Celani 5

Speriamo che molti di voi abbiano avuto tempo e curiosità per seguire i due video che ci sono stati tempestivamente proposti da Daniele Passerini
http://22passi.blogspot.it/2013/11/bartalucci-e-celani-su-sky-897.html
Da soli bastano a descrivere la consistenza scientifica della ff.
Celani, vice presidente dell’ISCMNS (International Society of Condensed Matter Nuclear Science), quindi rappresentante di spicco dei ff, spiega per qual ragione egli è passato dalla ff classica di F&P basata sul deuterio assorbito nel palladio a una soluzione più economica rappresentata da idrogeno assorbito in costantana: tutta una questione di costi. Il palladio è troppo caro per l’utente medio e sta diventando sempre più raro e il deuterio, caro anch’esso, rientra nella lista dei prodotti strategici.
Il ragionamento è simile a quella di un agricoltore che dicesse di preferire produrre vino usando un miscuglio di grappoli di fitolacca e smilace, che si trovano in natura gratis, piuttosto che grappoli di cabernet, troppo complicato e costoso da produrre. Quel signore produce certamente un liquame rosso, ma non è vino e soprattutto è mortale.
In quasi un’ora di esposizione, Celani non descrive la reazione che fornirebbe il calore agognato. Nella F&P si tratta della reazione DD; nella nuova reazione di Celani non si sa. HH non può essere perché è una interazione debole; idrogeno più protone nemmeno, a causa di uno sfavorevole andamento della sezione d’urto. Resta il rame, ma Celani non si azzarda a tirarlo in ballo, perché nemmeno Rossi lo ha fatto.
Anche più impressionanti sono le considerazioni di Celani sull’effetto catalitico della costantana, che sarebbe in grado di trasformare l’idrogeno molecolare in idrogeno atomico. In condizioni normali, l’energia di legame H-H ammonta a 430,54 kJ mole^-1, un valore molto elevato, a dimostrare che la molecola di idrogeno è molto stabile. Un catalizzatore sarebbe in grado di favorire la trasformazione dell’idrogeno atomico in idrogeno molecolare, non viceversa. Un catalizzatore dà stabilità all’idrogeno molecolare, ma non è quello che Celani vuole.
Se le conoscenze sui catalizzatori di Celani fossero corrette, potremmo immaginare di inventare un catalizzatore che decompone l’acqua nei suoi costituenti i quali, fatti reagire, produrrebbero il calore corrispondente all’energia di legame dell’acqua. In questo modo produrremmo energia dall’acqua, violando il principio di conservazione dell’energia. Celani segue l’esempio di Carpinteri, che scrive reazioni dove l’energia non viene conservata.
Si tratta della solita micidiale trappolina che Daniele ha messo sulla strada di Celani? Già l’aveva esposto a ritorsioni in occasione della bombolina di Arata. Ora gli dà elegantemente il colpo di grazia.
Daniele, un consiglio: aut tace aut loquere meliora silentio.

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345 risposte a Celani 5

  1. Antonio Ludovico Muratori ha detto:


    Oh, non c’è ancora nessuno.
    Beh, firmo e mi siedo.

    Saluti.

    ALM

  2. Cimpy ha detto:

    Non ci si può distrarre un minuto!…

  3. Camillo Franchini ha detto:

    @Daniele Passerini

    LA MARCATURA AD UOMO.

    Hai ragione, si tratta di una marcatura ad uomo che si è resa necessaria perché Celani non demorde, tenuto faticosamente in pista da amici di vecchia data, tra cui Massimo Scalia. Con le interrogazioni in corso si rischia di trovare Celani ancora a occuparsi di ff, sostenuto dal nostro supporto finanziario. Celani non è Rossi o Mastromatteo, privati di cui nessuno si occupa, è un dipendente dello Stato Italiano.
    Vedere di nuovo Celani arrancare stancamente sulla vecchia strada a nostre spese non piace a molti di noi, tutto qui. Quando diventerà dipendente della Toyota, nessuno si occuperà di lui dal giorno dopo. Fino a quel momento sarà marcato a uomo. Ci saranno altri post, tutti rigorosamente ancorati alla scienza consolidata; niente fango, che non è nel nostro stile.
    Ti è piaciuta l’intervista al Dr. Balanzone? Sii sincero…
    Ti saluto, sta in gamba.

    • theschnibble ha detto:

      Ciò che proprio non riesco ad ascoltare senza andare in bestia è quando Celani dice: “al di là di ogni ragionevole dubbio”.
      Quindi chi dubita di queste affermazioni è uno stolto? Allucinante.

      The Schnibble

  4. mW ha detto:

    Caro Franchini,
    sono molto contento che questo blog, piccolo e vieppiù senza pretese, sia letto anche da esponenti del M5*. Non credo che nessuno cercherà di influenzarli, ma spero invece che da parte nostra essi possano avere informazioni mai meno che certe e provate, nel senso più scientifico, processuale, e burocratico del termine.
    In particolare, se gli esponenti del M5* avranno informazioni di carattere scientifico su certe “ricerche”, è giusto anche che il M5* sappia che taluni suoi attivisti premiati, si sono impegnati non poco per queste “ricerche” e sono stati alquanto contigui al mondo politico-scientifico dal quale esse scaturiscono. Al dibattito interno del M5* il compito di chiarire la vicenda, a me la decisione se votarlo o meno.

    • Cimpy ha detto:

      Starai mica parlando dell’attivista tra i più attivi della rete
      quello che ha vinto alla Sisal la cena con Grillo in presona? E tu pensa che a lui lo chiamano gli Onorevoli -li chiama così lui eh, che i 5 stelle fra loro si chiamano “cittadini”, al limite anche “utenti”, ma Onorevoli (con la o maiuscola per giunta) mai, che è un’offesa grave – per chiedergli se conosce il Giancarlo, quello (dice lui che gli “Onorevoli” dicono) che lui “smarrona con le lacrime agli occhi” (o qualcosa del genere). Chissà se gli “Onorevoli” se la sentono di confermare di conoscerlo e di pensare che sia in grado di “smarronare” il Giancarlo. Il Mistero, dico, che gli aiutanti degli “Onorevoli” a quanto pare non lo conoscono mica…

      • mW ha detto:

        @Cimpy,
        all’attivista premiato del Movimento 5 Stelle al quale ti riferisci, piace far sapere che conosce Onorevoli e gente importante, un poco a dire “lei non sa chi sono io”.
        Proprio uno stile M5*.
        Ad esempio egli si è speso moltissimo per il PIEZONUCLEARE, e ci teneva a mettere bene in evidenza la propria conoscenza dei due principali attori di quella storia: Li aveva addirittura accompagnati al Parlamento Europeo!
        Era il 2011 e tutto andava a gonfie vele, quando il carro Piezo-Pdl sembrava correre su solidi binari. Ma solo un anno dopo qualcosa sembrava già incrinarsi, nella bella storia del piezonucleare. Vediamo cosa ne dice Il Fatto Quotidiano
        Tutto il resto è storia, e il piezonucleare è finito maluccio. Ma quello che conta è Trovare un nuovo cavallo vincente.
        @Sandro 75K,
        non saprei cosa dire di preciso circa il qualunquismo del piano energetico del M5*. Ne sai davvero più di me, e ne possiamo parlare. Sicuramente il M5* sta esaminando in silenzio le varie opzioni e non sta abbracciando a spada tratta il piezonucleare, nonché il suo entourage politico scientifico, che tutto era tranne che “il nuovo”, come si vede dal riassunto del Fatto. Al dibattito interno al M5* il giudizio sulla vicenda e sui suoi attivisti premiati, a me la decisione se votare M5* o meno.

        • Luca ha detto:

          Caro milliwatt
          credo che all’attivista farà senz’altro piacere conoscere l’esistenza di quest’ardito “piano piezonucleare” http://i.imgur.com/WqhrY0I.jpg comparso mesi fa sul -forse inconsapevole- spazio web di un’azienda milanese che commercializza apparecchiature ad ultrasuoni.
          Di quest’ardito “piano piezonucleare” non è mai stato dato al popolo il piacere di conoscerne l’autore ma, dallo stesso, non è MISTERO evincerne il finanziamento richiesto che ammonterebbe a – bruscolini – solo a svariate centinaia di milioncini (euro, non le vecchie lirette!)
          Quest’azienda sembra non abbia molto controllo di ciò che ospita sul propio spazio web visto che l’imbarazzante quanto ardito documento sta ancora lì in bella vista e raggiungibile dal mondo intero http://www.startecultrasuoni.com/tagged/Reattore

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Luca

          Nel sito Startec c’erano anche due video di Cardone e Carpinteri, dove i due descrivevano separatamente con gravità professionale le loro realizzazioni piezo. Da quel sito, grazie a Mistero, nacque il mio interesse per i due piezoscienziati. Astutamente Mistero ha cancellato i due video; dopo i primi commenti avrà capito che si trattava di pubblicità negativa. All’inizio era molto orgoglioso del suo sito.

        • Cimpy ha detto:

          È la mia impressione o quel sito è un po’ spento?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Cimpy

          Impressione corretta. Carpinteri e Cardone hanno rinunciato alla loro sorprendenti conferenze. Forse si sono accorti che erano criticati duramente.

    • sandro75k ha detto:

      @mW

      Hai letto la mia domanda a Luca (non gradisce lo si nomini nome e cognome ) sul programma energetico del Mov5Stelle ? Hai letto la “risposta”?
      E’ chiaro che il limite del movimento sta nel qualunquismo dei 2 Guru di riferimento ed del loro modo di imporre la linea politica..altro che uno vale uno!
      Comunque, finché ci sono persone come questo “ragazzo” c’è speranza….

      Ripropongo il LINK al loro programma, mi sembra doveroso!
      http://www.beppegrillo.it/movimento/2010/07/energia.html

  5. Sacha ha detto:

    Presentazione di Kidwell del Naval Research Laboratory all’ICCF18. Nella slide 63 c’è una foto del rattore di Celani, e sotto diplomaticamente gli si dice che nel suo reattore non c’è nessun effetto LENR:
    https://mospace.umsystem.edu/xmlui/bitstream/handle/10355/36786/LENRInvestigationsNavalResearch.pdf?sequence=1

  6. FermiGas ha detto:

    Più studenti d’ingegneria energetica frequentano questo blog, più ne sono contento, dal momento che essi hanno ben freschi i fondamenti della fisica nucleare e della radioprotezione. Per loro, per esempio, sarà ben facile valutare quant’è verosimile la reazione p+e- sulla base dell’infima sezione d’urto.

  7. Sacha ha detto:

    Che dietro tutta questa enorme pubblicità alle LENR ci siano proprio le aziende Big-Oil, con il fine di scoraggiare o rallentare gli investimenti sulle rinnovabili e sulle altre energie alternative ?

    http://oilprice.com/Alternative-Energy/Nuclear-Power/What-Could-be-Bigger-than-Shale-How-about-LENR.html

    • Ascoli65 ha detto:

      @Sacha,
      credo che la bocciatura più eclatante e palese ricevuta da Celani all’ICCF18 sia quella contenuta nel poster presentato dalla National Instrument (1), società che lo aveva fortemente appoggiato appena l’anno scorso, che mostra come su 6 esperimenti di replica eseguiti con i suoi fili l’unico che ha fornito sicuramente, a detta degli sperimentatori, un eccesso di calore è stato quello di Mastromatteo, suo amico da lunga data. Ne avevo già parlato in un recente commento (2) a cui rinvio per i dettagli, ma mi sembra utile ricordarlo in questo post che fa riferiferimento all’ultima sua intervista (3), in cui il ricercatore INFN afferma testualmente (da 48:10): “I sistemi nichel-idrogeno, puro oppure in leghe, incominciano a funzionare intorno a 150-200 gradi. Noi lo abbiamo dimostrato in maniera, proprio … chiara! Questo esperimento è riprodotto molte, molte decine di volte nel mondo. Quindi … abbiamo una prova della riproducibilità della temperatura di innesco, penso, assoluta.”

      (1) https://mospace.umsystem.edu/xmlui/bitstream/handle/10355/36265/VerificationsFrancescoCelaniLENR.pdf?sequence=4
      (2) https://fusionefredda.wordpress.com/2013/09/16/clique/#comment-27690
      (3) http://www.youtube.com/watch?v=bWPusM0FaNI

  8. Hermano Tobia ha detto:

    @Camillo
    Spiace dirlo, ma Daniele ha ragione sulla marcatura ad uomo. Le critiche presentate nel suo post sono superficiali ed antiscientifiche, e fanno pensare a ragioni di astio personale nei confronti di Celani piuttosto che ad un “ragionamento sereno” come auspicato dal rappresentante del M5s.

    Andiamo per ordine:
    Il palladio è troppo caro per l’utente medio

    Gli eccessi di calore in ambiente Pd/D sono stati dimostrati in maniera affidabile e ripetibile dall’ENEA con la tecnica della riproducibilità trasferita (1), tuttavia seppur interessanti dal punto di vista scientifico, non sono pratici dal punto di vista industriale visti i costi del Pd, quindi la ricerca si è giustamente orientata verso i sistemi Ni/H.

    In tale occasione l’ENEA ha collaborato con il DOD USA, il quale, visti i risultati positivi, ha messo a budget 30 mln USD per il proseguimento delle ricerche (2).

    Le ricordo inoltre che anche lei si preoccupò, a suo tempo, di tentare di fornire una spiegazione “convenzionale” agli ormai innegabili eccessi di calore riscontrati in una moltitudine di esperimenti, senza però mai arrivare ad alcuna conclusione (3).

    nella nuova reazione di Celani non si sa.

    Nessuno sa quale sia il meccanismo alla base degli eccessi di calore, tuttavia gli aspetti anomali e poco chiari andrebbero approfonditi ed indagati, e non ignorati, o peggio sbeffeggiati come sua abitudine, denotando un atteggiamento profondamente antiscientifico.

    Senza ricordare che l’uomo ha utilizzato il fuoco per millenni prima di capire le reazioni di combustione, le ricordo che uno degli argomenti più interessanti ed attuali della fisica allo stato solido, ovvero la superconduttività ad alta temperatura, è tuttora completamente inspiegato.

    There have been more than 60,000 papers published on high-temperature superconductive material since its discovery in 1986,” said Jak Chakhalian, professor of physics at the University of Arkansas (UA) and a co-author of a new paper published on May 13, 2013, in Scientific Reports. “Unfortunately, as of today we have zero theoretical understanding of the mechanism behind this enigmatic phenomenon. In my mind, high-temperature superconductivity is the most important unsolved mystery of condensed matter physics.” (4)

    effetto catalitico della costantana, che sarebbe in grado di trasformare l’idrogeno molecolare in idrogeno atomico

    Gli studi sui catalizzatori a base di Ni della dissociazione dell’H2 sono numerosi, mi stupisce che lei non li conosca:
    Therefore, although both Ti and Ni promote H2 dissociation, only Ni appears to be a good catalyst for Mg hydrogenation, allowing diffusion away from the catalytic sites. (5)

    Influence of Nickel Catalyst Geometry on the Dissociation Barriers of H2 and CH4 (6)

    Giusto per citare i primi che si trovano. Inutile poi ribadire che la catalisi non viola alcun principio di conservazione dell’energia, in quanto agisce sulla cinetica della reazione e non sulla termodinamica.

    Già l’aveva esposto a ritorsioni in occasione della bombolina di Arata.

    Le ricordo che lei per sostener l’assurda posizione che la bombolina di Arata replicata da Celani non può funzionare lei, oltre a rifiutarsi di presenziare alla replica dell’esperimento, ha bellamente ignorato, nell’ordine:

    – decine di articoli pubblicati su importanti riviste peer-reviewed e riportati su trattati di elettrochimica (7)
    – numerose repliche (pubblicate) del fenomeno fatta a partire dagli anni 50 (8), (9)
    – numerosi brevetti e macchine funzionanti secondo tale principio (7)
    – l’esortazione dell’amico Giancarlo a non negare l’evidenza (10)
    – la spiegazione teorica del prof. Malatesta, con annessa lettera di scuse a Celani (11)
    – la foto del manometro di Celani che segna 40 bar, commentata da Mario Massa con le seguenti parole “Forse così Camillo si convincerà” (12)

    Ma è in buona compagnia: il prof Bardi, citato da Sacha, che insegna chimica fisica e queste cose dovrebbe saperle, autore di un curioso articolo (13) sull’argomento, ha fatto scena muta di fronte ad alcune semplici mie domande di chiarimento su quanto aveva scritto (14).

    Se non è un atteggiamento pregiudizievole ed antiscientifico questo, non so cosa lo possa essere.

    (1) http://www.enea.it/it/produzione-scientifica/EAI/anno-2011/indice-world-view-3-2011/fusione-fredda
    (2) http://www.darpa.mil/WorkArea/DownloadAsset.aspx?id=2147484865&ei=ggz-T9OQHoLjrAG8vIGMCQ&usg=AFQjCNF5FYEcO9HPUxK1Hsr1vV-q1KmmPQ
    (3) https://fusionefredda.wordpress.com/2012/06/25/arata2/#comment-9029
    (4) http://www.aps.anl.gov/Science/Highlights/Content/APS_SCIENCE_20130610.php
    (5) http://www.homepages.ucl.ac.uk/~ucfbdxa/pubblicazioni/JCPSA61289094703_1.pdf
    (6) http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/jp9003196
    (7) http://cobraf.com/forum/topic.php?topic_id=5747&reply_id=123532808#123532808
    (8) http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/ac60221a055
    (9) http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/ac60291a014?journalCode=ancham
    (10) https://fusionefredda.wordpress.com/2013/08/14/mckubre/#comment-25826
    (11) http://22passi.blogspot.it/2012/02/come-smascherare-i-fanghificatori.html
    (12) http://22passi.blogspot.it/2013/11/il-tonfotanfo-di-sylvie-coyaud-aka_8.html
    (13) http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2012/07/09/arata-nel-paese-delle-meraviglie-ovvero-la-fusione-fredda-oltre-lo-specchio/
    (14) http://ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it/2013/08/21/le-cat-e-largenteria-di-famiglia-cont/

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Hermano Tobia

      Gli eccessi di calore in ambiente Pd/D sono stati dimostrati in maniera affidabile e ripetibile dall’ENEA

      E’ un’affermazione impegnativa. Io non trovo traccia di questa reazione nucleare nelle banche dati. Forse mi è sfuggita. Se non è registrata, non è stata ottenuta. Così funziona il mondo della scienza, non si procede per passaparola. Serve una documentazione forte e riconosciuta per autorevolezza che, a quanto mi risulta, manca. Interroghi la DD sulla banca dati che preferisce e mi sappia dire. A Celani piacciono i Giapponesi, provi qui:

      Japan Charged Particle Nuclear Reaction Data Group, Hokkaido University, Sapporo, Japan

      Gli studi sui catalizzatori a base di Ni della dissociazione dell’H2 sono numerosi, mi stupisce che lei non li conosca

      Altro se li conosco, fanno parte della chimica classica.

      Inutile poi ribadire che la catalisi non viola alcun principio di conservazione dell’energia, in quanto agisce sulla cinetica della reazione e non sulla termodinamica.

      Anche questo è chimica classica. Celani non spiega dove prende l’energia per dissociare l’idrogeno molecolare, che rimane inalterata ed è indipendente dall’uso di un catalizzatore di associazione/dissociazione. Scaldare l’idrogeno molecolare a poche centinaia di gradi è puro solletico. Per dissociare parzialmente l’idrogeno per via termica bisogna raggiungere 35.000 °K, anche se usasse un catalizzatore, che ovviamente a quella temperatura non può esistere.
      Se dissocia l’idrogeno molecolare senza impiegare energia, o è Mandrake o viola la legge di conservazione dell’energia.
      Celani mi ha fatto una pessima impressione; appare confuso e assolutamente non in grado di occuparsi di chimica e di scienza nucleare. Per me Celani si è del tutto bruciato; lo ha fatto con determinazione, preso da una sorta di cupio dissolvi. Bartalucci è addirittura inesistente.
      Si sono fatti del male da soli e Daniele li ha offerti in pasto a tutti, con tipica noncuranza.
      In ogni caso è gente che va marcata da vicino, perché hanno molti amici più o meno interessati.
      Vedo con una certa sorpresa che nessuno commenta il video dei due amici.

  9. Sacha ha detto:

    http://www.quantumheat.org/index.php/en/follow/follow-2/347-gamma

    Ecco una possibile spiegazione ai gamma(?) osservati(?) 🙂

    qualcuno ha esagerato con il sale dietetico prima delle misure ?

    • FermiGas ha detto:

      Infatti, avevo fatto presente che ricostruire la statistica (poissoniana) dei conteggi del fondo e di un sale di potassio è un tipico esercizio di laboratorio.

      Qualcuno su EnergeticAmbiente aveva notato che gli esperimenti più “promettenti” sono proprio a base di K2CO3, ma gli è stato risposto – senza tante spiegazioni – che non c’è nessuna correlazione.

  10. Hermano Tobia ha detto:

    @Giancarlo
    Widom, Larsen, Srivastava e Cirillo, supportati da Violante, fanno una opportuna e necessaria lezione a Faccini ed al. su come si eseguono gli esperimenti di elettrolisi con plasma, e sul fatto che, come rilevato anche qui e su altri forum, il maldestro tentativo di questi ultimi di replicare l’esperimento di Cirillo lascia parecchio a desiderare.

    http://arxiv.org/pdf/1311.2447v1.pdf

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Hermano Tobia

      supportati da Violante

      Non mi sembra il massimo come supporto:

      Dr. Violante has kindly pointed out that his earlier preliminary observation of a substantial change (by a huge factor of 1360%) in the ratio between two isotopes: Cu65 vs Cu63 after a surface plasmon polariton process initiated by a laser beam, was due to contaminants. See [6] (Private communication to YS).

      In pratica Violante si chiama fuori.

    • Giancarlo ha detto:

      @Hermano Tobia
      Mi sa che non lo hai letto bene. Io ci ho dato una scorsa stamattina presto e mi pareva che Violante avesse ritrattato. Anche sui neutroni mi pare che ci siano cose da chiarire. Ne parliamo quando l’ho letto meglio.

      • Hermano Tobia ha detto:

        @Giancarlo
        Nelle conclusioni dell’articolo di WLS+D c’è scritto:

        On this basis, it is also safe to conclude that all of the three runs described in [1]
        were geared to produce no nuclear activity and hence no neutrons, no microwave radiation and no nuclear transmutations [5].

        Il commento a cui mi riferivo a proposito di Violante era questo:

        YS would like to thank Dr. V. Violante for useful correspondence regarding changes in his conclusions about his past experiment with surface plasmon polaritons and the experiment described in [1].

        L’articolo in [1] è quello di Faccini, che Violante aveva firmato.

        • Giancarlo ha detto:

          @Hermano Tobia
          Ho fatto la copia dei tre lavori e stasera me li leggo con cura. Tu intanto guarda il rivelatore ai sali di boro di Cirillo nella figura 2 del lavoro originario. C’è una provetta con un diametro 1-2 cm pieno di sale di boro. I neutroni ultracold arrivano, generano degli alfa e questi impressionano il CR39. Ho sentito Faccini dire che con un rivelatore analogo in ENEA non sono riusciti ad impressionare il CR39 neppure davanti a un flusso intenso di neutroni, sempre per via della scarsa penetrabilità delle alfa che pare conosciamo solo qui e su wikipedia. Basterebbe questa prova, in fondo, non serve neppure la cella elettrolitica.
          Si scatenerà una faida interna alla Casaccia, ma il risultato sarà inequivocabile. Pare che il boro debba essere qualche decina di micron al massimo. Io lo trovo convincente ma mi documento meglio.

        • FermiGas ha detto:

          Giancarlo scrive:
          12 novembre 2013 alle 6:46 pm
          C’è una provetta con un diametro 1-2 cm pieno di sale di boro. I neutroni ultracold arrivano, generano degli alfa e questi impressionano il CR39. Ho sentito Faccini dire che con un rivelatore analogo in ENEA non sono riusciti ad impressionare il CR39 neppure davanti a un flusso intenso di neutroni, sempre per via della scarsa penetrabilità delle alfa che pare conosciamo solo qui e su wikipedia.

          Mi sono lanciato nella solita stima carta&penna, per cui chiunque volesse rifare i calcoli per controllare è molto gradito, viste le approssimazioni che ho impiegato! A chi interessa, posso entrare nei dettagli.

          Il cammino libero medio per assorbimento di neutroni termici in H3BO3 mi risulta essere di poco meno di 1 mm (940 μm).
          Il range per particelle α da 2,75 MeV (stando a Cirillo, le α più energetiche generate nella 10B+n possiedono 2,79 MeV) in H3BO3 mi risulta circa 13 μm.

          Quindi, uno spessore di circa 1 cm di H3BO3 mi sembra inutile per la rilevazione dei presunti neutroni termici/lenti.

        • gabrichan ha detto:

          @FermiGas, nella provetta del test di Cirillo il boro era in forma di polvere tipo sale fino da cucina e quindi credo che i conti vadano rifatti alla luce di questa cosa.
          Credo vada considerata anche l’aria in torno hai granelli del 30..40% ed è per questa che si riesce a impressionare il polimero, in più è che solo il 10B è sensibile hai neutroni, in più è solo il 19.9% come isotopo, per di più in un sale dove il boro è solo il 17.48% capisci anche tu che fare i conti come se fosse uno strato sottile omogeneo di 10B è concettualmente sbagliato e che quei pochi mm di H3BO3 forse erano davvero troppo pochi.
          In teoria si dovrebbe riuscire a calcolare di quanto dovrebbe essere lo spessore di H3BO3 per riuscire ad impressionare il CR39 con una fonte di neutroni lenti.

        • FermiGas ha detto:

          Gabrichan scrive:
          13 novembre 2013 alle 9:21 pm

          nella provetta del test di Cirillo il boro era in forma di polvere tipo sale fino da cucina e quindi credo che i conti vadano rifatti alla luce di questa cosa.

          Sta di fatto che le α non passano, foss’anche 130 μm il loro range.

          fare i conti come se fosse uno strato sottile omogeneo di 10B è concettualmente sbagliato

          Ma infatti io ho fatto i conti considerando la composizione isotopica naturale del boro, mica solo il 10B! Inoltre, ho considerato la composizione isotopica naturale di H e O con le relative sezioni d’urto per assorbimento. Alla fine viene 1 mm.
          Se invece consideri addirittura neutroni più lenti di quelli termici (“ultracold”), tale lunghezza diminuisce ulteriormente. Quindi lo spessore di H3BO3 usato da Cirillo è ancora più inutile!

          In teoria si dovrebbe riuscire a calcolare di quanto dovrebbe essere lo spessore di H3BO3 per riuscire ad impressionare il CR39 con una fonte di neutroni lenti.

          Cirillo questi conti li ha fatti? Perché con tutto l’H3BO3 che ci hanno messo, di una cosa puoi star certo: le α non passano tutto quello spessore. Basta che fai una botta di conti per rendertene conto. Considera che se fosse tutta aria a 20 °C, le α da 2,75 MeV le arresti in 15 mm; ma lì, tutta aria non è, quindi tanto peggio.

        • FermiGas ha detto:

          Gabrichan scrive:
          13 novembre 2013 alle 9:21 pm

          Credo vada considerata anche l’aria in torno ai granelli del 30..40% ed è per questa che si riesce a impressionare il polimero

          Aggiungo quest’altra considerazione al commento che ho in moderazione. A me risulta che il CR-39 sia stabile fino a 130 °C. Il fatto che sia posizionato a 1 o 2 cm dall’elettrodo di W che fonde a 3422 °C non fa nascere alcun dubbio sulla sua adeguatezza?

        • FermiGas ha detto:

          Dunque, calcoli alla mano, sono totalmente d’accordo con quanto scritto da Faccini et al.
          CR-39 detectors covered with a thick boron coating were exposed to the calibration flux, but no significant signal was observed: the Boron indeed absorbs the neutrons and stops the α particles.

        • laptopdicartone ha detto:

          @fermigas, @giancarlo

          Dunque, calcoli alla mano, sono totalmente d’accordo con quanto scritto da Faccini et al.
          CR-39 detectors covered with a thick boron coating were exposed to the calibration flux, but no significant signal was observed: the Boron indeed absorbs the neutrons and stops the α particles.

          avete letto cosa scrisse Stefano Loreti quasi un anno fa qui: https://fusionefredda.wordpress.com/2012/10/05/banche-dati/#comment-16428 ? Mi sembra rilevante e congruente con i vostri ragionamenti

  11. Pingback: Hubris – Ocasapiens - Blog - Repubblica.it

  12. Marco DL ha detto:

    Ho letto su 22passi che Celani, una volta capito che il campione di acqua pesante era contaminato, aveva pensato ai raggi gamma o agli antibiotici per eliminare i pericolosi batteri.
    Un semplice riscaldamento a 100 gradi no? Perde coerenza il deuterio?
    E filtrare l’acqua pesante cambiando il contenitore sporco ?
    O una banale lampada UV?
    Troppo semplice per delle menti così raffinate?

    La barzelletta degli antibiotici la posso raccontare agli amici….

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Marco DL

      Di là Rampado imperversa con il batterio di Celani, prendendosela come al solito con Sylvie, la cattiva suprema, la straniera che mette i bastoni tra le ruote. Mi puoi aggiornare? Ero rimasto al punto che quel batterio poteva servire da scavanger per il mercurio. Lo è anche per altri elementi? E’ radiodurans?
      Ho il sospetto che Rampado si agiti tanto per soccorrere Celani e trovargli un altro campo di impiego. Celani è un fisico, mi sembra la persona meno adatta per questo tipo di studi. Mi sembrano mosse da “si salvi chi può”. Celani biotecnologo? A me sembra un po’ avanti negli anni per una simile riconversione. Comunque si impegni sarà sempre un dilettante rispetto a un giovane biotecnologo ambizioso. Secondo me farebbero bene a prendere atto della nuova situazione che si è creata e vivere tranquilli. Non è mica la fine del mondo per Celani.

      • Marco DL ha detto:

        Io non ho preconcetti su questi argomenti. Se un fisico vuole sconfinare nella biologia ben venga (ci sono molti casi di ottimi risultati raggiunti in queste escursioni fatte da altri fisici).
        Io trovo risibile il modo cialtrone con il quale si affrontano tutti gli argomenti, compreso questo.
        Voler rimuovere con i gamma una contaminazione batterica di un campione di acqua pesante serve solo a stupire la casalinga di Voghera.
        Sembra un episodio di qualche fumetto giapponese nel quale, l’eroe di turno, di fronte al malvagio batterio alieno grida “raggi gammaaa!!”

        • Cimpy ha detto:

          l’eroe di turno, di fronte al malvagio batterio alieno grida “raggi gammaaa!!”

          …contro l’invasione delle Ralstonie Spaziali, è il minimo…

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Marco DL

          Voler rimuovere con i gamma una contaminazione batterica di un campione di acqua pesante serve solo a stupire la casalinga di Voghera.

          Ma non si trattava di un batterio allevato per servire l’umanità perché capace di resistere ai gamma? Se non è radiodurans, allora serve solo per farci la penicillina.
          Scusate, che ci faceva il mercurio nell’acqua pesante?

          Se un fisico vuole sconfinare nella biologia ben venga

          Mi sembra una strada tortuosa; visto che esistono i biotecnologi, lascerei perdere i fisici. A meno che non si tratti di un fisico con una incoercibile predisposizione per la biotecnologia come Celani.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Marco DL

          But do I have to give a lecture to the Biology Dept.? What do I know that they don’t know about biology? – nothing. I can’t think of anything I could say.

          Mi sembra una posizione corretta. Se vale per Feynman, credo che a maggior ragione valga per Celani. Se si deve investire sui batteri, almeno affidiamo il lavoro ai biotecnologi. Altrimenti trascorrono altri 25 anni senza avere fatto un passo. Ma chi ci dice che Celani sia interessato più ai batteri che alla costantana?

      • Sylvie Coyaud ha detto:

        Camillo,
        In realtà ho solo citato Rampado, ha dimostrato lui che la sequenza di Celani et al. era uguale a quella di una R. pickettii.

        @Marco DL
        Questa è geniale, vado subito a leggere.
        Da casalinga di Voghera, mi stupisce che non abbiano usato il Lysoform…

  13. Giancarlo ha detto:

    @Camillo
    Scusate, che ci faceva il mercurio nell’acqua pesante?
    Ti sei perso qualche puntata. Il mercurio lo mette Celani in soluzione per favorire la reazione. In realtà ci mette un bel po’ di roba compreso il mercurio. Poi la reazione non avveniva, lui si è insospettito e ha visto che il batterio era capace di “metabolizzare” (sic) il mercurio.
    Quello che non ho capito, ma sono ignorante, è che cosa abbia mangiato il batterio chiuso per mesi nella boccia dell’acqua pesante proveniente dal reattore Candu.
    Poi è vero che dovrebbe essere resistente ai gamma, ma cum grano salis, se uno esagera con i Gray poi lo uccide, poverino.

  14. Camillo Franchini ha detto:

    @Hermano Tobia

    l’effetto Reifenschweiler (5), ovvero l’alterazione indotta e temporanea dei tempi di decadimento di alcuni isotopi. L’articolo (5) è stato pubblicato su una importante rivista p-r, e gli esperimenti sono stati ripetuti più volte nel centro di ricerca Philiphs di Eindhoven (di assoluta eccellenza) sotto la supervisione di H. Casimir.

    Se ne è già parlato. L’effetto Reifenschweiler esiste solo nella letteratura curata da Jed Rothwell, non si trova in nessuna banca dati main stream. Cosa si deve fare, credere sulla fiducia del volonteroso ricercatore? Mi dispiace, sulla fiducia si crede solo alla propria fidanzata.
    Ormai è diventata Sua annosa abitudine proporci letteratura estratta qua e là dalla rete, ma non funziona in questa sede, dove siamo molto esigenti. Se vuole che leggiamo i lavori che La interessano, li estragga dalle banche dati, come faccio io quando propongo la sezione d’urto di una reazione nucleare. Quando in un indirizzo leggo lenr-canr in genere non apro, è letteratura catacombale. Ma non La censuro per questo, se Le piace la letteratura spazzatura non c’è problema.

    Visto che è difficile contestare questi esperimenti, vengono ignorati.

    Non serve contestare quegli esperimenti, perché vengono riportati in siti non affidabili. Se avessimo dato retta a Mallove, le nostre case sarebbero scaldate da reattori F&P da almeno 18 anni. Bisogna stare attenti ai magliari, sempre in agguato.

    • Cimpy ha detto:

      Se F&P avessero avuto ragione, il Giappone non avrebbe oggi il problema di Fiukushima, la Toyota sarebbe fornitrice mondiale di energia grazie a Pons e questo blog non avrebbe mai aperto – ma se anche lo avesse fatto, sarebbe la scienza mainstream a “fischiare contro” e non il contrario.
      Non pare che le cose stiano esattamente così, dico bene?

    • Giancarlo ha detto:

      @Camillo
      Nel pomeriggio mi ero divertito anch’io a cercare su scholar l’effetto Reifenschweiler. Stessi tuoi risultati. Il lavoro è praticamente ignorato da tutti, compresi i FF. Conta 14 citazioni (davvero poche per una pistola fumante), tutte di FF.
      A me, per altro, non è chiaro che cosa dimostri a livello di FF. Non mi straccerei le vesti se fosse vero, ma perché dovrebbe essere una pistola fumante? Quali orizzonti dispiega il fatto che il T legato al Ti nanometrico veda la sua vita media aumentata del 30%? Non ci arrivo.

      • Hermano Tobia ha detto:

        @Camillo
        Quando in un indirizzo leggo lenr-canr in genere non apro, è letteratura catacombale.

        Dovrebbe controllare meglio: l’articolo è stato pubblicato su Phys. Lett. A, 1994 184: p. 149, una delle principali e più importanti riviste nell’ambito della Fisica:

        http://www.researchgate.net/journal/0375-9601_Physics_Letters_A

        @Giancarlo
        Il lavoro è praticamente ignorato da tutti

        Non proprio da tutti, come puoi vedere dal commento che avevo fatto nel blog di Daniele: http://22passi.blogspot.it/2013/11/il-tonfotanfo-di-silvye-coyaud-terza.html?showComment=1384341796321#c3942020877512016422

        perché dovrebbe essere una pistola fumante ?

        Perché dimostra che i processi nucleari, come il decadimento degli isotopi (governato dall’interazione debole), possono essere influenzati da fattori che non dovrebbero influenzarli affatto, come la geometria del materiale dove questi isotopi sono collocati.

        Se aggiungiamo che negli esperimenti citati elemento essenziale per il verificarsi del fenomeno è la geometria nanometrica delle superfici ed il raggiungimento di determinate temperature, esattamente come accade per gli effetti LENR, risulta altamente probabile che il meccanismo (sconosciuto) alla base sia il medesimo.

        Infatti se viene alterato (temporaneamente) il decadimento di alcuni isotopi del metallo di transizione dove è ospitato il D/H, non risulta difficile spiegare le anomalie riscontrate negli esperimenti LENR (emissioni EM, energia in eccesso, trasmutazioni, ecc).

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Hermano Tobia

          Dovrebbe controllare meglio: l’articolo è stato pubblicato su Phys. Lett. A, 1994 184: p. 149,

          Lo sapevo. Resta il fatto che nelle banche dati il nome di Reifenschweiler non è mai riportato. Io credo che per non andare incontro a sorprese sia opportuno fare riferimento alle banche dati, che non sono fatte per i cavalli, ma per i ricercatori. Il data base BNL è aggiornato al 5 novembre 2013, quindi non possiamo lamentarci.
          Il problema è quello posto da Massimo Scalia: dobbiamo affidarci alla scienza consolidata o accettare articoli avventati, con il rischio di disperdere attenzione e denaro in mille rivoli? Se il denaro a disposizione per la ricerca fosse illimitato, qualcuno potrebbe anche dedicarsi a Reifenschweiler, se ha molta fiducia in lui e ama il rischio. I dubbi con Reifenschweiler sono legati al fatto che va a modificare concetti consolidati sull’interazione debole. Se ci fosse riuscito, il suo lavoro avrebbe avuto un’enorme risonanza. Sarebbe diventato un personaggio noto come Fermi, Pauli, Klein. Non mi pare che sia avvenuto. Di lui parlano solo i ff. Troppo poco per occuparsi di Reifenschweiler.

          The author – though well aware that the experimental evidence is rather limited and that a theoretical foundation is lacking – feels strongly attracted by this idea…

          Quando un autore comincia a mettere le mani avanti dicendo che “a theoretical foundation is lacking” sento odore di ff, dove questa frase – con buona pace di Massimo Scalia – è un mantra.

          L’articolo è del 1994; sono trascorsi 20 anni e mi sembra che la scoperta di R. sia rimasta sterile e che i fisici facciano i loro esperimenti di interazione debole senza turbamenti o correzioni.
          Noto che ogni tanto R. è rilanciato come una novità o una pistola fumante. Pistola forse…

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Hermano Tobia

          Perché dimostra che i processi nucleari, come il decadimento degli isotopi (governato dall’interazione debole), possono essere influenzati da fattori che non dovrebbero influenzarli affatto, come la geometria del materiale dove questi isotopi sono collocati.

          Scusi, se Lei crede che la costante di decadimento di un radioisotopo possa dipendere dalla geometria del materiale dove l’isotopo è collocato è il caso che faccia un corso accelerato sulle caratteristiche del nucleo atomico.
          Comunque solo il decadimento beta è governato dall’interazione debole, non generalizzi.
          Rimetta nel cassetto la pistola fumante, non è posto questo per certe esibizioni.

          esattamente come accade per gli effetti LENR

          L’espressione LENR è usata solo dai ff, non fa parte del gergo scientifico.

        • Cimpy ha detto:

          la geometria del materiale

          Dopo la matematica, la statistica e la storia siamo arrivati alla geometria. Ma la materia dove andate più forte da sempre resta la religione.

      • Giancarlo ha detto:

        Infatti se viene alterato (temporaneamente) il decadimento di alcuni isotopi del metallo di transizione dove è ospitato il D/H, non risulta difficile spiegare le anomalie riscontrate negli esperimenti LENR (emissioni EM, energia in eccesso, trasmutazioni, ecc).

        Se non è difficile, spiegami tu perché una eventuale variazione del tempo di decadimento genererebbe energia in eccesso. Io non ci arrivo.
        Per l’effetto il trizio rallenta il decadimento. Nei lavori da te citati, quello giapponese è demenziale anche se occorrerebbe leggere l’originale: la vita del Cesio si accorcia a 2 mesi da 30 anni (rispetto al trizio va nell’altro verso). Il russo, spara impulsi da qualche terawatt per cmq (in realtà arriva a 10^18!) e ti credo che cambia l’emissione: sai come sono accelerate le particelle nel plasma? A te pare davvero fusione fredda con intensità del genere? Almeno sui concetti e sulle parole ci vogliamo mettere d’accordo? E Reifenschweiler, citato solo da 14 FF e sepolto nell’oblio generale, che c’entra con entrambi?

        PS Ma le trasmutazioni mortali nella FF sono proibite per legge?

  15. Hermano Tobia ha detto:

    @Giancarlo
    Se non è difficile, spiegami tu perché una eventuale variazione del tempo di decadimento genererebbe energia in eccesso. Io non ci arrivo.

    Hai mai sentito parlare degli RTG, la cui energia rilasciata per unità di tempo è inversamente proporzionale all’emivita ? Quindi se l’emivita viene ridotta (come nel caso dell’esperimento giapponese) l’energia rilasciata per unità di tempo aumenta.

    http://en.wikipedia.org/wiki/Radioisotope_thermoelectric_generator

    Nei lavori da te citati, quello giapponese è demenziale anche se occorrerebbe leggere l’originale

    Non vedo nessuna demenzialità, non è che anche tu stai prendendo il vizio di criticare a prescindere ? Ti ricordo che i tempi di decadimento del 187Re sono stati abbattuti di molti ordini di grandezza: http://prl.aps.org/abstract/PRL/v77/i26/p5190_1

    E Reifenschweiler, citato solo da 14 FF e sepolto nell’oblio generale, che c’entra con entrambi?

    Cosa c’entra l’ho spiegato nel commento precedente. Inoltre … non eri tu che sostenevi che un esperimento va contrastato con un altro esperimento e non con le ciance ? O hai cambiato idea ?

    • laptopdicartone ha detto:

      @Hermano Tobia

      Non vedo nessuna demenzialità, non è che anche tu stai prendendo il vizio di criticare a prescindere ? Ti ricordo che i tempi di decadimento del 187Re sono stati abbattuti di molti ordini di grandezza: http://prl.aps.org/abstract/PRL/v77/i26/p5190_1

      L’articolo e` molto interessante, ma non capisco esattamente come appoggerebbe il suo punto: gli autori hanno provato che un nucleo di Re completamente ionizzato ha accesso a un canale di decadimento che l’atomo con tutti gli elettroni non ha, sarebbe a dire quello in cui l’elettrone di decadimento, invece di essere libero, e` legato con alta energia di legame allo ione e l’intera energia del decadimento e` portata via dall’antineutrino. La maggior energia rilasciata in questo canale di decadimento e una migliore combinazione dei numeri quantici causano dunque i 9 ordini di grandezza di differenza. Ma per ionizzare completamente un atomo di Re ci vogliono temperature/energie considerevoli

      • Giancarlo ha detto:

        @laptopdicartone
        Mi aiuti a far capire a Hermano che non basta una cosa strana a costituire un precursore delle LENR…

        • Andrea ha detto:

          non basta una cosa strana a costituire un precursore delle LENR…

          L’espressione LENR è usata solo dai ff, non fa parte del gergo scientifico.

          Inutile discutere.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Andrea

          Inutile discutere.

          Infatti non discuto. In 25 anni quell’espressione avrebbe dovuto uscire dalla vostra cerchia di iniziati. Non è successo: LENR, CANR, è rimasto gergo ff. Gli acronimi servono quando un concetto è universalmente accettato ed è entrato nella conoscenza comune. Per dire, quegli acronimi non sono mai entrati nelle banche dati, non servono come strumento di interrogazione. Se i ff usano come banche dati le collezioni caotiche di Jed Rothwell, mettono in evidenza la loro vita separata dalla corrente principale. Gli conviene? Secondo me farebbero meglio a rinunciare discretamente all’uso di quegli acronimi. Darebbero meno nell’occhio e qualcuno di più leggerebbe i loro lavori.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Giancarlo

          Mi aiuti a far capire a Hermano che non basta una cosa strana a costituire un precursore delle LENR

          Se la scoperta di Reifenschweiler fosse confermata, R. meriterebbe il Nobel, perché significherebbe che la interazione debole può essere oggetto di manipolazione umana. Allo stesso modo che le pp, pe, pep non sono mai state realizzate da congegno inventato dall’uomo, nemmeno al CERN, nessuno è in grado di modificare una costante di decadimento radioattivo. Ci sono alcune importanti eccezioni relative alla cattura K, ma pienamente descritte e teoricamente giustificate.
          Non è questione di utilità per le LENR (per una volta uso anch’io quell’acronimo), è questione di una scoperta che sconvolgerebbe quello che sappiamo sull’interazione debole. Oggi non è il caso di avere simili pretese, perché in tutto il mondo la fisica dei neutrini è nota come il contenuto delle nostre tasche.
          Hai mai trovato il nome di Reifenschweiler su qualche trattato nucleare? Segno che la costante di decadimento del trizio non può essere modificata. Reifenschweiler resta uno dei tanti personaggi pittoreschi come Fleischmann e Pons.

    • Giancarlo ha detto:

      @Hermano Tobia
      Tra l’altro ha dimenticato aglio e cipolla.

  16. Hermano Tobia ha detto:

    @Camillo
    Scusi, se Lei crede che la costante di decadimento di un radioisotopo possa dipendere dalla geometria del materiale dove l’isotopo è collocato è il caso che faccia un corso accelerato sulle caratteristiche del nucleo atomico.

    Gli articoli postati parlano chiaro, forse è il caso che aggiorni le sue conoscenze. Le ricordo che
    Reifenschweiler ha lavorato sotto la supervisione di H. Casimir, scopritore dell’omonimo effetto, mentre Shin Iwasaki (autore dell’esperimento giapponese) ha numerosi lavori catalogati in banca dati BNL.

    Ma non era lei che diceva che bisogna affidarsi agli esperti di reazioni nucleari che hanno pubblicato nelle banche dati ? O ha cambiato idea ?

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Hermano Tobia

      Le ricordo che Reifenschweiler ha lavorato sotto la supervisione di H. Casimir, scopritore dell’omonimo effetto, mentre Shin Iwasaki (autore dell’esperimento giapponese) ha numerosi lavori catalogati in banca dati BNL.

      Capisco, ma dell’effetto Reifenschweiler non c’è traccia su nessun testo, su nessuna banca dati. Dia retta, impari a essere selettivo. Già la bibliografia di Reifenschweiler è imbarazzante, perché fa riferimento a F&P, non proprio il massimo come affidabilità scientifica. Nessuno cita Reifenschweiler, tranne i ff. Infatti è un ff che non ha lasciato traccia di sé.
      Non ho trovato il nome di Shin Iwasaki, ma quello di H. Iwasaki. Forse è colpa mia, forse ho cercato male.

      forse è il caso che aggiorni le sue conoscenze

      Dal 5 novembre al 13 novembre sono trascorsi solo 8 gg.
      Mi suggerisca la reazione che Le sta più a cuore e io in cinque minuti le trovo l’ultimo articolo archiviato che la riguarda. E’ sufficiente come aggiornamento?
      Lei come si aggiorna, leggendo in fila gli articoli che trova in lenr-canr?
      Credo che sia stato Lei stesso a sottoporre alla nostra attenzione Reifenschweiler pistola fumante. Ma le ripetizioni giovano.

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Hermano Tobia

      The author, Dr. Shin Iwasaki, a physicist and ex-professor of Tohoku University of Japan, describes the results of some experiments that the nanoscale Ag supported by bone charcoal and white granite or collagen liquid can decrease the radioactivity of the radioactive cesium in Fukushima prefecture of Japan in the laboratory.

      Basta leggere questo testo per capire che il Dr. Shin Iwasaki non può essere stato archiviato nella banca dati BNL.
      Non avevo visto male; ora non ho più dubbi. Questa è chimica manga. Sandro75k, cosa ne pensi?

      • Hermano Tobia ha detto:

        @Camillo
        Cerchi meglio, vedrà che c’è. Adesso sono con lo smartphone e non riesco a farlo agevolmente. Semplicemente cercando con google troverà inoltre che Shin è stato molto attivo anche in seno all’IAEA.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Camillo

          Semplicemente cercando con google troverà inoltre che Shin è stato molto attivo anche in seno all’IAEA.

          Va bene, me lo farà vedere quando con comodo potrà fare un copia/incolla. Io non trovo niente nelle banche dati. Non credo però possa figurarci, dato che afferma di modificare la costante di decadimento del cesio. Il solito intervento ff sulla interazione debole. Mi sembra roba da WLS.

        • Hermano Tobia ha detto:

          @Camillo
          Limitandosi agli articoli catalogati su BNL/Exfor dove Shin Iwasaki (Tohoku Univ) è primo nome, ne ho trovati 23. Di seguito i primi 3 link:

          http://www.nndc.bnl.gov/exfor/servlet/X4sGetInfo?subID=22090002&pointer=
          http://www.nndc.bnl.gov/exfor/servlet/X4sGetInfo?subID=22755002&pointer=
          http://www.nndc.bnl.gov/exfor/servlet/X4sGetInfo?subID=22755003&pointer=

          Alcuni di questi studi sono catalogati anche in banca dati IAEA:

          https://www-nds.iaea.org/publications/indc/indc-jpn-0175.pdf
          https://www-nds.iaea.org/publications/indc/indc-jpn-0120.pdf

          @Giancarlo

          Cominciamo dall’impianto generale; esordire dicendo che l’intento di Faccini era quello di adottare ogni mezzo per non far sviluppare la reazione nucleare lo trovo estremamente volgare

          Devo ricordarti io come il tuo amico prorettore Ruocco ha definito a mezzo stampa chi si occupa di ricerca in ambito LENR “in tutte le sue declinazioni” ? Ecco la perla, per rinfrescarti la memoria:

          http://www.scienzainrete.it/documenti/rs/truffatori-della-scienza-parallela

          Sappiamo bene che una conferma o un riconoscimento delle LENR equivarrebbe probabilmente per molti di questi signori alla fine immediata della carriera, viste le temerarie prese di posizione che hanno assunto in precedenza. Altro che salire sul carro del vincitore.

          Per il resto spero di riuscire a risponderti stasera; sebbene sia lodevole il tuo tentativo di difesa di Faccini ed al, risulta evidente però che questa volta sono sono indifendibili.

          PS: hai visto come si chiama la società di Cirillo ? L’ho sempre detto che è un grande …

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Hermano Tobia

          Shin Iwasaki (Tohoku Univ) è primo nome

          Vero, ma si tratta di lavori che non riguardano la ff. Se è per lavori generici, anche Takahashi ha dei lavori archiviati in BNL. Celani no, perché ha sempre solo praticato ff.
          Secondo me noi dovremmo limitarci alla ff, altrimenti disperdiamo i nostri sforzi.
          Io tengo a ribadire che, a mia conoscenza, nelle banche dati non sono riportati lavori ff (o LENR se preferisce).
          Però ribadisco anche che se qualcuno facesse una scansione completa renderebbe una grande servizio alla scienza. Si trovano dieci persone che fanno una scansione a morte?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Hermano Tobia

          Shin Iwasaki (Tohoku Univ) è primo nome

          A leggere i titoli si capisce che cosa hanno fatto. Hanno prodotto in acceleratore neutroni da 14 MeV mediante la reazione DT e hanno provocato delle (n,2n). Ma si sa che con un acceleratore si producono reazioni nucleari.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Hermano Tobia

          Ecco la perla, per rinfrescarti la memoria

          Quella nota di Ruocco mi era sfuggita, quindi a me non ha rinfrescato la memoria, ma ha portato alla mia conoscenza una presa di posizione decisa che sottoscrivo immediatamente. Grazie per la segnalazione. Ma scusi, Le è convenuto?

        • Hermano Tobia ha detto:

          @Camillo
          Vero, ma si tratta di lavori che non riguardano la ff.

          Certamente. Ma un ricercatore che ha (almeno) 23 lavori a primo nome pubblicati in banca dati BNL è o non è un esperto di reazioni nucleari ? E quindi è in grado di misurare i tempi di decadimento di un isotopo e le sue eventuali variazioni ?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Hermano Tobia

          Non ci capisco molto: Shun-ichi Iwasaki e Shin Iwasaki sono la stessa persona? Forse Shin è un diminutivo di Shun-ichi. Queste cose le sa Celani.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Hermano Tobia

          E quindi è in grado di misurare i tempi di decadimento di un isotopo e le sue eventuali variazioni ?

          Vediamo intanto se Shun-ichi Iwasaki e Shin Iwasaki sono la stessa persona. Se sono la stessa persona significa che i suoi lavori ff sono stati schermati. Succede sempre, per quello che ho potuto capire. La ff è considerata “scienza parallela”, come scrive giustamente Ruocco.
          Non è perciò vero che, come cerca di contrabbandare Massimo Scalia, che la ff è scienza accettata; è considerata junk science, si adatti.
          Comunque è già una buona cosa che qualcuno cerchi il conforto delle banche dati. Lo scrivo da quando ho cominciato questo blog.

        • Hermano Tobia ha detto:

          @Camillo
          Non ci capisco molto: Shun-ichi Iwasaki e Shin Iwasaki sono la stessa persona?

          Non credo. Il primo però è un ingegnere elettronico che ha studiato le tecnologia per la memorizzazione magnetica dei dati sugli hard-disk, e per questo ha avuto importanti riconoscimenti, e non si è mai occupato di nucleare.

          http://www.japanprize.jp/data/press/Citation_CV_ProfIwasaki_E.pdf

          Il nome esplicito di Shin Iwasaki viene citato in innumerevoli documenti IAEA, fugando ogni dubbio. Lasci perdere i lavori schermati ecc, la mia domanda era semplice:

          Shin Iwasaki (23 articoli in BNL) è o non è esperto di reazioni nucleari in grado di misurare un tempo di decadimento ? Si o no please.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Hermano Tobia

          Shin Iwasaki (23 articoli in BNL) è o non è esperto di reazioni nucleari in grado di misurare un tempo di decadimento ? Si o no please.

          Sì, è in grado. Però gli hanno bocciato il lavoro in cui crede di avere trovato il modo di ridurre la costante di decadimento di un radioisotopo. Questo significa che il lavoro non è considerato credibile. E’ considerato junk science. Lei però ha ancora tempo per cercare; io non lo faccio più. Lo considero tempo perso: le LENR non sono mai entrate nella scienza consolidata, non ce n’è traccia nelle banche dati. O meglio: io non ne ho mai trovato, ma posso sbagliarmi. Mi fa piacere che Lei tenga alle banche dati. Può darsi che riesca a confondermi. In fondo mi farebbe piacere sapere che le LENR hanno acquistato il prestigio che un archivio può dare.

        • Cimpy ha detto:

          Shin Iwasaki (23 articoli in BNL) è o non è esperto di reazioni nucleari in grado di misurare un tempo di decadimento ?

          Dipende: per caso misura anche 1, 6 Tesla? Per dire…

        • Solo di passaggio ha detto:

          Shun-ichi e Shin sono due nomi propri maschili giapponesi. Diversi come lo sono Marco e Paolo.

        • Hermano Tobia ha detto:

          @Camillo
          Però gli hanno bocciato il lavoro in cui crede di avere trovato il modo di ridurre la costante di decadimento di un radioisotopo.

          Questa è una sua illazione, l’articolo è molto recente ed è stato pubblicato per adesso solo in giapponese.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Hermano Tobia

          Questa è una sua illazione, l’articolo è molto recente ed è stato pubblicato per adesso solo in giapponese.

          Aspettiamo che lo traducano in inglese. Nell’attesa, può cercare l’acronimo LENR, popolarissimo tra i ff, nella letteratura archiviata da BNL. Se si trova, ne approfitto per regalarmi una scatoletta di liquirizia Tabù.
          Non mi rivolgo solo a Lei, ma anche ad Andrea, che sembra convinto che LENR sia un termine scientifico comune, forse presente nei testi scolastici.

        • Andrea ha detto:

          @Camillo
          Non mi rivolgo solo a Lei, ma anche ad Andrea, che sembra convinto che LENR sia un termine scientifico comune, forse presente nei testi scolastici.

          Assolutamente no, semplicemente lei aveva detto che non va utilizzato e poco dopo Giancarlo lo ha utilizzato, ho solo messo l’accento scrivendo che non c’è più nulla di cui discutere.
          Penso che per lei è utile eliminare l’acronimo LENR per far sparire anche un nuovo fenomeno. Per me lo potete chiamare anche cin cin basta che c’intendiamo, sappia però che i giapponesi si faranno sempre del gran risate.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Andrea

          sappia però che i giapponesi si faranno sempre del gran risate.

          Lo sappiamo tutti che i Giapponesi ridono anche delle proprie disgrazie.
          Lei usa una sineddoche, perché certamente per Giapponesi lei intende quelli associati alla ISCMNS, forse una ventina. Dobbiamo restare imbarazzati dalle risate di venti giapponesi che ridono con coerenza preparatina?

          Penso che per lei è utile eliminare l’acronimo LENR per far sparire anche un nuovo fenomeno.

          Se il nuovo fenomeno fosse riconosciuto il termine sarebbe usato anche dalla scienza nucleare standard. Serve solo per mettere in evidenza che i ff sono un gruppo insignificante ed eterogeneo non riconosciuto dalla scienza nucleare standard. Almeno ff indica due fenomeni riportati nei libri di testo; LENR è invece usato solo dai ff. Ci faccia caso e suggerisca ai suoi di cancellare quel termine gergale che ha significato per poche persone. E’ gergo catacombale che vi isola e vi identifica all’istante.
          Immagino che qualcuno starà già cercando quell’acronimo nelle banche dati, sperando di vincere un caffè. La ricerca nei trattati di chimica e di fisica è anche più semplice, basta scorrere l’indice analitico.

      • sandro75k ha detto:

        In verità mi chiedo ancora cosa volesse dire Rubbia quando diceva volesse sottoporre le scorie nucleari a trattamenti…. chissà a cosa pensava…
        In generale sono aperto a tutto ma penso molto molto male quando si esagera… (i famosi “assist”)

        • Andrea ha detto:

          Pensava al reattore al Torio Sandro.
          Poi ha fato partire il progetto “Archimede”, voleva fare di più e i tempi si allungavano.
          Si è rotto le palle ed è andato in Spagna dove ha realizzato il primo concentratore solare al mondo (parallelamente è stato fatto in Australia e in Africa), fino a qui è storia nota.
          Poi è tornato in Italia e qui, in questa fase, non ho ancora capito bene il perché.
          Forse sapeva già che gli spettava un posto di Senatore a vita, una buona carica per finire la carriera..vedi Marconi, Rita Levi ed altri…
          Lascia perdere, ha finito, non ha più nulla da dare e nulla da fare e scordati che possa risolvere qualcosa in ambito scientifico anche se mi auguro di essere smentito.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Andrea

          Lascia perdere, ha finito, non ha più nulla da dare e nulla da fare e scordati che possa risolvere qualcosa in ambito scientifico anche se mi auguro di essere smentito.

          Anch’io mi auguro di essere smentito, ma ho la stessa Sua impressione. Mi colpì molto sfavorevolmente la lettera che scrisse a Repubblica per spiegare le sue dimissioni. Semplicemente dirigere l’ENEA non era il suo mestiere. Chissà chi pensò a quella nomina. Non te ne vai sbattendo la porta come un nume offeso.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @sandro75k

          In verità mi chiedo ancora cosa volesse dire Rubbia quando diceva volesse sottoporre le scorie nucleari a trattamenti

          Pensava alla loro demolizione con un acceleratore di basso costo dedicato. A me sembra la stessa cosa del calutron; funzionerebbe, ma con quale flusso di particelle proiettile? Le scorie nucleari sono tonnellate.
          Infatti era una pessima idea che nessun ente ha mai tentato di realizzare. Spiace dirlo, ma fuori dei suoi bosoni, mi sembra che Rubbia non abbia combinato molto. La sua direzione dell’ENEA si è rivelata un colossale insuccesso. Colpa solo degli altri? Sarà.

  17. Giancarlo ha detto:

    @Hermano Tobia
    Hai mai sentito parlare degli RTG, la cui energia rilasciata per unità di tempo è inversamente proporzionale all’emivita ? Quindi se l’emivita viene ridotta (come nel caso dell’esperimento giapponese) l’energia rilasciata per unità di tempo aumenta.

    Stiamo sempre parlando di LENR, vero? Manca chi fa diventare radioattivo il Ni oppure il Pd oppure la costantana creando energia per difetto di massa; poi ragioniamo sui decadimenti e sul fatto che il rilascio sia più o meno veloce.
    Ti ripeto la domanda in forma più esplicita: quale meccanismo crea energia in surplus nell’effetto Reifen etc.?

    Inoltre … non eri tu che sostenevi che un esperimento va contrastato con un altro esperimento e non con le ciance ? O hai cambiato idea ?
    Difatti chi lo vuole contrastare. Secondo me non c’entra nulla con le LENR, non metto in dubbio le sue misure, non ne ho la capacità. Dico solo che non ha scavato un solco immemorabile nella fisica visto che non lo cita nessuno a parte i FF per motivi che non comprendo, ma questa è colpa mia.

    • Hermano Tobia ha detto:

      @Giancarlo
      Secondo me non c’entra nulla con le LENR, non metto in dubbio le sue misure

      Camillo scrive:
      Se la scoperta di Reifenschweiler fosse confermata, R. meriterebbe il Nobel

      Poche idee ma ben confuse fra di voi eh ? Per te è tutto normale mentre per Camillo sarebbe una rivoluzione da Nobel.

      Manca chi fa diventare radioattivo il Ni oppure il Pd oppure la costantana creando energia per difetto di massa

      Questa è esattamente l’ipotesi che, nel mio post originale su 22 passi, auspicavo venga approfondita. Ricapitoliamo:

      – sia l’effetto R. che le anomalie LENR avvengono con superfici nanometriche ed in intervalli ben precisi di temperatura
      – entrami sono fenomeni sconosciuti di probabile origine nucleare
      – il legame fra i due fenomeni spiegherebbe molti degli effetti riscontrati in ambito LENR

      Domanda: che facciamo ? Ci giriamo dall’altra parte facendo finta di niente o cerchiamo di approfondire la cosa, vista l’enorme posta in gioco ? Pensi che, ad esempio, Galvani avrebbe fatto meglio ad ignorare quelle scintille che notava nelle zampe delle rane, cosi forse potevamo utilizzare ancora per un po’ quelle comode candele invece dell’energia elettrica ?

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Hermano Tobia

        il legame fra i due fenomeni spiegherebbe molti degli effetti riscontrati in ambito LENR

        Dalli con queste LENR. Riuscirò a convincerla che si tratta di un acronimo usato solo dai ff? A furia di scriverne Lei si è convinto che esistano. Lei è il Jed Rothwell italiano. Visto che ormai ha familiarità con le banche dati e che ne apprezza l’importanza, la sfido a trovare l’acronimo LENR in una banca dati. Andrebbe bene perfino quella di Sapporo, anche se considero i Giapponesi con una certa riserva mentale, dal momento che intrattengono rapporti amichevoli con Celani.

      • Giancarlo ha detto:

        @Hermano Tobia
        Poche idee ma ben confuse fra di voi eh ? Per te è tutto normale mentre per Camillo sarebbe una rivoluzione da Nobel.
        Mai messo in dubbio che potrebbe essere una rivoluzioner da Nobel. Continuo solo a non capire perché l’effetto debba creare energia e quindi possa rientrare nell’alveo LENR (scusa Camillo). Me lo spieghi allora? Per te due effetti, purché avvengano in nanostrutture; sono necessariamente correlati? Quindi anche la luce che in un cristallo fotonico nanometrico devia a 90° è un fenomeno LENR?

        Ci giriamo dall’altra parte facendo finta di niente o cerchiamo di approfondire la cosa, vista l’enorme posta in gioco?
        Hermano finiamola una buona volta con questa storia: Brillouin ha già ottenuto 80 mln USD e ne sta per ottenere altri 21 mln. Toyota ha bruciato cifre paragonabili. Moratti e Tronchetti ancora si leccano le ferite. Risultati: nessuno. Ma quanti miliardi servono per una misura seria di un’elettrolisi?

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Hermano Tobia

        Ci giriamo dall’altra parte facendo finta di niente o cerchiamo di approfondire la cosa, vista l’enorme posta in gioco ?

        Approfondire la cosa dopo 25 di approfondimenti? Si prenda atto che la ff è una storia di fallimenti, di sprechi insensati, di “incompetence and delusion”. C’è solo da sperare che Carrozza abbia competenze nucleari sufficienti per bocciare con decisione le richieste dei quattro parlamentari e che lo Stato si defili una volta per tutte da questa avventura insensata. Lasciamo che siano i privati ad occuparsene, dato che traboccano di utili che non sanno come investire.

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Hermano Tobia

        Ci giriamo dall’altra parte facendo finta di niente o cerchiamo di approfondire la cosa, vista l’enorme posta in gioco ?

        Una volta per tutte: non è sufficiente che l’obiettivo di una ricerca sia di importanza rilevante. C’è differenza tra studiare l’effetto delle onde del mare sugli scogli di Calafuria e studiare una sorgente di energia rinnovabile non inquinante. Lo capiamo tutti.
        Però non basta, è necessario che la proposta di ricerca non violi basi teoriche consolidate. E’ difficile affidare fondi a Celani che ritiene di poter decomporre l’idrogeno solo disponendo di un catalizzatore ma non dell’energia necessaria. Celani faccia un corso di chimica dei catalizzatori e si ripresenti tra un anno.
        Le sue nozioni sui catalizzatori non sono audaci e rivoluzionarie, sono sbagliate.
        Lei dovrebbe meditare su queste parole di Ruocco:

        estratto
        estratto1

        A me sembrano considerazioni molto sagge.

        • Cimpy ha detto:

          Ma, per dire, se

          Brillouin ha già ottenuto 80 mln USD e ne sta per ottenere altri 21 mln

          come si fa a non provarci neanche? Dico, a sostenere che una forma di energia pulita, con finanziamenti congrui e tra una trentina d’anni (ma anche quaranta, eh, cosa volete che siano…) la si trova anche…Non sarà questo che noialtri proprio non riusciamo a capire?

  18. Giancarlo ha detto:

    @Hermano Tobia
    Come promesso ho letto con cura il lavoro di risposta a Faccini et al. di Cirillo et al.
    Si potrebbe scrivere un libro.
    Cominciamo dall’impianto generale; esordire dicendo che l’intento di Faccini era quello di adottare ogni mezzo per non far sviluppare la reazione nucleare lo trovo estremamente volgare e la cosa non mi meraviglia avendo sperimentato di persona le reazioni di uno degli autori alle critiche (mai confutate per altro). Continuo a credere che ogni ricercatore tenti ad ogni occasione di salire sul carro dei vincitori e trovare i neutroni può valere il Nobel. Non trovarli significa quasi aver perso tempo ed essere derisi dai colleghi più furbi.
    Poi c’è l’argomento della diversità delle due celle: verissimo, ma secondo me la cella di Faccini è molto più simile a quella di Mizuno. Qui siamo alle solite: la bombolina di Celani non somiglia neppure un po’ all’esperimento di Arata, però è considerata una replica riuscita. Se Mario o gabrichan fallliranno ci sarà almeno il colore del vetro differente. Nessuna speranza.
    Cirillo dice che il rivelatore di Faccini con uno strato da 50 micron di boro non funziona mentre il suo, con 1 cm sì; ha provato a leggere in giro? Perché si parla sempre e solo di boron thin film, o boron doped CR39 o boron implanted on films? tutti scemi? E’ disponibile Cirillo a un confronto in Casaccia dei soli rivelatori?
    Hermano dice che Cirillo ha dato una lezione a Faccini: forse dovrebbe cercare di capire la differenza che c’è tra un lavoro scientifico e una cronaca non ragionata di un esperimento. I due usano la stessa sorgente di calibrazione in Casaccia: Cirillo riporta il flusso campione di neutroni termici come 120 neutroni al secondo per mmq; Faccini come 1,20+/- 0,06 eccetera; è chiara la differenza di mentalità?
    Si insiste su differenza dei tempi di sviluppo (etching) del CR39: a parte la costante di proporzionalità questo che comporta? Non basta che il tempo sia lo stesso per tutti i campioni irradiati?
    Ma la storia che più mi inquieta è quella dei rivelatori a Indio che viene attivato dai neutroni e diviene radioattivo per poi essere inserito internamente a un geiger per misurare i gamma emessi nel decadimento.
    Low energy neutron production on an electrode surface (via surface plasmon polaritons for example) is theoretically expected to occur through random bursts, it is not a continuous production process. It is for this reason that neutron detection through indium detectors that are calibrated from known continuous neutron sources is not a reliable device[4]. In fact, no neutrons were detected through indium detectors in [2]. Not surprisingly a similar result was found also in [1]
    Quindi Cirillo ci dice che con l’Indio i neutroni non li ha visti neppure lui; ha taciuto il fatto, non si sa mai che cosa ne può pensare la gente (autogol); però la colpa è del fatto che i neutroni si presentano a burst. Io ho provato a capire perché, ma non ci sono riuscito: per me al massimo ci può essere un errore non trascurabile per difetto, ma zero è zero, non ci piove. Però sono disposto a ricredermi se qualcuno, tu Hermano o Cirillo, mi convincete. Intanto in letteratura non ho trovato traccia di tutto ciò. Siccome Faccini, a differenza di Cirillo, misura neutroni per mestiere ho fiducia maggiore in lui.
    Però ripeto, togliamoci ogni dubbio andando di nuovo in Casaccia ed esponendo i due rivelatori al flusso da 1,20 +/- 0,06 eccetera.

  19. Camillo Franchini ha detto:

    @Daniele Passerini

    Possibile che non sappiate come si scrive Sylvie? Tu che sei poeta dovresti conoscere il bellissimo Sylvie di Gérard de Nerval. Siete degli abborraccioni, impenitenti. Avete divertito Sylvie, è un’attenuante.

  20. Sylvie Coyaud ha detto:

    @Hermano Tobia
    è sicuro che il titolo “I Truffatori della scienza parallela” sia stato scritto da Ruocco?

  21. Hermano Tobia ha detto:

    @Sylvie Coyaud
    è sicuro che il titolo “I Truffatori della scienza parallela” sia stato scritto da Ruocco?

    http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2012/07/09SIQ1144.PDF

    • Giancarlo ha detto:

      @Hermano Tobia
      Il titolo, Hermano, il titolo. Non l’articolo…
      Lo sai che nei giornali “Il Titolista” è una figura distinta dal giornalista?

      • Hermano Tobia ha detto:

        @Giancarlo
        Ti faccio presente che la firma in calce all’articolo è quella di Ruocco, e c’è solo quella. Nell’articolo inoltre si parla di “gestione clientelare dei soldi”, di “profittatori e traffichini”.

        O forse mi vuoi dire che Ruocco ha definito “truffatori” oltre centinaia di ricercatori in 5 continenti, fra cui il presidente della ISCMNS (il Premio Nobel per la Fisica Brian Josephson) a sua insaputa ?

        Mi sembra che state toccando il fondo, il livello è quello di Ruby nipote di Mubarak e delle case al Colosseo pagate ad insaputa del propietario.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Hermano Tobia

          Ruocco ha definito “truffatori” oltre centinaia di ricercatori in 5 continenti,

          Non esageriamo, i privati non sono truffatori. Mastromatteo e Rossi non possono essere definiti truffatori. Rossi fa gli affari suoi, Ubaldo deve solo rispondere ai suoi datori di lavoro.
          Io trovo molto apprezzabile che un rappresentante delle ricerca di Stato si senta responsabile degli investimenti che lo Stato fa nella ricerca. Avrebbe potuto cavalcare la moda, secondo la quale la ricerca è sempre e comunque buona. E’ raro trovare una persona equilibrata tra persone che campano di ricerca. Lei ha assistito alla sorprendente difesa a falange macedone di Celani da parte di ricercatori che ritengono bene supremo la libertà del ricercatore, che spesso diventa libertà di spendere fondi cospicui a tempo indeterminato senza dovere rendere conto dei risultati.

        • Giancarlo ha detto:

          @Hermano Tobia
          Sylvie ha fatto una battuta sul fatto che il titolo non fosse opera di Ruocco, io mi sono accodato avendo letto l’articolo prima della pubblicazione; quel titolo non c’era.
          Il punto saliente dell’articolo è quello riportato da Camillo sopra: accanto ai FF animati dal wishful thinking (la gran parte) ce ne sono alcuni che mirano ad ottenere finanziamenti politici per ricerche questionabili senza passare attraverso una selezione scientifica. Questa è la scienza parallela e questi sono i truffatori: firmo anch’io. Che io sappia Cirillo non si è mai rivolto direttamente al potere politico. Altri sì. Ti è chiara la differenza? Dovresti essere dei nostri su questo punto, o no?
          Io stavo in un prestigiosissimo istituto che godeva di fama mondiale con professori universitari che lo presiedevano. Intorno alla metà dei ’90 sono arrivati i politici. Nel 2000 ha chiuso i battenti. E’ questo che volete?

        • Sylvie Coyaud ha detto:

          @Hermano Tobia
          la firma in calce all’articolo è quella di Ruocco
          Confonde l’articolo con il titolo che viene scritto dal redattore “di chiusura” o dal direttore all’insaputa dell’autore. (1)

          “gestione clientelare dei soldi”, di “profittatori e traffichini”
          Secondo lei non esistono?

          Il punto è invece un altro>/em>
          Il punto è il risultato delle misure, mi sembra. Ma la sua obiezione è interessante. Lei crede che il risultato dipenda dalla partecipazione di Cirillo, come nel caso dei “1,6 Tesla” del reattore Defkalion?

          @Andrea
          Per caso lo ha smentito?
          Non potrebbe farlo nemmeno se gli venisse in mente, non lo ha scritto lui.

          (1) Per esempio, nessuno mi ha avvisata di questo titolo

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Hermano Tobia

          Nell’articolo inoltre si parla di “gestione clientelare dei soldi”, di “profittatori e traffichini”.

          Questo mi pare il punto importante, non il titolo che può essere composto da un tecnico impaginatore. In questo blog cerchiamo appunto di impedire che “profittatori e traffichini” arrivino ai nostri risparmi. Spero che almeno su questo siamo d’accordo. Non è facile trovare un uomo di scienza al livello di Ruocco che denuncia una situazione di questo tipo. In genere gli accademici assumono pigli stentorei e sono sempre lì a lamentarsi che i finanziamenti che arrivano al loro cadreghino sono scarsi. Inoltre temono i controlli sulla loro attività come i vampiri temono l’aglio. I casi Carpinteri e Celani nascono dalla nostra noncuranza. In genere quando si interviene è tardi.

      • Andrea ha detto:

        Sylvie ha fatto una battuta sul fatto che il titolo non fosse opera di Ruocco, io mi sono accodato avendo letto l’articolo prima della pubblicazione; quel titolo non c’era.

        Ripeto, lo ha smentito?

        No!
        Ma Ruocco non si rivolgeva a pinco pallE, non diceva che, non pensava che, non voleva che, infatti avrebbe potuto scrivere che…Anziché, ma è chiaro che….è solo una battuta, si scherzava, siamo solo ragazzi..
        In fin dei conti, mica siamo fonti autorevoli, scherziamo, poi se ci prendono sul serio ovviamente diciamo che era uno scherzo.

        Lo sai che nei giornali “Il Titolista” è una figura distinta dal giornalista?

        Infatti il titolo descrive e riassume il contenuto dell’articolo..
        Auguri.

    • Giancarlo ha detto:

      @Andrea
      Fortunatamente l’elettrone è sferico perché il momento di dipolo è nullo (in senso fisico, non matematico) come da misura recente; quindi non abbiamo per il momento necessità di studiare una fisica diversa dal modello standard. Mi spiace molto per i creativi della nuova fisica e un po’ anche per voi, vi dovete rassegnare.
      Anche qui il titolo trae molto in inganno.

  22. FermiGas ha detto:

    Ci tengo a precisare che se avessi considerato un singolo strato di 10B, il cammino libero medio per assorbimento di neutroni termici sarebbe risultato pari a 18 μm, ben minore di 1 mm calcolato per H3BO3 a composizione isotopica naturale.

    • Giancarlo ha detto:

      Signor FermiGas ho un problema per Lei.
      Enunciato:
      Supponiamo di avere un catodo di tungsteno da 3 mm di diametro e 180 mm di lunghezza esposta. Supponiamo di avere un rivelatore 10B+CR39 da 1cmq posto al centro di una provetta da 1″ di diametro posta a 5 mm dal catodo. Supponiamo che durante 500 secondi di elettrolisi il rivelatore abbia rivelato lo stesso numero di neutroni contati in 50 minuti dallo stesso rivelatore davanti a una sorgente da 120 neutroni al secondo per mmq con tolleranza piccola ma non riportata. Supponiamo inoltre che la frazione di neutroni che riesce a oltrepassare lo schermo plasmonico a cella accesa sia pari (private communication) a 10^(-6). Considerato che il 184W irradiato dal flusso neutronico trasmuta in 185W (emivita 75 gg) il quale decade beta- emettendo un gamma da 125 keV e che i gamma non sono più schermati quando si toglie l’alimentazione (private communication)
      si chiede:
      Quanto sono stati fortunati gli sperimentatori e gli analisti EDX?

      Grazie anticipatamente

      • Hermano Tobia ha detto:

        @Giancarlo
        Considerato che il 184W irradiato dal flusso neutronico trasmuta in 185W (emivita 75 gg) il quale decade beta- emettendo un gamma da 125 keV e che i gamma non sono più schermati quando si toglie l’alimentazione

        Il problema così posto, a mio avviso, non ha senso. Una delle grandezze fondamentali della dosimetria è l’attività di una sorgente (unità di misura Bq) che è definita da N * lambda dove N è il numero di nuclidi della sorgente e lambda la costante di decadimento. Quindi per sapere N bisognerebbe conoscere:

        – la quantità di tungsteno irradiata
        – il flusso e l’energia dei neutroni incidenti
        – la sezione d’urto dell’assorbimento neutronico per la trasmutazione da 184W => 185W

        Trattandosi di flussi comunque deboli direi che la buona salute degli sperimentatori non è dovuta alla fortuna ma a semplici considerazioni di dosimetria di base.

      • FermiGas ha detto:

        Giancarlo scrive:
        14 novembre 2013 alle 9:55 pm

        Quanto sono stati fortunati gli sperimentatori e gli analisti EDX?

        Ho provato a fare una stima della dose assorbita. Ho considerato neutroni termici, perché non so che energia abbiano quelli “ultracold”, né trovo sezioni d’urto per neutroni molto meno energetici di quelli termici.
        Trovo che si generano 1,2E12 nuclei di 185W, da cui un’attività iniziale di 130 kBq. Poiché il γ da 125 keV ha probabilità d’essere emesso pari a 0,018%, mi concentro sugli e-. Essi hanno energia max pari a 0,442 MeV e media di circa 30% Emax, cioè 133 keV. Considerando la sorgente puntiforme e ignorando il potere frenante dell’aria (e- da 133 keV vengono arrestati in 27 cm), a 2 cm trovo un’equivalente di dose assorbita pari a 1,3 μSv/s.
        Chi può controllare, ci fa un favore. Se i numeri sono questi, il rischio è praticamente nullo.
        Ma il discorso è completamente diverso per 187W, il cui γ da 167 keV ha probabilità d’emissione del 91%.

  23. Giancarlo ha detto:

    @Hermano Tobia
    Trattandosi di flussi comunque deboli direi che la buona salute degli sperimentatori non è dovuta alla fortuna ma a semplici considerazioni di dosimetria di base.

    Sono perfettamente d’accordo che sono semplici considerazioni di dosimetria di base. Allora, Cirillo et al. hanno misurato un numero di neutroni sul cmq del loro rivelatore pari a quello misurato esponendo il rivelatore a un flusso di 12.000 neutroni al secondo per cmq per 50 primi.
    Ossia hanno misurato 12.000 x 60 x 50 = 36 milioni di neutroni. Dobbiamo moltiplicare per i cmq che circondano il catodo per tener conto del’isotropia. Facciamo finta che siano 10 anche se sono di più e saliamo a 360 milioni. Moltiplichiamo per il fattore Srivastava, 10^(-6) per ottenere quelli generati internamente al catodo e saliamo a 360.000 miliardi di neutroni generati. Questi essendo ultracold, per dichiarazione di WLS, rimangono quasi tutti dentro (a parte il fattore di cui sopra) e vengono tutti assorbiti. Quindi producono un equivalente numero di trasmutazioni (non tutte 185W, ma ti basta un milionesimo?). Oppure svaniscono nel nulla? Se escono tutti non c’è scampo per loro visto che non prendono precauzioni.
    Tu questo lo definisci un flusso debole. Ne prendo atto.

    PS Sopra (Laptopdicartone) puoi trovare il rimando al link del commento della persona che ha eseguito la calibrazione del rivelatore Cirillo in ENEA. Leggilo perché è istruttivo e poi chiediti perché io creda a Faccini. Essendo comparso dopo molti mesi mi era sfuggito. G. sono io.

    Finalmente uno che sa leggere gli articoli. Essendo chiamato in causa sottoscrivo il commento di G. Io ho solo irraggiato dei campioni per “amicizia” e, cosa che l’articolo non sottolinea, la correlazione tracce-esposizione era piuttosto povera se non pessima. Poi ognuno è libero di inseguire i propri sogni io chiesi appositamente di non essere fra gli autori e per me tutto fini lì. Io non perderei troppo tempo su lavori che non subiscono peer-review.

    Stefano Loreti

    Dobbiamo veramente continuare a perderci tempo?

    • Hermano Tobia ha detto:

      @Giancarlo
      Moltiplichiamo per il fattore Srivastava … Questi essendo ultracold, per dichiarazione di WLS, rimangono quasi tutti dentro (a parte il fattore di cui sopra) e vengono tutti assorbiti.

      Sappiamo tutti che è molto improbabile che i neutroni rilevati siano generati dal meccanismo proposto da WLS. Il punto è invece un altro: se volevano replicare il lavoro di Cirillo perché non lo hanno contattato invece di inventarsi un altro esperimento ?

      • Giancarlo ha detto:

        @Hermano Tobia
        Il punto è invece un altro: se volevano replicare il lavoro di Cirillo perché non lo hanno contattato invece di inventarsi un altro esperimento ?
        Questa rischia di passare alla storia.

        • Hermano Tobia ha detto:

          @Giancarlo
          Avevi scritto 2 giorni fa: Poi c’è l’argomento della diversità delle due celle: verissimo

          Hai già cambiato idea ?

      • Giancarlo ha detto:

        @Hermano Tobia
        No. Dico che la misura di Faccini è fatta bene, quella di Cirillo no e la differenza si nota. Dico che la cella di Cirillo non è quella di Mizuno però siccome dice di trovare neutroni a voi va bene lo stesso. Dico che il rivelatore CR39 di Cirillo sembra non aver le caratteristiche per poter funzionare e mi pare che la persona che lo ha calibrato in ENEA lo abbia scritto pubblicamente, a meno di non ritenere il suo commento un fake (ma l’autore del fake lo avrebbe fatto notare a febbraio, e non lo avremmo visto dopo 10 mesi).
        Dico che il flusso di neutroni a cella accesa e dei gamma a cella spenta avrebbero stroncato una mandria di buoi. Dico che tutte le trasmutazioni misurate con l’EDX dai FF non sono mai radioattive contraddicendo la teoria della probabilità. Dico che la figura 2 e 3 del lavoro di controreplica sono difficilmente conciliabili (perché non ci provi tu e mi fai sapere?). Dico che Cirillo ha nascosto la prova negativa con i rivelatori ad Indio e sto ancora aspettando che tu mi dica perché i burst li renderebbero inadatti alla misura. Dico che Cirillo ha riportato nel lavoro iniziale solo le due misure migliori, tacendone altre tre meno significative (il cherry picking è pratica comune).
        Dico che non capisco tutta questa MIA perdita di tempo.
        Invece di arrampicarti sugli specchi, dimmi se pensi che con quel rivelatore CR39 la misura è credibile. E 36 milioni di neutroni rivelati sono pochi o tanti da destare preoccupazione? Ricordati che Carpinteri ne vedeva 100.

      • Cimpy ha detto:

        l punto è invece un altro: se volevano replicare il lavoro di Cirillo

        e se invece avessero solo voluto dimostrare che non ci si pettina con un calzascarpe, solo perché questa volta era chiaro a tutti che non di trattava di una sveglia?

      • Giancarlo ha detto:

        @gabrichan
        forse ti è sfuggito che si sta parlando solo dello spessore dello strato di acido borico che deve essere molto sottile per lasciar passare gli alfa. Difatti quelli che tu citi lo dicono (a parte l’inglese, come al solito):
        They can detect both heavy charged particles and neutrons when the latter is converted into alpha particles by the nuclear reaction B-10 (n, α) Li-7 that takes
        place within a very thin homogeneous layer of B-10 that coats the surface of the CR39 [3].

        Il riferimento [3] è al brevetto US4381454

        The activity of the radiator layer 14 in producing tracks on the detecting sheet 12 does not depend to a large extent upon the thickness of the layer 14, so long as the layer 14 has a density of at least about 2 milligrams per square centimeter, which results in a thickness of about 0.01 millimeter when used with typical plastic binder materials of a density of about 1.5 times that of water. This is because the alpha particles created by the impact of a neutron with an atom of the conversion material, will not penetrate far through solid material

        • gabrichan ha detto:

          @Giancarlo, ” very thin homogeneous layer of B-10″
          il brevetto parla di uno strato di 10B di 0,01mm ma se usi il H3BO3 dove il boro è solo il 17.48% in più di questo solo il 19,9% e 10B viene logico che lo spessore lo devi aumentare, circa 0,3mm, questo è lo spessore minimo di uno strato omogeneo di H3B03, se poi consideri che è in polvere deve essere ancora più spesso.
          Che dopo l’alfa prodotto riesca ad ad arrivare all’CR39 questo è un altro discorso, stando ai conti fatti da Fermigas la vita in aria è di circa 15mm quindi una certa probabilità c’è.

        • Giancarlo ha detto:

          @gabrichan
          ci rinuncio, fallo spesso quanto ti pare; però mettiti d’accordo con Cardone e quelli del brevetto prima. Ma ti pare che loro i tuoi conti non li hanno già inclusi per arrivare a 0,01 mm?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Giancarlo

          ci rinuncio, fallo spesso quanto ti pare;

          Non ho seguito perché mi sembra una futilità. Nel reattore dove lavoravo non esistevano problemi di misura neutronica, per qualsiasi livello di flusso. Si andava dalle camere a fissione per i flussi giganti del nocciolo, a rivelatori BF3 per misure fini. Gli strumenti di misura erano differenziali o integrali, a seconda delle esigenze. Poi c’erano i dosimetri della fisica sanitaria che dovevamo indossare sempre.
          Perché i ff si preoccupano delle misure neutroniche? Secondo me basta cercare con abilità e in commercio si trova tutto quello che serve, per pochi euro. Ci sono anche posti dove vengono bellissimi kit per misure radiometriche un tempo in uso presso i militari della scomparsa DDR. Mio genero ne ha preso uno per sé. Nuovo di zecca, mai usato.
          E’ sciocco reinventare l’inventato.

      • Giancarlo ha detto:

        @gabrichan, Andrea
        Ma voi lo avete letto il lavoro? Mi sapete spiegare in 200 parole che cosa hanno fatto?

        • Andrea ha detto:

          Dobbiamo veramente continuare a perderci tempo?
          No, hai ragione.
          Siamo alle solite, non vengono utilizzati fondi pubblici, questo grazie a voi paladini della scienza, quindi perché prendersi tanta pena. Ormai non c’è più nulla da bloccare, ci sono una decina di scienziati giocherelloni che si divertono a contare “particelle fantasma”. Perfino io che sono una capra tibetana sono convinto che quelli che rimangono impressi nel CR39 non sono neutroni, lo dicono anche molti neutronisti più o meno esperti anche se non sanno dare una spiegazione, quindi il fenomeno non ESISTE.

        • Giancarlo ha detto:

          @Andrea
          Andrea non ti abbattere così che mi dispiace. Il lavoro, che è persino ben scritto, non c’entra nulla col piezonucleare, ma è la presentazione di un dosimetro a pellicola fotografica su cui è stato presentato un brevetto, per cui non ci sono molti particolari. Auguro a Cardone et al. di averci preso e diventare ricchi, così almeno la smettono di rompere con il piezonucleare. Però, al solito, è difficile che non ci abbiano già pensato, forse il problema non è qualitativo ma quantitativo: l’impressione c’è ma non è quantificabile. Magari però basta solo misurare la luce che passa al di là della pellicola impressionata.
          Da parte mia (anche se potrei sbagliarmi) digli di non dare molta importanza al suggerimento del revisore sulla conversione alfa =>> fotoni ottici che è estremamente improbabile. Ci sono 6 ordini di grandezza, servono troppi urti. Poi vedremmo dei lampetti di luce al buio, ogni tanto. L’occhio è estremamente sensibile arriva a vedere pochissimi fotoni.
          Piuttosto, potrebbero provare con una pellicola per raggi-X. La vedo più probabile. Se si potesse realizzare così un dosimetro, diventino ricchi e mi diano solo l’1% per il suggerimento, mi accontento.

        • gabrichan ha detto:

          @Giancarlo visto che non so leggere guardo le figure, Fig1, se per te lo strato di polvere bianca, spero sia acido borico, è di 0.01mm a me pare un po di più, “un gel e mes”, (circa 15mm) per dirla in dialetto bresciano.
          Comunque hai ragione non centra nulla con il piezzo e forse è un buon modo per fare una misura di neutroni.

        • Giancarlo ha detto:

          @Gabrichan
          Se vogliamo essere pignoli non sai neppure guardare le figure oppure non leggi le didascalie. La figura 1 con un bel po’ di acido borico, come giustamente osservi, non si basa sul CR39 di cui stiamo parlando, ma sul nuovo rivelatore a pellicola fotografica inventato recentemente da Cardone et al.
          Per il CR39 dicono espressamente che deve essere molto sottile.
          Leggi meglio o perdiamo tutti tempo.

        • Andrea ha detto:

          Per il CR39 dicono espressamente che deve essere molto sottile.
          Leggi meglio o perdiamo tutti tempo.

          Appunto, dicono che lo strato di boro deve essere molto sottile, citano per caso anche la granulometria media?
          Banale?
          Fai la conta dei neutroni su un sistema ideato per fare solo una discriminazione, c’è o non c’è. Ma di che cosa stai discutendo.
          L’indio?
          Si satura secondo te con una sorgente “burst”?
          Hai trovato per caso una banca dati che riporta le sezioni d’urto dei neutroni super lenti?
          No così tanto per creare il giusto modello, anche se non credo che il meccanismo proposto da WLS sia valido, ma senza banca dati non è confutabile secondo me, è una teoria come tante e l’oggetto di discussione attualmente è sperimentale, discriminante non quantitativo (piuttosto grezzo aggiungo), non teorico.
          Ecco, non mi bastavano i batteri fantasmi, ora mi tocca studiare anche la fisica delle particelle e la chimica nucleare, dimmelo che lo stai facendo a posta per costringermi a studiare.
          Le capre tibetane non si abbattono quando leggono considerazioni basate sul nulla e non sui fatti oggettivi e concreti, beelano o ridono, come preferisci. 🙂

  24. Giancarlo ha detto:

    @Andrea
    Appunto, dicono che lo strato di boro deve essere molto sottile, citano per caso anche la granulometria media?
    Sì, citano il brevetto che riporta 2 mg per cmq, che è equivalente alla granulometria o allo spessore massimo se preferisci.

    Fai la conta dei neutroni su un sistema ideato per fare solo una discriminazione, c’è o non c’è.
    Sbagliato, Cirillo et al. dicono esplicitamente che le tracce rilevate sono equivalenti a quelle ottenute dopo 50 minuti di irraggiamento con sorgente nota. Quindi 36 milioni di neutroni

    L’indio? Si satura secondo te con una sorgente “burst”?
    L’indio si usa dagli anni ’50 per misurare l’emissione di neutroni da Plasma focus che hanno burst da 100-200 ns; serve pure per calibrarli. Non avete studiato abbastanza.

    Hai trovato per caso una banca dati che riporta le sezioni d’urto dei neutroni super lenti?
    Super lenti (cold) escono dalla cella attraversando la soluzione e il contenitore? saranno almeno termici. Thermal neutrons have a different and often much larger effective neutron absorption cross-section for a given nuclide than fast neutrons, and can therefore often be absorbed more easily by an atomic nucleus, creating a heavier, often unstable isotope of the chemical element as a result (neutron activation). Poi chiedilo a Srivastava e Cirillo…
    In ogni caso è difficile che spariscano o finiscano tutti sul rilevatore. Carpinteri sosteneva l’esatto contrario, quando ne vedeva solo 100. Almeno concordate una strategia comune.

    Ecco, non mi bastavano i batteri fantasmi, ora mi tocca studiare anche la fisica delle particelle e la chimica nucleare, dimmelo che lo stai facendo a posta per costringermi a studiare. Le capre tibetane non si abbattono quando leggono considerazioni basate sul nulla e non sui fatti oggettivi e concreti, beelano o ridono, come preferisci. 🙂
    Basate sul nulla… Quindi il ricercatore ENEA che sconfessa le calibrazioni fatte per amicizia dicendo che sono inaffidabili non costituisce un fatto oggettivo per te…
    Il fatto che MAI una trasmutazione sia radioattiva e produca danni non è un fatto oggettivo. Se vuoi ti dò ragione.

    E’ una situazione strana, se la scienza ufficiale vi ignora vi innervosite. Se qualcuno, rubando tempo ad attività più serie, vi smentisce vi innervosite, Che dovrebbe fare la scienza ufficiale per non farvi innervosire? assecondarvi e battervi le mani? confermare i risultati?

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Giancarlo

      E’ una situazione strana, se la scienza ufficiale vi ignora vi innervosite.

      Vorrebbero persino che l’acronimo LENR entrasse nel linguaggio nucleare comune. Ma non se ne trova traccia nemmeno a pagare e questo li indispettisce. Però non ci fanno caso; anzi ci fanno caso, gli piacerebbe appartenere alla buona società nucleare. Essere soli è a volte inebriante. Però a volte è meglio essere soli che male accompagnati. Vorrei e non vorrei… Signorine esitanti.

    • Andrea ha detto:

      E’ una situazione strana, se la scienza ufficiale vi ignora vi innervosite. Se qualcuno, rubando tempo ad attività più serie, vi smentisce vi innervosite, Che dovrebbe fare la scienza ufficiale per non farvi innervosire? assecondarvi e battervi le mani? confermare i risultati?

      Io metto le faccine che ridono, tu parli di nervosismo.
      Vedi un po te.. 🙂

      @Camillo
      Vorrei e non vorrei… Signorine esitanti.
      Questa è bella e mi piace, me la rivendo perché ha riassunto in una riga il succo della questione dibattuta da quasi 3 anni qui dentro.

  25. Marco DL ha detto:

    Si parla spesso delle fantastiche proprietà dei neutroni ultra cold.
    Non trovo ragionevole ipotizzare la creazione/presenza di neutroni ultra cold in un materiale che non sia prossimo allo zero assoluto.
    Mi sbaglio?

  26. Andrea ha detto:

    Se si potesse realizzare così un dosimetro, diventino ricchi e mi diano solo l’1% per il suggerimento, mi accontento.

    Cosa si devono inventare questi scienziati senza fondi pur proseguire con i loro esperimenti.
    Sarà per questo che in Italia siamo pieni di geni. Non gli si danno fondi per farli diventare più produttivi.
    Facciamo un’altra petizione?
    Gli togliamo anche stipendi e fondi strutturali, nel giro di due anni per andare al lavoro (a gratis) magari t’inventano un modo per fare gasolio, benzina, energia con quello che trovano, mozziconi di sigaretta, feci, urine, acqua..
    Come fanno in Russia, questi qui da un anno si producono il gasolio per andare in laboratorio con mozziconi di sigaretta..

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Andrea

      questi qui da un anno si producono il gasolio per andare in laboratorio con mozziconi di sigaretta..

      Scusi, ma si è accorto che hanno copiato il mamozio di Rossi? C’è anche la stagnola, l’ambiente freddo e squallido. Sembra di essere a gennaio in via dell’elettricista. Gli basta sostituire i mozziconi di sigaretta con idrogeno e nickel e i due fanno una fortuna. Il mondo è piccolo.

    • Cimpy ha detto:

      Oppure magari s ‘inventano un azionariato diffuso al 20% del 50% dell’invenzione del secolo che però non c’è ma sarà sicuramente prodotta dopo cospicui finanziamenti e purché l’Europa unita sostenga…

  27. Ascoli65 ha detto:

    All’interno di un lungo, e interessante, commento incluso in un post in cui si parla di LENR e lobbies (1), vi si legge:

    I would propose to make a Nuremberg Trial against LENR opponents.

    Il proponente non è un commentatore qualunque, ma un noto sostenitore FF, una sorta di JR transalpino, con il quale qualcuno di noi ha di recente incrociato le tastiere.

    Potrebbe trattarsi di una trista “boutade”, ma ugualmente mi chiedo come sia concepibile paragonare gli efferati crimini dibattuti allora con l’opposizione alle LENR. Mi chiedo pure come si faccia a parlare di opposizione alla luce delle centinaia di milioni di $/Euro stanziati da governi e privati in un quarto di secolo a favore della LENR/FF, dei riconoscimenti (da quelli mediatici a quelli imperiali) concessi ai diversi ricercatori che vi si sono dedicati e di tutti gli appoggi politici ottenuti, fino alle recenti interrogazioni. Se questa è opposizione, chissà in cosa mai si sarebbe manifestato l’appoggio. Il vero problema per la FF è che gli manca l’appoggio del soggetto legislativo principale: la Natura. E’ inutile prendersela con chi lo fa notare.

    Tuttavia la frase precedente non è da sottovalutare. Mi ricorda il bell’inizio (*) del fantapolitico racconto di Turiel (2), in cui si immagina come il malcontento popolare provocato dall’esaurimento delle energie fossili possa venir incanalato dai governi verso un clima di caccia alle streghe nei confronti di chi non aveva riconosciuto la realtà della FF, attribuendo loro pretestuosamente la responsabilità di averne impedito di fatto lo sviluppo in tempi utili a sostituire l’ormai irreperibile petrolio.

    Se si aggiunge il fatto che, nel mondo reale, la momentanea boccata di ossigeno proveniente dal petrolio e dal gas di scisto è paragonabile, in termini di transitorietà (3), all’energia ricavata dai “Tremogeneratori di Tesla” descritti nel racconto, la prevveggenza della narrazione diventa ancor più stringente e inquietante.

    Mi chiedo se questo sommesso ma persistente “accordar di strumenti” e “rullar di tamburi” preceda le fanfare mediatiche che potrebbero venir scatenate quando arriverà il momento di gestire la rabbia delle masse disilluse e infreddolite.

    (1) http://www.e-catworld.com/2013/11/an-lenr-lobby-needed/
    (2) http://ugobardi.blogspot.it/2013/07/un-futuro-incerto-i-la-fuga.html
    (*) bello prima che si trasformasse in un rocambolesco romanzetto di appendice, per concludersi infine nel mieloso e fiabesco epilogo.
    (3) http://it.euronews.com/2013/11/12/l-allarme-dell-aie-il-petrolio-di-scisto-non-bastera/

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Ascoli65

      Se questa è opposizione, chissà in cosa mai si sarebbe manifestato l’appoggio.

      I ff hanno incontrato un totale insuccesso presso la scienza nucleare consolidata; hanno avuto invece un successo straordinario presso la gente comune e presso i politici, i quali provano un sentimento di sacro rispetto verso la ricerca, qualunque sia la sua qualità.
      La scienza non conosce l’acronimo LENR; i invece politici ne fanno un uso disinvolto, come si vede nelle interrogazioni parlamentari di cui ci stiamo occupando in questi giorni.
      L’autore dell’articolo dovrebbe fare lobbying anche sui ricercatori nucleari oltre che sui politici, se vuole avere successo. Non credo proprio che ci pensi, molto più facile convincere Silly Poti.

      • Ascoli65 ha detto:

        @Camillo,

        L’autore dell’articolo dovrebbe fare lobbying anche sui ricercatori nucleari oltre che sui politici, se vuole avere successo. Non credo proprio che ci pensi, …

        Per l’appunto, non ci pensa affatto, non è quello il suo obbiettivo, né suo, né di nessun altro dei veri protagonisti (quelli consapevoli) della FF. Il tutto ha una spiegazione molto semplice: il fenomeno della FF non va interpretato nell’ambito della scienza, ma in quello della politica nel senso senso più lato del termine: competizione (o cooperazione) tra Nazioni, Stati, ambiti culturali, lobby economiche, corporazioni, gruppi sociali, ecc.

        Per la propaganda FF cercare il consenso della comunità scientifica è inutile e dannoso. La scienza ha il vizio di fondo, dal loro punto di vista, di confrontare prima o poi i sogni con la realtà e di trarne conclusioni oggettive. L’esatto opposto delle esigenze di chi alimenta l’operazione FF con un flusso di milioni di $; finanziamenti reali, tanto quanto sono immaginarie le prove a supporto della realtà dei fenomeni ipotizzati e delle prestazioni vantate.

        Questi finanziamenti, in gran parte pubblici, che hanno consentito a centinaia di ricercatori di alcuni Paesi (tra cui il nostro) di produrre qualche centinaio di lavori all’anno puntualmente ignorati dalle banche dati e confutati dalla scienza ufficiale, sono il vero fenomeno della FF, il solo che meriterebbe per davvero delle approfondite indagini giornalistiche e soprattutto ministeriali. Tra l’altro si tratta dell’unico fenomeno in ambito FF che ha raggiunto una riproducibilità assoluta, replicata puntualmente in 25 anni di rinnovi delle relative ricerche, e di cui esistono inoppugnabili validazioni di vere parti terze.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Ascoli65

          Questi finanziamenti, in gran parte pubblici, che hanno consentito a centinaia di ricercatori di alcuni Paesi (tra cui il nostro) di produrre qualche centinaio di lavori all’anno puntualmente ignorati dalle banche dati e confutati dalla scienza ufficiale, sono il vero fenomeno della FF,

          Sarebbe interessante sapere se questa tecnica di spremere senza scrupoli denaro pubblico destinato alla ricerca si limita alla ff o è diffuso. Credo che la difesa a oltranza della libertà di ricerca si presti a vasti abusi. Il gatto e la volpe si aggirano sempre dove c’è denaro; raggiunto lo scopo, vogliono essere lasciati in pace senza troppi controlli.
          Mi dispiace che Legambiente e il PD siano coinvolti in questo gioco scorretto, in nome di ideali condivisibili come la necessità di far fronte al problema energetico. La nobiltà dello scopo fa da schermo alla voglia ignobile di mettere mano al piatto ricco.
          Per adesso Realacci non ha ritirato l’interrogazione che gentilmente gli ha scritto Scalia. Una bella coppietta. Al PD latitano, pensano ad altro.
          Non riesco a dimenticare l’intervista della Gabanelli a Zichichi.

        • E.K.Hornbeck ha detto:

          @Franchini

          Credo che la difesa a oltranza della libertà di ricerca si presti a vasti abusi.

          Indubbiamente e’ cosi’.
          La liberta’ si presta sempre agli abusi; inevitabilmente.
          Il problema pero’ e’ se vogliamo combattere la liberta’ o gli abusi.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @E.K.Hornbeck

          Il problema pero’ e’ se vogliamo combattere la liberta’ o gli abusi.

          La vicenda della ff ci ha insegnato che la libertà illimitata di ricerca porta ad abusi. Evidentemente nessuno ha voluto tener conto che 25 anni di ricerca libera ff hanno portato al disorientamento rappresentato dalle interrogazioni parlamentari, dove la buona fede è questionabile. Non si doveva arrivare a tanto. I fondi della ricerca devono essere gestiti con rispetto per il contribuente; questo è quello che abbiamo imparato da questa malinconica vicenda.
          Il rispetto per il contribuente porta a controlli stretti.

        • E.K.Hornbeck ha detto:

          @Franchini

          La vicenda della ff ci ha insegnato che la libertà illimitata di ricerca porta ad abusi.

          Perfettamente d’accordo, su questo.
          E non credo sia un problema della sola fusione fredda (o del piezonucleare) ma che sia un problema piu’ generale.
          Mi sembra pero’ evidente che gli abusi siano una proprieta’ intrinseca e caratterizzante della liberta’. E che non si possano eliminare completamente i primi senza annullare la seconda.
          Lei non ha risposto alla mia domanda: vogliamo combattere i singoli abusi o vogliamo combattere la liberta’ di ricerca?
          Visto che non me l’ha chiesto, le diro’ che io sono convinto che sia opportuno cercare un compromesso che permetta di far convivere la liberta’ di ricerca, anche a costo di qualche qualche inevitabile spreco, con un’efficace valutazione dei risultati che permetta di individuare, e censurare, in tempi ragionevoli tali abusi.
          Ma se devo fare la scelta secca tra liberta’, con abusi, e mancanza di liberta’… io sono certamente dalla parte di chi difende a oltranza la liberta’ di ricerca.

        • Cimpy ha detto:

          Piace anche a me la libertà di ricerca a patto che non diventi un alibi per proseguire indefessi per un quarto di secolo a misurare le antenne dei folletti di Cornovaglia: per ricerche di quel genere tre o quattro anni sono anche troppi. Ma soprattutto è sulla base di risultati perennemente “interessanti”, che sistematicamente richiedono “ulteriori indagini” (cioè finanziamenti) che mi piacerebbe arrivasse una lente severa, in grado almeno di evitare il moto perpetuo delle gabole.

        • E.K.Hornbeck ha detto:

          @Cimpy

          Piace anche a me la libertà di ricerca a patto che non diventi un alibi per proseguire indefessi per un quarto di secolo a misurare le antenne dei folletti di Cornovaglia: per ricerche di quel genere tre o quattro anni sono anche troppi.

          Pienamente d’accordo: niente contro le ricerche sui folletti della Cornovaglia purche’ siano condotte con estremo rigore scientifico.
          Troverei ridicola anche la sola idea (delle ricerche sui folletti) ma potrebbe essere un limite mio. Ed e’ molto probabile che io possa giudicare assurde delle ricerche che, invece, sono assolutamente sensate. Ed e’ proprio per questo che giudico fondamentale la liberta’ di ricerca.
          Poi e’ chiaro che, stabilito il principio della liberta’, mi sembra anche importante un periodico controllo sulla qualita’ della produzione scientifica.

          Ma soprattutto è sulla base di risultati perennemente “interessanti”, che sistematicamente richiedono “ulteriori indagini” (cioè finanziamenti) che mi piacerebbe arrivasse una lente severa, in grado almeno di evitare il moto perpetuo delle gabole.

          Beh… credo che tutti i ricercatori (bravi e non bravi) siano alla continua ricerca di finanziamenti.
          La cosa veramente grave, a mio parere, e’ che i sostenitori della fusione fredda chiedono finanziamenti per altre vie (interrogazioni parlamentari) contando sull’ignoranza scientifica dei nostri rappresentanti politici.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Cimpy

          mi piacerebbe arrivasse una lente severa,

          Siamo talmente abituati alle meline delle “ulteriori indagini” che, quando il Direttore dei LNF ha detto basta a Celani, si è scatenato un tale coro di proteste in nome della libertà di ricerca che il rumore è arrivato fino a questo blog.
          Qualcuno ha detto che è meglio foraggiare mille Celani che rinunciare alla libertà di ricerca. Si fa presto a fare i generosi con i soldi degli altri.

        • Cimpy ha detto:

          Perché arrivare agli assoluti? Io mi accontenterei di qualche partita di quartiere: folletti contro Stato della Cornovaglia, Costantana contro INFN….cose così. Per fare un esempio estraneo, a me sembrerebbe strano se si tirasse in ballo, per dire, la libertà di ogni individuo se, in una situazione specifica, si pretendesse di far sentire l’audio di un’intercettazione ambientale che lo coinvolge personalmente sui fatti in questione. Ecco, mi pare che parlare di pericolo per la libertà di ricerca in una situazione in cui si abbia il dubbio che invece si tratti di libertà di truccare le carte a piacere non sia bello. I costi sostenuti possono essere più o meno dolorosi, ma secondo me sono un altro aspetto della questione, che riguarda più il NON darli che l’averli presi. È quel dubbio là, sulle carte strane, che, anzitutto, giustifica indagini approfondite e la ricerca di chiarimenti che non lascino ombre, dagli “eccessi di calore” alle Ralstonie passando per la compressione in cella aperta (com’era che quelle belle foto ce le ha fatte vedere Mistero in questi giorni e non Celani nel 2006?) e per gli strati di diamantoidi sulla costantana (per tacere delle pubblicazioni ad autori variabili e con tempistiche da viaggi nel tempo).

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Cimpy

          mi pare che parlare di pericolo per la libertà di ricerca in una situazione in cui si abbia il dubbio che invece si tratti di libertà di truccare le carte a piacere non sia bello.

          Infatti bisogna fare riferimento a episodi specifici. A difendere la libertà di ricerca in generale si fa bella figura; se invece deplori che non si possa dare per 25 anni carta bianca e gruzzolo a un ricercatore senza richiedere un minimo di riscontri seri e circostanziati, ti trattano da fiscale retrogrado. Per forza, le leggi sulla gestione dei fondi destinati alla ricerca se le fanno loro. E’ difficile che si facciano reciprocamente del male.

        • E.K.Hornbeck ha detto:

          @Franchini

          Qualcuno ha detto che è meglio foraggiare mille Celani che rinunciare alla libertà di ricerca.

          Gia’.
          E c’e’ anche chi sostiene che sono meglio cento colpevoli in liberta’ che un innocente in galera.
          Pensi un po’ che gentaglia c’e’ in giro.

        • Camillo Franchini ha detto:

          E.K.Hornbeck

          E c’e’ anche chi sostiene che sono meglio cento colpevoli in liberta’ che un innocente in galera.

          Pura retorica. C’è differenza tra chiudere il laboratorio 25 di Celani e mandare qualcuno in galera. Grandezze incommensurabili. Il problema è di cercare un nuovo impiego per Celani. Ci hanno pensato? Secondo me lo troveremo sereno al prossimo ICCF a presentarci la storia della ff.

        • E.K.Hornbeck ha detto:

          @Franchini

          Pura retorica. C’è differenza tra chiudere il laboratorio 25 di Celani e mandare qualcuno in galera.

          Proprio pura non direi: a una base di retorica avevo aggiunto una robusta dose di ironia. Purtroppo l’ironia e’ come il gusto umami: c’e’ chi la percepisce, c’e’ chi no.
          Quanto a retorica, pero’, neppure lei scherza: fa finta di confondere un’analogia con un’eguaglianza per ignorare i significati impliciti del mio intervento, ovvero:
          – che per preservare beni piu’ importanti (la liberta’ degli innocenti e la liberta’ di ricerca scientifica) puo’ essere opportuno sacrificare parte dell’efficacia nel contrastare fenomeni negativi (l’impunita’ del crimine e gli sprechi derivanti dall’abuso della liberta’ di ricerca);
          – che, cosi’ come la salvaguardia della liberta’ degli innocenti non ci impedisce di contrastare il crimine, la difesa della liberta’ della ricerca non ci impedisce di contrastare gli sprechi derivanti dall’abuso di liberta’.
          Insomma: forse piu’ efficace della mia, ma anche la sua e’ retorica.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @E.K.Hornbeck

          la difesa della liberta’ della ricerca non ci impedisce di contrastare gli sprechi derivanti dall’abuso di liberta’

          Ora ci siamo. Spero che tutti siamo d’accordo su questo punto, anche neutrino.
          Esistono abusi sulla libertà di ricerca che devono essere contrastati con decisione. Chiudere il laboratorio 25 significa destinare Celani ad altra attività. Negargli i finanziamenti e lasciarlo trafficare in laboratorio mi sembra un’ipocrisia, nascondere la polvere sotto il tappeto.

        • neutrino ha detto:

          @Franchini

          Credo che lei continui, volontariamente, a mischiare due livelli tra loro estremamente distinti. La confusione che così genera non fa onore a questo blog.

          La ricerca FF di celano era gia’ stata sospesa nel 2009. Dal punto di vista “scientifico”
          l’azione del direttore di frascati non aggiunge nulla, zero.

          Essa rappresenta un atto burocratico che poco c’entra sulla decisione scientifica presa da una commissione di pari sullo stop delle ricerche di celano.

          Sia aderente alla capacita’ di analisi che da sempre le riconosco.

          Neutrino

        • Cimpy ha detto:

          Bentornato, Neutrino.

        • E.K.Hornbeck ha detto:

          @neutrino

          La ricerca FF di celano era gia’ stata sospesa nel 2009. Dal punto di vista “scientifico” […]

          Bentornato anche da parte mia!

        • Camillo Franchini ha detto:

          @neutrino

          Bentornato neutrino. Continuiamo a darci del tu, dato che ci conosciamo.
          Secondo me la formula che mi descrisse il povero Romeo Bassoli, di lasciare libertà a Celani di procurarsi i fondi per la sua ricerca endless, porta alle conseguenze che deploriamo, di una ricerca che arriva a considerare la costantana una sorgente di energia pulita e illimitata. Celani si è accorto che, se sa muoversi, qualche ente statale o parastatale i soldi li fornisce. Per il cittadino anche i soldi dell’ENEL sono in parte pubblici. Solo se Celani si fa finanziare da Toyota o da STM i cittadini sono rispettati nel loro diritto di non vedere sprecati i soldi destinati alla ricerca. Il suo caso è diventato paradigmatico nella sua semplicità. Il Direttore dei LNF ha saputo affrontare con coraggio l’impopolarità presso i suoi, ma ha guadagnato la gratitudine dei cittadini.

        • Hermano Tobia ha detto:

          @Camillo
          Riprendendo una segnalazione di Merlian su 22 passi, le indico un esempio di ricerca italiana dall’elevatissimo spessore scientifico, fulgido esempio di soldi spesi bene:

          http://www.gazzetta.it/Calcio/Altro_Calcio/15-11-2013/holly-benji-cartoni-animati-201574606055.shtml

          Mi chiedo se il prossimo studio verrà fatto sull’Ape Maia o su Mazinga.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Hermano Tobia

          le indico un esempio di ricerca italiana dall’elevatissimo spessore scientifico

          Io credo che si spulciassero le ricerche promosse da Zichichi ne vedremmo di belle. La ff è solo la più vistosa e costosa delle patacche, ma ce ne sono altre. Ma a me basta occuparmi di ff, non ho voglia di allargare il tiro. Del resto mi intendo solo di chimica, poco anche di quella.

        • Cimpy ha detto:

          HT, non lo stai raccontando per dire “li danno persino a quelli, dei finanziamenti, non possiamo averne anche noi?”
          Perché sai, forse a quelli i soldi gliei ha dati l’equivalente della Disney giapponese. Un po’ come quelle serissime ricerche sugli effetti positivi del (per dire) fumo, te le ricordi? Erano tutte chiaramente disinteressate. Non per questo io sarei contento di vederle finanziate coi soldi (anche) miei. Tu, però, coi tuoi puoi finanziare un po’ quel che ti pare. Per esempio, potresti sovvenzionare Piantelli – una quota di 1/16 del 10% di sicuro ti farà gola…Oddio, 1/16 del 10 se ci sei solo tu, è ovvio. Ma sicuramente avrai grandi rientri in brevissimo tempo. Oddio, “brevissimo”…diciamo “a breve”, più o meno per quando sarà pronto in tavola anche l’E-Cat di Rossi. Più o meno, eh?

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    • Camillo Franchini ha detto:

      @Sylvie Coyaud

      Gabrichan segnala una recente pubblicazione del “prof.” Fabio Cardone…

      Non si capisce assolutamente perché gabrichan proponga in questa sede l’invenzione di un dosimetro per neutroni da parte di Cardone e colleghi. La rivelazione qualitativa e la misura quantitativa di flussi neutronici è una scienza matura da oltre mezzo secolo. Si tratta di un brevetto dal quale sperano forse di fare un po’ di soldi. Ma ci interessa?
      Noto i valori estremamente bassi dei flussi di neutroni del Triga e del Tapiro. Ma non desidero avviare una discussione che non interesserebbe nessuno, me meno di tutti.

      • gabrichan ha detto:

        @Franchini, L’articolo l’ho proposto perché Giancarlo sosteneva che il metodo usato da Cirillo per misurare i neutroni era scorretto,
        http://www.22passi.it/pirelli/D_Cirillo_ISPRA_12_2012_ufficiale.pdf
        ho tentato di fargli capire che il metodo era corretto, lui sosteneva che lo spessore di boro usato era troppo, io sostengo che è sufficiente anzi, il pericolo con uno spessore troppo alto si rischia di fare una sotto stima dei neutroni, il metodo proposto da Cardone invece tenta di catturare i gamma emesso dalla (10B + n = α[1.47 MeV] +7Li + γ) che probabilmente funziona ed è anche economico.
        @Sylvie Coyaud
        Vorrei correggerle un’inesattezza, Lei scrive “Basta dare 500 dollari a un famoso editore spennapolli.” se nota quanto pubblicato da Cardone è sotto licenza “This is an open access article distributed under the Creative Commons Attribution License, which permits unrestricted use, distribution, and reproduction in any medium, provided the original work is properly cited.” e quindi non si paga per poterlo leggere, come sostiene Lei.
        Comunque Le chiedo gentilmente di togliere il mio nik, dal suo post, sostituendolo con “un lettore” o altri sinonime,Grazie.

        • Giancarlo ha detto:

          @gabrichan
          Giancarlo sosteneva che il metodo usato da Cirillo per misurare i neutroni era scorretto
          Forse ti è sfuggito che lo sostiene pure la persona che ha fatto le calibrazioni in ENEA. Comunque hai ragione tu, non voglio insistere, il metodo di Cirillo è giusto e Cardone vede i gamma che impressionano un film bianco e nero.

          Mi pare che sia stato scritto che l’editore è predone perché fa pagare chi pubblica e non chi legge. Per lo meno mi pare che il commento di Sylvie si legga così. Ma forse hai di nuovo ragione tu.

        • Cimpy ha detto:

          I 500 dollari li deve dare chi vuol pubblicare, non chi vuole leggere, se ho capito bene.

          Sylvie, sia buona, accontenti GC.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Gabrichan

          il metodo proposto da Cardone invece tenta di catturare i gamma emesso dalla (10B + n = α[1.47 MeV] +7Li + γ) che probabilmente funziona ed è anche economico.

          Cardone non mi sembra la persona adatta per occuparsi di neutroni. Cardone è la persona che ha scritto questa successione di reazioni:

          energy + n + U238 → Nt239 + β → Pt239 + β

          Difficile prestare attenzione a un personaggio che scrive queste scemenze.
          Lei può dire: non c’è solo Cardone. Io Le rispondo: c’è anche Cardone.

        • Sylvie Coyaud ha detto:

          @Gabrichan
          ho tolto il suo nick, ma non vedo l’inesattezza: ho proprio scritto che per “pubblicare… basta pagare”.

          @Giancarlo
          Cardone vede i gamma
          Qui scrive che vedrebbe tracce di alfa se non fossero spesso “invisibili” e quindi potrebbe trattarsi di fotoni in quantità ignota – ho capito male?

          predone
          Esagerato. Quasi tutti gli editori hanno forme di open access, ma i predoni sono solo quelli che per soldi pubblicano qualunque cosa, accompagnata da falsi indici bibliometrici e contraffazioni varie.

        • gabrichan ha detto:

          @Sylvie Coyaud, Grazie, Lei è proprio sicura che siano stati pagati dei soldi per fare quella pubblicazione? Perché considerando la licenza in cui l’articolo è distribuito non ha senso pagare un editore quando ci sono archivi open source.
          @Frenchini, Credo che chiunque firmi un articolo si curi che non contenga errori, mi sembra il minimo ne va della sua reputazione, il caso peggiore è che nessuno dei firmatari si sia reso conto dell’errore, il caso normale è che nel contesto dell’articolo l’equazione scritta in quel modo ne faciliti la comprensione.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @gabrichan

          l’equazione scritta in quel modo ne faciliti la comprensione.

          No, un’equazione scritta in modo sbagliato in un documento formale dimostra solo l’ignoranza dell’autore. Inoltre confonde il lettore ignaro. Un’equazione scritta in modo formalmente corretto veicola una quantità di informazioni utili.
          Ma a Cardone ho dedicato svariati post, non serve insistere.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @gabrichan

          il metodo proposto da Cardone invece tenta di catturare i gamma emesso dalla (10B + n = α[1.47 MeV] +7Li + γ) che probabilmente funziona ed è anche economico.

          Come fa a essere economico se viene usato 10B a perdere? Nei dosimetri personali in uso presso le centrali nucleari si consuma solo un pezzetto di pellicola fotografica e si riesce a discriminare perfino tra neutroni termici e veloci.
          Per me è incredibile che si speri di migliorare tecniche di rivelazione e misura note da decenni. Basta scorrere cataloghi e si trova quello che serve. Per suggerimenti d’uso basta rivolgersi al laboratorio di fisica sanitaria attivo nell’ospedale di qualsiasi città.
          E’ gente che aveva bisogno di scrivere un articolo.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @gabrichan

          il caso normale è che nel contesto dell’articolo l’equazione scritta in quel modo ne faciliti la comprensione.

          Un’equazione scritta male complica inevitabilmente la comprensione del fenomeno. Ha così poca dimestichezza con la materia che non conosce nemmeno il simbolo chimico del nettunio e del plutonio.

        • Antonio Ludovico Muratori ha detto:

          “gabrichan” scrive:
          “…il caso normale è che nel contesto dell’articolo l’equazione scritta in quel modo ne faciliti la comprensione ….

          Lo sapevo!
          Lo sapevo, che a leggere questo blog avrei imparato qualcosa di importante.
          Sarà così che diventerò istruito, me l’ ha detto Frate Indovino.

          Saluti.

          ALM

        • gabrichan ha detto:

          @Franchini, pensavo la impressionasse di più la “energy + n”, che poi un fisico non conosca la tavola periodica non mi stupisce affatto, mi scandalizzerebbe di più non la conoscesse un chimico.
          Personalmente ho una simpatica app sullo smart phone e consulto questa se serve http://www.ptable.com/?lang=it e in laboratorio ho appeso la vecchia tavola del mio libero di chimica.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @gabrichan

          pensavo la impressionasse di più la “energy + n”

          Infatti ho messo in evidenza tutta l’equazione, non solo l’errore sui simboli. Che un fisico non conosca la tavola periodica non stupisce nemmeno me.

        • giorjen ha detto:

          @gabrichan
          quell’app deve esser sbagliata, l’idrogeno viene segnato tra i non metalli…
          https://fusionefredda.wordpress.com/2013/08/22/mastromatteo-1/#comment-26429
          evidentemente non è solo chi confonde il simbolo atomico del plutonio a fare errori grossolani, persino chi scrive le tavole periodiche sbaglia…
          g

        • gabrichan ha detto:

          l’idrogeno si comporta come un metallo in particolari condizioni di pressione e temperatura e probabilmente anche quando è assorbito nel Pt.
          normalmente in condizioni normali è considerato un non metallo nella tavola periodica.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @gabrichan

          normalmente in condizioni normali è considerato un non metallo nella tavola periodica.

          Non si metta anche Lei a fare il chimico come Celani. L’idrogeno si comporta come un metallo, nella tavola periodica sta in testa ai metalli alcalini.

          sistema_periodico

          Lei hai mai studiato un po’ di chimica? Conosce un chimico?
          Si comporta come un metallo, perché, come i metalli, tende a formare ioni positivi e in soluzione acquosa forma un catione.
          Scusi, ma l’avevo già scritto. Non dia retta a chi non è chimico. Provi a chiedere a Sandro75k, vedrà che conferma.
          Posso chiedere perché si interessa dell’elettropositività dell’idrogeno? Fa parte della progettazione della bombolina?
          Va tutto bene?

        • giorjen ha detto:

          @gabrichan
          appunto, come dice Franchini, è un metallo perchè forma cationi, come ad esempio proprio quando si lega con il palladio facendo l’idruro, si metton d’accordo per fare i cationi entrambi, più precisamente i gayoni. Ascolta Sandro75k!
          g

        • gabrichan ha detto:

          @Franchini, per caso è daltonico, perché nella tavola che Lei ha postato l’idrogeno ha un colore leggermente diverso da tutti gli altri elementi del gruppo 1, dei metalli alcalini.
          Si nota meglio la differenza in questa tabella http://www.google.it/url?sa=i&rct=j&q=&esrc=s&source=images&cd=&cad=rja&docid=GOXTMl1Ss24k6M&tbnid=7xZZBadTvp-u3M:&ved=0CAUQjRw&url=http%3A%2F%2Fwww.windoweb.it%2Fguida%2Fscienze%2Ftavola_periodica_elementi.htm&ei=knKKUsrZBcnNswaK2IDACg&bvm=bv.56643336,d.Yms&psig=AFQjCNFjKbwKKFd9YkCth5WHsYzoZSPmEg&ust=1384890909585327
          Senza andare tanto lontano http://en.wikipedia.org/wiki/Hydrogen
          Element category, diatomic non metal.
          Si ho studiato un po di chimica e conosco dei chimici e dei chimico fisici.
          Ma ribadisco che ho letto degli articoli in cui si parlava dell’idrogeno che si comporta come metallo se fatto solidificare a bassa pressione e a alta pressione.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @gabrichan

          l’idrogeno ha un colore leggermente diverso da tutti gli altri elementi del gruppo 1, dei metalli alcalini.

          Ha un colore leggermente diverso perché si differenzia notevolmente dagli altri metalli alcalini; per cominciare è gassoso in condizioni ordinarie. E’ però collocato nel 1° gruppo, nel gruppo dei metalli alcalini, questo è quanto importa. In questo senso è un metallo. Infatti in soluzione acquosa si presenta come catione.
          Francamente però non mi interessa darLe queste spiegazioni, soprattutto se sono fine a se stesse. Trovi le informazioni che Le servono come crede. Può darsi che per fini suoi abbia vantaggio a considerare l’idrogeno un metalloide. Non avendo idea di che cosa fa, non posso esserLe d’aiuto.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @gabrichan

          Element category, diatomic non metal.

          L’idrogeno forma delle leghe, sistemi metallici. Trova le leghe dell’idrogeno con altri metalli in “Binary Alloys”, di Max Hansen. Attento a non considerare le leghe come idruri.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @gabrichan

          A differenza dei metalli che non hanno una molecolarità, l’idrogeno è molecolare.
          Se non spiega a che cosa le serve ragionare sugli aspetti metallici dell’idrogeno non potrò esserLe d’aiuto.
          La chimica non è fatta di definizioni assolute. Un sale insolubile presenta sempre un prodotto di solubilità; una sostanza si comporta come acido, se c’è una base che lo induce a farlo. In condizioni diverse si comporta come una base. L’idrogeno può reagire con elementi più elettropositivi, anche se in genere reagisce più facilmente con elementi più elettronegativi.
          Scriva con comodo a che cosa le serve ragionare sulla scale delle elettronegatività degli elementi e risolveremo il Suo caso.
          Purché non sia troppo OT.

      • sandro75k ha detto:

        Se Oca Sapiens si schiera su “H metallo o non metallo” allora lo faccio pure io altrimenti vi lascio nel vostro dubbio amletico…. 😀

        • Camillo Franchini ha detto:

          @sandro75k

          allora lo faccio pure io altrimenti vi lascio nel vostro dubbio amletico

          gabrichan dovrebbe considerare alcune cose che provo ad elencare, anche se ho un gran sonno.
          Acidi e sali sono parenti stretti. Nei sali un metallo sostituisce l’idrogeno dell’acido. Idrogeno e metallo in soluzione acquosa si presentano come cationi. Nell’acido solforico al posto dell’idrogeno ci possono stare tutti i metalli del sistema periodico. Idrogeno e metalli sono alternativi perché l’idrogeno si comporta come un metallo.
          L’idrogeno si presenta come ione negativo solo in pochi composti, tipo il noto riducente idruro di litio e alluminio, l’idruro di sodio.
          La chimica è “binaria”. Non ha significato parlare di acido, di ossidante; si deve parlare di sistema acido-base, di sistema ossido-riduttore, più in generale di sistema datore-accettore. Per questo non deve meravigliare se un metallo ha quasi sempre un carattere anfotero. L’idrogeno forma idruri con tutti i metalli alcalini e alcuni alcalino terrosi, comportandosi da ione negativo; perfino il ferro forma ferrati come K2FeO4. In questo caso il metallo ferro si comporta come il metalloide zolfo!. Però non posso mettermi a strillare che il ferro è un metalloide. Il manganese ha un tipico comportamento metallico e metalloidico, dipende dalle condizioni chimiche di contorno. Il più noto anfotero è l’alluminio.
          Concludendo: può darsi che gabrichan stia facendo esperimenti in cui l’idrogeno non ha un comportamento metallico. Io conosco solo gli idruri di tutti i metalli alcalini e degli alcalino terrosi Ca, Sr, Ba.
          Noi che ci occupiamo di ff abbiamo di fronte un bell’esempio. Nel sistema Pd/H, l’idrogeno si presenta come partner metallico; non forma composti intermetallici, non forma idruri, forma solo fasi α, β, γ, come tutte le leghe. Più metallo di così non potrebbe essere.
          Se poi gabrichan afferma che con l’idrogeno non posso costruirci il ponte di Messina perché non è un metallo adatto gli dò ragione, l’idrogeno come metallo è infatti speciale, merita il colore diverso che gc mi ha fatto rilevare nel sistema periodico.
          Se non ci spiega in quali condizioni usa l’idrogeno, nessun chimico può essergli d’aiuto.

        • giorjen ha detto:

          quindi se ho capito bene anche un carbocatione qualsiasi è un metallo… interessante.
          Analogamente all’idrogeno immagino sia un metallo anche l’etano allora, e pure l’etilene.

          Ma mi chiedevo se il fatto che un metallo debba condurre elettricità e calore oltre che riflettere la luce siano cose superate nella chimica moderna?
          g

        • Camillo Franchini ha detto:

          @giorjen

          Ma mi chiedevo se il fatto che un metallo debba condurre elettricità e calore oltre che riflettere la luce siano cose superate nella chimica moderna?

          Certamente un ingegnere ha un’idea di metallo diversa da quella di un chimico.
          E’ anche una questione di stato fisico.
          Il sodio allo stato gassoso perde le sue caratteristiche di lucentezza, ecc.
          L’idrogeno allo stato solido potrebbe comportarsi come un metallo da ingegnere. Potrebbe, ma non glielo so dire.
          Il fatto che l’idrogeno si presenti in forma molecolare lo fa indubbiamente assomigliare ai non metalli.
          Se Gabrichan descrivesse il suo caso specifico non dovrebbe essere complicato risolverlo, ma mi pare di capire che è un suo segreto. Le considerazioni generiche servono a poco, perché il ferro, tipico metallo da ingegnere, presenta un comportamento anionico nei ferrati; la comune magnetite può essere considerata un ferrato ferroso. Lo iodio, settimo gruppo, presenta molte caratteristiche metalliche; esiste un perclorato di iodio IClO4.
          Se si escludono i metalli del primo e del secondo gruppo e i primi tre del settimo, si possono immaginare condizioni in cui tutti gli elementi presentano comportamento anfotero.
          Quando Gabrichan ci spiega che cosa sta facendo, potremo ragionare in concreto. Può darsi che abbia realizzato condizioni cosi’ riducenti da rendere stabile lo ione H-; però ce lo deve descrivere.

        • giorjen ha detto:

          anche i chimici non mi paiono tutti della stessa opinione
          http://www.iupac.org/publications/ci/2003/2506/ud.html

          in realtà sul fatto che non sia un metallo sono quasi tutti d’accordo, i chimici. E’ sul fatto che faccia parte o meno del I gruppo che si dividono…

          poi anche sugli idruri e l’assorbimento nei metalli ci sarebbe da dire…
          g

        • Camillo Franchini ha detto:

          @giorjen

          in realtà sul fatto che non sia un metallo sono quasi tutti d’accordo, i chimici.

          Al contrario, direi che i chimici sono d’accordo che si comporta come un metallo, tant’è che è messo in testa al 1° gruppo.
          E’ riducente come un metallo, forma composti molto stabili con i non-metalli, è un metallo.

          hydrogen lies at the head of the entire table and as such can be expected to be strikingly different from all the elements, as is in fact the case.

          Questa è la ragione per cui la classificazione dell’idrogeno crea perplessità. Si può semplificare dicendo che il suo comportamento è anfotero, come quello di tanti metalli, credo la maggior parte, ma non voglio esagerare. C’è sempre modo di imporre a un metallo un comportamento anionico.

          poi anche sugli idruri e l’assorbimento nei metalli ci sarebbe da dire…

          Questo francamente non mi risulta. L’assorbimento nei metalli è descritto nei diagrammi di stato; gli idruri sono tutti noti. Se ce ne sono di ignoti, aspettiamo che vengano scoperti, poi se ne parla.

  29. Giancarlo ha detto:

    @Ascoli65
    Il nostro Alain non manca occasione di mostrare la sua vera natura: l’imbecillità congenita che gli impedirebbe di superare un esame di 5a elementare ben fatto. Lo mostra anche la scelta della città, Norimberga, assolutamente inadatta ad ospitare tutti quelli che irridono la FF. Non basterebbe Shangai per disporre di un numero sufficiente di celle.
    Questa storia della Spectre International che raccoglie e finanzia chi come noi opera azioni di depistaggio è imbecillità allo stato puro, come ampiamente dimostrato da chi ci si dedica. Se esistesse davvero, Rossi oggi starebbe a Forte Braschi con le stellette cucite sulla giacca a lavorare per noi (ci sono pure i serrvizi oltre che i governi dentro la Spectre o no?). E invece dopo il gennaio 2011 lo abbiamo lasciato in pace nel suo capannone, che non è una bella notizia per i sostenitori dell’Andrea nazionale. Non gli abbiamo secretato neppure il brevetto, come pure la legge ci consente. L’invenzione del millennio lasciata nella testa di un unico individuo che avendo la mia età è soggetto ai malesseri della vecchiaia e può ad ogni momento finire a far terra per ceci.
    Ci fosse uno che si chieda perché dopo la cessione di tutta la tecnologia al partner segreto americano la titolarità del brevetto sia ancora saldamente nelle mani della Leonardo Corporation. Ah, già, dimenticavo, per non rivelarne il nome. Avranno fatto una scrittura privata dal notaio.

    PS Caro Alain, mi scoccia assai essere equiparato a un nazista. Sciacquati la bocca e impara l’inglese che il tuo è incomprensibile.

    • Ascoli65 ha detto:

      @Giancarlo,
      Certo il paragone con Norimberga è irriguardoso per la memoria dei tragici fatti e delle vittime di allora, ma esprime una ipotesi tutt’altro che peregrina. Non per nulla era stata prevista anche da Turiel nel suo racconto, che era stato concepito dall’autore, e riproposto da Bardi nel suo blog, non certo per mero intrattenimento. D’altronde, come narrato anche nel racconto, quando si processa (pubblicamente) un movimento o un’idea ci si limita a giuducare alcune persone simbolo, le altre, fossero anche decine di milioni, si adeguano. E’ stato sempre così.

      Questa storia della Spectre International che raccoglie e finanzia chi come noi opera azioni di depistaggio è imbecillità allo stato puro,

      Apparentemente è come dici tu, ma a ben guardare è la contromossa più razionale, oserei dire da manuale, di chi ad una SI potrebbe appartenerci per davvero, perché è l’unica reazione che può opporre ad obiezioni scientificamente fondate e che non riesce a controbattere altrimenti.

      Se esistesse davvero, Rossi oggi starebbe a Forte Braschi …

      Mah, chissà, forse ora si scalda al sole della Florida proprio perché ne esiste una. Analizziamo i fatti, quelli certi.

      Uno dei fenomeni più concreti, credibili e significativi emerso dalla sua vicenda di inventore FF è la recente costituzione del tesoretto immobilare di Miami. Se non ricordo male qualcuno lo aveva stimato in circa 1,6 M$, non so se di valore catastale o di mercato. Ciò significa che dalla sua recente attività egli ha ha ricavato un cospicuo avanzo (fatti suoi) che ha legittimamente investito, in tutto o in parte, in beni reali, come risulta incontestabilmente dalla certificazione di vere terze parti.

      L’esistenza di un avanzo vuol dire che pure le spese sono state coperte. E non si tratta di noccioline. La sua attività FF a tempo pieno va avanti almeno dal 2007, un periodo di più di 6 anni in cui sono state costituite società, affittati capannoni, stipendiati dipendenti, onorati consulenti, acquistati componenti e macchinario, effettuati innumerevoli trasvolate atlantiche, avviati brevetti, organizzate kermesse con giornalisti e scienziati, aperti e gestiti siti internet, ecc.

      La domanda che sgorga spontanea è: da dove provengono gli svariati milioni di $ necessari a coprire tutte le spese e a costituire l’avanzo immobiliare? Si possono avanzare 3 ipotesi:

      A) quella ufficiale, divulgata dai siti fiancheggiatori, secondo cui esisterebbe oltre-oceano un misterioso “Big Partner” industriale che, convintosi del valore della sua invenzione, avrebbe rilevato il tutto e avviato la fase di verifica e ingegnerizzazione in vista di una prossima produzione e commercializzazione di massa del prodotto, con cui rientrare alla grande dall’investimento iniziale;

      B) quella ex-ufficiosa, avanzata da alcuni commentatori sia favorevoli che critici, secondo cui tutto o buona parte del ricavo proviene dalla vendite di licenze ad un numero imprecisato, ma consistente visto l’importo totale, di privati o società sparse per il mondo, che attendono pazientemente, alcune da vari anni, di iniziare a vendere i suoi prodotti;

      C) quella eretica, suggerita a mio giudizio dal buon senso, secondo cui esite una munifica e potente entità, che potremo chiamare ancora “Big Partner” (sempre d’oltre-oceano, ma non industriale), che per fini a noi ignoti ha commissionato un’operazione di propaganda mediatica, che forse ha già fornito dei soddisfacenti risultati (non necessariamente o soltanto economici) o che può ancora fornirli in futuro.

      Ora ti chiederei, sulla base delle potenzialità di mercato che tu attribuisci alla tecnologia proposta dal nostro inventore, quale delle suddette 3 ipotesi ritieni sia la più probabile?

      • Cimpy ha detto:

        Sbaglierò sicuramente, ma a me la più probabile continua a sembrare la due: nella Spectre proprio non riesco a credere, anche se associazioni per interessi comuni possono ben esistere.

      • E.K.Hornbeck ha detto:

        @Ascoli65

        La domanda che sgorga spontanea è: da dove provengono gli svariati milioni di $ necessari a coprire tutte le spese e a costituire l’avanzo immobiliare? Si possono avanzare 3 ipotesi […]

        Intrigante l’ipotesi C (lo dico in quanto appassionato di fantascienza, non perche’ ci creda), ma non riesco a inquadrarla adeguatamente.
        Il punto interessante, a mio parere, e’: quali sarebbero gli scopi di questo “Big Partner” non industriale?
        L’unico che mi viene in mente (come ipotesi fantascientifica) e’ il diffondere, nelle popolazioni occidentali, l’ipotesi che possa essere disponibile, senza grossi sforzi, un’energia alternativa basata sulla fusione fredda e che, quindi, non sia necessario finanziare le costose ricerche sulla fusione calda o altre energie alternative ragionevolmente conseguibili. E, quindi, il “Big Partner” potrebbe essere identificato o nei paesi o nelle industrie estrattive che traggono profitti dallo sfruttamento delle energie fossili.
        Il difetto di questa ipotesi (oltre al fatto di essere “complottista”, per principio non credibile IMHO) e’ che da un Big Partner tanto Big ci sarebbe da aspettarsi un maggior impegno mediatico e, sopratutto, la scelta di un “attore” (Rossi questo sarebbe, a questo punto) piu’ credibile.
        Insomma: se avessi dovuto scrivere un soggetto basato su un’ipotesi simile, avrei fatto scegliere al Big Partner un rappresentante senza precedenti coinvolgimenti in fallimenti come Petroldragon e, magari, con un background tecnico piu’ credibile.
        Quindi, escludendo le estrapolazioni fantascientifiche, per ora punto sull’ipotesi B. Ma se si rivelasse vera la A non ne rimarrei sconvolto.

  30. shineangelic ha detto:

    L’ipotesi C immagino presupponga un disegno, qualcuno che ha pensato a come agire in una scala temporale dilatata (>6anni) che comprendeva tutto fin dall’inizio, da Focardi e Bondeno al tesoretto transatlantico. Probabilmente per un limite mio, non vedo lo scopo di questa operazione di propaganda mediatica e rimango sulla B. Ma sarei grato ad Ascoli65 se spendesse due parole in piu` su questa terza ipotesi, che trovo affascinante.

    In ognuna delle tre, comunque, credo che Rossi dovra` alla fine dare conto di quegli investimenti, con conseguenze proporzionali alle somme investite e all’esito dell (A-ingegnerizzazione B-attesa C-operazione mediatica)

    • Marco DL ha detto:

      Rossi potrebbe dover rendere conto di come ha investito quei soldi solo se il licenziatario Americano fosse reale (e non un prestanome suo amico).
      Ed in ogni caso, se delle persone lo avessero pagato per la licenza di esclusiva della vendita delle madonnine che piangono, in un momento in cui era ancora ancora tutta da dimostrare bontà dell’invenzione, poi questi non potrebbero comunque pretendere indietro i soldi a meno di dimostrare di essere stati raggirati con trucchi in malafede.
      Rossi a quel punto si appellerebbe alla sua buona fede, dimostrata dalla presenza dei professori di UNIBO che non hanno mai messo in dubbio la dimostrazione fatta. Se errore c’è stato, è stato un errore in buona fede, vostro onore!
      @Camillo: in questa storia io trovo incredibile il comportamento di UNIBO che ha spalleggiato una truffa internazionale (prima attivamente e poi passivamente). Celani non si avvicinerà neanche un poco al girone destinato ai prof di UNIBO.

      • Ascoli65 ha detto:

        @ Cimpy, shineangelic, Hornbeck, MarcoDL,
        proverò a chiarire meglio l’ipotesi C, cercando di rispondere alle obiezioni principali che mi sono state poste.

        Cominciamo dall’”attore protagonista”. Non credo che il Big Partner avrebbe potuto trovare di meglio. Gli va riconosciuto che ha fatto un capolavoro che resterà nella storia. Non dimentichiamoci che con poco più di due tubi ricoperti di stagnola ha convinto un intero dipartimento di fisica di una storica università che la fisica, che loro insegnano, andava rifondata. Va anche tenuto presente, che la credibilità di cui ha goduto nel momento di maggiore notorietà e quella che gli rimane tuttoggi gli proviene esclusivamente dall’appoggio ricevuto dai professori universitari, a cominciare da quelli di UniBo. Certo la sua indubbia abilità potrebbe essere stata in parte agevolata dalla dabbenaggine o incompetenza di quest’ultimi. Ma questa è un’ipotesi a cui non riesco a credere e che mi provoca il dubbio più angoscioso e cioè che tutti fossero più o meno consapevoli della burla a cui partecipavano o assistevano o approvavano o lasciavano che si approvasse. E’ un dubbio che suscita il conseguente interrogativo su cosa avrebbe eventualmente determinato un ambiente così collaborativo o compiacente nei confronti dell’anomalo inventore. Questa è la grossa questione irrisolta riguardante UniBo e che, nell’assenza di risposte esaurienti provenienti da quell’Ateneo, ci aspetteremmo che il MIUR potesse chiarire, approfittando dell’opportunità concessa dalle interrogazioni pendenti.

        La faccenda degli “scopi” è invece molto più complessa da trattare. L’opportunità di riuscire a far credere al mondo che la esaurenda fonte principale di energia può essere facilmente sostituita in modo efficace, economico e pulito può essere utilizzata proficuamente in infiniti modi. Ognuno può sbizzarrirsi ad esercitare la propria fantasia per escogitarne più di uno. A me piacerebbe pensare che lo scopo dell’operazione fosse filantropico ed umanitario, ad esempio quello di alleggerire il panico generale indotto dal temuto “Oil Crash” e poter così gestire nel modo più ordinato possibile la drammatica crisi che ne conseguirebbe. In tal caso si tratterebbe di un fine istituzionale, perseguito, gestito e finanziato da una o più entità istituzionali, eventualmente nell’ambito di una cooperazione internazionale. Va qui ricordato che l’unico cliente che fino ad oggi è stato chiaramente nominato è un’istituzione governativa americana, che è stata rappresentata, fin dalla fondazione, nel board del JoNP. Un simile fine sarebbe encomiabile e condivisibile, se non fosse che il diffondere tra i consumatori l’errata convinzione che le fonti fossili possono essere facilmente rimpiazzate ne incentiva inevitabilmente il consumo con il risultato nefasto di accellerarne l’esaurimento.

        Comunque per valutare la plausibilità di questa fanta-ipotesi aspettiamo pazientemente di conoscere le repliche governative alle interrogazioni. Non che mi aspetti di trovarvi una risposta diretta, ma leggendo tra le righe si potrebbe forse intuire se e quanto il nostro Governo sia o sia stato consapevole dei risvolti più delicati di tutta la faccenda.

        In merito alle ipotesi A e B, credo che la loro accettazione, allo stato delle evidenze a nostra disposizione, comporti l’ulteriore complicazione di dover dimostrare l’esistenza di almeno un Babbo Natale. 🙂

        • Cimpy ha detto:

          Non dimentichiamoci che con poco più di due tubi ricoperti di stagnola ha convinto un intero dipartimento di fisica di una storica università che la fisica, che loro insegnano, andava rifondata

          Qualità mesmeriche?
          Eppure anche così una Spectre avrebbe potuto trovare un moderno Keely cioè uno che avesse altrettante capacità di convincimento ma un passato meno noto alle cronache.

          Invece Rossi sa molto di “battitore libero”, uno che, sapendo inventare molto bene e avendo il coraggio di farsi riprendere dalla TV mentre sostiene che un prosciuttone stsgnolato è l’invenzione del millennio, va a convincere le persone giuste (una? Due? Additittura tre o quattro?) per poter poi dichiarare che Unibò (o convincendone una o due altre, Enea, o, forse senza doverne convincere neanche una, Infn, o, magari con due associati, Nasa, o …) è con lui.Se da un lato c’è la vicenda del DF (ma alla fine non sappiamo neanche quanti hanno firmato, vero?) dall’altro ci sono commedie degli equivoci come il caso Siemens che collabora slla costruzione di qualche pezzo misterioso dell’E-Cat, salvo poi scoprire che chiamava in quel modo qualcos’ altro…

          Sbaglierò, ma se fossi membro votante di una Spectre avrei voluto un testimonial dal passato meno rumoroso a cui abbinare un emerito e passare alla conquista delle nuove frontiere mediatiche della fisica. Il passato di Rossi è uno scalino in più da salire per convincere chi di dovere a finanziare certe ricerche.

          Poi a me il panico da crash non convince: mi ricorda tesi come quella di chi sostiene che i governi di tutto il mondo avrebbero prove certe della presenza sulla terra degli ET ma le terrebbero nascoste perché l’umanità (non governante) non sarebbe pronta e non ci sarebbero abbastanza sacchetti di carta per limitare l’iperventilazione di tutti… insomma meglio al limite ragioni anche di macroeconomia ma un po’ più di bottega, piuttosto, no?

        • Ascoli65 ha detto:

          @Cimpy,

          insomma meglio al limite ragioni anche di macroeconomia ma un po’ più di bottega, piuttosto, no?

          Guarda, una volta che si aderisce all’ipotesi C, sia pure per esclusione delle altre due, tutta la vicenda appare come un grande bluff mediatico in un settore, quello dell’energia, fondamentale per l’economia, la finanza e gli equilibri geo-strategici. Ognuno può immaginarsi cento motivi, singoli o combinati, da quelli di bottega a quelli planetari, per cui un bluff del genere può risultare utile.

          Lasciamo che sia una persona addentro al settore a suggerirne uno qualsiasi (1): ”if it becomes generally known that cold fusion is real, and everyone agrees it is real and likely to become a practical source of energy, this will trigger an immediate and very large decline in the cost of oil and other fossil fuels.” Come noti vi si afferma che il solo credere che la FF sia reale produrrebbe immediatamente l’effetto sperato.

          Per quale fine ultimo? E chi lo sa! Se fossimo in un blog di investitori qualcuno potrebbe discettare di plusvalenze generate da oscillazioni dei mercati. Se invece fossimo in un blog di storici qualcun altro ci ricorderebbe come ogni potenza abbia sempre cercato di indebolire economicamente quelle rivali. Ma a noi questi argomenti non interessano perché in questo blog, oltre agli aspetti tecnico-scientifici, discutiamo solo di come la FF influisca sull’immagine della ricerca pubblica italiana e sul destino energetico che ci attende.

          Pertanto, l’ipotesi che il Big Partner (preferirei chiamarlo con il nome ufficiale, benchè di copertura, utilizzato dal Little Partner, piuttosto che scomodare impropri termini hollywoodiani) abbia commissionato questa propaganda mediatica allo scopo di gestire meglio il dopo “Oil Crunch”, a me pare più che sufficiente come spiegazione. D’altronde è auspicabile ci si predisponga per tempo all’evento. Non stiamo parlando di fantasiose invasioni aliene, ma di un evento inevitabile, ampiamento previsto da tutti, di cui è incerto solo il momento. L’impegno di tutti dovrebbe essere quello di procrastinarlo il più possibile, auspicabilmente ad libitum, ma il diffondere false aspettative sull’imminente disponibilità di fonti energetiche quasi inesauribili va esattamente in direzione contraria. Ultima notazione sul BP: nessun funzionario di Siemens compare nel board del JoNP.

          Tornando sulla scelta del testimonial della campagna, mettiamoci, per gioco, nei panni del selezionatore e cominciamo a tracciare a tavolino il profilo del candidato ideale. Innanzitutto deve essere “esotico”, rispetto al committente. Italiano va benissimo, è proprio il caso di dire che è il “cacio sui maccheroni”. L’Italia è ancora una potenza industriale e gode di un antico prestigio in campo scientifico. Siamo notoriamente brillanti, intuitivi, ma disorganizzati e pasticcioni, le caratteristiche ideali per un novello Edison, che provando e riprovando caparbiamente trova la pozione giusta, anche se magari non ne annota la ricetta. Immagina di attribuire questo ruolo ad un tedesco o anche un francese, non risulterebbe credibile. Eppoi, dove lo trovi un altro Paese industriale così pieno di scienziati a cui viene lo Stato consente di coltivar il proprio ”orto dei miracoli” al punto che anche i prop-FF stranieri ammettono che (2): “ENEA funded research because Itialian research is badly supervised”.

          Scelto il Paese, occorre scegliere l’uomo. Caratteristica fondamentale: molto riconoscente verso i nuovi concittadini, non troppo verso quelli precedenti. Non occorre che sia uno scienziato riconosciuto, la credibilità se la deve procurare negli ambienti accademici italiani da contattare. Il suo passato non interessa (un colpo di fortuna può capitare a tutti) e comunque torna utile pure quello: è molto più imbarazzante, per chi gli ha prestato fede, ammettere di essersi sbagliato (“Once, shame on you; twice, …”). Ultimo tocco (non dimentichiamoci che queste cose non si improvvisano) il collaudo: chi può escludere che la vicenda TEG sia stato un test superato a pieni voti?

          Attenzione, mi raccomando, prendi tutto ciò come una semplice ipotesi. Consideralo solo il risultato di un tentativo di disporre le poche tessere note del mosaico in modo che affiori, nel mare di buchi lasciato da NDA e verbali segreti, la parvenza di un quadro, tra i molti possibili, che abbia un minimo di coerenza interna. Ma la realtà potrebbe essere del tutto diversa. Aspettiamo che gli interessati, o il nostro Governo, ce ne propongano una credibile.

          (1) http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg60675.html
          (2) http://www.e-catworld.com/2013/03/george-mileys-lenr-invention-up-for-another-vote/

        • Cimpy ha detto:

          Mettiamoci, per gioco, nei panni del selezionatore e cominciamo a tracciare a tavolino il profilo del candidato ideale

          Va bene.
          1) relativamente giovane
          2) brillante universitario
          3) con appeal (fotogenico)
          4) parlantina sciolta
          5) poliglotta
          6) con la fedina penale pulita

          Poi lo abbino al partner dal giusto spessore (sì, un emerito dell’Unibò andava benissimo).
          Tra tutti i cervelli in fuga che emigrano negli States ogni anno, possibile non ce ne fosse uno adatto al ruolo?
          Comunque, se si presentassero 7000 candidati, Rossi sarebbe più o meno il numero 6500 della mia graduatoria. Nel senso che mi aspetterei che gli ultimi 500 sarebbero messi peggio in tutti gli aspetti tranne forse la fotogenicità…

        • Ascoli65 ha detto:

          @Cimpy,
          eh sì, forse era necessario selezionare prima il selezionatore. 🙂
          E quindi, se l’ipotesi non è la C, che ci sta a fare uno del DOD nel board del JoNP? Ci dobbiamo aspettare tra non molto il varo del primo sottomarino LENR?

        • Cimpy ha detto:

          Uno del DoD ci deve essere nel carnet di uno come Rossi o non avrebbe preso soldi ai tempi del TEG.
          La mia ipotesi è proprio quella di un gruppo (ristretto) di persone che per motivi diversi (chi pensando di realizzare il sogno di una vita, chi per ottenere un prolungamento di ricerche, chi per pagare il mutuo, chi per arrotondare una pensione, chi solo per farsi pubblicità, chi pensando di riscattare una vita da mediocre, chi per rendere un favore, chi per una fetta della torta) si sono spalleggiati e sostenuti. Se tra queste persone ci sino affiliati, emeriti, imprenditori e amici, della Spectre non hai bisogno, un po’ di pubblicità te la riesci a fare e non è così scontato che i pezzi da 90 della scienza e delle varie istituzioni (per non dire degli esponenti politici) scendano massicci in campo sui principali organi d’informazione per smentirti. Per dire l’orbo di Steorn non è passato molto in tv da noi e non mi pare che le nostre università se ne siano occupate. Anche della vicenda Tuker se ne sa solo perché un processo l’ha resa famosa. Il top dei top è il caso Marchi che è uscito per davvero alla luce solo perché. ..i venditori erano stati vessati eccessivamente (!), altrimenti mago, signora e figlia avrebbero potuto proseguire indisturbate col sale che non si scioglieva bene come inequivocabile segno di malocchio. E lì dimostrarne l’ascientificità sarebbe stato alla portata di prof di scienze delle medie…per dire: bastano un centinaio di persone, forse anche meno, e si può creare una leggenda mediaticamente interessante. Se tieni duro e non maltratti i dipendenti, se non affronti di petto nessuno ma ti nascondi dietro ai segreti, puoi vendere aerei annusatori ai governi o motori ad energia eterica vibrante a ricchi imprenditori per vagonate di soldi e per decine d’anni. A che serve la Spectre? Ma soprattutto, una Spectre davvero vedrebbe oltre, fino a 4 volte i 5 o 7 anni di un rinnovo politico? E perché, come dice anche GdM, non dovrebbe fare un piccolo sforzo per convincere meglio gentaglia come noialtri a passare dall’altra parte della barricata? Basterebbe qualche numero più azzeccato, qualche effetto speciale meglio curato o, nei casi più pervicaci come il mio – per dire – uno smartphone ultimo modello in omaggio
          (metti mai che ascoltino…)
          😀

        • E.K.Hornbeck ha detto:

          @Ascoli65

          A me piacerebbe pensare che lo scopo dell’operazione fosse filantropico ed umanitario, ad esempio quello di alleggerire il panico generale indotto dal temuto “Oil Crash” e poter così gestire nel modo più ordinato possibile la drammatica crisi che ne conseguirebbe. In tal caso si tratterebbe di un fine istituzionale, perseguito, gestito e finanziato da una o più entità istituzionali, eventualmente nell’ambito di una cooperazione internazionale.

          Trovo intrigante anche questa variante dell’ipotesi C ma, ancora e solo, come appassionato di fantascienza.
          Quest’ipotesi porterebbe, comunque, a domandarsi quali possano essere gli esatti obiettivi finali di questa (o queste) entita’ istituzionali: essendo inevitabile l’esaurimento delle fonti di energia fossile, l’alleggerimento del panico generale puo’ essere la strategia per un periodo intermedio. Ma periodo intermedio per guidare la transizione verso cosa?
          Verso una qualche soluzione, non ancora pienamente disponibile, perseguita da questa entita’? Un possibile accordo con fornitori extraterrestri di tecnologia? Una fonte di energia segreta sviluppata, di nascosto, in qualche laboratorio delle Montagne Rocciose? Un accordo commerciale con Babbo Natale per la fornitura generatori che non richiedono carburante? Un patto con Satana per l’accesso alle caldaie infernali in cambio dell’anima dei primogeniti della classe media?
          OK: sto scivolando dalla fantascienza, al fantasy, all’horror.
          Oppure un periodo intermedio, in assenza di soluzione, verso il disastro? Una sorta di “dopo di noi, il diluvio” su scala multi-governativa? Per prolungare, per qualche altro anno, una civilta’ che ha raggiunto un vicolo cieco?
          Comunque sia, mi sembra che entrambe le varianti presuppongano la necessita (o, almeno, l’opportunita’) di prolungare il piu’ possibile in periodo intermedio, riducendo quindi il piu’ possibile il consumo di energie fossili. Esattamente il contrario, come lei stesso rileva, di quello che si otterrebbe con una fiducia diffusa in una nuova fonte ottimale di energia.
          Ma, a questa perplessita’, aggiungo quelle di Cimpy e di Giancarlo.
          Come Cimpy, se fossi stato coinvolto nelle decisioni di questa entita’, avrei votato per un qualche fisico, o autentico ingegnere, senza un passato imbarazzante dietro le spalle. Possibilmente anche uno in grado di scrivere un articolo scientifico non auto contraddittorio e in grado di non fare affermazioni e promesse facilmente verificabili come false e non mantenute.
          Come Giancarlo, ho chiesto a familiari e colleghi e nessuno conosceva Andrea Rossi o aveva sentito parlare di E-Cat; i miei familiari neppure di fusione fredda. L’operazione mediatica per infondere fiducia nel pubblico… non sembra essere stata molto efficace.
          Le propongo (cosi’, per divertirsi; non perche’ ci creda) una variante: l’entita’ potrebbe essere un singolo governo con l’obiettivo di dare fiducia al proprio elettorato per favorire la vittoria della maggioranza in carica alla successiva elezione. A questo aggiungiamo che i servizi segreti di questo paese, incaricati di mettere concretamente in atto il piano, possano essere divisi in gruppi contrapposti, principalmente interessati a farsi la guerra l’un l’altro, col risultato di trasformare l’operazione in una farsa e nel far abortire la prevista offensiva mediatica. In piu’, ognuno puo’ divertirsi a immaginare quale possa essere questo paese immaginario; io propongo il nome in codice “Freedonia” (confesso: mi piacciono i vecchi film in bianco e nero).

          In merito alle ipotesi A e B, credo che la loro accettazione, allo stato delle evidenze a nostra disposizione, comporti l’ulteriore complicazione di dover dimostrare l’esigenza di almeno un Babbo Natale. 🙂

          Questa non l’ho capita.
          A parte il fatto che, come presumo tutti sappiamo, se Babbo Natale esisteva, ormai e’ morto (1), non capisco perche’ sia necessario dimostrarne l’esigenza per validare le ipotesi A o B.
          Piu’ che altro, mi sembra necessario ipotizzare l’esistenza di uno o piu’ Compratori di Fontane di Trevi. E temo non sia necessario dimostrarne l’esistenza 😦 .

          (1) http://spazioinwind.libero.it/mycrossofworld/UmorismoLetterario/inchieste%20e%20trattati/Babbo%20Natale.htm

        • Cimpy ha detto:

          (…)Questo comporta 822.6 visite per secondo. Ciò significa che, per casa di cristiani con almeno un bravo ragazzo, Babbo Natale ha 1/1000 di secondo per parcheggiare, saltare fuori dalla slitta, scendere per il camino, riempire le calze, mettere i regali sotto l’albero, mangiare e bere qualsiasi cosa sia stata lasciata(…)

          No, Babbo Natale No!
          😀

          E comunque a me pare che un dritto abbia tirato un gancio e poi un po’ di gente sia andata al traino, ciascuno per gli interessi suoi. Io di filantropico in questa storia non ci vedo proprio niente, a meno che non sia filantropia per parenti, affini, amici prossimi e soci d’affari.

          Senti, E.K.H., ma la Befana, come sta? Comincio a stare in pensiero…

        • E.K.Hornbeck ha detto:

          @Cimpy

          No, Babbo Natale No!
          😀
          […]
          Senti, E.K.H., ma la Befana, come sta? Comincio a stare in pensiero…

          Temo che per Babbo Natale non ci sia nulla da fare.
          Ammetto che un po’ mi dispiace per le renne.
          Quanto alla Befana… per essere sicuri bisognerebbe rifare i calcoli, considerando il minore bacino d’utenza. Ma se consideri che persino il suo mezzo di trasporto e’ infiammabile… spiacente.
          E se sei in vena di cattive notizie: il ragionamento si applica anche al Coniglio Pasquale. Flambe’ anche lui.

    • tia ha detto:

      >In ognuna delle tre, comunque, credo che Rossi dovra` alla fine dare conto di quegli investimenti

      Shine, ho giusto sentito oggi la storia di uno che produceva delle centrali ad energia rinnovabile basate su syngas, ma non ne funzionava nemmeno una (si spegnevano dopo mezz’ora).
      Ha iniziato a vendere le licenze di costruzione, e se l’è spassata (rovinando anche il mercato).
      Il punto è che tra aziende non è come la signora di voghera che compra al supermercato. La signora di voghera è incompetente, quindi è protetta se cerchi di ingannarla (vedi pubblicità ingannevole). Tra aziende invece si presuppone che le parti siano competenti, quindi sostanzialmente so’ cazzi tuoi se compri una cosa pensando che sia un altra.
      Rossi avrà fatto firmare un foglio quando ha fatto il test dimostrativo e con quello si è messo al riparo di tutto. Altro che caymann e riciclaggio di denaro in lussemburgo, tutto pulito e legale (e molto piu economico anche) e ora si compra le casette su miami beach (anche se qualcuno pensa che sia tutto finto, si vede che non ha mai pagato le tasse) ed ha iniziato a dire che “maybe it work maybe it doesnt”. Il sipario è calato ad agosto 2013, ora si stanno vedendo i titoli di coda.

      • shineangelic ha detto:

        Razionalmente hai ragione, ma non mi riferivo solo all’aspetto giudiziario e monetario. Rossi ha certamente avuto a che fare anche con personaggi dubbi, controversi e magari pericolosi. Non mi riferisco solo a Xantolius&co, ma alla pletora di faccendieri, idraulici e very very customer che hanno costellato tutta la storia. Chi semina vento raccoglie tempesta, questo intendevo.

  31. Sylvie Coyaud ha detto:

    @Gabrichan
    l’open source riguarda il software, l’open access riguarda l’editoria scientifica. Ce ne sono di vari tipi. In quello “gold”, la pubblicazione è pagata dagli autori, dai loro centri di ricerca o da chi la finanzia.

  32. Hermano Tobia ha detto:

    @Giancarlo
    Dico che il rivelatore CR39 di Cirillo sembra non aver le caratteristiche per poter funzionare e mi pare che la persona che lo ha calibrato in ENEA lo abbia scritto pubblicamente

    L’utilizzo dell’acido borico accoppiato al CR39 è stato necessario per evitare che la misura fosse influenzata dal rumore EM. Dal momento che di solito l’acido borico viene usato a tale scopo in soluzione, mentre qui è in grani, l’unico modo per vedere se il rilevatore utilizzato da Cirillo funziona è esattamente quello che hanno utilizzato, ovvero irradiarlo con una sorgente nota e verificare il conteggio delle tracce del CR39.

    Loreti, che ha eseguito l’irraggiamento, dice che la correlazione tracce-esposizione era molto povera, e che nell’articolo questo aspetto non sarebbe chiarito. Questo è in netto contrasto con quanto Cirillo pubblica nella presentazione all’ANS (1) e nella controreplica a Faccini, dove infatti la correlazione tra i tempi di esposizione ed i conteggi delle tracce è esplicitata chiaramente, con tanto di margine di errore.

    Teniamo inoltre presente che il conteggio delle tracce del CR39 è oggettivo e non viene certo fatto a mano, ma tramite un software dedicato di riconoscimento immagini; questo unito al fatto che Loreti si dimostra chiaramente preventuto nei confronti dell’esperimento (“inseguono sogni”), mi fa sorgere qualche dubbio sulla sua analisi.

    Cirillo inoltre ribalta l’accusa di Faccini e sostiene che è il loro rilevatore a non funzionare (infatti irradiandolo non hanno trovato nulla), in quanto non hanno considerato la granulometria della polvere di acido borico:

    When CR-39 is covered with boron, the granularity of the boron layer used in [1, Faccini] is unknown whereas for the experiment [2, Cirillo] the granularity of the boron powder is an important parameter for detection efficiency. This parameter determines the mean free path of the emitted alpha particles.

    Dalla lettura del lavoro di Faccini e C. infatti non sembra che abbiano considerato tale (fondamentale) parametro nello sviluppo del rilevatore.

    Dico che il flusso di neutroni a cella accesa e dei gamma a cella spenta avrebbero stroncato una mandria di buoi.

    Temo che questa (se non ho sbagliato i conti), sia una bufala vera e propria. L’intenstità dei neutroni viene stimata il 12K n s-1 cm-2, equivalenti, secondo Cirillo, a 0.12 microsievert / s ( ho rifatto i conti con (3) a me viene 0.15 microsievert / s ). L’esposizione max è durata 50 min, quindi la dose totale assorbita è di circa 0.36 millisievert. Durante una TAC si assorbono venti volte più radiazioni di media ( 8 millisievert ).

    Inoltre, per darti un’idea, 12K n/s non sono male ma per arrivare a competere con i fusionisti amatoriali (R. Hull ad esempio) che costruiscono i fusori in garage Cirillo deve aumentare il flusso di almeno un ordine di grandezza (2). Senza contare che i neutroni dei fusori hanno energie nell’ambito dei MeV, mentre quelli di Cirillo sono termici.

    Dico che la figura 2 e 3 del lavoro di controreplica sono difficilmente conciliabili

    Non mi sembra siano inconciliabili, anche perchè nella prima non sono indicati i tempi di esposizione.

    Dico che Cirillo ha nascosto la prova negativa con i rivelatori ad Indio e sto ancora aspettando che tu mi dica perché i burst li renderebbero inadatti alla misura.

    Non serve che te lo spieghi io, in quanto lo fa già Cirillo, con ampi dettagli, nella controreplica (nota [4]).

    Ti ripropongo la domanda iniziale: se Faccini ed altri volevano replicare l’esperimento di Cirillo ed avevano dei dubbi (cella, rilevatore, circuito elettrico, ecc), perchè non hanno coinvolto Cirillo invece di inventarsi un altro esperimento ?

    (1) http://newenergytimes.com/v2/conferences/2012/ANS2012W/2012Cirillo-ANS-LENR-Paper.pdf

    (2) http://en.wikipedia.org/wiki/Fusor

    (3) http://www.nrc.gov/reading-rm/doc-collections/cfr/part020/part020-1004.html

    • Giancarlo ha detto:

      @Hermano Tobia
      Temo che questa (se non ho sbagliato i conti), sia una bufala vera e propria.
      Gli 0,36 mSv sono giusti se calcolate l’effetto minimo, quello di neutroni da 10 keV che debbono essere circa 1,01 miliardi per cmq per fornire un rem. E’ chiaro che se l’energia aumenta (ad esempio 100 keV) la dose diventa 7 volte più alta; comunque quella è una dose per ogni run. Ne hanno fatti almeno 5 in quell’occasione, auguri vivissimi. In ogni caso è medicina e non fisica.

      Non mi sembra siano inconciliabili, anche perchè nella prima non sono indicati i tempi di esposizione.
      …dove infatti la correlazione tra i tempi di esposizione ed i conteggi delle tracce è esplicitata chiaramente, con tanto di margine di errore
      I tempi di esposizione li trovi nella tabella 1 del lavoro [1] da te postato; ti aiuto perché forse il mio commento era un po’ criptico. Il caso più evidente è il valore a 20′. Qui i due dati misurati (?) sono 18 e 37. Fanno la media di questi due valori incuranti che uno è più del doppio dell’altro, riportano il valor medio 28 e la “barra d’errore” che va da 24 a 32 lasciando fuori entrambe le misure di calibrazione. Non male. Controlla gli altri valori e forse ti sarà più chiaro il Loreti-pensiero. Forse non è prevenuto ma postvenuto, visto che le calibrazioni le ha fatte.

      Cirillo inoltre ribalta l’accusa di Faccini e sostiene che è il loro rilevatore a non funzionare (infatti irradiandolo non hanno trovato nulla), in quanto non hanno considerato la granulometria della polvere di acido borico
      Qui sposi acriticamente l’affermazione di Cirillo et al. che è falsa. Non è vero che Faccini et al. non misurano neutroni; non li misurano quando costruiscono il rivelatore come quello di Cirillo. Quando se ne fanno uno proprio con uno strato da 50 micron li misurano benissimo, sia durante la calibrazione sia durante la misura. Cirillo con quella frase sta menando il can per l’aia. Il problema è che molti neutronisti (Cardone compreso) sono convinti che con 15 mm di boro gli alfa sul CR39 non ci arrivano. Basta fare una prova, no? Oppure quello di Cirillo è il rivelatore ottimo assoluto e l’esperimento non viene se non si usa proprio quello?

      Non serve che te lo spieghi io, in quanto lo fa già Cirillo, con ampi dettagli, nella controreplica (nota [4]).
      Cirillo non lo spiega affatto, si limita a dire che l’indio non va bene per i burst, senza fornire una motivazione fisica. Inutile dire che in molti li usano per i burst.Per cui mi aspetto che qualcuno (Srivastava?) spieghi in dettaglio perché l’indio non va bene, visto che questo per loro stessa ammissione è il macigno più grande. Spero converrai che se l’indio è adatto alla misura i neutroni non ci sono, non avendoli misurati neppure Cirillo.

      • Cimpy ha detto:

        l’indio non va bene per i burst

        Basta che poi non venga fuori che l’indio non va bene perché….non conferma gli esperimenti della FF. Non sarà questo il motivo, vero?

  33. Giancarlo ha detto:

    @Ascoli65
    Non riesco proprio a seguirti, per quanto ci pensi e ci ripensi, sull’ipotesi C).
    Per tutta una serie di motivi, il più serio dei quali è il fatto che un’operazione che miri a tranquillizzare l’opinione pubblica per il problema energetico non può essere di raggio così limitato. Per quanto discutendo qui di queste cose ci sentiamo tutti importanti, la questione Rossi tocca continuamente pochissime persone se rapportate alla popolazione mondiale. Ci sono interi paesi dalla popolazione elevata in cui Rossi non è neppure conosciuto, analizzando le query su Google. E’ un interesse di due o tre nazioni al mondo e in questi stati riguarderà una frazione minima della popolazione. Non ostante la mia presenza, a casa nessuno conosce Rossi. Nessuno dei miei parenti ne sa nulla.
    Un’operazione di depistaggio o falsa informazione che coinvolgesse i governi o gli apparati avrebbe ben maggiore risonanza sulla stampa o in TV. O che riguardasse più da vicino gli interessi della popolazione: guarda Stamina, ad esempio. Gli schizzi sono arrivati pure su riviste prestigiose.

    Il secondo punto importante è che in un’operazione del genere, credimi sulla parola, le misure tornano e non si usano pettini. Io sarei capace di scrivere un report perfetto; tu pure, Mario o Franco non ne parliamo. Ne vuoi fare una questione di onestà? Un disoccupato di lusso, contattato dal proprio governo per questioni di sicurezza nazionale a cui venga offerto quello che non ha guadagnato in tutta la vita, si può rifiutare o vuole farlo?

    Per me AR rimane un rebus sociologico, ma non per lui (che mi è chiarissimo), per gli altri, quelli che lo seguono; quelli che addirittura lo anticipano deliziando la nostra innata curiosità con voli di fantasia degni del miglior Pindaro. Ma finirà anche questa.
    Tutti chiusero gli occhi nell’attimo esatto in cui sparì, altri giurarono e spergiurarono che non erano stati lì.

    • tia ha detto:

      Concordo, alla fine la vicenda Rossi ha un audience ristretto ai pochi blog privati che ne parlano ancora. Arata col suo famoso esperimento aveva avuto un audience maggiore.
      Per il picco del petrolio, già si ammorbidisce la pillola con la favola delle sabbie bitumose, che è appunto una favola visto che il problema del picco dell’olio è un netto rialzo del prezzo, che è appunto quello che serve per rendere “conveniente” l’uso del petrolio non convenzionale.
      Rossi semplicemente ha convinto una persona (Focardi) che ha creato quella fiducia iniziale, poi alimentata con misure alla cazzo (vedi Galantini) che hanno permesso ad una persona, da cui non si vorrebbe mai comprare un auto usata, diventare l’inventore del millennio. Da li in poi si è giustificato tutti i comportamenti da bidonaro con “depistaggio”, evitando sempre di entrare nel merito. Ricorda molto la storia di un noto imprenditore nato ad Arcore.

    • Ascoli65 ha detto:

      @Giancarlo,

      Non riesco proprio a seguirti, …, sull’ipotesi C).

      In questa commedia dell’assurdo il maggior punto di forza dell’ipotesi C non è la sua plausibilità, ma l’elevata improbabilità delle ipotesi concorrenti a fronte dell’investimento necessario a coprire spese e tesoretto, alle probabilità che esso venga ripagato dalla commercializzazione del prodotto e soprattutto dalla possibilità di trovare qualcuno che ci creda.

      un’operazione che miri a tranquillizzare l’opinione pubblica

      Non focalizzarti sullo scopo finale, si tratta di un aspetto che si discosta troppo dagli obbiettivi di questo blog. Quella che ho adombrato è solo un’ipotesi di lavoro. Ognuno si immagini la propria.

      Nessuno dei miei parenti ne sa nulla.

      Ma i tuoi co-condomini sì, se non ricordo male.

      avrebbe ben maggiore risonanza sulla stampa o in TV

      Al presente l’eco della demo bolognese è quasi del tutto scemata, ma per tutto il 2011 la risonanza c’è stata, eccome, nonostante i pasticci dei bolognesi.

      Il secondo punto importante è che in un’operazione del genere, credimi sulla parola, le misure tornano e non si usano pettini.

      L’importante era l’affiliazione di chi dichiarava quei valori. La gente non va a verificare le misure, la stragrande maggioranza non ne sarebbe capace. Si fidano, è più che comprensibile, del ruolo pubblico ricoperto da chi le dichiara e non dimentichiamoci che, all’epoca, la fondatezza di quelle misure era stata avallata dal consiglio di dipartimento in rappresentanza dell’intero DF, dove F sta per Fisica, non Filosofia.

      Sai, nell’era di Google è inutile “spergiurare di non essere stati lì”.

  34. Camillo Franchini ha detto:

    Scusate se per questa settimana avrò la testa altrove. Questione di muratori e idraulici a Pisa.
    I commenti resteranno in moderazione più a lungo del solito.
    Non so perché il programma metta in moderazione persone non segnalate, come Giancarlo e Ascoli; è un vecchio problema.

  35. Luca ha detto:

    @Ascoli65
    .. che ci sta a fare uno del DOD nel board del JoNP
    Non scordiamo che questa lista comprende anche personaggi – ignari – inesistenti – scomparsi – magari con cui ha solo preso un aperitivo e scambiato 4 chiacchere.

    @E.K.H.
    …ho chiesto a familiari e colleghi e nessuno conosceva Andrea Rossi..
    Si rechi, se mai ne avesse l’occasione, in qualche osteria del centro di Aicurzio o Lacchiarella. Attacchi bottone con qualcuno dai capelli bianchi o grigi e provi a chiedere. Sono certo che tengano sempre sul fuoco il pajolo con la pece e diversi sacchi di piume per il glorioso inventore.

    @tutti
    per chi non l’avesse ancora fatto propongo un’ amena lettura sul Nostro che non mancherà di far sorridere anche i suoi più sfegatati sostenitori: http://brianzolitudine.iobloggo.com/cat/caponago/283875
    (tra i fan si astengano i privi del gusto di umami)

    P.S.
    Google restituisce + di 6000 risultati per “sceicco della brianza”.

    • E.K.Hornbeck ha detto:

      @Luca

      Si rechi, se mai ne avesse l’occasione, in qualche osteria del centro di Aicurzio o Lacchiarella. Attacchi bottone con qualcuno dai capelli bianchi o grigi e provi a chiedere. Sono certo che tengano sempre sul fuoco il pajolo con la pece e diversi sacchi di piume per il glorioso inventore.

      Buono a sapersi.
      Nell’improbabile caso che mi venga chiesto di organizzargli una festa di compleanno a sorpresa, di quelle dove si posta il festeggiato in un locale sconosciuto, so dove organizzare una simpatica rimpatriata con vecchi ed entusiasti amici.
      Anche perche’, da dove scrivo io, i danni che ha fatto non sono noti al grande pubblico. La festa di compleanno risulterebbe ordinaria e noiosa.

    • Ascoli65 ha detto:

      @Luca,
      Io mi riferivo solo alla presenza del DOD, l’unico che ha qualche margine di spesa. La persona che lo rappresenta risulterebbe essere l’autore di un rapporto calorimetrico (1) della demo del 14 gennaio 2011, apparso addirittura prima di quello UniBo.

      (1) http://newenergytimes.com/v2/news/2011/36/Melich-Report-Rossi-Expt.pdf

  36. gian ha detto:

    @Hermano Tobia
    Riprendendo una segnalazione di Merlian su 22 passi
    Però, perdona, non puoi berti tutto!
    A giudicare dai numeri riportati quella notizia potrebbe venire da qui: tinyurl.com/kqxknjo
    Dico “potrebbe” perché nell’articolo che linki c’è scritto “una ricercatrice” ma non c’è né il nome né l’istituzione (e già questo dovrebbe fare pensare). Tra l’altro la stessa notizia la si ritrova copiata pari pari su vari siti, sempre senza riferimenti. Tu ne hai trovati? E l’ipotesi che semplicemente qualcuno abbia fatto un post scherzoso ti pare eccessiva?
    In ogni caso, lo stesso articolo torna fuori periodicamente da anni, ogni volta con qualche modifica o con numeri diversi. C’era anche la versione “Mila e Shiro due cuori nella pallavolo”, ma ora non la ritrovo. Però magari chiedo un finanziamento europeo, e la ripropongo come ricerca di punta. 🙂

  37. Ascoli65 ha detto:

    @Cimpy,

    Uno del DoD ci deve essere nel carnet di uno come Rossi o non avrebbe preso soldi ai tempi del TEG.

    Intendi dire che Babbo Natale vive in un edificio a 5 facciate ed è “de coccio”?

    La mia ipotesi è proprio quella di un gruppo (ristretto) di persone che per motivi diversi …

    La tua ipotesi, con tutte le possibili sottovarianti, è più che plausibile, ma credo che nessun gruppo ristretto sarebbe stato in grado di organizzare e finanziare questa saga pluriennale costata parecchi M$. E’ comunque possibile ve ne possano essere a qualche livello della struttura, come nelle matrioske, ma anche se così fosse si tratterebbe comunque di miseri dettagli di contorno che non meritano troppa attenzione.

    Steorn … Tuker … Marchi …

    Possono forse vantare collaborazioni pluriennali con emeriti professori di fisica di storiche università e demo pubbliche svolte in presenza dei loro colleghi? Hanno forse suscitato accorate interrogazioni parlamentari a loro favore, seguite a volte da funamboliche, ma comunque rispettose, risposte di sottosegretari? Possono vantare la partecipazione di importanti istituzioni nel loro board? Paragoni inapplicabili.

    Basterebbe qualche numero più azzeccato, qualche effetto speciale meglio curato

    Mi ripeto, con il materiale che avevano a disposizione hanno fatto miracoli. Passare di botto dai mW, rosicchiati per vent’anni agli errori di misura dagli emeriti scienziati FF, ai kW era un’impresa disperata, occorre riconoscere la temerarietà di chi ci ha provato. E poi bisogna anche farsi bastare il materiale umano che si riesce a rimediare.

    Colgo l’occasione per tornare alla lista dei 6 requisiti che mi avevi proposto ieri. Manca il numero zero: essere disposti ad illudere i popoli della Terra a cominciare dal proprio e, alla bisogna, anche i bambini malati di cancro e i loro familiari. Spero vivamente che con questo ulteriore requisito i candidati disponibili sarebbero stati ben meno di 7000. Anche di fronte ad un allettante “smartphone ultimo modello”. 🙂

    • Cimpy ha detto:

      Lol…
      Ascoli65, però con la faccenda degli aerei annusatori ci si va vicino. Anche la storia di Keely non è male. Poi a me pare che Steorn abbia avuto la faccia di tolla di mostrare il suo Orb ad una commissione scientifica (era mica quella volta che prima le luci, poi il movimento hanno fatto brematurare il motore addani? )

      Insomma a me sembra che il sostegno dri Governi non ci sia stato. Semmai c’è stato un grsn menefreghismo da un lato e alcuni (pochi) personaggi di un certo calibro che hanno provato a sostenere l’insostenibile. Però almeno nel nostro Paese leggi ad personam ne hanno anche fatte tante, ma tutte per qualcun altro, mi pare. Forse la Spectre aveva problemi più urgenti dell’E-Cat…

    • Cimpy ha detto:

      Di passaggio:

      Intendi dire che Babbo Natale vive in un edificio a 5 facciate ed è “de coccio”?

      Intendo dire che il fatto di lavorare per un’istituzione seria (o anche di avere una laurea presa col sudore della fronte e non per “meriti brevettuali”, per dire) non rende automaticamente più onesti o più avveduti di altri.
      Nella faccenda di Keely, per esempio, si annoveravano persone istruite (oltreché facoltose) tra i sostenitori. E pure nella vicenda relativamente recente degli aerei annusatori – dove furono spesi fior fior di soldi in trivellazioni inutili, con tanto di impiego di tecnici specializzati e l’immancabile interesse militare nella faccenda.
      Eppure anche lì, mica c’era di mezzo la spectre: era tutto frutto di un geniale enterpreneur…

      • Ascoli65 ha detto:

        @Cimpy,

        aerei annusatori

        Mi par di capire che in questo caso la risonanza mediatica sia scoppiata con lo scandalo e non sollecitata dagli inventori.

        Keely

        Non lo conoscevo. Ho letto qualcosa (1). Non mi stupisco che abbia trovato dei finanziatori, ma non ho letto che i suoi dispositivi siano stati presentati ai principali fisici dell’Università di Cambridge.

        Steorn abbia avuto la faccia di tolla di mostrare il suo Orb ad una commissione scientifica

        La commissione scientifica aveva concluso: ” I tentativi di dimostrare il funzionamento della tecnologia Steorn non hanno dimostrato la produzione di energia. La giuria è dunque sciolta.”

        Il report UniBo riporta invece: “The amount of power and energy produced during both tests is indeed impressive and, together with the self sustaining state reached during [Test 1] could be an indication that the system is working as a new type of energy source of unknown origin.” Poco dopo il Consiglio di Dipartimento del DF ha approvato un contratto di ricerca biennale su quel “system”.

        Eppure anche lì, mica c’era di mezzo la spectre: era tutto frutto di un geniale enterpreneur…

        Mi dispiace, ma credo che nessuno dei 3 casi precedenti sia paragonabile al nostro. Mi rifiuto di credere che si possa convincere un qualsiasi Dipartimento di Fisica, il DOD e la NASA con delle sfiatelle, se loro non sono d’accordo a “farsi convincere”.

        (1) http://www.edicolaweb.net/edic0361.htm

  38. Ascoli65 ha detto:

    @E.K.Hornbeck,
    innanzitutto permettimi di mantenere il “tu” utilizzato tradizionalmente dai taxi e invitarti, se vuoi, a fare altrettanto.

    gli esatti obiettivi finali

    E chi li può sapere! L’ho detto già più volte, quello della gestione della crisi post “Oli Crash” è solo un’ipotesi di lavoro. Questo argomento va ben oltre gli obbiettivi di questo blog, ma è importante e lo riprenderò in fondo a questo commento. La questione che avevo posto a Giancarlo era molto più semplice e immediata, si trattava di capire quale fosse la contropartita di un così cospicuo finanziamento: A) un ambizioso progetto industriale, B) la commercializzazione di un prodotto straordinario, C) una campagna propagandistica su scala mondiale.

    L’operazione mediatica per infondere fiducia nel pubblico… non sembra essere stata molto efficace.

    Resta il fatto che essa, tra le 3 possibili “forniture”, resta l’unica che per ora si è vista e ciò indipendentemente dall’esito finale. Non tutte le ciambelle riescono col buco. Occorre rifarsi ai primi tempi. La campagna era partita molto bene. Poi ci sono state, nell’ordine, l’emergere delle prime incongruenze sulla misura del vapore (rilevate persino dagli appassionati di Vortex), la sfiatella ripresa da Lewan, quella su sfondo nero mostrata da Krivit, la rottura con i greci e infine il disimpegno alla chetichella di UniBo. E nonostante tutto resta ancora uno zoccolo duro di supporter e soprattutto quei parlamentari di tutti i maggiori partiti politici che continuano a presentare interrogazioni parlamentari a favore della ricerca FF.

    ”Elezioni a Freedonia”

    Mah, non saprei cosa dirti, tutto è possibile, almeno in parte. Però, se non ben capito a cosa ti riferisci, la mia impressione è che il partito FF fosse quello dello sfidante (1).

    Compratori di Fontane di Trevi.

    E’ vero, se ne possono trovare molti, ma la Fontana di Trevi è grande, bella e … funziona da secoli. E poi, per completare il paragone, occorrerebbe immaginare che Totò avesse organizzato un’asta alla Sovraitendenza dei monumenti, alla presenza del sindaco di Roma e con l’interessamento ufficiale di almeno un governo estero, il tutto pubblicizzato da stampa e televisione invitate per l’occasione.

    la transizione verso cosa?

    Bella domanda. I trend delle possibili transizioni future sono stati previsti già molto tempo fa (2). Da quei trend è difficile sfuggire. Potranno essere più o meno rapidi, ma il quadro generale ormai è tracciato. La curva che ci riguarda più da vicino è quella della Population, non solo perché include inevitabilmente il destino della nostra esperienza terrena, ma perché riguarda quella della nostra discendenza e quindi dei nostri valori, cultura, lingua, ecc. Le curve che l’accompagnano sono anch’esse importanti perché ci indicano in che modo avverrà la transizione demografica, se sarà affidata a carestie, freddo e disastri ambientali oppure se potrà essere governata in modo ordinato facendo prevalere una virtuosa consapevolezza dei popoli. Sappiamo però che la cooperazione internazionale spesso si ferma a livello di buone parole. C’è il rischio che si inneschi una lotta per accaparrarsi per tempo un posto nella parte bassa del grafico.

    (1) http://coldfusionnow.org/17744/
    (2) http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2012/03/i-limiti-dello-sviluppo-40-anni-dopo-ha-piu-ragione-che-mai.html

    • Giancarlo ha detto:

      @Ascoli65
      Permettimi di introdurre la variante Cbis) che mi è stata intellegentemente suggerita da un amico che non ama manifestarsi.
      Il tutto è stato organizzato da una potente Corporation americana per rendere l’e-cat verosimile e spillare soldi a una qualche ammistrazione del governo degli Stati Uniti indotta a credere e investire nella tecnologia. Si investono 5 M€ e se ne incassano magari 100 M€, non male no?
      La potente Corporation è il Big partner di cui si favoleggia. Dei 100 M€ ognuno riceverà la sua parte per aver pazientemente preso parte alla sacra rappresentazione attirandosi sberleffi e insulti.
      E vissero tutti felici e contenti a spese dello zio Sam.
      Noi abbiamo lavorato gratis contrariamente a quello che viene creduto altrove. Oppure anche qualcuno di noi è stato scritturato.

      • Ascoli65 ha detto:

        @Giancarlo,

        Permettimi di introdurre la variante Cbis)

        Accomodati, la variazione sul tema è secondaria, ma ne riparliamo in fondo, la cosa principale è l’ipotesi di base, la C, cioè un qualche Big Partner (non industriale) ha commissionato e finanziato una campagna propagandistica per un qualche fine. Questo consente di poter escludere che ce ne sia uno industriale interessato a industrializzare e produrre un generatore di energia (ipotesi A). Non c’è neppure bisogno di dar credito dell’ipotesi B, cioè al finanziamento preventivo ottenuto tramite i licenziatori. Secondo me quei pochi di cui si è vociferato ricadono nelle spese.

        L’ipotesi C solleva una questione importante per noi: il costo dell’operazione. Non certo di quello economico. Dei soldi, se non sono di pantalone (il nostro), ci interessiamo poco. Parlo del costo di immagine. Infatti l’ipotesi C comporta che una qualche entità abbia ritenuto possibile organizzare una campagna mondiale di disinformazione avvalendosi dell’imprimatur di una prestigiosa istituzione culturale italiana e che ci sia pure riuscita. Questo è il vero nocciolo della questione che richiede un chiarimento da parte del MIUR.

        Visto che i nostri onorevoli (o cittadini) parlamentari hanno finora sollecitato il Governo a dare credito alle rivendicazioni FF, sarebbe forse venuto il momento che qualcuno di loro chiedesse al Ministro come sia stato possibile che un filosofo sia riuscito a convincere un intero Dipartimento di Fisica che in un tubo scaldato con qualche resistenza si riuscisse a realizzare la moltiplicazione dei kW. Credo ne vada della dignità di tutta la scienza e la ricerca italiane. Non possiamo essere visti all’estero come terra propizia per attuare i loro intrallazzi, ci bastano e avanzano quelli che organizziamo per conto nostro.

        Qui finisce la parte seria. Se vogliamo aggiungere un po’ di gossip, parliamo della variante bis:

        Si investono 5 M€ e se ne incassano magari 100 M€, non male no?… E vissero tutti felici e contenti a spese dello zio Sam.

        Apprezzabile subipotesi, ma non mi convince. Rientra nel filone delle truffe, cioè di un passaggio di denaro estorto a qualcuno con l’inganno, eventualità a cui io non credo affatto. Le cifre in gioco sono troppo alte. Quale Corporation mette a rischio 5 M$ per farsi finanziare 100 M$ di ricerca esibendo un tubo coperto di stagnola. E’ necessario che lo zio sia pienamente cosciente della cosa e sia d’accordo (d’altronde di soldi nella FF ne ha già spesi molti di più), ma in questo caso si ritornerebbe alla variante base.

    • Cimpy ha detto:

      nonostante tutto resta ancora uno zoccolo duro di supporter

      Non mancheranno mai, come non mancano i supporter persino a Defkalion (quell’Alainco per esempio non molla, nonostante persino su 22 passi non trovi sostegno se non tra chi non legga neanche i pricipali autori di quel luogo), o chi vuole credere (o dice di credere) all’Orb di Steorn o all’esistenza del mostro di LochNess.

      Sbaglierò sicuramente, ma ricordo che sono già state fatte propagande mondiali di furbate spicciole, dalle catene piramidali alle cure miracolose per citarne solo un paio.

      Non è che se cambia l’oggetto del desiderio, o i canali attraverso cui passa, allora la storia è necessariamente diversa – l’ipotesi di un coinvolgimento di organi più o meno sotterranei che lavorano pensando di calmierare interi popoli è anche affascinante, ma allora il battage mediatico avrebbe dovuto essere più consistente, più organico, organizzato meglio.

      Mi spieghi perché nessun funzionario della Spectre ha preso contatti con noialtri per dirci di darci tutti una calmata, che gli roviniamo il gioco? Perché noialtri dieci o quindici gli sbatacchiamo le uova nel paniere mica male: pensa che secondo alcuni sostenitori se l’E-Cat non è sul mercato è solo colpa dei miscredenti – Franchini in testa, ovvio, ma anche Giancarlo, Morici, Oca Sapiens e via via fino al più piccolo e petulante (ehm), tutti pagati dai poteri forti, quelli che secondo te invece starebbero sostenendo la FF…Bene, non so gli altri, a me proprio non mi paga nessuno (dico, neanche un misero smartphone, ma ti pare!!E’ un’ingiustizia!!) e se vuoi saperla tutta sono certo che nessuno paga i believer in generale.

      Soldi ne girano eccome, ma mica per tutti, esattamente come nelle catene di S.Antonio o come in altre vicende dove gli oggetti miracolosi si sono rivelati poi per quello che erano: qualcuno (pochi) mangia tanto, qualcun altro (tanti o comunque molto danarosi) invece pensa di aver fatto l’investimento del secolo e poi finisce che perde tutto quello che ha investito.

      La Spectre non c’entra: un investimento sufficiente consente la giusta quantità di pubblicità (tra l’altro se fai notizia non devi pagare nessuno: è la TV che ti viene a cercare, almeno finché, appunto, fai notizia) – vedrai che i soldi poi si trovano e per qualcuno l’investimento si rivela ottimo davvero. A patto di non pestare i piedi sbagliati…
      Ma poi, se qualche pezzo grosso si è speso per te, ritrattare anche per lui è estremamente difficile: di solito, più sono importanti più poi preferiscono tacere. Vedi per esempio – e per restare lontani dal nostro Paese – nella vicenda degli aerei annusatori cosa si seppe poi dei pezzi grossi davvero e cosa dissero questi: quanti di loro ammisero subito la cantonata? Quanti si mossero per arrestare il tutto? Così, per farmi del male da solo, qualche paragone con UniBò sarebbe troppo distante, ma solo perché Unibò, per quanto importante, non regge rispetto al Governo di un Paese (straniero). O no?

      A proposito di sostenitori ad oltranza, il presidente della Compagnia del Motore di Keely persino dopo che -alla morte del grande inventore – si aprì il “castello stregato” in cui Keely teneva le sue dimostrazioni e fu trovato il serbatoio di aria compressa e l’insieme di tubi che correvano nelle intercapedini delle mura, ha avuto il “coraggio” di sostenere che l’aria compressa non c’entrava nulla perché Keely parlava di “vibrazioni dell’etere” e “risonanze”…

      No, i sostenitori più accaniti di Rossi non cederebbero neppure se gli si portasse un E-Cat in casa e gli si dimostrasse che la doccia non se la potrebbero fare con quel ferro da stiro, non (quasi) gratis, comunque: direbbero che gli hai manomesso il gatto usando crocchette dalla geometria sbagliata. E non li paga nessuno – non quelli che ci credono davvero, almeno. Anzi, è probabile che qualcuno ogni tanto bussi da loro per vedere se sono disposti a sganciare qualcosa (ma lì si parla proprio di spiccioli, eh? Niente che possa interessare i Grandi Inventori, che invece bussano alle porte di aziende o di istituti e istituzioni dalle spalle e dai portafogli ben più grossi…)

      • Marco DL ha detto:

        “l’ipotesi di un coinvolgimento di organi più o meno sotterranei che lavorano pensando di calmierare interi popoli è anche affascinante”
        Esistono casi di questo tipo ma sono ben riconoscibili:
        – Impegno economico per finanziare chi nega il cambiamento climatico
        – Abbattimento aereo ad Ustica
        – …..

        Quello di Rossi è un banale caso di frode.

    • E.K.Hornbeck ha detto:

      @Ascoli65

      innanzitutto permettimi di mantenere il “tu” utilizzato tradizionalmente dai taxi e invitarti, se vuoi, a fare altrettanto.

      Onorato.
      Accetto, con entusiasmo, l’invito.

      si trattava di capire quale fosse la contropartita di un così cospicuo finanziamento: A) un ambizioso progetto industriale, B) la commercializzazione di un prodotto straordinario, C) una campagna propagandistica su scala mondiale. […] Resta il fatto che essa, tra le 3 possibili “forniture”, resta l’unica che per ora si è vista e ciò indipendentemente dall’esito finale.

      A me sembra che abbiamo anche, e sopratutto, la contropartita (B).
      Il prodotto straordinario no. O, almeno, nessuno che non credesse religiosamente e preventivamente sul suo funzionamento ha potuto metterci le mani sopra.
      Ma la commercializzazione l’abbiamo.
      Immagino che tu conosca la storia riportata da (1). Confesso che l’ho letta, un po’ superficialmente, molti mesi fa e non ricordo i dettagli. Ma, se escludiamo l’ipotesi che si tratti di email inventate (ma Rossi, a questo punto, sarebbe gia’ riuscito a far chiudere il sito) abbiamo un’evidenza che e’ in atto (almeno anche) l’ipotesi (B).

      Occorre rifarsi ai primi tempi. La campagna era partita molto bene.

      Ho visto che, anche in altri interventi, dai molta importanza al coinvolgimento del dipartimento di Fisica di UniBo, per sostenere l’ipotesi (C).
      Mi piacerebbe avere conferma (o smentita) del mio ragionamento da parte di Mario Massa, che conosceva bene Focardi e, presumo, conosce bene anche l’ambiente universitario di Bologna. Ma io sono convinto che non ci sia bisogno, per spiegare il coinvolgimento di UniBo, di altro che non l’abilita’ di Rossi nel capire il forte desiderio di riscatto (scientifico) da parte di Focardi e il forte prestigio di cui Focardi godeva a Bologna.
      Sono convinto che Focardi, dopo aver passato anni (sono convinto: in buona fede) a cercare di convincere il mondo di aver trovato una nuova e rivoluzionaria fonte di energia, ricavando scetticismo e (ma, presumo, non in UniBo) derisione, incontrando un Rossi che gli ha fatto credere di aver perfezionato il suo metodo… beh… credo abbia quasi totalmente perso il senso critico e che sia stato banale convincerlo.
      Convinto Focardi, ottenere la collaborazione del Dipartimento di Fisica di UniBo (per convinzione, amicizia, interesse, reverenza, quieto vivere, superficialita’ (molta superficialita’), desiderio di raccogliere prestigio e finanziamenti,… per ogni persona coinvolta il motivo puo’ essere stato diverso) e’ stato (IMHO) quasi automatico.

      Poi ci sono state, nell’ordine, […]

      Queste cose ci sarebbero state inevitabilmente. Prima o poi.
      La storia era organizzata (se era organizzata) con basi molto ma molto fragili.
      Prendi il papero Focardi/Rossi: io non sono un fisico e gli ho dato, per curiosita’ (e’ una lunga storia), una rapida e superficiale occhiata. E ho scoperto, immediatamente, un’incongruenza macroscopica relativa al rapporto isotopico. Bastava saper fare le divisioni, per scoprirla.
      Come poteva reggere un’operazione organizzata su basi cosi evanescenti?

      E nonostante tutto resta ancora uno zoccolo duro di supporter e soprattutto quei parlamentari di tutti i maggiori partiti politici che continuano a presentare interrogazioni parlamentari a favore della ricerca FF.

      Non saprei.
      Lo zoccolo duro mi sembra un po’ deluso e alquanto distratto, in attesa di risvegliarsi ed esultare in occasione del prossimo rapporto terze (ma anche no) parti. Ma esulterebbe in presenza di qualsiasi testo con scritto sopra “fusione fredda”.
      I parlamentati sono nostri rappresentanti (“nostri”, in questo caso, nel senso di “di noi popolo italiano”) e ci rispecchiano. Nel bene e (sopratutto e forse amplificando) nel male. Nell’ignoranza scientifica, nella passione per la ricerca di soluzioni semplicistiche e miracolistiche a problemi complessi, e nel desiderio di racimolare fondi per se o per amici degli amici.

      Però, se non ben capito a cosa ti riferisci, la mia impressione è che il partito FF fosse quello dello sfidante

      Infatti la mia ipotesi era per divertirsi. Non ci credo per nulla io stesso.

      [Fontane di Trevi:] per completare il paragone, occorrerebbe immaginare che Totò avesse organizzato un’asta alla Sovraitendenza dei monumenti, alla presenza del sindaco di Roma e con l’interessamento ufficiale di almeno un governo estero, il tutto pubblicizzato da stampa e televisione invitate per l’occasione.

      Il paragone mi sembra un po’ portato all’estremo.
      Inoltre, mi sembra che la Sovraintendenza e il Sindaco abbiano pubblicizzato l’esistenza della Fontana (non funzionante, e’ vero, ma quando mai i sindaci si intendono di fontane?) ma l’asta e’ avvenuta in maniera molto piu’ discreta.
      Anche per questo rimando a (1).

      (1) http://shutdownrossi.com/rossis-partners-investors/e-cat-australia-roger-green/roger-green-robert-k-e-mails/

      • Ascoli65 ha detto:

        @ E.K.Hornbeck

        Immagino che tu conosca la storia riportata da (1). … abbiamo un’evidenza che e’ in atto (almeno anche) l’ipotesi (B).

        Ottimo argomento. Tuttavia quel sito non mi sembra molto genuino. A me dà l’impressione di un dispositivo di emergenza, sai di quelli che fanno esplodere i missili quando non imboccano la traiettoria giusta. Il messaggio principale che esprime è: attenzione, questa storia, sta rovinando la credibilità delle LENR. D’altronde ogni operazione richiede di predisporre per tempo una via d’uscita. Sostenere un tentativo di truffa può essere talvolta il male minore e fa ricadere interamente la responsabilità sul protagonista apparente. Eppoi tutta quella documentazione così ben curata, catalogata e presentata, da dove salta fuori?

        Secondo me l’ipotesi B è debole soprattutto in relazione alla grande quantità di denaro che deve essere stato raccolto per coprire spese e avanzo. Se per quadrare i conti dobbiamo abbinarla all’ipotesi A allora tanto vale considerare solo quest’ultima ed immaginare un unico Big Partner industriale che, viste le ottime prospettive di guadagno futuro, si preoccupa di saldare anche le eventuali pendenze con i licenziatari.

        Convinto Focardi, ottenere la collaborazione del Dipartimento di Fisica di UniBo (…) e’ stato (IMHO) quasi automatico.

        Lo posso capire solo fino all’invito ad assistere alle demo del 14 gennaio 2011. Per il dopo, soprattutto da quando sono scoppiate le prime polemiche, anche quelle sulla rivista del CICAP a cui sappiamo che la Direzione del DF dava qualche occhiata, non c’è amicizia, riverenza o quieto vivere che tenga. Va inoltre ricordato che l’annuncio della devoluzione del 50% degli introiti alle cure per i bambini malati di cancro è dell’inizio di marzo 2011. A quel punto la goliardata doveva terminare. Invece è stato approvato l’atto formale principale: l’approvazione del contratto biennale di ricerca.

        Prendi il papero Focardi/Rossi: … Come poteva reggere un’operazione organizzata su basi cosi evanescenti?

        Io mi chiedo addirittura come possa essere INIZIATA un’operazione su basi così evanescenti. Sta di fatto che è avvenuto e che UniBo non ci ha ancora spiegato ìl perché. Non credi che 2 parole in più di chiarimento, visto il clamore che ha provocato (interrogazioni parlamentari comprese), i cittadini possano pretenderle?

        • E.K.Hornbeck ha detto:

          @Ascoli65

          Ottimo argomento. Tuttavia quel sito non mi sembra molto genuino. A me dà l’impressione di un dispositivo di emergenza, sai di quelli che fanno esplodere i missili quando non imboccano la traiettoria giusta.

          L’ho visto molti mesi fa e non ricordo piu’ i dettagli (magari, nel week end… se trovo il tempo… lo riguardo) ma mi aveva dato l’idea di essere genuino.
          Un po’ grezzo, con un gusto estetico orribile (non brutto come lo farei io, ma quasi), eccessivamente prolisso e molto ruspante.
          Ma se la tua ipotesi e’ giusta… e se Rossi e’ solo un attore… e se e’ scattato il piano di disinnesco… perche’ non limitarsi a fabbricare prove che Rossi e’, non dico un truffatore, ma un visionario? E allontanarlo dal palcoscenico?
          In ogni caso, a dire il vero, quanto rilevato potrebbe dimostrare che e’ vera l’ipotesi (B) ma non che e’ falsa l’ipotesi (C). Le tre ipotesi che proponi non mi sembrano reciprocamente escludenti.
          Anzi: se fosse vera l’ipotesi (C) (o, almeno, se fosse stata realizzata con criterio) credo dovrebbe essere vera anche una (almeno) delle ipotesi (A) e (B).
          Un po’ come copertura e per creare spessore e credibilita’; un po’ perche’ fare cassa (in tempi di vacche magre) non dovrebbe dispiacere neppure all’entita’ dietro l’ipotesi (C).

          Secondo me l’ipotesi B è debole soprattutto in relazione alla grande quantità di denaro che deve essere stato raccolto per coprire spese e avanzo.

          Questo e’ un punto interessante ma, temo, difficilissimo da quantificare.
          Istintivamente, sono convinto che se l’ipotesi (C) e’ vera, le spese devono essere state molto elevate.
          Ma se Rossi e’ “genuino”, ovvero un battitore libero senza nessuno che lo manovra… sospetto che le spese siano state molto piu’ contenute.

          Lo posso capire solo fino all’invito ad assistere alle demo del 14 gennaio 2011. Per il dopo, soprattutto da quando sono scoppiate le prime polemiche, anche quelle sulla rivista del CICAP a cui sappiamo che la Direzione del DF dava qualche occhiata, non c’è amicizia, riverenza o quieto vivere che tenga.

          Non concordo.
          Dopo le prime polemiche si smorza certamente l’entusiasmo; chi si rende conto di esser stato imprudentemente, inizia a defilarsi. Chi ci ha messo la faccia inizia ad avere dei dubbi e pensa a come uscirne col minor danno possibile.
          Col tempo si scegliera’ la soluzione di lasciar quietare le acque nella speranza che il tempo faccia dimenticare la vicenda. E se non fosse stato per questo blog, il tentativo avrebbe anche potuto riuscire.
          Ma sul momento… quanti, tra i non completamente disinteressati alla questione (e presumo fossero la maggioranza), avrebbero avuto il coraggio di mettersi contro Focardi? E, forse anche piu’, contro coloro che l’avevano lasciato fare?

          Sta di fatto che è avvenuto e che UniBo non ci ha ancora spiegato ìl perché. Non credi che 2 parole in più di chiarimento, visto il clamore che ha provocato (interrogazioni parlamentari comprese), i cittadini possano pretenderle?

          Eccome che lo credo.
          Perche’ se e’ corretta la tua ipotesi, il DF di UniBo (e quindi, di riflesso, l’intera Alma Mater) si e’ prestato a un’operazione di propaganda per scopi ignoti e condotta in maniera (almeno apparentemente) dozzinale. Se invece ho ragione io, si e’ fatto collettivamente traviare da uno spregiudicato imprenditore con un passato estremamente imbarazzante.
          Non so cosa sarebbe peggio, per UniBo, ma certo vorrei vederci piu’ chiaro.

        • Ascoli65 ha detto:

          @ E.K.Hornbeck

          Ma se la tua ipotesi e’ giusta… e se Rossi e’ solo un attore… e se e’ scattato il piano di disinnesco… perche’ non limitarsi a fabbricare prove che Rossi e’, non dico un truffatore, ma un visionario?

          Una premessa. Vorrei precisare che l’ipotesi C è una delle tante possibili. Andrea Rampado, qui sotto, ne ha aggiunta una quarta. Tutte hanno un qualche fondamento e dei punti deboli e possono essere variamente combinate tra loro. Al momento la C è quella che mi sembra meno incongruente, ma a dire che ne sono convinto e che la propongo come mia verità ce ne corre. Sto solo illustrando alcuni elementi che la avvalorerebbero, ma potrei aver sbagliato la loro interpretazione.

          In merito alla tua obiezione, in caso di un operazione multipartner ogni parte trova il modo di cautelarsi. In genere è meglio per tutti concordare la strategia di uscita. Ho l’impressione che gli strali siano caduti più su Krivit, che non sul sito estintore.

          Dopo le prime polemiche si smorza certamente l’entusiasmo; chi si rende conto di esser stato imprudentemente, inizia a defilarsi. Chi ci ha messo la faccia inizia ad avere dei dubbi e pensa a come uscirne col minor danno possibile.

          Un professore universitario di fisica si sarebbe dovuto render conto da subito, anche senza attendere le polemiche, che l’esibizione del gennaio 2011, che tutti hanno potuto vedere almeno in video, era inconsistente. Nonostante tutto, chi ci ha ha messo la faccia ha continuato imperterriro a farlo.

          Va ricordato anche che l’approvazione del contratto di ricerca da parte del Consiglio di Dipartimento è avvenuta ben 3 mesi dopo. C’è stato tutto il tempo non solo di spegnere eventuali entusiasmi, ma anche di farsi crescere l’indignazione, soprattutto dopo la sparata sui bambini malati di cancro. Al consiglio avrebbe potuto partecipare chiunque e battersi per non far correre al proprio istituto il rischio di una figuraccia planetaria. Anche dopo ci sarebbe stato il modo per UniBo per uscire dalla storia un po’ più a testa alta, senza aspettare il mancato pagamento della prima rata e senza offrirsi di eseguire gratuitamente le prove. Offerta che di fatto ha continuato ad alimentare in molte persone, quelle che credevano ancora nella serietà dell’accademia, la speranza che in quel coso ci fosse qualcosa da misurare.

          Comunque a parte questioni marginali, su cui ognuno ha la propria idea, l’importante è concordare sul fatto che UniBo dovrebbe chiarire maggiormente quanto accaduto nel 2011. Speriamo che il MIUR la costringa a farlo e speriamo che qualche parlamentare glielo richieda.

        • Cimpy ha detto:

          UniBo dovrebbe chiarire maggiormente quanto accaduto nel 2011

          In effetti, farebbe piacere.
          Poi, se posso dir la mia, mi piacerebbe sentire anche altri rappresentanti di istituzioni e aziende chiarire bene ed eventualmente fugare ogni nebbia su nomi e loghi famosi (anche se non necessariamente tutti italiani) da Siemens a Nasa passando per Upsala. Giusto per far la conta di chi e di quanti metterebbero una firma.

      • Cimpy ha detto:

        Poi la smetto, che comunque prendo sempre appunti, e da te anche molto volentieri.
        Però tu continui a parlare di “intero dipartimento”, di Unibò, di DoD come se si trattasse di un’entità monolitica. È quello che cercano di sostenere anche alcuni seguaci della FF quando dicono, per esempio, che i loro esperimenti “sono stati confermati dalla Nasa”, o “da Upsala”…insomma, non sarà che l’importante è avere quei due o tre “amici che contano”, quelli che hanno l’ufficio ai piani alti? Certo, per la Nasa pare bastino un paio di associati. Magari per Unibò ci vuole un po’ di più, tipo un emerito e (per dire) un responsabile all’economato o magari anche un paio di ricercatori e farebbe comodo anche il braccio sinistro del Rettore (per dire eh? Non so chi abbia firmato quel famoso pezzo di carta che ci interessava proprio per questo discorso un po’ di tempo fa). Se poi hai due amici ad Upsala e due all’Infn, anche stare a smentirti può diventare complicato: metti che dalla tua ci siano pure uno o due politici, il (temporaneo) presidente dell’Inrim…poi ciascuno di quelli ha degli amici che probabilente non sono proprio dei due di coppe. Ecco che a litigare con uno come (nome a caso del gruppo di chi ha partecipato a qualcosa di collegato a Rossi) Galantini, magari poi finisce che si offende pure un senatore, un presidente di qualcosa, un responsabile di qualcos’altro, e magari poi tuo figlio domani resta senza lavoro (per dire, eh?) o anche solo ti scordi la variante alla leggina xyz che ti avrebbe consentito di fare quell’altra cosa a cui tenevi tanto…Si nota molto che vivo in Italia e non in Svizzera come Razzi?
        😀

        • Ascoli65 ha detto:

          @Cimpy,

          tu continui a parlare di “intero dipartimento”,

          Io ne parlo soprattutto in riferimento all’approvazione della bozza di contratto di ricerca biennale ad opera del Consiglio di Dipartimento, che è un’assemblea aperta a tutti i professori e ricercatoti del DF (un centinaio in tutto). I fatti sono noti (1). Gli eventi prodigiosi dei mesi precedenti erano noti a tutti gli interessati (non era possibile ignorare che alcuni loro colleghi, quelli di maggior spicco, avevano assistito alla dimostrazione del novello foco e l’avevano applaudita) ed era pure noto che l’approvazione del contratto era all’ordine del giorno. Ogni avente diritto aveva avuto il modo e il tempo di riflettere sulla questione. Ciascuno di loro aveva le basi per valutare l’attendibilità di quelle prove (sono professori di fisica e il dibattito su internet aveva già fornito spunti per ogni campana). Non conosciamo ancora la conta della votazione, sembra che sia impossibile reperire il relativo verbale, in ogni caso la maggioranza ha approvato il contratto, gli assenti hanno lasciato che venisse approvato e gli eventuali contrari sono rimasti silenti. Vorrei ricordare che poco dopo la pubblicazione del TPR dello scorso maggio, firmato da un paio di professori di Uppsala, un paio di loro colleghi si sono sentiti in dovere di rendere pubbliche le loro perplessità. Questo è il motivo per cui parlo di “intero dipartimento”.

          (1) http://22passi.blogspot.it/2011/06/accadde-il-21-aprile.html

        • Cimpy ha detto:

          Non conosciamo ancora la conta della votazione, sembra che sia impossibile reperire il relativo verbale

          Ricordo la faccenda del verbale.
          Ricordo anche che era proprio per quello che ci interessava: vedere le firme. Perché ad un sacco di riunioni di condominio a cui molti farebbero bene a partecipare, dalle mie parti ci vanno 4 gatti (più altri 4 a mezzo delega), col risultato che 8 gatti decidono per tutto il branco. Però non decidono davvero gli 8 gatti: in realtà, decidono i 3 gatti più grossi, nonostante almeno 5 o 6 gatti più piccoli tentino di opporsi alle decisioni più assurde. Non ce la possono fare se il grosso del branco, stanco delle infinite discussioni che nascono proprio da quei 5 o 6 che si oppongono, preferisce spaparanzarsi in qualche cantuccio lontano dalle sale consiliari. E i 3 gatti più grossi vanno a toccare direttamente i croccantini del branco. Figurati nel caso in cui a non andare magari i croccantini (almeno lì per lì) non rischiano di diminuire.

          Te ne racconto un’altra:
          Cliente nuovo a Roma. Capo indigesto che vuole l’applauso dei dipendenti che, piuttosto, si farebbero tagliare un braccio. Tutti in uno stanzone, con svariati consulenti che possono essere “non riconfermati” dall’oggi al domani.
          Indovina: parte l’applauso, deciso e fragoroso, dai consulenti, sguardi feroci dei dipendenti che, dopo una frazione di secondo (il tempo di fare due rapidi conti di bottega?) si uniscono nell’applauso ai consulenti. Monchi, in questa storia, zero; zero anche i licenziati. Poi tutti a mangiare i tramezzini e a bere il moscato gentilmente offerto dal capo, che domani è un altro giorno e la coscienza rode meno a pancia piena, ma tutti i dipendenti poi diranno in privato: “Comunque io non ero d’accordo, però la maggioranza….” E d’altronde la democrazia funziona proprio così, no? Decide “la maggioranza”….una nota: quella “maggioranza” di 3 gatti potrebbe anche aver deciso spinta da esigenze diverse (tipo proprio ANCHE preservare qualcosa di vicino alla democrazia – quella vera, piuttosto che per lasciar libero il colpevole citato da EKH per non affossare anche qualche piccolo innocente, o magari per conti fatti su considerazioni di altro tipo). Solo per dire che per saper tutta la storia di quella riunione ci vorrebbe che un partecipante potesse raccontarcela – e noialtri nemmeno si arriva a vedere il verbale.

        • Ascoli65 ha detto:

          @Cimpy,

          decidono i 3 gatti più grossi, nonostante almeno 5 o 6 gatti più piccoli tentino di opporsi alle decisioni più assurde

          Scusa, ma non stiamo parlando di gattini a cui si danno i croccantini e si accontentano di una carezzina, stiamo parlando di professori universitari che percepiscono un lauto stipendio (pagato da noi) e che vengono creduti, riveriti e omaggiati dall’opinione pubblica.

          La notizia della demo era clamorosa e nota a tutti. In rete era già divempata la polemica (e sicuramente gli era nota pure quella). Non c’era spazio per chiamarsi fuori, ne andava del prestigio dell’istituzione in cui lavoravano. Se mai qualcuno aveva pensato per un momento di essere un gatto, ha avuto poi tutto il tempo per guardarsi allo specchio, accorgersi che non era vero ed agire di conseguenza.

          Qui non è questione di maggioranza. La maggioranza decide, è vero, ma la minoranza ha tutto il diritto di dissociarsi pubblicamente. Se la libertà di ricerca è un valore, lo è anche quella di critica. Ciò che conta, nell’uno e nell’altro caso, sono le modalità con cui la si conduce. I professori di Uppsala, che hanno reso note le loro perplessità sul TPR firmato dai colleghi, si sono avvalsi della loro libertà di critica in modo corretto. Altrettanto avrebbe potuto fare qualunque professore del DF, che, a differenza dei consulenti del tuo racconto, non rischiava neppure il posto di lavoro.

  39. Andrea ha detto:

    @Ascoli65
    Scusa se non sono intervenuto prima, qualche volta mi tocca lavorare.
    La domanda che sgorga spontanea è: da dove provengono gli svariati milioni di $ necessari a coprire tutte le spese e a costituire l’avanzo immobiliare? Si possono avanzare 3 ipotesi:
    A,B,C…
    Da quello che sono a conoscenza, con un certo grado di certezza nessuna delle 3 ipotesi potrebbe essere valida.

    Zoccolo duro Leonardo Corporation + EOS srl, proprietà:
    -Brevetti—-ad oggi non valgono nulla, mettiamo zero
    -20 Impianti da 500 kW per 10 MW totali ad olio vegetale—-da 14 a 16 milioni di euro valore impianti, guadagno annuo con olio vegetale a 750 euro/ton con certificato a 180 euro/MW (filiera estera) 764.000 euro anno di guadagno ante tasse. Con certificato a 240 euro/MW (filiera corta), 5.564.000 euro anno di guadagno ante tasse. Con olio vegetale di scarto a 400 euro/ton con certificato a 180 euro/MW (filiera estera) 7.128.000 euro di guadagno anno ante tasse. Con certificato a 240 euro/MW (filiera corta), 11.928.000 euro di guadagno anno ante tasse.
    Oggi si può importare olio utilizzato per friggere, usato quindi, a 410 euro/ton CIF Italia.
    La verità sta nel mezzo di quello che ho elencato, non tutti gli impianti sono in funzione, non tutti gli impianti rendono 4,4 MW/Ton, non tutti gli impianti possono andare con oli di scarto, ho conteggiato solo 8000 ore anno e senza contare il calore.
    Da anni Rossi sta cercando un sistema per aumentare la resa dei suoi impianti, questo lo so di per certo, proprio in virtù di un mercato estremamente ballerino per quanto riguarda il prezzo degli oli vegetali. Pochi, forse nessuno ricorda che nel sito della Leonardo Corporation venivano proposti impianti “officine elettriche” alimentati ad olio vegetale con abbinata una tecnologia misteriosa che garantiva una riduzione dei consumi dal 20 al 30%.. Mi sono sempre chiesto perché cercava un amico di Roma che proponeva dei cavitatori per emulsionare gli oli vegetali pensando di ridurre drasticamente i consumi (pensava anche di utilizzare un cavitatore come innesco dell’E-CAT)…Tutto questo accadeva nel 2009. L’emulsione per quanto possa essere nanometrica, al limite della miscela molecolare (a discapito di un consistente consumo energetico) più di un 4% di risparmio non da e non darà mai. Sperimentato personalmente nel 2006 ottenendo il risultato previsto e cioè un forte abbattimento degli NOx, fino al 60%, e come conseguenza un leggero risparmio di olio, di circa appunto un 4%, chi dichiara di più con le emulsioni (lo evidenzio perché ci sono altri sistemi senza emulsione che danno migliori risultati, sempre su ciclo di carnot ovviamente) è un bufalaro.

    Partirei da questa base certa per riformulare ipotesi e congetture.
    Rossi che cosa ha ceduto?
    Brevetti o impianti o entrambi?
    My2cent 🙂

    p.s. Giancarlo se hai tempo e voglia e conosci qualcuno al GSE puoi avere l’elenco di tutti gli impianti di questo tipo oggi autorizzati in Italia, da quanto tempo sono in funzione, se producono e quanto e chi sono i proprietari…Nel sito dovrebbero esserci in quanto documenti pubblici, ma non ricordo dove trovarli..

    • Ascoli65 ha detto:

      @Andrea,
      grazie per le informazioni. Molto interessanti. Si tratta sicuramente di un ipotesi da prendere in considerazione. Se non ti dispiace l’aggiungo in coda (come D) alle altre 3 in modo da avere un ventaglio più vasto su cui ragionare. L’ulteriore ipotesi, se non ho capito male, sarebbe quindi che tutte le spese dell’operazione FF (dal 2007, o anche prima, ad oggi) e il capitale investito in immobili a Miami derivino da soldi già suoi, cioè provengano dai guadagni o dalle dismissioni, totali o parziali, delle sue società.

      Avevo considerato anch’io questa possibilità, ma l’avevo scartata per una serie di ragioni. La prima è che non concorda con le voci secondo cui per finanziare la prova da 1 MW aveva dovuto vendere il proprio appartamento. So bene che qualsiasi cosa abbia detto va interpretata alla luce delle necessarie “strategie commerciali”, tuttavia queste momentanee difficoltà finanziarie erano state addotte anche per giustificare il mancato pagamento della prima rata del contratto di ricerca con UniBo, che sarebbe stata ben inferiore ai 500 kEuro totali. Questo mi lascia un po’ perplesso, perché se è più che comprensibile che egli non abbia mai lasciato verificare le prestazioni dei suoi dispositivi a persone veramente terze, l’aver tagliato i ponti con UniBo, in cui aveva trovato persone disposte a certificare anche i fantasmi e da cui traeva almeno il 99% della sua credibilità, ha inferto un grave colpo alle possibilità di successo dell’impresa, qualunque essa fosse.

      Altro aspetto che mi lascia perplesso è il costo dell’impresa, probabilmente milioni di Euro/$, a fronte delle possibilità di successo. Ora il personaggio è sicuramente temerario, ma è tutt’altro che sciocco. Sapeva bene cosa aveva in mano. Mi chiedo come si faccia a buttare tutti quei soldi sul tavolo, sapendo che in mano non si ha neppure una coppia. Possibile che siano state le assicurazioni e l’entusiasmo di un anziano professore in cerca di riscatto personale a convincerlo di avere in mano la “scala reale”?

      Comunque sia ben vengano i tuoi 2 cent ed eventuali altri che ci fossero fin qui sfuggiti.

      • theschnibble ha detto:

        Tia ha scaricato il bilancio della Prometeon, non si riesce a fare altrettando della Leonardo Corporation per avere un quadro preciso della situazione e dell’attività finanziaria dell’azienda di Rossi?

        The Schnibble

        • giorjen ha detto:

          date per scontato che il fatto che nel bilancio della Prometeon ci sia la voce di spesa per la licenza significa che sia stata versata la somma. Secondo me non è così.
          g

        • tia ha detto:

          Purtroppo no, il servizio è italiano

        • tia ha detto:

          >date per scontato che il fatto che nel bilancio della Prometeon ci sia la voce di spesa per la licenza significa che sia stata versata la somma.

          Si tratta di una immobilizzazione immateriale da 200k€ netti.

          >Secondo me non è così

          Si certo. Intanto tali soldi sono finiti tra i debito entro l’esercizio (2012)

        • Giancarlo ha detto:

          @giorjen
          date per scontato che il fatto che nel bilancio della Prometeon ci sia la voce di spesa per la licenza significa che sia stata versata la somma.
          Sta velatamente dicendo che Prometeon pubblica bilanci falsi?

        • Andrea ha detto:

          Sta velatamente dicendo che Prometeon pubblica bilanci falsi?

          No sta dicendo che se non ci fossero i blog tu oggi faresti meno affari.
          Tempo è denaro.

        • Cimpy ha detto:

          No sta dicendo che se non ci fossero i blog tu oggi faresti meno affari

          Non l’ho capita. Era una battuta? A me non dice niente…qualcuno me la spiega?

        • giorjen ha detto:

          @Giancarlo
          no, non sto dicendo questo. Io non ci capisco niente di queste cose.

          Visto che lei è sicuramente esperto di bilanci, ce lo dica lei se l’unico modo per avere un debito non pagato in bilancio è quello di averlo falsificato.
          grazie
          g

        • theschnibble ha detto:

          @giorjen @andrea
          Se dovete esprimere la vostra opinione, fatelo senza mezze frasette provocatorie. Rileggetevi i vostri 2 ultimi commenti, chi fa il troll qui dentro?
          Volete mica rubare a casa dei ladri? Gli smartphone sono finiti.

          The Schnibble

        • Cimpy ha detto:

          finiti

          …di già?? E io niente??

          È un’ ingiustizia, però….!

          😀

        • tia ha detto:

          >Visto che lei è sicuramente esperto di bilanci, ce lo dica lei se l’unico modo per avere un debito non pagato in bilancio è quello di averlo falsificato.

          Ma a te cosa serve per convincerti che Prometeon ha tirato fuori i soldi? La bolla papale?
          Una fattura per licenza e-cat si è gia vista nel 2012, e si parla chiaramente di versamento su c/c della leonardo corp.
          Il bilancio è chiaro, la cifra (200000 euro) è scritta tra le immobilizzazioni immateriali, e compare anche tra i debiti verso i soci entro l’esercizio successivo (bilancio fine 2012).
          Se pensi che si possa allegramente scrivere quello che si vuole tra le immobilizzazioni e soprattutto nei debiti, allora non ho dubbi del perchè credi in Rossi.

        • Libero ha detto:

          Solo per chiarire che il fatto che un debito sia iscritto tra quelli esigibili entro 12 mesi non significa che sia stato effettivamente pagato.
          Le motivazioni possono essere le più diverse, ad esempio un mancato adempimento contrattuale successivo all’emissione della fattura da parte del creditore, l’esistenza di una condizione sospensiva o risolutiva, una decisione del debitore – motivata o immotivata -, l’esistenza di altri rapporti contrattuali o extra-contrattuali o la semplice impossibilità da parte de debitore di far fronte all’impegno.

        • giorjen ha detto:

          @Tia
          va bene Tia, se mi dici che in america per comprare una casa non serve il cash ma basta portare un bilancio italiano dove c’è scritto che un’altra società ha dei soldi immobilizzati io ti credo. In italia non ci si riuscirebbe a comprarne una così… Ma si sa che le case in florida sono di legno e costano poco soprattutto adesso te le tirano dietro.

          A una fattura invece credo molto di più, ma io non lo sapevo che c’era (chiedo perdono ma non seguo 24h al giorno come tanti altri). Se c’è la fattura allora non ho dubbi che Rossi ha avuto i soldi. Aggiungo anche che è geniale aver speso quei soldi in America in beni immobili. La truffa del secolo.

          g

        • Antonio Ludovico Muratori ha detto:

          Cimpy,
          non era una battuta, parlava di sé stesso, sta cercando (vedi commenti precedenti) di vendere olio combustibile e non sa più a che santo votarsi, e per soprammercato è censurato dalla Sfig. Passerin, la quale come tutti sanno meno lui colpisce (limitatamente a questo blog) a caso.

          ALM

        • Hermano Tobia ha detto:

          @giorjen

          Penso che tia abbia ragione. Il bilancio dice che i soci hanno finanziato la società con 200K euro per acquisire una immobilizzazione immateriale (verosimilmente la licenza) di pari valore. Spesso le immobilizzazioni immateriali vengono usate allegramente per gonfiare la capitalizzazione della società (un mio amico che lavorava nel leasing riclassificava tale voce sempre e comunque a zero), ma questo non appare il caso.

          Detto questo, la strategia di Rossi è stata quella di farsi finanziare parte della R&D dai licenziatari, dopo aver dato fondo alle risorse proprie; sicuramente meglio che ricorrere alle banche. Teniamo presente che i licenziatari avevano libero accesso al dispositivo e lo potevano fare testare da chi volevano (ricordate la questione con Magnus Holms, il licenziatario svedese, poi rientrata (1) ?). Nell’accordo che Rossi ha fatto con il partner USA c’è probabilmente anche la sistemazioni dei rapporti con loro: nessuno dei licenziatari ha mai avuto nulla da ridire, anzi Proia ha partecipato recentemente (giugno 2013) ad un convegno LENR (2) dove presentava l’HC.

          Pertanto l’ipotesi che Rossi abbia ingannato i licenziatari non risulta supportata da nessun elemento di fatto, in primis dal comportamento dei presunti “truffati”.

          (1) http://hydrofusion.com/news/press-release
          (2) http://www.prometeon.it/news.php

        • Marco DL ha detto:

          @HT: “Teniamo presente che i licenziatari avevano libero accesso al dispositivo e lo potevano fare testare da chi volevano ”
          Sostieni questa tesi perchè hai letto il contratto oppure è solo una tua ipotesi?
          Sempre nella tua ipotesi, perchè ora non potrebbero più avvalersi di questa facoltà?
          Io invece sostengo il contrario (mia ipotesi), ed aggiungo anche che se avessero potuto farlo (con successo) adesso sarebbero tutti milionari e Proia sarebbe alla ribalta su tutti i giornali.
          In realtà sarebbe finita esattamente come per Defkalion (mia ipotesi) e quindi non lo hanno mai fatto.

        • Ascoli65 ha detto:

          Nell’accordo che Rossi ha fatto con il partner USA c’è probabilmente anche la sistemazioni dei rapporti con loro: nessuno dei licenziatari ha mai avuto nulla da ridire,

          Capita di rado, ma questa volta sono d’accordo con HT. Anche a me sembra molto più probabile che il Big Partner si sia fatto carico di ogni eventuale pendenza verso i licenziatari. I quali, infatti, non reclamano nulla. A maggior ragione il Big Partner si sarà accollato ogni altra spesa dell’iniziativa, incluso il tornaconto dei protagonisti.

          Questo quadro, se fosse vero, sarebbe compatibile con 2 soltanto delle 4 ipotesi considerate finora e cioè:

          A) i soldi ce li ha messi un Big Partner industriale con l’intento di sviluppare, produrre e commercializzare una nuova e rivoluzionaria tecnologia energetica;

          C) i soldi ce li ha messi un Big Partner non (necessariamente) industriale con l’intento di diffondere nell’opinione pubblica la convinzione che a medio/lungo termine il petrolio potrà essere facilmente sostituito da qualcos’altro.

          Ognuno può credere all’ipotesi che ritiene più probabile in base al grado di confidenza che nutre nelle potenzialità della tecnologia in questione. In ogni caso va osservato che l’attuazione del primo intento, se mai avverrà, si colloca nel futuro non prossimo, mentre quella del secondo è già stata avviata, è tuttora in corso e, forse, sta per concludersi (in a “positive or negative” way).

        • Marco DL ha detto:

          Di quale eventuale pendenza state parlando?
          Perchè il nuovo proprietario (mi rifiuto di pensare sia un big partner, molto più probabilmente è un prestanome amico) dovrebbe ridare indietro i soldi ai licenziatari? Non ne vedo il motivo.

        • Cimpy ha detto:

          Eppure:
          b) i soldi ce li ha messi un Big Partner industriale (o anche cordata di piccoli industriali) convinto di poter a breve sviluppare, produrre e commercializzare una nuova e rivoluzionaria tecnologia energetica che invece non c’è; stile Keely Motor Company

          Poi scusate:
          Defkalion aveva o no racimolato 40 mln di euro prima ancora di aver venduto qualcosa a qualcuno? E cosa avrebbe Rossi in meno rispetto a DFK? Perché non sarebbe riuscito a fare almeno altrettanto volume di denaro e spendere anche solo il 10% (non avrebbe nemmeno speso quello, mi pare) in appartamenti?

        • giorjen ha detto:

          @HT
          grazie, soprattutto per fare sempre commenti di qualità. Per quanto mi è possibile cerco di non imbrattare mai gli spazi web anche se spesso la tentazione è tanta; se lo ho fatto in passato, magari anche qui, mi spiace. Purtroppo (o per fortuna) questa piattaforma non permette di cancellare gli interventi, per cui cerco di stare anche più attento.

          Tia , come molto spesso, ha fatto un intervento opportuno oltre alla fatica di andare a cercare il bilancio. Detto questo non capisco come la prima frase del tuo intervento si combina col resto. Tia sostiene l’ipotesi B, che Rossi se ne sta a sputtaneggiare a Miami a spese dei licenziatari, ed il posto, credetemi, si presta alla grande: è la ciliegiena sulla ingarbugliata truffaldina vita del nostro .

          come ha detto Ascoli65: “Non c’è neppure bisogno di dar credito dell’ipotesi B, cioè al finanziamento preventivo ottenuto tramite i licenziatari. Secondo me quei pochi di cui si è vociferato ricadono nelle spese”. E’ il giusto cappello al tuo ragionamento HT…

          Il Sito della Hydrofusion non lo conoscevo, è carino. Chissà se anche Hydrofusion ha praticamente solo quelli a bilancio. Il meccanismo di raccolta soldi per il finanziamento della ricerca iniziale sembrerebbe simile a quello di Piantelli, una cordata di tanti piccoli per l’europa, e il big partner probabilmente americano. E nessuno si lamenta, nessuno grida alla truffa. Intanto Rossi nel gran segreto, come se fosse in mezzo alla iungla indonesiana, fa ricerca senza mai perdere di vista i suoi investimenti a Miami. Non si lamentano nemmeno alla Defkalion Europe che, poverini, hanno appena scoperto di aver perso un sacco di soldi. Strani parallelismi. E tutto senza che gli svedesi della Hydrofusion, di Upsala e della Elforsk si accorgano di niente, d’altronde si sa che gli svedesi sono degli sprovveduti, è che rischiano di bruciarsi se vanno ai caraibi. E poi gli svedesi non capiscono nulla di scienze e tecnologia. Ma d’altronde, come dice Ascoli65, è tutta una montatura internazionale della Spectre, si propria quella del signor Giancarlo e di Chimpy. Sono mesi che D22 ci dice di non fidarci dei Troll, che molto probabilmente sono le persone più improbabili e che servono gli interessi più impensabili (e l’unico che non lo ha ancora capito ahimè è Mistero). In effetti guardando su Linkedin sembrerebbe che tutte queste aziende non abbiano dipendenti… Nessun insider noto in questa storia, a parte chi ci metti i soldi. E a parte i ricercatori delle 2 università e qualche blogger, ma sono molto meno insider. Mah.
          Sono d’accordo con te HT, l’ipotesi più probabile purtroppo continua a rimanere la A. Sia che Tia abbia ragione sul pagamento sia che abbia torto.

          ps per loschnibble
          il dilemma del troll forse è simile a quello dello scettico per natura. Io lo so perchè sono uno di quelli. In vita mia non avevo mai creduto a niente. Non è solo ateismo, purtroppo, è cinismo puro. E’ brutto, le persone pensano che sia arido. Non è così ma non vorrei passare per un caso umano… fatto sta che qualche anno fa mi sono imbattuto in questa storia della FF, e andando a verificare la notizia, come al solito cercando di capire quale fosse l’inghippo, o meglio la bestialità giornalistica, mi imbatto in questa situazione assurda, e nonostante faccia suonare tutti i campanelli (ieri, oggi e probabilmente anche domani) mi rimane “simpatica” fin dall’inizio. Lo dico sinceramente, sono possibilista da sempre, ma non vorrei. Mi infastidisce, è un libertà che la mia mente si prende sulla mia coscienza. Sento che sarebbe giusto dire che è non può essere, che non bisognerebbe dare queste false speranze. Eppure più ci penso e più credo (sic) che non sia così. E’ quasi insopportabile. Come un drogato mi aggiro per D22 e mi propongono ogni cosa, sono tutti così affascinanti e io oramai sono compromesso…

          scusate ma alla fine questo post mi è venuto così. Sono caduto in tentazione, ma premo Invio lo stesso! e vado a letto che è tardissimo!
          g

      • Andrea ha detto:

        La prima è che non concorda con le voci secondo cui per finanziare la prova da 1 MW aveva dovuto vendere il proprio appartamento.

        Di nulla, prego.
        La prova di Bondeno del 6 Ottobre immagino, presso appunto uno dei suoi impianti ad olio vegetale che per l’occorrenza hanno alimentato a gasolio se non ricordo male, confermando che almeno dal 2011 i suoi impianti (forse non tutti) sono fermi.

        Avrà anche venduto l’appartamento, 100-200 mila euro, ma anch’io non avrei mai venduto un impianto da 900-1000 kW, il suo valore fino a che ha le autorizzazioni con il GSE è di almeno 10 volte l’appartamento.

        Ripeto io trovo olio a 410 euro/Ton CIF Italia oggi, nel 2011 lo trovavo a 900-1000 euro/Ton CIF Italia. Se lo trovo io ( va beh ho solo 13 anni di esperienza in questo settore), lo trova anche lui o i suoi soci greci (molto bravi tra l’altro in questo tipo di operazioni).

        Ricostruire i vari passaggi economici e lo stato patrimoniale negli anni non è una cosa semplice nel caso di Rossi, come di chiunque altro. Sono certo però che uno “zoccolo duro” lo aveva già preventivato come salvagente. Io che sono molto meno intelligente di lui avrei fatto in questo modo prima di espormi con l’E-CAT.

        Tieni presente che attorno a lui ci sono ancora una serie di imprenditori che negli anni hanno investito sulle sue opere “bancabili” vedi appunto i genset ad olio vegetale e quest’ultimi, almeno nei primi anni hanno visto dei ritorni economici consistenti..

      • Giancarlo ha detto:

        @Hermano Tobia
        Hermano ti voglio stupire e se ci riesci stupisco pure giorjen.
        Nella sostanza Tia ha ragione ma ho idea che il meccanismo sia leggermente più complicato. Nel bilancio compare l’immobilizzazione immateriale (forse la licenza o concessione) e un debito verso soci manifestatosi nel 2012 pari a 245.500 €, che quindi ha coperto anche altre cose. L’acquisizione della licenza, ammesso che di quello si tratti e non a caso non parlo di acquisto, è avvenuto senza registazione al punto B. del conto economico, costi della produzione, del relativo importo di 200k€.
        Questo potrebbe voler dire che i soci, alcuni dei quali noti alle cronache FF, hanno conferito alla società i diritti di licenza in forma cartacea e si sono visti riconoscere un credito. La cessione della licenza potrebbe essere avvenuta tra la Leonardo Corp. titolare del brevetto dal 20/1/2012 (o altra azienda) e i soci. Non c’è evidenza sperimentale dell’avvenuto pagamento, per cui potrebbero in realtà essere semplicemente tuttora debitori. Oppure la licenza gli potrebbe essere stata regalata.
        Come siano andate le cose, in assenza di Nota Integrativa, lo sanno solo loro.
        Cerco di capire ora come è maturato il credito di imposta in assenza di imposte pagate.

  40. Andrea ha detto:

    Ma siamo poi tanto sicuri che Carpinteri si sia sbagliato?
    Ho trovato un link nel blog di Oca di un certo Carneade:

    http://www.terrestrialnuclearprocesses.com/
    Fusion energy from the stars and Sun is well understood. Countries are spending to tame fusion in a reactor with a hope of having an energy monopoly. The physics of low energy nuclear reactions was not understood until recently. Advances in understanding the mechanism for hydrogen diffusion in metals produced a physically accurate picture of the proton in a compact metal lattice. This atomic model, in combination with a chain of simple quantum models for a multi-electron atom, has been used to show how the wave function of a proton or one of its isotopes can overlap a neighboring metallic nucleus. This overlap results in transient states that drive nuclear processes yielding geophysical heat production in the earth’s crust, isotopic abundance changes and could also provide clean energy. This book lays the foundation for understanding terrestrial nuclear processes and provides a path for producing energy economically and safely. Implementing zero momentum light element reactors will allow affordable energy production on earth and open long term exploration of space.”

    Poi ho letto da qualche parte, ma non ricordo dove, che hanno misurato quantità anomale di trizio in molti vulcani, quantità superiori di diversi ordini di grandezza a quelle previste.
    Secondo me è la conferma che le reazioni piezonucleri sono una realtà da studiare.
    Che cosa ne pensa Camillo, lei Giancarlo e Giancarlo Ruocco vi siete completamente sbagliati?

    p.s. in merito ai troll, non l’ho scritto io, ho trovato una recente confessione di un troll:
    http://luniversovibra.altervista.org/trools-chi-sono-questi-ragazzi/

    Interessante questo passaggio:
    La cosa divertente è che, anche se avevo iniziato il lavoro senza forti opinioni o punti di vista politici, dopo alcune settimane avevo sposato emotivamente le idee pro-Israele che stavo spingendo. Ci deve essere qualche fattore psicologico sul posto di lavoro … un buon venditore impara ad amare sinceramente i prodotti che sta vendendo, credo. Non passò molto tempo prima che le mie risposte diventatarono focose e passionali, e iniziai a conoscere meglio l’argomento per conto mio. “Questo è un buon segno”, disse il mio allenatore, “Vuol dire che sei pronto per il passo successivo: Il Dibattito Complesso.”

    Il “dibattito complesso” è parte del lavoro di chi ha acquisito una discreta quantità di formazione supplementare, compreso memorizzare informazioni più specifiche su account specifici (amichevoli e ostili). Anche qui ci sono stati gli script e le linee guida suggerite sull’argomento, ma ci hanno dato più libertà. C’erano un sacco di dettagli a questo stadio più avanzato del processo … c’era di tutto: da come scegliere l’avatar a come utilizzare le “demotivationals” (immagini umoristiche con bordi neri che si trovano in giro per il web). Persino è stato discusso il corretto uso di immagini di gatti. A volte abbiamo anche falsificato notizie o ritoccato foto (un’altra cosa che mi dava molto fastidio).

    A proposito di gatti come avatar…

    • Cimpy ha detto:

      …e di video su youtube non parla? Vanno forre, sai…

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Andrea

      Secondo me è la conferma che le reazioni piezonucleri sono una realtà da studiare.

      No, è solo la conferma che esistono persone che ritengono che le reazioni piezonucleari sono una realtà da studiare; tra queste l’autore della nota e Carpinteri.

    • G ha detto:

      No, non siamo sicuri che Carpinteri si sia sbagliato, almeno io non ne sono sicuro.
      Credo invece che abbia cercato di prendere per il bavero tutti quanti per scopi che sa lui, e qualche babbeo c’è cascato.

      Saluti

      ALM

      • Andrea ha detto:

        Camillo, devo ancora essere CENSURATO?
        Vedo i miei interventi pubblicati con almeno 5-6 ore in ritardo, e poi dite a Daniele che è un censore…
        Se lei controllasse i troll in questo blog, non ci sarebbero problemi, ma visto che la sostengono, loro sono liberi io no. Questo la qualifica.
        Detto ciò, ALM:
        Confido in una analisi epistemologica e non in una analisi psichiatrica, detto questo, la discussione è scientifica o personale?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Andrea

          Camillo, devo ancora essere CENSURATO?

          E’ da una settimana che posso dedicare al blog pochissimo tempo, da questo dipende il ritardo.
          La modero perché di tanto in tanto scrive dei testi offensivi, come quello rivolto a Cimpy il 22/11/2013 alle 1:13 am.
          Cerco solo di evitare che il nostro confronto non degeneri in attacchi personali.
          Scriva tutto quello che Le sembra utile, non sarà mai censurato.

      • Camillo Franchini ha detto:

        @G

        No, non siamo sicuri che Carpinteri si sia sbagliato, almeno io non ne sono sicuro.

        Uno che non rispetta la legge di conservazione dell’energia non dovrebbe essere nemmeno letto. Il tempo è denaro perfino per i pensionati.

    • Sylvie Coyaud ha detto:

      @Andrea
      Carneade citava la pubblicità di un libro auto-prodotto da Wallace. Lo citava anche Hadjichristos nella presentazione dell’hyperion a NI-week l’anno scorso.

      trizio – vulcani
      da quello che ricordo, l’ipotesi era che un eccesso poteva dimostrare una FF naturale, ma finora non è stato misurato. Se ci fosse si saprebbe, penso, perché si studiano gli isotopi nelle rocce – e le acque – per datare le eruzioni anche nelle ricostruzioni del clima. Se vuole, può chiedere informazioni all’INGV di Palermo.

  41. Camillo Franchini ha detto:

    @Giorjen

    Forse il testo che segue L’aiuta a capire che cosa il chimico intende per metallo.

    Le caratteristiche macroscopiche, appariscenti, tecnologiche che siamo soliti immaginare come fondamentali per i metalli, sono di importanza secondaria per il chimico: l’importante è che si tratti di elementi chimici “elettropositivi”, con una più o meno grande tendenza a cedere gli elettroni cosiddetti “di valenza”, ovvero quelli appartenenti al livello energetico più superficiale.
    Di conseguenza, sempre dal punto di vista chimico, si potrebbe dire che le caratteristiche metalliche sono proporzionali a questa tendenza a cedere questo tipo di elettroni (e quindi ad ossidarsi, con l’assunzione di una o più cariche positive, in cationi): dato che gli elementi che stanno sull’estrema sinistra del sistema periodico, e precisamente sulla prima e seconda colonna, sono quelli che mostrano in modo più marcato questa caratteristica, siamo giustificati ad affermare che il sodio, il potassio ed il calcio sono metalli “almeno” quanto il ferro, l’alluminio ed il rame.

    Come vede, l’idrogeno ha le caratteristiche richieste da un metallo, perché la tendenza a ossidarsi è molto più forte delle tendenza a ridursi. Infatti è collocato in testa al primo gruppo.
    Bisogna adattarsi al diverso modo di usare il termine “metallo”, altrimenti si cade nell’equivoco buffo di non distinguere tra un pezzo di ferro e un gas che brucia.

    • giorjen ha detto:

      primo: non vedo l’idrogeno nella lista finale dei metalli che “almeno quanto” possono essere definiti metalli.
      Secondo: è stato lei stesso a sostenere pochi post fa che l’idrogeno era estremamente stabile, accusando celani di andare contro la conservazione dell’energia (anche se non ho capito cosa ci azzeccava). Ora, se è stabile H2, non capisco come si concilia con la affermazione “si potrebbe dire che le caratteristiche metalliche sono proporzionali a questa tendenza a cedere questo tipo di elettroni “. Se è stabile non cede elettroni, come i non metalli.
      Franchini, non cito libri io, perchè basta wikipedia… immagino sia andato già a verificare. Si tratta di una enciclopedia libera. Se crede di aver ragione provi a modificare la voce Idrogeno, non c’è bisogno di iscriversi. E vediamo cosa succede.
      g

      • Camillo Franchini ha detto:

        @giorjen

        è stato lei stesso a sostenere pochi post fa che l’idrogeno era estremamente stabile, accusando celani di andare contro la conservazione dell’energia (anche se non ho capito cosa ci azzeccava).

        Perda un’oretta a seguire la prima parte dell’intervista a Celani suggerita da Daniele e capirà in che modo Celani viola la legge di conservazione dell’energia.
        http://22passi.blogspot.it/2013/11/bartalucci-e-celani-su-sky-897.html

        Se è stabile non cede elettroni, come i non metalli.

        Nell’elettrodo di Hildebrand la molecola di idrogeno si ossida tranquillamenete secondo lo schema:
        2 H2O + H2 — 2 H3O+ + 2e
        L’ossidazione di H2 è resa possibile dalla stabilità di H3O+. Come gli altri metalli, l’idrogeno cede elettroni con facilità.
        Celani non dispone di una sorgente di energia per decomporre la molecola di idrogeno. Non basta il catalizzatore, serve anche una sorgente di energia.

        Credo che serva scrivere un post su questo argomento. Lo farò durante il fine settimana.

        non cito libri io, perchè basta wikipedia… immagino sia andato già a verificare

        Non uso mai Wikipedia per trattare argomenti scientifici. Si rischia di dare a un chimico l’illusione di conoscere la fisica e a un fisico l’illusione di conoscere la chimica. Non sono compartimenti stagni, ma i corsi di laurea orientano fortemente, se ne sarà accorto. Wikipedia è soprattutto utile per fornire dati biografici o storici.
        Ma di che cosa vi occupate esattamente? Se me lo spiegate arriveremo rapidamente a una posizione comune.
        Sandro75k ha capito subito che in chimica i comportamenti sono binari; l’acqua può essere ossidante o riducente, acido o base. L’idrogeno è quasi sempre riducente; con i congeneri metalli alcalini è ossidante. Se mi descrivete l’ambiente stabiliamo immediatamente come si comporta l’idrogeno.

        • giorjen ha detto:

          per curiosità, se uno mette un altro metallo in acqua, tipo il litio o il sodio, ha bisogno di fornire energia per vederlo reagire?
          g

        • Camillo Franchini ha detto:

          @giorjen

          per curiosità, se uno mette un altro metallo in acqua, tipo il litio o il sodio, ha bisogno di fornire energia per vederlo reagire?

          No, perché litio e sodio posseggono già l’energia necessaria. Non ha idea di quanta energia serva per produrli. Una volta prodotti conservano l’energia spesa per produrli. Per produrre rame serve meno energia, quindi il rame non è in grado di ridurre spontaneamente l’acqua.
          Aggiungo che non serve incasellare l’idrogeno; serve prevedere come si comporta nei vari contesti. Se Le fa comodo considerare il comportamento dell’idrogeno nei confronti dei metalli alcalini e alcalino terrosi, può considerare l’idrogeno un non metallo. Le assicuro però che nella maggior parte delle reazioni in cui è coinvolto l’idrogeno si comporta da riducente.
          Le consiglio di procurarsi il Silvestroni, un trattato di chimica molto ben scritto, progettato per i fisici e gli ingegneri.
          Ora però devo uscire, completerò più avanti nella giornata.
          Però se non dice il contesto in cui considera l’idrogeno faremo solo dell’accademia.

    • sandro75k ha detto:

      @Camillo

      Scusa Camillo, in attesa di una presa di posizione di Oca Sapiens sull’argomento “H metallo o non metallo” ti chiedo: Il riducente è H2 o H? (domanda retorica)

      • Sylvie Coyaud ha detto:

        @sandrok75
        se intende la “posizione” di Roald Hoffmann et al., l’ho presa quasi 3 mesi fa e lei intendeva “studiarla meglio“.

      • Camillo Franchini ha detto:

        @sandro75k

        Il riducente è H2 o H? (domanda retorica)

        Non è una domanda retorica. I meccanismi di reazione sono molto studiati; ogni reazione ha il suo.
        Per esempio molto lavoro è stato fatto sulle proprietà catalitiche del nickel relativamente alle idrogenazioni.
        Come pura curiosità allego alcune considerazioni energetiche derivate da J. A. Campbell “Chemical Systems”, W. H. Freeman.

        Sistema Ni_H

        Attenti a non farsi ingannare; l’alto livello energetico dell’idrogeno atomico è ottenuto per adsorbimento della molecola di idrogeno sulla superficie del nickel. Il legame H-H si allenta e la molecola aumenta la sua capacità di reagire. Deve però esistere una molecola esterna che approfitta della situazione, staccando la molecola di idrogeno dal suo supporto momentaneo, in modo da lasciare libero il centro attivo per un’altra molecola di idrogeno. Senza reazione la situazione resta statica.

        I chimici che si occupano di catalisi sono ultraspecializzati e non fanno altro per tutta la vita.
        Sentire Celani dire che bisognerebbe dedicare tempo e denaro per studiare i catalizzatori, mi fa venire in mente un ragioniere che suggerisce a un contadino figlio di contadini di seguire un corso sulla coltivazione dei pomodori. Magari Celani propone se stesso come studioso di catalizzatori, cinque anni da trascorrere in santa pace nel laboratorio 25 con finanziamenti adeguati. Scommetto che ci ha pensato davvero.

    • sandro75k ha detto:

      Signora Sylvie Coyaud, le possibilità sono tre:
      1.l’elemento H è un metallo
      2. l’elemento H è un non metallo
      3. dipende dal contesto chimico

      Quando elaborarono la tavola periodica degli elementi che discorso fecero? Se la sente di scegliere?

      • Camillo Franchini ha detto:

        @sandro75k

        3. dipende dal contesto chimico

        perfetto, come per la maggior parte degli elementi (quanti immaginavano che il ferro potesse dare dei ferrati, come lo zolfo dà dei solfati? Questione di contesto chimico),
        L’idrogeno sta bene dove l’hanno piazzato, nel 1° gruppo.
        Mi spiegate ora a che servono questi ragionamenti sul carattere anfotero dell’idrogeno?
        C’è qualcuno che vuole creargli intorno un ambiente riducente per appioppargli un elettrone?
        Se serve, vi trovo i dati quantitativi sulle sue capacità riducenti e ossidanti. Vi accorgerete subito che è un pessimo ossidante e un ottimo riducente, trattandosi di un metallo.

  42. FermiGas ha detto:

    Però voglio dire che, perlomeno per quanto riguarda me, ho sempre visto catalogato l’idrogeno o come non-metallo o comunque studiato a sé rispetto ai metalli alcalini, nonostante faccia parte del gruppo IA.

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  44. Ascoli65 ha detto:

    @Marco DL, Cimpy e tutti gli altri,
    vi propongo un minisondaggio. La vicenda che seguiamo dai primi mesi del 2011 era iniziata già 4 anni prima. Credo che ormai ciascuno di noi se ne sarà fatta un’opinione personale sufficiente ad azzardare una risposta, sia pure approssimativa e assolutamente non impegnativa, a queste 2 domande:

    d1) quanto è costata in tutto (studi, collaborazioni, consulenze, brevetti, locali, attrezzature, viaggi, siti, video, dimostrazioni, convegni, ecc.);

    d2) come si ripartisce questa spesa totale tra i seguenti possibili soggetti reali o presunti:
    A – Big Partner industriale;
    B – Licenziatari;
    C – Big Partner NON industriale;
    D – Rossi;
    Z – Altri.

    Le mie risposte sono:
    d1) 5-10 M$;
    d2) C:100%.

    • Barney Panofsky ha detto:

      d1): starei sotto i 2M€, se il Rossi aveva gia’ infrastrutture -leggasi capannoni- da approntare a teatrino dell’assurdo. Il resto sono tubacci, domopak e qualche Swagelok di risulta.
      d2): B-C-D 20-60-20 (l’apporto di Rossi e’ in kind per i capannoni e si paga da solo i viaggi). In piu’, c’e’ da considerare il contributo in kind come manpower e strumenti di UniBo e degli altri centri di ricerca “coinvolti”…

      • Ascoli65 ha detto:

        Grazie Barney,
        per la tua stima, che tutto sommato non si discosta molto dalla mia.

        L’aspetto più simile, e fondamentale, è che il Big Partner NON industriale si è accollato la maggior parte del costo dell’operazione. Per me, non so se intendevi la stessa cosa, questo significa che il vero scopo consisteva in una campagna propagandistica, volta a diffondere una certa convinzione a vari livelli (pubblica opinione, investitori, mercati, politici, governi, ecc.) per scopi su cui possiamo anche evitare di soffermarci.

        Una grossa differenza è invece che, mentre io penso che abbiano ragione coloro che attribuiscono il tesoretto immobiliare al surplus dell’iniziativa, secondo la tua opinione il maggiore protagonista ci avrebbe rimesso fin qui mezzo milione di $, quasi 100mila all’anno. Non ce lo vedo nella parte del perdente, ma l’ambizione di essere stato al centro dell’attenzione di tante persone e la soddisfazione di aver convinto i professoroni di Bologna potrebbe ben valere quella cifra, avendone di avanzo.

        Che i licenziatari si rassegnino a perdere i loro 400mila Euro la vedo più difficile. Al costo della licenza vanno aggiunti i costi di un paio d’anni di rappresentanza (viaggi, convegni, siti, interviste, ecc.) si fa presto a raggiungere il milione. Anche in presenza di ferrei NDA potrebbero essere fortemente tentati di guastare il quadro propagandistico in cui, forse inconsapevolmente, sono entrati. Credo quindi che al Big Partner, avendo già speso 30, gli convenga spendere 31.

        Tenendo conto di quanto sopra, le nostre 2 stime sul costo totale risultano anch’esse congruenti tra loro. I tuoi 2 MEuro sono circa 2,7 M$, cui andrebbe aggiunto, secondo me, il guadagno (più le spese) dell’inventore per un importo di almeno 2 M$ e infine il costo di rappresentanza (quello di licenza entra già nei tuoi 2 MEuro) dei licenziatari. Si arriverebbe quindi a superare i 5 M$ che avevo indicato come limite inferiore nella mia stima.

        Vediamo ora se qualche altro amico vorrà giocare pure lui.

        Ciao.

        • Barney Panofsky ha detto:

          Prego, dare i numeri e’ il mio mestiere.
          Per quel che riguarda il fatto che personalmente sono convinto che Rossi abbia cacciato di tasca sua parte dei soldi, questo deriva dalla mia personale esperienza con tre o quattro inventori uguali a Rossi.
          Identici, davvero, con l’aggravante che uno era adirittura un ingegnere in pensione, ex dirigente di una grande azienda del nord.
          A noi vengono a proporre solo sistemi di propulsione senza espulsione di massa (non basati su Newton, insomma), e ti assicuro che saresti stupito nel vedere quanti soldi riescono a impegnare in prototipi assurdi, in viaggi in giro per il mondo e in richieste di brevetto che mai saranno fornite, ma che solo di consulenza costano migliaia di Euro a botta.
          “Investire” (?!!!) la liquidazione di una vita da dirigente nell’idea che ti viene il giorno dopo che sei andato in pensione e’ secondo me un classico per questi qua, come vendere la casa.
          Ciao, B.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Barney Panofsky

          Investire” (?!!!) la liquidazione di una vita da dirigente nell’idea che ti viene il giorno dopo che sei andato in pensione e’ secondo me un classico

          Ne ho conosciuto uno anch’io. Aveva inventato un sistema rivoluzionario per sfruttare l’energia del vento. Ci ha rimesso una quantità di soldi, riuscendo a stufare la moglie, docente universitaria, che alla fine ha divorziato. Veniva spesso a casa mia a mostrarmi calcoli e disegni. Ora non viene più perché è passato a miglior vita.
          Celani che cerca di estrarre energia dalla costantana, scelta perché costa 5 volte meno del palladio, non è mica meno divertente. Io gli vorrei suggerire un ulteriore downgrade, passare a rottami di ferro da raccattare presso le discariche. Al posto del deuterio o dell’idrogeno potrebbe usare aria.

        • Cimpy ha detto:

          Non è però il caso di Rossi: si sarà venduto anche la casa per un’idea balzana, ma nel giro di pochi anni lui è rientrato alla grande. E senza mai violarsi l’NDA!

      • Luca ha detto:

        Un esempio lampante è la famigerata e infaticabile pompetta gialla, gentile prestito del laboratorio del DF di UniBO e che faceva da sottofondo musicale in tutte le gloriose dimostrazioni del 2011. Chissà se Levi ne è tornato in possesso per restituirla all’istituto.
        A pelle comunque l’analisi di Barney è quella che si avvicina di più alla realtà.

    • Cimpy ha detto:

      D1, più o meno ci sta 5-10 mln,

      D2, per me mo, a meno che per “big partner” non si intenda un’associazione di partner.
      Dirò di piu: i soldi li hanno messi soci scaltri e soci credenti. Ma i primi hanno messo quanto bastava per garantire le comparsate e le apparenze, i secondi invece, hanno messo molto di più, se è vero che un gruppo di persone ne ha raccolti 40, di mln di euro, solo per la bandiera DFK.

      • Ascoli65 ha detto:

        @Cimpy,

        a meno che per “big partner” non si intenda un’associazione di partner

        Per me il Big Partner è singolo o tuttalpiù, se comprendesse diversi soggetti ed entità associate in un consorzio, sarebbe coeso ed avrebbe un’unica interfaccia con il Little Partner.

        i soldi li hanno messi soci scaltri e soci credenti. … i secondi invece, hanno messo molto di più

        In effetti questa fattispecie non era prevista nel mio elenco. Occorrerebbe completarlo aggiungendo la categoria E: soci individuali di Rossi. Essa comprenderebbe sua volta 2 sottogruppi: i soci scaltri (Es) che sanno tutto e quelli (Ec) che credono di partecipare all’affare del millennio. Quindi, secondo la tua ipotesi, il gruppo Es avrebbe anticipato il 100% delle spese, a cui il gruppo Ec avrebbe aggiunto un capitale di (1+g)100%, dove g rappresenta la resa dell’investimento di Es. Correggimi se c’è qualcosa che ho interpretato male.

        Non nego che questa ipotesi abbia una sua coerenza interna, ma vista la cifra in ballo mi pare molto improbabile. Affinchè il gioco valga la candela, g dovrebbe essere ben maggiore di 1, e quindi ci sarebbero in giro parecchie persone e società animate o da grande euforia o da ancor maggiore disappunto. Qualcuno potrebbe cedere alla tentazione di manifestarli pubblicamente. Ma non si nota alcun fermento, nè positivo, nè negativo. Si ha l’impressione che tutti siano quieti e soddisfatti.

        se è vero che un gruppo di persone ne ha raccolti 40, di mln di euro, solo per la bandiera DFK.

        Hai dei link? A me pare che quell’importo fosse solo il corrispettivo richiesto per una singola licenza, ma tra il chiedere e l’ottenere …

        • Cimpy ha detto:

          Nessun link, Ascoli65. Mi sa che si dovrebbe chiedere a Gamberale: sia mai che ci dia qualche numero mentre Alain danza…

        • Luca ha detto:

          >Per me il Big Partner è singolo …
          e magari si chiama Oreste che, per tirar fuori il genero scavezzacollo dagli impicci, periodicamente mette mano al tesoretto di famiglia.

        • Ascoli65 ha detto:

          @Cimpy,

          Nessun link

          Allora te lo propongo io: http://www.e-catworld.com/2013/08/rossi-on-domestic-units-and-defkalion/ . La cifra realmente mobilitata potrebbe essere un paio di ordini di grandezza inferiore a quella che hai ipotizzato. Il che sarebbe molto più realistico.

          @Luca,

          magari si chiama Oreste

          Allora non capisco più perchè ritieni che l’analisi più realistica sia quella di Barney, che attribuisce il 60% della spesa al Big Partner NON industriale, con cui finora abbiamo inteso un soggetto (distinto da Rossi e famiglia) interessato esclusivamente alla propaganda di una fonte energetica inesistente. Secondo la tua ultima ipotesi la quota del 20% attribuita da Barney all’ipotesi D dovrebbe essere in realtà dell’80%. Mi potresti chiarire la cosa?

        • Cimpy ha detto:

          Ascoli65, ho seguito il link ma non ho trovato grandi riferimenti alle cifre raccolte: a parte un “quelli tra noi che hanno investito dovranno pazientare ancora un po’ ” (o qualcosa del genere) e a ipotetici conti sui costi in qualche commento, non ho visto discorsi in tema.. Mi è sfuggito qualcosa?

        • Ascoli65 ha detto:

          @Cimpy.
          purtroppo non so come linkare i singoli commenti. Dovresti cercare “500.000 Euros” nel testo e ti ritrovi in un commento di un tal Franco, che rispecchia quanto anticipato 2 anni fa da Matts Lewan (1), secondo cui per “vedere” si deposita solo quella cifra in un conto “escrow”.

          Continuo a ritenere molto difficile trovare chi è disposto a pagare parecchi milioni per un prodotto virtuale, a meno che non sia soltanto interessato, per qualche suo interesse particolare, al concreto battage propagandistico che ne deriverebbe.

          (1) http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3295411.ece

        • Cimpy ha detto:

          molto difficile trovare chi è disposto a pagare parecchi milioni per un prodotto virtuale

          Lo ritenevo anch’io finché non ho saputo quanti soldi giravano dietro ad “invenzioni” altrettanto improbabili. Allora ho capito che quel che per me può sembrare puramente virtuale e comunque irrealizzabile nell’arco di una vita, per altri può essere “un prodotto ormai realizzato” e “a breve sul mercato”, dove anzi i primi ad avere il coraggio di investire saranno quelli che poi vivranno di rendita per generazioni a seguire…Se qualcuno ti convincesse di esere veramente ad un passo da una reale rivoluzione energetica, avendo la possibilità sceglieresti i Bot, il conto alle Cayman o anche solo il 3% della torta energetica di alcuni Stati?

    • E.K.Hornbeck ha detto:

      @Ascoli65

      Io ne parlo soprattutto in riferimento all’approvazione della bozza di contratto di ricerca biennale ad opera del Consiglio di Dipartimento, che è un’assemblea aperta a tutti i professori e ricercatoti del DF (un centinaio in tutto).

      Se non erro, al Consiglio di Dipartimento partecipano (o meglio: hanno diritto di partecipare) professori (a tempo parziale, a tempo pieno associati e a tempo pieno ordinari), ricercatori, rappresentanti del personale amministrativo, rappresentanti degli studenti, rappresentanti degli assegnisti di ricerca e forse altri.
      Una gran bolgia (se tutti gli aventi diritto partecipassero, ma ne dubito) in cui, per come conosco le universita’ italiane (e quella di Bologna, in particolare), mi aspetto che solo i professori a tempo pieno ordinari possano avere una ragionevole tranquillita’ (relativa al proprio posto di lavoro e/o la successiva carriera) e quindi il coraggio di opporsi al “manovratore”. Da tutti gli altri (professori di livelli inferiori e meno garantiti, ricercatori, studenti, amministrativi, assegnisti) mi aspetto solo interessata acquiescenza verso i piani alti.
      Ma anche per quanto riguarda i professori ordinari… presumo che, se non direttamente coinvolti, molti fossero amici (se non ex-studenti) di Focardi e temo che gli altri abbiano ragionato come il Razzi di Crozza.
      Anche perche’, se non ho capito male, in quell’occasione penzolava una carota da 500K euro (contando anche solo la prima rata), promesso da Rossi. E questo in tempi di vacche magre per le universita’; che sono ulteriormente dimagrite ma, ti garantisco, gia’ all’epoca erano alquanto magre. Quindi, anche tra i professori, … dove lo trovi uno avesse il coraggio di opporsi a un accordo che portasse ad acquisire una simile carota.
      Qui, secondo me, si vede l’abilita’ imprenditoriale di Rossi. Che illude il Dipartimento di Fisica, riesce a associare il nome dell’Universita’ di Bologna alla propria impresa, e poi lascia quest’ultima a becco asciutto. Efficace pubblicita’ (perche’ hai ragione: molti believer credono in Rossi proprio per il suo legame con l’Alma Mater) a un costo molto limitato.
      La cosa che, un po’, mi sorprende non e’ che nessuno si sia opposto durante la riunione, ma che, in seguito, non sia saltata fuori una “gola profonda” (vera o falsa) che ci abbia ritrasmesso qualche leak, a partire dal verbale stesso della riunione.

      sembra che sia impossibile reperire il relativo verbale

      Domanda: cosa e’ stato fatto per reperirlo?
      Altra domanda: e’ un documento (formalmente) pubblico o solo alcuni hanno il diritto di accedervi?

      poco dopo la pubblicazione del TPR dello scorso maggio, firmato da un paio di professori di Uppsala, un paio di loro colleghi si sono sentiti in dovere di rendere pubbliche le loro perplessità.

      Non conosco il sistema universitario svedese ma, forse ingenuamente, mi aspetto che, nella selezione del corpo docente e nelle relative progressioni di carriera, sia meno clientelare del nostro.
      Inoltre, Rossi a Uppsala non aveva l’appoggio (mi sembra) di un professore con prestigio di Focardi.

      Ora il personaggio è sicuramente temerario, ma è tutt’altro che sciocco. Sapeva bene cosa aveva in mano. Mi chiedo come si faccia a buttare tutti quei soldi sul tavolo, sapendo che in mano non si ha neppure una coppia.

      E qui ti pongo un dubbio su cui non riesco a convincermi, in senso o nell’altro.
      Davvero Rossi sa cosa ha in mano?
      Non e’ che davvero e’ convinto di essersi imbattuto in una nuova fonte di energia?
      Gia’ ha dimostrato di essere alquanto inaffidabile (anche) dal punto di vista di misurazioni e calcoli. Non e’ che, avendo fatto errori, anche sistematici, di misura o calcolo, si e’ auto-ingannato? E che continui ad auto-ingannarsi?
      Chiarisco meglio: non sto proponendo l’ipotesi che Rossi sia *sempre* sincero. Sto ipotizzando che possa essere convinto di essersi imbattuto in una fonte di energia e che stia tentando di arrivare primo. Quindi, mentre cerca di perfezionare e stabilizzare (dal suo punto di vista) quello in cui si e’ imbattuto (e, ipotizzo, si aspetta di riuscirci da un momento all’altro), cerca di sviluppare la parte commerciale, brevettuale, pubblicitaria e mediatica nel (sincero) timore che qualcuno possa arrivare prima di lui o possa scoprire i dettagli della sua tecnologia e scipparlo di fama e soldi. Anche a costo di imbrogliare, in alcune dimostrazioni, nell’intima convinzione di fare una rappresentazione di quello che sara’ l’ECat perfezionato.

      vi propongo un minisondaggio. […]

      Se mi chiedi di dare i numeri, culturalmente e caratterialmente non posso esimermi. Quando li leggi, pero’, non ridere troppo forte.
      Parto dall’ipotesi che lo scenario (prevalente) sia (B) (sincero tentativo di mettere in piedi la commercializzazione di un prodotto) e che Rossi sia partito da una situazione privilegiata (disponendo gia’ di spazi (capannoni) in cui operare).
      Le mie risposte (grossolanamente) sono:
      d1) tra 2 e 3 M$;
      d2) 60% per B, 30% per D, 10% per Z.

      Nel 10% di Z metto (ad esempio) le spese di viaggio, alloggio, vitto, sostenute dai singoli appassionati, tifosi, professori, curiosi, che hanno seguito la vicenda.

      • Camillo Franchini ha detto:

        @E.K.Hornbeck

        Non e’ che davvero e’ convinto di essersi imbattuto in una nuova fonte di energia?

        Io sono convinto che Rossi sia sinceramente convinto di disporre di una nuova fonte di energia. E’ stato sedotto da Focardi, il motore di tutta questa assurda vicenda. Pare che Focardi fosse molto stimato nel suo ambiente e fosse considerato un fisico capace, quindi possedeva capacità di persuasione.
        Lo penso perché non può essere una coincidenza che Rossi abbia avuto lo stesso progetto di Focardi. Focardi è ff dal 1989 e poco per volta ha convinto il suo ambiente, che non deve essere formato da aquile se non si sono accorti della debolezza delle sue argomentazioni.
        Ora Rossi gestisce come può tutta una baracca complessa che gli è cresciuta intorno quasi suo malgrado.
        Probabilmente Focardi apparteneva a quella categoria di accademici capaci di attirare denaro perché abili ad accumulare incarichi di vario genere. Il prestigio chiama denaro che aumenta il prestigio. A volte il circolo è virtuoso; altre volte è vizioso. Bisognerebbe essere di Bologna per capirci di più.
        Levi è attivissimo, ha partecipato all’audizione dei senatori 5*. Ormai quel dipartimento può essere bloccato solo tagliandogli drasticamente i fondi e modificandone l’assetto di comando.

        • Cimpy ha detto:

          Invece io penso, in merito alla domanda di EKH

          Davvero Rossi sa cosa ha in mano?

          , che Rossi lo sappia benissimo e che abbia saputo convincere Focardi di poter concretizzare le sue teorie: era il gatto di Rossi a scaldare per mesi l’ufficio di Focardi, e di sicuro lo caricava Rossi, non Focardi. Come pure dietro alle demo pubbliche: ai comandi stava Rossi, non certo Focardi.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Cimpy

          ai comandi stava Rossi, non certo Focardi.

          Questo è certo, Rossi era l’imprenditore. Però bisogna considerare che Focardi è venuto 20 anni prima di Rossi, creandosi intorno un ambiente ff ancora duro a morire. Come poteva Rossi pensare a costruire un mamozio, se non imbeccato da Focardi?

        • Cimpy ha detto:

          Secondo me si son trovati, nel senso che Rossi ha pensato ci fosse un business e Focardi la realizzazione di un sogno.
          Focardi non aveva certo da convincere Rossi; nemmeno quest’ultimo aveva da convincere il primo, che di certo non andava a cercare DC in mezzo ad AC…

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Cimpy

          La sfortuna di Rossi è di essersi imbattuto in Focardi, che non ha certo fatto fatica a convincerlo del business. Focardi cercava proprio un sognatore ambizioso come Rossi.

        • E.K.Hornbeck ha detto:

          @Franchini

          Io sono convinto che Rossi sia sinceramente convinto di disporre di una nuova fonte di energia. E’ stato sedotto da Focardi, il motore di tutta questa assurda vicenda.

          Non mi e’ chiara la sequenza temporale di quello che sostiene.
          Ritiene che Rossi fosse convinto di disporre di una nuova fonte di energia prima o dopo aver incontrato Focardi?
          Comunque, a prescindere dalle convinzioni di Rossi e premesso che mi piacerebbe sapere che ne pensa Mario Massa (che ha conosciuto Focardi molto bene), riguardo a chi ha sedotto chi penso esattamente il contrario.

          Pare che Focardi fosse molto stimato nel suo ambiente e fosse considerato un fisico capace, quindi possedeva capacità di persuasione.

          Mi sembra che Focardi fosse stimato principalmente come insegnante. Forse, piu’ che di capacita’ di persuasione, si tratta di chiarezza espositiva.

          Lo penso perché non può essere una coincidenza che Rossi abbia avuto lo stesso progetto di Focardi.

          Coincidenza no.
          Le mia ipotesi (e non so decidermi in quale credere) sono queste:
          (a) Rossi cerca di sviluppare una nuova fonte di energia; legge gli articoli di Focardi e si mette a pasticciare con il nickel; per errori di misura e/o di calcolo e/o ignoranza, una o piu’ volte si convince di aver ottenuto piu’ energia di quella consumata; contatta Focardi e cerca di usarlo come testimonial della sua impresa; lo sventurato (Focardi) risponde;
          (b) Rossi e’ perfettamente consapevole di non aver niente in mano e vuole mettere ugualmente in piedi un business stile Tubo di Tucker; pensa alla fusione fredda e legge gli articoli di Focardi; lo contatta e lo illude di aver perfezionato il meccanismo in cui Focardi credeva.

          L’obiezione di Cimpy, relativa al riscaldamento invernale (nel capannone di Bondeno, se non ricordo male) mi sembra significativa e, se non proprio conclusiva, e’ un forte indizio contro l’ipotesi (a).
          La stessa obiezione, e il generale svolgersi della vicenda, mi sembra pero’ decisiva contro la sua ipotesi che Rossi sia stato una vittima di Focardi: era Rossi a costruire e controllare l’ECat; non vedo come Focardi avrebbe potuto imbrogliare Rossi. Al limite, a voler proprio pensare male di Focardi, potremmo ipotizzarli come complici; in cui nessuno dei due ha ingannato l’altro.
          Ma proprio non lo vedo, Focardi, a partecipare consapevolmente a un imbroglio.

          La sfortuna di Rossi è di essersi imbattuto in Focardi, che non ha certo fatto fatica a convincerlo del business. Focardi cercava proprio un sognatore ambizioso come Rossi.

          E’ questo che non mi quadra: non e’ Focardi che ha cercato Rossi, ma il contrario. Rossi (a quanto mi risulta) stava gia’ ragionando in termini di business prima ancora di incontrare Focardi.

        • Cimpy ha detto:

          Esatto, E.K.Hornbeck.
          Il caso in cui il sedotto si presenta dal seduttore portando con sè l’oggetto della seduzione già praticamente funzionante e trasmutante appare alquanto improbabile.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Cimpy

          alquanto improbabile

          E’ più improbabile che il sedotto si presenti proprio con l’oggetto che avrebbe voluto costruire il seduttore. Al massimo si può pensare a una seduzione inconsapevole; Rossi legge un vecchio articolo di Focardi/Piantelli e crede alle loro fandonie. Mi sembra che Rossi appartenga alla categoria degli inventori seriali, gente spericolata sempre in cerca del colpaccio.

        • E.K.Hornbeck ha detto:

          @Franchini

          Teoria sulla ff Ni/H ed esperimenti preliminari sono molto anteriori alla scesa in campo di Rossi. […] Chi lancia l’idea che dal sistema Ni/H si può ricavare energia? Focardi e Piantelli. […] Al massimo si può pensare a una seduzione inconsapevole; Rossi legge un vecchio articolo di Focardi/Piantelli e crede alle loro fandonie.

          Forse avevo frainteso cosa intendeva: pensavo che, quando scriveva che “[Rossi] e’ stato sedotto da Focardi”, intendesse che Focardi ha convinto (con l’intento di ingannare) Rossi di persona, durante e dopo il loro primo incontro.
          Ma se intende (che ora mi sembra di capire) che Focardi ha sedotto Rossi, nel senso che l’ha convinto che era possibile fondere a freddo Ni e H, tramite gli articoli che ha scritto con Piantelli… si’… piu’ o meno e’ una delle due ipotesi con cui mi sto baloccando e tra le quali non riesco a decidermi.
          Rimando comunque alla sintesi di Luca, che mi sembra condivisibile e magistrale.

        • Cimpy ha detto:

          Focardi ha sedotto Rossi, nel senso che l’ha convinto che era possibile fondere a freddo Ni e H, tramite gli articoli che ha scritto con Piantelli

          Certo, cosi ha senso. Chissa perché, però, ho questa strana idea che Rossi sulla via della FF si sia imbarcato incontrando prima personaggi (anche virtuali) meno universitari. Poi magari qui sto proprio sottovalutando il genio italico, chissà.

        • Camillo Franchini ha detto:

          E.K.Hornbeck

          non e’ Focardi che ha cercato Rossi, ma il contrario.

          Teoria sulla ff Ni/H ed esperimenti preliminari sono molto anteriori alla scesa in campo di Rossi. Rossi ha creduto di (o è stato convinto a) cogliere un’occasione. E’ fuori dubbio che l’illusione di produrre energia con quel metodo ridicolo sia venuta a Focardi. Rossi è convinto di ingegnerizzare una tecnica già sbozzolata e garantita da un’autorità accademica. Il sapiente era Focardi; Rossi si è solo lasciato abbindolare. Chi lancia l’idea che dal sistema Ni/H si può ricavare energia? Focardi e Piantelli. Rossi prende solo atto. Focardi lo corteggia perché Rossi ha denaro per procedere all’esperimento in tutta tranquillità economica.
          Questa secondo me è la distribuzione delle parti nella commedia.

      • Ascoli65 ha detto:

        @ E.K.Hornbeck,

        in quell’occasione penzolava una carota da 500K euro … E questo in tempi di vacche magre per le universita’

        Sono tempi difficili. Ci stiamo vendendo tutto, anche le spiagge. Ma la dignità della nostra ricerca scientifica, qualla non la si può dar via così. Comunque trovo più utile segnalare le presunte mancanze, che giustificarle. A questo ci penseranno gli interessati, se e quando gli verrà chiesto da chi ne ha l’autorità.

        “Consiglio di dipartimento e verbale”

        E’ un’argomento affrontato qualche mese fa nell’ambito di un serrato, e prolisso, confronto con la tenace Sylvie. Permettimi per brevità di segnalarti qui sotto alcuni degli interventi in cui trovi le risposte alle tue domande. Devo solo aggiungere che io non ho richiesto nulla (le segreterie non rispondono ai taxi) e non so se qualcuno di noi ci abbia provato.
        https://fusionefredda.wordpress.com/2013/05/29/levi/#comment-22684
        https://fusionefredda.wordpress.com/2013/05/29/levi/#comment-22766
        https://fusionefredda.wordpress.com/2013/05/29/levi/#comment-22782
        https://fusionefredda.wordpress.com/2013/05/29/levi/#comment-22820

        Davvero Rossi sa cosa ha in mano?

        Altrimenti perchè mai avrebbe sempre rifiutato quasiasi prova indipendente, a prescindere dalle garanzie che venivano offerte a tutela della sua proprietà intellettuale, tra le tante che gli sono state proposte in questi anni?

        ”Minisondaggio”

        Grazie per aver aggiunto la tua stima argomentata al sondaggio (più “mini” del previsto). Devo osservare, senza ridere nè forte nè piano, che è “ortogonale” alla mia e quindi almeno uno di noi due si è fatta, per ora, un’opinione errata. 🙂

        Posso aggiungere che essa non dà conto degli ultimi investimenti immobiliari, se non come un modo per rivestire la disponibilità liquida residua allo scopo allontanare la tentazione di aggravare ulteriormente le perdite accumulate fin qui nell’impresa FF e preservarsi una riserva per far fronte alle future ire dei licenziatari.

        • Luca ha detto:

          @Ascoli
          >Altrimenti perchè mai avrebbe sempre rifiutato quasiasi prova indipendente, … ?
          Questo non escluderebbe per forza l’ipotesi di sua sincera convinzione di aver scoperto il fuoco di Prometeo. Semplicemente sarebbe stato convinto che questa rara bestiolina mettesse fuori la sua graziosa testolina energetica solo tra le affettuose mani del padrone e con le giuste carezze.
          @tutti
          Per quanto riguarda il discorso sedotto/seduttore credo la verità stia più o meno a metà strada.
          I desideri dei due erano assolutamente complementari, come le due parti di un piattino spezzato. Dalle cronache l’innesco pare sia partito da Rossi ma è bastato niente per far innamorare perdutamente l’anziano professore. E’ stato un amore tanto fulminante quanto travolgente. Hanno consumato mesi e mesi di sfrenata passione scientifica prima nei tiepidi capannoni di Bondeno, riscaldati dal nascente foco novello, poi a Bologna dove però questo fuoco ha dovuto esser rimpiazzato da meno romantici riscaldatori a GPL. Assieme avrebbero raggiunto in un lampo la propria vetta: Gloria imperitura nel mondo accademico e riscatto di fronte ai pari che da anni lo compativano miseramente per l’uno, una montagna di denaro e notorietà per l’altro (oltre che sonora umiliazione verso l’ingrato paese che l’aveva violentemente strapazzato dopo il colossale fiasco della benzina nostrana e dimostrazione verso l’austera famiglia della consorte di non essere quel poco di buono che andava soccorso ogni momento).
          La faccenda è assurdamente complessa sia sul piano scientifico/accademico che su quello socio/psicologico.
          Chissà se il bravo giornalista Luigi Bacialli è ancora in attività. I tempi sarebbero quasi maturi per un secondo libro. Dopo 1979: “Rifiuti dal Petrolio” c’è materiale in abbondanza per 2014: “Il Sacro Fuoco di Bondeno”.
          Saluti.

        • E.K.Hornbeck ha detto:

          @Luca

          I desideri dei dure erano assolutamente complementari, come le due parti di un piattino spezzato. […]

          Mi associo a theschnibble: sintesi magistrale.
          E mi sembra anche del tutto compatibile con entrambe le ipotesi con cui mi sto baloccando.
          Una cosa mi risulta nuova: l’accenno a “l’austera famiglia della consorte di non essere quel poco di buono che andava soccorso ogni momento”.
          Licenza poetica o davvero sappiamo (o, almeno, abbiamo elementi per ipotizzare) che la famiglia della moglie ha soccorso (economicamente, presumo) Rossi in piu’ occasioni?
          E’ che mi ero fatto l’idea (credo vedendo un cartello “Fratelli Rossi”, o qualcosa del genere, in qualche capannone legato alla vicenda ECat) che Rossi fosse, se non ricco di famiglia, almeno benestante.

        • theschnibble ha detto:

          I Fratelli Rossi erano solo omonimi gommisti con officina vicino al capannone dell’Ing.

          Il non voler ammettere un’ulteriore sconfitta nel lavoro potrebbe aver portato Rossi a mentire sul non funzionamento dell’ecat per primo alla moglie che, comparendo nelle società del marito, è coinvolta in prima persona e sa quali e quanti soldi siano stati spesi.

          The Schnibble

        • theschnibble ha detto:

          Che dire Luca, un sunto ineccepibile che trova tutta la mia approvazione, per quel che ne vale.
          The Schnibble

        • Ascoli65 ha detto:

          @Luca,

          Semplicemente sarebbe stato convinto che questa rara bestiolina mettesse fuori la sua graziosa testolina energetica solo tra le affettuose mani del padrone e con le giuste carezze.

          secondo me qualunque ipotesi che gli attribuisca un ruolo da ingenuo sprovveduto è più che inverosimile. Ad ogni modo, nonostante sia il protagonista principale della saga, resta un privato cittadino e quindi i suoi pensieri, parole ed opere mi interessano molto poco, quanto basta per cercare di capire se è bastato un solo pifferaio a trascinarsi dietro i fisici bolognesi o se siano intervenute sirene più forti.

          La faccenda è assurdamente complessa sia sul piano scientifico/accademico che su quello socio/psicologico.

          La condizione complessa, assurda e disperata (aggiungo io) della ricerca accademica italiana è ben illustrata da questa intervista di Focardi rilasciata all’inizio di aprile 2011 (1), che val la pena di rileggere interamente nella trascrizione messaci a disposizione ancora una volta dall’impagabile Passerini. Mi permetto di segnalarne e commentare alcuni passaggi significativi.

          … a Siena Piantelli aveva anche notevoli aiuti (l’allora rettore era Berlinguer, quello che adesso è al Parlamento Europeo).
          Su questo passaggio ci torno dopo.

          Rossi ha chiesto informazioni in giro, fino a che ha telefonato a un mio collega di Bologna, che aveva scritto una relazione sulla fusione fredda, e gli ha chiesto chi era il massimo esperto in Italia. Lui gli ha fatto il mio nome, perché sapeva che ero andato avanti
          L’inizio della storia, narrata con malcelata modestia.

          Dopodiché abbiamo cominciato a costruire i primi apparati, molto semplici …
          Interessante notare che secondo Focardi i primi apparati sono stati costruiti dopo il loro incontro. Dall’America erano rimpatriate solo alcune idee, nessun congegno.

          ci hanno portato a trovare, con i primi apparati, un guadagno di 200 volte …
          Sic!

          Rossi lavora anche negli USA (ha un’impresa negli USA) e anche lì ha fatto esperimenti di questo tipo. Li ha fatti sia coi ricercatori della Marina Militare sia con il Dipartimento dell’Energia.
          Questo è un passaggio interessante. Si parla di attività parallela negli USA (che per l’inventore avrà comportato sicuramente dei frequenti viaggi) e soprattutto vengono sottolineati i rapporti con importanti enti governativi statunitensi. La domanda che ci si può porre è quanto queste collaborazioni abbiano impressionato il Focardi, confortandolo nella convinzione della realtà delle assurde prestazioni di cui sopra. Ci sarebbe anche da chiedersi se per caso siano intervenuti pure dei contatti diretti che, tra grandi complimenti e osanna, abbiano rassicurato e blandito ulteriormente l’anziano professore.

          Il 14 Gennaio molti del pubblico erano docenti di questo Istituto [la Facoltà di Scienze Fisiche Matematiche Naturali dell’Università di Bologna, ndr] che sono anche invidiosetti, perché questi fenomeni non esistono per la fisica ufficiale…
          Questo passaggio chiarisce una volta per tutte che quando Focardi, nelle sue varie interviste, parla di invidia e incredulità si riferisce PROPRIO ai suoi colleghi di istituto, compresi alcuni di quelli presenti alla demo del 14 gennaio. E questo non può non suscitare un enorme punto interrogativo su che cosa abbia indotto i suoi colleghi ad approvare il programma di ricerca biennale, dopo essere stati testimoni oculari della prova farlocca che tutti conosciamo. Deferenza verso il decano di istituto? I 500mila euro promessi dal suo amico? Per la deferenza si legga bene anche il capoverso successivo dell’intervista. Per gli euro, leggasi zecchini.

          … in questo momento in Grecia li stanno già costruendo. Per esempio il discorso della Grecia è nato perché il professor Stremmenos … è stato ambasciatore della Grecia in Italia e conosce tutto il vertice greco, quindi non ha difficoltà a parlare col governo, si è mosso per portare l’attività in Grecia …
          Ricapitoliamo: Focardi è convinto di aver contribuito alla realizzazione di un apparato che moltiplica per 200 l’energia in ingresso (grazie anche agli studi suoi e di Piantelli pagati grazie ai “notevoli aiuti” dei loro connazionali) e crede pure che questi apparati siano già in costruzione in Grecia, dove l’attività sarebbe stata portata grazie all’intervento dal suo amico, ex collega ed ex ambasciatore. E un pizzico di indignazione?

          C’è un accordo fra Rossi e l’Università [di Bologna], tra l’altro ha incontrato anche il Rettore, perché Rossi finanzia delle ricerche su questo campo che verranno svolte qui al Dipartimento di Fisica, c’è già un rapporto, insomma.
          Niente affatto: ricevimento al vertice dell’Ateneo. Cosa volete che sia la cessione alla Grecia della “scoperta più importante di tutta la storia dell’umanità” (ipse dixit) rispetto alla promessa di un finanziamento alle ricerche del Dipartimento di Fisica.

          Proposta. Lo vogliamo segnalare alla Presidenza della Repubblica (la nostra intendo) per il conferimento di una qualche onorificenza al merito della ricerca scientifica, magari condivisa con quell’altro ricercatore (sempre italiano) la cui tecnologia FF (FiliForme) messa a punto dopo 25 anni di ricerche pubbliche sarebbe finita nella disponibilità commerciale di una società inglese?

          (1) http://22passi.blogspot.it/2011/04/il-professor-focardi-spiega-la-fusione.html

        • E.K.Hornbeck ha detto:

          @Ascoli65

          la dignità della nostra ricerca scientifica, quella non la si può dar via così.

          Non la si *dovrebbe* dare via cosi’.
          Ma non facciamoci illusioni.

          Altrimenti perchè mai avrebbe sempre rifiutato qualsiasi prova indipendente, a prescindere dalle garanzie che venivano offerte a tutela della sua proprietà intellettuale, tra le tante che gli sono state proposte in questi anni?

          Paranoia?
          Penso che la tua obiezione sia un altro indizio a favore della piena consapevolezza da parte di Rossi, ma non mi sembra del tutto incompatibile con la convinzione di avere in mano una scoperta rivoluzionaria e col timore paranoico che qualcuno possa scipparglielo.
          A questo aggiungi che, come ricorda Franchini, Rossi e’ un inventore (fallimentare) seriale. Possiamo ipotizzare che fosse sempre convinto della validita’ delle proprie realizzazioni e che, incapace di accettare la propria responsabilita’ nei fallimenti, li attribuisca a interventi esterni ostili. E che, quindi, abbia sviluppato una qualche forma di paranoia.

          almeno uno di noi due si è fatta, per ora, un’opinione errata. 🙂

          Poco male.
          Quello che mi secca e’ che ho il forte timore che non sapremo mai, con ragionevole certezza, se almeno uno di noi si e’ fatto un’opinione corretta. 😦

        • Luca ha detto:

          @E.K.H.
          >L’austera famiglia
          E’ un idea che mi son fatto leggendo Cobraf e apprendendo che la moglie appartiene ad una solida famiglia titolare di uno studio legale (suocero) e diverse imprese (moglie e cognati) da cui i soccorsi sia in un campo che nell’altro. Ma è solo una mia estrapolazione. Su Cobraf è citato più volte il potente (e immagino arcigno) suocero Oreste. Su quel forum ho l’impressione che gravitino un paio di nick (a cui si è inutilmente tentato di dare un volto) che hanno avuto diretta esposizione alla faccenda ecat. Mi riferisco in particolare ad un certo Cures che ogni tanto leak(ka) qualche ciliegina esplosiva innescando veri putiferi tra gli appassionati. Credo costui voglia far passare l’immagine di quello che è stato al fronte, la sappia lunga e vogli farsi bello tra gli assetati di notizie. Io invece, da impenitente malizioso, penso invece che sia una delle tante mani dell’inventore, piazzata guardacaso in un forum che si occupa di appassionati di finanza, per pilotare opportunamente l’amato pubblico. Mi riferisco in particolare a leak che si sono susseguiti in sequenza e hanno anticipato un pochino gli ultimi exploit mediatici: foto dell’hot-cat, foto del trasloco dall’antro di bolognese, foto durante il tirdipartireportz… e in ultimo la notizia del ritiro nel dorato rifugio americano, coccolato dal big ‘paparino’ customer, che lo fa giocare a piacere in un laboratorio tutto suo senza limiti di forniture della serie basta chiedere.
          Da un pezzo, quando cerco di adeguarmi a questi sviluppi, mi viene una strana sensazione di come se tentassero di sollevarmi da terra con un paranco applicato al posteriore, ma confesso, che al tempo stesso la faccenda mi intriga e diverte ancora molto.
          Peccato solo che l’efficentissimo Krivit non se ne occupi più. Quello si sapeva metterlo in crisi. Fortuna che in rete ci sono ancora gli spassosi filmati della glorisa primavera/estate 2011. Lì ci sono tutti quanti, da Rossi, a Levi a Passerini. La Storia!
          P.S. I F.lli Rossi Tyres sono solo una omonimia ed è una coincidenza che avessero l’officina accanto alla sua.
          Saluti

        • theschnibble ha detto:

          E cosa ne pensi di Nevanlinna? Una persona cosi intelligente, acculturata, con tantissimo tempo per indagare su qualsiasi argomento affrontato, come ti spieghi che possa dar credito a Rossi e al suo accrocchio?

          The Schnibble

  45. Sylvie Coyaud ha detto:

    @Sandro75k
    La tavola periodica viene tuttora elaborata, è una classifica, non una legge di natura.
    Scelgo senz’altro la 3. Dipende dalle proprietà e dalle condizioni di cui si parla, e anche da chi parla, dalle tecniche e dagli strumenti che usa, dalla loro storia. Gli astronomi chiamano l’elio e l’idrogeno gas e tutto il resto metallo ancora oggi.

    • sandro75k ha detto:

      Certo, in chimica tutto dipende dal contesto quindi è probabile che la domanda di partenza non sia proprio “opportuna” ma convenzionalmente l’H è stato classificato sì nel primo gruppo ma come NON METALLO . Ci sarà un perché di tale convenzione? In un concorso pubblico la risposta sarebbe H elemento non metallico. La prof voleva che lo elencassi fra i “non metalli”. Perché?

        • sandro75k ha detto:

          l’enciclopedia Treccani si accoda…. http://www.treccani.it/enciclopedia/non-metallo/
          così anche Wikipedia e tutto il mondo… Se l’elemento H esiste solo sotto forma di H2 significa che ha una gran voglia di condividere il suo unico elettrone non certo di cederlo e si dissocia, l’H2, solo se somministro energia . Questo assieme al fatto che la tavola periodica si classifica secondo le regole e la teoria degli orbitali molecolari lo fa classificare fra i non metalli. Poi detto fra noi, com’è fatto il catione dell’H?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @sandro75k

          Poi detto fra noi, com’è fatto il catione dell’H?

          il catione dell’H è fatto così: H3O+.

      • giorjen ha detto:

        Quindi secondo te il sodio o il litio in alcuni contesti potrebbero non esser metalli?

        Le parole sono importanti, e esulano dai contesti in alcuni casi, sono “convenzionali”. Il sodio è un metallo, il ferro pure. L’idrogeno no. Se poi si riesce in alcune situazioni limite a rendere metallico l’idrogeno (situazioni così limite che si tratta di studi di frontiera che vanno avanti da parecchi anni) non vuol dire che poi l’idrogeno automaticamente debba esser definito metallo.
        Altrimenti che senso ha parlare di sezioni d’urto? se una reazione può avvenire, anche se ha scarsissima probabilità, allora…
        Pura mia nonna potrebbe essere una bellissima figa seguendo questo ragionamento!
        g

        • Camillo Franchini ha detto:

          @giorjen

          Quindi secondo te il sodio o il litio in alcuni contesti potrebbero non esser metalli?

          Il sodio e il litio no, l’idrogeno sì.
          Mai generalizzare.

          non vuol dire che poi l’idrogeno automaticamente debba esser definito metallo.

          Per un chimico è molto più comodo considerarlo metallo, infatti è in testa al primo gruppo.
          In realtà si tratta di nominalismo. Nella maggior parte dei casi l’idrogeno è riducente; in pochi casi è ossidante.
          Mi spiega perché Le interessa tanto la chimica dell’idrogeno? E’ il primo non chimico che si interessa di chimica. A me fa molto piacere, possiamo ragionarne. Però esponga il Suo caso. Qual è il contesto? Ha un problema da risolvere?

    • sandro75k ha detto:

      Ad ogni modo, qualsiasi essa sia la classificazione, l’importante è capire come si comporta dentro il sistema di riferimento che prendiamo in esame…. su quello concordo con te al 100%

      • sandro75k ha detto:

        …riferito a Camillo…

      • giorjen ha detto:

        mo stasera nel Sang Som mi ci faccio mettere la ruggine al posto del ghiaccio, e voglio vedere come si comporta il barista.
        g

      • Camillo Franchini ha detto:

        @sandro75k

        Ad ogni modo, qualsiasi essa sia la classificazione, l’importante è capire come si comporta dentro il sistema di riferimento che prendiamo in esame

        Parli come un libro stampato. Non mi sembra così complicato da capire. Uno volta ammesso che in alcuni contesti l’idrogeno può comportarsi da ossidante, giorjen dovrebbe considerarsi soddisfatto. Quando è ossidante, l’idrogeno non si comporta da metallo. In questo modo diamo soddisfazione a giorjen.
        Ma giorjen deve fare reagire idrogeno con sodio? Io non lo farei al posto suo.

    • giorjen ha detto:

      http://www.webelements.com/hydrogen/
      grazie del link!
      tra l’altro appoggia anche la mia opinione che l’idrogeno non faccia neanche parte del gruppo I
      g

  46. mario massa ha detto:

    @Camillo
    Scusa Camillo ma questa storia dell’idrogeno metallico o meno mi pare di scarso interesse (sbaglio o l’idrogeno metallico lo hanno effettivamente cercato fin dal 900 e pare che ultimamente lo abbiano realizzato per brevissimo tempo in laboratorio a pressioni elevatissime?). Ti propongo invece di prendere in considerazione l’ultima pubblicazione di Mizuno: secondo me merita un post.

    http://lenr-canr.org/acrobat/MizunoTmethodofco.pdf

    Anche perchè utilizza due celle di cui una, a sentire lui, dotata di misura calorimetrica dell’eccesso di potenza.
    A me non tornano i calcoli iniziali, di tipo nucleare, sul calore in eccesso per molti ordini di grandezza. Anche la metodologia utilizzata per la misura del calore in eccesso mi pare inaccettabile. Le tabelle poi mi pare che mettano in evidenza incongruenze che in parte ha cercato di correggere con l’aggiornamento alla fine del paper che ho lincato.

    • sandro75k ha detto:

      @mario massa

      Hai fatto un bell’esempio che mette in luce quanto il contesto sia fondamentale. Nel caso della classificazione della tavola periodica si prende l’atomo singolo di ciascuno e si “gioca” a riempire gli orbitali secondo le regole della nota teoria…. Nel caso dell’Idrogeno 1s1 deve tendere a 1s2 per riempire il duetto. Non ci sono alternative. Da qui la tendenza dell’elemento H a condividere il suo elettrone con quello di un altro H. Questione di teoria degli orbitali molecolari. A seconda delle regole appena descritte si classifica l’elemento idrogeno come NON METALLO, ovviamente decontestualizzandolo da altri ambiti nei quali è legato con altri elementi o a se stesso nelle condizioni più disparate.come dal tuo esempio:
      http://www.lescienze.it/news/2013/08/05/news/idrogeno_metallico_superconduttore_grafene-1766267/

      Ps: mi sarei pure io stufato di questo argomento…:)

      • Camillo Franchini ha detto:

        @sandro75k

        mi sarei pure io stufato di questo argomento…

        Per forza, è pura accademia. E’ da quando l’argomento è uscito che cerco di farmi spiegare a che cosa serve questa manfrina. Non c’è stato verso di saperlo. Se si tratta del sistema Ni_H, se consultano lo Smithells trovano paginate e paginate di dati. Il problema è che molti non sanno consultare le banche dati dei chimici.

  47. Camillo Franchini ha detto:

    @giorjen

    La Tabella che segue mette in evidenza alcune cose:
    1. In chimica si procede per confronti. Una coppia redox non è mai ossidante o riducente assoluta.
    2. L’idrogeno è considerato un un riducente di forza media e un ossidante di forza debole.
    3. E’ pertanto corretto assegnare all’idrogeno caratteristiche più metalliche che non-metalliche; è più riducente di Sn2+.
    E’ la tranquilla forza dei numeri che lo dice.
    Se però preferisce dire che l’idrogeno non può essere considerato un metallo perché non è duttile, malleabile, di lucentezza caratteristica, è libero di farlo.
    Come scrive Sandro75k, l’importante è conoscere le caratteristiche dell’idrogeno, come si comporta nei vari contesti. Il resto è nominalismo.

    Table_of_Redox_Couples

  48. Camillo Franchini ha detto:

    @Tutti

    Anche il post “Celani 5” ha raggiunto il ragguardevole traguardo di 315 commenti. E’ tempo di cambiare; cambio seguendo un suggerimento di Mario Massa. Mizuno non è mai stato trattato in questo blog, ma merita attenzione perché è il mentore di Cirillo, Iorio, Abundo, quelli della ff glow. Spero che avrete molti commenti da fare.
    Buona domenica a tutti, soprattutto a Mizuno.

  49. Pingback: Avviso di bonaccia – Ocasapiens - Blog - Repubblica.it

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