Sveva&Alberto

Il 24 febbraio scorso il Prof. Alberto Carpinteri del PoliTO ha trovato ospitalità presso la generalmente apprezzabile trasmissione pomeridiana di RAI3 Geo & Geo diretto da Sveva Sagramola. In quell’occasione egli ha esposto a un pubblico di giovani le sue ipotesi sulla datazione della Sacra Sindone e sulla formazione dell’immagine sul telo di lino.
Carpinteri presenta l’ipotesi che sia la datazione del telo, sia l’immagine impressa siano da collegare a un flusso di neutroni generati dagli eventi sismici avvenuti nel corso della Passione e sommariamente descritti da alcune fonti storico/religiose.
Carpinteri fornisce solo un accenno sulla formazione dell’immagine, ma si trattiene abbastanza a lungo sulla datazione del telo, per cui è possibile formulare alcuni commenti di massima.
A differenza dell’articolo scritto sullo stesso argomento pubblicato online su “Meccanica” l’11 febbraio scorso e commentato nel post Carpinteri5, Carpinteri si rende conto che non può contare su un flusso neutronico troppo elevato, che avrebbe immediatamente spento ogni forma di vita vegetale e animale sul luogo dell’evento. Azzarda un modesto “1000 volte il fondo naturale neutronico”. Il fondo naturale neutronico è noto:
Neutron background rates throughout the world are remarkably constant.
They vary from 0.007 n/cm2/s at sea level to 0.014 n/cm2/s near facilities like the Hanford Reservation in Washington State.
Gli altri dati da prendere in considerazione sono la concentrazione di azoto nel lino, inferiore a una parte per mille e la sezione d’urto per la reazione di trasformazione di 14N in 14C ad opera di neutroni termici, 1,83 barn.
I dati sono eloquenti.
Flusso neutronico: 7 n/cm^-2 s^-1
Durata presumibile dell’irraggiamento neutronico: 15 minuti.
Concentrazione di azoto nel lino: < 1 parte per mille
Sezione d'urto per la reazione 14N(n,p)14C: 1,81 barn.
Non servono altri dati per vanificare l'ipotesi del ringiovanimento della Sindone per arricchimento “sismico” del contenuto di 14C nel telo.
Impressiona il finale dell'intervista.
Sveva: si riapre tutto
Carpinteri: Certamente sì, quanto meno questo. Che si riapra tutto mi sembra il minimo.
Un bell’esempio di autostima.
C’è da chiedersi: è corretto che Carpinteri venga intervistato dalla televisione pubblica per esporre simili teorie esibendo l’autorevolezza di docente universitario?
Per fortuna i ragazzi del pubblico sono apparsi del tutto distratti e indifferenti; solo Sveva è sembrata molto impressionata. Probabilmente inviterà di nuovo Carpinteri per ottenere informazioni sull’immagine neutronica, certamente altrettanto sorprendenti.
A questo punto si pone una questione di merito. Sono anni che il contribuente finanzia ricerche e congressi sulla Sindone. Sarebbe più corretto che tali ricerche fossero finanziate dal milione e passa di persone che in tutto il mondo sono appassionate al tema. Con una modesta tassa di 10 euro/persona si riuscirebbe a finanziare una ricerca sulla Sindone della durata di 10 anni.

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156 risposte a Sveva&Alberto

  1. Cimpy ha detto:

    E c’è chi sostiene che oggi non è più come 100 anni fa (che ci si beveva di tutto).
    Oggi il mondo è più maturo e nessun enterpreneur può pensare di inventarsi una bufala come una macchina del moto perpetuo (quelle del 1700 magari, non quella di addesso in Brasile o d’intorni) o un orbo come quello di Keely (stavate per caso pensando a quello di Steorn?) o un tubo di Tuker garantito (guardate che non è mica finito in gattabuia, eh?! Quindi funziona almeno tanto quanto il TE device…)…Oggi tutti più maturi, con la sindon… opppss… la Sindone

  2. Cimpy ha detto:

    No problema…

    • lukianenko fedor ha detto:

      Carpinteri vi sta levelando xD

      • Camillo Franchini ha detto:

        @lukianenko fedor

        Carpinteri vi sta levelando xD

        Scusi, non ho capito.

        • lukianenko fedor ha detto:

          in gergo vuol dire che ci sta “scherzando”, “pigliando per i fondelli”. Mi scusi Franchini ma vedere che state rispondendo seriamente a questa cosa mi sta facendo ridere. Cioè qua ha tirato in ballo pure il sacro e mi pare davvero eccezionale come siano seri nell’intervista. No…non ci credo che son seri…questa roba è qualcosa tipo scherzi a parte che fa il trappolone a Franchini per fargli scrivere un articolo. mi sono sfogato

  3. Camillo Franchini ha detto:

    @oca sapiens

    Ho scoperto che l’ENEA, oltre a occuparsi di Energie Alternative, si occupa attivamente di Sindone e di opere pittoriche fatte senza mani, tanto da organizzare convegni:

    Int. Workshop on the Scientific Approach to the Acheiropoietos Images, Frascati, 2010.

    Tre ricercatori dell’ENEA , Paolo Di Lazzaro e Daniele Murra, si esibiscono in televisione per dimostrare che l’immagine della Sindone non è opera umana.

    Anche a Torino ci lavorano:
    Third Int. Congress on the Shroud of Turin, Turin, June, 5-7, 1998

    Al’estero ci sono altre conferenze:

    Shroud of Turin International Research Conference, Richmond 1999.

    Lo avresti immaginato? Carpinteri arriva buon ultimo.

    • Sylvie Coyaud ha detto:

      Camillo,
      Avevo scoperto, ahimè, a quella conferenza del 2010 la soprano che ti dicevo presentava i propri esperimenti con i terremoti di Torre Pellice.
      Per le striature con fascio laser ultravioletto, De Lazzaro aveva collaborato con Giulio Fanti, dip. ingegneria industriale, univ. Padova, che fa ricerca anche lui sul tema da quasi 20 anni ma con un generatore da 500.000 volt.
      Secondo Fanti, è avvenuta un’esplosione all’interno della Sindone, e dalla settimana scorsa non esclude che sia dovuta a un terremoto.

      Il tutto pagato con fondi ENEA e UniPD. Il PoliTo non si tirerà indietro solo perché il prof. Carpinteri è arrivato per ultimo, penso.

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Sylvie Coyaud

        Il tutto pagato con fondi ENEA e UniPD. Il PoliTo non si tirerà indietro solo perché il prof. Carpinteri è arrivato per ultimo, penso.

        Sarà perché siamo sensibilizzati da una crisi economica davvero profonda, ma ti costringono a osservare che in Italia le sole isole economicamente tranquille sembrano essere l’INFN e le Università dove un ricercatore può dedicare anni della propria attività e fondi a ricerche strampalate.
        Ogni volta che vedo bellimbusti straparlare alla televisione del sorriso del gatto del Cheshire mi prende il nervoso. Qualcuno deve dirgli che non possiamo permettercelo.
        Sono certamente partigiano, ma noto che nei gruppi di ricerca sulla Sindone (gruppi di ricerca!) non ci sono mai chimici, i soli esperti di analisi chimiche. Tutto in mano a fisici e ingegneri che dichiarano che la colorazione della sindone è di origine sconosciuta. Non tocca a loro stabilirlo.
        Se non basta nemmeno la radiodatazione autorizzata e gestita dal Cardinale Ballestrero vadano a farsi benedire, per esprimermi in termini religiosi.

        • oca sapiens ha detto:

          Camillo,
          nel gruppo del cardinale Ballestrero c’erano fior di chimici, quelli dei lab di archeologia a Oxford, e la differenza si vede.

          non possiamo permettercelo
          chissà come si arrabbia Ascoli65.

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  5. AleD ha detto:

    Giusto per chiedere, ma le sue osservazioni le ha mai fatte direttamente a Carpinteri?

    • Camillo Franchini ha detto:

      @AleD

      le sue osservazioni le ha mai fatte direttamente a Carpinteri?

      Sì, ci siamo scritti.
      Un brano di una sua lettera può interessare per capire la sua posizione piezonucleare:

      Le allego tre articoli da cui qualsiasi persona di media intelligenza e nemmeno altissima cultura si renderebbe conto che non sono affatto allucinazioni ma i risultati di un serio lavoro di quattro anni (senza dogmi fallaci). Noi oggi siamo convinti che la stessa fusione fredda non esista: gli effetti calorimetrici sono dovuti alle reazioni piezonucleari degli elettrodi (regolarmente verificate). I suoi bilanci energetici li conosco a memoria, ma usano l’energia media di legame per nucleone come se l’energia di legame fosse veramente distribuita in modo uniforme nel nucleo. La verità è che invece esiste una gerarchia di legami, alcuni più deboli e alcuni più forti della media.

      Credo che siano concetti derivati da “Deformed Space and Time” di Cardone, di cui è seguace entusiasta.
      Carpinteri mi è apparso un uomo molto sicuro di sé, per niente imbarazzato di occuparsi di argomenti estranei al suo mondo culturale.
      Dimostra grande disponibilità al confronto, provi a contattarlo.

      • oca sapiens ha detto:

        Camillo,
        Dimostra grande disponibilità al confronto
        LOL, il passo che citi dimostra il contrario. E non era certo disponibile al confronto con i ricercatori dell’INRiM che ha chiamato pubblicamente ignoranti e insani, o con i presidenti di altri istituti nazionali che ha minacciato di querela…
        D’altronde con le reazioni piezonucleari sta riscrivendo tutte le scienze e il Vangelo, cosa vuoi che gli interessi confrontarsi con chimici, fisici, biologi, geologi, sismologi, archeologi o cardinali?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @oca sapiens

          LOL, il passo che citi dimostra il contrario.

          Resta però una persona che se gli scrivi risponde. Meglio di Realacci, che ti affida a Scalia e fa quello che gli pare a testa bassa. Carpinteri è persona che ama telecamere e microfoni; sa cosa significa nel mondo moderno diffondere immagine e voce, dimostrare disponibilità al confronto. E’ stato più importante farsi vedere a Geo in compagnia di Sveva che raccontare che un flusso di 7 neutroni cm^-2 s^-1 applicato per un quarto d’ora su un un telo di lino contenente meno di una parte su mille di azoto può produrre tanto 14C da spostare di oltre mille anni l’età del telo. Non importa il contenuto del messaggio, l’importante è farsi conoscere come sindonologo, un’attività molto gratificante non solo in Italia.
          Prova a scrivergli, ti risponderà, è una persona cortese.

    • FermiGas ha detto:

      Camillo Franchini ha detto:
      3 marzo 2014 alle 9:54 pm
      Credo che siano concetti derivati da “Deformed Space and Time” di Cardone, di cui è seguace entusiasta.

      Ma si sa quale sarebbe, secondo loro, il meccanismo secondo cui una pressione meccanica deformerebbe addirittura lo spaziotempo? Perché al liceale di “media intelligenza” non risulta che si debba applicare la relatività generale quando si spaccano le pietre…

      Carpinteri mi è apparso un uomo molto sicuro di sé, per niente imbarazzato di occuparsi di argomenti estranei al suo mondo culturale.

      E pensare che dice di avere un doctoral degree in Nuclear Engineering, conseguito nel 1976 quando manco esisteva il dottorato in Italia, e un altro “doctoral degree in Mathematics” del 1981, quando manco era cominciato il 1° ciclo di dottorato in Italia!
      http://staff.polito.it/alberto.carpinteri/cv/cvbreve.pdf

      • giorjen ha detto:

        mi sembra che confondi il doctoral degree (doctorate) con il doctor of Philosophy che non credo siano la stessa cosa. Sbaglio?
        g

      • FermiGas ha detto:

        A me invece sembra che Carpinteri confonda la nostra laurea quinquennale V.O. con un dottorato, quando invece essa equivale a un master degree, inferiore a un doctoral degree. Per conseguire un dottorato, in Italia, occorre studiare altri 3 anni dopo la laurea magistrale (o la V.O.) e presentare una tesi di ricerca.

        • giorjen ha detto:

          Non conosco il curriculum esatto di Carpinteri, quindi non so se è laureato in matematica e ingegneria. Avevo immaginato che per doctoral degree intendesse, come si fa in tutto il mondo, l’abilitazione all’insegnamento al’università, da non confondersi con il dottorato di ricerca, ossia il PhD.
          Però ripeto potrei sbagliarmi visto che sei tanto sicuro…
          g

      • FermiGas ha detto:

        Giorjen ha detto:
        4 marzo 2014 alle 11:13 am
        Non conosco il curriculum esatto di Carpinteri, quindi non so se è laureato in matematica e ingegneria.

        Hai letto il suo CV che ho linkato precedentemente? Cioè questo:
        http://staff.polito.it/alberto.carpinteri/cv/cvbreve.pdf
        Quelle che lui chiama “doctoral degrees” sono, in realtà, le nostre lauree V.O.

        Poi, non mi risulta che in tutto il mondo per “doctoral degree” s’intenda “l’abilitazione all’insegnamento universitario”.
        La ricerca più veloce che puoi fare è rintracciare “doctoral degree” su Wikipedia. Così trovi
        http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_doctoral_degrees_awarded_by_country
        la quale non rappresenta una lista di titoli abilitanti all’insegnamento universitario.

        • giorjen ha detto:

          e infatti proprio dalla ricerca che hai fatto si vede che il doctoral degree non corrisponde affatto al PhD… ma piuttosto al master degree che per l’appunto è il titolo che ha conseguito Carpinteri. Tra l’altro dottore deriva da docet… insegnare. Nella lista vedrai che neanche la metà sono dei PhD.
          Infine se fai una ricerca breve su internet vedrai che non è neanche vero che l’istituto dei PhD (o equivalenti) in Italia nasce nel 1980, ma questo non c’entra niente con Carpinteri.
          Ergo non c’è motivo di dare del pataccaro a C., sarebbe come dire che sbaglia le unità di misura quando abbiamo già appurato che non è così.
          g

      • FermiGas ha detto:

        Giorjen ha detto:
        4 marzo 2014 alle 4:11 pm
        infatti proprio dalla ricerca che hai fatto si vede che il doctoral degree non corrisponde affatto al PhD ma piuttosto al master degree

        Prova a riguardare con più pazienza…
        D’altro canto, dal punto di vista logico, a cosa servirebbe istituire un qualche “doctoral degree” dal momento che, secondo te, sarebbe equivalente a un “master’s degree”? Serve forse a fare un po’ di confusione, perché se ne sentiva il bisogno? O forse c’era la necessità d’introdurre nei dizionari un sinonimo di “master’s degree”?

        se fai una ricerca breve su internet vedrai che non è neanche vero che l’istituto dei PhD (o equivalenti) in Italia nasce nel 1980, ma questo non c’entra niente con Carpinteri.

        La legge è del 1980, come ho già detto. Che poi la Normale avesse incominciato a rilasciare i Diplomi di Perfezionamento all’incirca negli anni Trenta è un altro discorso, che comunque non tocca Carpinteri.

        non c’è motivo di dare del pataccaro a C.

        Io non ho mai usato la parola “pataccaro”. Solo non capisco il motivo di tale auto-promozione, in quanto un “doctoral degree” è superiore a un “master’s degree”. Tant’è che, in altri CV reperibili in Rete, lui scrive “laurea” anziché “dottorato”.

        In ogni caso, ovviamente tu sei libero di fare tutte le equipollenze che vuoi, magari pure sostenere che un “associate degree” è pur sempre un “doctoral degree”… Però ti consiglio di sentire anche altri pareri.

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  7. Livio Varalta ha detto:

    Seguo la scia neutronica

  8. Giancarlo ha detto:

    Dove eravamo rimasti?
    Ho un paio di commenti (uso disinvolto dei riferimenti bibliografici e cherry picking nucleare) sulla Sindone di Carpinteri et al. , però voglio prima intervenire sull’ultimo commento di HT prima che ce lo scordiamo: gli isomeri. E’ un puntro su cui HT insiste da tempo.

    Premetto che un intervento umano che possa stimolare il decadimento nucleare classico sconvolgerebbe non poco le mie convinzioni mutuate dalla MQ che la causalità non sia sempre necessaria in fisica. Un singolo atomo di K-40 se ne sta buonino dal big bang o giù di lì e decide lui se decadere tra un secondo o alla fine del tempo. Che qualcuno lo possa convincere è questione assai controversa e i lavori sperimentali in materia non hanno convinto molto, altrimenti avrebbero preso il Nobel.

    Per gli isomeri non mi sono fatto un’idea precisa ma la controversia sull’Afnio va avanti da 20 anni circa e non la risolverò io. Però, siccome sono buono di animo, accetto quello che HT dice, che sia possibile accelerarne il decadimento. Quello che però non capisco è chi fornisce gli isomeri senza avvitarci in un moto perpetuo. L’afnio è un prodotto di decadimento. Gli isomeri del nichel, se esistono, chi li mette nell’e-cat e soprattutto dove li prende?
    Gli isomeri sono delle molle cariche e HT immagina di poterle scaricare a comando. Non ci credo ma mista bene. Ci dovrebbe però spiegare chi carica le molle e a quale costo energetico.

    Per fare un paragone mi rifaccio al lavoro da lui citato (1):
    The authors describe the interaction of an XFEL with one of the isomeric states of molybdenum, 93mMo, which has an excitation energy of 2,5 mega-electron-volts and a lifetime of nearly 7 hours. Nuclear decay of the isomeric level can be enhanced by exciting the nucleus to a less stable, intermediate level lying above the isomer. X rays from the XFEL can perform this transition via two different mechanisms…
    Gli autori prendono dunque un atomo già eccitato e lo mettono in un programma di PC (è un lavoro teorico) e mostrano che l’interazione col laser può modificare il meccanismo di decadimento, dimostrando che ha il sopravvento quello dei due che è normalmente sfavorito.
    L’efficienza passa da 10e(-8) a 10e(-2). Cioè ci si rimette, come ovvio perché nessuno afferma che c’è creazione di energia, almeno il 99% dell’energia conferita dal laser. Notare che il Mo è già una molla carica che in caso di esperimento reale andrebbe presa in una reazione di fissione.

    (1) http://physics.aps.org/articles/v7/20

    P.S. Lorenzo è a casa da circa una settimana e sembra aver recuperato perfettamente, a parte i 30 kg di cui ha recuperato solo un terzo.

    • Cimpy ha detto:

      Bentornato, Giancarlo.

      Ah, Lorenzo: la festa è finita – è ora di rimettersi a studiare ! Ma anche no….;)

    • gabrichan ha detto:

      @Giancarlo, per Lorenzo continui a darci delle belle notizie, ne sono contento, per il peso non preoccuparti, quello lo rimette su in tempi rapidi con la cucina di casa 🙂

      Per quanto riguarda il decadimento di isotopi avevo letto che anche i neutrini del sole potessero influenzarne il tempo, che ne pensi?
      Sul decadimento beta meno darebbero il delta di massa necessario alla cattura elettronica?

      • Camillo Franchini ha detto:

        @gabrichan

        avevo letto che anche i neutrini del sole potessero influenzarne il tempo,

        Scusi se anticipo Giancarlo.
        I neutrini sono definiti i grandi alchimisti, perché provocano trasmutazioni nucleari. Quando riescono a interagire con la materia, cioè quasi mai. Non “accelerano” le trasmutazioni, perché si tratta sempre di eventi catastrofici. Un nucleo di 40K è tranquillo da quando esiste l’universo, poi arriva il neutrino che lo fa decadere beta. Condizionare la reattività dei neutrini non è possibile. Se Reifenschweiler fosse stato davvero capace di condizionare il decadimento del trizio sarebbe più noto di Marylin Monroe. Invece il suo lavoro non risulta in banca dati. Nessuno è mai riuscito a produrre una reazione nucleare a interazione debole. A parte gli esperimenti speciali del Superkamiocande e simili del Gran Sasso. Tutti dimostrano l’eseguità delle sezioni d’urto delle reazioni deboli. Rivelatori grossi come palazzi per rilevare un evento/giorno. L’interazione debole va lasciata agli astrofisici.

        • GabriChan ha detto:

          Franchini, mi stavo semplicemente chiedendo se considerata la distanza dal sole nel punto più lontano e quello più vicino e quindi al variare del flusso di neutrini emessi variasse anche la probabilità di avere degli eventi di trasmutazione.
          A logica direi di si, ma se davvero questi eventi sono così rari forse non si riesce a misurare in modo chiaro il fenomeno.

      • oca sapiens ha detto:

        Camillo,
        ti risponderà”
        Come a Guglielmi e a te, rifiutando ill “confronto”.

        giorjen,
        Non conosco il curriculum esatto di Carpinteri
        eccolo, false onorificenze comprese.

        Giancarlo,
        nessuno afferma che c’è creazione di energia
        Siamo tutti contenti per Lorenzo e per te, quindi non fare il guastafeste: per la fusione fredda l’energia consumata dal laser non conta. Per la fusione calda invece…

        gabrichan,
        mi ricordo che il gruppo di Jenkins aveva trovato un’influenza degli antineutrini da solar flares, ma su due o tre isotopi soltanto. Ci sono state conferme?

        • Hermano Tobia ha detto:

          @ocasapiens
          mi ricordo che il gruppo di Jenkins aveva trovato un’influenza degli antineutrini da solar flares, ma su due o tre isotopi soltanto. Ci sono state conferme?

          La questione è controversa, questo studio sembra smentire i risultati di Jenkins:

          http://arxiv.org/abs/1302.0970

        • GabriChan ha detto:

          HT, Ho dato una veloce occhiata al lavoro che hai proposto, la prima cosa che mi vene da dire è che forse sono stati gli strumenti ad essere influenzati dai brillamenti solari, non gli isotopo, credo che un test per verificare se il vento di neutrini provenienti dal sole influenzi il decadimento degli isotopo debba durare 365 giorni e si debba misurare il flusso di questi e una sorgente nota e poi confrontano le curve.

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Giancarlo

      Ciao Giancarlo, ben tornato!
      Se sei qua a occuparti di ff significa che Lorenzo sta bene. E’ una grande gioia per tutti noi.
      Lo abbracciamo tutti con molto affetto.

    • Hermano Tobia ha detto:

      @Giancarlo
      Carissimo Giancarlo, bentornato ! Le buone notizie che porti sono quelle in cui tutti speravamo !

      Gli isomeri sono delle molle cariche e HT immagina di poterle scaricare a comando. Non ci credo ma mista bene. Ci dovrebbe però spiegare chi carica le molle e a quale costo energetico.

      Come sempre cogli subito il punto più importante della questione, ed alla domanda che poni non saprei dare risposta. Nel commentare l’articolo, però, mi chiedevo soltanto se il meccanismo individuato (NEEC) potesse in qualche modo essere correlato con gli esperimenti di Reifenschweiler e Simakin che ho citato in precedenza.

      L’argomento dell’interazione fra laser e fenomeni nucleari (in particolare la modifica delle velocità di decadimento), infatti non è nuovo, ed è riportato, ad esempio in questo articolo (1), direttamente dal sito IAEA così anche Camillo è contento:

      Strong electromagnetic fields and screening effects characteristic for the
      plasma environment may considerable alter decay half-lives and positions of the nuclear
      energy levels

      Relativamente a Rossi, come ho scritto, ritengo più probabile la possibilità che l’ecat funzioni non in base a considerazioni tecniche/teoriche (anche se il TPR un peso ce l’ha) ma soprattutto i base agli investimenti che è riuscito ad attrarre.

      Approfitto per rispondere ad Ascoli65: l’operazione di IH non è di Venture Capital (ovvero iniezione di capitale in start-up ad alto potenziale/rischio), ma di Merger and Acquisition: il fondo Cherokee ha valutato ed acquisito una tecnologia tramite il veicolo IH. I profili di rischio dei due tipi di investimento sono profondamente diversi.

      Considerata la semplicità relativa con cui è possibile stabilire se l’ecat funziona o meno, non riesco ad immaginare nessun motivo sensato per cui Cherokee si possa essere avventurata in un investimento del genere senza aver fatto quello che tutto i fondi di investimento fanno prima di M&A, ovvero una approfondita ed accurata due-diligence.

      @FermiGas
      Il solo fatto che Rossi – a tutt’oggi – si auto-proclami “ingegnere”, forte del fatto che la laurea in ingegneria l’ha comprata in un diploma mill americano, dovrebbe dissuaderti dal fidarti di lui. O è forse un comportamento che fa trasparire serietà?

      Durante il convegno di PN (ormai quasi un anno e mezzo fa) ho ascoltato Rossi, ho scambiato con lui qualche parola ed ho parlato a lungo con diversi suoi collaboratori. Non mi risulta che (almeno in quella occasione) Rossi si sia spacciato per ingegnere (mi sembra sia laureato in filosofia) nè che abbia nascosto i suoi precedenti problemi con la giustizia.

      Da tali colloqui, come ho detto più volte, l’impressione che mi sono fatto è che o hanno fatto un errore colossale e sistematico sulle misure, o l’ecat funziona. Più passa il tempo ed aumentano le persone coinvolte, più la possibilità di errore è remota. Certamente è solo un’impressione, però i fatti fino adesso sembrano confermarla.

      (1) http://www-pub.iaea.org/MTCD/publications/PDF/P_1357_CD_web/papers/s5-3p.pdf

      • FermiGas ha detto:

        Hermano Tobia ha detto:
        4 marzo 2014 alle 12:19 pm
        Non mi risulta che (almeno in quella occasione) Rossi si sia spacciato per ingegnere (mi sembra sia laureato in filosofia) né che abbia nascosto i suoi precedenti problemi con la giustizia.

        Fermo restando che adoperare un titolo che non si è legalmente conseguito è un reato (art. 498 c. p.), come non quotare Luca! Il sito
        http://ingandrearossi.com
        allora è sicuramente tenuto da un fan di Rossi, il quale – persona integerrima – non ha imbarazzo alcuno nel lasciare che gli altri lo appellino, tanto in Rete quanto dal vivo, “ingegnere”. Mai una volta che risponda: “No, guardate, non chiamatemi ‘ingegnere’ perché in verità non lo sono”. Credo che se fosse davvero trasparente, invece dovrebbe farlo. Io vedo che quando càpita ai miei colleghi diplomati, loro lo dicono senza problema.

        Un altro posto dove ho visto una situazione analoga è EnergeticAmbiente: là ho letto di uno che gli altri chiamano “ingegnere”, senza che lo sia; o trovi altri ancora che si auto-proclamano “ricercatori”, però avendo conseguito al più un diploma di scuola superiore. A me, francamente, ciò non ispira fiducia.

        Più passa il tempo ed aumentano le persone coinvolte, più la possibilità di errore è remota. Certamente è solo un’impressione, però i fatti fino adesso sembrano confermarla.

        Beato te! Che più passa il tempo, più le prove sperimentali latitano e più sei convinto.

        (26) Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!”. (27) Poi disse a Tommaso: “Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!”. (28) Rispose Tommaso: “Mio Signore e mio Dio!”. (29) Gesù gli disse: “Perché mi hai veduto, hai creduto:

        beati quelli che pur non avendo visto crederanno!”.

        L’E-Cat e Rossi sono una qualche forma di religione?

        • Cimpy ha detto:

          vedo che quando càpita ai miei colleghi diplomati, loro lo dicono senza problema

          Forse perché loro vengono scambiati per ingegneri in quanto si esprimono con una certa proprietà della materia di cui trattano e non hanno investito un po’ di meriti brevettuali per prendere un pezzo di carta da una fabbrica di lauree con su scritto il proprio nome…

        • Hermano Tobia ha detto:

          @FermiGas
          Le ricordo che Rossi pur non avendo alcun obbligo di dimostrare qualcosa al pubblico, ha consentito il TPR che, nonostante il wishful thinking degli scettici, lascia pochi dubbi se esaminato seriamente.
          Ma lei crede veramente possibile che un fondo di investimento impegni decine di milioni di USD per acquisire qualcosa che non funziona ? Evidentemente si tratta di un mondo che lei non conosce molto ….

        • Cimpy ha detto:

          ha consentito il TPR che, nonostante il wishful thinking degli scettici, lascia pochi dubbi se esaminato seriamente

          Le racconti proprio bene, HT…!!
          Il TPR è un pezzo ben rappresentativo della serietà del lavoro di Rossi, proprio a partire dal suo nome “Thirdy Part”, terza parte, esattamente incarnata da Levi, che ci racconta misure la cui serietà va di pari passo con quella di sonde fantasma e sfiatelle da vaporella asfittica,…proprio il caso di tirarlo in ballo per garantire che funziona tutto come illustrato. A parole.
          Bravo HT, non avrei saputo fare di meglio.

        • FermiGas ha detto:

          Hermano Tobia ha detto:
          4 marzo 2014 alle 10:40 pm
          lei crede veramente possibile che un fondo di investimento impegni decine di milioni di USD per acquisire qualcosa che non funziona? Evidentemente si tratta di un mondo che lei non conosce molto

          È vero, è un mondo che non conosco.
          Buon per te che, invece, ne sei esperto e conosci tutti i dettagli al punto che quasi-credi al funzionamento dell’E-Cat come dichiarato da Rossi.

          Io, fondamentalmente, non mi fido di Rossi e pertanto non riesco a condividere la tua impressione molto positiva sull’E-Cat.

    • FermiGas ha detto:

      È un piacere leggerti di nuovo, Giancarlo, e vedere che porti buone notizie!

    • Ascoli65 ha detto:

      Bentornato Giancarlo,
      la ripresa della tua partecipazione al dibattito è la buona notizia più significativa.
      Mi felicito con voi.

    • mario massa ha detto:

      Che gioia Giancarlo!

    • sandro75k ha detto:

      Ciao Giancarlo, bentornato!
      Non immagini quanto abbia pensato a te e Lorenzo!!!!

      Mia nonna raccontava sempre di un tale che faceva/realizzava 20 di pepe e poi spendeva 30 di pestatura. Mi nonna che se ne è “andata” ad agosto era analfabeta ma comincio a credere che avesse capito tutto di ogni cosa…..

    • Renato ha detto:

      Ciao Giancarlo,
      se L ha recuperato dieci chili in una settimana … presto dovrà rallentare o diventa Obelix … non sarà granché come battuta ma il sollievo è grande.

      Saluti.

      R

  9. Luca ha detto:

    Non mi risulta che (almeno in quella occasione) Rossi si sia spacciato per ingegnere ..
    Forse in quella no ma perchè quando vado sul sito http://ingandrearossi.com si ha tutt’altra impressione?
    Chi sarà stato quel birbante ad affibiargli un titolo che non ha? E perchè? Per metterlo in imbarazzo davanti agli unbè?
    Ho capito, Ing starebbe per Ingegnoso o Ingenuo o Ingiustamente Ingabbiato …

  10. Camillo Franchini ha detto:

    @giorjen

    Ergo non c’è motivo di dare del pataccaro a C

    Non c’è motivo di farlo finché si occupa di Scienza delle Costruzioni. Fuori quell’ambito la caccia è libera perché C. è molto vulnerabile. Credo che lui sia il primo a saperlo. Del resto vale per tutti noi. Io non mi metterò certo a discutere di inverter con Lei o di informatica con HT. Bisogna conoscere i propri limiti culturali e rispettarli. Forse questo manca a Carpinteri che si esibisce tous azimuts.

    • giorjen ha detto:

      Mah, anche se dice delle stupidaggini sulla scienza delle costruzioni lo si può dire tranquillamente. Basta che siano stupidaggini vere.
      Quello che intendevo è che non c’è motivo di dire che ha inserito un titolo inesistente nel curriculum; al massimo, ma non credo sia così, può essersi espresso male in inglese. Mi pare piuttosto che l’argomento sia controverso anche per gli addetti ai lavori, e di scarsissimo interesse. Tutta questa difesa dei titoli, compreso quello di ingegnere, conferma un po’ le mie impressioni…
      g

      • Camillo Franchini ha detto:

        @giorjen

        anche se dice delle stupidaggini sulla scienza delle costruzioni lo si può dire tranquillamente.

        Siamo alle solite. Solo un ingegnere dell’esperienza di Carpinteri può capire se Carpinteri dice delle stupidaggini nella sua materia.
        E’ che dovremmo adattarci al ruolo che ci siamo liberamente scelti. Ognuno di noi è tanto se sa un pezzettino di qualcosa. Vale anche per Carpinteri, non solo per noi due.

    • oca sapiens ha detto:

      Hermano Tobia,
      Grazie, altra smentita…

      Camillo,
      Sì, ma un fenomeno reale che modifica tre isotopi in tutto, e non sempre, mi sembra poco plausibile

      giorjen,
      non c’è motivo di dare del pataccaro
      10 patacche nel cv completo e di più nell’articolo sulla sindone non sono un motivo sufficiente?
      In inglese, una laurea si dice bachelor’s o master’s degree. Nel cv corto “doctoral degree” sembra un errore di traduzione, non lo conterei nelle patacche.

      • Camillo Franchini ha detto:

        @oca sapiens

        un fenomeno reale che modifica tre isotopi in tutto, e non sempre, mi sembra poco plausibile

        Tre isotopi in tutto? E’ una sciocchezza.
        Il punto è che mentre sto scrivendo niente può impedire a un neutrino di trasformare un quark down in quark up in un nucleo di carbonio del mio corpo, trasformando il carbonio in azoto. Si tratta però di un evento talmente improbabile che si può escludere.
        Non capisco perché abbiano scelto tre nuclidi specifici. Bisogna che legga l’articolo.
        Una tempesta solare di neutrini certamente accelera in teoria i decadimenti nucleari, ma dubito che qualcuno sia in grado di fare rilevazioni così fini. La materia è praticamente trasparente ai neutrini. Un antineutrino deve percorrere 3.10^16 km di materia solida prima di venire assorbito e provocare una reazione di decadimento beta inverso.
        Che io sappia, nessuno è mai riuscito a trasformare un atomo di idrogeno in un neutrone. Non ci riesce nemmeno il sole, che produce neutroni per mezzo della pp.
        Non so perché HT sia interessato alle interazioni deboli. E’ materia affascinante ma trattabile solo da superfisici dotati di supermacchine.

        • Cimpy ha detto:

          materia affascinante ma trattabile solo da superfisici dotati di supermacchine.

          Ma se questi, come Rossi, per dire, fanno macchine overunity con sfiatelle e bollitori!! Gli fanno un baffo le supermacchine, gli fanno: con un paio di pinzette ti sollevano il mondo…Superfisici, poi! A quello là di prima basta una laurea ottenuta “per meriti brevettuali”. Gli fa un baffo pure la superfisica, che a lui basta usare meglio la fisica nota da quando non ha più il supporto di quella ignota…

          …E scusate lo sfogo.

        • oca sapiens ha detto:

          Camillo,
          Sarà la legge dell’angolo?
          Direi proprio tre, altri due erano errori di misura. Però vado a memoria – avevo letto i paper anni fa, quando i creazionisti usavano quegli antineutrini per dire che la Terra aveva 6.000 anni.
          Sono qui – http://arxiv.org/a/jenkins_j_1 – magari quando ho tempo controllo,

  11. Camillo Franchini ha detto:

    @Hermano Tobia

    La questione è controversa,

    Il fenomeno è reale; la difficoltà sta nella sua determinazione quantitativa o addirittura nella sua rivelazione. I neutrini sono tipici agenti di trasmutazione. Il difficile è convincerli a lavorare. Ils sont des fainéants.

  12. Camillo Franchini ha detto:

    @lukianenko fedor

    Mi scusi Franchini ma vedere che state rispondendo seriamente a questa cosa mi sta facendo ridere.

    Non so di che Paese e religione Lei sia, ma Le posso assicurare che i sindonologi esistono davvero, sono numerosi e sono perfino finanziati da alcune Università. Il Signore del video che segue ha ricevuto oltre 50000 euro dall’Università di Padova per fare le ricerche che descrive con aplomb da uomo di scienza.

    Praticamente Fanti suggerisce che l’immagine della Sindone sia dovuta a un miracolo.
    Altri, come Carpinteri, cercano di trovare le cause fisiche che giustifichino l’immagine della sindone e la sua datazione.
    Anche l’ENEA finanzia ricerche sulla Sindone.
    C’è da scommettere che tutto quello che scrivono entra nel CV e serve per fare le scarpe ai colleghi nei concorsi.
    Le vie del Signore sono infinite. Alcune passano per la Sindone.
    Sveva e Carpinteri sono serissimi, anche se i ragazzi dello studio hanno l’aria di divertirsi un sacco.

    • Luca ha detto:

      Praticamente Fanti suggerisce che l’immagine della Sindone sia dovuta a un miracolo….
      Sa che questa spiegazione mi convince molto di più delle strampalate grullerie di Crpntr?

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Luca

        questa spiegazione mi convince molto di più delle strampalate grullerie di Crpntr?

        Il miracolo dell’immagine però non risolve il problema della datazione del telo.
        Sarebbe tutto più semplice se considerassero quel telo come il dito di San Geminiano che nessuno ha in mente di datare o di controllare in qualche modo. Viene venerato senza tante storie e fa un sacco di miracoli come tutte le reliquie.
        Hanno voluto mischiare scienza e fede, ottenendo arrosti inauditi. Non è mica finita. Intanto a pagare gli esperti improvvisati è il solito pantalone.

    • gabrichan ha detto:

      Franchini, Quella del miracolo è l’unica spiegazione accettabile da un cristiano, o al limite accettare la posizione ufficiale della Chiese, come lei si riferisce alle banche dati un cattolico si dovrebbe attenere a quanto dice la chiesa ufficialmente.
      Ps, non so cosa dica la Chiesa a riguardo della sindone, personalmente l’ho sempre considerata solo una macchina per fare soldi.

  13. Camillo Franchini ha detto:

    @Hermano Tobia

    ha consentito il TPR che, nonostante il wishful thinking degli scettici, lascia pochi dubbi se esaminato seriamente.

    La Sua presenza tra noi è preziosa, perché credo sia l’unico in Italia a credere che Rossi abbia inventato una macchina overunity, come si dice in fantascienza. Credo che nemmeno il fiducioso Daniele Passerini ci conti più.
    Manca solo che ci informi che anche il DoD ci ha investito. Sarebbe la prova di ferro che è una patacca.

    • Hermano Tobia ha detto:

      @Camillo
      Non si tratta di credenze o aspettative. Mi sembra di aver descritto e argomentato in dettaglio i fatti specifici e le circostanze in base alle quali ritengo probabile che l’ecat funzioni.
      Anzi, visto che lei non ha nemmeno provato a controbatterli, mi sembra che non sono io quello che si affida a credenze e wishful thinking …

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Hermano Tobia

        visto che lei non ha nemmeno provato a controbatterli

        Il CICAP mi chiese di scrivere un articolo sull’outing di Rossi/Focardi/Levi del gennaio 2011.
        L’articolo è ancora in rete.
        Nel marzo del 2011, dopo contrasti insanabili con Beatrice Mautino, ho messo in piedi questo blog, dove ho esposto per quale ragione non ha senso replicare la reazione Focardi/Piantelli. La replica corrisponderebbe al tentativo di fotografare l’asino che vola.
        In rapida sintesi.
        – Le sezioni d’urto note non consentono la reazione fredda H-Ni.
        – Gli AA non hanno proposto sezioni d’urto alternative.
        – Le reazioni nucleari non sono catalizzabili (pur avendo presente la ff muonica).
        – Exfor non riporta le reazioni nucleari Focardi/Piantelli. Manca il conforto della GA Science.
        – Abbiamo assistito al fallimento di Gamberale, non solo scientifico ma forse anche economico.

        Le ricordo che wishful thinking è sperare ardentemente che qualcosa avvenga, non che qualcosa non avvenga. I miei nipoti avrebbero vantaggi se la reazione Focardi/Piantelli avvenisse. Magari fosse una realtà.

        • Hermano Tobia ha detto:

          @Camillo
          In una occasione, diverso tempo fa, chiesi ad uno suo stretto collaboratore se Rossi sapeva quello che succedeva dentro il reattore. Costui, sorridendo, mi disse che Rossi sapeva come accenderlo e (più o meno) come spegnerlo. E basta.

          Forse adesso la situazione è diversa, non lo so; comunque Rossi stesso al convegno di PN ammise che l’ipotesi della fusione Ni+H => Cu era superata.

          Gli argomenti in base ai quali ritengo probabile che l’ecat funzioni sono infatti di altra natura:

          a) verificare se l’ecat funziona o meno è molto semplice ed alla portata di un buon ingegnere / perito termotecnico

          b) il TPR, se esaminato obiettivamente, lascia spazio a pochi dubbi

          c) nessuna delle persone che collaborano con Rossi (e sono in tante, ed hanno collaborato per tanto tempo) ha mai avuto nulla da ridire (l’unica eccezione fu il licenziatario svedese, Magnus Holms, che mise in dubbio pubblicamente una misura sull’HC, dubbi in seguito rientrati)

          d) Rossi ha venduto la tecnologia ad un fondo di investimento in una transazione che ha mobilitato parecchi milioni di USD; in base ad a) mi sembra inverosimile che alla base di questa operazione ci sia una tecnologia che non funziona

          e) lo stesso fondo, dopo aver avuto tra le mani l’ecat per quasi un anno, ha pubblicizzato il proprio coinvolgimento nell’operazione tramite un comunicato stampa. Se avesse riscontrato qualche problema nella tecnologia, non avrebbe sicuramente agito così.

          A mio avviso, il rasoio di Occam parla chiaro.

        • Cimpy ha detto:

          Gli argomenti in base ai quali ritengo probabile che il motore di Keely funzioni sono infatti di altra natura:
          a) verificare se l’orbo si solleva o meno è molto semplice ed alla portata di un buon ingegnere / perito e persino di una casalinga, anche non di voghera
          b) i resoconti di tutti i partecipanti, tra cui ingegneri e fisici, se esaminati obiettivamente, lasciano spazio a pochi dubbi
          c) nessuna delle persone che collaborano con Keely (e sono in tante, ed hanno collaborato per tanto tempo) ha mai avuto nulla da ridire (l’unica eccezione fu un colonnello che mise in dubbio pubblicamente una misura di pressione, dubbi in seguito rientrati in quanto Keely non credeva all’aria compressa)
          d) Keely ha venduto la tecnologia ad una società di investimento in una transazione che ha mobilitato parecchi milioni di USD; in base ad a) mi sembra inverosimile che alla base di questa operazione ci sia una tecnologia che non funziona
          e) la stessa società, dopo aver finanziato Keely per ben più di un anno, ha pubblicizzato il proprio coinvolgimento nell’operazione tramite (più di) un comunicato stampa. Se avesse riscontrato qualche problema nella tecnologia, non avrebbe sicuramente agito così. Addirittura dopo la morte di Keely, il serbatoio trovato nelle fondamenta della sua casa e i tubi che correvano lungo le intercapedini dei muri hanno trovato una spiegazione chiarissima nelle parole del rispettabilissimo Presidente della Keely Motor Company, che ha detto senza mezzi termini che quei reperti si riferivano ad una prima fase di studi di Keely, da lui stesso abbandonata molto presto e che nulla hanno a che vedere con le vibrazioni dellì’etere che fanno funzionare davvero il suo motore. E chiunque lo metta in dubbio, peste lo colga!

  14. Camillo Franchini ha detto:

    @oca sapiens

    quando i creazionisti usavano quegli antineutrini per dire che la Terra aveva 6.000 anni.

    Per capire che con i neutrini ci si fa poco, basta considerare che se la massa dei bosoni di Rubbia fosse più piccola del 10%, la Terra sarebbe rovente come Mercurio e noi non saremmo qui a ragionare di neutrini. Il Sole fa una fatica tremenda a produrre i neutroni che gli servono, per questo brucia così lentamente.
    In concreto: mai considerare reazioni dove figurano neutrini in entrata o in uscita. Lasciare i neutrini alle supermacchine e ai superfisici che sono contenti se riescono a produrre un evento debole/giorno. Pretendere di condizionare un decadimento beta è roba da astrofisici, che non si negano nulla.

  15. paolo137 ha detto:

    Buongiorno a tutti. Come al solito seguo sempre in silenzio, ma stavolta mi permetto di fare una eccezione per segnalare questo splendido post di XKCD che rende bene l’idea, anche a chi non e’ particolarmente ferrato, di quanto elusivi siano i neutrini. (e’ in inglese):
    http://what-if.xkcd.com/73/
    Torno nell’ombra, in attesa che un neutrino mi liberi dalla mia scomoda condizione di isotopo.

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Paolo137
      Bella segnalazione, grazie.
      E’ tutto vero e affascinante. Però dobbiamo anche accettare che la vita sulla Terra è dovuta agli elusivi neutrini. La prima reazione solare è debole. Ogni secondo milioni di tonnellate di idrogeno vengono trasformate in neutroni per mezzo della pp, una reazione debole. Il Sole non esplode solo perché la produzione di neutroni è lenta, proprio perché dipende dalla reattività dei neutrini, quasi nulla.
      E’ davvero impressionante come sia sottile l’equilibrio che regola la fornace solare. Se la sezione d’urto di interazione dei neutrini con i protoni fosse appena diversa, la vita sulla Terra non esisterebbe. Troppo freddo o troppo caldo.
      Grazie ancora della segnalazione.

  16. shineangelic ha detto:

    [OT]
    scommettiamo che dai passeri qualcuno credera anche a questo?
    http://huvrtech.com/

  17. Camillo Franchini ha detto:

    @Hermano Tobia

    Gli argomenti in base ai quali ritengo probabile che l’ecat funzioni sono infatti di altra natura:

    Sì, ragioniamo su piani diversi. Se mi passa una coprobattuta, Lei ragiona come quel signore che diceva “se tre miliardi di mosche mangiano merda, vuol dire che è buona”.
    Lei che fa uso accorto delle banche dati, non l’imbarazza il fatto che la reazione Focardi/Piantelli/Rossi non sia registrata?

    Posso chiederLe un aiuto OT?
    Ho un disco esterno formattato FAT32; improvvisamente il file system è diventato RAW. Come posso rimediare? Posso usare indifferentemente Linux Ubuntu, Windows XP, Windows Vista, Windows 7. Grazie.

    • gabrichan ha detto:

      Franchini, RAW nel senso che ha perso tutti i dati?
      Se è così di solito basta ripristinare MBR reimpostando tipo di formattazione FAT32 e gli altri parametri del disco, sotto Linux dovrebbero esserci delle utility che permettono di fare il recupero del disco.

    • Hermano Tobia ha detto:

      @Camillo
      Ho un disco esterno formattato FAT32; improvvisamente il file system è diventato RAW. Come posso rimediare? Posso usare indifferentemente Linux Ubuntu, Windows XP, Windows Vista, Windows 7. Grazie.

      Normalmente non è un bel segno, potrebbe essere un guasto HW del disco. Oppure ha per caso fatto inavvertitamente una formattazione veloce dell’HD ? Spero comunque che abbia un backup dei dati. Su ubuntu c’è un tool (testdisk) che (se la situazione non è troppo compromessa) consente il recupero:

      https://apps.ubuntu.com/cat/applications/precise/testdisk/

    • AleD ha detto:

      Per poter vendere un apparecchio è necessario certificare in qualche modo che il suo funzionamento è associato a delle reazioni pubblicate su banche dati?
      Cioè, l’ipotetico segreto industriale legato a qualche novità deve comunque essere registrato sotto forma di nuove reazioni nucleari registrate da qualche parte?

      • Camillo Franchini ha detto:

        @AleD

        il suo funzionamento è associato a delle reazioni pubblicate su banche dati?

        Capisco il ragionamento: Rossi può avere scoperto una reazione nucleare che vuole tenere segreta. Credo che sarebbe perfettamente lecito.
        Però esiste una richiesta di brevetto molto chiara. Si tratta di depistaggio?

        • AleD ha detto:

          Stavo pensando alle questioni normative legate al nucleare, visto che in teoria dovrebbe essere un apparecchio che si basa su qualche reazione nucleare, “nuova” o classica che sia. Saranno sufficienti rilevazioni radiometriche che documentino le emissioni senza nessun obbligo di rendere nota diciamo i dettagli fisici (reazione nucleare precisa) su cui si basa?
          Comunque, per quel che conta, cioè 0, Rossi mesi fa se ne era uscito affermando che il suo apparecchio funziona con la fisica che già si conosce e non è necessario scomodare nulla di nuovo.

        • Cimpy ha detto:

          che il suo apparecchio funzioni “con la fisica che già si conosce” è probabilmente una delle poche cose che sono disposto a credere sulla fiducia. Come nel caso della mia vaporella, per dire: sono certo che funziona con la fisica nota.

      • Cimpy ha detto:

        Dipende. Se lo vuoi vendere sul serio, la cosa fondamentale è che funzioni davvero. E pare che il problema – da anni a questa parte- sia esattevolmente questo…
        😀

    • gian ha detto:

      Ho un disco esterno formattato FAT32; improvvisamente il file system è diventato RAW
      Se è fortunato se la cava da linux con un “fsck.vfat -r /dev/sdb1” (o come si chiama la partizione); vado a memoria sul flag “-r”, eventualmente controlli sul manuale.
      Altrimenti se non funziona direi di provare testdisk, come già suggerito da Hermano Tobia

  18. Giancarlo ha detto:

    Già postato per errore sotto Piantelli1
    @Hermano Tobia
    @barnumxp
    OT
    http://www.sec.gov/Archives/edgar/data/1584856/000158485613000001/xslFormDX01/primary_doc.xml

    Hermano, credo tu sia incorso in un equivoco. IH $11,555,050 li ha incassati a fronte di un’offerta complessiva di $20,000,000. Li ha appunto incassati e non pagati, vendendo Equity, Debt e Option, Warrant or Other Right to Acquire Another Security. Gli rimane da vendere ancora la differenza, ma sono sicuro che ce la farà.
    Li ha venduti a 14 investitori, che potrebbero essere i soci della Cherokee, il che configurerebbe la prassi abituale di conferire fondi a società nate ad hoc per sfruttare una tecnologia o altro. Io però non vedo traccia in questo di soldi da IH a Rossi. Occorrerà aspettare il deposito dei bilanci per il 2013 e investire qualche $ per ottenerne copia.
    Nel frattempo il brevetto italiano è saldamente nelle mani della Leonardo Corporation.
    iva VERDI (Vittorio Emanuele Re d’Italia).
    Ti chiedo scusa in anticipo se sono io ad essere incorso in un equivoco.
    /OT

  19. theschnibble ha detto:

    Scusate il ritardo…
    Sembra che il ritorno di Giancarlo abbia restituito vigore al forum.
    Devo essere sincero, mi stavo annoiando un po’…
    The Schnibble

  20. mario massa ha detto:

    @Giancarlo
    Giancarlo, cosa ne pensi del Nanor? Da Daniele ho coinvolto Vettore: lui sarebbe favorevole a testarlo in collaborazione con noi. Quello che ho messo in chiaro è che GSVIT ci metterebbe quello che serve per testarlo, ma per principio non sborsa un euro per averlo. Credo che chi ne sa di più siano gabrichan e Maxwell1961. Anche Camillo mi pare curioso (di scoprire che errore hanno commesso).

    • Giancarlo ha detto:

      @mario massa
      Non posso che essere d’accordo sia sulla effettuazione della misura sia sulle condizioni da te poste. Infatti non riesco a concepire che chi è convinto di aver fatto la scoperta del secolo, anzi del millennio, chieda di essere pagato da chi gli fa il favore di confermare la sua scoperta e fargli giadagnare come il minimo il premio Nobel e la fama imperitura. Qui non c’è neppure la scusa della tecnologia da proteggere, visto che sono disposti a venderti l’oggetto.

      • Ascoli65 ha detto:

        @Mario e Giancarlo,
        vorrei farvi una domanda, ma prima consentitemi di elencare alcuni punti:

        A) recentemente Sylvie ha segnalato che il MIT condivide con Harvard il primo posto mondiale in 14 discipline scientifiche su 16;
        B) come ci ha ricordato gabrichan in Piantelli1 “Il MIT è finanziato dai militari”;
        C) il NANOR è stato sviluppato da Swartz in stretta collaborazione con il prof. Hagelstein del MIT;
        D) il suo ideatore sostiene che il NANOR consente di ottenere un guadagno energetico, in certe condizioni, pari a diverse volte l’energia immessa;
        E) ci sarebbe la disponibilità di fornire a laboratori sparsi nel mondo degli esemplari del NANOR.

        Domanda: Quali dei precedenti punti non ha la benchè minima credibilità?

        • gabrichan ha detto:

          Ascoli, il MIT è uno tra i primi proprio perché incoraggia i suoi studenti e ricercatori nella più completa libertà e invitando gli stessi a condividere spazi e ricerche.

          In questa ottica non vedo nulla di strano nei tuoi punti, ce ne fossero di università cosi.

        • Cimpy ha detto:

          D) e, di conseguenza anche il punto E) va ridimensionato parecchio.
          Il Nanor non funziona come promesso, ma dimostrarlo non è semplice. Però a dimostrarlo seriamente, il gioco finisce. Quindi, o si vende solo agli studenti di filosofia, o si fa una vendita abbinata ad una NDA, o te lo scordi.

          Poi vado sulla fiducia per il punto A) anche se dietro a questi annunci sento sempre il sapore di campagne pubblicitarie (sbaglio o le università americane si devono conquistare quanti più studenti danarosi o particolarmente abili [anche in educazione fisica, per dire] possono?

          Del punto B) non so nulla, ma ci sta. Col dettaglio che forse non è l’unico finanziatore, come è probabile che quel finaziatore non finanzi solo il MIT…si sa nulla di qualche donazione a, per dire, qualcuna di queste oltre alla quarta lì elencata?

        • gabrichan ha detto:

          Cimpy è più inquietante che nessuna università italiana si qualifichi nelle prime 100.
          Sarà, ma io prima di dare un giudizio aspetterei di vedere i risultati di un test fatto da Vettore e da Mario, se si riuscirà a fare questo test.

        • Cimpy ha detto:

          Ben detto, GC, ma che pretendi? Il nostro sistema scolastico ha avuto qualche difficoltà dagli anni 70 ad oggi e non mi pare si sia (ancora) ripreso…tu pensa che c’è chi, laureato, crede che si possa avere un Tesla 1,6 (anche 1,8, magari) misurabile a 20 cm di distanza in questo posto, che tanto c’era il Mu Metal…

          prima di dare un giudizio aspetterei di vedere i risultati di un test fatto da Vettore e da Mario, se si riuscirà a fare questo test

          Ben detto. Se si riuscirà a fare, intendo. Sempre felice di sbagliarmi, te lo confesso. Però, chissà perché, credo proprio che finirà come i campioni della Detusculanense promessi (tu li hai più visti?), o come il famoso test dell’E Cat che si doveva svolgere in UniBo (ricordi com’è finita?), o come con le palle di Kraven (ohibò!)

        • oca sapiens ha detto:

          Ascoli65,
          Il Nanor è stato sviluppato da un privato anche perché costa pochissimo.
          Se Hagelstein avesse una qualche credibilità, sarebbe diventato professore e sarebbe stato finanziato dai militari. Avevano un budget da 700 miliardi, mezzo milione erano noccioline. E dai pipistrelli bomba alla bomba gay, direi che non mancano le idee strane alle quali qualche capo si era affezionato.

          gabrichan,
          da quanto ne so, al MIT è incoraggiata ogni ricerca solo chi la fa si è procurato i soldi fuori. Sui fondi interni la competizione è feroce.

          Cimpy,
          campioni di detusculanense
          all’università di Christchurch non hanno più saputo niente, ne siamo tutti molto sorpresi…

        • Hermano Tobia ha detto:

          @ocasapiens
          Il Nanor è stato sviluppato da un privato anche perché costa pochissimo.

          Secondo questo blog (solitamente ben informato) sembra che i Nanor della generazione precedente (con Pd) non fossero proprio a buon mercato; speriamo che quelli di ultima generazione siano più abbordabili, sarebbe interessante farlo testare dal GSVIT:

          To make one Nanor costs 100 000 dollar today but Dr Schwartz would like to see the price down to 100 dollar in the future.

          http://www.drboblog.com/mit-class-day-2/

        • sandro75k ha detto:

          Non si trova un Nanor di seconda mano? 😀 C’è qualcuno che lo abbia già comprato?

        • Hermano Tobia ha detto:

          @sandro75k

          Secondo me si potrebbe valutare una collaborazione tra MFMP (che dovrebbe ottenere in NANOR per i suoi test) ed il GSVIT, che potrebbe proporsi per un ulteriore test sullo stesso esemplare; magari il tutto con il supporto di Celani che mi sembra abbia buoni rapporti con entrambi i gruppi di lavoro.

        • Ascoli65 ha detto:

          @gabrichan,

          … non vedo nulla di strano nei tuoi punti, ce ne fossero di università cosi.

          anche a me piacerebbe che le nostre università si collocassero in cima alla lista come il MIT. Mi accontenterei anche che lo seguissero a breve distanza.

          Per quanto riguarda i 5 punti, non ho nulla da eccepire sui primi 3, ma essi rendono incredibili gli ultimi 2, o per lo meno uno di essi.

          Infatti se il NANOR è stato sviluppato in collaborazione con il MIT (punto C), c’è stata sicuramente la possibilità di valutarne le prestazioni con le tecniche più affidabili al mondo (punto A) e i risultati, quelli veri, sono giunti sicuramente all’orecchio dei militari in tempo reale (punto B).

          Ciò rende incredibile il fatto che i risultati abbiano confermato la generazione di calore in eccesso e che siano stati pure oggetto di rivelazioni pubbliche (punto D). Infatti faccio meno fatica a credere a Babbo Natale, piuttosto che a militari che acconsentono che una tecnologia così rivoluzonaria e strategica e che viene sviluppata sotto il loro naso venga resa nota in seminari pubblici, addirittura disponibili su YouTube. A meno che … essi non siano sicuri al 100% che non funzioni.

          A maggior ragione è impossibile che i militari acconsentano a spedire dei NANOR (realmente funzionanti) a laboratori che non siano sotto il loro stretto controllo (punto E). Mi pare quindi logico pensare che questa proposta sia l’ennesimo espediente per prolungare il teatrino della FF, nella speranza di trovare sponde adeguate in coloro che credono alle prestazioni dell’aggeggio o alla genuinità delle intenzioni di chi le vanta.

          @Sylvie,

          Se Hagelstein avesse una qualche credibilità, sarebbe diventato professore e sarebbe stato finanziato dai militari. Avevano un budget da 700 miliardi, …

          Se al posto di Hagelstein metti NANOR sono perfettamente d’accordo con te e questo era per l’appunto il senso della mia domanda retorica a Mario e Giancarlo.

          Invece per quanto riguarda la credibilità di cui gode Hagelstein nei confronti dei militari non saprei cosa dire. Dipende dal ruolo con cui si è interessato alla FF dal 1989 in poi. Ovvero se si è messo a fare lo scienziato vero o se ha mantenuto il ruolo precedente, quello che ha svolto nella SDI. Questo lo può sapere solo lui e pochi altri.

      • maxwell1961 ha detto:

        @Hermano Tobia

        “Secondo me si potrebbe valutare una collaborazione tra MFMP (che dovrebbe ottenere in NANOR per i suoi test) ed il GSVIT, che potrebbe proporsi per un ulteriore test sullo stesso esemplare; magari il tutto con il supporto di Celani che mi sembra abbia buoni rapporti con entrambi i gruppi di lavoro.”

        Condivido, è quello che avevo suggerito a Mario Massa; mi sembra anche la via appropriata sia attraverso MFMP-Celani, visto che, avendoglielo offerto (si suppone gratis perchè non c’hanno una lira) si vede che Swartz è interessato a “third parties validations”. L’idea di un test successivo a quelli del MFMP mi sembra ottima perchè non solo è una doppia validazione ma contiene anche i costi di Swartz nel non dover fornire un’altro esemplare.
        Il punto è che quelli di MFMP si stanno balloccando con rivelatori gamma fai da te e si sono fatti coinvolgere con un proponente di polveri miracolose per il quale devono anche costruire un apparato da zero….. la vedo lunga aspettare loro…
        Ripeto, io ne parlerei con Celani anche solo discorsivamente in fase preliminare, visto che conosce bene anche Hagelstein e può fare buona presentazione per il GSVIT.

      • FermiGas ha detto:

        Esempio.
        Sulla carta, l’NMOS 2N7002 della Fairchild in package SOT-23 fa 625 °C/W, mentre il PMOS BSS84 sempre della Fairchild in package SOT-23 fa 350 °C/W.
        Se li provassi con lo stesso metodo termometrico del NANOR, risulterebbe che il 2N7002 produce più potenza del BSS84, il che è palesemente assurdo.

        • Sacha ha detto:

          @FermiGas
          Con tutto il rispetto mi sembra una considerazione a dir poco semplicistica. Con questi argomenti di basso profilo si fa il gioco dei “true-believer”!
          Non dobbiamo prestare il fianco a facili critiche.
          Che un docente del MIT non sappia distinguere misure calorimetriche da misure termometriche è oltremodo risibile.

        • FermiGas ha detto:

          Sacha,
          sono d’accordo sulla banalità delle mie osservazioni, però di fatto mi pare che la fig. 1 all’indirizzo http://world.std.com/~mica/nanortechnology.htm sia solo un confronto termometrico, o mi sfugge qualcosa?
          D’altro canto, ti sembra profondo questo ragionamento
          Compare the delta-T output normalized to input power for preloaded NANOR-type LANR device to the thermal (ohmic) control. It can be seen that the input power normalized delta-measurements suggests strongly the presence of excess heat. Observe that despite lower input electrical power to the NANOR, the temperature rise normalized to input electrical power observed in the core was higher than expected, as compared to the ohmic control.
          ?
          Che poi è il solito refrain “anomalia di temperatura, quindi eccesso di calore”.

    • gabrichan ha detto:

      Mario, avevo proposto su 22passi una specie di raccolta firme, per poi mandarle a Swartz e Hagelstein sperando che vedendo una nutrita schiera di interessati a fare un test sul loro device lo offrano di loro spontanea iniziativa senza avanzare richieste di tipo pecuniario, come credo lo diano anche hai ragazzi del Martin Fleischmann Memorial Project.
      Poi se vorranno dei soldi si valuterà il da farsi.

    • FermiGas ha detto:

      Dirò una banalità, ma voglio lanciarmi comunque.
      Le curve rosse del dT/Pin all’indirizzo [1] di fatto rappresentano la resistenza termica del resistore di controllo e quella del NANOR®. Il NANOR fa ~200 °C/W, mentre il resistore di controllo a occhio fa meno di -20 °C/W.

      Nella progettazione elettronica, componenti diversi possono esser alloggiati nello stesso package e basta cambiare poco il layout per ottenere significative variazioni della resistenza termica. In un modo potrei ottenere, che so, 150 °C/W ma in un altro 250 °C/W… In ogni caso, sicuramente nessun progettista griderebbe all’overunity nell’ipotesi dei 250 °C/W!

      Perché un’alta resistenza termica dovrebbe far stupire così tanto?

      [1] http://world.std.com/~mica/krivit02052012.html

  21. Giancarlo ha detto:

    Il lavoro di Carpinteri et al. onestamente mi pare scritto da equilibristi invece che da studiosi: c’è una tesi da dimostrare, che la datazione della Sindone col 6C14 è errata, e si ricavano i parametri delle ipotesi per retrodatare il tutto di 1250 anni circa.
    Si assume la reazione 7N14(n,p)6C14 che è molto probabile (1,83 barn) e se ne deduce il flusso di neutroni termici necessario per aumentare il 6C14 nella quantità necessaria alla retrodatazione. Da questo si deduce la magnitudo del terromoto e la sua durata.
    Ora, tralasciando che i parametri sismici sono incredibili e non corrispondono alle testimonianze scientifiche, con un lavoro citato a sproposito in quanto afferma esattamente il contrario di quanto Carpinteri et al. vi hanno letto, e che un flusso di neutroni termici (2.200 m/s per convenzione, 25 meV) può impunemente attraversare la materia che lo separa dal telo di lino e concentrare tutta la sua energia trasmutativa solo sul lino, anche qui si possono fare delle critiche molto serie.

    Sono i neutroni così intelligenti da interagire solo col 7N14, reazione che è stata scelta in quanto fornisce i protoni in uscita che servono a impressionare la tela? A me pare molto improbabile, anche se, essendoci l’intervento divino di mezzo, tutto è possibile – ma allora non si capisce perché trattare la questione scientificamente.
    La maggior parte degli atomi del tessuto sarà costituita da 6C12: qual è il comportamento di tale isotopo investito da un tornado di neutroni termici? Questo gli autori manco lo considerano attuando una sorta di cherry picking nucleare: considerano solo la reazione che gli serve, anche se le altre sono più probabili.
    A questo indirizzo si trovano e sono anche scaricabili in formato pdf quasi tutte le sezioni d’urto per i proiettili più comuni derivate dai database cari a Camillo: http://www.oecd-nea.org/janis/book

    In particolare per la reazione di Carpinteri et al. ( http://www.oecd-nea.org/janisweb/book/neutrons/pg88/renderer/409 ) si vede effettivamente come a temperatura ambiente (25 meV) la sezione sia di 1,83 barn (quadratino in figura).
    Andiamo a vedere che cosa succede al 6C12.
    La sezione d’urto per la cattura neutronica (n,gamma) è pari a circa 0,007 barn ma va rapportata al fatto che il 6C12 è presente in quantitativi massicci mentre il 7N14 solo allo 0,1%. Quindi il 6C12 produce più 6C13 di quanto il 7N14 produca il 6C14. Siccome l’analisi di radiotazione si fa sul rapporto C14/C13 è facile intuire le conseguenze anche sul lavoro in esame.
    [http://www.oecd-nea.org/janisweb/book/neutrons/pg70/renderer/593]
    Stessi valori della sezione d’urto si hanno più o meno per 6C13, e questo complica ulteriormente il conto.
    [http://www.oecd-nea.org/janisweb/book/neutrons/pg79/renderer/593]
    La cosa si complica vieppiù se si considera che la sezione d’urto offerta dal carbonio naturale per la reazione (n,elastic), ossia lo scattering elastico, è di circa 5 barn. E mi pare di ricordare che nello scattering su carbonio si perda il 20% dell’energia ad ogni urto.
    Se trovo il tempo mi faccio i conti esatti per vedere se effettivamente il ringiovanimento c’è: magari al contrario si scopre che la Sindone è contemporanea di Tarquinio Prisco. Meglio avvantaggiarsi certe volte.

  22. Camillo Franchini ha detto:

    @AleD

    il suo apparecchio funziona con la fisica che già si conosce

    La fisica che si conosce stabilisce che devono essere presenti radiazioni gamma. E’ spiegato anche al post “Takahashi”. Reazioni nucleari senza manifestazioni nucleari non esistono. Credo che solo le reazioni fredde di Darmstadt siano escluse, ma sappiamo perché.

    • giorjen ha detto:

      e se le radiazioni ci fossero?
      Allora W Rossi?
      g

      • Cimpy ha detto:

        Quel Rossi, g?
        Come, non lo sai che c’erano, nel 2011? Però siccome nessuno (a parte Celani) ne misurava, allora termalizzavano. O era il contrario?

      • Camillo Franchini ha detto:

        @giorjen

        Allora W Rossi?

        Certamente!
        Simmetricamente se non ci sono, abbasso Rossi. Se si potesse mettere mano su uno dei suoi mamozi non servirebbe lo GSVIT per stabilire se è una patacca o l’invenzione del secolo, basterebbe un vecchio Thyac a pile in mano a un operaio.

        • oca sapiens ha detto:

          giorjen, Cimpy, Camillo, AleD
          se può servire, queste sono le dichiarazioni di Rossi al Florida Bureau of Radiation Control:
          he acknowledged that no nuclear reactions occur during the process and that only low energy photons in the energy range 50-100 keV occur within the device. There are no radiation readings above background when the device is in operation.

          Giancarlo,
          Carpinteri: un bel reverse engineering, speriamo che non lo insegni agli studenti di meccanica strutturale.

      • Luca ha detto:

        E se i tappeti volassero? W Aladino e la lampada magica?
        A parte il singolo e unico guizzo degli affidabili strumenti dell’ affidabilissimo amico Celani nel Gennaio 2011, Bianchini nelle sue numerose misure ha mai cavato un singolo neutrone o misurato una radiazione gamma al disopra del fondo naturale. Di quale radiazione stiamo parlando? I raggi R? Quelli li si può misurare semplicemente abbeverandosi dal JoNP.

        • AleD ha detto:

          Si vabbeh, perchè tu se ti metti fuori dal vessel di un reattore nucleare rilevi radiazioni oltre il fondo naturale?
          Celani e Bianchini han fatto rilievi esterni non dentro il presunto reattore di Rossi.
          Io stavo chiedendo se questo è sufficiente a livello normativo oppure no.

        • Cimpy ha detto:

          Celani, l’unico che abbia dichiarato di aver misurato qualcosa, lo avrebbe fatto di straforo durante una fiera e da una distanza superiore. La schermatura interna dell’E Cat che consetirebbe ai gamma di non uscire e di termalizzare è già stata oggetto di sufficente dielggio già all’epoca, ma se vuoi possiamo anche ricominciare. Vorrei solo ricordarti che :
          1)i gamma non termalizzano più secondo Rossi stesso già da parecchio (che la nuova fisica non gli serve più e poi i federali in USA gli fanno un mazzo così se parla di impianti nucleari o radiogeni…)
          2)il vessel di un reattore a cui tu fai riferimento non ha niente a che spartire con le scatole da scarpe normalmente usate nella fusione fredda

        • shineangelic ha detto:

          @AleD

          Queste osservazioni sono trite e ritrite. E il fatto che a tre anni di distanza non ci siano novità sostanziali rappresenta già di per sè una pietra tombale sul discorso, senza nemmeno dover entrare nel merito. Rossi c’entra molto più con l’ingegneria sociale che con la scienza; non a caso è un filosofo. Genio? Forse. Ma certamente non in ambito nucleare.

        • Luca ha detto:

          Nella prima demo il cotechino non era mica stato sforacchiato per ospitarci i sensori della strumentazione Villa/Bianchini? E poi qualche giro di domopack e pochi mm di piombo sarebbero stati sufficienti a schermare totalmente le presunte radiazioni del mamozio?
          La cura nell’involtone a mio parere era stata profusa per l’isolamento termico, in modo da dare più brio possibile alla sfiatella. Tale schermatura IMHO non sarebbe nemmeno stata sufficiente a bloccare nemmeno il profumo di un eventuale cotechino in cottura.

        • AleD ha detto:

          Non per insistere, ma si potrebbe spostare il focus su: “Io stavo chiedendo se questo è sufficiente a livello normativo oppure no.” ?

        • tia ha detto:

          >Si vabbeh, perchè tu se ti metti fuori dal vessel di un reattore nucleare rilevi radiazioni oltre il fondo naturale?
          Celani e Bianchini han fatto rilievi esterni non dentro il presunto reattore di Rossi

          Lo schermo era stato aperto a gennaio 2011.
          Focardi e Rossi sarebbero morti già dal 2008/2009 se l’e-cat funzionasse

        • tia ha detto:

          > “Io stavo chiedendo se questo è sufficiente a livello normativo oppure no.”

          A livello normativo sarebbe come minimo una macchina radiogena quindi non basta dire che fuori dal reattore non vedi una significativa attività nucleare.
          Quel genio di rossi è pure riuscito a fargli fare l’autocertificazione CE (naturalmente come caldaia), ma non c’è da stupirsi visto che anche qualche firma storica ha avuto il coraggio di dire che normativamente l’e-cat era una caldaia.

        • Cimpy ha detto:

          e invece è proprio un ferro da stiro a vaporella….

        • AleD ha detto:

          @tia:

          A livello normativo sarebbe come minimo una macchina radiogena quindi non basta dire che fuori dal reattore non vedi una significativa attività nucleare.

          Quindi se le cose stanno così oggi non può essercene nemmeno uno in esercizio e se mai verranno venduti le carte dovranno essere scoperte.
          3 anni di attesa sono certamente un segnale negativo in questo senso, diciamo che con altri 3 sopra si potrebbe ritenere chiusa la questione.
          Comunque, AR a parte, il discorso dovrebbe essere valido anche per tutti gli altri, se un apparecchio che si basa su reazioni nucleari, conosciute o di moda che siano, vuole uscire sul mercato tocca per forza avere riscontri dettagliati su che succede al suo interno, visto che la normativa parrebbe necessitarlo.

        • shineangelic ha detto:

          @AleD

          Non voglio insistere, ma questi stessi IDENTICI discorsi sono già stati affrontati innumerevoli volte, con le stesse considerazioni più o meno ovvie su licenze, brevetti e certificazioni. 3 anni? Per chi ci crede, le conclusioni probabilmente non verranno tratte nemmeno tra 30.

        • FermiGas ha detto:

          AleD,
          posto che l’E-Cat emetta davvero kilowatt su kilowatt di γ o X al suo interno (invece che essere un dozzinale bollitore), tu credi davvero di vederlo certificato per usi civili???
          Magari ci mettono pure un accessorio per farsi le radiografie in casa… O magari addirittura la TAC, perché no? Senz’altro così andrebbe a ruba tra gli specializzandi in radiodiagnostica.

        • AleD ha detto:

          @FermiGas: lasciamo perdere gli usi civili, per me il discorso può anche limitarsi al solo uso industriale.

  23. Camillo Franchini ha detto:

    @Giancarlo

    i protoni in uscita che servono a impressionare la tela?

    Carpinteri ha in mente il “neutron imaging”:

    Neutron imaging is a X-ray-like radiography technique

    E’ una tecnica bene sviluppata; se ne occupò un gruppo di lavoro misto CAMEN/FIAT usando neutroni del reattore Galileo Galilei portati alla temperatura del propano bollente. Ho visto le immagini ottenute da esplosivi particolari. Molto interessante. Del gruppo del CAMEN è rimasto Giovanni Cherubini, che si trasferì a Civitavecchia. Se ci legge ce ne può parlare. Lo saluto con amicizia, spero che stia bene. Anche Pietro Pizzi della FIAT potrebbe descriverci il metodo. Ciao Pietro, fatti vivo.
    Ovviamente il materiale da impressionare non assomiglia a una tela di lino. Anche questo è un miracolo della Fede. Carpinteri è un grande semplificatore. Ma anche gli altri sindonologi non sono meno semplificatori.
    Circa Nanor, date le modalità con cui storicamenete ci si muove in ff e relative invenzioni, non avrete mai niente in mano, nemmeno a pagamento.

    • sandro75k ha detto:

      Io non sono un esperto di “sacre scritture”… ma Cristo era anche dentro una bara? Di quale materiale? Ricordo di un masso sopra a coprire il coperchio prima della risurrezione che poi lo trovarono spostato…deve essere stato il terremoto?

    • Andrea ha detto:

      @Camillo
      Del gruppo del CAMEN è rimasto Giovanni Cherubini, che si trasferì a Civitavecchia. Se ci legge ce ne può parlare.Lo saluto con amicizia, spero che stia bene…… potrebbe descriverci il metodo.

      Per il momento penso sia impegnato nelle misure nucleari del piezonucleare, ma so di per certo che pur non leggendo questo blog ricambia i saluti.

      Al convegno Theatomunesplored Giovanni Cherubini Neutrons from Piezonuclear Reactions Induced by Cavitation:

      Al minuto 11:53 “Centro ricerche FIAT”, Cherubini conferma quanto da lei riportato:

      E’ una tecnica bene sviluppata; se ne occupò un gruppo di lavoro misto CAMEN/FIAT usando neutroni del reattore Galileo Galilei…

      Al CAMEN c’erano i migliori in ogni disciplina, non ci sono dubbi.

      Tutto va come se

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Andrea

        Per il momento penso sia impegnato nelle misure nucleari del piezonucleare,

        Giovanni era abituato a lavorare con canali di irraggiamento che fornivano un flusso di neutroni costante di 10^13 n cm^-2 s^-1! Era grande lavorare in quelle condizioni. Infatti ottennero ottimi risultati. Purtroppo quei lavori sono raccolti sotto forma di rapporti negli archivi del Ministero della Difesa, difficili da raggiungere. Giovanni era brillante. Sicuramente lo è ancora.
        Ho la sensazione che arrestando ogni attività nucleare l’Italia abbia rinunciato a importantissimi settori di ricerca. Molte università usavano radioisotopi prodotti da noi.
        Ma non mi dispiace, perché è giusto che il mondo cambi. Si sono viste troppe disgrazie nucleari per avere rimpianti.
        Saluti

  24. indopama ha detto:

    siamo alle solite, si analizza un “miracolo” senza avere la conoscenza di come avvenga la creazione della realta’ perche’ se uno fosse arrivato a comprenderla allora capirebbe facilmente che ogni cosa puo’ essere possibile!
    voi pensate che la realta’ sia oggettiva, che funzioni con le regole che la scienza ha scoperto e noi pure perche’ siamo una parte di essa fatta del materiale di essa.
    – intanto poiche’ abbiamo una Coscienza dovreste prima di tutto spiegare dove sta, csa sia e come si formi, visto che nelle altre cose la’ fuori (che cmq compongono tutto il nostro corpo) dite che non c’e’.
    diobono, se io sono fatto del materiale di una mela, di una carota, di acqua, di aria, ecc o la coscienza sta anche dentro quelle cose (per cui tutta la materia ha libero arbitrio e puo’ decidere cosa fare, anche come cambiare) oppure non esiste.
    – poi dobbiamo ancora trovare uno scienziato che ci insegni come riuscire a provare a noi stessi che la realta’ e’ oggettiva, cioe’ che esiste anche senza di noi. un bel fatto… 😀 il bello e’ che gli scienziati che si credono seri poi mi dicono: si lo so che non si riesce a provare che la realta’ sia oggettiva (vale a dire puo’ anche essere soggettiva e qui bisogna poi capire cosa sia il soggetto) pero’ a me piace “credere” cosi’.
    hahaha questa le supera tutte, prima una gran lotta coi credenti che sarebbero dei pirla illusi, poi sul fondamento principale della loro conoscenza sono credenti pure loro.

    conclusione:
    io se fossi uno scienziato serio farei una riflessione partendo dal principio perche’ magari (sottolineo magari) ci si e’ sbagliati negli assiomi di base. non che sia tutto da buttare (anzi non lo e’ proprio) ma si potrebbe poi scoprire che non c’e’ solo quello che abbiamo scoperto e soprattutto che quello che abbiamo scoperto non e’ quello che fa funzionare tutta la baracca della vita ma che ci sono altre regole sopra.

    un saluto a Giancarlo e auguri a Lorenzo e a tutta la famiglia.

    • Cimpy ha detto:

      È tanto che non ti cade uno scaldabagno sui piedi…

    • oca sapiens ha detto:

      indopama,
      auguri a Lorenzo
      dopo aver ripetuto che la realtà oggettiva non esiste e aver dato del pirla a Giancarlo, come a tutti noi.,forse poteva risparmiargli questa ipocrisia, non crede?

      • indopama ha detto:

        hahaha, tra tutto quello che ho scritto ha compreso (a modo suo) solo l’ultima riga, e’ cmq meglio di niente.
        la realta’ esiste eccome ma non e’ oggettiva, questo era il senso del discorso che lei non ha compreso ma fa niente, non e’ che tutti nascono imparati. 🙂
        ipocrisia… non so se lo ha notato ma e’ una cosa che non esiste nella realta’… non si vede, non si tocca, non ha un peso, non ha un volume, eppure lei me l’ha citata.
        se la realta’ che lei ha in mente e’ tutto quello che c’e’ allora l’ipocrisia deve esistere pure lei li’ dentro, o no? idem per la rabbia che ha espresso nella sua risposta, dove sta nella realta’ oggettiva? me la fa vedere con un misuratore di rabbia? o non vorra’ mica dire che sta parlando di niente… o magari che sia l’ipocrisia che la rabbia esistono solo nel soggetto? impossibile se l’oggetto e’ tutto cio’ che c’e’.

        • Cimpy ha detto:

          Mi dia retta, OS, non ci litighi: è un bravo ragazzo, ma non ha ancora capito se sogna o se è desto….Ci vorrebbe un E Cat sul malleolo sinistro; dopo vede come mi ridiventa oggettivo di colpo…Ma in fondo – ma mooolto in fondo – è simpatico anche così. A piccole dosi…
          😀

          (Indò, in amicizia, eh?!)

        • oca sapiens ha detto:

          Cimpy,
          ha ragione, tanto non capirà mai la differenza tra materia e realtà, meglio fare come lui e non considerare oggettivamente reale quello che scrive.

        • Luca ha detto:

          Concordo con OS. Mi piacerebbe però molto che il nostro simpaticissimo amico si limitasse a scrivere queste perle “di là” tra i vari bertoldi e C. che adorano questo tipo di discorsi. Qua le vedo solo come noiose interruzioni (tipo gli spot durante un bel film) agli interessantissimi argomenti che si affrontano. Ma il padrone di casa non sono io e se Camillo ne tollera la presenza, sta bene anche al sottoscritto. Mi costa solo un piccolo sforzetto del dito indice per girare la rotellina del mouse e saltarne i contenuti.
          Detto tra noi l’amico mi diventa un pochino meno simpatico quando oltre a prenderci in giro con questa favola della raltà soggettiva, mi diventa un pochino provocatorio.
          Buona giornata.

  25. oca sapiens ha detto:

    Hermano Tobia,
    “costa pochissimo”: intendevo lo sviluppo, non il prezzo del prodotto. Che mi sembra un po’ alto per quello che si vede nelle foto

    sandrok75
    esperta nemmeno io, ma i vangeli dicono che il corpo è stato messo in una tomba scavata nella roccia, e l’ingresso chiuso con un masso. Non si usavano bare.

  26. Camillo Franchini ha detto:

    @shineangelic

    stesse considerazioni più o meno ovvie su licenze, brevetti e certificazioni.

    Io aggiungerei che NANOR inteso come oggetto moltiplicatore di energia da sperimentare non esiste proprio. La foto che ci ha inviato oca sapiens rappresenta due oggetti peggio del mamozio-cotechino di Rossi.
    Hagelstein è troppo farfelu per combinare qualcosa di buono. Ha una biografia spaventosa.

  27. gabrichan ha detto:

    @Giancarlo, saresti cosi gentile da spiegarmi una cosa, detta da Mastromatteo min. 45

    Cosa cambia sulla superficie colpita da una luce laser?

    • Giancarlo ha detto:

      @gabrichan
      Si scalda

      • Franco Morici ha detto:

        al minuto 48:10 circa:
        il Laser serviva semplicemente per illuminare non per apportare energia sulla superficie del materiale
        Era una “riflessione totale” con assenza assoluta di trasferimento di energia dai Fotoni che collidevano?

        • gabrichan ha detto:

          sto leggendo “Laser Control of Atoms and molecules” di V.S. LETOKOV il laser dovrebbe ionizzare ed accelerare gli elettroni liberi.

        • Giancarlo ha detto:

          @gabrichan
          Il libro di Letokhov è sicuramente molto bello e costituisce una pietra miliare nell’applicazione delle tecnologie laser in chimica. Non capisco però che cosa c’entri con i laser di Lassisi che riscaldano il palladio.
          Letokhov i suoi fotoni li concentra su atomi o molecole isolati, mica su superfici metalliche. A quale dei 14 capitoli sei arrivato? La cosa più bella del libro sono le foto finali, comprese quelle di un Anthony Siegman giovanissimo. Ha scritto il più bel libro sui laser esistente.

        • gabrichan ha detto:

          @Giancarlo, a detta di Mastromatteo il laser usato ha una potenza davvero bassa e non scalda il materiale, quindi suopponevo venisse usato per polarizzare la superfice del palladio o accellerare gli elettroni liberi o i neutroni.

        • Giancarlo ha detto:

          @gabrichan
          il palladio non mi risulta essere un corpo nero, quindi i fotoni non riflessi sono assorbiti e siccome non mi risulta neppure essere trasparente, finiscono col riscaldare il palladio.
          Quello a cui pensi tu sono gli acceleratori al plasma che generano onde di elettroni che si muovono attraverso il plasma: in genere si focalizzano laser impulsati (fs) su cristalli opportuni (zaffiro); si produce una ionizzazione del gas e oscillazione del plasma di elettroni. Il gas si diseccita emettendo fasci di elettroni ad alta energia. Tutto questo con un laser in continua e fotoni da meno di 1 eV mi pare difficile, a parte il fatto che il Pd non va bene. I neutroni, te lo dice la parola stessa, è difficile smuoverli con un campo em.

  28. Camillo Franchini ha detto:

    @gabrichan

    accellerare gli elettroni liberi o i neutroni.

    un laser usato per accelerare dei neutroni? Un’altra di queste uscite e La bandisco come troll.

  29. FermiGas ha detto:

    Mi permetto una veloce digressione su Abundo.

    Nel documento [1], leggiamo ancora una volta della pressione nucleare di legame (per nucleone) di 100 MPa.
    A me non risulta un valore del genere. Infatti, dividendo l’energia di legame di un qualsiasi nucleo per il suo volume si ottengono pressioni dell’ordine di
    100E30 Pa.
    Abundo ha perso per strada ventiquattro ordini di grandezza, ma son cose cui la ff ci ha abituato.
    O dobbiamo forse asserire che gli addetti alle presse idrauliche siano sottoposti a un notevole rischio radiologico?

    La figura 1 a pag. 9/21 invece mi suggerisce un metodo infallibile nel caso volessi misurare la temperatura della scarica elettrica del mio accendigas per fornelli.

    Poi, nel documento [2], leggiamo (cito alcuni passi salienti):

    un circuito RC estrarrebbe energia elettrica, mediante la scarica autopulsante in regime di resistenza negativa (vedasi più avanti), dalla sorgente di reclamato eccesso anomalo, sia essa di Zero Point o LENR (finanche, eventualmente, come riportato in alcuni lavori, dal contenuto energetico termico dell’ambiente esterno).

    Gli esperimenti per l’estrazione di corrente di P. Correa con Glow Discharges in tubi a vuoto, quelli di A. Chernetsky con Spark Gaps, di J. L. Naudin e i nostri con plasma elettrolitico hanno in comune almeno un punto fondamentale: l’esistenza di una parte del diagramma I-V con pendenza negativa, la cosiddetta zona a resistenza negativa, in cui ad un aumento di tensione corrisponde una diminuzione di corrente.
    Secondo le teorie, si ipotizzano processi periodici di riorganizzazione spontanea del plasma, ad entropia negativa, la cosiddetta negentropia.

    Dalle oscillazioni spontanee autosostenute che si originano esercendo il plasma in tali condizioni è possibile estrarre energia direttamente sotto forma elettrica mediante un circuito RC coerentemente dimensionato per accordarsi con le frequenze di pulsazione del plasma.

    Sulla base di questi passi, suggerisco quindi d’indirizzare la ricerca verso l’estrazione d’energia (proveniente dallo ZP o da LENR o dal calore ambientale, o come più vi delizia!) da componenti a resistenza negativa più diffusi, più semplici e a buon mercato delle celle elettrolitiche a scarica, per esempio: diodi tunnel, operazionali con 3 o 4 resistori opportuni, un PTC.

    Per concludere, spero che Abundo – in quanto dipendente statale – non insegni più ai suoi ragazzi queste assurdità e se le tenga per sé…

    [1] http://www.hydrobetatron.org/files/NUOVI-IMPULSI-alle-LENR-per-COHERENCE_SINTETCA_ie420seq.pdf
    [2] http://www.hydrobetatron.org/files/Ponte2.pdf

  30. Giancarlo ha detto:

    OT
    Buongiorno a tutti.
    Poiché molti di voi ci sono stati molto vicini in vari modi, in questo periodo molto difficile per la mia famiglia, vorrei ringraziarvi di nuovo e condividere con voi la mia gioia che deriva dal fatto che stamattina Lorenzo è tornato a scuola, in netto anticipo rispetto ad ogni tabella di marcia redatta in precedenza. Forse riuscirà pure a giocare gli ultimi tre minuti del campionato di calcetto, a fine Aprile. A breve tutto sarà solo un bruttissimo ricordo.
    Un grazie particolare a Sylvie e Camillo che attraverso i loro blog ogni tanto hanno riportato le notizie che in vari modi giungevano loro.
    Giancarlo (e Lorenzo)

    PS: Ho fatto un fioretto laico, non trattare troppo male HT e Gabrichan. Almeno fino all’estate.

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Giancarlo,

      mi dispiace che questo meraviglioso messaggio sia incappato nella moderazione, completamente arbitraria, per cui ha dovuto aspettare diversi minuti prima di essere diffuso.
      Bravo Lorenzo, bravi i suoi medici e i suoi famigliari che insieme hanno ottenuto questo bel risultato. Accanto alle terribili notizie che in questi giorni riguardano ragazzi sfortunati, questa notizia va in senso opposto, finalmente.
      Immaginiamo Lorenzo fermo ad aspettare lo stesso autobus di diversi mesi fa, con lo stesso zainetto ma con abiti più pesanti, perché al mattino fa ancora freschino.
      Bene, si ricomincia da dove si era lasciato, con tutte le materie da recuperare. Pazienza!
      Immagino i saluti festosi che Lorenzo riceverà dai suoi compagni e dai suoi professori. Noi siamo tra loro.
      La primavera comincia bene.
      Un abbraccio a tutti i De Marchis da
      Maria Angela e Camillo

    • Cimpy ha detto:

      😀
      Ciao, Giancarlo.
      Dà gioia a tutti, ne sono certo – adesso però quel giovane fa il piacere di stare in campana agli incroci eh?!

      Fioretto
      Solo se HT non esagera.
      A proposito HT, hai sentito di Rossi? Pare che stia seriamente preparando un nuovo device: un E Cat a gas per un motore ibrido per jet, parrebbe.
      Sempre tutto plausibile, secondo te? Nessun dubbio che stia solo giocando con bolle di sapone?

      • Giancarlo ha detto:

        @Cimpy
        Guarda, io dò molto credito alle parole di Rossi, sin dal 2011 quando mi sono avvicinato a questa piacevole storia. Il problema sono i credenti, che invece non credono alle sue parole. Ti faccio l’esempio del sistema da 1 MW del 26/10/2011.
        Lì dentro c’erano 104 moduli da 10 kW ciascuno che mostrarono di funzionare senza esitazione alcuna, come pure testimoniato dall’Ing. Domenico Fioravanti.
        Anche se poi Cures ebbe modo di dire che si durante la prova si presentarono degli inconvenienti non meglio identificati per cui Rossi fu costretto a mettere in stand-by metà dei moduli, lasciandone attivi solo 52.
        Ora io sono un cultore della teoria della probabilità (chiesa Bayesiana) e per me 52 è già un numero grande, anzi un grande numero. Questo certifica che la tecnologia (almeno quella dell’ecat) già nel 2011 era matura, assestata e riproducibile, altrimenti non avresti 52 esemplari dunzionanti all’unisono per molte ore consecutive.
        Sono i fedeli che invece non hanno fede abbastanza e continuano a parlare di tecnologia immatura e altre prove da fare. Forse i motivi per cui il 10 kW non fu messo in commercio erano in realtà strategici, non tecnici e si cominciò a parlare di ulteriori fasi di R&S.
        Forse ci fu un intervento del DoD e Ascoli forse ne sa di più. Non sottovaluterei questa possibilità ora di usare la tecnologia per un impiego sicuramente double-use.

    • Hermano Tobia ha detto:

      @Giancarlo
      stamattina Lorenzo è tornato a scuola
      E’ una notizia bellissima !

      Sfrutterò intensivamente i pochi mesi che ci separano dall’estate per spararle in libertà … 🙂

    • gabrichan ha detto:

      @Giancarlo, Davvero delle belle notizie, se il figlio è come il padre non credo avrà tanti problemi a rimettersi in pari con la scuola.
      Per il resto frutterò anche io l’occasione per romperti metaforicamente le pa..e con domande sibilline.

    • oca sapiens ha detto:

      Giancarlo,
      Accidenti alla moderazione, l’altro ieri potevo festeggiato con delle bollicine, ma stasera devo essere del tutto sobria. icelo anche domani, anel caso

  31. marcomic ha detto:

    Mr.Rossi ha in mente di modificare la camera di combustione di un TurboGas aeronautico che probabilmente ancora non si è procurato (se ne trovano d’occasione, che), montadoci un gas H-Cat ancora in via di sperimentazione (sicuramente “avanzatissima”), sempre che i risultati delle prove del 3rd-party report sul H-Cat elettrico non siano negativi. Dopodichè si procederà con la misura (di che? della spinta? no, verrà modificato per la produzione di elettricità). Mr. Rossi merita sicuramente molto credito, prima o poi lo farà (tra 5, 10, 15 anni, se sarà ancora vivo e troverà ancora qualcuno che lo finanzia). Ma santa pazienza, una maledetta turbinetta a vapore non era piu’ semplice? (tanto per dirne una, eh?)

  32. AC/DC ha detto:

    @Giancarlo
    Sono molto felice per le buone nuove che ci porti, non sarà stato facile per tutti voi (soprattutto per Lorenzo) ma fortunatamente ora potete tirare un sospiro di sollievo.

    Per il resto non ti preoccupare per quello che ti sei perso in questi mesi di forzata assenza, qua come al solito non è successo niente di concreto. Fra qualche anno avremo sicuramente scaldabagni, automobili, centrali, astronavi (e chi più ne ha più ne metta) a tecnologia LENR ma per il momento non ci è concesso neppure di prepararci una caffè con caffettiera LENR… eh sti poteri forti!

  33. Luca ha detto:

    Chiedo scusa per l’OT ma l’invenzione N.1 del nostro eroico enterpreneur, nonostante siano passati ormai parecchi anni, fa ancora parlare di sè nella cronaca http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=44646.
    Chissà fin quando si parlerà della N.3!

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