Celani 2

Il Caso Celani/CMR ha avuto la risonanza che ci si aspettava. Ho scritto al Dr Bassoli, portavoce dell’INF, per avere chiarimenti. La sua risposta, che non posso riportare per intero per riservatezza, contiene queste parole:
non posso che ribadirle quello che le ho già scritto: l’INFN non fa ricerche sulla fusione fredda. Sono soldi INFN? No, perché sono persone che fanno ricerche al di fuori di contratti e fondi INFN.
E’ evidente che c’è una discordanza, di fatto anche se non formale, tra le parole del Dr Bassoli e le iniziative di ricerca ff del Dr Celani. Bassoli non sembra rendersi conto che undici dipendenti INFN (che curiosamente definisce “affiliati”) più altri 7 di altra origine rappresentano un importante e bene articolato gruppo di lavoro, che forse utilizza strutture e servizi dell’INFN di Frascati. Inoltre si tratta di personale sottratto ad attività di istituto. Non è una situazione normale, bisogna ammetterlo. Manca di chiarezza. Non è azzardato affermare che l’INFN si occupa di ff dal 1989, quando Celani ha cominciato ad occuparsene; niente di male, basta ammetterlo.
Intanto il Prof. Alessio Guglielmi dell’Università di Bath, UK, ha qualcosa da aggiungere.

Caro Dr. Celani,

come forse saprà ho pubblicamente espresso delle riserve sull’opportunità che ben 11 ricercatori affiliati all’INFN, tra cui Lei, abbiano pubblicato un articolo sulla rivista Chemistry and Materials Research (CMR) [1]. Infatti IISTE, l’editore di CMR, è stato inserito dal Prof. Jeffrey Beall nella sua `List of Predatory Publishers 2013´. La mia opinione conta poco, ma non sono il solo ad avere forti dubbi: per esempio l’influente giornalista Sylvie Coyaud (in copia) si è espressa duramente in proposito.

Un forte motivo di perplessità, tra i tanti, è dovuto alla peculiare procedura di `peer-reviewing´ adottata dall’editore di CMR: i revisori sono scelti tra una cinquantina di collaboratori pagati a cottimo, validi per una gran parte delle materie scientifiche. Questa procedura sembra inadeguata ad assicurare la competenza necessaria alla revisione, e quindi l’autorevolezza della pubblicazione. Infatti CMR non risulta ottenere citazioni significative e ha fattore d’impatto quasi nullo, come chiunque può verificare su Google Scholar.

Il Suo coautore Dr. Angelo Ovidi (in copia), con cui ho avuto una conversazione che riporto sotto, dapprima indicava nel pagamento dei revisori una garanzia di qualità. Tuttavia, a seguito delle domande precise che gli ho rivolto e a cui non ha risposto, alla fine si limita a sostenere che il lavoro di peer-review verrà effettuato mediante `un grande effort per moltiplicare il numero di repliche scientifiche dell’esperimento anche in laboratori esterni´. Ma scherziamo? Il peer-reviewing si fa prima della pubblicazione, non dopo.

Occorre fare chiarezza, perciò mi rivolgo a Lei, che è primo autore dell’articolo e che presumibilmente ha più dimestichezza del Dr. Ovidi con le pratiche accademiche. Questa è una lettera aperta alla quale spero Lei vorrà rispondere pubblicamente. Per favore, Dr. Celani, può rassicurarci che sull’articolo in questione è stato effettuato un rigoroso peer-reviewing, all’altezza dell’importanza dell’argomento e del prestigio dell’INFN? Dal momento che CMR non garantisce questo aspetto, avevo suggerito al Dr. Ovidi di rendere pubbliche le revisioni che avete ottenuto e il membro del comitato editoriale di CMR che si è occupato di trovare i revisori. Rinnovo a Lei questo invito.

Le sarei anche grato se potesse giustificare la scelta di CMR per la pubblicazione dei vostri risultati. Infatti, addirittura dal 1991 la pubblicazione su arXiv ottempera perfettamente alla garanzia di accessibilità e diffusione auspicata dall’Unesco nel 2012. Dalla risposta del Dr. Ovidi deduco che l’unico valore che CMR aggiunge ad arXiv è il numero ISSN. Però non capisco quale interesse l’ISSN possa avere per i ricercatori: si tratta infatti di uno strumento per i bibliotecari. Viceversa la reputazione di CMR non può che riflettersi negativamente sul vostro articolo, e di conseguenza sull’INFN. Quindi la scelta di questa rivista risulta incomprensibile. Spero che Lei voglia spiegare questo aspetto, essendo senz’altro Suo desiderio, e credo anche Suo dovere in quanto dipendente dell’INFN, divulgare i vostri risultati in maniera efficace.

La ditta del Dr. Ovidi, Kresenn Ltd, ha annunciato che l’articolo è apparso su un `peer-reviewed journal´. Sembrerebbe quindi che questo articolo sia importante per l’azienda, tanto più che Lei, Dr. Celani, è stato insignito dalla Kresenn del primo premio `Energy and Research´ proprio per queste ricerche. Credo quindi che tutti si aspettino la massima trasparenza, soprattutto perché l’INFN è un ente pubblico di grande prestigio, e a tanta reputazione deve corrispondere altrettanta cautela nelle sue interazioni con i privati.

Invio questa lettera anche al Dr. Franchini, che segue da tempo i vostri esperimenti sul suo blog scientifico [3], e per conoscenza ai Suoi coautori dell’INFN. La mando infine anche al Dr. Passerini, il quale, essendo stato indotto ad annunciare l’articolo come il prodotto di un peer-reviewing durato quasi un anno da parte di una rivista dal discreto fattore d’impatto, forse ha a sua volta diritto a qualche spiegazione. Naturalmente chiunque fosse interessato può pubblicare questa mia lettera.

Cordiali saluti,

Alessio Guglielmi

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250 risposte a Celani 2

  1. Solo di passaggio ha detto:

    Per i commenti. Primo!
    (devo ammettere che il mio lurkare compulsivo sta peggiorando)

  2. Pingback: C’è posta, Dr. Celani – Ocasapiens - Blog - Repubblica.it

  3. Livio Varalta ha detto:

    E’ in arrivo il “Pyrococcus furiosus”: energia dalla CO2
    http://www.repubblica.it/scienze/2013/04/02/news/combustibile_da_co2_grazie_ad_un_microrganismo-55806498/?ref=HRERO-1

    Consiglio alla compagnia ff: datevi una mossa!

  4. Camillo Franchini ha detto:

    @Mastromatteo

    La Terra, se immaginata inerte (senza vita), sottoposta al flusso di radiazione proveniente dal sole, se escludiamo per semplicità i transitori dovuti all’alternarsi del giorno e della notte, sarebbe come un “sistema” di Carnot tra due temperature identiche (diciamo circa 300 Kelvin). Infatti, la radiazione proveniente dal sole sarebbe assorbita come calore a 300 gradi e riemessa alla stessa temperatura (per calcolare l’entropia conta la temperatura del sistema, come nell’esercizio dell’Halliday Resnik). Risultato, l’entropia del sistema, se la materia non si modifica, rimane costante e al più per il II principio può solo aumentare.

    Ubaldo, non ne azzecchi una nemmeno per scommessa.
    Confronta quello che scrivi con quanto che si legge sul trattato
    Stephen J. Blundell and Katherine M. Blundell
    Department of Physics,
    University of Oxford, UK
    Oxford University Press, 2006

    The crucial point is that the frequency of radiation coming in is higher than that going out; a visible or ultraviolet photon thus has more energy than an infrared photon. Thus fewer photons arrive than leave.
    The entropy per photon is a constant, independent of frequency, so that by having fewer high–energy photons coming in and a larger number of lower-energy photons leaving, the incoming energy is low-entropy energy while the energy that leaves is high entropy. Thus the Sun is, for planet Earth, a convenient low-entropy energy source and the planet benefits from this incoming flux of low-entropy energy.

    A parte il trattato, non ci vuole molto per capire che sulla terra impattano fotoni generati alla temperatura del Sole e che dalla Terra escono fotoni generati alla temperatura della Terra. La materia fredda è quindi causa di degradazione entropica dell’energia radiante. Trattandosi di eventi irreversibili, queste trasformazioni di frequenza comportano un aumento di entropia dell’Universo.
    Lascia perdere il sistema di Carnot, che è una macchina che produce lavoro in condizioni reversibili. Nel tuo esempio manca il lavoro e le interazioni fotoni/materia sono irreversibili. Non c’è relazione, ti sei annodato.

  5. Riccardo Reitano ha detto:

    Il personale associato agli enti di ricerca è personale dipendente da altri enti, pubblici o privati, che collabora ad attività dell’ente. Non sono quindi dipendenti dell’INFN. L’associazione è legata a collaborazioni su progetti di interesse dell’ente; è molto comune ad esempio per gli universitari (almeno fra i fisici) essere associati ad un ente (INFN, INAF, CNR, etc.).
    Deduco che gli 11 in questione non sono dipendenti INFN ma associati su qualche progetto e seguono anche la fusione fredda indipendentemente dall’INFN. Ciò che a me sembra strano è l’utilizzo dell’affiliazione all’INFN da parte di associati per ricerche che, a dire di Bassoli, non riguardano l’ente.

  6. Camillo Franchini ha detto:

    affiliazione all’INFN da parte di associati


    Grazie Reitano.
    Bassoli scrive “affiliati” non “associati”. Che differenza c’è? Gli 11 in questione sarebbero affiliati; associati potrebbero essere quelli dell’ISCMNS, che credo sia solo una sorta di club di appassionati di ff, oppure Ovidi del Kresenn.
    Nell’articolo gli undici figurano come dipendenti dell’INFN con apice 1 esattamente come Celani. Che differenza c’è tra Celani e Trenta, per esempio? Dall’articolo non risulta alcuna differenza.
    L’INFN ha sempre dato questa impressione: fusori freddi ma non troppo; fusori freddi con imbarazzo; fusori freddi tiepidi.
    Saluti

    • Riccardo Reitano ha detto:

      Non vorrei che ci fosse qualche sottigliezza che mi sfugge, ma credo siano sinonimi. In effetti Bassoli afferma che “sono persone che fanno ricerche al di fuori di contratti e fondi INFN.”

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Riccardo Reitano

        Basta chiedersi chi li paga. Spallone un tempo insegnava in una scuola media superiore; gli altri? Se li paga l’INFN sono dipendenti, quindi l’INFN pratica la ff, anche se la cosa imbarazza Bassoli.
        Se uno chiede, ha diritto di ottenere una risposta chiara o bisogna essere il Primo Ministro per ottenerla?

        • Emilio ha detto:

          @Camillo
          Ma lei è certo che Bassoli abbia compreso appieno il suo quesito? Dallgli stralci della risposta che ci ha resi disponibili a me par proprio di no o solo parzialmente. Bassoli ha cognizione di chi sia e coosa faccia Celani assieme al suo gruppo?
          Prima di analizzare ulteriormente questa lettera io magari mi sincererei di questo. La faccenda sa tanto dell’ipertrofico ente dove una mano non sa cosa faccia l’altra.
          Saluti

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Emilio

          Per non incorrere in malintesi, nei miei contatti ho sempre fatto il nome di Celani. Anche così può darsi che Bassoli non sappia nemmeno chi sia Celani, cosa faccia. Però è sempre stato categorico ad escludere che l’INFN si sia mai occupato di ff. Credo che mi abbia risposto solo perché mi sono presentato come chimico iscritto all’ordine. Mi sembra che rispondano quello che vogliono. Una volta neutrino scrisse che Celani era stato diffidato dall’usare il logo dell’INFN. L’INFN è un centro di potere colossale, ipertrofico. La fisica nucleare è vasta, importante, ma ci sono altre fisiche altrettanto importanti. Per non parlare della chimica e della biologia. A 5000 persone per botta si fa presto a dar fondo ai fondi per la ricerca.
          Questa dovrebbe essere materia per Grillo.

  7. Gherardo Gentzen ha detto:

    Riccardo Reitano scrive:

    Deduco che gli 11 in questione non sono dipendenti INFN ma associati su qualche progetto

    Credo (dopo una verifica sul loro database) che sette tra loro siano effettivamente dipendenti INFN. Collettivamente, dipendenti e associati vengono descritti come affiliati, vedo anche da Bassoli.

    Mi hanno detto che è possibile firmare un articolo con affiliazione INFN, su qualsiasi soggetto, anche se si è associati in virtù di un altro progetto finanziato dall’INFN. In pratica, metà dei fisici italiani sono affiliati INFN e a quanto pare non c’è un controllo sull’uso dell’affiliazione.

    Curiosamente, l’articolo di cui discutiamo menziona finanziamenti da Enel, ORIM e Kresenn, ma non dall’INFN, e quindi è una domanda legittima chiedersi se gli associati INFN (non dipendenti) stiano usando correttamente l’affiliazione. Sembrerebbe di no, ma giriamo a Celani anche questa domanda.

    • Gherardo Gentzen ha detto:

      Preciso perché non sono stato chiaro: è possibile firmare un articolo con affiliazione INFN, su qualsiasi soggetto, anche se si è associati in virtù di un altro progetto finanziato dall’INFN, solo perché non ci sono controlli, e non necessariamente perché le regole lo ammettono. Questo mi è stato detto da un fisico associato all’INFN.

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Gherardo

        Quindi è possibile che quei dieci (undici con Celani) si trovassero in ambito INFN per ragioni svariate e che siano stati dirottati nel laboratorio di Celani senza troppe complicazioni. Sembra inverosimile, ma se lo dicono persone autorevoli è vero. Strano ambiente. Se poi si pensa che sono la bellezza di 5000 dipendenti o affiliati c’è da perdersi.

        • Gherardo Gentzen ha detto:

          No, scusa, è rimasto un commento in moderazione e non si capisce più niente. Credo che sette degli undici siano effettivamente dipendenti.

    • Gherardo Gentzen ha detto:

      Guardate, sbaglierò ma credo che l’interpretazione della faccenda sia molto semplice: l’INFN non finanzia progetti FF, però i suoi dipendenti godono (giustamente) di libertà accademica e alcuni di loro fanno FF e firmano articoli. Almeno per i dipendenti, non vedo il problema da questo punto di vista. So che non sei d’accordo Camillo.

      Per conto mio il problema è un altro, sempre il solito: un ente, specialmente se prestigioso come l’INFN, deve vigilare affinché i suoi dipendenti si comportino secondo l’etica e il metodo scientifici. Credo che pubblicare su una rivista che è finita sulla lista di Beall sia una deviazione intollerabile. Per una cosa del genere mi censurerebbero pesantemente.

      L’INFN non dovrebbe tollerare nemmeno gli abusi di affiliazione, nel caso ce ne fossero, ma forse questo aspetto potrà essere chiarito. Speriamo che Celani ci legga e faccia chiarezza.

  8. FermiGas ha detto:

    Melchior scrive:
    6 aprile 2013 alle 7:16 pm
    http://newenergytimes.com/v2/library/1998/1998Mo-EvidenceOfNuclearTransmutation.pdf

    Si tratta solo di una pubblicazione ICCF, per giunta con autori orientali e non replicata.

    Intanto di zolfo non si parla. Inoltre, è lei stesso a dire che non è stata replicata. Dunque?

    Lei che spiegazione si dà circa la presunta fissione del Pd con soli neutroni termici? La teoria non sarà mica questa dei polineutroni?
    http://www.iscmns.org/asti06/FisherFission.pdf
    Anche perché i risultati relativi allo Zn non sembrano quadrare molto…

    • Camillo Franchini ha detto:

      @FermiGas

      La teoria non sarà mica questa dei polineutroni?

      Bravo Fermi, Melchior deve essere incalzato. Se desidera che si prendano in considerazione i Giapponesi, deve entrare nel merito delle reazioni. Altrimenti friggiamo l’aria. Se qualcuno ha l’indirizzo di Li penso io a scrivergli. I due articoli che ho letto finora valgono meno di zero. Non siamo nemmeno in grado di sapere da dove viene il grafico di Fig. 1. L’ha copiato senza citare l’autore? Se l’è inventato?

      • Livio Varalta ha detto:

        @Camillo

        http://info.phys.tsinghua.edu.cn:8080/english/personnel/profile.php?lang=en&id=21

        Contact
        Mailing address:Dept. of Physics, Tsinghua Univ. Beijing 100084, P.R.China
        Email:lxz-dmp@tsinghua.edu.cn
        Office:Building of School of Science 3401
        Phone:+86(10)62784343
        Fax:+86(10)62781604

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Livio

          Grazie infinite!
          Vediamo che cosa si ricava.
          A risentirci sull’argomento.
          Buona giornata
          Camillo

        • Melchior ha detto:

          @{Fermigas, Franchini}
          Ringraziate Nevanlinna:

        • Melchior ha detto:

          @{Fermigas, Nevanlinna}
          “come sopra”

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Melchior

          Scusi Melchior, Lei non ha capito; quel diagramma era già stato fornito da Li; a noi interessa conoscere l’autore di quel diagramma sperimentale. Non si preoccupi, oggi chiedo direttamente a Li.

        • Giancarlo ha detto:

          @Camillo
          Credo che si stia facendo un po’ di confusione. Neanche Melchior se ne è accorto, accecato com’è dal gusto di far polemica.
          Il diagramma viene da EXFOR C0023001, e però è sbagliato. Il picco di risonanza a basse energie non è reale. Il diagramma è stato in seguito modificato, se lo tiri giù oggi probabilmente il picco non c’è più. Ti basta mettere il nome del file sopra su google per trovare le correzioni.
          Quello che Li dice è che nessuno si era accorto dell’errore prima e che lui invece sì che se ne è accorto, semplicemente tramite la sua teoria del resonant tunnelling e dell’interpolazione a tre parametri, molto meglio di quella a cinque usata in precedenza. Li non fa e non riporta misure.
          It clearly showed that other than the famous 100 keV resonance peak [2], there was an unexpected jump in cross section at low energy near 100 eV (Fig.1, pointed by an arrow), the cross-section jumped to about 5 barns there unexpectedly. We will show later that the selective resonant tunneling model does not allow to have such a jump in cross section. Indeed this jump was just a mistake.

          Dopodiché si mette alla ricerca di risonanze a bassa energia. La sua teoria (che ha provato essere corretta accorgendosi di quell’errore nel grafico) gli permette di dire che in questo caso non ci sarebbero né neutroni né gamma. Camillo, non mi dire che è impossibile, è la sua teoria non la mia. Quindi offre un alibi a tutti i FF: non vi preoccupate se non trovate tracce nucleari, basta il calore.

          Questo è quello che ho capito, non è detto che sia giusto.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Giancarlo

          Ho capito, però mi secca di non riuscire a trovare il diagramma. Un riferimento bibliografico deve rimandare immediatamente all’articolo, altrimenti non serve.
          Ho solo trovato questa indicazione:

          H.V.Argo,R.F.Taschek,H.M.Agnew,A.Hemmendinger, W.T.Leland
          Cross sections of the D(t,n)He4 reaction for 80- to 120-keV tritons

          che non riporta il diagramma.
          Mi piacerebbe sapere da dove viene quel diagramma.
          Ho già scritto a Li, per saperne di più. Non dovrebbe disturbarsi molto a dirmi come ha fatto a recuperare quell’articolo su BNL.
          Li scrive:

          Then, the usual nuclear technology for neutron or gamma radiation is no longer applicable to detect this low energy sub-barrier resonance.

          Se non vede gamma e neutroni, vuol dire che non c’è reazione; o esistono reazioni che si fermano a metà, senza prodotti?
          Se del gatto del Cheshire c’è solo il sorriso, allora non è un gatto.

        • FermiGas ha detto:

          Melchior scrive:
          8 aprile 2013 alle 11:45 am
          Ringraziate Nevanlinna:
          http://www.cobraf.com/forum/immagini/R_123520671_1.jpg

          Melchior,
          dov’è che ci sarebbe scritto che si tratta di una sezione d’urto per fissione??? Vedo poi che le particelle incidenti sono deutoni. Ma non si parlava di neutroni termici? Ha notato poi che le ascisse iniziano a 10 eV, anziché a 0,025 eV? Mi sono perso qualche passaggio?

        • mikecas ha detto:

          avevo già fatto notare che nell’articolo di Li si fa esplicito riferimento ad una “correzione dei dati sperimentali”, ma nessuno sembra essersi accorto del mio post… 😦
          Avevo poi aggiunto una richiesta di informazione, perché se come sembra una risonanza a più bassa energia non potrebbe decadere in neutroni o gamma, dovrebbe prevedere una fusione direttamente nello stato fondamentale, cosa che è impossibile per la differenza di massa…
          A questo punto mi sembrerebbe evidente che non ci possano essere risonanze a più bassa energia… d’altronde, una volta corretta la curva N. 1 di Li, nessuno ne ha mai avuto traccia…
          O no?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @mikecas

          avevo già fatto notare che nell’articolo di Li si fa esplicito riferimento ad una “correzione dei dati sperimentali”, ma nessuno sembra essersi accorto del mio post…

          Dati sperimentali ottenuti da chi? Non si trova nell’articolo; si trova solo un diagramma sbagliato. Li ci intrattiene su dati sbagliati ottenuti non si sa da chi. E’ insensato. Alla fine dell’articolo ci fa sapere che forse ci sono risonanze che però non portano a manifestazioni nucleari.
          Di questo passo dovrò moderare Melchior. Preghiera di leggere gli articoli prima di inserirli nel blog.
          Vediamo se Li risponde e come risponde.

      • Melchior ha detto:

        @Franchini
        “i Giapponesi” ??
        @Fermigas:
        Bravo Fermi, Melchior deve essere incazzato!

        • Cimpy ha detto:

          Melchior deve essere inca…

          Insomma, Melchior, cosa fa, mi diventa triviale? E’ rimasto senza argomenti? Le lezioni di Ascoli65 non le hanno insegnato niente, quanto a bon ton?
          Poi, se anche dovesse arrabbiarsi, pensa per questo di ottenere più credito?
          Dia retta a me: l’ultimo numero del Corriere dei Piccoli è niente male.

  9. Riccardo Reitano ha detto:

    Non so a chi dei 10 (Celani è dipendente) si riferisce Bassoli quando dice che non sono dipendenti. Questi saranno solo associati e pagati da qualche altro ente o anche da nessuno, chi ha doppia affiliazione in genere le riporta entrambe.

    L’INFN ha in passato finanziato ricerche ff ma credo che abbia “perso il vizio”. Lascia fare i suoi dipendenti e associati ma non si può per questo coinvolgere l’ente. Il problema, se esiste, è quello che dice Gherardo Gentzen, la “rispettabilità” di ciò che fanno i suoi dipendenti e il non controllare l’eventuale abuso dell’affiliazione.

  10. neutrino ha detto:

    @Camillo, Gherardo

    Sulla composizione del gruppo di C. si era ampiamente discusso in Cella_INFN.

    Per lo specifico articolo.
    2/11 non figurano dei DB ufficiali dell’INFN (non avrebbero dovuto usare l’affiliazione)
    2/11 (un dipendente ed un assegnista di ricerca lavorano su strutture nanometriche, sono quelli che hanno eseguito le misure relative sui fili di costantana. Il loro coinvolgimento con il gruppo di C. si ferma qui)

    I rimanenti 7 sono il gruppo storico.
    2/11 sono universitari pensionati
    1/11 borsista
    1/11 docente di scuola media superiore
    2/11 ricercatori dipendenti
    1/11 tecnico dipendente

    Al momento il gruppo ha un finanziamento enel, amministrativamente gestito dai LNF (questo giustifica l’affiliazione dei 4 non dipendenti del gruppo storico)

    • Camillo Franchini ha detto:

      @neutrino

      Nell’elenco che hai fatto, dove si colloca Misa Nakamura, moglie di Celani, presentata come affiliata all’ISCMNS? L’ISCMNS è quindi qualcosa di più di un club di appassionati di ff? Dà diritto di accesso a Frascati?
      Qua i laboratori di Frascati sembrano un porto di mare; chiunque può partecipare a qualsiasi iniziativa, basta che si porti i panini da casa e non chieda una scrivania con PC. Capisco che per seguire 5000 dipendenti ci vuole la struttura amministrativa di una grossa azienda, ma a Frascati sembra che non esista una struttura amministrativa.
      A Roma hanno pensato a finanziare la ricerca di altrettanti chimici? Come chimico protesto vibratamente e invito alla mobilitazione i miei colleghi. Ora capisco perché a Pisa tutti studiano Fisica, dopo quattro anni di Università hanno il posto sicuro.

      • Paolo Valente ha detto:

        il database degli associati è ovviamente dinamico, per esempio si “associano” alle attività anche i laureandi, nel caso in cui godano di una borsa o debbano avere un rimborso per esempio per un viaggio. quindi l’equazione “associato” anche solo per un anno, magari per un rimborso di un convegno = posto sicuro mi sembra un’iperbole che fa il paio con affermazioni eccessive come “a Frascati sembra che non esista una struttura amministrativa” o “basta che si porti i panini da casa”. Nell’INFN esistono le commissioni scientifiche nazionali che finanziano iniziative spesso molto specifiche, ma è ovvio che non si può impedire allo stesso gruppo di persone – in virtù della loro libertà accademica – di fare ANCHE altre ricerche e magari pubblicare risultati discutibili su riviste magari anch’esse più o meno discutibili. La sorprenderà sapere che non esistono i “grandi scienziati” e poi “gli assoluti ciarlatani” o meglio, non solo, in mezzo ci sono tanti ricercatori che fanno ricerche buone o cattive, con risultati buoni, cattivi, mediocri, o semplicemente banali. Non credo che il clima di caccia alle streghe si confaccia a discussioni di scienza. Se ci sono risultati contestabili come validità metodologica o anche credibilità teorica li si contesti, non credo che “mamma INFN” o mamma accademia in generale debba o possa (anche volendo) fare da poliziotto. A meno che non si dimostri la cattiva fede, la frode, o qualsiasi altra condotta contraria all’etica. Cordialmente

        • mikecas ha detto:

          Paolo, in questo blog esiste una buona dose di fondamentalismo di cui bisogna rendersi conto ed accettarlo, perché fa parte del DNA del luogo…
          All’inizio mi irritava molto, poi ho imparato a considerarlo con una buona dose di condiscendenza, perché è solo un effetto secondario della passione che gli attori del blog ci mettono…Certo che se Franchini capisse qualcosa di come funziona la ricerca di base sarebbe meglio… 🙂

        • Camillo Franchini ha detto:

          @mikecas

          Celani e i suoi fanno ricerca di base? Credo che anche Lei sappia poco di come funziona la ricerca di base.

        • Sylvie Coyaud ha detto:

          @Paolo Valente
          “riviste magari anch’esse più o meno discutibili”
          Come mai? L’INFN ha firmato la dichiarazione di Berlino, se qualche commissione non può o non vuole rispettarla basta che l’INFN ritiri la firma.

        • Paolo Valente ha detto:

          Capisco la dialettica, ma: un dipendente e qualche associato pubblicano su una rivista discutibile = l’ente ritiri la firma dalla dichiarazione di Berlino. Capisco anche il tono del blog, ma pensavo si volesse discutere nel merito e con onestà intellettuale. spero che chi legga abbia compreso il mio punto.

        • Gherardo Gentzen ha detto:

          Caro Valente, sono d’accordo con lei (e in parziale disaccordo con Camillo) sulla libertà accademica, e anche sul fatto che le istituzioni debbano vigilare sulle violazioni dell’etica. Però trovo il suo discorso sulla `caccia alle streghe´ un po’ ambiguo dato il contesto. Per chiarirci: secondo lei, nel caso di cui stiamo discutendo dell’articolo di Celani et al., si tratta di una caccia alle streghe o di un caso di etica violata, per cui, stando alle sue parole, mamma INFN dovrebbe fare da poliziotto?

        • Paolo Valente ha detto:

          @Gherardo Gentzen: quale sarebbe la violazione dell’etica? frode scientifica? dati manipolati? metodo non corretto? o si tratta della serietà della rivista, l’additata scarsa qualità dei reviewers? oppure nell’uso dell’affiliazione?

        • Gherardo Gentzen ha detto:

          mikecas scrive:

          ho imparato a considerarlo con una buona dose di condiscendenza

          Lasci perdere la condiscendenza e usi l’ironia Mikecas, vedrà che oltre che la ricerca di base capirà meglio anche l’ornitologia.

        • Gherardo Gentzen ha detto:

          Paolo Valente scrive:

          quale sarebbe la violazione dell’etica? […] si tratta della serietà della rivista, l’additata scarsa qualità dei reviewers?

          Sì, è questo, con un’aggravante importante: la rivista sembra che faccia peer review e sembra che abbia un discreto impact factor, ma entrambe le cose sono solo il prodotto di un marketing sofisticato. L’articolo infatti è stato annunciato come peer reviewed da una ditta privata interessata allo sfruttamento della fusione fredda.

          Quindi non si tratta di scarsa qualità dei reviewers pur in un contesto di peer reviewing: la procedura della rivista proprio non è peer reviewing perché i lavori non sono mandati ai peer per la revisione. L’imbarazzata risposta di Celani conferma:

          http://ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it/2013/04/08/ce-posta-per-te-alessio/

          Noti anche che l’INFN ha firmato la `Berlin Declaration´ sull’open access, che prevede, tra l’altro, il seguente impegno:

          developing means and ways to evaluate open access contributions and online-journals in order to maintain the standards of quality assurance and good scientific practice.

        • theschnibble ha detto:

          La chiarezza e la precisione delle argomentazioni di Alessi sono inversamente proporzionali alle risposte di Celani. Impossibile continuare lo scambio di opinioni. Rispondere fuori dal merito e buttarla in caciara sono caratteristiche comuni a tutti i FF e ai loro adepti.

          The Schnibble

    • Andrea ha detto:

      1/11 docente di scuola media superiore
      Solo una constatazione, il dr. Spallone citato più volte qui dentro positivamente per la contestazione dei risultati sperimentali del piezonucleare, citato anche nella raccolta delle mille firme, ora terzo firmatario del paper di Celani.
      Interessante.

      • Cimpy ha detto:

        Ti do lo stesso consiglio che è stato dato a me:
        leggiti questo libro, potresti scoprire delle cose interessanti anche su firmatari e cofirmatari di un paper.

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Andrea

        Interessante.

        I ff si dividono in varie confessioni, l’un contro l’altra armate. Il Prof. Spallone appartiene al filone F&P/Celani/Takahashi/Arata, minimizzato dalla coppia Cardone/Carpinteri che considerano la F&P un ramo cadetto del piezo. Si ricorda Lutero e il Papa? Tutti cristiani ma non avrebbero mai bevuto un bicchiere di vernaccia insieme.

        • Andrea ha detto:

          @Camillo
          Concordo pienamente con quanto ha scritto, mi permetto di aggiungere che fino ad oggi litigano sulla fuffa ed è questa la cosa che mi sorprende di più.

  11. Andrea ha detto:

    @Camillo
    Questa dovrebbe essere materia per Grillo.

    Per la precisione lei è “materia” per il Movimento 5 Stelle.

    • Cimpy ha detto:

      Per il movimento 5 stelle la “materia” non è Franchini – o credi di esserne l’unico rappresentate qui?

      • Andrea ha detto:

        Rappresentante?
        Mah, prima fascista, poi comunista ora grillino?
        Mettetevi d’accordo.
        Su Spallone rispondi con un libro, è questa la tua onestà?

        • Cimpy ha detto:

          prima fascista, poi comunista

          di chi stai parlando? E’ un’autocitazione?

        • Barney ha detto:

          Tra un fascista e un grillino c’e’ cosi’ poca differenza che di notte li si scambia un per l’altro.
          Soprattutto se vestono di nero.

          in ogni caso, se Mistero ha votato M5*, sarebbe la prova provata che Grillo e’ di destra.

  12. Giancarlo ha detto:

    @Camillo
    Mi pare che il tono stia scadendo in beghe personali che non hanno nulla a che fare con gli argomenti trattati. Qualcuno mi pare più rissoso del necessario.
    Camillo che ne diresti di una bella bacchettata prima che si finisca a parlare di artropodi e pappagalli?

    • mW ha detto:

      mi associo:
      Basta fare uscire Cimpy un attimo da dietro la lavagna, che si monta la testa.

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Giancarlo

      che ne diresti di una bella bacchettata

      Hai perfettamente ragione.
      Prima della bacchettata vorrei capire se Melchior ha capito che il mondo nucleare è fatto innanzitutto di reazioni, che possono essere semplici come la DT o complicate come quelle a interazione debole. Tutti gli articoli che si occupano di nucleare devono rispettare questa esigenza; possiamo tranquillamente considerare fuffa tutta la letteratura nucleare che non rispetta questa regola.
      Se ho convinto Melchior che le cose funzionano così, non avrò perso il mio tempo.
      Vale lo stesso anche con la chimica e con i diagrammi di Feynman: ciò che non è rappresentabile con un’equazione o un diagramma non esiste.

  13. FermiGas ha detto:

    Su 22Passi, Hermano Tobia ha detto…
    06 aprile 2013 18:14
    È noto da tempo che la velocità di decadimento, un tempo considerata costante, può essere modificata da molti fattori (ambiente chimico, ecc: http://www.whoi.edu/cms/files/1972AnRevNucSci22p165_68424.pdf ), nonché, essendo un effetto delle fluttuazioni quantistiche del vuoto, dalla presenza di cavità nanometriche di Casimir (effetto Reifenschweiler).

    L’ipotesi è che quindi una combinazione di questi fattori (non ancora completamente compresa) possa “attivare” temporaneamente il decadimento di alcuni isotopi del metallo di transizione (Ni o Pd) facendo quindi emergere gli effetti “classici” di un RTG (ovvero eccesso di calore e debole radioattività).

    Hermano, come concili il fatto che per interagire “robustamente” col nucleo servono energie dell’ordine del MeV, mentre la chimica arriva solo a ~10 eV? Per una cavità cubica di lato 1 nm, l’energia nel campo elettromagnetico (vd. Casimir) sarà di ~5 eV; importuneranno il nucleo?

    • Hermano Tobia ha detto:

      @FermiGas
      Le considerazioni energetiche riportate mi sembrano un po’ troppo grossolane. È noto che l’ambiente chimico può variare apprezzabilmente la sezione d’ urto della dd, se n’era discusso in passato sugli articoli di Juke e Czerski ( presenti in BNL). Czerski ipotizza effetti analoghi sul decadimento alfahttp://adsabs.harvard.edu/abs/2009AcPPB..40..903C

      Inoltre come spiega l’effetto Reifenschweiler, ovvero la diminuzione della velocità di decadimento del trizio in cavità nanometriche ? http://www.ibiblio.org/pub/academic/physics/Cold-fusion/TiBib.txt

  14. Ascoli65 ha detto:

    @Camillo
    Avevi scritto (1): Ma non vedete in che conflitto di interessi si trovano quei ragazzi?
    Certo che lo vedo, è lampante. Infatti l’interesse vero dell’iniziativa MFMP sembra essere, più che scientifico, propagandistico, rivolto soprattutto ai mercati finanziari, come ben esemplificato dalla presentazione di Tyler van H. Ma il fine del gruppo HUGteam, a cui mi riferivo parlando di MFMP e che da ora in poi, a scanso di equivoci chiamerò con questo nome, secondo me è diverso.

    L’azienda HUG opera nel campo delle tecnologie “that will support sustainable living and environmental stewardship. Their goals include building affordable housing, heating and cooling without fuels and processing water and waste. Their main goal appears to be creating resilient communities and preparing for peak oil” (2). Il loro focus è quindi diverso dalla FF. Il grosso della loro attività si concentra nella benemerita ricerca di soluzioni tradizionali che possano alleviare, almeno parzialmente, i disagi che cresceranno man mano che ci allontaneremo dal già superato “picco (di estrazione) del petrolio”. E loro, trovandosi a vivere nel Minnesota sferzato per diversi mesi all’anno dai venti gelidi polari, sono ben consapevoli di ciò che significa penuria di energia e non credo che si accontentino di riscaldare le loro case “ad illusioni”. Come loro stessi hanno raccontato (3), il loro impegno routinario di gnomi previdenti è stato dirottato verso la FF un paio d’anni fa, quindi all’epoca delle demo bolognesi, dall’annuncio che essa era rediviva.

    A questo punto, a beneficio di chi segue la parte sperimentale dell’iniziativa MFMP, devo fare un ulteriore distinguo. Le apparecchiature di prova (celle calorimetriche e sistemi di alimentazione e acquisizione dati) sono tutte realizzate dallo HUGteam in America. Ne hanno già costruite una decina, di diverse concezioni e dimensioni. Ma le sperimentazioni vengono condotte sia negli USA, dallo stesso HUGteam, sia in Europa da un volonteroso giovane francese: Mathieu Valat (4), uno dei 7 facilitatori MFMP (5).

    Diciamo che un po’ di attenzione in più va messa nel seguire il versante EU della sperimentazione. Non che io abbia motivo di dubitare della buona fede e della capacità di chi la porta avanti, ma sta di fatto che mentre per gli Hunt la FF rappresenta una momentanea diversione ad integrazione dal loro attività usuale, per altri può essere qualcosa di più vitale, che può indurli più facilmente ad intravedere, senza motivo, nei risultati raccolti ciò che si spera ardentemente di trovare. Un esempio lo si è già avuto alla conferenza tenutasi a dicembre al Coherence 2012 (6). In quell’occasione R. Greenyer aveva presentato in modo eccessivamente lusinghiero proprio i risultati raccolti dalla cella EU. Tuttavia la vera novità dell’iniziativa MFMP, e ciò maggiormente che li rende affidabili, è la condivisione in diretta su web di tutti i dati raccolti, che li espone a critiche circostanziate, che loro stessi sollecitano e ospitano sul loro sito (7).

    … poteva rivolgersi all’Università più vicina, Roma o L’Aquila.
    Scusa, Camillo, qui mi stupisci proprio. Preferiresti davvero che a certificare l’inabilità degli asini a volare sia un’università italiana? Io no, abbiamo già dato. Che a farlo sia un gruppo di ricercatori USA per noi è una fortuna, o almeno una iattura evitata. Stessa cosa per il “terd parti report”. E’ consolatorio sapere in anticipo che quando uscirà, se uscirà, non vedrà coinvolte le nostre università (ipse dixit).

    Guarda Camillo, il maggiore attestato di fiducia nell’imparzialità dello HUGteam viene proprio da dove non te lo aspetteresti. Questo è ciò che ha detto JR (8): “Unfortunately I think you and the MFM have demonstrated that Celani is not getting any excess heat. He sent them his own wires and they got nothing. Bupkis. Nada. Zilch.” Frase che da sola meriterebbe un post a parte dedicato al suo autore, a cominciare dall’uso di “bupkis”.

    Diamo quindi un po’ di fiducia allo HUGteam. Il vero rischio, secondo me, è che gli revochino l’incarico per manifesta attendibilità (qualità che non sempre coincide con l’affidabilità). Direi che questa è una situazione in cui si può assumere un atteggiamento, se non proprio tondo, almeno con qualche sfaccettatura in più, diciamo ottagono.

    (1) https://fusionefredda.wordpress.com/2013/04/03/celani-1/#comment-18576
    (2) http://energycatalyzer3.com/news/us-company-building-copy-of-celani%E2%80%99s-lenr-device
    (3) http://minnesota.publicradio.org/display/web/2013/02/06/science/minnesota-researchers-sustainable-energy
    (4) http://www.youtube.com/watch?v=rsbF7q6kPjY&feature=player_embedded
    (5) http://www.quantumheat.org/index.php/facilitators
    (6) http://22passi.blogspot.it/2012/12/coherence-2012-introduzione-e-mattina.html
    (7) http://www.quantumheat.org/index.php/follow/177-write-up-of-eu-cell-baselines#comment-1343
    (8) http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg76195.html

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Ascoli65

      Preferiresti davvero che a certificare l’inabilità degli asini a volare sia un’università italiana? Io no, abbiamo già dato. Che a farlo sia un gruppo di ricercatori USA per noi è una fortuna, o almeno una iattura evitata.

      Per la prima volta non posso essere d’accordo con te. Trattandosi di misure del tutto banali (se si tratta di misurare lo zero virgola, nemmeno Celani sarebbe interessato), non vedo perché scomodarsi per andare in Minnesota, con il rischio di incappare in un tornado. Celani trova una coppia di esperti tra i 5000 del suo ambiente e gli chiede se per favore gli fanno un lavoretto. Oppure si rivolge a una Università, possibilmente la più vicina a Frascati.
      Come facciamo a sapere che i ricercatori USA sono più bravi dei nostri? Hanno il pedigree? Ci rivolgiamo a Edmund Storms, alla Pamela o a Duncan?

      • Ascoli65 ha detto:

        @Camillo,
        sono perplesso. Poco fa mi hai detto: Celani trova una coppia di esperti tra i 5000 del suo ambiente e gli chiede se per favore gli fanno un lavoretto. Oppure si rivolge a una Università, possibilmente la più vicina a Frascati.

        Fino a poche settimane fa la tua posizione era invece la seguente (1):
        Il sito riporta cose note e, secondo me, non lusinghiere per il DF, perché esso considera possibile il funzionamento del mammozio di Rossi. Era un’ipotesi da escludere a tavolino. Non avrebbero dovuto mettere a disposizione un fotografo per l’asino che vola. Ci sono situazioni in cui mettersi a disposizione rappresenta una deminutio, come avrebbero detto i romani.

        Mi spieghi per favore che differenza c’è tra il mammozio bolognese ed il filo di Celani? Le dimensioni? Se uno è un’asino, l’altro è un topo. Entrambi si alimentano a corrente elettrica, ma nessuno dei due vola. Lo si può escludere a tavolino, con le banche dati.

        Considera inoltre un’altra cosa. Non è Celani che è andato a cercare lo MFMP, ma sono loro che gli hanno chiesto i suoi fili originali per farli provare allo HUGteam e lui glieli ha spediti. Contenti loro …

        (1) https://fusionefredda.wordpress.com/2013/01/05/franco-pavese/#comment-15580

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Ascoli65

          Escludere certi pretesi fenomeni nucleari a tavolino sarebbe la soluzione più elegante, ma non sempre si può fare. A Bologna avrebbero potuto farlo. Sarebbe bastato che non si fossero fatti coinvolgere Levi, Ferrari, Campari e quanti altri. Rossi andava stoppato a tavolino; perlomeno lasciato nel suo brodo.
          Con Celani la situazione è diversa perché appartiene a un Ente che fa ricerca sulla ff, anche se viene ufficialmente negato. In queste condizioni nessuno ha l’autorità di impedire a Celani di comportarsi come crede; infatti fa quello che vuole.
          E’ però molto improprio che si sia rivolto (o ne sia stato richiesto, ancora peggio) a MFMP per un controllo che, per rispetto ai nostri enti di ricerca, avrebbe dovuto essere mantenuto in Italia. E’ un gesto di sfida inaccettabile. Avesse conservato un campione per Massa, che avrebbe lavorato gratis, per pura passione. Non ci ha nemmeno pensato. E’ molto se non è andato in Giappone.
          Credo che nessuno in Italia creda che MFMP sia un terdparti serio. Più biased di così non si può. Immagina che dicano “funziona”: tutti a dire “te pareva”. E’ stata un’iniziativa del tutto inutile e deontologicamente scorretta. Possibile che all’INFN non ne sapessero nulla? I singoli laboratori sono monadi?

        • Ascoli65 ha detto:

          @Camillo,
          riguardo al MFMP (o meglio allo HUGteam), credo che ciascuno di noi rimarrà sulla sua opinione. Tuttavia la tua risposta offre spunti interessanti per chiarire ulteriormente la mia, e ne approfitto.

          A Bologna aavrebbero potuto farlo. Sarebbe bastato che non si fossero fatti coinvolgere Levi, Ferrari, Campari e quanti altri. Rossi andava stoppato a tavolino; …
          Se Bologna fosse stata una delle tante città con il nome italiano in qualche stato del Midwest americano sarebbe potuto andare così. Ma qui parliamo di quella originale. Da noi è diffuso il “vivi e lascia vivere”. Non dimentichiamoci che il momento clou del coinvolgimento dell’intero DF nella faccenda Focardi-Rossi è stata l’approvazione da parte del Consiglio di Dipartimento del contratto biennale di ricerca. La cosa è avvenuta qualche mese dopo la demo di gennaio. Tutti al DF sapevano cosa era avvenuto e la consistenza dei risultati sperimentali sulla base dei quali si andava ad approvare quel contratto. Ciascuno avrebbe potuto esprimere il proprio dissenso al Consiglio e il proprio voto negativo. Ma non è avvenuto.

          Avesse conservato un campione per Massa, che avrebbe lavorato gratis, per pura passione.
          Su questo concordo pienamente. Sarebbe stata una iniziativa molto opportuna. Mario avrebbe sicuramente portato a termine la verifica in modo molto più rapido ed efficiente di qualunque altra struttura pubblica, università in primis. Ma l’esito, che, come sappiamo in anticipo a tavolino, sarebbe stato sicuramente negativo, non avrebbe smosso più di tanto l’opinione di sacerdoti e credenti della FF. Abbiamo già visto le reazioni che Mario scatena su 22passi quando osa minare le certezze degli speranzosi, riferendo con stile misurato la sua negativa esperienza personale. Il “te pareva” se lo sarebbe beccato lui.

          Più biased di così non si può. Immagina che dicano “funziona”: tutti a dire “te pareva”.
          Hai perfettamente ragione. Infatti, più sbilanciata a favore della FF di una organizzazione che si richiama alla memoria di MF non ci poteva essere. Ma questa è una grande opportunità, più unica che rara, per chi ritiene che la farsa della FF (di potenza) debba terminare. Si sono cacciati in un vicolo cieco.

          Se concluderanno che il filo “funziona”, a dargli credito e ad esultare saranno i soliti che esultano comunque ad ogni sussurro pro-FF. Al contrario la comunità scientifica potrà affermare con sicurezza che “c’è stato un errore di misura”, tra il coro di “te pareva” degli scettici. Dovessero invece concludere, come credo avverrà se non li fermeranno prima, che “non funziona”, per la FF sarebbe un colpo da KO, senza appello. Non potrebbero accampare nessuna scusa, né denunciare alcun complotto. Hanno organizzato loro stessi una partita, che possono al massimo pareggiare. Il loro reattore (“the best, simplest, and most conclusive demos to date”) coincide con il filo e il filo è quello originale, non ci sono scuse. Va riconosciuto a Celani, che il suo comportamento nel dare i suoi fili all’MFMP è stato coraggioso, al limite del temerario.

          Lo ha capito benissimo JR e da qui il suo disappunto, espresso nel modo così stizzoso che avevo segnalato. JR è persona navigata, altrimenti non avrebbe potuto tirare avanti la sua iniziativa per decenni, in una cortina fumogena fatta di NDA, detto/non detto, confidenze di persone affidabilissime ma non pubblicabili, ecc. ecc. Sono i ferri del mestiere, forse i “subterfuges” raccomandati ai suoi amici vorticiani. Una tattica che, conoscendo chi c’è dietro e sapendo che può fidarsi, impiega da più di 2 anni per difendere i risultati delle demo bolognesi.

          E invece cosa ti vanno a combinare quegli ingenui dello HUGteam? Prendono tutte le loro misure e le mettono in rete in tempo reale, minuto per minuto. Capisci bene che in questo modo la pratica preferita dai FF, il “cherry picking”, diventa impossibile. Se un accidente qualsiasi dovesse innalzare per qualche minuto la T della cella e indicare così un eccesso momentaneo di calore, resterebbe comunque tutto il resto della registrazione a ricondurre nel solco della normalità quella presunta anomalia. La “Live Open Science”, come l’hanno battezzata quelli dello HUGteam, è un bell’esempio di trasparenza, che una montatura come la FF non può reggere a lungo. Di qui lo sfogo quadrilingue di JR.

    • Cimpy ha detto:

      Anche qualche commento seguente su Vortex non è male:

      Jed Rothwell Sat, 02 Feb 2013 13:57:21 -0800

      Harry Veeder wrote:

      > Have you identifided the difference (or error) in MFMP team’s program
      > that leads them to find excess power?

      I don’t they have found excess power in their most recent analyses. Have
      they?
      As I have mentioned here before, what bothers me about Celani’s own work is his inability to make it self sustain.

      – Jed

      • Ascoli65 ha detto:

        @Cimpy,
        è vero, Rothwell ha espresso varie volte le sue perplessità sulla cella Celani, già a partire dall’ICCF17 coreano. Il che a prima vista potrebbe lasciare perplessi tenuto conto che egli riesce a scovare mille pretesti per avvalorare la benchè minima ipotesi di esistenza di fenomeni FF. E’ un grande specchio-alpinista. Basta vedere come negli ultimi 2 anni ha difeso in migliaia di interventi la validità e significatività dei risultati dei test bolognesi. Eppure per la cella Celani che è la bandiera dell’MFMP, questo non è mai avvenuto e nella frase che avevo citato raggiunge l’apice del suo disappunto, esprimendo la sua contrarietà in modo categorico e ribadendolo in ben 4 lingue diverse (bupkis compreso). E la cosa è facilmente spiegabile.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Ascoli65

      Guarda Camillo, il maggiore attestato di fiducia nell’imparzialità dello HUGteam viene proprio da dove non te lo aspetteresti.

      Può darsi che siano affidabili, ma l’errore politico e di metodo resta. Fa ridere che per fare delle misure su una reazione F&P ci si affidi a un gruppo che si chiama “Martin Fleischmann Memorial Project”. Nessuno, escluso Celani, l’avrebbe fatto.
      In più è detestabile che non abbia confidato nella capacità di qualsiasi ente italiano, anche il più scaciato, di fare delle misure calorimetriche. A meno che non si tratti di nanovariazioni di input/output, che peraltro annullerebbero il valore eminentemente pratico della ricerca. Dai Ascoli, ammetti che il comportamento di Celani è comico.
      Siamo sicuri che Celani conosce Mario Massa? Daniele lo conosce, perché non l’ha indirizzato da lui, visto che è il suo mentore?

  15. Sylvie Coyaud ha detto:

    @Paolo Valenti
    “dialettica”: no, era solo fretta.
    “etica”
    Se si vuol prendere sul serio la Dic. di Berlino, l’alternativa è ritirare la sigla INFN da quella pubblicazione, mi sembra. Non è firmata da un solo dipendente dell’INFN, infatti, e Celani non è un primo ricercatore qualunque. A Torino, al Ministry of Aeronautics, al CERN, nei media, dai politici dichiara di aver ottenuto all’INFN, non in una ditta privata, risultati eccezionali che non pubblica su una rivista decente da un decennio e passa.

    Questo articolo è nella “Research” della Kresenn che si avvantaggia così della buona reputazione dell’INFN. Pazienza? Celani lo definisce un vecchio lavoro, ma ci ha aggiunto la firma nuova del co-proprietario della Kresenn. Pazienza? Penso che lei non l’avrebbe mai fatto perché lo ritiene una violazione dell’etica, sbaglio?

    • Paolo Valente ha detto:

      Il punto è che se c’è una polizia, serve una legge (chiara), dei giudici (terzi), degli istituti di garanzia (avvocati), ecc. ecc. In altre parole “developing means and ways to evaluate open access contributions and online-journals in order to maintain the standards of quality assurance and good scientific practice” è un processo complesso che non può fare l’INFN o il pur eroico dott. Bealls da soli.

      • Gherardo Gentzen ha detto:

        Paolo Valente scrive:

        Il punto è che se c’è una polizia, serve una legge (chiara), dei giudici (terzi), degli istituti di garanzia (avvocati), ecc. ecc.

        Niente di tutto ciò: basta discutere caso per caso in un normalissimo comitato etico, cosa che hanno tutte le istituzioni di ricerca, ed eventualmente emanare qualche circolare. Posso chiederle, Valente, se lei manderebbe mai un articolo a una rivista sulla lista di Bealls?

        • Paolo Valente ha detto:

          Non sono sicuro che i comitati etici, almeno in Italia, si occupino di “reati” (per restare nell’analogia), o violazioni per meglio dire, “contro la scienza”, ma semmai di violazioni contro la dignità e i diritti della persona (o degli esseri viventi in generale). Comunque è un suggerimento interessante: ho sempre pensato che alcune questioni non chiaramente normate, ma che fanno riferimento alla prassi di una comunità, potrebbero essere autoregolamentate o avvalersi di comitati di pari, ecc., ma a mia conoscenza, è tutto da inventare in Italia (forse sono poco informato). Personalmente, mando gli articoli alle riviste che so essere lette dai colleghi della particolare “fetta” di comunità, quindi quelle che leggo – quando ho tempo – anche io. La prima volta che abbiamo deciso di mandare -come gruppo- a una rivista OA, tempo fa, ci fu un’indagine spietata e un lungo dibattito prima di abbandonare (almeno occasionalmente) un famoso publisher olandese. Ma immagino che ci siano realtà accademiche assai più dinamiche o con uno spettro di riviste OA molto più ampio per le quali il problema di discernere il loglio dal grano sia più complesso.

      • Sylvie Coyaud ha detto:

        @Paolo Valente
        Vedo che se ne discute dappertutto ora che sta diventando obbligatorio in tanti paesi. Abbiamo sbagliato anche noi (delle Ong, intendo) a spingere per l’OA senza pensare a come tenerlo pulito – tradite dalla fretta come al solito.

  16. Camillo Franchini ha detto:

    @Hermano Tobia

    È noto che l’ambiente chimico può variare apprezzabilmente la sezione d’ urto della dd, se n’era discusso in passato sugli articoli di Juke e Czerski ( presenti in BNL).

    E’ noto, dice Lei?
    L’articolo di Huke, Czerski et al. rappresenta la confutazione tombale del secondo miracolo di Preparata. Controlli i valori della quarta colonna, tutti prossimi a 1 per il Tantalio, dei tre presi in considerazione il metallo più prossimo al Palladio. Che la DD in reticolo metallico favorisca la formazione di 4He non viene nemmeno preso in considerazione.

    Titolo
    Tabella

  17. Camillo Franchini ha detto:

    @mikecas

    All’inizio mi irritava molto, poi ho imparato a considerarlo con una buona dose di condiscendenza,

    Si sente in grado di essere condiscendente nei nostri confronti? La condiscendenza non si era ancora sentita. A questo punto mi piacerebbe conoscere la Sua specialità.

    • Giancarlo ha detto:

      @Camillo
      Te lo dico io, è un ottimo sperimentale LNF (cacciavitaro in gergo) quasi tuo collega (fisico non chimico) con esperienza decennale di radiazione di sincrotrone in lingua tedesca. Niente bacchetta, quella riservala per Cimpy che da un po’ sta zitto col pappagallino in mano.

      @FermiGas
      La informo che altrove si è beccato un rimbrotto per aver ipotizzato circa 5 eV all’interno di un cubetto (cubo, non sfera, leggete bene) nanometrico unitario costruito appositamente dal Sig. Casimir. Mi sa che la debbo correggere; a me sembrano 2,7 eV 🙂 , ma è più facile che sbagli io data l’età e il rincoglionimento avanzati.

      • Giancarlo ha detto:

        @FermiGas
        A proposito, ci pensa Lei a correggere il segno su Wikipedia inglese?

      • Cimpy ha detto:

        Allora, signor mikecas, sia condiscendente con noialtri della Curva, gliene saremo grati a lungo. Però di solito non si parla di “condiscendenza” con i “pari” (= quelli che qui non stanno dietro la lavagna o in fondo all’aula, tra palline di carta e rondinelle).
        Mi sorge un dubbio: lei non è italiano madrelingua…?

        Con rispetto,

        il_Ripetente

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Giancarlo

        Niente bacchetta, quella riservala per Cimpy che da un po’ sta zitto col pappagallino in mano.

        Niente bacchetta, cercavo solo di evitare la sua condiscendenza. Facciamo così: ricambiamo la condiscendenza, così siamo pari.

      • FermiGas ha detto:

        Giancarlo scrive:
        a me sembrano 2,7 eV

        È vero. Ma mi ero preso un po’ di margine, segnalato dalla tilde precedente il valore.

        • Giancarlo ha detto:

          @FermiGas
          Era chiarissimo ma il commento era per segnalare la differenza tra campo ed energia, tra sfera e cubo, e su come sia difficilissimo cavare sangue (energia) da una rapa (cavità)… 🙂

  18. Camillo Franchini ha detto:

    @Diego,

    Pubblico il Suo commento se toglie gli hu, hu, hu e se usa il Lei. Insomma, formatti un po’ il testo e lo tolgo dalla moderazione. Sa, qua siamo più formali che da voi.

  19. Camillo Franchini ha detto:

    @Ascoli65

    Ciascuno avrebbe potuto esprimere il proprio dissenso al Consiglio e il proprio voto negativo. Ma non è avvenuto.

    Va riconosciuto a Celani, che il suo comportamento nel dare i suoi fili all’MFMP è stato coraggioso, al limite del temerario.

    Secondo me dobbiamo evitare con cura di confondere il DF di UniBO con UniBO nel suo complesso dove, se si esclude la fisica, come direbbe Formigoni ci sono delle eccellenze. Non credo che l’Università di Padova o di Pisa siano meno valide dell’Università di Purdue, dove si è esibito Taleyarkhan, o dell’Università di Salt Lake City dei tempi di James Brophy e di F&P. Dipende da chi ci lavora. Il DF di UniBO ha un grande torto, non avere trovato al suo interno la capacità di isolare Focardi, Levi, Ferrari, Campari, Bianchini e altri e avere contribuito a creare le enormi aspettative su Rossi che ancora oggi illudono tanti inesperti in Italia e fuori. Un errore storico, fondamentale.
    Circa il coraggio di Celani… ci vuole un bel tasso di autostima per portare fuori d’Italia le sue celle.

  20. Camillo Franchini ha detto:

    Il confronto su Termodinamica e Vita (T&V) con Mastromatteo continua nel Post “Mastromatteo”.
    Peccato che Ubaldo non partecipi. Io mi servo dei suoi commenti su 22 passi. Speriamo che si decida a partecipare. Di là c’è curiosità e molta buona volontà, ma i suoi avversari mi sembrano solo sparring partners. Ci vuole gente che conosca la termodinamica chimica, cioè chimici o biologi. Oppure persone toste come FermiGas che sanno utilizzare i testi di studio.

  21. Giancarlo ha detto:

    Ieri ho passato parte della giornata alla famosissima Casa dell’Aviatore, al 20 di Viale dell’Università. C’era una riunione di alti papaveri NATO ed è stata presentata una macchina per impiego aeroportuale ideata e prodotta dalla mia società. Bel posto davvero ed elegante: capisco perché si affrettino a prenotarsi per le varie miniconferenze che vengono ospitate.
    Confermo che non è il Ministero dell’Aeronautica e neppure quello della Guerra, anche se la scritta permane.

    Camillo, Xingzhong Li di cui ci siamo occupati è direttore dal 2004 dell’ISCMNS così come Francesco Junio Valerio Ambrogio Celani, che però mi pare ne sia pure il vicepresidente.

    La loro pagina su Wikipedia , rischia di essere cancellata.

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Giancarlo

      Junio Valerio “ultima raffica”. Ora si capiscono gli atteggiamenti bellicosi di Francesco Junio Valerio Ambrogio. E’ ancora arrabbiatissimo per il contrasto che abbiamo avuto sul compressore di Arata. E’ un antagonista che dà soddisfazione. Avrebbe maggior successo se fosse meno sgrammaticato.
      Xingzhong Li non ha risposto alla mia lettera. Gli ho chiesto l’indirizzo dell’articolo di cui egli, motu proprio, ha considerato errati i dati sperimentali di risonanza. Non mi meraviglia che il sito ISCMNS stia per essere cancellato; sotto una intestazione innocente vengono trattati argomenti che non interessano più di 200 persone in tutto il mondo. Caduti Rossi e il piezo, cosa resta? La costantana.

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Giancarlo

      è stata presentata una macchina per impiego aeroportuale ideata e prodotta dalla mia società.

      Complimenti. E’ un avvenimento molto prestigioso; auguro molto successo alla nuova macchina.
      Ciao

      • Giancarlo ha detto:

        @Camillo
        In realtà non è una nuova macchina, è stata costruita e brevettata nel 2007, ma stenta a decollare perché è abbastanza costosa. Siamo gli unici fabbricanti e questo, contrariamente a quanto si creda non è un punto a favore. Fa un lavoro stupido, misura l’inclinazione verso l’alto delle luci PAPI che forniscono il sentiero di atterraggio per gli aerei (tipicamente 3,5°), ma lo fa con una precisione, accuratezza e risoluzione invidiabili (secondi di arco). In realtà è un piccolo robot a tre gradi di libertà asservito a un software che misura il tutto in automatico. Prima la misura si faceva con un aereo e la triangolazione da terra: tre voli e la macchina si ripaga, però è difficile convincere le autorità. Fa parte del gioco, non piango come i nostri amici e grido al complotto delle multinazionali del kerosene 🙂

        Consiglio la lettura di questo saggio di Hagelstein : se lo si legge senza pregiudizi ci sono un mucchio di spunti interessanti e condivisibili pure dagli scettici.
        Non sono assolutamente d’accordo con la sua analisi del metodo scientifico e del fatto che il metodo privilegi la GAS. La misura del raggio del protone nell’idrogeno muonico con la sua deviazione dalla GAS è stata fatta nel 2010. Rifatta di recente è già finita nel numero attuale de Le Scienze.
        Il segreto è una misura ben fatta e rifatta, chiaramente spiegata e senza attentati ai principi primi. Non insiste neppure sulla necessità di buttare a mare tutti i libri attuali.

        Strana sorte quella dei libri: ci sono alcuni che accusano di ottusità tutti i tetragoni che si basano sui libri e sulla GAS che tarpa le ali alla creatività. Poi, quando parlano e scrivono, accennano di continuo ai o traggono spunti dai loro, di libri. Anche quelli vecchi di secoli. Se ne può dedurre, secondo il metodo, che sono sempre i libri degli altri a limitare la creatività. I loro fanno molto fine il discorso.
        Ora sto leggendo un libro recente bellissimo: come compattare 30 metri cubi di roba in un tubo che sta in mano. Vi farò sapere.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Giancarlo

          se lo si legge senza pregiudizi ci sono un mucchio di spunti interessanti e condivisibili pure dagli scettici.

          Infinite Energy esiste ancora?
          Se Hagelstein è ridotto a scrivere su quella rivista deve essere ridotto alla disperazione.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Giancarlo

          Non sono assolutamente d’accordo con la sua analisi del metodo scientifico e del fatto che il metodo privilegi la GAS.

          Nemmeno io sono d’accordo. Hagelstein dimostra solo di essere un piangina che vuole a tutti i costi mettere un confine tra GAS e avanguardia.
          Falsifica la realtà, scrivendo:

          In 1989 a variety of arguments were put forth in connection with excess heat in the Fleischmann-Pons experiment, and one of the most powerful was that such an effect is not consistent with condensed matter physics, and also not consistent with nuclear physics.
          In essence, it is impossible based on existing theory in these fields. There is no question as to whether this is true or not
          (it is true); but the implication that seems to follow is that excess heat in the Fleischmann-Pons experiment in a sense constitutes an attack on two important, established and mature areas of physics.

          H. dimentica che gli stessi F&P non sono mai stati capaci di presentare in pubblico una cella dove la fusione avvenisse. Immediatamente dopo il loro annuncio la comunità scientifica mondiale si gettò sulla scoperta per cercarne la conferma. La disponibilità e la buona volontà della comunità scientifica mondiale fu totale. I boundaries di cui parla H. non ci furono. Io stesso mi ricordo che giorno dopo giorno si annunciava una conferma, anche in Italia; chi si dimentica Scaramuzzi? Poco per volta tutto ovviamente si normalizzò. Non ci furono i confini di cui si lamenta Hagelstein, solo lui li vede, con l’amarezza che gli deriva dall’avere lavorato per 25 anni senza ottenere un risultato riconosciuto. F&P avevano l’appoggio entusiasta di Brophy, vicepresidente alla ricerca della Università dello Utah. Ebbero mezzi federali e tempo per produrre una conferma della loro scoperta. Non ci riuscirono non per loro incapacità, ma perché quelle reazioni non potevano avvenire. La GAS non ha colpa se ha vinto contro l’avanguardia, credo che succeda spesso.
          Come tutti i ff che si rispettano, Hagelstein è amareggiato per come sono andate le cose e si lamenta come una vite tagliata, anche se lo fa simulando discrezione.
          Alla sua età gli tocca cercare ospitalità presso Infinite Energy; già questo è un segno di sconfitta.
          Mi piacerebbe sapere cosa Krivit pensa delle malinconiche considerazioni di Hagelstein.

  22. AleD ha detto:

    @Franchini:
    Spero che trovi il tempo per argomentare quanto dice Celani nei suoi confronti:

    Nonostante abbia dimostrato SPERIMENTALMENTE che tale fenomeno era possibile, e realizzato addirittura nel Nostro Laboratorio di Frascati, il Prof. Franchini si è SEMPRE RIFIUTATO di osservare la realtà dei fatti poiché in contrasto con le sue “conoscenze teoriche”.

    Per porre termine alla sterile discussione il Direttore dei Laboratori, Prof. Mario Calvetti (tra l’altro “braccio destro” del Nobel in Fisica Carlo Rubbia), si è offerto di ospitarlo e pagargli le spese di trasporto ed alloggio.

    • Camillo Franchini ha detto:

      @AleD

      Nonostante abbia dimostrato SPERIMENTALMENTE che tale fenomeno era possibile, e realizzato addirittura nel Nostro Laboratorio di Frascati, il Prof. Franchini si è SEMPRE RIFIUTATO di osservare la realtà dei fatti poiché in contrasto con le sue “conoscenze teoriche”.

      Io mi mantengo nella mia posizione, dal momento che questo mi sembra il tipico caso che si risolve a tavolino, esattamente come il caso Rossi.
      Si presenta però l’occasione di approfittare della situazione. Certamente Celani tiene a disposizione l’invenzione di cui è molto orgoglioso. Può darsi che Massa o Giancarlo o chi abita da quella parti sia interessato. Combinino un incontro.

      Per porre termine alla sterile discussione il Direttore dei Laboratori, Prof. Mario Calvetti (tra l’altro “braccio destro” del Nobel in Fisica Carlo Rubbia), si è offerto di ospitarlo e pagargli le spese di trasporto ed alloggio.

      Anche se conosco di persona il Prof. Calvetti, l’invito non c’è stato. Dubito che Mario fosse a conoscenza dei lavori di Celani. Non dimentichi che per l’INFN la ff è un’attività clandestina. A meno che il Dr Bassoli non mi abbia detto una bugia.
      Spero che qualcuno sia spinto dalla curiosità di vedere l’invenzione di Celani. Giancarlo, cosa ne pensi? Ti va di andare a trovare Junio Valerio? Tu mi sembravi possibilista, no?

      • AleD ha detto:

        Grazie per la risposta.
        E mi auguro che qualcuno di competente possa accogliere l’invito che sembra essere stato reale e andato a vuoto fatto da Celani.
        Perché non credo ci debbano essere enne esperimenti replicati con successo a fornire dati sperimentali interessanti prima che qualcuno pensi che sia utile muoversi per fare delle verifiche. Io dico che ne può anche bastare uno.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @AleD

          enne esperimenti replicati con successo

          Me ne indichi uno solo riportato su una banca dati. A scrivere di esperimenti riusciti sono capaci tutti, la tastiera del PC non si ribella mai alla mano che scrive.

      • Giancarlo ha detto:

        @Camillo
        Diciamo che non subito per via un lavoro pesante, ma verso fine maggio o dopo non mi dispiacerebbe visitare i laboratori INFN. Ma più che per le misure calorimetriche, in cui Mario M. sarebbe da preferire in assoluto, per la crescita degli strati del filo.
        Il COP della costantana di Celani è una vera ciofega, 110% e francamente non riesco a capire perché ci si insista tanto invece di attendere con pazienza il 600% dell’e-cat.
        Certo che dopo 25 anni di studio e sperimentazione Celani e INFN tutto non farebbero una bella figura di fronte all’intuizione geniale di un uomo solo, senza mezzi paragonabili a quelli INFN. Non capisco neppure perché si possa ancora pensare di finanziare tali ricerche nettamente inferiori allo stato dell’arte.
        Invece la crescita dei 700 o anche 450 strati mi incuriosisce molto. Mi piacerebbe sapere che macchine usa (forse quella di Montelibretti, anche se nessuno di loro figura tra gli autori): io ho visto all’opera i laboratori dell’EPL a Losanna o dell’ETH di Zurigo, dove il Prof. Melchior faceva cose davvero mirabili. sarei curioso di misurare lo spessore finale del filo, 700 strati mica sono bruscolini. Ma dubito che io possa assistere a tale evento mirabile, in fondo è una cosa che Celani lascia solo trasparire, non ne parla mai diffusamente. deve essere il suo segreto, come il catalizzatore di AR.

        • Melchior ha detto:

          @Giancarlo
          Se il COP di 1.1 dovesse essere confermato, si avrebbero 10W di potenza in eccesso con 100W input.
          Potrebbe gentilmente calcolare lei stesso la densità di energia in eccesso prodotta del filo in kWh/g o anche in eV/atomo (il filo pesa circa 0.3g) dopo un funzionamento continuato di sole 20 ore ? Grazie.
          Dopo il semplice calcolo provi a riscrivere la sua frase:
          ” ll COP della costantana di Celani è una vera ciofega, 110%”.
          Il “basso” COP indica semplicemente lo scarso isolamento termico del reattore

        • Giancarlo ha detto:

          @Melchior
          Al solito, Melchior, Lei non è in grado di afferrare l’ironia o più probabilmente come comico io faccio schifo.

          Potrebbe gentilmente calcolare lei stesso la densità di energia in eccesso prodotta del filo in kWh/g o anche in eV/atomo (il filo pesa circa 0.3g) dopo un funzionamento continuato di sole 20 ore ? Grazie.
          Perché non esagerariamo un po’? Vuole che gliela calcoli dopo sette anni di cui due bisestili? Io sono un purista, Le vanno bene pure i J/kg? Comunque fanno 1440 eV/atomo per il nickel, della costantana non mi va di calcolare il peso atomico ponderato.
          Ma il problema non sono i 1440 eV ma i 10 W…
          Se poi uno volesse essere più preciso dovrebbe calcolare solo gli atomi che hanno reagito, ma questi li può contare solo Celani.

          Il “basso” COP indica semplicemente lo scarso isolamento termico del reattore
          Questa faccio proprio fatica a capirla. Potrebbe essere più preciso?

          Lei certe volte è strano assai Melchior; vuole riscaldare le case degli Italiani col fluctuation theorem che è come essere convinti che alle slot machine di AMS in mille anni si vince un bel gruzzoletto; e brucia gasolio per farne energia elettrica che poi vuole usare per guadagnare il 10%. Non è meglio bruciare direttamente il gasolio presso la destinazione finale? Questo era il senso della parola “ciofega”.

          Ora Le faccio una domanda io: ma Lei è uno che crede che davvero ci possa essere una FF nel PdD e un’altra, completamente diversa, nel NiH? Non vi pare di esagerare?

          Che idea si è fatta dei 700 layer del filo di Celani? Quanto è spesso un layer? E gli 0,3 g sono prima o dopo l’applicazione dei 700 layer?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Giancarlo

          una FF nel PdD e un’altra, completamente diversa, nel NiH

          Il downgrading è dovuto a motivi di costo. Scaldare il mondo con il palladio è troppo costoso. Meglio ricorrere al nickel, perché si può estrarre dal NiFe (il ferro che resta lo usa Crpntr). E’ la democrazia della ricerca. Gli Emiri del Golfo usano PdD, gli Albanesi usano il più economico NiH.

        • Emilio ha detto:

          >Invece la crescita dei 700 o anche 450 strati mi incuriosisce molto.
          Giancarlo non si stupisca. Leggenda vuole che i maestri giapponesi già secoli fa erano in grado di ottenere acciaio piegato fino a 500 volte a colpi di mazza per ottenere le affilatissime katane per gli antichi samurai. Magari il suocero è un discendante di uno di questi artigiani e ha deciso di donare questo segreto di famiglia al genero da applicare ai fili di costantana e propagare così alla discendenza fama e prosperità!

        • Melchior ha detto:

          @Giancarlo:
          “Lei certe volte è strano assai Melchior; vuole riscaldare le case degli Italiani col fluctuation theorem che è come essere convinti che alle slot machine di AMS in mille anni si vince un bel gruzzoletto; e brucia gasolio per farne energia elettrica che poi vuole usare per guadagnare il 10%. Non è meglio bruciare direttamente il gasolio presso la destinazione finale? Questo era il senso della parola “ciofega”.”
          ???

          http://www.whale.to/m/disin.html

          Giancarlo: vedi punti 4, 13
          Franchini: vedi punti 19, 14, 13, 8, 9
          Cimpy: punto 18

        • Cimpy ha detto:

          18. Emotionalize, Antagonize, and Goad Opponents. If you can’t do anything else, (…) even if their emotional response addresses the issue, you can further avoid the issues by then focusing on how ‘sensitive they are to criticism.’

          Ma tu pensa! Non so perché, mi vengono in mente tanti sostenitori della FF che scrivono su 22 Passi.
          Farò comunque tesoro di questa grande lezione.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Cimpy

          Ma tu pensa!

          Guarda te da chi ci fa dare una lezione Melchior:
          http://www.proparanoid.net/enter.htm
          Chissà come fa a scovare tipi del genere. Ci sono persone che trascorrono il tempo a navigare.
          Qualcuno sa qualcosa di più su questo Melchior? E’ uno del mestiere o un perdigiorno? Potrebbero esserci due persone che usano lo stesso nick?

        • Cimpy ha detto:

          Camillo,
          La ringrazio : un po’ sarei stato da punire anch’io per aver offerto il fianco alle provocazioni di Melchior, che sembra preparato, ma ogni tanto scende in Curva con argomenti e soprattutto documenti degni della “Ragazzona”. Secondo me però, chi scrive come “Melchior” è una persona sola , cioè io credo che non ci siano due Melchior, ma uno, che poi potrebbe scrivere anche con altri nick…

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Melchior

          Ha avuto il coraggio di affidarsi a H. Michael Sweeney, dietrologo di professione. Sapevo che primo o poi avrebbe inciampato in qualche ostacolo sgradevole. Stavo aspettando.
          Melchior, La metto in moderazione stretta. Scriva solo di argomenti scientifici e non giudichi i nostri comportamenti usando Sweeney o gente del genere. Si rischia di entrare in un giro di contestazioni infantili tipo “stupido”, “sei più stupido tu”.
          Si mantenga al tema, se ne ha uno e non ci faccia lezioni.

        • Melchior ha detto:

          @Franchini
          “Qualcuno sa qualcosa di più su questo Melchior? ”
          Le assicuro Franchini, Melchior è solo un Ignorante.
          93

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Melchior

          Le assicuro Franchini, Melchior è solo un Ignorante.

          Ora capisco perché si interessa a Proparanoid. Scusi, non le conviene studiare?

        • Cimpy ha detto:

          Ignorante
          93

          Non abbassi la guardia: a me pare una citazione.
          Dico bene, Melchior?

    • Cimpy ha detto:

      Ma anche no, se questo povero ripetente ha capito qualcosa della faccenda: si tratterebbe al limite di “dimostrare” se, per una volta, Franchini sia andato o meno contro evidenze sperimentali sostenute dai più. Qui i fattori sarebbero rovesciati invece: è la magica costantana che sta in minoranza. Ma soprattutto, quella faccenda sa tanto di “bisticci”, come se uno dicesse: “non sai vestirti” ( o anche : “ti puzzano i piedi”); e l’altro rispondesse: “sei strabico”…insomma, una faccenda che, nel litigio, ha ben poco di scientifico – o qualcuno stava rivoluzionando le leggi della fisica? Celani ha preso un Nobel per quello? È diventato ricchissimo?….

      Se invece non avessi capito un tubo, bastonatemi con dolcezza, per favore: sono già dietro la lavagna. Grazie.

    • Camillo Franchini ha detto:

      @AleD

      … si è offerto di ospitarlo e pagargli le spese di trasporto ed alloggio.

      Le piace la prosa di Celani? Intendeva scrivere:

      … si è offerto di ospitarlo e di pagargli le spese di viaggio e alloggio.

      Le preposizioni non si possono omettere. “Viaggio e alloggio” vanno insieme, quindi “di” si può omettere. “Trasporto” vale per le merci; i cristiani viaggiano.
      Celani è sempre stato così, non ha mai voluto prendere in mano una grammatica. E’ tutto fusione fredda.

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  24. Camillo Franchini ha detto:

    @Junio Valerio Celani

    Giancarlo scrive:

    Diciamo che non subito per via un lavoro pesante, ma verso fine maggio o dopo non mi dispiacerebbe visitare i laboratori INFN.

    Lei ha ritenuto opportuno di rilanciare clamorosamente su 22 passi la vecchia querelle sul brevetto piezoelettrochimico di Arata.
    Junio, è arrivato il momento della riscossa. E’ l’occasione buona per dimostrare che il brevetto di Arata è una cosa seria. Le sarei grato se volesse mostrare la sua cella a Giancarlo.

    • mW ha detto:

      @Franchini:
      insomma, è la sua solita scommessona:
      “non mi muovo nemmeno per vedere una cosa che già a tavolino è impossibile”.
      Oltre alla presenza di Giancarlo, reputo necessaria anche quella di Calvetti.
      Il pubblico da casa vuole sapere cosa farà, Dott. Franchini, se dovesse perdere.
      Parli in quel microfono che sporge da dietro la lavagna.

      • Camillo Franchini ha detto:

        @mW

        Sì, è la solita scommessona. Conoscendo Celani, conoscendo la materia, vado a colpo sicuro.
        Se poi Giancarlo vedesse qualcosa di diverso da quello che mi aspetto, ne prenderei atto senza gesti di disperazione.
        Intendiamoci, la cella elettrolitica non deve essere chiusa, perché in quel caso la compressione elettrochimica avviene certamente. Però in quel caso idrogeno e ossigeno si sviluppano insieme formando una miscela esplosiva. Devono stare attenti. Credo che debba essere presente almeno un chimico, perché l’elettrochimica è chimica. Per adesso vedo solo fisici e ingegneri.

  25. AleD ha detto:

    @Franchini:

    @AleD

    enne esperimenti replicati con successo

    Me ne indichi uno solo riportato su una banca dati. A scrivere di esperimenti riusciti sono capaci tutti, la tastiera del PC non si ribella mai alla mano che scrive.

    Non mi sono spiegato bene….
    Ripeto, basta che ci sia un solo esperimento che tira fuori dati sperimentali degni di nota, non ne servono enne. E, sembra, che Celani sia li ad aspettare che qualcuno di competente faccia misure sul suo dispositivo.
    Poi, ma solo poi, caso mai arrivano le banche dati.
    Cosa vuole trovare adesso nelle banche dati se chi potrebbe dare un contributo a confermare/smentire trova più comodo e sicuro cassare tutto in partenza?


    @AleD

    … si è offerto di ospitarlo e pagargli le spese di trasporto ed alloggio.

    Le piace la prosa di Celani? Intendeva scrivere:

    … si è offerto di ospitarlo e di pagargli le spese di viaggio e alloggio.

    Le preposizioni non si possono omettere. “Viaggio e alloggio” vanno insieme, quindi “di” si può omettere. “Trasporto” vale per le merci; i cristiani viaggiano.
    Celani è sempre stato così, non ha mai voluto prendere in mano una grammatica. E’ tutto fusione fredda.

    Forse avevo riportato nel virgolettato quanto ha scritto Celani senza quindi farci un’analisi grammaticale per caso mai poi correggere qualcosa?
    Abbia pazienza, però, ma qui ora sta cincischiando…

    • Camillo Franchini ha detto:

      @AleD

      Poi, ma solo poi, caso mai arrivano le banche dati.
      Cosa vuole trovare adesso nelle banche dati se chi potrebbe dare un contributo a confermare/smentire trova più comodo e sicuro cassare tutto in partenza?

      Non si preoccupi, le banche dati sono aggiornate, per questo sono utili. E’ gente che conosce il suo mestiere. Se non ci affidiamo alle banche dati dovremmo affidarci alla parola di Celani, lo preferisce?
      Le banche dati non sono biased; credo che solo Hagelstein creda che esista una GAS gelosa dei suoi privilegi e ostile alle novità, pronta a fissare boundaries invalicabili. Se gli esperimenti sono stati fatti, essi vengono riportati nella loro integrità. Più sono originali, meglio è. Lei stesso può cercare gli esperimenti ff che Celani ha fatto nel corso di 25 anni. Da alcuni anni le banche dati nucleari sono ad accesso libero.

      Abbia pazienza, però, ma qui ora sta cincischiando…

      Mica tanto. Una persona di un certo livello gerarchico, come è probabilmente Celani, deve saper scrivere. Lei legga il testo che ha proposto a Daniele e vedrà che nemmeno la punteggiatura è applicata come ci hanno insegnato a scuola.
      Ha letto qualche commento di Gherardo Gentzen, di Giancarlo o di Ascoli65? Coglie la differenza?

      • AleD ha detto:

        Ok, questo è il momento in cui si inizia ad andare in loop.
        Nell’attesa/speranza che a qualcuno di competente venga la voglia di andar da Celani.
        Se poi è Celani a tirarsi indietro (come ha fatto Rossi) allora questo diventa un altro discorso ancora, ma ad oggi pare proprio non essere così.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @AleD

          Se poi è Celani a tirarsi indietro (come ha fatto Rossi)

          Mi ha preceduto di poco. Io sono sicuro che Junio Valerio non sarà disponibile per il test. Lo conosco da molti anni, il suo comportamento è prevedibile.

        • neutrino ha detto:

          @AleD

          Lei dimentica che C. e’ dipendente di un Ente pubblico di ricerca per per anni, qualcuno dice pure troppi, ha finanziato le sue ricerche. Uno stop gli fu messo nel 2009 con una richiesta di precise misure sui suoi sistemi. A Settembre 2012 di fronte ad una sua nuova richiesta di finanziamento la commissione preposta dell’INFN ha giudicato tutti i risultati portati a supporto della nuova richiesta non sufficienti e privi di validita’.

          Per cui un giudizio da “pari” e’ stato dato ed e’ negativo.
          Anche qui, ogni tanto, qualcuno si dimentica di questo fatto ….
          🙂

          Che poi Celani prosegua con altri finanziamenti le sue ricerche (considerate non valide ) e che usi in modo improprio o meno l’affiliazione questo e’ un problema che va risolto in modo generale con una normativa specifica che difenda in primo luogo la liberta’ di ricerca del singolo ponendo dei ragionevoli limiti a questa nel momento in cui il singolo si sposti su ricerche borderline o reprimendole con una certa decisione nel momento in cui si sconfini su ricerche patologiche e/o truffe scientifiche.

          Il punto dolente che un quadro normativo non si fa dall’oggi al domani e che la tentazione di limitare per dogma la libertà di ricerca del singolo o di ente e’ molto forte in certi ambienti scientifico-politici oggi dominanti e ben presenti nei punti chiave dominanti.

          Il limite di questo blog, caro caro Camillo, e’ nel suo successo.
          Si e’ ben lavorato per mettere in luce le debolezze delle tesi di molti pseudo-futuri-nobel ma non si e’ mai discusso, o lo si e’ fatto poco, sulla dinamica socio-organizzativa ottimale che permetta l’emergere di valide nuove idee.

          Invocare un intervento repressivo tot-court bei caso di C da parte dell’INFN significa avere in mente una struttura fortemente gerarchica che governi la ricerca.

          E questo e’ molto piu’ pericoloso di un C.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @neutrino

          Conviene mantenerci nel nostro piccolo, senza scomodare i diritti della ricerca.
          Celani ha lanciato una forte provocazione da Passerini. Ora deve andare fino in fondo. Deve lasciare che una commissione di esperti giudichi la sua replica del brevetto di Arata, usando una cella che sia identica concettualmente a quella di Arata che ho riportato alle 14:12 di oggi in questo blog.
          Può darsi che lo stesso AleD sia un esperto di elettrochimica tecnica; potrebbe essere invitato a partecipare. Se non è un esperto, può sempre fare da testimone, visto che è comunque un appassionato.
          E’ la volta buona di Celani. La compressione elettrochimica lo affascina da anni.
          Siccome mi preoccupo dei costi, mi piacerebbe sapere quanto gli è costato farsi costruire una robusta bombola di palladio.
          Saluti

        • Gherardo Gentzen ha detto:

          neutrino scrive:

          Invocare un intervento repressivo tot-court bei caso di C da parte dell’INFN significa avere in mente una struttura fortemente gerarchica che governi la ricerca.

          E questo e’ molto piu’ pericoloso di un C.

          Sono d’accordissimo, anzi rilancio: governare la ricerca con una struttura gerarchica è peggio di 1000C.

          Ma c’è un però. Quello che non si deve governare gerarchicamente è il merito, cioè si deve lasciare completa libertà di ricercare qualunque cosa, compresi gli asini volanti. Ma sul metodo il controllo deve essere esercitato, anche se pur sempre in modo non gerarchico. Come dicevo, esistono i comitati etici. In caso di sospette violazioni dell’etica della ricerca, cioè in ultima analisi del metodo scientifico, i comitati si riuniscono e hanno il potere di sanzionare i ricercatori. Succede spesso e dappertutto, specialmente in casi di plagio e di fabbricazione di dati. In Italia no?

          In un caso di pubblicazione presso editore predone, un comitato etico (di pari, non gerarchico), può decidere di chiedere agli autori di ritirare l’articolo, non serve nulla di più. Potrebbe anche decidere di diramare delle linee guida al proprio istituto. Per esempio potrebbe scoraggiare la pubblicazione presso le riviste che appaiono sulla lista di Beall.

        • Paolo Valente ha detto:

          Caro Gherardo, continua a dire che esistono i comitati etici… me ne può cortesemente segnalare uno che non si occupi di bioetica o sperimentazione animale o medicina?

          Concordo con neutrino sull’impraticabilità di agire in modo repressivo in assenza di:
          – violazioni di norme specifiche, nel caso dei dipendenti pubblici, quali il collega Celani, il D.lgs. 165/2001, il contratto collettivo nazionale di lavoro e il recentemente approvato codice etico nonché il codice di comportamento della pubblica amministrazione.
          – l’adesione volontaria a un codice di autoregolamentazione per tutte le materie non previste nelle norme sopra citate, e non mi risulta che pubblicare in una rivista con impact factor zero rientri nella casistica

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Paolo Valente

          non mi risulta che pubblicare in una rivista con impact factor zero rientri nella casistica

          Rientra nella casistica nel senso che lede gravemente il prestigio dell’INFN. In cambio della libertà di ricerca il cittadino ha il diritto di pretendere standard elevatissimi nella presentazione dei lavori. Solo così siamo in grado di stabilire se il ricercatore merita di essere finanziato. Per stare al caso specifico, in un elenco di autori si anche ha il diritto di conoscere la posizione di ogni partecipante. Ancora adesso non sappiamo in che rapporto di dipendenza con l’INFN stanno i dieci che hanno lavorato con Celani e che sono stati genericamente indicati con apice 1. Se quei ricercatori sono organici all’INFN, il capo ufficio stampa non può negare che l’INFN pratica ff.
          La libertà di ricerca non deve diventare una sorta di franchigia che consente a un ricercatore di lavorare in un settore producendo risultati rimasticati pubblicabili solo su riviste che figurano nella lista di Beall. Se L’INFN non è mai stato in grado di coniugare la libertà di ricerca con un controllo di qualità che giustifichi presso i cittadini come vengono spesi i fondi messi a disposizione, è affare della dirigenza. Si faccia un ricerca su come deve essere fatta la ricerca. Chi custodisce i custodi? Se sono ricercatori inventino il modo di stabilirlo.

        • neutrino ha detto:

          @Camillo

          Esistono i comitati etici
          In Italia pare di no !
          O per lo meno quel che si puo’ chiamare comitato etico negli EPR ha una mission completamente diversa….

          E bada non e’ un problema solo dell’INFN, ho chiesto a colleghi CNR e pare che per loro sia la stessa cosa …

          Prima della struttura va creata la cultura che permette la creazione di un efficiente comitato etico…

          Tra l’altro l’assenza di tale cultura ha radici storiche ben precise ….

        • Ascoli65 ha detto:

          @ Neutrino
          Per cui un giudizio da “pari” e’ stato dato ed e’ negativo.
          Anche qui, ogni tanto, qualcuno si dimentica di questo fatto ….

          Chi frequenta assiduamente questo sito conosce bene, grazie ai tuoi generosi interventi, la posizione dell’INFN in merito.

          Affinchè anche i cittadini di Bazzano e dintorni, che temono che la nostra Astronave comune resti a secco (1), possano venire a saperlo, possono consultare su internet qualche avviso dell’Istituto a cui si fregia di appartenere l’oratore, oppure devono essere a conoscenza di questo blog, leggersi migliaia di commenti e sapere che tu sei tu? 🙂

          (1) http://www.eventiesagre.it/Eventi_Culturali/21094238_Energie+E+Strategie+Per+L+Astronave+Terra.html

        • neutrino ha detto:

          @Gherardo, Camillo

          Ho fatto confusione nel mio post precedente, me ne scuso con entrambi …

          E sinceramente mi spiace del non “miracolo” 🙂 🙂

  26. Camillo Franchini ha detto:

    @mW

    La cella deve essere come questa, aperta e con un catodo di palladio a forma di bombola dove si raccoglie l’idrogeno. Non è necessario che si tratti di deuterio.

    Il pubblico da casa vuole sapere cosa farà, Dott. Franchini, se dovesse perdere.

    Il pubblico da casa vorrebbe sapere cosa farà Junio Valerio se il test dovesse fallire.

    cella

  27. Ascoli65 ha detto:

    @Camillo,
    poco sopra in risposta ad AleD che ti rammentava gli “enne esperimenti replicati con successo” hai scritto: ”Me ne indichi uno solo riportato su una banca dati.”.

    Una delle giustificazioni accampate a favore della realtà della FF sono le centinaia, migliaia o decine di migliaia (a seconda dei casi) di pubblicazioni che lo confermerebbero. Chi osa esprimere dubbi a riguardo, viene invitato a grufolare in queste immense raccolte, senza indicazioni precise di cosa guardare. Come è capitato spesso anche a te, anche i negazionisti che calcano la platea internazionale, hanno richiesto più volte senza successo di selezionare qualcuna tra le più significative di queste pubblicazioni in modo da concentrare su di esse quell’esame accurato raccomandato loro dai sostenitori.

    Approfittando della prestigiosa visita fatta al loro sito (1) della massima autorità nel campo della divulgazione FF, cioè JR, alcuni gli hanno chiesto di indicare i lavori più significativi, la crema della crema (2), della sua vasta raccolta. Lui ha accettato ed nella sua risposta, trasformata subito in post dall’abile amministratore (3), ha segnalato i seguenti 4 lavori:

    I suggest you see:
    http://lenr-canr.org/acrobat/McKubreMCHisothermala.pdf
    http://lenr-canr.org/acrobat/MilesManomalousea.pdf
    http://lenr-canr.org/acrobat/RouletteTresultsofi.pdf
    http://lenr-canr.org/acrobat/McKubreMCHcoldfusionb.pdf
    There are many others, but I find these impressive. …

    Li segnalo qui solo per dare l’opportunità a te e agli altri teorici del gruppo di cimentarsi, se lo credete opportuno, con il meglio della produzione scientifica internazionale sulla FF. Per quanto mi riguarda preferisco concentrarmi sulla produzione nostrana.

    Un saluto

    (1) http://wavewatching.net/fringe/
    (2) http://wavewatching.net/fringe/the-problem-with-lenr-in-one-picture/#comment-2716
    (3) http://wavewatching.net/fringe/lenr-call-for-the-best-papers/

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Ascoli65

      Non credo che abbia molto senso affidarsi a Jed Rothwell, una sorta di Krivit, un giornalista specializzato in un singolo tema scientifico. Cosa volete che ci capisca.
      Comunque.
      Ho cercato i lavori suggeriti da Rothwell nella banca dati BNL e non li ho trovati. Ho fatto una ricerca veloce, per cui può darsi che qualcuno di voi più paziente e più smaliziato di me ne trovi traccia.
      Cosa devo pensare?
      Da chimico ero abituato a rufolare nei CA e nei NSA prima di mettere mano a un sale o a un acido. L’idea è che il lavoro prima si imposta poi si esegue. La tentazione è che se i lavori non risultano “certificati” dal BNL non li prendo in considerazione.
      Lascio la situazione aperta, perché credo che molti interverranno con passione sull’interessante spunto che tu ci hai offerto.
      Sarà molto interessante vedere come si comporta John Milstone.
      Più tardi rivolterò BNL come un calzino.
      Grazie Ascoli,
      Saluti.

      • Ascoli65 ha detto:

        @Camillo
        Non credo che abbia molto senso affidarsi a Jed Rothwell, una sorta di Krivit, un giornalista specializzato in un singolo tema scientifico. Cosa volete che ci capisca.
        L’oste è lui e sua la prerogativa di consigliare i vini e le annate migliori.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Ascoli65

          L’oste è lui e sua la prerogativa di consigliare i vini e le annate migliori.

          Appunto, JR è poco più di un oste. Krivit, che detesta McKubre e Hagelstein, avrebbe fatto un elenco diverso, dove McKubre non sarebbe mai apparso. Al suo posto ci sarebbe magari stato Widom, che però non è uno sperimentale.
          Possibile che ci si debba rimettere a JR e a promoters ff di quello stampo? In quale altra disciplina scientifica si hanno situazioni simili?
          Capisci perché mi affido alla banche dati nucleari utilizzate da tutti gli operatori nucleari del mondo?

        • Ascoli65 ha detto:

          @Camillo,
          Capisci perché mi affido alla banche dati nucleari utilizzate da tutti gli operatori nucleari del mondo?
          Sì, ne sono convinto, nelle banche dati c’è la soluzione, a tavolino. Lo sanno tutti i fisici del mondo (tranne una manciata) ed è per quello che non si curano più neppure di smentirla, la FF. Lo sanno pure alla NASA, lo sa benissimo il “military customer”, da alcuni anni lo sanno perfino all’INFN, come ci ha confermato poco fa Neutrino (solo che non vogliono farlo sapere in giro).

          Se la FF fosse un affare “di scienza” non ci sarebbe partita. Ma la FF non è scienza, non sono sicuro che lo sia mai stata. La FF è propaganda. Per diffonderla, o per lo meno difenderla, è molto meglio un uomo di lettere poliglotta, con ascendenti psicologhi, piuttosto che un fisico o chimico.

          Gedeone è l’uomo giusto, al posto giusto. I paper che ha elencato sono il meglio che ha in cantina. Fidati.

  28. Gherardo Gentzen ha detto:

    Paolo Valente scrive:

    Caro Gherardo, continua a dire che esistono i comitati etici… me ne può cortesemente segnalare uno che non si occupi di bioetica o sperimentazione animale o medicina?

    Certo, per esempio il mio:

    http://www.bath.ac.uk/internal/ethics/committee/

    Tra i suoi compiti ci sono:


    c) to contribute to the promulgation of good practice within the institution;
    d) to provide advice to Department/Schools and individual members of staff on ethical issues arising from teaching, research and institutional practice;
    e) to formulate institutional responses to national and international developments relating to ethical issues;
    g) to monitor ethical practice within the University and the operation of Research Ethics Committees, receiving annual reports where appropriate.

    I possibili `ethical issues´ sono menzionati nel `Code of Good Practice in Research´ (il primo link nella pagina del comitato etico):

    http://www.bath.ac.uk/opp/research/Code_of_Good_Practice_in_Research-finalV3.pdf

    In particolare, nella sezione `Misconduct´, si legge:


    6.2.a. fabrication, falsification, plagiarism or deception in preparing research proposals, applying for funding, carrying out research or reporting results;

    Il grassetto è mio.

    (En passant, si noti anche come la mia università richieda che si pubblichi la ricerca in open access, sezione 7.)

    Il comitato etico ha solo potere di indirizzo, non è esecutivo. Nel caso di un articolo pubblicato presso editore predone potrebbe richiedere che venga ritirato (pundo (d) sopra) e aggiornare al caso specifico le linee guida. Il potere sanzionatorio appartiene alla gerarchia, eventualmente supportata da una commissione d’inchiesta creata secondo le procedure in

    http://www.bath.ac.uk/research/pdf/Allegations_of_misconduct_procedure_Oct_2009.pdf

    L’eventuale azione disciplinare viene discussa dal comitato etico, che eventualmente aggiorna le linee guida e le procedure basandosi sull’esperienza acquisita (punto 6.2 della procedura).

    Non so, nella pratica italiana, quanto specifiche debbano essere le norme per condizionare i comportamenti individuali ed eventualmente sanzionare. A me sembra che sia impossibile creare delle norme specifiche che possano prevedere tutti i casi. Infatti gli editori predoni sguazzano nell’ambiguità. Non vedo un modo diverso da quello riporatto sopra, e cioè discussione caso per caso. Alla fine si tratta di stabilire se vengono violate le norme generali. Per esempio: pubblicare un articolo da un editore che dichiara di fare peer review e non la fa, e la cui presentazione è manifestamente e deliberatamente ingannevole rappresenta `deception in reporting results´? Penso proprio di sì, ma il livello di deception può solo essere valutato sul caso singolo, esaminando l’articolo, il sito web, eccetera. Lo può fare appunto un comitato etico caso per caso, non certo una norma specifica.

    Ma davvero l’INFN, per dire, non ha una norma che stabilisce che `deception in reporting results´ è `misconduct´? Non ci credo. E se ce l’ha si tratta solo di farla applicare.

    • neutrino ha detto:

      @Gherardo

      Ti puo’ sembrare strano, ma nell’INFN e quasi sicuramente nel CNR non c’e’ niente del genere …..

      e la cosa non mi stupisce ……
      🙂

  29. Pingback: La fusione fredda targata ISCMNS-Unesco, parte III « Oggi Scienza

  30. Hermano Tobia ha detto:

    @Giancarlo
    Ma guarda un po’ cosa ha combinato il tuo amico super scettico Kidwell: http://www.google.com/patents/US20110077145

    Forse si tratta di un’evoluzione dell’esperimento NASA di Fralick, riscontrato indipendentemente dai cinesi, ed a mio avviso discusso in questo blog in maniera frettolosa e superficiale …

    Notare poi chi è il titolare del brevetto …

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Hermano Tobia

      Non è difficile compilare una richiesta di brevetto ff; più complicato è ottenerlo il brevetto, come sa Rossi. Negli Stati Uniti non è possibile brevettare lavori ff; bisogna avere la malizia di camuffare il contenuto, ma non mi sembra che questo sia stato il caso. Si capisce troppo bene che si tratta di ff. Siamo sempre allo stato di codice A1 e credo che ci starà per un bel po’.

      • cacaturo ha detto:

        ma il titolare del brevetto chi è ? sarà per questo che il gatto non sarà mai prodotto per le case ?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @cacaturo

          Sicuramente il brevetto non è stato concesso a Rossi perché i militari vogliono l’esclusiva. I privati dovranno stare al freddo. Io sono militarista perché ci si guadagna. Se lo ricorda il Colonnello Fioravanti? E’ mio amico.

        • Luca ha detto:

          Sig. cacaturo, a parte i problemi di stipsi che evidenzia con quel nick, ha già provato a chiedere di là da Passerini? Vantano un nutrito team di esperti che con le loro competenze sapranno dare ampia soddisfazione alle sue perplessità. Qua siamo, oltre che tetragoni barbogi, piuttosto monotematici.
          Potrà addirittura approfittarne per riscaldarsi col grande fuoco di paglia che è appena stato acceso grazie alla scoperta di clamorose richieste di brevetto e un’ interessante corrispondenza tra Celani e i suoi wire tester.
          Cordialmente

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Luca

          un’ interessante corrispondenza tra Celani e i suoi wire tester.

          Ogni tanto i ff si fanno male; Riley è morto; Mizuno ci ha quasi rimesso un occhio. E’ il meno che può capitare quando si lavora con idrogeno, o addirittura con una miscela di ossigeno e idrogeno. In nessuno di quegli incidenti credo fosse presente un chimico. Fare della chimica senza essere chimici è altamente sconsigliabile.
          Speriamo che nella prossima edizione del libro di Fuso ci sia posto anche per Celani.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Luca

          clamorose richieste di brevetto

          Vantare le richieste di brevetto senza aspettare l’esito è come vantarsi di avere “quasi scopato” la bella che corteggi.
          Non potrebbero aspettare qualche annetto e descriverci i clamorosi brevetti realmente ottenuti? Cos’è questa impazienza, è per riempire i tempi morti? Daniele, controlla gli entusiasmi dei tuoi. Invita piuttosto Junio Valerio a fare una pubblica dimostrazione della bontà del brevetto di Arata. Una roba tipo Via dell’Elettricista di due anni fa; Levi come promoter, microfono in mano e maglia nera piena di equazioni come una lavagna. Dopo, abbacchio e vino dei Castelli a volontà. In quell’occasione speriamo di conoscere la Ragazzona. Che fa la Ragazzona, ha cambiato cavallo?

    • Melchior ha detto:

      @Hermano
      Sembrerebbe che gli americani vogliano battere l’attuale primato italiano (v. Jed Rothwell) sulle ricerche relative al futuribile S.S.D. ASV/01!
      http://www.google.com/patents/US20120164063

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Melchior,

        Non si ecciti Melchior, si tratta solo di una richiesta di brevetto. Confondere una richiesta di brevetto con il brevetto può portare a delusioni.
        Se la richiesta di brevetto viene da George H. Miley c’è da scoraggiarsi; il suo nome non compare tra i ricercatori che si occupano di nucleare.

        • Cimpy ha detto:

          Aggiungerei che anche confondere la dichiarazione di possesso di un brevetto con una invenzione reale potrebbe causare qualche problema. Se non sbaglio il signor Tucker (citato qui solo per l’aspetto burocratico, sia chiaro, che mica c’entra niente con la fusione fredda) sostiene (o sosteneva) di avere un brevetto.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Cimpy

          I ff hanno una vera passione per i brevetti. Subito dopo l’11 gennaio 2011 si sviluppò una caccia al brevetto di Rossi; si conosceva perfino il nome del suo agente, certo Cicogna. Poi è toccato al brevetto Piantelli. Ora tocca ai brevetti americani. In quel gruppo ci sono tizi che perdono giornate a cercare brevetti, che quasi sempre sono richieste di brevetti, dato che si tratta di ff. Non c’è da allarmarsi, si tratta di un’attività innocua.
          A proposito di brevetti, speriamo che Celani si sia reso conto che ha suscitato un vespaio accennando al brevetto di Arata di cui ho contestato la fattibilità.

  31. Camillo Franchini ha detto:

    L’Ing. Alberto Carpinteri e il Dr Fabio Cardone sono già entrati nella letteratura sulla falsa scienza. Sic transit gloria.

    Silvano Fuso
    La Falsa Scienza
    Carocci editore, 2013
    21,00 €

    E’ un libro ben scritto, si incontrano molti personaggi curiosi. Consigliato.

    • Melchior ha detto:

      @Franchini
      concordo: l’autore è Fuso

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Melchior

        l’autore è Fuso

        nel senso che è fuso?
        Ha trovato nel libro qualche personaggio che può essere recuperato? Può scrivere a Fuso, non è complicato. Se vuole può scrivere anche qui le Sue osservazioni. Il CICAP incoraggia la collaborazione.

        • Melchior ha detto:

          @Franchini
          Lei aveva scritto in un primo temo Slivano Fuso (poi corretto in Silvano).
          Intendevo precisare che almeno il cognome era corretto.
          Se poi le intende scomodare il detto latino “SUNT NOMINA LUMINA”, si accomodi…

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Melchior

          Lei aveva scritto in un primo temo Slivano Fuso

          Fa piacere essere seguiti con tanta attenzione. Sono lusingato. Colgo l’occasione per chiedere perdono per tutti gli errori di ortografia che commetto.

  32. Giancarlo ha detto:

    @Hermano Tobia
    Fa piacere che ogni tanto passi a trovarci per tirarci un po’ di noccioline. Mi fa un po’ meno piacere che poi altrove te ne vanti, ma ti voglio bene lo stesso.
    Noto che anche tu sei uno di quelli che pensano che esistano svariati flavour di FF: ora torna di moda il sistema PdD; qualcuno avvisi Celani, rischia di rimanere spiazzato. Hai visto che la Dmitriyeva ora si occupa di Casimir+gas+ZPE? O Franza o Spagna purché se magna.
    Il brevetto di Kidwell mi piace, anche se poi più di un brevetto mi pare un lavoro scientifico scritto abbastanza bene. Mi fa pure piacere che Kidwell, che non mi pare, ma forse mi sbaglio, di aver etichettato scettico vista la sua partecipazione al circo abbia confermato pure in questo scritto che metà del calore in eccesso se ne va nel processo di sostituzione D-H. Evidentemente all’epoca avevo capito bene.
    Certo la domanda di brevetto, a nome della più agguerrita marina da guerra del mondo, non può essere ignorata, non si può far finta che non esista. Saremo pazienti attendendo con ansia che dia luogo a una dimostrazione che duri molti giorni e continui a misurare eccessi di entalpia.
    Siccome però debbo recitare la mia parte così come tu reciti la tua, volevo precisare alcune cose che mi fanno dubitare dell’origine non chimica dell’eccesso di entalpia.
    Intanto un applauso a Kidwell che sa con esattezza che cosa è il calore. Già usare le parole giuste aiuta.

    Allora, come prima cosa il suo RGA non trova tracce di Elio e questo mi dispiace per l’umanità ma a me fa tirare un sospiro di sollievo, bagno a fiume per il momento risparmiato.

    Questa frase Additionally, except for D-H exchange, pressurization with deuterium should produce similar amounts of heat as pressurization with hydrogen, i.e., any chemical isotope effect should be small., non mi convince appieno, forse FermiGas o Varalta…

    Ma la cosa che per me andrebbe spiegata meglio è che l’effetto è sensibile, ossia il rapporto tra entalpia in ingresso e quella in uscita è elevato, solo per substrati di allumina o zeoliti. Non è che magari la spiegazione va cercata lì? Tu che ne pensi?
    In ogni caso questi sono solo pensieri in libertà di un dilettante, spero vivamente che Kidwell possa fornire a breve una demo convincente, così come tutti gli altri che brevettano da anni.
    Da me abbiamo brevettato sei mesi fa una bella macchinetta infernale che funziona a 3 kV: ne stiamo fornendo 110 pezzi.

    Tu che passi ogni tanto da queste parti che significato dài agli strati dei fili di Celani? erano 700, poi 450, poi di nuovo 700, ora 500 oppure 2 (“nanodiamandois”); ma strati di che? deposti come? Ma forse intende i passaggi di tornio (inteso come lathe) nella CVD?
    E sull’esplosione? Non sarà mica dovuta a una proliferazione di quel batterio strano, originario di Frascati, che doveva fare sfracelli delle scorie radioattive ed invece è scomparso nell’oblio del tempo?

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Giancarlo

      Additionally, except for D-H exchange, pressurization with deuterium should produce similar amounts of heat as pressurization with hydrogen, i.e., any chemical isotope effect should be small.

      Un effetto isotopico era stato riscontrato nel rapporto Fralick dimenticato nel cassetto e tanto rimpianto da Junio Valerio. Purtroppo non ne conservo traccia perché lo HD esterno che uso come archivio fa le bizze e non mi consente l’accesso.
      Anche il Dr Michael Maxelon aveva trovato comportamenti diversi tra i due isotopi:
      https://fusionefredda.wordpress.com/2012/02/21/cardone2/#comment-3865
      Non ho letto la richiesta di brevetto di Kidwell; vale la pena di farlo? Se dovessimo leggere tutte le richieste di brevetto che sono state avanzate in ff non potremmo più uscire di casa. Questa è migliore delle altre?
      Hai notato che Hermano Tobia non ha risposto al mio commento sul lavoro di Huke?
      Anche Junio Valerio tarda a rispondere alla mia richiesta di testare il brevetto di Arata in pubblico o di fronte a testimoni autorevoli .
      Hanno perfezionato la tecnica del mordi e fuggi?
      Kidwell può essere lasciato in attesa del suo brevetto, Junio Valerio no, deve essere incalzato ogni giorno. Nimis ausus est.

      • Giancarlo ha detto:

        @Camillo
        Non ho letto la richiesta di brevetto di Kidwell; vale la pena di farlo?
        Io l’ho letta abbastanza a fondo, soprattutto nella parte generale, quella prima delle rivendicazioni. L’ho letta soprattutto per cortesia nei confronti di HT che me l’aveva proposta. Alcune cose si imparano, come ad esempio la necessità di disperdere le nanoparticelle (1%) in una matrice di substrato per evitare che i maltrattamenti dovuti ai cicli che si susseguono le facciano sinterizzare distruggendo così il nanomiracolo (ma prima, senza nanocose, come la facevano la FF?).
        Kidwell non dice mai la parola nucleare ma è chiaro che lo pensa. In ogni caso non si tratterebbe del processo Preparata (nell’articolo nell’edizione cartacea di wired su AR diviene Cammarata) vista la totale assenza di elio. C’è anche il cherry picking, ammesso spontaneamente, molte volte il fenomeno non si presenta o si presenta in misura trascurabile. Essendo la US Navy ci aspettiamo una demo consistente a breve, così come ce l’aspettiamo dalla Nasa. E’ chiaro a questo punto che se non verranno è perché tutto sarà stato messo a tacere; del resto già ce lo ha anticipato cacaduro sopra.

        Quello che capisco meno è l’accalorarsi su brevetti che invece con la FF non c’entrano nulla. Ne è un esempio, tra tanti, quello proposto da Andrea su 22passi che riguarda un metodo per realizzare circuiti conduttivi o piezoresistivi in 3D su substrati polimerici; è pure l’occasione per darci qualche legnata ben assestata, anche se francamente mai mi espressi contro tali tecnologie (anche se nutro qualche perplessità sul potere risolvente dei laser, del resto i raggi X in microelettronica si usano per questo). Ma deve essere il suono piezo che lo eccita alquanto.

        L’altra cosa che mi lascia perplesso sono i voli pindarici di persone intelligenti che si dilettano a tratteggiare scenari improbabili: a meno che non lo facciano per gioco, qui è la conoscenza tecnica, non della fisica di base, che si annacqua un po’. E non conforta l’essere open minded.
        Del resto non tutti hanno idea di come è fatto un cavo che deve trasportare impulsi da 1 GW o del botto che fa una batteria di condensatori che si scarica in men che non si dica attraverso un thyratron senza carico. Eppure i fulmini li vedono dalla nascita. Oppure che non sanno quanto pesa un autotrasformatore da 3 kW. Oppure non immaginano che la generazione di seconda armonica è un fenomeno estremamente inefficiente, figuriamoci la millesima armonica…

        • Melchior ha detto:

          @Giancarlo
          “Oppure che non sanno quanto pesa un autotrasformatore da 3 kW”
          In effetti, mi ha fatto venire la curiosità, quanto pesa all’incirca un trasformatore da 3kW con nucleo in ferrite alla frequenza di lavoro di 50kHz ?

        • Melchior ha detto:

          “non tutti hanno idea di come è fatto un cavo che deve trasportare impulsi da 1 GW o del botto che fa una batteria di condensatori”
          sopratutto se nell’idea proposta non ci sono nè cavi nè “condensatori” da comprare nel negozio sottocasa 🙂
          Siamo ancora al p. 4 ?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Giancarlo

          Essendo la US Navy ci aspettiamo una demo consistente a breve,

          Io dalla US Navy non mi aspetto proprio niente, perché il gruppo SPAWAR di Frank Gordon della US Navy di San Diego non produsse mai qualcosa degno di essere registrato nelle banche dati. Il Contrammiraglio Brady giustamente si seccò.

          Brady gave the following instructions to SPAWAR researchers:

          1. Immediately cease all LENR research at SPAWAR.
          2. Return any unused funds for LENR research.
          3. Withdraw any pending proposals for LENR research.
          4. Do not publish additional scientific papers on LENR research.

          Che Kidwell abbia capovolto la situazione mi suona strano. E’ un perfetto sconosciuto in campo nucleare. Comunque aspettiamo un mesetto e vediamo.

        • Giancarlo ha detto:

          @Melchior
          quanto pesa all’incirca un trasformatore da 3kW con nucleo in ferrite alla frequenza di lavoro di 50kHz
          Manca un dato, la tensione massima di lavoro; immagino sul secondario voglia farla diventare qualche kV o ho capito male? Me lo faccia sapere e lunedì Le dico il peso.

        • Hermano Tobia ha detto:

          @Giancarlo
          Innanzitutto grazie per l’analisi che come sempre è interessante ed acuta. Provo a rispondere sui punti sollevati:

          Ma la cosa che per me andrebbe spiegata meglio è che l’effetto è sensibile, ossia il rapporto tra entalpia in ingresso e quella in uscita è elevato, solo per substrati di allumina o zeoliti. Non è che magari la spiegazione va cercata lì? Tu che ne pensi?

          Non credo sia da ricercare lì l’origine dell’eccesso di entalpia; il dispositivo descritto da Kidwell è a mio avviso un’evoluzione dell’esperimento di Fralick replicato indipendentemente da Liu, dove lo stesso eccesso veniva riscontrato utilizzando il solo Pd. La cosa interessante è che Kidwell ha escluso che tutta l’entalpia in eccesso fosse attribuibile al calore di sostituzione.
          Per comodità riporto il lavoro di Liu (pubblicato su J. Phys. D):

          http://www.lenr-canr.org/acrobat/LiXZcorrelatio.pdf

          Qui Liu viene a conoscenza, tramite Biberian, dell’esperimento di Fralick ed evidenzia che il fenomeno è lo stesso: http://newenergytimes.com/v2/library/2006/2006LiuB-ExessHeat.pdf

          Tu che passi ogni tanto da queste parti che significato dài agli strati dei fili di Celani? erano 700, poi 450, poi di nuovo 700, ora 500 oppure 2 (“nanodiamandois”); ma strati di che? deposti come?

          Non ne ho idea. Come ho ampiamente detto, secondo me Celani ha fatto uno scivolone pubblicando su una rivista di dubbio valore, ma ritengo che abbia in mano anche lui un dispositivo che produce eccesso di calore, forse meno controllabile di quello che pensa.

          ma prima, senza nanocose, come la facevano la FF?
          Storms ipotizza che i processi elettrolitici possano provocare, in determinate circostanze, microfratturazioni nei catodi. Poi è noto che alcuni catodi funzionavano ed altri no, senza apparente motivo: magari quelli “buoni” erano stati preparati con un processo metallurgico diverso che provocava microfratture sulla superficie. Storms ipotizza anche un effetto analogo provocato dall’esplosione delle bolle di cavitazione, ma sono solo ipotesi.

          C’è anche il cherry picking, ammesso spontaneamente, molte volte il fenomeno non si presenta o si presenta in misura trascurabile.

          Una riproducibilità parziale è del tutto normale quando non sono noti tutti i fattori che determinano il fenomeno. Come ben sai nel periodo pionieristico dei semiconduttori, su 10 transistor costruiti ne funzionava forse 1 (e lì c’era anche la teoria a supporto).

          Sui diversi “flavour” di LENR: il notevole volume di brevetti richiesti a riguardo negli ultimi tempi sembra un indizio in tale direzione; probabilmente il fenomeno esiste in molte varianti ed è quindi difficilmente brevettabile.

          Sull’origine dell’energia in eccesso, penso che si brancoli ancora nel buio.

        • FermiGas ha detto:

          Melchior scrive:
          “Oppure che non sanno quanto pesa un autotrasformatore da 3 kW”
          In effetti, mi ha fatto venire la curiosità, quanto pesa all’incirca un trasformatore […]

          Sorvoliamo sul fatto che un trasformatore non è proprio la stessa cosa di un autotrasformatore…

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  34. Giancarlo ha detto:

    @Melchior
    sopratutto se nell’idea proposta non ci sono nè cavi nè “condensatori” da comprare nel negozio sottocasa
    Francamente ho perso il conto delle soluzioni proposte. Diciamo però che rimango ancorato a due fili ordinari che si vedono entrare nell’hot-cat. Quindi suppongo che il tutto avvenga dentro il tubo che Proia tiene in mano.

  35. Camillo Franchini ha detto:

    @Giancarlo
    @FermiGaS

    Daniele segnala che in un articolo datato 18 gennaio 2013 pubblicato da Le Scienze si legge questa informazione sorprendente:

    Il 99 per cento circa dell’energia solare assorbita grazie alla fotosintesi viene convertita in energia chimica.

    Si tratta di un errore deplorevole, che Marco Cattaneo dovrebbe affrettarsi a segnalare.
    L’efficienza di trasformazione dell’energia solare radiante in energia chimica è infatti data dallo schema seguente:

    bilancio energetico
    Lincoln Taiz, Eduardo Zeiger
    Plant Physiology
    Sinauer, 2002

    Anche se si ragiona in termini di efficienza di trasformazione dell’energia dei fotoni assorbiti in energia contenuta nell’ATP, si ottengono dati molto più bassi.
    Franklin M. Harold
    A Study of Bioenergetics
    W.H Freeman, 1986
    In sum, of 14,6 eV put into the system, at least 4.6 + 0.85 = 5, 5 eV is recovered in the chemical potential of the NADPH-NADP+ and ATP-ADP couples. This is often expressed by assigning photosynthetic energy transduction an “efficiency” of 5.5/14.6 x 100 = 38 percent.

    Se serve, posso inviare la scansione delle pagine del capitolo “Thermodynamics of Photosynthesis” dello Harold.

    La fotosintesi clorofilliana avviene con bassa efficienza, perché le reazioni sono tipicamente irreversibili. Una volta sintetizzata una molecola non può regredire nel reattivi di partenza, non sarebbe molto comodo per il vivente.
    La smania di pubblicare porta spesso a improvvisare. Per fortuna i lettori diventano sempre più accorti e prudenti.
    Mi dispiace che, pur essendo abbonato a Le Scienze, non ho notato l’articolo, che mi affretto a rintracciare.

    • Giancarlo ha detto:

      @Camillo

      Credo che ci sia un doppio equivoco. L’articolo cui vi riferite è comparso solo sull’edizione delle scienze online per questo non l’hai trovato.
      Secondo me andrebbe letto per capire che cosa effettivamente c’è scritto (sembra parta da una simulazione) e in ogni caso si riferisce alla fotosintesi da parte di batteri che vivono in profondità. Dal solo abstract non è chiaro se il 99% della radiazione solare che arriva sul microorganismo a -2000 m è convertito in energia chimica o se sia invece il 99% dell’energia gia assorbita. Se la fatina mi recupera il lavoro lo leggo volentieri anche se non ci capirò nulla…

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Giancarlo

        Qualunque sia il supplemento di informazione che otteniamo, la notizia sarebbe rivoluzionaria. L’1 % che manca serve per il sink che è una necessità del 2° principio della termodinamica. Pensa che un rendimento del 100 % comporterebbe la violazione del 2° principio, che richiede che ogni trasformazione energetica sia accompagnata da degradazione in calore di parte dell’energia trasformata.
        Se si pensa che le reazioni vitali sono rigorosamente irreversibili, è difficile pensare a un rendimento così elevato.
        La letteratura scientifica è fatta così; ecco perché Silvano Fuso aggiorna così spesso i suoi libri sulla falsa scienza.

      • Camillo Franchini ha detto:

        @Giancarlo

        Un rendimento di trasformazione dell’energia solare in energia chimica del 99 %, significa rendere insignificante la variazione di entalpia conseguente alla formazione del glucosio, partendo da due molecole stabilissime come l’acqua e l’anidride carbonica.
        Via, non scherziamo.
        Quanto meno l’espressione:

        Il 99 per cento circa dell’energia solare assorbita grazie alla fotosintesi viene convertita in energia chimica.

        deve essere riformulata. E’ un cazzotto sul cuore.

    • oca sapiens ha detto:

      @Camillo
      Il pezzo su Le Scienze è un po’ strano, l’energia solare c’entra poco e la “coerenza quantistica” di Preparata per niente.**
      Parla di un batterio delle profondità marine (fotoni pochi) che prende elettroni dai solfuri e ne trasferisce tutta l’energia (eccitoni) alle proteine per la fotosintesi. L’efficienza del 99% riguarda il trasferimento, non quello che succede dopo.

      ** in biologia, di solito si usa la meccanica quantistica mainstream: http://www.ks.uiuc.edu/Research/quantum_biology/

      • mW ha detto:

        Quando sono andato all’acquario di Genova, c’era una piccola mostra di foto sui pesci abissali.
        C’era scritto che a migliaia di metri di profondità, la luce è del tutto trascurabile. La vita vegetale, e quindi animale, a quelle profondità, non si basa sulla fotosintesi, che avrebbe effetti trascurabili, bensì sulla “chemiosintesi”.
        Mi ricordo che c’era scritta una cosa tipo “fontane sulfuree”!
        Ecco, era come se nelle profondità del mare, al posto del sole ci fossero queste fontane sulfuree. Chissà se ricordo bene.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @mW

          Le cose stanno proprio così. I fotoni solari sono la fonte di energia che conosciamo di più, però l’energia vitale può essere anche di natura chimica, come quella contenuta nei composti solforosi riducenti che vengono emessi da sorgenti sottomarine. L’energia per forme primitive di vita deriva dalla loro ossidazione. I soli vincoli ineliminabili sono la presenza di acqua e temperature inferiori a 90° C, quando gli effetti di TΔS sono irrilevanti rispetto a ΔH.
          Queste sorgenti di energia chimica dimostrano che la vita può formarsi spontaneamente ovunque si presentino condizioni favorevoli, contro la visione creazionista che colloca la vita solo su un pianeta.

      • Camillo Franchini ha detto:

        @oca sapiens

        Il 99 per cento circa dell’energia solare assorbita grazie alla fotosintesi viene convertita in energia chimica.

        Comunque la si contestualizzi, la proposizione è sbagliata. La vita si basa su reazioni irreversibili, quindi il rendimento energetico deve essere basso. A meno che si tratti di forme di vita labili, evanescenti, poco più che agglomerati molecolari. Un rendimento del 99 % nella trasformazione avvicina pericolosamente le reazioni alla reversibilità. L’organismo vivente stabile deve cedere molto calore all’ambiente.
        Però quella frase contiene i termini “energia solare” e “fotosintesi”, non ci sono ambiguità; il rendimento della fotosintesi è più che noto, è molto basso ed è normale che sia basso.

        • Giancarlo ha detto:

          @Camillo
          Non credo, il lavoro è fuori dalla mia portata decisamente, che si stia parlando di efficienza energetica, ma piuttosto, come fa notare Sylvie di efficienza di trasferimento. Come dire che tutti i fotoni visti dall’occhio raggiungono il cervello. Questo non implica che l’occhio li veda tutti.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Giancarlo

          efficienza di trasferimento.

          No, si tratta proprio di efficienza energetica:

          Il 99 per cento circa dell’energia solare assorbita grazie alla fotosintesi viene convertita in energia chimica.

          Si passa da una forma di energia (energia solare) a un’altra forma di energia (energia chimica). Si tratta proprio di efficienza energetica.

        • oca sapiens ha detto:

          @Camillo
          sì, Le Scienze ha sbagliato, ma Giancarlo no. Il 99% riguarda proprio l’energia conservata dagli elettroni mentre vanno dall’antenna all’FMO complex e da lì al centro x la fotosintesi, non il rendimento della sua trasformazione.
          E l’FMO sarà solo un “agglomerato molecolare” (eh, aggloméré toi-même!) che non trasforma niente ma è così straordinario che c’è gente che lo studia da una vita.

          @mW
          forse sorgenti sulfuree?
          Effetti trascurabili per gli eucarioti senz’altro, ma quei batteri non sprecano un fotone.
          .

        • Camillo Franchini ha detto:

          @oca sapiens

          quei batteri non sprecano un fotone

          E’ questo aspetto che mette in sospetto. I batteri qualche fotone devono sprecarlo. La vita ha bisogno di sprecare, di scartare.
          Leggo:

          Studiando i batteri verdi sulfurei, che vivono fino a 2000 metri nelle profondità marine, si osserva che la quantità di luce solare che possono sfruttare è talmente limitata da essere trasformata quasi al cento per cento in nutrimento. Recenti progressi nelle tecniche di microscopia non-lineare ultrarapida hanno permesso di osservare in questo processo di trasformazione estremamente efficiente indizi di fenomeni di coerenza quantistica.

          A 2000 metri non esiste energia solare. Il limite per le piante verdi si colloca intorno a 40 m (il mio critico Andrea mi corregga se sbaglio di molto).
          Attenti, perché un rendimento del 100 % significa violazione del 2° principio. I batteri verdi sulfurei devono per forza degradare una parte dell’energia che ricevono.
          Non è per sminuire il lavoro di quei bravi ricercatori è solo per conferire consequenzialità alla loro ricerca.
          Secondo quei ricercatori non esisterebbe flusso di energia.
          A grandi rivendicazioni grandi prove. Suggerisco grande prudenza.

      • FermiGas ha detto:

        Oca Sapiens scrive:
        l’energia solare c’entra poco e la “coerenza quantistica” di Preparata per niente.

        Ma io non capisco davvero l’impostazione dell’articolo di Passerini “Quanto conta la coerenza quantistica? Tanto!”… La “coerenza” (che parola ammaliante, nevvero?) è necessaria pure nell’esperimento di Young del 1801. Dunque, si sarebbe potuto concludere allo stesso modo che trattasi di un altro passetto avanti verso la riabilitazione post mortem di Giuliano Preparata e Jacques Benveniste e la comprensione scientifica di fenomeni come le LENR e la memoria dell’acqua ?

        Se non sbaglio, Passerini dice che ha frequentato il biennio d’ingegneria: non ha forse sentito parlare di un corso che si chiama Fisica Generale II?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @FermiGas

          Questi personaggi hanno presente che esiste anche una resa quantica della fotosintesi? Scrivano tutto quello che credono, ma devono rendersi conto che in natura non esistono rendimenti del 100 % e nemmeno vicini al 100 %. Meno che mai nei fenomeni vitali, anche se avvengono 2000 metri sotto il livello del mare.
          resa quantica
          Lo scopo è sempre lo stesso, riabilitare post mortem Preparata: culto della personalità si diceva un tempo.

        • oca sapiens ha detto:

          @FermiGas
          e dopo l’esperimento dell’UniBo, votato il più bello della fisica.

          @Camillo
          qualche fotone lo sprecano, esageravo per contrastare quel tuo “agglomerato”. Dei fotoni ci sono anche a 2000m, parecchi arrivano per vie traverse, per es. da fotobatteri phosphoreum che li emettono da dentro pesci ossei morti.
          La frase che citi sul nutrimento non so da dove salti fuori. Gli autori si fermano all’agglomerato che chemiosintetizza nel rispetto del II principio. E che non ha niente di speciale, mentre l’altro è un gioiello dell’evoluzione…

  36. Mario Massa ha detto:

    @Melchior
    “In effetti, mi ha fatto venire la curiosità, quanto pesa all’incirca un trasformatore da 3kW con nucleo in ferrite alla frequenza di lavoro di 50kHz ?”

    Uno dei più piccoli generatori che costruisco ha proprio quella dimensione e lavora a 5000V. Il peso del trasformatore è circa 1.5 kg. Ma ho visto realizzazioni in aria forzata molto più piccole.

    • Giancarlo ha detto:

      @Mario
      Che te possino… 🙂

      Di a Melchior anche la temperatura di Curie dei nuclei migliori tipo il Silectron, il Silicore o il Permendur così si toglie la strana idea di infilare il trasformatore nel tubo dell’hot-cat.
      Anche se con un nucleo di cobalto forse ce la potrebbe fare.

      • Melchior ha detto:

        @Giancarlo
        “si toglie la strana idea di infilare il trasformatore nel tubo dell’hot-cat”
        Per togliersi di testa un’idea bisognerebbe prima averla avuta!
        Dell’hot-cat sappiamo pochissimo. Cosa le fa pensare che l’hot-cat sia alimentato esclusivamente con tensioni 220V/50Hz ?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Melchior

          Dell’hot-cat sappiamo pochissimo.

          Appunto, che senso ha occuparsi ancora del mammozio di AR. E’ l’iniziativa di un privato che segue una sua personalissima politica promozionale. Che interesse può avere Rossi in un blog come questo? Una volta che si è stabilito che le reazioni nucleari non sono catalizzabili né con polverine né con altri espedienti, cosa c’è da aggiungere? Il tema non trova spazio nella chimica nucleare. Può interessare solo i tifosi di 22 passi, che non sanno di cosa occuparsi.
          Per me Rossi è OT, siete d’accordo?

        • Cimpy ha detto:

          Se mi consente di andare ot ogni tanto… Rossi è comunque citato anche da Celani, almeno a voce e in qualche video su youtube…c’era anche Celani in via dell’elettricista, no?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Cimpy

          Rossi è comunque citato anche da Celani, almeno a voce e in qualche video su youtube

          Mi dispiace dare un dispiacere a Cimpy, quindi sotto con i mammozi più inverosimili.
          L’interesse di Celani per Rossi è peloso; ha fatto finta di aiutarlo per stroncarlo; sono come il Papa e Lutero, due confessioni diverse. Si può bere un chiaretto insieme, poi ognuno a casa propria.

        • mW ha detto:

          “Cosa le fa pensare che l’hot-cat sia alimentato esclusivamente con tensioni 220V/50Hz ?”
          I cavi che ho visto nelle foto?

        • Giancarlo ha detto:

          @Melchior
          Cosa le fa pensare che l’hot-cat sia alimentato esclusivamente con tensioni 220V/50Hz ?

          Che diamine, il rapporto cosiddetto Penon! Lei non lo ritiene affidabile?
          L’alimentazione fu misurata o ricordo male? Nessuno osservò i cellulari che ronzavano, o sbaglio?

        • Melchior ha detto:

          @Giancarlo
          Forse lei ha il rapporto completo ?
          Non ho trovato questa informazione in giro
          http://www.greenstyle.it/e-cat-il-report-sullhot-cat-mostra-un-cop-di-117-12278.html

        • Giancarlo ha detto:

          @Melchior
          Lei è molto simpatico ma la sua spiritosaggine non attacca. Io parlavo del report Penon, quello pubblico di metà agosto. Mi pare di ricordare che Lei ne condividesse i risultati. Pensa che in un mese, fino a Pordenone, abbiano rivoluzionato la macchina e messi i risultati in un report che nessuno ha visto? Fanno prima a cambiare progetto che a scrivere un report?
          Comunque tra un po’ sapremo la Verità, non ci resta che aspettare senza fare ipotesi vaghe.

        • Cimpy ha detto:

          tra un po’ sapremo la Verità, non ci resta che aspettare senza fare ipotesi vaghe

          Chiedo venia per l’OT, ma:
          con Rossi, è un ritornello che si ripete uguale dal 2010, a cadenze di 3 / 6 mesi. Ogni volta pensando “ma questa è la volta buona”. Questa è la volta buona?…

  37. Camillo Franchini ha detto:

    @Hermano Tobia
    @Giancarlo

    Ho letto il brevetto di Kidwell, che mi ha molto impressionato per la chiarezza di esposizione. K. dimostra anche di avere un’ottima competenza di chimica, si capisce subito.
    Alla fine dell’introduzione però K. scrive:
    The source of the remaining excess enthalpy is unknown.
    L’espressione “excess heat” è deceptive, perché è noto che l’assorbimento di idrogeno in particolari materiali è un fenomeno a entalpia negativa. Si tratta di calore in eccesso rispetto al calore di assorbimento? Se è una quantità misurabile ma poco importante, il fenomeno può essere descritto in un articolo scientifico; se il calore sviluppato eccede di ordini di grandezza il calore chimico, si deve necessariamente ricorrere a un’ipotesi nucleare e allora si chiede un brevetto. Ma questo non sembra il caso, perché l'”excess heat” si affaccia con molta discrezione, a volte è assente.
    Se si fa l’ipotesi nucleare si devono cercare i prodotti della reazione DD o di altra reazione, ossia si devono cercare neutroni e radiazione gamma. Kidwell non l’ha fatto; non possiamo scusarlo. Le obiezioni alla DD sono oggi le stesse dei primi mesi dopo marzo 1989: se non ci sono prodotti di reazione, bisogna ricorrere a tre miracoli e questo è imbarazzante anche per Mastromatteo. Siamo rimasti alla filosofia del Rapporto 41.
    Per concludere il mio modesto giudizio, direi che si tratta di un lavoro egregiamente compilato, ma molto timido. E’ chiaro che Kidwell spera nel nucleare, ma non osa scriverlo, pensando all’astuto Miles:
    Melvin Miles was granted in 2004 a patent for a cold fusion device, and in 2007 he described his efforts to remove all instances of “cold fusion” from the patent description to avoid having it rejected outright.
    Gli servirà non avere usato l’espressione proibita “cold fusion” per ottenere il brevetto? Secondo me no.
    Qualcuno sa se prima della richiesta del brevetto K. ha scritto un articolo su questo argomento?
    A parte le rivendicazioni, l’aspetto del brevetto è quello di un articolo.
    Comunque sono stati fatti progressi dai tempi di Pamela, che riusciva a vedere calore, ma doveva misurare la velocità della reazione che produceva quel calore con strumenti da evento singolo, tipo CR39. C’è poco da illudersi, come sanno quelli che producono SNAP, una reazione nucleare che produce calore sensibile deve fare scappare gli operatori a gambe levate. Nel nucleare non esistono scorciatoie o soluzioni user friendly.
    Kidwell sembra di altra levatura, anche se non cerca radiazioni, commettendo un grave errore di credibilità. Segue il pessimo insegnamento del Rapporto 41: ciò che non si cerca non c’è.
    La ff continua a parlare italiano. Se non figura da Passerini può anche farcela; o è troppo tardi? Kidwell, attento alla Sfiga Passerina.

  38. Camillo Franchini ha detto:

    @Giancarlo
    @Mario Massa
    @AleD

    Secondo voi, Junio Valerio si metterà in condizione di farci vedere in azione il compressore elettrochimico modello giapponese Arata?
    Il suo silenzio mi preoccupa. Secondo me ha trasformato la bomboletta di palladio in un gioiello e non più i soldi per procurarsene un’altra. Tra l’altro come e quando ha utilizzato quel marchingegno? Non l’ha mai usato nei suoi esperimenti a quanto pare.
    Visto che l’uscita del giorno 8 Aprile su 22 passi è stata clamorosa, si potrebbe chiedergli di farsi vivo e di dimostrare a una delegazione di esperti che il compressore Arata funziona?
    Se non risponde entro breve tempo rischia di apparire un millantatore, con o senza logo INFN.

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Mario Massa

      Camillo non so se Celani avrà tempo e voglia di mostrarci il compressore.

      Tempo e voglia li trova perché sa che mi spazzerebbe via per sempre. La sfida è troppo alta perché Celani possa permettersi di non coglierla. In ogni caso se non la coglie, lo definirei un millantatore da questo blog.
      Il sito che mi ha suggerito non si apre, puoi rivedere un momento?

      fidati di un ingegnere meccanico

      Fidati di un chimico, perché si tratta di elettrochimica. La cella deve essere questa o concettualmente simile:
      cella
      Ho fatto il nome tuo e quello di Giancarlo, perché mi ricordo che eravate possibilisti. Più fair di così non posso.

      • Giancarlo ha detto:

        @Camillo
        Ti confermo che, per pressioni non altissime, io penso che l’aggeggio funzioni.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Giancarlo

          Ti confermo che, per pressioni non altissime, io penso che l’aggeggio funzioni.

          Ti confermo che, secondo me, l’aggeggio non può funzionare. Si sta facendo una bella gara. Siccome Junio Valerio ha lanciato la sfida non resta che raccoglierla.
          H-Pd

      • Mario Massa ha detto:

        @Camillo
        “Tempo e voglia li trova perché sa che mi spazzerebbe via per sempre.”

        Come sei esagerato! Sei così severo con te stesso da non concederti di sbagliare una volta (ammesso che tu stia sbagliando)?

        “fidati di un ingegnere meccanico”

        Intendevo solo sulla interpretazione del disegno che puoi vedere al link lunghissimo che ho messo e che non riesci ad aprire: devi copiarlo tutto tale e quale (anche se una parte non appare blu) senza tentare di togliere spazi o altro e ti manda allo scaricamento di un PDF. Se non funziona chiedo aiuto a qualcuno più esperto di me in queste cose.

        http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=99&ved=0CHsQFjAIOFo&url=http%3A%2F%2Fwww.platinum
        metalsreview.com%2Fpdf%2Fpmr-v7-i4-122-164.pdf&ei=Eq8BUIAuxuLhBL7ewZQI&usg=AFQjCNHgRmp0qdzw7uIJBRlMbYOXmwwvqg

        “La cella deve essere questa o concettualmente simile”

        Alla pagina 129 di quel documento è rappresentata una cella identica che utilizza anzichè una sola “bomboletta” tanti tubetti chiusi a una estremità (per resistere alla pressione pur con la parete sottile) . Che sia aperta si deduce dal disegno ma anche dal testo. Che siano entrambi errati mi pare poco probabile data la serietà della rivista (ma non escludo mai niente).

        • Mario Massa ha detto:

          Grazie Dumah, così il link è molto meglio.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Mario Massa

          Grazie Dumah, così il link è molto meglio

          Come vedi, la cella elettrolitica che produce piccole quantità di idrogeno sotto pressione è di tipo chiuso (closed ended silver-palladium tubes). Quella di Arata è una cella aperta. Produrre idrogeno in pressione in una cella elettrolitica chiusa è un gioco da ragazzi; basta applicare l’equazione di Nernst.
          Non dimenticare che il riferimento è la cella di Arata che ho riportato in diverse occasioni.

        • Mario Massa ha detto:

          Scusa Camillo, da dove hai dedotto che la cella elettrolitica è chiusa? Dal disegno appare aperta (il coperchio è appoggiato e senza guarnizioni, non è presente valvola di massima pressione di scarico dell’ossigeno, non è presente bocca di reintegro acqua) e dal testo si deduce che è necessario solo aggiungere ogni tanto acqua per avere un flusso continuo di idrogeno (a 27 bar). Sbagliato sia il disegno che il testo? Non lo escludo.
          Probabilmente lo deduci dal fatto che prima parla di filtri per diffusione di miscele di gas che necessitano di pressione parziale a monte superiore a quella a valle per cui se per l’elettrolizzatore le cose stessero come appare a me, l’autore dell’articolo dovrebbe manifestare perlomeno meraviglia. Se il tuo ragionamento è questo concordo, ma per confermarlo occorre chiarire gli errori di cui sopra.

        • Mario Massa ha detto:

          @Camillo
          “closed ended silver-palladium tubes”
          Vedo adesso. Questo si riferisce alla moltitudine di tubetti da 1.6mm che costituiscono tante “bottigliette” in parallelo del tuo schema, non alla cella che appare aperta.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Mario Massa

          “La cella deve essere questa o concettualmente simile”

          Equivoco clamoroso: non intendevo la cella costruita nel 1963 da Darling, intendevo la cella che Celani deve esibire in pubblico.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Mario Massa

          Cella Darling

          pmr

          Mi piacerebbe capire come funziona la cella Darling.
          L’anodo è indicato bene. Il collegamento elettrico del catodo non è riportato. Il deflusso dell’idrogeno non mi è chiaro, perché il dettaglio “tubes soldered with fine gold” non mi è chiaro. Comparto catodico e comparto anodico non sono separati. Se la cella è aperta i due gas idrogeno e ossigeno scappano nell’atmosfera mischiati insieme, facendo ciottolare il coperchio.
          Comunque lascio a te di farmi capire come funziona la cella, se ne hai voglia. Grazie.

        • Mario Massa ha detto:

          Ciao Camillo, come noti anche tu il disegno è lacunoso: non è indicato il collegamento per il negativo ma è chiaro che deve essere collegato al “stainless steel base plate”. Il catodo è composto dai 100 tubetti verticali chiusi in alto e aperti in basso sotto la piastra di fondo (“platinum tubeplate”), saldati a oro alla piastra di fondo (che fa parte del catodo e deve avere la superficie più piccola possibile perché l’idrogeno da essa generato si mescola all’ossigeno dell’anodo e va perso). Tale piastra è soggetta a pressione dal basso verso l’alto a causa dell’idrogeno che si raccoglie sotto di essa e appare un po’ sottile (essendo di platino avranno risparmiato al massimo). Considerando un diametro di 80mm e uno spessore di 3mm come potrebbe sembrare, la sollecitazione massima a 27 bar è di circa 300N/mm2 che per del platino, anche se legato, non è poco. Come mai non hanno posto un bullone centrale di fissaggio?
          L’ossigeno e la parte dell’idrogeno che non è penetrato nei tubetti effettivamente si mescolano e escono dalla fessura tra coperchio e contenitore in vetro. Il flusso è così piccolo (circa 1 litro/minuto) che il coperchio non “ciottola”.

          L’idrogeno che è entrato nei tubetti esce dal basso dove sono aperti e si raccoglie tra la piastra di fondo e il “stainless steel base plate”. Quest’ultimo a destra ha l’attacco per il prelievo del gas in pressione (“pure idrogen outlet”). La tenuta del gas (27 bar) tra il “stainless steel base plate” e il “platinum tubeplate” è garantita da un OR (si vede solo la sede a sezione quadrata). La tenuta dell’elettrolita tra il contenitore in vetro e il “platinum tubeplate” è ottenuta con una semplice guarnizione piana in teflon (“PTFE washer”). Il contenitore in vetro è serrato contro la base dall’anello conico (che non ha riferimento) probabilmente mediante corti tiranti non indicati. Tra l’anello conico e il vetro è indicato un anello in gomma per evitare danni al vetro.
          L’anodo, costituito dai due tubi concentrici, può essere sollevato e tolto completamente durante il funzionamento senza pericolo data la pressione nulla e la bassissima tensione (occorre solo avere attenzione all’elettrolita che contiene acido solforico), in modo da aggiungere acqua quando necessario. Infatti il testo dice: “per assicurare una continua produzione di idrogeno l’unica attenzione necessaria è una periodica aggiunta di acqua distillata”.

          L’efficienza è molto alta, dato che dichiarano di produrre 120 Nl/h con 500W. Dal momento che per produrre quella quantità di idrogeno (ammesso che passi tutto attraverso i tubetti!) occorre una corrente di 290A, si deduce che lavorano a soli 1.7V. Qualche dubbio sulla frase: “l’unità è alimentata con la corrente proveniente da un piccolo raddrizzatore”: 290A un piccolo raddrizzatore? Utilizzando un trasformatore a presa centrale e 2 diodi shottky (che nel 1963 non c’erano) la dissipazione dei soli diodi sarebbe più di 100W (oggi si utilizzerebbe un raddrizzatore sincrono a mosfet che avrebbe dissipazione molto piccola, ma ovviamente allora i mos non esistevano).
          Come vedi anch’io ho qualche dubbio “ingegneristico” ma potrebbero aver gonfiato un po’ i dati per motivi commerciali. Che il sistema fosse una completa bufala mi pare strano.

        • FermiGas ha detto:

          Sì, ma 290 A… Ci vogliono cavi da ~150 mm^2, sbaglio?

        • mW ha detto:

          150 mm^2
          si, vanno bene.
          firmato: l’elettricista del quartiere.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Mario Massa

          Grazie per la risposta molto precisa e ingegneristica; ora riesco a capire come è costruito il Darling e quali sono le funzioni dei vari componenti.
          Non mi pare che quell’oggetto possa funzionare.
          Se la cella non è chiusa, l’ossigeno e l’idrogeno possono sfuggire insieme dal coperchio. E’ la via più facile.
          I tubicini sono perfettamente permeabili all’idrogeno e se qualcuno per scherzo imponesse una pressione di 400 psi dall’outlet (che diventerebbe un inlet) l’idrogeno passerebbe attraverso le pareti dei tubicini come fossero setacci. Non ci sarebbe barba di tensione a determinare una controcorrente di idrogeno.
          Il fondo di platino non si sfonderebbe semplicemente perché i 100 tubicini non offrono resistenza all’efflusso di idrogeno.
          Mi sembra un oggetto impresentabile quanto quello di Arata.
          Ciao

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Mario Massa

          La tensione di dissociazione dell’acqua è di 1,23 V. Anche tenendo conto di un piccola sovratensione dovuta al fatto che i catodi sono di lega Pd/Ag, con 1,7 V si ha un notevole sviluppo di gas misto che sfugge dal coperchio. Costruire un oggetto per produrre idrogeno e lasciare che buona parte dell’idrogeno sfugga non mi sembra razionale. Un oggetto simile non potrebbe essere montato in un laboratorio, perché non è consentito liberare gas tonante in un ambiente chiuso. Non si capisce perché non abbiano previsto un tubo di efflusso sul coperchio per scaricare all’esterno i gas di elettrolisi. Una differenza di pressione di 400 psi tra le due facce della lamina di platino è del tutto inimmaginabile. Quale forza produce quel gradiente di pressione, se il comparto catodico è aperto e i due gas di elettrolisi si mischiano? Inoltre la tenuta di 400 psi di idrogeno non può essere affidata a una sottile lamina di platino e a dei tiranti a molla. E’ saldata sulla basetta di acciaio? Non si direbbe, se c’è un o-ring di tenuta. Appena si forma pressione la lamina si deforma a cupola e sfugge dall’o-ring.
          Ci vuole l’ingegnere per costruire, ma ci vuole l’elettrochimico per spiegare che cosa può o non può avvenire. L’elettrochimico afferma:
          H-Pd
          Junio Valerio deve passare sul mio cadavere per dimostrare che l’elettrochimica non funziona nei suoi costosissimi esperimenti a base di bombolette di palladio.
          Ora vedo su 22 passi se Junio si è fatto vivo.

        • Melchior ha detto:

          Quello che mi preoccupa è che parlano disinvoltamente e senza ritegno di cold fusion.
          Come se non bastasse citano Celani!
          http://www.freepatentsonline.com/8419919.pdf
          Che ne pensate di aggiungerla alla lista:
          http://www.freepatentsonline.com/crazy.html

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Melchior

          Ho letto il brevetto in fretta, se serve lo rileggo, ma mi sembra che il brevetto non si occupi per niente di ff. Gordon e la Pamela possono brevettare quello che vogliono e citare la bibliografia che gli sembra più utile; l’importante è che non si tratti di brevetti ff.
          Salvo ricredermi se cita qualche riferimento alla ff. Si sa, sono furbacchioni, può darsi che abbiano fatto come Miles che è riuscito a farsi brevettare un congegno ff senza mai usare l’espressione tabù.

        • Melchior ha detto:

          @Franchini
          La richiesta è del 2007. Dopo sei anni non si sono accorti della mancanza di un solido supporto scientifico delle teorie esposte? Non bastava dare un occhiata alle pubblicazioni citate per rendersi conto che si trattava soltanto di patascienza ?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Melchior

          Non ho mica scritto che si tratta di patascienza. Gordon e Pamela non sono obbligati a scrivere solo di ff. Se il brevetto è passato significa che non si tratta di ff, dato che è un brevetto americano. O se è passato come ff, significa che hanno fatto come Melvin Miles, hanno giocato d’astuzia, camuffando la ff.
          Brevettare ff non è consentito in America. Punto. Se qualcuno riesce a passare attraverso le maglie, cappello. A noi in fondo basta il principio, non vogliamo deplorare che tizio o caio hanno gabbato lo santo. Chissà quanto volte è capitato. Non si metterà mica a cercare altri brevetti ff? Chissà quanti ne trova. Tutti furbacchioni che hanno fatto come Miles.

        • Melchior ha detto:

          @Franchini
          “Non ho mica scritto che si tratta di patascienza”

          Nel testo:
          “The embodiments of the invention relate generally to the FIELD of ELECTROCHEMISTRY.
          Generated particles may be captured by other nuclei TO CREATE NEW ELEMENTS, to REMEDIATE NUCLEAR WASTE, to treat cancerous tumors, or to create strategic materials.”

          Come definisce il tentativo di utilizzare l’elettrochimica “TO CREATE NEW ELEMENTS, to REMEDIATE NUCLEAR WASTE” ?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Melchior

          Come definisce il tentativo di utilizzare l’elettrochimica “TO CREATE NEW ELEMENTS, to REMEDIATE NUCLEAR WASTE” ?

          Ha perfettamente ragione. Mi fa piacere che Pamela e i suoi amici siano riusciti a ottenere un brevetto fuori dalla SPAWAR. Sono ragazzi tosti.

          At least one patent related to cold fusion has been granted by the European Patent Office.

          Secondo me brevetti sulla fusione fredda se ne troveranno sempre qua e là. Se qualcuno come Lei ce li segnala ci fa un grosso piacere.
          Resto però dell’opinione che la scienza non si manifesta attraverso i brevetti, ma attraverso le pubblicazioni.

        • Cimpy ha detto:

          Resto però dell’opinione che la scienza non si manifesta attraverso i brevetti, ma attraverso le pubblicazioni.

          Noialtri della Curva, nella nostra beata ignoranza, siamo persino agnostici nei confronti delle pubblicazioni: le prendiamo per buone, in generale, ma non ci fidiamo mai del tutto, ché siamo grezzi, e solo di fronte a cose tangibili e diffuse siam pronti a credere davvero. Se qui “diffuso” proprio non si può avere, noialtri cavernicoli chiediamo almeno il “tangibile”, che siamo quasi tutti analfabeti.

          Qualcuno, dietro alla lavagna, ha del pollo arrosto?

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Cimpy

          Vada anche Lei da Celani quando presenterà la replica del brevetto di Arata. E’ l’occasione buona per vedere se un brevetto è sempre “tangibile” o se può essere anche un acchiappacitrulli. Anche i cavernicoli sanno distinguere tra un articolo e un brevetto. Una volta ho presentato un brevetto di Cardone che conteneva errori madornali di chimica nucleare. La richiesta di brevetto passò; un articolo non sarebbe passato. Sempre più spesso i ff si esprimono attraverso brevetti, anche se gliene passano uno su dieci si dà una grande soddisfazione ai tifosi. Di là stanno festeggiando come Silly Potti, champagne e mortadella.

        • Cimpy ha detto:

          questo tifoso è diverso. Questo tifoso non crede finchè non tocca e se non tocca, sa di credere sulla fiducia, ma dà fiducia solo alla scienza mainstream.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Melchior

          Se posso darLe un consiglio, lascerei perdere i brevetti come fonte di informazione scientifica. Non si è mai fatto ed è bene continuare così.
          I brevetti interessano soprattutto i ff, che sono emeriti furbetti e non dispongono di letteratura recensita. Quindi, sotto con i brevetti.

          The inventor of three such patents had his applications initially rejected when they were reviewed by experts in nuclear science; but then he rewrote the patents to focus more in the electrochemical parts so they would be reviewed instead by experts in electrochemistry, who approved them.

          Come vede, il modo di brevettare un mammozio si trova sempre. Più complicato farsi accettare un articolo.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Mario Massa

          Come sei esagerato! Sei così severo con te stesso da non concederti di sbagliare una volta

          Per un chimico commettere un errore di elettrochimica è grave come per un biologo non conoscere i meccanismi della fotosintesi.
          Io speriamo che me la cavo.
          Comunque è bene che il nodo sia venuto al pettine; era troppo tempo che Junio Valerio mi rinfacciava di mancare di rispetto ad Arata, ingegnere scienziato premiato dal Tenno.
          Saluti

  39. mW ha detto:

    Allora,
    per Mario può funzionare,
    per Giancarlo può funzionare,
    per Franchini non può funzionare.

    Cimpy, vado a prendere i pop-corn e torno!

    • Camillo Franchini ha detto:

      mW

      Cimpy, vado a prendere i pop-corn e torno!

      La situazione è proprio questa. Mentre aspettiamo l’invito di Junio, esaminiamo qualcuno degli articoli e brevetti trovati da Mario Massa. Per adesso non riesco a utilizzare il link che ci ha fornito.

    • Cimpy ha detto:

      pop-corn

      Va bene però, per me e marmaglia simile, mettete anche i sottotitoli, eh?….

      • sandro75k ha detto:

        @Cimpy
        ti sono a fianco, passami una birra…. Non ho ancora capito che problema ci sia se il compressore funzioni o meno dato che la ragione non è comunque da ricercarsi, a quanto pare, nella FF!!!

  40. Camillo Franchini ha detto:

    @Giancarlo
    Tu stesso ci hai segnalato questo compressore elettrochimico:
    https://dl.dropbox.com/u/66642475/Hydrogen%20Compressor.pdf
    Funziona perché il comparto catodico è sigillato, non è aperto come nella cella Arata.

    If the cathode compartment (Vc) is hermetically sealed, the formation of hydrogen at the cathode results in the increase of the pressure pc.

    La differenza sta tutta lì.
    Comunque vediamo come si comporta Junio Valerio, che ha lanciato la sfida. Secondo me nasconde la mano in tasca.

  41. Camillo Franchini ha detto:

    @AleD

    Se poi è Celani a tirarsi indietro (come ha fatto Rossi) allora questo diventa un altro discorso ancora, ma ad oggi pare proprio non essere così.

    Mi pare invece che la storia si ripeta. Sono anni che Celani strepita sul suo compressore e quando arriva il momento di trionfare su chi ha sempre negato la consistenza dell’invenzione di Arata, non accetta la sfida che ha lanciato in grande.
    Lei forse lo conosce, lo può tirare un po’ per la giacchetta?
    Credo che dovrò preparare “Celani 4”.

    • AleD ha detto:

      Non lo conosco e, per essere chiaro, sono un ignorante in materia.
      Lei dirà, un altro ancora? Si, un altro…
      Vado a buon senso sapendo che non basta, comunque ovviamente se è Celani a tirarsi indietro allora il buon senso è sufficiente per considerare il tutto come fuffa.
      Di gente innamorata delle proprie idee ce n’è che metà basta.

      • Camillo Franchini ha detto:

        @AleD

        Grazie per seguirci con impegno.
        In attesa di una convocazione da Celani, varrebbe la pena esaminare il materiale – articoli e brevetti – che Mario Massa dice di avere trovato sulla compressione elettrochimica in cella aperta. A questo potremmo dedicare due o tre giorni di studio.
        Dico subito che dei brevetti mi fiderei poco, perché a volte non hanno contenuto tecnico/scientifico.

  42. Giancarlo ha detto:

    @Melchior
    Trasformatore di nostro progetto per alimentatore switching leggero ad alte prestazioni.
    Potenza 6,6 kW; isolamento 9,5 kV; peso 3,3 kg dimensioni 132x153x100H. Nucleo in ferrite fino a 200 kHz.
    Nessun ritorno dal campo (leggi treno) per avaria del trasformatore. Forse si può stringere un po’, ma siamo in linea con quanto detto da MM.

  43. Giancarlo ha detto:

    @Camillo
    Secondo me continuiamo a parlare di cose diverse. Nessuno mette in dubbio la termodinamica, si sta solo parlando del trasferimento di energia dalla molecola eccitata dal fotone a molecole vicine per “simpatia” (coerenza). Il meccanismo non è spiegabile classicamente (è troppo veloce per essere classico e legato alla diffusione). Se ho ben capito questo permette all’energia di raggiungere l’obiettivo, ossia il centro di reazione, in modo molto veloce e senza perdite. A questo punto entrano in azione le reazioni chimiche che obbediscono a mamma termodinamica e fanno quello che dici tu, ossia sprecano un po’ di energia.
    Trovi il concetto sul blog di Peppe Liberti di un anno fa, circa.
    http://blog.focus.it/quantum-beat/2012/05/31/la-vita-quantistica-delle-piante/

    Ovviamente non è che io sia molto convinto che Preparata parlasse di tale coerenza, ma si sa, la forza delle parole è enorme, specialmente quando non si capiscono.

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Giancarlo
      Tu scrivi:

      Se ho ben capito questo permette all’energia di raggiungere l’obiettivo, ossia il centro di reazione, in modo molto veloce e senza perdite.

      Se però leggo:

      la quantità di luce solare che possono sfruttare è talmente limitata da essere trasformata quasi al cento per cento in nutrimento.

      Leggo una cosa diversa e molto temeraria. Quella gente non si ferma al punto che indichi tu, va oltre. Fanno un’affermazione che stravolge la termodinamica. Se si vogliono produrre delle molecole utili alla vita, la cessione di calore e di prodotti di scarto all’ambiente deve essere molto importante. Non sono consentite le scorciatoie tipo quella che ho riportato.

      • Giancarlo ha detto:

        @Camillo
        la quantità di luce solare che possono sfruttare è talmente limitata da essere trasformata quasi al cento per cento in nutrimento.

        Camillo, l’articolo delle Scienze, la vulgata, non corrisponde minimamente al contenuto dell’articolo originale. Quella frase che tu riporti è pura invenzione.

        L’articolo originale e questo e dice quello che sto cercando di spiegare. Le Scienze lo ha male interpretato, il nutrimento non c’entra nulla. Quello avviene secondo termodinamica e non può essere altrimenti.
        La cosa fantastica è invece che le molecole cooperano per inviare l’energia a destinazione, senza dispersione. In questo si raggiunge il 100%: tutto arriva a destinazione. Poi viene degradato.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Giancarlo

          Remarkably, these processes often have a quantum efficiency of almost 100%, and uncovering the underlying biological design principles could inspire important new developments in artificial light harvesting technologies.

          Si tratta di un articolo arXiv al quale auguro successo, ma bisogna che abbia molta fortuna. Una molecola eccitata si diseccita per fluorescenza molto volentieri, riemettendo il fotone che ha ricevuto sotto forma di una cascata di fotoni. Se si considera che solo il 5 % dell’energia che impatta su una foglia si trasforma nell’energia chimica dei carboidrati, c’è da dubitare che l’efficienza quantica del processo descritto in Fig. 1 raggiunga almost 100 %.
          Secondo me Passerini avrebbe fatto meglio ad aspettare che l’articolo uscisse su una rivista.

        • Giancarlo ha detto:

          @Camillo
          Continuiamo a non capirci.
          Prendiamo una fotocella al silicio caricata su una resistenza e illuminiamola con luce al di sotto di 1 micron di lunghezza d’onda. In media 60 fotoni su 100 daranno luogo a coppie elettrone-lacuna. Gli altri 40 ricadranno nel tuo schema entropico. Gli elettroni raggiungeranno il carico tramite un piccolissimo filo metallico, con un’efficienza di trasferimento pari a circa il 100%. Gli elettroni verranno dissipati nella resistenza aumentando l’entropia dell’universo. Sperò di non aver detto stupidaggini.
          E’ di quel 100% di energia trasferita a destinazione che stiamo parlando. Ora i batteri ricevono pochissimi fotoni e alcuni li PERDONO nel processo di rivelazione; non possono permettersi di perderne degli altri, però non hanno fili di rame. L’energia deve essere inviata al carico biologico, che la consumerà termodinamicamente e farà proliferare il batterio.
          Quello che gli autori dicono (e non sono i primi, tutti lavori pubblicati su riviste autorevoli) è che tramite il meccanismo classico di eccitazioni e diseccitazioni delle molecole che costituiscono le proteine interessate, l’energia fluirebbe più lentamente di quanto osservato e parte finirebbe in altre zone non utili del batterio, trasformandosi in calore inutilizzabile.
          A questo punto entra in gioco la coerenza quantistica, che NON è la coerenza di Preparata (vedasi FermiGas e l’interferenza), la quale coerenza fa risuonare le molecole all’unisono per cui si genera una sovrapposizione di stati che guida l’energia velocemente e senza perdite al bruciatore termodinamico (chimico). Con efficienza di trasferimento del 100% circa: nessun fotone VISTO viene perso. Rileggi bene il contesto della frase che hai commentato.
          Perché sul filo in rame l’energia arriva tutta al carico e nelle molecole non dovrebbe essere possibile? Il fatto che nel batterio profondo avvenga e nelle foglie no ci parla solo di come l’evoluzione sia stata un meccanismo formidabile, altrimenti il buon Dio avrebbe fatto anche le foglie così perfette.

          Il lavoro su arxiv è solo un pre-print, la pubblicazione su rivista prestigiosa è già avvenuta. Non è il primo lavoro e non sarà l’ultimo. Leggi il blog di Peppe Liberti. La MQ è quella classica, nessun miracolo strano.

          Preparata non c’entra nulla; la FF neanche esiste quindi non si capisce come potrebbe essere collegata.
          Passerini come al solito è un illuso. I commenti lì sono praticamente inesistenti, non c’è l’humus.
          Io NON so se il lavoro è buono, non ne capisco assolutamente nulla. Non mi pare però contraddire alcun principio primo.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Giancarlo
          @oca sapiens

          Grazie per lo sforzo che state facendo, che serve non solo a me ma a tutti.

          …la quale coerenza fa risuonare le molecole all’unisono per cui si genera una sovrapposizione di stati che guida l’energia velocemente e senza perdite al bruciatore termodinamico (chimico).

          Quel “senza perdite” applicato alla biologia ci porta al limite della credibilità. Prendo atto perché non posso fare altro.

          Perché sul filo in rame l’energia arriva tutta al carico e nelle molecole non dovrebbe essere possibile?

          Siamo sicuri che il confronto sia lecito?

          Il fatto che nel batterio profondo avvenga e nelle foglie no ci parla solo di come l’evoluzione sia stata un meccanismo formidabile, altrimenti il buon Dio avrebbe fatto anche le foglie così perfette.

          Certo, se sperimentalmente hanno trovato vita a 2000 metri di profondità senza che nei pressi ci sia una sorgente di gas riducenti del tipo descritto da mW resto sconcertato. Oca sapiens dice che fotoni si possono recuperare dal photobacterium phosforeum, ma anche così è dura fornire energia sufficiente a un vivente. La pressione evolutiva arriva quasi al miracolo.
          In base a scoperte come questa si può tranquillamente ipotizzare che in qualsiasi pianeta dell’Universo dove esista acqua e una temperatura che non spacchi le fragili molecole organiche la vita deve formarsi. Chissà cosa ne pensa Ubaldo.
          Qua si va ben oltre i vermoni che prosperano presso le sorgenti di gas solforosi.
          Oca sapiens ci informa che esiste molta letteratura sull’argomento; se trovo il tempo mi piacerebbe leggere altro.
          Resta che l’incipit di Le Scienze lascia di sale:

          Il 99 per cento circa dell’energia solare assorbita grazie alla fotosintesi viene convertita in energia chimica.

          Questo non può avvenire nemmeno nei batteri descritti nell’articolo. La trasmissione può essere efficientissima, la trasformazione dell’energia no, se vogliamo che resti l’irreversibilità dei processi vitali.

        • Cimpy ha detto:

          La pressione evolutiva arriva quasi al miracolo.
          In base a scoperte come questa si può tranquillamente ipotizzare che in qualsiasi pianeta dell’Universo dove esista acqua e una temperatura che non spacchi le fragili molecole organiche la vita deve formarsi.

          La Curva osserva perplessa: nella nostra beata ignoranza, noialtri incolti abbiamo pochi punti fermi che tracciano una via offuscata – non c’è modo di provare scientificamente l’esistenza o meno di un incipit casuale o divino, e se questa premessa fosse accettata, ogni tifoso sceglie da che lato stare in base a quanto meglio può vivere con se stesso. Io ho scelto il Caso al posto di Dio, ma non mi illudo che si possa vincere la battaglia. La vita organica che conosciamo può essere diffusa in tutti i mondi compatibili dell’Universo, ma resterebbe sempre il problema di incrociarli davvero: siamo tanto piccoli, tanto brevi e le distanze tanto lunghe che possiamo solo immaginare – qualcuno più intelligentemente, qualcuno più umoralmente, ma prove provate nisba.

          Solo per dire che Ubaldo potrebbe comunque rispondere qualcosa, senza tema di essere smentito almeno nel breve arco di tempo in cui qualche (Poche?Tante?Tutte?) generazione ci saluti dal futuro…

          Va bene, me ne torno in balconata a mangiare i pop.corn con mW e .Sandro75K (c’è ancora birra in frigo, vuoi?) .

          ps: Indopama, stanne fuori!

        • oca sapiens ha detto:

          @Giancarlo
          ups, non avevo letto tutto il thread, lo dici molto meglio tu.

          @Camillo
          è uscito su Nature Physics che ne pubblica tanti sullo stesso tema. E un hot topic.
          L’analogia con la foglia ti svia, credo. Prova a pensare a un’antenna di poche decine di nanometri che deve intercettare un fotone da 400-500 nanometri. Quante volte lo manca?

        • Camillo Franchini ha detto:

          oca sapiens

          Prova a pensare a un’antenna di poche decine di nanometri che deve intercettare un fotone da 400-500 nanometri. Quante volte lo manca?

          Un’antenna così non può funzionare. L’onda di 400-500 nanometri non si accorge dell’antenna di poche decine di nanometri; l’avvolge in un abbraccio affettuoso e se ne va indisturbata e non rivelata.

        • sandro75k ha detto:

          Sbaglio ma è come se si sostenesse che le molecole cooperano per inviare solo “l’informazione” del grado di eccitazione in modo tale che non si abbia dispersione?

  44. oca sapiens ha detto:

    @sandro75k (16 aprile 2013 alle 10:04 am)
    ho capito così anch’io, lo dicono molti articoli precedenti, per es.
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1578489/
    Per fan della molecola:
    http://quantumdynamics.wordpress.com/2012/09/24/good-or-bad-vibrations-fmo-complex/

    • Camillo Franchini ha detto:

      @oca sapiens

      Grazie per i documenti. Li ho aperti e subito chiusi perché non ci capisco niente, trattandosi di biofisica.

    • indopama ha detto:

      se pensate che l’apprendimento (informazione) venga stivato nel cervello ed essendo anch’esso fatto degli stessi atomi di materia del resto che ci circonda, allora puo’ avvenire lo stesso in qualsiasi altra parte dell’universo ed imparare ad usarsi al meglio, come facciamo noi. quindi tutto cio’ che esiste e’ intelligente? e le leggi di causa-effetto come si conciliano con il libero arbitrio?

  45. mW ha detto:

    @Oca,
    tu scrivi:
    “Dei fotoni ci sono anche a 2000m, parecchi arrivano per vie traverse, per es. da fotobatteri phosphoreum che li emettono da dentro pesci ossei morti.”
    Se lo dici, è sicuramente vero, ma non so se sia fondamentale per la vita a quelle profondità.
    Non so se ho capito bene, ma se
    1_i vegetali usano i fotoni prodotti dai batteri
    2_i batteri si cibano dei pesci morti
    3_i pesci mangiano i vegetali
    intuitivamente il sistema sembra abbastanza isolato, e quindi non potrebbe durare.
    Mi occorre il sole o le sorgenti sulfuree.
    Torno a mangiare i pop corn con cimpy.
    Ho preso anche le giuggiole a forma di bottiglietta di coca-cola.

  46. Camillo Franchini ha detto:

    @oca sapiens
    @Giancarlo
    @FermiGas
    @mW

    Ho l’impressione che ci stiamo occupando di argomenti già acquisiti dai biochimici. Per esempio (Taiz):

    The size of the antenna system varies considerably in different organisms, ranging from a low of 20 to 30 bacteriochlorophylls per reaction center in some photosynthetic bacteria, to generally 200 to 300 chlorophylls per reaction center in higher plants, to a few thousand pigments per reaction center in some types of algae and bacteria. The molecular structures of antenna pigments are also quite diverse, although all of them are associated in some way with the photosynthetic membrane.
    The physical mechanism by which excitation energy is conveyed from the chlorophyll that absorbs the light to the reaction center is thought to be resonance transfer. By this mechanism the excitation energy is transferred from one molecule to another by a nonradiative process.

    Ho l’impressione che i preparatini preferiscano usare il termine “coerenza” al più comune “risonanza” e che cerchino di contrabbandare per novità concetti generalmente acquisiti. Si fanno belli con panni usati.

    Il guaio è che nessun biologo è presente nel nostro gruppo a dirigere l’orchestra.

  47. Camillo Franchini ha detto:

    @oca sapiens

    Per farci capire che Arata è un personaggio molto in vista in Giappone, Junio Valerio scrive:

    Nel Dicembre del 2005 Il Prof. Yoshiaki Arata, per i suoi meriti Scientifici e Tecnologi volti a migliorare la qualità della vita della Popolazione in Giappone (e non solo), ha ottenuto il prestigiosissimo “Empereor Prize”. Tale premio, in Giappone, è di fatto considerato, per alcuni aspetti, addirittura più “importante” rispetto al premio Nobel.

    Scritto in un contesto ff, sembra che Arata abbia ricevuto un riconoscimento dall’Imperatore del Giappone per le sue realizzazioni ff. In realtà è stato premiato per motivi più seri:

    He is awarded for his great academic achievements in high temperature engineering and new welding science.

    Si tratta di una delle tante piccole astuzie di Junio Valerio. Egli ha scommesso molto su Arata; il suo mito di nano ff deve resistere.

  48. Giancarlo ha detto:

    Da Daniele c’è una new entry che gli sta dando del filo da torcere. Si chiama Davide Valenza, ha un passato come nucleare al Max Plank e ora sta a Monaco dove si occupa di brevetti, nel senso che li esamina. Vista la valanga di brevetti trovati in questi giorni, forse per compensare la delusione per il ritardo nella pubblicazione del rapporto di terza parte, è arrivato a fagiuolo.
    Intanto ha cominciato a definire bestialità la termalizzazione dei gamma.
    Poi ha stroncato come imbrevettabile in Europa il brevetto della Pamela.
    Ma si sa, in fondo da uno che lavorava per ITER che cosa ti puoi aspettare?

    • Camillo Franchini ha detto:

      @Giancarlo

      Al posto di Celani non mi metterei tanto in vista. Il blog generalista di Passerini non è un ambiente decoroso per un dipendente dell’INFN. Cosa pensaranno di lui gli altri 4999 colleghi?
      Gli conviene depasserinizzarsi.

  49. Camillo Franchini ha detto:

    @Tutti

    E’ arrivato il momento di cambiare articolo. Si passa a “Celani 3”. Spero che Junio Valerio sia lusingato per l’attenzione che gli dedichiamo.
    Contribuite numerosi divertendovi.
    Buona serata a tutti

  50. redazione ha detto:

    L’ha ribloggato su Io Non Faccio Nientee ha commentato:
    A volte ritornano

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