Cardone 3

Ancora una volta Cardone ci offre l’occasione di scrivere un articolo di contenuto piezo.
Per lasciare spazio al commento di altri, mi limito a esaminare brevemente il contenuto dell’ultima frase pronunciata ad Ancona il 30 novembre 2012 presso l’Accademia Marchigiana di Lettere, Scienza ed Arti.

Un bellissimo ciclo a 4 tempi, un “ideale” motore nucleare. Dall’Idrogeno al Ferro con la fusione, dal Ferro all’Uranio con la nucleosintesi, dall’Uranio al Ferro con la fissione, dal Ferro all’Idrogeno con la nucleolisi.

In questo modello a 4 tempi si salta ogni considerazione energetica, come è tradizione nel mondo piezo. Esaminiamo il bilancio energetico delle singole voci:

Idrogeno → Ferro
Reazioni esoergiche
Bisogna cominciare con la reazione molto rara p + p; pazienza, aspetteremo il tempo necessario, come fa il Sole.

Ferro → Uranio
Reazioni endoergiche

Uranio → Ferro
Reazioni esoergiche

Ferro → Idrogeno
Reazioni endoergiche

Cardone descrive un ciclo di reazioni nucleari; si parte dall’idrogeno e si ritorna all’idrogeno.
Se le reazioni fossero reversibili, il bilancio energetico sarebbe zero; trattandosi di reazioni irreversibili il bilancio energetico è negativo, quindi niente motore nucleare, ma pesante carro da trascinare.
Cardone ha voluto strafare, trascinato dall’entusiasmo del pubblico. Forse gli conveniva fermarsi all’immagine sconvolgente della lastra d’acciaio sciupata da una “fiammata” di neutroni.

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353 risposte a Cardone 3

  1. neutrino ha detto:

    Che onore il primo post del 3D

    Strano il nodo di Cardone di applicare per ottenere i finanziamenti:

    pag 3:
    Innanzitutto la storia – perché traccerò eminentemente la storia di questa ricerca – nasce dalla convenzione tra l’allora ministro della Ricerca Moratti e l’allora ministro della Difesa Martino, nel 2004, per una collaborazione tra enti pubblici della Ricerca ed enti della Difesa. La ricerca di nuove forme di reazioni nucleari fu fortemente voluta dall’allora Presidente del CNR Pistella.

    pag 25
    Tutto questo non sarebbe stato possibile se non con l’aiuto del motore immobile dell’Umano Universo: i soldi dell’Ente Nazionale Energia Atomica! E quindi corre l’obbligo, non si specifica quanto corre, ma corre, di ringraziare anche il Vice Commissario Governativo dell’Ente Nazionale per l’Energia Atomica (ENEA), professor Pietro Maria Putti, insegnante di materie giuridiche all’Università Politecnica delle Marche, nonché avvocato, e il capo Dipartimento Nucleare del medesimo ENEA, ingegnere Massimo Sepielli, i “santi paganini” della situazione, i quali hanno permesso la realizzazione di questi esperimenti che Albertini e Calbucci hanno portato al successo con il contributo dei tecnici della Meccano, fino all’esito felice della pubblicazione.

    Cardone stesso ammette con candore quanto sostenuto dalla famosa petizione dei mille.

    Egli per ottenere un pubblico finanziamento non applica come tutti i comuni mortali ricercatori e si sottopone ad una valutazione da parte di pari del progetto.
    Egli “entra in contatto con il potere decisionale” (pistella presidente cnr e pietro maria putti enea). Non e’ chiaro se questi personaggi si attivino dopo un parere positivo di esperti, ma in ogni caso sono ringraziabili per la loro benevolenza dal nostro.

  2. sandro75k ha detto:

    @Camillo

    Uno tsunami può spaccare in 2 una noce che galleggia sull’oceano?

    • Camillo Franchini ha detto:

      Sandro

      Uno tsunami può spaccare in 2 una noce che galleggia sull’oceano?

      Cacchio, questa è la migliore dell’anno. E’ farina del tuo sacco o hai copiato dal vicino di banco?

      • sandro75k ha detto:

        Ho preso ispirazione dagli altri commenti dei post relativi al piezo e ne ho fatto una sintesi. Non ricordo se era stato fatto un commento o una similutidine del genere ma quello era il succo del discorso… La mia , tuttavia, non era una domanda retorico-negativa, la mia, se me lo permette, è una sorta di provocazione per vedere se qualcuno agendo sui parametri dello” tsnunami” riesce a spaccare la noce oppure si arrende al problema…
        La ringrazio per l’opportunità!

        • Giancarlo ha detto:

          @sandro75k
          Se la noce è in alto mare è difficile che si spacchi. Se sta a riva dipende dalla dinamica.

        • sandro75k ha detto:

          @Giancarlo
          @Livio

          quali sono i parametri che definiscono la resistenza della noce al moto dell’onda? Nel caso della noce a riva , l’onda potrebbe arrivare perpendicolarmente alla noce e rompersi mentre nel caso in cui si trovasse in alto mare, la gran parte dell’energia dell’onda servirebbe solo a far sollevare la noce e farla arretrare rispetto al suo apice (cresta)… Questa dinamica vale per qualsiasi velocità dell’onda?

        • Valerio Peralta ha detto:

          @ Sandro75k,

          È sicuro che la noce galleggi sull’acqua? Non ne ho una per fare l’esperimento!

        • lordamian ha detto:

          Se la noce è isolata e galleggia senza interagire con nulla non si acorge dello tsunami; se al contrario la noce si trova a galleggiare sull’oceano assieme al altre mille noci tutte quante contenute dentro una cassa di legno sigillata, insieme ad altre 100 casse uguali sopra una barca che galleggia sull’oceano molto probabilmente sì.

    • Valerio Peralta ha detto:

      @Sandro75k,

      Finché lo tsunami rimane in alto mare, non ha modo di interagire significativamente con la noce. Si vedano i filmati “sull’interazione” tra nave militare giapponese al largo e l’ultimo, distruttivo, tsunami abbattutosi su Fukushima.

      saluti

    • Camillo Franchini ha detto:

      Sandro

      Se paragona lo tsunami a radiazione gamma mi fa arrabbiare come Mahler; se lo paragona a un mare di fononi il paragone è bene indovinato. Si tolga dalla testa che i gamma mantengano caratteristiche ondulatorie. E’ scritto sui testi che non è così. Studiate un po’ di più, ragazzi.
      Lo tsunami non spacca la noce nemmeno se è ferma sulla costa. Ci vuole un ragazzino che la colpisca con un sasso scagliato da una fionda. Il sasso deve avere dimensioni simili a quelle della noce, se vuole recuperare il gheriglio.
      Circa Mahler, lasciamolo dove si trova, perché ogni tanto straparla e non ho né tempo né voglia di rintuzzarlo. Lasciamolo qualche giorno fuori al gelo come Enrico IV.

      • sandro75k ha detto:

        @Franchini

        Volevo paragonare lo tsunami esattamente al “mare di fotoni” …

        • Camillo Franchini ha detto:

          Sandro

          Un mare di fotoni non serve a nulla; basta un un solo fotone di energia giusta. E’ la stessa identica cosa dell’effetto fotoelettrico descritto da Einstein e che imbarazzò tanto Millikan. Noi ora ne abbiamo addirittura una nozione intuitiva. All’epoca di Einstein, quando Huygens sembrava avere sbaragliato Newton da secoli, il ritorno al corpuscolare sembrava una bestemmia.
          L’ultimo chiodo lo mise la QED, esclusivamente corpuscolare.

        • sandro75k ha detto:

          @Camillo

          torniamo un attimo al problema? Possiamo analizzare i parametri dello tsunami? Cosa ne determina la velocità ? Quali i limiti di propagazione? La forma dell’onda è determinante nell’interazione con la noce?
          A quanto pare Giancarlo pensa che esistano condizioni di interazione tali per cui la noce possa rompersi mentre per lei no… Io, invece, devo ancora capirlo!

        • Camillo Franchini ha detto:

          Sandro

          Io, invece, devo ancora capirlo!

          Si ricorda che in ottica si dice che se si vuole vedere un oggetto submicroscopico si deve usare un pennello di luce che abbia una lunghezza d’onda confrontabile con la dimensione dell’oggetto da esaminare? La stessa cosa vale per il nucleo; il nucleo interagisce con un gamma invece che con un X perché la lunghezza d’onda associata è paragonabile alla dimensione del nucleo (qua faccio gongolare Mahler perché associo al gamma la sua lunghezza d’onda). Nel macromondo, la noce può essere schiacciata da un masso; nel micromondo ci vuole un sassetto delle sue dimensioni. Il masso ci gira intorno come un cane intorno a un riccio.

      • Mahler ha detto:

        Si tolga dalla testa che i gamma mantengano caratteristiche ondulatorie.

        Per favore, gli rispondete voialtri ché a me non dà retta???

        @Camillo
        Quindi secondo lei i gamma non possiedono lunghezza d’onda? E se la possiedono, ci può dire cosa indicherebbe?

        • Camillo Franchini ha detto:

          Mahler

          Quindi secondo lei i gamma non possiedono lunghezza d’onda?

          Lei sarà denunciato per turbare le menti dei giovani, non bastano già i ff, i fogli di ferro bruciati dai neutroni di Cardone?
          Non mi occuperò più di Lei e La terrò strettamente sotto controllo.
          Lei potrebbe impiegarsi da Cardone, o Carpinteri o Celani, a scelta.

        • Emilio ha detto:

          >Lei potrebbe impiegarsi da Cardone, o Carpinteri o Celani, a scelta.
          Ci sarebbe anche la EFA/Leonardo Corp che, oltre a tenebrosi idraulici e aitanti bodyguards, nello staff impiega anche valenti e gai architetti!
          Piccolo intermezzo faceto. Ricordate l’Unobtanium, inventato dal caro e coragioso Tia, che fece scaturire una serissima e competente risposta sul JoNP da parte del nostro geniale inventore nazionale?
          Orbene, su Vortex, una birichina e impenitente Susanna ha scovato notizia di nuovo elemento chimico scoperto in una università Ligure. http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg73726.html
          La tipa mi ha fatto venire i crampi al diaframma.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Emilio

          valenti e gai architetti

          Ecco, allora il nostro amico è un architetto con la passione della scienza. Gli piace considerare il côté ondulatorio dei gamma; ci si potrebbero costruire nanocircuiti adatti per nanotrasmettitori adatti per nani.

        • Valerio Peralta ha detto:

          @ Mahler,

          La lunghezza d’onda di un fotone di energia E equivale a:
          lambda=hc/E, con hc circa uguale a 1.239 X 10^-6 eV m.
          Ci si può divertire a valutare, per ogni energia, a quale scale spaziale si possa manifestare il comportamento ondulatorio.

          Saluti

  3. Emilio ha detto:

    >Molto rapidamente siamo arrivati a 375
    @Camillo
    ma se lo ricorda quando definirono questo posto “monobloggo”?

    • Camillo Franchini ha detto:

      Emilio

      ma se lo ricorda quando definirono questo posto “monobloggo”?

      Credo che tutti vedano che da quella parte sono in coma. Ormai vivono di Mistero; via lui, chiuso il blog. Daniele si è assunto il compito esclusivo di indicare al pubblico ludibrio quelli che ama.

      • Giancarlo ha detto:

        @Camillo
        Più che coma mi pare accanimento terapeutico. La storia delle ultime slide di Celani/Mastromatteo è vergognosa, e quella del software che modifica le curve è una baggianata da guinnes dei primati (intesi come scimmie). Si è vergognato pure Tizzboom che in genere cerca di mantenere un aplomb distaccato fungendo da mero notaio di quello che accade, seppure assai attivo su vari Forum e blog.
        Perché dovremmo credere a quello che ci racconta questa gente? sono totalmente stressati e inaffidabili. Dov’è la calorimetria se sulle ascisse c’è un pezzo della formula di Stefan-Boltzmann? Fregnacce, sempre. Dilettanti allo sbaraglio anche se a 23 anni hanno superato la maggiore età. Se io mi comportassi così nella mia vita professionale sarei in mezzo a una strada. Quando Franco Morici chiede a Santandrea perché il range di misura del suo calorimetro è espresso in J/s il silenzio delle risposte si fa assordante (l’avevo già chiesto io il giorno prima; anzi più che chiederlo avevo sbeffeggiato Santandrea che onestamente se lo merita per la sua approssimazione da dilettante scarso). Eppure basterebbe rispondere scusate mi sono espresso male, 15.000 J/s è la potenza massima che il flusso di raffreddamento (l’acqua) può asportare dal calorimetro; poi il calorimetro comincia a salire di temperatura finché si rompe o emette per irraggiamento venendo così meno alla sua funzione di misura; tutto questo è dovuto alla portata limitata del liquido di raffreddamento.
        Invece no, tacciono, dando l’impressione di non conoscere la risposta e di aver scritto cose a casaccio.
        Stasera sono velenoso.

  4. neutrino ha detto:

    @camillo
    oggi e’ toccato a me: sono in moderazione,

    @Tutti
    Qualche lettore e’ ricercatore CNR e Enea ?
    Ci puo’ descrivere la procedura con cui i due enti finanziano ricerche di medio taglio ??

  5. Mario Massa ha detto:

    So che è un po’ OT, ma su 22passi c’è un link a delle slides di Domenico Cirillo sulla emissione di neutroni termici da parte di una cella a plasma elettrolitico:http://www.22passi.it/pirelli/D_Cirillo_ISPRA_12_2012_ufficiale.pdf
    Data la mia ignoranza qualcuno può spiegarmi i dati di pag 15 e 16 (io non vedo nessuna evidenza).

    • Giancarlo ha detto:

      @Mario
      Ciao Mario
      Le slide 15 e 16 costituiscono la calibrazione dei rivelatori. Questi vengono esposti a un flusso costante di neutroni termici (1,2×10^12 neutroni al secondo per mm quadro, slide 12) e nella slide 16 la curva polinomiale in grigio costituisce il riferimento. La slide della misura è la 19 in cui si vede che i campioni 1 e 2 messi in prossimità del catodo, non si sa per quanto tempo (mi pare 5 minuti dal lavoro originario) hanno subito un irraggiamento da neutroni (?) pari a quello di calibrazione per 50-60 minuti.

      Ti consiglio le slide di Magro dell’ISPRA, molto ben fatte, che riporta quello che io vado dicendo ormai da 6 mesi. Spegnete la cella e osservate i gamma che ci saranno per molto tempo in presenza di trasmutazioni; sono misure inequivocabili e dànno conto anche degli elementi trasmutati solo osservando la distribuzione spettrale (energie dei fotoni gamma).

      • Camillo Franchini ha detto:

        Giancarlo

        Spegnete la cella e osservate i gamma che ci saranno per molto tempo in presenza di trasmutazioni; sono misure inequivocabili e dànno conto anche degli elementi trasmutati solo osservando la distribuzione spettrale (energie dei fotoni gamma).

        E’ da quando mi occupo di ff che lo ripeto: lascino perdere la calorimetria e facciano spettrometria gamma. Le trasmutazioni si vedono con l’analisi gamma dei prodotti di trasmutazione, non con la spettrometria ottica, X o elettronica. Devono entrare nella mentalità del chimico che si chiede costantemente: qual è lo strumento analitico più appropriato per una certa analisi? Per fortuna uno spettrometro gamma è alla portata di tutti i laboratori, non è costoso come un XRF.
        I fisici di oggi ripetono l’errore di Fermi che, disponendo di un solo chimico e di nessuna strumentazione analitica avanzata, scambiò i prodotti di fissione per transuranici. Hahn, Strassmann, Meitner, Noddack approfittarono abilmente di quella debolezza e fregarono elegantemente la scoperta a Fermi.
        Se si decidono a fare analisi radiometriche affidandosi a un Istituto di Chimica Nucleare e Radiochmica, presente in molte Università, nel giro di una settimana risolvono i dubbi dei ff di tutte le confessioni.

      • Camillo Franchini ha detto:

        Giancarlo,

        Questi vengono esposti a un flusso costante di neutroni termici (1,2×10^12 neutroni al secondo per mm quadro).

        Un flusso di neutroni così elevato può essere ottenuto solo in un reattore a piscina. Il Triga di Pavia, se funziona ancora, non fornisce un flusso così elevato. I reattori a piscina di Saluggia e di San Piero a Grado sono inattivi da molti anni. Dove sono andati? A Garching?
        Bisogna che scorra quelle diapositive, che mi figuro si trovino da Daniele, infaticabile procacciatore di informazioni, una specie di Krivit italiano.

        • Giancarlo ha detto:

          @Camillo
          Very sorry, errore mio di trascrizione 10^2 Neutroni eccetera. Chiedo scusa a tutti si vede che non ho mai fatto il bagno nella piscina di cui sopra.

          @Camillo, Mahler
          Proviamo a dire che il gamma isolato che interagisce con un atomo o un nucleo esibisce natura corpuscolare sempre. Quando fa parte di un fascio e dobbiamo decidere se un foro di determinate dimensioni agisce da sorgente secondaria secondo il principio Huygens-Fresnel allora conta la lunghezza d’onda.

        • Mahler ha detto:

          @Giancarlo
          Proviamo a dire che il gamma isolato che interagisce con un atomo o un nucleo esibisce natura corpuscolare sempre.

          Esatto, esattamente come qualsiasi altra radiazione elettromagnetica isolata, seppur con tutte le differenze dovute alle diverse lunghezze d’onda.

        • Camillo Franchini ha detto:

          @Giancarlo

          come qualsiasi altra radiazione elettromagnetica isolata

          Se posso capire che cosa significa una particella isolata, mi è più difficile cogliere il significato di “radiazione elettromagnetica isolata”. Nel primo caso vedo una collisione istantanea tra due particelle; nel secondo caso vedo un’azione prolungata nel tempo. Anche quella roba si misura in MeV?
          Io ho sempre più l’impressione che Mahler voglia distoglierci dal caso C&C, che è l’argomento di molti articoli, questo compreso. Distrarci è un’azione da troll.
          Devo richiamarlo ancora una volta: o si occupa di C&C o deve soprassedere. Arriverà il momento in cui l’interesse per C&C cade. Per adesso deve accettare di contestualizzare le sue osservazioni alle imprese di C&C, altrimenti aspetta altre occasioni.
          Buona serata

      • Mario Massa ha detto:

        Grazie Giancarlo. Approfitto per ulteriore chiarimenti:
        1 – cosa significa che hanno calibrato i 20 campioni in singolo cieco? Hanno usato dosimetri che erano già stati esposti durante la calibrazione?
        2 – capisco che il dosimetro vada calibrato per correlare l’intensità del flusso di neutroni con il numero di tracce in un certo tempo. Ma perché il numero di tracce non dovrebbe essere proporzionale al tempo di esposizione? Capisco che se lo hai riempito di tracce qualcuna non la vedi più per cui non è esattamente una retta, ma qui sembra quadratica: dove sbaglio?
        3 – In figura 19 vedo delle linee orizzontali colorate riferite ai vari campioni esposti nella cella. Cosa significano? Modo coreografico per dire che il sample 1 aveva 45 tracce?Da dove vedo il tempo della loro esposizione nella cella? Se ce le hanno lasciate 2 ore non è possibile che siano rumore? I dosimetri che hanno già tracce a esposizione 0 in calibrazione non dimostrano che rumore c’è ovunque? La non linearità in calibrazione non può essere dovuta a rumore importante rispetto ai 0.12uS/s del calibratore? Le condizioni fisiche del test possono generare false tracce non causate da particelle nucleari?
        4 – in queste celle per catodo si utilizza un elettrodo di tungsteno per TIG. Quelli marcati di rosso, molto comuni sono toriati. Se avessero usato un elettrodo toriato avrebbe influito sulla misura dato che decade proprio emettendo alfa?

        • Giancarlo ha detto:

          @Mario
          Questa è una risposta parziale al 3° quesito (loro lavoro). L’esposizione è due volte 500 s.
          The CR-39 detectors exposed to the plasma discharge recorded a significant number of tracks, while the ‘blank detector samples’, positioned far from the cell activity (> 5 m), but in the same room, did not detect any relevant tracks. The values of the track density measured after detector’s exposure to two plasma discharges under 290 V and 2.5 A, for 500 s, are similar to the density value measured after 50 min. exposure to the calibration flux of thermal neutrons (Fig. 3). From the calibration curve, an average thermal neutron flux of 720 n⋅s-1⋅mm-2 generated by the plasma discharge was estimated in the region of the CR-39 detector.

          Le righe sono folklore.
          Quanto al secondo quesito io ho interpretato la saturazione pensando che col tempo le tracce si sovrappongono e vengono contate una volta sola. Occorrerebbe uno specialista, forse neutrino può darci una mano. Il songolo cieco non ho idea che cosa voglia dire.
          Il quarto punto è interessantissimo, ne ero all’oscuro.

        • neutrino ha detto:

          @Mario
          Come in ogni lavoro di ff ls chiarezza non e’ di casa.

          dichiarano:
          Un gruppo di 20 campioni contenenti CR39 + H3BO3 sono stati consegnati all’ “Istituto Nazionale di Metrologia delle Radiazioni Ionizzanti” (Casaccia ENEA). …
          L’esposizione è stata fatta in ‘singolo cieco’. Noi non conoscevamo quali fossero i campioni esposti e il relativo tempo di esposizione.

          Poi per la curva di calibrazione elencano i vari campioni e la lettura delle tracce ed il relativo tempo di esposizione. Parlano di 20 campioni e poi ne leggono 17 (che fine hanno fatto gli altri tre ?) Io trovo discutibile il numero di campioni per classe di irraggiamento. A rigor di logica i campioni usati per la misura nella cella dovrebbero essere vergini, e non potrebbe essere altrimenti visto che i campioni usati per la calibrazione una volta letti sono inservibili …, ma non e’ dato il tempo di esposizione.

          Boh io personalmente non ho capito nulla.
          ps. Hai ragione i punti della calibrazione sono fittati da una retta e non da una curva polinomiale come mostrato.

        • FermiGas ha detto:

          1) Se io volessi far un test d’ipotesi per confrontare i 2 campioni vicini al catodo contro i campioni esposti al fondo del lab. in cui avviene l’esperimento (non il lab di calibrazione!), dai dati esposti nel .ppt, non potrei – in quanto non ho informazioni sul fondo. I campioni di fondo, ovviamente, dovrebbero essere stati esposti anche loro per 500 s, ma non ci sono informazioni esplicite al riguardo.

          2) Anche in questo caso (l’altro è Cardone), vedo che si sono eseguite poche misure: solo 2 in prossimità del catodo. Voglio ricordare che i valori critici, per es., della t-Student “esplodono” man mano che i g.d.l. (cioè la numerosità del campione) calano. Non mi stupirei, quindi, che da un test al livello 0,01 con quest’esigua numerosità del campione si dovesse concludere che non c’è differenza rispetto al fondo.

          3) Inoltre non capisco perché non abbiano raccolto più misure anche sul fondo del lab. di calibrazione. Come faccio a valutare se il metodo del CR-39 distingue efficacemente tra il fondo e 5’ d’esposizione, non disponendo della stima della dev. std. sul fondo?

          4) Siamo proprio sicuri che il CR-39 così approntato e immerso nel plasma evidenzi solo i neutroni lenti? Su EnergeticAmbiente trovo scritto (ma non comprovato) che protoni o altri ioni nella GDPE “buona” non hanno energia sufficiente a superare il contenitore e l’acido borico; nessun problema per gli elettroni e i gamma, dal momento che il CR-39 non è sensibile a questi; nessun problema per le alfa (e, pare, anche per i neutroni veloci), perché non ci sono. Io, però, sarei curioso di vedere come si comporta il CR-39 in prossimità di un arco elettrico o del catodo di una cella al plasma dotata di elettrolita ed elettrodi non ritenuti “produttivi” dagli autori, per vedere se compaiono fortuite analogie con le tracce rilevate nella GDPE “buona”. E poi, siamo sicuri che eventuali raggi UV nel plasma non sensibilizzino eccessivamente il CR-39? Siamo sicuri che il CR-39 non sia posto in condizioni di temperatura al limite delle sue specifiche (qui http://www.df.unibo.it/macro/intercast/charact.htm trovo: 100 °C per uso continuativo, 130 °C una volta sola per non più di un’ora) ? Ricordo che a 1 cm circa di distanza dal CR-39 il tungsteno fonde (Tf = 3422 °C). Mi sembra quindi lecito preoccuparsi del fatto che il dosimetro a CR-39 lavori fuori specifica, inficiando così i risultati ottenuti, o sbaglio?

        • FermiGas ha detto:

          Preciso, al mio commento precedente ancora in moderazione (4:15 pm), che per la misura del “fondo del lab. in cui avviene la GDPE” intendo lo sviluppo di campioni di CR-39 posti nelle medesime condizioni sperimentali (cioè a circa 1 cm dal catodo, stesso elettrolita e concentrazione, stesso catodo, durata 500 s, ecc.), ma a cella spenta, prima della GDPE. Non volevo dire di mettere i CR-39 lontano dalla cella, a caso nella stanza, come pare invece abbiano fatto (secondo quanto riportato da Giancarlo).

          Inoltre, penso che sarebbe stato interessante anche valutare le tracce impresse su campioni di CR-39 in condizioni di elettrolisi “spinta”, ad alta tensione, purché in assenza di plasma. Questo per valutare le differenze statistiche fra cella spenta, elettrolisi e plasma. Infatti, se emergessero delle differenze significative fra cella spenta ed elettrolisi “spinta”, se ne dedurrebbe che il metodo del CR-39 non sarebbe poi tanto buono, in quanto non ci si aspettano emissioni nucleari durante la classica elettrolisi.

    • Valerio Peralta ha detto:

      @Mario Massa,

      Se ho interpretato correttamente, si tratta della calibrazione dei dosimetri CR39. Ne trattano un certo campione con una sorgente di neutroni nota, esponendo vari lotti per tempi crescenti. Correlano quindi il numero di tracce rilevate sui dosimetri al tempo di esposizione, quindi al numero medio di neutroni incidenti, data la sorgente nota. Anch’io non sono un esperto, quindi posso aver capito male! Quello che non mi è assolutamente chiaro è se sia necessario immergere i dosimetri nel liquido in fase di reazione; cambierebbe molto se fossero posizionati all’esterno della cella? Si noti la deformazione della provetta plastica dopo il trattamento!

      @ Camillo

      cosa pensa del “Cirilliano”:

      “ioni di idrogeno monoatomico localmente distribuiti”?

      Saluti

      • Camillo Franchini ha detto:

        Giancarlo

        “ioni di idrogeno monoatomico localmente distribuiti”?

        E’ un pleonasmo. Trattandosi di una lega, tutti gli atomi metallici che occupano il nodo di un reticolo sono ionizzati, quindi anche gli atomi di idrogeno. A differenza dagli altri ioni metallici, gli ioni di idrogeno possono essere fatti partecipare a una corrente elettrica che consiste nel trasferimento degli ioni idrogeno da un nodo a un altro.
        Per l’idrogeno spesso non si tratta di nodi ma di siti interstiziali di minima energia.
        Ciao

        • Valerio Peralta ha detto:

          @Camillo,

          Mi era parso che qui si trattasse di una soluzione elettrolitica, non di una lega metallica…
          saluti

        • Camillo Franchini ha detto:

          Valerio

          Non date per scontato che io scorra tutte le pagine di Daniele. In particolare ho smesso di occuparmi di Cirillo da quando, insieme a Iorio, fondò la Scuola di Caserta. Una volta scrissero che con i loro mammozi riuscivano a produrre neutroni da protoni. Sono stati battistrada inconsapevoli di Abundo.
          Mi riprometto di leggere quello che ha scritto da Daniele.

  6. Camillo Franchini ha detto:

    @Tutti

    mi sto divertendo a individuare i Celani tedeschi.
    Per ora ne ho trovato uno:

    Lohnert gab während des US-Untersuchungsverfahrens zur Sonofusion Taleyarkhan 2007 und 2008 die Möglichkeit, seine Position in NED darzulegen. Lohnert wurde 2009 als aktiver Herausgeber von NED abgelöst.

    Lohnert, editore di Nuclear Engineering and Design (NED), lavorò con Taleyarkhan nel 2007 e 2008. Tornato in Germania, nel 2009 fu licenziato dalla rivista.

    • Giancarlo ha detto:

      @camillo
      Forse non volevi dire Celani…

      • Camillo Franchini ha detto:

        Giancarlo

        Forse non volevi dire Celani…

        No, sono proprio alla ricerca di Celani deutsch; per caso mi sono imbattuto in Cardone deutsch.
        I tedeschi possono leggere in tedesco quello che avviene in Italia sulla ff; i nomi di Rossi e Celani sono ricorrenti. Non mi sono ancora imbattuto nei nomi di C&C, ma ho appena cominciato a cercare. Per adesso non ho incontrato operatori o enti finanziatori come INFN, ENEA e, dicono, ENEL che sembrano investire a simpatia.
        C’è un certo Haiko Lietz laureato in sociologia e Science Reporter che passa il tempo a intervistare il mondo ff. E’ la copia tedesca di Krivit e Passerini. Si vede che la sociologia aiuta.
        E’ molto significativo che in Germania non ci siano associati al ISCMNS e che non vi abbiano mai tenuto uno dei loro meeting annuali.
        Mi interessa il mondo tedesco perché è gente meticolosa e seria. Investono molto in ricerca ma sanno distinguere i cacciaballe dai ricercatori seri.

  7. Ascoli65 ha detto:

    @Hermano Tobia,
    Rispondo qui al tuo messaggio del precedente post. Dei due argomenti che mi hai indirizzato, sonda fantasma e prove MFMP, comincio dal secondo, riservandomi di tornare in seguito sul primo.

    Seguo con interesse l’iniziativa dei ricercatori del MFMP. Mi ispirano fiducia. Benchè, per loro stessa ammissione, siano animati dal forte desiderio di dimostrare la realtà delle LENR, sembrano anche intellettualmente onesti al punto da riconoscerne eventualmente l’assenza, anche contro i loro immediati interessi.

    Sono intervenuto sul loro blog per condividere alcune delle idee che avevo già espresso su EA. E’ stato possibile mantenere il tono pacato, perché quel contesto è aperto a qualsiasi suggerimento costruttivo, anche se avanzato da posizioni manifestamente scettiche.

    La qualità del loro lavoro è ottima. Al contrario di quanto fatto da Celani, essi hanno condotto una vera campagna di calibrazione della loro cella, che gli ha consentito di ricavare una curva sperimentale con cui correlare, anche se in modo approssimato, la misura della Tout con quella del calore generato all’interno della cella. Applicando correttamente quella curva agli esperimenti effettuati con il filo di Celani, risultava però che il calore generato non si discostava significativamente dalla potenza elettrica assorbita e anzi, spesso risultava inferiore. Ho quindi suggerito che se volevano riprodurre i risultati di Celani dovevano adottare anche il suo metodo semplificato di “auto-calibrazione”. Questo è basato, come abbiamo già discusso su EA, sulla determinazione, alquanto arbitraria, di un unico coefficiente da inserire in una relazione, che stima in modo molto approssimativo il calore emesso dal tubo, attribuendolo integralmente all’energia ceduta per irraggiamento. Sono riuscito a farmi intendere solo al terzo tentativo, allegando il jpeg che hanno poi inserito qui http://www.quantumheat.org/index.php/follow/163-a-partial-explaination.

    Il grafico inferiore mostra la differenza tra il cosiddetto eccesso di potenza che si ottiene utilizzando la calibrazione MFMP (corretta, benché imprecisa), rispetto a quello che si ottiene con la procedura di calibrazione descritta da Celani. Entrambe le curve crescono nel tempo man mano che cala la pressione all’interno della cella (non riportata sul grafico), ma questo è qualcosa di cui si erano già accorti quelli del MFMP.

    I risultati che stanno emergendo dalla sperimentazione MFMP stanno via via confermando quanto era stato denunciato su EA subito dopo la divulgazione, avvenuta ad inizio agosto, dei risultati che Celani aveva ottenuto nei precedenti due mesi.

    In particolare si è visto come quel tipo di cella, ritenuta l’esempio più avanzato della ricerca scientifica FF, si comporti come un “anemometro a tubo caldo”, pronta a registrare qualunque spiffero. Curiosa la recente storia in cui uno striminzito watt apparso sulla curva desolatamente piatta dell’eccesso di calore, sia mestamente svanito dopo che era stata fissata meglio una tenda nei pressi della cella. I ricercatori MFMP si sono resi conto del problema e stanno facendo di tutto per isolare la cella dagli effetti dell’ambiente circostante. A fronte di questo loro sforzo, fanno sorridere le curve cammellate, ingobbite dagli effetti delle stufette e dei condizionatori del suo laboratorio, che Celani continua a riproporci.

    Altro aspetto importante è il famoso comportamento anomalo della resistenza del filo di Celani. Secondo me, dalla casistica molto più completa e metodica resa disponibile dal MFMP, si evince che la causa di questo comportamento, oltre che a trasformazioni morfologiche superficiali, è principalmente legata a fenomeni di ossidoriduzione del CU della costantana. In definitiva il trattamento di Celani ne provoca l’ossidazione, facendo salire la resistenza, e il riscaldamento in atmosfera di idrogeno lo riduce nuovamente a Cu metallico, il calo di resistenza che ne deriva viene interpretato come un comportamento anomalo NTC attribuito erroneamente al caricamento di idrogeno nel metallo.

    Infine, rispondendo puntualmente ai tuoi commenti, concordo con te nel ritenere che le termocoppie potrebbero risentire anche del calore irraggiato, proveniente quindi dai fili alimentati, che sono gli oggetti più caldi del sistema. Al calare della pressione questi fili cedono meno calore al gas, devono quindi aumentare la loro temperature per compensare questo calo con un maggiore irraggiamento. Se quest’ultimo influisce sulla Tout ne consegue anche l’apparente aumento di calore prodotto. Per questo penso che questo effetto dovrebbe manifestarsi con qualsiasi tipo di gas. Spero il MFMP indaghi anche questo aspetto.

    Staremo a vedere cosa come finirà questa meritoria iniziativa. Per ora mi sembra avviata a smentire ciò che si era riproposta di dimostrare.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Ascoli

      MFMP sta per Martin Fleischmann Memorial Project.
      Come c’era da immaginare, Celani fa esaminare i suoi fili di costantana ai suoi. E’ uno dei tanti modi per prendere tempo e cercare di durare per un altro quarto di secolo.
      A chi sarà toccato l’altro pezzo di costantana? O a Pirelli Labs o a UniBoh. Oppure sarà volato in Giappone da Takahashi.
      Se ci fosse una contestazione legale, credi che le prove addotte da STM e MFMP sarebbero accettate?
      In quegli ambienti non si ha idea delle caratteristiche che deve avere un test terzo.
      Scommettiamo che continuano a fare misure calorimetriche, le più incerte, quando sarebbe possibile procedere a misure radiometriche in tre giorni di setup?
      Dove avete trovato la relazione di Mastromatteo? Daniele non l’ha ancora offerta al pubblico.

      • Luke ha detto:

        “E’ uno dei tanti modi per prendere tempo e cercare di durare per un altro quarto di secolo”

        Concordo. Tempo fa avevo scritto proprio in questo blog che costoro hanno un’enorme quantità di tempo, energie e idee rispetto al comune essere umano. Quanti anni sono che Celani corre dietro a pochi watt? Basta che qualcuno al MFMP asserisca di non essser riuscito a replicare l’excess-heat che Celani si fermi? Inverosimile.Non c’è proprio speranza. Io personalmente non vedo possibilità di un dialogo realmente costruttivo.
        Figuriamoci poi se invece di Celani (che è comunque un rispettabile ricercatore molto più aperto al dialogo scientifico di altri) ci mettiamo coloro che hanno inventato nuove teorie fisiche più o meno unificatrici, macchine ad acqua e amenità del genere. Amenità perchè, in prima istanza, presentate nel modo più sgangherato possibile, e solo dopo perché irrealistiche o addirittura irrealizzabili.
        E’ come cercare di convincere il Papa che Dio non esiste.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Luke

          Figuriamoci poi se invece di Celani (che è comunque un rispettabile ricercatore molto più aperto al dialogo scientifico di altri)

          Non posso considerare Celani un “rispettabile ricercatore” scientifico. L’ultima scorrettezza che ha commesso è stata di affidare a personaggi ff alcuni tests su sue presunte invenzioni ff. Se qualcuno se ne accorge è squalificato. Mi meraviglia che non sia ancora accaduto, ma sarà questione di poco.

        • Cimpy ha detto:

          potresti anche farcela. Il vero problema sarebbe farglielo ammettere dal pulpito…

  8. Livio Varalta ha detto:

    Ferreo seguace!

  9. Mahler ha detto:

    @Tutti
    Potete spiegare voi a Camillo che non può moderarmi solo perché non accetta di avere torto sulla natura (anche) ondulatoria dei gamma, dei neutroni (visto che continua a dire che i gamma si comportano come i neutroni), dei protoni o di qualsivoglia altra particella o quasiparticella?

    @Camillo
    Ammetta per una volta che sui gamma sta letteralmente delirando e mi levi da quest’assurda moderazione, sbucata tra l’altro fuori nel momento in cui gli unici miei pochi interventi riguardavano l’origine della vita o facezie di pari fatta, tutti argomenti piuttosto neutri per lei e per l’universo dei commentatori di questo blog.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Mahler

      Potete spiegare voi a Camillo che non può moderarmi solo perché non accetta di avere torto sulla natura (anche) ondulatoria dei gamma, dei neutroni (visto che continua a dire che i gamma si comportano come i neutroni), dei protoni o di qualsivoglia altra particella o quasiparticella?

      Scrive delle banalità supreme che tutti conoscono.
      Il problema per i gamma è che nel contesto Carpinteri, il solo che ci interessa, il contesto cioè delle reazioni nucleari, i gamma devono essere considerati particelle esattamente come le particelle cariche. Ho anche citato Griffith per fargLielo capire (light behaves as a particle, on the subatomic scale.- Introduction to Elementary Particles, John Wiley and Sons). Come non bastasse, tutta la QED è basata sull’ipotesi particellare di Newton.
      La prossima volta che tenta di turbare la tranquilllità dei giovani studiosi di questo blog La sego per sempre. Lei è adatto più per Daniele che per questo blog, se ne è accorto?
      Non vorrei che questo blog venisse inquinato da scienza patologica.
      Lei argomenti citando testi di studio o articoli estratti da una banca dati. Tutto il resto è rumore improponibile.

      • Mahler ha detto:

        @Camillo

        Il problema per i gamma è che nel contesto Carpinteri, il solo che ci interessa, il contesto cioè delle reazioni nucleari, i gamma devono essere considerati particelle esattamente come le particelle cariche.

        Io non ho mai parlato di gamma nel contesto Carpinteri, anzi non ho fatto altro che ripeterle che non avrebbe dovuto farlo neanche lei, perché secondo me era l’approccio sbagliato.
        Abbiamo parlato di gamma, microonde e quant’altro solo quando ci siamo genericamente soffermati sui fononi, del reticolo o dei nuclei. E la genericità per me era condicio sine qua non per condurre quella discussione. Il problema è che c’è qualcosa che le brucia ma non vuole ammetterlo a se stesso. Di sicuro non ne ho colpa io.

        Non vorrei che questo blog venisse inquinato da scienza patologica.

        Non ho proprio idea di cosa stia parlando.

        Saluti

        • Camillo Franchini ha detto:

          Mahler

          Non ho proprio idea di cosa stia parlando.

          E’ facile capirlo. Io non avrei dato ospitalità in questo blog alla relazione Cardone, per non lasciare passare la suggestione che si può ricavare energia dal ferro. Anche gli argomenti farlocchi acquistano consistenza se se ne parla spesso, in occasione e siti diversi.
          Una cosa che rimprovero a Daniele è che per lui tutti i gatti sono grigi anche di giorno; per avere ospitalità da lui basta esporre idee eccentriche. Non esercita mai un filtro. Non dubito che molti giovani siano rimasti sconvolti da F&P, Celani, Abundo, Cardone, Carpinteri, per scrivere i primi nomi che mi vengono in mente.
          L’idea che un gamma possa in qualche occasione manifestare un comportamento ondulatorio non vorrei che figurasse in questo blog, anche se un gamma ha tutte le carte in regola per essere ondulatorio. Bisogna accettare che
          light behaves as a particle, on the subatomic scale.
          Un gamma è ondulatorio come un’onda radio è corpuscolare. Alle due estremità dello spettro elettromagnetico i comportamenti si differenziano e sul piano sperimentale bisogna tenerne conto.
          Se non si applica il concetto al caso Carpinteri, si fanno considerazioni di validità generica, quindi inutili. Dobbiamo tenerci stretti a Carpinteri, essere specifici.
          Sentiamo che cosa ne pensano i fisici, se vogliono farci la cortesia.

      • Valerio Peralta ha detto:

        @ Camillo, Mahler,

        Non c’è dubbio che IN LINEA DI PRINCIPIO i gamma possano manifestare proprietà ondulatorie; le scale si calcolano con la formuletta che ho postato qualche commento sopra. Ho l’impressione che Mahler abbia una certa tendenza fondamentalista (razionalista, non si arrabbi!), per cui si arroccherà sulla linea di principio fino alla morte. Quello che mi preme sottolineare è che questo livello gamma-ondulatorio ci è e ci sarà precluso, almeno fino a quando non impareremo a giocare con stelle di neutroni o materia “strana”. Questo perchè i nuclei sono formati da un numero piccolo di nucleoni e nella materia ordinaria sono distanziati su lunghezze enormi rispetto alla lunghezza d’onda dei gamma, a causa della schermatura elettronica. È un problema di trasformata di Fourier. In pratica non esistono “reticoli” abbastanza densi ed ESTESI (i nuclei contengono pochi nucleoni) da evidenziare gli aspetti ondulatori dei gamma (in questo non sono d’accordo con Giancarlo).
        Non penso però che il gamma-onda prepari la strada alle CarpCardonate. Molto più pericoloso è l’errore ricorrente sull’energia del singolo fotone (che dipende solo dalla frequenza) e l’energia “macroscopica” di un insieme di fotoni, che dipende anche dal numero degli stessi.
        Per non parlare del ruolo delle non-linearità nella propagazione delle onde.

        saluti

        • Camillo Franchini ha detto:

          Valerio

          Quello che mi preme sottolineare è che questo livello gamma-ondulatorio ci è e ci sarà precluso, almeno fino a quando non impareremo a giocare con stelle di neutroni o materia “strana”.

          E’ precisamente quello che da tempo cerco di fare capire a Mahler: che senso ha mettere in evidenza che il gamma ha diritto a una sua lunghezza d’onda, se il gamma non è in grado di manifestare comportamenti ondulatori?
          Per questo credo di avere mangiato la foglia e ho definito Mahler un troll che cerca di distrarre molti di noi dal vero obiettivo di questo blog da novembre dell’anno scorso: scardinare le dottrine piezo.
          A cosa gli serve rivendicare ai gamma il carattere ondulatorio, se non può manifestarsi su scala nucleare? E’ talebanismo scientifico, scienza patologica, dannosissima per chi ci legge e non ha la cultura necessaria per difendersi. Oltre tutto ha aggiunto anche il dileggio, con le sue considerazioni sulle palline. Non accettava le “palline” per spingere verso l’ondulatorio, per motivi suoi, comunque di distrazione dalla polemica dura con C&C.
          D’ora in poi non dò più retta a Mahler e lascio che interagisca con Indopama. In quel campo parascientifico possono sbizzarrirsi in piena libertà.
          Non lo ammetterà mai, ma Mahler è un tifoso di C&C, anche se una volta ha scritto che Carp è un c……..o.

        • Valerio Peralta ha detto:

          @ Camillo,

          Mahler ha fatto però “l’avvocato del diavolo” per la questione dei fononi, permettendoci di sgombrare il campo da questa nuova trovata pubblicitaria di Carp&Card. Secondo me, i gamma, ondulatori o meno, sono i nostri migliori alleati per il debunking. FF, C&C, WarmReds, per galvanizzare i sostenitori e rimanere nel circuito delle “nuove energie”, devono bandirli, in un modo o nell’altro. Come dice Giancarlo, basta rispondere: fateci vedere i gamma! Se avranno il coraggio di dire: “ci sono!”, smentirli sul campo sperimentale diventa un gioco da ragazzi. Ma loro si giocano tutto il pubblico “green oriented”! Per questo vengono di volta in volta invocati i fononi, i plasmoni, gli elettroni pesanti, ecc.

          Il caso Carp&Card è anomalo, per demolire le loro pretese basta invocare la Termodinamica!

          saluti

        • Camillo Franchini ha detto:

          Valerio

          Il caso Carp&Card è anomalo, per demolire le loro pretese basta invocare la Termodinamica!

          Sono d’accordo e aggiungo che la contestazione dei dati sperimentali è complessa e non convince mai i tifosi, quasi sempre di preparazione generica. Secondo me, anche se le foto che ha fornito Ascoli65 sono devastanti per la la loro chiarezza, i tifosi di Rossi resteranno fiduciosi, convinti che quella sonda è proprio quello che ci vuole e sta dove deve stare.
          Una demolizione termodinamica è sicura e resta per sempre. L’ultimo Cardone ha fatto diversi scivoloni di questo tipo, ognuno meriterebbe un articolo. Daniele ci è venuto felicemente incontro con la trascrizione del testo che accompagna il ppt; dovrebbe essere ringraziato.
          Buona domenica

  10. Mahler ha detto:

    Carina questa. Sembrerebbe che qualcuno proponga di considerare l’energia oscura nient’altro che un’illusione…
    http://arxiv.org/abs/1212.1110

    Universe, proper time slows down with expansion. It means that the velocity of an object,
    as measured in proper time units, will slowly increase in the absence of any force acting on
    it.

    • Giancarlo ha detto:

      @Mahler
      Grazie, me lo leggo volentieri. Potrebbe essere un grosso macigno rimosso dalla fisica. Peccato per i FF sulla materia oscura e l’energia oscura (spesso confondendole) ci facevano un certo affidamento.

      • Mahler ha detto:

        Peccato per i FF sulla materia oscura e l’energia oscura (spesso confondendole) ci facevano un certo affidamento.

        Io invece non le ho mai sopportate. Ma è troppo presto per metterci una pietra sopra, per almeno due motivi:
        1. Quell’articolo va ancora revisionato,
        2. Il telescopio Hubble aveva fotografato lenti gravitazionali sembrerebbe dovute proprio a materia oscura.
        In ogni caso, sarebbe carino scoprire che lo scorrere del tempo sta lentamente mutando con l’espansione dell’universo e che c non sarebbe più una costante ma si modificherebbe con l’evolversi dell’universo stesso, non trovi?

        Comunque, se l’argomento t’interessa, un altro articolo uscito l’anno scorso che tentava di rendere fenomeno apparente l’accelerazione dell’universo, ma spiegandolo questa volta con un meccanismo diverso (ma che rientra sempre nell’alveo della relatività) è questo: http://arxiv.org/abs/1109.4315.

  11. Giancarlo ha detto:

    @Camillo
    Sulla storia delle slide mutanti è intervenuto direttamente Mastromatteo con un commento che dà l’idea di uno stato di estrema confusione in cui versano. Pare che abbiano visto le slide per la prima volta quando Mastromatteo arriva a dire che Gli assi riportano parametri la cui relazione risulta lineare. Volutamente sull’asse delle X è indicato un parametro fittizio legato all’irraggiamento, e sull’asse Y la potenza netta irraggiata.
    A me pare che l’asse X riporti la diffenza tra le quarte potenze della temperatura del vetro esterno e dell’ambiente. Con un po’ di immaginazione c’è pure scritto. In ordinate la potenza in ingresso. Questo sembrerebbe allontanare ancora una volta una misura calorimetrica, visto che continuano a utilizzare la Stefan-Boltzmann.
    Tu Mario che ne pensi?
    Io su queste parole di Mastromatteo sono andato in confusione totale. Qualcuno è in grado di spiegarmele?
    Il grafico presentato da Celani mostra, come dovrebbe essere, che oltre una certa soglia, la potenza necessaria per avere una certa temperatura del materiale risulta inferiore a quella totale in ingresso. La differenza essendo calcolata attraverso la retta di fitting (tratteggiata) con la quale si può risalire alla potenza totale di ingresso per qualsiasi temperatura.
    Io pensavo che l’obiettivo fosse quello di misurare la potenza in uscita, per quella in ingresso dovrebbe bastare un wattmetro, o no?

  12. Ascoli65 ha detto:

    La sonda fantasma e le sue foto

    @Hermano Tobia,
    Torno sulla parte “bolognese” della tua ultima risposta, che avevo lasciato in sospeso. Premetto subito che Rossi e i suoi mici (o micioni) non mi interessano, men che meno quelli delle ultime razze in allevamento. Sono cose, come dice lui, che riguardano il mercato. A me interessano solo quegli aspetti dell’apparato basato sul metodo Focardi-Rossi, come recita il comunicato stampa del DF che annunciava la dimostrazione del 14 gennaio 2011, che riguardano il lato focardiano, cioè l’UniBo, che è poi ciò che resterà alla fine di questa storia.

    Permettimi di ricordarti le domande che ti avevo formulato nel precedente post, riordinandole in 6 punti in modo da facilitarne la risposta, perché credo che siano cruciali per capire che cosa ha avviato tutto questo carosello di cui ci occupiamo da quasi due anni.
    1) Siamo d’accordo nel ritenere che il titolo del vapore sia uno dei parametri più importanti e delicati per effettuare della calorimetria basata sulla vaporizzazione dell’acqua?
    2) Siamo d’accordo nel ritenere il titolo del vapore è una grandezza principalmente fisica?
    3) Non ti risulta strano che un Dipartimento di Fisica inviti la stampa ad una dimostrazione pubblica di importanza storica, lasciando che la misurazione di una fondamentale grandezza fisica sia affidata ad un esterno e (Camillo non me ne voglia) per di più chimico?
    4) Ti sembra che la sonda utilizzata quel giorno, mostrata in diverse foto e filmati, sia la sonda Delta Ohm per la misura dell’unidità dell’aria, come scritto nel report calorimetrico, e non invece una qualsiasi sonda termometrica per la misura della sola temperatura?
    5) Come ti spieghi questa discrepanza?
    6) Non pensi che l’UniBo potrebbe e dovrebbe fornire delle spiegazioni esaurienti su questo punto senza necessità di attendere di avere per le mani l’apparato in questione?

    Sono interrogativi che estendo a tutti. Se vorrai farmi sapere la tua opinione mi farà piacere, altrimenti non fa niente. Per rispondere ai primi 3 non occorre aver seguito da vicino l’esperimento in questione.

    Per il quarto interrogativo, il più importante, ti posso aiutare ripostando qui sotto la slide che avevo mostrato su EA (#3263) l’anno scorso.

    Sonda

    Per comodità riporto qua sotto i link ai documenti indicati nella slide:
    A – Report on heat production during preliminary tests o the Rossi Ni-H reactor
    B – Particolare della foto 1652b.jpg
    C – Sonda Delta Ohm nominata nel testo del report calorimetrico
    D – Sonda somigliante a quella della foto (v. pag.13)

    La risposta al quinto punto è affidata al buon senso di ciascuno. Credo che se si capisce il modo in cui questa vicenda è cominciata, si possono anche fare delle ottime previsioni su come andrà a finire, senza attendere febbraio o qualsiasi altra futura, e incerta, scadenza.

    Per il sesto è ultimo punto la persona giusta che ci potrebbe dire qualcosa è senz’altro

    @Livio Varalta

    Ciao, Livio, sai mica se il contatto è al corrente della questione precedente e come se la sia spiegata? Chissà quali sarebbero le sue risposte. Sarebbe bello conoscere la posizione dell’Ateneo entro il secondo anniversario della famosa dimostrazione. Potrebbero apporfittare delle vacanze natalizie per andare a fondo sulla questione, farci sapere qualcosa e scrollarsi così di dosso quell’h che ha trasformato UniBo in un esagramma.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Ascoli

      Complimenti vivissimi. Hai fornito la prova decisiva di un imbroglio che coinvolge in pieno UniBoh.
      Vediamo che cosa ne uscirà. Forse niente, dato che non credo che il contatto ci onori della sua attenzione.
      Un piccolo difetto logico nella tua esposizione però c’è:
      …misurazione di una fondamentale grandezza fisica sia affidata ad un esterno e (Camillo non me ne voglia) per di più chimico?
      Se il chimico Galantini ha sostenuto l’esame di Fisica Tecnica e ha praticato calorimetria, la sua professionalità sarebbe più che sufficiente. Non credo che per fare calorimetria sia indispensabile essere fisici tecnici di professione come Tadahiko Mizuno.
      Io l’esame l’ho fatto, il testo era il Trevissoi, ma ho sempre considerato la calorimetria meno importante della spettrometria gamma.
      Avrei stabilito delle priorità. Prima la spettrometria gamma; in caso di esito positivo, calorimetria. Se si scopre che si tratta di un fenomeno chimico si pianta tutto senza sprecare altre ore di lavoro.
      Per quanto riguarda la calorimetria, avrei adottato un metodo integrale, è meno facile commettere errori.

      • Ascoli65 ha detto:

        Camillo, so bene che un chimico ha conoscenze sufficienti per capire la differenza tra umidità e titolo del vapore e forse anche la professionalità per eseguire la misura di quest’ultima, anche pare non essere così banale. La cosa assurda, e sospetta, è che il DF, rappresentato in loco ai massimi livelli, abbia accettato che la quella prova fosse fatta da un chimico esterno. E’ come se il comandante dei Carabinieri affidasse ai Forestali la protezione del Ministro della Difesa in visita alla propria caserma. Quest’ultimi sono certamente capaci di svolgerla al meglio, ma una simile decisione vurrebbe dire che c’è qualcosa che non va nei primi.

        Per quanto riguarda il contatto, è molto probabile che ne sappia già qualcosa. Quella discrepanza l’avevo segnalata su EA già nel febbraio dell’anno scorso (#217) e riproposta in seguito più volte (#27), nel frattempo avrà pur avuto modo di venirne a conoscenza. Mi chiedevo se Livio potesse ricontattarlo per saperne qualcosa di più su quella che sembra essere stata una messinscena goliardica e magari dargli l’opportunità, entro la scadenza del 2° anniversario della dimostrazione pubblica, di informare la pubblica opinione che si trattava soltanto di uno scherzo, scusandosi del ritardo.

        • Livio Varalta ha detto:

          @Ascoli65,
          Ciao, Livio, sai mica se il contatto è al corrente della questione precedente e come se la sia spiegata? ……. Potrebbero approfittare delle vacanze natalizie per andare a fondo sulla questione, farci sapere qualcosa e scrollarsi così di dosso quell’h che ha trasformato UniBo in un esagramma
          Ciao Ascoli.
          Non ho informazioni precise, il “contatto” è stato sempre molto stringato con me. Sono convinto che non si sia mai interessato ai “particolari” (che noi consideriamo fondamentali) della vicenda. Secondo me giustamente disinteressato. Dopo averli faticosamente assimilati condivido i concetti, ben espressi da Gherardo, sulla libertà di ricerca e sui ruoli dei singoli. Il Prorettore non è tenuto ad infilarsi le “braghe”, od il “maglione” da fisico. Non può nemmeno criticare pubblicamente i propri colleghi (colleghi, non dipendenti o subalterni) su questioni di merito e, fino ad un certo punto, immagino anche di metodo. Non conosco il ruolo del prorettore in una università italiana, penso sia di coordinamento ed indirizzamento generale.
          L’ho comunque informato, l’estate scorsa, della sonda di umidità e delle altre amenità. Non mi ha risposto nemmeno quando l’ho invitato a sorridere del Tunnel Gelmini.
          La linea di condotta scelta da UniBoh, non dichiarata ma evidente, è quella del basso profilo puntando all’oblio.
          La cosa giusta è quella auspicata da Gherardo a proposito di Abundo. I colleghi degli allegri fisici del DF avrebbero dovuto intervenire! La mancanza di questo intervento la dice lunga sui tempi che corrono. Ai professori non interessa nulla che si dica in giro che al DF UniBO si pratica Fusione Fredda.
          E’ un brutto momento per le istituzioni scolastiche e di ricerca, una dimostrazione è che Carpinteri è ancora al suo posto. Altra dimostrazione è che la conferenza del 4 dicembre al Pirelli è stata seguita in diretta da 30 classi in giro per l’Italia (fonte 22passi).

          Ascoli, continua la tua battaglia, almeno chi ti legge in rete avrà di che riflettere.
          Non ti aspettare comunicati stampa da parte di UniBOh.
          Io stesso non sento l’esigenza di scrivere al “contatto”, quello che deve sapere lo sa.
          Buona serata a tutti.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Livio,

          Ho paura che la tua analisi sia corretta. In questo caso risalta ancora di più l’azione meritoria di persone come la Coyaud, Bardi, Cattaneo, Battiston (i primi che mi vengono in mente e che conosciamo ormai bene), che hanno il coraggio e il senso di responsabilità di denunciare queste situazioni, accettando il rischio di ritorsioni rabbiose.
          Non dubito che queste persone responsabili sapranno presentare nel modo dovuto lo scoop impressionante di Ascoli. La foto della sonda con cavo giallo attorcigliato la vedremo ancora, sta sicuro. Forse nemmeno solo in Italia.

        • Ascoli65 ha detto:

          Grazie mille Livio per la risposta,
          concordo con te, i principali interessati a far luce su quanto avvenuto 2 anni fa sono i professori del DF, quelli non coinvolti nella farsa, che dovrebbero essere la stragrande maggioranza. Chissà perché non intervengono. Che sia uno di quei fenomeni di coerenza di cui parlano alcuni FF? Comunque qui non si sta contestando la libertà di ricerca, ma la libertà di prendere in giro i cittadini. Ci sarà pure un livello nella struttura dell’istruzione italiana, che ha il compito di vigilare ed intervenire affinchè questo non accada.

          Chi ci pensa all’uomo comune, come lo ha chiamato Camillo, quello che non ha i mezzi o il tempo nè per consultare le banche dati, né per distinguere un tipo di sonda da un altro? Hermano Tobia non è nella stessa situazione, lui la preparazione sufficiente ce l’ha. Questa ultima discussione è nata dalla mia risposta a questa sua affermazione: ”Per quel che può valere, l’idea che mi sono fatto è che o hanno preso una cantonata colossale e collettiva sulle misure o l’ecat funziona veramente. Ho cercato di dimostrargli che non è possibile che abbiano peso un abbaglio sulle misure, perché queste erano evidentemente taroccate. Quindi non si può parlare di cantonata, bensì, ad essere buoni, di goliardata. Almeno lui se ne sarà reso conto? Chissà se ce lo dirà mai.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Ascoli

          Quindi non si può parlare di cantonata, bensì, ad essere buoni, di goliardata.

          No, a guardare il jpg che ci hai inviato, con quella sonda gialla, non mi sembra che si tratti di una goliardata, si tratta di un imbroglio vero e proprio, avallato dal DF di Bologna.
          Sono bravissimi a pavoneggiarsi in pubblico con dimostrazioni catorce in presenza di giornalisti seri; meno svelti a indire una conferenza stampa che tolga subito dall’illusione quegli sfortunati che sono stati messi di mezzo proprio da loro solo per il fatto di assistere all’evento ammirati e compunti. Levi era addirittura lo speaker; Ferrari ha fatto un intervento sul Corriere da Franco Foresta Martin. Non è solo una cantonata scientifica, è volontà deliberata di imbrogliare.
          Vediamo se Ilaria Ventura della Repubblica se ne è accorta e interviene. O si è dimenticata di tutto?

        • Livio Varalta ha detto:

          @Ascoli,
          Spero che qualcun’altro continui il dialogo con te, ne averei da scrivere a fiumi ma devo mettermi a lavorare.
          Sinteticamente.
          Il tempo del denaro, del gozzoviglio, dei culi e delle tette non è finito, anzi, il pifferaio sta per ritornare in campo.
          Il lavoro, lo studio e la ricerca sono marginalizzati a favore del tutto semplice, tutto facile, dei tutti belli e furbi. L’ignoranza crescente porta la gente a seguire sempre più gli imbonitori.
          La globalizzazione porta il sapere e la tecnologia al di fuori dell’occidente. L’occidente viene riempito di gingilli elettronici a basso costo prodotti nei paesi emergenti portando via gli ultimi soldi rimasti e posti di lavoro.
          Ecc, ecc, ecc…
          Buona giornata a tutti

    • Mario Massa ha detto:

      @Ascoli65
      @Hermano
      Non perderei tempo a rivangare la storia di quella sonda. In quel caso data la bassa portata e pressione quasi atmosferica un basso titolo (che poteva essere anche 5%, cioè 95% acqua) non è misurabile con nessun strumento (tanto meno con un fantomatico psicrometro): bastava separare l’acqua con un T aperto nel punto più basso del tubo e pesare l’acqua. Il fatto stesso che non l’abbiano fatto getta discredito sulla misura (e mi duole dirlo, su chi la misura l’ha fatta).

      • Ascoli65 ha detto:

        Ciao Mario,
        certo non vale la pena ritornare su quella misura, si può dimostrare in diversi modi che il titolo del vapore non è stato affatto misurato e che con ogni probalità non superava pochi percento. Ma quello che la storia della sonda pone alla nostra attenzione è un argomento assolutamente attuale, su cui vale la pena insistere. Saprai che i nostri governanti e politici continuano a dirci che la ripresa, il futuro della nostra economia, è affidata soprattutto alla ricerca e all’istruzione. A questa ricerca e a questa istruzione? Non ti senti un po’ sconfortato?

        Ti propongo un commento fresco fresco apparso quest’oggi sul web: “Dimostrati zero? E con quale sicumera puoi dire questo? Focardi che è un professore universitario di fisica ha passato mesi a fare test sull’e-cat. E allo stesso modo hanno fatto test Levi e Bianchini, e pure Stremmenos li ha seguiti, per non parlare di altri. Questi sono tutti laureati in fisica e hanno avuto l’opportunità diretta di fare i test e si sono convinti che l’e-cat funzioni. Eppure tu dici che ci sono solo chiacchiere! A me pare che sei tu che fai solo chiacchere, l’e-cat l’hai visto solo sul PC e parli per sentito dire accodandoti alla massa che scrive in questo forum.”. Puoi dargli torto?

        Chi si è imbattuto nella notizia della dimostrazione del 14 gennaio 2011 sono stati milioni solo in Italia, tra cui il cognato modenese di Gentzen e il parente bolognese di Camillo. Attualmente si dividono in due gruppi: quelli che ancora credono che i professori bolognesi abbiano raccontato la verità e tutti gli altri che non credono più ad una parola proveniente dal DF di Bologna e quindi, per riflesso, dall’Alma Mater e da tutta la ricerca italiana. Questa situazione può continuare così indefinitamente oppure è doveroso che UniBo si decida a chiarirla senza altre ambiguità?

        • Camillo Franchini ha detto:

          Ascoli65

          Questi sono tutti laureati in fisica e hanno avuto l’opportunità diretta di fare i test e si sono convinti che l’e-cat funzioni.

          E’ la risposta classica dell’uomo comune che non può sapere che le reazioni nucleari non possono essere catalizzate e che la reazione di Focardi avviene solo ad energia elevate e deve essere accompagnata da radiazioni nucleari. Siccome queste affermazioni derivano da banche dati consultabili stando comodamente seduti a casa propria, per molti valgono zero rispetto ai dati sperimentali, perché non sanno che questi sono facilissimamente taroccabili, come si impara dalla storia della scienza.
          Il tuo scoop avrà un seguito? Secondo me lo avrà solo se sarà letto dal contatto di Livio e se egli ha un forte senso di responsabilità.
          Non solo, quelle parole sono la dimostrazione di quanto sia eticamente scorretto usare il prestigio della carica per sostenere scienza patologica. Credo che il danno che ha subito UniBO nell’incidente Rossi sia irreparabile e che entrerà nell’elenco degli episodi storici di scienza fasulla.

      • Camillo Franchini ha detto:

        Mario

        Non perderei tempo a rivangare la storia di quella sonda.

        La storia della sonda è di importanza fondamentale; dimostra che abbiamo a che fare con gente che imbroglia. Ogni considerazione tecnico/scientifica perde di importanza.
        Spero che i colleghi che gestiscono mezzi di informazione più importanti di questo blog se ne rendano conto e sappiano cogliere l’occasione.
        In queste condizioni, saresti ancora disposto a a procedere a un test? Sarei sorpreso.
        Saluti

    • oca sapiens ha detto:

      @Ascoli65
      Posso citare il suo commento, senza la parte personale?

      • Ascoli65 ha detto:

        Sylvie, non ho capito cosa intendi per parte personale, comunque per me puoi citare ciò ti pare utile, integralmente o solo in parte, come ti fa più comodo.
        Spero che la storia della sonda fantasma ti abbia incuriosito. Secondo me quel filo giallo canarino che pende dalla testa stagnolata dell’apparato è l’inizio di quel lungo filo d’Arianna di cui ti avevo già parlato tempo fa, che forse potrebbe aiutare a scoprire alcuni meandri nascosti di questa strana storia.

        • oca sapiens ha detto:

          @Ascoli45
          Grazie.
          La “parte personale” sono le frasi rivolte a Hermano Tobia e a Camillo.
          “Meandri oscuri”: forse da scoprire c’è solo una fede cieca nella FF e nella propria competenza

        • Ascoli65 ha detto:

          @Sylvie,
          … forse da scoprire c’è solo una fede cieca nella FF e nella propria competenza
          Mi dispiace, non sono molto d’accordo. Ciò che dici può valere per la FF di Celani, non per quella bolognese.

          Celani può essere stato vittima inconsapevole di quella sindrome che spinge gli scienziati a ritenere di aver raggiunto l’agognato obbiettivo delle loro ricerche, e che li spinge ad interpretare nel modo più favorevole i loro risultati, anche se raccolti in modo affrettato ed approssimativo. La sua buona fede è testimoniata dall’aver promosso la replica del suo dispositivo e dall’aver prestato la sua collaborazione al gruppo che da un paio di mesi sta cercando di replicare la sua cella e i suoi risultati, con esiti che peraltro fanno emergere per ora seri dubbi sulla fondatezza dell’eccesso di calore dichiarato da Celani.

          La FF bolognese è tutta un’altra storia. La faccenda della sonda fantasma, cui si aggiungono diverse altre incongruenze dello stesso tenore (pompe che erogano il doppio della portata nominale, grafici interpretati a spanne, improbabili letture di contatori dell’acqua), rende difficile credere di essere di fronte a persone che credono davvero tutte nella FF. A meno che per FF non si intenda, ad esempio, “Fisica Farlocca” oppure “Farsa e Follia ”.

          Sylvie, ho l’impressione che seguendo il filo d’Arianna ci sia tanto da scoprire. Quello che non si sa, e probabilmente non si saprà mai con certezza, è dove sbucano i meandri del labirinto.

  13. Camillo Franchini ha detto:

    @Mahler

    Pubblico i Suoi commenti solo se toglie le offese e i riferimenti personali. Si rilassi, cancelli le parti offensive e lasci solo quello che Le sembra scientifico e Le rispondo, anche se per l’ultima volta.
    Lei vuole uscire a tutti i costi dal contesto C&C, un contesto di reazioni nucleari dove i gamma si comportano come particelle; non posso accettarlo.

    • Mahler ha detto:

      @Camillo

      Ok. Allora facciamo così. Nei commenti che ho postato secondo me non ci sono offese ma al massimo qualche provocazione, ben inserita in discorsi sul merito. Li pubblichi, se si sente offeso da qualcosa discutiamone. Ma io non l’ho ancora mai insultata come ha invece sempre fatto lei dandomi del troll e del tifoso di una cosa di cui a me non frega nulla.

      Lei vuole uscire a tutti i costi dal contesto C&C, un contesto di reazioni nucleari dove i gamma si comportano come particelle

      Io voglio uscire dal contesto C&C, dove i gamma non si comportano né come onde né come particelle semplicemente perché non ci sono ed è folle infilarceli per forza, per il semplice fatto che considero l’argomento concluso, falsificato, come altro glielo devo far capire?
      Se vuole continuare a discuterne lei è liberissimo di farlo, ma non può obbligare me a fare altrettanto chiamandomi in causa con commenti provocatori.

      Saluti.

      • Camillo Franchini ha detto:

        Mahler

        Io voglio uscire dal contesto C&C, dove i gamma non si comportano né come onde né come particelle semplicemente perché non ci sono ed è folle infilarceli per forza,

        Infatti non ci sono, quindi non si capisce per quale ragione 56Fe farebbe la cortesia a Carpinteri di fissionare formando due gemelli di alluminio.
        I gamma non ce li ho ficcati per forza; ho messo in evidenza che la disintegrazione di 56Fe può avvenire solo per intervento di un gamma da 42,32 MeV, visto che l’equazione di Carpinteri rispetta la conservazione del numero barionico. Che altro proiettile posso usare per aiutare Carpinteri a disintegrare il ferro?
        Lei consideri la reazione di Carpinteri e suggerisca come realizzarla.
        La reazione è questa:

        56Fe —> 2 27Al + 2 n

        Si rilassi, non ci perda la salute, è solo pseudoscienza.

        • Mahler ha detto:

          @Camillo

          ho messo in evidenza che la disintegrazione di 56Fe può avvenire solo per intervento di un gamma da 42,32 MeV

          È vero, lo metteva in evidenza: ma non era mai stato in grado di dimostrarlo. Le ripeto che gli unici che avevano dimostrato perché non potessero essere i fononi a rompere i nuclei furono Valerio, Gaspar, et al. Falsificazione che resta tutt’ora quella valida fino a dimostrazione del contrario.
          La storia si sintetizza più o meno così.
          Franchini: Non ci sono gamma!
          Io: Guardi che C&C non li vogliono mica i gamma: dicono di poter usare i fononi
          Franchini: Non ci sono gamma!
          Io, Giancarlo, Valerio, Gaspar, etc. etc.: Si possono rompere i nuclei coi fononi? Sì, no, sì, no, sì, no: alla fine Valerio ci ha messo una pietra sopra.
          Franchini: Non ci sono i gamma!
          Io: l’origine della vita, l’espansione dell’universo, cazzeggi vari…
          Franchini: Non ci sono i gamma!

          Insomma, si rende conto del binario che ha deciso di intraprendere? Vuole continuare a difendere il suo modo di condurre quella confutazione?

          P.S. Il suo articolo su Carpinteri e sindone era carino e l’aveva parzialmente riabilitato ai miei occhi. Perché cerca lo scontro con me a tutti i costi?

        • Camillo Franchini ha detto:

          Mahler

          È vero, lo metteva in evidenza: ma non era mai stato in grado di dimostrarlo. Le ripeto che gli unici che avevano dimostrato perché non potessero essere i fononi a rompere i nuclei furono Valerio, Gaspar, et al.

          Avrei dovuto dimostrare che i fononi non sono in grado di sostituire i fotoni se si tratta di spaccare un nucleo? Io ho scritto da tempo che i fononi non sono considerati proiettili nucleari; infatti non si trovano nelle banche dati.
          Comunque quello che conta è che Lei lasci perdere i fononi come strumento di disintegrazione. Se il merito è di Valerio, Gaspar et al. tanto meglio, significa che abbiamo collaboratori di rango. Non siamo mica qui a gareggiare.
          Mi sforzo di fare in modo che in questo blog passino esclusivamente informazioni ortodosse, che possono venire da tutti, anche dal volonteroso ed apprezzabile Sandro. Curo questo aspetto per rispetto degli studenti che ci leggono.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Mahler

          Non ci sono i gamma!

          Io non sono interessato a quello che Lei pensa, meno che mai ai Suoi cazzeggi.
          A me interessava convincere chi è incerto che la reazione di C&C può avvenire solo se provocata da un un singolo gamma di energia superiore a 42 MeV che impatti su un singolo nucleo di 56Fe. Le reazioni nucleari non sono un fenomeno di gruppo, funzionano a coppie; c’è un bersaglio, c’è un proiettile. A volte i ruoli sono indistinguibili, ovviamente. A volte solo una collisione su un milione è efficace.
          Dal momento che i gamma non ci sono, non ci sono nemmeno le reazioni di C&C.
          Come vede, non serve nemmeno chiedersi se il gamma che spacca il nucleo è un’onda o un corpuscolo; arriva come gli pare e fa quello che può. Ecco perché è indispensabile sfrondare e ridurre tutto all’essenziale. Mai allargare un problema, occorre piuttosto restringerlo. La disputa sulla natura del gamma era assolutamente fuorviante, una curiosità superflua, da cazzeggio appunto.
          Io la chiudo qui, con la speranza che altri, diversi da Lei e da C&C, abbiano capito di che si tratta.

        • Mahler ha detto:

          @Camillo

          Avrei dovuto dimostrare che i fononi non sono in grado di sostituire i fotoni se si tratta di spaccare un nucleo? Io ho scritto da tempo che i fononi non sono considerati proiettili nucleari; infatti non si trovano nelle banche dati.

          Non avrebbe dovuto dirlo, avrebbe dovuto dimostrarlo. Di sicuro si sarebbe avvicinato al piezo molto più di quanto non abbia fatto coi gamma. Dire che un fenomeno non è presente in una banca dati non è una dimostrazione scientificamente valida.

          Mi sforzo di fare in modo che in questo blog passino esclusivamente informazioni ortodosse, che possono venire da tutti, anche dal volonteroso ed apprezzabile Sandro. Curo questo aspetto per rispetto degli studenti che ci leggono.

          Lo sforzo le dà onore, ma ahimé la costringerebbe a moderare sovente se stesso. Forse è per questo che si sfoga con me? Ma a differenza di lei e dei tanti svarioni che ha preso finora io non ho mai peccato di eterodossia (sempre che l’eterodossia sia un peccato). È ancora convinto che i gamma manifestino la loro natura ondulatoria su scale di grandezza più piccole dei nuclei stessi? L’ha usata la formuletta che ha passato Valerio?

          P.S. Sto ancora inutilmente in moderazione e ho ancora molti commenti bloccati: li sblocchi, almeno quelli che entrano nel merito, così chiudiamo quest’alterco inutile.

          Saluti.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Mahler

          Non avrebbe dovuto dirlo, avrebbe dovuto dimostrarlo.

          Scusi Mahler, secondo Lei a che servono le banche dati, a tenere impegnati dei ricercatori che altrimenti ciondolerebbero in giro?
          Ecco perché mi chiedo che razza di lavoro Lei fa. Capisco anche che non abbia il coraggio di scriverlo.
          Tra l’altro nessuno dei lavori piezo è riportato in una banca dati. Questa per me è la massima garanzia. Per Lei resta sempre aperta una possibilità. Campa cavallo. Ci speri, non si sa mai.
          La lascerò in moderazione se non smette di personalizzare le Sue osservazioni. Enunci, congetturi, ma in forma del tutto neutra, come fosse una macchina.

          È ancora convinto che i gamma manifestino la loro natura ondulatoria su scale di grandezza più piccole dei nuclei stessi?

          Si è già dimenticato che sono convinto del contrario. Lei è decisamente un troll. Non le piacerebbe scrivere per Daniele? Lì sono più tolleranti.

        • Mahler ha detto:

          Scusi Mahler, secondo Lei a che servono le banche dati

          Le banche dati, come qualsiasi altro archivio, servono a consultare lo stato dell’arte. Servono a confermare, non a confutare.

          Tra l’altro nessuno dei lavori piezo è riportato in una banca dati. Questa per me è la massima garanzia.

          Le ho già scritto una volta che se lei dicesse a Cardone: «Lei non sta nelle banche dati» e lui le rispondesse: «Grazie della segnalazione: ci entrerò presto», lei con lui avrebbe esaurito i suoi argomenti e la cosa morirebbe lì, senza vincitori a tempo indeterminato. Una dimostrazione scientifica richiede invece dei vincitori e rigore nella dimostrazione.

          > È ancora convinto che i gamma manifestino la loro natura ondulatoria su scale di grandezza più piccole dei nuclei stessi?
          Si è già dimenticato che sono convinto del contrario. Lei è decisamente un troll.

          Grazie per il dolcestilnuovo a cui è aduso quando si rivolge a me, ma a me sembrava sinceramente che stessi a convincerla che i gamma manifestino natura ondulatoria proprio quando si ha a che fare con le scale di grandezza dei nuclei.
          Potrei gentilmente chiederle a questo punto di chiarire cosa intendeva con queste frasi?

          1. «Trovi Lei un testo che dimostri che i gamma possono avere un comportamento ondulatorio.»
          2. «È inverosimile che la frequenza di un gamma sia compatibile con il “moto risonante” di una particella carica di massa notevole come un protone.»
          3. «Si tolga dalla testa che i gamma mantengano caratteristiche ondulatorie. E’ scritto sui testi che non è così.»

          Riguardo alla frase numero due le chiederei inoltre di chiarire in che modo la massa del protone influirebbe su un’interazione, quella col gamma, dovuta unicamente al campo elettromagnetico.

          Enunci, congetturi, ma in forma del tutto neutra, come fosse una macchina.

          Le va bene come ho scritto questo commento?

          Saluti

        • Camillo Franchini ha detto:

          Mahler

          Lei mi scrive;

          È ancora convinto che i gamma manifestino la loro natura ondulatoria su scale di grandezza più piccole dei nuclei stessi?

          Io Le rispondo: peccato che non si sia accorto che sono convinto del contrario. Ma non è importante.

          Le ho già scritto una volta che se lei dicesse a Cardone: «Lei non sta nelle banche dati» e lui le rispondesse: «Grazie della segnalazione: ci entrerò presto»,

          Io risponderei a Cardone: “però tutto il lavoro che ha fatto negli ultimi dieci anni non è stato riconosciuto, brutto segno. Non Le faccio gli auguri perché Lei sta lavorando da troppo tempo senza successo a spese dello Stato. Speriamo che le Sue ricerche vengano cancellate. Comunque, Dr Cardone, guardi che le banche dati comprendono anche i trattati di Chimica Nucleare”.

          In tutti gli articoli dedicati a Cardone e agli altri mi sono dedicato alla demolizione delle loro teorie. Altri si occupano degli esperimenti. Ci dividiamo i compiti. Solo Lei non capisce i miei argomenti, non i fisici e gli ingegneri di questo blog; anzi, essi li arricchiscono e completano con la loro dottrina. Evidentemente Lei non è né fisico né ingegnere. Per questo prova imbarazzo a presentarsi. Nelle Sue argomentazioni mette la tipica passione dei dilettanti.

          Le va bene come ho scritto questo commento?

          Mi va molto bene, vede che alla fine ci capiamo? Scriva le sue argomentazioni come un bambino diligente e bene educato. Se sgarra se ne accorge perché non La faccio uscire dalla moderazione. Ha presente Ascoli65? Lo prenda a modello per la discrezione e l’efficacia dell’esposizione. Finirà per prenderci gusto.
          Saluti

        • Mahler ha detto:

          @Camillo

          Guardi che rischia di confondere gli studenti dimenticandosi di parafrasare le tre frasi Sue che le ho citato! Posso chiederle nuovamente cosa intendeva?

          In tutti gli articoli dedicati a Cardone e agli altri mi sono dedicato alla demolizione delle loro teorie. Altri si occupano degli esperimenti. Ci dividiamo i compiti. Solo Lei non capisce i miei argomenti.

          Non è una divisione tra confutazione sperimentale e confutazione teorica quella di cui qui si discuteva. Il problema era la Sua confutazione teorica, diversa da quella che avrebbe fornito non solo un fisico, ma anche un chimico dotato di buona preparazione teorica, perché la Sua confutazione si poggiava unicamente su lavori sperimentali riguardanti altro (non i fononi). È come se lei si fosse voluto tenere sempre a metà strada tra il teorico e lo sperimentale.
          Smaniava di utilizzare le banche dati? L’esito più naturale sarebbe stato la replicazione dell’esperimento. È una strada che si era scelto Lei. Ma se entra nel teorico le dimostrazioni cambiano strumenti. Avrebbe certo potuto continuare a utilizzare le banche dati in forma positiva («è vero, è confermato che…»), ma non il contrario («è falso che…»).
          Ma sono tutte cose che le ho già detto e che è liberissimo di non condividere.
          Chiarito tutto ciò e le sue tre frasi di cui sopra, può spiegare al pubblico in forma chiara e concisa per quale motivo mi trovo in moderazione?

          Grazie.

  14. Mario Massa ha detto:

    @Camillo
    Scusa Camillo se proseguo con questo OT, ma in fondo si tratterebbe sempre di emissione di neutroni anomala.
    Capisco che non prendi in considerazione Cirillo (la sua dichiarazione sul motore ad acqua riportata su 22passi http://22passi.blogspot.it/2012/08/solidarieta-domenico-cirillo-2.html potrebbe essere sufficiente), ma si tratterebbe di emissione continua di neutroni e non di un fenomeno istantaneo come quello di Carpinteri, quindi mi pare molto più facile da studiare-replicare-confutare.

    Se hai avuto la pazienza di andare a guardare le slides ti chiedo: da esperto hai una spiegazione (che non sia Cirillo racconta balle)?
    Ti chiedo inoltre: quei rilevatori possono leggere elettroni accelerati (raggi beta)? Se sì, un plasma come quello potrebbe generare una piccolissima quantità di elettroni accelerati (non provenienti da nuclei) con energia sufficiente da raggiungere il rilevatore e spiegare le tracce? Se questa possibilità non è nulla, sarebbe stato sufficiente avvolgere i dosimetri in pellicola di alluminio?
    Buona Domenica.

    • Andrea ha detto:

      Se questa possibilità non è nulla, sarebbe stato sufficiente avvolgere i dosimetri in pellicola di alluminio?

      Questa finalmente l’ho capita anch’io.
      Vale la pena provare.

    • FermiGas ha detto:

      Mario Massa scrive:
      quei rilevatori possono leggere elettroni accelerati (raggi beta)? Se sì, un plasma come quello potrebbe generare una piccolissima quantità di elettroni accelerati

      Su EnergeticAmbiente è stato anche osservato che il K2CO3, poiché contiene naturalmente K40, è un emettitore β. Ci si domandava se questo potesse dare falsi positivi col CR-39. La risposta loro è stata negativa.
      È per fugare questi dubbi e il tuo sugli elettrodi di W toriato che, nei miei messaggi più sopra, suggerivo di considerare come campioni bianchi di CR-39 quelli posti nelle medesime condizioni sperimentali (vicinanza al catodo, stessi elettrodi, stessa soluzione, 500 s, ecc.) ma a cella spenta, piuttosto che i campioni di CR-39 messi a caso nel lab. a più di 5 m dalla cella.

      Poi io mi sono anche insospettito trovando che il CR-39 può esser impiegato fino a 100 °C (130 °C al max 1 volta per 1 h). Dalla fotografia a pag. 18/22 delle slide di Cirillo, confrontata con quelle alle pp. 10 – 12, ne deduco un certo stress termico, da cui la domanda: “La temperatura raggiunta dal CR-39 negli esperimenti di GDPE è conforme alle sue specifiche?”.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Mario

      Per ora ti fornisco una risposta parziale; più tardi leggerò anche Cirillo.

      Ti chiedo inoltre: quei rilevatori possono leggere elettroni accelerati (raggi beta)?

      No, niente beta.
      Conosco l’apparecchio che viene usato con CR-39, perché l’ho visto funzionare al CAMEN. Si chiama Radosys, trovi la sua descrizione qui:
      http://www.radosys.com/
      E’ un bell’oggetto anche esteticamente. Lo conosco bene perché curiosamente l’operatore, un collega chimico, non sapeva usare il SO Linux RedHat del PC di dotazione e chiese il mio aiuto. A quell’epoca Linux funzionava a stringhe di comando, era poco amichevole.
      Facemmo diverse misure alfa; non l’usammo mai con i neutroni.
      Per i dettagli del funzionamento puoi visitare il sito. Non solo, puoi anche chiedere chiarimenti. Rispondono immediatamente e in modo esauriente.
      Può darsi che esistano altre marche, non saprei.
      Saluti

      • Cimpy ha detto:

        un collega chimico, non sapeva usare il SO Linux RedHat del PC di dotazione e chiese il mio aiuto

        … quindi, dr Franchini, lei si sa muovere con RedHat a riga di comando. Per cominciare, i miei rispetti.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Cimpy

          … quindi, dr Franchini, lei si sa muovere con RedHat a riga di comando.

          Fu per puro caso. Era necessario che qualcuno al Centro imparasse a usare LaTeX e insegnasse agli altri. Toccò a me e non mi dispiace. Conservo ancora il Lamport da cui ho imparato i rudimenti. All’inizio non c’era nemmeno Emacs e si editava in vi. Mi ero talmente infervorato che dedicai alla Bella del Centro una poesia di Goethe formattata a forma di cuore e scritta in caratteri gotici Fraktur. La poesia era : Ach! Wer bringt mir die schoenen Tage, jene Tage der ersten Liebe, wer bringt mir nur eine Stunde jener holden Zeit zurueck…
          Mi meraviglia che nessuno abbia ricordato il Radosys; quando per la prima volta saltò fuori la Pamela con il CR-39 sembrava fosse una geniale invenzione del gruppo di Gordon. Come vantarsi di usare un Geiger. I ff hanno una irresistibile tendenza all’enfasi, sembrano tutti Mallove che, se fosse vissuto, avrebbe scritto l’epopea della ff in versi. Con tutto il rispetto per una persona sfortunata.

        • shineangelic ha detto:

          Rispetti anche da parte mia.

        • Giancarlo ha detto:

          @Camillo
          Sono un po’ invidioso di tutti questi complimenti e quindi affermo solennemente di aver lavorato col Basic dell’Apple IIe e con tutti i DOS a riga di comando fino alla 6.1 che ancora conservo gelosamente. La versione 2.0 aveva un bel manuale ad anelli marrone molto chiaro. Ed anche il CPM (padre del DOS) su alcune macchine a microprocessore. 🙂
          Ancora oggi uso Windows98, ma non vi dirò neppure sotto tortura perché, provate a indovinare, tanto siete svegli. MS ve ne permette la copia se acquistate una licenza della versione corrente.
          Devo avere in cantina pure un Kiwi II che era un Apple II da noi sviluppato su scheda Eurocard. Erano tempi gloriosi o semplicemente siamo maturi e non c’è nessun merito in tutto ciò se non di essere vissuti allora?

        • Cimpy ha detto:

          Nei tempi gli aspetti tecnici dell’informatica da materia per pochi addetti si sono trasferiti in oggetti di uso quotidiano di dominio pressocchè pubblico, ma chi mette mano alla “riga di comando”, e specie su sitemi non Windows, assume un’aura magica: comunque non ti si pensa semplice “smanettone” ma ti si sogna “hacker”. A maggior ragione subirai invettive per il funzionamento ballerino della moderazione del sito, cosa che invece -ahimè- è fuori dal tuo controllo…
          😉

        • Camillo Franchini ha detto:

          Giancarlo

          Non mi dire che hai usato anche Windows NT. Credo che le poche centinaia di spericolati che l’hanno fatto dovrebbero raccogliersi in sodalizio e incontrarsi una volta all’anno come quelli di ISCMNS.
          Windows 98 2.nd edition è stato un ottimo prodotto, forse il più robusto di Microsoft. In questo momento sono in contatto con voi attraverso Ubuntu. Linux è come il sesso, provoca una piacevolissima dipendenza, una volta provato non smetti.

        • Cimpy ha detto:

          Linux è come il sesso, provoca una piacevolissima dipendenza, una volta provato non smetti.

          E’ per questo che noialtri, dall’altra parte della barricata, ce ne teniamo ben distanti…

        • Mahler ha detto:

          In questo momento sono in contatto con voi attraverso Ubuntu. Linux è come il sesso, provoca una piacevolissima dipendenza, una volta provato non smetti.

          Ha provato Arch GNU/Linux? È ciò che sto usando io in questo momento. Le garantisco che se ama GNU/Linux, Arch è il capolavoro.
          È una delle poche distribuzioni rolling relase (il che vuol dire che non avrà la rottura di scatole di dover aggiornare il S.O. ogni 6 mesi come vuole Ubuntu), e con il vantaggio di avere semrpe e costantemente software più aggiornato di quello che trova su Ubuntu.
          Poi con Arch avrà accesso ad AUR, ovvero a un sistema automatizzato per condividere col resto della comunità il software che non trova tra i pacchetti ufficiali. Complessivamente, tra i pacchetti ufficiali e AUR avrà accesso a molto più software di quello a cui accede tramite Ubuntu, oltre che a versioni tendenzialmente più recenti del software presente in entrambe le distribuzioni.

          P.S. Mi smodera?

        • Camillo Franchini ha detto:

          Mahler

          Ha provato Arch GNU/Linux https://www.archlinux.org/ ?

          Non l’ho mai provato. Uso Ubuntu per soggezione. A Pisa è molto attivo il GULP che lavora solo per Ubuntu. Una volta fui ingaggiato per fare una relazione sulla scrittura chimica, con molecole tridimensionali rotanti e roba del genere. Non feci una bella figura, perché nel pubblico c’era un chimico dell’Università che ne sapeva più di me, quindi la relazione fu fatta in coppia. Grazie Marchetti. Comunque anche in chimica le cose più eleganti si fanno in LaTeX. Uno se ne accorge quando va a stampare.
          Mi piacerebbe sapere che fine ha fatto RedHat, ma resisto alla tentazione. Se si entra in quel giro si perdono giorni senza nemmeno accorgertene. Un tempo mi piaceva Mandriva, molto elegante. Ora però mi sono fermato; sono pensionato, ma ho poco tempo quasi come quando lavoravo e dovevo studiare anche a casa.

        • Cimpy ha detto:

          Provocatore! Io sarò moderato: convivo con MS da sempre.

        • Giancarlo ha detto:

          @Camillo
          Ora che mi ci fai pensare anche WindowsNT 4.0 (che poi è il genitore di quelli che usiamo oggi) e, udite udite, OS2 di cui ho ancora manuali e libri vari. Ero un appassionato di informatica e ne conservo la storia tramite un’infinità di libri (di carta) che hanno testimoniato il passaggio alla programmazione ad oggetti. Ho ancora la cassetta originale di presentazione di tale tecnologia del patron della Borland. E poi dBIII, dBIV, Clipper, Visual Objects, Turbo-qualsiasi cosa, Simula, Logo (!), ADA, SmallTalk, Forth. Ma che ne sanno questi giovinetti tecnologicamente omologati dei nostri anni eroici! Quelli della lista li ho usati quasi tutti, così come la mia bibbia era lo Knuth, The Art of Computer Programming. Ne trassi un algoritmo per il calcolo del logaritmo in uno strumento che misurava la potenza ottica: a -80 dBm l’algoritmo sfarfallava per cui gli fu impedito di misurare meno di -77 dBm e fu avvisato Knuth. Ho introdotto gli IBM PS2 nel mio centro di ricerca che aveva invece come focus la linea Mac di qualità alta. I PS2 furono un insuccesso clamoroso, tutti rotti e cannibalizzati in due tre anni; troppo sofisticati con quel connettore del bus complicatissimo e prono agli errori. Ancora oggi mi porto dietro la lezione: solo PC cosiddetti compatibili, niente marche prestigiose. Li fanno tutti a Taiwan un paio di ditte, tanto vale pagarli meno. E sperare che un maremoto non inghiotta l’isola. Olivetti faceva delle meccaniche di gran pregio che distinguevano i suoi prodotti che ad un certo punto erano gli unici utilizzati presso la Commissione Europea. Non sopravvissero al libero mercato, meglio meccaniche da 5 euro.
          Chiedo scusa per l’OT prolungato, ma sono riaffiorati i ricordi, all’improvviso.

        • Cimpy ha detto:

          Olivetti faceva delle meccaniche di gran pregio che distinguevano i suoi prodotti che ad un certo punto erano gli unici utilizzati presso la Commissione Europea. Non sopravvissero al libero mercato

          più o meno: non sopravvissereo alla perdita di qualità che una posizione apparentemente dominante pareva aver garantito: gli ultimi olivetti non avevano le prestazioni dichiarate, e il signor Taiwan sulla carta uguale….alla fine non solo costava meno, ma funzionava pure meglio…
          Comunque i miei rispetti e i miei complimenti. Adesso però lo devo dire: non è colpa di questi “anziani (=seniores) terribili” se la moderazione qui funziona come funziona, ma dei giovani che hanno ideato la piattaforma WP, contro la quale non c’è Clipper che tenga. Di sicuro però non mi offrirò più di spiegare loro alcunchè di tecnico: potrei fare solo brutta figura…. 😀

        • gabrichan ha detto:

          Io ho cominciato a 12 anni con il mitico SX Spetrum…. nero, tasti in gomma, ho usato poi tutti i DOS, i windows (nt compreso), facendo programmazione in pascal e poi in delphi in ambiente industriale, ho mie applicazioni sparse un po in tutto il mondo.
          Uso linux e mac OS, sto studiando ignition un bel programma di HMI ed altro, è ho passione per la fisica e la chimica.

        • Cimpy ha detto:

          SX = ZX Spectrum?…

        • Mahler ha detto:

          @Camillo

          Comunque anche in chimica le cose più eleganti si fanno in LaTeX. Uno se ne accorge quando va a stampare.

          Una volta insegnai alla mia ex a usare LaTeX per scrivere un articolo su Licofrone: la stampa del greco antico era a dir poco per-fet-ta.

          Ora però mi sono fermato; sono pensionato, ma ho poco tempo quasi come quando lavoravo e dovevo studiare anche a casa.

          Ecco il bello di Arch è questo. È molto molto difficile da installare e ci perderà una giornata intera perché l’installazione è tutta da riga di comando. Questo perché il setup iniziale è davvero minimale e lascerà a lei la scelta di che desktop costruirsi (è stata per questo ribattezzata “L’Ikea Linux”).
          Ma il bello è che una volta installato il desktop che più le garba avrà un computer sempre all’ultimo grido, con software che s’installa e addirittura si compila da solo, senza che lei debba mai più fare il minimo sforzo o muovere un dito.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Mahler

          Una volta insegnai alla mia ex a usare LaTeX per scrivere un articolo su Licofrone

          Mi piacerebbe leggere un articolo su Licofrone.
          L’applicazione più bella di LaTeX che ho visto è la tesi di mia figlia, scritta in musica e in testo ordinario. E’ bella da leggere e da vedere.
          La descrizione di Arch mi impressiona; francamente credo che mi metterei nei guai a provarci.
          Saluti

        • neutrino ha detto:

          Sfido qualcuno di voi a cimentarsi con i vecchi mainframe IBM in VM.
          Altro che comandi di linea, erano botte da orbi con la macchina,,,

          E poi vuoi mettere l’emozione della programmazione randomica in apese, poi tao, per i super-computer fatti in casa della famiglia Ape. Ricordo un codice per dimamica molecolare scritto in puro assember della macchina, quasi 5000 righe, ma si fruttava ogni flop …

          Altro che touch screen

        • Giancarlo ha detto:

          @neutrino
          mi hai provocato e sono più senior di te (il comparativo è un errore ma lasciatemelo passare) e quindi sono partito dalla preistoria. HP 21MX, calcolatore da laboratorio. Costava più di una villa al mare (circa 70 mln nel 1977). Il bootstrap si faceva con dei deviatori sul frontale e l’aggiornamento del sistema operativo (sarà giusto definirlo così?) avveniva con dei nastri perforati che davamo in pasto alla telescrivente. Anche il software applicativo lo scrivevamo su nastro perforato. Questo non ci impedì di costruire il primo apparato italiano per la misura del backscattering in una fibra ottica.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Giancarlo

          sono il più senior di tutti e ne approfitto. A fine anno 1964 partecipai a una festa mascherata organizzata dal Max Planck Institut di Monaco di Baviera. In quell’occasione vidi un calcolatore monstre che occupava un’intera sala. C’erano dei nastri magnetici trascinati da certe rotellone che si muovevano a scatti. La sala era condizionata, perché quelle macchine scaldavano come il reattore “Atom-Ei” che era lì vicino. Forse il calcolatore aveva un nome, forse era stato autocostruito, chi si ricorda. C’era anche Moessbauer, che a quell’epoca lavorava al Max Planck. Persona alta, snella, di comportamento severo, già premio Nobel.
          Buona giornata a tutti

        • Cimpy ha detto:

          forse il calcolatore aveva un nome, forse era stato autocostruito,

          Sicuramente era il “Multivac”. Comunque non so perchè, ma all’improvviso mi son sentito un imberbe: nel 1964 non ero ancora nato. Poi,ahimè, mi son girato verso lo specchio…

        • gabrichan ha detto:

          si Cimpy ZX errore di battitura…
          che programmavo in assembler dello Z80… bei tempi….
          Anche io nel 64 non ero ancora nato….. 🙂

  15. Cimpy ha detto:

    @Hermano Tobia

    @Cimpy
    Mi spiego meglio: visto che nessuno si sognerebbe di attribuire al caso delle opere anche semplicissime, non mi sembra opportuno tirare in ballo il caso per spiegare (sebbene in ultima analisi) una “tecnologia” complicatissima come la vita ed in larga parte ancora sconosciuta

    In che senso nessuno si sognerebbe? Stai sostenendo che la conformazione delle rocce su marte che sembra (a noi) una “faccia” non è frutto del caso? Sostieni che le catene montuose della terra sono come sono per l’opera di un essere senziente? Come ti ho risposto di là, finchè il tuo discorso intende dire che non sappiamo e quindi non possiamo dire granchè sull’origine della vita, mi può anche stare bene, Da qui a dire che il caso (ovvero la combinazione di fattori che si incorciano senza un perchè trascendente) non possa spiegare da solo molte cose, ce ne passa.

  16. Solo di passaggio ha detto:

    Per i commenti.
    Grazie

  17. Giancarlo ha detto:

    @Camillo
    Ti chiedi dove abbiamo trovato le informazioni su Mastromatteo e Celani. La fonte primaria è il blog di Daniele, dove c’è stato un incredibile balletto di slide senza che, arrivati in fondo, si sia capito realmente, tra parametri fittizi e punti fittizi che cosa rappresenti la slide della potenza in eccesso. Per la versione attualmente caricata, sulle ascisse secondo me è riportata la differenza tra le quarte potenze della temperatura del vetro e dell’ambiente, come testimoniato dalla scritta DT4, dagli incrementi non lineari della coordinata X dei punti (se fosse semplicemente la temperatura, gli incrementi sarebbero costanti da 50 °C) e dalla relazione lineare che lega la potenza irradiata nella Stefan- Boltzmann a tale DT4.
    Il fatto che serva meno potenza (la y è la potenza in ingresso) per ottenere una certa temperatura del vetro esterno è per gli autori indice di un eccesso di potenza. Ora risaltano due punti: il primo è che delle presunte misure calorimetriche non c’è traccia, siamo ancora alla misura di una temperatura da cui ARBITRARIAMENTE si ricava la potenza. Il secondo punto è proprio questo avverbio. Celani è convinto che il vetro Schott-Duran utilizzato sia un corpo nero perfetto alla temperatura di lavoro e si lamenta pure, in alcune mail circolari, che qualcuno ne dubiti.
    Finally, we just recall that in the temperature range of our interest (internal cell 250-350°C), the thick borosilicate glass behaves like a black-body for the wavelengths of interest (>2.5micron).
    Ora dalla legge di Wien si ricava che a 350°C e 400°C i picchi di emissione siano a 4,65 e 4,31 micron. Perché il vetro possa essere considerato un corpo nero perfetto deve essere opaco a queste lunghezze d’onda, ossia la sua trasmissività pari allo 0%.
    Se uno va a vedere a pagina 26 questo catalogo di vetri borosilicati
    http://abrisatechnologies.com/docs/AT%20Specialty%20Glass%20Technical%20Capabilities%20Brochure.pdf
    trova che la trasparenza a quelle lunghezze d’onda, per la cella di Celani, spessa 3 mm proprio 0% non è, ma è stimabile in qualche %. Salirebbe al 10% se la parete fosse da 1mm.
    E’ da notare che questo sovrastima la potenza irradiata. Punto. Chi ha orecchie con tutto quello che segue. Serve una calorimetria ineccepibile che MM potrebbe fornire e che speriamo Mastromatteo possa mostrare Venerdì prossimo a Coherence 2012.
    Per il momento solo figure da peracottari, incluso il software di Daniele che modifica i diagrammi nel passaggio PC-MAC-PC.

  18. Valerio Peralta ha detto:

    @ tutti,

    Ho notato che, tra i 22pazzi, questo blog viene denigrato in quanto (a loro parere) si sono criticati solo piccoli particolari secondari dello strepitoso show di Crdn.
    Mi sono quindi permesso di analizzare le 31 slides, classificandole per macrotematiche. Il risultato è questo:

    1) Medaglioni, ringraziamenti, leccate; numero slides: 8
    2) Pubblicità editoriale: 1 slide;
    2) certificati avvenuta pubblicazione: 2 slides;
    3) Statistica dosimetri e rilevatori: 7 slides;
    4) Frattura rocce: 3 slides;
    5) Sollecitazione campioni di acciaio: 2 slides;
    6) Danni da radiazioni e trasmutazioni (su acciaio e rocce): 7 slides;
    7) Moto perpetuo di I specie: 1 slide.

    Secondo voi, quali tematiche essenziali abbiamo trascurato nei nostri commenti? Dobbiamo rimediare?

    Saluti

    • Giancarlo ha detto:

      @Valerio
      Secondo voi, quali tematiche essenziali abbiamo trascurato nei nostri commenti? Dobbiamo rimediare?
      Non ci perdere tempo, ci pensano da soli a fare figure barbine. Daniele ha appena pubblicato un post in cui tale Dott. Santoro osanna il lavoro di Cardone. Peccato che copi alla lettera una vecchia presentazione dello stesso. Era fatta tanto bene che non è riuscito a trovare parole migliori. Ma non si vergognano neanche un po’? Sono 10 anni che parliamo di un’unica misura. Il resto del tempo è sprecato a scrivere su 22passi.
      Io in realtà delle slide ho chiesto come si correlano le analisi con lo spettrometro di massa e i decadimenti del torio misurati. Forse Cardone vorrà rispondere tramite il suo alter ego più famoso.

      PS. Mi sono accorto ora che neutrino è arrivato alla stessa considerazione. E’ questa la nostra superiorità, che noi i lavori e le slide li leggiamo, non ci accontentiamo come la maggior parte dei babbonatalisti che esistano semplicemente.

  19. Pingback: Fuga di dubbi (Piezopoli, cont.) » Ocasapiens - Blog - Repubblica.it

  20. Ascoli65 ha detto:

    Camillo,
    vedo che la storia della sonda ti ha incuriosito. Nell’attesa di conoscere anche l’opinione di HT, che ormai non credo arriverà prima del prossimo weekend, permettimi di proporti qualche approfondimento sul tema.

    Un paio di mesi fa, quando avevi dedicato due post a Josephson, avevo provato a proporre quello che mi sembrava il primo intervento di BDJ nella faccenda bolognese. In quell’occasione avevo avuto modo di segnalargli, già a marzo dello scorso anno, la faccenda della sonda, insieme ad un paio di altre cosette riguardanti sempre la dimostrazione del 14 gennaio 2011.

    Mi sono però accorto nel frattempo che BDJ era intervenuto sullo stesso argomento molto prima, appena 6 giorni dopo la dimostrazione, e l’aveva fatto addirittura sul JoNP (pag.5 e pag.6). Te ne raccomando la lettura. Per leggere gli interventi nel loro ordine temporale, occorre tener conto che vanno scorsi dal basso verso l’alto e che nei primi della pag.6 Josephson viene chiamato erroneamente Robertson.

    Nello scambio epistolare vi sono citati tutti i principali protagonisti, anche Celani (è un circolo chiuso). Josephson aveva scritto sul JoNP il 20 gennaio proprio per chiarire alcuni dubbi sulla misura del vapore e in particolare sulla temperatura di lavoro dello strumento (fantasma) indicato nel report. Ricevuta una prima risposta, aveva riportato poi, scusandosene ossequiosamente, altri dubbi relativi proprio alla possibilità che, mediante quello strumento (fantasma), si fosse potuto misurare il contenuto di acqua nel vapore. Sarebbe stato un colpo micidiale al COP>10. Ma è BDJ stesso, a fine commento, a confortare l’inventore dicendo che anche se l’acqua fosse stata solo bollente comunque il suo apparato sarebbe stato “over-unity” (cosa vera, se la portata di acqua indicata nel report non fosse stata a sua volta fortemente sovrastimata). La parte più interessante però non sono le domande di BDJ, ma le risposte che riceve, in cui il suo interlocutore fa tutta una serie di rivelazioni particolarmente significative. Te ne do solo questa anticipazione: “I accepted the test because I had total and full trust in the Scientists”.

    Il resto merita di essere letto direttamente sul JoNP.

  21. Cimpy ha detto:

    allora, per chi è interessato:
    per linkare un url facendo in modo che nel commento appaia una descrizione, bisogna inserire un <a hfref=”url”> descrizione desiderata</a>
    cioè un anchor che contiene in href = ‘ url desiderato’

  22. Cimpy ha detto:

    scusate “a hfref” stava per “a href”

  23. Giancarlo ha detto:

    Volevo informare il mondo universo che l’articolo pubblicato sul volume in onore di Fermi per la penna (?) del Dottor Emilio Santoro è in realtà stato copiato per intero:
    Copiato da qui

    Si tratta di un famoso testo del Dott. Cardone. E’ strano che egli non se ne sia accorto e non abbia personalmente diffidato il Dottor Emilio Santoro che si è macchiato del reato di plagio e violazione del diritto di autore oltre a fare una pessima figura professionale che uno non si aspetta da chi ricopre un incarico così prestigioso. O tempora, o mores!
    Anche perché il Dott. Cardone figura come autore nello stesso volumetto in onore di Fermi, precisamente a pagina 67. Certo che 22passi ospiti un volumetto preparato dal Comitato Italiano per il Rilancio del Nucleare lo trovo un po’ strano. Soprattutto deve essere sfuggito alla maggioranza dei frequentatori abituali, altrimenti sai che rimproveri al povero Daniele e solo perché non legge mai quello che pubblica…

    • Livio Varalta ha detto:

      @Giancarlo
      Copiato da qui
      Il Dottor Emilio Santoro ha copiato anche le Medaglie di Cardone?
      http://www.windoweb.it/energia_nucleare_pulita_piezonucleare/piezonucleare_biografia_fabio_cardone.htm

    • Gherardo Gentzen ha detto:

      Dopo tanto tempo che lo seguo, Daniele riesce ancora a stupirmi per la sua capacità di sbagliare sempre, e sempre nello stesso modo, per fede cieca e arroganza. Presenta un testo di `tutta attualità´ e `scritto dal Dottor Emilio Santoro´ e invece si tratta di un vecchio testo di Cardone. Anche la sfiga passerina sta superando sé stessa: pubblicazione alle 19:43, intervento quasi superluminale di Neutrino con scoperta del plagio alle 21:52.

      Chissà perché un direttore dell’ENEA copia. È una delle mancanze più gravi per uno scienziato. Se qualcuno lo chiederà a Santoro, ci farà sapere se c’è una spiegazione? Altrimenti glielo chiedo io tra qualche giorno.

      Nei commenti Daniele sembra sostenere che tanti professoroni copiano, anche i prorettori. È la solita allusione debole e sfuggente per il suo pubblico di bocca buona, che la accetta senza chiedere qualche prova. Forse Daniele si è fatto questa idea osservando la gente che gli ronza intorno? Ma non sono mica tutti così! Comunque non mi sembra il caso di spiegare l’observational bias a Daniele, non lo capirebbe. Godiamocelo così, con la sua prodigiosa capacità di darsi bottigliate sulle palle e stare allegro. Sylvie, abbi pietà di lui!

      Roberto Mignani mi ha risposto e mi ha mandato i suoi due nuovi articoli con Cardone. Non ho ancora avuto il tempo di guardarli, in particolare la bibliografia. E non ho ancora avuto risposta da Albertini.

      • Giancarlo ha detto:

        @Gherardo Gentzen
        Questa volta mi sono innervosito sul serio, perché ho trovato estremamente scorretto questo modo di far passare per appoggio esterno qualcosa scritto da un sodale. Anzi copiato. Ho scritto una mail infuriata al Dott. Santoro chiedendogli se gli sembra morale aver proceduto in tale modo. Per il momento mi sono trattenuto dal mandare la mail in copia all’ing. Diana Anna Maria Savelli, Referente per la Trasparenza e l’integrità in ENEA. Vi terrò informati sulla risposta del Dott. Santoro che credo non si sottrarrà al suo dovere di essere chiaro.
        Poiché di là non capiranno la polemica provo a spiegare la gravità della cosa: c’è un esperimento controverso. Se una persona apparentemente terza e di un Ente prestigioso appoggia l’esperimento, l’impatto è molto forte e ne è prova la pubblicazione a tambur battente fatta da Daniele. Se però l’appoggio è fornito da uno scritto dello sperimentatore la cosa diviene di una gravità estrema. E’ peggio della recensione di un film o di un libro fatta da un pennivendolo prezzolato. Il tutto sempre e comunque in un ambiente politico, aggirando la prassi scientifica consolidata.
        Occorre pulizia prima che torni il puzzone padre di tutti i guai recenti.

        • Gherardo Gentzen ha detto:

          Giancarlo, sono completamente d’accordo. È una cosa grave. L’avevo sottovalutata perché sono distratto dal lavoro e perché mi sono assuefatto a queste notizie tragicomiche ormai quasi quotidiane, ma bisogna reagire con fermezza. Ancora qualche giorno di didattica e poi potrò fare la mia parte se sarà opportuno.

        • neutrino ha detto:

          @giancarlo

          guarda l’elenco di pag.3 di questo ppt.
          http://www.theatomunexplored.com/wp-content/docs/4cherubini.ppt

          Ci sono tutti gli attori di questo caso. Non ho ben chiaro che cosa significhi “With the assent of”. Vuol dire che l’elenco che seguente e’ quello dei coautori ?
          O che cosa ?

          In ogni caso L’ing. Sapielli, uno dei due santi paganini, dà l’assenso al lavoro presendato dai nostri.

          Credo che sia l’ora di chiedere pubblicamente al Prof Putti, subcommissario ENEA ed all’ Ing. Sapielli se e’ corrispondente a verita’ quanto affermato da Cardone nel suo intervento e se possono rendere pubblico l’ammontare del finanziamento e il parere della commissione scientifica che ha approvato il finanziamento stesso ?

          Che ne dici/dite ?

        • laptopdicartone ha detto:

          @neutrino

          lo stesso elenco di nomi compare anche nella “nota breve sulla cavitazione” di cui si era discusso all’inizio di quest’anno: http://22passi.blogspot.ca/2012/02/nota-breve-sulla-cavitazione.html

    • Valerio Peralta ha detto:

      Forse l’intervento di Santoro è stato scritto da Crdn. Un caso di auto-plagio?

    • Camillo Franchini ha detto:

      Giancarlo

      Santoro scrive:

      I principali uomini che tentarono questa via furono K. Diebner, W. Gerlach e W. Trinks i quali, a partire dal 1943, si dedicarono alle reazioni nucleari prodotte o catalizzate con la pressione. Si accorsero però che la pressione applicata all’uranio da sola non bastava a innescare la reazione a catena e quindi passarono dalle onde di pressione alle onde d’urto.
      Le onde di pressione hanno un andamento armonico, di tipo sinusoidale come le onde del mare, invece l’onda d’urto è impulsiva e violenta come un’onda del mare che si infrange di colpo contro gli scogli: in ciò consiste la differenza tra un suono armonioso e uno scoppio improvviso. È d’altra parte evidente che un’onda di pressione, in condizioni opportune, può essere trasformata in un’onda d’urto. Lo strumento che essi impiegarono fu la dinamite, ma a forma di sfera cava, contenente uranio nella cavità, perché l’esplosivo cavo era il modo migliore per indirizzare opportunamente l’energia e la pressione dell’esplosione.

      Io non so in che cosa sia specializzato il Dr Emilio Santoro; non sembra lo sia in campo nucleare. Lo è solo su misura delle conoscenze che circolano da Daniele.
      Santoro fa passare l’idea che un’onda di pressione provochi la fissione di 235U. In realtà l’uso di un esplosivo nella bomba a fissione serve solo per avvicinare ad alta velocità due o più masse subcritiche.
      Un’onda di pressione sonora o meccanica di qualsiasi intensità non ha effetti sul nucleo, né di uranio, né di altro elemento. Se non si capisce questo bisogna resettare tutte le conoscenze di chimica, a cominciare dal significato del Principio di Esclusione di Pauli. Il turbamento dei nuclei per pressione o botte di pressione avviene solo sulle stelle e anche lì con sezioni d’urto infime.
      Posso capire che 22 passi non debba essere considerato un sito dove si fa divulgazione scientifica, ma un minimo di prudenza dovrebbe essere osservato, specialmente da chi lavora presso un ente di ricerca statale.
      Diebner e i suoi non erano così sprovveduti come vengono descritti da Santoro; conoscevano perfettamente il concetto di massa critica, solo non riuscirono a scoprire il suo valore per 235U , perché non avevano capito che, rispettando certe geometrie, si poteva assemblare un reattore nucleare con uranio naturale e grafite. Si intestardirono a costruire un reattore ad acqua pesante e non arrivarono mai ad averne uno funzionante. Scrivere che Diebner tentò di fissionare l’uranio con onde di pressione provocate dall’esplosione di dinamite è offendere la sua memoria, già abbastanza lesionata dato che era un tanghero nazista e un fisico scarsino.
      E’ il solito problema della divulgazione scientifica; chi la fa deve essere preparato come chi pratica la scienza che si cerca di spiegare.
      Ho voluto bene a Santoro attribuendogli la volontà di fare solo divulgazione scientifica…
      Immagino il turbamento che Santoro ha creato nelle teste impressionabili dei passeri. Saranno là tutti a cinguettare, Ragazzona in testa. Bisogna che ci passi.

      • Luca ha detto:

        >Saranno là tutti a cinguettare, Ragazzona in testa
        Camillo mi spiace deluderla ma la ragazzona ha lasciato bruscamente l’allegra brigata di Passeropoli e anche sbattendo parecchio violentementa la porta. Non ha retto la timida tirata d’orecchie del padrone di casa. Ha cancellato purtroppo tutti i commenti non consentendoci di capire quali siano stati i suoi ultimi insulti, che immagino assai pepati, e rivolti stavolta forse anche ai passeri. Nemmeno la cache di google è stata abbastanza veloce per catturarli tutti. Peccato.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Luca,

          Un altro caso di autosfiga passera. Che resta del blog se la Ragazzona se ne è andata? Ogni tanto facevo una capatina per vedere con chi se la prendeva. Manca che se ne vada anche Mistero. Mistero, boia chi molla. Tenga duro, come dice la Minetti.

      • Marco DL ha detto:

        Ciao Camillo,
        Quanto riportato da Santoro corrisponde parola per parola alle imbarazzanti fissazioni di Cardone già espresse in internet e nella intervista a Socci su Libero nel 2007 http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2007/11/20/pensatori-contemporanei-2/
        Probabilmente Santoro con questo imbarazzante omaggio restituisce un favore ricevuto.
        Cardone sostiene che i Tedeschi avevano l’atomica ma non la usarono contro i propri nemici (già questo basterebbe per valutare l’attendibilità della persona). E’ sottointeso che i Nazisti erano molto meno cattivi di come sono stati dipinti dalla storia.
        Cardone è rimasto affascinato dalla capacità di un’onda d’urto sferica di far detonare una massa subcritica, ne abbiamo parlato in questo blog quando ho fatto qualche domanda agli esperti.
        Nelle moderne bombe atomiche l’esplosivo non serve ad avvicinare due o più masse subcritiche (come fatto nelle prime bombe all’uranio) , serve ad aumentare la densità di una sfera subcritica in modo da renderla supercritica.
        http://en.wikipedia.org/wiki/File:Fission_bomb_assembly_methods.svg
        L’onda d’urto focalizzata causa un momentaneo aumento della densità del nucleo fissile (plutonio) e questo aumento di concentrazione rende supercritico il nucleo per il tempo necessario ad innescare l’esplosione.
        L’implosione delle bolle di cavitazione, ricordando questo processo, costituisce la suggestione di base sulla quale Cardone & c. basano la loro convinzione.
        Per me Cardone crede fermamente che la detonazione per implosione delle bombe nucleari si basi non sull’aumento di densità ma sul trasferimento massiccio di energia dal reticolo ai nuclei.
        Per questo considero che la discussione sollecitata da Mahler sui fononi sia stata importantissima.
        Cardone, forte delle sue frequentazioni vaticane, non si accontenta di riscrivere la fisica conosciuta, vuole anche riscrivere la storia.
        Buona giornata
        Marco

        • Camillo Franchini ha detto:

          Marco

          Nelle moderne bombe atomiche l’esplosivo non serve ad avvicinare due o più masse subcritiche (come fatto nelle prime bombe all’uranio) , serve ad aumentare la densità di una sfera subcritica in modo da renderla supercritica.

          Questo per me è completamente nuovo. Assemblare una massa così vicina alla criticità mi sembra spaventosamente pericoloso per gli operatori. A me francamente sembra una leggenda metropolitana. Ho dei testi di riferimento, sarò più preciso appena c’è un giorno di pioggia e vento.
          Buona giornata; spero che oggi non ci siano moderazioni.

        • Marco DL ha detto:

          Camillo,
          seguendo questo link trovi i dettagli:
          http://en.wikipedia.org/wiki/Nuclear_weapon_design#Implosion_type_weapon

        • Valerio Peralta ha detto:

          @ Marco DL,

          Sono d’accordo con lei sul funzionamento delle bombe a fissione. Il modello a due masse subcritiche funziona solo con l’Uranio. Ricordo di aver letto che un componente essenziale del team che lavorò a Los Alamos era proprio un esperto di esplosivi incaricato di progettare la carica cava con la giusta simmetria di detonazione; mi pare ne parli anche Feynman.

          @ Camillo,

          per quanto riguarda la sicurezza degli operatori, esaminando le proprietà di simmetria che deve avere la detonazione per funzionare e le pressioni incredibili prodotte dalle cariche cave, mi sembra che fossero in una botte di ferro, almeno fino all’accensione dei detonatori. Il fatto che non si siano mai preoccupati dei piezoneutroni conferma quanto la teoria di Card&Carp sia fasulla.

          Saluti

        • Camillo Franchini ha detto:

          Valerio

          per quanto riguarda la sicurezza degli operatori…

          mi riservo un supplemento di indagine.
          Durante il ritrattamento dei combustibili nucleari il pericolo massimo che possono correre i chimici è il raggiungimento della massa critica per errore. Per questo vengono usati dei recipienti stretti e allungati, per sfavorire la geometria. Non vedo perché si debba complicare una situazione semplicissima: basta che la massa critica sia raggiunta con uranio o plutonio e il botto avviene. La compressione per aumentare la densità del combustibile è per me un’assoluta novità. Trattandosi di materiale praticamente incoercibile, si dovrebbe fare un assemblaggio molto prossimo alla massa critica, estremamente pericoloso.
          I reattori nucleari non hanno bisogno di alcuna compressione.
          Comunque ci risentiamo.
          Saluti

        • Valerio Peralta ha detto:

          @ Camillo,

          Sulla criticità aspetto le sue informazioni, grazie. Sono andato a controllare il Cooper-Kurowski, “Introduction to the Tecnology of Explosives”. Le cariche cave possono generare pressioni d’impatto dell’ordine di qualche Mbar, quindi anche i metalli più rigidi diventano plastici. Se la detonazione e il liner metallico hanno una buona simmetria sferica, le variazioni di densità possono essere notevoli e la subcriticità in condizioni di riposo adatta alla manipolazione sicura. Cercherò anch’io dati più precisi.

          saluti

        • Camillo Franchini ha detto:

          Valerio

          Visto che da qualche parte queste cose le hai lette, non dubito che abbiano usato anche la tecnica delle cariche cave. Continuo a cercare.

  24. Pingback: Settimo (Piezopoli, cont.) » Ocasapiens - Blog - Repubblica.it

  25. Marco DL ha detto:

    Ho un commento in moderazione

  26. indopama ha detto:

    gli attori di questo blog sono chi scrive gli articoli e chi commenta, su cosa e’ secondario.
    cosa spinge a scrivere e a commentare? questo e’ il fulcro.
    la stessa cosa per uno scienziato od un politico: cosa li spinge a fare quello che fanno? non certo le leggi della fisica, quindi?

    questo “quindi” e’ il centro di ogni cosa, purtroppo ai piu’ sconosciuto e sarebbe proprio questo da studiare per evolvere verso una situazione in cui non ci sono piu’ problemi. il perche’ non si abbia voglia di studiarlo risiede ancora una volta nel soggetto e non la’ fuori nelle leggi della fisica.

    lo stallo risiede nel soggetto che ha deciso di non prendersi in considerazione nell’analisi della vita, cosa strana poiche’ lui e’ sempre presente mentre il resto passa e va, oltretutto ci sono cose come le emozioni, l’amore, la paura non osservabili “la’ fuori”, nonostante ne siamo coscienti decidiamo di ignorarle.

    perche’?

    chi ignora una parte della vita vive una illusione, una realta’ limitata che non e’ tutto quello che c’e’ e non e’ sicuramente dalla sola analisi di questa realta’ limitata che si puo’ comprendere tutta la vita e cercare cosi’ di controllarla secondo il proprio desiderio (anche il desiderio non esiste “la’ fuori” eppure e’ cio’ che spinge ognuno a fare cio’ che fa).

    dal mio punto di vista siete fuori strada, quello che state facendo serve ad appagare un desiderio vostro che non e’ quello di conoscenza ma quello di scontro con una parte della vita che non la pensa in accordo coi vostri pregiudizi. per la conoscenza occorre collaborare, lo scontro distrugge.

    questo per entrambe le fazioni…..

    • Camillo Franchini ha detto:

      Indopama

      gli attori di questo blog sono chi scrive gli articoli e chi commenta, su cosa e’ secondario.
      cosa spinge a scrivere e a commentare? questo e’ il fulcro.

      Sarò terra terra, ma a me la risposta sembra facile: l’interesse per l’argomento trattato. Io non provo interesse per le sue considerazioni, quindi su di esse non scrivo articoli né commenti. A parte queste due righe, tirato per i capelli.

    • Osservatore Anonimo ha detto:

      indo, stavolta glielo spiattello paro paro, visto che qui nessuno sembra avere la voglia di dirglielo: ma lei si rende conto (domanda retorica) che dalle sue righe traspare una presunzione micidiale? Lei, sebbene appassionato di cose orientali, è perfettamente integrato nel solco della tradizione cattolica: giudicare e condannare, dall’alto della sua presunta e presuntuosa superiorità morale. Peccato che se tutto il genere umano ragionasse come ragiona lei, queste cose lei le direbbe alla propria capretta nella sua capanna di rami e fango, anzichè scriverle su una tastiera di computer e trasmettere i propri pensierini “all’altra fazione”. Ci pensi su.
      Se questi miei pensierini le disturbano il Karma e le disallineano i Chakra può sempre pensare che io sia pura illusione, e passa la paura.

      Buon Natale!

      • Giancarlo ha detto:

        @Osservatore Anonimo
        Io ho cercato di fargli capire che forse stava nel posto sbagliato,
        qui ,
        copiando quasi alla lettera Bergson da wikipedia. Ho messo anche l’aneddoto su mio nonno judoka, ma non se ne è accorto e anzi mi ha ringraziato. A quel punto ho realizzato che sono un pessimo comico se quello che dico viene preso sul serio.
        Ho staccato la spina riguardo all’anima vibrante e dalla doppia natura quantistica.
        Ora sono di nuovo concentrato sulla creazione di energia dal nulla.

      • indopama ha detto:

        presunzione non rientra nella fisica conosciuta e sperimentabile oggettivamente, si attenga ai protocolli e alle banche dati per favore… io parlo di qualcosa di reale, mica di asini volanti ma se lei vuole continuare a fare finta che non esista e’ libero di farlo. 🙂

  27. Valerio Peralta ha detto:

    @ Tutti,

    Segnalo che tra i 22pazzi si pubblicizza il venturo convegno di alchimia teorica ed applicata detto “Coherence 2012”. Ci sarà da divertirsi! Segnalo:

    – Piezonuclear reactions produced by brittle fracture: From laboratory to planetary scale – Alberto Carpinteri;
    – Neutron Production from “Smart” Materials: Pyroelectrics and Piezoelectrics – Yogendra Srivastava
    -Storia della scoperta delle proprietà speciali dell’acqua – Gualtiero Valeri
    -Ulteriori Investigazioni sull’effetto Zhadin – Livio Giuliani
    -L’influenza gravitazionale su biologia umana e agricoltura – Christian Corda

    Saluti

  28. Giancarlo ha detto:

    Vi segnalo questa perla che appare nel copiato di Santoro (come facevamo alle elemetari) che ha riportato il tutto (credo originato da Cardone) senza porre alcuna attenzione critica.
    Il ferro inoltre possiede il valore più alto dell’energia di legame per componente ed è inerte cioè non è radioattivo. Per la proprietà di avere l’energia di legame più alta, il ferro è il più svantaggiato per produrre energia nucleare e anche il meno incline a farlo. Tutto questo in condizioni normali, ossia di spazio piatto. Viceversa, nello spazio deformato delle forze nucleari, il ferro si trova invece in posizione avvantaggiata. Se vi è infatti una soglia di energia da raggiungere, che è al di sopra di tutte le energie di legame, il nucleo con l’energia più alta è certamente il candidato migliore, quello è più vicino alla soglia, che a parità di potenza fornita la supera per primo tra gli altri nuclei e, cosa più importante, nel minor tempo. Questo è un ragionamento di estrema semplicità ed eleganza che riassume una serie di ragionamenti e calcoli alquanto complessi, ed è dovuto al fisico italiano W. Perconti.

    Il ragionamento sarà pure di estrema semplicità ed eleganza ma rimane pur sempre una cazzata.
    L’energia di legame è un’energia negativa, sia in chimica tradizionale sia in chimica nucleare. Tant’è vero che nei testi sacri è preceduta dal segno meno. Se brucio idrogeno formo acqua e libero energia. E’ chiaro che l’energia si disperde, ad esempio riscaldando l’acqua per la mia camomilla, che mi serve in questi momenti critici. Sarà incredibile ma l’energia di legame è proprio quella originata dalla combustione e identifica l’energia che debbo fornire nuovamente dopo per scindere di nuovo l’acqua in idrogeno ed ossigeno, ad esempio tramite elettrolisi. Mi si perdonino le approssimazioni didascaliche. Questo è uno dei motivi per cui tutte le diavolerie ideate dai fautori del moto perpetuo naufragano. Allo stesso modo se creo il ferro a partire da protoni e neutroni, il nucleo alla fine pesa molto di meno dei suoi componenti. La differenza di massa, per volere di Einstein, si allontana velocemente sotto forma di gamma che tentano di raggiungere i confini dell’universo e quando non ci riescono, perché ostacolati, ne aumentano l’entropia. Questa si chiama energia di legame ed è persa per sempre (da cui il segno meno) non sta lì intrappolata nel nucleo ad aspettare che W. Perconti la liberi con la sua intuizione geniale. Ma come si fa ad ignorare una cosa così basilare? Al rogo i libri! Conserviamone uno solo!

    • Valerio Peralta ha detto:

      @ Giancarlo,

      come avevo suggerito in altro post, presto questa gente proporrà di costruire automobili senza motore, avendo cura di rifare le strade in modo che siano sempre tutte in discesa!

      Saluti

      • Giancarlo ha detto:

        @Valerio Peralta
        Sono stato uno dei pochi a votare a favore del nucleare, anche in occasione del primo referendum storico. Questo perché pensavo onestamente che fosse il modo di minimizzare il rischio. Debbo dire che se i responsabili dei reattori nucleari conoscono così bene la materia, la mia fu una scelta insensata e sono grato a quelli che hanno fatto trionfare la parte opposta. Siamo un popolo di cialtroni, senza ombra di dubbio.
        Nel frattempo il Dott. Santoro ha deciso di ignorare la mia mail; o forse è a consulto.

      • FermiGas ha detto:

        Se non mi sbaglio, Cirillo sta lavorando da un po’ sul rivoluzionario motore ad acqua!

        • theschnibble ha detto:

          “Abbiamo, nel nostro laboratorio-rimessa (o rimessa-laboratorio) un sistema che fa girare un motore a combustione interna utilizzando come combustibile solo acqua. Non aggiungiamo idrogeno e ossigeno in aspirazione in tandem con benzina o gasolio, ma si parte dalla sola acqua. Fino ad oggi il motore è rimasto in moto per un max di tre ore consecutive. Lo abbiamo spento solo perchè, dopo tre ore passate a guardare un motore che gira, cominci a romperti un po’ le scatole.
          Allo spegnimento del motore (e quindi della cella) la pressione di gas all’interno dell’elettrolizzatore è rimasta costante. Ad ogni successiva accensione il motore è partito senza problemi.”

          Domenico Cirillo, 11/11/2010 ore 10,23

          Energeticambiente

          The Schnibble

        • theschnibble ha detto:

          Salve a tutti,

          questo è il mio ultimo post sull’argomento relativo alla cella elettrolitica oggetto del thread e al suo meccanismo di funzionamento.
          Sia io che Luigi abbiamo firmato un accordo di ‘non-disclosure agreement’ con una realtà industriale interessata alla cosa.

          Parlare della cosa violerebbe dei vincoli legali per cui chiudo qua.

          Ringrazio tutti quelli che con grande entusiasmo si sono posti in maniera costruttiva a cercare di capire questo nuovo approccio alla fisica dell’acqua e alle sue (straordinarie) potenzialità.

          Ringrazio quelli che si sono chiusi dietro spiegazioni errate e interpretazioni inadeguate al quadro di lavoro presentato. Così come per i concetti nuovi della fisica moderna (principio di indeterminazione di Heisenberg, emissione termoelettronica, non bias diode, teoria elettronica ‘a bande’…) anche nel caso di questo nuovo approccio alla fisica dell’acqua ci sarà chi ve lo spiegherà, scrivendovelo in un bel libro, indottrinandovi nel modo in cui siete abituati.

          Certi collegamenti, certe connessioni fra argomenti, certe ‘sintesi’ mentali non sono per tutti i cervelli.

          Buon proseguimento.

          Domenico Cirillo, 16/11/2010 ore 18,10

          Energeticambiente

          The Schnibble

    • Marco DL ha detto:

      Ma chi è Perconti? Quello che organizza queste serate astrogastronomiche?
      http://www.lapiazzadiscanno.it/news/2010/agosto/erica3.asp

      Sembra Ecce Bombo di Moretti nel quale uno studente porta all’esame di maturità una poesia di un fantomatico poeta contemporaneo. Il prof gli chiede informazioni sul poeta sconosciuto e questo improbabile personaggio si avvicina e afferma convinto “sono io il poeta!”

      Forse Moretti si è ispirato alla vita di Cardone?

      • Giancarlo ha detto:

        @Marco
        Sì, è lui. Ora all’ISPRA si occupa di climatologia. Compila statistiche. Speriamo che non incorra in altri svarioni come quello sull’inversione di segno dell’energia.

  29. AC/DC ha detto:

    Buongiorno Camillo,

    sono un frequentatore di vecchia data del blog 22passi, folgorato inizialmente dai claims di R&F e dalle indiscrezioni di Daniele, ma divenuto successivamente molto scettico.

    Non ho particolari competenze scientifiche per quel che riguarda gli argomenti trattati in questo blog (sono un semplice sviluppatore di software) ma mi sono appassionato alle vicende inerenti LENR e affini che seguo da ormai 2 anni.

    Vorrei chiarire subito che, pur riconoscendole un’indubbia conoscenza della materia ed un’invidiabile esperienza sul campo, spesso e volentieri mi trovo in disaccordo con le sue posizioni soprattutto per quel che riguarda quella che appare ai miei occhi come una negazione aprioristica di certi fenomeni. Sono inoltre convinto che la ricerca di stato debba essere indirizzata anche, ovviamente con le dovute proporzioni, verso quella ricerca di frontiera che chiaramente ha scarsissime possibilità di successo ma che può allo stesso tempo aprire nuove strade al progresso.

    Detto questo le chiedo gentilmente asilo virtuale poiché non mi riconosco più in alcun modo nelle posizioni inerenti LENR e affini promosse dal blog 22passi, la mia è chiaramente una presa di posizione simbolica, diciamo una mozione di sfiducia, che non interesserà a nessuno e non sposterà di un millimetro le forze in gioco ma che ho deciso di intraprendere per via della ormai inarrestabile deriva complottista e di disinformazione del blog 22passi.

    • Giancarlo ha detto:

      @AC/DC
      Benvenuto Alessandro.

    • Cimpy ha detto:

      (sono un semplice sviluppatore di software)

      Ciao, collega.

      Due dritte:
      1) astenersi da suggerimenti informatici se non esplciitamente richiesti (basta leggere questo thread, i padroni di casa non ne hanno bisogno)
      2) se capita di far arrabbiare i capi (capita: alcuni in quei giorni diventano permalosi), fai come me: orecchie basse e dietro la lavagna. [va bene, va bene, scherzavo: mi metto in moderazione da solo e sto fermno un giro!]
      😉

    • Camillo Franchini ha detto:

      AC/DC

      Detto questo le chiedo gentilmente asilo virtuale

      Non serve chiedere asilo, chiunque può scrivere da noi. Qua ogni tanto si incappa in moderazioni arbitrarie, basta non farci caso e aspettare un po’.
      Siamo lusingati che sia interessato a quello che scriviamo, quindi, un cordialissimo benvenuto.

  30. AC/DC ha detto:

    Grazie Giancarlo,

    il mio intervento è riuscito a riesumare la tuttologa de noantri dall’altra parte, potremmo considerarlo un effetto collaterale?

  31. Giancarlo ha detto:

    Presentazione di Cardone ad Ancona. La Slide 31 dovrebbe mostrare la fuoriuscita di neutroni dal basalto, se non ho capito male. In realtà illustra la statistica poissoniana dei neutroni di background. Nel periodo considerato, i neutroni di fondo sono 568 +/- 152.
    Quelli di presunto segnale hanno valor medio 597. Ma che neutroni hanno visto?
    Il bello è che parlando di C&C i fedeli dànno tutti per scontato che i neutroni ci siano. Evidentemente poi scompaiono nelle slide.

    • Marco DL ha detto:

      Aggiungerei che misurano un numero crescente di neutroni coerente con la crescita della radioattività del campione utilizzato.
      Per puro caso, citano sempre un contenuto crescente di ferro, dimenticandosi la caratteristica chiave che aumenta: la radioattività naturale.

  32. giovanni ha detto:

    buongiorno AC/DC,
    volevo solo fare un inciso prendendo spunto dal suo messaggio, anche se suppongo che la richiesta di “asilo” fosse ironica. Ancor più adesso, quando oramai da scienza patologica con Cardone & c. siamo a Münchausen (in ogni accezione) è necessario precisare non tanto divergenze sul piano scientifico (la scienza è ormai evaporata nei fusionisti freddi) quanto procedurale e, purtroppo, sociologico. Su questo piano sono più fortino che in QED (ahimè)
    Non esistono due tifoserie contrapposte, come si illudono Rampado, Passerini e altri frequentatori di 22pazzi con manie di protagonismo (http://www.youtube.com/watch?v=TBaD07GbHxY#t=01m19s).
    Soprattutto fusionefredda.wordpress.com non è un “clan”. Nel momento in cui Giancarlo (permetti?) commettesse un errore nessuno esiterebbe a farlo a pezzi. E il primo ad esserne grato sarebbe lui. Immaginalo piuttosto come un’agorà, laddove 22passi è un tempio, dove si pratica una religione. Religione e scienza non sono in contrapposizione. I religiosi invece si oppongono spesso alla scienza. Non prenda questa mia definizione di tempio e religione come metaforica. I frequentatori di 22passi si fidano sulla parola, senza avere nemmeno gli strumenti di analisi necessaria. E’ quindi un atto “di fede”. Vanno ad empatia. Sospetto gli piaccia la scienza “carina”. Egualmente non esitano ad aggredire irrazionalmente chiunque metta in dubbio il loro credo mentre sono pronti ad accogliere entusiasticamente chi è dei “loro”. Solo che non c’è un noi. Ne hanno un disperato bisogno per sentirsi reali. Una controparte. Per la quale costruiscono anche le ragioni occulte. Mentre Camillo esamina errori di metodo e le puttanate (mi si perdoni) nelle pubblicazioni il clan è cieco alle evidenze in una spirale sempre stretta. Tutti sintomi di un forte disagio.

    p.s. ho appena letto che Passerini sta meditando di andar per vie legali con Sylvie…(http://22passi.blogspot.com/2012/12/piezonucleare-un-grande-successo-della.html?showComment=1355292118997#c9133542606216105929). Stiamo a vedere, nel caso promuoverò una causa collettiva con chi vuole perché renda conto delle balle e dei pesanti insulti che ha lanciato a parecchia gente negli ultimi due anni. Si ride ma alla fine ci si stanca anche di quello.

    • Gherardo Gentzen ha detto:

      giovanni scrive:
      Si ride ma alla fine ci si stanca anche di quello.

      Si può ridere e combattere allo stesso tempo e io farò tutt’e due le cose se necessario. Comunque Passerini che si lamenta di Sylvie dopo tutte le volgarità che ha pubblicato su di lei fa solo ridere, non credo proprio che ci sarà alcun bisogno di combattere.

  33. AC/DC ha detto:

    Camillo

    la ringrazio per l’ospitalità e quando lo riterrò opportuno cercherò di contribuire alla discussione nel limite abbastanza ristretto delle mie possibilità e conoscenze.

    Questa mia richiesta di asilo è chiaramente un atto simbolico, infatti non mi piacciono le fazioni e cerco sempre di mantenermi il più indipendente possibile… poi oh siamo tutti fatti di carne e la perfezione non fa proprio parte del nostro essere.

    • Camillo Franchini ha detto:

      AC/DC

      A me piace il nostro blog perché in esso è presente un numero molto elevato di specialisti. Non capita spesso che dei fisici e degli ingegneri siano così numerosi e dialoghino in modo amichevole e costruttivo. Questo è avvenuto più volte e non c’è che da compiacersi.
      Personalmente ho molto apprezzato gli interventi di un matematico, Gentzen. Che c’entra un matematico, un logico? Invece c’entra e come, se ne accorgerà, se non ancora frequentato il nostro ambiente.
      Poi c’è Sylvie Coyaud che a me dà la convinzione di seguire una pista interessante, appropriata per un socio del CICAP. Sylvie agisce anche da amplificatore del nostro blog, segno che lo apprezza.
      Vedrà che quello che Lei sa sarà utile in molte occasioni e si troverà in ottima compagnia.
      Saluti

      • Gherardo Gentzen ha detto:

        Camillo, ti ringrazio per l’apprezzamento. Io invece mi disprezzo un po’: a volta mi tocca rileggere quello che avevo scritto e mi rendo conto che anche se all’inizio facevo solo finta di essere un trombone sadico, dopo un anno lo sono diventato sul serio. Ma per forza si diventa così, è per contrasto: facendosi coinvolgere troppo da pagliacci masochisti cos’altro mai vuoi diventare? Cercherò di mantenere più distacco.

        Do anch’io il benvenuto ad AC/DC, e dico subito che sono d’accordo con lui che bisogna investire e rischiare nella ricerca avventurosa. Lo dicevo giusto oggi ai giovani che concorrono per entrare nella nostra università e che intervistavo: dobbiamo osare. Ma su questo tutti i ricercatori sono d’accordo, questo è un discorso scontato per chi fa ricerca. Non è però scontato per molti ragazzi e per i loro genitori, e di conseguenza per i politici.

        Purtroppo è difficile far passare il messaggio che bisogna impegnarsi molto e rischiare. In tempi di crisi è più facile promettere miracoli, la gente ha paura e vuole essere rassicurata subito. Bisogna stare all’erta, ci sono tante mezze calzette cresciute a pane e volpe che hanno fiutato l’occasione e non esitano a far passare i ricercatori seri, e quindi innovatori, per conservatori incompetenti.

    • neutrino ha detto:

      @AC/DC

      Benvenuto!
      Stia attento,pero’, perche’ qui ci sono tante “fazioni” quanti sono quelli che contribuiscono al blog !

      🙂

  34. Camillo Franchini ha detto:

    @Valerio Peralta

    comincio con citarti un libro che credo abbiamo in molti, Enrico Persico – Gli atomi e la loro energia – Zanichelli.

    Leggo a pag. 378:

    Una bomba atomica è costituita essenzialmente da una massa di materiale fissile (p. es. plutonio) superiore alla massa critica, ma divisa in due o più parti, ciascuna delle quali è inferiore alla massa critica. Finché la parti sono separate non può avvenire in esse la reazione a catena, e quindi esse sono perfettamente innocue; ma se vengono riunite la reazione a catena diventa possibile, anzi, avviene.

    Per fare esplodere la bomba basta quindi portare a contatto le parti di cui è costituita; ma perché la reazione abbia veramente carattere esplosivo è necessario che l’avvicinamento sia estremamente rapido.

    Questo è uno dei modi descritti; però non escludo che esista anche il metodo che conosci tu. Devo leggere altri documenti, di cui uno di origine militare. Prendiamo tempo.
    Saluti

    • Valerio Peralta ha detto:

      @ Camillo,

      Mi incuriosisce il fatto che sul suo testo venga citato proprio il plutonio come esempio. Nell’articolo di Wikipedia linkato da Marco DL, si accenna al fatto che il meccanismo a due masse non sia applicabile a questo elemento. L’attendibilità della fonte è discutibile, ma anche io ricordavo una cosa del genere. La bomba di Nagasaki, fat boy, funzionava col plutonio ed aveva forma sferica proprio per consentire il meccanismo di focalizzazione della detonazione chimica. Non penso che gli americani, in tempo di guerra, si sarebbero complicati la vita in questo modo se non fosse stato strettamente necessario. Cerco comunque altre informazioni.

      saluti

      • Valerio Peralta ha detto:

        Scusate, non fat boy ma fat man!

      • laptopdicartone ha detto:

        Anche il testo introduttivo di fisica nucleare che ho in ufficio, il Krane, descrive le bombe al plutonio del test trinity e di Nagasaki come bombe a implosione in cui la massa critica viene raggiunta per compressione da onda d’urto. Anch’esso inoltre accenna a uno strato esterno di U238 per riflettere i neutroni verso il core di plutonio

      • Camillo Franchini ha detto:

        Valerio

        Mi incuriosisce il fatto che sul suo testo venga citato proprio il plutonio come esempio.

        Invece è proprio quello che c’è scritto. Non dovrebbe esserci differenza tra uranio e plutonio. Sono diverse le masse critiche ed è diverso il numero medio di neutroni emesso per fissione, ma questo non dovrebbe avere influenza sulle modalità di costruzione della bomba.
        Perché ritieni che con il plutonio la bomba debba essere costruita in modo diverso? Hai qualche libro che lo afferma?
        Saluti

    • Valerio Peralta ha detto:

      @ Camillo,

      La faccenda è interessante se riusciamo a sfatare una leggenda urbana!
      Ho trovato un indizio (solo un indizio, però) sul Zukas e Walters, “Explosive Effects and Applications”, pag. 18:

      “A crucial breakthrough in the development of the nuclear weapon was von Neumann’s design of an explosive lens that redirected spherical shock waves expanding from multiple points of initiation into a single, uniformly spherical shock wave converging on a nuclear core”

      Come fonte viene citato Serber, 1992, “The Los Alamos Primer” UCLA press.

      Sulla necessità di questo disegno per il plutonio non ho ancora trovato una fonte attendibile, potrebbe essere leggenda, resa plausibile dalla pragmaticità imposta dal tempo di guerra (perché complicare il progetto se il disegno a due masse subcritiche funziona? Ma forse volevano sperimentare…)

      Saluti

      • Camillo Franchini ha detto:

        Valerio

        E’ soprattutto importante non farsi confondere da una presunta diversità del plutonio rispetto all’uranio e dalla possibilità di “comprimere” un oggetto sferico subcritico per farlo diventare critico; si tratta invece di modificare una geometria. Vengono immediatamente in mente i reattori veloci francesi, dove la massa critica viene raggiunta modificando la geometria del materiale fissile.
        Ora è tutto chiaro come il sole. Comprimere simmetricamente un guscio e trasformarlo in sfera è molto più razionale del “colpo di cannone”. E’ stato decisamente un miglioramento, il rendimento di trasformazione massa —> energia dovrebbe essere decisamente più elevato.
        Sarebbe interessante sentire l’opinione di Marco, che ha lanciato il tema.

        P.S.
        Con l’uscita di AC/DC da Daniele sono rimasti solo i tifosi. Non è rimasto un solo esperto. Non riconosco tra i passeri a sostegno un solo fisico, che è uno, o un chimico.
        Con l’uscita di AC/DC il blog è diventato ospizio per scienziati stravaganti.

        • Giancarlo ha detto:

          @Camillo
          Anche Franco Morici, che di pazienza ne ha mostrata tanta, comincia a dare invece segni di impazienza. Abundo gli ha appena risposto non dicendo nulla. Abundo è un giocoliere, con le parole al posto delle palle.
          Avanti il prossimo, c’è sempre spazio sotto la tenda del circo.
          Magari non sono più gli artisti ad essere perplessi ma gli spettatori, anche se il biglietto è quasi gratuito.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Giancarlo

          Sì, mi sono dimenticato di Franco Morici, che mi sembra bravo. Io però lo metto tra i critici attenti. Certo che Daniele ha smobilitato; senza ingegneri, fisici, chimici a supporto delle tesi dei sui protetti, che cosa produce? Interviste, resoconti di Viaggi in Italia, fotografie di mammozi. Sono i commenti che contano in un’attività come la sua. Poeta era e poeta rimane, non è poco se scrive belle poesie.

        • Marco DL ha detto:

          Ciao Camillo,
          Insisto nel sostenere che le moderne bombe atomiche vengono innescate da un’onda d’urto focalizzata su materiale fissile subcritico solido non cavo.
          La focalizzazione permette di aumentare la densità di circa due volte (pressioni di qualche megabar nel fuoco), avvicinando gli atomi, diminuendo il cammino libero dei neutroni e rendendo supercritica una massa che non lo sarà mai in condizioni umane.
          Trovi la storia completa (molto interessante) a questo link:
          http://www.globalsecurity.org/wmd/intro/implosion-device.htm
          “In the summer of 1944, Emilio Segre’s group at Pajarito Site found that plutonium from nuclear reactors had an isotopic impurity, plutonium-240, that prohibited its use in a gun-type assembly”

          Ma l’articolo migliore è questo, che definisce quanto uranio o plutonio basterebbe all’Iran per avere una atomica:
          http://www.nuclearnonproliferation.org/Compressibility%20and%20the%20Minimum%20Amount%20of%20Fissile%20Material.pdf

          Non è una leggenda metropolitana e sono sicuro sia il punto di partenza di tutte le pretese piezonucleari.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Marco

          Insisto nel sostenere che le moderne bombe atomiche vengono innescate da un’onda d’urto focalizzata su materiale fissile subcritico solido non cavo.

          Capisco che abbiamo due spiegazione a fronte: il Lieser, un trattato del 2001 molto noto, dove si legge che un guscio di materiale fissile viene trasformato in un sfera piena supercritica e il link (che non ho ancora letto, sono fuori casa) che ci hai fornito dove si tratta di un aumento di densità del plutonio metallico.
          La questione è aperta, apertissima.
          Fosse una questione di tifo, starei senza dubbi per il Lieser.
          A presto

        • Camillo Franchini ha detto:

          Marco,

          Ho letto l’articolo. Da dove viene l’autorevolezza di quella pubblicazione? Mi sembra la roba generica che si incontra in internet. L’idea che una sfera di plutonio possa contrarsi ad opera di un’esplosione non mi convince per niente. Forse intendono che la sfera cambia di stato fisico, ma che si contragga per effetto di un urto di pressione mi sembra francamente inverosimile.
          Preghiera, please, di fare riferimento a testi riconosciuti o a documenti ufficiali. Internet ci fa credere che l’acqua di Lourdes sia diversa dall’acqua del sindaco, facciamo attenzione.
          Questa notte studierò altri documenti.
          Saluti

        • Marco DL ha detto:

          Camillo arrenditi!
          Cap 4.2 pag 106
          http://www.e-ipi.net/isri/_media/publications:ag-09-01.pdf

          Mi sto convincendo che i nostri amici vogliono mettere in piedi un laboratorio per realizzare “subcritical microfission” attivate da implosioni da cavitazione.
          L’interesse di Aracu sarebbe spiegabile
          Si tratta di ordigni atomici di quarta generazione, richiedono pochissimi grammi di plutonio reactor grade e la capacità di comprimerlo a sufficienza (questa è la sfida).

          Sempre peggio direi, ero più tranquillo prima…

        • Cimpy ha detto:

          chiedo venia , dr Franchini, non me ne volere :

          Con l’uscita di AC/DC da Daniele sono rimasti solo i tifosi. Non è rimasto un solo esperto. Non riconosco tra i passeri a sostegno un solo fisico, che è uno, o un chimico.

          AC/DC, sei un esperto (nel senso di fisico, chimico)? Mi pareva di aver capito che sei nel settore informatico (come il sottoscritto). Per dire: a prescindere dalla presenza o meno di esperti non credo che l’uscita tua alzi o abbassi il livello della consocenza della fisica (o chimica) nucleare dei 22 ( semmai toglie un po’ di buonsenso a compensare un eccesso di fede…)

          Ecco, adesso me ne torno dietro la lavagna.

        • Renato ha detto:

          “… L’idea che una sfera di plutonio possa contrarsi ad opera di un’esplosione non mi convince per niente … “.

          Mi ricordavo dai tempi di scuola che il peso specifico del Platino aumenta sottoponendo a laminazione un lingotto ottenuto per fusione:
          “… Il suo peso specifico … varia da 21,45 gr. a 23 gr. al centimetro cubo secondo che sia fuso o laminato …” (http://www.morettogioielli.com/Italia/InfoTech/Platino.htm); forse la stessa cosa (aumento di densità sotto adeguata pressione) può succedere anche a una sfera di Plutonio piena.

        • Marco DL ha detto:

          @Renato: no, stiamo parlando di compressione dinamica di un solido a seguito delle pressioni enormi esercitate da una onda d’urto focalizzata.
          Questi aumenti di densità sono completamente reversibili quando l’onda d’urto si esaurisce ed il materiale ritorna alla pressione ambiente.

      • Valerio Peralta ha detto:

        @ Camillo,

        La rete è veramente fantastica, è possibile scaricarsi “The Los Alamos Primer” declassificato! Prometto di dare un’occhiata. Sul plutonio c’è quell’accenno sul link di Marco DL, ma mi pare molto confuso (parla del ruolo del 240Pu come inibente e sulla scarsa resa del modello a due masse, ma non sono un esperto… Ricordavo questa cosa sentita chissà dove: vede come è utile il confronto in un contesto come questo?)

        Saluti

        • Camillo Franchini ha detto:

          Valerio,

          L’ho sempre scritto che io da questo blog ho imparato un mucchio di cose utili. Siamo diventati un bel gruppetto.
          Abbiamo anche risolto il problema dei fisici che erano un po’ assenti. Ora il gruppo è polivalente e funziona come un orologio svizzero.
          Buona giornata

    • Valerio Peralta ha detto:

      @ Camillo, tutti

      Se vi capita, provate a leggere “The Los Alamos Primer”, il libretto di istruzioni preliminari che Serber presentava ai nuovi arrivati! I nomi degli elementi sono in codice, 238U=28, 235U=25, 239Pu=49. Avevano calcolato che 49 era troppo radioattivo per la soluzione a due masse; non c’era un “cannone” di uso pratico capace di imprimere ad una delle due masse una velocità tale da assemblare la massa critica prima di innescare una predetonazione nucleare, con conseguente enorme riduzione dell’efficacia del congegno. Purtroppo non c’è la soluzione definitiva adottata per fat man!

      Saluti

      • Camillo Franchini ha detto:

        Valerio,

        Davvero molto interessante. Così si spiega il trattamento speciale riservato a 239Pu. L’innesco della bomba deve essere per forza diverso. Persico ha fornito un esempio sbagliato. Ai suoi tempi forse Los Alamos Primer non era disponibile.
        Se ho tempo, dò una scorsa anche alla pagina Wikipedia che ci ha indicato Marco. Ma sono giornatacce per queste cose.

  35. Camillo Franchini ha detto:

    @Valerio Peralta

    Anche Haissinsky – La Chimie Nucléaire, Masson fornisce la stessa descrizione:

    Dans les bombes A, deux ou plusiers masses fissibles dont chacune est inférieure à la masse critique et l’ensemble dépasse celle-ci son raprochées mécaniquement avant l’explosion. Elle comportent un dispositif permettant cet assemblage et un autre pour empécher une séparation trop rapide des morceaux produits…

    Ancora:

    G. Friedlander, J. W. Kennedy
    Chimie Nucléaire e Radiochimie
    Dunod

    L’assemblage de la bombe au moment de la détonation peut e^tre effectuée en rapprochant deux masses critiques de matériau fissile.

    On a publié suffisamment d’information pou révéler que la bombe à implosion utilise ce principe et que des lentilles d’explosif puissant y rassemblent trè rapidement les éléments d’une masse critique de matériau fissile.

    I prossimi giorni propongo altro materiale.
    Buona notte

  36. Camillo Franchini ha detto:

    @Marco, Valerio, laptopdicartone, neutrino et al.

    Credo di avere trovato come funziona una bomba a implosione.

    Criticality can be reached by shooting one subcritical hemisphere onto another one by normal explosives (gun-type) or by compressing a subcritical spherical shell into a supercritical sphere (implosion-type).

    … whereas that dropped over Nagasaki was of the implosion type and made from 239Pu.

    K. Lieser
    Nuclear and Radiochemistry
    Wiley, 2001

    Quindi si tratterebbe di un guscio subcritico di materiale fissile che viene trasformato in sfera di materiale supercritico.
    Così le cose mi tornerebbero bene. Si tratta di provocare una variazione di geometria per mezzo di un’esplosione.
    L’idea di modificare la densità del plutonio con un’esplosione era davvero indigesta.

    • Marco DL ha detto:

      la moderazione colpisce ancora…
      Il mio commento contiene il link ad un doc dirimente.
      saluti
      Marco

      • Camillo Franchini ha detto:

        Marco

        la moderazione colpisce ancora…

        Scusa Marco, sai cme funziona.

        La focalizzazione permette di aumentare la densità di circa due volte (pressioni di qualche megabar nel fuoco), avvicinando gli atomi, diminuendo il cammino libero dei neutroni e rendendo supercritica una massa che non lo sarà mai in condizioni umane.

        Altro colpo di scena! Presto saremo in grado di costruirci la nostra bomba.
        Non mettetevi nei guai con la moderazione, vengo a caso solo stasera.

        Buon pomeriggio

        • Valerio Peralta ha detto:

          @ Camillo, Tutti,

          Se andiamo avanti così, finiamo sui radar dei srvz sgrt!

        • Giancarlo ha detto:

          @Valerio
          Mi sembri un po’ ingenuo. Devi solo capire chi di noi ha la barba finta, ammesso che non sia tu.
          Per capire se l’invenzione di AR sia reale basta fare un’unica misura di spettro. Da fuori. Tipo 314 MHz. Non occorre che la macchina sia accesa, basta che dentro ci sia qualcuno.

        • Valerio Peralta ha detto:

          @ Giancarlo,

          Touché!

  37. indopama ha detto:

    cosa succede ad un’ onda di pressione che dall’esterno di un guscio sferico si muove verso l’interno? cosa succede in prossimita’ del centro ai valori di ampiezza e frequenza, quali risultanti?

    • Marco DL ha detto:

      E’ un tema ben studiato, legga questo se le interessa la materia:
      Al’tshuler, L.V. et al, “Investigation of Isentropic Compression and Equations of State of Fissionable Materials”, Phys. Usp., 40, 101-102 (Jan 1997)

    • Valerio Peralta ha detto:

      @ Indopama,

      Attenzione a non confondere onde acustiche, cui si può applicare il concetto di frequenza o di componenti in frequenza, con le onde di shock, in cui questi concetti sono molto meno significativi. Le posso dire che le soluzioni della fluidodinamica classica per onde di shock convergenti in geometria cilindrica o sferica divergono con l’approssimarsi al fuoco, cioè pressione e temperatura tendono ad infinito. Le soluzioni classiche, prodotte dalla dinamica dei mezzi continui, sono però instabili rispetto a perturbazioni di forma. Dato che non è possibile (neanche in linea di principio, data la non continuità dei mezzi materiali a livello atomico), produrre uno shock con perfetta geometria sferica, le instabilità di forma avranno sempre il sopravvento, limitando a valori finiti le grandezze fisiche. Una particolarità: l’instabilità è debole, cresce cioè in modo polinomiale rispetto al tempo e non in modo esponenziale come altri tipi di instabilità che si incontrano in fisica o chimica, quindi il botto è molto forte!

      Saluti

  38. neutrino ha detto:

    @tutti

    discuto di scienza piu’ con voi su questo blog, che nei corridoi del mio dipartimento.

    Questo lo dico con molta amarezza perche’ testimonia lo stato di afasia in qui giace il mio dipartimento (e spero che sia un problema locale).

  39. sandro75k ha detto:

    Tornando a bomba sulla mia considerazione iniziale:
    Se è la noce a muoversi nell’acqua esattamente a velocità sonica (riferita al mezzo acqua), sta benedetta noce si spacca o non si spacca?

    • Giancarlo ha detto:

      @sandro75k
      Sandro, prova a fare una domanda compiuta. E poi, la noce è soggetta alla MQ o solo alla meccanica classica vistro che dentro ci saranno 10^23 atomi circa?
      Non vorrai mica ricominciare con l’additività delle energie delle particelle? Camillo ti banna per sempre.
      E’ una noce di Sorrento o californiana?

  40. mW ha detto:

    Buongiorno a tutti, spero che stiate bene.
    Vedo che qui siamo ancora alla sonda inutile e per di più inesistente.
    L’unica cosa nuova che ho da dire è che Debian 6.0.6 Squeeze permette anche ad un ignorante come me di installarsi un sistema operativo che consuma circa 100MB di RAM al termine dell’avviamento.
    Cimpy, ho fatto ripartire il mio vecchio portatile che da due anni era fermo, a causa del peso degli aggiornamenti di XP.
    Se interessa, vi dò la ricetta?

    • Giancarlo ha detto:

      @mW
      Bentornato. Sei stato via molto. Kenia?

      • mW ha detto:

        Beh in parte hai ragione.
        Ci ho fatto una vacanza qualche mese fa, e mi piacerebbe dire che sono tornato solo ora, giusto per le primarie. In realtà ho avuto troppo lavoro, e, ciliegina sulla torta, ho rischiato di contrarre una pericolosa dipendenza da Linux. Ho resuscitato un PC defunto, e ho rischiato di distruggerne uno funzionante.

    • Cimpy ha detto:

      Ciao mW, che piacere “vederti”. Confesso che ero un po’ preoccupato -sei scomparso a lungo e il tuo spirito arguto mi mancava!
      Non è colpa di Xp vero? Un consiglio: Windows 7 è buono, ma Windows 8 è meglio lasciarlo da parte, almeno su Pc (portatili e non) normali (cioè non touch).
      Ciao!

      • mW ha detto:

        Ciao Cimpy, piacere mio!
        Purtroppo sono poco presente, e non a causa di XP, che sto usando anche in questo momento. Sto comunque organizzando una procedura abbastanza robusta per trovarmi tramite questo blog.
        Inoltre ho scoperto che qui dentro c’è Gabri Chan che fa le domande a Franchini! Epocale. (ciao, GC!)
        W7 va molto bene e lo uso sul mio nuovo portatile, e sta bene così.
        Il mio vecchio portatile era, come sai, inutilizzabile da due anni, e con Debian 6.0.6 ed una procedura dozzinale, è tornato funzionante. Si usa come windows ed è dotato di tutti i conforts!
        I pochi dettagli, qui, possono non interessare, quindi te li darò al bar.
        Intanto scaricati Virtual box o VMWare, e questa ISO.
        http://cdimage.debian.org/debian-cd/6.0.6/i386/bt-cd/debian-6.0.6-i386-xfce+lxde-CD-1.iso.torrent
        Così se sei curioso puoi simulare quello che ho fatto in pochi minuti.
        In pochi minuti potrai simulare ciò che ho fatto.

        • Cimpy ha detto:

          Grazie mW, proverò la Iso tra stasera e lunedì (ma come Rossim, bada che non ti specifico il mese, che sto preso di brutto con… Perl su Unix – a me! E’ uno scandalo!!) su una vm e ti farò sapere.
          Ciao

  41. neutrino ha detto:

    Test sul metodo scientifico:

    ad un commento
    Josephson (Brian, non BrAian 🙂 ) diventa pazzo quando, da anziano, inizia a sperimentare seriamente sulle differenze tra H2O “normale” e H2O “di Lourdes”, convinto che quella francese abbia delle caratteristiche fisiche differenti…

    si risponde
    A Chi è pazzo? Chi nega ciò che non rientra nel modello del mondo che conosce o chi cerca di ampliare quel modello per comprendere ciò a cui – per ora – la scienza (accademica) non dà spiegazione?

    B Sicuramente spetta al ricercatore di suffragare le sue affermazioni. Dire che è folle, penso sia prematuro. Molta gente si riunisce intorno a quell’acqua con particolari aspettative e c’è una grande…tensione spirituale (?)… che POTREBBE anche avere ripercussioni su talune caratteristiche dell’acqua. Aspetterei a crederci, ma anche a crocifiggere chi sta lavorando sull’argomento.

    • tia ha detto:

      Finchè non capiranno che la mente non può influire sulla materia non c’è discorso scientifico che regga visto che tale credenza annulla pure il metodo scientifico stesso minandone il concetto di replicabilità, con la comoda giustificazione “l’esperimento non è riuscito perchè erano troppo negativi, non ci credevano”.

      • indopama ha detto:

        sapresti spiegare meglio in maniera scientifica perche’ la materia e’ isolata dalla mente?

        • Giancarlo ha detto:

          @indopama
          la materia non è assolutamente isolata dalla mente, solo che la mente come la intendono molti non esiste; è solo materia quella che esiste, mi spiace per te ma non c’è nulla di spirituale in giro. Chiedere a mahler che di queste cose se ne intende. Qualcuno dice che è il cuore invece del cervello che contiene i sentimenti: potremmo chiedere a chi ha un cuore artificiale se gli sono spariti pure i sentimenti.
          Se proprio tu credi alla mente, ci puoi dividere il regno animale in due e identificare il confine tra quelli che sono dotati della mente e quelli che non lo sono? Un’ameba è in grado di influenzare un esperimento?

        • indopama ha detto:

          cos’e’ l’intelligenza?

        • Giancarlo ha detto:

          @indopama
          cos’e’ l’intelligenza?
          questa è una domanda difficile. Io la definirei come la capacità di risolvere un problema (per sopravvivere, una volta per noi, ancora adesso per molti animali).
          Per esempio la nocciolaia è intelligentissima: nasconde per l’inverno 30.000 nocciole in 5.000 nascondigli differenti e presumibilmente li ritrova, altrimenti si sarebbe già estinta. Conosco gente che non è in grado di tornare sui suoi passi, perché non ha necessità di salvare la pelle.

        • indopama ha detto:

          io avrei risposto: non lo so.
          non riesco a spiegarmi perche’ io mi sembro intelligente, se questa risiede nel cervello e questo e’ composto da materiali di cibo e aria che non mi sembrano intelligenti.
          alla fine la materia prima del mio corpo e’ come quella la’ fuori, perche’ io si e lei no? oltretutto l’aggrovigliamento ci ha dimostrato che due particelle separate comunicano istantaneamente.
          io direi, ed a me piace essere estremamente scientifico anche se a prima vista non sembra, che ci sono ancora dei punti oscuri nella nostra conoscenza. quindi mi viene da aprirmi al nuovo e non giudico mai niente a priori perche’ di sicuro non conosco tutto.
          pero’, per essere chiari, io non sono contro niente e nessuno, ti dico chiaramente che mi sembrano opportuni e competenti le critiche scientifiche che fate qui dentro, pero’ mi sembra che faticate (non prenderla come un affronto ma solo come una critica costruttiva) ad osservare la realta’ nel suo insieme, soprattutto quando a priori considerate il soggetto estraneo alla realta’ che considerate oggettiva, cosa che tu sai benissimo non essere vera poiche’ il soggetto (tu) e’ sempre presente (mentre il resto passa) ed e’ quello che sperimenta (quindi soggettivamente) tutto.
          giancarlo, non sono qui per incasinare, trollare od altro ma solo per costruire una scienza piu’ avanzata e se ho scritto quello che ho scritto un motivo c’e’. parlo solo di cose che conosco (la conoscenza per me e’ solo cio’ che si e’ sperimentato, il resto rimane informazione), per quello che non conosco come vedi faccio domande a chi credo sappia dare una risposta.
          in definitiva il soggetto centra eccome e se vuoi lo comprendi in due minuti, resta pero’ una tua scelta il volerlo fare o scartare a priori questa parte di conoscenza della vita.

        • Marco DL ha detto:

          Indopama:
          quindi tu non riesci nemmeno a spiegarti come sia possibile che un PC riesca autonomamente a prendere decisioni sulla base di algoritmi ed esperienza acquisita (per esempio per riconoscere un testo scritto su carta da un essere umano o un volto da un altro).
          E tutto questa difficoltà è generata dalla consapevolezza che il PC è costruito con banale materia come silicio, carbonio, rame, oro, …… ottenuta trasformando fredda e stupida roccia.
          corretto?

        • Luca ha detto:

          Lei saprebbe spiegare meglio in maniera scientifica perche’ l’asino non vola?

        • tia ha detto:

          “oltretutto l’aggrovigliamento ci ha dimostrato che due particelle separate comunicano istantaneamente.”

          Cosa avrà voluto dire?

        • indopama ha detto:

          si ma per spiegarlo dobbiamo usare una conoscenza ed un linguaggio un minimo condiviso che pero’ ancora non avete per cui al momento mi astengo dal farlo.
          il punto centrale e’ che a me interessa conoscere quello che io ancora non conosco e invece voi gia’ conoscete, a voi va di fare altrettanto?
          questo e’, dal mio punto di vista, un metodo costruttivo in cui ognuno apporta le conoscenze che ha ed insieme si cerca di ordinarle e renderle utili. un’altra scelta e’ quella di darmi del matto e chiedermi di non rompere piu’ le palle, anche questa da me accettata al pari della prima.

        • Cimpy ha detto:

          il punto centrale e’ che a me interessa conoscere quello che io ancora non conosco e invece voi gia’ conoscete, a voi va di fare altrettanto?

          Sei sicuro di avere qualcosa da insegnare? O forse dovrei dire: cosa ti fa credere che quel che tu pensi di poter insegnare abbia un qualche valore fruori dal tuo mondo? E’ perchè l’hai pensata intensamente così, la realtà?

          Ti devo dare una delusione: dalle mie parti, quel che pensi tu sulla materia fa poco effetto. Tienti le tue conoscenze, non so che farmene. Se vuoi le mie, tengo corsi serali. A pagamento.

        • Giancarlo ha detto:

          @tia
          sta parlando dell’entanglement tradotto aggrovigliamento invece che intreccio. purtroppo non è vero quello che dice, non esiste nessuna comunicazione istantanea, su questo mi pare che i MQ siano tutti d’accordo.

        • Mahler ha detto:

          @indopama

          non riesco a spiegarmi perche’ io mi sembro intelligente, se questa risiede nel cervello e questo e’ composto da materiali di cibo e aria che non mi sembrano intelligenti.

          L’intelligenza è un’astrazione che si dispiega nel tempo. Di conseguenza non è riducibile alle sole componenti la costituiscono per come le fotografi con le tue parole. Se metti insieme a formare un cervello le componenti che a te non sembrano poi tanto intelligenti e a queste ci aggiungi il tempo hai l’intelligenza.

          In volgare, sei intelligente perché
          1. Hai uno “scopo” (qualità che condividi con tutti gli esseri viventi, vegetali compresi),
          2. Hai la capacità di creare meccanismi enormemente complessi per raggiungerlo (qualità in cui il genere umano dovrebbe eccellere, si spera).

          poiche’ il soggetto (tu) e’ sempre presente (mentre il resto passa) ed e’ quello che sperimenta (quindi soggettivamente) tutto.

          Provo a “fregarti” col tuo stesso linguaggio. Dici che ciò che è sempre presente è il “soggetto”. Sei sicuro? Ti definiresti la stessa persona che eri anni fa, o semplicemente l’altro ieri? E cosa saresti senza la realtà che ti circonda, te lo sei mai chiesto? Credi che saresti capace di ragionare allo stesso modo, con le stesse griglie cognitive? La stessa “logica” che tanto ci contraddistingue si apprende, almeno nei meccanismi più basilari, «per emulazione» dalla realtà: analogia.
          Ma soprattutto, parlare di «soggetto» come di un qualcosa di unitario è la più grossa mistificazione che si possa fare. Il «soggetto» semplicemente non esiste e il nostro funzionamento è molto più complesso e legato a enormi quantità di stimoli. E il funzionamento del cervello non è assolutamente centralizzato.

          Saluti.

        • Mahler ha detto:

          E cosa saresti senza la realtà che ti circonda, te lo sei mai chiesto? Credi che saresti capace di ragionare allo stesso modo, con le stesse griglie cognitive? La stessa “logica” che tanto ci contraddistingue si apprende, almeno nei meccanismi più basilari, «per emulazione» dalla realtà: analogia.

          Mi autocito. Un esempio da manuale in questi casi è uno spazio euclideo a quattro dimensioni. Sappiamo costruirci tante figurine carine col prefisso iper da infilare in un mondo a quattro coordinate spaziali e ne conosciamo le trasformazioni: ma secondo te esiste qualcuno al mondo in grado di immaginarlo? La risposta è ovviamente no: sono i limiti della nostra esperienza.

      • Barney Panofsky ha detto:

        Da Passerini ho citato volutamente uno che i believers non conoscono, ma che per l’ambiente in cui lavoro (aerospaziale) e’ paradigmatico: Robert Jahn.
        Questo professore di Princeton e’ -ancora- uno dei piu’ famosi teorici della propulsione elettrica. Un giorno gli prende il matto e fonda il P.E.A.R., un centro di analisi parascientifiche (all’interno della Princeton!!) in cui teorizza esattamente quel che dici sopra: la mente PUO’ influenzare la materia, anzi, puo’ modificare la probabilita’ di un evento http://www.princeton.edu/~pear/staff.html . Guarda gli esperimenti: http://www.princeton.edu/~pear/experiments.html 🙂

        Qualche tempo fa Princeton ha revocato i finanziamenti al PEAR, ora non so cosa facciano. Jahn continua comunque a essere ANCHE un ottimo ingegnere aerospaziale.

        Barney

        • neutrino ha detto:

          @barney
          Al povero ingegnere gli ha detto male, se lo faceva nel 70 avrebbe avuto un pacco di soldi dalla cia

          Russel Targ ….
          At the Stanford Research Institute in the 1970s and 1980s, Targ and his colleague Harold E. Puthoff co-founded a 23-year, $25-million program of research into psychic abilities and their operational use for the U.S. intelligence community, including the CIA, Defense Intelligence Agency and Army Intelligence. These abilities are referred to collectively as “remote viewing.” Targ and Puthoff both expressed the belief that Uri Geller, retired police commissioner Pat Price, and artist Ingo Swann all had genuine psychic abilities.[1] They published their findings in Nature[2] and the Proceedings of the IEEE.[3] From 1972 to 1995 the program was classified SECRET and compartmentalized with Limited Access. That is to say, the program was not only classified, but every single person who was informed about the program had to personally sign a so-called bigot list, to acknowledge that they had been exposed to the program data. However, their work met criticism from some, including psychologists David Marks and Richard Kammann in their 1980 book, The Psychology of the Psychic.[4]
          vedi http://www.biomindsuperpowers.com/Pages/CIA-InitiatedRV.html

          ma non fatelo sapere ai passeri …
          In realta’ la cia ha declassificato il tutto come fuffa, vedi
          [1] “CIA Statement on ‘Remote Viewing’,” CIA Public Affairs Office, 6 September 1995.
          ma continua in segreto a lavorarci.

    • Valerio Peralta ha detto:

      @ Neutrino,

      Se non ho capito male, il suo discorso si applicherebbe altrettanto bene all’ipotetico commento:

      “il presunto pazzo ha iniziato a sperimentare seriamente sulle differenze tra H2O spillata dal Millipore e H2O spillata dal rubinetto”

      O no?

      Saluti

  42. gabrichan ha detto:

    Mi sa che, considerato l’argomento abbastanza esplosivo, siamo tutti stati schedati dalla CIA, dal mossad, e FBI….. 😉

    • Luca ha detto:

      Forza cari mici, se ci impegnamo, riusciamo a “debunkare” pure la leggenda metropolitana di Echelon, il gigantesco orecchio geostazionario che ascolta, raccoglie, filtra e manda ai servizi tutte le c@zzate che scriviamo su internet.
      Secondo me è più pericoloso il full-time engaged lawyer, incaricato da Rossi e Proia, per pizzicare in rete chi parla male del mammozio e ne influenza il COP.

      • gabrichan ha detto:

        Luca non sottovalutare mai la le leggende popolari, hanno sempre una briciola di verità.
        Tornando alla bomba nucleare, Camillo, secondo Te è possibile costruirne una senza avere per forza la massa critica, non dovrebbe dipendere anche dal flusso di neutroni?

        • Camillo Franchini ha detto:

          Gabrichan

          secondo Te è possibile costruirne una senza avere per forza la massa critica, non dovrebbe dipendere anche dal flusso di neutroni?

          Una sorgente di neutroni può trasformare una massa subcritica in un “complesso moltiplicatore” dove escono più neutroni di quanti entrano. Un sistema del genere non può però divergere. Se si allontana la sorgente la produzioni di neutroni si arresta. La divergenza incontrollata o esplosiva si può avere solo con una massa critica.
          Saluti

        • gabrichan ha detto:

          però farebbe un bel botto? o sbaglio?

        • Camillo Franchini ha detto:

          gabrichan

          Del Giudice riesce sempre a stupire; bisognerebbe trovare il tempo per guardare tutti i suoi video.
          Qua comincia subito male, quando afferma che l’articolo di F&P su J. of E. C. era scritto bene, “secondo gli standard attuali”; era talmente bene scritto che dovettero fare in fretta e furia una errata corrige lunga quanto l’articolo stesso.
          Questa notte andrò avanti ad ascoltarlo, perché promette bene.
          Buona giornata a tutti

      • Giancarlo ha detto:

        @Luca
        Vacci calmo con Echelon…

      • tia ha detto:

        ECHELON esiste sul serio.
        Da notare che proprio perchè esiste quasi nessun “complottista” (stile 9/11) ne parla e molti non ne sanno dell’esistenza.

  43. Mahler ha detto:

    @Giancarlo

    non esiste nessuna comunicazione istantanea, su questo mi pare che i MQ siano tutti d’accordo

    Ahia. Argomento scottante. Ti riferisci al dibattito variabili-nascoste versus comunicazione istantanea? Mi sa che è stato risolto inequivocabilmente a favore della comunicazione istantanea da Alain Aspect nel 1982 (http://it.wikipedia.org/wiki/Esperimenti_sulle_disuguaglianze_di_Bell#Aspect.2C_1981-1982).
    Se invece ti riferisci al teorema di non comunicazione (ovvero all'(im)possibilità di conoscere istantaneamente ciò che si trasmette istantaneamente), è tutt’ora insormontato dal punto di vista tecnologico: ma il bello dal punto di vista teorico sembrerebbe aggirabile anch’esso! Esiste l’ormai celebre tesi di dottorato di Birgit Dopfer (sfortunatissimamente scritta in tedesco), allieva di Anton Zeilinger, che cerca di affrontare il problema in modo geniale. In sintesi: l’informazione sulla singola particella resta oscura, of course, ma utilizzando un gruppo di particelle sarebbe possibile trasmettere istantaneamente dei bit classici al prezzo però di sacrificare l’informazione quantistica.
    Qui hai una sintesi dell’esperimento della Dopfer: http://www.analogsf.com/0612/altview.shtml.

    Saluti.

    • Mahler ha detto:

      P.S. Ho notato adesso che la pagina di Wikipedia che descrive l’esperimento di Aspect è del tutto inesatta. Resta vero il succo secondo cui A. A. ha definitivamente messo una pietra sopra l’interpretazione locale della MQ.

    • Giancarlo ha detto:

      @mahler
      Mi riferivo al secondo aspetto. In realtà la tesi della Dopfer è incompleta da questo punto di vista. L’esperimento non contempla quello che stiamo dicendo. Però la questione è complicata assai e io non mi sento assolutamente in grado di discuterne. Una cosa che avevo letto è che spostando opportunamente i rivelatori si riesce a modificare il risultato nel senso che il fotone secondario risente dell’influenza della misura sull’altro prima ancora che questo venga misurato. Siamo alla fantascienza e alla morte del principio di causalità. Secondo me c’è qualcosa di profondo che ci sfugge. Mi devo preparare meglio. Pensa che il primo a fare entanglement su fotoni a lunga distanza è stato un mio amico, N. Gisin. Se ci cerchi su scholar assieme vedrai che ci trovi. Solo che facevamo cose più terra terra assieme.

      • Mahler ha detto:

        @Giancarlo
        Sì è tutto molto complesso, ma fare un riassunto dello stato dell’arte non lo è poi tanto. Ciò che è attualmente dimostrato è che:
        1. Quando si ha a che fare con una coppia di quanti entangled nel caso in cui si faccia collassare la funzione d’onda di A, istantaneamente, a prescindere dalla distanza, collassa anche la funzione d’onda di B. Allo stato attuale la distanza record su cui è stato registrato il collasso istantaneo di funzione d’onda di coppia entangled è di qualche decina di chilometro tramite fibra ottica (se ben ricordo);
        2. Non è possibile trasmettere informazione quantistica istantaneamente e conoscerla allo stesso tempo. Per conoscerla occorre un canale classico (velocità massima: c). Stiamo parlando di quello che in gergo giornalistico si chiama teletrasporto;
        3. L’esperimento (riuscito) della Dopfer utilizza la presenza o meno di un pattern di interferenza di gruppo – fregandosene altamente dell’informazione quantistica relativa alle singole particelle – per trasmettere istantaneamente bit classici;
        4. John G. Cramer sta tentando di replicare l’esperimento della Dopfer con l’esplicito obiettivo di trasmettere informazione indietro nel tempo di qualche millisecondo.
        Se il tentativo di Cramer riesce, l’unico approccio che riuscirebbe a prendere di petto i vari paradossi sul viaggio nel tempo sarebbe molto probabilmente il principio di autoconsistenza di Novikov.
        L’apparente paradosso di Fermi applicato al viaggio nel tempo («Se i viaggi nel tempo sono possibili perché finora non è mai venuto nessun esploratore del futuro a trovarci?») si risolverebbe invece in altro modo (possibilità di trasmettere informazione indietro nel tempo soltanto fino al punto in cui è stato inventato il ricevitore). Ma concorderai con me che a questo punto siamo abbondantemente nella fantascienza e che è bene fermarsi alla tesi della Dopfer e lasciar perdere Cramer 😉

        • Mahler ha detto:

          Mi scuso preventivamente per la digressione fantascientifica che ovviamente nulla ha a che fare col discorso che ha aperto indopama 🙂

        • Marco DL ha detto:

          Mahler:
          sono ignorante, mi aiuti a capire?
          Abbiamo due fasci di fotoni a due a due entangled, mandiamo i due fasci agli antipodi (uno a Tokio e l’altro a Boston +/-).
          Possiamo riconoscere immediatemente se il fascio che riceviamo è costituito di fotoni la cui FO è collassata o no, corretto?
          Se a Tokio facciamo collassare la FO del fascio, immediatamente a Boston osserviamo un fascio di fotoni la cui FO è collassata.
          In questo modo possiamo trasmettere segnali istantaneamente (per esempio usando un codice morse 😉
          Corretto?
          Grazie
          Marco

        • Mahler ha detto:

          @Marco
          Esatto. È il succo dell’esperimento della Dopfer.

        • Mahler ha detto:

          @Marco
          Piccolo Post Scriptum. Giustamente ti chiederai perché un simile esperimento apparentemente tanto banale non sia mai stato fatto prima. Il problema è che non siamo ancora capaci di creare interi fasci di fotoni entangled. La stessa Dopfer dovette “simulare” un fascio sparando fotoni singoli e misurandoli a uno a uno. Da questo punto di vista siamo ancora piuttosto indietro.

        • Cimpy ha detto:

          non siamo ancora capaci di creare interi fasci di fotoni entangled. La stessa Dopfer dovette “simulare” un fascio sparando fotoni singoli e misurandoli a uno a uno. Da questo punto di vista siamo ancora piuttosto indietro.

          Questa cosa mi affascina: qualcuno se la sente di provare a spiegare ad una mascotte praticamente illetterata come si fa a misurare singoli fotoni (cosa si misurerebbe in questo caso, una loro persistenza?). E come si fa a misurarne due (ma uno alla volta) per dimostrare che sono veramente “entangled”? Lo chiedo onestamente, ma vorrei la risposta di un dotto (Mahler, Giancarlo,…), non di un Indopalma.

        • Giancarlo ha detto:

          @mahler, marco
          attenzione, far collassare la FO significa introdurre una correlazione. Per trasmettere informazione io come Alice debbo imporre, a mio piacimento, uno stato sapendo che Bob vedrà uno stato correlato. Ora immaginiamo che io codifichi in polarizzazione. Come dispongo l’esperimento? Posso dire che quando Alice vede una polarizzazione verticale Bob la vede orizzontale e questo ci assicura che abbiamo visto la stessa cosa. Poi ci telefoniamo su canale classico e stabiliamo che quello che abbiamo visto è una chiave di crittografia quantistica. Quantistica perché se Eve si è introdotta, il protocollo usato ci permette di capirlo 100%. Non c’è trasmissione di informazione se non durante la telefonata quando attuo il protocollo.
          Ora se invece volessi trasmettere la sequenza VOVVVOOV, come dovrei fare?

        • Marco DL ha detto:

          @Giancarlo:
          Tu insisti a codificare l’informazione attraverso uno stato (nel tuo caso di polarizzazione). Prova a rinunciare alla lettura/imposizione degli stati.
          Quello che conta è solo la presenza di una FO non collassata o la sua assenza.
          Quanto ci metti a capire se un fascio è costituito (per la maggior parte) di fotoni con FO collassata o no? Quello è il “clock” minimo sulla base del quale trasmetti una sequenza binaria.
          Mi sembra un esperimento veramente troppo facile da realizzare, da quanto tempo si discute di questa cosa? Possibile non lo abbiano ancora testato? Dove sta l’errore?
          Zeilinger nei suoi laboratori dovrebbe impiegare una settimana al massimo per verificare.

        • Mahler ha detto:

          @Cimpy

          Questa cosa mi affascina: qualcuno se la sente di provare a spiegare ad una mascotte praticamente illetterata come si fa a misurare singoli fotoni (cosa si misurerebbe in questo caso, una loro persistenza?). E come si fa a misurarne due (ma uno alla volta) per dimostrare che sono veramente “entangled”?

          È semplice. I fotoni A di coppie entangled colpiscono a uno a uno un rilevatore. Lentamente e con tanta pazienza la Dopfer verifica il formarsi o il non formarsi di una figura di interferenza generata dall’insieme dei fotoni A, in base a cosa aveva frapposto di fronte ai fotoni B.

          @Giancarlo

          Per trasmettere informazione io come Alice debbo imporre, a mio piacimento, uno stato sapendo che Bob vedrà uno stato correlato. Ora immaginiamo che io codifichi in polarizzazione. Come dispongo l’esperimento? Posso dire che quando Alice vede una polarizzazione verticale Bob la vede orizzontale e questo ci assicura che abbiamo visto la stessa cosa. Poi ci telefoniamo su canale classico e stabiliamo che quello che abbiamo visto è una chiave di crittografia quantistica.

          Quello che hai appena esposto è il succo del teorema di non comunicazione, che resta validissimo per dei singoli fotoni: per la trasmettere l’informazione sulla polarizzazione serve il canale classico, come tu stesso hai notato, e Alice e Bob devono quantomeno farsi un colpo di telefono.
          Ma il teorema di non comunicazione non ci dice nulla sull’impossibilità di comunicare altro rispetto a un’informazione quantistica. Nell’esperimento della Dopfer tutti gli stati quantistici restano oscuri: la ricercatrice si limita a disegnare i contorni di una figura macroscopica sulla lavagna e ad annotarla sul quaderno.
          I motivi per cui non viene considerato definitivo l’esperimento della Dopfer sono piuttosto le condizioni in cui è stato condotto, dove un fascio è stato dovuto comunque “simulare”. E sebbene sia andato tutto a meraviglia e sulla carta se ne può dedurre la possibilità teorica di comunicazione istantanea, proprio per le nostre carenze tecnologiche ancora nessuno è stato in grado di mandare un segnale da una parte a l’altra della stanza più velocemente di un raggio di luce, che ancora detiene il record.
          Non mi risulta che dal 1998 a oggi si sia inventato un meccanismo per sparare in due direzioni opposte degli interi fasci di fotoni entangled. O forse sì?

        • Cimpy ha detto:

          Intanto grazie. Comunque “è semplice” si fa per dire, vero?
          😉

        • Mahler ha detto:

          @Giancarlo

          Ora se invece volessi trasmettere la sequenza VOVVVOOV, come dovrei fare?

          Più che verticale/orizzontale, usiamo i bit 0 e 1 e diciamo che
          comparsa-di-figura-macroscopica-d’intereferenza = 0,
          assenza-di-figura-macroscopica-d’inteferenza-no = 1.
          A questo punto dovrebbe essere tutto chiaro. Ma serve il fascio e non il singolo fotone.

          P.S. Dovrei avere ancora un commento in moderazione…

      • Valerio Peralta ha detto:

        @ Marco DL, Mahler, Giancarlo, Cimpy,

        Scusate se mi intrometto, ma non capisco come fate a stabilire, SENZA ALTRA INFORMAZIONE, che la funzione d’onda di un singolo fotone in arrivo è collassata.

        grazie
        Saluti

        • Marco DL ha detto:

          Penso sia impossibile stabilire se la FO è collassata per un singolo fotone. Il trucco è osservarne un numero sufficiente (in gruppo) per vedere come si comportano.
          Se il metodo di osservazione è quello della doppia fessura, è abbastanza semplice capire come stanno le cose.
          Un singolo fotone non ci dice niente.

        • Mahler ha detto:

          @Valerio
          La cosa più semplice per capire l’esperimento è leggere il lavoro della Dopfer. Anche se è scritto in tedesco si possono trovare diverse sintesi in inglese.
          Comunque è più o meno come ha scritto Marco: senza altra informazione non possiamo sapere nulla sulla funzione d’onda del singolo fotone.

        • Cimpy ha detto:

          senza altra informazione non possiamo sapere nulla sulla funzione d’onda del singolo fotone.

          Non me ne vogliate, qui le mie conoscenze sono davvero primordiali:

          Mi par di capire che, in soldoni, se ne sparano un po’ verso diffratori, e da una parte (strada A) si crea un percorso a ostacoli e poi si va a vendere dall’altra (strada B) se quel che è arrivato s’è comportato come se avesse percorso la strada (A) ad ostacoli. Ma non si riesce a seguire il singolo corridore, quindi si va a vedere di pescare nel gruppo che arriva dalla strada (B) se quel corridore (quello praticamente preso a caso) ha il fiatone uguale al suo gemello in (A).
          Domandone: come fai a dire che hai preso proprio un gemello in (B) di uno in (A) ? Non è che lo stabilisci a posteriori perchè hai visto che ha il fiatone? Se del caso, vale davvero?

        • Mahler ha detto:

          @Cimpy

          Mi par di capire che, in soldoni, se ne sparano un po’ verso diffratori, e da una parte (strada A) si crea un percorso a ostacoli e poi si va a vendere dall’altra (strada B) se quel che è arrivato s’è comportato come se avesse percorso la strada (A) ad ostacoli.

          Fin qui tutto ok.

          Ma non si riesce a seguire il singolo corridore, quindi si va a vedere di pescare nel gruppo che arriva dalla strada (B) se quel corridore (quello praticamente preso a caso) ha il fiatone uguale al suo gemello in (A).

          No, il singolo corridore non ci dice nulla senza altra informazione ottenibile solo per via classica.

          Domandone: come fai a dire che hai preso proprio un gemello in (B) di uno in (A) ? Non è che lo stabilisci a posteriori perchè hai visto che ha il fiatone? Se del caso, vale davvero?

          Bisogna dare per scontato che abbiamo a che fare solo con fotoni entangled e che i fotoni non entangled non ci siano o siano veramente pochi (cosa ottenibile ancora con grosse difficoltà). In tal caso, se la figura macroscopica (non il singolo fotone) segue le leggi statistiche del fiatone puoi dire con certezza che dall’altra parte ti hanno voluto trasmettere un bit.
          Se tutto va secondo i piani, puoi stabilire col tuo collega un protocollo: sincronizzerete gli orologi e stabilirete che il cambio di bit deve avvenire ogni trenta secondi. Tu vai su Alfa Centauri, piazzando una sorgente entangled sempre accesa a metà strada. Aspetterete entrambi due anni, il tempo che il fascio entangled raggiunga entrambe le destinazioni, e senza mai più scambiare altre informazioni con lui se la Dopfer ha ragione dovresti essere in grado di ricevere le sue trasmissioni in tempo reale. Sempre se la Dopfer ha ragione

        • Valerio Peralta ha detto:

          @Marco DL, Mahler,

          “Il trucco è osservarne un numero sufficiente (in gruppo) per vedere come si comportano.”

          Scusate, state pensando ad una sequenza di coppie entangled, tipo n[w1*|A, B> + w2*|B, A>] oppure ad una coppia di sistemi di n particelle tra loro entangled, come:
          w1*|A1, B2, A3, …., Bn>+w2*|B1, A2, B3, …, An>?

          Saluti

        • Mahler ha detto:

          @Valerio
          Sequenza di coppie entangled, NON una coppia di sistemi tra loro entangled (tra l’altro in questo secondo caso, tecnologicamente parlando, non si è ancora riusciti a superare neanche gli otto fotoni intrecciati tra loro). In sostanza per ogni fotone che colpisce il nostro rilevatore ce n’è un altro correlato con esso dall’altra parte.

  44. Camillo Franchini ha detto:

    @Marco, Peralta et al.

    Ecco un supplemento di informazioni:

    This spherical blast wave rapidly increases the density of the fuel by reducing its volume without any loss of mass – the metal is actually liquefied before it explodes – and forces the mass to become supercritical.

    Tratto da:
    Swords of Armageddon, 1995

    Questo è comprensibile: un cambiamento di stato può portare a una maggiore densità.

    The high degree of supercriticality and increased efficiency of the use of fissionable material
    attainable from compression constitutes the great advantage of implosion-type weapons over gun-assembly weapons.

    In questo testo non sembra necessario il passaggio guscio —> sfera.
    Ma non è finita qui, la ricerca continua.

    • Valerio Peralta ha detto:

      @ Camillo,

      ho fatto due conti della serva, prendendo i dati da wikipedia, quindi da prendere con le molle. Se le cariche cave, come affermato nei testi sugli esplosivi, possono produrre pressioni da 1 Mbar, allora è possibile (quasi) raddoppiare la densità del plutonio (come riportato da Marco DL); penso che il cambiamento di fase sia trascurabile come effetto, ma aiuta. Ho usato la densità e la velocità del suono (al quadrato, che è poi l’inverso della compressibilità a entropia costante. S=cost. rende il calcolo pessimistico) nel solido. Diciamo che come ordine di grandezza ci possiamo essere….

      Saluti

      • FermiGas ha detto:

        Valerio Peralta scrive:
        Se le cariche cave, come affermato nei testi sugli esplosivi, possono produrre pressioni da 1 Mbar, allora è possibile (quasi) raddoppiare la densità del plutonio

        Ho fatto una stima analoga e mi torna come ordine di grandezza.
        Presi E, G, ν da En.Wikipedia (E = 96 GPa, G = 43 GPa, ν = 0,21) ho stimato K ≈ 60 GPa. Ho poi risolto l’eq.
        K = – V (∂p / ∂V)|T=cost
        trovando che V2 / V1 = 0,189
        da cui ρ2 / ρ1 = 1 / 0,189 = 5,29.

      • FermiGas ha detto:

        Una valutazione con un’eq. di stato un po’ più precisa (per es. l’eq. di Murnaghan), mi conferma il quasi raddoppio della densità con pressione di 1 Mbar.

  45. Camillo Franchini ha detto:

    @Giancarlo

    Nell’articolo di Santoro si trovano diversi passaggi divertenti

    Diebner e i suoi in Germania

    si dedicarono alle reazioni nucleari prodotte o catalizzate con la pressione. Si accorsero però che la pressione applicata all’uranio da sola non bastava a innescare la reazione a catena e quindi passarono dalle onde di pressione alle onde d’urto. Si accorsero però che la pressione applicata all’uranio da sola non bastava a innescare la reazione a catena e quindi passarono dalle onde di pressione alle onde d’urto.
    ….
    Lo strumento che essi impiegarono fu la dinamite, ma a forma di sfera cava, contenente uranio nella cavità, perché l’esplosivo cavo era il modo migliore per indirizzare opportunamente l’energia e la pressione dell’esplosione.

    Si capisce da questi dettagli perché Hitler perse la guerra.
    Santoro la pianta lì, non ci informa che anche la pressione d’urto prodotta dalla dinamite non trasformò l’uranio in bomba. Improvvisamente Santoro sembra perdere interesse per quello che scrive.

    Per ottenere la cavitazione, Taleyarkhan fece vibrare con gli ultrasuoni l’intero contenitore del liquido. Purtroppo questo sistema si è dimostrato altamente instabile e soggetto a rompersi molto facilmente.

    “Altamente instabile”? Se è vero, è divertente; tutta l’energia veniva dispersa sul contenitore che ovviamente finiva per rompersi, sbatacchiato in quel modo.
    E’ come scuotere una mucca perché rilasci latte.

    • Valerio Peralta ha detto:

      @ Camillo,

      ““Altamente instabile”? Se è vero, è divertente; tutta l’energia veniva dispersa sul contenitore che ovviamente finiva per rompersi, sbatacchiato in quel modo.
      E’ come scuotere una mucca perché rilasci latte.”

      Altro particolare buffo: non esiste altro metodo per creare campi ultrasonici risonanti in un contenitore. E’ lo stesso metodo che ha poi (dice di aver?) usato Crdn nei suoi esperimenti col Th. Ci sono sistemi per evitare la rottura della cella!
      Taleyarkhan diceva inoltre di ottenere la buona vecchia fusione DD. Come si lega al piezonuke?

      Saluti

    • Valerio Peralta ha detto:

      @ Camillo,

      E’ inoltre interessante notare come facciano grosse confusioni tra vari fenomeni. Per esempio: io non riesco mai a capire se per i piezoN, pressione==onda di pressione. Quando Crpntr provoca cambiamenti quasistatici sui suoi campioni, applica comunque un’ “onda di pressione”? Oppure l’onda è dovuta al rilascio della pressione, in concomitanza con la frattura? Se prendo una barra di ferro e la TIRO fino a romperla, produco neutroni? Hanno mai fatto una prova? Se la pietra viene stirata fino a rottura, invece che compressa, cosa succede?
      Crdn ha lavorato a lungo con i militari, cui non mancano gli esplosivi. Hanno mai fatto qualche prova col la madre di tutte le onde d’urto? Sono domande semplici, che solo dei ricercatori da Rotary (Lions?) Club possono trascurare. Oppure i dati ci sono, ma sono sottoposti a NDA?

      Scusate lo sfogo, ma il credito che certa gente riesce ad acquisire con puro marketing, senza vera sostanza scientifica, mi fa inc….are. Sono veramente interessati a quello che dicono di aver scoperto? O è solo un pretesto?.

      Saluti

      • Camillo Franchini ha detto:

        Valerio

        Crdn ha lavorato a lungo con i militari,

        C’è qualcosa di morboso nei rapporti di Crdn con i militari; è talmente affascinato dalla divisa che l’ha appioppata perfino al povero Giovanni Cherubini, che non è un colonnello ma un impiegato civile della difesa, come la Rosetto.
        Ci vorrebbe uno psicologo per capire perché ha detto quella piccola, innocente bugia.

  46. indopama ha detto:

    quindi secondo voi Cardone se usasse una forma sferica nei suoi esperimenti otterrebbe risultati migliori?

    • Valerio Peralta ha detto:

      @ Indopama,

      Non confondiamo la possibilità di RADDOPPIARE la densità del plutonio con detonazioni da 1 Mbar, trasformando una massa subcritica in una supercritica, con i fantasiosi esperimenti di Crdn, che implicano variazioni di densità di vari ORDINI di GRANDEZZA!
      Secondo la fisica conosciuta, cose del genere possono avvenire nelle supernovae…

      Saluti

    • Camillo Franchini ha detto:

      Indopama

      quindi secondo voi Cardone se usasse una forma sferica nei suoi esperimenti otterrebbe risultati migliori?

      Per quanto l’energia di cavitazione sembri importante, è del tutto insignificante rispetto a quello che serve per disintegrare un nucleo di ferro. Gli ultrasuoni interessano strutture cristalline, al massimo le cortecce elettroniche esterne degli atomi. Più in là non vanno.
      Cardone commette l’errore tipico di molti fisici: non si cura degli ordini di grandezza delle grandezze che mette a confronto. Mai confrontare un nucleo con un atomo. E’ l’errore che tutti i fisici ff commettono. Quante volte Giancarlo avrà insistito su questo punto.

      • Marco DL ha detto:

        Magari Cardone si è messo in testa di continuare le (pretese) ricerche di Diebner con tecnologie più moderne puntando sulla compressione da cavitazione.
        E la favoletta del ferro serve solo a depistare.

  47. indopama ha detto:

    capisco la differenza degli ordini di grandezza, pero’ Cardone dice di fare uscire qualche neutrone mica di far esplodere tutto il provino. non dico che da li’ tiri fuori energia utile ma non potrebbe essere che andando verso il centro le vibrazioni dai reticoli possano passare ai nuclei? in fondo sono connessi tra di loro… per questo prima avevo chiesto cosa succedeva ad una vibrazione che andava dall’esterno di una sfera verso il suo centro.
    poi che il metodo di una pressa sia da scartare questo mi sembra chiaro ma il concetto in se’ potrebbe essere sviluppato, se valido, in altra maniera dal lato pratico.
    anche nelle stelle queste reazioni non sono forse causate dalla forza di base della gravita? altrimenti non capisco la dipendenza dalla massa.

    • Camillo Franchini ha detto:

      Indopama

      Cardone dice di fare uscire qualche neutrone mica di far esplodere tutto il provino.

      Anche per estrarre un solo neutrone dal ferro serve un singolo proiettile di energia adeguata. Non importa se sono disponibili mille proiettili di energia inferiore; le loro energie non si sommano. Queste cose le sappiamo dall’inizio del secolo scorso. Ce le insegnarono Planck e Einstein. E’ chiaro che una martellata contiene più energia di una particella, ma il martello non è lo strumento adatto per concentrare l’energia che serve per spaccare il ferro. E’ questione di concentrare l’energia in una singola particella, da indirizzare su un singolo nucleo.
      E’ quello che non sanno i piezo. Non tengono conto della quantizzazione dell’energia. Cardone parla addirittura di “pressione”, quella che serve per spremere un’arancia di Sicilia. Va bene quando parla presso un Club, ma va bene solo lì.

      • indopama ha detto:

        cristalli, reticoli, nuclei. differenza di svariati ordini di grandezza, pero’ se stanno insieme un qualcosa che li lega e che parla lingue cosi’ distanti tra loro ci dev’essere, no?

        • Valerio Peralta ha detto:

          @ Indopama,

          Hai colpito il nocciolo della questione. La fisica conosciuta, con innumerevoli esperimenti, ha potuto stabilire che le forze che tengono uniti i componenti del nucleo (protoni e neutroni) sono diverse da quelle che tengono uniti gli elettroni ai nuclei e gli atomi tra loro.

          Saluti

        • Giancarlo ha detto:

          @indopama
          immagina di avere uno scalino e una pallina che deve salire sopra. Basta un unica schicchera (dalle mie parti si chiama così) ben assestata coll’indice che viene rilasciato dal pollice per farla salire. Un milione di schicchere consecutive debolucce non ce la fanno. E’ un concetto semplicissimo ma stenta dopo un secolo ad essere compreso. In più le schicchere non possono sommarsi tra di loro.

        • Valerio Peralta ha detto:

          @ Indopama,

          usando la tua metafora, protoni ed elettroni parlano “atomiano” e in alcuni rarissimi casi, di nascosto, anche “decadentiano”; gli atomi tra loro parlano un dialetto simile all'”atomiano”; protoni e neutroni parlano tra loro “nucleiano” stretto. I neutroni non capiscono l'”atomiano”, ma colgono qualche parola di “decadentiano”. Gli elettroni non capiscono il nucleiano stretto.

          Saluti

        • Valerio Peralta ha detto:

          @ Indopama,

          Dimenticavo: tutte le particelle parlano anche una lingua comune, il “massiano”, ma solo a voce bassissima; se ci sono particelle che parlano altri dialetti, lasciano subito perdere il “massiano” e usano la lingua che si può sentir meglio…

          Saluti

        • Camillo Franchini ha detto:

          Indopama,

          bisogna distinguere tra corteccia elettronica degli atomi e nuclei. A parte un fenomeno che si chiama cattura elettronica, i due sistemi hanno un comportamento del tutto indipendente. La chimica si occupa della corteccia elettronica degli atomi; la chimica nucleare si occupa dei nuclei. Mondi del tutto diversi, a parte la rispondenza comune alla leggi della termodinamica.

  48. indopama ha detto:

    “La fisica conosciuta, con innumerevoli esperimenti, ha potuto stabilire che le forze che tengono uniti i componenti del nucleo (protoni e neutroni) sono diverse da quelle che tengono uniti gli elettroni ai nuclei e gli atomi tra loro.”
    anche se fossero diverse, quando prendo in mano un pezzo di ferro e lo muovo da qui a li’ esercitando una forza (che in questo caso riusciamo a misurare bene) agisco anche sui nuclei perche’ anche quelli si muovono li’ e non restano qui. quindi le forze, anche se diverse, parlano per lo meno tra loro. questo il concetto per cui e’ verosimile che dal macro qualcosa si debba muovere fino al micro. certo quando muovo il pezzo di ferro non spappolo i nuclei, quello si pero’ in linea di concetto tutto e’ collegato e trasferibile e come riesco a trasferire dal macro l’energia al nucleo per muoversi da qui a li’ c’e’ anche caso che riesca a farlo per romperlo. no?

    • indopama ha detto:

      il dibattito, se ho capito bene, e’ fra chi dice come voi che il micro si rompe solo con un altro micro e Cardone che dice che agendo sul macro si puo’ rompere anche il micro. in linea di concetto Cardone non mi sembra sulla strada sbagliata, e’ il come farlo che non e’ conosciuto (per quel materiale. pero’ l’esempio di una bomba atomica e’ un trasferimento di energia dal macro al micro fino a romperlo, anche se in quel caso si utilizza un materiale al limite della criticita’ per romperne il piu’ possibile.

    • Cimpy ha detto:

      anche se fossero diverse, quando prendo in mano un pezzo di ferro e lo muovo da qui a li’ esercitando una forza (che in questo caso riusciamo a misurare bene) agisco anche sui nuclei

      Come dire che quando un treno si muove, siccome la polvere sul sedile su cui ti sei seduto si muve col treno, l’origine del moto della polvere è…l’elettricità che fa andare la motrice del treno. Più o meno, giusto per rendere l’idea: pensi davvero, spostando un oggetto con le mani, di spingere i nuclei? Uno ad uno, magari?

      • indopama ha detto:

        si ed e’ proprio quello che accade, i nuclei da qui si muovono li’. o no? rimanendo ordinati fra loro.
        e’ palese il trasferimento di forza dal macro al micro (ne avete parlato per un bel po’ a proposito della bomba atomica), qui si discute sul come concentrare la forza dal macro ad un nucleo di ferro affiche’ si rompa (come accade nella bomba atomica). poi per avere energia in eccesso devo farlo al meglio, non che mi ci vogliono 10 milioni di martellate per rompere un nucleo (come fa Cardone), l’energia che immetto deve essere meno di quella che libera il nucleo, se faccio questo mi e’ utile altrimenti no.
        il discorso dovrebbe essere sul metodo, poi che il ferro non faccia partire una reazione a catena per fortuna e’ cosi’ e per spaccare nuovi nuclei occorrono nuovi proiettili, fatti di cosa e’ da scoprire. Cardone dice che i proiettili si possono fare anche non di gamma e in linea di principio mi sembra possibile, solo che non li abbiamo mai visti questi proiettili diversi dai gamma. voi dite che se non li abbiamo mai visti non ci sono?

        • Cimpy ha detto:

          @indopama: non ti viene il dubbio che muovendo una macrostruttura, tu agisca su essa, mentre le micro (atomiche) strutture neanche se ne accorgano (e per questo restino ordinate) ma siano trasportate dal contenitore esterno? Non ti viene il dubbio che, sotto un certo livello, le forze esterne siano un po’ come un moto uniforme? La terra gira. A te gira la testa? E se scopri che gira anche la via Lattea, ti gira ancora di più?

        • Valerio Peralta ha detto:

          @ Indopama,

          ” l’energia che immetto deve essere meno di quella che libera il nucleo, se faccio questo mi e’ utile altrimenti no.”

          Su questo si può mettere il cuore in pace: qualsiasi cosa faccia ai nuclei del ferro, non avrà mai un guadagno di energia, può solo scegliere come minimizzare la perdite. Come ha messo in evidenza Giancarlo, per formare il ferro i suoi nucleoni si sono liberati, in passato, di tutta l’energia in eccesso. Ora stanno sul fondo di un pozzo profondo, per farli uscire bisogna fornire energia. Se decidiamo di pagare il dazio energetico per loro, possiamo al massimo, se siamo dei maghi, riavere il dazio, ributtandoli nel pozzo.
          Il piezoN può essere tante cose, sicuramente non una fonte di energia.

          Saluti

        • Camillo Franchini ha detto:

          Valerio,

          Indopama deve anche sapere che le informazioni che gli stai dando hanno un riscontro quantitativo rigorosissimo. Qualsiasi banca dati gli fornisce i numeri per controllare se una reazione nucleare è eso o endoergica. Non si illuda nemmeno di contare sull’effetto tunnel o su un catalizzatore, perché questi strumenti servono solo per le reazioni esoergiche. L’effetto tunnel delle emissioni alfa esiste solo perché alle fine si ha una degradazione dell’energia, i pezzi che trovi dopo posseggono meno energia (i nucleoni sono legati più strettamente) del pezzo che hai lasciato. La termodinamica è sempre in agguato e vince sempre.
          Il piezo è sconfitto da dati numerici precisi, mica da ipotesi di lavoro.

      • mW ha detto:

        scusate ma io Cimpy lo devo quotare.

    • Valerio Peralta ha detto:

      @ Indopama,

      Mi spiace che non abbia colto il disegno che emerge dalla babele delle lingue delle particelle. Ci sono solo quelle quattro lingue. Le sue azioni “macro” si riducono praticamente a parlare “atomiano” con gli atomi. Ci pensano poi i mediatori culturali, elettroni e protoni, a tradurre agli altri. In questo modo, tutte le particelle del suo blocco macroscopico di ferro si muovono, in media, coerentemente. Il sogno di Carp&Card è di parlare (da fuori) direttamente in atomiano ai nuclei, in particolare ai neutroni. Non è mai stato possibile. Anche nelle masse critiche di fat man noi , dall’esterno, creiamo solo occasioni di socialità inaspettata, usando ATOMI i cui NUCLEI sono particolarmente espansivi e possono parlarsi scambiandosi neutroni, che parlano nucleiano. Il nucleo di ferro è il più chiuso di tutti gli elementi; i suoi protoni e neutroni sono eremiti. Li si può scuotere dall’esterno solo con PARTICELLE che parlino molto forte nucleiano o che gridino a squarciagola in atomiano verso i protoni. Non basta il brusio atomiano prodotto da fuori: anche la più forte sollecitazione atomiana prodotta da una carica cava, distribuita sui 10^23 nuclei del suo blocchetto di ferro, lascia nella più completa indifferenza i nucleoni, che parlano tra loro il nucleiano stretto; al massimo si spostano tutti insieme un po’ più in là. Crdn infatti non usa la fisica conosciuta, ma una sua fisica sconosciuta.

      Saluti

  49. Giancarlo ha detto:

    @indopama
    cristalli, reticoli, nuclei. differenza di svariati ordini di grandezza, pero’ se stanno insieme un qualcosa che li lega e che parla lingue cosi’ distanti tra loro ci dev’essere, no?

    Sì, questo qualcosa che riconcilia lingue distanti esiste e si chiama fisica mainstream. E’ descritta nei libri da secoli, anche se ultimamente si è perfezionata molto. L’ultima volta qualche mese fa al CENR. La praticano milioni di scienziati e miliardi di persone in tutto il mondo. Applicata alla tecnologia produce cose mirabili, come Curiosity su Marte, Pioneer a due volte la distanza di Plutone dal sole che ancora funziona e ci manda segnali. La tastiera da cui ci mandi i tuoi messaggi, la roba che bevi e mangi. Poi esiste una fisica di nicchia praticata da vari personaggi che affermano cose strane in contrasto con la fisica mainstream. Che sia in contrasto non vuol dire che sia sbagliata, forse è sbagliata la mainstream. Solo che questi scienziati di nicchia, quando gli fai una domanda diretta non rispondono mai. Parlano solo tra di loro e si applaudono a vicenda pure quando dicono cose in contrasto tra di loro. Srivastava ha appena esaltato Manuello. Peccato che il piezonucleare di Srivastava non sia quello di Manuello. Ma fanno finta di non saperlo e vivono felici. Cardone e Carpinteri producono milioni di milioni di neutroni, però ne misurano solo cento. Producono anche gamma, ma questi miracolosamente scompaiono nelle pieghe dello spazio tempo deformato e gli conferiscono energia e soprattutto non fanno male: non sia mai che la PF sia dannosa! come potrebbe il buon Dio permettere una cosa simile in un laboratorio cristiano a maggioranza cattolica (sic alibi). Quello che non sono mai riuscito a capire è dove finisca l’energia che dicono, alle volte, non sempre, di produrre. E’ possibile accenderci un LED? Scaldarci un grammo d’acqua? Un milligrammo di sale? Un picogrammo di alluminio? Per favore, ditecelo, non resistiamo. Però non ci dite, per cortesia che servono nuovi esperimenti. Sono anni che mostrate sempre gli stessi dati, andando in giro per il mondo, probabilmente a spese del contribuente. Saltate un viaggio e coi soldi risparmiati spaccate un altro granito e misurate i neutroni come quelli che lo sanno fare per mestiere vi hanno suggerito. Non misurate di nuovo 1,3 neutroni nell’intervallo 7, non ci casca più nessuno.
    Ieri affascinato da loro esperimenti (meno dannosi, in verità per l’equilibrio delle persone psicolabili) su effetti quantistici indotti da fasci di luce incoerente ad alta intensità ne ho voluto effettuare uno simile. Da solo, nel mio laboratorio. Ho chiamato mio figlio e gli ho detto: guarda di che cosa sono capace. Poi, mi sono girato dando le spalle al televisore acceso e ho premuto il tasto del telecomando puntato verso la parete opposta. Con grande meraviglia il televisore ha cambiato canale. Ho detto a mio figlio di aver provocato un’interazione quantistica tra le onde emesse dal mio cervello e il fascio di luce infrarossa del telecomando. L’interazione ha curvato la luce e l’ha diretta verso il televisore. Mio figlio ha chiamato a raccolta il resto della famiglia e ha commentato: “Bisogna farlo interdire”. Non ha rispetto per la scienza border line, si rifugia sempre nel suo Amaldi.

  50. Giancarlo ha detto:

    Propongo una colletta per assoldare un killer che vada a Bali e faccia fuori indopama. Altrimenti non ce ne liberiamo più.

  51. indopama ha detto:

    hahaha,
    guarda Giancarlo che sono d’accordo col tuo discorso, a me piacciono le cose utili e la fisica mainstream lo e’ e la uso quotidianamente con successo. le critiche agli sperimentatori di confine si fanno come le fate voi, lasciando pero’ sempre una porta aperta al nuovo che di sicuro c’e’. il killer fallo tu, ti fai pagare il viaggio, facciamo una vacanza insieme (che poi magari la conoscenza del soggetto ti torna utile) poi al ritorno racconti che l’obiettivo e’ stato raggiunto e mi tolgo dai commenti, tanto poi ci penso tu a rompergli le palle una volta che avrai conosciuto qualche regola nuova della “creazione”. sono altamente contagiose…
    🙂

    • Cimpy ha detto:

      una volta che avrai conosciuto qualche regola nuova della “creazione”. sono altamente contagiose…

      Anche Ron Hubbard è stato molto contagioso per un sacco di persone. Non significa che le sue “teorie” sull’esistente fossero corrette o anche solo scientificamente passabili. E tu sei simpatico la metà di lui.

    • Giancarlo ha detto:

      @indopama
      meno male che sei spiritoso e capisci se uno scherza. ci sono certi permalosi in giro…
      nusa dua è sempre lì? la vedi?
      ricordo degli stranissimi pesci enormi, fatti a cuneo, che si nascondevano sotto le rocce.
      mio figlio ha appena vinto una scommessa sul calcio. gioca da settembre e ha recuperato 32,72 euro. Se ha capito il meccanismo e continua a vincere mi metto in società di capitali con lui, mi faccio pagare il viaggio e ti vengo a trovare.

  52. Valerio Peralta ha detto:

    @ Tutti,

    Leggo (per pura morbosità) dalla slide 35 presentata oggi da A. Manuello, identica a quella della presentazione russa di Crpntr:

    “This reaction [Fe->2(Al+n)] would be activated where the environment conditions (pressure and temperature) are particularly severe, and mechanical phenomena of fracture, crushing, fragmentation, comminution, erosion, friction, etc., may occur.”

    Sorge un grave problema, non so se Crpntr et al. ne hanno avvisato la protezione civile, avvicinandosi il 21/12: Il nucleo solido della terra, formato da una lega di Fe e Ni si trova da alcuni miliardi di anni a circa 330 GPa di pressione ed a 5000 K di temperatura. E’ sovrastato da una massa di ferro liquido in movimento, che provoca molto probabilmente “crushing, fragmentation, comminution, erosion, friction, etc”, soprattutto etc.
    Ora, perché non abbiamo un nucleo di alluminio e le bussole continuano a funzionare?
    L’ipotesi più plausibile è che il nucleo si trovi in un pericoloso stato metastabile nucleare, un isomero pronto a convertirsi improvvisamente in alluminio, decretando la fine del mondo. Molto probabilmente è intervenuta fino ad ora la divina provvidenza, ma quanto durerà? Le autorità competenti (e quelle incompetenti) devono essere avvisate!

    Saluti

    • Giancarlo ha detto:

      @Valerio
      Guarda, a me è passata la voglia. Ci ho provato ma mostrano sempre lo stesso esperimento e non si pongono mai in posizione autocritica. Ho misurato questo e penso che sia… però potrebbe anche essere… discutiamone un momento.
      Manuello, se è quello della foto mi pare giovane, lo saprà che si sta distruggendo il futuro? La sicurezza con cui vengono affermate alcune cose che al resto del mondo appaiono stronzate immani è sconcertante. Ma l’avete visto come si forma il sale da cucina? Per fortuna che a giudicare dalle citazioni i loro lavori non li legge nessuno. O meglio li leggono e non li citano. Le loro teorie sono non falsificabili perché tutto si aggiusta ad hoc.

      • Valerio Peralta ha detto:

        @ Giancarlo,

        Posso capire il suo sconforto, ma sono evidenze come queste che demoliscono queste pretese pseudoscientifiche; non è necessario fare alcun nuovo esperimento. L’osservazione del quotidiano smentisce le affermazioni di frontiera. La scienza funziona così; il nuovo modello ha delle ripercussioni su tutto quello che osserviamo quotidianamente. Almeno questo deve essere salvo; con il piezo non lo è!

        Saluti

    • indopama ha detto:

      “Il nucleo solido della terra, formato da una lega di Fe e Ni si trova da alcuni miliardi di anni a circa 330 GPa di pressione ed a 5000 K di temperatura. ”
      piu’ mi avvicino al centro e piu’ la gravita’ si abbassa, non ho mai capito cosa schiaccia il nucleo a quelle pressioni.

      • Valerio Peralta ha detto:

        @ Indopama,

        La pressione deriva dal peso di tutti i chilometri di ferro e roccia che stanno sopra. Pensa alla pressione aumentata sul fondo delle profondità abissali (che sono comunque più vicine al centro della terra).

        Saluti

  53. Giancarlo ha detto:

    @cimpy
    Ricominciamo da qui. Misurare i fotoni è abbastanza semplice. Il tuo occhio riesce a misurarne anche 4-5 nell’oscurità assoluta. Con gli strumenti ti serve eliminare il rumore. Questo proviene dall’ambiente o dal rivelatore stesso. Quello dell’ambiente è trascurabile, perché, se ti metti nel verde, la temperatura equivalente è migliaia di K, per cui è difficile che tu abbia qualcosa di così caldo, sempre che hai spento tutte le lampadine 🙂
    Il rumore elettrico (dark current, la corrente che vedi pure a detector accecato) lo minimizzi raffreddanto il rivelatore ad esempio con azoto liquido. con vari accorgimenti a me è risultato abbastanza agevole misurare 20 fotoni. misurarne uno diventa un po’ più difficile. soprattutto per via della statistica di Poisson, per cui anche se ti arrivano 10 fotoni in contemporanea c’è una probabilità su un miliardo (esattamente, non è un numero casuale) di non vederne nessuno. In realtà negli esperimenti a singolo fotone se ne mandano un po’ in sequenza, prima o poi uno lo vedi. oppure in esperimenti complicatissimi si fa interferire il fotone con se stesso.
    I fotoni entangled si ottengono con cristalli non lineari. si fa entrare un fotone UV e ne escono due verdi, lungo le intersezioni di due coni (di diffrazione? aiuto…). poiché deve conservarsi la quantità di moto le polarizzazioni sono ortogonali. il fenomeno è statistico e i fotoni entangled escono quando vogliono. tutto questo complica assai l’esperimento e non si è mai sicuri che l’interpretazione che viene data sia sempre quella giusta. per fortuna che da una lampadina ne escono un bel po’ e non abbiamo problemi.
    per misurare fotoni entangled li puoi per esempio far entrare in due cubi separatori di polarizzazione. in uno dei due cammini il fotone uscirà con probabilità 1/2 da una delle due bocche. nell’altro cammino dall’altra. io non vedo (discorso di cui sopra) come si possa sovrapporre l’informazione classica in questo esperimento. se pure la modulazione corrisponde all’inserimento del cubo divisore o alla sua rimozione o di un polarizzatore, sull’altro i fotoni continueranno ad uscire metà da una faccia e metà dall’altra in entrambi i casi, solo correlati. puoi essere solo sicuro che sono arrivati ortogonali a come li vedi tu (perché hai fatto collassare le due FO).

    • Cimpy ha detto:

      Grazie anche a te, Giancarlo (il grazie per Mahler è finito in moderazione)

      I fotoni entangled si ottengono con cristalli non lineari. si fa entrare un fotone UV e ne escono due verdi, lungo le intersezioni di due coni (di diffrazione? aiuto…). poiché deve conservarsi la quantità di moto le polarizzazioni sono ortogonali. il fenomeno è statistico e i fotoni entangled escono quando vogliono

      Dunque, mi risulta un po’ oscuro il meccanismo per cui da un fotone ne ottengo due. Vado sulla fiducia che la diffrazione possa farcela, ma non capisco neanche perchè il fenomeno debba essere statistico ovvero perchè dovrebbero uscire gemellati quando gira a loro.

      Perdonino tutti la bestialità che vado a chiedere, ma : c’è certezza della concretezza del fenomeno, o qualcuno pensa che potrebbe trattarsi di un qualcosa di illusorio (stile ombre cinesi per intenderci, o tipo miraggio o immagine virtuale tipo specchio – guarda un po’: sarebbe speculare…)? Sarà sicuramente la prima, e io tornerò dietro la lavagna…

    • Mahler ha detto:

      @Giancarlo

      Il fenomeno è statistico e i fotoni entangled escono quando vogliono. tutto questo complica assai l’esperimento e non si è mai sicuri che l’interpretazione che viene data sia sempre quella giusta.

      Altro motivo per cui l’esperimento della Dopfer è ancora considerato precario: per eliminare il “rumore” dovette usare un canale classico tra A e B per capire quali fossero i fotoni realmente entangled e scartare gli altri. Tuttavia fu proposto in seguito un metodo per alzare l’occorrenza stocastica dei fotoni entangled rispetto a quelli non entangled all’80%: abbastanza per poter effettuare misurazioni senza l’uso del canale classico per rimuovere il rumore.

      io non vedo (discorso di cui sopra) come si possa sovrapporre l’informazione classica in questo esperimento. se pure la modulazione corrisponde all’inserimento del cubo divisore o alla sua rimozione o di un polarizzatore, sull’altro i fotoni continueranno ad uscire metà da una faccia e metà dall’altra in entrambi i casi, solo correlati. puoi essere solo sicuro che sono arrivati ortogonali a come li vedi tu (perché hai fatto collassare le due FO).

      Il dibattito è tutt’altro che concluso. Ecco un’altra brevissima sintesi dell’esperimento http://casimirinstitute.net/coherence/Jensen.pdf.

      @Tutti

      Vi propongo questo bell’articolo scritto nel 2005 da Anton Zeilinger et al.:
      Happy centenary, photon.

      A quanto ne so Zeilinger ormai si occupa quasi esclusivamente di crittografia. È un campo piuttosto remunerativo.

      Saluti.

  54. Camillo Franchini ha detto:

    @Tutti

    E’ finita Coherence 2012 con i soliti ff e i soliti preparatini che ripetono le solite banalità sulla LENR e sulle caratteristiche miracolose dell’acqua. Daniele ha composto con diligenza la sua chanson de geste, con notevole spirito di sacrificio e senso di dedizione alla causa. Diligente e discreto come Bonaiuti.
    Il Leitmotiv è: state tranquilli, fonde con fatica ma fonde.
    La Conforto riesce sempre a fregare un po’ di tempo con una lunga relazione; ci va apposta.
    Questa volta sono riusciti a entrare di sguincio anche i miniatomi, il pallino di Lino Daddi.
    Avranno molto sofferto per l’assenza dei piezo di rango. Immagino che Cardone sia stato legato su una sedia e imbavagliato. Stessa sorte sarà toccata a Del Giudice, il principe dei preparatini, infaticabile presenzialista.
    A sua insaputa Daniele riesce a inserire una buona, anzi, ottima notizia:

    Robert è venuto al convegno dall’India… da La Sapienza, qui accanto, non è venuto nessuno. Ribadisco che è curioso pensare che nei laboratori de La Sapienza e della maggioranza delle Università italiane la fusione fredda è “bandita” e che essa è ormai entrata nel terreno dell’evidenza e della replicabilità grazie a ricercatori indipendenti e appassionati.

    Qualcosa si muove; una ventina di anni fa qualcuno della Sapienza si sarebbe fatto vivo; ci sono voluti vent’anni per bandire definitivamente la ff dall’interesse degli accademici italiani (se ci dimentichiamo di UniBoh). Forse ricordo male, ma i primi convegni Coherence si tennero in ambienti concessi dalla Sapienza di Roma. Ora se lo sognano.

  55. indopama ha detto:

    “le emissioni [di neutroni] di massima intensità sono state registrate al momento della rottura da schiacciamento con conteggi di neutroni superiori al valore di fondo di uno o due ordini di grandezza [1-3].”
    lo leggete nei documenti che hanno proposto?

    link: http://22passi.blogspot.com/2012/12/coherence-2012-pomeriggio-prima-parte.html

  56. Camillo Franchini ha detto:

    @Valerio, Marco et al.

    Visto che l’argomento è venuto improvvisamente di attualità mi sono comperato il libro:

    Rainer Karlsch, Heiko Petermann
    Für Und Wider “Hitlers Bombe”: Studien Zur Atomforschung In Deutschland
    Waxmann, 2007.

    Credo che sarà interessante. In particolare vedrò come procedeva Diebner con le sue onde di pressione.

  57. Camillo Franchini ha detto:

    @Giancarlo

    Non si può dire che al PoliTO lavorino con un ritmo indiavolato: Manuello ripropone un ppt che abbiamo visto fino alla nausea. I dati proposti sono vecchi di almento 5 anni.
    Cos’è, hanno finito il granito di Luserna? Aspettano fondi comunitari per continuare nelle loro sapienti frantumazioni? Speriamo che quel ppt non riprenda a girare il mondo a nostre spese. Non vedo l’ora di votare; spero che il prossimo governo sia più attento a come investire in ricerca. L’attuale languido Profumo non mi sembra la fine del mondo come decisionista. Dove l’hanno pescato?

    • Vortex ha detto:

      Camillo non è vero, nelle slide ci sono diverse novità, leggi con più attenzione.

      • neutrino ha detto:

        @vortex

        letto tutto con attenzione.
        Roba vecchia …..

      • Camillo Franchini ha detto:

        Vortex,

        Ci siamo già conosciuti? Benvenuto comunque,

        Se mi indichi le diapositive nuove mi sarai di aiuto. Nuove almeno rispetto a The Unexplored Atom. Ammetterai che c’è un certa tendenza al bradipismo produttivo; lesti più che altro a partecipare a congressi, convegni, ecc. Mi sembrano dei gran furbacchioni 😉 .Francamente non me l’aspettavo da un giovane come Manuello.

    • Giancarlo ha detto:

      @Camillo
      La cosa che mi stupisce è che nessuno si fermi a guardare le slide con attenzione, anche quelle prive di formule. La distribuzione dell’alluminio lungo le dorsali telluriche non corrisponde alle mappe che si trovano in rete, neppure ai link citati nella slide di Manuello. La distribuzione massima di bauxite si trova in paesi immuni dai terremoti.
      L’apoteosi si raggiunge su 22passi con un commento del Santo: Qui trovi la mappa dei maggiori giacimenti di bauxite (il minerale da cui viene estratto l’alluminio metallico):
      http://www.ing.unitn.it/~colombo/PROCESSO%20BAYER/web/Processo%20Bayer_file/image021.gif
      e la risposta esilarante di Daniele: a me sembrerebbe che quella mappa rappresenti la distribuzione del PROCESSO BAYER (con cui si estrae Alluminio) dalla Bauxite, o sbaglio? Dunque che c’azzecca con la distribuzione dell’Alluminio sul pianeta? Bravo, una gran bella mossa di DISINFORMAZIONE, applauso!

      Quindi, essendo il processo bayer quello con cui si estrae allumina dalla bauxite, qualcuno si è preso la briga di mappare gli stabilimenti in giro per il mondo.
      Ma non basterebbe guardare alluminio su wikipedia se proprio non si sa fare di meglio? Lì la mappa c’è ed è molto simile a tutte le altre che si trovano e a quella del Santo, meno che a quella di Manuello. Chi fa disinformazione? Col cloruro di sodio gli dice male, per la sua solubilità è diffuso in tutti i mari, i supermercati e le cucine. Massima concentrazione in Portogallo per via del baccalà. Non possono disporlo solo sulle dorsali.

      • sandro75k ha detto:

        @Giancarlo

        mi pare che qui ci sia un fraintendimento…
        mi sembra che gli accumuli di bauxite, dalle carte di distribuzione che si trovano su internet, siano lungo i piani di faglia sui margini continentali passivi dove come è noto non v’è nessuna attività sismica attuale ma sono zone che precedentemente sono state interessate da fenomeni distensivi di grossa portata come succede ad esempio fra Africa e penisola arabica… Questo non vuol dire che tali sforzi tettonici abbiano determinato piezoeffetti, è solo quello che credo di avere capito…

        • Marco DL ha detto:

          @Sandro:
          Tu la storia dell’alluminio l’hai capita molto bene, hai solo deciso un approccio buonista con Carpenter.
          Ricapitolo: l’alluminio è il metallo più presente nella crosta terrestre, è anche il terzo elemento nella classifica globale, a ruota dopo ossigeno e silicio. Sta ovunque in grande quantità (Argille, rocce effusive, granito,…)
          Ai fini della presenza fisica dell’elemento (dove e quanto), menzionare i giacimenti di bauxite come fa Carpenter è da dementi.
          Questi giacimenti sono insignificanti rispetto a tutto il resto dell’alluminio nella crosta (soprattutto feldspati).
          In termini economici, è una follia estrarre l’alluminio da feldspati e affini e la bauxite rimane la sola roccia (economicamente) interessante. Qualsiasi mappa sui giacimenti di bauxite non ci informa sulla presenza di alluminio nella crosta terrestre, ci informa solo sui posti dove, a seguito di processi di laterizzazione, si è concentrata una buona quantità di un composto dell’alluminio economicamente estraibile.
          Anche se tutti i giacimenti fossero a ridosso di punti di sforzo tettonico intenso sarebbe folle pensare questi come generati da processi piezonucleari.

        • Camillo Franchini ha detto:

          Marco

          Meno male che siamo in tanti a ribattere colpo su colpo. Le tue considerazioni su feldspati, bauxite e diffusione dell’alluminio sulla crosta terrestre sono ineccepibili e prima o poi andavano scritte. Lo sa Crpnt che la comune argilla è un silicato idrato di alluminio impuro per ferro, prodotto ultimo delle trasformazione di feldspati e leucite? Ha idea di quanto sia diffusa sulla crosta terrestre la comune argilla, la creta?
          Le cavolate che si leggono negli articoli e nei ppt di C&C sono talmente numerose che bisognerebbe mettere in piedi una task force per demolirle in un documento unico da pubblicare a spese dell’INRIM.

  58. GabriChan ha detto:

    @Tutti,
    http://www.22passi.it/coherence2012/Mondaini-Trasmutazioni.pps
    guardando il lavoro proposto da Renzo Mondaini mi sembra di una banalità estrema da riprodurre e verificarne l’esattezza, perché nessuno lo fa? anche solo per smentirlo?

    • oca sapiens ha detto:

      @GabriChan
      “perché nessuno lo fa?”
      Forse perché è già stato fatto, anche in Italia?

    • Camillo Franchini ha detto:

      GabriChan

      il lavoro proposto da Renzo Mondaini mi sembra di una banalità estrema

      E’ la caratteristica di tutti gli apparati ff; ai tempi del ff rush, in Giappone misero in vendita un kit per fare ff in garage. Per questa ragione i test di controllo procedettero così in fretta. A metà 1989 nessuno si occupava più di ff, a parte la coda di irriducibili di cui ci occupiamo oggi.

  59. robi ha detto:

    http://www.xmx.it/trasmutazioni2.htm
    per corretta informazione su link della signora Sapiens

  60. mW ha detto:

    PS, mi scuso se ho postato links in gran numero.
    E’ cosa che qui non si fà.

  61. Giancarlo ha detto:

    @Mahler, Marco
    Qui è un po’ fuori tema ed è più filosofia che fisica. Inoltre è difficile discuterne su un blog. Inoltre sono stato molto esitante prima di postare questo commento per non fornire appigli a qualcuno dei nostri amici che potrebbero montarsi la testa avendo invece solo scritto corbellerie come già mostrato in precedenza. Mi sono occupato una decina di anni fa o forse più 🙂 di crittografia quantistica. Da ingegnere, senza pretese da fisico che si intenda veramente (?) di meccanica quantistica, però qualcosa ho dovuto leggere. Qualcosa l’ho anche scritta, se riesco a farmi spedire una copia ve la giro.
    Conoscevo Zeilinger prima che lo citasse Mahler. Consiglio vivamente a tutti “The Dance of Photons”: didattico ma profondo, senza neppure una formula. Per puro caso è allegato alle Scienze di questo mese. Correte in edicola prima che finisca.
    Zeilinger non cita mai l’esperimento della sua tesista; il libro è del 2010, la tesi del 1999. Forse si è accorto che qualcosa non va. Cita ovviamente A.A, la replica più accurata sua e di Wheis e quella di Nicolas Gisin. Sono stato al GAP di Ginevra, da Gisin e ho visto il suo set-up: impressionante. Gisin ha un gemello abile matematico, una bella fortuna.
    Io sono principalmente interessato alla trasmissione dell’informazione (classica). Sono stati proposti degli esperimenti di entanglement che dovrebbero dar luogo a trasmissione di informazione a velocità superluminale (ovviamente anche su 22passi). Questo si dice contrastare la relatività. In effetti lo fa, perché se così fosse l’informazione potrebbe tornare indietro nel tempo e i numeri che mi hanno fatto vincere il jackpot potrebbero essere pubblicati su un giornale e io dovrei condividere la mia vincita con milioni di altri. Un po’ come il figlio che tornato indietro nel tempo uccide il padre prima che questo lo generi. Zeilinger non esclude che si possa avere trasmissione superluminale senza trasmettere informazione e senza violare la relatività, oppure con messaggi inintellegibili. Coglie un aspetto sostanziale che a me non può che far piacere, non avendo mai capito a fondo la MQ e prediligendo Shannon nella sua interezza come perfezionato da McEliece: l’importanza del bit, e tenta di riformulare la MQ su questa base, partendo dal principio che ogni esperimento MQ risolve una domanda binaria, ossia crea un bit di informazione. Quando misuro la polarizzazione di un fotone in realtà sto misurando qualcosa che prima non esiste (la polarizzazione del fotone) e la mia misura risponde ad una domanda più elementare: se piazzo un polarizzatore verticale il fotone passa o no?
    Questo lo porta a definire uno spazio 3D (ad esempio lo spazio dei valori di spin lungo tre assi x,y,z) in cui, conseguentemente ad una misura, il punto evolve. Si riottiene l’equazione di Schroedinger. Zeilinger è arrivato a ridefinire l’informazione, ma qui si fa più difficile e io sono un semplice orecchiante. Se poi consideriamo gli sviluppi nella stessa direzione di van ‘t Hopf (olografia) a porre il bit al centro della fisica, c’è solo da immaginare che forse a breve il quadro si farà più comprensibile.

    E questi a cercare miracoli nel ferro, nel nickel e nel palladio.

    PS: Celani sta distribuendo i suoi fili a destra e a sinistra; solo Mario Massa è rimasto senza, e pensare che era l’unico che poteva dargli gloria ineccepibile. Sarebbe passato alla storia come il primo FF certificato; invece rischia di passare alla storia solo per la Donazione di Costantana.

  62. Camillo Franchini ha detto:

    @Tutti

    Non riesco a fare copia/incolla da
    play.google.com/books/reader
    Certamente è per ragioni di copyright.
    Si tratta di un e-book.
    Peccato, perché ho trovato del materiale interessante di Kurt Diebner, con lo schema di una bomba a gusci concentrici (Kugelschalanordnung, disposizione a gusci sferici).
    Ancora più interessanti sono i mininuke.
    Ho scoperto che avete pienamente ragione, a cominciare da Marco DL: si può comprimere materiale nucleare e ridurre la massa critica di quasi due ordini di grandezza. (Die kritische Masse von 235U um fast zwei Groessordnungen herabsetzen kann!)
    Grandissimo esperto del settore era un certo Sylwester Kalisky, polacco, direttore dell’accademia militare di Varsavia dal 1969 al 1974. Le sue ricerche sulla miniaturizzazione delle bombe a fissione non piacquero ai Sovietici, che non gradivano concorrenti nucleari nel blocco orientale. Kalisky morì in un incidente d’auto sospetto.
    Chiedo all’editore il permesso di tradurre alcuni estratti. Però devo prima sapere come si fa un copia/incolla di un e-book. Se si può fare.

  63. robi ha detto:

    http://www.rexresearch.com/goldfein/goldfein.htm
    consiglio alla signora Sapiens di leggersi anche questo

  64. mikecas ha detto:

    @robi
    esistono delle storie di Topolino molto più scientificamente fondate… ma non credo sei in grado di rendertene conto…

  65. Camillo Franchini ha detto:

    @Giancarlo

    Ho bisogno del tuo giudizio. Cito me stesso:
    si può comprimere materiale nucleare e ridurre la massa critica di quasi due ordini di grandezza. (Die kritische Masse von 235U um fast zwei Groessordnungen herabsetzen kann!)
    Fin dall’inizio questa riduzione di volume di un metallo ottenuta attraverso potentissime onde d’urto mi ha lasciato perplesso. Nell’opera citata la contrazione arriva a due ordini di grandezza; non sarà troppo? In fondo dove sono i testimoni di quegli eventi ultrasegreti? Basta saper scrivere una formula per poter affermare che essa rispetta la realtà?

  66. Camillo Franchini ha detto:

    @Tutti

    347 commenti in 9 giorni: non è male per un monobloggo.
    Per non affaticarci troppo a scorrere, ho impostato Cardone 4.
    Buona domenica a tutti!

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