  4. Solo di passaggio ha detto:

    Solo per i commenti. Un saluto a tutti.

    “La filosofia della scienza è utile agli scienziati quanto l’ornitologia agli uccelli” – Anonimo

  5. Hermano Tobia ha detto:

    @Camillo
    Il mondo macroscopico fa uso di leggi deterministiche come quello di Newton e di leggi statistiche applicate su grandi numeri.

    Perfettamente d’accordo.

    Nel 2004 il DoE ci ha insegnato che la ff può essere studiata anche solo esaminando i documenti più significativi che sono stati prodotti, non servono approcci sperimentali.

    Non so se fosse quello l’insegnamento del DOE, ma, nel caso, si tratta senza dubbio di cattivi maestri, per un semplice motivo: non mi risulta che ci sia una teoria che consente di calcolare, ad esempio, le sezioni d’urto delle reazioni nucleari (che sono dati sperimentali),, quindi non si capisce quale principio verrebbe violato in maniera talmente evidente da rendere superflue l’approccio sperimentale. Come ho ripetuto più volte, si tratta, a mio avviso, di un atteggiamento profondamente anti-scientifico.

    A proposito di presunti fotografi di asini volanti, volevo condividere le prime impressioni sul libro di Mats Lewan che mi è arrivato ieri (sui libri sono un po’ tetragono, preferisco ancora la carta …).

    Ho letto i primi due capitoli, molto ben fatti ed equilibrati; per quel poco che ho potuto vedere di persona a proposito della vicenda, devo dire che mi trovo in totale sintonia con Lewan.

    Ho anche trovato, nell’appendice, uno spunto interessante; viene infatti dato un “indizio” su quale potrebbe essere la teoria che sta alla base del fenomeno LENR, ovvero l’ipotesi pycnocucleare / chemonucleare di Hidetsugu Ikegami, importante fisico nucleare giapponese, che ha lavorato per diversi anni al Brookhaven National Laboratory e che annovera un numero impressionante di lavori catalogati in banca dati BNL.

    L’ipotesi parte dall’osservazione delle cosiddette reazioni pycnonucleari (pycno=denso) che avvengono nelle stelle in condizioni estreme (1), il cui fenomeno alla base è stato riprodotto in laboratorio e descritto da questo lavoro (2, il link è direttamente dalla banca dati IAEA) dal titolo: “Observation of enormously enhanced nuclear fusion in metallic Li liquid”, nel quale si mostra sperimentalmente come la sezione d’urto della reazione

    7Li + d -> 8Be + n -> 2α + n

    sia stata incrementata di 10/15 ordini di grandezza. Sempre rimanendo all’interno del sito IAEA, troviamo anche questo interessante lavoro successivo (3), che conferma i risultati precedenti e rileva che:

    Under some conditions of the Li liquid, the reaction rate was intermittently so high that the particle detector was saturated and stopped counting simultaneously with an appreciable temperature rise in the Li liquid

    Tali risultati sono stati replicati presso l’Università di Kobe (4), anche se con fattori di incremento minori (7 ordini di grandezza invece che 10-15); viene anche fornita poi una possibile spiegazione di tale discrepanza.

    Recentemente Ikegami ha provato ad formulare ipotesi teoriche relativamente ai risultati ottenuti sperimentalmente ed ad estendere tali ipotesi al caso dei metalli idrogenati (5), ipotizzando che il ruolo dell’H/D nei metalli svolga sia analogo a quello svolto dal Li liquido negli esperimenti precedenti.

    Relativamente a questo ultimo lavoro citato non ci sono (ancora) riscontri sperimentali certi: forse con la pubblicazione del nuovo TPR e del relativo inquadramento teorico, ci saranno nuovi sviluppi su questo fronte.

    Trovo infine interessante che il framework teorico di Ikegami spiegherebbe anche le variazioni dei tempi di decadimenti di alcuni isotopi come quelle rilevate dal più volte citato Reifenschweiler.

    (1) http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0375960105002331
    (2) http://inis.iaea.org/search/search.aspx?orig_q=RN:36076167
    (3) http://inis.iaea.org/search/search.aspx?orig_q=RN%3A38053344&src=ics&btnG=Search
    (4) http://inis.iaea.org/search/search.aspx?orig_q=rn%3A42024876&src=ics&btnG=Search
    (5) http://www.roxit.ax/CN.pdf‎

    • Hermano Tobia ha detto:

      L’ultimo link (5) non sembra funzionante; il link corretto è questo:
      http://www.roxit.ax/CN.pdf

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Hermano Tobia

      non mi risulta che ci sia una teoria che consente di calcolare, ad esempio, le sezioni d’urto delle reazioni nucleari (che sono dati sperimentali), quindi non si capisce quale principio verrebbe violato in maniera talmente evidente da rendere superflue l’approccio sperimentale.

      Mettiamola così: il teorico sa di non disporre di tutte le informazioni necessarie per calcolare la sezione d’urto di una determinata interazione, quindi si affida a una rilevazione sperimentale. Il teorico sa quando lo sperimentale deve intervenire.
      Mario Massa afferma un’altra cosa, che non disponiamo di informazioni sufficienti per escludere che la reazione Focardi/Piantelli possa avvenire. In realtà noi disponiamo di quelle informazioni, anche di più. Prima di tutto conosciamo le sezioni d’urto della reazione, in secondo luogo una scansione attenta delle banche dati ci informa che la reazione Focardi/Piantelli, che risale credo a vent’anni fa, non risulta registrata. Non dobbiamo mica ricominciare da Talete. Se voglio un’informazione accurata e aggiornata consulto una banca dati o un buon testo universitario. Poi lascio che protestino contro i fisici quadratici medi o che si affidino alla fisica di Cardone. A me basta che non pretendano di controllare se Cardone è nel giusto o meno a spese nostre.

      • Cimpy ha detto:

        …È comunque indubbio che una prova fatta da MM alle sue condizioni lascerebbe ben pochi spazi grigi….

      • sandro75k ha detto:

        @Camillo

        Io porrei la questione sotto una altro aspetto:
        dato che Piantelli, Rossi, ed altri sostengono di poter aumentare la probabilità che una determinata reazione nucleare possa avvenire dietro non meglio specificate (segrete) condizioni sperimentali, Mario Massa pensa sia opportuno verificare l’efficacia di queste ultime. Non credo proprio si riservi di verificare ciò che è noto ed acquisito.
        E’ quello il punto sul quale non vi capite oltre al fatto che per Mario, se ho capito bene il suo pensiero, creda che una dimostrazione in più faccia più bene che male in generale….

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Sandro75k

          Piantelli, Rossi, ed altri sostengono di poter aumentare la probabilità che una determinata reazione nucleare possa avvenire dietro non meglio specificate (segrete) condizioni sperimentali, Mario Massa pensa sia opportuno verificare l’efficacia di queste ultime.

          Anche dopo 25 anni di ff non è emerso niente di nuovo sui meccanismi delle reazioni nucleari; si tratta di due particelle che collidono con energie che possono essere fatte variare a piacere. Punto. Non esistono catalizzatori per simili eventi. Se esistessero non avremmo aspettato che ce lo dica Rossi. Mario Massa deve confrontarsi con quello che si sa, non con quello che Focardi/Piantelli/Rossi affermano di sapere. Sono solo dilettanti allo sbaraglio, non hanno sostegno, se si esclude quello dei Bolognesi. Non hanno mai esibito una sezione d’urto.

          creda che una dimostrazione in più faccia più bene che male in generale….

          Infatti, anche se sono contro i fotografi di asini volanti, mi farebbe piacere che Massa trovasse il modo di arrivare a un Nanor. Più del test mi interessano le modalità di acquisizione del mamozio, che secondo me saranno più che laboriose. Credo che Mario non potrà nemmeno vederlo.
          Mario deve comunque tenere presente che i test servono solo per convincere chi è già convinto. Accontenta metà folla, lascia scontenta l’altra metà.

          Passerini.
          Il comportamento straordinario di Daniele, che non avrei mai previsto, mi convince che è un uomo in assoluta buona fede, come Roy Virgilio. Per questo non si è reso conto di avere dato una tremenda gomitata a Rossi, prevedendo l’uscita a giorni di un suo comunicato trionfale.
          In questo modo Daniele ha scatenato un clima parossistico di attesa, che può solo nuocere a Rossi. Il gioco del tiramolla che dura da oltre tre anni finirà per esasperare la folla in trepidante attesa. Rossi ha bisogno di fiducia tranquilla, in modo che i finanziamenti arrivino sicuri per altri anni. A Rossi servono persone che siedano sulla riva del fiume pensando a altro, facendo picnic rilassati. Daniele deve aspettare con gli altri, non è lui che detta il tempo del gioco.

        • Cimpy ha detto:

          un uomo in assoluta buona fede, come Roy Virgilio

          Io invece penso che Daniele sia in buona fede.

        • Luca ha detto:

          @Cimpy
          Concordo. Azionariato popolare docet.

    • FermiGas ha detto:

      L’ipotesi picnonucleare l’avevo già sollevata e contestata parecchio tempo fa: va bene per le stelle nane, con densità di 10^10 g/cm^3, ordine più ordine meno.
      Devo forse credere che negli esperimenti FF si raggiungono tali densità o che non si ha il senso del grottesco?

      • Cimpy ha detto:

        la terza, che non hai detto: non c’è limite alla scarsa considerazione che hanno dell’uomo medio’ ci dovremmo bere di tutto perché lo dicono alcune persone che vorrebbero essere gli esponenti della scienza – quella stessa scienza che li prenderebbe tutti a bacchettate ma che, forse con la scusa di non curarsi di minuzie, nei suoi esponenti più in vista non si esprime, finendo col lasciare banco a qualunque follia (sia essa a base di Angeli o a base di costantana). Meno male che alcuni “perditempo” e “fisici della domenica” protestano comunque a gran voce.

      • Hermano Tobia ha detto:

        @FermiGas
        Devo forse credere che negli esperimenti FF si raggiungono tali densità o che non si ha il senso del grottesco?

        Devo forse credere che un incremento di 7-10-15 ordini di grandezza della sezione d’urto della reazione riportata in precedenza e pubblicata nella banca dati IAEA sia frutto di un intervento soprannaturale ?

        A parte il fatto che i ragionamenti di Ikegami riportati negli articoli segnalati non sono certo così semplicistici, ma entrano nel dettaglio quantitativo dei fenomeni studiati, se ha un’ipotesi migliore per spiegare tali evidenze sperimentali penso sia interessante per tutti.

      • FermiGas ha detto:

        Hermano Tobia ha detto:
        8 aprile 2014 alle 2:41 pm

        Devo forse credere che un incremento di 7-10-15 ordini di grandezza della sezione d’urto della reazione riportata in precedenza e pubblicata nella banca dati IAEA sia frutto di un intervento soprannaturale ?

        No, non c’è niente di soprannaturale. Tieni presente che questi fantastici fattori di correzione tuttavia si applicano a energie molto basse. Ma la sezione d’urto precipita letteralmente al diminuire dell’energia. Di conseguenza, se anche avessi un fattore di correzione 1E15 su una sezione d’urto che varrebbe 1E-20 bn, non me ne farei comunque un bel niente ai fini della produzione d’energia a basso costo. Se invece vuoi vedere dei veri burst energetici picnonucleari, allora bisogna spostarsi sulle stelle nane, le cui condizioni sono difficili da riprodurre in una beuta.

        Per quanto riguarda le reazioni chemonucleari, a me sembrano fantascienza. Basta ricordarsi un po’ la Chimica Generale del 1° anno d’università per farsi venire dei dubbi colossali a tal proposito.

        1) Cosa c’entra la costante d’equilibrio chimico con un tasso di reazione nucleare? Più in generale, da quando in qua una grandezza di stato d’equilibrio termodinamico è vincolata inequivocabilmente a una grandezza cinetica?

        2) Apro un libro di chimica delle scuole superiori a caso e trovo:
        S(s) + O2(g) → SO2(g)
        che, a 25 °C e 1 atm, ha
        Kp = 4,5E52.
        Pausa. Dieci alla cinquantadue. Pausa.
        Dunque ne deduco, in base a questa nuova teoria, che tutt’intorno allo zolfo che brucia è tutto uno zampillare di reazioni nucleari chemo-assistite da esso??? E i chimici non se ne sono mai accorti??? E tutti gli altri scienziati, pure? Lo zolfo è noto sin dall’antichità, di tempo per osservare queste eventuali stranezze ce n’è stato, mi pare…

        3) Com’è possibile che una reazione chimica, offrente pochi eV, possa avvicinare due nuclei a distanze tali che si respingerebbero invece con un’energia potenziale dell’ordine del MeV??? Questo sì che è un intervento soprannaturale!

        Con queste novelle reazioni chemonucleari, mi sembra quasi di rileggere il brevetto di Piantelli o quella tesi (non mi ricordo più il titolo) in cui si credevano pressioni reali le fugacità di centinaia o migliaia di miliardi di bar.

    • Franco Morici ha detto:

      Hermano Tobia wrote:
      Ho letto i primi due capitoli, molto ben fatti ed equilibrati; per quel poco che ho potuto vedere di persona a proposito della vicenda, devo dire che mi trovo in totale sintonia con Lewan.

      Tu sei in totale sintonia, io no. In particolare per quanto riguarda la vicenda Defkalion (della quale lui è stato ben noto protagonista) per le ragioni che ho postato qui (1) ed in parte qui (2).

      Oltre alla sua valutazione tecnica errata, che in generale ne appanna l’attendibilità, sarebbe stato auspicabile almeno che un giornalista scientifico professionista ottemperi ai compiti di indagine derivanti dal suo ruolo di giornalista.

      (1) http://22passi.blogspot.com/2014/04/mai-dire-impossibile-dimensione.html?showComment=1396638515235#c2124349498251275875
      (2) http://22passi.blogspot.com/2014/04/mai-dire-impossibile-dimensione.html?showComment=1396681835304#c2961957747366012488

      • Hermano Tobia ha detto:

        @Franco Morici
        La vicenda Defkalion è nei capitoli successivi … comunque mi sembra che in questa intervista (1) abbia espresso seri dubbi su tale vicenda:

        I mention Defkalion which I have an enormous difficulty to assess all the time. I still have strong doubts about Defkalion, but they have been the one that have seemed to have something close to Rossi that I knew of.

        (1) http://www.e-catworld.com/2014/04/06/interview-with-mats-lewan-author-of-an-impossible-invention-about-rossi-and-the-e-cat/

        • Franco Morici ha detto:

          @ Hermano Tobia
          Come segnalato (nel suo libro), ad un anno quasi da quegli eventi, ha espresso (e messo per iscritto) un suo parere tecnico sostanzialmente favorevole al funzionamento del Hyperion e questo è quanto rimane pubblicato all’interno del libro venduto al publico (non una dichiarazione dubitativa riportata in un Blog).

          Inoltre quali sarebbero le sue eventuali indagini e/o verifiche giornalistiche, successive al famoso streaming (e ovviamente i risultati), da lui condotte per dare risposta ai suoi cosidetti “seri dubbi”?
          Nel libro non ne trovo traccia, ne tantomeno da ECW.

        • Cimpy ha detto:

          comunque mi sembra che in questa intervista (1) abbia espresso seri dubbi su tale vicenda

          Ah, beh, se uno che è stato nella stessa stanza con un magnete da 1,6 /1,8 Tesla, con tubi in cui correva vapore a tutto spiano, dice che forse ha qualche dubbio – che poteva anche funzionare, dice Mats, per quel che ci ha capito lui del caldo che faceva e di quanto il microfono NON è rimasto incollato a quel supermagnete grazie al….mu-metal(!!) – allora in effetti è quasi come se l’avesse detto che era proprio un imbroglio…Ripeti con me, HT : I-M-B-R-O-G-L-I-O. Prova, dài…

      • Sacha ha detto:

        Dal brevetto:
        https://www.google.com/patents/EP2680271A1?cl=en&dq=ep2680271a1&hl=it&sa=X&ei=_htEU8-zGIeCzAPZ34HABQ&ved=0CDgQ6AEwAA

        “By hydrogen in an “ultra-dense state” should, at least in the context of the present application, be understood hydrogen in the form of a quantum material (quantum fluid) in which adjacent nuclei are within one Bohr radius of each other. In other words, the nucleus-nucleus distance in the ultra-dense state is considerably less than 50 pm. ”

        Qualcuno conosce l’autore del brevetto ? Come si fa a scrivere queste cose senza rischiare il ridicolo e la carriera ? Fisica “stellare” sopra il tavolo del laboratorio ?

        • Hermano Tobia ha detto:

          @Sacha
          Ma infatti, Holmlid ha solo > 200 pubblicazioni ( molte delle quali relative all’idrigeno ultradenso ) sulle più importanti riviste mondiali di fisica …

          http://www2.chem.gu.se/~holmlid/

        • Sacha ha detto:

          @Hermano Tobia
          Non le sembra che questo dimostri come non bastano i titoli accademici per essere credibili ? Non a caso ci sono anche premi Nobel che si occupano di pseudoscienza.
          Avere il buon senso di non rincorrere utopie e chimere sembra essere difficile anche per persone apparentemente presentabili e con posizioni di un certo prestigio.

        • Cimpy ha detto:

          Che poi, UNA volta una chimera si potrebbe anche inseguire, a patto di inseguirla con criterio e, giunti a capire che non c’è, che non si pretenda di inseguirla di nuovo….era ben prima del 2000 quando il mondo intero ci aveva provato, e da noi ci sono stati epigoni che ciclicamente si sono presentati vantando risultati ( a me è piaciuto molto Violante che, dalle parti del 2006 diceva a Rainews24 che il 50% delle volte otteneva il 50% in più di quel che metteva…lo trovo geniale!). Peccato che al dunque non arrivi nessuno: chi parla di anni (dopo la sua pensione, immagino), chi di periodi brevi, ma “per poter sperare di poter sperare di vedere qualcosa in un futuro successivo”, e chi dice “tra 3/6/18 mesi” da anni…
          Decisamente non è più tempo di seguire quelle chimere e quelle sirene…

        • Luca ha detto:

          Non le sembra che questo dimostri come non bastano i titoli accademici per essere credibili ?
          Chissà allora chi non ne possiede quanto può essere credibile!

        • Hermano Tobia ha detto:

          @Sacha
          Non le sembra che questo dimostri come non bastano i titoli accademici per essere credibili

          Potrebbe gentilmente indicarci:

          – quante pubblicazioni lei ha al livello di quelle di Holmid

          – quali argomenti porta come controdeduzioni ai suoi studi teorici e sperimentali

          Non vorrei che qualcuno pensasse che lei parla a vanvera di argomenti che non conosce, denigrando gratuitamente il lavoro degli altri.

        • Cimpy ha detto:

          Ma come, HT? Il campione della citazione di articoli parziali altrui, più spesso che no fuori contesto, adesso pretende che chi insiste a non credere all’esistenza dell’invenzione del secolo, pronta a breve anni fa, e per la quale non esiste una teoria esplicativa, ma solo teatrini indegni di “un buon caldaista”, adesso pretende pubblicazioni da pedigree? Ma l’hai letto bene il TPR che ti piace tanto?….

        • Sacha ha detto:

          @Hermano Tobia
          Cerco di applicare semplicemente il buon senso. Le sembra logico e sensato che più del 99% del mondo accademico e del mondo industriale ignori totalmente la fusione fredda, nonostante l’estremo bisogno di energia a basso costo e non inquinante della società moderna? Se ci fosse anche soltanto una remota speranza avremmo ricerche finanziate da progetti europei e finanziamenti del MIUR su questi temi.
          Invece abbiamo soltanto ricercatori catacombali che parlano soltanto tra di loro.
          I miei titoli non contano, ma il buon senso si.

    • Cimpy ha detto:

      sul libro di Mats Lewan

      Su quel libro ci sono molte cose da dire, e una parte è già in discussione nel suo blog, dove non solo maryyugo solleva questioni ineteressanti: pare che Mats nel suo libro abbia leggermente sottovalutato, tra le altre cose,
      le trasmutazioni del nickel in rame
      i gamma che termalizzano
      le sfiatelle
      la portata dell’acqua
      l’assenza di un sistema di raffreddamento nel suo hot cat
      la continua necessità di alimentare elettricamente le sue creature
      le certificazioni false di sonde inesistenti comunque inadeguate

      E tutto questo per restare fini ed educati, nonostante i tanti Roger Bird della situazione

      • Luca ha detto:

        nonostante i tanti Roger Bird
        vero, quella gente proprio non ammette un qualsiasi contraddittorio, si infiamma subito e invece di replicare punto per punto, riparte a raccontare la FF a ricominciando da F&P (saltando le parti scabrose ovviamente). Fortuna che non ripartono dagli Orazi e i Curiazi!
        Ma il nick Roger Bird sarà del tutto casuale?

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Cimpy

        dove non solo maryyugo solleva questioni interessanti

        Vero, non solo maryyugo solleva questioni interessanti, ma anche Cimpy. Complimenti. Noto che Mats evita di rispondere alle domande imbarazzanti. Curiosa la sua convinzione che il rame, se c’è, deve essere una sorta di guscio dei grani di nickel. Non è più semplice pensare a una lega? Avrà i suoi motivi.
        Sempre suggestionato da Beaudette il nostro AlainCo.

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Hermano Tobia

      In:
      Enormous entropy enhancement revealed in linked nuclear and atomic Li + D fusion in metallic Li liquid

      H. Ikegami scrive:

      In any irreversible process, the reaction rate is proportional to the rate of entropy increase. This general thermodynamic relation is accurate regardless of nature of microscopic inter-particle interactions

      E’ pura invenzione, nelle reazioni nucleari si conservano sette quantità. Tra esse non figura la conservazione del 2° principio, che è di natura statistica.
      Però Hermano, non ci costringa a seguire una letteratura di fantasia. A cercare in rete si trova di tutto. Noi siamo soprattutto interessati alla fusione fredda.

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Hermano Tobia

      Ikegami non cessa di stupire
      The term “chemonuclear fusion” was coined by S.Kullander, the continuous promoter of this research.
      Kullander, quello del TPR. Non era considerato terza parte?
      Ikegami
      Applica il 2° principio a reazioni nucleari. Le reazioni nucleari favorite dall’aumento di entropia e dalla diminuzione di energia libera.
      Lascio perdere; tra tutti i ff Ikegami è certamente il più fuorilegge; gli manca solo di inventare un catalizzatore per la “chemonuclear fusion”; forse l’ha fatto.
      Complimenti a FermiGas che ha avuto la pazienza di occuparsi di Ikegami con la solita competenza. Io torno a dormire.

      • Sacha ha detto:

        @Franchini
        “Applica il 2° principio a reazioni nucleari. Le reazioni nucleari favorite dall’aumento di entropia e dalla diminuzione di energia libera.”

        Un’altra declinazione dei bizzarri concetti di Ahern ?
        Anche lui fa riferimento, se non ricordo male a violazioni locali del secondo principio in relazione a reazioni nucleari nei metalli.

  6. mario massa ha detto:

    @Camillo
    @Livio Varalta
    “Mario Massa sembra non tenere conto della scala delle dimensioni alla quale si applica la MQ”

    Non ho letto direttamente il lavoro di Lucia Hackermueller e Markus Arndt (non so nemmeno se ne sarei in grado) ma mi sono fidato del giudizio di Zellinger che mi pare scienziato affidabile. Il fullerene C70 rispetto a una particella elementare è una montagna.

  7. Camillo Franchini ha detto:

    @Cimpy

    Io invece penso che Daniele sia in buona fede.

    Se leggi bene è quello che ho scritto anch’io. Se non fosse in buona fede non avrebbe sollecitato così goffamente il povero Rossi, creando il clima di ansiosa aspettativa che si riscontrava nel suo blog i giorni scorsi. E’ l’atteggiamento di ammirazione incondizionata che nutre anche verso Celani, al quale ha addirittura dedicato il post del quale questo post è una risposta. E’ stato un vantaggio per Celani? A me sembra il contrario.

    • Cimpy ha detto:

      Certo, Franchini,
      …E’ quell’altro che non va accostato, quello che non sapeva che la cella di Piantelli a breve pronta per dare sfoggio di sé fosse parente di quella lasciata da Focardi e da questi concessa a Massa per un test e che, in conseguenza della misurazione di Massa, avesse smesso di funzionare e fosse pertanto stata dichiarata rotta…
      Quello stesso soggetto che sembrava dovesse intercedere per consentire a Massa un nuovo test nel laboratorio di Piantelli con una cella qualunque da lui (Piantelli) dichiarata sicuramente funzionante, e che, venuto a conoscenza della storia di cui sopra DA NOI, ha scoperto che Piantelli non avrebbe comunque permesso a Massa di avvicinarsi a una qualsiasi delle sue celle.
      Lo stesso uomo che, mentre fino al giorno prima girava col cappello in mano a chiedere soldi ai passanti in cambio dell’1% (del 10 di un cinque con due disponibile dopo decurtazione di almeno un cinquantaduepercento che insomma te versi solo 100 euro, che cavolo vuoi?? Molla i soldi e statti zitto), il giorno dopo chiudeva la sezione del forum di EA ad essa dedicata.
      Ecco, io, con tutto che posso non andare per nulla d’accordo con Daniele, a quello Daniele non lo accosterei.

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Cimpy
        Certo, Cimpy.
        A questo punto è Massa che non capisco. Da un’esperienza simile sembra avere imparato niente, non ha mangiato la foglia. E’ sempre serenamente disponibile a fare i suoi test. L’episodio che hai raccontato vale da solo dieci test. Non ha ancora capito che si tratta di meccanismi variamente congegnati per raccattare soldi pubblici e privati. Lui dice che non dobbiamo accontentarci di obiezioni teoriche, che bisogna lasciare ai fusori altre chances, perché non abbiamo ancora capito abbastanza.
        Forse è un terziario francescano.

  8. Camillo Franchini ha detto:

    @Mario Massa

    Camillo secondo me esagera volendo escludere ogni possibilità su sole basi teoriche, ma su quanto dice Franco c’è qualche speranza che “be” e “unbe” possano trovarsi d’accordo?

    Se le “basi teoriche” consistono in un corpo di leggi generalmente accettate non c’è alternativa. Un’invenzione non può violare leggi riconosciute valide da tutti, che significa confermate da innumerevoli esperimenti incrociati.
    Celani offre parecchi esempi di violazione simili. Scelgo a caso:

    Prevenslik supports the possibility of nanoscopic particles to behave as frequency multipliers able to generate high-energy photons from a much larger number of photons of lower energy. In this case also, we would have a mechanism potentially able to “violate” the second law of thermodynamics and, according to Prevenslik, even able to explain most the effect found in Low Energy Nuclear Reactions experiments.

    (Further progress/developments, on surface/bulk treated Constantan wires, for anomalous heat generation by H2/D2 interaction;
    ICCF18. July 21-27, 2013 University of Missouri, Columbia, Missouri-USA)

    E’ chiaro che non si può escludere che persone che scrivono simili sciocchezze possano essere in grado di risolvere i problemi energetici dell’umanità usando costantana, ma è solo un’ipotesi che a te piace non escludere perché “l’impossibile non esiste”. Anche Prevenslik e Celani possono avere un dio che li assiste, vero?
    Scusa, ma io ragiono come l’esaminatore di brevetti Sean P. Burke:

    The element of acceleration is necessary in this matter – it is the only way for the proton to overcome the basic Coulomb repulsion between the proton and the nickel nuclei.

    Troppo teorico il Burke? Per me è più concreto di un ciottolo o di uno dei tuoi test.
    Sono preoccupato: non vorrei che alla fine tu riuscissi a convincere Luca Carabetta che è opportuno fare un giro di esperimenti per chiudere o riaprire la questione ff. Sarebbe un giochino parecchio costoso, non possiamo permettercelo.

    • Cimpy ha detto:

      Però, se ci fosse un fusionista convinto che il suo device funzioni davvero, lo potrebbe prestare a costo zero per una certificazione da parte degli scettici. Lui metterebbe alla prova le sue certezze, gli scettici le loro. Sarei disposto a contribuire alle spese legate al lavoro di Massa. Per il fusionista di turno, invece, eventuali soldi li cacvuano i believer. Zeto NDA, è l’accordo.

      Se ci fosse. Peccato che…

    • mario massa ha detto:

      @Camillo
      “Sono preoccupato: non vorrei che alla fine tu riuscissi a convincere Luca Carabetta che è opportuno fare un giro di esperimenti per chiudere o riaprire la questione ff. Sarebbe un giochino parecchio costoso, non possiamo permettercelo.”

      Esattamente il contrario, Camillo! Spero che Luca Carabatta si convinca che ci sono solo due possibilità:
      1 – la FF è stata un abbaglio e allora inutile indagarci sopra
      2 – la FF è reale e allora qualcuno mostri pubblicamente dei risultati concreti. Non serve altro tempo o giri di esperimenti, 25 anni bastano e avanzano per decidere.

      In questo momento nel quale la politica si interessa a loro decidano i fusionisti chi è il loro Campione e organizzino (a loro spese, visto che i soldi per i congressi annuali li hanno) una dimostrazione. Agli scettici è chiesto solo di essere aperti ad accettare l’invito e il risultato (non puoi non andare perchè “impossibile”).

      Nel filmato del MFMP si vede per 5 minuti un contatore geiger vicino al reattore di Celani raddoppiare la lettura quando è acceso: ripetuto davanti a ricercatori indipendenti con i propri strumenti per tempi lunghi sarebbe la dimostrazione dell’esistenza della FF, condividi?
      Sappiamo entrambi perchè non lo fanno, vorrei che anche Luca Carabatta si rendesse conto da situazioni “pratiche”di come stanno realmente le cose.

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Mario Massa

        In questo momento nel quale la politica si interessa a loro decidano i fusionisti chi è il loro Campione e organizzino (a loro spese, visto che i soldi per i congressi annuali li hanno) una dimostrazione.

        Sarebbe una buona idea, ma quel gruppo non ha un Campione. Focardi era convinto che la reazione F&P consiste solo di fluttuazioni insignificanti. Widom non si concilia con Hagelstein e McKubre. Rossi è gelosisssimo della sua scoperta che comporta addirittura l’impiego di un catalizzatore chimico (brevettato!). Celani fa appello al diavoletto di Maxwell e alla possibilità di concentrare energia su qualche molecola di idrogeno per dissociarla; confonde disinvoltamente un catalizzatore con una sorgente di energia. Carpinteri non si rende nemmeno conto che viola il principio di conservazione dell’energia. Sono tutti ff, ma in feroce competizione tra loro. Tutti però concordi su un’idea di catalisi che fa rabbrividire.
        Non uscirà un Campione italiano che li rappresenta tutti. Tu non riuscirai mai a mettere mano a un solo mamozio, perché l’incertezza conviene per poter dire a qualche costosissimo congresso “work’s in progress” e chiedere un costosissimo supplemento di indagine.
        Scommettiamo che Celani parteciperà ancora a congressi ff? In realtà nessuno all’INFN ha il potere di fermarlo realmente, dato che lì la libertà di ricerca è sacra e inviolabile come una chiesa.
        Sylvie ci ha fatto scoprire il rasoio di Hanlon: mai attribuire ad altre cause ciò che può essere attribuito a ignoranza.

  9. Camillo Franchini ha detto:

    @Mario Massa

    Camillo secondo me esagera volendo escludere ogni possibilità su sole basi teoriche…

    La reazioni di F&P, Focardi/Piantelli, Mizuno, Celani, Hagelstein possono essere escluse solo su basi teoriche o è necessario controllarle tutte in laboratorio?
    Non so riceverò una risposta da te, ma mi basterà ricevere qualche commento.

  10. Hermano Tobia ha detto:

    @FermiGas
    Rispondo qui per maggior chiarezza.

    Tieni presente che questi fantastici fattori di correzione tuttavia si applicano a energie molto basse. Ma la sezione d’urto precipita letteralmente al diminuire dell’energia. Di conseguenza, se anche avessi un fattore di correzione 1E15 su una sezione d’urto che varrebbe 1E-20 bn, non me ne farei comunque un bel niente ai fini della produzione d’energia a basso costo.

    Non confondiamo aspetto scientifico ed aspetto industriale. Ricordiamo sempre che dalle zampe delle rane di Galvani non uscivano certi i famosi 1,21 gigowatt. Ikegami è uno scienziato, non costruisce reattori, ma ha dimostrato (e pubblicato in banca dati IAEA) che agendo soltanto sull’ambiente chimico è possibile aumentare la sezione d’urto di una reazione nucleare di almeno 7-10 ordini di grandezza. Meno male che le reazioni nucleari non erano catalizzabili.

    Quindi la domanda da porsi è: quale è il meccanismo alle base del fenomeno ? E’ possibile sfruttare tale meccanismo in modo da incrementare l’effetto e sfruttarlo industrialmente ?

    Se invece vuoi vedere dei veri burst energetici picnonucleari, allora bisogna spostarsi sulle stelle nane, le cui condizioni sono difficili da riprodurre in una beuta.

    A parte il fatto che qui (1) non ne sono così convinti:

    We show that these so-called “pycnonuclear reactions” can be appreciable in the laboratory, and that explosive fusion chain-reactions are possible.

    Nonetheless, our crude estimation and example cases show that it is very hard to make the reaction self-sustaining, and the requirement on the density is more than 10^7 g cm−3. However, the possibility is still an open issue, since, compared with the classical calculation, the mean free path of the fusion by-product in reality may be much longer.

    rimane il fatto che Ikegami ha riscontrato nei suoi esperimenti un “excess heat” macroscopico e misurabile.

    Cosa c’entra la costante d’equilibrio chimico … Apro un libro di chimica delle scuole superiori a caso e trovo … Com’è possibile che una reazione chimica, offrente pochi eV, possa avvicinare due nuclei

    Mi sfugge cosa c’entrano la costante di equilibrio, i libri di scuola delle superiori e lo zolfo. La spiegazione che da Ikegami di come l’ambiente chimico possa influenzare la sezione d’urto della reazione nucleare è del tutto diversa (2) ad esempio, e anche (1):

    Deuterons with keV energy levels penetrate the lithium atoms’ s-orbital electron cloud, to form intermediate LiD atoms. At this energy level, it is the nuclear collisions that dominate over the electronic collisions in the moderating process. The energy of the deuterons is sufficient to compress the molecule to about 7 % of its original volume (from which comes the ‘pycno’ prefix, meaning ‘dense’). This means a formation of both nuclei at a distance apart of less than 1 pm inside the now shared K- and L- electron shells.

    The fusioned atomic state undergoes an adiabatic transition to a nuclear fusion reaction, with a certain probability as determined by the Gamow factor, i.e. the probability of two atom nuclei’s ability to overcome the Coulomb barrier in order to undergo a nuclear reaction.

    Ovviamente, se lei ha una spiegazione migliore delle evidenze sperimentali riscontrate e pubblicate …

    @Camillo
    Sinceramente mi aspettavo qualche suo commento sul fatto che in banca dati IAEA si trova una reazione nucleare la cui sezione d’urto è stata incrementata di 7-10 ordini di grandezza agendo solo sull’ambiente chimico ed a basse energie.

    Ma non era quello che aveva sempre chiesto ?

    (1) http://www.researchgate.net/profile/Nathaniel_Fisch/publication/228924237_Pycnonuclear_reaction_and_possible_chain_reactions_in_an_ultra-dense_DT_plasma/file/e0b4951d8930cf122b.pdf

    (2) http://www.elforsk.se/Rapporter/?download=report&rid=13_901_

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Hermano Tobia
      Ho già scorso il secondo articolo, di scarso interesse, perché riassunti del tipo sono una specializzazione di Violante, Storms e molti altri. Lascino perdere, sappiamo tutto.
      Mi secca molto che Rossi sia presentato come chimico. Basta cercare in rete per sapere chi è. Sono dei superficiali. E’ perfino più informato Mats Lewan.

      • Hermano Tobia ha detto:

        @Camillo
        Gli articoli a cui mi riferivo, presenti nell’INIS (International Nuclear Information System) IAEA, sono elencati in fondo a questo commento:

        https://fusionefredda.wordpress.com/2014/04/08/mario-massa/#comment-36444

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Hermano Tobia

          Deuterons of some tens keV energy

          Si tratta di reazioni ottenute con un acceleratore. Manca il riferimento bibliografico alla sezione d’urto “expected”. Non viene riportata l’andamento della sezione d’urto che hanno trovato. Viene citata l’energia libera, una grandezza termodinamica che non figura mai nelle reazioni nucleari.
          Il solo aspetto che può interessare di quell’articolo è che viene conservato nella collezione INIS, che potrebbe essere il repository dove vengono conservati tutti i lavori nucleari, a futura memoria.
          Mi aspetto che Lei risponda, quindi vedremo insieme cosa pensare di lavori di quel genere.
          Secondo me bisognerebbe lasciar perdere tutti i lavori fatti utilizzando ioni accelerati.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Hermano Tobia
          Se si interroga INIS si trovano tutti, Celani e Focardi compresi. E’ il magazzino di tutto quanto di nucleare è stato scritto nel mondo.
          It offers online access to a unique collection of non-conventional literature.
          Io ho sempre usato solo Exfor, letteratura convenzionale.
          Uno può anche rufolare nella letteratura non convenzionale, ma non è il mio genere.

        • Hermano Tobia ha detto:

          @Camillo
          Manca il riferimento bibliografico alla sezione d’urto “expected”.

          Penso che le banche dati le sappia consultare anche Ikegami, anche considerato che in quella BNL ci sono 34 sue pubblicazioni.

          Viene citata l’energia libera, una grandezza termodinamica che non figura mai nelle reazioni nucleari.

          Ed infatti viene citata a proposito di una reazione chimica per verificare se l’aumento del rate di questa è correlato con l’aumento della sezione d’urto di quella nucleare.

          Ma l’ha letto davvero l’articolo ?

          Concludo con una osservazione. Qui (1) ci sono le caratteristiche peculiari dello pseudoscetticismo aspetto complementare della pseudoscienza:

          – Denying, when only doubt has been established
          – Double standards in the application of criticism
          – The tendency to discredit rather than investigate
          – Presenting insufficient evidence or proof
          – Assuming criticism requires no burden of proof
          – Making unsubstantiated counter-claims
          – Counter-claims based on plausibility rather than empirical evidence
          – Suggesting that unconvincing evidence provides grounds for completely dismissing a claim

          Che dice, en-plein ?

          (1) http://en.wikipedia.org/wiki/Pseudoskepticism

        • Cimpy ha detto:

          caratteristiche peculiari dello pseudoscetticismo

          vuoi una lista analoga scritta da un televenditore per insegnare il mestiere ai giovani colleghi?

        • Justin ha detto:

          Ma l’ha letto davvero l’articolo ?
          Magari li legge anche ma forse non li comprende proprio a fondo.
          Paladino Tobia credo ormai abbia perso ogni controllo di se e stia solamente portando avanti una furiosa e disperata crociata a testa bassa pro FF, scusate LENR, e anti Camillo.
          Cerca affannosamente in ogni angolo della rete qualsiasi cosa piena di strani simboli e che parli di H-H, P-P, D-D, P+e, ecc… nella speranza di scovare finalmente la santa pergamena che metterà definitivamente in ginocchio tutto il mondo scientifico, scettici compresi.
          Come ebbi modo di scrivere dall’ Oca, sta diventando estremamente noioso, oltre che far perdere un sacco di tempo al malcapitato di turno, per leggergli e tradurgli il lavoro scovato di volta in volta e comunicargli, con estrema fatica, che non è quello giusto.
          Non comprendo questo comportamento a meno di due possibilità. E’ un vero martire votato a versare ogni goccia di amor proprio per la causa delle LENR, oppure sta cercando in tutti i modo di farsi notare dalla comunità FF, magari da A.R. stesso, per trovare una nuova e proficua collocazione professionale.
          In ogni modo sta mettendo a dura prova la pazienza di molti qua dentro.
          Buona giornata.

        • Cimpy ha detto:

          Non comprendo questo comportamento a meno di due possibilità

          La prima. Nessuno può essere così costante se non per una vera infatuazione : persino di fronte alle evidenze di frode da parte di DFK , è andato avanti a sostenere che quel campo magnetico era possibile, che la fusione (nell’Hyperion) era possibile, che i conti termici tornavano…

          Una cosa davvero ridicola in tutta questa vicenda è che lato FF si pretende di mostrare evidenze sperimentali, ma poi, siccome gli esperimenti fanno acqua da tutte le parti (sul piano teorico come pratico), allora arrivano i documenti – da quelli che certificano sonde fuori luogo comunque a quelli che ci porta HT, che dovrebbero dimostrare che la farloccata di turno è possibile sulla terra perché lo è comunque fra le stelle, si tratta solo di usare il prodotto giusto, forse un sale, ma forse anche un sapone (sai, scivolano meglio i protoni, magari…) .

          All’improvviso sono i documenti che dicono che il Gatto scalda; lo dice Iwamura, lo dice Ikegami, lo dice Arata, quindi funziona. E fa niente se lo scaldabagno non scalda affatto ad energia nucleare, fa niente se l’overunity non c’è come non c’è il self sustaining tanto sbandierato o se le demo bolognesi alla fine si sono rivelate autentiche farse; perché la letteratura scientifica (! proprio quella, eh?!!) è dalla loro parte, insieme a Galileo (che lassù ormai lo chiamano “la trottola”) e a Dio (quello che manda i terremoti che ringiovaniscono le tuniche – ma solo se c’è di mezzo suo figlio, eh, che non è che adesso, solo perché è l’Altissimo, non deve fare favoritismi…)

          HT, io te lo dico: qui non sei tra i passeri e hai fatto una figura parecchio barbina. Un’altra volta.

    • FermiGas ha detto:

      Hermano Tobia ha detto:
      9 aprile 2014 alle 10:33 am
      è possibile aumentare la sezione d’urto di una reazione nucleare di almeno 7-10 ordini di grandezza.

      Fattori che, in ultima analisi, vanno a correggere il tasso di reazione sono noti perlomeno dagli anni ’50, a seconda dello stato della materia.

      È possibile sfruttare tale meccanismo in modo da incrementare l’effetto e sfruttarlo industrialmente ?

      No, non è possibile, perché – ripeto – i fattori di correzione si applicano a energie talmente basse dove le sezioni d’urto valgono 1E-69 ÷ 1E-45 b (come riporta Ikegami medesimo). Cosa me ne faccio di una sezione d’urto “amplificata” che vale addirittura 1E-45 * 1E15 = 1E-30 b ??? Molto interessante dal punto di vista scientifico, d’accordo… ma industrialmente non ci faccio niente di niente; tanto vale costruirsi un fusore di Farnsworth–Hirsch nel garage di casa: non produce energia in eccesso, ma le reazioni nucleari avvengono per davvero.

      the requirement on the density is more than 10^7 g cm−3.

      Considerando che la densità nel nucleo terrestre è ~13 g/cm^3, quella dell’osmio è 22,6 g/cm^3, nel nucleo solare siamo a 150 g/cm^3, direi che 10^7 g/cm^3 è un valore raggiungibilissimo da qualunque sperimentatore FF nel suo laboratorio low cost. Sì, decisamente sì.
      Ma la percezione degli ordini di grandezza, dov’è finita?

      Mi sfugge cosa c’entrano la costante di equilibrio, i libri di scuola delle superiori e lo zolfo.

      Ikegami scrive
      These aspects reflect the rate of chemonuclear fusion reactions in the form of the Arrhenius’ equation for spontaneous (irreversible) chemical reactions in dilute solutions,
      k = k0 exp( -ΔGr/(kB T) ), ΔGr < 0, (8)
      k0 := Ix NLi σ(E)
      where kB and T denote the Boltzmann constant and the temperature of the liquid, respectively. In Eq.(8), hereafter called the generalized Arrhenius’ equation, the factor k0 corresponds to the Arrhenius’ frequency factor, that is the intrinsic rate of nuclear reaction. Here Ix, NLi and σ(E) are the number current of implanted ions X, the surface number density of Li atoms on the liquid surface and the nuclear fusion cross-section, respectively. Whereas the exponential factor is the equilibrium constant Eq.(6) of the quasi-atom formation as the elementary atomic process of chemonuclear fusion.

      dove ΔGr si dice essere la variazione d’energia libera di Gibbs della reazione chimica adiuvante quella nucleare.

      Ora, mettere il ΔG di un simil-complesso attivato nell’Arrhenius è una scemenza senza pari. Controlla pure sui tuoi libri di chimica. Oggi queste cose s’insegnano persino al liceo… Nell’Arrhenius, semmai, ci andrà l’energia d’attivazione, che non è mica la stessa roba di ΔG e, soprattutto, ha segno opposto (è positiva) rispetto alle ΔG scelte da Ikegami! E l’energia d’attivazione di una reazione nucleare è un po’ altina… Dice qualcosa il nome “Coulomb”?
      Inoltre, in questo modo Ikegami lega indissolubilmente la termodinamica dell’equilibrio con la cinetica, il che è un’altra stupidaggine: esiste la termodinamica dell’equilibrio da un lato e la cinetica dall’altro. Se tutte le reazioni spontanee fossero pure velocissime (come di fatto sostiene Ikegami con la sua equazione), allora gli alberi non potrebbero esistere (tanto per dirne una!) perché essi brucerebbero subito a contatto coll’aria, anche in pieno inverno. Così come la fusione dell’idrogeno: fonderebbe sempre tutto in qualsiasi circostanza perché la reazione è spontanea; invece, di grazia (per l’esistenza della vita), ha una barriera alta. Controlla pure queste nozioni sui libri di chimica per il liceo.

      Veniamo allo zolfo.
      Ipotizziamo, per assurdo, che Ikegami abbia ragione e che valga la sua eq. (8). Dunque, dalla chimica che anche tu dovresti conoscere, si sa che
      exp( -ΔGr/(kB T) )
      equivale alla costante d’equilibrio chimico, Kp per una reazione gassosa.
      Adesso prendo una reazione chimica spontanea a caso, su un libro per le scuole superiori, per es.
      S(s) + O2(g) → SO2(g)
      per la quale si trova (25 °C, 1 atm) che
      Kp = 4,5E52 .
      Metto questa Kp nell’eq. di Ikegami, et voilà! Ho già bell’e servito un super-potenziamento del tasso di una qualche reazione nucleare di ben 52 ordini di grandezza! Ahpperò! Vedi com’è facile e alla portata di tutti la FF? E nessuno se n’è mai accorto da millenni, che magari lo zolfo è un catalizzatore nucleare??? Scommettiamo che se prendo una qualunque reazione di combustione chimica mi saltano fuori valori analoghi di Kp? Proviamo? E, quindi, è vero che anche un motore a gasolio magari qualche reazione nucleare la favorisce davvero? Quando accendo un fiammifero, chissà quante fusioni nucleari sto favorendo…

      Infine, come già detto anche nel mio post precedente, t’invito a notare le figure di Ikegami: le reazioni chimiche “adiuvanti” sono in grado di avvicinare talmente tanto i nuclei da farli reagire.
      Domanda. Com’è possibile che con pochi eV porto i nuclei a distanze per cui i potenziali elettrostatici repulsivi valgono MeV? Lasciamo perdere gli orbitali 1s… questa è una banale considerazione energetica. O devo forse credere che questo meccanismo vìola la conservazione dell’energia?

      Mi raccomando, la chimica del liceo.

      • Cimpy ha detto:

        Notevole.

        Ancora una volta si dimostra la differenza tra persone preparate che sanno di cosa parlano e persone che citano lavori di qualcuno dal nome esotico e dai titoli roboanti pensando di impressionare.
        Fa nulla se il citato in questione stava scrivendo un’opera di fantasia, quel che conta è l’apparenza.
        Dico bene,HT?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Cimpy

          lavori di qualcuno dal nome esotico e dai titoli roboanti

          Si ricorda Attivissimo di Le Scienze che descrive i sintomi della scienza patologica?
          6. Sindrome dello scienziato esotico, per cui teorie esotiche sono più credibili se sostenute da scienziati giapponesi, russi o cinesi.

      • Hermano Tobia ha detto:

        @FermiGas
        Complimenti per la quantità di “perle” che ci regala in unico intervento !

        Cominciamo dalla prima:
        Molto interessante dal punto di vista scientifico, d’accordo… ma industrialmente non ci faccio niente di niente;

        Giusto! Meglio ignorare quello che non si sa spiegare. Peccato che Galvani non ragionasse così, altrimenti avremmo ancora quelle comode candele, che poi creavano una così bella atmosfera vero ?

        Seconda:
        un valore raggiungibilissimo da qualunque sperimentatore FF nel suo laboratorio low cost. Sì, decisamente sì.

        Se avesse letto gli articoli prima di commentarli, si sarebbe accorto che tale valore è ipotizzato per una reazione che si autosostenga, e gli autori ci tengono a precisare che:

        However, the possibility is still an open issue, since, compared with the classical calculation, the mean free path of the fusion by-product in reality may be much longer.

        Lo stesso Ikegami rileva, infatti, nel suo laboratorio an appreciable temperature rise in the Li liquid.

        Terza perla (la migliore):
        Ora, mettere il ΔG di un simil-complesso attivato nell’Arrhenius è una scemenza senza pari.

        Ma davvero ? Ricordiamo che ΔG in questo caso è “the change in Gibbs free energy during transition from the “dilute solution of deuterium in the Li”to the intermediate complex [LiD]”, e l’incremento termodinamico è espresso in the form of Arrhenius equation”.

        “In the form” … mumble mumble … temo che lei i libri di chimica del liceo li citi molto ma li legga poco, altrimenti sarebbe venuto a conoscenza di uni’invenzione chiamata “Transition state theory” (1), e che tale invenzione studia proprio: “le velocità delle reazioni elementari assumendo un particolare tipo di equilibrio (quasi-equilibrio) tra reagenti e complessi attivati”

        Orbene, tale “invenzione” ha dato luogo all’equazione Arrhenius-like di Eyring (che contrariamente a quella di Arrhenius, empirica, è basata invece sulla termodinamica statistica), che descrive proprio “the variance of the rate of a chemical reaction with temperature”, ovvero quello interessa ad Ikegami (cioè verificare se c’è correlazione tra l’incremento del rate della transizione verso LiD e l’incremento del rate di quella nucleare).

        Ed indovini un po’ quale energia compare nell’equazione “in the form of Arrhenius” di Eyring ? Ma non sarà proprio il ΔG, e per di più con il segno meno come ha giustamente scritto Ikegami ?

        Perle successive (zolfo, costante di equilibrio):
        Direi di stendere un velo pietoso su queste, visto che derivano dalle sue gravi lacune descritte al punto precedente, che la invito a colmare con l’esame più attento dei succitati testi di chimica del liceo.

        Direi che quindi del suo commento non si salva nulla.

        Domanda. Com’è possibile che con pochi eV porto i nuclei a distanze per cui i potenziali elettrostatici repulsivi valgono MeV? Lasciamo perdere gli orbitali 1s…

        Certo, lasciamo perdere gli orbitali s. Concludo con una domanda: l’incremento di 10-15 ordini di grandezza della sezione d’urto rilevato da Ikegami (almeno su questo mi sembra che dovremmo essere d’accordo) della reazione è dovuto, secondi lei, a:

        a) influenza dell’ambiente chimico
        b) congiunzione astrale favorevole
        c) tecnologia aliena
        d) intervento soprannaturale diretto

        Visto che dalla sua osservazione esclude a), quindi sarebbe interessante sapere quale è secondo lei la risposta corretta.

        (1) http://en.wikipedia.org/wiki/Transition_state_theory
        (2) http://en.wikipedia.org/wiki/Eyring_equation

        • Cimpy ha detto:

          Giusto! Meglio ignorare quello che non si sa spiegare. Peccato che Galvani non ragionasse così, altrimenti avremmo ancora quelle comode candele, che poi creavano una così bella atmosfera vero ?
          Veramente, un conto è dire che fai esperimenti di cui ancora non vedi l’applicazione, e un conto è sostenere di aver device pronti per il mercato. Di cosa stavi parlando tu, HT? Perché sai, c’è il tuo amico Rossi, quello che sencondo alcuni nell’E Cat termalizza gamma, secondo altri fa reazioni piezonucleari, che pare qualcuno dicesse che doveva per forza avere in mano un device funzionante, ma per davvero, che c’è stata una società creata ad hoc che ci ha anche investisto sopra….Non era roba pronta per il mercato? O se il mercato fosse quello militare, allora le regole del funzionamento sarebbero diverse?

          Se avesse letto gli articoli prima di commentarli, si sarebbe accorto che tale valore è ipotizzato per una reazione che si autosostenga
          Quindi si può dire, basta aggiungere “ipotizzato” e non c’è più problema. Anche perché in quei device (greci, americani italiani – siano essi a forma di gatto di tubo o di cella) non si autosostiene proprio nullla se non le parole e i riferimenti bibliografici. Anche come viaggi nel tempo, intendo.

          Direi di stendere un velo pietoso su queste, visto che derivano dalle sue gravi lacune descritte al punto precedente
          Sicuro, HT? Perché qualcosa mi dice che la faccenda dello zolfo la diceva lunga sull’applicabilità dei tuoi paladini stranieri ai vari device dei fusionisti…

          Direi che quindi del suo commento non si salva nulla
          di norma quello è ciò che si salva dei tuoi, vedrai che non ci deluderai nemmeno questa volta

          l’incremento di 10-15 ordini di grandezza della sezione d’urto rilevato da Ikegami (almeno su questo mi sembra che dovremmo essere d’accordo)
          Mah, se lo dici tu…

      • gabrichan ha detto:

        FermiGas scive: “Fattori che, in ultima analisi, vanno a correggere il tasso di reazione sono noti perlomeno dagli anni ’50, a seconda dello stato della materia.”
        Quali sono?, scusi l’ignoranza ma mi sembra una cosa molto importante, me li potrebbe riassumere
        Grazie 🙂

  11. Camillo Franchini ha detto:

    @Hermano Tobia

    Sinceramente mi aspettavo qualche suo commento sul fatto che in banca dati IAEA si trova una reazione nucleare la cui sezione d’urto è stata incrementata di 7-10 ordini di grandezza agendo solo sull’ambiente chimico ed a basse energie.

    Grazie, molto interessante, questa sera leggerò gli articoli e Le scriverò cosa penso.
    Saluti

  12. oca sapiens ha detto:

    Sacha,
    Holmlid non rischia la carriera, è in pensione.

    Hermano Tobia,
    Poi la chemiofusione nucleare di Ikegami et al. è stata riprodotta da altri? Nel libro, Lewan non lo dice.

    Camillo,
    non ti serve leggere un paper di Nat Fish, si occupa di fusione calda (very hot plasma physics).

    • Hermano Tobia ha detto:

      @ocasapiens
      Poi la chemiofusione nucleare di Ikegami et al. è stata riprodotta da altri? Nel libro, Lewan non lo dice.

      Pare di si, da scienziati dell’università di Kobe, anche se con incrementi rilevati più modesti (7 ordini di grandezza invece che 10-15):

      The reaction rate enhancement Rm/Rc is therefore 4.8×10^7 at the maximum, while according to eq. (5), the enhancement factor at a Li temperature of 570 K is expected to reach 8.6×10^11.

      In summary the enhancement observed in the present work is much smaller than that claimed by H. Ikegami et al. At least it could be said that the Ikegami enhancement, if any, is realized under rather specialized condition, and therefore difficult to reproduce.

      Per la cronaca, Ikegami risponde così:

      In any case, the rate enhancement by a factor of 10^10 – 10^15 observed in the Uppsala University experiments could not be reproduced in the Kobe University experiments.
      This sharp discrepancy seems to be seriously inconsistent. The puzzling problem is, however, clearly explainable as a result of different conditions of the deuterium ions based on the theory of molecular chemonuclear fusion and, on the contrary, provides strong supporting evidences of both the atomic- and the molecular-chemonuclear fusion reactions. In the Kobe University experiments mass analyzed deuterons were implanted, while in the Uppsala University experiments, unfiltered deuterium ions were implanted

      (1) http://www.lenr-canr.org/acrobat/MinariTexperiment.pdf
      (2) http://inis.iaea.org/search/search.aspx?orig_q=rn%3A42024876&src=ics&btnG=Search

      • Cimpy ha detto:

        E’ bello vedere che sei sempre molto in foma, HT, e che ti bevi ti leggi un po’ qualunque cosa…

      • oca sapiens ha detto:

        Hermano Tobia,
        Ok, le “pare” che la chemiofusione di Ikegami et al. sia stata riprodotta perché non è stata riprodotta.
        Le pare che il paper di Nat Fish sul plasma ad altissima temperatura riguardi la chemiofusione?

        FermiGas
        sottoscrivo per il monumento.

        • Hermano Tobia ha detto:

          @ocasapiens
          paper di Nat Fish sul plasma ad altissima temperatura

          Repetitia iuvant:

          The reaction rate enhancement Rm/Rc is therefore 4.8×10^7 at the maximum, while according to eq. (5), the enhancement factor at a Li temperature of 570 K is expected to reach 8.6×10^11.

          Difficoltà con l’inglese ? O le sembra 7 ordini di grandezza le sembrano normali ? Come è normale che zero gradi = altissima temperatura.

          Quante cose si imparano da lei …

    • Hermano Tobia ha detto:

      @ocasapiens

      Dimenticavo:

      non ti serve leggere un paper di Nat Fish, si occupa di fusione calda (very hot plasma physics).

      Già, fa molto caldo a zero gradi kelvin (1, la prima riga dell’abstract per giunta):

      In ultra dense matter, fusion reactions might be observable even at zero temperature

      La seconda riga prosegue:

      We show that these so-called “pycnonuclear reactions” can be appreciable in the laboratory, and that explosive fusion chain-reactions are possible.

      (1) http://www.researchgate.net/publication/228924237_Pycnonuclear_reaction_and_possible_chain_reactions_in_an_ultra-dense_DT_plasma

      • oca sapiens ha detto:

        Hermano Tobia,
        visto che lei ha letto soltanto quelle righe, le riassumo alla buona il resto.
        ll paper ipotizza uno “scenario” per ricalcolare la probabilità di fusione in un plasma ultra denso e ultra freddo, probabilità già calcolata da Kitamura e altri fautori di un’alternativa ai tokamak (e ciambelle analoghe) in cui innescherebbero reazioni picnonucleari invece di termonucleari.
        Queste reazioni sarebbero rilevabili in via di principio, scrivono Son & Fisch. In pratica l’alternativa non è fattibile economicamente, il suo “energy gain” sarebbe 100 invece di 1000, e laser in grado di ottenere la compressione necessaria non esistono.
        Inoltre Furthermore it isn’t even clear whether it is theoretically possible to achieve such dense and cold condition come sostengono Kitamura et al. Le due pagine finali sono una confutazione della teoria di Kitamura et al.

        http://w3.pppl.gov/theory/bin/fischpapers/2005/Son_Chain_react.pdf

  13. marcomic ha detto:

    @ FermiGas
    Grazie. Ti si dovrebbe fare un monumento, solo per il tempo che spendi a fare la review delle teorie FF. Non c’è un ragionamento logico negli articoli di Ikegami. Tempo fà avevo cercato di approfondire la teoria di Mills, ma è impossibile, ha scritto un libro di 600 pagine. Ho letto le prime 10 ed erano già piene di assunzioni prive di un seri riscontri. Fanno solo perdere tempo.

    • Hermano Tobia ha detto:

      @marcomic
      Grazie. Ti si dovrebbe fare un monumento, solo per il tempo che spendi a fare la review delle teorie FF.

      Ihihih … e poi sarebbero i fusionisti quelli che si bevono tutto ?

      • Cimpy ha detto:

        Sì, HT, è proprio così. E tu ne sei un esempio pressocché quotidiano.

      • marcomic ha detto:

        Scusa Hermano, cosa mi sarei bevuto? Ho letto 2 degli articoli che hai linkato (agli altri non sembro aver accesso), ed in essi non ho trovato traccia di come Ikegami deduca la relazione di “reaction rate enhancement”. Mi sono forse perso qualcosa? Perchè se non mi sono perso niente, al massimo la poteva proporre come ipotesi, mostrando un qualche grafico di “fitting” con i dati sperimentali. Poi sui dati sperimentali si puo’ discutere…

        • Hermano Tobia ha detto:

          @marcomic
          Scusa Hermano, cosa mi sarei bevuto?

          Ad esempio che un fisico nucleare del calibro di Ikegami non conosce la chimica del liceo …

  14. marcomic ha detto:

    Aggiungo che trovo l’impegno di Mario ammirevole, ma assomiglia sempre piu’ ad una battaglia contro i mulini a vento. Dopo la versione 5, che funzionava (ma che non ci lasciano provare) ci saranno la versione 6, la 7, la 8…

    • Camillo Franchini ha detto:

      @marcomic

      ma assomiglia sempre piu’ ad una battaglia contro i mulini a vento.

      Sono anni che aspetta un mamozio da sperimentare e ha visto solo quello di Focardi, che appena si è avvicinato ha smesso di funzionare.
      A me sembra che dietro a questo tiramollismo ci sia una lezione da imparare. Sempre sicuro che si deve sempre giurare sulla buona fede del prossimo?

      • Cimpy ha detto:

        Però un team di scettici pare abbia dimostrato che un altro mamozio fosse una burla (per usare un eufemismo).
        Sembra che forse ci arrivi persino AlainCo, da Mats, a capirlo. Quindi forse se gli scettici riescono a testare davvero qualcosa senza lasciare scuse plausibili per il non funzionamento della macchina delle meraviglie, qualche illuminazione in più si ottiene…

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Cimpy

          qualche illuminazione in più si ottiene…

          Cosa ci importa degli scettici? Dobbiamo lavorare per gli scettici? A noi interessa che la dirigenza di enti come INFN, ENEA, ENEL, gravemente compromessi con la ff, escano dallo stato di catalessi in cui sono caduti e smettano di sprecare denaro pubblico in ricerche farlocche (anche ENEA e ENEL amministrano soldi nostri).
          Non credo che se si affidano a un comitato di esperti in campo nucleare abbiano bisogno di vedere perché e qualmente i vari mamozi non funzionano. Il DoE si è limitato a leggere i meglio documenti del bigoncio. Semplice, efficace e poco costoso.
          Comunque il Nanoro incuriosisce parecchio, più per vedere attraverso quali strade tortuose arriverà in Italia che per quello che rappresenta per la storia dell’umanità.
          Speriamo che Massa ci tenga informati.

  15. Camillo Franchini ha detto:

    Ad esempio che un fisico nucleare del calibro di Ikegami non conosce la chimica del liceo …

    Viceversa: se Ikegami non conosce la chimica del liceo può solo essere un fisico di calibro modesto. Sono ragionamenti un po’ palindromi.
    Ho l’impressione che Lei cerchi di distrarre la nostra attenzione mentre aspettiamo che Hagelstein fornisca un Nanoro a Massa.
    Appena piove e trovo un po’ di tempo scrivo un post su Ikegami. E’ davvero un soggetto originale.

  16. Camillo Franchini ha detto:

    @Hermano Tobia

    Ma l’ha letto davvero l’articolo ?

    Commento un pezzo d’articolo:
    Ikegami
    Per Sua informazione nessuno ha mai realizzato la reazione H-H in qualche laboratorio; nemmeno al CERN; cerchi sulle banche dati per accertarsene. Si tratta di una reazione che avviene con bassissimo rate nelle stelle di idrogeno, immagini un po’.
    The pp-chain starts with two protons that form a deuterium nucleus, releasing a positron and an electron neutrino. This reaction has a very small cross section, because the beta-decay is governed by the weak interaction.
    Per essere precisi la sezione d’urto è questa:
    cross section
    Offendo la sensibilità di qualcuno se affermo che si tratta di una reazione impossibile, visto che non disponiamo di masse d idrogeno grandi come il Sole, o devo più correttamente scrivere che la reazione è “altamente improbabile”? Da Daniele tengono alla differenza.
    Dobbiamo immaginare che H. Ikegami sia in grado di aumentare la sezione d’urto di un’interazione debole? L’avessero saputo i suoi concittadini, non avrebbero costruito un gigante come Superkamiokande.
    L’idea poi di collegare una variazione di energia libera a una reazione nucleare fa disperare.
    Lei però ha l’impressione che venga applicata a una reazione chimica:

    Ed infatti viene citata a proposito di una reazione chimica

    Ma l’ha letto davvero l’articolo?
    Continuo a restare sbalordito per come un informatico provi tanto interesse per le reazioni nucleari. Ha certamente sbagliato facoltà. In certo modo la sua passione ci lusinga; vuol dire che facciamo un bel mestiere. Come ha fatto a trovare un soggetto come Ikegami?
    Ne conosce altri come lui? Mentre aspettiamo che arrivi in Italia un Nanoro nuovo o usato, possiamo distrarci con qualche giapponese.

    • Hermano Tobia ha detto:

      @Camillo

      A parte il fatto che, da quel che so, la reazione nucleare:

      H+H => 2He =>H+H

      non da quasi mai luogo a fusione ma è reversibile, e non mi sembra che Ikegami dica di produrre D + e+ …

      Lei però ha l’impressione che venga applicata a una reazione chimica:

      Lei aveva scritto (1):

      Si tratta di reazioni ottenute con un acceleratore. Manca il riferimento bibliografico alla sezione d’urto “expected”. Non viene riportata l’andamento della sezione d’urto che hanno trovato. Viene citata l’energia libera, una grandezza termodinamica che non figura mai nelle reazioni nucleari.

      Mi sembra ovvio che l’articolo a cui si riferiva fosse questo (2), dove appunto ΔG viene utilizzata in relazione ad una reazione chimica.

      E poi aggiunge:
      Secondo me bisognerebbe lasciar perdere tutti i lavori fatti utilizzando ioni accelerati.

      Mah, non direi. I precedenti articoli di Czerski e Raiola pubblicati su BNL/EXFOR e relativi all’infulenza dell’ambiente chimico sulla sezioni d’urto di alcune reazioni avevano generato un dibattito interessante.

      (1) https://fusionefredda.wordpress.com/2014/04/08/mario-massa/#comment-36498
      (2) http://www.iaea.org/inis/collection/NCLCollectionStore/_Public/36/076/36076167.pdf

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Hermano Tobia

        H+H => 2He =>H+H

        non da quasi mai luogo a fusione ma è reversibile, e non mi sembra che Ikegami dica di produrre D + e+ …

        Al tempo. Nessuna reazione nucleare può essere reversibile. Questo è fondamentale. La reazione H + H forma deuterio, che altre possibilità ha? Solo dopo arriva l’elio.
        Ikegami dimostra di non conoscere né la chimica convenzionale né quella nucleare.

        Mah, non direi.

        Tutto è interessante, ma se trattiamo anche le reazioni nucleari convenzionali usciamo dall’ambito ff. I lavori di Raiola e di Huke sono fatti molto bene, ma non vedo che aiuto possano offrire a chi si occupa di ff. Anche nel caso Focardi devo escludere l’uso di un acceleratore. A parte che se vede la sezione d’urto che ho riportato in “Mario Massa” vede che resta insignificante anche per alti valori dell’energia di collisione.

        • Hermano Tobia ha detto:

          @Camillo
          La reazione H + H forma deuterio, che altre possibilità ha? Solo dopo arriva l’elio.

          Intendevo dire questo (1):

          The reaction rate of the PP chain is set by the rate of the slowest step, which is the fusion of two protons to produce a deuteron. What actually happens in this reaction is that the two protons fuse to form a highly unstable nucleus composed of two protons (a diproton), which immediately decays back into two protons. On rare occasions, however, one of the protons in the diproton will undergo a + decay,

          Pare che la pp sia un’eccezione, ma non saprei dire di più. Mi sembra inoltre che il 2He (diproton) sia stato osservato solo recentemente, e con molta difficoltà.

          (1) http://www.vikdhillon.staff.shef.ac.uk/teaching/phy213/phy213_fusion3.html

  17. FermiGas ha detto:

    Hermano Tobia ha detto:
    10 aprile 2014 alle 10:58 am

    si sarebbe accorto che tale valore è ipotizzato per una reazione che si autosostenga

    Appunto, “ipotizzato”. È una densità da stelle nane e dunque, ai fini della generazione energetica sulla Terra, ne riparleremo quando sarà possibile replicare in laboratorio le condizioni di una stella nana.

    Lo stesso Ikegami rileva, infatti, nel suo laboratorio an appreciable temperature rise in the Li liquid.

    Dal punto di vista energetico, gli “eccessi di temperatura”, gli “eccessi di potenza” e le “scatole nere” non sono interessanti perché fuorvianti. Interessa l’energia e che il dispositivo sia analizzabile e riproducibile.

    tale “invenzione” ha dato luogo all’equazione Arrhenius-like di Eyring

    Se avessero voluto usare o fare il confronto con la Eyring, di conseguenza credo che avrebbero pur scritto “Eyring” al posto (o accanto) ad “Arrhenius” da qualche parte, senza bisogno che venisse Hermano Tobia a imboccarli dopo aver pubblicato.

    quale energia compare nell’equazione “in the form of Arrhenius” di Eyring ? Ma non sarà proprio il ΔG, e per di più con il segno meno come ha giustamente scritto Ikegami ?

    1) Quando la Eyring è messa in forma “Arrhenius-like” il termine esponenziale è espresso come
    exp(-Δ‡H/(R T)) ,
    che non è certamente la stessa cosa che scrive Ikegami, ossia
    exp(-ΔGr/(kB T)) .
    (La dissomiglianza R-kB non costituisce un problema.) Controlla pure sul Physical Chemistry di P. Atkins.

    2) Ikegami si raccomanda appunto che i ΔGr dei suoi complessi attivati siano negativi, ma nella chimica nota non è così, perché tutte le reazioni che coinvolgono una barriera di potenziale mostrano Ea (parlo dell’Arrhenius) positiva. Il che soqquadra tutti i suoi calcoli. Puoi verificare sui testi di chimica generale.

    3) Ikegami assume che ΔGf(LiLi‡) = ΔGf(C) ma non dà alcuna giustificazione: la cosa è tutta da verificare.

    4) Ikegami sostiene che
    ΔGr = ΔGf(LiLi‡) – 2 ΔGf(Li) = ΔGf(C) – 2 ΔGf(Li) = -6.95 + 2.56 = -4.39 eV, precisando che
    ΔGf is the Gibbs energy of formation for an atom in the atomic process estimated under the standard state condition .
    Ma francamente a me i numeri non tornano.
    Sempre dall’Atkins (8^ ed.) io trovo
    ΔGf( C(g) ) = +671.26 kJ/mol,
    ΔGf( Li(g) ) = +126.66 kJ/mol,
    da cui
    ΔGr = ΔGf(C) – 2 ΔGf(Li) = +417.94 kJ/mol che, al cambio, sono +4.33 eV.
    Poi io trovo ΔGf( Be(g) ) = +286.6 kJ/mol, ma Ikegami scrive -2.97 eV.
    Mah! Avrà una convenzione sua particolare che trasmuta i più in meno.

    Perle successive (zolfo, costante di equilibrio)

    Le “perle” successive volevano solo evidenziare che le reazioni d’Ikegami sono “faziose”. La chimica è piena di reazioni aventi ΔGr molto negativo, proprio come desidera Ikegami: esplosioni, combustioni, ossidazioni dei metalli, ecc. … Una volta che prendi il loro ΔGr (molto negativo) e lo metti nell’espressione cara a Ikegami exp(-ΔGr/(kB T)) ne ottieni dei risultati esorbitanti, esattamente come trova Ikegami per le sue altre.
    Ma allora perché la stessa teoria funziona solo con le reazioni predilette e non con la dinamite, il gasolio, la legna o i fiammiferi?

    Certo, lasciamo perdere gli orbitali s.

    Di fronte a una violazione della conservazione dell’energia, mi sembra del tutto accettabile che la discussione sugli orbitali s passi in secondo piano. Una reazione chimica che con una manciata di eV stritola gli atomi a potenziali repulsivi dell’ordine del MeV, se non è una violazione della conservazione dell’energia, cos’altro sarebbe? La mia risposta è “un miracolo”. E notate che, sulla base di questo stesso miracolo, dovrebbe funzionare la cella di Piantelli.

    Meglio ignorare quello che non si sa spiegare.
    […]
    l’incremento di 10-15 ordini di grandezza della sezione d’urto rilevato da Ikegami (almeno su questo mi sembra che dovremmo essere d’accordo) della reazione è dovuto, secondi lei, a

    … che è anche ciò che chiede Gabrichan.

    Per capire perché occorra correggere i tassi di reazione bisogna conoscere con quale procedimento vengono calcolati.

    Allora, si parte dalla sezione d’urto, che è misurata in esperimenti in cui ho un fascio di particelle monocromatiche incidenti su un bersaglio a riposo. Ma io sono interessato a una questione un po’ diversa, cioè alle reazioni che avvengono in un reattore o in una stella, le quali infatti non sono certamente fusioni a fascio (in quanto proiettile e bersaglio sono entrambi in moto). Come concilio i due àmbiti?

    Si calcola perciò una nuova quantità, detta “reattività”, che è una media pesata dalla distribuzione di Maxwell-Boltzmann della sezione d’urto. Questa nuova quantità va benissimo nel caso di reazioni termonucleari (alte temperature e “basse” densità), ma in altri contesti va corretta, per il semplice motivo che – in questi altri contesti – la distribuzione di Maxwell-Boltzmann non è la più appropriata.

    Per “altri contesti” intendo: plasmi debolmente o fortemente accoppiati, basse temperature, fino ai reticoli cristallini altamente compressi (regime picnonucleare). I fattori di correzione che vengono introdotti tengono per l’appunto conto dell’aumento di densità, dell’effetto schermante degli elettroni, della correlazione dei moti degli ioni, delle oscillazioni degli ioni e dei nuclei attorno alle loro posizioni d’equilibrio, dell’interazione coi nuclei attigui nel reticolo. I fattori correttivi sono stati introdotti a partire dagli anni ’50 col caso più semplice: plasmi debolmente accoppiati e schermati dagli elettroni.

    Alla fine della fiera, i fattori di correzione che si trovano sono davvero considerevoli, ma sono validi solo a basse energie dove le reattività non valgono proprio niente: 1E-20, 1E-30, 1E-40 cm^3/s… Ad alte energie, invece, i fattori di correzione tendono tutti a 1, perché diventa ottima l’ipotesi di distribuzione alla Maxwell-Boltzmann.

    L’unico modo per avvalersi efficacemente (dal punto di vista energetico) di questi fattori correttivi è quello d’aumentare immensamente la densità: ecco il perché delle citate densità di 10^7 g/cm^3 e anche più. Ma così non siamo più sulla Terra, bensì sulle stelle nane.

    • Sacha ha detto:

      @Fermigas

      Si può dire che Ikegami fa quindi lo stesso errore di Holmid ?

      http://www2.chem.gu.se/~holmlid/

    • gabrichan ha detto:

      Grazie della risposta sempre precisa ed esaustiva, ho un’altra domanda se le va di rispondere, ipotizziamo un reticolo cristallino di nichel polarizzato come un magnete,e caricato con ad esempio Ni/D o Ni/H dello 0,2..0,4 valori accettabili con le pressioni tipiche dei reattori, il contenimento magnetico del reticolo di che ordine di grandezza è?
      e paragonabile a quello ipotizzato con ITER?
      Grazie

      • Camillo Franchini ha detto:

        @gabrichan
        Questa è una domanda fatta su misura per i fisici. Spero che qualcuno Le risponda, io non sono in grado di farlo.

      • FermiGas ha detto:

        Gabrichan ha detto (11 aprile 2014 alle 11:23 am):

        Gabrichan, io riesco a risponderti così.
        La pressione magnetica riguardante un materiale ferromagnetico portato alla saturazione (magnetica) è dell’ordine di ~(2 T)^2 / (2 μ0) = 16 bar. In un plasma a confinamento magnetico la pressione magnetica (di confinamento, appunto) è ~(10 T)^2 / (2 μ0) = 400 bar; ma la pressione del plasma dovrà essere, per forza di cose, una frazione di questi 400 bar, altrimenti non si riesce a confinarlo.

        Quindi, dal punto di vista dell’ordine di grandezza della pressione magnetica, i due casi sono confrontabili. Dunque, cosa cambia? La temperatura. Infatti, per un plasma a confinamento magnetico occorre che la temperatura sia sui 10 keV, che al cambio fanno ben 116 MK.

        Diverso ancora è il discorso per la fusione a confinamento inerziale. Essa, non potendosi avvalere dei lunghi tempi di confinamento della fusione a confinamento magnetico, richiede che si raggiungano pressioni dell’ordine del terabar ma solo per ~100 ps.

        • gabrichan ha detto:

          Grazie mille per la risposta, quindi in le pressioni sono assimilabili, diventa tutta una questione di energia dell’H o del D, e quindi di quanta energia viene data a questi, da quello che leggo qui in realtà non è molta come 1MeV 200 A/m(2) compatibile con le correnti che si possono avere in una elettrolisi.

          http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18315236

          Ad occhio mi sapresti anche dire quanto dovrebbe assorbire una cella considerata la superficie degli elettrodi?

        • FermiGas ha detto:

          diventa tutta una questione di energia dell’H o del D

          Ci sono tre parametri fondamentali: energia (ovvero temperatura), densità (ovvero pressione) e tempo di confinamento.
          ——
          da quello che leggo qui in realtà non è molta come 1 MeV

          Attenzione perché 500 mA equivalgono a 3,12E18 cariche_elementari/s; se ciascuna è portata a un’energia di 1 MeV, la potenza che serve è 3,12E18 cariche_elementari/s * 1 MeV/carica_elementare = 500 kW.
          Inoltre considera che in una normale elettrolisi gli ioni non possono raggiungere tali energie.

        • gabrichan ha detto:

          @FermiGas, io vedo la cosa in un modo leggermente diverso, l’elettrolisi serve a far assorbile H o il D al materiale ospite, vedi esperimento di Mario Massa con il Pd, e la corrente per cm^2 può essere regolata quasi a piacere, l’elettrolita fa solo da vettore, poi mi immagino che l’H o D assorbito alla fine si comporti come un fermi gas all’interno del materiale, se poi viene aggiunto un forte magnete esterno come nel brevetto della Pamela A.Boss si può andare oltre alla saturazione del materiale, il tempo può essere qualunque anche all’infinito teoricamente, mi sembra che alla fine le condizioni per avere delle reazioni ci siano tutte.
          https://www.google.com/patents/US8419919

        • FermiGas ha detto:

          Gabrichan ha detto (21 aprile 2014 alle 6:56 pm):
          mi sembra che alla fine le condizioni per avere delle reazioni ci siano tutte.

          Purtroppo la temperatura ambiente è molto lontana dalla temperatura che minimizza i requisiti sulla densità (per la D+T questa temperatura è dell’ordine di cento milioni di °C). Di conseguenza, per aversi un guadagno energetico in questo caso, occorrerebbe raggiungere vere e proprie pressioni stellari, del tutto inconcepibili nella materia ordinaria.

    • FermiGas ha detto:

      Sacha ha detto (11 aprile 2014 alle 8:24 am):
      Si può dire che Ikegami fa quindi lo stesso errore di Holmlid?

      Ma, io mi limito a dire che se i risultati di Holmlid verranno confermati e accettati dalla comunità scientifica sarebbe un bel passo in avanti nella comprensione e verifica teoria-esperimenti del regime picnonucleare.

  18. Camillo Franchini ha detto:

    @Hermano Tobia
    Lei scrive:
    H+H => 2He =>H+H
    Mentre Ikegami scrive:
    H + H —> quasi He —> He
    Non si accorge che si tratta di due cose diverse?
    La Sua è una reazione di equilibrio; quella di Ikegami è una reazione finita.
    Se mischia Sue reazioni con quelle di Ikegami genera confusione.

  19. Camillo Franchini ha detto:

    @Hermano Tobia
    Senta Ikegami:

    For the chemonuclear fusion of hydrogen clusters in the Li permeated metal hydrogen systems, the rate enhancement of 2 × 10^44 is expected via coherent collapse of hydrogen-hydrogen bonds. Chemonuclear fusion releases a power over one million times as dense as the solar interior power density in the metal hydrogen systems, e.g a 1-mol NiH system is capable of some kW output. The fusion is followed by the successive reactions mostly with Li metal.

    Il nostro iperbolico scienziato sembra ignorare che non esiste un “metal hydrogen system” ma un comune idruro salino molto più simile al sale da cucina che a una magica fonte di energia.
    Se vuole ottenere energia dall’idruro di litio basta farlo reagire con acqua.
    Che dire dell’implantazione? Il termine significa che Ikegami fa impattare protoni su un bersaglio di litio e li ficca nel reticolo metallico. Così ottiene reazioni nucleari. Ho capito bene o devo leggermi tutto?

  20. Camillo Franchini ha detto:

    @Hermano Tobia
    Ho cercato il valore della sezione d’urto della 7Li(d,n)8Be e ho scelto questa perché è molto recente.
    X4R13950_x4
    M.A.Hofstee, A.K.Pallone, F.E.Cecil, J.A.Mcneil, C.S.Galovich
    Measurement of low energy (d,n) reactions on light nuclei important to astrophysics
    Nuclear Physics, Section A Vol.688, p.527 (2001)
    Si tratta di sezioni d’urto relativamente importanti, facilmente misurabili.
    Il nostro eroe scrive di essere in grado di misurare valori più elevati di 10 o 15 ordini di grandezza! Sezioni d’urto così elevate non hanno significato. Trattandosi di dati sperimentali, Ikegami è davvero bravo a produrli. I valori più elevati che conosco arrivano a 600 barn o poco più. Colossali “Balle di Scienza”.
    Dovremo occuparci di Ikegami finché non arriva Nanor?
    Non ha fatto altre mirabolanti scoperte in rete?

  21. Camillo Franchini ha detto:

    @Justin

    furiosa e disperata crociata a testa bassa pro FF, scusate LENR

    Semplice, HT è lenraholic. Ce ne fossero di così appassionati ad argomenti scientifici. E’ il clone di gabrichan. Il guaio che tocca lavorare di notte, altrimenti ci resta male se non rispondi. L’ultimo commento di FermiGas, un capolavoro di dottrina che gli invidio, è stato postato alle 1:09 di oggi.
    Vediamo cosa HT inventa ora per farci morire.

    • gabrichan ha detto:

      Grazie, è un onore essere paragonato a HT 🙂

      • Camillo Franchini ha detto:

        @gabrichan
        Quella faccina ridente non mi convince…
        Comunque fa piacere vedere che molti considerano chimica e fisica hobbies da coltivare. In fondo tutti impariamo da tutti; andiamo avanti così. A me per esempio ha sorpreso vedere che un giapponese introduce il 2° principio tra i principi di conservazione delle reazioni nucleari. L’ottavo principio di conservazione. Davvero audace il giovanotto. O matto come una fune. O ignorante come una capra. Uno che misura sezioni d’urto di miliardi di barn. Ti fa ubriacare con le sue trovate. Bravo Tobia.

  22. Hermano Tobia ha detto:

    @Camillo
    Semplice, HT è lenraholic.

    Già ma non sono il solo … 🙂
    Una curiosità: ha letto il libro di Lewan ? Penso sia comunque interessante sentire un punto di vista diverso su una materia che comunque sia di suo interesse.

    Nel libro viene descritta molto bene la figura di Focardi, che dopo innumerevoli misure (calorimetriche e nucleari, fatte anche con i suoi collaboratori) e tutti i controlli possibili ed immaginabili, si convinse che non si poteva negare l’evidenza e che dentro il mamozio doveva succedere un fenomeno nucleare non previsto, e formulò l’ipotesi (poi rivelatasi errata) alla base del brevetto di cui si discute in questo post.

    E’ facile dire: “ma poteva controllare le banche dati, ecc” … mi sono chiesto come avrebbe agito lei se si fosse trovato nei panni di Focardi e si fosse trovato davanti alle stesse sue misure.

    Dal libro si apprende anche che l’ipotesi del brevetto fu smontata subito da Sven e Kullander (fisici nucleari svedesi), dopo che analizzarono la composizione isotopica della carica prima e dopo la reazione. E furono proprio loro a mettere in contatto Rossi con Ikegami (che lavora ad Uppsala) …

    @FermiGas
    Se avessero voluto usare o fare il confronto con la Eyring, di conseguenza credo che avrebbero pur scritto “Eyring” al posto (o accanto) ad “Arrhenius” da qualche parte, senza bisogno che venisse Hermano Tobia a imboccarli dopo aver pubblicato.

    E’ vero Ikegami poteva essere più esplicito, ma dal contesto è abbastanza chiaro, anche perchè se avesse voluto usare l’equazione di Arrhenius non avrebbe scritto “in the form of” .

    Quando la Eyring è messa in forma “Arrhenius-like” il termine esponenziale è espresso come
    exp(-Δ‡H/(R T)) , che non è certamente la stessa cosa che scrive Ikegami, ossia

    Ehm, no (1). All’espressione indicata da lei manca una parte. La forma corretta, mi risulta che invece sia proprio quella usata da Ikegami , exp(-Δ‡G/(R T))

    Comunque passare da “Ikegami non sa la chimica del liceo” a “verifichiamo i suoi conti” mi sembra un bel passo avanti.

    Una reazione chimica che con una manciata di eV stritola gli atomi a potenziali repulsivi dell’ordine del MeV, se non è una violazione della conservazione dell’energia, cos’altro sarebbe? La mia risposta è “un miracolo”

    Beh diciamo che l’ambiente chimico ha già dimostrato di essere in grado di intervenire apprezzabilmente sulla sezione d’urto di alcune reazioni nella materia condensata (come ha ricordato lei, ad esempio, nel caso dell’electron screening).

    Diciamo che il “miracolo” è prima di tutto sperimentale, sia nel caso di Ikegami sia in quello di Rossi (era partita da lì la discussione), in quanto (se verificati) si tratta di fenomeni che non dovrebbero succedere. Mi sembra una conseguenza logica che la teoria che li spiega dovrà per forza essere altrettanto “innovativa”. Comunque penso che avremo modo di riparlarne, visto che contestualmente al rilascio del secondo TPR pare verrà descritta anche la teoria che ipotizzano.

    Sarei curioso di sapere come lei avrebbe agito se si fosse trovato nei panni di Focardi.

    (1) http://en.wikipedia.org/wiki/Eyring_equation

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Hermano Tobia

      Sarei curioso di sapere come lei avrebbe agito se si fosse trovato nei panni di Focardi.

      Per un chimico il sistema NiH è un sistema storico. Non mi sarebbe mai venuto in mente di cercare una reazione nucleare tra quei due elementi. Se la reazione di F&P poteva destare curiosità, dato che l’interazione DD è a portata di mano, il downgrading verso Ni + H è del tutto incomprensibile, completamente illogico. Ugualmente incomprensibili sono le elucubrazioni di Piantelli sullo ione negativo H- che si comporta come un muone.
      Esercitazioni da fisici, non da chimici.
      In ogni caso Focardi avrebbe dovuto fornire misure di sezioni d’urto, altrimenti tutto resta appeso in aria, affidato a dichiarazioni di fede. Dobbiamo fare chimica affidandoci all’onorabilità di Focardi?

    • Cimpy ha detto:

      Nel libro viene descritta molto bene la figura di Focardi, che dopo innumerevoli misure (calorimetriche e nucleari, fatte anche con i suoi collaboratori) e tutti i controlli possibili ed immaginabili

      Nel libro si parla anche dell’Hyperion, ma non si sottolinea abbastanza che i greci ripetevano le stesse cose: “dopo innumerevoli misure (calorimetriche e nucleari, fatte anche con i suoi collaboratori) e tutti i controlli possibili ed immaginabili”, e soprattutto, ancora!, si sostiene che l’Hyperion “poteva anche funzionare” in quel di Milano a luglio 2013.
      Glielo abbiamo detto, a Mats, che c’è un limite alle balle che può cacciare, perché come (NON) funziona l’Hyperion lo sappiamo tutti, e sappiamo pure che lo sa anche lui – e pure tu lo sai HT.

      Ora lui addirittura fa finta di no, tu invece fai finta di niente e prosegui dritto come un fuso: “dopo innumerevoli misure (calorimetriche e nucleari, fatte anche con i suoi collaboratori) e tutti i controlli possibili ed immaginabili”

      Lascia stare, dài:
      “fatte anche con i suoi collaboratori” (!!) Focardi è quello che neanche voleva guardare dentro l’E Cat (lo ha detto lui), quindi che controlli avrebbe fatto? Diciamo pure che i controlli li hanno fatti i collaboratori, però “tutti i controlli possibili ed immaginabili” non valgono una cippa se sono fatti da Rossi e compagni. E guarda che Levi è un compagno (di Rossi).

    • Cimpy ha detto:

      Comunque penso che avremo modo di riparlarne, visto che contestualmente al rilascio del secondo TPR pare verrà descritta anche la teoria che ipotizzano.

      E invece far avere uno di quei salsicciotti del 2011 a Massa e soci, ovviamente no, che sennò si vede subito che non c’è proprio niente da vedere, vero HT?

      Ancora con TPR, HT?… Questa volta gira voce che ci saranno di mezzo 7 prof di 7 posti diversi (e forse pure altri 7 prof). Meno male che i fusionisti in giro per il mondo sono più di 15, sennò sarebbe stato un grosso problema riuscire ad ottemperare. Oddio, con la crisi che c’è, magari qualcuno lo si può anche affittare per un appartamentino in Florida, chissà…

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Hermano Tobia

      Già ma non sono il solo … 🙂

      Già, gli altri sono qui, belli pimpanti.
      821-Audience
      A parte, chi sarà la ragazza con quella bella coda di cavallo?
      Lei, che frequenta il web, può indagare?

  23. Camillo Franchini ha detto:

    @Tutti
    International Nuclear Information System, INIS, della IAEA offers online access to a unique collection of non-conventional literature.
    Ci sono proprio tutti, compresi Celani, Iwamura, Hagelstein, Carpinteri, Cardone, Daddi.
    Potreste cominciare con informarvi su:
    The Italy-Japan project. Fundamental research on cold transmutation process for treatment of nuclear wastes.
    Per fortuna il progetto andò a monte, non so per intervento di quale santo.
    Avendo tempo e voglia, si possono leggere le cose più bizzarre.

  24. FermiGas ha detto:

    Hermano Tobia ha detto (11 aprile 2014 alle 10:39 am):

    All’espressione indicata da lei manca una parte. La forma corretta, mi risulta che invece sia proprio quella usata da Ikegami, exp(-Δ‡G/(R T))

    La Eyring dice che
    k ∝ exp(-Δ‡G/(R T))
    e su questo non ci piove.
    Ma quando metto a confronto la Eyring coll’Arrhenius (o metto la Eyring “nella forma dell’Arrhenius”), devo mantenere la coerenza nel mio paragone. Nell’Arrhenius si deve portare fuori dall’esponenziale tutto ciò che non dipende esplicitamente dalla T.
    Poiché
    Δ‡G = Δ‡H – T Δ‡S,
    ne consegue che
    k ∝ exp(-Δ‡G/(R T)) = exp(-Δ‡H/(R T)) exp(Δ‡S/R)
    e, dunque, il fattore exp(Δ‡S/R) viene conglobato nel fattore pre-esponenziale.
    Concludendo, il confronto tra k_Arrhenius e k_Eyring è coerente solo se si confrontano i termini
    exp(-Ea/(R T)) con exp(-Δ‡H/(R T)) .
    I dettagli li trovi su Physical Chemistry di P. Atkins.

    Comunque passare da “Ikegami non sa la chimica del liceo” a “verifichiamo i suoi conti” mi sembra un bel passo avanti.

    Confermo che, dal mio punto di vista, Ikegami non se la cava bene con la chimica del liceo.

    1) L’Arrhenius (o la Eyring Arrhenius-like, se volgiamo) non è nella forma corretta. Al liceo s’impara che Ea nell’Arrhenius è un’energia potenziale, dunque un’entalpia, non un’energia libera.

    2) Al liceo s’impara che Ea, per le reazioni a barriera, è sempre positiva. Invece Ikegami usa valori negativi.

    3) Ikegami assume che ΔGf(LiLi‡) = ΔGf(C) senza fare alcun esperimento di verifica. Al liceo invece insegnano ad andar in laboratorio per “toccare con mano” l’accordo teoria-sperimentazione.

    4) Ikegami cambia i segni a piacere nelle tabelle dei ΔGf, deducendone ΔGr errati, mentre al liceo perlomeno t’insegnano a consultare queste tabelle correttamente.

    5) Le leggi della chimica non sono snob, non esistono reazioni predilette esentate dal rispettarle. Lo s’impara al liceo. Se Ikegami afferma che il tasso di reazione nucleare è proporzionale a exp(-ΔGr/(kB T)), allora anche la carta quando brucia deve produrre un incremento delle reazioni nucleari, sennò la teoria si dimostra inverosimile.

    6) Pretendere, con pochi eV, di portare gli atomi a respingersi con energie del MeV è una violazione del principio di conservazione dell’energia, che si studia al liceo.

    l’ambiente chimico ha già dimostrato di essere in grado di intervenire apprezzabilmente sulla sezione d’urto di alcune reazioni nella materia condensata (come ha ricordato lei, ad esempio, nel caso dell’electron screening).

    Fermo restando il grande interesse scientifico, al momento non ha alcuna utilità dal punto di vista energetico sulla Terra.

    (se verificati) si tratta di fenomeni che non dovrebbero succedere.

    Dopo 25 anni, siamo ancora ai “se”. Direi che è ora di prender atto che il filone è sterile. Quousque tandem?

    come lei avrebbe agito se si fosse trovato nei panni di Focardi.

    Avrei pensato: “Forse sbaglio qualcosa e non me ne accorgo”. Quindi avrei chiesto ad altri, non collaboratori né amici, di riprodurre gli esperimenti. Infine, un’analisi statistica.

    • Hermano Tobia ha detto:

      @FermiGas
      … riprendo un suo commento precedente:

      dove ΔGr si dice essere la variazione d’energia libera di Gibbs della reazione chimica adiuvante quella nucleare.

      Penso che il problema sia qui. Non c’entra nessuna reazione chimica adiuvante. La questione è spiegata più chiaramente da Minari (2) che tenta di riprodurre l’esperimento di Ikegami:

      Deuterons with keV energy (“buffer energy”), where the nuclear collision dominates over the electronic one in the stopping process, penetrate deep into the s-electron cloud of Li atoms to form “united atoms” [LiD] at the classical turning point. T

      La chmica “normale” non si occupa infatti di deutoni accelerati di keV che penetrano gli orbitali 1s del Li.

      Regarding the energetic deuterons as solutes, this process can be treated within the
      framework of thermodynamics of chemical reactions in dilute solutions.

      Quindi i deutoni accelerati che penetrano negli orbitali 1s del Li sono soltanto “trattati come soluti” in modo da poter ricondurre il loro comportamento al “framework of thermodynamics of chemical reactions in dilute solutions”, ed in base a quello stimare il rate of enhacement.

      Ed infatti:

      As a consequence the Arrhenius [-like] equation for spontaneous chemical reactions is applied.

      Ecco infatti spiegato il ΔGr negativo, essendo reazione irreversibile ed endotermica:

      The Gibbs free energy change ΔG in the exponent of the enhancement factor is negative in the present case of endothermic reaction d+7Li => [LiD].

      Ed infatti viene poi riportata esattamente l’equazione di Eyring:

      Re = Rc * exp(-ΔG/(kT))

      Il ΔG non è relativo a nessuna reazione chimica adiuvante, il complesso [LiD] è chiamato da Minari “united atoms”:

      where kB is the Boltzmann constant, T is the temperature of the metallic Li, and ΔG is the change in Gibbs free energy during transition from the “dilute solution of deuterium in the Li”to the intermediate complex [LiD] which is transformed adiabatically to the [8Be+n] state through a transient 9Be* state.

      Quindi mi pare di poter concludere che è il “framework” della transition state theory che viene applicato per stimare l’enhancement di reazioni nucleari.

      La chimica del liceo è salva. Penso che alla luce di questo, molte delle sue obiezioni cadano (ma magari ne sorgono delle altre ….).

      Avrei pensato: “Forse sbaglio qualcosa e non me ne accorgo”. Quindi avrei chiesto ad altri, non collaboratori né amici, di riprodurre gli esperimenti. Infine, un’analisi statistica.

      Curioso, l’obiettivo di Focardi era proprio quello di trovare l’errore che faceva Rossi. Non so che amici ha lei, ma quelli che ho io se sbaglio me lo dicono. Non si trattava di un esperimento, ma di una misura, riprodotta innumerevoli volte. Certo, è possibile l’errore grave e sistematico, ma la sua probabilità è inversamente proporzionale al tempo trascorso ed al numero di persone coinvolte nelle misure. Non mi risulta, infine, che per verificare un COP 3 servano statistiche.

      (1) http://www.lenr-canr.org/acrobat/MinariTexperiment.pdf

      • Cimpy ha detto:

        l’obiettivo di Focardi era proprio quello di trovare l’errore che faceva Rossi.

        Senza guardare nel gatto, non volendo neanche sapere cosa mettesse dentro Rossi e fidandosi dei numeri che gli dava questi. D’altronde, di fronte al miracolo di un ufficio scaldato per mesi da una cuccuma…Un peccato che con quella cuccuma il duo non abbia anche provato a scaldare il garage di Massa, ma si sa: bisognava proteggere l’invenzione dall’avidità di chi diceva di volerlo solo testare…

        Non so che amici ha lei, ma quelli che ho io se sbaglio me lo dicono.

        È vero che te lo si dice tutte le volte, ma secondo me esageri: siamo più dei semplici conoscenti…:D

        Non si trattava di un esperimento, ma di una misura, riprodotta innumerevoli volte. Certo, è possibile l’errore grave e sistematico, ma la sua probabilità è inversamente proporzionale al tempo trascorso ed al numero di persone coinvolte nelle misure.

        .
        Non potrei essere più d’accordo. Infatti ci sono esperimenti, si dice anche ripetuti più volte e da tante persone, in cui non si riesce più nemmeno a credere alla possibilità che a monte ci sia un errore involontario – come è il caso dell’Hyperion, dietro alle cui misure e prove ripetute non sta certo una persona sola. Ma era tutta brava gente, eh?!…

        Non mi risulta, infine, che per verificare un COP 3 servano statistiche.

        Infatti basta che la verifica si possa fare. Poi, già che ci siamo, è il caso di ricordare che serve pure che si possa anche mostrare in giro quel che si è ottenuto. Ma soprattutto, serve che la verifica non sia affidata al Levi di turno…

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Hermano Tobia
        Il lavoro di Minari è presente solo nell’ICCF di Marsiglia del 2004. E’ letteratura catacombale.

        Consequently, the rate enhancement of 7Li(d,n2α) reaction was estimated to be a factor of 10^10 – 10^15.

        La reazione nucleare tra 7Li e deuteroni è nota e ampiamente studiata. Distinguere tra litio solido e litio liquido non ha senso in una reazione nucleare. Le reazioni nucleari avvengono attraverso collisioni tra atomi e ioni accelerati. Il deuterone non considera in che stato fisico si trovi l’atomo di litio su cui va a collidere.
        Gli “united atoms” LiD non esistono. Deuterio e litio reagiscono formando un idruro salino. Non si forma una lega.

        Quindi i deutoni accelerati che penetrano negli orbitali 1s del Li sono soltanto “trattati come soluti” in modo da poter ricondurre il loro comportamento al “framework of thermodynamics of chemical reactions in dilute solutions”, ed in base a quello stimare il rate of enhacement.

        Una soluzione del genere non può esistere perché viola il principio della elettroneutralità.
        Litio e deuterio possono interagire solo in due modi. Un’interazione di chimica convenzionale tra i due elementi, con formazione di idruro di litio, un idruro salino.
        Oppure un deuterone accelerato può collidere con un atomo di litio e provocare la reazione nucleare sopra riportata.
        L’equazioni di Eyring, che contiene la grandezza termodinamica G, si applica esclusivamente a sistemi chimici dove molecole interagiscono per raggiungere il più basso livello di energia libera nel minor tempo possibile compatibilmente con le energie di attivazione disponibili. Si tratta di sistemi reversibili. La termodinamica chimica si applica a sistemi reversibili.
        La reversibilità è sempre presente anche quando non appare; solfato di bario disperso in acqua appare insolubile, ma in realtà è in equilibrio con ioni bario e ioni solfato. In chimica gli equilibri vengono significativamente definiti “dinamici”.
        In chimica nucleare la termodinamica appare solo come primo principio. Questo dipende dalla natura irreversibile delle interazioni nucleari.
        Non esistono reazioni nucleari reversibili.
        Se posso darLe un consiglio, non cerchi letteratura scientifica nei congressi ICCF; personalmente non ho mai trovato un lavoro accettabile.
        Se si tratta di lavori sperimentali si affidi al filtro di Exfor, molto raffinato. INIS non fa uso di filtri.
        Se ha in mente una reazione nucleare la cerchi in Exfor e avrà a disposizione lo spettro completo di quello che è stato fatto fino al mese prima. Vita comoda.
        Comunque Lei ci ha offerto l’occasione per far capire a tutti che la termodinamica è scarsamente utile in chimica nucleare.
        Tenga anche presente il principio di elettroneutralità, in questo caso molto evidente, perché il deuterone si neutralizza con l’elettrone di valenza del litio e in modo o nell’altro il sistema si neutralizza. Minari propone un sistema inesistente.
        Diffidi della chimica elaborata dai fisici.

  25. Hermano Tobia ha detto:

    @Camillo
    A proposito di soldi pubblici (tanti, tantissimi) sprecati in progetti insensati, le segnalo questo interessante articolo (1)

    ITER was supposed to start running by 2016. Since then, however, the project has been plagued by delays, cost increases, and management problem. ITER is now expected to cost at least $21 billion and won’t turn on until 2020 at the earliest.

    Meno male che la fisica della DD e della DT erano note da decenni prima che iniziasse il progetto eh ?

    La parabola della pagliuzza e della trave è sempre d’attualità.

    (1) http://news.sciencemag.org/funding/2014/04/cost-skyrockets-united-states-share-iter-fusion-project

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Hermano Tobia

      La parabola della pagliuzza e della trave è sempre d’attualità.

      Io mi occupo solo di argomenti che conosco (più propriamente: che dovrei conoscere). Di ITER non so niente, tranne quello che leggo come Lei. Anch’io sono preoccupato.
      Con che autorevolezza posso discutere di ITER? Non vorrei fare la fine di Ermete Realacci che si fa scrivere da altri le interrogazioni parlamentari. Come incaricare l’idraulico di scoparti la fidanzata perché non hai tempo per farlo. Lo stesso gusto.
      Non mi dica che Lei si intende anche di ITER.

      • Cimpy ha detto:

        È un altro di quegli argomenti forti da fusionisti: “stiamo vendendo patacche per scienza, ma costiamo molto meno di altri progetti che sembrano comunque discutibili – via, date un po’ di soldi anche a noi: non fonderemo una cippa, ma lo faremo a costi estremamente ridotti, volete mettere il vantaggio?”…

        • Camillo Franchini ha detto:

          È un altro di quegli argomenti forti da fusionisti.

          Sì, è un classico. Bisognerebbe scrivere una risposta circolare che appare in automatico o con un click su un’icona.
          Un’altra tesi ben congegnata è quella di chi è convinto che Rossi abbia inventato un egatto che funziona perché la presentazione di Via dell’Elettricista era goffa. Se avesse voluto imbrogliare avrebbe fatto le cose in modo impeccabile, senza sfiatelle da pentola a pressione. Avrebbe soprattutto messo la bombola dell’idrogeno fuori dall’edificio, come impone la legge. Così ruspante è più convincente. Se ricorda, Levi spiegò che avevano usato strumentazione vintage, in modo da apparire rustici ma geniali.
          Invece gli “united atoms LiD” rientrano nel punto 7 di Attivissimo:
          7. Annunci mirabolanti da parte di scienziati solitari.
          Quel sistema lì non è proposto da un chimico, ma da parachimico o chimico-like.
          Avendo tempo, negli ICCF (meno male che nell’acronimo hanno mantenuto la cold fusion, un termine storico) si trova di tutto, perfino reazioni con i neutrini.
          Se HT continua a cercare materiale negli ICCF ci satura il sito, ci manda in pile up. Spammer o troll?
          Va bene in questo periodo mentre aspettiamo Nanor, un’invenzione di Brunetta.
          Gli “United Atoms of LiD” sono affascinanti come “The Atom Unexplored” promosso in un Politecnico. Credevano di stupirci e ci sono riusciti. L’atomo esplorato con presse e macchinari Instron. Politecnici e poliscienziati.

    • Barney Panofsky ha detto:

      @HT: io credo che la parabola piu’ attuale dalle parti della Chiesa dei Monaci Diacci Marmati sia il parlare di cose che non si conoscono, selezionando notizie, articoli e ricerche a caso,e da un coacervo di nozioni poco o punto capite elaborare affermazioni apodittiche. Nel 100% dei casi errate, ca va sans dire.
      Nel caso specifico, ITER -sara’ credo la settima volta che lo scrivo- alla fine costera’ un TRENTA MILIARDI di EURO. Sembrano tantissimi, ma investimenti in strade e ferrovie costano il triplo.
      Lei dice che il progetto e’ insensato, e che i soldi sono sprecati. Perche’? Solo il fatto di costruire la macchina portera’ una ricchezza in termini di competenze acquisite nella lavorazione dei metalli, trattamenti superficiali, superconduzione, ultra alto vuoto e plasmi caldi che lei se lo sogna.
      Le basi scientifiche per costruire ITER (e poi DEMO) ci sono, sono note e ritenute valide da tutti (penso anche dai Monaci, no? Dopo tutto lei si abbronza al Sole grazie a una fornace a fusione calda :-P); puo’ dire lo stesso di uno dei diecimila sapori della fusione fredda/piezonucleare/ZPE? E non mi tiri fuori l’argomento che gli investimenti sarebbero molto meno dei miliardi richiesti per ITER: per buttare via i soldi conosco sistemi molto piu’ divertenti.
      I Monaci vogliono fare avanzare la fusione fredda? Convincano i papi della loro Chiesa (Rossi, Piantelli, Hagelstein…) a fare ricerca davvero OPEN: mettano i loro setup in mano a ricercatori INDIPENDENTI (le piace “ricercatori indipendenti”, vero?), presentino pure i loro progetti di ricerca ai vari Ministeri, Agenzie, Commissione Europea (io qua la penso in modo diametralmente opposto a Franchini): se l’idea convince i revisori, il progetto lo faranno, e poi DOVRANNO PUBBLICARE i risultati, dovranno APRIRE i loro laboratori ai valutatori esterni, lasciando magari fuori nani e ballerine di contorno.
      Altrimenti, vi tenete ITER e la vostra incapacita’ di vedere dove ITER portera’ anche voi.

      (R)amen.

      • Hermano Tobia ha detto:

        @Barney Panofsky
        Solo il fatto di costruire la macchina portera’ una ricchezza in termini di competenze acquisite nella lavorazione dei metalli, trattamenti superficiali, superconduzione, ultra alto vuoto e plasmi caldi che lei se lo sogna.

        Posso permettermi un consiglio ? Aumentate, e di molto, il budget del reparto marketing. Servono nuove idee. Quando ITER sarà chiuso (speriamo il più presto possibile), questa risibile propaganda non vi aiuterà affatto a giustificare i miliardi dei contribuenti buttati al vento.

        Il popolo paga, anche in questi anni di crisi, non certo per finanziare l’R&D di imprese private, ma perchè si aspetta che ITER risolva i problemi di approvvigionamento energetico. Non sarà per niente facile spiegare al popolo inferocito che i miliardi buttati in ITER non risolveranno un bel niente.

        Se poi seguiamo il suo intelligente ragionamento, avrei una proposta: considerata la crisi nel settore edilizio, perchè non finanziamo con soldi pubblici lo scavo di un bel tunnel fra il Gran Sasso ed il CENR ? Magari senza tutti quei sassi in mezzo i neutrini vanno più veloci, chissà … Un’opera mai realizzata prima: competenze nelle tecniche di scavo che lei se le sogna.

        Le basi scientifiche per costruire ITER (e poi DEMO) ci sono, sono note e ritenute valide da tutti

        Questa è la principale aggravante: tutti i dettagli delle reazioni DD e della DT sono noti da decenni, compreso (per dirne una) il fatto che tali reazioni generano neutroni veloci e non esiste materiale al mondo in grado di moderarli senza diventare in breve tempo un rottame radioattivo ingestibile.

        Importantissimi fisici hanno gridato ai quattro venti che ITER era una follia, a cominciare da Bruno Coppi (1):

        He believes that Iter is the wrong experiment; it is too costly, will take too long and may not deliver fusion. He says we should be looking at other options.

        Il progetto è partito con il piede giusto:

        The walls of the box, which need to be leak tight, are bombarded by these neutrons which can make stainless steel boil. Some people say it is just a question of inventing a stainless steel which is porous to let these particles through; personally I would have started by inventing this material (2)

        E poi Sebastien Balibar (3), Direttore delle Ricerche del CNRS Francese (equivalente del CNR in Italia), autore di uno studio dal titolo significativo “ITER : une catastrophe annoncée” (4) e “ITER est-il un luxe inutile ?” (5), molto più dettagliata.

        L’articolo da me postato è solo un aggiornamento sulla penosa vicenda, dove si legge che anche il DOE ha preso posizione:

        officials at DOE indicating that they’d be just as happy without the project on their hands.

        Basta così o devo continuare ?

        @Camillo
        Gli “united atoms” LiD non esistono. Deuterio e litio reagiscono formando un idruro salino. Non si forma una lega.

        Anche se i deutoni sono sparati a 10-20 keV ? Dimentica un aspetto però: se la teoria di Ikegami non le piace, certamente avrà una spiegazione alternativa per gli spettri alpha riportati nel suo lavoro (5, ultima pagina) ottenuti con il Li liquido (con quello solido non ha rilevato nulla).

        Oppure ci si vota al solito dogma supremo dello pseudoscetticismo, ovvero “Ignora i dati che non sai spiegare?”

        Le ricordo che Ikegami ha oltre 34 lavori pubblicati in banca dati EXFOR/BNL, quindi le misure alpha le sa fare.

        (1) http://web.mit.edu/physics/people/faculty/coppi_bruno.html
        (2) http://news.bbc.co.uk/2/hi/8103557.stm
        (3) http://www.lps.ens.fr/~balibar/indexang.html
        (4) http://www.lps.ens.fr/~balibar/ITER-2010%20court.pdf
        (5) http://www.iaea.org/inis/collection/NCLCollectionStore/_Public/36/076/36076167.pdf
        (6) http://www.lps.ens.fr/~balibar/ITER-Nice-2012.pptx

        • Camillo Franchini ha detto:

          Anche se i deutoni sono sparati a 10-20 keV ? Dimentica un aspetto però: se la teoria di Ikegami non le piace, certamente avrà una spiegazione alternativa per gli spettri alpha riportati nel suo lavoro (5, ultima pagina) ottenuti con il Li liquido (con quello solido non ha rilevato nulla).

          Io mi limito a mettere in evidenza le incoerenze che rilevo leggendo Ikegami.
          Applica la termodinamica in situazioni di irreversibilità. Il solito errore di ignoranza chimica che caratterizza tutti i ff. Legga l’intervento che Celani ha fatto nel Missouri. C’è molta chimica, tutta sbagliata.
          La sezione d’urto non prevede un’interazione significativa a energie così basse.
          X4R13950_x4
          Da un punto di vista nucleare la differenza tra litio liquido (180 °C) e litio solido è irrilevante. Non andrebbe nemmeno discusso.
          Il lavoro di Ikegami non compare su Exfor.
          Se lei continua a estrarre lavori dagli ICCF non si fa un passo avanti. E’ materiale mai recensito. Nessuno ha voglia di mettere i piedi in questo pantano.
          Lei può continuare a sperare, ma non ci coinvolga nella sua passione.
          Se Le fa piacere farci leggere le cose che scopre, va bene in un momento di bonaccia come questo, ma faccia da solo un minimo di peer review. Sia un filtro severo ed esigente. Non lasci a noi tutto il lavoro. Non si sforzi più, Ikegami non è passato, non ha trovato alcun consenso.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Hermano Tobia

          Oppure ci si vota al solito dogma supremo dello pseudoscetticismo, ovvero “Ignora i dati che non sai spiegare?”

          Ognuno risponde per sè. Io non mi considero uno pseudoscettico (forse intendeva “scettico”); nego che possano avvenire fusioni fredde. Quindi né scettico né pseudoscettico.
          Per quanto riguarda Ikegami, non credo che una persona che dimostra di essere così impreparata sia in grado di raccogliere dati sperimentali corretti. Non è questione di trovarsi di fronte a dati sperimentali inconfutabili da inquadrare teoricamente; si tratta piuttosto di considerare Ikegami così pasticcione da non meritare la minima fiducia. Non mi costringa a essere più esplicito, con tutti gli avvocati che sono in giro.
          In ogni caso, che cosa ha a che fare Ikegami con la ff visto che accelera deutoni a decine di keV? La ff ha prodotto centinaia di comunicazioni, non Le bastano?
          Ha capito perché l’equazione di Eyring non si può applicare a una reazione nucleare irreversibile?

  26. Camillo Franchini ha detto:

    @Barney Panofsky

    io qua la penso in modo diametralmente opposto a Franchini

    Lei ragiona molto bene, ma la mia paura è che esca un ragionamento tipo M5*:
    “ci sono due tesi equivalenti contrapposte; facciamo un ultimo sforzo economico e combiniamo una serie di esperimenti di verifica e controllo”.
    Io non considero la tesi ff una tesi seria; dopo 25 anni ha dimostrato di essere fasulla. Non ha supporto reale nel mondo scientifico e accademico.
    Il risultato è che l’agonia durerebbe un altro anno (tre o quattro se si è veloci come all’INFN); è accanimento terapeutico.
    C’è una montagna di documenti; i ff scelgano i dieci più significativi e si affidino a 20 esperti in campo nucleare, metà chimici e metà fisici. Pulito, veloce e risolutivo.

    • mario massa ha detto:

      @Camillo
      @Barney Panofsky
      Scusatemi ma non mi pare il caso di farsi trascinare in discussioni comparative tra fusione calda e fredda. I fusionisti caldi non hanno mai detto di avere una macchina funzionante, dicono che la teoria afferma che la macchina è realizzabile (vero) e sostengono che l’attuale livello tecnologico è sufficiente per realizzarla (ho qualche dubbio). I fusionisti freddi dicono di non sapere la teoria ma di avere un sacco di macchine funzionanti: a questi l’unica cosa sensata che si può chiedere è “fammene vedere una” o non ti do un becco di un quattrino.

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Mario Massa
        Se non esistessero tante pressioni sotto forma di interrogazioni parlamentari la tua posizione sarebbe ragionevole. Ma le interrogazioni esistono e obbligano a un arroccamento. Difficile accettare la posizione grillina che, essendoci due posizione in contrapposizione, è ragionevole ricorrere a un supplemento di indagine. Si parte da lì per entrare in tre anni almeno di investimenti, tiramolla, confusione, contrapposizioni,
        A me resta la curiosità sul Nanor; una curiosità non scientifica, ma psicologica. Lo so, è una debolezza, ma mi piace vedere come non riesci a mettere mano all’oggetto. Mi auguro che qualche euro non faccia la strada Italia-Stati Uniti. Se questo non accade, seguo con curiosità il tuo cauto approccio al Nanor. Siccome a Hagelstein e Swartz non conviene farlo esaminare, non te lo faranno esaminare.

  27. oca sapiens ha detto:

    Camillo,
    i ff scelgano i dieci più significativi
    Vuoi provocare una strage? Stanno già combattendo una guerra intestina, per dirla con Peter Gluck…

    Hermano Tobia,
    la teoria di Ikegami
    potrebbe dirci quali errori fanno FermiGas, Camillo e Son & Fisch nel dimostrare che i risultati di Ikegami et al. sono impossibili sia in pratica che in teoria?

    l’obiettivo di Focardi era proprio quello di trovare l’errore che faceva Rossi
    Ah bene, quindi Mario Massa mentiva dicendo che Focardi ne aveva rifiutato i consigli e Levi mentiva dicendo che Focardi si era accontentato di quello che aveva “in mano in quel momento”…

  28. FermiGas ha detto:

    Hermano Tobia ha detto (11 aprile 2014 alle 11:55 pm):

    Non c’entra nessuna reazione chimica adiuvante. […] La chimica “normale” non si occupa infatti di deutoni accelerati di keV che penetrano gli orbitali 1s del Li.

    Bene, non c’entra la chimica normale salvo poi utilizzare proprio le tabelle dei ΔGf della chimica normale, cambiandone perfino i segni ad libitum. È proprio un approccio coerente.

    “Deutoni accelerati di keV” contro un bersaglio costituiscono le classiche “fusioni a fascio”, per le quali sono state misurate da decenni e da più scienziati le sezioni d’urto. Per queste basta andare su EXFOR.

    As a consequence the Arrhenius [-like] equation for spontaneous chemical reactions is applied.

    “Arrhenius-like” però col Δ‡G in evidenza anziché il Δ‡H.

    Ecco infatti spiegato il ΔGr negativo, essendo reazione irreversibile ed endotermica

    “Endotermica”, che dal liceo sappiamo significare Δ‡H > 0. Poi, per quanto riguarda il complesso attivato, la chimica convenzionale c’informa che Δ‡S < 0, da cui
    Δ‡G = Δ‡H – T Δ‡S > 0 ,
    dal momento che, per es., +10 – (-1) = +11.
    E così torniamo al cambiamento dei segni ad libitum.

    molte delle sue obiezioni cadano

    Sì, soprattutto il fatto che: non viene fatto alcun esperimento per avvalorare “ΔGf(LiLi‡) = ΔGf(C)”; si cambiano i segni a piacere delle tabelle dei ΔGf della chimica convenzionale; il fattore d’Ikegami exp(-ΔGr/(kB T)) vale solo per le reazioni da lui predilette; l’aggiunta di pochi eV stravolge le barriere nucleari dell’ordine dei MeV.

    l’obiettivo di Focardi era proprio quello di trovare l’errore che faceva Rossi.

    Delle scatole nere non analizzabili non mi fido a priori: troppo facile essere presi per il naso.
    Supponiamo che il Sig. Trupham se ne esca con un dispositivo che, dice: “Converte in energia l’eccedenza di Spirito Santo che permea lo spazio e il tempo”. Il dispositivo non ha bisogno d’ingressi energetici ed effettivamente tutti verificano che funziona egregiamente per 40 anni e più. Cosa si dovrebbe fare? Aggiungere sùbito la teologia ai testi di chimica e di fisica o dubitare che all’interno della scatola nera vi sia nascosto qualcosa di motlo meno divino?

    Non si trattava di un esperimento, ma di una misura, riprodotta innumerevoli volte.

    Dall’esito non sempre concorde. Il che ha un peso.

    Non mi risulta, infine, che per verificare un COP 3 servano statistiche.

    La statistica serve per tener conto di tutte le volte che ho ottenuto un COP diverso da 3 e per l’analisi degli errori.
    Per inciso, con un COP 3 io preferisco una pompa di calore.

    • Hermano Tobia ha detto:

      @FermiGas
      “Deutoni accelerati di keV” contro un bersaglio costituiscono le classiche “fusioni a fascio”, per le quali sono state misurate da decenni e da più scienziati le sezioni d’urto. Per queste basta andare su EXFOR.

      Se lei va su EXFOR e fa una ricerca per autore su Ikegami, ottiene il seguente risultato:
      Attention: Large data request . Questo, forse, potrebbe farle balenare il leggerissimo sospetto che la banca dati EXFOR la conosca anche Ikegami, visto che lì dentro si possono trovare oltre 30 sue pubblicazioni dalle quali è possibile ricavare oltre 100 (se ho contato bene) diagrammi di sezioni d’urto.

      Forse il fatto che Ikegami abbia fondato e diretto uno dei più importanti acceleratori del Giappone (RCNP ring cyclotron facilities) aiuta …

      Il problema è che nel caso di Li liquido la sezione d’urto da lui trovata è enormemente maggiore rispetto al Li solido.

      Poi, per quanto riguarda il complesso attivato, la chimica convenzionale c’informa che Δ‡S < 0

      Le ricordo che: Regarding the energetic deuterons as solutes, this process can be treated within the framework of thermodynamics of chemical reactions in dilute solutions.

      e che la chimica del liceo dice che il ΔS della soluzione è sempre positivo. Se poi riprendiamo sempre la banca dati BNL, sezione NSR (Nuclear Science Reference), (1) troviamo il seguente lavoro id Ikegami dal titolo esemplificativo:

      Enormous Entropy Enhancement Revealed in Linked Nuclear and Atomic Li + D Fusion in Metallic Li Liquid

      Tempo fa su questo stesso blog si era parlato di questo lavoro, e sono riuscito a ritrovare il link: ci sono anche esperti (molto più di me) in materia che vanno oltre le sterili polemiche sulla chimica del liceo (2).

      Delle scatole nere non analizzabili non mi fido a priori: troppo facile essere presi per il naso. … dubitare che all’interno della scatola nera vi sia nascosto qualcosa di motlo meno divino?

      Già, forse Rossi ha comprato su ebay un po’ di plutonio e ha costruito una pila atomica. Oppure si è fatto dare direttamente da Superman un po’ di kryptonite.

      Scusi ma lei ha visto, ad esempio, quanto è grande un HC e quanta energia ha prodotto durante il test TPR ? Le analisi sulla densità di energia sono state le prime ad essere fatto e nel peggiore dei casi il dispositivo di Rossi di trova a più di un ordine di grandezza dalla più potente fonte energetica chimica nota.

      @Camillo
      Per quanto riguarda Ikegami, non credo che una persona che dimostra di essere così impreparata sia in grado di raccogliere dati sperimentali corretti.

      Già, forse tutte quelle particelle alpha sono state portate dagli che asini volavano nel laboratorio. Comunque, abbiamo quindi appurato che la banca dati BNL (1) è infestata da dati pasticciati. Adesso a chi ci rivolgiamo ? Mago Otelma ?

      Su chi è impreparato avrei qualche dubbio. La invito a rileggersi (2). Ma le recenti vicende non consiglierebbero una prudenza maggiore nel dare patenti di asino a destra e a manca (3) ?

      (1) http://www.nndc.bnl.gov/nsr/fastsrch_act2.jsp?aname=H.Ikegami
      (2) https://fusionefredda.wordpress.com/2013/01/22/piantelli-5/#comment-16268
      (3) https://fusionefredda.wordpress.com/2012/07/06/arata3/#comment-9178

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Hermano Tobia
        Il caso è interessante.
        In Exfor un H. Ikegami ha pubblicato nel 1989. Si tratta di argomenti normali.
        In NSR ha pubblicato anche successivamente, argomenti normali, a parte uno strano articolo intitolato:
        Enormous Entropy Enhancement Revealed in Linked Nuclear and Atomic Li + D Fusion in Metallic Li Liquid
        I coautori sono svedesi, forse di Uppsala, mai presenti negli altri articoli.
        in BNL risulta solo quel lavoro, dal titolo insolito, che vale la pena di recuperare per leggerlo con attenzione.
        Sembrerebbe addirittura che si tratti di due persone.
        Perché in exfor non si trova materiale recente?
        C’è tempo per studiare il caso, in attesa del Nanor.

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Hermano Tobia
        Cerchiamo di procedere in buon accordo passo passo.
        E’ d’accordo con me che esiste un solo lavoro di Ikegami che riguarda il litio liquido eccetera che si intitola,
        Enormous Entropy Enhancement Revealed in Linked Nuclear and Atomic Li + D Fusion in Metallic Li Liquid
        pubblicato nel 2004
        Prog.Theor.Phys.(Kyoto), Suppl. 154, 251 (2004)
        e segnalato su NSR?
        Perlomeno non ho trovato altro. Se ha qualcosa in più ce lo faccia sapere, per favore.
        Ho scritto a Boris Prytichenko, gestore del BNL. Mi ha risposto così, tra altre informazioni:
        Thank you for your interest in NSR database polices. This database includes primary (peer-reviewed journal articles) and secondary publications
        Insomma viene archiviato materiale di qualità variabile. Me ne ero accorto, per questo mi sono sempre solo riferito a Exfor.
        Se è d’accordo, esaminiamo insieme la pubblicazione di Ikegami e dei suoi due amici svedesi. Se non è interessato, piantiamo la cosa lì.

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Hermano Tobia

        Su chi è impreparato avrei qualche dubbio.

        Tre domande che richiedono pochi secondi del Suo tempo:
        Secondo Lei è possibile impiantare ioni in un liquido?
        Visto che ci affidiamo entrambi alla banche dati BNL e IAEA, possiamo mettere Reifenschweiler e il suo trizio magico nella cassetta trash o lo teniamo ancora in considerazione? Se trova il suo nome da qualche parte, prego comunicarcelo.
        Possiamo trascurare la letteratura ICCF e mantenerci nelle banche dati o ha qualche tentazione residua?
        Grazie.

  29. FermiGas ha detto:

    Hermano Tobia ha detto (13 aprile 2014 alle 4:49 pm):
    Il problema è che nel caso di Li liquido la sezione d’urto da lui trovata è enormemente maggiore rispetto al Li solido.

    Hermano,
    non ho contestato i risultati sperimentali passati e assodati di Ikegami. Dal punto di vista sperimentale, le critiche che muovo agli articoli che avevi segnalato sono:

    1) se è vero che vale il fattore di miglioramento exp(-ΔGr/(kB T)), perché non si nota un altrettanto importante miglioramento del tasso di reazioni nucleari durante le consuete reazioni chimiche di combustione, per dire?

    2) Se ci sono anomalie col Li liquido, per favore non si parli di “eccesso di temperatura” né di “eccesso di potenza” perché mi sembrano argomenti scivolosi.

    3) Sarebbero gradite prove sperimentali prima di affermare che ΔGf(LiLi‡) = ΔGf(C).

    Il resto sono critiche alla teoria. Nel momento in cui i dati sperimentali d’Ikegami sulla sezione d’urto del Li(l) saranno accettati dalla comunità scientifica e entreranno a far parte di EXFOR, ne prenderò atto. Questo dal punto di vista sperimentale.
    Ciò non toglie che la teoria che ho visto mi sembra difettosa, come ho avuto modo di spiegare nei post precedenti.

    la chimica del liceo dice che il ΔS della soluzione è sempre positivo.

    Su questo sono d’accordo. Però non capisco cosa c’entri il processo di soluzione con quello di formazione del complesso attivato.

    Comunque, ammettendo anche ΔS > 0, poi c’è da dimostrare che ΔH sia trascurabile rispetto a – T ΔS, altrimenti ΔG resta positivo. È stato fatto?

    Poi, tu sai dirmi perché hanno la necessità di cambiare il segno ai ΔGf presi dalle tabelle di chimica nota?

    Già, forse Rossi ha comprato su ebay un po’ di plutonio e ha costruito una pila atomica.

    Era un discorso generale ed estremo, contro le “scatole nere”. La possibilità che Tizio metta in piedi una burla del genere esiste, seppur remota. Era per dire che, se anche Tizio mi fornisse un dispositivo funzionante per decenni secondo una non meglio precisata “nuova segreta energia non convenzionale”, non potrei credergli sulla parola finché non è data la possibilità di verificare a pieno le sue affermazioni.

    il test TPR

    Non riesco a considerare il TPR un report valido. È un mio limite. Mi ricordo del .pdf segnalato da Giancarlo: concatenate come fossero tensione di fase e un’altra bassa a 6 V, frequenza a 5 Hz e potenza attiva negativa.

  30. FermiGas ha detto:

    Mario Massa scrive:
    se interpreto bene il suo pensiero, vuole solo rimarcare che la MQ ci ha mostrato un mondo diverso da come veniva immaginato un secolo fa e ciò l’autorizza a pensare che certi eventi che ancora oggi riteniamo impossibili (funzionamento dell’E-CAT) possano essere reali.

    Volevo aggiungere che la MQ non è condizione necessaria per affrontare il discorso delle “fluttuazioni improbabili”.
    Già solo con la nascita della meccanica statistica nella seconda metà del 1800 è stato possibile, per es., calcolare la probabilità che ha un gas – dopo un’espansione – di rioccupare il suo volume iniziale.

    solo dimostrando pazientemente in laboratorio, uno dopo l’altro, che gli eccessi di calore dichiarati dai vari sperimentatori sono frutto di errori le persone ragionevoli si arrenderanno al fatto che Babbo Natale non esiste.

    E se invece un giorno si presentasse Tizio, con un dispositivo-scatola-nera (il cui interno non si può analizzare) realmente funzionante per decenni e che dichiarasse: “Il mio congegno genera energia autonomamente, grazie alla reazione di fusione fredda p+e-, però non posso rivelare null’altro. Basta ricaricarlo una volta ogni 60-70 anni”, crederesti anche al principio di funzionamento affermato?

    • Camillo Franchini ha detto:

      @mario massa

      se interpreto bene il suo pensiero, vuole solo rimarcare che la MQ ci ha mostrato un mondo diverso da come veniva immaginato un secolo fa e ciò l’autorizza a pensare che certi eventi che ancora oggi riteniamo impossibili (funzionamento dell’E-CAT) possano essere reali.

      Un mondo diverso ma a distanza di un secolo perfettamente compreso. C’è qualcuno che è convinto che la MQ nasconde possibilità di produrre energia in modo non convenzionale? Ma non so a cosa ti riferisci, la ZPE energy?
      Nota che Massimo Scalia è convinto che la ff rientri nella scienza nota. Ti riferisci a Cardone e Carpinteri?

      • sandro75k ha detto:

        Da quel poco che ho compreso, la MQ ha definito “soltanto” meglio il ruolo dell’osservatore e della misura che nel caso del “molto piccolo” non possono fare a meno di interagire perturbando il sistema rendendo a volte incompatibili la rappresentazione delle osservazioni con i comportamenti della materia a scala subatomica.

      • mario massa ha detto:

        @Camillo
        “Un mondo diverso ma a distanza di un secolo perfettamente compreso.”

        Il “perfettamente” mi pare eccessivo, dato che il modello standard impone l’esistenza della materia oscura che nessuno ha mai osservato. Aggiungi l’energia oscura e dimmi come fai a essere così sicuro che prima o poi non possa avvenire un cambiamento importante nelle nostre conoscenze. Che tutto questo abbia qualcosa a che fare con la FF non lo credo proprio, dato che non credo che la FF esista, ma mai dire mai.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Mario Massa

          Aggiungi l’energia oscura e dimmi come fai a essere così sicuro che prima o poi non possa avvenire un cambiamento importante nelle nostre conoscenze.

          Cambiamenti delle nostre conoscenze avvengono si può dire ogni giorno, specialmente in astrofisica e nella fisica di base.
          Più modestamente mi riferivo a fonti di energia.

        • Cimpy ha detto:

          Ancora più modestamente, metto il dito nella piaga: Rossi come foriero di nuove scoperte e rivoluzioni della fisica??! Ha rinunciato persino lui.. O dovrei sperare in Celani? Meglio Carpinteri con lo Spirito Santo? O i protoni in caduta libera di Piantelli? Di certo il nuovo non sta nell’Hyperion, almeno quello noialtri possiamo abbandonarlo subito….
          Ci saranno tante cose ancora da capire – forse la razza umana nemmeno avrà il tempo necessario – ma di certo non sono soggetti come Rossi che faranno scoprire alcunché.
          (R)amen.

        • Sylvie Coyaud ha detto:

          Mario Massa,
          materia oscura che nessuno ha mai osservato
          dipende dal senso di “osservato” – qui trova i nuovi dati di Fermi

  31. marmellata ha detto:

    @FermiGas
    “….crederesti anche al principio di funzionamento affermato?”

    No, semplicemente crederei che qualcosa di sbagliato nelle nostre conoscenze ci deve essere se quella scatola produce (come dici tu con certezza) energia per decenni. Non avrei nulla per poter confermare o negare la sua spiegazione. Tu invece, per il solo fatto che la spiegazione è probabilmente errata, ti rifiuteresti di credere ai tuoi occhi?

    • FermiGas ha detto:

      Mario,
      non avrei nessun problema a credere all’evidenza, in quanto la tecnologia e le conoscenze per produrre un dispositivo del genere esistono già dalla fine degli anni ’50: si chiama “generatore a radioisotopi”.
      Non crederei che ci fosse qualcosa di sbagliato nelle nostre conoscenze, e quindi non darei credito alla spiegazione data, finché non si è in grado di guardarci dentro e di studiarlo.

      • Cimpy ha detto:

        Non vale! Doveva funzionare in base a qualcosa di diverso, tipo “energia della Madonna”, per dire, che coi radioisotopi sono capaci tutti…

        • Cimpy ha detto:

          (poi ne ho ricordata una a MM del 1700 di cui -persino di fronte al racconto di una persona implicata che spiegava come – ancora si diceva “non è chiaro da dove prenda l’energia”)

      • mario massa ha detto:

        @FermiGas
        Ok, mi hai preso in castagna. Ma per fortuna ci saresti stato tu a chiedergli “per favore, può costruirne un secondo esemplare?” e quello sarebbe stramazzato al suolo dato che si sarebbe dovuto procurare al mercato nero un altro chiletto di plutonio al modico prezzo di qualche milione di euro.

        • FermiGas ha detto:

          quello sarebbe stramazzato al suolo dato che si sarebbe dovuto procurare al mercato nero un altro chiletto di plutonio al modico prezzo di qualche milione di euro.

          Be’, dai, non è l’unico epilogo immaginabile.

    • Cimpy ha detto:

      Qualcosa di sbagliato senza dubbio; pare ci fosse anche in chi aveva testato le ruote di un certo Johann Ernst Elias Bessler, visto che fino alla fine – e nonostante un testimone avesse ben detto come – comunque secondo gli esperti di allora (grassetto mio) :

      The consensus view of modern scientists is that Bessler was perpetrating a deliberate fraud, though just how his wheel was powered is not entirely clear

      Forse, come suggerisce in conclusione chi racconta quella storia, di non ben chiaro c’era il modo in cui quelle ruote erano state testate. Per dire: prima non vorresti farmi capire come farebbe chi lo sostiene ad essere sicuro che lo scatolotto in questione potrebbe funzionare senza ricariche per 50 o 70 anni? E dopo 50 o 70 anni, andrebbe riaricato con che cosa?

      Poi, se fosse, avremmo tutti solo da imparare. Però sa tanto di giochetto alla Houdini.

  32. mario massa ha detto:

    marmellata = mario massa (scusa sto scrivendo da un PC non mio e devo aver fatto un errore)

  33. Camillo Franchini ha detto:

    @Hermano Tobia

    Da
    Enormous Entropy Enhancement Revealed in Linked Nuclear and Atomic Li + D Fusion in Metallic Li Liquid

    In the linked irreversible atomic fusion process,
    Li + H → Be

    Questa reazione ricorda quella la celebre che Focardi tracciò sulla lavagna a Viareggio nell’estate 2011: Ni + H → Cu.
    Più modestamente idrogeno e litio reagiscono felicemente formando l’idruro salino LiH. Una comunissima reazione chimica. E’ un composto interessante perché nel reticolo salino l’idrogeno è caricato negativamente.

    7 Li + 2 H → 8 Be + n → 2 4He + n + 15.12 MeV
    induced by slow deuterons implanted in metallic Li liquid.

    Per il principio dell’elettroneutralità non possono esistere deutoni liberi in litio liquido. L’implantazione ha senso solo se avviene in un reticolo cristallino.
    Se anche tali deutoni esistessero, la sezione d’urto è nota e non consente una reazione nucleare di una qualche entità:
    X4R13950_x4
    Credo che i tre amici abbiano fatto bene a non insistere in questo campo. Infatti hanno smesso, per quel che ho potuto rapidamente accertare (posso sbagliare).

    ,

  34. Camillo Franchini ha detto:

    @Hermano Tobia
    Ho chiesto a Pritychenko che valore avesse la letteratura secondaria. Mi ha risposto:
    “Well, some conference proceedings are peer reviewed”.
    Insomma, è meglio non scommettere su NSR. Come si sarà accorto, io non l’ho mai usato. INIS poi è onnicomprensivo. Se dobbiamo fare noi stessi la peer review è meglio spararsi, si soffre meno. Ha visto quanto tempo si è perso su Reifenschweiler.

  35. Camillo Franchini ha detto:

    @Cimpy

    O dovrei sperare in Celani? Meglio Carpinteri con lo Spirito Santo?

    Sono argomenti che spiazzano HT perché irridenti. A me sembra che valgano più di qualsiasi argomento scientifico.

  36. Hermano Tobia ha detto:

    @Camillo
    Secondo Lei è possibile impiantare ioni in un liquido?
    Visto che ci affidiamo entrambi alla banche dati BNL e IAEA, possiamo mettere Reifenschweiler e il suo trizio magico nella cassetta trash o lo teniamo ancora in considerazione? Possiamo trascurare la letteratura ICCF e mantenerci nelle banche dati o ha qualche tentazione residua?

    Reifenschweiler e Ikegami hanno pubblicato gli articoli a cui si fa riferimento in rispettabili riviste peer-reviewed (Phys Lett. A il primo, Progress of Theoretical Physics il secondo). L’unica tentazione che vedo è quella di ignorare i lavori contrari alle proprie convinzioni.

    @FermiGas
    1) se è vero che vale il fattore di miglioramento exp(-ΔGr/(kB T)), perché non si nota un altrettanto importante miglioramento del tasso di reazioni nucleari durante le consuete reazioni chimiche di combustione, per dire?

    Forse perchè durante la combustione consueta i deutoni non vengono accelerati nel litio liquido.

    Il resto sono critiche alla teoria. Nel momento in cui i dati sperimentali d’Ikegami sulla sezione d’urto del Li(l) saranno accettati dalla comunità scientifica e entreranno a far parte di EXFOR, ne prenderò atto. Questo dal punto di vista sperimentale.

    Posizione condivisibile. L’interesse per Ikegami deriva dal fatto che Lewan lo cita spesso nel suo libro come possibile base teorica per il funzionamento dell’ecat. Oggi ECW rilancia ipotizzando che sia proprio il Litio il “catalizzatore” segreto di Rossi (1) . Dal momento che Rossi ha confermato che in occasione del nuovo TPR verrà esposta (seppur parzialmente) anche la teoria da loro elaborata, penso che di Ikegami sentiremo parlare ancora …

    @Mario Massa
    Il “perfettamente” mi pare eccessivo, dato che il modello standard impone l’esistenza della materia oscura che nessuno ha mai osservato.

    Se vogliamo un esempio di come le attuali conoscenze siano ben lontane dallo spiegare “perfettamente” alcuni fenomeni fisici, basta volare molto, molto più basso, e considerare, ad esempio, il tubo di Ranque-Hilsch: un pezzo di metallo senza nessuna parte in movimento, noto ed utilizzato da quasi 100 anni, che separa un fluido in pressione in due flussi a temperature diverse. Non è ancora chiaro come funziona (2).

    (1) http://www.e-catworld.com/2014/04/15/lithium-the-case-for-an-e-cat-catalyst-guest-post/
    (2) http://www.me.berkeley.edu/~gtdevera/notes/vortextube.pdf

    • Cimpy ha detto:

      Carino, il tubo di Ranque-Hilsch. Peccato solo che non violi alcuna legge della termodinamica, vero HT? Sennò era fatta, l’ E Cat poteva pure essere roba seria…
      😀

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Cimpy
        HT continua a dimostrarsi appassionato di scienza esotica. Chissà com’è impaziente di vedere qualche mamozio ff funzionante.
        C’è qualche aggiornamento sui mamozi o si aspetta l’autunno?

        • Cimpy ha detto:

          Perdinci, ma a breve uscirà un nuovo TPR, così terza parte che dovevano farlo 7 prof di 7 università diverse peer-reviewd da altri 7 e che, alla fin fine, sarà fatto dagli stessi che hanno fatto il primo. Insomma, da Levi, pare. Però magari stavolta si fanno furbi e Levi non lo mettono come primo nome. Anzi, magari non lo mettono proprio in prima battuta e gli affidano l’appendice alla fine, chissà.
          Comunque, pare si tratterà di un TPR basato sulle prove a porte chiuse volute da IH, dove Rossi avrebbe partecipato solo per il 30% del tempo delle medesime (forse, eh? Che questo è un altro RossiSays). Ma noi siamo fiduciosi che tutti i credenti crederanno fermamente che con una nuova dichiarazione firmata dai soci di cui sopra l’E Cat potrà essere dichiarato funzionante per bolla quasi industriale, e quindi si potranno iniziare i festeggiamenti, che a breve (ma proprio a breve breve , eh?) il gatto risolverà i problemi energetici del mondo. Certo, dopo un 3/6/18 mesi per iniziare la produzione, come era stato fatto già un paio di anni fa…

        • Luca ha detto:

          7 prof di 7 università diverse peer-reviewd da altri 7
          Il 7 deve essere stato scelto per scaramanzia visto che c’è ancora l’incertezza del “negative/positive” (Ma perchè non indicano mai chiaramente come infilare le pile?).
          Mi domando se nel TPR ci saranno anche i 7 nani, le 7 spose per 7 fratelli (totale 49), i 7 Re di Roma, i 7 Samurai, le 7 Sorelle del petrolio e infine i Magnifici 7.
          Inoltre credo in appendice il TPR elencherà i 7 Vizi e le Virtù assieme ai 7 Peccati Capitali, nonchè le 7 Piaghe d’Egitto con infine la raccomandazione di perdonare errori, refusi e ingliscismi 70 volte 7.

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Hermano Tobia

      L’unica tentazione che vedo è quella di ignorare i lavori contrari alle proprie convinzioni.

      Non è nel mio stile, leggo sempre quello che mi propongono. Ho scritto molti post dedicati a personaggi che mi sono stati proposti, a cominciare da Cardone e Carpinteri segnalati da Armando de Para. Il demo di Rossi del 2011 mi è stato segnalato da Mautino; io conoscevo Rossi come impresario di copertoni usati e di lubrificanti di scarto.
      “Convinzioni” è un termine riduttivo, adatto per dei tifosi; certi lavori sono semmai “contrari” al blocco di informazioni che mi sono fatto a scuola e lavorando. Blocco modesto, ma utile in ff.
      Se tutti noi dessimo un contributo in base a quello che sappiamo, anche un modesto blog potrebbe essere utile.
      Torniamo a noi:
      Le risulta che si possa procedere a un’impiantazione ionica su un liquido? Mi riferisco ai deutoni ficcati nel litio liquido.

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Hermano Tobia

      Reifenschweiler e Ikegami hanno pubblicato gli articoli a cui si fa riferimento in rispettabili riviste peer-reviewed.

      Guardi, anche l’italiana Il N. C. si serve di revisori, ma lì si trovano articoli inqualificabili.
      Anche JJAP è peer reviewed, ma ci trova il falso scientifico di Iwamura.
      Se si tratta di articoli di chimica, la peer review me la faccio da solo. Siccome sto attento a non uscire dalla chimica, vivo tranquillo.
      Ha abbandonato presto le banche dati nucleari; speravo ci si affidasse, mi ha deluso.

      • Hermano Tobia ha detto:

        @Camillo
        Credo che i tre amici abbiano fatto bene a non insistere in questo campo. Infatti hanno smesso, per quel che ho potuto rapidamente accertare (posso sbagliare).

        Infatti sbaglia. Hanno solo cambiato tipo di pubblicazione (1)

        Anche JJAP è peer reviewed, ma ci trova il falso scientifico di Iwamura.

        Già Iwamura. Storia interessante, quelle ricerche potevano essere fatte anche in collaborazione con l’Italia. Ed invece, per vari motivi, sono rimaste in Giappone: l’esperimento è stato recentemente replicato e pubblicato dai ricercatori del gruppo Technova/Toyota (2, JJAP ha un discreto IF), è stato concesso alla MHI (una delle maggiori industrie giapponesi, con valore di mercato di poco inferiore ai 20bn USD) il relativo brevetto (3) e l’importante rivista finanziaria Nikkei (come dire il Sole 24 ore in Italia) ha pubblicato un articolo sul tema della bonifica degli inquinanti radioattivi, molto sentito in Giappone.

        Forse la questione dell’elettrodeposizione del Cs non era poi così fondamentale, vero ?

        (1) http://patents.justia.com/inventor/hidetsugu-ikegami
        (2) http://jjap.jsap.jp/link?JJAP/52/107301/
        (3) http://www.google.com/patents/EP1202290B1
        (4) http://translate.google.com/translate?hl=en&sl=ja&tl=en&prev=_dd&u=http%3A%2F%2Fwww.nikkei.com%2Farticle%2FDGXNASDZ040JJ_X00C14A4000000%2F

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Hermano Tobia

          wherein deuterium ions accelerated by pulsed gas discharge plasma are implanted onto a surface of an electrode (2) formed of liquid lithium

          I tre amici ripetono lo stesso errore a distanza di anni: impiantazione di deutoni in litio liquido.

          Forse la questione dell’elettrodeposizione del Cs non era poi così fondamentale, vero?

          Invece era fondamentale, perché serve a dimostrare il livello di spregiudicatezza di Iwamura.
          In ogni caso, lontano dall’Italia può fare quello che vuole. A noi Iwamura preoccupa solo come possibile socio di Celani. E’ bene che lavori con degli Svedesi, si distrae. Va incoraggiato nelle sue nuove iniziative.
          Possiamo stare tranquilli, Iwamura non compare in nessuna banca dati. E’ noto come Reifenschweiler.

        • Giancarlo ha detto:

          @Hermano Tobia
          Sono un po’ disattento in questo periodo (sono stato impegnato nello smontare uno per uno circa 30 brevetti di un pazzo scatenato) e mi sono perso alcune cose su Ikegami.
          Puoi riassumermi su che cosa (su quale grandezza) si ottiene un incremento di 15 ordini di grandezza? Ho capito bene che è la reaction rate e quindi la sezione d’urto?

    • FermiGas ha detto:

      Hermano Tobia ha detto (15 aprile 2014 alle 10:51 am):
      Forse perché durante la combustione consueta i deutoni non vengono accelerati nel litio liquido.

      Ma allora, per verificare la teoria, basterebbe accelerare un fascio di particelle su un bersaglio che brucia e analizzare il tasso di reazione risultante. Perché non si cercano riscontri alla teoria?

      ——

      L’interesse per Ikegami deriva dal fatto che Lewan lo cita spesso nel suo libro come possibile base teorica per il funzionamento dell’ecat.

      La teoria d’Ikegami è molto lacunosa. Ancora devo capire perché lui, usando le tabelle della termochimica nota, determina un ΔG di reazione (ovvero il “ΔGr”) negativo, quando invece è positivo. Questo punto, in particolare, sconvolgerebbe tutta la sua teoria poiché c’è una bella differenza tra calcolare exp(-(-10)) ed exp(-10). Le leggi della chimica sono uguali per tutti: indipendentemente dalle tabelle usate, i ΔGr devono tornare sempre gli stessi.

  37. Giancarlo ha detto:

    Dal sito Defkalion
    Currently we are developing our R 6 technology in our three laboratories. We are doing this using robust calorimetric methods, without the use of water coolant, based on both positive and negative experiences we have gained.

    Mi pare un film già visto: se qualcuno capisce dove poteva stare il trucco cambialo. Ora assisteremo a una misura all’infrarosso?
    E’ una costante del film quella di cambiare ogni volta set-up e sistema di misura. Chi lo sa invece se per l’e-cat si manterrà lo stesso sistema di misura nel nuovo TPR. Manca poco per conoscere la verità.

  38. Camillo Franchini ha detto:

    @giancarlo

    mi sono perso alcune cose su Ikegami.

    Approfitto di questo attimo di tregua nella tua attività per chiedere a te un commento che non ho ottenuto da HT, nonostante glielo abbia chiesto più volte.
    Ikegami e i due colleghi svedesi scrivono:
    wherein deuterium ions accelerated by pulsed gas discharge plasma are implanted onto a surface of an electrode (2) formed of liquid lithium
    Secondo me viene stravolto il concetto di impiantazione ionica che può avvenire solo su un solido. Nelle condizioni sperimentali descritte, i deutoni accelerati a qualche decina di keV, quindi a energie insufficienti per provocare la reazione 7Li(d,n)8Be, si neutralizzano, diventano deuterio che reagisce chimicamente con il litio formando l’idruro salino LiH.
    Chimica convenzionale viene trasformata in chimica nucleare. Meno male che sono Giapponesi, non vale la pena di preoccuparsi troppo. In fondo Ikegami interessa solo HT.
    Grazie per l’attenzione.

    • Giancarlo ha detto:

      @Camillo
      Da quello che sono riuscito a capire, sono completamente fuori dal mio campo, Ikegami sostiene che i deutoni accelerati e sparati sul Li liquido rimangono come invischiati ed hanno tempo maggiore, in vicinanza del nucleo, per scatenare la reazione nucleare che tu descrivi. La quale, a 50 keV in condizioni ordinarie ha una sezione d’urto di circa 10 microbarn.
      Ora lui sostiene di incrementare la rate di 13 ordini di grandezza o qualcosa di simile, per cui la sezione d’urto passa a un decimo di miliardo di barn. Mi pare molto.

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Giancarlo

        hanno tempo maggiore, in vicinanza del nucleo, per scatenare la reazione nucleare che tu descrivi.

        In quelle condizioni i deutoni si trasformano in deuterio che reagisce con il litio formando l’ idruro salino LiH. Non si capisce in base a quale miracolo la sezione d’urto dovrebbe aumentare in modo così straordinario. Qualche permille potrei capire, ma 15 ordini di grandezza fanno ridere.
        Il guaio è che HTnon legge in anticipo quello che propone e costringe noi a fare il lavoro critico. Troppo facile. Ci ha trovato gusto. E’ al limite del trollismo.

        • Cimpy ha detto:

          Credo che il punto sia tra parentesi in un discorso di quelli di HT

          (…)quando parlo di competenza non parlo solo delle conoscenze tecniche (di là ci sono commentatori le cui conoscenze sono molto, ma molto più approfondite dei miei pochi ricordi universitari), ma di come tali conoscenze vengono applicate(…)

          Meno male che, seppure per inciso e quasi per sbaglio mentre dice tutt’altro, si rende almeno conto che qualche esame universitario dato anni prima non gli conferisce tutta la scienza che pretende di insegnare qui e altrove.
          Però è ovvio che poi tocca a qualcun altro il lavoro di disamina dei tanti “lavori interessanti” che trova in rete…

          ps:
          Colpo di spugna sul passato (delle prove di Rossi, doi Defkalion, di Piantelli,…) HT?
          Te lo scordi: nella scienza non ci sono né indulti né richieste di grazia che tengano…

        • Hermano Tobia ha detto:

          @Camillo
          Secondo me viene stravolto il concetto di impiantazione ionica che può avvenire solo su un solido.

          Nessuno stravolgimento (2):

          More detail on the implantation of hydrogen and hydrogen isotopes in liquid lithium and its alloys is given in other work

          In quelle condizioni i deutoni si trasformano in deuterio che reagisce con il litio formando l’ idruro salino LiH.

          Non mi risulta che la formazione di idruro salino sia accompagnata da alpha energetici e neutroni lenti.

          Qualche permille potrei capire,

          Già, le “frazioni di millibar” mi ricordano qualcosa …

          @Giancarlo
          L’articolo è reperibile qui (1). Ricordo che Ikegami, direttore e fondatore di uno dei principali acceleratori del Giappone, ha centinaia di pubblicazioni di cui oltre trenta presenti in banca dati EXFOR/BNL. La (1) è presente in NSR/BNL. Penso si possa convenire che è sicuramente un esperto di reazioni nucleari.

          In (1) viene usato un blank di Li solido come riferimento. Mi riesce difficile pensare ad un errore di misura.

          Ci sono molti “indizi” che fanno suppore che la spiegazione teorica che accompagnerà il prossimo TPR sia basata sui lavori di Ikegami, da qui l’interesse per l’autore.

          C’è anche ci si è spinto ad ipotizzare che sia proprio il Li il famoso “catalizzatore” (3).

          (1) http://ptps.oxfordjournals.org/content/154/251.full.pdf
          (2) http://cpmi.illinois.edu/wp-content/uploads/2011/08/2003-Allain-Coventry-Ruzic.pdf
          (3) http://www.e-catworld.com/2014/04/15/lithium-the-case-for-an-e-cat-catalyst-guest-post/

        • FermiGas ha detto:

          Ci sono molti “indizi” che fanno suppore che la spiegazione teorica che accompagnerà il prossimo TPR sia basata sui lavori di Ikegami, da qui l’interesse per l’autore.

          Speriamo, come minimo, che nella prossima teoria non cambino i segni a piacere dei ΔGr desunti dalle tabelle della termochimica nota.

        • AleD ha detto:

          @FermiGas: essendo Ikegami vivente, forse se contattato direttamente risponde anche…

  39. Giancarlo ha detto:

    @Hermano Tobia
    Ci sono molti “indizi” che fanno suppore che la spiegazione teorica che accompagnerà il prossimo TPR sia basata sui lavori di Ikegami, da qui l’interesse per l’autore.
    Mi stai dicendo che nell’hot-cat c’è un acceleratore da 50 keV? O basta che ci sia Litio liquido e l’H si schianta da solo?

    Non mi hai risposto sugli ordini di grandezza. Che cosa è che aumenta di tutti quegli ordini?

  40. Camillo Franchini ha detto:

    @Hermano Tobia

    Non mi risulta che la formazione di idruro salino sia accompagnata da alpha energetici e neutroni lenti.

    Infatti nessuno si sogna di credere che la formazione di LiH porti a formazione di alfa energetici e di neutroni lenti.

    Penso si possa convenire che è sicuramente un esperto di reazioni nucleari.

    Ci segnali una reazione nucleare di Ikegami riportata su Exfor. Bisogna essere concreti, non andare sulla fiducia come tanti hanno fatto con la coppia Focardi/Piantelli. La reazione semifredda Li/D+ è riportata una sola volta in NSR; è quella che stiamo sottoponendo a critica.

    • Hermano Tobia ha detto:

      @Camillo
      Infatti nessuno si sogna di credere che la formazione di LiH porti a formazione di alfa energetici e di neutroni lenti.

      Saranno stati gli asini che volavano nel laboratorio di Ikegami a produrli. Bravi però, visto che lo spettro è quello giusto.

      Ci segnali una reazione nucleare di Ikegami riportata su Exfor.

      Pensavo che la banca dati EXFOR/BNL la sapesse consultare meglio di me …

      Questi sono i lavori in essa catalogati dove fra gli autori c’è il H. Ikegami.

      La lista dei dataset con le reazioni nucleari ricavabili da tali articoli è un po’ lunga …

      Request type: Listing only
      Entries:34; Subentries:1337; Datasets:1236
      See found EXFOR Entries:
      1) E0780 1983 Fujiwara
      2) E0782 1981 Fujiwara
      3) E0795 1981 Ejiri
      4) E0803 1982 Hayakawa
      5) E0928 1984 Hosono
      6) E0931 1985 Fujita
      7) E0932 1984 Fujiwara
      8) E0933 1985 Fujita
      9) E1089 1985 Fujiwara
      10) E1131 1987 Fujiwara
      11) E1138 1987 Nakamura
      12) E1195 1986 Hosono
      13) E1208 1988 Fujiwara
      14) E1228 1989 Tosaki
      15) E1233 1989 Higashi
      16) E1309 1990 Nakano
      17) E1310 1990 Fujita
      18) E1351 1990 Takamatsu
      19) E1440 1982 Fujita
      20) E1441 1983 Fujiwara
      21) E1442 1989 Fujita
      22) E1446 1988 Fujita
      23) E1565 1987 Fujiwara
      24) E1686 1996 De Leo
      25) E1696 1983 Fujiwara
      26) E1713 1998 Leo
      27) E1747 2000 Sen Gupta
      28) E2076 1987 Ieiri
      29) O0051 1984 Hosono
      30) O0115 1985 Fujiwara
      31) O0201 1989 Fujita
      32) O0209 1981 Fujita
      33) O0812 1979 Ikegami
      34) P0013 1965 Sakai

      Ci avrei giurato, ecco perché affida agli altri la recensione degli articoli che trova navigando in rete.i

      La sua “recensione” è il solito compendio del perfetto pseudoscettico:

      – Denying, when only doubt has been established (Non si capisce in base a quale miracolo la sezione d’urto dovrebbe aumentare in modo così straordinario. )

      – Assuming criticism requires no burden of proof, the tendency to discredit rather than investigate: (Per quanto riguarda Ikegami, non credo che una persona che dimostra di essere così impreparata sia in grado di raccogliere dati sperimentali corretti.)

      – Making unsubstantiated counter-claims (Secondo me viene stravolto il concetto di impiantazione ionica che può avvenire solo su un solido.)

      – Counter-claims based on plausibility rather than empirical evidence (In quelle condizioni i deutoni si trasformano in deuterio che reagisce con il litio formando l’ idruro salino LiH)

      @Giancarlo
      Mi stai dicendo che nell’hot-cat c’è un acceleratore da 50 keV? O basta che ci sia Litio liquido e l’H si schianta da solo?

      Non mi sembra di aver scritto che Rossi ha replicato l’esperimento di Ikegami, ma un’altra cosa: Ci sono molti “indizi” che fanno suppore che la spiegazione teorica che accompagnerà il prossimo TPR sia basata sui lavori di Ikegami, da qui l’interesse per l’autore.

      Tali “indizi” sono descritti nel libro di Lewan.

      Quello che succede nell’esperimento (secondo Ikegami) è spiegato molto bene nell’articolo, non credo che ci sia bisogno che te lo rispieghi io.

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Hermano Tobia

        Questi sono i lavori in essa catalogati dove fra gli autori c’è il H. Ikegami.

        Si tratta di lavori fatti all’acceleratore. Gli esperimenti su reazioni nucleari ottenute in acceleratore sono circa 20000. Ikegami afferma di ottenere con buona resa la 7Li8d,n)8Be con deutoni a 30 keV. Quella reazione non è recensita, non figura in Exfor. Secondo Lei non importa?
        Quella reazione è stata studiata da:
        M.A.Hofstee,A.K.Pallone,F.E.Cecil,
        J.A.Mcneil,C.S.Galovich
        da
        Liang Qichang,Wu Zongxi,Zeng Naigong,
        Shi Zongren
        da
        G.M.Osetinskij,B.Sikora,Ja.Tyke,
        B.Fryshchin

        Ikegami non figura tra loro. Ha fatto altri lavori, certamente interessanti, ma quella reazione non c’è. Lei ha tempo e pazienza di cercare. Niente è impossibile, come direbbe Massa; noi aspettiamo.

      • Giancarlo ha detto:

        @Hermano Tobia
        Secondo te una probabilità può essere maggiore di 1?

    • FermiGas ha detto:

      Per esempio, compare come primo autore nello studio “Systematic Observation of Fine Structura of the Hole-State Analogues in Ni Isotopes” (1979) riguardante la sezione d’urto differenziale:
      28-NI-58(P,D)28-NI-57,PAR,DA .

  41. Camillo Franchini ha detto:

    @Cimpy

    non gli conferisce tutta la scienza che pretende di insegnare qui e altrove.

    Ci avrei giurato, ecco perché affida agli altri la recensione degli articoli che trova navigando in rete.
    Dopo Ikegami non si aprono altri link di HT.
    Sarebbe meglio che si informasse su come si sta comportando Luca Gamberale.

  42. Camillo Franchini ha detto:

    @Giancarlo
    I numeri di Ikegami sono sempre sorprendenti:

    Alpha particles were observed as the products of the 7Li(d,nα)4He reaction with 10^ – 24 keV deuterons

    Come avrà fatto a ottenere dei deuteroni così freddi?

    Huge enhancements in reaction rates, as much as up-to 10^48, are thereby predicted.

    Che enhancements!

    The density of these complexes (~6.5×10^11kg/m^3) is over million times as large as the solar interior density (1.6×10^5kg/m3).

    Mica male come densità.

    the intrinsic probability of nuclear fusion (=k0/ID) is very faint typically 2×10–23 for the ions at the acceleration energy of ED=10keV (E=7.8keV) and 4×10–18 at ED=20keV

    Anche moltiplicando per 10^10 o 10^15 non si ottengono grandi risultati.

    La IAEA definisce lavori di quel genere “non-conventional literature”, cioè letteratura che non fa parte della scienza generalmente accettata. HT cita diversi lavori di Ikegami riportati in quel limbo. Fuoco amico?
    Questo confronto su Ikegami dimostra che le banche dati sono attente a distinguere i vari tipi di letteraratura; Ikegami è presente quando si occupa di reazioni ottenute in acceleratore; è assente con la produzione fredda o semifredda. In sezioni dedicate le banche dati riportano anche letteratura non accettata dalla comunità scientifica. E’ la conferma che le banche dati sono affidabili.

  43. Giancarlo ha detto:

    @Hermano Tobia
    @Camillo
    Francamente ci sono almeno un paio di cose nel lavoro di Ikegami citato da HT (quello su Progress of Theoretical Physics Supplement No. 154) che mi lasciano perplesso assai in quanto violano le leggi della statistica comunemente accettata (GAS).
    La prima riguarda gli spettri energetici delle particelle alfa citati da HT (figura 1 a & b). Oltre al picco di riferimento dell’americio situato a 5,48 MeV compare il picco a (7,56+7,56) MeV dato da coppie di alfa provenienti dalla disintegrazione del 8Be. La cosa è singolare in quanto la coppia viola il principio di conservazione della quantità di moto, ma la cosa è risolta all’istante col solito miracolo: the momentum deficit after the emitted pair must be covered by the medium consisting of liquid Li atoms. Quindi il berillio si disintegra e il litio liquido, che sta da un’altra parte, rincula. E’ una descrizione immaginifica. Ma la cosa che mi perplime ancor più è il fatto che siano completamente assenti alfa singole; con buona pace della fisica statistica. Consiglio a tutti di dare un’occhiata, ogni due mesi per non scordarselo, ai prodotti di fissione dell’uranio. Ci sta tutta la tavola periodica o quasi.
    Il massimo si raggiunge però con la figura 2: la curva in alto ci fornisce la enhanced reaction rate in funzione dell’energia del deutone. Questa rate raggiunge il valore unitario nei dintorni di 100 keV tondi tondi. Ossia ogni colpo una tacca: tutti i deutoni incidenti fondono col litio. Credo che sia il record assoluto in campo nucleare dai tempi di Fermi. Nobel subito. Ma si può fare di meglio. Infatti l’autore ci informa tramite l’equazione (2.9) che tale valore è raggiunto per T=460 K, che è la temperatura di fusione del Li. Ora tale temperatura compare all’interno dell’esponenziale che fornisce (con i meccanismi evidenziati da FermiGas) l’enhancement. Basta modificare opportunamente tale temperatura (FermiGas ci dirà se in più o in meno, io sono troppo vecchio per i conti e poi sto per andare al mare) per avere una probabilità maggiore di 1. Complimenti vivissimi a Ikegami e a HT che ce lo ha proposto. In ultimo, complimenti a Mats Lewan per aver convinto Rossi a basare il suo x-cat sul lavoro di Ikegami.
    These results are in contrast to the one century retained assessment that nuclear reactions are never affected by temperature and compound in which an element occurs.
    Ben detto, pienamente d’accordo.

    • Hermano Tobia ha detto:

      @Giancarlo
      Quindi il berillio si disintegra e il litio liquido, che sta da un’altra parte, rincula. E’ una descrizione immaginifica.

      Tale dubbio lo ha espresso direttamente Ikegami nel suo lavoro. Ti sei dimenticato, però, di fornire una spiegazione più convincente della sua per gli spettri alpha che ha rilevato. Oppure anche tu se della scuola di quelli che dicono “ignora i dati che non sai spiegare” ?

      Ma la cosa che mi perplime ancor più è il fatto che siano completamente assenti alfa singole;

      Gli autori di questo (1) lavoro sulla reazione Li(d, 2a)n invece non sono rimasti affatto perplessi: a quanto pare la misura di queste emissioni viene sempre fatta a coppie.

      Observed cross sections for the ‘Li(d, 2a)n reaction, for several optimum equal-
      angle pairs for detecting alpha + alpha coincidences from sequential decay (SD) of the *Be(16.63,16.92) states, are presented in fig. 1.

      Ma si può fare di meglio. Infatti l’autore ci informa tramite l’equazione (2.9) che tale valore è raggiunto per T=460 K, che è la temperatura di fusione del Li.

      Temo che tu abbia ancora grossi problemi con l’aritmetica. L’equazione (1.5) calcola la probabilità di reazione:

      4×10−23 at Ed = 10 keV
      8×10−18 at Ed = 20 keV

      La (2.9) calcola l’enhancement di questa probabilità

      2.4×10+14 for Ed = 10 keV
      1.0×10+12 for Ed = 20 keV

      Quindi siamo ben lontani dall’unità.

      Inoltre se la T aumenta l’enhanchement diminuisce. Se T diminuisce il Litio diventa solido e non c’è nessun l’enhancement.

      Complimenti vivissimi a Ikegami e a HT che ce lo ha proposto.

      Complimenti vivissimi per la tua analisi.

      (1) http://deepblue.lib.umich.edu/bitstream/handle/2027.42/26609/0000150.pdf?sequence=1

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Giancarlo
        @Hermano Tobia

        Gli autori di questo (1) lavoro sulla reazione Li(d, 2a)n invece non sono rimasti affatto perplessi: a quanto pare la misura di queste emissioni viene sempre fatta a coppie.

        Corretto, è il decadimento di 8Be.
        A HT faccio notare che la reazione è studiata con deutoni di 3-15 MeV. Quella è l’energia necessaria per provocare la reazione. La sezione d’urto diminuisce drammaticamente con la diminuzione dell’energia di impatto.

      • Giancarlo ha detto:

        @Hermano Tobia
        Complimenti vivissimi per la tua analisi.

        Ti ringrazio per l’apprezzamento, però credo che tu non l’abbia capita molto (e in parte pure Camillo, per le ragioni che dirò), per cui te la rispiego. Fermigas invece l’ha capita e questo mi consola, non sono stato così oscuro.

        Observed cross sections for the ‘Li(d, 2a)n reaction, for several optimum equal-
        angle pairs for detecting alpha + alpha coincidences from sequential decay (SD) of the *Be(16.63,16.92) states, are presented in fig. 1.

        Premesso che gli alfa si originano sempre a coppie, i due alfa prendono strade differenti, per conservare la quantità di moto. Gli autori citati lo sanno benissimo e quindi mettono 2 (due) rivelatori e non 1 (uno) come Ikegami. Loro rivelano alfa e coppie alfa in coincidenza, lo hai scritto tu. Ikegami no: il suo rivelatore è 1 (uno) e rivela solo coppie unidirezionali. E questo per me è prodigioso. Inoltre, la sua formula 1.1 attribuisce tutti i 15,12 MeV alle coppie di alfa e come tali li rileva. Invece, la differenza di massa tra 8Be e 2 x alfa è di soli 91 keV per cui non si capisce chi lo autorizzi a farlo.
        Quindi la mia spiegazione dello spettro è questa: è finto. Ma quel povero neutrone, ogni tanto, un po’ di energia la porta pure lui via o è proprio sfigato?

        Temo che tu abbia ancora grossi problemi con l’aritmetica. L’equazione (1.5) calcola la probabilità di reazione:……Quindi siamo ben lontani dall’unità.
        Siccome sono pienamente conscio delle mie limitazioni in aritmetica preferisco guardare le figure. Dovresti farlo anche tu con più attenzione. E la figura 2 (due) mi dice che a 100 keV la reaction rate è unitaria. Questo è già un miracolo che potrebbe essere confermato da Ikegami stesso facendo la misura a 100 keV. Oppure concordi con me che pure la figura 2 è inventata?

        Buona Pasqua Hermano.

        @Camillo
        La mia argomentazione riguardava la quantità di moto delle alfa, non il fatto che siano emesse sempre a coppie, cosa sulla quale non ho dubbi. Che ogni coppia vada via in modo unidirezionale è un oltraggio ai padri fondatori della fisica statistica.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Giancarlo

          Che ogni coppia vada via in modo unidirezionale è un oltraggio ai padri fondatori della fisica statistica.

          … e anche al principio della conservazione della quantità di moto.
          A quale articolo fate riferimento tu e FermiGas?
          Credo che leggiamo due articoli diversi. Mi piacerebbe sintonizzarmi con voi.

        • laptopdicartone ha detto:

          @giancarlo

          mi sa che le cose sono un po’ piu` complicate. La presunta reazione procede attraverso uno stato intermedio a lunga vita, il berillio 8. Con lunga intendo rispetto alla scala temporale della reazione. Per questo motivo bisogna fare i conti con berillio 8 e neutrone come stato finale. Se non li ho sbagliati, con 100 keV risulta che, nel sistema di riferimento del litio, grossomodo coincidente con quello del laboratorio, ciascuno dei due stati finali si porta via approssimativamente 158 MeV di momento. Solo successivamente il berillio 8 boostato decade in due alfa. Siccome la differenza di massa e` piccola, come osservi, nel centro di massa del berillio 8 i momenti, opposti, dei due alfa saranno piu` piccoli, sui 18 MeV se non ho sbagliato i conti. Lavorando nell’approssimazione non relativistica per semplicita` ottengo dunque che nel caso piu` sfavorevole, quello nel quale i due alfa sono ortogonali al momento iniziale del berillio, la loro separazione angolare e` di circa 24º. Quindi un solo rilevatore potrebbe non essere insensato, ma servirebbe l’opinione di uno sperimentale. Cosa ne pensate? (e non fidatevi dei miei conti, sono di corsissima)

        • Giancarlo ha detto:

          @Camillo
          Questo che segue: le figure sono davvero uno spettacolo, guardale bene. Calcolati i barn a 100 keV: è record mondiale, per quanto ne so.
          http://ptps.oxfordjournals.org/content/154/251.full.pdf

    • FermiGas ha detto:

      Giancarlo ha detto:
      la figura 2: la curva in alto ci fornisce la enhanced reaction rate in funzione dell’energia del deutone. Questa rate raggiunge il valore unitario nei dintorni di 100 keV tondi tondi.

      Faccio notare che, per chi ha tempo da perdere e disdegna le quisquilie teoriche, con un fusor appena un po’ modificato può verificare nel suo garage di casa il guadagno energetico di 260 dichiarato nell’articolo. Un fusor da 100 kV, un saldatore a stagno e del litio penso che siano alla portata di molti. Ecco, dunque, che con 10 W ne otterrò ben 2600 facilmente accertabili! Chi vuole prodigarsi…

      • Camillo Franchini ha detto:

        @FermiGas

        Questa rate raggiunge il valore unitario nei dintorni di 100 keV tondi tondi.

        A meno di ritenere audacemente che c’è differenza di comportamento nucleare tra litio cristallino e litio fuso, la sezione d’urto della reazione che stiamo studiando è nota.
        Nel lavoro riportato dal NSR non viene riportata alcuna sezione d’urto. Ikegami afferma di avere ottenuto certi risultati, ma mancano dati sulla sezione d’urto. Senza altre informazioni, le alfa esibite bombardando il litio con energie di 20-30 keV sono solo un asino che vola, buono per i creduloni. Si può scrivere quello che si vuole, si trova sempre qualcuno che ci crede.
        X4R13950_x4

      • Luca ha detto:

        >si trova sempre qualcuno che ci crede.
        Il peggio è che questo qualcuno insiste fino allo sfinimento nonostante gli si dimostri, calcolatrice alla mano, che l’asino non si solleva neanche a morire da terra, a meno di portarlo da Passerini ed attaccarlo ad un paracadute da spiaggia. http://22passi.blogspot.it/2014/03/schizoscientificita-acuta.html?m=1
        Secondo me dovrebbe andare a far compagnia a quell’altro M*, che sta riempiendo allo sfinimento un forum di wannabe della finanza e grillini d’assalto. Costui posta in continuazione links che nessuno capisce ma che applaudono comunque perchè sanno pieni di promesse di free-energy.
        http://www.cobraf.com/forum/topic.php?reply_id=123551037#123551037
        A calmierare gli animi però c’è un tizio, N*, dicono sia un filosofo/matematico, che ciclicamente salta di quà e di la della barricata, usando alternativamente bastone e carota.

        • Sacha ha detto:

          @Luca
          Recentemente pare che il filosofo/matematico sia saltato al di là della barricata:

          http://www.cobraf.com/forum/PostPrintView.php?postid=123551083&type=p

          Gli asini che volano in genere trovano sostenitori soltanto negli emarginati/frustrati che nella vita si affidano a utopie senza fondamenti. Adesso In fisica le vere scoperte si fanno soltanto in laboratori internazionali ben finanziati in cui si applica un rigoroso metodo scientifico, non certo in cantine polverose dove ricercatori improvvisati inseguono chimere impossibili.
          Basterebbe il buon senso per evitare delle vere e proprie figuracce.

      • FermiGas ha detto:

        Camillo Franchini ha detto (18 aprile 2014 alle 7:57 pm):
        Ikegami afferma di avere ottenuto certi risultati, ma mancano dati sulla sezione d’urto.

        È vero, mancano le misure sulla sezione d’urto. D’altro canto, se Ikegami afferma che – nel Li(l) con energie di 100 keV e su spessore di ~100 μm – ad ogni particella incidente corrisponde una reazione di fusione, allora vuol dire che la sezione d’urto media dovrà essere non meno di 2300 b.
        Quando vedrò un lavoro a firma “Ikegami” accettato dalla comunità scientifica che mi fa vedere i 2300 b medi a 100 keV, allora ne prenderò atto. Adesso sono solo speculazioni.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @FermiGas

          Quando vedrò un lavoro a firma “Ikegami” accettato dalla comunità scientifica che mi fa vedere i 2300 b medi a 100 keV, allora ne prenderò atto. Adesso sono solo speculazioni.

          Questo atteggiamento dovrebbe essere assunto per ogni lavoro presentato dai ff. Finché una reazione fredda non viene accolta in Exfor deve essere considerata pura speculazione. Per adesso le alfa sprigionate da litio fuso colpito da deutoni semifreddi sono asini che volano. Purtroppo gli esperimenti possono essere descritti anche se non sono mai stati fatti. Questo vale non solo per Ikegami.

        • FermiGas ha detto:

          Nell’articolo
          http://ptps.oxfordjournals.org/content/154/251.full.pdf
          si parla di spessori dell’ordine di pochi centesimi di μm, che però distrattamente ho letto “centinaia”. Chiedo scusa per la svista.
          Quindi aggiorno la stima della sezione d’urto che Ikegami dovrebbe misurare affinché, a 100 keV e per 5 centesimi di μm di spessore, i deutoni abbiano probabilità del 100% di dar luogo a una fusione: si tratta di
          4 500 000 b .
          Niente male!

    • FermiGas ha detto:

      Hermano Tobia ha detto (18 aprile 2014 alle 5:46 pm):
      Quindi siamo ben lontani dall’unità.

      Hermano, hai guardato il grafico in fig. 2 ? Quando Ed vale 100 keV mi pare di vedere
      log P = 0
      da cui P = 10^0 = 1 .
      O sbagliamo?
      Inoltre gli autori scrivono
      the intrinsic energy gain defined by the ratio of energy release to acceleration energy is about 260 for deuterons of 100 keV energy where fusion probability would be close to 100% as seen in Fig. 2.
      ——
      Se T diminuisce il Litio diventa solido e non c’è nessun enhancement.

      Volendo si può giocare con la pressione per cambiare un po’ le temperature di fusione…

  44. Camillo Franchini ha detto:

    Nell’articolo:
    Ikegami, Watanabe
    The third fire observed in the D2 – 2 Li Molecular Chemonuclear Fusion
    viene proposta la reazione
    D + 2 Li
    Si confonde il formalismo di un’equazione chimica con quello di una reazione nucleare.
    In un’equazione chimica viene rappresentato il bilancio di massa; in una reazione nucleare vengono rappresentate le particelle che collidono, che possono essere solo due. Gli AA credono bene di mischiare i due tipi di reazione.
    Reazione chimica:
    2 Li + D2 —> 2 LiD
    Reazione nucleare, riportata in Exfor:
    7Li(D,n)8Be
    La reazione di Ikegami e Watanabe è un centauro mezzo chimico mezzo nucleare.
    Gli AA sono inoltre convinti che la sezione d’urto di una reazione nucleare possa essere calcolata, mentre è un dato esclusivamente sperimentale.
    cross section
    Nessuna meraviglia se alla IAEA l’articolo viene sistemato tra la “non-conventional literature”.
    I ff non fanno caso a questi dettagli, perché si considerano dei perseguitati dalla scienza accademica e in ogni caso possono sempre comparire negli atti dei vari ICCF.
    Il lavoro è stato segnalato da HT.
    http://www.iaea.org/inis/collection/NCLCollectionStore/_Public/38/053/38053344.pdf

    • AleD ha detto:


      Nessuna meraviglia se alla IAEA l’articolo viene sistemato tra la “non-conventional literature”.

      Ok, ma questo non significa che trattasi automaticamente di “spazzatura”, visto che gli autori non sono esattamente di primo pelo.
      Comunque lo segnalo anche a lei come fatto ad altri, visto che gli autori sono viventi potrebbe essere utile riportare direttamente a loro certe riflessioni per sentire la risposta, poi se a priori uno ritiene la risposta comunque inutile perchè trattasi di “spazzatura” allora questo è un altro discorso ancora.

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Aled

        Ok, ma questo non significa che trattasi automaticamente di “spazzatura”, visto che gli autori non sono esattamente di primo pelo.

        Anche qua pochi sono di primo pelo, mi pare. Aggiungo “purtroppo”.
        La peer review serve per evitare di dover leggere tutto quello che si scrive su un argomento. Bockris era un elettrochimico stimato, ma si è beccato un IgNobel in chimica nucleare.
        La chimica non è come la filosofia dove i collegamenti tra le varie materie non sono stretti. La chimica è una scienza incrementale che costringe a confrontare ipotesi nuove con quello che è già dato per acquisito. E’ il solo modo di procedere che conosco. Lei è nuovo di qui, ma dalla prima volta che mi sono occupato di Rossi su richiesta del CICAP ho richiamato l’attenzione sull’importanza delle banche dati nucleari. Fino a pochi anni esistevano solo su carta, si chiamavano NSA e CA; si passavano ore a ricavare titoli di articoli interessanti, poi a richiederli per posta. Avevamo cartoline prestampate con il logo dell’Istituto. Lo scopo era di evitare di riscoprire l’acqua calda. La qualità degli articoli era variabile, ma anche la nostra produzione era di qualità variabile.
        Scrivere direttamente a Ikegami è tempo perso, dal momento che è disponibile una quantità di suo materiale scritto.
        Il lavoro che stiamo facendo resta utile, perché si fanno considerazioni rigorosamente scientifiche, in base a quello che ognuno di noi sa.
        Se poi qualcuno crede che Ikegami abbia scoperto “the third fire”, si accomodi, non subirà una fatwa.
        Personalmente mi importa solo che Celani non sia lasciato replicare l’esperimento di Ikegami, cosa che in condizioni ordinarie farebbe subito, impiegandoci due anni a spese del contribuente.
        C’è posto per Ikegami e per i suoi critici; meglio che risolvere sciarade.

    • Giustino ha detto:

      Comunque lo segnalo anche a lei come fatto ad altri, visto che gli autori sono viventi potrebbe essere utile riportare direttamente a loro certe riflessioni per sentire la risposta, poi se a priori uno ritiene la risposta comunque inutile perchè trattasi di “spazzatura” allora questo è un altro discorso ancora.
      Qui sta il problema. Buona parte di questi autori non amano affatto esere contraddetti e che si trovino dei pasticci nei loro lavori. Camillo credo ne sappia qualcosa, leggasi confronti con Srivastava che quasi gli salta al collo 🙂
      Quando sono gentili rispondono supercazzolando, quando lo sono un po’ meno ignorano le comunicazioni, un pochino meno ancora ti addentano i polpacci.
      Questi lavori hanno grande successo invece ai vari ICCF dove fra un po’ non avranno più nemmeno bisogno di esporli. Basterà nominare il titolo, o addirittura il numero e giù la platea in scrosci di applausi. Tipo la barzelletta dove i matti scoppiavano a ridere quando sentivano un numero – avevano numerato le barzellette visto che erano sempre le stesse. Magari le mogli ai congressi si annoiano un pochino ma basta scegliere ogni volta una invitante location accompagnata da fine-dinners e si accontentano pure loro.

      • AleD ha detto:

        Io non farei discorsi troppo generici, se qualcuno ha già scritto per esporre i suoi dubbi a Ikegami e ha ricevuto risposte di quel tono, basterebbe dirlo, andrebbe tutto a svantaggio della “scienza di confine” o “pseudo scienza” come la si voglia chiamare.
        Essendo completamente fuori dal campo, trovo singolare che escano scivoloni su chimica/fisica da scuola superiore da persone di immagino professionisti, quindi troverei naturale andare a chiedere spiegazioni direttamente alla fonte, quando possibile. E in questo caso specifico mi pare che sia possibile.
        Poi se non c’è la voglia, per carità, ovviamente nessun problema, ma è un peccato.

        • AleD ha detto:

          Vabbeh, scusate per la forma e gli errori, ma sono concentrato sulla lista della spesa visto che per questa pasqua ho deciso di fare il cuoco alternativo, dato il tempo triste rompo gli schemi e a pranzo in famiglia si mangerà frico & polenta con abbondante morellino di scansano…

        • Giustino ha detto:

          Non volevo far discorsi generici, ma riportare patterns gia visti numerose volte. Comunque non è un problema nemmeno per il sottoscritto.
          per questa pasqua ho deciso di fare il cuoco
          Complimenti. Pure il sottoscritto, anche se nella vita fa tutt’altro, ha una passione per i fornelli che si trascina ormai da molti decenni. Cucinare, per chi non è costretto a farlo di professione, come il giardinaggio e l’orticoltura è una delle cose più rilassanti e appaganti che ci siano. Scusate l’OT culinario.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @AleD
          Ognuno può pensarla come vuole, ma io continuo a prendere come riferimento il DoE che nel 2004 si è fatto selezionare otto articoli ff considerati significativi e li ha affidati a 18 periti. Chiuso. I periti sono rimasti anonimi e non si sono certo sognati di cercare un supplemento di informazione. Se gli articoli erano inadeguati, ciccia. Significativamente nelle conclusioni si sono raccomandati di ricorrere alla peer review.
          Ikegami ha prodotto materiale convenzionale recensito e materiale ff archiviato in INIS. Uno si trova nel NSR. Noi passiamo il tempo a occuparci del materiale non recensito prodotto da Ikegami. Tempo perso, perché ripetiamo il lavoro già svolto da altri. Ma tant’è… HT è di casa. Speriamo che trovi qualcosa di interessante, per adesso il third fire è relegato nell’empireo.
          Auguri al cuoco. Io sono un grande mangiatore di polenta, un polentone.
          Mia moglie e io produrremo lasagne bolognesi da mangiare con i nipoti.

        • FermiGas ha detto:

          AleD ha detto (19 aprile 2014 alle 11:21 am):
          Essendo completamente fuori dal campo, trovo singolare che escano scivoloni su chimica/fisica da scuola superiore da persone di immagino professionisti

          Ecco, vuol dire che sei proprio nuovo del campo. La FF ci ha abituato a questo tipo di errori. Tu, ancora ti stupisci. Io non più, da un pezzo.

  45. Camillo Franchini ha detto:

    @AleD

    frico & polenta

    Qual è il formaggio più adatto?

    • AleD ha detto:

      Io uso il montasio sui 3 mesi, se è di malga ancora meglio perché ha un sapore ancora più deciso e corposo.

    • Hermano Tobia ha detto:

      @AleD
      Setu furlan ancje tu ?

      @FermiGas
      4500000 barn
      Notevole, simile alla cross section di assorbimento neutronico da parte del 135Xe.

      @Camillo
      Qual’è il formaggio più adatto [per fare il frico] ?

      Beh qui entriamo in un campo dove ho una certa competenza (sicuramente superiore a quella che ho sulle reazioni nucleari) …

      Il formaggio di eccellenza è il montasio, 3 o 6 mesi, oppure il latteria. Sono prodotti tipici friulani quindi non so se si trovano in altre regioni. Io personalmente preferisco il frico con le patate, croccante fuori e morbido dentro. Come ogni piatto tipico, per apprezzarlo bisogna mangiarlo in zona, e nella giusta osteria con cucina.

      @Giancarlo
      Come avevo cercato di spiegarti io (maldestramente), laptopdicartone (in maniera molto più approfondita) e lo stesso Ikegami (bastava leggere gli altri suoi lavori), sparare a zero su argomenti che si conoscono poco può portare a fare figuracce ( non che io mi senta immune da questo “pericolo”, mal comune mezzo gaudio … )

      Tanti auguri anche a te ed a tutti i partecipanti al blog.

      • AleD ha detto:

        @Hermano;
        “Setu furlan ancje tu ?”
        🙂 Un miech
        Mio padre era della carnia, hai presente Paularo?
        Sono nato e cresciuto in veneto però con la nonna in casa che parlava solo il dialetto carnico e con le girate estive in carnia, il dialetto lo capisco ancora abbastanza.
        Anche io faccio il frico con le patate ma con solo un pelo di crosticina, sottile sottile, ma questo è solo la metà del piacere, l’altra metà è la polenta gialla intrisa del sugo che esce dal frico! Anzi, rettifico, sono 1/3 e 1/3, l’altro terzo è il rosso che si beve assieme… 🙂
        E il clima di domani è proprio adatto a questo genere di pranzo.

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Hermano Tobia

        Notevole, simile alla cross section di assorbimento neutronico da parte del 135Xe.

        Nei testi di scuola le reazioni (n,gamma) sono studiate a parte, perché i neutroni non conoscono la barriera coulombiana.
        Le sezioni d’urto delle reazioni nucleari provocate in acceleratore con proiettili carichi sono più basse di molti ordini di grandezza. Quindi la meraviglia di FermiGas è più che giustificata. Ha fatto dei calcoli davvero pregevoli.

      • FermiGas ha detto:

        Hermano Tobia ha detto (19 aprile 2014 alle 10:40 pm):
        Notevole, simile alla cross section di assorbimento neutronico da parte del 135Xe.

        Con la differenza che non abbiamo a che fare coll’assorbimento dei neutroni termici. Per questo mi sembrano numeri favolosi.

        Auguri a tutti quanti!

        • Camillo Franchini ha detto:

          @FermiGas

          Per questo mi sembrano numeri favolosi.

          Talmente favolosi che non mi sogno proprio di crederci. Basta confrontare con altre reazioni nucleari.
          Ricordo che la Li + D è una delle reazioni che vengono utilizzate per produrre neutroni. Era correntemente utilizzata già negli anni ’50, insieme alla DD e alla DT. E’ una reazione notissima, difficile che Ikegami possa aggiungere informazioni nuove.
          Immaginare che l’andamento di una reazione nucleare sia condizionata dallo stato fisico del bersaglio è pura follia. Non serve nemmeno avere conoscenze specifiche per capirlo.

        • FermiGas ha detto:

          Basta confrontare con altre reazioni nucleari.

          Basti pensare che la più “semplice” delle fusioni, la D+T, ha una sezione d’urto massima di 5 b, ed è ancora tecnologicamente così problematica… Coi milioni di barn dovrebbe esser tutto più semplice, magari perfino produrre energia netta con un fusor (modificato) giù in cantina!
          Invece, dopo 10 anni dall’articolo, ancora si aspetta la produzione di un grafico che raccolga le misure di sezione d’urto.

  46. Camillo Franchini ha detto:

    @Giustino

    Cucinare, per chi non è costretto a farlo di professione, come il giardinaggio e l’orticoltura è una delle cose più rilassanti e appaganti che ci siano.

    Più o meno come occuparsi di ff recuperando vecchie esperienze e vecchi studi.
    Mia moglie e io curiamo un’acetaia di aceto balsamico che ci procura grandi soddisfazioni. Ne abbiamo installato una anche al Palazzino di Bibbona. Andateci, Carla e Maurizio vi accoglierannno bene. Assaggiate l’aceto, vedrete come si presenta l’aceto artigiano.
    01_b
    Scusate l’OT

  47. Camillo Franchini ha detto:

    @Laptopdicartone

    Con lunga intendo rispetto alla scala temporale della reazione.

    La vita media di 8Be è 6,7.10^-17 s.
    Scala temporale della reazione: è assurdo studiarne la cinetica con l’equazione di Arrhenius o di Eyring. E’ un argomento su cui si deve tornare.

  48. Camillo Franchini ha detto:

    @FermiGas

    Invece, dopo 10 anni dall’articolo, ancora si aspetta la produzione di un grafico che raccolga le misure di sezione d’urto.

    Il cliché è sempre lo stesso, annunciano scoperte da premio Nobel immediato, vai a controllare e trovi che il lavoro non è recensito, nessuno si è sognato di confermare la scoperta; l’umanità non si è avvalsa del “Third Fire”. Mi sono convinto che essere Giapponesi non aiuta. Tocca sempre a loro fare eccezionali scoperte nucleari?
    La faccenda delle sezioni d’urto sbalorditive ma mai riportate in grafico dovrebbe insegnare.
    Per quello che ricordo la reazione nucleare a più bassa energia è la DT, che ha questa sezione d’urto:
    X4R15025_x4

  49. gabrichan ha detto:

    Buona S. Pasqua a tutti, nella speranza siano tutti più buoni 🙂

  50. Camillo Franchini ha detto:

    Buona Pasqua a tutti.
    La giornata è splendida, la temperatura giusta.
    Buon appetito!

  51. Giancarlo ha detto:

    Buona Pasqua a tutti.
    Giancarlo

  52. Giancarlo ha detto:

    @Hermano Tobia
    Come avevo cercato di spiegarti io (maldestramente), laptopdicartone (in maniera molto più approfondita) e lo stesso Ikegami (bastava leggere gli altri suoi lavori), sparare a zero su argomenti che si conoscono poco può portare a fare figuracce

    Sul lavoro di Ikegami ho detto due cose
    1) Che una reaction rate del 100% per quel tipo di proiettile è assolutamente priva di ogni fondamento scientifico, sarebbe un record mondiale
    2) Che lo spettro che riporta solo alfa in coincidenza non è possibile alla luce della dinamica newtoniana e che quindi è un parto della fantasia (aka finto).
    Mi diresti qual è la figuraccia?

    Sul primo punto mi hai accusato di non conoscere l’aritmetica per cui sono costretto a riportare le parole di Ikegami stesso in conclusione del suo articolo:
    This implies that the intrinsic energy gain defined … is about 260 for deuterons of 100 keV energy where fusion probability would be close to 100% as seen in Fig. 2
    Negherai ancora l’evidenza con qualche arrampicata come sei solito fare? Oppure dobbiamo credere al 100% acriticamente? Perché stiamo a perdere tempo con Rossi e Celani, allora?

    Sul secondo punto citi laptopdicartone, che dimostrerebbe che lo spettro è reale. In realtà lui dice un’altra cosa che tu non sei stato in grado di apprezzare. Lui dice che un rivelatore che sul piano abbia una apertura numerica di 24° sarebbe in grado di vedere le coincidenze di particelle alfa che però non sono unidirezionali. Peccato che il rivelatore di Ikegami sia positioned at the angle thetalab=115° with the effective acceptance angle of 0.06 % of 4pi steradian e che quindi i 24° non siano rispettati.
    Se avessi letto meglio laptop ti saresti accorto che non condivide molto l’idea di Ikegami che il deuterio colpisca il litio, lo tramuti in Be e che un neutrone parta conservando il momento e l’energia del deutone mentre il Be rimane immobile. Prova anche tu a scrivere le equazioni newtoniane per la conservazione dell’energia e del momento considerando quello che dice Ikegami: En=2Ed=20-60 keV & Here momenta of deuterons and neutrons are matched and Be8 nuclei are formed in rest. Ci diresti a che velocità si allontana il neutrone per conservare energia e momento? L’altra cosa che non capisco è dove finiscono i 15 MeV tra il momento dell’impatto e quello del decadimento del Be: sono sospesi nel limbo e ricompaiono come per incanto dopo il tempo enorme che il Be impega per decadere? Ossia un Be fermo decade e invece di conferire agli alfa 91 keV gli conferisce 15 MeV? E’ questo che dice Ikegami? Siccome prima che lo raccontasse laptop avevo simulato la reazione ti regalo lo screenshot [1]. Potrai vedere che nel caso del litio solido sia i neutroni sia gli alfa possono portarsi via tutte le energie comprese tra 0 e 15 MeV, per cui lo spettro di Ikegami appare un po’ troppo perfetto. A 115° poi la situazione è un po’ più critica per gli alfa. A meno che nel litio liquido la meccanica newtoniana non valga più. Però occorrerebbe dimostrarlo e sarebbe un risultato degno di nota (atteggiamento scettico e non pseudo-scettico).

    Alta cosa da considerare è l’altro ramo della reazione, quello il cui prodotto intermedio è 5He. Ne vogliamo parlare o la sua sparizione è imputabile al solito miracolo freddofusionista?

    Poi un’ultima perla: alla fine del primo capoverso a pagina 1 § 1 Ikegami ci informa che il deficit di momento è coperto dagli atomi liquidi di litio. Ci rimanda alla ref. [4] che ci dice che il tutto verrà spiegato al §2 del lavoro che stiamo leggendo. Ansiosi andiamo al §2 e subito all’inizio leggiamo che This indicates that recoil momenta of alfa-particles are sustained coherently by bulk liquid atoms[8]. Non rimane che leggere la ref. [8]: H.Ikegami et al. §1 of this paper. Siamo alle comiche.

    [1] https://dl.dropboxusercontent.com/u/66642475/Screenshot%202014-04-21%2009.58.06.png

    • gabrichan ha detto:

      Scusate una domanda, forse sciocca, mail litio liquido è più denso di quello solido?
      ho provato a cercarlo ma non lo ho trovato come valore.
      Se il materiale è più denso, a logica, non è ha un valore più alto la sezione d’urto?

      • gabrichan ha detto:

        Anche all’ENEA ci stanno lavorando con il litio liquido per contenere il plasma.

        • Cimpy ha detto:

          Tanto per buttarla [i]sul calcio[/i]

          A me piace il TOKAMAK, ha uina forma molto avvenirisitica ancora oggi. Invece il pentolone di Rossi, la caldaietta della DFK, i tubi di Celani – per citarne solo alcuni- sono ben bruttarelli….

          GC, meti che all’ENEA, via confinamento magnetico ci arrivassero, a fondere come si deve degli atomi in un Tokamak. Diresti che Rossi ha fatto la stessa cosa nel suo salamotto avvolto in stagnola? L’E Cat sarebbe all’improvviso una cosa seria? E pensa che non ci sono arrivati nemmeno lì, figurati nel garage di Piantelli…

          E comunque il rigore c’era. Era fuorigioco, ma il rigore c’era. Tanto per non andare fuori tema.

        • Cimpy ha detto:

          a me piace questa intervista che fa capire bene quali problemi ci sono e quanto farlocche siano state le demo di Rossi. Nota che qui si raggiungono i milioni di gradi e alla fine si spende più di quel che si guadagna. Invece Rossi fonde a 100 gradi, come la mia vaporella, e guadagna tantissimo. Almeno in case.

    • Hermano Tobia ha detto:

      @Giancarlo
      Sul lavoro di Ikegami ho detto due cose

      Sei il solito modesto. Come dimenticare la perla più preziosa, quella iniziale:

      Secondo te una probabilità può essere maggiore di 1? …
      Basta modificare opportunamente tale temperatura (FermiGas ci dirà se in più o in meno, io sono troppo vecchio per i conti e poi sto per andare al mare) per avere una probabilità maggiore di 1.

      Non serve scomodare FermiGas, te lo dico io: se la temperatura diminuisce, la probabilità aumenta. Peccato se la temperatura diminuisce si sia anche lo spiacevole inconveniente che il Litio solidifica, cosa che annulla completamente il fenomeno.

      Che una reaction rate del 100% per quel tipo di proiettile è assolutamente priva di ogni fondamento scientifico, sarebbe un record mondiale … Negherai ancora l’evidenza con qualche arrampicata come sei solito fare

      Non servono arrampicate sugli specchi, basta leggere l’articolo. Se avessi meditato maggiormente sulla formula di cui sopra, avresti apprezzato il fatto che, dal momento che l’innalzamento della temperatura abbatte la velocità di reazione, fasci troppo energetici e/o intensi (che producono riscaldamento locale) ed in generale un innalzamento della temperatura del Li (quale si avrebbe in presenza di un enhancement molto elevato) abbatterebbero anch’esse l’enhancement stesso. Lo dice Ikegami stesso:

      Faint beam density operation was found to be useful to avoid the local temperature rise of the Li metal surface due to the non-linear thermal effect.1) For instance, a temperature rise of 190 C above the melting point of Li metal results in a quenching of the enhancement as much as a factor of 10−4 as seen in Eq. (1.6)

      Pertanto mi sembra implicito che probabilità del 100% sia solo teorica.

      Che lo spettro che riporta solo alfa in coincidenza non è possibile alla luce della dinamica newtoniana e che quindi è un parto della fantasia (aka finto).

      Orpo! Una patacca tira l’altra. Approfondiamo:

      L’altra cosa che non capisco è dove finiscono i 15 MeV tra il momento dell’impatto e quello del decadimento del Be: sono sospesi nel limbo e ricompaiono come per incanto dopo il tempo enorme che il Be impega per decadere? Ossia un Be fermo decade e invece di conferire agli alfa 91 keV gli conferisce 15 MeV? E’ questo che dice Ikegami?

      Era buono il vino dei Castelli ? Forse se ti fossi documentato un minimo sulla reazione di cui si parla (e magari sugli stati eccitati del 8Be ad essa conseguenti, noti fin dagli anni 50, (2)), avresti evitato questa ulteriore perla.

      Già Ikegami ti dava un indizio, bastava cercarlo (1):

      The initial and final momenta of the reaction are matched naturally for deuterons of buffer energy (Ed 50 keV) due to the maximum reaction yield at the momentum matching and the fairly large non-resonant (d,n) reaction cross-section around the buffer energy which corresponds to the 15 MeV excited levels of 8 Be.

      Quindi il momento di d se lo prende n ed i 15 MeV (il difetto di massa tra 7Li,d e 8Be,n) vanno ad eccitare l’8Be il quale poi decade in 2 alpha. Per la precisione sono 15,03 se aggiungiamo anche i 91 keV fra 8Be e i due alpha, otteniamo 15,12 MeV, proprio il numero “magico” di Ikegami.

      Prova anche tu a scrivere le equazioni newtoniane

      Ti faccio presente che i nuclei che si fondono non si comportano come le bocce del biliardo.

      Lui dice che un rivelatore che sul piano abbia una apertura numerica di 24° sarebbe in grado di vedere le coincidenze di particelle alfa che però non sono unidirezionali.

      Mi sembra che tu non abbia letto il lavoro che stai commentando. Ikegami scrive:

      This observation indicates that the broad peak is actually a sum peak of unidirectionally emitted α-particle pairs and the momentum deficit after the emitted pair must be covered by the medium consisting of liquid Li atoms.

      Ed ancora:
      This is puzzling result and indicates that there must be a macroscopic scalecorrelation at play; in some way the recoil momentum is absorbed by bulk liquid Li atoms

      Ovvero: Ikegami osserva un risultato “strano”, ovvero i picchi sovrapposti (esperimento) e cerca di dare una spiegazione (teoria) che rispetti i principi di conservazione, come spiega in quest’altro lavoro (1) che è tra la bibliografia dell’articolo citato.

      Except this explanation based on the energy conservation law, we can not find any other comprehensible dynamics to interpret this phenomenon.

      E’ così che si procede: un risultato sperimentale “strano”, invece di venire ignorato, viene inquadrato nella teoria più “conservatrice” possibile. Se quello spettro se lo fosse inventato ( come risibilmente hai ipotizzato tu ), perchè lo avrebbe fatto così strano ?

      Inoltre:
      In some Li liquids contaminated by artificial mixture of non-metallic materials or by some chemicals accumulated during experiments such as LiD, the broad peak appeared at the energy of 7.56 MeV and shifted gradually towards the zero energy.

      Quindi ha visto anche spettri di particelle singole, riportati sempre in (1).

      Siccome prima che lo raccontasse laptop avevo simulato la reazione ti regalo lo screenshot … Potrai vedere che nel caso del litio solido sia i neutroni sia gli alfa possono portarsi via tutte le energie comprese tra 0 e 15 MeV

      Già, peccato che nel mezzo della reazione ci sia quel cattivone di 8Be .. alla luce di questo, stenderei un velo pietoso su quella simulazione.

      Siamo alle comiche.

      Può essere. Temo che però il capo comico non sia Ikegami.

      (1) http://www.diva-portal.org/smash/get/diva2:52651/FULLTEXT01.pdf
      (2) http://adsabs.harvard.edu/full/1958AuJPh..11..502S

      • Cimpy ha detto:

        Non c’è niente da fare: il Prof HT (emerito anche lui?) la sa più lunga di tutti e si può permettere di dare dei “perlisti” a tutti quelli che non vogliono capire la sua lezione. Perché Rossi fonde – come fanno pure Piantelli, Celani, Cardone, Carpinteri e tutti gli amici del sol levante -, purché sulla carta o, al limite, in bollitori ben lontani dagli strumenti di misura degli scettici. E presto una nuova certificazione (bollata, si capisce) lo dirà chiaro e tondo: i gatti fondono, parola di professori, terze parti di cugini di secondo grado. E di HT…

      • Giancarlo ha detto:

        @Hermano Tobia
        Era buono il vino dei Castelli ?
        Ero a Terracina e lì bevo moscato di Terracina Oppidum, buono ma non paragonabile ai vini della tua terra, dei quali sembri aver sorbito una dose eccessiva. Scusami se ti rispondo su un tema per volta, ma purtroppo sono in ufficio e dobbiamo consegnare una stazione importante entro il 30.

        Parto ovviamente dalla più facile.

        Non servono arrampicate sugli specchi, basta leggere l’articolo. Se avessi meditato maggiormente sulla formula di cui sopra, avresti apprezzato il fatto che, dal momento che l’innalzamento della temperatura abbatte la velocità di reazione, fasci troppo energetici e/o intensi (che producono riscaldamento locale) ed in generale un innalzamento della temperatura del Li (quale si avrebbe in presenza di un enhancement molto elevato) abbatterebbero anch’esse l’enhancement stesso.

        Stai, ahimé, confondendo l’intensità, l’energia e la probabilità (reaction rate). Io mi limiterei a impiantare un deutone da 100 keV ogni 6 anni; ogni deutone produce (al 100%) ogni 6 anni un atomo di Be8. Non c’entra nulla quanti ne mando al secondo e il fatto che il Litio si riscaldi; questa è una tua invenzione; non lo dice neppure Ikegami che invece sta parlando del fatto che la reazione ha una uscita in potenza limitata. Reaction rate del 100%, per questo tipo di proiettili non si sono mai viste: saremmo un bel pezzo avanti anche con il nucleare classico, se fosse così. Tu continui a credere possibile che ogni deutone, purché spaziato temporalmente da non produrre riscaldamento colpisca con efficacia del 100% il litio fuso? Aspetta che svanisca l’effetto della sbornia prima di rispondere.

        Mentre io preparo la risposta agli altri commenti, tu cerca di rispondere sull’assenza del canale 5He, su cui hai glissato alla grande (anche questo è noto dagli anni ’50, anche nei lavori che hai consigliato tu). E sul fatto che il neutrone non si prende solo il momento del deutone, per cui raddoppia la sua velocità avendo metà massa, ma si deve prendere anche un po’ di energia dalla reazione perché altrimenti non torna l’energia cinetica che invece raddoppia (a 30 keV del deutone corrispondono 60 keV del neutrone).

  53. Pingback: Basta un mixer – Ocasapiens - Blog - Repubblica.it

  54. Camillo Franchini ha detto:

    @Tutti
    Ho notato che Ikegami interessa ancora Hermano Tobia, mi sembra pertanto giusto dedicargli qualche post. Ikegami rappresenta bene il ff che ha ambizioni anche teoriche. Nel suo genere è un soggetto interessante.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...